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Giacomo Sacco

Appunti di Costruzioni Edili

Vincoli e Reazioni Vincolari con


esercizi svolti di statica di
strutture piane isostatiche

(Novembre 2017)
Statica dei sistemo piani - Autore: Ing. Giacomo Sacco

Indice
Gradi di libertà , vincoli e reazioni vincolari pag. 3
Esercizio N. 1 - Trave appoggiata con forza concentrata pag. 5
Esercizio N. 2 – Trave appoggiata con carico uniformemente distribuito pag. 7
Esercizio N. 3 – Trave incastrata con forza concentrata all’estremità pag. 8
Esercizio N. 4 – Trave incastrata con carico uniformemente distribuito pag. 5
Esercizio N. 5 – Trave appoggiata con forza concentrata inclinata pag. 6
Esercizio N. 6 – Trave appoggiata con sbalzo e carico uniformemente distribuito pag. 7
Esercizio N. 7 – Trave appoggiata con sbalzo pag. 8
Esercizio N. 8 - Trave appoggiata con sbalzi pag. 9
Esercizio N. 9 – Trave incastrata ed appoggiata con cerniera interna pag. 10
Esercizio N. 10 - Portale zoppo a tre cerniere pag. 11
Esercizio N.11 - Arco a tre cerniere pag. 13
Esercizio N.12 - Trave inclinata pag. 14
Esercizio N.13 - Arco a tre cerniere 2 pag. 15

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Statica dei sistemo piani - Autore: Ing. Giacomo Sacco

GRADI DI LIBERTA' , VINCOLI E REAZIONI VINCOLARI

Gradi di libertà

Un qualsiasi oggetto che giace su un piano, come il rettangolo in figura è libero di muoversi
nel piano stesso passando, ad esempio, dalla posizione A alla posizione B.

Il rettangolo può essere arrivato nella posizione B attraverso una


serie di movimenti che noi non conosciamo, ma che possiamo ricondurre
a tre movimenti: uno spostamento parallelo a x dx che possiamo
chiamare anche traslazione orizzontale, uno spostamento parallelo a y,
che possiamo pure chiamare come traslazione verticale, e una rotazione
intorno al proprio baricentro. In totale, quindi, diciamo che qualsiasi corpo
nel piano può muoversi nei modi prima descritti, che sono in
totale tre e prendono il nome di gradi di libertà.

I Vincoli

Ovviamente noi non vogliamo che le nostre costruzioni si muovano: una costruzione
qualsiasi che si muove, vuol dire che si sta rompendo, ma come fare per impedire che la nostra
struttura non si muova? Semplice: bisogna vincolarla e gli oggetti che servono a vincolarla
prendono il nome, appunto di vincoli.
Prendiamo come esempio il tronco in figura, esso
è semplicemente appoggiato sugli argini del ruscello,
chiaramente esso non può sprofondare verso il basso,
però se lo si spinge in orizzontale, basta superare la
resistenza opposto dall'attrito tra tronco e argini e il
tronco si sposta. Come possiamo rappresentare,
semplificandola, in modo da poter eseguire i calcoli
necessari, questa situazione di vincolo? Il tipo di vincolo
ideale, quindi approssimato e non corrispondente
perfettamente alla realtà (non si può fare diversamente perché, altrimenti i calcoli sarebbero
impossibili) viene chiamato appoggio semplice, e si rappresenta così: Ossia un triangolo su due
ruote, l'asse segnato in rosso, prende il nome di asse del carrello.

Quali sono le differenze con la situazione reale? Per spostare il tronco in


orizzontale è necessario comunque applicare una forza per vincere l'attrito, mentre
il nostro carrello, ha delle ruote completamente prive di attrito, per cui basta una
forza appena maggiore di zero per farlo muovere, il tronco poggia su una
superficie, anche se limitata, mentre se immaginiamo il nostro tronco poggiato sul
carrello, non poggerà su una superficie, ma su un punto.

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Statica dei sistemo piani - Autore: Ing. Giacomo Sacco

Allora la situazione reale del tronco, sulla carta può essere rappresentata come nella figura,
dove sono state introdotte altre semplificazioni: il tronco è stato rappresentato con solo una linea
come se avesse una sola dimensione, approssimazione
che si può accettare se la lunghezza è molto più grande
della sezione, cosa che si verifica in questo caso, ma
anche il peso dell'omino è stato rappresentato in modo
approssimato, con la forza P concentrata in un punto,
mentre il peso dell'omino, in realtà poggia sulla superficie
delle sue scarpe che, per quanto piccola, non è zero.
Come fa il carrello a impedire che la trave subisca una
traslazione verso il basso? ovviamente deve esercitare una forza che si oppone a P ed è diretta
secondo l'asse del carrello (fig. 1). Il carrello può avere l'asse non verticale, ovviamente, la
reazione sarà sempre diretta secondo l'asse del carrello (fig.2).

Figura 2
Figura 1

In definitiva il carrello può esercitare una sola reazione vincolare, che può avere qualsiasi
verso e qualsiasi valore, ciò dipende dalle forze che agiscono sulla trave.
Se eliminiamo le ruote al carrello e lo ancoriamo al suolo, esso non
può più spostarsi, abbiamo così un nuovo vincolo detto cerniera (fig. 3).
Essa esercita sempre due reazioni vincolari, una forza orizzontale (indicata
con O nella figura) e una forza verticale (indicata con V nella figura.) Non
ha importanza come è disposta la cerniera, le reazioni sono sempre due.

Figura 3
L'ultimo vincolo che esamineremo è
l'incastro, esso esercita tre reazioni: due sono forze, mentre la terza è
un momento (fig. 4). Questo vincolo è in grado di eliminare, da solo
tutti e tre i gradi di libertà: traslazione orizzontale, verticale e rotazione.

Figura 4
Strutture labili, isostatiche e iperstatiche

Abbiamo detto che i corpi nel piano, hanno tre gradi di libertà, che sono: una traslazione
orizzontale, una traslazione verticale e una rotazione, per impedire questi possibili movimento
dobbiamo inserire dei vincoli in grado di esercitare almeno tre reazioni. Inoltre queste tre reazioni
devono essere opportunamente situate. Prendiamo ad
esempio la trave di figura 5, essa è vincolata con una
cerniera e un carrello, la cerniera esercita due reazioni, il
carrello una, complessivamente tre reazioni, pari al
numero di gradi di libertà, inoltre vediamo che la
Figura 5
disposizione dei vincoli è tale da impedire ogni
spostamento: non può muoversi in orizzontale, perché
ciò viene impedito dalla cerniera, non può muoversi in verticale, perche ciò viene impedito dalla
cerniera e dal carrello, non può ruotare perché ciò comporterebbe un movimento dei punto A o B

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in verticale, cosa impedita dai vincoli. Poiché le reazioni vincolari sono tre e la trave certamente in
equilibrio, la trave si dice isostatica. Vediamo, nella figura 6 come pur con gli stessi vincoli, la trave
non è in equilibrio. Essa, infatti subisce una rotazione intorno al punto A.
Se sostituiamo la cerniera con un carrello
abbiamo una struttura dove le reazioni vincolari,
Figura 6 essendo due, sono minori dei gradi di libertà. In
questo caso la struttura si dice labile (figura 7).

Figura 7

Viceversa se mettiamo vincoli tali che esercitino


più di tre reazioni vincolari, come nella figura 8, la
struttura si dice iperstatica.

Figura 8

Se utilizziamo l'incastro, basta solo un vincolo per rendere la trave isostatica, infatti
l'incastro esercita tre reazioni vincolari. Ricapitolando: se ci sono meno di due reazioni vincolari la
struttura è labile, se ci sono tre reazioni vincolari, disposte in
modo tale che la struttura non possa subire alcun
spostamento, la struttura si dice isostatica, se ci sono più di tre
reazioni vincolari la struttura si dice iperstatica. Diciamo subito
che le strutture labili non sono ammesse, perché instabili. le
Figura 9
strutture ammesse sono quelle isostatiche e iperstatiche.

I carichi.

I carichi che agiscono sulle strutture sono di due tipi carichi concentrati e carichi distribuiti.
I carichi concentrati sono applicati in un punto, mentre quelli ripartiti sono distribuiti su una
lunghezza della struttura. Nella figura 9 è mostrato
come una situazione reale viene rappresentata
schematicamente, per poter eseguire i calcoli: l'uomo,
poiché i suoi piedi poggiano su un'area ristretta, viene
rappresentato con una forza concentrata F di intensità
equivalente al peso dell'uomo stesso e misurata in N o
multipli del N, mentre i sacchi di cemento che
poggiano su una lunghezza più estesa della trave,
vengono rappresentati con un carico distribuito q che
agisce su una lunghezza pari a quella su cui poggiano
i sacchi di cemento e che si misura in N/m.
Figura 9

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Calcolo delle reazioni vincolari

Ci occuperemo nel seguito, del calcolo delle reazioni vincolari delle sole strutture
isostatiche, le strutture iperstatiche non saranno oggetto di tale dispensa.

Gli equilibri alla traslazione orizzontale, alla traslazione verticale e alla rotazione, sono
verificati quando, rispettivamente, la somma delle forze orizzontali è uguale a zero, la somma delle
forze verticali è uguale a zero, la somma dei momenti, calcolati rispetto ad un punto generico, è
uguale a zero. Su quest’ultima equazione di equilibrio si precisa che il punto può essere qualsiasi e
non deve necessariamente fare parte della trave. Naturalmente conviene, per comodità di calcolo,
fare coincidere, tale punto, con uno degli appoggi, perché in tal modo, compare una incognita in
meno nell’equilibrio alla rotazione e quindi, il sistema si risolve più facilmente.

Esercizio N. 1 - Trave appoggiata con forza concentrata

Impostiamo le tre equazioni di equilibrio, in questo caso, per l’equilibrio alla rotazione
abbiamo scelto il punto A.

Il verso delle reazioni viene scelto a piacere, anche se è buona norma che si scelgano versi
tali da fare in modo che le reazioni si oppongano alle forze esterne. Nel caso in cui la scelta dei
versi non è stata appropriata, le reazioni che si otterranno dal calcolo avranno il segno meno.

Oa = 0 equilibrio alla traslazione orizzontale



Va − F + Vb = 0 equilibrio alla traslazione verticale
− F ⋅ a + V ⋅ ( a + b ) = 0
 b equilibrio alla rotazione

Oa = 0 Oa = 0
 
Va − 10.000 + Vb = 0 Va + Vb = 10.000
− 10.000 ⋅ 2 + V ⋅ (2 + 3) = 0 − 20.000 + 5 ⋅ V = 0
 b  b

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Oa = 0 Oa = 0 Oa = 0
  
Va + Vb = 10.000 Va = 10.000 − Vb Va = 10.000 − 4.000 = 6.000 d a N
5 ⋅ V = 20.000  V = 4.000 d N
 b
Vb =
20.000
= 4.000 d a N  b a

 5

Esercizio N. 2 – Trave appoggiata con carico uniformemente distribuito

Si ricorda che il carico uniformemente ripartito q è il carico che agisce su di un metro di trave.
Scegliamo come punto rispetto al quale calcolare i momenti, il punto A.

 
Oa = 0 Oa = 0 Oa = 0
  
Va + Vb − q ⋅ l = 0 Va + Vb − 2.000 ⋅ 5 = 0 Va + Vb − 10.000 = 0
  V ⋅ 5 − 25.000 = 0
l
Vb ⋅ l − q ⋅ l ⋅ = 0
5
Vb ⋅ 5 − 2.000 ⋅ 5 ⋅ = 0  b
 2  2


Oa = 0 Oa = 0 Oa = 0
  
Va + Vb = 10.000 Va = 10.000 − Vb Va = 10.000 − 5.000 = 5.000 daN
V ⋅ 5 = 25.000  V = 5.000 daN
 b Vb =
25.000
= 5.000 daN  b
 5

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Esercizio N. 3 – Trave incastrata con forza concentrata all’estremità

L’incastro esercita tre reazioni vincolari: una reazione orizzontale, indicata con O, una
Verticale, indicata con V ed un momento, indicato con Mi. Il verso delle reazioni è stato messo a
piacere, così come il senso di rotazione della reazione Mi. Se tale verso scelto non è appropriato,
le reazioni calcolate avranno il segno negativo. Come punto rispetto al quale calcolare i momenti,
si è scelto l’incastro. Si ricorda che la reazione Mi è già un momento, pertanto assolutamente non
va moltiplicata per la distanza.

O = 0 O = 0 O = 0 O = 0
   
V − F = 0 V − 16.000 = 0 V = 16.000 V = 16.000 d a N
M − F ⋅ l = 0 M − 16.000 ⋅ 2 = 0 M − 32.000 = 0 M = 32.000 d Nm
 i  i  i  i a

Esercizio N. 4 – Trave incastrata con carico uniformemente distribuito

Come al solito è stato scelto l’incastro come punto rispetto al quale calcolare i momenti.

  
O = 0 O = 0 O = 0 O = 0
   
V − q ⋅ l = 0 V = + q ⋅ l V = 2.000 ⋅ 2,5 V = 5.000 d a N
  2  2 M = 6.250 d N ⋅ m
l
M i − q ⋅ l ⋅ = 0 M i = + q ⋅ l M i = 2.000 ⋅ 2,5  i a
 2  2  2

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Esercizio N. 5 – Trave appoggiata con forza concentrata inclinata

Quando si è in presenza di una forza inclinata, la si scompone secondo una direzione orizzontale
ed una direzione verticale. Le componenti orizzontali e verticali, vengono calcolate usando le
funzioni trigonometriche Seno e Coseno.

Fv = F ⋅ senα = 10.000 ⋅ sen30° = 5.000 d a N


Fo = F ⋅ cos α = 10.000 ⋅ cos 30° = 8.660,24 d a N

Oa + Fo = 0 Oa + 8.660,24 = 0 Oa = −8.660,24


  
Va + Vb − Fv = 0 Va + Vb − 5.000 = 0 Va = +5.000 − Vb
− F ⋅ a + V ⋅ (a + b ) = 0 − 5.000 ⋅ 2 + V ⋅ (2 + 3) = 0 − 10.000 + V ⋅ 5 = 0
 v b  b  b


Oa = −8.664,24 Oa = −8.664,24 Oa = −8.664,24 d a N
  
Va = +5.000 − Vb Va = +5.000 − Vb Va = +5.000 − 2.000 = 3.000 d a N
V ⋅ 5 = 10.000  V = 2.000 d N
 b Vb =
10.000
= 2.000  b a

 5

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Esercizio N. 6 – Trave appoggiata con sbalzo e carico uniformemente


distribuito

q = 1000 daN/m

l = 4,00 m

a = 1,00 m

Va + Vb − q ⋅ (l + a ) = 0 equilibrio alla traslazione verticale


 (l + a ) = 0

Vb ⋅ l − q (l + a ) equilibrio alla rotazione rispetto ad A
 2
Oa = 0 equilibrio alla traslazione orizzontale

Sostituendo I valori si ha:

V a + Vb − 1000 ⋅ (4 + 1) = 0 Va + Vb − 5000 = 0 Va + Vb − 5000 = 0


  
 (4 + 1) = 0 Vb ⋅ 4 − 12500 = 0 Vb ⋅ 4 = 12500
Vb ⋅ 4 − 1000 ⋅ (4 + 1)
 2 O = 0 O = 0
O a = 0  a  a

Va = 5000 − Vb
 Va = 5000 − 3125 = 1875 d a N
 12500 
Vb = = 3125 d a N Vb = 3125 d a N
 4 O = 0
Oa = 0  a

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Esercizio N. 7 - Trave appoggiata con sbalzo - carico uniformemente


distribuito e forza concentrata

l= 4,00 m; a = 1,00 m; q=2.00 daN/m; F=5000 daN

Va + Vb − q ⋅ l − F = 0 equilibrioalla traslazione verticale




Vb ⋅ l − q ⋅ l − F ⋅ (l + a ) = 0
l
equilibrio alla rotazione rispetto ad A
 2
Oa = 0 equilibrio alla traslazione orizzontale

𝑽𝒂 + 𝑽𝒃 − 𝟐. 𝟎𝟎𝟎 ∙ 𝟒, 𝟎𝟎 − 𝟓. 𝟎𝟎𝟎 = 𝟎;
𝟒, 𝟎𝟎
�𝑽𝒃 ∙ 𝟒, 𝟎𝟎 − 𝟐. 𝟎𝟎𝟎 ∙ 𝟒, 𝟎𝟎 ∙ − 𝟓. 𝟎𝟎𝟎 ∙ (𝟒, 𝟎𝟎 + 𝟏, 𝟎𝟎) = 𝟎
𝟐
𝑶𝒂 = 𝟎

𝑽𝒂 + 𝑽𝒃 − 𝟖. 𝟎𝟎𝟎 − 𝟓. 𝟎𝟎𝟎 = 𝟎 𝑽𝒂 + 𝑽𝒃 − 𝟏𝟑. 𝟎𝟎𝟎 = 𝟎


�𝑽𝒃 ∙ 𝟒, 𝟎𝟎 − 𝟏𝟔. 𝟎𝟎𝟎 − 𝟐𝟓. 𝟎𝟎𝟎 = 𝟎 �𝑽𝒃 ∙ 𝟒, 𝟎𝟎 − 𝟒𝟏. 𝟎𝟎𝟎 = 𝟎
𝑶𝒂 = 𝟎 𝑶𝒂 = 𝟎

𝑽𝒂 = 𝟏𝟑. 𝟎𝟎𝟎 − 𝑽𝒃 𝑽𝒂 = 𝟏𝟑. 𝟎𝟎𝟎 − 𝑽𝒃 𝑽𝒂 = 𝟏𝟑. 𝟎𝟎𝟎 − 𝟏𝟎. 𝟐𝟓𝟎 = 𝟐. 𝟕𝟓𝟎 𝒅𝒂𝑵
𝟒𝟏.𝟎𝟎𝟎 𝟒𝟏.𝟎𝟎𝟎
�𝑽𝒃 ∙ 𝟒, 𝟎𝟎 = 𝟒𝟏. 𝟎𝟎𝟎 �𝑽𝒃 = 𝟒
= 𝟏𝟎. 𝟐𝟓𝟎 𝒅𝒂𝑵 � 𝑽𝒃 = = 𝟏𝟎. 𝟐𝟓𝟎 𝒅𝒂𝑵
𝟒
𝑶𝒂 = 𝟎 𝑶𝒂 = 𝟎 𝑶𝒂 = 𝟎

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Esercizio N. 8 - Trave appoggiata con sbalzi

q= 4.000 daN/m; F=10.000 daN;

Come convenzione dei segni è stata assunta quella degli esercizi precedenti. Il carico distribuito, è
stato suddiviso in due parti: q*1.00 che è il carico sullo sbalzo, e q*4.00, che è il carico in
campata. Tale suddivisione facilita la scrittura dell’equilibrio alla rotazione, ma, ovviamente, non è
indispensabile. Per l’equilibrio alla rotazione si è scelto il punto A.

Va + Vb − q ⋅ (1 + 4 ) − F = 0 Va + Vb − 4.000 ⋅ 5 − 10.000 = 0


 
 
Vb ⋅ 4 − F ⋅ (4 + 1) − q ⋅ 4 ⋅ + q ⋅ 1 ⋅ = 0
4 1 1
Vb ⋅ 4 − 10.000 ⋅ 5 − 4.000 ⋅ 8 + 4.000 ⋅ = 0
 2 2  2
Ob = 0 Ob = 0

Va = 30.000 − Vb
Va = 30.000 − Vb Va + Vb − 30.000 = 0 Va = 30.000 − Vb 
 80.000
   Vb = = 20.000
Vb ⋅ 4 = 80.000 Vb ⋅ 4 − 80.000 = 0 Vb ⋅ 4 = 80.000  4
O = 0 O = 0 O = 0 Ob = 0
 b  b  b

Va = 30.000 − 20.000 = 10.000 d a N



Vb = 20.000 d a N
O = 0 d N
 b a

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Esercizio N. 9 – Trave incastrata ed appoggiata con cerniera interna

q = 2000 daN/m ; l = 4,00 m ; a = 1,00 m ;

Si valuta la isostaticità della struttura: essendo composta da due parti collegate da una cerniera
interna, i gradi di libertà totali della struttura sono 6 (2x3). Le reazione vincolari sono: 3 dovute
all’incastro, 1 dovuta al carrello, 2 dovute alla cerniera interna, quindi 6 in totale. La struttura è
isostatica, anche perché la disposizione dei vincoli è tale da impedire ogni spostamento.

Le incognite sono 4, per calcolarle servono 4 equazioni di equilibrio, 3 riguardano l’intera struttura
e sono: equilibrio alla traslazione verticale, equilibrio alla rotazione rispetto ad un punto generico,
in questo caso è stato scelto il punto A, equilibrio alla rotazione rispetto alla cerniera interna di una
sola parte di struttura, in questo caso si è scelto la parte di destra rispetto alla cerniera interna,
conviene sempre fare in modo che compaia la stessa reazione che compare nell’equilibrio globale
alla rotazione, in questo caso Vb.

Va + Vb − q ⋅ (l + a ) = 0 Va + Vb − 2000 ⋅ (4 + 1) = 0


 
Vb ⋅ (l + a ) + M A − q ⋅ (l + a ) ⋅ l + a = 0 Vb ⋅ (4 + 1) + M A − 2000 ⋅ (4 + 1) ⋅ 4 + 1 = 0
 2  2
 
V ⋅ a − q ⋅ a ⋅ a = 0 V ⋅ 1 − 2000 ⋅ 1 ⋅ 1 = 0
 b 2  b 2
O = 0 O = 0
 A  A

Va + Vb − 10000 = 0 Va + Vb = 10.000 Va + Vb = 10.000


V ⋅ 5 + M − 25000 = 0 M = 25000 − V ⋅ 5 M = 25000 − 1.000 ⋅ 5
 b A  A b  A
  
Vb − 1000 = 0 Vb = 1000 Vb = 1000
O A = 0 O A = 0 O A = 0

Va = 10.000 − Vb Va = 10.000 − 1.000 Va = 9.000 d a N


M = 20.000 M = 20.000 M = 20.000 d N ⋅ m
 A  A  A a
  
Vb = 1000 Vb = 1000 Vb = 1.000 d a N
O A = 0 O A = 0 O A = 0 d a N

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Esercizio N. 10 - Portale zoppo a tre cerniere

Per l’equilibrio alla rotazione si è scelto il punto A.

Oa + F − Ob − q ⋅ 2,00 = 0
V + V = 0
 a b

 2 
− F ⋅ (2 + 1) + q ⋅ 2 ⋅  + 1 + Ob ⋅ 1 + Vb ⋅ 4 = 0
 2 
 2 4
− q ⋅ 2 ⋅ − Ob ⋅ 2 + Vb ⋅ = 0
 2 2

Oa + 10.000 − Ob − 2.000 ⋅ 2,00 = 0


V + V = 0 Oa − Ob + 6.000 = 0
 a b
V + V = 0
 2   a b
− 10.000 ⋅ (2 + 1) + 2.000 ⋅ 2 ⋅  + 1 + Ob ⋅ 1 + Vb ⋅ 4 = 0 
 2  − 30.000 + 8.000 + Ob ⋅ 1 + Vb ⋅ 4 = 0
 2 − 4.000 − Ob ⋅ 2 + Vb ⋅ 2 = 0
− 2.000 ⋅ 2 ⋅ − Ob ⋅ 2 + Vb ⋅ 2 = 0
 2

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Statica dei sistemo piani - Autore: Ing. Giacomo Sacco

Oa − Ob + 6.000 = 0
Oa − Ob + 6.000 = 0 V + V = 0
Oa − Ob + 6.000 = 0 V + V = 0
V + V = 0  a b
 a b
 a b
 4.000 + Ob ⋅ 2
 Ob + Vb ⋅ 4 − 22.000 = 0 Ob + ⋅ 4 − 22.000 = 0
Ob ⋅ 1 + Vb ⋅ 4 − 22.000 = 0   2
Vb ⋅ 2 = 4.000 + Ob ⋅ 2 V = 4.000 + Ob ⋅ 2  4.000 + Ob ⋅ 2
 b 2 Vb =
 2

Oa = Ob − 6.000 Oa = Ob − 6.000 Oa = Ob − 6.000


V = −V V = −V V = −V
 a b  a b
 a b
Ob + 8.000 + Ob ⋅ 4 − 22.000 = 0 5 ⋅ Ob − 14.000 = 0  14.000
  Ob = = 2.800
V = 4.000 + Ob ⋅ 2 V = 4.000 + Ob ⋅ 2  5
 b 2  b 2  4.000 + 2.800 ⋅ 2
Vb = = 4.800
 2
Oa = 2.800 − 6.000 Oa = −3.200 d a N
V = −V V = −4.800 d N
 a b  a a
 
Ob = 2.800 Ob = 2.800 d a N
Vb = 4.800 Vb = 4.800 d a N

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Esercizio N.11 - Arco a tre cerniere 1

Tale esercizio riguarda un arco circolare a tre cerniere di raggio R. Viene risolto per valori generici
delle dimensioni e del carico applicato.

Va = q ⋅ 2 R − Vb
Va + Vb − q ⋅ 2 R = 0 Va = q ⋅ 2 R − Vb O = −O Va = q ⋅ 2 R − Vb
O + O = 0 O = −O  a b O = −O
 a b  a b
 1  a b

Vb ⋅ 2 R − q ⋅ 2 R ⋅ R = 0 Vb ⋅ 2 R = q ⋅ 2 R ⋅ R Vb = q ⋅ 2 R ⋅ R ⋅ Vb = q ⋅ R


   2R 
V ⋅ R + O ⋅ R − q ⋅ R ⋅ R = 0 O ⋅ R = q ⋅ R ⋅ R − V ⋅ R  R O = q ⋅ R − q ⋅ R
 b b
2  b 2
b
Ob = q ⋅ − Vb  b 2
 2

Va = q ⋅ R Va = q ⋅ R
Va = q ⋅ 2 R − q ⋅ R  
O = −O Oa = − − q ⋅ R  Oa = q ⋅ R
 a b
  2   2
Vb = q ⋅ R  
 Vb = q ⋅ R Vb = q ⋅ R
O = q ⋅ R − 2q ⋅ R = − q ⋅ R  q ⋅ R − 2q ⋅ R q⋅R  q ⋅ R − 2q ⋅ R q⋅R
 b 2 2 Ob = =− Ob = =−
 2 2  2 2

Il segno meno di Ob ci dice che tale reazione è in realtà diretta verso sinistra.

16
Statica dei sistemo piani - Autore: Ing. Giacomo Sacco

Esercizio N.12 - Trave inclinata

P1= 20 KN; P2=16 KN; P3=14 KN;


q=9 KN/m.

Sostituiamo i vincoli con le reazioni vincolari, la


cerniera da due reazioni, una verticale VA e una
orizzontale OA, mentre il carrello dà una reazione
diretta secondo l'asse del carrello RB.
Scriviamo le equazioni di equilibrio scegliendo
come punto per calcolare i momenti, il punto A.
Facciamo alcune osservazioni:
• la distanza di RB dal punto A si misura,
come sempre sulla perpendicolare alla retta di
azione di RB, essa è 6,50 m;
• La reazione RB ha una componente verticale
RBV e una orizzontale RBO che si calcolano RBV = RB
cos 25°; RBO = RB Sen25°.

6,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25°
⎧−𝑃1 ∙ 1,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° − 𝑃2 ∙ (1,50 + 2,50) ∙ 𝐶𝑜𝑠25° − 𝑃3 ∙ (1,50 + 2,50 + 1,50) ∙ 𝐶𝑜𝑠25° − 𝑞 ∙ 6,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° ∙ 𝐶𝑜𝑠25° ∙ + 𝑅𝐵 ∙ 6,50 = 0
⎪ 2
𝑉𝐴 − 𝑃1 − 𝑃2 − 𝑃3 − 𝑞 ∙ 6,50 + 𝑅𝐵 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° = 0
⎨ 𝑂 − 𝑅 ∙ 𝑆𝑒𝑛25° = 0
⎪ 𝐴 𝐵

6,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25°
−20 ∙ 1,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° − 16 ∙ 4,00 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° − 14 ∙ 5,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° − 9 ∙ 6,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° ∙ + 𝑅𝐵 ∙ 6,50 = 0
2
� 𝑉 − 20 − 16 − 14 − 9 ∙ 6,50 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° + 𝑅 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° = 0
𝐴 𝐵
𝑂𝐴 − 𝑅𝐵 ∙ 𝑆𝑒𝑛25° = 0

−27,189 − 58,004 − 69,786 − 156,167 + 𝑅𝐵 ∙ 6,50 = 0 −311,146 + 𝑅𝐵 ∙ 6,50 = 0


� 𝐴 − 50 − 53,019 + 𝑅𝐵 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° = 0
𝑉 � 𝑉𝐴 − 103,019 + 𝑅𝐵 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° = 0
𝑂𝐴 − 𝑅𝐵 ∙ 𝑆𝑒𝑛25° = 0 𝑂𝐴 − 𝑅𝐵 ∙ 𝑆𝑒𝑛25° = 0

311,146
𝑅𝐵 ∙ 6,50 = 311,146 𝑅𝐵 = = 47,869 𝐾𝑁
6,50
� 𝑉𝐴 = 103,019 − 𝑅𝐵 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° �𝑉𝐴 = 103,019 − 47,869 ∙ 𝐶𝑜𝑠25° = 55,15 𝐾𝑁
𝑂𝐴 = 𝑅𝐵 ∙ 𝑆𝑒𝑛25° 𝑂𝐴 = 47,869 ∙ 𝑆𝑒𝑛25° = 20,23 𝐾𝑁

17
Statica dei sistemo piani - Autore: Ing. Giacomo Sacco

Esercizio N.13 - Arco a tre cerniere 2

Calcoliamo la risultante del


carico orizzontale:

𝑄 = 𝑞 ∙ 𝑅;

Scriviamo le equazioni di equilibrio,


scegliendo A come punto di riferimento per
calcolare i momenti:

𝑅
⎧−𝑄 ∙ + 𝑉𝐵 ∙ 2𝑅 = 0
⎪ 2
𝑉𝐴 + 𝑉𝐵 = 0
⎨𝐻𝐴 − 𝐻𝐵 + 𝑄 = 0

⎩𝑉𝐵 ∙ 𝑅 − 𝐻𝐵 ∙ 𝑅 = 0

𝑄
⎧ 𝑉𝐵 = 4
𝑅 𝑄 𝑄
𝑅
⎧ 𝑉𝐵 ∙ 2𝑅 = 𝑄 ∙ ⎧ 𝑉𝐵 = 𝑄 ∙ 2∙2𝑅 = 4 ⎧ 𝑉𝐵 = 4
2 ⎪ 𝑄 ⎪ 𝑄 ⎪
⎪ 𝑉𝐴 = − 𝑄
⎪ 𝑉𝐴 = − 𝑉𝐴 = − 4
𝑉𝐴 = −𝑉𝐵 4
4
𝑄
⎨ 𝐻𝐴 − 𝐻𝐵 + 𝑄 = 0 ⎨𝐻𝐴 − 𝐻𝐵 + 𝑄 = 0 ⎨𝐻𝐴 = 𝑄 − 𝐻𝐵 ⎨ 𝐻𝐴 = 𝑄 − 4
⎪ ⎪ ⎪ ⎪
⎩−𝐻𝐵 ∙ 𝑅 = −𝑉𝐵 ∙ 𝑅 ⎩ 𝐻𝐵 = 𝑉 𝐵 = 4
𝑄
⎩ 𝐻𝐵 = 4
𝑄 ⎪ 𝑄
⎩𝐻𝐵 = 4
𝑄
⎧ 𝑉𝐵 = 4
⎪ 𝑉 = −𝑄
𝐴 4
3
⎨𝐻𝐴 = 𝑄
4
⎪ 𝑄
⎩ 𝐻𝐵 = 4

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