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Estratti da Conferenze del Maestro Beinsa Duno sul tema delle epidemie – 3

Quando l'uomo si cura non deve paura di niente. È detto nelle Scritture: «Coloro che
hanno paura non entreranno nel Regno di Dio». Il pensiero forte scaccia via ogni paura.
Un uomo dal pensiero forte può andare fra persone malate di peste e di colera e uscirne
sano e salvo. Ci si può ammalare soltanto per paura, senza che sia presente alcun bacillo.

Mentre andava per la sua strada, un uomo incontrò la peste e le chiese dove era diretta.
La peste gli rispose che stava andando a Baghdad. «Quante persone porterai via?» -
«Mille». Al suo ritorno da Baghdad la peste incontrò quello stesso uomo, il quale subito le
chiese: «Hai finito il tuo lavoro?» - «L'ho finito» - «Quante persone hai portato via?» -
«Ventimila» - «Ma non avevi detto che ne avresti portate via soltanto mille?» - «Io ne ho
portate via mille, mentre diciannovemila sono morte dalla paura».

Cosa ci mostra questo esempio? Che soltanto una sofferenza su venti è stata data
all'uomo dalla Natura, mentre le altre diciannove vengono generate dall'uomo, a causa
della paura.

Tratto dalla conferenza "Il pensiero salutare", tenuta per la Classe occulta speciale il 16
maggio 1926 a Sofia

* * *

Pregare vuol dire instaurare un legame fra l'anima umana e la Causa Prima. Digiunare,
invece, vuol dire togliere il cibo all'esercito. Se private del cibo l'esercito, quest’ultimo è
costretto a indietreggiare. Esistono metodi di cura semplici e naturali. Chi è a conoscenza
di questi metodi è in grado di guarire anche dalle malattie più pericolose. Ad esempio, la
peste, di cui gli uomini hanno tanta paura, si cura con l'acqua calda. Bisogna isolare il
malato e dargli da bere ogni ora una tazza di acqua calda. Bevendo l'acqua, il siero
sanguigno che serve da nutrimento ai microbi viene diluito, ed essi pian piano cessano di
moltiplicarsi. Durante la malattia non bisogna assumere alcun cibo. Il legame dell’uomo
con Dio costituisce una forza che agisce sui microbi come le scariche elettriche dei fulmini.
Così, attaccati sui due lati, da raffiche di scariche elettriche e dalla fame, i microbi
smettono di moltiplicarsi e muoiono.

Tratto dalla conferenza "Invitateli alle nozze", dal ciclo delle Conferenze domenicali,
tenuta il 9 marzo 1930 a Sofia

* * *

I batteri sono organismi molto piccoli, minuscoli, che si vedono appena al microscopio.
Bisogna guardarli con un microscopio che li ingrandisca cento o duecento volte per riuscire
a vederli al meglio delle possibilità. Dunque, gli scienziati hanno iniziato a scrivere volumi
interi su di essi, e dicono che esistono circa sedici tipi di batteri molto pericolosi, che
causano le malattie più gravi, come la peste e altre simili. Se chiedeste a quei batteri se
hanno mai fatto del male a qualcuno, vi risponderebbero che non hanno mai causato danni
a nessuno. In che cosa consiste la pericolosità di questi esseri? Quando si nutrono essi
lasciano in giro i loro rifiuti, le loro scorie. Queste scorie costituiscono uno dei più potenti
veleni per l'organismo umano. Quando entrano nell'organismo, questi veleni lo
distruggono.

Tratto dalla conferenza "Il carbone ardente", dal ciclo delle Conferenze domenicali,
tenuta il 29 aprile 1934 a Sofia

* * *

Solo oggi la scienza odierna sta arrivando alla consapevolezza che tutte le malattie sono
dovute a certi microorganismi, alcuni di essi talmente piccoli che si vedono appena al
microscopio. Essi si moltiplicano molto velocemente, vivono in modo impuro e rilasciano
in noi le loro scorie, i loro residui. Si moltiplicano così velocemente che anche se provate a
purificarvi, per voi è finita: preferite abbandonare la casa piuttosto che ripulirla. La legge
in questo caso è la seguente: bisogna mettere un filtro. Dovete mettere questi ospiti
indesiderati in quarantena, e una volta messi in quarantena inviterete anche i migliori
cantanti per cantargli qualcosa. Quando cominciare a cantare alla peste, quest'ultima
comincia a tremare. Lo stesso succede anche con il colera.

Quando la musica diventerà per voi un metodo, vi ammalerete una volta ogni dieci anni.
Quando un medico verrà, vi visiterà con amore. E voi lo pagherete con amore. Lo si può
anche pagare, ma non è una questione di soldi. Il medico, quando verrà a visitarvi, porterà
con sé il proprio violino. Se siete un po’ malati egli suonerà per voi un brano. Il medico
sarà un artista. Suonerà un brano in modo espressivo, sa come farlo. Se siete ammalati di
peste, egli suonerà per voi una formula, e in dieci o quindici minuti sarete di nuovo in
piedi.

Tratto dalla conferenza "Tutto ciò che ho udito", dal ciclo delle Conferenze domenicali,
tenuta il 19 gennaio 1936 a Sofia

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