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SANT’AGOSTINO

VITA→ Aurelio Agostino nasce nel 354 d.C. nell’Africa romana, a Tagaste.
Il padre era pagano mentre la madre era cristiana e questo ha influito moltissimo
nella sua conversione. Nelle Confessioni, Agostino racconta di una fanciullezza
sregolata anche se comunque continuò a studiare la grammatica latina con molto
rigore.
A 19 anni si avvicina alla filosofia grazie ad uno scritto di Cicerone andato perduto
e sposta la sua attenzione e i suoi studi non più sulla grammatica ma sulla ricerca
filosofica.
A 20 anni Agostino entra nella setta dei manichei, che era una religione fondata dal
re persiano Mani e inizia ad insegnare retorica a Cartagine. Durante la sua rigorosa
ricerca filosofica, egli si distacca dal manicheismo e a 29 anni si reca a Roma e un
anno dopo a Milano. Fu proprio a Milano che Agostino si converte grazie alle
predicazioni del vescovo Ambrogio diventando catecumeno.
Nel 386 Agostino lascia l’insegnamento e inizia a scrivere le sue prime opere
(Contro gli Accademici, Sull’ordine, Sulla beatitudine, Soliloqui) e nel 387 fu
battezzato proprio dal vescovo Ambrogio. Un po' come Paolo folgorato sulla strada
di Damasco, anche Agostino ebbe una rivelazione : quella di tornare nel suo paese,
dal suo popolo a evangelizzarlo. Lì nel 391 fu ordinato sacerdote e nel 395 diventò
vescovo di Ippona ed è per questo che adesso viene spesso chiamato Agostino
d’Ippona. In questo periodo il suo focus fu duplice: da un lato quello di chiarire i
principi della fede e dall’altro quello di difendere la sua fede dai nemici. Possiamo
quindi dire che anche lui è stato un apologista nel vero senso della parola perché
con i suoi scritti ha cercato di difendere il Cristianesimo , per esempio dal
manicheismo, dal donatismo, dal pelagianesimo.
Agostino morì nel 430. Le opere principali di Agostino furono sicuramente “Le
confessioni” e “la Città di Dio” (altre opere da ricordare sono La trinità, Contro
felice Manicheo, La vera religione, Il libero arbitrio, La natura del bene, la
dialettica e la dottrina cristiana).

IL PENSIERO→ il suo pensiero filosofico è intriso di una ricerca continua, una


ricerca che non è solo filosofica ma una ricerca di sé stesso attraverso la stessa
ricerca.
Dapprima pensava di aversi trovato nel manicheismo che era una religione fondata
dal re Mani, poi però la sua ricerca approdò al Cristianesimo (è curioso che lui non
fu subito persuaso verso il cristianesimo sin dalla tenera età visto che aveva una
mamma cristiana, ma ci volle il suo tempo per poter maturare il suo credo, la sua
fede personale).
I punti fondanti della sua ricerca filosofica sono Dio da un lato e l’anima umana
dall’altro. Infatti, in uno dei suoi primi scritti (i Soliloqui) Agostino dice: “ Io
desidero conoscere Dio e l’anima”. Questa ricerca di Dio e dell’anima non deve
essere vista su due binari paralleli perché, secondo Agostino, cercare l’anima, che è
la nostra parte autentica (dove si trova la nostra verità, la verità del nostro IO),
significa cercare Dio perché solo Dio può fornirci le chiavi di accesso a questa
verità.
In questa ricerca ragione e fede vanno a braccetto in una duplice formula “crede ut
intelligas” (credi per capire) e “Intellige ut credas” (capisci per credere).
Analizziamo insieme queste due formule: credi per capire significa che per poter
capire, ossia fare filosofia, è necessario credere, avere fede perché la fede illumina
il cammino della conoscenza; allo stesso modo, affinché si possa avere una fede
salda è necessario capire ossia filosofare. È quindi evidente che la ragione ha
bisogno della fede come la fede ha bisogno della ragione .

CONTRO LO SCETTICISMO→ Agostino si era sempre chiesto se fosse


possibile dubitare e ingannarsi su tutto come pensavano gli scettici e ad un certo
punto della sua “filosofia” capì che ciò non era possibile. Questo perché, per
esempio, la nostra esistenza non può essere messa in dubbio perché anche se
dubitassimo e ci ingannassimo sulla nostra esistenza vuol dire che esistiamo.
E poi, possiamo dubitare della verità? Secondo Agostino no perché per poter
dubitare della verità è necessario essere già nella verità. Dubitare significa quindi
avere un certo rapporto con la verità. Attenzione però che l’uomo è nella verità ma
non la verità perché la verità è Dio.

LA TEORIA DELL’ILLUMINAZIONE→ L’uomo può ricevere una parte della


verità come un dono. E come avviene questo dono? Come riceve l’essere umano
questo dono? Per rispondere a queste domande Agostino propone la teoria
dell’illuminazione.
Immaginiamo= l’uomo sta percorrendo la sua strada verso la verità ma c’è un
portone chiuso e questo portone chiude la strada verso la verità. Solo Dio può
aprire quel portone anzi a dire il vero è Gesù Cristo che apre quel portone e che
consente di vedere la verità o quanto meno di avvicinarci ad essa senza mai
possederla tutta. C’è chi la guarda solo dallo spioncino, chi invece ha la fortuna di
percorrere più strada e chi invece non la incontrerà mai perché magari ha percorso
un’altra strada come quella dell’ateismo o dell’agnosticismo o di un’altra religione
come quella che aveva abbracciato in giovane età lo stesso Agostino.
Similitudine= Platone e la sua teoria delle idee con il famoso mito della caverna.
Per Platone la verità sta nell’iperuranio, il mondo delle idee, mentre per Agostino
la verità proviene da Dio. Abbiamo però anche detto che la filosofia di Agostino è
una ricerca di Dio ma anche dell’anima dell’uomo perché l’anima dell’uomo la
possiamo conoscere solo tramite Dio. Ritornare in sé stessi e chiudersi in sé stessi
non è affatto qualcosa di negativo per Agostino, anzi è proprio la via verso la verità
e quindi verso Dio.

GLI ATTRIBUTI DI DIO→ Dio è l’essere sommo, puro, increato, immutabile e


buono. Ma quali sono gli attributi di Dio?
Il primo attributo di Dio è sicuramente il fatto di essere l’essere sommo. Inoltre,
abbiamo già visto che Dio è la verità che l’uomo può trovare solo ricercandola
nella profondità del proprio IO. Infatti, come abbiamo detto, la ricerca è duplice, da
un lato verso Dio e dall’altro verso l’anima umana. Oltre ad essere Essere e verità,
Dio è anche trascendenza e rivelazione oltre che Padre e Lògos.
Essere è legato a verità, così come trascendenza è legato a rivelazione e padre a
lògos. In che senso= vediamo la prima coppia: essere e verità. Dio è, in quanto
essere, solo perché è verità. Inoltre, è trascendenza proprio perché è anche
rivelazione attraverso Gesù Cristo. Infine, Dio è Padre in quanto è insieme anche
Figlio, il lògos, il Verbo che si fece carne.
Nella trinità, però, c’è il Padre, il figlio e lo Spirito Santo. Il Padre e il figlio
abbiamo visto poco fa manifestarsi negli attributi di Dio, Lo Spirito Santo aiuta
nella ricerca perché è puro Amore. Quindi un altro attributo di Dio è amore puro,
immenso, e amare Dio significa amare l’Amore e per poter amare Dio è necessario
amare gli altri esseri umani. L’amore fraterno è il primo passo fondamentale per
amare Dio perché, come dice Agostino l’amore fraterno “non solo deriva da Dio,
ma è Dio stesso” (La Trinità, VIII, 12) perché è proprio Dio che è la condizione
primaria dei rapporti umani perché è amore puro ed essendo animali sociali ci
basiamo sull’amore e sul bene per poter vivere felicemente in una comunità e
amore e bene sono Dio. Quindi Dio si rivela solo a chi sta cercando attivamente la
verità ossia si è messo in cammino verso quel portone che Dio apre solo quando
noi stiamo veramente cercando la verità. Allo stesso modo si offre come Amore
solo a chi ama a sua volta il prossimo .
La ricerca di Dio deve necessariamente partire dalla ricerca della propria anima.
L’uomo deve entrare in contatto con il suo Io più autentico e vero per poter iniziare
quel cammino verso la verità che è Dio. senza questo percorso di ricerca di sé
stesso, l’uomo non potrà mai riconoscere Dio.

LA TRINITÀ E IL PECCATO→ Secondo Agostino, anche l’uomo ha una


struttura trinitaria come Dio e questo lo rende in minuscolo ciò che Dio è in
maiuscolo. E questa struttura trinitaria è data dall’essere, dal conoscere e
dall’amare. Infatti, l’uomo è, conosce e ama Dio, mentre Dio è (il Padre), è
intelligenza (il Figlio) e amore (lo spirito santo). Secondo Agostino, l’uomo ha tre
facoltà che sono altrettanto presenti in Dio in modo perfetto:
- La memoria
- L’intelligenza
- E la volontà o l’amore.
È proprio il fatto che l’uomo è fatto a somiglianza di Dio che gli consente di
poterlo ricercare e poterlo amare. Ma l’uomo può anche allontanarsi da questa
ricerca attraverso il peccato. Infatti, l’uomo ha la possibilità di intraprendere
questo viaggio di conoscenza di Dio ma non è detto che lo faccia questo viaggio.
Agostino fa una distinzione tra l’”uomo vecchio” e l’”uomo nuovo”. L’uomo
vecchio è quell’uomo carnale che vive per appagare bisogni terreni e che nasce,
cresce, invecchia e muore. Invece, l’uomo nuovo è un uomo spirituale che ha
intrapreso questo percorso interiore dentro di sé che porta alla verità. Anche
quest’uomo ha delle età che però non sono legate al trascorrere del tempo dalla
nascita alla morte. L’età dell’uomo nuovo è un’età che scandisce i passi che l’uomo
nuovo fa verso la verità, verso Dio.
Quindi diciamo che l’uomo si trova ad un certo punto della sua vita ad un bivio: da
un lato c’è la strada della vita secondo la carne e dall’altro c’è la strada della vita
secondo lo spirito. È proprio quest’ultima strada che consente di vedere quel
portone che Dio aprirà per mostrare la luce della Verità. Il peccato è proprio la
rinuncia a questa strada. Il peccato è definito come la “superbia della volontà” che
sposta il focus dall’essere puro ad altri esseri carnali.

LA POLEMICA CONTRO IL MANICHEISMO E IL PROBLEMA DEL


MALE→ Inizialmente aveva sposato la tesi del manicheismo secondo cui esiste il
bene così come esiste il suo opposto, il male in uno scontro eterno perché come
dicevano molti filosofi del passato i due opposti sono necessari per poter esistere
entrambi. Poi però Agostino si pone un problema sostanziale: se Dio è buono e
amore puro perché esiste il male nel mondo?
Agostino, per rispondere a questa domanda riprende la filosofia neoplatonica
sostenendo che il male è una forma di non essere del bene. Secondo Agostino,
infatti, Dio ha creato tutte le cose del mondo che sono bene secondo una scala
gerarchica che va dalla materia inorganica per passare ai vegetali, agli animali, agli
uomini agli angeli per poi arrivare a Dio che il sommo bene. Quindi tutto ciò che
Dio ha creato è bene e il male, invece, è semplicemente una privazione del bene.
ESEMPIO: prendiamo la cosa x. Questa cosa è bene e viene rappresentata con un
cerchio (sempre vista come la figura perfetta) caratterizzato dal 100% di bene. Poi
però succede qualcosa che porta questa percentuale a diminuire per dare spazio al
male. Ma il cerchio è comunque bene e non potrà mai esserci il male al 100%
perché questo sarebbe un non essere e quindi non esisterebbe.
Questa teoria è di fondamentale importanza per la filosofia agostiniana perché con
questa teoria viene spiegato il fatto che Dio non ha creato il male perché sennò
dovrebbe aver creato il non essere ma ha creato solo il bene. il male è quindi
soltanto una carenza, una privazione del bene. E, secondo Agostino, esistono due
tipologie di mali: i mali fisici e i mali morali. I mali fisici sono legati alla natura
mentre i mali morali sono legati all’essere umano e alle sue azioni. Tra i mali
della natura ci sono anche i mali che affliggono l’essere come le malattie, la
depressione, il dolore, la sofferenza e la morte. Secondo Agostino, questi mali sono
una giusta punizione per il peccato originale e quindi in realtà hanno un significato
positivo se ci si riferisce alla salvezza e alla vita eterna. La vita terrena è una sorta
di espiazione del peccato originale che viviamo attraverso le sofferenze della vita.
Il male morale, invece, è connesso col peccato.

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