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ARRIVO DEI PELLEGRINI DELLA VIA FRANCIGENA A RIARDO

IL 24/09/2021

- GLI ALUNNI DELLE CLASSI TERZE ACCOLGONO I PELLEGRINI ALL’INGRESSO DELLA CHIESA DI SAN LEONARDO.

CHIARA : Buongiorno e benvenuti a Riardo! Noi siamo gli alunni delle classi 3A e 3B della Scuola Secondaria di primo grado di Riardo,
appartenente all’istituto comprensivo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Pietramelara. Io mi chiamo Chiara (ed io Nicole) e oggi
accogliamo con piacere voi pellegrini sperando che stiate conducendo un cammino intenso e appagante.
Questa brochure che i miei compagni vi stanno consegnando ci è stata fornita dalla Pro-loco ed ha lo scopo di presentare il nostro
paese ai turisti in generale. (Gli alunni Gaetano e Beniamino consegnano le brochure).
Riardo è un piccolo paese le cui origini risalgono al Medioevo e si trova su uno dei cammini della Via Francigena. Ci troviamo davanti
una delle nostre chiesette: la CHIESA DI SAN LEONARDO
La chiesa oggi intitolata a San Leonardo è stata diversamente chiamata nel corso dei secoli. Inizialmente, nel periodo protocristiano IV-
V sec. d.C., era chiamata Chiesa di San Paolo anche se la sua consistenza era molto più piccola dell’attuale. Probabilmente corrispondeva
alla sola parte absidale perché la sua struttura architettonica si distingue nettamente dal resto della chiesa. L’abside, infatti, è di forma
quasi quadrata con volta cosiddetta “a crociera” o “a vela” e l’arcata sovrastante il transetto è a tutto sesto, tratto che niente ha a che
vedere col resto della chiesa che è in stile gotico/romanico.

NICOLE: Verso la metà del tredicesimo secolo divenne Convento Agostiniano ed intitolata a San Leonardo, santo particolarmente
venerato dagli agostiniani. Della struttura conventizia restano: l’adiacente piccolo chiostro, cui si accede da un sopportico con volta “a
botte”, con l’immancabile pozzo molto particolare perché incassato in un muro; il retrostante giardino ed una scala che dopo essersi
biforcata conduce sia all’attuale casa canonica che, con pendenze ardite, a quelle che erano le celle dei monaci.
Il portale della chiesa è di stile gotico/catalano. All’interno si conservano resti di cippi funerari ed una colonna di granito incassata a
sostegno di un’arcata, tutto di epoca romana tardo repubblicana ed imperiale. Il soffitto ligneo, le finestre e le arcate rivelano i tratti
dello stile gotico/romanico. Sotto le arcate vi sono resti di affreschi trecenteschi raffiguranti tra l’altro il volto di Gesù, San Francesco
con la sua Regola, Papa Onorio III che tale Regola approvò ed un monaco, forse il reggente del convento che li commissionò. Nella
chiesa fanno bella mostra di sé anche tre dipinti contemporanei di un artista locale; vi sono, infatti, una Madonna della Stella ed altri
due quadri raffiguranti San Paolo e San Leonardo, tutti del pittore riardese Nicola Maciariello. Di recente, nella chiesa è stato allocato
un bellissimo quadro raffigurante San Francesco, antico per datazione e di autore allo stato sconosciuto. Degno di nota, per il
cromatismo più unico che raro, è un Cristo nero in croce.
Adesso, dopo la visita alla Chiesa, faremo con piacere un tratto di strada con voi affiancando il vostro cammino fino ad una piccola
cappella nella nostra amena campagna.
- ARRIVATI ALLA CAPPELLA PARTE SUBITO IL CANTO

ETTORE: Buongiorno anche da parte nostra! Io mi chiamo Ettore (ed io Giulia). Abbiamo appena cantato tutti insieme Dolce sentire,
canto che abbiamo ritenuto potesse ben rappresentare questa giornata. Ci troviamo in questo luogo nella campagna riardese presso la
CAPPELLA DI MARIA SS DELLA STELLA, Patrona del nostro paese cui tutti i riardesi sono molto devoti.
Il Santuario della Madonna della Stella è stato realizzato nel decennio 1952-1962 per ampliare l’antica cappella omonima risalente alla
prima metà dell’XI secolo d.C. e non più sufficiente ad accogliere tutti i devoti della veneratissima “madre comune” dei riardesi. La
cappella custodisce gli affreschi medievali di scuola campana che sono una delle più antiche testimonianze pittoriche di Terra di Lavoro
e sono coevi a quelli della Basilica di Sant’Angelo in Formis, di Calvi e a quelli di Santa Maria in Grotta a Rongolise. L’antica cappella fu
abbandonata dalle monache benedettine di Teano che l’abitavano, tra il 1191 e il 1230. Con il passare degli anni l’edificio rimase avvolto
e nascosto dalla vegetazione e pertanto se ne persero le tracce. La leggenda narra che venne ritrovata nel 1450 da un pastore in cerca
di una sua pecorella che solitamente si recava in quel luogo, inginocchiandosi sopra un roveto. Scoperta e dissotterrata la cappella, venne
alla luce l’immagine della Madonna che tornò ad essere visitata da numerosi pellegrini.
GIULIA: Narra sempre la leggenda che una giovane demente, avendo appreso la notizia della scoperta e vedendo la folla che accorreva
verso la cappella, scioltisi i capelli e dirigendosi anch’essa verso il sacro luogo, gridò di correre dalla Madonna della Stella. Il popolo
attribuì a tale gesto un’ispirazione divina e la denominazione Stella permase nel tempo. Nel 1952 si decise di inglobare la cappella nella
nuova costruzione. L’oggetto del culto è la statua della Madonna, rappresentata in giovane età con il piccolo Gesù fra le braccia, è
ricoperta da una tunica rossa e avvolta in un mantello azzurro trapunto di stelle d’oro. La statua, di stile barocco, commissionata e
acquistata a Napoli intorno al 1750, è stata attribuita a uno scultore seguace di Giuseppe Sanmartino, forse Giuseppe Picano. Il martedì
dopo la Pentecoste, per tradizione, ricorre la festa della Madonna della Stella, con processione e messa solenne. Noi alunni delle classi
terze di Riardo e tutta la Scuola secondaria di Riardo desidera esprimere un pensiero di gratitudine nei vostri riguardi per aver condiviso
con noi una piccola parte del vostro cammino. Vi salutiamo con un nostro simbolo: Riardo, infatti, è famoso anche perché in questa
zona sgorgano alcune sorgenti di acque minerali rinomate in tutta Italia. I miei compagni Dalila, Mirko e Pasquale vi fanno omaggio della
nostra acqua che ben rappresenta il nostro territorio ma che in senso lato vuole in qualche maniera, rinfrescare la fatica del vostro
viaggio.

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