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In questo numero:
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Sportpeople n 15/2011
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Citazioni e parole, ma secondo me la “mentalità


ultras” non esiste. Da sempre, nel nostro
mondo, ogni schieramento fa il suo gioco
e porta acqua al suo mulino. Mi viene da
a poesia prudente pensare agli indecifrabili ultras scaligeri e
e gli uomini alla goliardia che da sempre li ha
prudenti contraddistinti dalle altre tifoserie.
durano Controcorrente. Come controcorrente
solo lo stretto andavano le B.A.L. livornesi, caparbie e
necessario orgogliose più delle cinquanta e passa
per morire diffide dopo un “esproprio proletario” in
tranquilli uno dei tanti autogrill del paese. Potrei
(Charles Bukowski, Verità) elencarne molti altri: i pionieri doriani e i
loro bandieroni, le torciate dei pescaresi, i
Una cosa che adoro è confrontarmi con i copricurva della gloriosa “Fossa dei Leoni”
miei amici di curva. Gente di ogni parte Milan che fu, oppure le coreografie dei
d’Italia, nord e sud, uomini che ancora salernitani, vere e proprie opere d’arte che
credono in qualcosa. Sono ultras, disposti nulla avevano da invidiare ad un opera di
a combattere per niente; la domenica allo Caravaggio. Erano altri tempi, e un altro
stadio così come nella vita di tutti i giorni. calcio.
Il problema negli anni ‘70 era che c’erano Eppure, qualche nostalgico ancora
troppi giovani idealisti, oggi il guaio è che resiste. Qualcuno disposto a lottare per
ce ne sono troppo pochi. C’è rimasto un quello in cui crede. Ci guardano la
solo, vero, grande ideale ad accomunarci domenica entrare in curva dai tornelli e ci
tutti. E questo ideale si chiama curva. dicono: “siete pochi”, e noi rispondiamo
In tanti professano la famigerata “non siamo pochi, siamo tutti”. Oltretutto,
“mentalità” e si riempiono la bocca di belle falcidiati dalle diffide preventive (giunte

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in soccorso delle tristementi famose andremmo a prenderci scazzi penali per
“diffide mirate ad personam”). manifestare contro una tessera assurda e
Siamo quelli che sventolano orgogliosi il anticostituzionale. Non saremmo
nome di Gabriele, perché Gabriele non è sottoposti a perquisizioni in casa nel bel
solo un simbolo, Gabriele è il sussurro, mezzo della notte, e non vedremmo le
leggero ma ostinato, di una ragione che nostre madri piangere mentre ci portano
afferma: “ci avete sempre additato, ma vi via. A noi servono stimoli forti, noi viviamo
siete dovuti ricredere; i cattivi non siamo di emozioni profonde. Non ci
noi”. Ed è questo che abbiamo sempre accontentiamo di facebook, ragazza e una
voluto dire: la curva è l’unico sano luogo di vita tranquilla.
aggregazione che ancora resiste nel Nei primi anni ‘90 molti gruppi (in primis i
nostro paese. Non ci siamo mai professati partenopei) esponevano lo stendardo con
degli stinchi di santi, lungi da noi che di scritto E.A.M.: estranei alla massa lo
santo non abbiamo nemmeno l’unghia del siamo sempre stati e sempre lo saremo.
mignolo. Se preferite possiamo citare i leccesi (che
Discuto con Marco, un ultras perugino, a loro volta citarono Guccini) e lo
degli ultimi avvenimenti nel nostro mondo. striscione “scusate non mi lego a questa
Tra una mail e l’altra, mi annuncia che lo schiera, morrò pecora nera”.
faranno fuori per i prossimi tre anni. Ci vorrebbero tutti precisi in fila, magari
Perché ha professato liberamente le sue incravattati e con tanto di codice a barre,
idee e ha portato avanti la sua lotta, che è ma sappiamo tutti che questo non avverrà
quella di tutti noi, contro la tessera del mai. “Oggi è nel ribelle l’uomo sano” è un
tifoso. Penso che chi ancora oggi si ostina aforisma che non piace a tutti, perché
a vivere la curva, non abbia bisogno di un tendenzialmente è usato negli ambienti di
orologio al polso né di tenere il portafoglio destra. Invece, bando alle etichette ed ai
in tasca. Siamo nati liberi e ribelli, di certo luoghi comuni, credo che questa frase
non furbi. Se fossimo nati furbi non rappresenti perfettamente ciò che noi

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siamo. screen e le tecnologie virtuali in


Brecht disse “ci sedemmo dalla parte del sostituzione dei valori veri come amicizia
torto perché tutti gli altri posti erano e unità.
occupati”. Continuo ad andare in curva Il presagio di Orwell nel suo libro “1984”
ogni domenica e sono sempre più era esatto: siamo immersi totalmente nel
convinto che quei posti, “dalla parte della “Grande Fratello” e sono tanti, troppi, gli
ragione” dove sono seduti gli altri, sguardi che ci spiano. Ad oggi in molti
dovrebbero spettare a noi. Invece ci trovo ritengono imprescindibile, per la
seduti crumiri, approfittatori, lecchini, sopravvivenza del nostro movimento, il
confidenti, compiacenti e soprattutto i giusto connubio tra pensiero e azione:
furbi. riuscire ad agire tenendo sempre acceso il
E allora godiamoci questi ultimi anni che ci cervello. I movimenti di massa, cui hanno
partecipato i nostri padri e che hanno
sono rimasti e viviamoli da incendiari,
segnato la genesi del nostro,
sempre fieri delle nostre idee, che tra
appartengono (purtroppo) al passato,
qualche anno parecchi diventeranno
dobbiamo farcene una ragione.
“pompieri” e baratteranno la lotta in
Cerchiamo, per quanto possibile, di stare
cambio di pay-tv e un frigorifero sempre
lontani da “occhi indiscreti”. Un amico di
pieno. Per nostra fortuna ci saranno le
Nola mi regalò un loro adesivo con scritto
nuove generazioni che combatteranno al “mai apparire ma far fatti e poi sparire”.
loro posto. La mia paura è, però, che più Ritengo la mente che ha partorito questa
passeranno gli anni e le generazioni, e più frase, geniale.
saremo in meno, anche se spero di
sbagliarmi, ma quello che vedono i miei Testo di Travax.
occhi sono valori effimeri, l’i-pod, il touch Foto di Valerio Poli.

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Serata a forti disamore o boicottaggio verso la società


Fiorentina ma solamente una presa di
posizione contro l’introduzione della
tessera del tifoso.
artita delicatissima visto l’avvicinarsi del Alla società chiedono di valutare bene il
finale di campionato, e pubblico che, prezzo dei biglietti, soprattutto quelli di
ovviamente, risponde alla grande. curva che in questa serata costano la
Il Milan è decisamente su di giri dopo che bellezza di 28 euro. Non è certamente un
nell’ultimo turno di campionato si è prezzo che invita le famiglie ad andare
sbarazzato dei cugini interisti ed ha fatto allo stadio ma tant’è, il crollo degli
un grosso passo in avanti nella corsa alla spettatori negli stadi italiani indovinate a
conquista dello scudetto, mentre la chi viene imputato?
Fiorentina, che viene fuori da un buon L’assenza del gruppo dei Non Tesserati si
periodo di risultati, deve cercare di fa sentire e vedere: nel Parterre il colore è
inseguire quella vittoria che darebbe tendente a zero ed i cori che vengono
prestigio, fiducia nei propri mezzi e, dettati dalla parte superiore non sempre
soprattutto, punti utili per entrare nelle son seguiti con la necessaria verve.
coppe europee. Nonostante questo, ad onor del vero, la
Pubblico delle grandi occasioni anche se il Fiesole offre comunque un bel colpo
Parterre di Fiesole non si allinea al grande d’occhio: i trentamila spettatori si fanno
evento, indicendo uno sciopero contro il vedere e sentire ed alla fine lo sciopero è
caro-biglietti e rimanendo per tutta la organizzato e seguito solo dallo zoccolo
partita fuori dallo stadio Artemio Franchi. I duro. Tra le due tifoserie non è mai corso
“Non tesserati”, nei giorni precedenti la buon sangue, anche se la storia ci
partita, hanno inviato una lettera all’ad racconta di episodi che hanno dimostrato
viola Mencucci in cui spiegano che la la maturità reciproca dei due schieramenti:
rinuncia all’abbonamento non è un atto di penso soprattutto allo scioglimento

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della Fossa dei Leoni, salutato dalla


Fiesole con uno striscione che certo avrà
fatto piacere ai rossoneri. I pessimi
rapporti rimangono e l’Osservatorio non si
fa certo scappare l’occasione per vietare
la vendita dei biglietti nella regione
Lombardia, anche se, naturalmente, a
questo provvedimento sono esclusi i
possessori della tessera del tifoso. I
milanisti, è risaputo, hanno accettato
quasi compattamente la tessera del tifoso
e quindi la presenza degli ultras rossoneri
non è in dubbio, e, a ben vedere, la loro è
una trasferta dai grossi numeri, perché propria pezza non bisognava fare
oltre a riempire il formaggino trovano domanda in carta da bollo alla questura di
posto anche in Curva Ferrovia, turno.
opportunamente divisi dal resto dei tifosi Inizia il classico riscaldamento delle
viola da una lunga fila di steward. squadre ed anche il settore riservato agli
L’arrivo dei tifosi milanisti avviene con ospiti comincia ad andare su di giri: si
largo anticipo rispetto all’inizio della gara parte con un coro per la squadra poi,
ed immediatamente in balaustra viene come mi è già capitato di sentire in
appeso lo striscione “Curva Sud” con alla diverse occasioni, gli ultras rossoneri
sua destra lo stendardo “Assenti presenti”. dedicano un coro per ogni giocatore che
Ma pian piano tutto il settore viene coperto veste la maglia, compreso il secondo
di pezze e striscioni rossoneri e, almeno portiere Marco Amelia.
visivamente, sembra di essere tornati a Sull’altro versante ci si limita a fischiare
qualche anno fa quando per appendere la l’ingresso in campo dei milanisti mentre

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...all’ingresso della squadra viola parte


l’odiosa musica sparata dalle casse,
anche se applausi e cori ce la fanno a
farsi spazio.
I milanisti si fanno notare per le tante
bandiere a due aste che alzano
ripetutamente durante il riscaldamento
della squadra, tante sono per i singoli
giocatori, altre sono delle sezioni sparse in
tutto lo stivale. Ovviamente presente la
sezione Toscana, l’immancabile striscione
Roma mentre la sezione di Torino si fa
notare per delle belle due aste e per le t-
shirt bianche che emergono chiaramente spera, saranno il futuro della società
nella macchia rosso-nera. gigliata. Finalmente è il momento
Prima dell’ingresso in campo delle due dell’ingresso in campo delle squadre e,
squadre lo stadio Franchi tributa un lungo come da tradizione, la Fiesole organizza
applauso alla Fiorentina Primavera, che una sciarpata mentre gli ospiti optano per
contro la Roma ha vinto la Coppa Italia di bandiere e bandiere a due aste. Nel
categoria: in Fiesole spunta anche uno settore occupato dai rossoneri spunta uno
striscione di ringraziamento per i ragazzi e striscione ironico che ricorda la sconfitta
per mister Buso, ma in generale a far felici dell’Inter in Champions League ad opera
squadra e tecnici sono gli applausi che i dello Shalke 04: “Ska(l)kerati”.
trentamila di fede viola elargiscono senza Mi sistemo sotto il settore occupato dai
esitazioni. Da segnalare, che quando la milanisti e dopo la gran euforia del
squadra esce dal campo, la Fiesole ha prepartita, a cantare costantemente
parole di miele verso i ragazzi che, si rimane il gruppo sopra lo striscione

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Curva Sud, anche se i presenti nel


formaggino accompagneranno spesso i
cori. Il tifo dei rossoneri è di qualità, i cori
si alzano potenti ed a tratti c’è una buona
partecipazione. Anche per quanto
riguarda il colore, la tifoseria rossonera va
ampiamente sopra la sufficienza, con le
due aste che vengono alzate nei momenti
di stanca della partita.
Che il tifo degli ospiti sia buono lo capisco
dal momento che la Fiesole riesco a
sentirla solamente in rare circostanze,
malgrado veda le braccia alzarsi per far
partire i treni e le bandiere sventolare
senza soste, segno che il mutismo non è
proprio di casa.
La partita si mette bene per i rossoneri
visto che, dopo neanche dieci minuti,
Seedorf segna il gol del vantaggio
sfruttando un errore della difesa gigliata. I
milanisti aumentano l’intensità dei cori e
qualche battimano è davvero ben fatto. I
cori degli ospiti sono tutti rivolti alla
squadra, si chiede ripetutamente la vittoria
e non si manca di offendere senza tanti
giri di parole l’ex mister Leonardo, passato
sulla sponda nerazzurra del Naviglio.
Le due tifoserie non fanno mistero di
sopportarsi poco o niente, ed i cori
offensivi che si scambiano sono
abbastanza numerosi, con i milanisti che
allargano il raggio delle loro offese all’ex
Gilardino ed al mister Mihajlovic. I
rossoneri espongono pure una bandiera
marcata Collettivo Autonomo,
probabilmente un bottino di guerra del
passato, prendendosi una bella dose di
fischi dai vicini viola della Ferrovia, che in
questa serata si sbattono tanto ma
riescono a farsi sentire raramente visti i
numeri che possono mettere sul tavolo i
milanisti.
Il primo tempo finisce con una doccia
gelata per il pubblico di casa, infatti
l’inarrestabile Pato riesce a raddoppiare e
a far storcere il naso a gran parte del
pubblico del Franchi, che mal digerisce il
primo tempo offerto dalla squadra viola.
La ripresa si apre con uno striscione del
CAV che ricorda un amico scomparso:
“Nessuno muore sulla Terra finchè vive
nel cuore di chi restaTruciolo ti siamo
vicini nel ricordo di Alessandro” firmato “I
tuoi amici del Cav ‘78”.

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Ora, sotto la Fiesole, faccio fatica a


sentire i milanisti, anche se continuo a
vederli in movimento e intuisco che il tifo
non accenni a calare.
In Fiesole si accende anche qualche
torcia, i cori s’innalzano con buona
continuità, anche se non canta tutta la
curva, come ai bei tempi, ma solo la zona
centrale. Tanti cori per la squadra,
qualcuno di offesa verso i milanisti,
Galliani e suo figlio. Non manca qualche
polemica verso la classe arbitrale,
specialmente in un paio di occasioni in cui
gli attaccanti viola subiscono, secondo il distanze con un tiro dalla distanza.
pubblico, qualche “attenzione” di troppo L’espulsione di Ibrahimovic sul finire della
da parte dei difensori milanisti. partita fa sognare il Franchi, ma il risultato
In un crescendo di partecipazione, in sorride alla squadra di mister Allegri che
Fiesole viene esposto lo striscione “Milan: può continuare la propria corsa verso il
se Ruby non vale!” ed a seguire un coro titolo. Da segnalare che proprio sul filo di
che questa volta prende di mira il lana entrano nel Parterre i Non tesserati
presidente Berlusconi ed i suoi viola, eseguono alcuni cori, sventolano un
passatempi col gentil sesso. paio di bandierine e guadagnano l’uscita
Un fumogeno acceso, qualche altra torcia insieme al restante pubblico. Il prossimo
che colora clandestinamente la curva e appuntamento dei viola? La Juventus,
tanti cori per la squadra infiammano la inutile aggiungere altro.
Fiesole, che vede la luce a dieci minti dal
termine quando Vargas accorcia le Testo e foto di Valerio Poli.

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Foto di Fabio Mitidieri.

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Foto di Fabio Mitidieri.

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A Livorno ambiente popolare, fino a quando i bambini saranno


più attratti dall’hockey su prato (con tutto il
rispetto per i praticanti di questo sport)
che da un pallone, fino a quando qualcuno
A nticipo serale di serie B, si gioca di si stancherà di trascorrere i pomeriggi su
venerdì ed affrontare un viaggio da una poltrona fantozziana pronto a
Crotone a Livorno in un giorno lavorativo schizzare in piedi ad una rete dell’idolo di
non è proprio il massimo. Ormai i turno, potendo dividere la sua felicità solo
calendari della Lega ci hanno abituato a con il gatto che tiene ai piedi.
tutto un po’, ormai non fa più neanche Onore perciò a chi in barba alla
notizia un anticipo o un posticipo in orario televisione segue la squadra, onore a chi
e giorno insolito, ormai la Dea televisione preferisce le sane emozioni dal vivo
si è impossessata violentemente del gioco rispetto a quelle del piccolo schermo,
calcio rendendo schiavi tifosi e sportivi, onore a chi preferisce socializzare che
specialmente chi non vuol essere estraniarsi dalla realtà per i fatidici
etichettato ancora come cliente ma novanta minuti di gioco, onore ai
solamente come sostenitore della propria venticinque crotonesi che si presentano a
maglia e della propria città. Le società di Livorno senza tessera.
calcio fanno orecchie da mercante e A Livorno, dopo gli ultimi risultati negativi,
versano lacrime di coccodrillo: da un lato tira aria di contestazione: nonostante il
sono a fianco di chi vorrebbe tornare al cambio di allenatore, da Pillon a Novellino,
sano e vecchio calcio di una volta, con la squadra non ha saputo rialzarsi e
tutte le partite alla domenica pomeriggio, questa sera ha l’ultima occasione per
dall’altra parte, però, firmano contratti rientrare nella lotta per i play off. Per
sempre più vantaggiosi con la pay-tv di capire il momento negativo della squadra
turno. Fino a quando? Fino a che il calcio labronica, ma soprattutto del pubblico di
diventerà sport d’elite e non più fede amaranto, basti pensare che

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stasera non ci sono neanche mille


paganti, una cifra davvero ridicola
pensando al bacino d’utenza della città e
al suo passato fatto di ben altri numeri.
Se in altre occasione il pubblico locale
aveva aspettato la fine della partita per
contestare squadra, dirigenza ed
allenatore, questa sera i presenti si
prendono un bell’anticipo mettendo i
pensieri su stoffa ed attaccando due
striscioni alla vetrata della curva nord; uno
è il classico “Spinelli vattene”, l’altro è più
articolato ma richiama ugualmente in
causa il patron: “La gestione della ‘tua’ le due tifoserie fila tutto liscio come l’olio,
squadra è la vergogna della nostra città”. ed iniziano a farsi sentire nel momento
Non c’è che dire, il Livorno, per far rifiorire dell’ingresso in campo delle squadre.
il feeling con il pubblico ha un solo I crotonesi sanno scaldare l’ambiente, i
risultato a sua disposizione, anche se il loro cori sono i soli che si alzano in tutto lo
Crotone non vuol lasciar troppa strada stadio, la curva nord si astiene dal tifo e
perché non vorrebbe ritrovarsi a lottare non pronuncia parola. Gli ospiti partono
per i play out. contestando la tessera del tifoso, poi
Stadio con larghi vuoti e crotonesi che passano a salutare Nuccio ed infine
prendono posto in curva sud, dietro la dedicano un coro al bomber Cutolo,
pezza “Giorgio vive” e dietro lo striscione autore anche in questa serata, di una
usa e getta “Ciao Nuccio”. Si compattano partita gagliarda.
fin da subito, divisi dal pubblico locale da La partenza degli ospiti è veramente
un nutrito cordone di steward anche se tra buona, chiedono alla squadra di lottare

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e accompagnano i loro cori con


frequenti battimani; a livello di colore non
offrono molto, una bandiera sventolata di
tanto in tanto ed una sciarpata abbozzata
ma mai eseguita alla perfezione. Dopo un
avvio molto buono calano d’intensità,
mantenendosi comunque su livelli più che
sufficienti; le pause ci sono ma visti i
numeri in questione sono anche inevitabili.
Se in curva nord regna il più assoluto
silenzio, l’unica notizia degna di nota è lo
striscione a centro curva che saluta
Vittorio Arrigoni, il pacifista ucciso
barbaramente a Gaza. Lo striscione viene
contornato da numerose bandiere della
Palestina, a confermare quanto la curva
nord resti molto attenta al sociale.
I crotonesi vivono il loro momento di gloria
alla mezz’ora quando, grazie ad un rinvio
sbagliato dell’estremo difensore amaranto,
l’attaccante Djuric gonfia la rete facendo
gioire la ventina di ospiti presenti.
Il primo tempo si chiude con il Crotone
avanti di una rete e con il pubblico locale
che saluta la propria squadra con una
selva di fischi.
La ripresa riprende con il solito ritmo della
prima frazione: i crotonesi si danno un bel
daffare per farsi sentire e cantano sempre
a favore della squadra, non dimenticando i
diffidati e le problematiche comuni al
mondo ultras.
Il pubblico locale perde via via sempre più
la pazienza e quando il Crotone arriva al
raddoppio si scatena la rabbia dell’intero
stadio, che prima contesta la squadra e
poi lascia l’impianto in segno di sdegno. In
curva nord c’è chi scende nella zona
inferiore per contestare società, squadra
ed allenatore mentre i più audaci pensano
di riscaldare l’ambiente intonando cori a
favore dell’idolo Igor Protti, giocatore che
con la maglia amaranto ha scritto pagine
importanti facendo innamorare,
sportivamente, migliaia di tifosi.
Il Livorno segna un gol qualche secondo
prima del triplice fischio finale dell’arbitro e
la festa è tutta di marca crotonese, con gli
ultras che vengono omaggiati di magliette
e pantaloncini. Per loro ottima prova,
mentre gran il pubblico di casa lascia lo
stadio in un mix di delusione e rabbia.

Testo e foto di Valerio Poli.

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Derby d'Abruzzo
n questa tipica domenica primaverile si
assiste ad uno dei derby d’Abruzzo del
girone B della Seconda Divisione: si
affrontano Celano e L’Aquila, una partita
dagli antichi valori visto l’odio profondo
che c’è tra marsicani e aquilani, quindi mi
aspetto una partita abbastanza calda sugli
spalti e non verrò deluso.
Dal capoluogo giungono con largo
anticipo circa 400 sostenitori, tutti con
mezzi propri, che si posizionano nei
Distinti. I vari RBE e 1999 appendono le
loro pezze ed iniziano a farsi sentire già
nel pre-partita. All’ingresso delle squadre
in campo eseguono una bella sciarpata,
contornata da tutte le loro bandiere,
ripetuta a più riprese durante la gara.
Prova buona ma leggermente sottotono
nel primo tempo, daranno poi vita ad una
seconda frazione davvero emozionante
che ha fatto rivivere un po’ di quello che
una volta era il vero spirito ultras. Tanti
anche i battimani e continui i cori.
Per quanto riguarda invece i marsicani,
nel settore laterale della tribuna è

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presente un manipolo guidato dai


vecchi del Mads, che danno fondo a tutte
le loro risorse per farsi sentire, e ci
riescono anche, nonostante il numero
esiguo. Cori vecchi e nuovi, battimani e
una bella sciarpata impreziosiranno la loro
prestazione. Non smettono mai di cantare
nonostante il passivo. Il loro secondo
tempo è caratterizzato da numerosissimi
cori offensivi che, se all’inizio
raccoglievano indifferenza, con il passare
dei minuti daranno luogo ad una disputa
che durerà fino all’ultimo minuto.
Presenti con i ragazzi di Celano anche gli
amici di Castel di Sangro.
La gara termina con uno 0-2 in favore
degli aquilani che festeggiano con la
squadra il consolidamento in zona play-
off, mentre sale la rabbia dei ragazzi di
Celano che non vedono una vittoria da
ormai troppe settimane.
Si segnala a fine partita un tentativo di
avvicinamento delle due tifoserie,
controllato dalle forze dell’ordine. Nulla di
particolare da aggiungere.

Testo e foto di Massimiliano Forletta.

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Lode al calcio e al

empre più spesso per scegliere in quale


campo e quali tifoserie fotografare, più
che consultare il calendario
calcistico,guardo le determinazioni
dell’Osservatorio e del Casms. Parecchie
sono le partite in cui l’assenza di tifoserie
ospiti rende del tutto vana ogni speranza
di trovare almeno un minimo da
immortalare, visto già che le disposizioni
su striscioni, materiale coreografico e
artifici pirotecnici hanno reso il contorno
dello spettacolo calcistico più simile ad
una tabula rasa: hanno fatto il deserto e
l’hanno chiamato pace, diceva Tacito.
Detto ciò, in questa domenica, l’assenza
assoluta di qualcosa di decente nelle
categorie maggiori mi spinge a far
capolino nei meandri del calcio, in Serie
D, per assistere alla trasferta della Jesina
e dei suoi tifosi in quel di Cesenatico,
incuriosito dai racconti e dalle immagini
della loro precedente sortita a Rimini, e
per conoscere dunque meglio una realtà...

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mai vista prima dal vivo. Tamburo e megafono, l’aria che si respira
All’esterno vedo un buon movimento ma è quella del calcio di una volta, aria che
una volta dentro non noto troppo gronda passione, e non credo sia solo
fermento: buona parte del gruppo si imputabile al caso se una tifoseria
attarda ancora fuori quando il calcio cosiddetta dilettantistica muova numeri
d’inizio s’approssima, poi prendono pari a tante di categoria superiore: i divieti
finalmente il loro posto con qualche e le televisioni stanno ammazzano la
minuto di ritardo, cominciando a passione per il calcio, ma se è utopistico
posizionare gli striscioni mentre in campo pensare alla loro eliminazione, non lo è
sono già iniziate le ostilità. A parte sicuramente ripensare il pallone,
“Vecchie maniere” e “Vecchia guardia” riavvicinarlo alla gente, e non in malato
che erano già da lungo tempo esposti, senso voyeristico e passivo, bensì
cominciano a vedersi tutti gli altri striscioni ricucendo il legame tra squadre e tifosi, il
e stendardi: “Ultras Jesi”, “SS Jesi 1927”, senso di comunità, il lato aggregativo che
“Riccardo sempre con noi”, “Ultras liberi”, l’onda violenta e contraria di legislatori e
“Leones Jesi”, i goliardici “Mai una gioia” e magnati televisivi sta facendo venir
“Odio la terna”, per finire con un drappo sempre più meno. Ripensare insomma ad
con il leone all’interno di uno scudo e uno una più pacifica convivenza tra le parti:
con “1927” dentro i quadranti di una croce non dico rimettere di nuovo il tifoso al
biancorossa e un personaggio che ricorda centro del mondo del calcio, ma almeno
il Mister Enrich. non metterlo ai margini, non vessarlo con
La prima cosa che subito ritengo degna di orari e giorni improponibili, mille
nota è il loro numero: quasi 200, di cui un burocratizzazioni e terrorismo mediatico ai
po’ meno della metà, un’ottantina circa, limiti dell’isteria collettiva quello sì.
sono quelli che si adoperano fattivamente Venendo alla stretta attualità e al tifo
e continuativamente a sostegno della canoro espresso, ovviamente gli jesini ci
squadra. mettono un po’ a sistemare

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tutto, compattarsi e carburare con la


voce, ma quando entrano a regime sono
davvero piacevoli da sentire ed offrono un
bel campionario di cori per la maglia, per
gli ultras e contro la repressione. Pur non
sostenendo direttamente i calciatori in
campo con cori dedicati ai singoli, sono
però molto vicini alla squadra,
partecipando emotivamente e rincarando
la dose nei momenti di bisogno, tanto da
venir premiati poco dopo la mezz’ora dalla
rete del proprio attaccante Invernizzi. La
gioia è smodata, ma dura davvero poco
visto che Valente di testa segna l’1-1. che manda tutti negli spogliatoi, ma dopo
Dalla tribuna di casa, da cui è assente qualche minuto si e mi fanno rendere
qualsiasi forma di tifo, un singolo si isola e conto di essere umani anche loro, e tirano
accende una torcia: un elemento di il fiato concedendosi un po’ di riposo. In
folklore alquanto inatteso e intonato al verità nicchieranno fino a qualche
resto del pubblico come un rutto a pieni momento dopo l’inizio del secondo tempo,
polmoni in una chiesa. ma riprendono poi gradatamente il ritmo e
I ragazzi di Jesi, come non hanno mai tornano a cantare e a dare corpo al
desistito fino a raggiungere il vantaggio, proprio tifo con frequenti battimani ed
così continuano a crederci e a tifare aggiungendo alla loro buona prestazione,
nonostante il pareggio. Colgo anche per una bella sciarpata.
un attimo l’ebbrezza di poterli descrivere La loro squadra però non affronta la
con l’aggettivo “divini” quando continuano seconda frazione con pari grinta
a cantare anche dopo il fischio dell’arbitro (influenzando, di rimando, anche il loro

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tifo che alla lunga e progressivamente


perderà man mano di vigore) e finisce
anzi con cedere il campo ai meno quotati
e forse più motivati padroni di casa, che
intuiscono che hanno forse più fame di
punti per uscire dai bassifondi e trovano
meritatamente il vantaggio al 24’ per poi,
dieci minuti più tardi, guadagnarsi e
realizzare il rigore che arrotonda in
maniera impietosa il parziale.
Gli ultras che fino a quel momento
avevano creduto nell’impresa, cercano di
punzecchiare nell’orgoglio i propri atleti incroceranno ancora con la mia strada.
invitandoli a tirar fuori il “carattere”, Anche la squadra rende l’applauso di
diciamo così, ma le richieste rimarranno commiato e ringraziamento alla propria
tifoseria, seppur avrebbero potuto
inascoltate, per questo il bel quadrato
onorarne meglio le pretese con una prova
iniziale andrà sfilacciandosi fino a quando più grintosa in campo. A margine, lo
il tifo risulterà molto sporadico e poco stesso tifoso solitario, saluta la vittoria del
potente. Arriva il triplice fischio senza altre Cesenatico con un’altra torcia, mentre la
novità e senza che il finale poco squadra, tra l’altro, ignora lui ed il resto del
convincente intacchi un tifo che poco pubblico romagnolo: la Dea Eupalla
comunque, e in definitiva, mi piace molto a volte sa essere davvero ingiusta.
e mi porti a considerare questi jesini come
una bella realtà che vale la pena di essere Testo e foto di Matteo Falcone.
rivista all’opera, appena le coincidenze la mfalcone@sportpeople.net.

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Lotta con i fatti,

initi tutti i sei turni infrasettimanali, al


Rimini manca da recuperare la gara di
Bojano, per la quale la Lega opta almeno
per un giorno festivo. Si gioca il 17 marzo,
150° anniversario dell’Unità d’Italia, e
all’ingresso dei giocatori in campo viene
suonato l’inno di Mameli.
Le condizioni climatiche peggiorano di
minuto in minuto, tanto che anche per noi
fotografi è veramente difficile continuare a rivali tipo Teramo o Cesena. Nell'intervallo
scattare sotto la pioggia e il forte vento. poi, gli ospiti sono riusciti ad entrare
Dalla Romagna, al seguito del Rimini, indisturbati dal lato della tribuna, e sono
almeno 50 unità tra Curva Est e club andati direttamente a chiedere spiegazioni
organizzati, ma, come già successo ad per quei cori, accomodandosi
Atessa, anche oggi i ragazzi della Est successivamente in tribuna coperta, dove
hanno continuare a cantare e tifare per i
hanno opposto un netto rifiuto alla
colori biancorossi, colorando con una
richiesta di 10  per il biglietto, rimanendo sciarpata l’ennesima trasferta vissuta a
fuori e seguendo il match da una rete modo loro.
laterale dello stadio. Per la cronaca, il Rimini ne rifila 3 al
Dal settore di casa, dove è posizionata fanalino di coda Bojano,
una decina di tifosi locali, capite le matematicamente retrocesso.
intenzioni degli avversari, sono partiti cori
di sfottò, inneggianti anche a squadre Testo e foto di Gilberto Poggi.

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Pareggio in

R ispetto alla mia ultima presenza a


Sant’Antonio Abate qualcosa si è mosso:
in città l’atmosfera-partita si sentiva e la
dimostrazione la si ha già da uno
striscione posizionato su un muro del
centro cittadino, che invitava la
popolazione ad accorrere allo stadio per
sostenere i giallorossi.
Sarà lo scontro diretto per la salvezza, primi venti minuti, poi si addormentano
sarà il derby, ma i tifosi allo stadio sono inspiegabilmente dopo il gol del
molti di più, infatti le presenze saranno momentaneo vantaggio degli abatesi, per
circa 500. Gli Ultras Sant’Antonio sono il poi risvegliarsi dopo il gol del definitivo 1-1
solito gruppetto di 30 persone, pochi ma dei bianconeri. Tra i cori più gettonati tra i
veramente buoni, colorati, chiassosi e battipagliesi ci sono quelli contro gli ultras
molto compatti. Sparano qualche petardo della Turris e quelli pro angresi, loro storici
e sostengono la squadra fino al 95’. gemellati.
Sul fronte ospiti ho finalmente qualcosa da Da segnalare qualche scaramuccia tra
dire, ma non più di tanto: mi aspettavo tifosi battipagliesi e abatesi ma nulla di
molto di più dalle “zebrette” battipagliesi,
particolarmente importante.
presenti in 25/30 persone. Non so quanti
di questi siano ultras “effettivi” e quanti
tifosi normali, ma cantano per solo per i Testo e foto di Emilio Celotto.

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Davanti alle telecamere di RaiSport (a cui


gli ultras acesi hanno dedicato uno
striscione) la squadra di casa centra la
quinta vittoria di fila. Decisiva la doppietta
di Senè, a segno al 27’ del primo tempo e
al 50’ della ripresa, complice un erroraccio
del portiere La Malfa. Da Noto una
cinquantina di presenti.

Foto di Salvatore Lamarca

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Brutto 0-0 per l’Arezzo in una giornata


tipicamente primaverile. Curva come
sempre colorata, che trova stimoli anche
con una squadra oramai salva ma
relegata in un campionato che non si
addice ai fasti del passato. Presente Luca
Zingaretti: il popolare attore e dirigente
amaranto, era in tribuna nella speranza di
festeggiare la matematica salvezza.

Foto di Alessandro Falsetti.

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In parvis

na comunità di 2000 abitanti, un gruppo


di amici e una squadra di pallone.
Era il 2006 quando la Polisportiva Caldari,
società calcistica con un discreto passato
nei campionati dilettantistici abruzzesi, si
ritrova a disputare lo spareggio per salire
nel campionato di prima categoria
abruzzese.
“Che si fa? Attrezziamo il tifo? Si parte?” E
si partì.
Cori, bandiere, petardi, tamburi di latta e
una quarantina di persone al seguito. La
partita va male ma i ragazzi in campo
avevano fatto il loro dovere e si continuò a
cantare fino a dopo la partita, per strada,
fuori gli spogliatoi.
Nessuno avrebbe immaginato che da
quella esperienza improvvisata sarebbero
nati gli “Sconvolts”.
Non più tifosi occasionali ma un vero e
proprio gruppo ultras che negli anni è
aumentato e maturato, arrivando ad
essere sempre presente, in maniera

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organizzata, in casa e in trasferta.


Molti di loro si sono fatti le ossa nella
curva del Pescara, tra Cherokee, Orgia
Totale e Pescara Rangers. Lo stampo è
quello, si vede e si sente; in aggiunta un
pizzico di genio e goliardia “locale”.
Vicende comuni a tanti altri gruppi e
tifoserie di provincia, ma speciali se si
pensa al campionato di militanza e al
bacino d’utenza di questa contrada.
Una storia straordinaria, quindi, che tocca
il picco massimo il 10 aprile 2011, per il
big match di Prima Categoria tra Caldari e
Ripa Teatina: la prima guida la classifica,
gli altri la rincorrono da mesi. Insomma, è
la cosiddetta partita che vale una
stagione.
Una settimana di preparazione per la
coreografia, cento persone in curva,
tonnellate di fumogeni, battimani,
sciarpate, bandiere che sventolano e gole
che cantano ininterrottamente per 90
minuti e oltre. Un sostegno che ha trovato
i momenti più alti proprio quando il Caldari
è andato in svantaggio. Uno spettacolo
mai visto in queste categorie (almeno qui
in Abruzzo): senza cadere nella

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autoreferenzialità, questa curva è un


luogo dove si respira mentalità, quella
vera.
Chi è ultras lo sa, lo capisce.
Per la cronaca la partita finisce 1 a 1 col
più classico dei gol segnato dal beniamino
dei tifosi e un rigore sbagliato dagli ospiti
al novantacinquesimo minuto, proprio
sotto la curva di casa.
Le tante persone accorse a vedere la
partita e quei “fantomatici” Sconvolts,
hanno avuto da assistere ad uno
spettacolo sbalorditivo.
Proprio mentre l’escalation di restrizioni,
divieti, schedature varie e imposizioni
televisive danno “mazzate” all’intero
movimento italiano, è qui, su gradinate
come questa, che si tiene ancora acceso
l’ultimo barlume di resistenza ultras.

Testo di Marco Giangrande.


Foto di M. Giangrande,
M. Bomba e S. Cupido.

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Ti piace

G li ultras moderni, quelli che vivono di


coerenza e mentalità e che hanno
ovviamente studiato il “codice non scritto”,
sarebbero disposti a fare un patto con il
diavolo pur di tornare in squallide
categorie come la Promozione o
magari, per i più “fortunati”, l’Eccellenza;
io invece, che purtroppo non ho soldi da
spendere per comprare codici e manuali
per diventare un vero ultras, sarei che, per chi non lo sapesse, si scontrava,
disposto a diventare Satana in persona e ma solo sul campo, contro l’ottava
dare questa noiosa Promozione in cambio squadra, rionale ovviamente, di Bari,
di una svenduta, o venduta a seconda dei che non avendo uno stadio proprio gira
punti di vista, Serie C1 o C2 dove, per la Puglia in cerca di ospitalità.
nonostante divieti, lotta alla tessera, ai Fieri e orgogliosi partiamo alla volta
tesserini e ai tesserati, battaglie contro dell’ennesima trasferta per macinare km di
calcio moderno, pay-tv, telepiù sky e chi fede e passione, e per sostenere con
più ne ha più ne metta, il livello è “coerenza e mentalità” la nostra
sicuramente più alto. squadra e la nostra città, non certo questi
Tutta questa premessa per dire che solo luridi mercenari che, dopo aver lavorato
la domenica pomeriggio, poco prima di sui cantieri in settimana, si divertono a
partire, siamo riusciti a sapere con giocare nella Promozione pugliese, ma si
certezza dove avrebbe giocato l’Altamura sa, gli ultras sostengono la maglia e la

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città e mai i giocatori


Compatti ci muoviamo verso Molfetta
speranzosi, da veri ultras, di incontrare
avversari con i quali scontrarci,
ovviamente tutto all’insegna dell’estrema
lealtà, ma lungo il tragitto, fatta eccezione
per qualche donnina dai facili costumi, di
nemici nemmeno l’ombra (a questo punto
devo chiedermi, ma i tifosi avversari non ci
affrontano per paura o perché ci
snobbano? Ai posteri l'ardua sentenza).
Il viaggio scorre tranquillo e ordinatamente Noi comunque, sempre con “coerenza e
incolonnate, le ben tre macchine al mentalità”, montiamo gli striscioni manco
seguito, di cui una non piena, arriviamo a fossimo carpentieri, sosteniamo noi stessi
destinazione, dove stranamente e la maglia, e dopo aver aspettato il
all’ingresso non troviamo sanguisughe fischio dell’arbitro, che per regolamento ha
disposte a spillarci qualche euro per atteso 45 minuti prima di decretare la fine
assistere al solito match tra scapoli e di una partita mai iniziata, torniamo a casa
ammogliati, quindi felici e sorridenti ci per questa bella e soprattutto facile
dirigiamo verso il nostro settore, ma vittoria, ma questa volta lungo il tragitto
scopriamo che la partita non si disputerà non incontriamo più le belle donnine di
perché la Federazione pugliese avanza un prima.
credito nei confronti del Valenzano
Japigia. Testo e foto di Michele D’Urso.

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Derby Duc(ov)ale

A rriva proprio nel momento giusto, questo


derby ovale della provincia di Parma,
incastonato com’è tra il week-end di
Heineken Cup appena passato, che con lo
spettacolo dei quarti di finale non ha
deluso le attese, e il prossimo fine
settimana, pasquale, con un Aironi-
Leinster di Magners League (che potrete
seguire sul prossimo numero) che per gli
appassionati delle zone intorno a Viadana,
ma non solo, significa vedere “dal vero”
una delle più grandi squadre dell’emisfero
Nord, i cui trequarti sono, in definitiva, i
titolari della Nazionale Irlandese.
Derby della provincia, dicevo, perché
nonostante entrambe le nuove squadre
riportino il nome di Parma nella
denominazione ufficiale, la Celtic League
ha portato con sé la fine di Rugby Parma
e GrAn come entità a sé stanti; in estate
sono nate due nuove realtà, i Crociati,
espressione della fusione tra Rugby
Parma e Noceto, e il GranDucato, che nel
nome ricorda il GrAn, fusosi con Colorno...

Sport People n 15/2011


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e satellite degli Aironi. devono necessariamente crearsi un


C’è una grande rivalità tra le due bacino di professionisti interessanti cui
compagini, una rivalità che posso attingere, come capita del resto in tutte le
comprendere, sana, ma che mi sembra a nazioni più “evolute” dal punto di vista
tratti esagerata, specialmente nella ovale.
sguaiata esultanza finale dei Crociati (così Due parole sulla gara sono doverose: il
vi ho già svelato il finale...) e che mi crollo fisico verticale palesato dal
ricorda, in brutta copia, certe scene GranDucato nella ripresa è la chiave di
calcistiche che, temo, qualcuno tenti di lettura secondo me più efficace, senza
imitare. nulla togliere alla concretezza dei Crociati
che, chiuso il primo tempo sotto nel
Ciò detto, la giornata è fresca, con un bel
punteggio e nella mentalità, hanno
sole primaverile, la cornice di pubblico è
approcciato la ripresa con piglio deciso,
interessante (2.000 spettatori circa, niente
conquistando, con la vittoria odierna, 4
male per una gara di Eccellenza) punti fondamentali per la corsa verso la
e la gara, di per sé, è anche piuttosto post-season, la “Coppa del Ducato” che
interessante. era in palio, e centrando la doppietta di
Per me, che fin da inizio stagione ero successi, bissando quello della gara di
molto scettico sul livello che il massimo andata, negli scontri diretti contro i rivali.
campionato italiano avrebbe raggiunto Perde il GranDucato, che a meno di
dopo l’uragano celtico, è un’ulteriore miracoli saluta i playoff, e con essi la
piacevole sorpresa, e una notizia positiva possibilità di partecipare alla prossima
in chiave-Nazionale Italiana, perché se Challenge League: ai Crociati manca un
cresce il livello del campionato interno ne punto, e non dovrebbe essere un’impresa
beneficiano le due franchigie di Magners, centrare l’Europa per il secondo anno
che il prossimo anno avranno anche consecutivo.
maggiore esperienza, e appunto gli
Azzurri, che in questi due campionati Testo e foto di Matteo Mangiarotti.

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Recensione del libro lezione e l’altra confrontandovi con i vostri


amici su questa fondamentale e spinosa
materia di studio beh, allora amerete
Titolo: Cuore di cuoio; questo libro proprio come ho fatto io.
Autore: Cosimo Argentina; E vi appassionerete alle avventure di
Editore: Fandango – Tascabili; Camillo Marlo, detto Krol, adolescente
Prezzo: 10 . della periferia di Taranto nella seconda
metà dei turbolenti anni ’70, che assieme
e, come me, anche voi siete cresciuti in ai suoi inseparabili compari (la sua vera
un rione di periferia, non importa che si famiglia!) dai soprannomi tanto improbabili
tratti di una città grande o piccola, del quanto geniali (Ciccano Magellano, Tapp’
Nord o del Sud, e soprattutto se avete ‘Mmoch’ e Sigare Ngule su tutti!), ci
vissuto almeno un po’ per le strade del accompagnerà in questo piccolo viaggio
vostro quartiere, al fianco dei vostri attraverso un breve ma intenso periodo
inseparabili compari, respirando i gas di della sua giovane vita, così simile a quella
scarico delle auto e la polvere di qualche che ognuno di noi ha vissuto.
campetto scalcinato mentre si Tutto questo è “Cuore di cuoio”, romanzo
disputavano partite di calcio epiche e di formazione ambientato nella periferia di
interminabili (chissà poi perché tutte una delle principali città industrializzate
sempre decisive); e ancora, se avete del Sud, quella Taranto in cui Erasmo
trascorso la vostra adolescenza Iacovone, autentico ed indimenticabile
nutrendovi di pane & pallone, imparando a genio che sfortunatamente e troppo presto
memoria tutte le facce, i nomi e i dati ci ha lasciati, faceva sognare migliaia di
anagrafici dei giocatori raffigurati sugli cuori rossoblu, che grazie alle sue
album dei calciatori Panini, e se avete prodezze sognavano di raggiungere quel
trascorso gli intervalli a scuola tra una paradiso (calcistico) fino ad allora

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appannaggio del solo capoluogo di giocatore di serie A.


regione. Ma come spesso capita ai sogni, E così, muovendosi tra gli strani
anche questo finirà per svanire con la personaggi che popolano il quartiere, tra
prematura scomparsa del centravanti scorribande nei luoghi alieni della Taranto-
rossoblu. bene e i tanti espedienti per sopravvivere
Attraverso gli occhi di Krol e dei suoi alle gabbie nelle quali famigliari e scuola
compari scopriremo le due facce del vorrebbero imprigionarli, i nostri eroi
mondo del pallone di quel periodo; da una cominciano a vivere anche le prime
parte il calcio giocato, quello delle sfide tra esperienze post-adolescienziali (le prime
amici e, soprattutto, delle aspirazioni e sbronze, i primi amori e i relativi approcci
delle aspettative di Krol, giovane col sesso) che ben presto li condurranno
promessa della formazione Allievi del dall’assoluta spensieratezza
Taranto, con un grande futuro pronto ad dell’adolescenza ad una nuova stagione
attenderlo appena dietro l’angolo; dall’altra della loro vita, ma sempre mantenendo
il mondo del tifo, perché Krol e i suoi ben salda quella sacrosanta scala di valori
compari sono, prima di tutto, grandi tifosi per cui le ragazze “venivano dopo gli
della squadra rossoblu, la squadra della amici e dopo il pallone; un terzo posto
loro città, e come tali la sostengono e la onorevole, direi” e, soprattutto, venivano
seguono in casa e in trasferta; anzi, non sempre e tassativamente ribattezzate con
mancano in questo romanzo espliciti i nomi delle squadre di calcio straniere.
riferimenti all’allora nascente fenomeno Alla fine, le 221 pagine di “Cuore di cuoio”
ultras, da cui il nostro Krol è fortemente scorrono via veloci, fin troppo, lasciandoci
affascinato e attratto, tanto che il desiderio con un interrogativo irrisolto: chissà dove
di poter diventare un protagonista della sono oggi i compari, e chissà se ce
curva nord del vecchio stadio Salinella è l’hanno fatta
forte almeno quanto quello di poter
diventare, un giorno, un famoso Testo e Foto di Giangiuseppe Gassi.

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