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Goffredo di Buglione (in francese: Godefroy de Bouillon[2], in latino: Godefridus Bullionensis;

Baisy-Thy, 1060 circa[3] – Gerusalemme, 18 luglio 1100[3]), figlio del conte Eustachio II di
Boulogne[3][2] e di Ida di Boulogne[3][2], è stato un cavaliere franco ed uno dei comandanti della
Prima Crociata[1] (1096-1099). Fu feudatario della marca di Anversa, con le contee di Verdun, di
Mosay, di Stenay e di Bouillon, e da quest'ultima sua residenza preferita ebbe il nome[3][2]. Fu,
inoltre, il duca della Bassa Lorena[1][3][2] dal 1089 al 1096.

Dopo il riuscito assedio di Gerusalemme nel 1099, Goffredo divenne il primo sovrano del nuovo
Stato crociato, il Regno di Gerusalemme; rifiutò tuttavia il titolo di "Re"[2], secondo la leggenda
perché credeva che il vero Re di Gerusalemme fosse Cristo[3], preferendo il titolo di Difensore del
Santo Sepolcro (in latino: Advocatus Sancti Sepulchri). È anche conosciuto come il "Barone del
Santo Sepolcro" e il "Re crociato"

La tradizione lo esaltò a figura leggendaria[3], tanto che Dante Alighieri lo inserì tra gli spiriti
guerrieri e giusti del cielo di Marte del Canto XVIII del Paradiso[3] e Torquato Tasso ne fece il
protagonista della sua opera più famosa, la Gerusalemme liberata[1].