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In Europa

Goffredo fu designato da suo zio, Goffredo il Gobbo, suo successore in Bassa Lorena, ma nel 1076
l'Imperatore Enrico IV gli assegnò la sola marca di Anversa, che faceva parte della signoria di
Buglione, riprendendosi il feudo della Bassa Lorena, visto che suo zio non aveva discendenti né
eredi maschi diretti. Ciò nonostante il suo ducato si estendeva dal Brabante al Lussemburgo,
comprendendo le regioni dell'Hainaut, del Limburgo, del Namur e parte delle attuali Fiandre.
Goffredo, ora di Buglione, combatté per Enrico sia a Elster sia nell'assedio di Roma e nel 1082 gli
fu finalmente affidato il ducato della Bassa Lorena.

La Lorena era stata fortemente influenzata dai riformatori cluniacensi e Goffredo sembra sia stato
un uomo pio.

"Appena i vescovi, dopo il trionfo della Riforma cluniacense e la lotta per le investiture smisero di
appoggiare gli Imperatori germanici, la provincia immediatamente si ridusse in piccoli domini
feudali" (Catholic Encyclopedia, "Lorraine").

Il fatto che egli avesse servito sotto Enrico IV contro il papato, lo ascriveva nel novero di quei
nobili europei fortemente compromessi dopo la vittoria della riforma gregoriana. Perciò Goffredo
ritenne utile liquidare letteralmente la maggior parte di quanto possedeva (soprattutto ai vescovi di
Liegi e di Verdun) e unirsi alla prima crociata, proclamata da Urbano II al Concilio di Clermont
(1095).

La Prima Crociata

Statua bronzea che raffigura Goffredo di Buglione situata nella Hofkirche d'Innsbruck
Coi suoi fratelli Eustachio e Baldovino di Boulogne (il futuro Baldovino I di Gerusalemme)
Goffredo partì dalla Lorena nell'agosto 1096 alla testa di un'armata forte di circa 12.000 uomini,
seguendo la strada "di Carlo Magno" (attraverso la valle del Danubio e i Balcani), che sembra
Urbano II avesse chiamato (secondo il cronista Roberto il Monaco) la "Strada di Gerusalemme".
Dopo alcune difficoltà in Ungheria, dove egli non fu in grado di impedire ai suoi uomini di
saccheggiare i correligionari cristiani, Goffredo giunse a Costantinopoli nel novembre. Fu il primo
dei crociati ad arrivare ed entrò in conflitto quasi subito con l'Imperatore bizantino Alessio I che
pretendeva da Goffredo un giuramento di fedeltà all'Impero bizantino. Goffredo alla fine giurò nel
gennaio 1097, imitato da molti altri baroni, garantendo la restituzione all'Impero dei territori
strappati dalle proprie truppe ai turchi. Quest'azione assicurò ai crociati l'attraversamento in
sicurezza degli stretti situati dopo Costantinopoli.

All'inizio del 1099 Goffredo era una figura secondaria nella crociata, con Baldovino, Boemondo di
Taranto, Raimondo IV di Tolosa e Tancredi d'Altavilla che determinavano il corso degli eventi.
Goffredo fu il primo a presentarsi all'assedio di Nicea ma il suo solo risultato significativo in questa
parte della crociata fu il soccorso prestato all'esercito di Boemondo durante la Battaglia di Dorileo
allorché questi s'era dovuto arrendere ai turchi selgiuchidi di Qilij Arslan I. L'esercito di Goffredo,
in realtà, fu anch'esso costretto alla resa finché non giunse un altro gruppo di crociati agli ordini di
Ademaro, vescovo di Le Puy che attaccò l'accampamento selgiuchide.

Nel 1099, dopo la conquista di Antiochia al termine di un lungo assedio, i Crociati si divisero su
cosa avrebbero dovuto fare. Molti fanti volevano proseguire verso sud alla volta di Gerusalemme
ma Raimondo, a quel tempo considerato il capo della Crociata, era esitante nel proseguire la marcia.
Goffredo, che sembra fosse influenzato da motivi religiosi piuttosto che politici, convinse
Raimondo a condurre l'esercito a Gerusalemme. Goffredo fu attivo nell'assedio della città e il 15
luglio fu tra i primi a entrare coi suoi Lotaringi in città che vide un massacro generale di musulmani
ed ebrei, secondo i canoni d'assedio vigenti all'epoca. I cronisti riportano alcune note sul suo
carattere: coraggioso e valoroso, ma anche ripiegato su sé stesso, tormentato, talvolta indeciso, forse
ammalato nel fisico.

Questa sua debolezza fu forse ciò che convinse gli altri crociati a affidargli la corona
gerosolimitana, non subendo il veto di alcuna compagine (a differenza per esempio dell'energico
Raimondo IV di Tolosa, osteggiato dai normanni). Si cercava infatti un personaggio non di spicco,
vista la rinuncia di Raimondo a brigare il titolo regio, e Goffredo sembrò il candidato ideale, tanto
che quando venne incoronato, il 22 luglio, egli decise di prendere il titolo di "Advocatus" (cioè
difensore, ossia protettore laico) del Santo Sepolcro. Questo attributo inoltre era tipico di chi
reggeva beni ecclesiastici, per cui sottintendeva che la Terra santa appartenesse alla Santa Sede.

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