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Al contrario delle aspettative di Aspare, il nuovo imperatore si dimostrò volitivo e pieno di

iniziative. Timoroso dell'influenza a corte di Aspare, Leone I strinse un'alleanza con gli Isauri.
Leone I così poté uccidere Aspare e suo figlio Ardaburio, meritandosi per tale motivo il titolo di
«macellaio» dei barbari. Il prezzo di questa alleanza fu il matrimonio della figlia di Leone con
Tarasis, capo degli Isaurici, che nel 474 gli succedette con il nome di Zenone.

L'imperatore, sopravvalutando le sue capacità, commise numerosi errori che minacciarono l'ordine
interno. Ad esempio, il fallimento della spedizione navale del 468 portò ad un certo numero di
incursioni vandale sulle coste dell'Impero d'Oriente; si sospettò una complicità di Aspare con le
forze di Genserico, come rappresaglia per il suo progressivo esautoramento alla corte di Bisanzio.
Leone I fu costretto ad adire onerose vie diplomatiche: i Vandali interruppero le scorrerie in cambio
della cessione di gran parte dei territori imperiali in Africa, nonché delle principali isole del
Mediterraneo. Nel 472 Teodorico il Grande arrivò a minacciare Costantinopoli coi suoi soldati a
seguito di contrasti sorti con l'Impero d'Oriente. Leone riuscì a evitare il disastro solo tramite il
pagamento di un fortissimo tributo al principe ostrogoto. Si verificarono anche incursioni degli
Unni, che però non furono in grado di minacciare Costantinopoli, ben difesa dalle mura ricostruite e
rinforzate durante il regno di Teodosio II, contro le quali le forze barbare non disponevano di una
tecnologia adatta. Durante l'impero di Leone I furono introdotte importanti innovazioni anche in
altri campi, tra i più curiosi una specie di fermaglio per raccogliere i documenti ufficiali.

A Costantinopoli eresse nel 471 un foro con una colonna onoraria a suo nome. Sempre nella
capitale, il suo nome è inoltre associato al famoso santuario di Santa Maria della Fonte.

Per quanto riguarda la politica religiosa, Leone si dimostrò un fervente cattolico ortodosso,
seguendo così la linea dei predecessori. Condannò gli eretici, sostenne la costruzione di chiese e
favorì il clero cattolico, mantenendo freddi rapporti sia con gli ariani che con i monofisiti. Inoltre
trasportò in pompa magna nella capitale un velo che la tradizione riteneva che fosse appartenuto
alla Vergine Maria. In merito ad alcuni costumi pagani (non ancora completamente superati) Leone
si dimostrò deciso a segnare i tempi: non permise infatti che fossero rappresentati spettacoli teatrali
o qualsiasi altro spettacolo di natura profana durante le domeniche o altri giorni di festa, con grande
dissenso fra la popolazione.

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