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copertina 03-2008 29-07-2008 12:45 Pagina 2**luigi**Riviste:2008 03 Servire:

3 PUBBLICAZIONE SCOUT PER EDUCATORI


2008
La bellezza di essere capo

I.R.
copertina 03-2008 29-07-2008 12:45 Pagina 3**luigi**Riviste:2008 03 Servire:

S O M M A R I O

La bellezza di essere capo

Editoriale Giancarlo Lombardi pag. 1

I fondamenti della bellezza di essere capo


1. Il bello della formazione tra visibile e invisibile Saula Sironi pag. 3

2. Fare il capo è bello perché serve ai ragazzi N. Lambiase, E. La Ferla pag. 7

3. Da giovane caposquadriglia a capo adulto nella società Maurizio Crippa pag. 11

4. Il disincanto del capo e le sue qualità Stefano Blanco pag. 15

5. Ci sono capi a zig-zag Roberto Cociancich pag. 19

6. Essere capo secondo il Vangelo Giuseppe Grampa pag. 23

7. Verità e servizio Gian Maria Zanoni pag. 26

Le esperienze e i problemi
1. Una bella route è meglio di una brutta route Ale Alacevich pag. 29

2. Imparare da piccoli a essere capo Piero Gavinelli pag. 32

3. Per la bellezza tra capo e capo Davide Magatti pag. 34

4. Essere capi in questa società: facile o difficile? Laura Galimberti pag. 37

5. Lettera a un capo Gege Ferrario pag. 41

6. Il gusto di far bene le cose Marco Pietripaoli, Saula Sironi pag. 43

Stiamo svuotando l’archivio cartaceo di R-S Servire; chi fosse interessato a ricevere
numeri arretrati li richieda scrivendo alla redazione tramite il sito www.rs-servire.org
E D I T O R I A L E

Scautismo: scuola di capi

Q uesto numero di Servire è stato


scelto e pensato dopo un’ampia
discussione in redazione che
aveva approfondito l’importanza
del capo nella proposta educati-
va scout.
Andando a rileggere gli scritti di Baden-Powell emer-
ge con forza e in modo sistematico la sottolineatura
e di stimoli che pensiamo potrà essere utile ai nostri
lettori.
Proprio per la completezza del quadro che esce dai
vari articoli non penso sia mio compito riassumere
quanto negli articoli viene detto con maggiore ap-
profondimento.
Ciò che desidero fare in questa introduzione è solo sot-
tolineare alcuni aspetti del problema che mi sembrano
non solo dell’importanza del capo nel discorso edu- particolarmente importanti.
cativo ma anche il valore dello scautismo come scuo- Quando noi pensiamo a un capo l’immagine corre su-
la di formazione capi. bito a persone che esercitano un “potere” su altri, nella
Il discorso parte da lontano, dall’importanza di Akela scuola, nell’ambiente di lavoro, nella Chiesa, nella poli-
nella vita del Branco, a quella del caposquadriglia nel tica, nella società. Sono persone dotate di particolari ca-
reparto, del maestro dei novizi alla capo fuoco e al ca- pacità, di autorevolezza, di leadership. Ma spesso sono
po clan. anche persone prive di queste qualità, e per le quali l’es-
È il capo il punto di riferimento nel reparto è la ca- sere capo è più dovuto ai gradi che hanno sulla giacca
po che le guide o le scolte guardano e da cui traggo- o sul biglietto da visita che non alla vera qualità della lo-
no esempio e insegnamento. ro persona. Molti capi, in tantissimi ambienti, non han-
Abbiamo cercato di approfondire questi temi e ne è no competenze, capacità, autorevolezza, vera leadership,
uscito un numero a nostro avviso ricco di riflessioni ma solo l’autorità della posizione.

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E D I T O R I A L E

Non è questo il capo cui pensava Baden-Powell, non perché aiuta i bambini, i giovani, gli adolescenti a
sono questi i capi che noi pensiamo lo scautismo aiu- “crescere” in questa strada formativa.
ti a crescere. Il capo è innanzitutto una “persona si- Ed è anche per questo che fare il capo è “bello”, come
gnificativa” e questo lo scautismo aiuta a realizzare: molti articoli di questo quaderno cercano di testimoniare
non è una persona banale, non è uno sciocco, non un e sottolineare. È bello perché il capo aiuta gli altri a cre-
perdi tempo, non è un millantatore. È una persona scere, perché realizza un’impresa, perché realizza se stesso.
“seria”, meritevole di fiducia, come indica la Legge Molto spesso si associano il compito del Capo al peso,
Scout, è una persona autonoma, capace di guidare la all’onere delle responsabilità e ne abbiamo anche timo-
sua canoa nel fiume, è una persona che rispetta se stes- re: penso che ciò sia comprensibile e giustificato.
so, non sprecando la propria vita, e che rispetta gli al- Ma deve essere accompagnato dalla coscienza che l’as-
tri, rispettando la loro vita e la loro personalità. Ma è sunzione delle responsabilità, quando è accettata per il
soprattutto una persona che intende il proprio essere servizio degli altri, è il modo migliore per realizzare se
capo come servizio, e non come potere. Un vero ca- stessi e per dare alla propria vita un significato pieno.
po cerca di aiutare gli altri, sia che faccia il capo bran- Che sia nell’ambito di una unità scout, o in una classe
co e aiuti i suoi lupetti a crescere, sia che faccia il Pre- scolastica, che sia in un reparto di ospedale o nell’uffi-
sidente del Consiglio e aiuti i cittadini del suo Paese cio di una azienda, che sia in un ambito politico o in
nelle loro necessità, sia che faccia il Vescovo e aiuti i una organizzazione sociale, sempre l’essere capo con
fedeli della sua diocesi a crescere nella fede e nella san- competenza, onestà, dedizione è motivo di soddisfazio-
tità di vita. Gesù è il Capo per eccellenza, è l’esempio ne e di pienezza.
per ogni capo, è il Maestro da cui tutti dobbiamo im- In preparazione di questo numero, e di questo articolo,
parare. rileggevo le parole di Baden-Powell, nel suo stile sem-
Il capo parla con chiarezza e lealtà ed esercita la re- plice, veritiero ed efficace e riscoprivo ancora una vol-
sponsabilità senza arroganza ma con la coscienza che ta la sua grande ricetta: amare la vita, volerla vivere con
il suo compito è importante e proprio per questo esi- intensità e coraggio, con fantasia e allegria, amare gli al-
ge umiltà e interiorità. Non sfugge a nessuno come tri e volerli aiutare con semplicità e serietà, e in questo
queste caratteristiche non sono riconducibili a talen- modo realizzare se stessi ed essere felici. Lo scautismo è
ti innati, che pure certamente esistono e caratterizza- questo grande gioco.
no le figure di certi Capi carismatici, ma sono carat- Auguri amici. Buona fortuna e Buona Strada.
teristiche che tutti possiamo coltivare e far crescere in
noi. Ecco perché lo “Scautismo è una scuola di capi”, Giancarlo Lombardi

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Martini “Gesù cerca il modo adatto a


Tommaso, che è diverso da quello della
Maddalena, di Pietro e di Giovanni. Per
tutti c’è una possibilità di aprirsi alla pre-
senza del Signore. Non tutti i mezzi so-

Il bello della formazione no adatti a tutti, ma per tutti c’è un mo-


do e un tempo, che il Signore conosce. È
certo che il Signore a tutti vuole rivelarsi,

tra visibile e invisibile anche a quelli che sembrano più refratta-


ri e che maggiormente lo respingono.”
L’avere a che fare con bambini e ra-
gazzi in attività, come quelle della vi-
Fare il capo serve per la mia formazione, per la mia ta scout, significa avere cura e pren-
dersi cura dell’altro, imparare cosa
gratificazione, per vivere la relazione uomo/donna al di vuol dire sentirsi responsabili di altri,
dare fiducia, avere speranza e sape-
fuori della sfera affettiva, per la prospettiva della vita adulta,
re accogliere, ma imparare anche
per conquistare il Paradiso. l’importanza della trasmissione del
patrimonio, dell’eredità materiale
Davanti a un bel dipinto siamo at- quel qualcosa, come il colore che dà morale e normativa, il senso della
tratti da quello che più ci colpisce, se forza al dipinto, che abbia segnato giustizia e dell’equità.
si è poi supportati da una guida, del- positivamente il mio essere capo. È imparare a portare pazienza nel
lo stesso quadro si scopre molto di In questo gioco del visibile e dell’in- senso di sopportare i limiti dell’altro,
più, a volte anche quello che è invi- visibile mi accorgo di come è stato come nella parabola del fico sterile,
sibile ai nostri occhi, perché occorre importante “vedere e contemplare il dare tempo, concime e zappa “per ve-
una conoscenza per interpretarlo o volto dei miei lupetti, dei miei novi- dere se porterà frutto per l’avvenire”
perché il nostro sguardo non è stato zi”, il riconoscerli come un’altruità e come dice il servo al padrone.
attirato dal quel particolare; anche una corporeità che esigono riguardo Ho imparato ad ascoltare che come
sfogliando un album di foto di un an- e rispetto. scrive Enzo Bianchi “non è mai at-
no intero di attività scout ci si accor- Quel rispetto che ti porta a conside- teggiamento passivo: l’ascolto è attenzio-
ge di come sia possibile far luce sul- rare ogni uomo e donna una persona ne e volontà di una presenza che accoglie,
l’invisibile che attraversa e trascende unica e irrepetibile, libera e autono- e come tale abbisogna di molte energie e
il visibile. ma e che ti forma al saperti mettere di grande forza di volontà. Ascoltare è fa-
L’invisibile, per me è stato cercare di in relazione con l’altro, a rivelarti al- re tacere se stessi per dare peso, fiducia al-
cogliere, di afferrare il nocciolo della l’altro con uno stile di fiducia pro- la parola dell’altro”. Ritornando alle
mia esperienza come capo, il cercare, prio di Gesù così come scrive C.M. mie fotografie non posso non ricor-

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dare i capi con cui ho condiviso il genere non significa fare cose diver- perché abitata da noi e dai nostri ra-
mio servizio e quindi ripensare ai se, ma vivere e interpretare in modo gazzi e non deve diventare quindi né
miei staff e alla comunità capi come diverso. una casa in cui ci sentiamo prigio-
luoghi in cui ho sperimentato il si- nieri né una tana in cui sentirsi si-
gnificato della corresponsabilità, il so- Crescere come donne e uomini curi né un dormitorio, ma deve es-
stegno reciproco, l’appartenenza e il Crescere insieme aiuta a scoprire ed sere per noi come il giardino dell’E-
sapersi raccontare. accogliere la propria identità di uo- den in cui Dio pone l’uomo e la
Luoghi in cui ho anche sperimenta- mini e donne, scoprire come ci si donna perché lo coltivino e lo cu-
to la passione e la dedizione nel fare pone di fronte all’amore ma anche stodiscano.
le cose; la passione educativa, ossia il alle relazioni sociali, scoprire come Per fare questo occorre aver cura
gusto di risolvere problemi e di vin- mi proietto nella società con la mia della nostra vita, delle nostre scelte,
cere scommesse “impossibili”, che identità maschile e femminile, con della nostra persona e accettare che i
genera gioia, scoperta, coinvolgi- una fisicità e un corpo che sono di- nostri sbagli facciano parte della no-
mento, gioco. versi. stra vita come i difetti della nostra
È la passione, che fa si che i proble- Un altro aspetto che mi sembra in- bellezza.
mi di tempo vengano superati o me- teressante sottolineare della mia for- Ho sperimentato come la formazio-
glio che si trovi il tempo per fare, che mazione è come il maschile e il fem- ne scout sia diventata per me una
ti fa dire che non c’è tempo da per- minile si coniugano reciprocamente e prassi, anche nelle piccole cose della
dere; è un po’ come quando sei inna- quindi il condividere insieme una re- vita quotidiana, dall’essere presente e
morato! sponsabilità educativa diventa un partecipare alla crescita della mia
Luoghi in cui si sperimenta la fatica “addomesticamento reciproco”, città piuttosto che rivestire il ruolo di
del conflitto e la fattibilità del per- quindi uno sperimentarsi nella diver- rappresentante di classe quando i
dono, perché in ogni comunità coe- sità; accettare la differenze di genere miei figli frequentavano la scuola, è
sistono buoni e cattivi, peccatori e fe- è il primo passo per sapere stare ac- sentirsi in dovere di esserci e di par-
deli, fratelli in crisi e sbandati, ma at- canto a chi è diverso da me. tecipare, secondo l’insegnamento del
traverso l’amore, il perdono e la ri- Mi piace pensare che i miei anni di “Gratuitamente avete ricevuto, gratuita-
conciliazione diventano prassi. servizio siano stati un allenamento mente date”.
Luoghi in cui in cui sono presenti alla mia vita prima di coppia e poi Il primo dono da rendere è quello
uomini e donne di età diverse che familiare. d’una vita, testimone dell’amore gra-
imparano a rispettarsi, capaci di pro- La passione nel prendersi cura del più tuito di Dio, è un modo per co-
gettare e di produrre felicità. piccolo, il generare idee, la mentalità municare il senso pieno della vita,
Il bello della nostra associazione è progettuale, mi hanno accompagnato della speranza, dell’amore.
che non abbiamo bisogno delle quo- anche nella mia vita adulta e mi han- È il chiedersi sempre come io posso
te rosa, ma uomini e donne insieme no sempre portato a pensare che la servire dentro questa storia.
vivono le stesse esperienze con la nostra associazione come la nostra
consapevolezza che essere diversi nel comunità sociale e ecclesiale, esiste Saula Sironi

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Quelli che….
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Quelli che… per iniziare direi di pregare un po’


quelli che… stabiliscono i criteri
quelli che… fissano le priorità
quelli che… i valori fondamentali
quelli che… ricordano il passato
quelli che… temono per il futuro
quelli che… pensano al presente
quelli che… la questione è un’altra
quelli che… poi i quadri in cinque minuti sono fatti
quelli che… qui si gioca a bussolotti con le persone
quelli che… si incazzano perché vedi sopra
quelli che… si incazzano perché quelli si incazzano perché vedi sopra
quelli che… qui non stiamo giocando
quelli che… sono fuori dal gioco
quelli che… però c’è sua sorella
quelli che… la mia unità è a posto
quelli che… quello non si tocca
quelli diversi dagli altri

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convegni contro l’ottimismo, sempre


più frequenti e frequentati. Tra i rela-
tori avrebbe parlato anche uno dei più
eminenti pessimisti, il Dr. Triste Mal-
concio, e questo, strano a dirsi, accreb-

Fare il capo è bello be la speranza che il loro rapporto ne


sarebbe uscito più solido.

perché serve ai ragazzi Il Dr. Triste Malconcio livido diceva


che i giovani d’oggi non sono più come
quelli d’un tempo.
Qualcuno però controbatteva che la
colpa è dei genitori che non sono più quel-
Il dialogo surreale che introduce l’articolo è smentito li d’un tempo.
da un’affermazione perentoria: fare il capo è L’incontro terminò con la frase, che è
da tenere ben a mente, tutto ciò che cam-
una bellezza donata agli altri bia, lo fa in peggio.

Gentile Signora Giudy Corda, ne dimostrato scientificamente il fatto che Terminato il meeting, i due si saluta-
nella sua ultima lettera rimarcava ancora sono più i danni che i vantaggi che essi rono e ricominciarono a scriversi con
una volta l’inutilità dei capi. Le devo da- portano alle nostre nuove generazioni. rinnovata energia.
re ragione. Ho potuto constatare di perso- Oggi c’è bisogno di professionisti e questi
na quanto a poco servano.Pensi che riten- capi impreparati non fanno che recare “C’è una figura che spesso viene inserita
gono di poter esser capi di tutti, non fan- danno ai nostri giovani. a metà strada fra genitori e figli: quella del
no distinzioni, pensano che i loro schemi capo scout. Questa visione ottimistica-
obsoleti leggiucchiati su libri vecchi di Sentitamente, Giudy Corda mente pone come assunto che fra genitori
cent’anni possano adattarsi ai ragazzi di e figli ci sia una strada. E che questa stra-
oggi. Si sentono capi sommi ma poi van- Lo scambio epistolare fra la Signora da venga anche percorsa. Da qualche par-
no avanti per sommi capi… Giudy e l’Avvocato Ilito andò avanti te, invero forse un po’ più vicino ai figli,
per quattro mesi. Si erano conosciuti ad è probabile che i pellegrini di questa rela-
Cordialmente, Avv. Ilito Catastrofico. uno di quei seminari contro i capi scout zione incontrino l’ignobile personaggio in
organizzati dalla loro associazione. gonna pantalone o braghette corte [foto
Stimato Avv. Ilito Catastrofico, Ma la corrispondenza, come tutto, ini- di capo scout]. Con un fazzoletto a in-
ho letto con molto interesse lo studio da ziò a venirgli a noia. corniciare il collo e un inutile sorriso a in-
lei inviatomi su questi orribili capi scout. Risolsero infine di rivedersi e si die- corniciare il viso”. Così iniziava la rela-
L’ho trovato affascinante. Finalmente vie- dero appuntamento a uno di quei zione del Dr.Triste Malconcio.

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Sono oramai passati alcuni anni, ma ha forse un miglior equipaggiamen- smo relazionale, un elemento impor-
queste parole ci sembrano ancora to, sa orientarsi con più facilità, ha tante è l’esempio. Non tutti i capi so-
molto attuali, come anche i dubbi lungimiranza: cerca di far guardare no educatori professionali o studenti
espressi dall’avvocato Catastrofico al- più in là, indicando e facendo va- di Scienze della formazione. Questo
la graziosa signora Corda. gheggiare nuove prospettive e pano- è un fatto interessante: i capi possono
Ci pare che lungo il cammino, in- rami belli. Ma sa anche accogliere il essere modelli viventi, vere e proprie
contrare qualcuno che sorride e ac- nuovo che gli viene offerto dall’altro incarnazioni di valori e possibili vie
coglie, sia nonostante tutto ancora pellegrino, per quanto più inesperto. future. In questo senso la presenza dei
una esperienza gradevole. All’interno di questo quadro, invero capi scout come ricchezza educativa
Questa figura del capo-viandante, alquanto bucolico (ci perdoni il Dr. ha il valore aggiunto di una grande
meravigliosamente introdotta dal Dr. Malconcio), la presenza di un capo varietà di prospettiva futura che vie-
Malconcio, ci convince. Cercando di può servire ai ragazzi per aiutarli nel ne offerta agli occhi dei ragazzi. I ra-
non travisare il senso delle Sue paro- loro percorso di crescita. Nella ricer- gazzi hanno insomma l’opportunità
le, tentiamo in questa sede di svilup- ca della loro strada. di non incontrare solo adulti che si
parne la riflessione. occupano di educazione professio-
Il capo è dunque un viandante: in Molto di questa relazione si gioca nalmente, ma potranno mettere a
quanto tale l’incontro con lui solita- sulla dimensione della fiducia, un confronto esperienze diverse e anche
mente non è per sempre. Ma può es- senso così difficile da attivare quando da quelle partire per dare un’imma-
sere significativo, talvolta addirittura s’incontra l’altro. Ma la fiducia si im- gine al proprio domani.
provvidenziale. para. Come l’accoglienza, quella data
e quella ricevuta. È quello che cer- Su questo punto va però fatta una
Il capo ha questa consapevolezza, del- chiamo. Gesti di accoglienza e fidu- precisazione. Si è modelli nella misu-
la non casualità della sua relazione. E cia quando la pioggia si ostina a ri- ra in cui si è coscienti dei propri li-
allo stesso tempo l’umiltà di ricono- cordarci che dovevamo portarci la miti. La parola umiltà deriva da hu-
scerne la temporaneità. mantellina. mus, e ricorda sempre al capo che de-
Trovandosi ad essere un compagno di Dalla relazione del Dr. Malconcio ve essere terra, fondamento per altri,
viaggio dei ragazzi, il capo matura al- non si evince tuttavia se davvero ser- proprio perché è consapevole di non
cune qualità e comportamenti tipici va a qualcosa incontrare un capo essere altro che terra, polvere. Essere
del viandante. Innanzitutto il deside- scout sulla propria strada. E l’Avvoca- terreno fertile per i ragazzi, perchè
rio e la capacità di ascoltare e osser- to Catastrofico non ha tutti i torti a loro possano crescere, fiorire. Essere
vare ciò che lo circonda e le persone ritenere che in educazione siano ne- felici.
che gli sono accanto.Vuole conosce- cessari i professionisti.
re, perché è un uomo in cammino, Oggi più che mai non è un fatto
non arrivato. Sa ancora e sempre la- Il ruolo del capo scout, nel testo lo si scontato avere esempi di persone fe-
sciarsi stupire, sa imparare. Ma rispet- lascia sottinteso, è però quello del fra- lici: il capo può essere la testimo-
to ai compagni di strada più giovani, tello maggiore e in questo meccani- nianza che la vita è ricerca dell’es-

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senziale, è bella e val la pena di esse-


quelli che… porca martina
quelli che… vogliono l’anguria
re vissuta.
Dunque il capo sa di essere servo

quelli che… è ora di andare a dormire


inutile, sa che il suo sarà sempre un

quelli che… in fondo ci vogliamo bene


esempio incompleto e difettoso, sa
che per essere un buon capo dovrà

quelli che… io domani mi alzo alle sette


prepararsi, dare ordine a se stesso,
continuando a riprendere il proprio

quelli che… aggiorniamo la riunione


cammino, sollecitato anche dalle

quelli che… in comunità capi non s’era detto


spinte che arrivano costantemente
dai ragazzi.

quelli che… qui è tutto un casino


Ma il capo viandante sa anche che la
cosa migliore che può fare come ca-

quelli che… sono al mare e mandano tanti saluti


po è di essere se stesso: per questo è
bello essere un capo scout. E questo

quelli che… tengono su il morale a tutti


serve ai ragazzi nella misura in cui il

quelli che… qui si fa il processo


capo serve i ragazzi e non soltanto il
suo amor proprio.

Ma c’è ancora un’ultima qualità del quelli che… per favore non litigate
quelli che… tutti abbiamo sbagliato
viandante che viene messa in risalto

quelli che… non vogliono incastrare nessuno


dal Malconcio: il saper vivere con se-
renità gli addii, l’esser capaci di la-

quelli che… si fanno incastrare


sciare andare.
Il capo-viandante sa infatti che lungo

quelli che… ti incastrano benissimo


il percorso il ragazzo viandante tro-

quelli che… per riparare un errore ne fanno un altro


verà altre persone capaci di indicargli
quella strada che è solo la sua.

quelli che… io di ieri sera mi sono schifata


E sa che questo percorso è volto al
cambiamento, al sognare che cambia-

quelli che… tu non hai la mia fiducia


re in meglio è possibile.

quelli che… noi no


Perché tutto ciò che cambia non necessa-

quelli che… in un’ora hanno girato tutti i posti


riamente lo fa in peggio.

Nadia Lambiase, Emanuele La Ferla

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In secondo luogo, si collega sempre la


responsabilità al potere (attitudine o
capacità di influenzare in modo deter-
minante situazioni o persone) e le si
attribuisce un significato negativo co-

Da giovane caposquadriglia me se influenzare situazioni o perso-


ne fosse un’azione inevitabilmente
contro qualcuno o qualcosa. Perciò fa-

a capo adulto nella società re il capo, quindi esercitare anche il


potere diventa è considerato uno stru-
mento di oppressione e manipolazio-
ne degli altri, senz’altro qualcosa da
Chi ha fatto bene il caposquadriglia da giovane, se vuole, evitare. Sicché la naturale e compren-
sibile preoccupazione si trasforma in
può farlo anche nella società da adulto: ha l’esperienza, la ideologia e anche le persone più do-
tate e con buon potenziale ne restano
passione e la competenza che servono. vittime salvo poi lamentarsi di coloro
che lo esercitano magari al loro posto.
Alla fine del 2005 ho sostenuto una L’esperienza del capo oggi Terzo, si considera l’ambizione (vivo
serie di colloqui per la selezione del Fare il capo, oggi, è una scelta contro- desiderio di raggiungere o ottenere
direttore generale dell’organizzazione corrente perché nella società italiana qualcosa) una caratteristica negativa
nella quale oggi lavoro e mi ricordo prevale l’atteggiamento che privilegia della persona e si fa di tutto per mor-
che alla domanda “qual è stata la sua la dimensione paritaria rispetto a tificarla, escludendola dall’azione edu-
esperienza più importante come ca- quella più strutturata gerarchica in un cativa e sociale. Nelle grandi compa-
po”, ho risposto senza esitazione – contesto in cui i cittadini sono assai ri- gnie americane di consulenza il neo
con un certo stupore da parte degli luttanti a rispettare le regole e accet- assunto viene messo nella squadra do-
intervistatori – “…quella di caposqua- tare la diversità dei ruoli sociali. ve il capo è un partner (cioè uno che
driglia nei boy scout…”. Innanzitutto si rifugge dalle respon- è diventato socio dopo una brillante
sabilità (rendere ragione delle proprie carriera) per stimolarlo all’emulazione
Questo episodio di vita personale mi azioni o di quelle altrui) per evitare di e per fargli vedere fin da subito dove
serve per sostenere la tesi che a quin- sbagliare, per ridurre lo stress, anche può arrivare, se lo vuole e se ha l’am-
dici anni l’esperienza di caposquadri- per non sentirsi diversi e perciò non bizione. Oggi gli adolescenti hanno
glia è un’occasione formidabile per accettati dagli altri (sono il vostro capo poche ambizioni poiché, tra l’altro,
prepararsi ad affrontare da adulto il ma sono uno di voi, la mia porta è sempre non trovano modelli da emulare oltre
mondo del lavoro e per educarsi alla aperta…) dopo un lungo periodo vis- quelli proposti dal mondo dello spet-
vita sociale. suto nel gruppo e in famiglia. tacolo e dal possedere molti oggetti.

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La disponibilità dei genitori a com- delle migliaia di articolazioni della so- la dell’ospedale, il preside della scuola
prarli, per esempio, impedisce di ac- cietà. media, il capo ufficio, il capo reparto
quisire la consapevolezza che per ot- di uno stabilimento, il parroco di una
tenere ciò che si vuole (o si vuole di- Il paese ha bisogno comunità religiosa, il sindaco del pic-
ventare) occorre sempre l’impegno, la di un ceto dirigente colo comune e così via…
fatica e soprattutto la motivazione Oggi tutti sono consapevoli della as- La scala dei valori di chi assume del-
profonda. soluta necessità che il nostro paese rie- le responsabilità deve essere più alta e
Il modo di pensare nella nostra società sca a favorire la nascita di un ceto di- più ricca perché oggi si assiste impo-
ha influenzato ovviamente anche rigente che lo porti fuori dalla crisi tenti alla continua riduzione e sempli-
l’ambiente scout e non c’è più, di economica, politica e morale in cui è ficazione dei “principi e valori” che
conseguenza, quella legittimazione finito da molto tempo. dovrebbero ancora guidare l’esercizio
forte della figura del capo che la ren- L’Italia fa molto fatica a far avanzare della professione e del ruolo sociale in
deva unica e straordinaria. Oggi fare il uomini e donne che “si facciano cari- senso lato. Si preferisce soprattutto il
caposquadriglia è troppo spesso diven- co” dei problemi, in qualsiasi ambito, “fare”, considerando il dinamismo un
tato il mero passaggio dal reparto al e nello stesso tempo siano persone “in valore in sé, ciò rende spesso le scelte
noviziato: capita che non si scelgano gamba”: le persone migliori troppo casuali, di corto respiro, talvolta irre-
più i ragazzi e le ragazze migliori e spesso se ne stanno in disparte e c’è versibili e perciò rischiose. Il pragma-
quindi più dotati ma i più quieti, che spazio per l’improvvisazione e la me- tismo prende il posto del progetto
non danno problemi, che non sono diocrità. (cioè…l’impresa di squadriglia, ap-
critici… Quando questo avviene non Anche qui si confonde spesso l’eserci- punto!). Sicché l’azione si contrappo-
c’è trapasso di esperienze perché non zio del potere con l’esercizio della re- ne alla visione d’insieme, si agisce pri-
c’è l’ambizione a far bene e nemme- sponsabilità. Il concetto di ceto diri- ma d’interrogarsi sul fine ultimo e sul-
no c’è quel minimo di sana rivalità tra gente non solo sta evaporando ma as- le conseguenze. Queste caratteristiche
le squadriglie: far bene o far male le sume un connotato elitario, come se il sono tipiche dell’attività politica: il
uscite di squadriglia non cambia nul- potere fosse solo questione di pochi, di Parlamento considera tuttora la pro-
la, allora perché impegnarsi di più con una “cupola” invece che essere una duzione legislativa il metro di valuta-
il rischio di essere sbeffeggiati… “cattedrale” ossia questione di molti, zione della propria attività. Il tran tran
Una figura di capo un po’ sbiadita una rete diffusa di cui voler far parte è lo stile che ormai connota il nostro
dunque, che influenza in misura deci- considerandolo un dovere civico irri- ceto dirigente, mortificando i molte-
siva anche le successive esperienze di nunciabile. Il ceto dirigente infatti plici tentativi di innovazione e allon-
capo unità: un peccato, perché mai co- non è solo formato da chi coman- tanando di conseguenza quelle perso-
me oggi sarebbe necessario preservare da(politici, imprenditori, magistrati, ne che avrebbero le capacità e le atti-
e aumentare i luoghi di formazione al- sindacalisti, banchieri, ecc.) ma anche tudini per attuare il cambiamento ne-
la vita sociale dalla parte di chi deve (e da chi lavora responsabilmente per il cessario in tutti i settori della società,
vuole) assumersi responsabilità in po- bene comune e per gli obiettivi con- sia pubblici sia privati.
sizioni di vertice, qualunque vertice divisi di un’organizzazione: il caposa- Mancano, infatti, i luoghi di prepa-

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razione a diventare capo nella vita. aspirazioni individuali (stare bene e Innanzitutto è bene ricordarsi che l’e-
Poiché il processo di formazione na- guadagnare) e dell’organizzazione sploratore e la guida diventano capi-
turale del ceto dirigente si è interrot- (perseguire l’eccellenza e sopravvivere, squadriglia perché hanno ricevuto un
to o avanza lentamente, si accettano s o fare profitti e soddisfare i clienti, o mandato che si fonda nella fiducia: il
le scorciatoie come il male necessario: fare progetti…). Anche nella politica, caporeparto ha affidato loro un grup-
ormai si assiste sconsolati al repentino a livello locale, non mancano le occa- po di ragazzi, un progetto da realizza-
passaggio di molte persone dall’anoni- sioni per fare esperienze crescenti di re, delle risorse materiali e chiede che
mato al vertice di organizzazioni im- esercizio della responsabilità nei con- facciano del loro meglio.
portanti e complesse. Non è solo una fronti degli elettori, di attuare i pro- Alla base dunque c’è la fiducia, l’ele-
questione che riguarda la politica (la grammi previsti, di costruire il con- mento irrinunciabile in qualunque
casta), anche l’economia (i poteri for- senso per le decisioni più delicate, per contesto di relazioni e attività colletti-
ti) e la pubblica amministrazione (la favorire la partecipazione pur nella di- ve, e il giovane considera suo onore
deriva) offrono continuamente pessi- stinzione dei ruoli e delle competen- aver meritato questa fiducia, a quat-
mi esempi di cattiva selezione (forse ze di ciascuno. Nella società vi sono tordici-quindici anni, è semplicemen-
si dovrebbe parlare di cooptazione da un sacco di opportunità: le associazio- te fantastico!
appartenenza) delle persone chiamate ni di volontariato rappresentano l’oc- Perciò il caposquadriglia capisce subi-
ad affrontare grandi responsabilità, a casione migliore per sperimentare il to cosa significa assumersi una respon-
esercitare il potere e a usare le risorse processo elementare dell’attività di un sabilità: accettare un mandato e rende-
assegnate, persone chiamate dunque ceto dirigente ossia l’analisi dei biso- re conto dell’impegno assunto. Lo ca-
ad essere la parte più importante e re- gni, la selezione delle risposte concre- pisce nel modo più semplice e natu-
sponsabile del ceto dirigente del no- te in relazione alle risorse disponibili rale, perciò educativo! Si rende altret-
stro paese. e il controllo dell’efficacia delle azio- tanto conto che il suo impegno ri-
Posso quindi riproporre la mia tesi ni svolte, e volendo, il processo può es- chiede lealtà, verso se stesso, i suoi ra-
iniziale sottolineando quest’ultimo sere svolto in una posizione di massi- gazzi e i suoi capi, lealtà verso la Pro-
aspetto, dove fare esperienza di capo ma responsabilità, quella di capo. messa. Quando inizia a pensare cosa
anche fuori dallo scautismo per di- proporre ai suoi squadriglieri si sforza
ventare capi nella vita? L’esperienza straordinaria di capire se sia in sintonia anche con
Naturalmente il mondo del lavoro è il del caposquadriglia il progetto del reparto, di trovare il
primo ambiente interessante per la Voglio concludere ripercorrendo, da modo per distinguersi per identificare
centralità che esso occupa nella vita di adulto, l’esperienza di chi ha fatto il e affermare le specificità della sua
ciascuno, dove si parla impropriamen- caposquadriglia per sottolineare (e ri- squadriglia: elabora dunque una vi-
te di risorse umane anziché di perso- vivere) i valori, i sentimenti, le attitu- sione e la colloca nel tempo e nello
ne ma dove ci sono i presupposti e i dini e le capacità che si sperimentano spazio educativo che gli è concesso,
mezzi culturali (formazione), gli stru- e per concludere positivamente la di- avventura e gioco a misura della “sua”
menti metodologici (la struttura orga- mostrazione della tesi iniziale dell’ar- squadriglia, unica e irripetibile espe-
nizzativa e il metodo di lavoro) e le ticolo. rienza di leadership della sua vita

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scout. cisione le cui conseguenze ricadono ze dirette di ricerca dell’equità e del


Ogni settimana e un paio di volte al sugli altri. Caposquadriglia è l’espe- senso della giustizia, per imparare a
mese bisogna preparare le riunioni e le rienza del fare con un progetto: iden- coniugare il bisogno con il merito, la
uscite di squadriglia: la competenza, tificare gli obiettivi dell’impresa, per sfida con sé stessi con la solidarietà, le
fatta di nozioni di topografia, pionie- esempio, significa avere in testa dove si doti naturali con il miglioramento
ristica, botanica, escursionismo, senso vuole andare e come, di quali risorse continuo. In questo clima è più facile
dell’avventura imparato dai capi pre- occorre disporre e come sono distri- per i giovani capi esprimere entusia-
cedenti; quella base necessaria per ca- buiti i compiti affinché ciascuno la smo e passione, far bene le cose di-
varsela da soli nell’inventare proposte senta come propria: la progettualità vertendosi, come se fossero le cose più
interessanti e sfidanti. Il caposquadri- permette alla squadriglia di liberare importanti da fare in quel momento
glia quando esprime la sua leadership tutte le energie personali e collettive e della propria vita perché riescono a
lo fa con autorevolezza perché i ra- di favorire la creatività e la fantasia coinvolgere tutta la persona.
gazzi e le ragazze riconoscono i loro necessarie per rendere attraente ogni Al termine del periodo di caposqua-
capi per la fiducia ricevuta dagli adul- attività settimanale. driglia, i ragazzi e le ragazzi sanno che
ti e per le loro capacità superiori che Nelle relazioni interpersonali fare il per continuare a crescere lo scautismo
derivano da una pratica maggiore di caposquadriglia significa fare espe- offre loro, come passo successivo, l’e-
vita scout; ciò li spinge ad emularli e a rienza di ascolto: rapporto con tutti sperienza del farsi nuovo tipica del no-
voler fare anche loro la stessa espe- nel superamento dei ruoli gerarchici viziato, l’ambiente nel quale riparti-
rienza, magari anche meglio. Quando precostituiti e nella attribuzione a cia- ranno per iniziare, nel clan, a far parte
c’è da decidere tuttavia il capo è solo scuno del tempo e del sostegno che dal basso di un nuovo gruppo di cui,
e l’esperienza della solitudine è una gli servono. L’ascolto è la premessa ne- se vorranno, potranno un domani di-
delle specificità che la rendono unica; cessaria al passaggio alla condivisio- ventare capi e, magari, dopodomani,
è sempre più raro – da adulti – trovar- ne, quel “tirar dentro, per tirar fuori” diventarlo nella vita.
si in questa condizione, purtroppo si è da ciascuno il meglio di sé stessi e por-
soli spesso per mancanza di relazioni e lo a servizio di tutto il gruppo. Ciò Maurizio Crippa
non perché si deve prendere una de- rappresenta una delle prime esperien-

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Disincanto e confronto
Ho imparato a guardare alle cose con
molto disincanto, che non è essere
snob (o forse anche un po’..ma que-
sto fa parte dei difetti… quindi di un

Il disincanto del capo prossimo articolo). Disincanto che


salva, che rende capaci di guardare al-
le cose con la sufficiente lucidità e di-

e le sue qualità stanza, che permette quindi di fare


quell’operazione di scouting (osser-
vare-dedurre-agire) con autonomia
di pensiero; dote primaria di un buon
Il capo dedica tempo all’associazione e ai ragazzi non in capo scout oggi. Questo il primo
punto fermo che distingue nel mon-
maniera esclusiva, pensa alla propria formazione, cercandola do esterno: la capacità di sapere pen-
anche fuori dall’associazione, vive esperienze forti, sare in autotomia. Dove è sempre più
difficile farlo… perché pochi lo fan-
lavora/studia con passione. no. Ecco un segno distintivo: cercate-
vi le vostre fonti di informazione; il
Le qualità del capo…e fino qui sem- Nel nostro modo di porsi verso il che significa farlo sia nelle relazioni
brerebbe tutto, non direi facile, ma al- mondo ci sarà qualcosa che ci dovrà di lavoro e di studio, sia nella vita so-
meno dentro una serie di paletti defi- contraddistinguere. ciale e politica del vostro paese.
niti. I molti articoli di questo quader- Non so se ricordate quel film di Nan- L’informazione è sempre più mono-
no descrivono con acutezza e lividez- ni Moretti 1 dove il protagonista riflet- direzionale e allo stesso tempo con
za ciò che può e deve accadere all’in- te sul fatto che si sentirà sempre parte una sana dose di curiosità, intelligen-
terno delle attività scout…ma puoi di una minoranza.A parte una vena un za e fiuto potrete accedere a fonti di
fuori, nel mondo di ogni lunedì mat- po’ snob, dietro questa affermazione informazione ora più che mai; allora
tina..nel mondo dei libri da studiare… c’è indubbiamente un senso di insof- perché accontentarsi, perché fermar-
della donna/uomo da amare, nell’uffi- ferenza e un desiderio di essere diver- si al pelo dell’acqua.
cio di ogni giorno… e in tante altre si dal mondo che solitamente ci viene Ci si deve distinguere non per spiri-
situazione cosa avviene? Cosa voglia- autorappresentato dai mezzi di infor- to di elevazione ma perché il buon
mo che avvenga? mazione di massa. C’è la voglia di sce- capo conosce e sa far conoscere le
Sarà possibile costruire un essere capo gliere una via diversa per il proprio vi- possibili strade; poi ognuno le per-
che abbia un senso o meglio che dia un vere; il desiderio di provare a vedere correrà come crede, ma le vie più
senso a tutto quello che abbiamo impa- con occhi limpidi il mondo che ci cir- inusitate, più inaspettate sono quelle
rato nei nostri anni di attività scout? conda. che oggi ci consentono fare un salto

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di qualità nel modo di porsi verso la che essere serafico e sereno nelle sue (prima e durante l’essere capo attivo)
realtà e danno sale alla vita sociale e scelte. bisogna sceglie e cercare le esperien-
politica. Saper ascoltare fa parte di quelle do- ze migliori, non tutti i percorsi scout
La capacità di mettersi dentro un ti che non si acquisiscono con sem- sono buoni, non nascondiamocelo.
mondo senza esservi prigioniero: stu- plicità, serve allenamento voglia di Alcune esperienze che possiamo fare
diare senza essere piegati alle materie essere in ascolto con la testa e il cuo- e far fare sono migliori e più signifi-
che si studiano, ma guardarle con cri- re... meglio ascoltare che parlare (Ba- cative per vivere il domani: sono
ticità; lavorare in’azienda senza essere den-Powell diceva: ricordati che ab- quelle che insegnano l’autonomia e
succube della logica aziendalistica e biamo due orecchi e una sola bocca... esercitano la responsabilità in modo
dei suoi riti pseudo-valoriali.Avere la non sarà un caso). fattivo.
forza di cercare il confronto anche Allora l’ascolto che nasce dall’ “Ask La scoperta che la competenza, che
con chi è lontano da te, con chi sem- the boy”, cioè ne è una diretta con- nel percorso scout era tanto agogna-
bra sideralmente diverso e non capi- seguenza, diviene un pietra di misura ta, poi serve nella vita e che circon-
bile. In questo senso le scelte devono del fare. darsi di persone competenti aiuta è
rispecchiare l’andare alla ricerca di stato un sollievo.
questo confronto. Intelligenza da sopravvivenza Bisogna pensare alla propria forma-
Metodologicamente nell’“essere ver- Poi ci sono doti che ti fanno fare con zione mentre si studia e/o si lavora e
so”, cioè nello spogliarsi delle proprie meno fatica tante cose nella vita, che si fa servizio; sempre è essenziale de-
certezze per entrare in dialogo 2. Cer- ti tolgono d’impaccio, che ti aiutano dicare del tempo alla propria forma-
care di avere la capacità di osservare nella vita professionale, che ti con- zione. Questo è fondamentale in un
l’altro come un essere che interroga il sentono di occuparti di ciò che ti in- mondo lavorativo dove nessuno vuo-
nostro essere, che lo scandalizza. In teressa, che ti consentono di riposar- le o dice di avere il tempo (a volte
un senso ben esemplificato dell’idea ti anche nei momenti più complessi. anche per grandi” manager che ho
mazzolariana che “lo scandalo dei Saper organizzare, saper organizzare conosciuto è solo una questione di
poveri non è quello che manca loro gli altri…cose banali se anche voi non voler fare una fatica intellettuale
ma quello che io ho più di loro”3 (al- avete fatto il capo squadriglia e/o il che poi interroga il tuo io) di for-
lora forse inconsapevole o troppo capo reparto, ma che nella vita socia- marsi e studiare le cose, dove esiste
consapevole, della scarsità delle risor- le e professionale fanno una gran dif- solo la superficialità del lunedì pros-
se nel mondo e quindi della necessità ferenza e se a questa sapete unire an- simo. È importante ritrovare la com-
di usufruirne al meglio, oltre ovvia- che un pizzico di autoironia farete petenza, anche questo è un modo per
mente di un imperativo evangelico diventate tutto molto più sempli- distinguersi, per essere capaci di tro-
ed etico). ce...perché uno che sa vedere i bufa- vare una propria competenza che ab-
A fianco una capacità di riflettere, di li a Kensington Gardens sicuramente bia un fondamento solido. Studiare e
osservare con attenzione cose e per- può farcela. Quindi, consiglio: anda- lavorare con passione sono sale del
sone. L’equilibrio è una dote del ca- re là a vederli. nostro essere capi anche fuori dell’as-
po che sa compromettersi, ma sa an- Anche nel proprio percorso scout sociazione.

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Più in là bilità. Il senso di tutto ciò è che biso- Una risata ci salverà
A proposito di Kensington Garden al- gna avere la capacità di guardare le co- Essere scout ed essere capo sono per
tra dote fondamentale è conoscere il se del mondo e dell’uomo con il pun- me la stessa cosa ora, hanno rappre-
mondo con i piedi, con la testa: an- to di vista dell’altro, come diceva un sentato delle stagioni della vita: sono
dandoci. Non si può oggi essere capo famoso teologo il punto di vista non stato scout perché da piccolo l’ho
nel senso pieno e poi viverne le doti è altro che la vista da un punto. Allo- scelto e chi mi stava vicino mi ha aiu-
pensando di usare ciò che si è appre- ra il capo non può che essere colui tato con arte maieutica (la migliore di
so sono nel proprio giardinetto. Sicu- che quel punto di vista va a toccarlo ogni capo) quella di cui ti accorgi
ramente lo scautismo italiano è un po’ con mano e cerca di mettersi in quel normalmente solo dopo. Poi essere
ammalato di provincialismo (sarà co- luogo e prova a guardare il mondo da capo ha avuto il senso di essere per gli
me molti amici hanno sempre soste- lì (senza ovviamente mai riuscirci sino altri e per gli altri scout in un perio-
nuto che siamo tra i migliori scauti- in fondo, essendo il nostro esserci im- do della vita.
smi, questo non assolve). È necessario prescindibilmente legato alla nostra
andare per il mondo, scoprire ed in- storia, ma è la disposizione d’animo e Credo che nel mondo contempora-
contrare; non è possibile risolvere i dei piedi che fa la differenza). Provate neo serva una formidabile capacità
problemi in un’ottica provinciale; og- ad andare sulle Ande peruviane e con- di essere autoironici, di essere a no-
gi è possibile farlo per moltissimi di versate di lavoro con chi cercherà for- stro modo laici e credenti. È uno dei
noi ed anche con costi economici e di tuna oltre oceano; provate a ascoltare pochi modi di sopravvivere, in una
sostenibilità ambientale buoni. Forse una ragazza russa in un locale di Mon- complessità liquida e incomprensibi-
dovremmo mettere nel percorso di tecarlo; provate a fermarvi in una fat- le in toto 4, alle nostre contraddizio-
ogni rover e scolta un anno di giro del toria nel centro dell’isola di Reunion; ni. Saper scegliere strade diverse e
mondo (con alcuni punti fermi da vi- parlate con chi d’inverno in Islanda ha controcorrente; a chi ti dice non ti
sitare, conoscere e dove fare servizio..) un lavoro diverso perche il clima cam- preoccupare continua su questa stra-
sarebbe bello se si aprisse un dibattito bia; guardate il mare da un’isola delle da farai carriera, sarai premiato..fer-
su questo in associazione. Ho letto Tonga e parlate chi su quell’isola far il marsi e guardare dentro se stessi, ne-
tempo fa una ricerca, mi pare dell’U- carpentiere; vedete il mondo del ri- gli occhi dei propri affetti e alzare lo
niversità di Berkeley, che descrive co- storante Nobu di Milano…e via così sguardo sul mondo: li si trova la ri-
me chi ha vissuto esperienze del ge- ognuno di voi potrà aggiungere come sposta, o almeno io spesso l’ho tro-
nere ha meno paura dell’altro, sa vive- me le sue. vata.
re con il diverso con maggior facilità, Non tutto è uguale e ugualmente ac-
non crede nell’assolutismo ideologico, cettabile..anzi…. Ma è necessario en- Perché oggi devi essere credente e
fa maggiori scelte consapevoli e am- trare nelle cose, senza esserne travolti, domani miscredente del consumi-
bientalmente sostenibili nella sua vita per comprendere cosa c’è dentro. Sa- smo, perché oggi in una società de-
adulta. Chissà se anche noi avremo la per scegliere sapendo compromettersi finita liquida, anche il nostro scauti-
capacità di proporre e rendere con- con le persone: questa dote contraddi- smo a volte lo diventa, dove è neces-
creta nel nostro gruppo questa possi- stingue il capo. sario sperare di adattare e utilizzare

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quelli che… ogni tanto tirano fuori la bella idea


lo scouting per essere ben pronti a

quelli che… a questo punto non si fa più niente


cogliere quello che l’apparenza non
dice.

quelli che… io sono al servizio dell’associazione


Questo modo di essere nel mondo si

quelli che… non facciamo a scaricabarile


scopre essere anche divertente..sì di-
vertente; come lo è stato essere un

quelli che… tengono gli occhi fissi a terra


piccolo scout e un piccolo capo. Non
ci sono dubbi, le soddisfazioni, i sor-

quelli che… tengono gli occhi fissi in aria


risi, il ridere di se stessi e dei propri
errori con i propri amici è impareg-

quelli che… non abbiamo neanche gli occhi per piangere


giabile. In quell’essere credenti e non

quelli che… gli occhi li chiudono


credenti, in quell’cercare sempre di
andare al di là dell’apparenza, nell’es-

quelli che… non capiscono che senso abbia


sere a volte dissacranti per smontare il
simulacro che tutti in quel momento

quelli che… non ha nessun senso


guardano con adorazione, toglie

quelli che… non può non esserci un senso


grandi soddisfazioni e di solito strap-
pa grandi sorrisi.

Stefano Blanco quelli che… sanno che senso abbia


quelli che… guardano lontano
quelli che… si sacrificano
quelli che… non parlano e non sai se dormono
o se sono incazzati
quelli che… scrivono tutto di tutti
1
Caro Diario di Nanni Moretti 1993; di-

quelli che… fanno i disegnini


sponibile anche in DVD
2
Un stile da: P. Abelardo, Dialogo tra un

quelli che… tengono il verbale


filosofo, un giudeo e un cristiano, 1992

quelli che… la comunità capi deve farsi carico


Rizzoli
3
Si veda Don Primo Mazzolari, Tempo di

(o assumersi in pieno)
Credere, EDB
4
Si veda Z. Bauman, Vita liquida, Later-
za 2008

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I F O N D A M E N T I D E L L A B E L L E Z Z A D I E S S E R E C A P O

no: erano già lì, che guardavano, con


un filo d’erba tra i denti; sì mi sembra
che fossero lì, in fondo alla via. E chi
guardavano? Guardavano te. E perché?
Non si sa. Ne sei sicuro? Non lo so ma
quasi ci spero. Ma che succede? Nien-

Ci sono capi a zig-zag te. Niente. Cos’è questo strano rumo-


re? Forse solo che gira un po’ il ven-
to della vita. Si aprono le finestre, si
può guardare più lontano, entra ossi-
geno nella stanza (nasce timido un pic-
L’arte del capo: è quella di saper trovare parole, gesti, colo desiderio di scendere per strada
sguardi giusti; saper accompagnare e lasciare andare; saper e di mettersi a cantare…).

raccontare, guidare, guardare lontano… Ma aspetta, ancora non si può.


Ecco qui, c’è un capo a zig-zag che si
E poi ci sono i capi a zig-zag. Grazie, grazie. Grazie davvero tantissi- aggira nel tuo cortile, ha bussato al tuo
Si sa: prima ci sono quelli quadrati, me.Tutto questo è molto bello, molto portone e devi decidere se gli vuoi
quelli tondi, quelli a forma di pera… educativo, molto giusto. Non ci per- aprire. Attenzione, attenzione! Potreb-
Ci sono i capi con la bacchetta e quel- metteremmo mai di metterlo in dub- be essere un pericolo, una minaccia.
li con il regolamento in mano. I capi bio. Come potremmo d’altronde? Potrebbe sconvolgere le abitudini, il
che hanno studiato il progetto, quelli Tonnellate di scienza educativa, cente- quieto vivere. Non ha l’aria di uno che
che hanno fatto il corso, quelli che han- nari di proposte pedagogiche, reti glo- conosce l’articolo 18 del regolamento.
no letto tutti i numeri di Servire… bali di interconnessioni tra agenzie E forse neppure l’articolo 37 dello sta-
Sto parlando dei capi con le strisce, ma- educative… tutto dalla loro parte. tuto. Eppure mi sembra uno che di co-
gari con le bandierine, senz’altro di se ne ha conosciute e ne ha vissute
quelli con il questionario e con la gri- Ma poi zitti, zitti, arrivano loro (noi?). tante. O di uno che ancora non le sa
glia. I capi che ti mettono in cerchio e Chi? I capi a zig-zag. Con i capelli al ma è curioso ed è impaziente di sco-
dopodiché anche in riga. Dei capi che vento, la faccia sporca di sole e l’aria di prirle. Si, mi ha detto proprio così:“so-
con voce calma e suadente ti spiegano chi se ne infischia. Non molti. Anzi no impaziente”. Ha strizzato un po’
che i modelli-unitari-dettagliano-i- pochi. Chi lo sa! Magari due o tre. l’occhio. E ha aggiunto ridendo che le
contenuti-imprescindibili-e-prioritari- Forse di più. Imprevedibili, come le vuole scoprire insieme a te. E perché
affinché-lo-spessore-culturale-e-la-di- zanzare. Indefinibili come i macherua- proprio con me? Perché ha detto che
mensione-vocazionale-contribuiscano- li. All’improvviso, come i temporali. ha fiducia in te. Fiducia? Proprio ora
alla-competenza-metodologica-eccete- Zig-zag, quasi non te ne accorgi. Ma che cominciavi a non crederci più.
ra-eccetera-eccetera… (Amen!). dov’erano? Prima non c’erano. Anzi, Proprio ora che tutti, anche i tuoi ge-

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nitori, i tuoi professori e persino il ci a fartela addosso dalla paura perché Ecco, quelli sono i momenti in cui ti
coadiutore del parroco ti avevano fat- ti è stato appena spiegato quanto ter- servirebbe avere un capo a zig zag che
to capire che di fiducia, no, non ce n’e- ribili sono le torture riservate ai bian- ti viene a cercare.
ra proprio più. Esaurita. Peggio che la chi fatti prigionieri. Eppure avanzi tra “Ehi ci sei?”
benzina. Ed era andata a finire che l’a- mille pericoli, liane, fosse nascoste per “Si! Mamma scendo un momento….”
vevi persa anche tu. i leoni, verso la radura erbosa che cela “Come va?”
Zig-zag. Prende un pennello e colora il mistero della cassa in cui, si dice, stia “Mah, insomma, cambiamo argomen-
di azzurro le tue scarpe. Pedalavi al sepolto il tesoro del pirata Morgan…. to…”
buio ma lui ha acceso la dinamo del- Ecco il punto dove scavare! La mappa “Ma lo sai che ho trovato la seconda
la tua bicicletta. È ancora notte sulla è chiara “Dove l’ombra della grande quer- parte della mappa?”
città ma si cominciano a scorgere tan- cia incontra quella della sequoia”. E men- “Quale mappa?”
te piccole luci lungo la strada... tre stai scavando freneticamente a ma- “Ma come quale?!! Non ti ricordi che
ni nude e con un cucchiaio di ferro, la cassa di Morgan era vuota?”
Certo, ha le mani sporche. Sporche di senti sempre più forti quegli occhi che “Ma veramente…”
grasso, l’olio per la catena. Dev’essere ti scrutano dalla foresta; il sudore ti im- “Stai zitto, per favore. Lasciami finire:
uno che se la ripara da sé. Mani forti, perla la fronte, un brivido scende lun- ho trovato la seconda parte della map-
che ti sorreggono mentre inciampi. go la schiena, scorgi con la coda del- pa, ti dico. Sono certo che questa vol-
Poche parole, è vero. Però le parole l’occhio il profilo di un guerriero che ta ci porta dritti al tesoro. Solo che il
giuste. I Capi a zig-zag non fanno sta per saltarti addosso… ecco proprio vecchio Morgan ci ha voluto rendere
grandi discorsi. A volte preferiscono i in quel preciso momento, col tuo cuo- complicata la vita”.
silenzi.Ascoltano. Guardano. Sembrano re che batte a mille, il capo fa uno sba- “In che modo?”
assorti. Poi raccontano. Piccole storie diglio e dice: “ragazzi, buonanotte, “Il vecchiaccio si è divertito a darci le
da niente, ma con una passione che ac- questa la continuo domani sera…” coordinate con delle equazioni di se-
cende la fantasia. E mentre raccontano condo grado. Dobbiamo decifrarle, mi
spalancano le braccia e disegnano con Perché sono fatti così i capi a zig zag ti puoi dare una mano?”
le mani il profilo delle montagne, la fanno sognare e dopo tu non ti puoi la- “Sai io con la matematica..”
cresta degli alberi che si muove nel mentare se poi se ne vanno a dormire. “Non voglio sentire scuse, domani se-
vento; e nel racconto ti ritrovi a poco Ricordo quella volta che mi ero preso ra a casa mia. Anch’io non ci capisco
a poco avanzare nel sentiero della matematica e chimica a settembre. La molto però ci sarà anche Franco e lui
giungla: odi lontano il tamburo della professoressa Massi era stata irremovi- è un genio…”.
tribù degli uomini rossi che avevano bile. È chiaro che non le ero molto “A va bene, allora…”
giurato sul corpo del gran capo Paco- simpatico ma nell’ultima interrogazio- “Ciao ti aspetto, e non dimenticare la
tapl vendetta per l’offesa ricevuta. Sen- ne non ero andato poi così male… parola d’ordine....”
ti scricchiolare le foglie sotto ai piedi, sentivo in gola il sapore dell’ingiustizia.
sussulti: occhi ti osservano nascosti dal Davanti a me un’estate di compiti ed Perché in definitiva i capi a zig zag
folto delle foglie e tu sei lì che comin- equazioni. hanno questo di bello: si interessano a

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te. Sul serio. Sembra che i tuoi proble- cendo “saliamo sulla cima”. Ed è così
mi siano i loro problemi. Non sono lì che condividono i passi, la borraccia, il
per giudicarti anche se certe volte ti freddo della notte, il caffè della matti-
fanno delle sfuriate che neppure tua na. E mentre stringi una tazza tra le
madre sarebbe capace di fare. Però ci mani rifletti che anche se la strada non
tengono. Per davvero. Fanno il tifo co- è sempre dritta, che ci sono spesso del-
me se dovessi segnare il gol della vita le curve, dei tornanti, che a volte sem-
ogni domenica. E se tiri fuori il calcio bra di tornare indietro, insomma men-
rigore sono capaci di invadere il cam- tre rifletti che nonostante tutti i no-
po e prenderti a pedate. Ma è solo per- stri sforzi per semplificare e rettificare
ché si capisca che ci tengono. Che ten- è proprio la vita che è fatta irrimedia-
gono a te più di ogni altra cosa. Che bilmente a zig zag, (forse è per questo
non sei trasparente, un cellophane del- che si rifiuta di farsi cucire stretta nel-
l’esistenza, un ectoplasma senza un de- le caselle di programmi, moduli e pro-
stino. No, il tuo destino sembra il loro. getti che avevamo immaginato per lei)
Solo che ti lasciano costruirlo da so- ecco, ci sono degli uomini e delle don-
lo.A volte non ti dicono niente oppu- ne per i quali questo non è poi così un
re, semplicemente: “adesso tocca a gran problema. Ci sono uomini e don-
te”. Se ci sono dei rischi da correre per ne per i quali la vita è un’avventura, un
te se li corrono tutti, eccome se li cor- gioco straordinario e appassionante,
rono! Ma se ci sono dei vantaggi, ecco proprio perché sconosciuta e sempre
sembra proprio che i vantaggi non li nuova. Da affrontare con gusto, creati-
vogliano. Niente applausi, niente rin- vità e fantasia. Uomini e donne com-
graziamenti, niente parole di troppo. petenti, certo, ma sempre in grado di
Una stretta di mano e via, come sem- distinguere tra ciò che sono gli obiet-
pre: poche parole, molti fatti. tivi e quel che sono dei semplici stru-
menti. Ti incammini insieme a loro,
Sono strani questi capi a zig zag, però intuisci che tutto questo non è solo
hanno un modo di guardare che ti af- metodo e neppure una filosofia: è un
fascina.Ti guardano negli occhi ma poi modo di essere, di guardare l’esistenza.
distolgono lo sguardo in fretta e ti do- Potremmo forse dire: uno stile.
mandano:“hai visto da che parte sale il Si inerpica ancor di più il sentiero e
sentiero della montagna?”. Tu ovvia- Lassù, più in Alto, cominciamo a in-
mente non hai neppure cominciato a travedere la Cima.
vederla, la montagna. Ma loro hanno
già lo zaino in spalla e si avviano di- Roberto Cociancich

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I F O N D A M E N T I D E L L A B E L L E Z Z A D I E S S E R E C A P O

comprendere questa logica parados-


sale del Vangelo: Gv 13 (la lavanda dei
piedi) e Lc 22,24ss (istituzione del-
l’eucaristia e discussione su chi fosse
il più grande).

Essere capo Che cosa significa ‘lavarsi i piedi a vi-


cenda’, come Gesù dice ai suoi disce-
poli? Sono tutti quei servizi umili e

secondo il Vangelo disagiati che ci rendiamo a vicenda.


Anche nella prima comunità cristiana
sappiamo che una delle qualifiche ri-
chieste alle vedove per ammetterle ai
Uno solo è il Buon Pastore, gli altri sono dei prestanome. Il servizi della chiesa era “se ha esercita-
to con assiduità il servizio di lavare i
modo di Gesù di “essere capo” – servo dei suoi servi – è un piedi”. Ma questa spiegazione non ba-
sta. Questo gesto, anche se umilissimo,
modello radicale per tutti noi.
non basta a dire che Gesù ci ha amati
fino alla fine. Allora dobbiamo dire
Lo stile del servizio Mt 20,20-28; Mc 10, 35-45 – e sta ad che questo gesto non è solo segno di
Una sola volta (Lc 22,25) Gesù parla indicare una preoccupazione certa- servizio umile, ma è vero e proprio se-
dei ‘capi delle nazioni’, di coloro che mente dominante tra i discepoli. È gno profetico, rivelativo cioè di colui
hanno il potere e lo fa con una sfu- singolare come gli Evangeli ci abbia- che lo compie, dell’intera sua vita e
matura sarcastica. Dice infatti che co- no fedelmente riferito parole e senti- della sua imminente morte. Il testo
storo mentre esercitano il potere si menti dei discepoli nettamente con- che meglio esprime il senso di questo
fanno chiamare benefattori. E subito trari alla logica del Maestro. È un da- gesto è l’inno di Filippesi 2, 5ss: “Ab-
aggiunge: “Tra voi non sia così”. La to che depone a favore dell’affidabi- biate in voi gli stessi sentimenti che
forma evangelica dell’essere capi non lità dei racconti evangelici che, ap- furono in Cristo Gesù, il quale pur es-
potrà allora essere semplicemente la punto, non ci hanno nascosto anche sendo di natura divina non considerò
trascrizione delle logiche mondane. È i lati meno apprezzabili dei discepoli tesoro geloso la sua uguaglianza con
significativo che proprio mentre Ge- del Signore. Dio, ma spogliò se stesso assumendo la
sù propone questa logica nuova i di- Ai discepoli preoccupati solo di sta- condizione di servo... umiliò se stesso
scepoli hanno ben altri pensieri per la bilire chi tra loro è il capo, chi è il facendosi obbediente fino alla morte
testa. Infatti “Sorse una discussione, primo e il più grande, Gesù presenta di croce”. Questo gesto manifesta il
chi di loro poteva essere considerato nel fanciullo la logica del farsi picco- senso dell’intera vita di Gesù: Gesù si
il più grande”. Questo interrogativo lo, del farsi povero, ultimo, servo. Due mette a nostra totale disposizione, nel-
ritorna più volte nei testi evangelici – altre pagine evangeliche aiutano a le nostre mani.

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I F O N D A M E N T I D E L L A B E L L E Z Z A D I E S S E R E C A P O

Ora possiamo anche capire perchè lui che è a servizio, colui che è a no- dell’altro, nel nostro caso i più picco-
questo gesto – lavare i piedi – tenga il stra totale disposizione, allora il senso li. La scelta del servizio è scelta gra-
posto del racconto dell’istituzione del- ultimo della nostra esistenza non sta tuita, spontanea che riproduce l’agire
l’eucaristia: Giovanni ci dice con que- nella signoria, nel dominio ma nel ser- di Dio il quale ci ha amati per pri-
sto gesto il senso dell’eucaristia, ap- vizio, nella disponibilità agli altri. Se mo, ci ha amati quando eravamo di-
punto il mettersi di Gesù a nostra to- Gesù si identifica con il piccolo e il stanti da lui, peccatori. La scelta del
tale disposizione per essere nostro nu- bambino allora dobbiamo rovesciare la servizio esprime il valore di ciò che
trimento, nostro cibo, Dio con noi e nostra logica e ritenere che il picco- non è redditizio, vantaggioso in ter-
per noi. lo, il povero, il bambino esprimano l’u- mini economici. Spesso i nostri rap-
Possiamo meglio capire questo gesto mano in pienezza e autenticità. porti con le persone sono alterati dal
alla luce del racconto di Luca. Luca Il discepolo non può che seguire il calcolo dell’interesse e del tornaconto.
pone la discussione tra i discepoli cir- Maestro nel servizio. Il servizio esprime invece un agire li-
ca chi di loro fosse il primo, il più Eppure questa vertiginosa rivelazione bero da calcolo. La persona è ricono-
grande, nel contesto dell’istituzione di Dio trova nel cuore dell’uomo re- sciuta come fine e non come mezzo
dell’eucaristia appunto per rivelare il sistenze difficili da vincere: i discepo- di cui mi servo.
senso dell’intera vita di Gesù: essere li che pensano ad attribuirsi... le pol- La scelta di servizio esprime il valore
‘servo’ per amore, dare la vita per. Ge- trone. unico, irripetibile di ogni persona, an-
sù è colui che serve”, appunto colui che la più piccola e modesta. Come
che lava i piedi, colui che si fa picco- Il padrone che si fa servo Gesù che apprezza la piccolissima of-
lo, ultimo, servo. Un secondo testo illustra lo stile del- ferta della vedova (Lc 21, 1-4), che
Gesù che si identifica con il bambino, l’esser capi. promette ricompensa anche solo per
con i piccoli; Gesù che si identifica “Beati quei servi che il padrone al suo un bicchiere d’acqua (Mt 10,42), chi
con il servitore che ha il compito ritorno troverà ancora svegli; in verità assume un servizio dedica il suo tem-
umile di lavare i piedi: ecco due sim- vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà po alla persona, in un gesto di totale
boli non semplicemente dello stile di mettere a tavola e passerà a servirli” dedizione. Possiamo dire che Gesù è
umiltà ma vera e propria rivelazione (Luca 12,37). l’uomo dell’attenzione alla singola
dell’essere di Dio È singolare lo stile di questo padrone persona.
Chi è Dio? Viene spontanea alla men- che si fa servo dei suoi servi. Questo è La scelta di essere capi esercitando il
te di persone di una certa età, la for- stato lo stile di Gesù (Gv13) rivelando servizio è una vera scuola che educa
mula del vecchio Catechismo di san che il senso della sua esistenza non era a vivere l’intera vita, la professione, la
Pio X: Dio è l’essere perfettissimo d’esser servito ma servire e dare la sua famiglia, lo studio, ogni attività in ter-
creatore e Signore del cielo e della ter- vita. mini di servizio. Chi per alcune ore
ra. E invece Gesù manifesta Dio co- Essere capi, in una logica evangelica, del suo tempo si impegna nello stile
me colui che è al servizio dell’uomo, vuol dire scelta di servizio, vuol dire del servizio apprende un agire che
non un Capo ma un servo. Ma se Dio messa a disposizione del proprio tem- può contagiare beneficamente l’intera
è colui che si mette a lavare i piedi, co- po, delle proprie risorse a vantaggio esistenza.

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Essere capo secondo di guida autorevole, il compito del ca- conoscenza. Di qui nasce il seguire
lo stile del pastore po, voglia lasciarsi plasmare dall’Evan- qualcuno di cui si avverte la dedizio-
Un terzo testo evangelico ci offre una gelo trova in questa metafora del pa- ne addirittura fino al dono di sé. Co-
indicazione per l’esser capo: attraverso store-gregge, ben altro che una rela- me per il pastore così per il capo è
la metafora del Pastore.“Le mie peco- zione autoritaria e gregaria: trova sempre in agguato il rischio di finire
re ascoltano la mia voce e io le cono- piuttosto un modello di relazione che tra i mercenari.
sco ed esse mi seguono. Io do loro la si affida anzitutto a due registri di
vita eterna e non andranno mai per- altissima qualità umana: l’ascolto e la Giuseppe Grampa
dute e nessuno le rapirà dalla mia ma-

quelli che… se c’è proprio bisogno io…


no” (Gv 10,27-28). Due verbi indica-
no lo stile del pastore, due verbi quel-

quelli che… lui “ha fatto una certa scelta politica”


lo delle pecore, infine altri due verbi

quelli che… tirano l’acqua al proprio mulino (di chi?)


indicano la qualità del rapporto pasto-
re-pecore. Già questa articolazione

quelli che… le battaglie si fanno con i soldati che si hanno


del testo sta a indicare una sorta di re-
ciprocità tra pastore e pecore. Le pe-

quelli che… aboliamo i criteri


core ascoltano e seguono. Prima di se-
guire ascoltano: mi piace sottolineare

quelli che… sanno sempre tutto di tutti


il carattere intelligente di tale relazio-

quelli che… io di lui non so granché


ne niente affatto passiva o gregaria.
Il capo, così come il Pastore, deve vo-

quelli che… oltre tutto vogliono aprire un’altra unità


lere una relazione che nasce nell’a-
scolto intelligente, un seguire, una ob-

quelli che… è ora di dire quello che si pensa


bedienza che nasce da una coscienza

quelli intoccabili (RS)


desta. Due verbi qualificano lo stile del
Pastore e quindi del Capo: conoscere

quelli che… però non va tutto così male


e dare la vita. E sappiamo che questa
‘conoscenza’ non si esaurisce in una

quelli che… quello là va bene in regione


relazione intellettuale ma si dilata ad

quelli che… promoveatur ut amoveatur


una relazione coinvolgente che arriva
al punto di dare la vita. Un Capo che

quelli che… l’importante è che parliamo tutti (facciamo il giro?)


non si coinvolge nella relazione non è
certo un capo-pastore. Infine due ver-

quelli che… questa è solo un’ipotesi


bi indicano il carattere non effimero
ma tenace e irrevocabile della relazio-
ne. Chiunque esercitando un servizio

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I F O N D A M E N T I D E L L A B E L L E Z Z A D I E S S E R E C A P O

abbondanza, ma, a occhio e croce,


non hanno avuto un grande successo,
perché il conformismo è ancora qui e
sembra godere di ottima salute.
Questa è la sfida che rende affasci-
nante, anche se terribilmente arduo, il

Verità e servizio servizio di capo.


È necessario uscire dal conformismo,
non per pensare con la propria testa e
con le idee degli altri, ma per pensa-
re con le proprie idee, cioè per pen-
Il capo deve sapere che la sua autorevolezza è necessaria per sare e basta.
guidare i ragazzi sulla strada della libertà Gli scout non sono uguali agli altri e
non vogliono esserlo, anche se la
stampa nazionale ha titolato intere pa-
Gli scout non sono uguali agli altri e lista alla campagna e il prodotto po- gine, dicendo esattamente l’opposto.
non vogliono esserlo. trebbe “sfondare”, anche se costosissi- Il capo ne è consapevole e per questo
Sembra uno slogan pubblicitario, fat- mo. Sappiamo bene che non ci sono s’impegna, con l’entusiasmo che è ne-
to per rifilare al consumatore l’enne- limiti ai sacrifici, quando ne “vale la cessario per affrontare le sfide radica-
simo status symbol o qualcosa che gli pena”. li che gli stanno di fronte. La più ra-
rassomigli. Se così fosse, nessuno si L’importante è che, in entrambi i ca- dicale è rappresentata dall’antitesi, ap-
scandalizzerebbe. Immaginarsi di si, non ci si prenda sul serio. Perchè se parentemente insolubile, tra autorità e
uscire dalla massa grazie a un bell’ac- si parla seriamente, cioè alzando il to- libertà. È questa un’opposizione sto-
quisto o a una nuova abitudine ali- no di voce, allora il primo slogan è ricamente tangibile e lacerante. Ogni
mentare è consentito a tutti e fa au- razzista ed il secondo è qualunquista, rivoluzione si è indirizzata contro
mentare le vendite. Alcune migliaia o il primo è fascista ed il secondo è co- l’autorità in nome della libertà. E l’af-
alcune centinaia di migliaia di acqui- munista e così di seguito, all’infinito, fermazione paolina “non c’è autorità
renti che pensano di uscire dalla mas- anche se entrambi gli slogan sono sta- se non da Dio” è stata usata in tutti i
sa con lo stesso prodotto, è quanto di ti usati per lo stesso prodotto e tutti, tempi dai signori del potere e dai lo-
meglio ci possa essere per un’azienda rigorosamente, lo possiedono. ro fiancheggiatori, per cementare la
e per l’economia nazionale. Questa situazione è nota, è stata stu- dipendenza fin dentro le coscienze.
D’altra parte lo slogan potrebbe fun- diata abbondantemente ed ha un no- Ma proprio dall’affermazione paolina
zionare anche al contrario. me: conformismo o, che è quasi lo apprendiamo che l’autorità è necessa-
Gli scout sono uguali agli altri e vo- stesso, pensiero ad una dimensione. ria. Ciò che serve è un’autorità che
gliono esserlo. Anche le proposte per uscirne si sono renda possibile in modo concreto e
Basterebbe dare il giusto tono popu- moltiplicate, hanno avuto fascino in non formale, la libertà, anzi che la fa-

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vorisca. Aiuta in questo la distinzione dienza non è più una virtù, ma è si- Il riconoscimento dell’autorità e l’e-
tra autorità ed autorevolezza, impor- curamente una necessità, una condi- sercizio dell’obbedienza possono
tante, ma non risolutiva. L’autorevo- zione imprescindibile, perché l’uomo sconfiggere il conformismo solo se la
lezza è quella condizione per cui la sia libero, concretamente libero. Ciò verità esiste ed è in qualche modo
differenza tra due individui (esperien- che deve essere chiaro è che la forza raggiungibile. La ragione infatti ha
za, conoscenze, intelligenza, volontà) non ha ragione e la ragione non ha un unico scopo, quello di manifesta-
s’impone con la forza naturale delle forza. Solo un dittatore può illudersi re la verità. Se questo non è possibi-
cose e viene riconosciuta. Un capo che la forza abbia ragione. Anche in le, perché in nessun modo ci si può
non può prescindere dall’autorevolez- democrazia, soprattutto in democra- riferire alla verità, alla ragione non
za.Anzi, se non la possiede, deve sem- zia, la maggioranza non ha ragione, resta altro che tacere. La forza rima-
plicemente cambiar mestiere. L’iter di ha solo la forza per imporsi e questo ne l’unica padrona del campo e nelle
formazione di un capo serve a questo, deve fare. In realtà l’autorità serve a forme più varie mantiene il suo indi-
anche se non basta. Infatti l’autorevo- realizzare ciò che la ragione ha scel- scusso dominio. L’autorità diventa fi-
lezza è il frutto di una vita spesa con- to. Ma l’autorità deve sempre riceve- ne a se stessa ed è aggredita. Per na-
sapevolmente nella maturazione di re un indirizzo, benché poi, giusta- turale evoluzione si tramuta in con-
questa caratteristica, che non può esi- mente, non senta ragioni. C’è un dizionamento. Apparentemente spa-
stere, se non riguarda tutta la persona. profondo ed autentico senso di li- risce, ma in realtà afferma il proprio
Ma l’autorevolezza deve essere rico- bertà quando un gruppo perfetta- indiscusso dominio, generando il
nosciuta, non può imporsi. Essa nasce mente coordinato riesce a compiere conformismo.
dalla forza delle cose, da una condi- un’impresa. Ciò che ha reso possibi- Voci diverse si alzano, anche nel no-
zione oggettiva. Se l’autorevolezza le il raggiungimento dell’obbiettivo è stro tempo, per indicare un cammino
s’impone, muore. L’autorità può tro- stata l’obbedienza, che ha unito le o proporre una testimonianza. Non
vare nell’autorevolezza le ragioni del volontà. Perché c’è un momento per tacciono sui mali del presente, ma
proprio operare, ma il suo specifico è discutere ed un momento per agire. guardano oltre e indicano la necessità
un altro. Ciò che le è proprio è l’af- Per questo l’autorità viene da Dio, di un coinvolgimento personale, di
fermazione di una volontà. L’autore- perché nella storia essa è il mezzo che una presa di responsabilità nel nome
volezza consiglia, non ordina. L’auto- l’uomo ha per realizzarsi. Solo in Dio di una comune appartenenza.
rità ordina, e non consiglia. L’autore- forza e ragione coincidono, in una Questo un capo deve vivere e pro-
volezza suscita convinzione, l’autorità perfetta fusione. porre, perché la battaglia contro il
obbedienza. Ma nella storia, anche in campo reli- conformismo abbia qualche speranza.
gioso, autorità e giustificazione, forza
Libertà e obbedienza e ragione non possono mai sovrap- Gian Maria Zanoni
È possibile obbedire in libertà? Cer- porsi e confondersi.
tamente, anzi si può dire che non ci Tutto questo, però, si fonda su un
sia libertà senza obbedienza. Dopo presupposto, che il capo non può di-
Don Milani sappiamo che l’obbe- menticare.

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

“deserto”; alcune cene pasquali fatte


in piedi, con pane azzimo e erbe ama-
re; alcuni, forti, momenti di preghiera,
vissuti in eremi o in luoghi che sol-
tanto gli scout, i pastori e i guardia-

Una bella route è meglio parco sanno trovare; e finalmente il


sorriso, e gli occhi spalancati, dei lu-
petti e coccinelle durante certi bei

di una brutta route grandi giochi; il sorriso di soddisfa-


zione di esploratori e guide alla fine
di una bella impresa, realizzata per
davvero; il sorriso, un po’ complice,
Il bravo capo fa fare delle cose belle, se le ha vissute lui per degli R/S durante una bella route,
quando capiscono che il rapporto con
primo: l’uscita deve essere fatta in posti belli, il bivacco deve i loro capi parla alla loro vita, ai loro
problemi, alle loro emozioni, senti-
essere bello; capi tristi, ripetitivi, senza fantasia non
mentali o di fede, e comunque coin-
apprezzano e non trasmettono la bellezza di essere capo. volge le cose che sono per loro im-
portanti nel momento di vita che
Non è vero che una brutta Route - Fare delle belle esperienze stanno attraversando.
fatta in dei posti brutti, poco significa- Fra i ricordi più belli della mia espe- Uno dei primi “segreti” per fare bene
tivi, organizzata male…- serva a far rienza scout ci sono alcune albe, e dei il capo scout è fare, in prima persona,
crescere la comunità di clan o di no- bellissimi tramonti, rosa, vissuti in delle belle esperienze, avere delle sco-
viziato come una bella route… montagna; ma anche il rumore dei perte gioiose da proporre agli altri, non
Non è neppure vero che un brutto passi sulla neve ghiacciata, l’odore del (solo) perché si è studiato, in teoria, che
fuoco di bivacco – non riuscito, po- bosco dopo la pioggia, il ticchettio “funzionano”, ma perché le si è vissu-
co partecipato, poco preparato…- la- della pioggia sulla tenda (le volte che te, e non occorrono tante parole per
sci una traccia nei cuori dei rover e era ben montata e sempreché la piog- spiegare perché sono davvero belle.
delle scolte come un bel fuoco di bi- gia, comunque, non cadesse a dirot- Le belle esperienze allargano il cuore,
vacco…E potrei andare avanti. to); alcuni volti di persone incontrate riempiono lo spirito, aiutano a cresce-
Queste considerazioni, che sembrano durante le route, il racconto delle loro re meglio, spesso spingono anche ad
tratte dalla fiera dell’ovvio, sono inve- vite davanti a un bicchiere di vino o “alzare gli occhi verso il cielo” e, con
ce – ahimè - anche un po’ la sintesi seduti vicino al fuoco; il calore, e il co- il salmista, a riconoscere che “i cieli
delle mie esperienze, come capo, e le lore, di alcuni fuochi di bivacco, con i narrano la gloria di Dio…”e che “è
ripropongo con l’intento di stimolare loro giochi di luci e di ombre; ma an- bello, a dà gioia, che i fratelli stiano in-
i capi di oggi a fare meglio. che il silenzio di alcuni momenti di sieme…”.

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

Far fare delle belle attività Un consiglio ai capi, e siero e suscitare voglia di imitarne lo
Si può educare al bello? soprattutto ai capi più giovani stile: nel primo si vede una canoa
Certamente si, ma per farlo non oc- “Si sa che la gente dà buoni consigli condotta da due scout su un fiume
corre parlarne, né studiare “il bello” quando non può più dare il cattivo in mezzo ad un bosco e si legge, nel-
sui libri (anche se certi libri d’arte, o esempio”, recita una notissima can- la didascalia, che “lo scautismo è un
di montagna, aiutano a farne una pri- zone di Fabrizio De André. allegro gioco all’aperto, dove “uomi-
ma scoperta), ma occorre far fare espe- Voglio correre egualmente quel ri- ni-ragazzi” e ragazzi possono avven-
rienza di cose belle, farle scoprire, fare schio per dire che, nelle tantissime turarsi insieme, come fratelli mag-
sperimentare cose belle, ben program- (talvolta troppe) cose che si richie- giori con fratelli minori…”.
mate, in luoghi belli, significativi. dono a un capo, talvolta occorre sce- In un’altra si vede una tenda, ben
Il canto scout che dice:“quest’avven- gliere. Non abbiate dubbi: scegliete montata, ed uno scout che, utiliz-
tura, queste scoperte, le voglio viver le cose più belle, che vi pare possa- zando un traliccio di legno ben co-
con te...” non si riferisce certo a si- no dare anche a voi maggiori soddi- struito, lava le pentole e si legge che
tuazioni banali, a luoghi poco acco- sfazioni; che siano più immediata- “il campo è essenziale per la buona
glienti, a esperienze non vissute a mente volte all’obiettivo di fare, e far formazione del reparto. Ma deve es-
fondo, a attività mal preparate e peg- fare, delle esperienze che vale la pe- sere un campo attivo, non una scuo-
gio gestite, a fuochi di bivacco senza na vivere, e semmai trascurate (ana- la di bighellonaggio inconcludente”.
un filo conduttore, a route in luoghi tema!) quelle meno motivanti (e In una terza si vedono quattro ra-
brutti, a fumose chiacchiere senza spesso anche meno motivate, se non gazzi intenti a recitare e cantare, con
senso, a esperienze che “se uno le da una sorta di “imburocratimento i testi della veglia in mano, e si leg-
avesse conosciute (in anticipo) le psicologizzante” dello scautismo). ge che “il canto e la recitazione so-
avrebbe evitate”! In un bellissimo libro, che suggeri- no ottimi mezzi per imparare ad
E infatti c’è sempre anche il rischio, sco a tutti i capi di leggere e rileg- esprimersi. Inoltre […] abituano al
per chi fa il capo, di “educare al brut- gere 1, B.-P. dice che “lo scautismo lavoro di squadra, perché ognuno
to”. […] è un gioco pieno di allegria”; deve imparare la sua parte e farla
Ma il miglior antidoto a questo ri- che “per essere un buon capo […] bene […] per il buon successo del-
schio è ripensare alle cose belle e a bisogna vivere dentro di sé lo spiri- l’intero spettacolo”.
quelle brutte vissute in prima persona to del ragazzo” e che a un capo si ri- Un’ultima mostra due ragazzi: il
e riproporre le prime ed evitare di chiede soprattutto “di amare la vita primo compìto, serio e con le brac-
cadere nelle seconde. all’aperto e [saper] animare, guidare cia conserte, ed il secondo scatena-
L’entusiasmo genera entusiasmo, e fa e infondere entusiasmo nella giusta to, di corsa e sorridente, e si legge
crescere, in una sorta di trapasso del- direzione, […] come il vero fratello che “uno scout è attivo nel fare del
le nozioni” gioioso, mentre la tri- maggiore”. bene, non passivo nel contentarsi di
stezza genera tristezza, e scoraggia la Mi piace ricordare anche alcuni dei essere buono”.
crescita come persone capaci di tra- disegni che B.-P. ha inserito nel libro
smettere gioia. per far capire meglio il proprio pen-

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E infine qualche piccola parato alle più belle realtà di acqua, dei suggerimenti “visivi” capaci di
proposta operativa per aria, terra e fuoco che ci hanno col- stimolare a ri-metterli in pratica!
le strutture associative pito e ci hanno un po’ “stregato” per
Ale Alacevich
Far conoscere le esperienze più belle, la loro bellezza.
1
meglio riuscite, sicuramente aiuta a Sarebbe un modo simpatico, e molto B.-P., Il libro dei Capi - Sussidi per il Capo
diffonderne la pratica, e a far fare per- nello stile di B.-P., di corredare le no- nello Scautismo con illustrazioni dell’autore,
ciò uno scautismo più bello ad un nu- stre dissertazioni metodologiche con Editrice Fiordaliso, Roma.
mero più grande possibile di ragazzi

quelli che… adesso lui ci pensa per tre giorni poi si vede
e ragazze.

quelli che… reparto misto neanche a parlarne


Nel mondo della formazione azien-
dale e professionale questa pratica è

quelli che… sanno a memoria l’iter di FC (cosa è FC?)


conosciuta come la diffusione delle
best practices”: far circolare le idee e

quelli che… non per giudicare ma...


le realizzazioni meglio riuscite.
Si potrebbe in questo senso approfit-

quelli che… quando parlano sai cosa diranno


tare delle nuove (e quasi illimitate)

quelli che… non parlano perché sai già cosa diranno


possibilità offerte da internet e svi-
luppare – meglio, far sviluppare da

quelli che… non parlano e basta


chi le ha vissute, con una tecnica di
“leggi-commenta-aggiungi” simile

quelli che… ogni tanto sbuffano chissà perché


alla arcinota enciclopedia Wikipedia -

quelli che… ti spiegano cosa vuoi dire


una “banca o mappa geografica” (vir-
tuale) dei “posti belli” nei quali è pos-

quelli che… dicono il mio branco


sibile fare delle belle route, che siano
significativi per la storia che vi è tra-

quelli che… allora decide il capo gruppo (o il capo clan)


scorsa o per la bellezza della natura;

quelli che… adesso non tiriamo fuori la politica


una “libreria” (virtuale) con le musi-
che, e i testi, di qualche bella veglia,

quelli che… leggiti B.-P. (cosa è B.-P.?)


da poter rifare con il proprio Clan;
una “vetrina” (virtuale) con le più

quelli che… non è per il principio


belle foto scattate in route, per invo-

quelli che… per me l’uno vale l’altro


gliare a cercare il bello, ed imparare a
ri-raccontarlo: dai volti incontrati ai

quelli che… lo sapevano fin dall’inizio


mestieri scoperti lungo la strada, del-
le fontane cui si è bevuto agli anima-
li visti; dagli alberi che ci hanno ri-

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

all’altezza del compito a cui eravamo


stati chiamati e ci pareva di riuscire a
tradurre più efficacemente, per i ra-
gazzi della squadriglia, alcuni concetti
che ci ritenevamo altrimenti difficili

La strategia da sostenere e che leggevamo sul


“quaderno del caposquadriglia” di
Leon Braun.

del “cucchiaino” Concetti quali la responsabilità rice-


vuta e data, la fiducia su cui basare il
rapporto anche con i più piccoli, l’es-
sere al servizio anche quando ti co-
Non venitemela a raccontare, il capo squadriglia sta, l’autorevolezza che non diventa
autorità, l’indispensabilità di saper fare
è sempre l’ultimo! bene le cose (competenza), sono dif-
ficili da capire, ma ancora più difficili
Quando, ormai moltissimi anni fa, ero Era abitudine consolidata nel riparto, da far passare all’interno di un grup-
caposquadriglia dei Castori, con gli al- che il caposquadriglia fosse sempre petto di ragazzi che in fondo hanno
tri due capi squadriglia del riparto (al- l’ultimo della fila: l’ultimo quando si solo voglia di correre, arrampicarsi,
lora si chiamava così), avevamo elabo- camminava, l’ultimo quando si peda- costruire, giocare, lottare, divertirsi.
rato una strategia per poter essere di- lava, l’ultimo quando si saliva in mon- La strategia del cucchiaino, nelle no-
gnitosi nel nostro servizio e di buon tagna. Davanti il vice e dietro l’occhio stre menti considerata un’elaborazione
esempio per i ragazzi che ci erano sta- vigile del capo a controllare che si degna di von Clausewitz, ci pareva
ti affidati. mantenesse la fila, che non ci fossero permettesse di evidenziare in modo
Il concetto dell’affidamento (“mi fido “sbandamenti”, che non ci fosse qual- semplice ed efficace questi concetti.
di te anche se hai 15 anni e quindi ti cuno che facesse più fatica dell’accet- Con il passare degli anni, i vari servi-
assegno la responsabilità di sostenere tabile e così via. zi che ho svolto in associazione, mi
un gruppetto di altri 5/6 ragazzi”) Avevamo sempre chiamato questo hanno permesso di ripensare spesso a
sottolineato da un capo incontrato ad modo di essere “fare cucchiaino” e tutto ciò e ne ho tratto alcune consi-
una campo scuola caposquadriglia (al- quindi il salto alla strategia fu abba- derazioni sull’imparare da piccoli a
lora si faceva così), ci aveva molto col- stanza semplice: dovevamo essere “die- diventare grandi.
pito e ci interrogavamo su come tro” per poter dimostrare di essere Questa frase è stata il claim dell’anno
avremmo potuto rispondere al meglio sempre “davanti”. del centenario dello scautismo, ma tra-
alla fiducia accordataci. Ci piaceva questa cosa (e piacque an- duce in modo efficace un elemento
Dopo molte discussioni ecco elabora- che ai caposquadriglia dopo di noi), ci fondamentale che da caposquadriglia
ta “la strategia del cucchiaino”. sentivamo dei veri capi, ci sentivamo avevo solo intuito: è da piccoli, se si

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

viene opportunamente stimolati, che Questa proposta diventa un percorso Se si va a ben guardare, è questa una
si impara ad assumersi responsabilità virtuoso se ben sostenuto. Tutti ne proposta “rivoluzionaria” della quale
forti e grandi rispetto alla propria età. traggono vantaggio e tutti hanno alle forse neanche noi scout siamo piena-
Non sono molti (forse nessuno), oggi, loro spalle un esempio e in prospetti- mente consapevoli.
gli ambiti nei quali ad un quindicen- va la possibilità di proporlo ad altri. Piero Gavinelli
ne o ad una quindicenne, viene affi-

quelli che… ne ammazza più la lingua che la spada


dato fiduciariamente il compito di
aiutare a crescere (nel senso più lato

quelli che… siamo stati ragazzini insieme


del termine) giovani adolescenti.

quelli che… io per ora mi limito ad osservare


Nello scautismo questo si fa ed è, cre-
do, la sua più grande scommessa al-

quelli che… quando sono stufi se ne vanno


l’interno della quale tutto (il persona-
le ed il comunitario) viene messo in

quelli che… non vengono nemmeno


gioco.

quelli che… soffrono per come vanno le cose


Non ci possono essere infingimenti,
non ci sono tatticismi educativi: ci so-

quelli che… si sentono obbligati


no solo un mandato affidato ad una
ragazzo che è chiamato a sostenerlo.

quelli che… cercano le maniere eleganti


Un vecchio capo piemontese quando
qualcuno veniva chiamato a servizi di

quelli che… non era mica deciso


quadro associativo, per prima cosa

quelli che… ci sono di mezzo i ragazzi


chiedeva se avesse fatto il caposqua-
driglia e la risposta affermativa lo tran-

quelli che… questo è un parere personale


quillizzava maggiormente circa le ca-
pacità che avrebbe avuto la persona.

quelli che… adesso ci facciamo una bella cantata


Gran segno di fiducia nelle potenzia-

quelli che… scuotono la testa


lità del metodo scout!
È chiaro, cristallino, nessuno (né il ca-

quelli che… educare è sempre una prova


po che affida, né il ragazzo che accet-
ta, né la comunità che fa da testimo-

quelli che… è la prima volta, io non so


ne) può dire di non aver capito, di non

quelli che… è tutto un intreccio di biglietti


aver afferrato i concetti che sottostan-
no alla proposta: è una chiamata ad

quelli che… ma il Progetto educativo cosa dice?


essere grandi (ed il termine grandi
credo possa anche essere inteso in mo-
do estensivo).

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

nioni di ordinaria amministrazione


tra colleghi-capi-scout, allora è evi-
dente che ogni aspettativa di bellez-
za sarà frustrata prima ancora di co-
minciare. Per evitare questa fine oc-

Per la bellezza corre riportarsi all’essenziale, cioè fa-


re scautismo anche tra capi, là dove
in molti smettono di farlo. Il tempo

tra capo e capo speso insieme potrà allora essere di


qualità eccezionale o, al contrario,
scadente; dipenderà solo da noi.

Stare in comunità capi è bello o brutto? Strada condivisa


Nella stessa comunità capi coesistono
Quante volte ci siamo posti questa domanda? quasi sempre persone molto diverse
tra loro per storia, carattere, abitudini;
La risposta dipende solo da noi. nonostante questo, le risorse comuni
restano immense. Due capi possono
Lo scautismo si nutre di bellezza. In- ganza di un sentiero tra i faggi e ad perdersi in un dibattito senza fine sul-
sieme all’essenziale vocazione al ser- apprezzare la ricchezza di un con- le questioni più disparate eppure im-
vizio, ciò che alimenta l’impegno di fronto comunitario. L’amore per mediatamente e naturalmente con-
un capo è un’autentica passione per l’avventura si accompagna alla gioia vergere nel decidere lo stile di una ve-
la vita scout, senza la quale il gioco della condivisione e della fratellanza. glia o di un’uscita: qui ritrovano affi-
perde senso. Per lo scout che diventa capo si nità di competenze e di linguaggio, si
Il gusto per lo scautismo è scoperta aprono prospettive ulteriori, innanzi- identificano per il tratto di strada che
che si rinnova un campo dopo l’al- tutto la strada percorsa insieme ai ra- entrambi hanno percorso, e quella
tro; cresce l’entusiasmo, si assimila gazzi. I campi e le route sono veri strada è lo scautismo.
uno stile. momenti di grazia per l’intensità e È importante, anche tra capi, rimanere
La vita scout è un atelier che affina per la qualità del tempo vissuto. Ma autenticamente scout e non temere di
sensibilità molto diverse tra loro: può la bellezza dell’essere capo è, oltre entusiasmarsi di nuovo per un’attività,
essere l’iniziazione, tutt’altro che che nell’esperienza educativa, anche un fine settimana in tenda, un con-
scontata, al fascino degli ambienti nell’appartenenza alla propria fami- fronto acceso sugli ideali realmente
naturali, della wilderness, così come glia scout: la comunità capi. condivisi. È riscoprendo e non dimen-
può insegnare il valore della fiducia Per chiarezza: se essere parte di una ticando la comune radice che si può ri-
reciproca tra persona e persona. Si comunità capi significa collezionare trovare la spinta per affrontare insieme
impara a riconoscere la sobria ele- ogni anno una ventina di grigie riu- le urgenze come i compiti ordinari.

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

Dove trovare tempo? Attingendo al- l’assistente, occasioni di crescita co- riunione, restituendo alla comunità
la scorta traboccante di riunioni in- munitaria nella fede, facendosi pro- capi la dignità di comunità fondante
torno ad un tavolo, non sempre de- motrice e destinataria della proposta. della vita del gruppo. In questo modo
cisive per le incombenze, abbando- La lettura della Parola all’inizio degli si rende davvero un servizio leale allo
nando abitudini cristallizzate dagli incontri o una serata di veglia sono scautismo.
anni per riscoprire che anche tra ca- alcune delle possibilità che contribui-
pi lo scautismo, passione comune, scono a riportare significato al servi- La risorsa comunitaria
funziona. Occorre “perdere” quel zio e a rinnovare ogni giorno una vo- Quando una comunità capi non si ri-
tempo che è richiesto da un’uscita cazione. duce ad un’assemblea di metodici
tra capi ma che poi vale il ritrovarsi professionisti può affrontare con ca-
a faticare anche su un sentiero inne- Educatori a confronto pacità inaspettate le situazioni più
vato e non soltanto sul bilancio di La comunità capi ha come mandato complesse.
gruppo. Occorre condividere, assa- prioritario l’educazione dei ragazzi La concretezza del mandato richiede
porare insieme. Occorre tornare, an- che le sono affidati. Non può manca- di procedere attraverso scelte e prio-
che di comunità capi, sulla strada. re la consapevolezza che le sfide si af- rità da assegnare. Ma mentre si lavo-
frontano insieme, attraverso uno scam- ra sulle urgenze del gruppo, va man-
Gioiosi nella speranza bio fitto e sincero, dividendo il peso tenuto vivo un confronto responsabi-
Una bella comunità capi è, prima di della responsabilità, esplicitando agli le, vero, che sappia guardare lontano:
tutto, una vitale comunità di cristiani, altri la passione e l’entusiasmo, ren- il gruppo di capi cresce e si arricchi-
entusiasti nella fraternità ed animati dendo la comunità partecipe della fa- sce se riesce a ricondurre l’attenzio-
da sincera solidarietà: gareggiate nel- tica quanto dei successi. ne alle questioni sostanziali, alle ri-
lo stimarvi a vicenda. In questo senso, la preparazione di un chieste dei ragazzi.
Nel corso degli anni il tempo inve- progetto educativo è un’impresa che Ri-unirsi fisicamente (e non virtual-
stito è molto, una parte importante richiede di conoscere e capire le ri- mente) ha una valenza peculiare. La
delle serate è dedicata ad incontri e sorse e le difficoltà dei ragazzi delle di- presenza ed il contributo dell’intera
riunioni. La preghiera tra capi può verse branche, attraverso un dialogo comunità aggiunge novità e forza al-
diventare un desiderio essenziale per attento tra staff che lavorano su età di- la semplice sovrapposizione del pen-
i singoli e nutrimento per l’intero verse. siero dei singoli, portando a soluzio-
gruppo. Cercare la collaborazione, avere cura ni che emergono solo grazie alla con-
Un percorso di fede vissuto da adul- di tramandare le competenze educati- vergenza delle esperienze e delle ca-
ti che hanno operato la stessa scelta di ve, cercare sempre di interpretare lo pacità di ognuno.
servizio acquista una valenza diversa scautismo come una proposta unitaria Così la comunità sa leggere la realtà
rispetto ai momenti di catechesi e di e la comunità capi come l’ambito pri- e disegnare prospettive nuove. Solo
preghiera proposti in unità ai ragazzi. vilegiato della verifica, sono attenzio- insieme si prende il largo, si realizza-
Una comunità capi ha la possibilità e ni che contribuiscono a rendere ap- no le imprese, si risolvono le emer-
la capacità di individuare, guidata dal- passionante e significativa la consueta genze brucianti.

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

Aperture
quelli che… non posso perchè devo sposarmi
quelli che… non posso perchè mi sono appena sposato
Un gruppo di capi, molto spesso, è an-
che un gruppo di amici, almeno in

quelli che… sono troppo vecchio


partenza. Non sempre lo rimane negli
anni. Si ripete: “non è un dovere dei

quelli che… dove mettiamo la Parrocchia?


capi essere anche amici”; non è un do-

quelli che… chi se ne frega della Zona


vere ma resta una tra le migliori pos-
sibilità, dunque vale la pena provarci

quelli che… dovremmo prenderci ogni tanto un


anche quando ognuno sembra proce-
dere per la propria strada concentrato

anno sabbatico
solo sull’unità, complice la pioggia di
appuntamenti associativi, quando ogni

quelli che… ci serve un prestanome per il Branco


riunione sembra un’occasione persa e

quelli che… prova a leggere Servire


a prevalere sono la stanchezza e la
noia.

quelli che… io ho 42 anni di scautismo sulle spalle!


Non è un punto di non ritorno, ma è
tempo di ritrovare il nord, ovvero di

quelli che… comunque è proprio un bel gioco


tornare ad essere semplicemente una
comunità scout, riportandosi all’essen-

quelli che… dobbiamo pensare ad un nuovo sito per il Gruppo


za. È ora di uscire e, abbandonato il
cerchio di sedie, partire.

quelli che… ma non utilizziamo più la colonia solare?


quelli che… non è più lo scautismo di una volta
Davide Magatti

quelli che… perché non ci facciamo una bagna cauda?


quelli che… a me nessuno deve dire cosa devo fare
quando il progetto educativo dell’unità
è stato approvato
quelli che… si passa troppo tempo a fare i quadri
e troppo poco a pensare ai ragazzi

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

del collo, perdevamo un dente, ma


non c’era alcuna denuncia per questi
incidenti. La colpa non era di nessu-
no se non di noi stessi.
Non avevamo playstation, Nintendo

Essere capi in questa 64, X box, videogiochi, televisione via


cavo con 999 canali, videoregistratori,
dolby surround, cellulari, I Pod, PC,

società: facile o difficile? gameboy, charoom, internet… aveva-


mo amici e giardinetti. Uscivamo,
montavamo in bicicletta o cammina-
vamo fino a casa degli amici.
I cambiamenti sociali interferiscono necessariamente, Si! li fuori! Nel mondo crudele! Sen-
za un custode! Come abbiamo fatto?
nel bene e nel male, nel nostro modo di porci come capi. Avevamo libertà, fallimenti, successi,
responsabilità ed imparavamo a ge-
Sicuramente non dobbiamo perdere l’orientamento stirli. Siamo sopravvissuti, anche be-
dei valori dello scautismo. none.
Ci siamo perfino laureati e abbiamo
Cos’è lo scautismo? Vivere l’avventu- lo il voto politico, ma anche l’uscita trovato lavoro, avendo giocato ai boy
ra per educare il carattere, essere com- di squadriglia. scout praticamente tutti i fine setti-
petenti per essere utili a sé e agli altri, Come cita una nota storiella, quando mana della nostra vita. Solo i più
crescere in una comunità per impara- eravamo bambini (e sembra preisto- scarsi sono stati mollati dalla fidanza-
re la fiducia e la condivisione, rispet- ria) andavamo in auto senza cinture ta o dal fidanzato.
tare una legge e una promessa, scopri- di sicurezza né airbag, vivevamo in Ma oggi? Ci armiamo di infinita pa-
re la propria felicità nell’impegnarsi case senza chiusure di sicurezza nelle zienza per dialogare con genitori
per gli altri… confezioni dei medicinali, senza pel- sempre più ansiosi. E con ragazzi che
Ma oggi? com’è difficile essere scout licole ai vetri delle finestre, senza an- non rinunciano agli sms neanche al
oggi… e capi scout… addirittura im- tisdrucciolo sulle scale, in bicicletta e campo, che fatica!
possibile! in moto andavamo senza casco (che Essere scout e essere capi è bello, per-
bello!). Uscivamo a giocare con l’u- ché ci permette di essere ancora un
Lo scautismo è avventura nico obbligo di rientrare prima del po’ ribelli o almeno un po’ discoli,
Dove è finita l’avventura? I margini di tramonto. Non avevamo cellulari… e trascinare nel gioco i ragazzi: pren-
rischio sono al minimo storico, l’am- cosicché nessuno poteva rintracciarci dere la pioggia e la neve e magari an-
biente sociale sempre più protetto e (impensabile…) che il raffreddore e starnutire ai pro-
garantista. La paura determina non so- Ci tagliavamo, ci rompevamo l’osso fessori, organizzare un gioco nottur-

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no senza pile e dimostrare di non che i ragazzi a subire l’influenza del Lo scautismo è legge e promessa
avere paura, proporre un hike senza loro tempo? A non rischiare la piog- Lo scautismo è libertà di scegliere il
soldi e senza telefono e raccontarlo la gia, a non rinunciare a un fine setti- proprio cammino, ma libertà respon-
domenica a Messa, arrampicarci sugli mana di studio, a non proporre una sabile, guidata da una legge, una re-
alberi e stare semplicemente attenti. route impegnativa, a non saper guida- gola del gioco, un patto tra genera-
Vietare i cellulari al campo e con- re una canoa, a non cantare nelle dif- zioni. E intorno a noi? Sembra che
trollare gli zaini (anche quelli dello ficoltà, o almeno fischiettare? Allora non manchi la libertà … di fare quel-
staff però). Gege racconta che nella diventa difficile essere capi.Anche pe- lo che più ci pare. Gli esperti la chia-
Carta di clan del suo gruppo i rover sante. Se ci sentiamo più omologati ad mano la cancellazione del limite:
scrivevano di voler imparare a guida- una società prudente, un po’ pigra e poche le restrizioni economiche, at-
re un tram: troppo pericoloso? forse senz’altro disattenta, che preferisce tenuati i precetti della morale tradi-
vietato? anestetizzare difficoltà e dolori, che zionale, allungati a dismisura i limiti
La relazione capo-ragazzo è efficace non crea valori, abbiamo un po’ di- temporali nell’assunzione di respon-
quando è radicata nei linguaggi sim- menticato l’avventura dello scautismo. sabilità (un lavoro, una casa, una fa-
bolici e nei bisogni dei ragazzi, “… Affrontare la vita da scout vuol dire miglia), cancellati i limiti alle aspira-
ridere, lottare, mangiare..” diceva B.-P., invece cercare di superarci, fare un zioni e desideri che vengono spinti
possiamo aggiungere: ottenere dei ri- passo oltre quello che credevamo il sempre più in là dai media. La globa-
conoscimenti, essere progressivamen- nostro limite (paura, difficoltà, chiu- lizzazione ha cancellato i limiti na-
te autonomi, identificarsi e distin- sura), e poi arrivare ad accettarci e zionali, le nuove tecnologie ci hanno
guersi. convivere con quel limite che non aperto a relazioni infinite, la rivolu-
La nostra convinzione è che i bisogni possiamo eliminare (difetto, dolore, zione femminile e oggi la crisi della
educativi, le esperienze che servono incapacità di comprensione). coppia ci ha sottratti per sempre ai li-
ai ragazzi per crescere, siano in fondo Rinunciare all’appagamento facile miti dell’autorità paterna. Insomma
poco influenzati dalle organizzazioni del desiderio per affrontare percorsi non si vede nessun confine sul cam-
sociali, dalle convenzioni e dagli am- più difficili, vuol dire sempre attri- mino. Strada in discesa? Un cavolo.
bienti familiari. buire un valore a quello che sce- L’uomo per crescere (e tutti i cuccio-
L’arte del capo è la capacità di legge- gliamo. Se il posto in treno è solo sul li lo possono dimostrare) ha bisogno
re il bisogno dei ragazzi, che si cela predellino, non rinunciamo all’uscita, di conoscere gli altri e se stesso, dif-
dietro il desiderio, la paura di trovarsi il cui valore supera quello del ferenziarsi e identificarsi, mettersi al-
soli che si nasconde dietro gli sms sul confort. E del biglietto. Studiare la la prova, misurarsi, confrontarsi e an-
cellulare. Educare vuol dire incon- notte per andare alla riunione di re- che scontrarsi, superare man mano
trare il bisogno immutabile, non parto vuol dire dare valore al proprio dei limiti. Datemi un punto di ap-
solo soddisfare il desiderio, che servizio. E dare fiducia a se stessi. Il poggio e solleverò il mondo sembra
muta con la società e la tecnologia. capo scout si ribella all’omologazio- abbia detto quell’Archimede che in-
A questo punto nasce un piccolo ne, altrimenti va a fare l’animatore al ventò la leva. Ma in questo deserto,
dubbio: forse sono i capi scout, più Club Med. dove appoggiarsi? In una società sen-

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za limiti, reali o simbolici, come di- mozione dell’esperienza, allora è di ciò che abbiamo addomesticato.
ventare grandi? fatta. Scegliere una strada sulla carta topo-
L’uomo per crescere (e anche nel grafica, ci aiuta a imparare a scegliere:
corso della vita) ha bisogno di fare Il metodo scout ci aiuta le possibilità non sono sempre infini-
delle scelte. Come è facile immagi- Vivere l’essenzialità in ogni attività, il te, alcune non conducono da nessuna
nare, una scelta tra due possibilità è campo, la route, l’hike, ci pone davan- parte. Dovremo assumere le conse-
già abbastanza difficile, tra venti è un ti a precisi limiti che non sono solo guenze della nostra scelta: faticheremo
bel tormento, ma tra duecento è l’im- materiali, ma umani. se la strada è in salita e correremo se è
passe totale. In una società in cui non Aderire liberamente ad una legge e ad in discesa, avremo cento volte paura di
ci sono limiti tutto diventa potenzial- una promessa è un limite… che ci sol- esserci persi, ma andremo fino in fon-
mente possibile, fluido, reversibile co- lecita ad essere attivi. do. Quando avremo scelto il percorso
me fare delle scelte? Condividere con altri il cammino, ci di route, il testo della carta di clan, il
Grosse grane per il capo scout, che obbliga ad accettare il passo del più menù della gara di cucina, saremo an-
già ha il suo bel daffare a scegliere per debole, costruire una comunità, ci im- che pronti alle scelte della partenza. Si
se stesso, e pure gli tocca educare al- pegna a dividere con altri il nostro impara a scegliere solo scegliendo.
tri a fare delle scelte. Strada in salita? cuore e il nostro pranzo al sacco; il li-
Non troppo. mite è che mangeremo un po’ meno, Anche la fede ci aiuta
Essere capo scout e non un capo qual- ma guadagneremo degli amici. La nostra finitezza di creature, l’inca-
siasi, è bello perché lo scautismo ha un Le cerimonie di passaggio, le tappe pacità di trovare risposte alle doman-
metodo, anzi è un metodo educativo. della progressione personale, il mo- de ultime sulla vita e sulla morte, ci
E non è un accessorio, è l’essenza stes- mento della partenza, sono occasioni spinge ad affidarci a Dio. La nostra vi-
sa del nostro fare educazione. Il moti- per riconoscere nei ragazzi il supera- ta non è tutta nelle nostre mani, ma
vo e lo strumento. Attraverso ogni at- mento di un limite, una piccola o nelle Sue. La crisi della religione ha la-
tività proponiamo uno stile di vita, un grande vittoria con se stessi, una cre- sciato l’uomo credersi onnipotente,
valore, un modello di uomo, un po’ di scita. ma non l’ha aiutato ad essere più feli-
fede nel Creatore. Il gioco impone delle regole, la sesti- ce. Educare i ragazzi alla fede, vuol di-
Se siamo appassionati di questo gio- glia pure. Altrimenti non ci si diverte re aiutarli a capire i limiti dell’uomo,
co, e sicuramente lo siamo, se in più e non si sta bene insieme. insegnare loro a vedere nel prossimo
ci divertiamo con i ragazzi, se le no- La responsabilità dei più piccoli, un Gesù da servire, indicare loro una
stre motivazioni al servizio si sono servizio extrassociativo con persone strada verso la felicità.
mescolate con i volti dei nostri ra- difficili o diverse, ci vincola, pone dei
gazzi (le motivazioni affettive) e l’e- limiti: siamo responsabili per sempre Laura Galimberti

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

ciarle perché non ti aiutano. A volte


può essere una tentazione quella di
soffermarsi nel vittimismo e farsi
compatire ma non ti aiuta ad emer-
gere dalle difficoltà.
Per fare il capo bene ci vuole gioia,
voglia e passione, anche se questo

Lettera a un capo non può essere sempre possibile. Cer-


ca di non essere ripetitivo e fare atti-
vità che hai fatto tu nel passato e ma-
gari peggio, metti un po’ di fantasia e
creatività, sperimenta anche tu cose
nuove e troverai un rinnovato entu-
Carissimo, non ti sembra di raccogliere i risulta- siasmo.
ho saputo che sei stato scelto dalla tua ti sperati, che anche in famiglia non Non tralasciare gli altri tuoi impegni
comunità capi a far parte dello staff c’è quell’appoggio a sostenere il tuo extra scautismo, anche se alcune cose
dell’unità di reparto. Grazie per aver impegno, che ti sembra di aver già dovrai scartarle, perché il buon capo
accettato e grazie in anticipo per tut- dato abbastanza, che... scout non fa solo il capo scout ma
to quello che farai. La lista continua e la conosciamo tut- deve prima di ogni altra cosa essere
Voglio subito farti delle raccomanda- ti fin troppo bene ma sono proprio un uomo e una donna. Se studia, è in
zioni che in parte sai già benissimo questi i veri momenti di ricerca e di regola con gli esami, se lavora, è com-
ma che voglio ribadirti, perché mi crescita. Chiedi aiuto ai tuoi compa- petente aiuta i suoi colleghi, se è spo-
stanno a cuore e sono sicuro che ti gni di strada, fermati a riflettere e non sato, è un buon coniuge, un buon ge-
saranno utili per vivere bene questo lasciare nulla di intentato. In queste nitore, un buon cittadino. Fare il ca-
tuo nuovo percorso. Spero di non es- circostanze troverai il calore degli po è bello perché ti insegna tutte
sere troppo moralista e vecchio bac- amici e della comunità capi e degli queste cose dandoti una carica d’en-
chettone. stessi ragazzi che ti sono stati affidati: tusiasmo in tutto ciò che fai.
Prenditi questo impegno per un cer- loro ti capiscono molto bene e prima Queste riflessioni, forse troppo scon-
to periodo, almeno di tre anni, e fal- ancora di quanto tu possa pensare. tate ma proprio per questo a volte di-
lo con continuità, fedeltà e costanza. Le difficoltà e i dubbi non sono pas- menticate, mi riportano a ricordare i
Ci saranno dei momenti duri, che ti sati, i problemi restano ma la forza e bellissimi tempi quando ero in servi-
faranno pensare che non vale la pena la gioia di quanto pensavi di aver per- zio attivo.
di continuare, che ti senti inadegua- so e che ritrovi, ti5 danno speranza e Momenti di tensione, di scoraggia-
to, che i tuoi impegni ti schiacciano, la gioia di andare oltre per continua- mento, di timori, di scontri con i ge-
che vorresti fare altre cose più “im- re il tuo servizio. Quando la tristezza nitori, di ripensamenti di confronti e
portanti” per te, per il tuo futuro, che e la paura ti minacciano, cerca di cac- dibattiti con la comunità capi, con

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l’assistente. Lunghi colloqui con ra- re e a volte al tuo fianco. metodologica e associativa oltre che
gazzi in crisi, intensi preparativi per le Più un capo ama il proprio servizio e campi di specializzazione, incentivan-
uscite, i campi estivi e invernali, le i ragazzi che accompagna nel loro do anche momenti di approfondi-
route, le imprese, le feste di gruppo, i cammino, più sente forte la presenza menti personali anche al di fuori di
rapporti con la parrocchia.Tanto tem- di Dio che non lascia mai soli e sco- queste aree.
po dedicato al proprio servizio con fa- pre la gioia di essere e crescere in una Solo la gioia, l’interesse e l’impegno
tica e impegno intellettuale e spiritua- comunità. Comunità che anch’essa da parte del capo di cogliere tutto
le oltre che fisico. Ricordo certe stan- ha momenti di stanchezza e di tepo- quanto lo aiuta e coadiuva alla sua
chezze psicologiche e fisiche ancora re, di indifferenza e di tradimenti ma crescita personale, saranno motivo di
con nostalgia e entusiasmo. anche di grandi momenti di entusia- spontanea adesione a tutte queste
Tante cose le farei oggi, molto diver- smo, di vigore e creatività.Tutto que- proposte e iniziative che l’associazio-
samente, ma credo che l’impegno sto ci deve portare a momenti indi- ne mette a disposizione dei capi.
profuso in quei momenti abbia spensabili e insostituibili di verifica e Per ultimo ti vorrei ricordare la ric-
ugualmente dato dei risultati educa- analisi degli obiettivi prefissati, per chezza di quella amicizia duratura e
tivi, che non voglio e posso giudica- non correre il rischio di procedere sincera che ritrovi e consolidi nel tuo
re, ma che valeva comunque la pena senza méte e senza obiettivi. Anche servizio di capo. Sono amicizie che
di investire. questi diventano momenti di crescita durano per la vita e che sono forti e
Per non parlare di quello che riesco- e di comunione d’intenti. genuine. Sono amicizie che, proprio
no a darti i ragazzi con la loro esube- Un altro punto che mi sembra di po- perché vissute nell’impegno di un
ranza e trasgressività che ti spiazza e ter sottolineare è che fare il capo su- servizio faticoso e divertente, condi-
mette in crisi ma che è anche capace scita il desiderio e il bisogno di anda- viso e convissuto, creano legami
di farti riflettere e crescere in un’a- re alla ricerca di fonti di formazione profondi e duraturi.
pertura di ascolto, smussando le tue e di crescita per migliorare la propria Questo è un dono gigantesco di cui
certezze, orientandoti verso il cam- conoscenza e competenza oltre a far dobbiamo ringraziare Dio e anche
biamento. Nessuno può dire quanto scoprire e riflettere sulla propria vo- sentirne la splendida eredità.
siano efficaci, per la propria crescita cazione. Buona strada, con affetto e gratitudine,
educativa, la presenza e la vicinanza L’associazione crea molte di queste
dei “fratelli minori” che camminano occasioni con campi di formazione Gege Ferrario
con te, a volte dietro il tuo procede- per tirocinanti, campi di formazione

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

Non bisogna correre il rischio di ec-


cessivi teoricismi che non aiutano l’i-
ter educativo scout che ha come ca-
ratteristica fondante quella del fare e
dell’agire.
Il cammino formativo deve svolgersi

Il gusto di far bene le cose in modo tale da offrire a ciascun ca-


po l’occasione di scoprire e riflette-
re sulla propria vocazione la capacità
di discernere ciò che è bene che lui
faccia, oltre che come capo anche
In appendice al numero pubblichiamo l’intervento di Marco come uomo/donna, che non smette
Pietripaoli e Saula Sironi che illustra le ragioni ispiratrici mai di cercare, di formarsi, di cresce-
re in conoscenza, competenza ed en-
del nuovo iter di formazione capi tusiasmo.
Questo atteggiamento di formazione
Essere capo scout, essere un educato- Se così fosse, il rischio di essere soffo- continua è da interiorizzare, non fi-
re volontario, è certamente una scelta cati dalla “tecnologia” scout, dalle ne a se stesso, ma come desiderio di
significativa di impegno sociale e `po- mille richieste, esigenze e impegni, fi- operare il cambiamento. Senza il
litico’, ma … o ci si diverte riuscendo nirebbe per schiacciare la passione cambiamento si rischia di aggiornar-
a coglierne la vera ``bellezza’’ e assa- educativa, il gusto di risolvere pro- si al come pensare secondo le cor-
porandone fino in fondo il gusto, o blemi e di vincere scommesse “im- renti di pensiero comune.
ben presto affatica, esaurisce, stanca. possibili”.
Non è proprio facile fare bene il capo Forse oggi per aiutare un capo ad es- La revisione dell’iter
scout oggi: la metodologia è articola- sere più consapevole occorrerebbe di formazione capi
ta, le responsabilità sono diverse, i una formazione dei Capi impregnata Sulla base di queste ultime riflessioni
bambini, i ragazzi, i giovani che ci so- maggiormente di un atteggiamento e dall’analisi dei bisogni espressi dai
no affidati hanno sempre più bisogno umile nei confronti del sapere e del- giovani capi (lettura delle relazioni dei
di “stimoli giusti”, le famiglie sono l’esperienza. CFM) il Consiglio Generale 2007 ha
sempre più esigenti, le diverse realtà “S’impara a fare il capo, facendo il avviato un percorso di revisione della
sociali, ecclesiali ed istituzionali chie- capo”. La metodologia scout è tutta formazione dei capi, che il Consiglio
dono molteplici nostre presenze. basata sulla concretezza e sulla cono- Generale 2008 ha concluso con l’ap-
Il capo, soprattutto il giovane capo, ri- scenza delle tecniche scout che van- provazione dei nuovi “Percorsi For-
mane spesso disorientato e strangola- no fatte vivere nella prassi attivamen- mativi”.
to dall’idea di doverci spendere “trop- te, ed adattate uno ad uno rispetto al- Quattro sono i principi cardine utili
po tempo”. le caratteristiche di ogni ragazzo. per cogliere il senso culturale e strate-

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

gico dei nuovi percorsi formativi: mativo, utilizzando una pluralità di pria identità personale solida, da gio-
• innanzitutto l’idea che non si par- strumenti ed occasioni interne ed care in modo sereno nella relazione
tecipa agli eventi formativi perché esterne all’Associazione che per- educativa. La Comunità Capi deve
servono per avere il “bollino” della mettano una certa flessibilità, in essere adeguatamente sostenuta e
Nomina Capo, ma perché “I bambi- considerazione anche delle diffi- supportata dagli altri livelli associa-
ni, i ragazzi e i giovani hanno il dirit- coltà spaziali e temporali che ogni tivi in questa sua funzione;
to di essere educati da adulti che abbia- capo si trova ad affrontare; si è reso 2. la Zona offre ai soci adulti occasioni
no compiuto scelte solide ed acquisito comunque necessario, pur in que- di confronto, sperimentazione ed ap-
adeguate competenze” 1. Ci si forma st’ottica di personalizzazione deter- profondimento e diviene pertanto il
perché il gioco dell’educazione ne- minare in modo preciso quali siano luogo privilegiato di promozione di
cessita di persone preparate e non i momenti indispensabili per la for- eventi formativi sul piano motiva-
improvvisate; mazione del capo (tirocinio, CFT, zionale, metodologico e di vita asso-
• in secondo luogo la formazione CFM, CFA), al fine di garantire la ciativa. Inoltre la Zona assume un
non è uno specifico solo del giova- qualità della proposta educativa e di ruolo primario in questi ambiti nel-
ne capo ma “l’Associazione propone consentire l’autorizzazione dell’u- l’accompagnamento e nel sostegno
al socio adulto dal momento del suo in- nità; delle Comunità Capi;
gresso in Comunità Capi e per tutto il • infine l’ultimo principio cardine 3. la Regione promuove la formazione
tempo in cui svolgerà il servizio, di di- evidenzia che tali percorsi formati- metodologica finalizzata all’acquisi-
ventare artefice e protagonista del pro- vi non avvengono in solitudine ma zione ed all’approfondimento dei te-
prio percorso formativo secondo uno sti- attraverso l’accompagnamento del- mi pedagogico metodologici ed opera
le di progettazione di sé e del proprio la Comunità Capi ed il sostegno una prima sintesi degli elementi
cammino di crescita.Tale presupposto è delle strutture associative. In parti- emergenti;
condizione necessaria per lo svolgimen- colare “la cultura della formazione ha 4. il livello nazionale promuove la for-
to del proprio servizio a qualunque li- bisogno di essere sostenuta e valorizza- mazione associativa ed opera la sin-
vello” 2. È l’idea che la formazione ta nei luoghi dove avviene la formazio- tesi e la rielaborazione degli elemen-
deve divenire permanente, quindi ne stessa e dove si sviluppano, pur se ti emersi perifericamente;
deve essere un atteggiamento che non in modo esclusivo, le seguenti mo- 5. gli ambiti formativi esterni all’Asso-
accompagna il capo per tutta la sua dalità formative: ciazione possono divenire per i soci
vita associativa; 1. il Gruppo attraverso lo staff di Unità adulti occasione di acquisizione di
• il terzo concetto riguarda il fatto e la Comunità Capi, favorisce, col competenze e luoghi di confronto con
che non vi è più un Iter di Forma- trapasso nozioni, l’acquisizione degli altre realtà” 3.
zione, predefinito e sostanzialmen- elementi fondamentali della pedago-
te standardizzato, ma la proposta gia e del metodo scout; inoltre la Co- La nuova scommessa sta nella progres-
che ciascun socio adulto predispo- munità Capi, nell’attuazione del siva scoperta del gusto di far bene le
ne, a partire dal proprio Progetto percorso formativo, aiuta e stimola il cose, irrobustita da occasioni formati-
del Capo, il proprio Percorso For- socio adulto nella ricerca di una pro- ve proposte dall’associazione (dalla

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

Comunità Capi, alla Zona, ecc) e via


quelli che… gli aiuti non richiedono, si accettano:
decide il capo clan
via sempre più scelte dal capo, consa-
pevole che la formazione non è un

quelli che… fare l’animatore è un servizio delicato


dovere ma una vitale opportunità per
divertirsi ancor di più e meglio con i

ma fondamentale
propri ragazzi.

quelli che… oramai non bastano più le sedie per tutti,


La cultura della formazione ci potrà
aiutare ad ampliare il numero di anni

la comunità capi è davvero diventata


di disponibilità al servizio in associa-
zione, ad incentivare lo sviluppo asso-

troppo grande
ciativo e quindi ad offrire questa me-
ravigliosa opportunità di crescita ad un

quelli che… danno la loro disponibilità solo per un anno


maggior numero di ragazzi?

quelli che… non vogliono che le nostre tensioni ricadano


Marco Pietripaoli

sulla pelle dei ragazzi


(responsabile regionale Agesci Lombardia)
Saula Sironi

quelli che… senza un progetto educativo non si va


da nessuna parte
quelli che… sono capi a disposizione
quelli che… hanno chiesto un anno sabbatico
quelli che… arriva ottobre è c’è ancora un buco nei reparti
quelli che… non possono fare il capo se non hanno
fatto il CFA
quelli che… la comunità capi deve essere una
1
Art. 40 Regolamento Organizzazione -

comunità educante
Finalità della formazione dei soci adulti
2
Art. 41 Regolamento Organizzazione -
I percorsi formativi
3
Art. 44 Regolamento Organizzazione -
I luoghi della formazione

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L E E S P E R I E N Z E E I P R O B L E M I

quelli che… sarebbe meglio che la comunità capi fosse composta solo da giovani
quelli che… vanno in zona e non fanno servizio in unità

quelli che… siamo noi

a cura di Piero Gavinelli e Maurizio Crippa

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copertina 03-2008 29-07-2008 12:45 Pagina 4**luigi**Riviste:2008 03 Servire:

CARTOLINA DI SOTTOSCRIZIONE
P E R L’ A B B O N A M E N T O 2 0 0 8
Mi abbono per il 2008 ai quaderni di SCOUT R-S Servire

Nome ...................................... Cognome ........................................................

Indirizzo ...........................................................................................................

CAP ...................... Città .......................................................... Prov .............

ho versato l’importo di ¤ sul ccp. 54849005 intestato a Agesci, piazza Pasquale Paoli 18, 00186 Roma, indicando la causale

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don Giuseppe Grampa, Franco La Ferla, Davide Magatti, Sito web: www.rs-servire.org
e Vittorio Ghetti Agostino Migone, Gian Maria Zanoni.
copertina 03-2008 29-07-2008 12:45 Pagina 1**luigi**Riviste:2008 03 Servire:

Questa è l’ultima lettera che Luigi Buizza, capo di Lecco, ha scritto il 26 settembre 1970, a 31
anni, prima di cedere definitivamente al tumore che aveva iniziato a manifestarsi dieci anni
prima. I suoi amici l’hanno ricordato raccogliendo in un volume le sue lettere,
con le testimonianze commosse di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
Queste parole potrebbero essere indirizzate a ciascuno di voi,
che si è assunto l’onore di essere capo.

Carissimo, Tu stesso porti oramai dentro, per te e per gli altri, il


se il Signore Iddio ha ascoltato la preghiera di uno segno e l’opera di chi per te ha vissuto, lavorato,
dei suoi figli che gli offriva la propria vita e adagio sofferto, amato.
adagio questa vita se la prende (giornate come quella La dotazione dei tuoi talenti va crescendo: sii
di oggi è come se non ci fossero nel mio calendario), consapevole del loro peso e del loro valore: siine un
lodato sia il Signore! saggio, prudente, generoso amministratore.
Se di questa vita mi rimane qualcosa oltre a quanto C’è già qualcuno che ringrazia “quotidie” il Signore
richiedono le necessità di sopravvivenza, è ancora per averti incontrato sulla propria strada. Se sarai un
tutto per te e per quello che tu ami. buon Capo, saranno in molti a farlo.
Se questo tutto mio sarà poco, ti prego, non Vorrei dirti di più e meglio: le cose ci sono, dentro,
disprezzarlo, tu che hai accettato sorridendo che un e le sento, ma il Dolviran addormenta nervi,
uomo ti lavasse i piedi. cervello e muscoli.
Ora sei Capo, Capo di uomini, puoi lasciare il tuo Devo arrivare a venerdì: poi saprò qualcosa del mio
segno nella vita dei tuoi ragazzi e la Vita perpetuerà immediato futuro: spero di essere, per allora, capace
nelle loro generazioni il frutto del tuo lavoro, nel di affrontarlo con gioia, quale esso sia.
bene e nel male. […]

I.R.