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Aldo Cernezzi

Volo a Vela
N° 322 1
In questo numero: SETTEMBRE/OTTOBRE 2010 - n. 322

News 4

Il teorema di Bernoulli 9
Fondata da Plinio Rovesti nel 1946
La rivista del volo a vela italiano,
edita a cura del Centro Studi del
DG-1001 una famiglia di alianti 14
Volo a Vela Alpino con la colla-
borazione di tutti i volovelisti. DG-1001 per i Club 15
DG-1001M 20
metri e decollo autonomo 22

Moswey II - realizzato in scala 1:3 32

Geo Chávez - 100 anni


Direttore responsabile: dalla trasvolata delle Alpi 36
Aldo Cernezzi
Segreteria:
Bruno Biasci Fly Donna 2010 - il raduno dedicato
Archivio storico:
Umberto Bertoli, Lino Del Pio, a tutte le signore del volo 40
Nino Castelnovo
Prevenzione e sicurezza:
Marco Nicolini
Epigrafi 49
FAI & IGC:
Marina Vigorito Galetto
Vintage Club:
Masera 2010 50 Contro
lla
Vincenzo Pedrielli LA SCAsull’etichetta
Piccoli annunci 53 DE
abbon NZA
Corrispondenti:
Celestino Girardi
del tuo
Paolo Maticocchio am ento
Aimar Mattanò L E TA R I F F E P E R I L 2 0 1 0
Sergio Colacevich
Giancarlo Bresciani DALL’ITALIA
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Il DG-1001 • Abbonamento annuale promozionale, “PRIMA VOLTA” 6 numeri della rivista E 25,00
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Volo a Vela Alpino - Lungolago Calcinate del Pesce (VA) - 21100 Varese.

Volo a Vela
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NEWS

Nuovo Presidente FAI Piccard e l’Arcus E


John Grubbström è stato eletto Presidente della Fede- Bertrand Piccard, il pilota, scienziato ed avventuriero
razione Aeronautica Internazionale nel corso dell’assem- della famosissima famiglia svizzera di aviatori, ha vola-
blea generale svoltasi a Dublino dal 5 al 10 ottobre 2010. to sul nuovo aliante biposto Arcus E dotato di motore
Succede a Pierre Portmann, ora nominato presidente elettrico, insieme al presidente del consorzio Windreich
onorario. Grubbström, svedese, è un medico nato nel (dedicato all’energia eolica) Willi Balz. I due piloti hanno
1948. Ha coperto varie cariche nella FAI e in molte orga- compiuto il decollo dalla pista di Hahnweide, ma sono at-
nizzazioni aeronautiche, tra l’altro come presidente della terrati sull’aeroporto internazionale di Stoccarda per un
Federazione aeronautica svedese. È titolare della licen- evento mediatico a cui è stata data una buona risonanza.
za di pilota di pallone aerostatico ad aria calda dal 1974
con il quale ha preso parte a molte competizioni tra cui i
WAG 2009 di Torino.
Nello stesso tempo è stato eletto anche il nuovo Consi-
glio Direttivo, in cui entrano per la prima volta i nuovi
consiglieri Otto Lagarhus (pilota di linea norvegese e
presidente della Federazione nazionale) e Beat Neuen-
schwander (pilota militare e presidente dell’AeC nazio-
nale svizzero).
Gli altri consiglieri, confermati nell’incarico, sono:
Alvaro de Orleans Borbon (primo vicepresidente)
Robert E. Clipsham (Tesoriere)
Bob Henderson
Jonghoon Lee
Stéphane Desprez (Segretario)
L’Arcus E sponsorizzato dalla Windreich è il primo esem-
plare dotato dello stesso motore elettrico già utilizzato
Campionato di acrobazia in aliante
sull’Antares. Le sue batterie al litio vengono ricaricate
Come ogni anno, si è svolto all’aeroporto di Tassignano grazie a un generatore eolico installato sul tetto dell’han-
il campionato italiano di acrobazia in aliante, 15esima gar, facendo di questo il primo aliante che vola senza al-
edizione, gara inserita nella Festa dell’Aria col patroci- cuna produzione, nemmeno indiretta, di CO2.
nio del Comune di Capannori e dell’Aeroclub d’Italia. Il www.windreich.ag
supporto organizzativo è stato fornito dall’Aeroclub Vo-
lovelistico Toscano sede della scuola di volo in aliante. Per l’Enac il Gex non è strategico
La classifica finale vede al primo posto Pietro Filippini,
già medaglia d’oro ai World Air Games 2009 di Torino; 2º L’aeroporto Corrado Gex di Aosta non è considerato
classificato Roberto Burchi, già sul podio nel 2005 e for
for- strategico dal punto di vista dello sviluppo della rete
matosi proprio alla scuola di volo di Tassignano. Terzo aeroportuale italiana. È quanto emerge da un rapporto
Stefano Zuccarini. La gara si è basata su due prove: un dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile. Il do-
programma di “imposto conosciuto” dove le evoluzioni cumento è stato inviato al ministro dei Trasporti, Altero
sono uguali per tutti Matteoli, e indica 14 scali nazionali principali, altri 10 de-
i piloti e una prova finiti “primari ma non strategici” perché limitati nel baci-
di “libero artistico” no di utenza e nello sviluppo delle infrastrutture e infine
presentata da ogni 24, definiti “complementari”, limitati alla soddisfazione
singolo concorren- di esigenze locali particolari e circoscritte. Tra questi ul-
te con un suppor
suppor- timi è compreso l’aeroporto valdostano.
to musicale e scie “La notizia – ha detto il presidente della Regione, Augu-
fumogene sulle ali sto Rollandin – può sembrare una novità, ma in realtà
degli alianti per non lo è. Il rapporto dell’Enac si limita a fotografare una
creare un effetto situazione che da sempre è questa. Il Corrado Gex – con-
coreografico che si tinua Augusto Rollandin – fin dalla sua nascita si è carat-
è rivelato davvero terizzato come aeroporto di prossimità e non rientra nei
molto spettacolare. piani delle grandi linee e dei principali vettori.

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Elementi già noti e che non rappresentano un problema. dotti locali, ecc… Questo senza che vi fosse un concreto
L’aerostazione valdostana è stata concepita e sviluppa- incentivo, nessuna pianificazione: solo “porte aperte in
ta soprattutto in funzione del turismo e per garantire un aeroporto”. Ora, da 1.600 che erano, sono diventate 50.
collegamento con Roma. Gli investimenti che sono stati Un bell’affare davvero.
fatti sulla struttura e sul suo ampliamento sono mirati e A breve ad Aosta, dove l’attività sta riprendendo grazie
rispondono a questo tipo di esigenze”. all’entusiasmo dei piloti locali che non mollano, ci sa-
Non tocca il Gex nemmeno l’ipotesi, presentata nel rap- ranno 6 allievi di volo a motore da abilitare al volo in
porto Enac, di un “federalismo aeroportuale” nel quale gli montagna, storico punto forte dell’Aeroclub le cui basi
scali minori non siano più a carico dello Stato ma rientri- furono fondate da Corrado Gex; per fare ciò – aereo a
no nella sfera di competenza (e di finanziamento) degli parte – serve un altiporto come quello di Chamois (at-
enti locali. L’impianto di St. Christophe è già a carico della tualmente non disponibile). Si brevetteranno ad Aosta
Regione e, come ricorda Rollandin, “non sono mai stati o – come già si sta prospettando – li inviteremo dai
ricevuti finanziamenti che non fossero di provenienza re- nostri vicini d’oltralpe?
gionale”. Che spazio avranno i 16 neobrevettati piloti di volo a
vela del 2010? Fuggiranno da Aosta?
Le politiche del turismo vanno sviluppate con coeren-
Aeroporto sostenibile
za, a dispetto dei soldi investiti nella nuova aerosta-
Se da un lato l’amministrazione locale difende lo scalo zione (in costruzione), nell’illuminazione pista, nel-
di Aosta e gli sproporzionati investimenti che su di esso la radioassistenza, nell’allungamento pista. Dopo un
continuano ad essere fatti, un sito internet presenta da anno, tutto ciò non è concretamente stato utilizzato da
anni l’unica alternativa razionale per l’utilizzo del Cor
Cor- nessuno, non comportando vantaggi rispetto allo stato
rado Gex: svilupparne la vocazione turistica e sportiva. precedente ai costosi lavori. Dov’è la logica degli inve-
Pubblico qui un estratto dell’ultimo commento apparso stimenti?
sul sito. E intanto il turismo se ne vola altrove.

Poco tempo fa è passato da Aosta un pilota tedesco che – Mancati incidenti


diciamo – muove le sorti degli stages primaverili. Era
Si moltiplicano, soprattutto in Germania, le segnalazio-
venuto a vedere la situazione del volo a vela in Valle
ni di conflitti tra alianti ed aerei di linea della Ryan Air.
d’Aosta per capire se poteva consigliare ai piloti della
Questa compagnia, più di molte altre, sta probabilmente
propria nazion, un soggiorno in Italia, piuttosto che
usando una politica di pressione per guadagnare volumi
nella vicina Francia.
di spazio esclusivamente dedicato al traffico commercommer-
Il suo commento di fronte alla recinzione aeroportuale
ciale, al fine di ridurre i propri tempi di volo e aumen-
è stato “ma avete riaperto Auschwitz?”
tare i profitti. Lascio ai lettori di valutare le notizie che,
Consiglierà Aosta ai suoi amici, o invece uno qualun-
da altre fonti, si susseguono circa i finanziamenti che la
que degli aeroporti francesi aperti al volo a vela, dove
stessa compagnia riceve dai gestori degli aeroporti lo-
non vigono barriere d’ingresso, controlli doganali,
cali, in concorrenza l’uno contro l’altro per acquisire un
dove le mogli, con i figli, possono accedere al campo di
volume di passeggeri tale da giustificare gli investimenti
volo godendosi un po’ di sole su di una sedia a sdraio
e la sopravvivenza dello scalo. Lo scorso anno, sono stati
montata a fianco dell’aliante del marito, dove maga-
ben 22 i rapporti di Airprox segnalati da Ryan Air presso
ri c’è un concreto servizio turistico costruito attorno
l’aeroporto di Weeze, dei quali solo uno (!) è stato confer
confer-
all’attività di volo?
mato dall’ente di controllo del traffico.
Nel 1995 gli stagisti stranieri all’Aeroclub Valle d’Aosta
Un evento in particolare ha avuto risonanza nelle crona-
erano circa 400, mediamente famiglie con marito, mo-
che tedesche: due alianti sono stati notati, in spazio di
glie, due figli, cane; l’ultimo stage ha invece raggiunto
classe E circostante all’aeroporto di Hahn (che Ryan usa
– con sforzi enormi – solo 50 piloti (senza famiglia,
come scalo per Francoforte), ad una quota di soli 70-100
in quanto non potevano accedere al campo di volo ben
metri superiore a quella dell’aereo di linea.
recintato e protetto).
http://avherald.com/h?article=4320f1c2
400 x 4 = 1.600 persone, mediamente benestanti,
nell’arco di 4 mesi e con una permanenza media di Va smentita la notizia apparsa nei comunicati dell’azien-
10/14 giorni, a cui dar da mangiare, da dormire, da da, che gli alianti fossero privi del “transponder obbliga-
volare; 1.600 turisti che visitavano la Valle d’Aosta, che torio”. Nello spazio in questione, non esiste obbligo per
occupavano hotel, ristoranti, bar, che generavano pas- gli alianti, che devono però essere in contatto con l’ente
saggi ai trafori, compravano nei nostri negozi i pro- di controllo.

Volo a Vela
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NEWS

Dai forum ho appreso che sopravvive soltanto una sotti- Il mondo in overdose di aeroporti si prepara - causa
le fascia di spazio E tra il CTR di Hahn (classe D), il CTR austerity dei conti - a lanciare la crociata contro gli
di Francoforte-Main (classe C) e due più grandi spazi di scali fantasma. Nel mirino, le decine di terminal for for-
classe D verso Colonia. Centinaia di alianti volano nel mato bonsai spuntati come funghi nell’era della dere-
piccolo volume rimasto, sfruttando anche il costone di gulation selvaggia dei cieli, ridotti oggi a piccole cat-
Hunsrück per moltissimi voli di distanza. Le negoziazio- tedrali nel deserto. Con pochi passeggeri, tanti debiti e
ni con l’ente di controllo del traffico aereo hanno porta- conti puntellati ogni anno da generosi aiuti pubblici.
to all’istituzione di molti “settori aliante” all’interno del A guidare la guerra contro gli sprechi in pista sono sta-
CTR di Hahn, che vengono aperti dal FIS su richiesta ti finora Italia, Stati Uniti e Spagna. Con Washington
radio, quando ciò non risulti impossibile per motivi di - alle prese con un deficit pubblico da brividi - a fare da
traffico. apripista a tutti.
In conclusione, tutti i volovelisti devono essere ben in-
Il Tesoro Usa già da qualche mese si è messo a spulcia-
formati, rispettare le regole ed eseguire le necessarie
re i dati sulle uscite per vedere dove poteva risparmia-
chiamate radio, per disarmare le compagnie aeree di
re qualche dollaro. E alla voce airports, a fianco delle
ogni pretesto.
somme stanziate per strutture colossali come il Jfk a
New York o l’Hartsfield Jackson di Atlanta (90 milioni
Sul tetto di passeggeri nel 2009), ha trovato 1,2 miliardi l’anno
Nella Repubblica Ceca, un pilota di settantuno anni ha spesi per tenere in vita 2.834 piste dove in 12 mesi
portato il suo aliante ad impattare col tetto di una casa, non era atterrato nemmeno un volo di linea. Finan-
alle 8,30 del mattino di una domenica autunnale, mentre ziamenti destinati ora ad andare incontro a una bella
gli occupanti erano alle prese con la colazione. sforbiciata.

Didascalia

Il pilota è uscito dall’abitacolo visibilmente scosso, ma


del tutto illeso.

Il Sole 24 ore e gli aeroporti


Pubblico un estratto parziale da un interessante articolo
apparso su Il Sole 24 ore circa la sostenibilità di molti
aeroporti italiani. Tra quelli indicati come privi di un po-
tenziale di traffico tale da giustificarne la sopravvivenza,
per noi volovelisti spiccano quelli di Perugia e Forlì. La
cartina riporta una sintesi dell’analisi firmata da tre mag-
giori agenzie: il simbolo dell’aeroplano indica, se bianco,
gli aeroporti strategici; in grigio quelli primari, e in nero
quelli secondari che spesso non hanno potenzialità di
sviluppo. Un’opportunità, forse, per riconquistare spazio
aereo preziosissimo.

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Spagna e Italia, dove i conti dello Stato non sono messi ai low-cost). Ma non contente di questo affollamento
poi tanto meglio, si sono avviate sulla stessa strada. Il aeroportuale le autorità locali stanno cercando di far
governo Zapatero sta valutando come riorganizzare i risorgere dal nulla pure Siena.
suoi scali dopo che i mille campanilismi iberici (tutto
il Mediterraneo è paese) hanno generato - sotto la pode- Sopra il Po, con un pizzico di dirigismo, si sta cercan-
rosa spinta del boom delle low-cost - una vera e propria do di mettere un po’ d’ordine sull’asse Torino-Venezia
ammucchiata aeronautica: cinquanta nuovi aeroporti dove ogni 50 chilometri c’è una pista d’atterraggio.
nati nel giro di pochi anni, dissanguando in molti casi Troppe, come ovvio. E i risultati a volte sono sconta-
le casse degli enti locali. Morale: oggi molte di queste ti: a Brescia Montichiari, stretta tra la concorrenza
realtà sono coperte di debiti. Mentre altre dopo qual- di Bergamo a ovest e di Verona a est è decollato pochi
che mese di gloria sulle ali delle bizzarre rotte partorite giorni fa l’ultimo volo di linea in tabellone. Ieri il sito
dalla fantasia dei vettori a basso costo - Vueling è arri- della società di gestione, alla voce arrivi e partenze, era
vata a collegare Lleida e Barcellona, città lontane appe- mestamente vuoto e durante la settimana ospita ormai
na 135 km! - si ritrovano oggi con un pugno di mosche solo qualche volo charter. Tanto che la società di gestio-
(e di passeggeri) in mano. Tradite dall’ex aerolinea di ne ha deciso di tappare i buchi del traffico passeggeri
riferimento, fallita o emigrata altrove, e con due o tre puntando tutto sul servizio cargo.
miseri voli al giorno sul tabellone della partenze. La focalizzazione su business precisi, dicono gli esper
esper-
La guerra agli scali fantasma rischia però di fare il ti, è l’unica strada per evitare il crac. La Lombardia -
botto proprio nel Belpaese. Sul tavolo del governo c’è un con la Sea in cabina di regia - vuole fare di Bergamo la
documento che scotta: il piano per la riorganizzazione capitale dei low-cost, di Malpensa l’hub intercontinen-
del sistema aereo nazionale messo a punta da Nomi- tale, di Linate il city airport per i voli a breve raggio e
sma, One Works e Kpmg. Più di un centinaio di pagi- di Brescia, appunto, lo snodo per le merci.
nette di numeri, tabelle, analisi e cifre che arrivano a
una conclusione drastica: in Italia ci sono 24 aeroporti A 87 anni pilota di ultraleggero
di troppo. Foggia, Parma, Rimini, Forlì, Brescia, Cu-
neo, Perugia, Bolzano e tanti altri. Dopo trenta ore di pratica e altrettante di teoria, ha so-
Strutture senza passeggeri - a Siena ne passano sì e stenuto l’esame di pilota di ultraleggeri. È l’impresa che
no un migliaio l’anno - o con forti limiti di crescita ha sostenuto a 87 anni Franco Bolzoni, di Castelverde
strutturali come Ciampino cui lo Stato dovrebbe, sug- (Cremona). Bolzoni aveva condotto a lungo alianti, ma a
gerisce il piano, sospendere gli aiuti pubblici (2-3 mi- 70 anni, per questioni di salute, aveva dovuto rinunciare.
lioni l’anno l’uno solo per il servizio assistenza volo e Adesso torna a volare. ‘’Mi sostiene la passione’’ ha det-
i pompieri) condannandoli con ogni probabilità a una to, subito dopo avere conseguito il brevetto. Ha superato
lenta eutanasia. l’esame a Montalto Dora, in Piemonte. ‘’Questo brevetto
Strutture come queste - dicono gli esperti - hanno biso- è la risposta migliore a chi vuole limitare la mobilità degli
gno di un traffico minimo di 500mila persone l’anno anziani, un tema caldo di questi giorni. È superfluo dire
per sperare di arrivare all’equilibrio economico. E nel che sono contrario alla sospensione della patente di gui-
2009 in Italia sopra questa soglia di sopravvivenza ce da oltre una certa età” dichiara Bolzoni.
n’erano solo 25 su 100. ‘’La passione per il volo è il segreto di tutto. Mi sostiene
da sempre - dice -. Il primo volo a vela l’ho fatto nel 1939,
Chiudere i mini-aeroporti, nel paese dei localismi, non
a Pavullo nel Frignano (Modena). Avevo sedici anni. Poi
sarà naturalmente una passeggiata. A Roma, per dire,
ho accumulato oltre tremila ore di volo, sempre con
mentre con la mano destra si pensa a dove e come ta-
gliare, con la sinistra si lavora per varare un nuovo alianti o moto alianti. Il primo volo a motore sul finire
scalo (su cui lo studio One Works è molto perplesso) degli anni Trenta, a bordo di un Piper, quando un amico
a Viterbo. In Sicilia Stato e Regione litigano per chi mi ha portato a Ghedi’’. Dopo lo scoppio della seconda
dovrà aprire il portafoglio per Comiso, struttura che guerra mondiale, Bolzoni, compiuti diciotto anni, entra
ha già divorato 53 milioni di euro di soldi pubblici, in aviazione come volontario.
pronta da due anni ma ancora congelata. E destinata Solo per un caso non ha fatto parte del drappello di
a questo punto a nascere già vecchia. In Toscana è der
der- ‘aliantisti d’assalto’, tutti deceduti, che hanno dato vita
by fratricida - come tradizione regionale - tra Firenze alla missione (non riuscita) per la conquista di Malta.
(rimasta un po’ al palo, 1,3 milioni di transiti da gen- Prima di andare in pensione ha condotto un’azienda me-
naio a fine settembre) e Pisa (già a 3,2 milioni grazie talmeccanica nel Comune dove vive.

Volo a Vela
N° 322 7
NEWS

Sulle Ande senza ELT una valorizzazione della struttura reatina e di avviare
un confronto con gli enti locali, Provincia e Comune,
Un pilota cileno ha vissuto un’avventura, a lieto fine, che per la sua gestione. Proprio su questo punto, più volte
ha visto impegnate per due giorni le squadre di recupe- annunciato in passato soprattutto da Palazzo Dosi, po-
ro, mentre la preoccupazione cresceva per la sorte del trebbero esserci novità a breve, visto che Vergara avreb-
disperso. Dopo un atterraggio d’emergenza in una zona be annunciato la volontà di organizzare a breve un
scoscesa e impervia, probabilmente a seguito del manca- incontro con gli enti locali reatini. Arriveranno quin-
to avviamento del motore del suo Discus bT, trovandosi di investimenti dell’Enac al Ciuffelli così come, per la
verità, era già stato annunciato dal portavoce del Pdl,
Moreno Imperatori, qualche settimana fa. Imperatori
aveva annunciato che “entro il 15 novembre, previo
interessamento del Senatore Angelo Cicolani”, l’Enac
avrebbe affidato l’incarico per la progettazione e la di-
rezione dei lavori, per la realizzazione di infrastrut-
ture ad uso dell’aviazione generale, presso l’aeroporto
reatino Ciuffelli. Imperatori in quell’occasione annun-
ciò inoltre che il valore complessivo dell’opera sarebbe
stato pari ad un milione di euro.

App per iPhone


fuori da ogni possibilità di contatto radio o telefonico, Sul telefono iPhone si possono installare una miriade
questo dentista di 46 anni, con famiglia di tre figli, ha la- di applicazioni, gratuite e non. Potremo fare a meno
sciato nel relitto un biglietto (“sto bene, m’incammino dell’applica-
verso valle”) e per 48 ore ha camminato per 15 km nella zione X-Plane
natura selvaggia, sopravvivendo grazie alla propria forza Glider? Si tro-
d’animo, al poco cibo che aveva con sé, a un po’ di pane va su Apple-
e cipolle offertogli da alcune persone incontrate lungo il Store, deriva-
percorso. Non aveva a bordo, né con sé, alcuno strumen- ta dalla serie
to d’emergenza del tipo ELT, PLB o Spot. di simulatori
per computer
Ancora progetti per l’aeroporto di Rieti X-Plane.
Gli accelero-
A firma di Marco Fuggetta è apparso su un sito d’infor
d’infor-
metri del telefono fanno diventare istintivo e realistico
mazione locale un articolo che descrive il summit tra
l’uso di questo programma che, nella versione per com-
l’assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Rieti e
puter con tastiera e mouse o joystick certamente non ha
i vertici Enac per rilanciare l’aeroporto di Rieti. Sono
la stessa resa. Costa 7,99 Euro ma consuma in fretta la
previsti investimenti e nuovi hangar, puntando anche sul
batteria.
volo a vela.
http://www.x-plane.com/pg_X-Plane_Glider.html
Questa volta a muoversi saranno soldi e progetti e,
forse, potrebbe essere l’occasione giusta per tornare a 1000 km a 18 anni
parlare del rilancio della struttura. L’assessore ai La-
vori pubblici della Provincia di Rieti, Antonio Ventu- La famiglia neozelandese McCaw ha già raccolto onori in
ra, ha incontrato il direttore Infrastrutture e Aeroporti molti sport. Il giovanissimo Alex McCaw, a soli diciotto
dell’Enac, Roberto Vergari. Insieme Ventura e Verga- anni, ha compiuto su LS-4 un volo di 1.000 km con decol-
ri hanno effettuato un sopralluogo presso l’aeroporto lo da Omarama. L’atterraggio è avvenuto sull’aeroporto
Ciuffelli per verificare lo stato dell’infrastruttura. Il di- di Pukaki, per il sopravvenire del buio, dopo il corretto
rettore dell’Enac ha quindi informato la Provincia che aggiramento dei “piloni” di Waikaiwa – Mt. Chudley -
saranno sostituiti alcuni hangar, altri nuovi saranno Waikaiwa – Glentanner. Il file è visibile sull’OLC all’indi-
realizzati e inoltre saranno effettuati interventi sulla rizzo http://is.gd/j1ljp
viabilità e sulla pista. Il dirigente Enac ha ribadito È molto probabile che si tratti del più giovane pilota che
anche il fatto che il Ciuffelli è un luogo di interesse abbia mai conseguito il Diploma FAI per i 1.000 km.
nazionale soprattutto per la sua spiccata peculiarità Una radio locale gli ha dedicato un’intervista, il cui
per il volo a vela. Ha inoltre sottolineato la necessità di podcast è scaricabile qui http://is.gd/iOHQW

8 Volo a Vela
N° 322
Giuseppe Baudino

Il teorema
di Bernoulli

Rappresentazione tratta
da Wikipedia del Teore-
ma: a maggiore velocità
di un fluido, corrisponde Sono varie e numerose le teorie elaborate al fine di rendere comprensibile, mi-
una minore pressione surabile e spiegabile il fenomeno della portanza. L’amico Baudino oggi disserta
sul teorema che lega la pressione alla velocità (e che permette di calcolare con
sufficiente precisione il comportamento di un profilo), ma altri citano l’effetto
Coanda per la deviazione del flusso, oppure si preferisce un approccio matema-
tico più sofisticato e meno intuitivo. In qualunque modo la si voglia vedere, la
portanza è un effetto di reazione “uguale ed opposta” alla deflessione di una
massa d’aria.
Aldo Cernezzi

Q
ualche annetto fa mi trovavo letto di acqua largo una spanna e profon-
in vacanza in Piemonte, in una do altrettanto, probabilmente un antico
suggestiva località dell’alta Val canale d’irrigazione.
Pellice. La mia bambina, che aveva allora Un giorno, avendo adocchiato il rivoletto,
circa quattro anni, si divertiva a giocare la piccola mi chiese di fabbricarle delle
con i suoi trabiccoli in una vasta prate- barchette di carta col giornale che stavo
ria, di fronte alla casetta, proprio al di là leggendo seduto sulla mia seggiolina. Non
della strada. avrei mai immaginato che questo gioco
Al centro di questa prateria vi era un rivo- potesse rivelarsi così entusiasmante.

Volo a Vela
N° 322 9
Man mano che il mio cantiere varava enorme palla d’acqua, mentre noi
la flotta, la bambina prendeva una ad non saremmo qui ad ascoltare que-
una le barchette e le posava delica
delica- ste storie. L’aver invece insegnato
tamente sulla superficie dell’acqua, all’acqua a farsi furba e aumentare la
divertendosi un mondo ad osservare propria velocità in presenza di un in-
la fila delle traballanti creature av av- toppo, ha evitato questo cataclisma.
viarsi verso il precipizio, laggiù tra Certo gli allagamenti non mancano,
gli alberi del bosco. Ad un tratto, con ma sono dovuti ad un aumento mas-
un grido di gioia, la piccola smise di siccio e improvviso della quantità
posare le barchette nel ruscelletto d’acqua che i fiumi non riescono a
e corse a circa metà del percorso, smaltire; si tratta in questo caso di
chiamandomi a gran voce perché portata e non di velocità. Non v’è
anch’io potessi assistere al miracolo. dubbio che il Padreterno doveva co-
In quel punto un grosso sasso ostru- noscere molto bene il T.d.B. quando
iva in parte il piccolo corso d’acqua, creò il mondo. Ancora: se noi pizzi-
e proprio lì le barchette schizzavano chiamo un po’ la canna con la quale
via veloci; superato l’ostacolo ripren- stiamo annaffiando il giardino, il get-
devano il loro lento cammino, come to si assottiglierà e andrà a finire più
se un abile marinaio le guidasse con lontano, anche se la quantità di ac-
mano invisibile. Confesso che rimasi qua che scorre nel tubo rimane sem-
allibito nel vedere, lì all’istante, la di- pre la stessa. Altro esempio: in certi
mostrazione urbi et orbi del Teorema film del Far West abbiamo visto mol-
di Bernoulli. Madre Natura, somma te volte le canoe degli indiani navi-
maestra, ci insegna un sacco di cose gare per chilometri sul largo e pigro
L’effetto Coanda nel quotidiano: un
parlando per immagini in una manie- fiume. Ad un tratto ecco che l’acqua
profilo curvo deflette lo scorrimen-
ra talmente chiara da essere addi- incomincia a ribollire, il rumoreggia
rumoreggia- to di un fluido
rittura sconcertante. Ma vediamo di re dei flutti si fa assordante, mentre
cosa si tratta. tutta la scena è dominata dalle grida di loro: se uno aumenta l’altra dimi-
di terrore dei malcapitati: le rapide! nuisce. Come il sasso nel ruscelletto
Cos’è mai successo? Anche in que- è un ostacolo al flusso dell’acqua, e
Pressione più velocità, sto caso l’acqua deve superare una la costringe ad aumentare la sua ve-
uguale costante forte strozzatura, non in larghezza, locità, anche i profili alari sono un
ma in altezza, poiché il letto del fiu- intoppo allo scorrere dell’aria che
Quando un ostacolo qualsiasi ridu- me ora non è più tanto profondo e lo viene perciò costretta a compor
compor-
ce l’ampiezza di un corso d’acqua, la spazio a disposizione della corrente tarsi come l’acqua. In tal modo sul
portata di questo non varia affatto, è diminuito di molto. Allora l’acqua, dorso dell’ala la velocità dell’aria
poiché è stato insegnato al prezioso intelligentemente, si mette a correre aumenta, mentre al di sotto diminu-
liquido a correre più velocemente più in fretta. Queste sono tutte appli- isce, col risultato che sopra si deter
deter-
dove c’è l’intoppo, in modo da non cazioni naturali del T.d.B.. Quando mina una depressione che “aspira”
creare problemi al flusso del fluido l’acqua viene costretta a correre più letteralmente l’ala e mantiene in si-
che continua a sopraggiungere. Pen- in fretta, cioè ad acquistare maggiore curezza l’aereo che vola. Questa te-
sandoci bene si viene a scoprire che potenza, lo può fare soltanto sacrifi- oria della portanza, figlia del T.d.B.,
questo è in realtà un vecchio trucco cando l’altra parte della sua energia, venne enunciata nel 1902 da Kutta e
della natura per evitare un disastro. la pressione statica. Ecco quindi un Joukowski. Se teniamo con due dita
Infatti, se ogni sasso o tronco d’al- risultato apparentemente strano: nel un cucchiaio rivolto all’in giù e pog-
bero caduti in un corso d’acqua ne tubo di piccolo diametro si ha una giamo la sua parte rotondeggiante a
avessero effettivamente ostruito il maggiore velocità di corrente, ma contatto con l’acqua che scende dal
cammino dopo appena pochi metri, una pressione minore. Come i due rubinetto della cucina, sentiremo
tutti i torrenti ed i fiumi del mondo piatti di una bilancia: se uno sale l’al- immediatamente la forza del T.d.B.
sarebbero straripati e la terra si pre- tro scende, e viceversa. Pressione e e capiremo la sua logica applicazio-
senterebbe ora come una bella ed velocità sono sempre in equilibrio tra ne all’aerodinamica.

10 Volo a Vela
N° 322
Anche gli uragani conoscono bene il Ma c’è qualcosa sibile. E se fosse la stessa cosa per
T.d.B. Il peso dell’aria non è molto l’acqua e per l’aria?
rilevante (un metro cubo pesa poco
che non va Ecco allora che il T.d.B. ci dice
più di 1,2 kg) e le masse d’aria che si esattamente cosa succede all’acqua
spostano non sono dunque molto in- Il T.d.B. ha certi aspetti paradossali
quando scorre, ma non ci spiega
genti, ma la corrente risveglia forze che urtano violentemente le nostre
affatto come questo avvenga. E ciò
occulte. Proprio sopra al tetto si ac- abitudini mentali. Le nostre espe-
è un grande limite di quasi tutte le
cumulano le linee di corrente: ivi re- rienze quotidiane ci confermano
leggi della fisica; esse ci descrivono
gna la massima velocità ed una cor cor- che se aumenta la forza, la potenza
un fenomeno ma non ce lo spiegano.
rispondente depressione, e proprio o la pressione, anche la velocità au-
Persino Newton, dopo aver scoperscoper-
come su un profilo alare si determi- menta in proporzione. Un aereo vola
to le leggi di gravitazione universale,
na un effetto “portanza“ che strappa tanto più veloce quanto maggiore è
confidava all’amico Richard Bentley
tegole, lamiere, tavole e quant’altro. la potenza a disposizione; più pigia
pigia-
di ritenere una vera assurdità che un
In più il vento rigurgita davanti alla mo sui pedali della bicicletta e più
corpo potesse agire a distanza su un
casa. Qui la velocità è nulla e la andiamo di gran lena. Se un atleta
altro corpo, nel vuoto, e senza l’in-
pressione forte; se per caso una fi- vuole lanciare il giavellotto più lon-
nestra è aperta, allora questa forte tervento di nulla. Ma tant’è, la realtà
tano dovrà sottoporsi ad uno sforzo
pressione può entrare in casa e agi- è così.
maggiore. Allora non è niente vero,
re a sua volta da sotto in su contro Il fatto che le molecole d’acqua si
come ci dice il T.d.B., che se la pres-
il tetto, e sommandosi all’effetto di comportino in quel modo in presen-
sione diminuisce la velocità aumen-
aspirazione dovuto alla depressione za di un ostacolo, ha preoccupato
ta e viceversa, ma è invece lapalis-
esterna provoca il disastro. Il tetto numerosi scienziati. Essi si sono
siano proprio il contrario, come ci
viene regolarmente strappato via. chiesti se non si debba parlare di
suggerisce il nostro buon senso, e
Su una casa il cui tetto abbia una “informazioni” che le molecole che
cioè che la velocità è funzione della stanno davanti trasmettono in qual-
superficie di 20 x 5 metri, con una
pressione, maggiore velocità corri- che modo a quelle che si stanno av av-
differenza di pressione di solo 1%, si
sprigiona una forza di 10.000 kg. È sponde a maggiore forza, maggiore vicinando alla strozzatura, avvisan-
come se improvvisamente cadesse pressione applicata all’oggetto. Un dole delle sue dimensioni, affinché
sul tetto una pesante cortina di neve proiettile di cannone andrà più lon- tutte possano adeguare la propria
alta 120 cm; il colpo però, nel caso tano e con maggior velocità quan- velocità in relazione all’evento futu-
del vento, avviene dal basso verso to maggiore sarà la pressione che ro, per non creare complicazioni a
l’alto, cioè in una direzione per la la carica gli imprimerà. O no? Vuoi tutto il flusso. Questa “intelligenza”,
quale nella costruzione del tetto può vedere che il T.d.B. è sbagliato? Ma profondamente e misteriosamente
non essere stato previsto un ade- come mai in natura funziona sempre insita nella natura, si ritrova in ma
ma-
guato coefficiente di sicurezza. Il mentre nel nostro modo di pensare niera eclatante in moltissime situa
situa-
teorema originale, però, non è stato invece sembra di no? Nessuno l’ha zioni. Consideriamo un esempio tra
scritto da Bernoulli nell’elementare mai scoperto. i più noti. Una formica, presa singo-
esposizione che la natura, median-
larmente, è una creaturina sperduta
te le sue meravigliose immagini, ci
propone, e cioè: Pressione + Veloci-
Un enigma quantistico e indifesa che vaga zigzagando for for-
sennatamente in lunghissime file,
tà = Costante.
Tutti noi consideriamo l’acqua che senza sosta e senza meta. Ma ad un
La sua formula, scritta nel 1738, è
scorre come un “continuum”, una certo punto (come nel caso delle
più complicata, implicando anche
il potenziale di gravità che è impor
impor- linea continua, come l’aria, come la termiti) succede qualcosa di incredi-
tante per i problemi di idraulica. È luce; oppure queste entità sono co- bile. Esse si trasformano in un’unica
merito degli studiosi del Novecento stituite da un insieme di unità sepa
sepa- comunità intelligente, come se fos-
di averlo ancor più semplificato eli- rate come le perle di una collana? La sero i neuroni di un unico cervello.
minando la componente gravitazio- meccanica quantistica ci ha infatti Lunghissime file vanno e vengono
nale, che non ha alcun senso per i rivelato che la luce e tutte le altre rotolando delle palline di fango che
problemi di aerodinamica. Teniamo- radiazioni elettromagnetiche sono poi vengono depositate a caso, in
ci dunque stretto il più naturale P+V costituite da quanti, da singole uni- uno stesso luogo, una qui e una là,
= K che è più che sufficiente per vi- tà discrete, che solo in apparenza ci un po’ a sinistra e un po’ a destra, in
vere felici. danno l’idea di qualcosa di non divi- un disordine indescrivibile, come se
Volo a Vela
N° 322 11
uno stuolo di muratori accumulasse zione. Si tratta semplicemente di un gine (Chimica, 1977) ed i fisici Lee
sacchi di mattoni da tutte le parti, e grosso atomo di ossigeno con attac- eYang (Fisica, 1957). Dobbiamo no-
un esercito di elettricisti, falegnami cati due piccoli atomi di idrogeno tare infine che il T.d.B. nasconde an-
idraulici, vetrai, piastrellisti lavoras- (sembrano proprio le due orecchie cora dei segreti non ancora svelati:
sero tutti insieme in una baraonda attaccate al faccione di Topolino). 1) la sua pur esatta enunciazione,
infernale. Ma ecco il miracolo. Come Ma quando le molecole si raggrup- come abbiamo visto, fa a pugni col
se ogni formica avesse in mente il di- pano per diventare un torrente o un normale buon senso e col nostro
segno complessivo della costruzio- fiume, le cose cambiano radicalmen- modo logico di pensare;
ne, poco a poco si vedono compari- te. Esse acquistano collettivamente 2) altra cosa non risolta: le mole-
re depositi per il cibo,dormitori per una proprietà, lo stato liquido, che cole d’acqua sono effettivamente
le operaie, asili per i neonati, sala ri- nessuna di esse possedeva singo- delle particelle singole e individuali,
servata alla regina, cunicoli, gallerie, larmente (idrogeno e ossigeno sono o sono qualcosa d’altro, visto che
condotti per l’aerazione e persino il due gas), e il corso d’acqua sa ad prevedono il futuro, sapendo sem-
climatizzatore;
e tutto il termi-
taio risulta edi-
ficato con una
tecnica perfetta
che fa venire lo
sgomento agli
architetti moder
moder-
ni. Stupefacente
è poi il disegno
complessivo del-
la costruzione:
un’altezza di un
paio di metri e
due sole pare-
ti: quella a nord
perfettamen-
te piatta, e quella a sud arcuata, in ogni istante quali sono le condizioni Non è vero che le particelle del flu-
modo da essere battuta dal sole dell’alveo: se si restringe, se sprofon- ido, separate tra dorso e ventre, si
dall’alba al tramonto. Semplicemen- da, se vi sono ostacoli, se si allarga. ricongiungano. Ma è vero che si rea-
te fantastico! lizza una deflessione del flusso
Il suo scorrere è in apparenza sem-
Altro vistoso esempio di intelligenza pre liscio, uniforme, anche se la sua
collettiva sono le migrazioni degli velocità varia da punto a punto. Se pre cosa ci sarà dopo? Qui c’è senza
uccelli. Questi stupendi animali dap- provate a posare sulla sua superficie dubbio qualcuno che ci mena per il
prima si radunano a migliaia e poi un pezzettino di legno, o semplice- naso! Complimentiamoci con Ber Ber-
partono tutti assieme per un miste- mente una foglia, vedrete che la loro noulli che ci ha data la possibilità
rioso viaggio di molti giorni, copren- velocità varia ad ogni istante. Incre- di volare sostenuti in tutta sicurezza
do migliaia di chilometri. Non par par- dibile! Come se vi fosse un computer da una forza pulita e potente, per per-
liamo poi dei salmoni che, pure loro, centrale che ha in tempo reale la si- fettamente ecologica, fatta solo di
dopo lunghissimi viaggi per mare, tuazione dalla sorgente alla foce. La aria che si muove a grande velocità.
alla fine risalgono ciascuno il pro- massa d’acqua è diventata un’entità Questa meravigliosa aria noi la sup-
prio fiume d’origine per depositare intelligente, anche se non pensante, poniamo suddivisa in pezzettini, ben
le uova, al termine di un percorso in cui le informazioni viaggiano ful- più complicati della faccia di Topoli-
stressante che li porterà a conclude- minee in tutte le direzioni. Questo no, che chiamiamo affettuosamente
re lì la propria vita. straordinario comportamento del- “ filetti fluidi”. Questi hanno la stessa
Osserviamo ora il nostro ruscello. la materia si osserva, in natura, in intelligenza delle loro sorelle liqui-
Una molecola d’acqua è una cosetta molti altri casi, ed è stato notato de. Ricordiamocene e ringraziamoli
insignificante, senza alcuna storia, e descritto da eminenti scienziati, ogni volta che, in volo, li sentiamo
che non merita alcuna considera
considera- tra i quali i premi Nobel Ilya Prigo- frusciare felici sopra le nostre ali.

12 Volo a Vela
N° 322
Aldo Cernezzi

DG-1001
Trittico dal sito
www.dg-flugzeugbau.de

una famiglia di alianti


DG-100 spiccava tra gli altri per la lanciando la produzione con l’ado-
connessione automatica dell’ele- zione dei motori a due tempi Solo.
vatore al momento del montaggio, Nel 2003, si aggiunse l’acquisizione
per il doppio guscio di sicurezza di un’altra azienda pluriblasonata,
dell’abitacolo, e per l’estesissima la Rolladen-Schneider famosa per
visibilità di cui gode il pilota grazie i suoi ottimi alianti LS. Da un anno,
alla capottina di ampia superficie la DG ha preso una decisione che
estesa fino ai piedi. La produzio- le sta probabilmente costando una
ne incontrò l’apprezzamento della parte dell’affetto dei clienti: il pa
pa-
Nel 1973 nasceva dall’iniziativa del clientela che si affezionò partico- gamento di un contributo annuale
giovane progettista Wilhelm Dirks, larmente alle versioni motorizzate di qualche centinaio di Euro per
insieme col socio Gerhard Glaser, (a partire dal DG-400) che risulta
risulta- garantire la navigabilità continua
la più recente delle maggiori case vano più affidabili della media. Tut- degli esemplari DG ed LS costruiti
produttrici d’alianti in Germania, tavia fu proprio un serio intoppo prima dell’arrivo dell’attuale pro-
la Glaser-Dirks. Il primo mono- nella fornitura dei motori aeronau- prietà. Una sorta di tassa sui mo-
posto DG-100 discendeva diretta
diretta- tici a due tempi Rotax a dare un delli più vecchi. L’EASA si è pro-
mente dal D-38 della Akaflieg di brutto colpo alle finanze aziendali. nunciata, pur con prudenza, contro
Darmstadt disegnato proprio dallo Nel 1996, a seguito di una proce- questa iniziativa, e sono molti gli
stesso Dirks, e introduceva alcune dura fallimentare, tutta l’impresa organi di verifica che rinnovano
importanti innovazioni segnando, fu acquistata dall’attuale proprietà l’ARC anche in assenza della prova
nel contempo, la linea e l’immagi- (famiglia Weber), che ribattezzò di pagamento e dei nuovi manuali
ne anche dei modelli successivi. Il l’azienda in DG-Flugzeugbau, ri- di manutenzione.

DG-1001 M
DG-1001 S 20
Dati Tecnici Unità DG-1001 S 20
18 17,51
m 17 1
,5 22,84
e 16,72
Apertura alar m2
19,38
22,84 8,66
al ar e
Superficie 8,66 1,87
lungamento 8,66
Rapporto di al m
1,87
1,87 0,73
Lunghezza m
0,73
0,73 3,20
Altezza m 3,20 160
acolo 3,20
Larghezza abit m
160
160 520
o di coda
Apertura pian )
l 410 35
acqua (zavorra 400
Capienza tot. kg 28
28,70 780 (forse 0)
80
Peso a vuoto na kg/m2 750
44,50 (45,70)
n 80 kg in cabi 750
Carico alare co kg
44,90
42,80 270
Massa max. kg/m2
270
270 46,5
ax.
Carico alare m km/h
n.d.
46,5 Utility
VNE Utility HP
. Illim ata
it Solo 2350-03 68
Efficienza max
ro batica
Categoria ac
14 Volo a Vela
N° 322
Motore
Aldo Cernezzi
Foto di Aldo Cernezzi e Vittorio Valesio

DG-1001
per i club

N
Aldo Cernezzi e Silvio Siri- el listino della DG, il biposto migliori aerofreni, un carrello ammor
ammor-
otto sul DG-1001, dopo la DG-1001 è il progetto più mo- tizzato e l’abitacolo ben rifinito con se-
salita sotto un bel cumulo
derno. Il suo primo volo risale dile posteriore regolabile persino in al-
invernale
infatti al 2000, dieci anni dopo l’appa- tezza. Con lungimiranza, la DG fece del
rizione del Duo-Discus. Alcune carat- 1000 un aliante polivalente che, oltre al
teristiche della prima serie del “Duo” veleggiamento e alla competizione, può
potevano essere migliorate, così l’ori- affrontare l’acrobazia illimitata e lavo-
ginale DG-1000 già all’esordio vantava rare quale trainer nelle scuole di volo.

Volo a Vela
N° 322 15
L’aliante “puro” Capottine ad apertura laterale con assistenza pneumatica e ottima sigillatura

e per la scuola
A Torino, con l’ospitalità dell’Ae-
ro Club locale, ho provato il fiam-
mante DG-1001 non motorizzato,
appena arrivato grazie al Piano
Rinnovo Flotta dell’Aero Club
d’Italia (uno schema di acquisto
agevolato riservato ai club fede-
rati che, a mio parere, risulta van-
taggioso). La ruota principale è
ben ammortizzata, con retrazio-
fotografiche; comodo e adeguato riporre oggetti e ottimo comfort.
ne tramite una leva meccanica po-
per tutti, ma non particolarmente Il sedile posteriore è regolabile an-
sta sul lato sinistro dell’abitacolo
spazioso in larghezza. La posizio- che in altezza grazie a una sempli-
e dotata di un fermo “offset” auto-
ne è semireclinata, simile ai mo- ce cinghia che scorre sotto i pan-
matico; non è possibile la chiusura
noposto DG ma con una minore nelli, ma la pedaliera è fissa; sono
accidentale nemmeno se il pomo-
sensazione di “infossamento” nel disponibili in opzione le speciali
lo non venisse spinto del tutto a
contatto della parete. Con il pilota sedile. Le caviglie e le ginocchia la- prolunghe da applicare ai pedali,
nel posto anteriore l’aliante può vorano in maniera più naturale. Il delle quali gli istruttori oggi in ser
ser-
appruarsi fino ad appoggiare il volume dell’abitacolo può risulta- vizio non hanno sentito la necessi-
ruotino anteriore (non retrattile, re insoddisfacente solo per i piloti tà. Tra le migliori qualità di questi
ovviamente). L’entrata nei posti di di statura e, soprattutto, di stazza abitacoli spiccano le capottine,
pilotaggio è facile. La finitura è di nettamente superiore alla media. ad apertura laterale assistita
pari livello rispetto alla ben più co- Il vostro giornalista ci sta comodo da molle pneumatiche che ne
stosa versione M. con l’abbigliamento cittadino, ma sostengono il peso e rallentano la
Una volta saliti a bordo, il posto dovrebbe dimagrire un po’ per non chiusura evitando sgradevoli “bot-
anteriore calza “come un guanto” trovare impaccio con un eventuale te”. È notevole la sigillatura con-
su piloti fino a circa 1,90 metri di abbigliamento da alta quota. Die- tro spifferi e rumori aerodinamici,
statura, senza lasciare molto spa- tro, invece, lo spazio è abbondante forse la migliore che io abbia mai
zio per merenda, bibite e macchine in ogni dimensione, con vani per provato.

La versione base ha apertura di 18 metri, senza winglet. Profilo alare sottile e diedro poco pronunciato

16 Volo a Vela
N° 322
Centraggio e zavorra Il traino lungo in Val di Susa. Nessuna difficoltà neanche nel passaggio
“sotto scia”
Una spia luminosa sul pannello
strumenti (piuttosto scarno su que-
sto esemplare ancora non arricchi-
to da accessori) ci richiama alla va-
lutazione del baricentro: all’interno
della deriva in coda è ricavato un
vano per le zavorre in metallo, ac-
cessibile dall’esterno. È così possi-
bile modificare il centraggio degli
alianti sia per ottimizzare le presta-
zioni di salita in termica, sia per me-
glio eseguire o dimostrare le mano-
vre acrobatiche e gli assetti estremi
(stallo e vite) ai fini didattici.

La montagna ci ha regalato una bella giornata, mentre la pianura era afflitta dal maltempo

Volo a Vela
N° 322 17
Centraggio e zavorra reca tutte le configurazioni accet- di curvatura del bordo d’attacco
Una spia luminosa sul pannello tabili per l’uso solista o in coppia che è solo moderatamente affi-
strumenti (piuttosto scarno su ai differenti carichi alari e negli lato. Le caratteristiche di stallo
questo esemplare ancora non ar ar- abitacoli. La spia luminosa inter
inter- sono descritte come molto bene-
ricchito da accessori) ci richiama rompe il lampeggio, semplicemen- vole, mentre è limitato il degrado
te premendola, per confermare di prestazioni in presenza di goc-
alla valutazione del baricentro:
l’avvenuto esame del centraggio. ce di pioggia o di moscerini. Le
all’interno della deriva in coda è
ricavato un vano per le zavorre prolunghe a 20 metri con winglet
in metallo, accessibile dall’ester
dall’ester-
Profilo alare (opzione installabile sul biposto
Come avviene per la maggior par par-
no. È così possibile modificare il scuola con un modifica dell’ala)
te degli alianti moderni, tra i quali
centraggio degli alianti sia per ot- e l’intersezione tra ala e fusoliera
tutti quelli di ottima reputazione,
timizzare le prestazioni di salita in sono state studiate e ottimizzate
la struttura e la costruzione del
termica, sia per meglio eseguire o da Loek Boermans. Per ottenere la
DG-1001 sono eccellenti. Le parti
dimostrare le manovre acrobati- hanno finitura impeccabile e non migliore robustezza, anche in vista
che e gli assetti estremi (stallo e ci sono discontinuità nelle zone dell’impiego acrobatico, le semiali
vite) ai fini didattici. Un classico di giunzione delle varie superfi- sono tenute insieme da due clas-
serbatoio d’acqua può essere in- ci. Il profilo alare, privo di flap, è sici perni orizzontali passanti nei
stallato nella deriva, per compen- l’HQ-51 disegnato da Horstmann longheroni (a forchetta), ai quali
sare l’eventuale carico di zavorra e Quast; se ne notano il modesto si aggiungono però (più o meno
(le sacche per l’acqua sono un’op- spessore relativo, la curvatura come sugli ASK-21) due perni
zione poco costosa e molto racco- dell’estradosso di stile moderno, verticali in prossimità del bordo
mandabile) nelle ali. Una tabella il fondo quasi piatto e il raggio d’uscita alle radici alari.

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su tutte le superfici
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In volo sia sul DG-1001, sia su tanti altri
alianti: oggi le masse di bilancia-
Il decollo mi ha messo immedia- tura delle superfici mobili sono
tamente a mio agio. Il pilotaggio, di gran lunga più cospicue al fine
sempre facile, trasmette soprattut- di combattere ogni tendenza al
to la sensazione di una marcata flutter. Qualche pilota agonista
stabilità su ogni asse che è supe- abituato a comandi più liberi con-
riore alla media della produzione tinuerà a preferire alianti con una
aliantistica. La barra di comando personalità diversa (potrei forse
è piuttosto corta e con escursio- dire, più vecchia), ma l’armonia
ne modesta, giungendo quindi a dei comandi è davvero eccellente
sforzi relativamente sostenuti; e la velocità di rollio nella media
azionando gli alettoni a fondo cor
cor- pur se non vivacissima: occorrono
sa, non si giunge a contatto con le circa 5 secondi per la manovra
cosce del pilota. Un po’ invadente d’inversione (virata da + a – 45°).
la presenza delle molle del siste- Il timone, a fondo corsa come gli
ma di trimmaggio che permette di alettoni, permette di mantenere il
annullare gli sforzi di barra fino a filo di lana ben centrato in quasi L’abitacolo anteriore, comodo. Car-
rello e diruttori si comandano con
oltre 200 km/h. Contrariamente a tutta la manovra alle normali velo- la mano sinistra
tutta la produzione di monoposto cità di termica.
DG, non è stato adottato il colle- In planata si possono lasciare i mi sembrano quindi tanto deside-
comandi, dotati di forte tendenza rabili come avrei creduto a priori:
autocentrante, senza che siano a velocità superiori ai 180 km/h la
richieste correzioni. Nella confi- perdita di quota è stimabile in cir
cir-
gurazione da 18 metri il trainer ca 2 m/s, un valore contenuto che
plana ottimamente, con buona ac- permette di affrontare voli cross-
celerazione nelle variazioni d’as- country di tutto rispetto anche in
setto. Le estensioni a 20 metri non ambiente alpino.

Sulla deriva i loghi dell’AeC Torino


e dell’AeC d’Italia

gamento a parallelogramma sul


cabra-picchia. Va tenuto in conto
che le normative di certificazione,
modificate pochi anni fa, hanno
avuto un impatto sul feeling tra-
smesso al pilota tramite la barra

Volo a Vela
N° 322 19
Il comportamento allo stallo è con autorotazione e una perdita di
rassicurante. Il preavviso aero- quota nella norma. In sostanza il
dinamico (buffeting) è ben di- comportamento del DG-1001 non
stinguibile, mentre l’ala continua intende essere “a prova d’errore”,
a rispondere anche ad eventuali ma resta benigno pur permetten-
maltrattamenti da cattivo pilotag- do di dimostrare la vite ai fini di-
gio (buona efficacia degli alettoni dattici e va a colmare una lacuna
anche in condizioni limite). Insi- lasciata aperta dopo l’uscita dal
stendo nel volo ad alta incidenza, mercato del glorioso Schleicher
alla fine un’ala tende a cadere,
ASK-13 in legno e tela.
lentamente e senza preferenze per
un lato particolare. La rimessa è In atterraggio
immediata con la classica azione
Simulo le procedure d’atterrag-
opposta sul timone tramite la pe-
daliera, e l’aliante riprende subito gio, notando che a barra libera e
a volare correttamente appena si aliante trimmato, l’estrazione dei
riduce l’incidenza rilasciando an- diruttori produce un sano aumen-
che di poco la barra in avanti. Se to di velocità di almeno 15 km/h,
invece s’insiste, magari partendo che compensa ampiamente l’in-
da un assetto leggermente asim- cremento della velocità di stallo.
metrico, l’entrata in vite è del I diruttori sono ben dimensionati: Il “trim-box” per inserire le zavor
zavor-
re metalliche. Una spia in abitacolo
tutto simile a quanto accade sui si ottengono discese ripide e gli at- ricorda al pilota la verifica del cen-
monoposto più diffusi: una caduta terraggi sono molto facili. traggio

Il DG-1001 e, in secondo piano, il conosciutissimo ASK-21

20 Volo a Vela
N° 322
La scivolata con comandi incro- efficienza che si traduce in voli di
ciati mostra dopo qualche secon- maggior durata. Il valore dell’effi-
do una leggera tendenza a picchia- cienza massima non è dichiarato
re, che si contrasta con la barra. Il per la versione di piccola apertura
timone di direzione, durante la sci- alare, ma penso si possa stimare
volata, giunge al bloccaggio aero- certamente oltre la significativa
dinamico a fondo corsa, dal quale soglia dei 40 punti. Un vecchio
lo si sottrae senza sforzi anomali
test comparativo eseguito da Dick
con piede opposto per uscire dalla
Johnson per la rivista americana
scivolata. Il comando manuale di
Soaring mostrava per il 20 m una
retrazione del carrello, situato sul
lato sinistro dell’abitacolo, non ri- polare simile a quella del Duo-Di-
chiede di scambiare le mani sulla scus, con un modesto vantaggio
barra come su altri alianti. Non ci alle più alte velocità a parità di
sono controindicazioni partico- carico, compensato dal maggior
lari nel caso si decida di lasciare carico massimo del Duo, che ha
il carrello fuori, rinunciando alla minore superficie alare.
retrazione. L’ammortizzatore sulla
ruota principale rende la toccata Conclusione
soffice. Del tutto assenti i soliti ru-
Grazie al Piano Rinnovo Flotta, mi
mori di rullaggio usualmente legati
Il coperchio trasparente del trim-box è stato riferito che i DG-1001 verver-
ai cuscinetti ruota e agli attriti; an-
ranno pagati meno di 65.000 Euro
che questo è un elemento che può
trasferire negli allievi una sensa- dai tre club che lo hanno avuto in
zione di qualità e affidabilità. Nelle assegnazione dall’AeCI, spesa che
fasi finali di rullaggio, gli alettoni viene dilazionata su cinque anni.
mantengono buona efficacia fino a Nella successiva prova della ver ver-
velocità bassissime; non è difficile sione “M” faccio riferimento di-
fermarsi ancora in equilibrio sul retto alle quotazioni di listino e ai
carrello monotraccia. valori di mercato.
Un club troverà nel 1001 un alian-
Prestazioni te di piacevole impatto visivo,
L’acrobazia è approvata in entram- con finiture moderne e raffinate,
be le configurazioni, in categoria di pilotaggio gradevolissimo (un
Utility per il 20 metri, e Illimitata pilota con cui ho parlato ne è en-
per il 18 metri (+7 / -5 g). L’angolo tusiasta e lo definisce “un LS-4
di diedro è nettamente inferiore biposto”) e davvero polivalente:
nella versione senza prolunghe e acrobazia illimitata, voli didattici
winglet. Lo stallo in volo rovescio e di “battesimo”, volo di distanza.
interviene a circa 105 km/h, antici- Le prestazioni nel veleggiamento e
pato da un buon preavviso aerodi- in distanza sono sensibilmente mi-
namico secondo quanto riferitomi gliori di altri alianti scuola, supe-
da piloti esperti. rando sia lo Janus C sia il DG-500.
Rispetto agli alianti oggi maggior
maggior- Per questo utilizzo, ritengo che il
mente in uso per l’attività e la di- DG-1001 meriti di essere equipag-
dattica di acrobazia, il DG-1001 giato sia con il carrello retrattile
Il longherone destro è “a forchetta”.
offre un inviluppo più esteso e, (presente sui tre esemplari AeCI)
Evidente la modernità del sottile grazie al profilo alare sottile e al sia con l’impianto per la zavorra
profilo alare carrello retrattile, una maggiore d’acqua opzionale.
Volo a Vela
N° 322 21
Aldo Cernezzi
Foto di Aldo Cernezzi e Stefano Maruelli

DG-1001M
20 metri e decollo autonomo

Copyright (C) Johnny Foerg

A
Varese, utilizzando la struttu- co sul ruotino di coda per contrastare il
ra dell’Aero Club Adele Orsi, momento a picchiare del motore nelle
ho esaminato e provato la ver
ver-- fasi di decollo. L’accesso all’abitacolo
sione “M” dotata di motore per il de- ne soffre un po’, soprattutto per piloti
collo autonomo, in configurazione da di statura medio-bassa.
20 metri. Entrambi i posti di pilotaggio sono
Al primo impatto è evidente la diver-
diver- dotati di retrazione elettrica della
sa concezione della ruota principa- ruota, di un’estesa strumentazione di
le, più avanzata e ben più alta rispetto comando del propulsore, e del quadro
al trainer: il bilanciamento al suolo si elettrico che riflette la maggiore com-
sposta all’indietro, con maggiore cari- plessità dell’impianto.

22 Volo a Vela
N° 322
In volo Questa motorizzazione è un notevole passo avanti rispetto ai modelli del passato

La massa a vuoto è superiore di


circa 70 kg alla versione pura, ma
la differenza è poco avvertibile
nelle manovre in volo.
Le prolunghe a 20 m danno all’ala
un aspetto ben diverso: nella vista
frontale il diedro marcato, concen-
trato sulla zona d’estremità, pro-
ietta una sagoma moderna e ben
riuscita, caratterizzata dalle alte
decollo autonomo mi suggerisce ne di virata da + a -45° è del tutto
winglet. Meno gradevole è invece d’avvisare gli utenti che, in pre- simile alla versione 18 metri, senza
la vista dall’abitacolo posteriore, senza di vento al traverso, l’azione penalizzare il già non rapidissimo
prospetticamente un po’ tozza. sterzante del ruotino può venire tempo di circa 5 secondi. Il timo-
Il decollo, che ho eseguito va- alterata a causa del collegamento ne, a fondo corsa come gli aletto-
rie volte sfruttando il motore, è tramite molle elastiche; viceversa, ni, permette di mantenere il filo di
facile e privo di criticità. Il ruo- nel caso di atterraggi un po’ violen- lana ben centrato in quasi tutta la
tino di coda sterzante permette ti con imbardata finale, questo tipo manovra alle normali velocità di
di controllare con precisione la di comando elastico può cedere termica, tranne nella primissima
traiettoria e di seguire facilmente sacrificandosi a favore dell’integri- fase d’impostazione della virata:
eventuali percorsi obbligati per tà del trave di coda. Pro e contro, l’imbardata indotta, più marca-
l’allineamento o per il parcheg- insomma. Nelle fasi di volo ho pro- ta, supera per un breve momento
gio. La mia esperienza di alianti a vato le solite manovre. L’inversio- l’autorità di correzione del timone.

La salita media è appena inferiore a 3 m/s

Volo a Vela
N° 322 23
Si decolla con 6.000 giri e si sale mantenendo 95 km/h

In planata si possono lascia- “piccolo”. Il preavviso aero-


re i comandi, dotati di for
for- dinamico (buffeting) mi è
te tendenza autocentrante, sembrato più forte, probabil-
anche per vari minuti senza mente per lo scuotimento dei
che siano richieste correzio- coperchi del vano motore (un
ni. La sensazione generale di fenomeno che finora ho sem-
forte stabilità è ancora più pre incontrato sui motoalian-
netta, evidentemente per il ti) mentre gli alettoni conti-
maggiore angolo di diedro. nuano a rispondere anche ad
Il comportamento allo stallo eventuali maltrattamenti da Abbiamo cercato qualche debole termica nella
è omogeneo con il fratello cattivo pilotaggio. grigia giornata autunnale

Molti piloti di Calcinate hanno provato le misure dell’abitacolo

24 Volo a Vela
N° 322
L’atterraggio sima ai 70 cavalli;
• la trasmissione è realizzata con
L’estrazione della ruota ad aziona- cinque cinghie parallele a “V”,
mento elettrico viene confermata risolvendo i problemi di eccessiva
dalla spia sul cruscotto. In caso rigidità che hanno portato a tante
di necessità, si può azionare ma- rotture nelle installazioni con cin-
nualmente il pomolo d’emergen- ghie dentate;
za che rilascia la ruota per sem- • il motore è montato su silent-
plice caduta; dopo l’atterraggio, block (tamponi in gomma) che ta-
basta seguire (come da istruzioni gliano le vibrazioni prima che esse
sul manuale) un ciclo operativo raggiungano il pilone e la cellula; La ruota di questa versione ha gam-
gam
be più lunghe ed eccezionale ammor
ammor-
dell’attuatore elettrico per ripristi- • elica di passo elevato. tizzazione
nare la condizione normale, senza L’avviamento è sempre stato im-
interventi d’officina. mediato sia a terra che in volo. velocità di circa 130 km/h (a meno
L’ammortizzatore sulla ruota prin- Le prestazioni sono ottime e fi- di 6.400 giri a 1.200 m di quota),
cipale rende la toccata soffice e nalmente più sfruttabili. È stata con grande vantaggio per gli spo-
confortevole oltre ogni aspettati- infatti scelta un’elica che permet- stamenti alla ricerca del migliore
va, grazie alla maggiore corsa utile te al motore di sviluppare solo il aggancio delle prime termiche; è
della sospensione. 90% del regime massimo “al punto altresì possibile, pur se non racco-
fermo”. Si parte in accelerazione a mandabile, eseguire il volo livella-
Il motore tutto gas con 6.000 giri, regime al to fino a un massimo di 160 km/h
quale si ottiene la migliore salita parzializzando il gas. L’orizzonte
La motorizzazione del 1001M rap- di quasi 3 m/s a 95 km/h di velo- d’utilizzo di questa motorizzazio-
presenta un salto in avanti sotto cità indicata (con circa 740 kg di ne è in effetti ben più ampio di
alcuni importanti aspetti: peso al decollo su un massimo che quanto tradizionalmente offerto
• il motore a due tempi Solo 2365- verrà specificato tra 780 e, forse, dagli alianti con motore ausiliario,
03 è dotato di iniezione elettro- 800 kg). La linea rossa è situata a che di solito salgono bene ai limiti
nica compensata per la quota e 6.600 giri, quindi è possibile otte- della zona rossa del contagiri, e ri-
sviluppa una potenza molto pros- nere il buon rateo di 2 m/s anche a chiedono di mantenere i 90 km/h.

Volo a Vela
N° 322 25
L’unità di controllo mostra sul Silvio Siriotto presso l’AeC
Torino
display una serie di parametri
che includono anche le tempera-
ture dei gas di scarico (EGT) e la
percentuale di slittamento della
trasmissione a cinghia (a regime
costante si assesta sul 3%, ma nei
transienti può giungere sino al 20%
a testimonianza dell’ottima azione
di smorzamento che ha reso su-
perflui il parastrappi e la frizione
centrifuga). Il motore ha la doppia
accensione; l’impianto d’iniezione
è però singolo. In caso di malfun-
zionamento, agendo su un inter inter-
ruttore d’emergenza il motore può
girare anche durante una grave
panne elettrica; nel passaggio ese-
guito per prova con motore perfet-
tamente funzionante, si ha un bre-
ve mancamento di potenza della
durata di circa un secondo.

Aldo Cernezzi con uno degli ingegneri DG: Jelmer Wassenaar

26 Volo a Vela
N° 322
Allo spegnimento del motore ini-
zia la procedura di retrazione
che è completamente automatiz-
zata, e non è necessario seguire
procedure di raffreddamento pri-
ma dello spegnimento.
Naturalmente, ritengo che sia
bene concedere un po’ di tregua
al propulsore riducendo il gas
per qualche manciata di secondi,
soprattutto per evitare all’elica in
compositi lo shock termico di ri-
petuti stivaggi in prossimità del
voluminoso silenziatore metallico.
L’elica si ferma in una posizione
casuale, poi interviene il motorino
d’avviamento, guidato dall’elettro-
nica, che con deboli impulsi porta
rapidamente l’elica in posizione
verticale, dove incontra il fermo
meccanico automatico. L’accesso al posto anteriore, più alto della media sulle versioni 20 metri,
richiede un po’ di agilità

Le prolunghe a 20 m sono rialzate all’estremità, e di fatto aumentano il diedro dell’ala

Volo a Vela
N° 322 27
La retrazione avviene senza impe-
gnare il pilota che si limita a con-
trollarne l’andamento nel piccolo
specchio retrovisore. Questa moto-
rizzazione verrà presto adottata an-
che da altri costruttori, ma il siste-
ma logico di controllo qui installato
resterà un’esclusiva DG; la Ilec ha
dal canto suo presentato un’unità di
controllo dotata di molte delle fun-
zionalità descritte.

Prezzo e concorrenti
Il prezzo d’acquisto di un aliante,
come ho già avuto modo di sot-
tolineare, va ben oltre il listino
a causa degli optional più desi-
derabili, della strumentazione e
del rimorchio. La versione a de-
collo autonomo “M”, completa di
rimorchio Cobra e pronta per le
gare, può giungere fino al limite
di 195.000 Euro (+ IVA) partendo Grazie all’iniezione, il motore gira bene anche in quota (+2 m/s a 1.200 m, con
dai 135.000 della sola cellula. 120 km/h)

Il cruscotto ospita radio, xpdr, computer di bordo, pannello DEI per il motore e il display Butterfly

28 Volo a Vela
N° 322
Il motore eroga una potenza
più che adeguata alla massa del DG-1001M

Essa interesserà piloti che cerca- collo autonomo (l’Arcus, invece


no l’indipendenza di decollo ma sì); solo a partire dalle versioni X
che forse non aspirano a parteci- del Duo i diruttori sono eccellen-
pare ai campionati mondiali della ti e pari o superiori al DG, mentre
Classe 20M (per i quali, oggi, solo la ruota è ammortizzata ma non di
l’Arcus è all’altezza grazie ai flap e pari comfort, con retrazione meno
al maggiore carico alare). A prez- facile; le versioni XL hanno un abi-
zo inferiore si situano le varianti tacolo ancora più spazioso del DG.
“T” con motore da 30 cavalli (per L’Arcus M, dal canto suo, offre mi-
il sostentamento, a 105.000 Euro nore autonomia a motore del DG
di base per la 18 metri con carrel- (serbatoio da 16 litri invece di 40),
lo retrattile) e quella senza moto- ma è ben più vivace nell’inversio-
re “S” che è a listino a partire dai ne di virata, inferiore ai 4 secon-
77.000 Euro (85.000 con carrello di; flap e ridotta superficie alare
retrattile e prolunghe). gli consentono di raggiungere il
Nel confronto con la concorrenza vertice delle prestazioni della ca-
occorre notare una serie di fatto- tegoria 20M; l’abitacolo dell’Arcus
ri importanti: il Duo-Discus non è è equivalente all’XL e offre spazio
I tamponi in gomma smorzano le
vibrazioni del motore disponibile con motore per il de- in abbondanza.

La trasmissione con 5 cinghie apre una nuova era nelle Un terminale alare con la winglet. L’alettone agisce in
motorizzazioni per gli alianti estensione sia positiva che negativa

Volo a Vela
N° 322 29
Vincenzo Pedrielli
vincenzopedrielli@gmail.com

Moswey II
realizzato in scala 1:3

I
Ruedi Straub (a sinistra) l desiderio di volare può anche esse-
e Lukas Schaub mostrano re appagato, per alcuni pazienti ap-
orgogliosamente la pro- passionati, con la costruzione di un
pria creazione aliante? Certamente per rivivere un mo-
modello radiocomandato. Oggi sono di- mento storico importante del volo a vela
sponibili modelli precostruiti e già pronti svizzero. Il Moswey II infatti partecipò
al volo, ma il modellista con la M maiu- con grande successo al Raduno Interna-
scola vuole realizzare un modello in scala, zionale di volo senza motore, tenutosi
possibilmente partendo dai piani originali nel 1937 alla Wasserkuppe, dove fu porpor-
e senza trascurare il pur minimo parti- tato in volo da Georg Mueller, fratello di
colare. È questo il caso dell’amico sviz- Heinrich, che di questo aliante fu il pro-
zero Lukas Schaub che, insieme a Ruedi gettista nel 1935. Alla stessa manifesta-
Straub, ha costruito un modello in scala zione presero parte anche altri famosissi-
1:3 del glorioso aliante svizzero Moswey mi alianti elvetici come lo Spalinger S-18
II. Come mai hanno proprio scelto questo Chuka e lo Spyr III.

32 Volo a Vela
N° 322
L’aliante originale

“Verkehrshaus der Schweiz, Luzern”


Il Moswey II era stato concepito
come aliante acrobatico da competi-
zione, realizzato senza compromessi
col massimo della cura e della tecni-
ca del momento. L’ala era montata a
sbalzo, rastremata in pianta con un
leggero diedro a gabbiano, costru-
ita in legno e dotata di un cassone
Il Moswey immatricolato HB-204 ad
una competizione nel 1937 presso la
Rhön

“Verkehrshaus der Schweiz, Luzern”


“Verkehrshaus der Schweiz, Luzern”

anti-torsione che andava a formare il Come organo di atterraggio un pattino ro Fritz Zbinden, membro del gruppo
bordo d’attacco. La rimanente parte in legno di frassino ammortizzato con di alianti storici noto come OSV.
dell’ala era rivestita in tela, incolla- tamponi di gomma. Il Moswey II pro- Fritz Zbinden ha in programma di re-
ta e cucita alla struttura. Efficienti totipo e unico esemplare, registrato staurare l’HB-204 e infine di portarlo
diruttori erano posti sulla superficie HB-204, fortunatamente non è andato ai raduni di alianti d’epoca organizzati
superiore dell’ala. La fusoliera, a se- distrutto anche se ha qualche acciac- dai club europei e soprattutto dal Vin-
zione esagonale, era completamente co ed appartiene oggi al pilota svizze- tage Glider Club.
rivestita in legno compensato. Il po-
sto di pilotaggio era confortevole,
tuttavia ulteriore spazio era stato ot-
tenuto nella radice dell’ala. La capot-
“Verkehrshaus der Schweiz, Luzern”

tina, che non era stampata in un solo


pezzo come nella maggior parte degli
alianti moderni, era realizzata con di-
verse strisce di Plexiglas unite insie-
me e offriva al pilota un’ottima visibi-
lità. La pedaliera era regolabile sia in
terra che in volo. Il piano di coda era
di tipo tradizionale, privo di alette di
compensazione aerodinamica (trim). Preparativi per il lancio dalla Wasserkuppe

Volo a Vela
N° 322 33
Il modello 1:3
Ma diamo ora un’occhiata al model-
lo di Lukas Schaub e Ruedi Straub,
costruito esattamente come l’origi-
nale di Heinrich Mueller.
La costruzione del modello è dura-
ta un intero inverno per un totale di
circa 300 ore ed ha sortito un aliante
di 4,6 m di apertura alare con la lun-
ghezza di 2 m.
Il peso totale, comprensivo di ra-
dio, servi e batteria è risultato pari
a 9,8 kg con un carico alare di 72 gr/
dm2. Il profilo adottato è un Eppler
209 alla radice, ridotto a Eppler 205
all’estremità.
Tutti i particolari costruttivi sono
stati perfettamente rispettati, com-
presa la particolare capottina. L’esemplare di Fritz Zbinden, in attesa del restauro

Il trittico ben disegnato da Stefano Corno

34 Volo a Vela
N° 322
Anche il pilota in scala 1:3 è stato in-
serito al posto di pilotaggio per otte-
nere un effetto di massimo realismo.
Il volo di collaudo è stato effettuato
il giugno scorso in un piccolo campo
vicino a Basilea, rimorchiato da un
aeromodello a motore da 80 cc, tipo
Sportsman (Fliegerland). Un volo
perfettamente realistico che, dopo
aver deliziato i costruttori e gli ami-
ci presenti, è atterrato come un vero
aliante dopo una ventina di minuti.
Sono certo che durante tutto il volo
chi ha radiocomandato il modello ha
provato un’ebbrezza del tutto simile Si nota l’elevatissimo numero di centine nella struttura del cassone alare

a quella di un vero pilota d’aliante.


Anche in Italia, come in molte parti
del mondo, la passione per le ripro-
duzioni in scala di modelli d’epoca
sta diventando sempre più importan-
te. Spesso vengono riprodotti alianti
che oggi non esistono, ma che ven-
gono nuovamente fatti volare per
mantenere vivo il ricordo storico dei
loro progettisti e costruttori.
Il modello in scala 1:3 ha volato con precisione ed eleganza. Nell’abitacolo,
un pupazzo realistico

Volo a Vela
N° 322 35
Aldo Cernezzi
Fonte: www.jorgechavezdartnell.com

100 anni dalla trasvolata


delle Alpi
Geo Chávez

J
orge Antonio Chávez Dartnell, cono- Chávez compì la sua impresa più famosa
sciuto come Geo (Parigi, 13 giugno il 23 settembre 1910 a bordo di un mono-
1887 – Domodossola, 27 settembre plano Blériot XI, spinto da un motore ro-
1910), è stato un aviatore peruviano entra
entra- tativo a pistoni di soli 50 CV. Erano passati
to nella storia del volo per avere compiu- solo sette mesi dal suo battesimo dell’aria.
to la prima trasvolata delle Alpi. Nacque Decollando da Briga, sorvolò il valico del
a Parigi da genitori peruviani: il padre Sempione e le gole di Gondo per scen-
era un facoltoso banchiere emigrato in dere a Domodossola. L’impresa terminò
Francia nel 1884 a causa della guerra con tragicamente perché in fase di atterraggio
il Cile. Studiò ingegneria alla École Vio- l’aereo precipitò di muso per l’improvviso
let di Parigi, diplomandosi nel 1908. Geo cedimento della struttura alare.

36 Volo a Vela
N° 322
La fatica delle strutture era un feno- dizioni atmosferiche trovate in quo-
meno ancora sconosciuto: i 90 minu- ta. Chávez raccontò che, dopo un’a-
ti di violenti su e giù di quattro gior
gior- scensione relativamente tranquilla
ni prima, il vento e gli scuotimenti, fino a circa 2.200 m, aveva incontra-
avevano messo a dura prova la strut- to forti turbolenze che avevano scos-
tura di legno e tela del Bleriot. Geo so violentemente il suo aereo: solo
si era portato controvento per un at- a fatica era riuscito a tenere la sua
terraggio da manuale, a circa 15 me- macchina sotto controllo e rientra-
tri di quota aveva tolto l’accensione re, infreddolito e stremato, a Briga.
al motore, come da procedura, per Con quel primo tentativo egli com-
effettuare una planata fino a toccare prese che un fattore importante per
terra; il longherone di legno dell’ala l’attraversamento delle Alpi era dato
destra cedette di schianto, e l’aereo delle condizioni atmosferiche che si
piombò al suolo. sarebbero incontrate tra le monta-
Gravemente ferito, Chávez morì gne. Il 23 settembre le condizioni at-
quattro giorni più tardi all’ospeda- mosferiche sembravano adatte per
le San Biagio di Domodossola. Le l’impresa. Nonostante ciò, durante il
sue ultime parole furono: “In alto. volo egli trovò - secondo alcuni te-
Sempre più in alto” secondo la te- stimoni - delle forti correnti vortico- Geo Chávez
stimonianza del suo amico e conna- se sopra ai ghiacciai del Fletschhorn
zionale, l’aviatore Juan Bielovucic e sopra le rocce del Pizzo d’Albione.
Cavalié. Si suppone che la tragica fine del
Il sorvolo delle Alpi, che allora appa- suo volo sia stata causata dai danni
L’impresa
riva temerario, provocò stupore ed causati alla struttura alare del Bléri- Era stato istituito un premio di ben
entusiasmo e la fine del coraggioso ot XI dalle turbolenze incontrate nei 100.000 lire per l’aviatore che, per
pilota suscitò un’ondata di commo- due tentativi di sorvolo. primo, avesse effettuato in volo il
zione in tutta Italia. Giovanni Pasco- Oggi il corpo dell’aviatore riposa percorso tra Briga (in Svizzera, nel
li gli dedicò un’ode come ad un nuo- in un mausoleo costruito apposita- Canton Vallese) e Milano, con scalo
vo eroe dell’aria. mente all’aeroporto militare di Las tecnico nella valle italiana di Domo-
Palmas, nei pressi di Lima. dossola.
Storia
Chávez ottenne il brevetto di pilota
alla scuola di aviazione creata da
Henri e Maurice Farman, effettuan-
do il suo primo volo il 5 febbraio
1910. In quell’epoca i raid aerei e le
gare di velocità erano all’ordine del
giorno e molto seguiti dal pubblico e
dai giornalisti.
Il 6 settembre 1910, due settimane
prima della sua trasvolata alpina,
aveva stabilito a Issy (Parigi), il pri-
mato mondiale di quota con 2.652
metri. Essendo il culmine del Pas-
so del Sempione situato a 2.005 m
s.l.m., il sorvolo pareva alla portata
dei limiti tecnici del suo velivolo.
Partendo da Briga, si trattava di su-
perare una differenza d’altezza di
1.325 metri. Un primo tentativo di
sorvolo, avvenuto il 19 settembre
1910, fallì a causa delle cattive con-
Volo a Vela
N° 322 37
I meteorologi competenti, previa- Weymann disponeva di un Gli abiti di Chàvez esposti al Museo del Sempione
mente interpellati, erano stati qua- biplano Farman costruito
si unanimi nel proclamare l’impos- appositamente, e compì
sibilità dell’impresa. numerosi tentativi, ma l’ap-
I piloti ritenuti più idonei a compie- parecchio, malgrado ripe-
re il volo, erano Paulhan e Latham; tute modifiche e messe a
il primo era reduce dal successo punto eseguite a Briga da
della Londra-Manchester, il secon- Henry Farman in persona,
do popolare e ammirato per il co- si rifiutò di scalare la mon-
raggio e la tenacia dimostrati negli tagna. Chávez era già cono-
sfortunati tentativi di attraversare sciuto dagli italiani perché
la Manica. Abile pilota, bel giova- aveva partecipato alla set-
ne, elegante, mondano, era l’uomo timana di Verona (dal 22
del momento. Ma Paulhan si stava al 29 maggio 1910), nella
trasformando in industriale, e non quale su di un biplano FarFar-
che permetteranno loro di ricono
ricono-
ebbe voglia di impegnarsi in quella man si era distinto nelle prove di
scere dall’alto il percorso, viene
rischiosa impresa; Latham avreb- altezza. Partecipava alle gare per
per-
avviata sui due tratti, italiano e
be voluto che la traversata fosse ché vi era costretto da una clauso-
svizzero, ad équipe delle rispet-
riservata a lui. Aderì tentennando, la del contratto senza il quale non tive nazioni. Gli italiani operano
e infine rinunciò, accusando il suo si poteva acquistare un Farman, con entusiasmo e abbondanza di
motore di cattivo funzionamen- ma agognava di compiere qualche mezzi (eliografi sulle cime, tele-
to ad alta quota; fatto verosimile, impresa nuova e grande, e non era grafi e telefoni, stazioni radio, pat-
perché il motore Antoinette era soddisfatto di quel biplano pigro a tuglie di alpini dislocate lungo il
troppo perfezionato e moderno salire. percorso nei luoghi più impervi e
(anzi futurista) per funzionare con Provò il monoplano Blériot, e al pericolosi); gli svizzeri fanno del
sicurezza. primo volo salì a 1.200 metri. In- loro meglio, ma con scarsi mezzi.
Dopo esame del percorso e brie- sieme ad altri due piloti compie in Stendono una linea telefonica fino
fing da parte del Comitato orga- automobile il percorso del Sem- al passo, ma la gendarmeria la terter-
nizzatore milanese, s’iscrissero pione, lo esamina, si rende conto rà quasi sempre occupata per re-
cinque piloti: Chávez, Cattaneo, delle difficoltà. L’organizzazione golare il traffico stradale. Chávez
Wiencziers, Weymann, Paillette; aerologica e delle comunicazioni, ha preso le opportune precauzioni
ma di essi solo Weymann e Chávez dell’assistenza ai piloti in caso di contro il freddo: il serbatoio, le tu-
affrontarono la prova. discese forzate, delle segnalazioni bazioni, ogni parte del motore che
possa risentirne, sono state fascia-
La semiala destra del Blériot te di ovatta e di amianto; lui ha uno
scafandro foderato di seta imper
imper-
meabile imbottito di ovatta, e un
elmetto di ovatta e cuoio. Per qual-
che giorno, nonostante le proteste
del comitato milanese, le autorità
locali svizzere vietano il volo no-
nostante il bel tempo, forse anche
per prolungare la permanenza del-
le squadre e dei visitatori negli al-
berghi locali. Il Blériot di Chávez è
piantonato dai gendarmi, e Chávez
non può partire. Peccato, perché
solo la mattina del 18 settembre il
tempo fu veramente favorevole e
quel divieto, forse, causò il finale
tragico dell’impresa.

38 Volo a Vela
N° 322
Il monoplano finalmente decolla il vento si mette in coda e lo spin- Un cippo ricorda l’impresa di Chàvez
presto, la mattina, e s’innalza, in ge verso la meta. Sulle strade e sul luogo dell’impatto
ampi giri su Briga fino alla quota nei villaggi ci sono piccole folle di
di 1.400 metri in aria è calma. Oltre spettatori che urlano incoraggia-
i 2.000 il vento cresce; a 2.200 m menti e si commuovono. Punta su
Chávez punta sul Valico del Sem- Varzo scendendo rapidamente, poi
pione. Il valico è bloccato da due raggiunge Domodossola e il cam-
strati di nubi sovrapposte: l’infe- po prescelto per l’atterraggio. Al
riore scende rapidamente dalla de- momento della richiamata, le ali si
stra e risale le rocce; il superiore è ripiegano in alto e in avanti, l’ae-
immobile. roplano precipita e si riduce a un
Fra i due strati, giù in basso, pic- mucchio di rottami. Il volo è dura-
colo, con i suoi segnali di orienta- to 45 minuti.
mento, è l’albergo del valico. Le lesioni riportate da Chávez non
Chávez pensa di innalzarsi oltre le parvero mortali, la sua guarigione
cime, oltre le nubi, e di dirigersi pareva certa. Invece, in quattro
con la bussola su Domodossola. giorni egli si spense, perché lo sta-
Sale fino a 2.400 metri fra leggeri to dell’arte medica di un secolo fa
colpi di vento; il motore funziona impose procedure che oggi sappia-
perfettamente, ma la turbolenza mo essere deleterie. Poca idrata-
non permette di procedere. Biso- zione, forse una trombosi dovuta
gna tornare indietro. Atterra quin- alle numerose fratture.
di in un praticello vicino al campo
di partenza.
Il tempo che aveva trovato sul
Sempione era pessimo, tremen-
do. Come si giustificava la telefo-
nata rassicurante, dal Passo, che
affermava: “tutto è calmo, si può
partire”? Semplice: il responsabile
del servizio meteorologico si era
allontanato, era sceso a Briga, e
aveva lasciato all’albergatore del
Kulm l’incarico di rispondere alle
richieste di informazioni. E come
poteva l’albergatore non assecon-
dare il desiderio degli ospiti di ve-
dere l’aeroplano? Chávez non re-
crimina, ma decide di mandare al
Sempione il pilota Christiaens, e si
fiderà solo di lui.
Venerdì 23 il tempo non è ancora
stabilizzato: sul versante italiano,
calma; su quello svizzero, vento
impetuoso. Chávez è pronto. In
un cielo calmo valica il Sempione,
imbocca la Vallata di Krummbach,
affronta il Passo di Furggen per
entrare nel Valico del Monscera
dove trova fortissima turbolen-
za e fatica a tenere il monoplano
sotto controllo. Riesce a passare,
Una cartolina commemorativa mostra l’entusiasmo del pubblico italiano

Volo a Vela
N° 322 39
Maria Grazia Vescogni

Il raduno
dedicato a tutte
le signore del volo
FlyDonna 2010

si è svol-
te de l 4 e 5 settembre,
nno, nelle gi or na (VE),
Anche quest’a er e Va ga bo nde a Caposile en-
lub delle P ap es
to, presso il C Volo; erano pr
it al ia no de lle Donne del e si cu re di sé,
no otivate
l’annuale radu zz e m ol to m
ro: donne
giovani raga volo il loro lavo
ti anche tante bi en te de l
a, donne
ato nell’am fotogrammetri
che hanno trov ic i pe r ae ro
l pubblico
pilota o tecn impegnate ne
radar, donne tr ic i, do nn e
e imprendi
militari, donn linea.
or so ae re o, donne pilote di m io P92 di prim
a mattina,
socc fic ie co n il anquilla.
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Ho raggiunto ta e m et eo ro
la Laguna
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in una giorna rm es so di os
a per poi
to mi ha pe ovigo-Chioggi
L’avvicinamen Sa ss uo lo -R
ia sinistra.
ovenendo da Venezia alla m
di Venezia pr C T R di
are lasciand o il ro sono ve-
passare sul m re co n un ultralegge
si possono te ne r gli alian-
Le quote che ui to di sottovento pe
e (quote da ci rc la costa, le
ramente bass se rv ar e nel dettaglio
ho potuto os rie lagune
tisti) e quindi ch e co ntornano le va
lingue di te rr a e sfoggiano
insenature, le de lle zo ne costiere ch
metropolit an o veneta alle
e lo sviluppo pa ra go nare la realtà
e vorreb be ro tati da pre-
costruzioni ch le nd id i edifici proget
ternaziona li: sp te in una
megalopoli in in se ri sc on o prepotentemen
etti che s’
stigiosi archit ntadina.
al tà d’ or ig in e marinara e co
re

40 Volo a Vela
N° 322
Nel pomeriggio, la visita guidata Francesca Resi con alcuni pannelli della mostra storico-tecnica AVS, acqui-
alla coloratissima città di Burano stata dalla FIVV. Qui allo stand FIVV durante l’AvioExpo di Voghera
ha messo in luce un borgo che an-
cora odora e parla di antichi pe-
scherecci che ritornano dalle not-
tate nebbiose in mare e di pazienti
signore che attendono tessendo
con delicatezza bianchi e sottili
merletti. L’ospitalità delle Papere
non ha scordato di farci parlare
con alcune vecchie signore che
ancora, con le dita ormai stanche
e indurite dal tempo e dal lavoro
certosino, ricamano piccole bar bar-
che, graziose donzelle, leggere
rondini, gentili animaletti seguen-
do, con un ago e il sottilissimo filo La domenica mattina purtroppo si su un piccolo aereo da turismo pi-
di cotone bianco, un disegno pre- è presentata poco promettente dal lotato da mio padre.
parato su una tela verdognola ben punto di vista meteo, cosa che mi Motivo del primo volo
tramata e che al termine del lavoro ha costretta a un ritorno anticipa-
verrà totalmente sfilata. Il raccon- Francesca Resi - Ho sempre
to rispetto alla programmazione
to un po’ piccante, da parte di un desiderato volare, ma ho sempre
della giornata: presentazione del
assessore locale, delle origini del avuto una forte opposizione da
gruppo, pranzo in campo sotto un
Bussolà (storia di monache poco parte dei miei genitori. Un giorno
grande tendone, esibizioni di alcu-
avvezze alla vita di convento) ci passando per Trento ho visto un
ni piloti.
ha poi guidato nelle pasticcerie aliante volare e sono entrata in
Ho però fatto in tempo a parlare aeroporto: ho volato con Giorgio
a comprare ed assaggiare queste
con le altre due voloveliste presen- Galetto che poi diventò il mio pri-
ciambelle con la loro tipica forma
ti: Francesca Resi e Paola Lanzieri mo istruttore.
a S o anche normalmente rotonde
a cui ho proposto questa intervista
con il buco centrale. Paola Lanzieri - A dire il vero
che pubblico con il loro consenso.
non mi ricordo come mai ho deci-
La serata è terminata con aperiti- so di andare in volo, mi sembrava
Nome: Francesca Resi normale andare per aria con mio
vo e cena a base di pesce nei locali
dello Storico Ristorante Italiano Data di nascita: 24/09/1943 padre. Da lì al brevetto a motore è
“Da Romano”, a due passi dalla Occupazione: ex docente stato un percorso semplice. All’a-
piazza del Duomo, sul cui sagrato (di educazione fisica) liante sono arrivata più tardi, in re-
le Signore del Volo hanno ballato altà solo perché volevo volare con
ai ritmi rock della band “Helli and Nome: Paola Lanzieri l’L5, l’aereo di traino, e alla fine mi
friends” in cui suona un socio del Data di nascita: 26/06/1973 ha conquistata!
club, illuminate anche da piccole Occupazione: libera professionista Brevetto di aliante il...
mongolfiere in carta che, gonfiate Francesca Resi - 16-11-1984
e alleggerite tramite fornelli sa-
A quale età il primo volo? Paola Lanzieri - Maggio 2005
pientemente accesi da fantasiosi
“pallonari” incalliti, sono state Francesca Resi - A 13 anni su Altri titoli aeronautici
fatte salire verso le stelle sotto lo aereo a motore con mio cugino uf
uf- Francesca Resi - Giudice di
sguardo meravigliato del gruppo e ficiale pilota. acrobazia aerea, Commissario
degli abitanti locali. Paola Lanzieri - A circa 7 anni sportivo.
Volo a Vela
N° 322 41
Paola Lanzieri - Brevetto PPL, Francesca Resi - DG-200, in Traino aereo, verricello, decol-
abilitazione TMG, abilitazione trai- comproprietà con mio cugino lo autonomo?
no alianti, giudice sportivo. Flavio Ambrosini, flappato 15-17 Francesca Resi - Traino aereo,
Altri sport praticati m, capottina intera con, oltre agli ma ho provato anche il verricello.
Francesca Resi - Molti, fin dalle strumenti di base, computer, log-
Paola Lanzieri - Traino aereo.
superiori, con grandi soddisfazio- ger e anticollisione..
Esclamazione dopo un buco
ni nel settore lanci sia nei cam- Paola Lanzieri - Un meraviglio-
so LS-3 a 15 metri. Francesca Resi - Ci ho provato.
pionati provinciali studenteschi
sia militando nella “Libertas”. Ho La parte divertente del mio aliante Paola Lanzieri - “Cheppalle!”
partecipato anche a qualche gara è che, prima di diventare tedesco, (…ops, si può dire?)
di sci e magnifiche discese in neve era immatricolato I-KAZZ. Lascio Biposto o monoposto?
fresca con salita in vetta in elicot- a voi d’immaginare che cosa signi- Francesca Resi - Se voglio met-
tero. fichi essere una ragazza e volare termi alla prova il monoposto, ma
Paola Lanzieri - Gioco a tennis con un aliante con queste marche. è molto più divertente volare in
da quando ero piccola e, a fasi Alla fine però mi ci sono affeziona- compagnia su biposto.
alterne, il tennis ha sempre fatto ta e, quando è diventato tedesco, Paola Lanzieri - Monoposto, ma
parte della mia attività. ho scritto sulla coda “già i-kaZZ”. volo volentieri in biposto sia per
Insegne Sportive Club di appartenenza imparare sia per aiutare qualcuno
Francesca Resi - “C” d’argento. Francesca Resi - AVS: Associa- meno esperto di me.
Paola Lanzieri - “C” d’Argento e zione Volovelistca Scaligera. Che rapporto hai con il fuori-
i 300 km dell’Oro. Paola Lanzieri - GVP: Gruppo campo?
Stato civile Volovelistico Patavino. Francesca Resi - Mai fatto uno
Francesca Resi - Libera. Altri alianti volati e spero di non farlo mai, anche se
Francesca Resi - Twin Astir, Bla- penso di essere psicologicamente
Paola Lanzieri - Sposata con
nik, Janus B, Ask-21, Duo-Discus, preparata.
Luca. (Luca Libralon istruttore
di VaV). Ask-13, LS-4. Paola Lanzieri - Non è un pro-
Paola Lanzieri - Twin Astir, blema. Ormai sono collaudata! Di
Possiedi un aliante?
sicuro ci sono arrivata con la pre-
Mono Astir, Ask-21, DG-101, Cir
Cir-
parazione giusta e, anche se ormai
rus, Duo-Discus, LS-4.
è un’esperienza più volte ripetuta,
Aliante preferito
lo affronto sempre con l’attenzio-
Francesca Resi - Duo-Discus. ne dovuta.
Paola Lanzieri - Il mio, in fondo Hai mai volato con un’altra
sono le mie ali! donna?
Un volo che ricordi volentieri Francesca Resi - Sì, tra il 1990 e
Francesca Resi - Il tentativo dei il 2005 ci sono state altre 3 donne
300 km anche se, a causa delle (iscritte al club in tempi diversi)
condizioni meteo, l’ho dovuto in- con cui ho fatto qualche volo. Han-
terrompere a 280. Mi sono sentita no tutte smesso di volare: una per
una regina!. trasferimento sul lavoro e le altre
Paola Lanzieri - Ce ne sono tan- per impegni familiari.
tissimi; forse quello che più mi ha Paola Lanzieri - Ma certo che sì.
Paola Lanzieri con Elena Fergnani
sorpreso è stato un volo di 497 km Ricordo sempre con piacere quan-
in versione “streghe” durante il Ba- durante il mondiale in Ungheria. do sono stata in volo con Margot o
ba-Yaga del Campionato Mondiale Non avrei mai pensato di farcela! con Gillian Spreckley e, anche se

42 Volo a Vela
N° 322
non è una volovelista, con mia ma- ma non per volarvi. tente di volare perché ti fa andare
dre. Paola Lanzieri - Si certo, vado dove vuoi tu e non dove ci sono i
3 aggettivi per definire i tuoi volentieri a volare altrove. cumuli.
colleghi aliantisti uomini Il Club in cui preferisci volare Volo solitario o volo in grup-
Francesca Resi - Collaborativi, Francesca Resi - Rieti. po?
gentili, rispettosi. Francesca Resi - In gruppo, è
Paola Lanzieri - Nel mio o in al-
Paola Lanzieri - Simpatici, di- tri in cui mi trovo bene, come ad più divertente.
sponibili, solidali. esempio Calcinate o Ferrara. Paola Lanzieri - Non ho prefe-
3 aggettivi per definire le tue Volo di pianura o volo di mon- renze; mi diverte però poterne par
par-
colleghe aliantiste tagna? lare quando sono a terra.
Francesca Resi - Sono l’unica Francesca Resi - Montagna. Virata a destra o a sinistra?
donna del mio gruppo! Paola Lanzieri - In pianura è più Francesca Resi - Destra.
Paola Lanzieri - Piacevoli, gen- facile per me perché ci sono abi- Paola Lanzieri - Dipende da
tili, divertenti. tuata, ma in montagna è molto più dove chiama.
Fai attività di club? affascinante. Partecipi a gare?
Francesca Resi - Sì, il più pos- Max quota raggiunta Francesca Resi - No.
sibile. Francesca Resi - 3700 m in onda. Paola Lanzieri - Si.
Paola Lanzieri - Certo che sì, Paola Lanzieri - 3500 m circa. Quale è la attività più impor-
moltissima. Durata del volo più lungo tante che hai fatto per il volo
Hai incarichi nel tuo club? Francesca Resi - 5h 20’ per pro- a vela?
Francesca Resi - Sì: cerchiamo va FAI. Francesca Resi - Aver riportato
di alternarci nel Consiglio. Paola Lanzieri - Circa 7 ore. il VaV a Verona nel 1986 con l’aiuto
Paola Lanzieri - Consigliere. Descrivi la organizzazione di di un altro pilota e della presiden-
Ci sono altre donne aliantiste una tua giornata volovelistica za dell’aeroclub di Boscomantico.
nel tuo club? standard Sono poi stata rappresentante di
specialità con il compito di curare
Francesca Resi - No. Francesca Resi - Vado in cam-
la sezione (38 piloti), seguire
Paola Lanzieri - Si altre due, po per tempo, controllo accurata-
una già brevettata, un’altra prossi- mente il mio aliante e mi preparo
ma al brevetto. un programmino a seconda delle
Il tuo club è frequentato da situazione meteo.
donne non pilote? Paola Lanzieri - Arrivo in cam-
Francesca Resi - Solo quando ci po la mattina e, dopo aver studiato
sono cene o raduni. la meteo, inserisco un tema. Ver
Ver-
so le 13 decollo e poi via… Se va
Paola Lanzieri - Solo durante le
bene torno a casa se no confido in
cene di club o le cene tra noi amici.
qualche anima pia che mi venga a
Che attività fanno le donne recuperare.
non pilote?
Descrivi il tuo volo standard
Francesca Resi - Collaborano se
Francesca Resi - Vado in giro a
ci sono cene in campo o attività di-
godermi il panorama.
vulgative del volo.
Paola Lanzieri - Di solito volo
Paola Lanzieri - Non lo so.
con temi prefissati, per cui cerco il
Frequenti altri Club? modo migliore di riuscire a girare Francesca Resi dopo un bel volo in
Francesca Resi - Casualmente, il pilone. È un modo molto diver
diver- biposto

Volo a Vela
N° 322 43
la scuola di volo, rappresentare il Conosci la storia del volo e del lo di aquila.
club nei raduni nazionali (13 anni Volo a Vela Paola Lanzieri - Stare per aria...
di duro lavoro ed arrabbiature!) Francesca Resi - E come se la si sta così bene lassù!
dal 1987 al 2000. Ho promosso conosco! Fai foto in volo?
il volo nelle scuole superiori, ho In collaborazione con i piloti AVS
tenuto un corso di cultura aero- Francesca Resi - Non più.
ho allestito una mostra fotografica
nautica per insegnanti. Nel 1996 Paola Lanzieri - A volte.
sulla storia del Volo a Vela. Questa
a Verona ho coordinato, con ha avuto tale successo che è stata Come pensi che sia variato
Provveditore e Presidi, il corso di acquistata dalla FIVV ed è diventa- l’approccio al volo negli anni?
Cultura Aeronautica Militare. Nel ta itinerante: è stata esposta anche Francesca Resi - Il volo a vela
1995 sono stata premiata dal CONI a L’Aquila in occasione della mo- era tempo e quota, ora è velocità
per “l’impegno profuso nella diffu- stra su Leonardo da Vinci nel 2008 e distanza.
sione dell’attività sportiva nella e a Rieti durante i Mondiali. Paola Lanzieri - Non è variato,
scuola”
Paola Lanzieri - Sì, ma non in rimane sempre il sogno di bambini
Non solo! modo approfondito. che prima o poi si avvera.
Sono stata nel Consiglio della Hai visitato musei del volo? Perché così poche donne nel
FIVV dal 2001 al 2008 e negli anni Volo a Vela?
Francesca Resi - Vigna di Valle,
2006, 2007 e 2008 ho collaborato a
Trento, L’Aquila, S.Pelagio. Francesca Resi - Si sa che il volo
Rieti all’organizzazione e al funzio-
Paola Lanzieri - Trento, San Pe- a vela è il più difficile ed evidente-
namento dei mondiali!
lagio a Padova e poi vari altri all’e- mente non sono sufficientemente
Paola Lanzieri - Non c’è un motivate.
stero.
evento o un’occasione; io cerco di
Il tuo personaggio storico del Paola Lanzieri - Non so, non è
dare al club tutta la mia disponi-
volo preferito una cosa che incontra il gusto del-
bilità e devo dire che vi trascorro
Francesca Resi - Leonardo da le donne forse per mentalità o per
molto tempo.
Vinci. condizione. Ciò che più mi stupi-
Leggi Volo a Vela? sce è che non c’è nemmeno in loro
Paola Lanzieri - Hubert Broad,
Francesca Resi - Sì, sono abbo- la curiosità…
pilota della prima guerra mondiale
nata dal 1986.
e collaudatore della De Havilland,
Paola Lanzieri - Certo che sì. ha avuto la fortuna di volare sul Ti- Francesca e Paola: due donne
3 aggettivi per definire la rivi- ger Moth (il mio aereo preferito). che propongono due genera-
sta Volo a Vela Hai volato con alianti storici? zioni diverse, due stili di vita
Francesca Resi - Preziosa, pre- Francesca Resi - ASK-13 ad e di volo diversi, ma entrambe
ziosa, preziosa. Asiago. donne meravigliose piene di
Paola Lanzieri - Riesce a riunire Paola Lanzieri - No, non anco- vitalità e di gioia di vivere che
aspetti tecnici, ludici e agonistici: ra, ma ho promesso a mio marito hanno dedicato e dedicano al
è unica. di volare con il suo M-100. Volo a Vela gran parte dei loro
Che cosa pensi di FlyDonna? Le difficoltà maggiori del volo interessi e delle loro scelte di
Francesca Resi - È una splendi- Francesca Resi - La concentra- vita.
da iniziativa. zione, il controllo continuo dello E io che sono la terza? Come
Paola Lanzieri - È senz’altro un spazio aereo. vivo il volo a vela?
bel modo di ritrovarsi. Paola Lanzieri - Le scelte. Sono di età intermedia tra
Ami frequentare raduni? La soddisfazione maggiore Francesca e Paola (1951), ma
Francesca Resi - Vado raramente. del volo mi sento più vicina a France-
Paola Lanzieri - Non sono un’as- Francesca Resi - Volare insie- sca, forse perché quando feci
sidua frequentatrice. me a un falchetto o a un cuccio- la scuola io (1993), ancora si

44 Volo a Vela
N° 322
parlava soprattutto di plasti- più difficoltà a trascurare gli velisti modenesi, ho venduto il
ficare cartine e non di GPS e impegni della vita e che si la- mio caro e vecchio Pirat, con
computer vari e, inoltre, es- scia molto condizionare dalla cui ho fatto lunghissimi voli
sendo di mestiere un’informa- presenza maschile che è al sia a Pavullo sia a Caiolo, volo
tica, non mi va dipendere da suo fianco.
anche in ultraleggero, mezzo
strumenti elettronici anche in Pilone ad ogni costo? Per for
for-
che mi permette di spostarmi
volo. Il volo, ha ragione Paola, za un tema? Per me no.
è libertà, non solo libertà nel- evitando l’automobile, il traffi-
Nella maggior parte dei casi
le 3 dimensioni, ma libertà da co della strada, le multe.
decido che cosa fare in volo
te stessa, dai condizionamenti in base alle condizioni che Il mondo degli ultraleggeristi
della famiglia, del lavoro, del- trovo e se ho quota continuo è molto diverso dal mondo
le amicizie. entrando nel cono di un altro del volo a vela, ma ha anche
Arrivare su un campo di volo aeroporto (mi sembra un otti- questo il suo fascino, anche se
a vela significa trovare colla- mo fuoricampo), altrimenti ri- una cosa è volare, un’altra è
borazione, interessi comuni, entro godendomi il panorama, trasferirsi.
spirito di gruppo; volare in magari lasciando i comandi al
aliante significa liberare la secondo pilota, visto che ora
testa da tutto quanto ci ha im- volo con uno Janus A in com- Queste sono 3 aliantiste. E
pegnato durante la settimana proprietà con Vittorio Magni: le altre? A che cosa mirano?
per affrontare con attenzione, da Ferrara, cominciando con Amano gareggiare come Pao-
concentrazione, determina- un volo di pianura, in cui il la o preferiscono il volo tran-
zione e capacità decisionale mare talora si mescola al cie-
quillo come me e Francesca?
l’obiettivo che ci si è proposti: lo, è possibile raggiungere, in
queste emozioni credo che si- buone giornate, i Colli Euga- Un invito per il prossimo anno
ano molto più accentuate in nei o l’Appennino. Da qualche a Caposile: ci conosciamo, ci
una donna che ha meno risorrisor- anno poi, da quando in un mo- contiamo e ci confrontiamo
se fisiche di un uomo, molta mento di rabbia verso i volo- con le altre donne del volo.

Volo a Vela
N° 321 37
46 Volo a Vela
N° 322
Volo a Vela
N° 322 47
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48 Volo a Vela
N° 322
EPIGRAFI

Ricordo di un amico un aiuto, ad un consiglio. Caro Nino il ricordo di Te


durerà quanto la nostra vita. Quando ci rivedremo
L’ing. Nino Pagnoni ci ha lasciato il 25 settembre in un altro tempo e luogo non sarà facile trovarti
2010; si è spento nella sua abitazione, solo, in si- fra i tanti che saremo, ma sapremo dove cercarti:
certamente vicino a un’elica o sotto un’ala.

Paolo Grazioli

Jochen Ewald, 1935-2010


Sul sito della Schempp-Hirth è apparsa la notizia
della morte per attacco cardiaco, improvvisa e ina-
spettata, del famoso giornalista tedesco Jochen
Ewald. Aveva settantacinque anni.
Ewald era una persona speciale, di forte umanità,
che aveva scelto di dedicarsi completamente alle
prove e valutazioni in volo di alianti, aeroplani e
ultraleggeri. Per realizzare questo sogno si è do-
vuto adattare, talvolta, a uno stile di vita frugale.
I suoi lavori sono stati regolarmente pubblicati da
molte riviste tedesche ed internazionali, mentre la
sua consulenza si è spesso rivelata preziosa per i
costruttori, con i quali non ha mancato in qualche
occasione di scontrarsi. Attraverso la collaborazio-
ne con l’Idaflieg egli aveva approfondito ed affinato
lenzio. Con discrezione, com’era nel suo carattere, le tecniche di valutazione del comportamento dina-
dopo un lento e inesorabile degrado del suo stato mico dei velivoli, divenendo un’autorità indiscussa
di salute, noto solo ai pochi amici che lo frequenta- nel settore. Nulla, delle caratteristiche di un aero-
vano. Fu Lui ad insegnarmi come tenere la cloche mobile, gli sfuggiva. Ne sentiremo per sempre la
nel “Canguro“, e ad amare quell’andare fra le nuvole mancanza.
che poi divenne la passione della mia vita. A Lui mi Aldo Cernezzi
sentivo vicino in molte cose: nel modo di vedere la
vita con i suoi valori, nell’amore per la montagna,
per la natura; come molti altri che lo avevano co-
nosciuto, apprezzavo la sua dirittura morale, quella
sua pignola correttezza e la gentilezza più consona
con i tempi passati; quello però che più mi legava a
Lui era l’amore per il volo cui aveva dedicato la sua
esistenza sin dall’età giovanile quando aveva deciso
di arruolarsi nell’arma aeronautica.
Mi restano della sua persona ricordi bellissimi: le
prime insegne conquistate con l’aliante, le infuoca-
te giornate di Rieti durante i campionati, le vacanze
a L’Aquila nell’aeroporto di Preturo, le camminate
sul Terminillo e poi tanti altri momenti emozionan-
ti: le avventure dei fuori campo con i rocambole-
schi ricuperi ed ancora le festose serate conviviali
seduti a raccontare, raccontare…
I vecchi e nuovi piloti di Vicenza di Thiene ed Asia-
go ricordano con tanto affetto e rispetto l’amico
scomparso, il suo altruismo, la sua disponibilità ad
Volo a Vela
N° 322 49
Comandante... si fa per dire, Zardin (Nando Zardin)
Zardok@libero.it

Masera
2010 Le 3+(3) C del volo in aliante

C
ome già altri anni anche quest’an- del secondo periodo assistito da Michelet-
no il gruppo del Secondo Perio- ti. Venerdì, eseguiti i controlli e rimesse al
do di Calcinate si è trasferito, loro posto un po’ di viti al “Quattro Hotel”
alla metà di luglio, presso il campo volo (Aviat Husky A-1) sotto lo sguardo attoni-
di Masera in Val d’Ossola (coordinate 46° to e preoccupato degli assistenti mecca-
08’ Nord; 8° 18’ Est), accolti come sempre nici, partono i voli di addestramento per
con simpatia ed amicizia dai nostri cor cor- il volo in montagna. Lo Zio Rossi, Sergio
diali amici del locale club di volo in primis Noce, Alberto Balducci e Alfio Lavazza
dal presidente Piero Bracali. si prodigano nel far volare i “Cadetti”
Abbiamo occupato festosamente l’aero- e… mentre c’è chi vola, altri approfittano
porto, con un Duo-Discus, due ASK-21 e dell’assenza del direttore Albertazzi dan-
un DG-300, trainati dall’Husky I-HHHH dosi da fare per ottenere ‘passaggi mac-
dell’instancabile Magnaghi, coordinatore china’ non autorizzati.

50 Volo a Vela
N° 322
Nel pomeriggio, come spesso suc-
cede, il vento di valle esegue il suo
spettacolo costringendoci a rimane-
re in attesa.
Sabato mattina l’aeroporto ospita
una lodevole iniziativa organizzata
dalla locale sezione del Rotary Club:
con un elicottero della Eliossola si
porterà in volo un nutrito gruppo di
diversamente abili. L’esperienza del volo in elicottero, per un gruppo di ragazzi diversamente abili

Le operazioni di “picchettaggio” a fine giornata “Puntatina” gastronomica al passo del Sempione

Purtroppo grossi nuvoloni fanno pre-


sagire una giornata sotto la pioggia.
Pioggia che puntualmente arriva a ro-
vinare parzialmente la giornata. Noi
diamo un contributo alla festa con un
passaggio veloce del Duo in asse pista
da parte dello Zio e di Sergio.
Spunta un raggio di sole e mentre il
gruppone gusta un’enorme e sapori-
ta grigliata, al prode Baldo (Alberto Passaggio sulla pista del Duo Discul
Balducci) novello istruttore e tutor
del secondo periodo, viene la nostal-
gia. Nella vita se ne vedono e se ne
sentono di ogni specie, a lui manca
la bionda svizzera Cardinal - è solo
una marca di birra, cosa credevate - e
così non potendo volare si parte per
il Passo del Sempione che oltretutto
è lì a due passi. Ora mi e vi chiedo: un
passo può essere a due passi? Atten-
do risposte. Una bella panoramica di Masera, vista in volo

Volo a Vela
N° 322 51
Polenta e würstel con salsina di ci- (Scanner, su RaiDue). Sono espe- tre “C” nel volo a vela. Per andare
polle e birra Feldschlösschen, nien- rienze vissute nella stessa zona ove in Cima segui una Cresta e quando
te Cardinal ma va bene ugualmente, noi liberamente e liberi voliamo. sei in Cima mettiti sotto Cumulo e
e nonostante i 15 °C, siamo a 2.000 Domenica in tarda mattinata per il poi centra e sfrutta tutta la termica.
metri, si pranza all’aperto. La simpa- ritorno a casa, con Sergio sul Duo ci Ma, aggiungo io, per andare in giro
tica cameriera ci fa sfigurare con la facciamo trainare a 1.500 metri so- ci vogliono altre tre C. Ci vuole Cuo-
sua mise, poi di nuovo a Masera. pra Santa Maria Maggiore. Sgancio, re o il giusto Coraggio di girare la
La serata trascorre come d’abitu- inversione di virata e in una termica termica inclinando il dovuto (non è
dine presso il vicino agriturismo robusta ci portiamo a 2.500 metri. mai troppo per chi si siede dietro)
Moon Light. Durante una pausa Via quindi lungo una cresta verso e tenendosi a giusta distanza dal
della cena (tra gli gnocchi all’Os- le cascate del Toce, in attesa che i terreno. Poi ci vuole Chiappa per
solana e un piatto di carne cruda) due ASK-21 di Speedy+Ferrario e di sentire quello che l’aliante ti dice,
Gugliemo Giusti a nome del CSVVA Pisano+Sibilia ci raggiungano per ed infine ci vuole ‘Culo’ per arrivare
provvede alle premiazioni. Per pri- tornare in formazione a Calcinate. quando la termica è sufficiente per
mo il nostro ospite Sig. Alessandro Mentre aspettiamo, la vocina pro- fare cantare il variometro; perché se
che, commosso dal Premio “Buona veniente da dietro, e non è quella non sei bravo l’ultima C non guasta
Forchetta”, a stento trattiene le la- di un ‘Ganassa’, dice che ci sono mai, caro Sergio.
crime, e mentre le trattiene ci porta
un altro giro di bottiglie, poi si passa
alla premiazione dei “Prodi Volatori
delle Alpi” ovvero coloro che hanno
partecipato a questa bella esperien-
za. Infine Guglielmo ci affascina e ci
tiene vigili con i suoi ricordi dei tri-
sti e tragici giorni vissuti nell’autun-
no del 1944 con la Divisione Valtoce
per poi finire internato in Svizzera. Il
loro fu il sogno di creare una repub-
blica che Giovanni Minoli ha chia-
mato “La Repubblica dell’Utopia” Controlli prevolo prima del traino

Ritorno da Masera con il Lago Maggiore in lontananza

52 Volo a Vela
N° 322
PICCOLI ANNUNCI L’accesso alla rubrica degli annunci è gratuito per tutti i soci.
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