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ESAME DI DESIGN 2

PROFESSORI : ELISABETTA FURIN STUDENTI : VALENTINA BARBABIETOLA


PAUL ROBB MARIO MILIA
RICCARDO SIRCI

ANNO ACCADEMICO : 2017/2018


BRIEF
“Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena
di lottare.”
Albert Einstein
“Progetto integrato di arredo urbano e comunicazione visiva”
IL PARCO DELLA CUPA
Il giardino urbano della Cupa sorge al limite del centro storico della città di Perugia ed è articolato in tre settori. Il primo
è composto da uno spazio verde collocato ai piedi delle mura antiche dove è situato un teatro a gradoni completato nel
2010. Il secondo settore comprende un percorso alberato con un parco attrezzato per bambini, a ridosso della galleria Ken-
nedy. L’ultimo settore è composto da un boschetto di lecci che si sviluppa lungo due terrazzamenti attraversati da sentieri
che collegano l’arena con il parcheggio di via Pellini, progettato dal celebre architetto e paesaggista Pietro Porcinai.

L’INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE
Questo laboratorio parte dalla riscoperta e dal recupero di uno dei pochi parchi urbani all’interno del centro storico di Pe-
rugia, che si lega all’Accademia di Belle Arti “P.Vannucci” anche grazie alla vicinanza con la storica sede di San Francesco
al Prato. L’Associazione Porta Eburnea negli ultimi tempi si è fatta promotrice della valorizzazione di questo spazio verde
che ha attraversato in passato anni di degrado e abbandono. All’inizio del 2018 Il Comune ha dato il via ad un’operazione
di riqualificazione dell’area. In concomitanza con questi provvedimenti l’Associazione ha firmato un protocollo di intesa con
l’Accademia per l’elaborazione di proposte e iniziative che portino nuova vita al Parco della Cupa.
«La speranza – affermano Giancarlo Barboni e Armando Flores Rodas, dell’associazione Rione di Porta Eburnea – è che,
con questi interventi e la futura promozione di iniziative si riesca a riportare le persone in questo parco, rilanciandone
l’immagine». Il piano di promozione prevede anche un riassetto dell’illuminazione, l’arrivo di telecamere di sorveglianza, il
recupero dell’area dei servizi igienici e della pulizia dei giochi. Inoltre il parco sarà presto dotato di connessione internet
aperta a tutti tramite Wi-Fi.

IL PROGETTO
Gli studenti del corso di Design 2 dell’ABA sono chiamati ad elaborare una proposta che abbini la progettazione di attrez-
zature destinate alla fruizione pubblica alla comunicazione informativa all’interno dello spazio verde. Il progetto partirà da
una ricerca approfondita sul luogo, sia dal punto di vista storico che dal punto di vista attuale, per indagare quali siano le
problematiche e le necessità degli utenti che abitano o frequentano la zona e che potrebbero fruire di questo parco pub-
blico. A partire da una ricognizione sullo stato attuale gli studenti, articolati in gruppi da due massimo tre persone, formu-
leranno una “visione” del futuro del Parco della Cupa.
La docente Elisabetta Furin sarà responsabile per le revisioni dei progetti che riguardano l’arredo urbano e le attrezzature
pubbliche, mentre il docente Paul Henry Robb guiderà la progettazione dei sistemi di comunicazione visiva integrati. Le
proposte di riqualificazione saranno presentate all’Associazione Porta Eburnea.
REPORTAGE
“La nazione che distrugge il proprio suolo
distrugge se stessa.”
Franklin delano Roosevelt
Descrizione del parco
Il parco è situato al limite esterno di
Perugia, lungo le mura etrusche.

É SUDDIVISO IN TRE LIVELLI:


il primo é composto da un prato che si
estende ai piedi della mura dove al centro
è situato un teatro a gradoni rivolto verso il
paesaggio. (arena creata nel 2009-2010).
Al prato si accede dalla scalinata che scen-
de da via della Cupa e dal percorso che
si sviluppa lungo le mura fino a Via delle
Forze.
Questo percorso bordato da cipressi (a
valle) e dalle mura urbiche (a monte), for-
ma il secondo settore.
Un terzo settore coincide con la terrazza
creata al livello intermedio, sopra l’entrata
della galleria Kennedy.
La terrazza a forma di emiciclo é delimita-
ta da una balaustra (lato verso la strada) e
dal muro di terrazzamento del livello supe-
riore del parco dove è collocato l’impianto
di aerazione della galleria sottostante. L’ul-
timo settore coincide con un boschetto di
lecci che si sviluppa sui pendii degli ultimi
due terrazzamenti attraversati da sentie-
ri che collegano l’area della terrazza (se- Veduta panoramica
condo settore) con l’entrata al parco di via della Cupa
Pellini.
Pianta delle mura medievali
di Perugia

Tra le scale mobili La Cupa, la rampa della Canapina


e la Canapina e la Galleria Kennedy
Riqualifica del parco
Dopo aver vissuto una fase ha dato il via a una prima che ha deciso di presen- frontare sono state riporta-
di degrado, il parco della fase diriqualificazione. tare le problematiche del te di seguito con un repor-
Cupa si appresta a vivere Ancora oggi, il lavoro da parco al corso di Design tage fotografico.
una nuova vita, anche grazie svolgere è molto, ma le as- 2 dell’accademia di Bel-
all’impegno dei residenti e in sociazioni ci stanno met- le Arti P. Vannucci, dove
particolare di due associa- tendo tutta la loro buona verranno presentate delle
zioni (Porta Eburnea e Prio- volontà, come l’iniziativa proposte progettuali su
ri che hanno preso l’area in presa da parte dell’asso- vari temi adibiti al parco.
gestione) e del Comune che ciazione Porta Eburnea, Le problematiche da af-

Planimetria generale
Vista aerea della Cuparella

Una postierla della Cupa La postierla sulle mura


che circondano il parco
Danneggiamento degli
elementi pubblici
Imbrattamento e
deturpamento dei luoghi
LA STORIA DEI RIFIUTI
UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO
All’inizio della sua vita sulla delle concerie o dei falegna- taria delle acque del Tamigi e
Terra, l’uomo non aveva pro- mi, un’organizzazione urba- dei pozzi urbani era ancora
blemi con i rifiuti: essenzial- nistica basata anche sulla accettabile, dopo l’esplosione
mente cacciatore, si cibava di produzione di rifiuti, che ser- legata alla nascita delle fab-
animali senza produrre nul- viva a evitare lo svolgimento briche le cose peggiorarono.
la ed era nomade. Una volta di determinate operazioni in Da un lato, con alcune invenzio-
divenuto sedentario e agri- zone vicine alle abitazioni o a ni come il water e i tubi di ghi-
coltore, però, il problema co- strade importanti della città. sa, l’igiene personale migliorò.
minciò a porsi: l’attività di col- La Rivoluzione Industriale Senza un moderno sistema di
tivare i campi, cominciata nel del XIX secolo portò profon- fogne, però, la sanità pubbli-
Neolitico, prevedeva una pre- di cambiamenti nell’organiz- ca fu messa a dura prova, con
senza fissa in un luogo. Inevi- zazione delle città europee. frequenti epidemie di malat-
tabile, dunque, l’accumulo di Londra, per esempio, divenne tie contagiose come il colera.
rifiuti e scarti, che nel corso in poco tempo una metropoli Dopo il 1850, grazie ai progres-
dei secoli ha portato alla co- e se fino ai primi anni del 1800 si dell’ingegneria, finalmente
siddetta “città pestilenziale”, la situazione igienico-sani- la città cominciò a dotarsi di
un centro urbano senza alcun
accorgimento contro cattivi
odori, resti di animali e scar-
ti di produzioni artigianali
con materiali di ogni tipo. E’
attorno all’anno 1000, nell’I-
talia settentrionale e in Euro-
pa cominciarono ad arrivare i
primi provvedimenti cittadini
volti a migliorare le condizioni
igieniche nelle città. Ordinan-
ze curiose, come quella che
autorizzava il lancio di orina-
li, preannunciato da grida, a
determinate ore della notte
o che obbligavano a tene-
re puliti luoghi cruciali, come
mercati, chiese, canali e poz-
zi. E’ anche in questo periodo,
l’inizio del Medioevo e delle
corporazioni lavorative, che
cominciarono a crearsi nelle
città zone dedicate alle diver-
se attività: il rione dei macellai,
fognature e le emergenze rien- tive sono cambiate e il tema del-
trarono. Nei decenni a seguire, lo smaltimento dei rifiuti è ora
le società urbane cambiarono sotto gli occhi di tutti. Si comin-
volto e nelle città iniziarono a cia a pensare a come dare loro
spuntare i primi cassonetti per una nuova vita, a come reinse-
raccogliere i rifiuti. Nonostante rirli nel ciclo produttivo. Un’intu-
la cultura pre-industriale impo- izione che in Italia ha avuto un
nesse alle persone di riciclare il importante pioniere: l’Emilia Ro-
più possibile i materiali e gli og- magna. Qui, già dagli anni ’70, le
getti, considerate anche le am- allora aziende municipalizzate
pie sacche di povertà, con l’av- hanno cominciato a raccoglie-
vento del primo consumismo, re in modo differenziato i rifiuti,
e questa abitudine scomparve. anticipando le norme della Co-
Col passare degli anni, i rifiuti di- munità Europea. Ad esempio,
vennero qualcosa da allontanare chiamate ai tempi Amiu Mode-
dalle città, scaricandoli (e dimen- na e Amiu Bologna avviarono
ticandoli) il più lontano possibile. la raccolta differenziata della
Un comportamento che presup- frazione secca dei rifiuti solidi
pone un ambiente naturale che urbani. Alla fine degli anni ‘70,
funzioni come una pattumiera cominciarono a organizzare le
dalla capacità infinita. Ciò ov- raccolte di carta, farmaci, latti-
viamente non è possibile e pre- ne e pile e, in seguito, si iniziaro-
sto ci si accorse dei gravissimi no a costruire gli impianti. Oggi,
limiti di questa strategia, anche grazie ai termova lorizzatori e a
perché comparvero nuovi ma- innovazioni tecnologiche come
teriali e oggetti ingombranti: le biodigestori e impianti di com-
plastiche, gli antenati del packa- postaggio, si è ormai imposto il
ging, le auto, i primi apparecchi concetto di rifiuto come risorsa,
elettrici. Il boom economico del- nonostante le notevoli differen-
lo scorso secolo ha accentuato ze regionali che esistono ancora
questo percorso: nella società nel nostro Paese. Lo smaltimen-
in cui l’impe rativo è comprare to in discarica, scelta quasi unica
e consumare non c’è posto per e comunque principale 40 anni
pensare a cosa fare di ciò che si fa, è divenuto oggi l’ultimo siste-
butta via e la produzione di rifiu- ma, come chiaramente definito
ti giunse alle stelle, concentran- nelle direttive Ue. Le prossime
dosi nelle città e aumentando al sfide per il futuro vanno verso
ritmo della crescita economica. una- riduzione della produzione
E’ solo negli ultimi anni che in dei rifiuti, possibile anche gra-
tutto il mondo si è diffusa una zie a precisi accordi con i pro-
coscienza “ecologista”, che ha duttori, in una rete di responsa-
iniziato a occuparsi della difesa bilità condivise e di efficienza.
dell’ambiente. Le filiere produt-
PROGETTO
“Il volo ci ha regalato gli occhi degli uccelli,
un punto di vista prezioso per osservare tan-
to mondo tutto insieme e lo scempio che ne
stiamo facendo”.
Le Corbusier
CONCEPT
“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la
più bella forma d’arte che si possa desiderare”.
Andy Wahrol
Progetto “Infogreen”
Il nostro progetto “Info Green” ha preso a cuore una delle problematiche fon-
damentali del Ventunesimo secolo: l’inquinamento.
Abbiamo deciso di sviluppare l’idea di “secchio dell’immondizia” non
solo come un recipiente per poter buttare la spazzatura, ma utilizza-
to come vero e proprio promotore sociale sulle condizioni di inquinamen-
to del pianeta, riportando i rischi che si possono correre, e che si stan-
no correndo, se ognuno di noi non inizia a dare il proprio contributo.
Il progetto è composto da due pannelli, che si intersecano tra di loro,
e sul fronte di ogni pannello sono inglobati i cesti della spazzatura a for-
ma cilindrica. Il pannello, creato ad uso informativo, presenta su tutta
la sua superficie un info-grafica che espone informazioni a livello glo-
bale dei danni dell’inquinamento alla natura, con grafici e illustrazioni.
PROGETTAZIONE
“Potrei sopravvivere alla scomparsa di tutte le
cattedrali del mondo, non potrei mai sopravvi-
vere alla scomparsa del bosco che vedo ogni
mattina dalla mia finestra.”
Ermanno Olmi
Procedimento costruttivo e Materiali
Pannelli resistenza dieci volte superiore rispetto all’acciaio, pur ta dei rifiuti organici, l’illuminazione è sempre posta
essendo molto leggera. in modo tale che possa illuminare sia il fronte che il
Per illuminare “Info Green” è stato deciso di porre del- retro del pannello, ma in questo caso sarà posta esat-
Il pannello è stato pensato in le illuminazioni a LED sopra le intersezioni dei pannelli, tamente sulla fine del pannello, sulla parte più alta.
PLASTICA DI CANAPA, materia- esternamente, sotto le intersezioni nella parte interna,
le composito, costituito di fibre per quanto riguarda la formazione con quattro secchi
di canapa, assolutamente pro della spazzatura; invece per la soluzione della raccol-
ambiente perché a differenza
della plastica tradizionale, non
deriva dal petrolio e non contie-
ne quindi tutte quelle sostanze
altamente tossiche e non bio-
degradabili, come l’acido poli-
lattico (PLA), il PBS o il PHA.
È stato scelto questo materiale
come riferimento alla storia del
parco della canapina, nel quale
nel medioevo veniva coltivata la
canapa.
I polimeri necessari per ottenere
la plastica di canapa, vengono
ricavati da piante come il mais,
la barbabietola da zucchero o il
riso.
Oltretutto questa tipologia di
plastica è assolutamente ricicla-
bile, compostabile, e come già
detto biodegradabile. Il concet-
to di fondo che descrive a pieno
questo materiale è che quello
che è stato ottenuto dalla ter-
ra può ritornare alla stessa sen-
za arrecare danni, tra l’altro la
plastica di canapa è molto più
resistente di quella derivata dal
catrame. Si stima che abbia una
Contenitori
La decisione di scegliere il vetro
temperato è senza dubbio data dal-
la sua caratteristica di resistenza, sei
volte di più del classico vetro, e per
questo riesce a mantenere le sue ca-
ratteristiche a lungo negli anni, poi-
ché resiste ad urti e sollecitazioni.
Il vetro di ogni cestino però sarà di
diverso colore: verde, giallo, azzurro
e nero, ognuno abbinato al proprio
raccoglitore di raccolta differenzia-
ta, seguendo le normative vigenti
del luogo, così da espandere anche
l’istruzione alla raccolta differenzia-
ta, dal bambino all’anziano. Il cesti-
no è dotato all’interno di un anello
metallico su cui si può agganciare il
sacco di plastica per un più semplice
svuotamento del contenitore.

Sono state inoltre affrontate le problematiche in


caso di pioggia, e per la visone notturna delle in-
stallazioni: per evitare che l’acqua non riempia i
secchi abbiamo posto quattro fori alla base del
secchio, che lascino così defluire l’acqua sul terre-
no, evitando il totale riempimento di essi.
Organico
Oltre alla composizione appe- ta alla raccolta dei rifiuti organici, di tutti i cibi gettati, che può di-
na esposta, è stata ideato anche infatti frontalmente il secchio cilin- ventare un esperienza educativa
un secchio posto singolarmen- drico sarà di plastica scura, che non soprattutto per i bambini.
te, sempre comprendente di in- permette la visone del suo conte-
fo-grafica, ma che regge su se nuto interno, ma che sarà ugual-
stesso grazie ad un sostegno mente visibile dall’osservatore se
trasparente in vetro temperato, gira intorno all’impianto, perché la
posto sul retro del pannello, da seconda metà del secchio sarà di
metà sino al terreno. Questa op- vetro trasparente, così da mostra-
zione è completamente dedica- re il processo di decomposizione
RENDERING
“Noi abbiamo bisogno di una nuova coscienza
ambientale su basi globali. Per fare questo, ab-
biamo bisogno di educare le persone”.

Mikhail Sergeevich Gorbachev


Pannello Differenziata
Vista
Assonometrica Vista Frontale
Vista Vista
Superiore Laterale
Pannello Organico

Assonometria Frontale

Laterale Superiore
DISEGNI TECNICI
“Ci deve essere un modo migliore per fare le
cose che vogliamo, un modo che non inquini il
cielo, o la pioggia o la terra.”
Paul Mccartney
2400
1200 1200 2400
40 40

2000 2000 10 10

1098 1098
1090 2400
1090 2400
850 850

2000 2000 10 55° 80° 10 55° 80°

500 500
900 1098 900 1098
1090 1090
850 850

55° 80° 55° 80°

500 500
900 900

Frontale Laterale

R250 R240
R250 R240

1 : 20 R250 R240 R250 Superiore


R240
2700

60

770

3200

3028

2410
10
1100
1510

1000
70°
400

60
400
700 2000
1600
Frontale Laterale
R200 R190

1 : 20
Superiore
INFOGRAFICHE
“Io sono me più il mio ambiente e se non pre-
servo quest’ultimo non preservo me stesso.”
José Ortegas y Gasset
FOTOINSERIMENTI
“Ogni individuo ha il potere di fare del mondo
un posto migliore.”
Sergio Bambarés
INFOGRAFICHE APPLICATE

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