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Capitolo 2 Cos'è un conflitto pratico?

La grammatica del conflitto. Può accadere che ti presenti una due norme che pretendono di guidare un
medesimo comportamento, di un medesimo soggetto in due modalità incompatibili. In questo caso ci
troviamo di fronte ad un conflitto pratico. In particolare nella situazione in cui l'adempimento dell'una
impedisce l'adempimento dell'altra.( quindi un soggetto che potenzialmente potrebbe fare sia Xche Y, sa
che se fa X, non potrà fare Y Anzi violerà Y stessa e contrario) Possono esserci: conflitti della volontà ( chi
avviene in ambito interiore soggettivo), conflitti tra norme sociali in senso stretto ( che solitamente nascono
dai condizionamenti nati all'interno del gruppo sociale dalle dinamiche dello stesso), conflitti tra norme
giuridiche e morali (es. un rifugiato chiede asilo a casa mia e una norma morale mi imporrebbe di farlo ma
allo stesso tempo un ordinanza comunale vieta di ospitare rifugiati nelle abitazioni private.) A questo punto
è il caso di analizzare Due tipologie di ragioni per agire con funzioni diverse all'interno del ragionamento
pratico: 1 ragionamento Pro tanto: sono ragioni per agire che sono suscettibili di essere sopravanzate da
altre ragioni nella giustificazione di un'azione. 2 ragioni tutto-considerato: sono ragioni che si ritrovano a
non poter essere sopravanzato ed altre ragioni. Hanno la capacità di giustificare un'azione quindi hanno
funzione concludente. Una ragione Pro tanto può diventare tutto-considerato nel caso in cui non vi siano
altre ragioni concorrenti che possono risultare nella scelta, vi sono ragioni concorrenti ma non la
sopravanzano. Una ragione che soccombe può essere eliminata quando perde la forza normativa oppure
disapplicata nel caso in cui venga solo temporaneamente sospesa.

Tre tipi di incompatibilità. I conflitti pratici posso assumere forme diverse e li classifichiamo per: 1 forma di
incompatibilità in cui a sua volta possiamo distinguere: (1)incompatibilità pratica (quando due norme
prescrivono due comportamenti che si escludono a vicenda tipo devi fare vs non devi fare),può esserci un
incompatibilità pratica in astratto in cui il conflitto deriva proprio dalla loro formulazione es.numero uno
dice che ospitare un rifugiato obbligatorio, numero 2 che invece è vietato, può esserci incompatibilità in
concreto: il conflitto nasce dalla situazione concreta in cui le norme si trovano ad essere applicate es.
Numero 1 vieta di ospitare un rifugiato, numero 2 permette di ospitare lo straniero regolare come badante.
Se capitasse che questo straniero fosse anche riposato, perderebbe un conflitto; in astratto: numero 1
garantisce la libera concorrenza economica e numero 2 vieta agli imprenditori di operare invece in un dato
stato, così confliggendo con la libertà economica

(2) qui il conflitto non nasce dalla formulazione sintattica delle norme, ma dagli sviluppi del caso concreto.
Soluzione: una di esse andrà eliminata o disapplicata (3) incompatibilità strumentale: questo conflitto sorge
quando la prima non è un mezzo idoneo a conseguire quanto prescritto dalla seconda. es.1 prescrive di
garantire la dignità del malato e numero 2 invece prescrive di mantenere in vita la persona no Matter What.
Anche qui può essere in astratto o in concreto. Soluzione: la norma che fornisce un mezzo idoneo verrà
eliminata e talora sostituita da un'altra norma. (4) incompatibilità assiologica quando prescrivono il
perseguimento di fini tra loro incompatibili e parliamo quindi di "Conflitto tra principi". Questa situazione
sorge solitamente in concreto. Soluzione: costruire una gerarchia tre principi in gioco per capire quale sia il
più idoneo per il caso considerato, oppure cercare una mediazione. Nel caso in cui un soggetto si trovi nelle
condizioni di fare due cose, incompatibili tra loro, ma con due ragioni ugualmente forti in modo che
nessuna superi l'altra, Siamo di fronte invece ad un "Dilemma pratico".

Conflitti morali. E' difficile parlare di conflitti morali, proprio perché abbiamo detto che le norme morali
sono qualcosa di incondizionato, per cui dire che possono sorgere conflitti sembra quasi andare a negare la
loro capacità giustificativa. Oltretutto andare ad individuare dei criteri che possano indicare quale delle
norme è più importante, è controverso. Addirittura a volte è la stessa norma che richiede al destinatario di
tenere comportamenti incompatibili tra loro. Alcuni affermano che nascono conflitti morali a causa del fatto
che la società contemporanee Sono caratterizzate da "Pluralismo di valori". E' chiesto quindi, dalla filosofia
politica, quali limiti sia possibile porre alla libertà di un individuo per agire in una società pluralista sulla
base delle sue convinzioni morali. A questo punto possiamo dire che l'esistenza e la modalità di soluzione di
un conflitto morale, dipendono dalla teoria morale normativa adottata da chi agisce quindi dalla concezione
della morale contenuto in essa. Alcuni dicono che risolvere conflitti tra norme morali sia semplice perché
risulta ovvio quale delle due debba prevalere es. Repubblica di Platone, un amico presta delle armi e poi le
richiede ma intanto è impazzito, per cui sarebbe ovviamente pericoloso lasciargliele; Socrate dice che ovvio
che non si debba dargliele, anche se l'onestà è una norma generale. Ci sono delle teorie che a riguardo
abbraccio la linea consequenzialista: Ovvero la valutazione di una scelta d'azione dipende solo dalle sue
conseguenze. A questo punto quindi si possono gerarchizzare le preferenze e la teoria della scelta razionale
ha elaborato alcuni strumenti per farlo: individuare la ragione che sopravanza le altre grazie all' assiomia
della completezza e all'assiomia della transitività. Assomiglia della completezza: il valore dell'azione è dato
da tre tipi di relazione: tra due alternative, una sempre migliore, peggiore o uguale all'altra. Assomiglia della
transitività: te la prima alternativa è migliore della seconda, che è migliore della terza, allora la prima è
migliore della terza. Obiezioni:1 possiamo tutti avere opinioni diverse rispetto al bene da cui dipende la
valutazione dell'azione. 2 c'è chi dice che due scelte d'azione non possono essere valutate moralmente in
termini quantitativi, ma solo in termini qualitativi.3 si può sollevare il dubbio che esista un metro comune
per valutare i principi morali in conflitto. Dipende tutto dalla teoria morale è fatta proprio dal singolo, e
teoria di deontologica: secondo questa non ci sono dei criteri per valutare le scelte morali, ma o una
condotta è giustificata solo se consiste nell' obbedienza a una norma morale. Kant esponente principale di
questa teoria, avrebbe risolto il conflitto presentato sopra Dicendo che siccome a dire la verità è un obbligo
indifettibile derivante da una norma, le armi dovranno essere restituite all'amico anche se l'azione dovesse
risultare poco prudente. Dilemmi morali: quando due norme sono incompatibili tra loro ma nessuna delle
due sopravanza l'altra. Dilemmi morali asimmetrici: esempio narrato da Sartre in cui uno studente durante
la Seconda Guerra Mondiale aveva perso il fratello nell'esercito ed era combattuto tra l'aurruolarsi per
vendicarlo e stare a casa con la madre che rischiava di perdere l'ultimo figlio rimasto. In questi casi Sartre
diceva che la scelta di azione non può essere guidata da una giustificazione razionale in quanto i valori
morali protetti rispettivamente sono incommensurabili, non possono essere confrontati, in quanto non c'è
alcuna dimensione comune o quello che li accomuna non è qualitativamente rilevante. Dilemmi morali
simmetrici: sorgono in seguito all'applicazione della medesima norma o di norme equivalenti. es.Scelta di
una madre ebrea tra quale dei due figli portare con sé e quale abbandonare. Qualunque scelta venga fatta
comporterà la violazione della medesima norma morale. Chi agisce ha una ragione per tenere due
comportamenti tra loro incompatibili e la scelta di un comportamento sull'altro comporta comunque la
violazione di quanto quella ragione prescriveva. C'è anche chi, nel dibattito filosofico dice che i confini
morali non esistono perché i sono irrilevanti o impossibili. Per esempio si dice che guardando dal punto di
vista delle tesi consequenzialista, nessuna delle due ragioni morali ha un peso maggiore; quindi la scelta ed
azione sarà sempre giustificata; questo però comporterebbe la possibilità di disapplicare l'altra norma e di
sospenderne è la forza normativa. Questo però non è possibile. Infatti la ragione morale che non viene
preferita, continua ad esercitare una forte dermatite va che si manifesta nei sensi di colpa o nel senso del
dovere a fare qualcosa per "riparare" una mancanza. I dilemmi morali non sono suscettibili di una soluzione
razionale. Però accettare l'esistenza di conflitti morali significa significherebbe accettare che un sistema di
norme morali possa essere incoerente (Davidson). Bisogna fare una scelta, o si accetta che possono esserci
delle eccezioni di applicazione e quindi alcuni elementi nei sistemi morali possono essere erronei, Oppure si
decide che i principi morali che danno luogo a conflitti debbano esservi dettati. se li rigettiamo,
manteniamo la coerenza all'interno del sistema e sarà possibile dare una risposta determinata a qualsiasi
scelta. Nonostante questa proposta risolutiva, non si può negare l'evidenza del fatto che ci sono certi ambiti
in cui la morale non offre alcun tipo di guida, in quanto è messo in discussione che i principi morali vengono
semplicemente dedotti da norme morali superiori, anzi nella loro formulazione molto spesso vengono ad
unirsi ad altre variabili; quindi qui si vede come le teorie morali normative non siano in realtà in grado di
descrivere la realtà dei fatti con la loro teoria. Antinomie giuridiche. Ricordiamo il maggior grado di
istituzionalizzazione degli ordinamenti giuridici rispetto a sistemi morali; ci sono queste norme secondarie
che servono ad organizzare il funzionamento del sistema stesso, e tra queste ce ne sono anche alcune che
hanno lo scopo principale di risolvere i conflitti tra norme ( criteri per la soluzione delle antinomie.) questi
sono "Ragioni di secondo livello" meta- ragioni perché hanno ad oggetto altre ragioni giuridiche e
giustificano la soluzione dei conflitti. Ovviamente questi criteri variano da ordinamento ordinamento. Noi
abbiamo 4 criteri: 1 criterio gerarchico da applicare con norme che appartengono a fonti del diritto diverse
e gerarchicamente ordinate da quanto previsto da una terza norma. La terza norma prevede che la
Costituzione debba prevalere sulla legge ordinaria. 2 criterio di competenza tra due norme di fonti distinte
che disciplinano materie distinte. 3 criterio cronologico tra norme provenienti dalla stessa Fonte. La legge
anteriore diventa tutto considerato per i fatti avvenuti prima dell'entrata in vigore della norma successiva,
che dovrà prevalere dal in avanti. 4criterio di specialità tra due norme che tra loro hanno un rapporto
genere- specie. La specie prevale sulla disciplina generale, ma solo rispetto a quel caso.Problema quando
oltre ad avere un rapporto di specialità, le due norme si trovano ad avere magari anche un po' di rapporti
disciplinati dagli altri criteri, per esempio di scendendo da Due fonti diverse. 5 caso di conflitto tra criterio di
specialità agli altri criteri prevalgono gli altri criteri. Conflitti tra principi giuridici: es.principio 1 tutela la
salute, quindi è giusto avvisare i consumatori dei danni derivanti dalle sigarette, principio 2 tutele invece la
libertà economica, che verrebbe ovviamente compromessa da avvisi di questo tipo. In questo caso il giudice
è tenuto ad operare un bilanciamento, che può essere considerato come: 1 un'operazione che porta ad
ordinare gerarchicamente i principi, secondo una scelta discrezionale del Giudice. 2 non verrà
completamente disapplicato nessuno dei due principi, ma il giudice dovrà far maggiormente eseguire
quello che importante con la massima minimizzazione delle violazioni dell'altro. Le modalità dipendono da
considerazioni di fatto e da giudizi razionali. 3 operazione di individuazione di una certa norma la cui
formulazione fa venire meno il conflitto tra i due. I punti 2 e 3 sembrano chiarire i ragionamenti morali, in
cui le norme non possono mai essere totalmente disapplicate; questo perché queste impostazioni
vorrebbero sottolineare come principi giuridici esprimano valori morali.

I conflitti tra diritto e morale. Qui analizziamo le situazioni in cui il diritto diventa immorale in quanto una
norma giuridica si trova a scontrarsi con una norma morale. Questo rapporto è uno dei principali terreni di
scontro, inizialmente per la contrapposizione giuspositivismo- giusnaturalismo, poi dal secondo
dopoguerra, Per il problema della legge ingiusta, fino a chiedersi quale sia il limite di inclusione del diritto
nelle scielte morali e quale sia la funzione dei principi giuridici rispetto a quelli morali. Alcuni conflitti
assumono estremo rilievo in società anche in ambito politico, diventano delemmi normativi. La pretesa
escludente delle norme giuridiche si scontra in modo insanabile con la pretesa di applicazione
incondizionata delle norme morali. Il fatto è che l'esistenza, le caratteristiche e le strategie risolutive di
queste controversie dipendono tutte dalla concezione di diritto e di morale di chi agisce. Concezione di
diritto: 1 cos'è il diritto? 2 che rapporto c'è con la morale? 3 in che modo si applica il diritto? Concezione
morale: 1perché agiamo in un dato modo? 2cose distingue un'azione buona da una cattiva? 3Qual è il
criterio da usare per distinguere?

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