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Lezione 10/11/21

La documentazione criminale era riferita a un’unica fonte: quella del podestà. Di


solito più avanti nel tempo l’ufficio del podestà tende a strutturarsi. Il podestà ha i
suoi giudici, giudici de maleficiis. Questo produce degli archivi che però hanno subito
tranvie di giudizi. Una volta concluso il processo la questione è chiusa, non si ritorna
sul caso. Laddove c’è stata maggiore conservazione noi abbiamo la possibilità di
seguire l’evoluzione dei processi legali, l’influenza del diritto romano nei diversi
livelli di diritto e nella trasformazione della mentalità di quel tempo per quanto
riguarda la giustizia pubblica. Il re interveniva solo per determinati delitti di sangue
(detta poi alta giustizia) per il resto è lasciata ai privati.
Ci sono casi di rappresaglie (es mercante che per danneggiare chi gli ha fatto torto
danneggia tutti). Si allarga la sfera d’intervento della giustizia pubblica. 2 tipi
d’intervento: quello accusatorio e quello inquisitorio. Accusatorio: dai input e poi
giudice fa processo. Nel momento in cui il processo accusatorio viene affiancato da
quello inquisitorio i giudici si trovano davanti a problemi moderni. In quello
inquisitorio il giudice può chiamare i testimoni, vi è un maggiore intervento dello
stato. Vengono prese in considerazione anche accuse anonime, in base ai quali i
podestà procedevano ad aprire processi e inquisire. I giudici medievali usano la
tortura solo in caso qualcuno si rifiuti di parlare in modo sospetto, non è usata
sistematicamente.
I documenti che ci servono per ricostruire la procedura giudiziaria, in epoche più
recenti, XX sec, si è cominciato a usarli per altri studi, soprattutto studi di tipo sociale
e linguistico. Questi documenti sono le uniche testimonianze scritte nelle quali
incrociamo persone che non hanno lasciato altre tracce di sé. I poveri non sapevano
scrivere, noi li ritroviamo solo in queste tipologie di documenti particolari perché
vengono coinvolti in questioni legali, più in là avremo testimonianze anche di tipo
fiscale. Per quanto riguarda la documentazione medievale va sottolineato che, se è
vero che queste persone fanno parte di ceti poco abbienti, è dovuto dal fatto
statistico che queste persone costituivano la maggioranza della società, in questi
documenti c’è una quantità esagerata di persone dei ceti superiori. Ciò è il riflesso
del tentativo dei governi di popolo per limitare gli eccessi di classi abbienti, nobili +
borghesi. Fanno un uso disinvolto della violenza, una delle norme più ripetute negli
statuti è quella che vieta di andare in giro armati: i nobili portano la spada sul fianco.
Toglie ai nobili un tratto distintivo della loro classe. Si vieta anche l’uso di maschere,
e di andare in giro la notte senza lanterna. In rapporto quelli che vengono giudicati,
abbiamo percentuali molto sfasate per quanto riguarda le classi.
Oltre a questo interesse sociale c’è quello linguistico. La documentazione
giurisdizionale tende a conservare tracce del volgare. Le denunce in genere sono
redatte in volgare non in latino. Chi le scrive magari non sa il latino, si creano
documenti in vari tipi di volgare, regionale italiano ed europeo, abbiamo il parlato
vero, la lingua delle persone comuni e non quelle colte. Ci sono casi in cui abbiamo
la testimonianza in dialetto e i dibattiti degli avvocati in latino. Oppure imitazioni
della parlata dei giuristi con il gergo popolare.
Questo tipo di documenti sono preziosi per ricostruire la parlata del periodo. Sono
utilizzabili a diversi livelli, politico-giuridico, sociale, ecc. come altri documenti siamo
davanti a un’immagine deformata della società: sono urbano-centrici. In pochissimi
casi ci dicono qualcosa del panorama rurale. La campagna rimane l’area territoriale
meno documentata fino a tarda età moderna. Solo più in là con i documenti fiscali
avremo qualche notizia. La vita in campagna è difficilmente ricostruibile senza un
eventuale notaio in territorio rurale.
Un altro elemento da prendere in considerazione è il fatto che una parte di questa
documentazione può non essere conservata negli archivi giudiziari, perché il
professionista immancabile è il notaio, quindi là dove non ci sono disposizioni del
comune che prevedono la consegna dei documenti, questi vanno cercati negli atti
notarili. Alcuni notai sono specializzati in queste attività d’archivio.

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