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Come nasce la lingua italiana

1) La varietà dell’italiano

Ognuno di voi sai che in Italia ogni regione ha i propri dialetti, e che la differenza tra i
dialetti italiani è tale che, se un ragazzo torinese e un ragazzo napoletano, incontrandosi,
parlassero tra loro, ognuno nel proprio dialetto, certamente stenterebbero a capirsi.
Al di sopra delle differenze dialetalli c’è una lingua comune a tutti, che consente a tutti gli
italiani di capire sostanzialmente un radiocronista o un telecronista. Altro è però l’italiano
che sentiamo da questi stessi, altro invece è quello in cui si esprimono nelle loro opere i
grandi scrittori, cioè l’italiano dell’uso letterario. Il grande Manzoni per esempio scrisse i
suoi Promessi Sposi in un italiano che non era quello dell’uso quotidiano.
Ne d’altra parte voi scrivereste un vostro tema d’italiano impegando la stessa lingua che
usate in casa vostra.
Come potete dedurre da quanto si è detto non esiste una lingua italiana ma tante lingue
italiane, cioè tante varietà che la storia, le esperienze, le condizioni socio-culturali
contribuiscono a creare.

2) Le varietà storiche
Una qualsiasi lingua si evolve nel tempo: infati la lingua è lo strumento essenziale che la
comunità umana si da per esprimersi e assicurare dei contatti tra i suoi membri. Se la vita
della comunità si trasforma, necessariamente si trasforma anche la lingua.
La lingua italiana può essere paragonata ad un palazzo che per molti sicoli è rimasto
disabitato, ora comincia a popolarsi di gente che ci abita e che ne provoca cambiamenti
anche di struttura.
Se l'italiano fosse rimasto soltanto la lingua dei letterati e degli studiosi si potrebbe pensare
di conservarl o intatto, como il palazzo antico cui si è paragonato.
Invece il paragone in questo caso sarebbe:- "Come in una città di origine antica sono
riconoscibili, per esempio, un arco romano o un palazzo del trecento e, magari poco oltre
un nuovissimo palazzo di vetro e cemento armato, così in uno stesso testo possiamo
individuare termini di origine latina o greca accanto a neologismi e a parole straniere.
3) L'italiano è "lingua nazionale" da poco tempo
In Italia, accanto alla "lingua nazionale", l'italiano, esistono i "dialetti". La diversità tra
"lingua" e "dialetti" si spiega in questo modo. In generale, la lingua di una regione e cioè un
dialetto, può diventare nazionale in uno Stato quando la classe dominante di quello Stato la
adotta e la impone come lingua ufficiale delle istituzioni (istruzione, giustizia, governo,
ecc.) e delle comunicazioni sociali. Questo è accaduto in Italia con il fiorentino, che ha
avuto la fortuna di diventare italiano.
I dialetti sopravvivono soltanto nelle parlate locali. La persistenza dei dialetti in Italia
dipende soprattutto dalla formazione recente di uno Stato nazionale italiano e cioè con
l'unificazione dell'Italia avvenuta nel 1861. Inizialmente era la lingua dei dotti e benestanti
a cui era riservato il diritto allo studio, il resto della popolazione, la maggior parte
analfabeta, usava il dialetto locale. Passerà molto tempo prima che la lingua italiana si
diffonda in tutto il paese. Le cause principali di questa diffusione furono:
- L'emigrazione
- La Prima Guerra Mondiale
- L'estensione dell'obbligo scolastico
- La difusione dei mezzi di comunicazione di massa
Tutte queste situazioni fecero si che l'italiano iniziase a diffondersi.
Sulla fine del settecento molti italiani si spostarono verso la città per trovare lavoro nelle
fabbriche quindi trovarono la necesità di imparare l'italiano per poter comunicare.
Questo avvene anche per coloro che si trasferirono all'estero, per poter comunicare con i
propri connazionali di altre regioni.
Inoltre, siccome i dialetti erano solo nella lingua parlata era necesario imparare a leggere e
a scrivere per comunicare con i propri familiari rimasti all'estero.
Lo stesso avvene con l'incontro dei soldati nella prima guerra mondiale. erano quasi isolati
perche provenivano da ogni parte d'Italia quindi la necesità di fare amicizia li spingeva ad
imparare l'italiano.
Un'altra importanza notevole abbe l'estensione dell'istruzione obbligatoria, perche la
maggior parte della gente era analfabeta (il 74%). I governi dell'Italia unita resero
obbligatoria la scuola elementare, ma ciò nonostante, la percentuale di analfabeti rimaneva
elevata. Soltanto dopo il 1962, con lóbbligatorietà estesa fino al terzo anno della scuola
mezza, il numero degli analfabeti scenderà ai livelli minimi.
La diffusione della lingua italiana trova un notevole incentivo anche in seguito allo
sviluppo dei grandi quotidiani nazionali, all'invenzione del cinema sonoro e allo sviluppo
dei programmi radiofanici e televisivi.