Sei sulla pagina 1di 9

Triadi late

In questa lezione ci occuperemo delle triadi late e vedremo come poter ottenere
un effetto contrappuntistico muovendo singole voci all’interno delle triadi
stesse. Esaminiamo le posizioni delle triadi late su 6ª, 4ª, 3ª corda; ho scelto
questo set di corde perché offre una sonorità molto calda ed equilibrata, adatta
ad emulare il sound di un basso fretless.

Gli accordi di 7ª sono costruiti tramite la sovrapposizione di due triadi, la prima


costruita sulla tonica e la seconda costruita partendo dalla 3ª:
1- Cmaj7= Triade C maggiore + triade E minore
2- Cmin7= Triade C minore + triade Eb maggiore
3- C7= Triade C maggiore + triade E diminuita
Dalle triadi maggiori o minori è possibile, tramite il movimento della tonica,
raggiungere la triade costruita a partire dalla 3ª della triade originaria. Vediamo
un esempio sulle specie di accordi Maj7, 7 e min7; le note con valore di
semibreve sono comune ad entrambi le triadi mentre le minime delineano il
movimento della tonica ed il passaggio dalla triade di tonica a quella costruita a
partire dalla 3ª.

Per ottenere gli accordi di 7ª occorrerà quindi:


1- partire dalla triade maggiore (C) ed abbassare la tonica di un semitono,
ottenendo quindi una triade minore a distanza di 3ª maggiore (Emin). In tal
modo si avrà un sound che sottintende un accordo Maj7.
2- partire dalla triade maggiore (C) ed abbassare la tonica di un tono, ottenendo
quindi una triade diminuita a distanza di 3ª maggiore (Edim). In tal modo si
avrà un sound che sottintende un accordo di 7.
3- partire dalla triade minore (Cmin) ed abbassare la tonica di un tono,
ottenendo quindi una triade maggiore a distanza di 3ª minore (Eb). In tal modo
si avrà un sound che sottintende un accordo Min7.
È possibile creare dei patterns melodici muovendo la tonica verso la 7ª, così da
arricchire il sound della triade. Vediamo alcuni esempi sulla progressione II- V-
I (Dmin7- G7- Cmaj7).
1) Tonica che scende sulla 7ª.

2) Movimento tonica- 7ª- tonica.

Sfruttando poi le diverse combinazioni ritmiche e le altre note che compongono


le triadi relative per creare disegni melodici è possibile ottenere un’enorme
quantità di combinazioni. Vediamo due esempi per avere un’idea.
1.

2. In questo esempio la nota B viene presa sulla seconda corda per facilitare la
diteggiatura. È tuttavia possibile collocarla sulla terza corda.

Applichiamo le idee di combinazione trattate finora alle prime otto misure della
progressione armonica del noto standard jazzistico “All the things you are”.
1. Tonica che scende sulla 7ª.
2. Movimento tonica- 7ª- tonica.

3. Movimenti ritmici di tonica e 7ª.


4. Arpeggio sulle triadi. In questo esempio vengono usati diversi rivolti delle
triadi late (come nell’accordo di Eb7) e frammenti di altri voicings (Dbmaj7 e
Dmin7).
Nel prossimo esempio (basato sempre sulla progressione II- V- I) il movimento
delle voci richiama le regole dell’armonia tradizionale: la 7ª dei vari accordi
scende sempre di grado e la sensibile dell’accordo di dominante (B) risolve
salendo di semitono. Le limitazioni dovute alla diteggiatura e al range della
chitarra rendono praticamente impossibile muovere le voci seguendo tutte le
regole dell’armonia classica, incorrendo inevitabilmente in movimenti delle
voci normalmente vietati (quinte ed ottave parallele, tensioni che non scendono
ecc.).
1.

2.

3.
Vediamo ora un’applicazione sulla progressione armonica di “All the things
you are”. Anche in questo caso, attenendoci alle regole dell’armonia
tradizionale, la 7ª dei vari accordi scende sempre di grado e la sensibile degli
accordi di dominante risolve salendo di semitono; nella chitarra, non avendo le
possibilità armoniche di un pianoforte, si è spesso costretti a cambiare i set di
corde dove prendere i voicings ottenendo un inevitabile cambio timbrico e
diteggiature complesse. Inoltre, questi studi risultano inusuali e problematici
per un chitarrista, dato che le geometrie dello strumento portano a collegare i
voicings orizzontalmente utilizzando sempre le stesse posizioni e ignorando le
diverse tendenze armoniche delle note che compongono gli accordi stessi.
Questi esercizi aiuteranno a vedere le concatenazioni armoniche in maniera più
rigorosa, obbligandoci a pensare ai movimenti delle singole voci; l’ideale
sarebbe concatenare gli accordi come un pianista, ma come abbiamo già detto,
le limitazioni di diteggiatura e di range dello strumento rendono molto difficile
eseguire correttamente tutti i movimenti armonici. Tuttavia, con le tecniche
discusse finora, è possibile sviluppare dei movimenti contrappuntistici delle
voci, ottenendo una sonorità originale e insolita.

Potrebbero piacerti anche