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Woody Allen

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Woody Allen, pseudonimo di Heywood


Allen[1][2][3] (nato Allan Stewart Königsberg[4][5];
New York, 1º dicembre 1935), è un regista, attore,
sceneggiatore, comico, scrittore e commediografo
statunitense, tra i principali e più celebri umoristi
dell'epoca contemporanea[6].

Indice
Carriera
Biografia
Le origini
Gli inizi in televisione e il primo matrimonio
Il cabaret, il teatro e il secondo matrimonio
L'approdo al cinema Woody Allen al Festival di Cannes
L'incontro con Diane Keaton 2016
I primi film
Oscar al miglior regista 1978
Il grande successo
Oscar alla migliore sceneggiatura
La relazione con Mia Farrow e lo scandalo originale 1978
Soon Yi Previn - Dylan Farrow Oscar alla migliore sceneggiatura
Il terzo matrimonio originale 1987
Gli altri successi Oscar alla migliore sceneggiatura

Il ritorno al cinema originale 2012

I flop e la crisi
Il ritorno al successo: la trilogia londinese e il
film "spagnolo"
Il ritorno a New York
Anni successivi: commedie e nuovi film in
Europa
Idee politiche Firma di Woody Allen
La questione israeliana
Estetica e stile
I primi film slapstick
Le commedie sofisticate
Il ritorno ai toni leggeri
Il dramma e la commedia
Interessi e tematiche
La psicoanalisi
Il jazz e il clarinetto
New York, Parigi, Venezia
Estetica, realtà e insensatezza dell'esistenza
Impatto culturale
Filmografia
Opere teatrali
Libri
Sceneggiature edite
Autobiografie e interviste
Riconoscimenti
Discografia
Doppiatori italiani
Onorificenze
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni

Carriera
Grazie all'intensa produzione cinematografica (con una media di quasi un film all'anno),
ai testi comici e alle gag che ha iniziato a comporre già in età adolescenziale, è uno dei
comici più apprezzati a livello internazionale. Lo stile raffinato e spesso cerebrale l'ha reso
uno degli autori più rispettati, punto di riferimento della commedia statunitense
moderna: è considerato «il più europeo»[6] tra i registi statunitensi, sia per le tematiche
affrontate sia per il successo dei suoi film, da sempre maggiore nel vecchio continente che
in patria.
I temi affrontati da Allen, che spaziano dalla crisi esistenziale degli ambienti intellettuali
alla rappresentazione spesso autoironica della comunità ebraica newyorkese, dalla critica
alla borghesia fino alla critica del capitalismo, rispecchiano la sua passione per la
letteratura, la filosofia, la psicoanalisi, la musica jazz, il cinema europeo, e soprattutto per
la sua città natale, New York, dove vive e dalla quale trae continua ispirazione.[7]

Vincitore di quattro premi Oscar, nel 1995 ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera alla
Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Biografia

Le origini
Woody Allen nasce col
nome di Allan Stewart
Königsberg[8] il 1º
dicembre 1935 nel
quartiere del Bronx
(New York) da una
famiglia ebrea di
origine russo-
austriaco-tedesca e di Manhattan nel 1931
modesta condizione
sociale. I nonni
paterni, immigrati dalla Germania alla fine del XIX secolo,
Woody Allen a 18 anni
erano ebrei orientali aschenaziti di lingua tedesca, ebraica
e yiddish.

Secondo alcuni la famiglia è originaria dell'Ungheria,


anche se il cognome è un toponimo germanico, derivato da un nome di città come molti
cognomi ebraici, e sembra riferirsi a Königsberg, nella Prussia Orientale, oggi denominata
Kaliningrad e situata nell'exclave russa. Il padre, Martin Königsberg (1900-2001), lavora
prima come incisore di gioielli presso un orafo,[9] poi come cameriere a Manhattan e
infine come tassista; la madre, Nettea Cherry (1908-2002), detta Netty, è impiegata come
contabile presso un fioraio[10] ed entrambi provengono da famiglie ebraiche recentemente
emigrate dall'Europa.

Nel 1943 nasce sua sorella, Letty, con la quale da sempre ha uno stretto rapporto anche di
tipo professionale (è produttrice dei suoi film). All'età di tre anni la madre lo porta al
cinema a vedere Biancaneve e i sette nani (1937), film che affascina e segna
indelebilmente il piccolo Woody;[11] da allora, come ha raccontato successivamente in
diverse interviste, la sala cinematografica diventa la sua seconda casa. Da ragazzo il suo
film preferito era La fiamma del peccato (1944) di Billy Wilder.
:
Nel primo anno di scuola viene inserito in una classe avanzata, grazie al suo elevato
quoziente d'intelligenza, ma sviluppa subito un odio per l'ambiente scolastico, diventando
un ribelle, non svolgendo i compiti a casa,
rispondendo male agli insegnanti e disturbando
continuamente in classe. Sorprendentemente si
dimostra molto abile negli sport e pratica
pallacanestro, football americano, baseball, stickball,
sia a scuola che nel quartiere; uno dei suoi favoriti[12]
è il pugilato, ma dopo diversi mesi di allenamento i
suoi genitori gli chiedono di smettere.

Soprannominato dai compagni Red, "rosso",[13] per il


colore della sua capigliatura, si distingue tra gli I titoli di testa originali del film La
studenti per il suo straordinario talento nei giochi di fiamma del peccato (1944) di Billy
carte e nei trucchi di magia, passione che ricorrerà Wilder, il preferito di Allen da
spesso nelle sue opere. All'età di 15 anni partecipa adolescente
due volte ad un'audizione per il programma televisivo
The Magic Clown,[14] per il quale esegue un trucco
chiamato Passe-Passe Bottles, che tuttavia non viene messo in onda poiché il programma
era destinato ai bambini e venivano utilizzate bottiglie di alcolici. Nel frattempo inizia
anche a suonare il clarinetto.

Dopo aver frequentato la scuola ebraica per otto anni e quella pubblica, la Public School
99 (poi rinominata Isaac Asimov School)[15] Allen viene iscritto alla Midwood High
School di Brooklyn, dove conosce Mickey Rose,[16] futuro coautore di alcune delle sue
prime sceneggiature, con il quale condivide gli interessi per il basket, il baseball, il cinema
e la musica jazz. Durante quegli anni vive sulla Avenue K,[17] tra la 14ª e la 15ª Est.
Frequenta anche la sinagoga e gli ambienti religiosi ebraici, ma per poco tempo: si
allontana quindi dalla religione divenendo ateo, una caratteristica che ricorre in
moltissime sue battute.[18] Continua a dimostrare poco interesse per lo studio e la lettura,
preferendo di gran lunga la scrittura di gag e barzellette, che spedisce ai giornalisti
umoristici Walter Winchell e Earl Wilson, i quali, entusiasti del materiale ricevuto,
decidono di contattare l'autore e di trovargli un agente.[19]

Gli inizi in televisione e il primo matrimonio

«Gli americani non gettano mai via i loro rifiuti. Li trasformano in show televisivi.»

Nel 1952, all'età di diciassette anni, assume lo pseudonimo di Woody Allen, in onore del
celebre clarinettista jazz Woody Herman,[20]. Il collegamento fra il suo nome d’arte e il
clarinettista viene smentito dallo stesso Allen nella sua autobiografia “A proposito di
niente”. Cambia quindi il suo nome legale da "Allan Stewart Königsberg" a Heywood
Allen[1], nome che userà qualche volta a teatro, anche se mai in maniera ufficiale.[13], e
scrive battute per colossi dello spettacolo come Ed Sullivan e Sid Caesar. Due anni dopo,
:
nel 1954, viene assunto dalla rete televisiva nazionale ABC, della quale diventa l'autore di
punta, scrivendo per celebri programmi come il The Ed Sullivan Show e The Tonight
Show.[21]

Nel 1955 inizia la sua prima relazione sentimentale


stabile con Harlene Susan Rosen, studentessa di
filosofia; i due si incontrano casualmente per formare
un trio jazz insieme all'amico di Allen Elliot Mills; nel
gruppo, che suona insieme in un'unica occasione,
Allen suona il sassofono soprano, la Rosen il
pianoforte e Mills le percussioni. Nel 1955 passa alla
rete televisiva NBC e si trasferisce ad Hollywood,
senza Harlene, per unirsi ad un gruppo di scrittori
per il programma The Colgate Comedy Hour.[11]
L'autore principale dello show è Danny Simon,
fratello maggiore dell'autore teatrale Neil Simon, al
quale Allen in seguito sarà sempre riconoscente per
l'aiuto ricevuto nello sviluppo del suo classico stile di
scrittura.[21] Woody Allen con Johnny Carson al
The Tonight Show (1964)
Il 15 marzo 1956, all'età di vent'anni, Woody sposa
Harlene, allora diciassettenne[22] a Hollywood, e
insieme tornano a New York per andare a vivere a Manhattan. I due divorziano
bellicosamente dopo sei anni nel 1962. Harlene Rosen, alla quale Allen si riferiva spesso
nei suoi spettacoli di cabaret definendola "la terribile signora Allen" ("the dread Mrs.
Allen"), successivamente querelò l'ex-marito e la NBC stessa per diffamazione, chiedendo
un milione di dollari.[23] Allen nel suo album Standup Comic, che raccoglie i suoi migliori
pezzi comici degli anni sessanta, dichiara che l'atto precedente la denuncia fu una battuta
che questi aveva detto durante un'intervista.[21]

In un'intervista successiva al The Dick Cavett Show, Allen riaccese la polemica ripetendo i
propri commenti, pur riferendosi alla Rosen come alla sua "seconda moglie", e riferendo
che l'ammontare della somma richiesta per la causa era di 1 milione di dollari. I genitori
lo spingono a studiare all'università, e Allen frequenta la New York University, dove
studia comunicazione e cinema. Dopo un solo semestre, peraltro senza grandi risultati,
viene espulso dalla stessa;[24] frequenta quindi brevemente il City College of New York, ma
i risultati sono gli stessi dell'esperienza precedente, mentre la sua carriera, invece, non
conosce sosta.[21]

Come autore scrive i pezzi per numerosi comici al prezzo di 100$ al minuto, e tra il 1956 e
il 1958 lavora al teatro Tamiment,[25] dove fa grande esperienza come autore e regista; il
teatro, infatti, produceva settimanalmente nuovi musical e sketches comici, che Woody
scrive e dirige.[26] Di nessuno di questi spettacoli esiste più il copione, fatta eccezione per
lo spettacolo della serata d'apertura del 1956, la cui sceneggiatura venne poi ritrovata
negli archivi del teatro.[21] Nel novembre 1958 inizia a lavorare come coautore con Larry
Gelbart per il The Chevy Show della NBC. Il programma, presentato dalla celebre stella
televisiva Sid Caesar, dura per oltre 10 anni, per cui oltre a vincere un Sylvania Award
verrà anche candidato per l'Emmy.[25]
:
Il cabaret, il teatro e il secondo matrimonio

In questi anni Allen si accontenta del suo lavoro per


la TV, che gli frutta più di 1.700 dollari a settimana.
Tuttavia, dopo aver assistito a uno spettacolo di Mort
Sahl[27] e avendo perduto interesse per il lavoro di
autore televisivo, prende la decisione di iniziare una
propria carriera come cabarettista.

Nel 1958 cambia agenti, passando nelle mani di Jack


Rollins e Charles H. Joffe, che saranno poi i
produttori di tutti i suoi film, anche se con i due
curiosamente Allen non ha mai siglato un contratto
ufficiale, ma solo una "stretta di mano", nonostante i
suoi manager abbiano nel tempo negoziato per lui
contratti da milioni di dollari, senza che ci sia mai
stata la minima controversia. I due manager lo
spronano a portare sul palco il suo stesso materiale. Woody Allen negli anni sessanta
Debuttò al Blue Angel nel 1959 e nel 1960 riscosse un
grande successo di pubblico.[25]

Nel 1959 iniziando a sentirsi malinconico senza capirne il motivo, per la prima volta
decide di consultare uno psicoanalista. Da allora, e per più di trent'anni, la terapia diventa
un appuntamento fisso[22] alla media di una seduta a settimana, con brevi periodi di pausa
e con periodi più intensi con anche 3 appuntamenti a settimana. La psicoanalisi sarà un
elemento portante dei suoi film e del suo personaggio.

Nel 1960 iniziò ufficialmente la sua carriera di stand-up comedian, con esibizioni di
grande successo in numerosi night club newyorchesi. Nel frattempo continua a scrivere
per la televisione, in particolare per il popolare programma Candid Camera,[28] nel quale
appare persino in alcuni episodi. Conosce, nel frattempo, Marshall Brickman, con il quale
collabora come autore TV e con il quale in futuro scriverà alcune delle sue migliori
sceneggiature.

Insieme ai suoi manager riesce a trasformare le sue debolezze nel suo punto di forza,
sviluppando la sua classica immagine nevrotica, cerebrale e timida che diventerà una
costante delle sue pellicole. Divenne in breve molto popolare come comico, e i suoi
spettacoli diventarono sempre più richiesti e frequenti. Inizia a scrivere storie brevi per
alcune riviste (la maggior parte delle quali per il prestigioso The New Yorker) ed opere
teatrali; il primo successo arriva con Don't Drink the Water (1966), la sua prima opera
teatrale che viene rappresentata al Morosco Theatre, (New York);[29] che andrà in scena
per 598 repliche.[30]

Il 2 febbraio 1966 si risposò, questa volta con l'attrice e comica Louise Lasser. Sceglie la
moglie come una delle voci per il doppiaggio del suo primo film da regista, Che fai, rubi?
(1966), e le assegna un ruolo minore nel suo secondo film, Prendi i soldi e scappa (1969).
La Lasser sarà da quel momento co-protagonista di altre due delle prime pellicole di
Allen, Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971) e Tutto quello che avreste voluto
:
sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) (1972), oltre che del
cortometraggio Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story (1971), prima della fine della
loro relazione, inaugurando quello che poi per Allen diventerà una sorta di abitudine. La
coppia divorziò nel 1969; Allen non si risposerà fino al 1997.

Allen continua la sua carriera di comico fino al 1968, diventando sempre più popolare
ogni anno; agli inizi nel 1960 guadagnava solamente 75 dollari la settimana, ma già nel
1964 era un comico affermato e richiesto in tutto il paese, e i suoi guadagni settimanali
arrivavano ad oltre 5.000 dollari. Nel suo periodo come showman pubblica tre album con
i suoi sketch, Woody Allen, Woody Allen Volume 2 e The Third Woody Allen Album.
L'unica registrazione reperibile è il CD del 1978 Woody Allen: Standup Comic, una
raccolta dei migliori pezzi. Tra questi il più celebre è il famoso monologo I shot a Moose
Once ("una volta ho sparato ad un alce"):

«Questa è assolutamente da non credere. Abbattei un alce, un giorno. Andavo a


caccia, su, verso il confine col Canada, e abbattei un alce. Lo lego al parafango,
e via. Me ne torno a New York, sull'autostrada. Però non mi ero accorto che
l'avevo colpito di striscio: l'alce era solo tramortito. Alle porte di New York
comincia a riprendere conoscenza. Eccomi dunque a viaggiare con un alce vivo
sul parafango, laddove c'è una legge nello Stato di New York che lo vieta
espressamente – di viaggiare con un alce vivo sul parafango – il martedì, il
giovedì e il sabato. Vengo preso dal panico.

Allora mi sovviene che un mio amico dà una festa in costume, quella sera.
Prendo una decisione: vado e ci porto l'alce. L'imbuco e me ne lavo le mani.
Detto e fatto. Arrivo e busso alla porta con l'alce appresso. Il padrone di casa ci
accoglie sulla soglia. "Ciao", gli faccio, "conosci i Solomon?". Entriamo. L'alce
socializza subito. Non se la cava mica male. Tanto più che un tale cerca, con una
certa insistenza, di vendergli una polizza d'assicurazione. A mezzanotte c'è la
premiazione per i costumi più belli. Vincono il primo premio i coniugi Berkowitz,
travestiti da alce. L'alce arriva secondo. Come monta su tutte le furie! Lui e i
coniugi Berkowitz si prendono a cornate, lì, in salotto. Si tramortiscono a
vicenda. Ecco, dico fra me, il momento opportuno.

Acchiappo l'alce, lo lego al parafango e via – torno nei boschi. Sennonché ho


agguantato i coniugi Berkowitz. Ed eccomi a viaggiare con due ebrei sul
parafango. Laddove vige una legge nello Stato di New York, per cui ciò è
severamente vietato il martedì, il giovedì e soprattutto il sabato... La mattina
seguente, i coniugi Berkowitz si risvegliano nel bosco in costume da alce. Di lì a
poco il consorte viene abbattuto, imbalsamato ed esposto, come trofeo di caccia,
al Circolo Atletico di New York. È da ridere, veramente, perché a quel club non
sono ammessi gli ebrei.»

(da Woody Allen: Standup Comic del 1978.)

L'approdo al cinema
:
«È assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita
si ispira alla TV.[31]»

Nel 1965 firma la sua prima sceneggiatura cinematografica: Ciao Pussycat,[32] diretto da
Clive Donner, nel quale appare in un ruolo minore accanto a Peter Sellers, Peter O'Toole,
Romy Schneider, Capucine ed Ursula Andress. Nel 1966 realizza il suo primo
lungometraggio, Che fai, rubi?, per il quale firma la sceneggiatura e la regia, e nel quale
appare in veste di attore.

Il film utilizza diverse clip del film giapponese Kokusai himitsu keisatsu: Kagi no kagi
(1965, noto anche con il titolo inglese internazionale di International Secret Police: Key
of Keys) di Senkichi Taniguchi, una sorta di parodia di una pellicola di James Bond, i cui
dialoghi vengono doppiati in inglese completamente reinventati in chiave comica e
surreale da Allen:[33] la storia del film di Taniguchi si trasforma in una lotta per il possesso
di una ricetta di un'insalata di uova. Del 1967 è la sua partecipazione al film collettivo
James Bond 007 - Casino Royale, una parodia "non ufficiale" della saga dedicata a James
Bond.

L'incontro con Diane Keaton

Dopo aver divorziato da Louise Lasser, nel 1969,[34]


durante i provini per la messa in scena a partire dal
13 febbraio dello stesso anno a Broadway della sua
celebre e fortunata opera teatrale Provaci ancora,
Sam, che diventerà un film diretto da Herbert Ross
nel 1972 con lo stesso Allen protagonista, incontra
Diane Keaton. Lo spettacolo ottiene anch'esso un
grande successo e viene messo in scena per 453
repliche.[35]
Woody Allen e Diane Keaton a
Durante la loro collaborazione, i due danno inizio a Broadway in Provaci ancora, Sam
una relazione duratura[36] che darà vita anche ad un (1972)
proficuo sodalizio artistico; Allen, infatti, sceglierà
sempre la compagna come protagonista di tutte le sue
pellicole, tra le quali Io e Annie (1977), che frutta ad Allen due premi agli Oscar 1978 per
la "miglior regia" e la "miglior sceneggiatura originale", e alla Keaton quello per la
"miglior attrice protagonista". Il film è interamente dedicato alla Keaton: il personaggio di
Annie Hall, la protagonista, ha il vero cognome di Diane Keaton, che la interpreta, il cui
vero nome è proprio Diane Hall.[37] Annie è inoltre il soprannome con cui Woody Allen
chiamava la sua compagna.

La coppia non si è mai sposata, ma ha solo convissuto per un certo periodo. Allen, anche
dopo il suo matrimonio con Soon-Yi Previn, ha sempre definito Diane Keaton come il
grande amore della sua vita. I due hanno collaborato spesso, anche dopo la separazione,
:
ed insieme hanno girato 8 film: Provaci ancora, Sam (1972), Il dormiglione (1973),
Amore e guerra (1975), Io e Annie (1977), Interiors (1978), Manhattan (1979), Radio
Days (1987) e Misterioso omicidio a Manhattan (1993).

I primi film

«Il mio primo film era così brutto che in sette


stati americani aveva sostituito la pena di
morte.»

Nel 1969 è il suo primo film "convenzionale" come


regista, il finto documentario Prendi i soldi e scappa,
sceneggiato in collaborazione con l'amico Mickey
Rose. Due anni dopo, nel 1971, Allen realizza uno dei
suoi primi film con un tema politico in evidenza, Il
dittatore dello stato libero di Bananas, nel quale
recita a fianco della ex-moglie Louise Lasser, e Tutto
quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non
Poster pubblicitario di Zelig
avete mai osato chiedere) (in quest'ultimo è presente
un episodio ambientato in Italia, omaggio a Federico
Fellini e Michelangelo Antonioni, recitato in italiano nella versione originale). Nel 1972
partecipa alla versione cinematografica della sua commedia Provaci ancora, Sam, diretto
da Herbert Ross.

Pur non abbandonando del tutto l'attività teatrale, Allen si dedica soprattutto al cinema, e
la sua carriera, segnata dal legame sentimentale e professionale con Diane Keaton, è
inarrestabile; in pochi anni gira Il dormiglione[38] (1973) e Amore e guerra (1975), e
riceve un Orso d'Argento al Festival di Berlino in riconoscimento dell'attività svolta come
cineasta per soli quattro film.[39] Tutti i primi film di Allen sono commedie pure che
puntano molto su una comicità fisica slapstick, protagonista di tutte queste sue prime
pellicole è lo stesso Allen, che punta molto sulla sua figura perfetta per il suo stile di
comicità.

Il grande successo

«Ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli
ancora?[40]»

Nel 1976 recita in Il prestanome di Martin Ritt, una pungente satira sulle "liste nere"
della Hollywood maccartista degli anni cinquanta. I maggiori successi di Allen, critici e
commerciali, arrivano nel decennio che inizia nel 1977 con l'uscita nelle sale di Io e
Annie,[41] che vince quattro premi agli Oscar 1978 ("miglior film", "miglior regia", "miglior
sceneggiatura originale" e "miglior attrice protagonista" alla Keaton) e un Golden Globe
("miglior attrice protagonista musical/commedia", sempre alla Keaton). Il film influenzò
:
la moda del tempo con il particolare stile degli abiti scelti dalla Keaton per il suo
personaggio; il film è di per sé un omaggio alla sua compagna. Anche dopo la fine della
relazione, Allen e la Keaton rimasero amici.[42] Alla pellicola seguono in breve tempo altri
due successi, il sofisticato Interiors[43] (1978), suo primo film drammatico e prima
pellicola nella quale non appare in veste di attore, ispirato ad uno degli idoli di Allen,
Ingmar Bergman,[44] e Manhattan[45] (1979), con le musiche di George Gershwin. Negli
anni ottanta Allen comincia ad inserire nei suoi film diversi riferimenti filosofici. Al
Festival di New York del 1980 presenta Stardust Memories, dalla forte componente
autobiografica, ispirato al cinema europeo ed in particolare a Federico Fellini[46] ed
Ingmar Bergman, accolto freddamente dai critici.[47] L'anno successivo scrive e dirige
Zelig,[48] tragicomica parodia idiosincratica di un documentario degli anni venti e trenta,
da molti considerato uno dei suoi capolavori.[49]

La relazione con Mia Farrow e lo scandalo Soon Yi Previn - Dylan


Farrow

Verso il 1980, Allen iniziò una lunga relazione, durata oltre


dodici anni, con l'attrice Mia Farrow, la quale, come Louise
Lasser prima e Diane Keaton poi, avrà da quel momento i
ruoli da protagonista in diversi suoi film, come ad esempio
in Una commedia sexy in una notte di mezza estate
(1982). La Farrow ed Allen non si sposarono né convissero
mai per lunghi periodi. La Farrow adottò altri due bambini,
Dylan Farrow[50] (nel 1985) e Moses Amadeus Farrow[51][52]
(nel 1980, nato in Corea del Sud nel 1978); Allen li adottò
come propri figli nel 1991. Ebbero un figlio biologico nel
1987, Satchel Ronan O'Sullivan Farrow Allen (noto poi
come Ronan Farrow).[53] Secondo dichiarazioni della
Mia Farrow, all'inizio della sua Farrow, in realtà Ronan potrebbe non essere figlio naturale
relazione con Woody Allen nel di Allen (come lei aveva precedentemente dichiarato sotto
1980 giuramento nella causa di separazione), ma dell'ex marito
dell'attrice, Frank Sinatra, con cui non ha mai smesso di
frequentarsi nei successivi vent'anni dopo il divorzio.[54][55]

Allen e la Farrow si separano nel 1992, dopo che l'attrice scoprì alcune fotografie
pornografiche[56][57] di Soon-Yi Farrow Previn - orfana coreana di 19 anni affetta da un
disordine di apprendimento,[58][59] adottata dalla Farrow e dall'ex-marito André Previn -
scattate da Allen nel mese di gennaio.[60] Dopo la scoperta da parte di Mia Farrow, Allen,
secondo la stessa, dichiarò di amare Soon-Yi e di volerla sposare, poi cambiò idea e
supplicò la Farrow di sposarlo, definendo la relazione con Soon-Yi "una tiepida relazione
di poco conto", ma al rifiuto della Farrow se ne andò di casa con Soon-Yi.[61] In seguito
alla separazione Allen citò in giudizio la Farrow, chiedendo la custodia dei figli adottivi
Dylan e Moses e del figlio biologico Satchel, dando inizio a una lunga e pubblica battaglia
legale[62].
:
Prima dell'inizio del procedimento, però, il pediatra della figlia adottiva Dylan Farrow, di
7 anni, in seguito a una visita aveva contattato le autorità accusando Allen di abuso
sessuale nei confronti della bambina, portando una registrazione delle dichiarazioni di
quest'ultima fornita da Mia Farrow[63][64] e come conseguenza il pubblico ministero Frank
Maco chiese a un team di specialisti del Yale-New Haven Hospital di esaminare il caso.
Nel frattempo Allen disse che i legali della Farrow gli chiesero sette milioni di dollari per
lasciare cadere le accuse, ma lui rifiutò.[65] Il team dopo sei mesi presentò una relazione in
cui affermava di non ritenere che vi fosse stata una violenza sessuale, ammettendo però –
da parte del regista – "un problema di confini nei suoi rapporti con la figlia Dylan" e la
tendenza "ad avere con lei un comportamento con marcate implicazioni sessuali. Nella
mente della bimba, l'amore ragazzo-ragazza equivale a baciarsi e abbracciarsi. Il padre,
con lei, ha fatto esattamente questo, a volte con grande intensità. Ed è pure diventato
l'amante di sua sorella Soon-Yi", definendo infine entrambi i genitori "profondamente
instabili" e incapaci di un rapporto equilibrato coi figli.[66]

Invece la polizia del Connecticut, che aveva ricevuto la denuncia e indagato tramite
un'unità investigativa speciale, rilasciò la seguente dichiarazione:

«È nostra opinione che Dylan non sia stata abusata sessualmente da Mr. Allen.
Inoltre crediamo che le dichiarazioni videoregistrate di Dylan e quelle fatte da lei
direttamente a noi per le nostre valutazioni non si riferiscano a fatti realmente
accaduti il 4 agosto 1992. Noi consideriamo tre ipotesi per spiegare le
dichiarazioni di Dylan. La prima: che siano vere e che il signor Allen abbia
abusato di lei. La seconda: che le dichiarazioni di Dylan non siano vere, ma
siano state fatte da una bambina emotivamente vulnerabile che era stata
segnata da una famiglia disturbata e che stava reagendo alle tensioni in famiglia.
La terza: che Dylan sia stata indottrinata o influenzata da sua madre, la signora
Farrow. Riteniamo più verosimile che una combinazione di queste ultime due
ipotesi spieghi meglio le accuse di molestia sessuale avanzate da Dylan. Mentre
possiamo concludere che Dylan non abbia mai subito abusi sessuali, non
possiamo sapere la verità sul resto.[67][68]»

Allen è notoriamente claustrofobico e afferma che mai sarebbe andato in una soffitta, il
luogo indicato come teatro degli abusi e sostiene che la storia sia derivata da una canzone
di Dory Previn (ex moglie di André Previn ed ex amica di Mia Farrow), intitolata With My
Daddy in the Attic ("Con mio papà in soffitta"), la quale racconta una storia simile; la
canzone è del 1970 ed è contenuta in un album in cui la Previn raccontava anche del
tradimento subito da Mia quando lei iniziò la relazione con André (nel brano Beware the
Young Girls, cioè "Attenzione alle ragazze giovani"), una storia analoga a quella avvenuta
con Soon-Yi.[69] Secondo Allen Dylan avrebbe negato inizialmente le molestie parlando col
medico, e le avrebbe ammesse solo dopo insistenze della madre. Allen si sottopose alla
macchina della verità, superando il test, mentre Mia Farrow lo rifiutò (secondo Farrow e
Dylan, il test effettuato da Allen sarebbe stato una versione non valida).[67] Allen nel 2014
fece anche notare che Stacey Nelkin, che lui aveva frequentato anni prima, aveva
raccontato alla stampa di essere stata contattata da Mia Farrow all'epoca della causa per
:
la custodia dei figli, nel 1993. Secondo la donna, la Farrow le chiese di testimoniare al
processo e di dire che era minorenne all'epoca delle frequentazioni, anche se non era
vero.[68]

Il giudice Elliot Wilk, incaricato di decidere dell'affidamento di Dylan, non ritenne


credibile il rapporto del team di specialisti per il rifiuto di due dei tre specialisti firmatari
a testimoniare (gli unici, pare, ad aver effettivamente fatto colloqui con la bambina e con
la madre) e a causa dell'indisponibilità degli appunti relativi alle ricerche dei membri del
team, che erano state distrutte prima del processo. Allen, credendo che le accuse fossero
assurde, nominò un difensore penalista solo dietro insistenza del proprio legale
civilista[67], mentre la Farrow ebbe tra i suoi consulenti legali anche il noto avvocato Alan
Dershowitz.[70][71]

Dopo aver stabilito che non vi erano prove credibili a supporto della tesi di Allen di un
plagio escogitato dalla madre per vendetta nei suoi confronti, riferendosi alla presunta
molestia sessuale il giudice scrisse nella sentenza: "probabilmente non sapremo mai cosa
successe il 4 agosto 1992. Le dichiarazioni credibili di Ms. Farrow, del Dr. Coates, del Dr.
Leventhal e di Mr. Allen provano comunque che l'atteggiamento di Mr. Allen verso Dylan
è stato scandalosamente inappropriato e che misure devono essere prese per
proteggerla"[72]. La custodia dei figli della coppia venne quindi concessa in esclusiva alla
Farrow, mentre ad Allen venne negato il permesso di visitare Dylan; da quel momento
egli poté vedere Ronan, che nel 1992 aveva cinque anni, solamente sotto supervisione,
mentre Moses, all'epoca quattordicenne, decise di non frequentare suo padre. Nel
settembre del 1993 il pubblico ministero Frank Maco dichiarò pubblicamente che,
d'accordo con Mia Farrow e nonostante avesse "prove di colpevolezza", non avrebbe
perseguito Allen per le accuse di molestia sessuale per risparmiare alla figlia adottiva,
ritenuta troppo fragile, il trauma di un simile processo[73].

Allen, i suoi famigliari, i suoi amici e i suoi legali hanno sempre negato ogni accusa,
parlando di manipolazione psicologica della madre sulla figlia e ascrivendo il tutto ad una
vendetta della Farrow[74], mentre Soon-Yi, dal canto suo, accusò la madre adottiva di
averla aggredita e picchiata e di altri abusi fisici e morali.[74] Ronan, l'unico presunto figlio
biologico di Allen, e che si considera figlio naturale di Allen e non di Sinatra[75], è oggi un
noto avvocato e attivista per i diritti umani ed ha attaccato pubblicamente il regista circa
le presunte molestie subite dalla sorella Dylan,[76] la quale nel 2014, a 28 anni, ha ribadito
le accuse di violenza sessuale da parte del padre e difeso la madre in una lettera
pubblicata sul blog del New York Times.[55][77] Allen ha risposto tramite il suo legale
definendo Dylan "bugiarda" e le accuse "false e vergognose", in quanto "all'epoca
un'indagine minuziosa era stata condotta da esperti indipendenti incaricati dal tribunale",
che affermarono che "non vi erano prove credibili dell'aggressione; che Dylan Farrow era
incapace di distinguere tra immaginazione e realtà; che Dylan Farrow era stata
probabilmente manipolata dalla madre Mia Farrow".[78][79] D'altro canto il regista sostiene
che Dylan possa anche essere in buona fede e sia stata davvero convinta dalla madre di
essere stata molestata da lui, e le ha scritto negli anni alcune lettere a cui la ragazza non
ha mai risposto.[68]
:
Moses, che nel frattempo ha interrotto i rapporti con la madre, ha ripreso da adulto i
contatti con Allen[80][81] e ha dichiarato di essere stato picchiato spesso dalla Farrow e di
non credere alle accuse di molestie alla sorella[82]. Secondo Moses lei lo «spinse
insistentemente a odiare mio padre per aver distrutto la famiglia e aver molestato
sessualmente mia sorella. È ovvio che Woody non ha molestato mia sorella. Lei gli voleva
bene e non vedeva l'ora di vederlo, quando lui veniva a trovarla. Non si è mai nascosta da
lui finché nostra madre non è riuscita a creargli attorno un'atmosfera di paura e odio».[68]
Per Moses non era Woody, ma Mia il genitore dedito ad abusi ed è impossibile che fosse
avvenuta una molestia sessuale, dato che c'erano molte persone durante le visite di Allen,
e nessuno si appartava; lui stesso era presente e mai si accorse di nulla, pur avendo quasi
15 anni.[83]

Riguardo a Soon-Yi, quando fu adottata da Mia


Farrow e André Previn, l'orfanotrofio che la ospitava,
dopo l'abbandono da parte di una madre violenta e
dedita alla prostituzione, non conosceva la sua età, e
le sue condizioni di abbandono erano tali che era
quasi ridotta a uno stadio selvaggio: non conosceva
nessuna lingua, mostrava paura alla vista di una
bambola, nel vedere uno specchio reagiva con
repulsione e tentava di calciarlo, provava disgusto per
gli uomini tanto da emettere sibili appena uno le si
Woody Allen e Soon-Yi Previn al avvicinava.[84] Iscritta dalla Farrow a una scuola
Tribeca Film Festival (2009) privata, mostrò disturbi di apprendimento e,
nonostante i grandi miglioramenti, permasero
difficoltà di apprendimento e socializzazione.[85]
All'epoca della scoperta della presunta relazione di Allen con Soon-Yi l'età della ragazza
era stimata tra i 19 e i 22 anni, circa 35 anni meno di Woody Allen. Sebbene Allen e la
Farrow non fossero sposati e Soon-Yi non fosse stata adottata da Allen, la notizia diede
scandalo sulla stampa e sui media, visto il ruolo di Allen nelle vesti di compagno della
Farrow e di padre di tre dei suoi figli[86] e si discusse a lungo sulle implicazioni e sulla
possibilità che la relazione fosse da considerarsi incestuosa.

Ronan dalla maggiore età ha avuto pochissimi - quasi nulli - rapporti col padre e,
considerando Soon-Yi sua sorella, ha descritto come immorale la condotta di Allen,
ritenendo che, sposandola, sia divenuto "suo cognato".[87] Nel 1992 il Time Magazine
riporta le seguenti affermazioni di Soon-Yi: "pensare che Woody fosse un padre o
patrigno, per me è ridicolo [...] Lui si dedicava esclusivamente ai suoi figli e al suo lavoro,
e non avevamo mai passato un momento insieme", mentre nel 2011 il regista dichiarò:
"Dov'era lo scandalo? Mi sono innamorato di questa ragazza, e l'ho sposata. Siamo sposati
da quasi 15 anni".[88]

Ad appena un anno dalla separazione e dalla battaglia legale, Allen considererà comunque
brevemente la Farrow come candidata per il ruolo di sua moglie nel film La dea
dell'amore, ruolo poi andato a Helena Bonham Carter. La coppia Allen-Farrow ha girato
13 film: Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982), Zelig (1983), Broadway
:
Danny Rose (1984), La rosa purpurea del Cairo (1985), Hannah e le sue sorelle (1986),
Radio Days (1987), Settembre (1987), Un'altra donna (1988), New York Stories (1989),
Crimini e misfatti (1989), Alice (1990), Ombre e nebbia (1992) e Mariti e mogli (1992).

In un'intervista del 2005 a Vanity Fair, Allen ha dichiarato che nonostante lo scandalo
che ha danneggiato la sua reputazione e la sua immagine, la scoperta delle fotografie da
parte della Farrow fu "solo uno degli eventi fortuiti, dei colpi di fortuna della mia vita […]
è stato un punto di svolta in meglio." Sulla sua relazione con la Farrow, e poi con Soon-Yi,
ha dichiarato: "Sono sicuro che ci sono delle cose che avrei dovuto fare diversamente. […]
Probabilmente in retrospettiva avrei dovuto dichiarare la relazione finita prima di quanto
feci."[89]

Il terzo matrimonio

Dopo la separazione ufficiale dalla ex-compagna, il


regista continuò apertamente la sua relazione con
Soon-Yi Previn. All'epoca aveva 57 anni e la Previn
22. La coppia si è sposata il 22 dicembre 1997[90] a
Palazzo Cavalli-Franchetti, a Venezia, città amata da
Allen. La cerimonia civile, celebrata dal sindaco
Woody Allen e Soon-Yi Previn a
Massimo Cacciari, si svolse in segreto, alla presenza
Venezia
di quattro persone, tra cui la sorella, la nipote e il
cognato di Allen.[91]

Successivamente hanno adottato due figlie, entrambe


di origini asiatiche, Bechet Dumain Allen, cinese,
adottata nel maggio 1999, e Manzie Tio Allen,
nell'ottobre 2000, nata sei mesi prima nello Stato del
Texas, da genitori coreani[92] (i nomi sono stati scelti
da Allen in omaggio a due dei suoi jazzisti preferiti,
rispettivamente Sidney Bechet e Manzie Johnson).
Palazzo Cavalli-Franchetti a Venezia,
Gli altri successi luogo delle terze nozze di Allen

Per quanto riguarda la sua carriera, a partire dalla


metà degli anni ottanta Allen inizia, quindi, a mescolare nelle sue opere aspetti romantici,
comici e tragici. Negli anni successivi escono in successione Broadway Danny Rose,[93]
caratterizzato dall'impiego di attori non professionisti, La rosa purpurea del Cairo[94]
(1985), un altro film meta-cinematografico molto apprezzato dalla critica[95] e uno dei film
preferiti dello stesso Allen, e Hannah e le sue sorelle (1986), vincitore di tre Oscar 1987
("miglior sceneggiatura originale", "miglior attore non protagonista" a Michael Caine e
"miglior attrice non protagonista" a Dianne Wiest).

Nel 1987 dirige ben due film, Radio Days[96] e Settembre, altra pellicola di ispirazione
felliniana e bergmaniana.[97] Nello stesso anno, dall'unione con la Farrow era nato
Satchel, il suo primo figlio, e partecipa a King Lear di Jean-Luc Godard. Nel 1988 dirige
:
Un'altra donna[98] e partecipa al film collettivo New York Stories, insieme a Martin
Scorsese e Francis Ford Coppola, dirigendo l'episodio Edipo relitto.

Nel 1989 Crimini e misfatti, uno dei suoi film più amati, ottiene un buon successo di
pubblico e critica. L'anno successivo esce Alice, del quale è protagonista incontrastata Mia
Farrow. Allen, nel frattempo, recita a fianco a Bette Midler in Storie di amori e infedeltà,
diretto da Paul Mazursky. Al Festival di Berlino del 1992 viene presentato, con scarso
successo, Ombre e nebbia, un omaggio in bianco e nero al cinema espressionista tedesco
del secondo decennio del XX secolo, un omaggio a Franz Kafka.[99] Nello stesso anno
accetta di produrre quattro spot televisivi di quarantacinque secondi per la Coop, la
catena di supermercati italiani.

Il ritorno al cinema

Nel 1993, dopo lo scandalo con Soon-Yi, tornò al cinema con Mariti e mogli,[100] l'ultimo
film della coppia Allen-Farrow, con un cast di quarantadue attori,[101] di cui sette
protagonisti, cui segue Misterioso omicidio a Manhattan (1993), che combina thriller e
commedia nera, e Pallottole su Broadway (1994). Nello stesso anno dirige la
trasposizione televisiva di una sua vecchia commedia per la ABC, Don't Drink the Water,
già precedentemente portata sul grande schermo da Howard Morris, con il titolo Come ti
dirotto il jet, nel 1969.

Nel 1995 esce La dea dell'amore,[102] che frutta un premio Oscar alla protagonista Mira
Sorvino; nel 1996 Allen dirige il suo primo musical,[103] Tutti dicono I Love You,[104]
ambientato a Venezia, New York e Parigi. Gli attori furono informati dal regista che
avrebbero dovuto cantare loro stessi solamente il primo giorno delle riprese. Subito dopo
la realizzazione della pellicola Allen ha dichiarato di voler dirigere un altro musical, ma da
allora non si è mai saputo più nulla di tale progetto.[105] Nel 1997 è la volta di Harry a
pezzi, che ottiene una nomination all'Oscar per la migliore sceneggiatura originale.

Dopo aver sposato, il 22 dicembre 1997 a Venezia, la compagna Soon-Yi, alimentando


nuove polemiche, si dedicò a un progetto sul mondo del cinema e della moda, Celebrity
(1998), completamente girato a New York, in bianco e nero, che si avvale della fotografia
di Sven Nykvist, col quale aveva già collaborato negli anni ottanta, e che vanta un ricco
cast comprendente Leonardo DiCaprio, Melanie Griffith, Kenneth Branagh, Charlize
Theron e Winona Ryder. Nel 1998 esordisce come doppiatore nel film d'animazione della
DreamWorks Z la formica, nel quale dà la voce a Z, il protagonista del film, formica
nevrotica modellata sulla sua personalità e sul suo aspetto; esce anche Wild Man Blues,
un documentario di Barbara Kopple che ha seguito il tour europeo di Allen e della sua jazz
band. Nel 1999 esce Accordi e disaccordi, presentato fuori concorso alla Mostra di
Venezia, falso documentario dedicato al mondo del jazz degli anni trenta.

I flop e la crisi
:
Nel 2000 cambia studio di produzione e passa alla DreamWorks SKG: il primo film girato
per la nuova compagnia è Criminali da strapazzo. La pellicola è un discreto successo
commerciale in patria, ma le quattro successive si rivelano dei flop al botteghino e
vengono accolte male dalla critica: nel 2001 dirige La maledizione dello scorpione di
giada, un omaggio ai film dell'epoca d'oro di Hollywood, e continua la sua prolifica
produzione con Hollywood Ending (2002), altro film autobiografico (nel quale, non a
caso, interpreta un vecchio regista hollywoodiano in declino), Anything Else (2003) e
Melinda e Melinda (2004). I suoi film ottengono quasi sempre un maggior successo in
Europa (in particolare in Francia e in Italia, dove il regista ha molti fan), e lo stesso Allen
dichiarò le sue difficoltà nel mercato statunitense, ammettendo di "sopravvivere" grazie al
mercato europeo.[106] Nel frattempo nel 2000 recita in Ho solo fatto a pezzi mia moglie di
Alfonso Arau.

Il ritorno al successo: la trilogia londinese e il film "spagnolo"


Il ritorno alla ribalta, quando tutti ormai lo
consideravano un regista sul viale del tramonto,[107]
avviene al Festival di Cannes 2005, dove presenta
una pellicola assolutamente atipica per la sua
filmografia, Match Point, con Jonathan Rhys-Meyers
e Scarlett Johansson. Allen, questa volta solo
sceneggiatore e regista, abbandona i toni della
commedia per girare un dramma/thriller di denuncia
sociale (in parte liberamente ispirato dal celebre
romanzo Delitto e castigo di Fëdor Michajlovič
Dostoevskij). La pellicola è insolitamente ambientata
per la prima volta a Londra[108] (lontano dalla sua
New York), e adotta anche una colonna sonora
decisamente nuova per Allen: non più jazz, ma opera
lirica. Il film incassò negli USA più di 23 milioni di
dollari[109] (rivelandosi il suo film più proficuo degli
Woody Allen a New York nel 2006
ultimi 20 anni) e Allen ricevette ancora una volta una
candidatura agli Oscar per la sceneggiatura. Il regista
lo considera tra i suoi film meglio riusciti (nel senso di più fedeli alla sua visione
originale), come ha dichiarato in un'intervista concessa a Premiere Magazine.[110]

Il 28 luglio 2006 esce negli USA il suo nuovo film, Scoop,[111] scritto appositamente per
poter nuovamente lavorare con Scarlett Johansson, accanto a Hugh Jackman, Ian
McShane e Kevin McNally, e nuovamente ambientato a Londra. Nel film, in un ritorno
alla commedia, Allen tornò a recitare dopo 3 anni di assenza dagli schermi (l'ultima
apparizione era stata in Anything Else nel 2003).

Il terzo ed ultimo film ambientato nella capitale britannica (e l'unico dei tre senza Scarlett
Johansson nel cast) è Sogni e delitti, presentato fuori concorso alla 64ª Mostra
internazionale d'arte cinematografica di Venezia, la cui uscita nella sale cinematografiche
italiane è stata il 1º febbraio 2008. La pellicola segna un ritorno ai toni cupi e drammatici
:
di Match Point, dopo il breve ritorno alla commedia leggera di Scoop; il cast vede come
protagonisti Colin Farrell, Ewan McGregor (che interpretano due fratelli), Tom
Wilkinson, Hayley Atwell e Sally Hawkins.

Nel frattempo Allen torna alla narrativa dopo 25 anni di assenza pubblicando la raccolta
di racconti umoristici Pura anarchia. Il film
successivo di Allen (2008) è Vicky Cristina
Barcelona, il suo quarto lungometraggio girato al di
fuori degli Stati Uniti, questa volta in Spagna,
principalmente a Barcellona. Del cast fanno parte
Scarlett Johansson, Penélope Cruz, che per il ruolo ha
vinto il premio Oscar come migliore attrice non
protagonista nel 2009 (il primo assegnato ad
un'attrice spagnola), Javier Bardem e Rebecca Hall.
Nel film appare, in un breve cameo, Joan Pera,
storico doppiatore spagnolo di Allen.[112] Il film tratta
di un intrigo amoroso a Barcellona tra un pittore, la Woody Allen (al centro) e il cast di
sua ex e due turiste statunitensi. Il film si rivela, Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni: da
inaspettatamente, un vero successo, e, assieme a sinistra Lucy Punch, Josh Brolin,
Match point, uno dei film più proficui del regista.[113] Woody Allen, Naomi Watts e Gemma
Jones al Festival di Cannes 2010

Il ritorno a New York


Dopo il lungo soggiorno "cinematografico" in Europa, Allen decise di tornare nella sua
New York per il progetto successivo, Basta che funzioni,[114] una commedia drammatica
dai forti toni autobiografici, con Larry David, Evan Rachel Wood e Patricia Clarkson. Il
film era stato scritto da Allen verso la fine degli anni settanta ed il protagonista,
interpretato da Larry David, era sceneggiato per Zero Mostel, che tuttavia morì nel 1977,
l'anno di uscita di Io e Annie, prima che il progetto potesse realizzarsi, e portando Allen a
"congelare" di fatto il film per oltre trent'anni.[115]

Anni successivi: commedie e nuovi film in Europa


Nel 2010 dirige Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni,[116] interpretato da un nutrito cast che
comprende Antonio Banderas, Josh Brolin, Anthony Hopkins, Anupam Kher, Freida
Pinto e Naomi Watts, mentre l'11 maggio 2011 esce Midnight in Paris[117], con un cast
comprendente Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard, Kurt Fuller, Michael
Sheen, Adrien Brody, Tom Hiddleston e un cameo di Carla Bruni[118]. Il film gli fa ottenere
un Golden Globe per la miglior sceneggiatura originale, ed il suo quarto Oscar, il terzo per
la sceneggiatura originale.

Nel 2011 gira nei mesi di luglio e agosto a Roma il suo nuovo film con il celebre attore e
regista italiano Roberto Benigni e nuovamente con l'attrice spagnola Penelope Cruz, che
doveva inizialmente chiamarsi Bop Decameron o Nero Fiddle. Ad ottobre del 2011 il
regista comunica di aver cambiato il nome del film, uscito poi nel 2012, in To Rome with
Love.[119]
:
Nel 2013 dirige il film Blue Jasmine, di cui ha anche scritto la sceneggiatura. Anche in
questo caso Allen si rivede candidato all'Oscar per la miglior sceneggiatura originale,
categoria che l'ha consacrato nel mondo dell'Academy Award. La protagonista, Cate
Blanchett, grazie a questo film ottiene il suo secondo Premio Oscar e il terzo Golden
Globe. Nel 2014 gira nel sud della Francia Magic in the Moonlight, con Emma Stone e
Colin Firth.

Nel gennaio 2015 è stato annunciato che Allen avrebbe diretto una serie televisiva per
Amazon.com. La serie, intitolata Crisis in Six Scenes, è stata pubblicata attraverso la
piattaforma di video-on-demand Amazon Instant Video il 30 settembre 2016.[120] Sempre
nel 2015 esce il suo film Irrational Man, mentre nel 2016 è la volta di Café Society,

Nel 2017 esce La ruota delle meraviglie, seguito dal ritorno di Allen in un film
ambientato nella sua città, Un giorno di pioggia a New York (2019), la cui uscita è stata
ritardata e avvenuta in Europa a causa del
boicottaggio seguito al movimento #MeToo (a cui
aderiscono Dylan e Ronan Farrow) contro personaggi
che hanno subito accuse di molestie durante la loro
vita. Molti attori hanno preso le distanze da Allen,
difeso invece ad esempio pubblicamente da Diane
Keaton e da Scarlett Johansson, oltre che dalla
moglie Soon-yi Previn. Amazon e la casa editrice
Hachette (la stessa di Ronan) hanno deciso di non
onorare il contratto e di non pubblicare
l'autobiografia del regista, A proposito di niente
(2020), la quale uscirà invece in Europa (in Italia per
La nave di Teseo), compresa probabilmente la Russia
con la casa editrice governativa RT, legata alla tv di
Stato di Putin, Russia Today. Allen ha intentato causa
ad Amazon per 80 milioni di dollari per danni
materiali e morali.

Idee politiche Woody Allen nel 2015

Non è mai stato apertamente schierato politicamente,


ma negli ultimi anni ha sostenuto esplicitamente il Partito Democratico statunitense,
anche se ha ammesso di non averlo sempre scelto, in passato.[121] Sulla politica
statunitense ha detto che «in generale un'affermazione della destra è sempre una cattiva
notizia, è sempre una faccenda pericolosa. Perché la destra dà risposte molto semplici,
dirette a problemi enormi. Ci sono i senzatetto? Che se ne vadano. C'è un aumento di
criminali? Ripristiniamo la pena di morte. Soluzioni che naturalmente non tentano di
capire il perché dei fenomeni a cui vengono applicate. Al momento possono sembrare
efficaci, ma fra venti anni sarà peggio e ne faranno le spese le generazioni del futuro che
di nuovo si troveranno di fronte problemi gravissimi».[122]

La questione israeliana
:
Riguardo alla politica estera e allo Stato d'Israele ha dichiarato:

«Io sono un sostenitore d'Israele, mi sono sempre sentito offeso per le


sofferenze inflitte a questa piccola nazione dai vicini nemici, da vili terroristi e da
gran parte del mondo. Ma ora sono indignato dal trattamento che gli israeliani
infliggono ai palestinesi in rivolta. Ma dico, ragazzi, stiamo scherzando? Soldati
che picchiano la popolazione civile per dare un esempio? Che rompono le mani
e le braccia di ragazzi e donne per impedirgli di tirare le pietre? Che rastrellano
la gente nelle case e li bastonano per ridurli, col terrore, alla calma? Quasi non
riesco a credere a quello che leggo nei giornali: davvero sono stati bloccati gli
aiuti alimentari e le medicine per rendere la vita impossibile ai ribelli? È proprio
vero che si è fatto fuoco sulla folla e che si è passati alle pallottole di gomma
solo quando gli Stati Uniti hanno protestato? È vero che è stata usata anche la
tortura, con il beneplacito dello Stato? (...) Non posso crederci, e non so neanche
dire che cosa si debba fare. Forse per molti di noi che si danno da fare perché
Israele esista e prosperi, è arrivato il momento di parlare con franchezza e di
usare ogni metodo di pressione, morale, finanziario, politico, per far cessare
questo modo sbagliato di risolvere il problema.[123]»

Ha affermato inoltre che il sionismo delle origini fosse pacifico, ma che in seguito
all'ostilità degli arabi si fosse trasformato in un movimento aggressivo:

«La storia di Israele è cominciata come quella di un paese meraviglioso ma è poi


stato perseguitato duramente, colpito e combattuto senza tregua... Oramai gli
errori sono da ambedue le parti, ma l'origine dei problemi è dovuta
all'atteggiamento poco comprensivo che c'è stato nei confronti di un paese
giovane che è diventato aggressivo per necessità.[124]»

«[Sul conflitto Israele-Striscia di Gaza]. È molto più che terribile. Da quando mi ricordo,
quando avevo 21 anni, mi dicevano, "La pace è dietro l'angolo tra arabi e
israeliani. La prossima generazione. In questo momento, c'è molta amarezza,
ma con il tempo, le nuove generazioni cresceranno e saranno più tranquille nel
rapporto con l'altro." Siamo andati avanti e avanti e avanti, e alla fine, nulla è
cambiato. Questa situazione rimane tragica e terribile, e i capi in Israele e i
leader del mondo arabo non sono stati in grado di giungere ad un accordo. È
una cosa terribile e tragica. Vite innocenti vengono perdute a destra e a sinistra,
ed è una situazione orribile che prima o poi dovrà risolversi, ma io dico che non
sappiamo affatto se davvero accadrà. Mi auguro che accada, ma sembra, a
questo punto, che nessuno su entrambi i lati è pronto, disposto e in grado di
farlo.[125]»
:
Nel 2013 ha equiparato l'odio verso Israele a quello verso gli ebrei, affermando che dietro
le polemiche contro Israele si cela "un odio ancora più profondo" nei confronti del popolo
ebraico: «Molta gente camuffa i suoi sentimenti negativi nei confronti degli ebrei con una
critica, critica politica, riguardo Israele. In sostanza ciò che realmente intendono è che
non gli piacciono gli ebrei. ( [...] ) Visti i bassi standard di tolleranza in tutto il mondo,
l'America è un posto tollerante con gli ebrei».[126]

Estetica e stile
Quasi tutte le sequenze dei titoli di apertura e di chiusura dei film di Allen presentano
come carattere di scrittura il Windsor bianco su sfondo nero, senza effetti di scorrimento,
con musica jazz di sottofondo. Il cinema di Allen contiene molti riferimenti all'umorismo
ebraico, alla filosofia, alla psicoanalisi e anche, in maniera critica e satirica, alla
religione.[127]

Allen si rifiuta di guardare i suoi film dopo la loro uscita nelle sale; il regista, infatti, ha
affermato che rivedendo la pellicola finita sicuramente penserebbe che il film non sia
sufficientemente buono e che avrebbe potuto fare di meglio.[128] Anche per questo motivo
non ha mai registrato un commento audio per nessuno dei suoi film da includere nei
DVD, per i quali pretende edizioni semplici, prive di extra, monodisco e con l'audio mono
che caratterizza tutti i suoi film.

I primi film slapstick


I primi anni della carriera risentono fortemente delle precedenti esperienze di Allen in
televisione e come comico. Il suo talento camaleontico si esprime nelle prime pellicole in
tutte le sue forme, come regista-sceneggiatore-attore, decretandolo protagonista assoluto
e mattatore dei suoi primi lavori, commedie pure che presentano una comicità molto
semplice e fisica, da classica slapstick comedy, espressa con un ritmo frenetico di gag
visive e battute fulminanti, che da sempre caratterizzano i dialoghi di Allen, tenute
insieme da una trama esile, creata ad arte come raccordo tra le varie situazioni necessarie
per gli sketch.

Allen punta molto sulla sua figura, plasmandosi addosso un personaggio su misura per il
suo stile, sviluppato a partire dai primi anni del cabaret e perfezionato nel tempo,
divenuto poi l'immagine classica percepita dal pubblico; nevrotico, paranoico, impacciato
e sfortunato con le donne, Allen sceglie sempre al suo fianco come co-protagonista le
proprie compagne, prima Louise Lasser, poi Diane Keaton e infine Mia Farrow, dopo la
quale non ci sarà più una "primadonna".

Tra le maggiori influenze di questo periodo figurano Bob Hope e Groucho Marx. In tutti i
primi film, Prendi i soldi e scappa (1969), Il dittatore dello stato libero di Bananas
(1971), Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato
chiedere) (1972), Il dormiglione (1973) e Amore e guerra[129] (1975), sono presenti
elementi surreali ed assurdi, a caratterizzare ed amplificare l'effetto comico. Allen, per
:
esempio, indossa continuamente i suoi occhiali con la montatura nera, tipicamente anni
settanta, ma che non abbandonerà mai, neanche in Amore e guerra, ambientato in
Russia in epoca napoleonica.

Le commedie sofisticate

Federico Fellini, un altro esempio per


Allen
Ingmar Bergman, principale modello
del regista
Il punto di svolta arriva nel 1977, con quello che è
considerato il suo capolavoro, Io e Annie;[130] i
maggiori successi critici e commerciali di Allen
arrivano proprio nel decennio che inizia con l'uscita nelle sale di questa pellicola. Il film,
considerato un classico moderno, segna il passaggio di Allen ad una comicità più
sofisticata, mescolata ad aspetti drammatici, segnando allo stesso tempo un nuovo
modello per il genere della commedia romantica.

Negli anni ottanta comincia ad inserire nei suoi film diversi riferimenti filosofici e
dimostra il suo anticonformismo. I film di Allen non sono più solamente comici, ma
portano con sé una componente riflessiva più marcata; la trama non è più solo un filo
conduttore per legare un susseguirsi di gag e battute, ma assume un ruolo centrale nel
film, diventando più studiata, arricchita da sottotrame romantiche e drammatiche.
Seguirono altri film come Interiors (1978) e Manhattan (1979), una serenata alla sua
amata New York, definito da alcuni critici statunitensi "l'unico grande film americano
degli anni settanta",[131] condito da una comicità meno buffonesca e più riflessiva.

In questo periodo emerge una delle caratteristiche peculiari della cinematografia


alleniana, che sarà d'ora in poi una costante, la riflessione sul ruolo stesso del regista,
dell'autore e, più in generale, una riflessione sull'arte cinematografica, che daranno vita
ad una serie di pellicole meta-cinematografiche e dai forti toni autobiografici. Solitamente
il protagonista di queste pellicole è lo stesso Allen, ma nel tempo, con l'avanzare dell'età,
:
ha talvolta ceduto il "suo ruolo": a John Cusack in Pallottole su Broadway (1994),
Kenneth Branagh in Celebrity (1998), Jason Biggs in Anything Else (2003), Will Ferrell
in Melinda e Melinda (2004) e Owen Wilson in Midnight in Paris (2011).

La prima pellicola di questo genere è Stardust Memories (1980), dalla forte componente
autobiografica, ispirato al cinema europeo ed in particolare a Federico Fellini e di nuovo a
Ingmar Bergman. Nel film un regista di successo, Sandy Bates, interpretato dallo stesso
Allen, esprime il suo risentimento e il suo disprezzo per i propri fan; sconvolto dalla
recente morte di un caro amico, Bates afferma di non voler mai più girare film comici, ed
una gag ricorrente per tutto il film vede diverse persone (compreso un gruppo di alieni)
esprimere a Bates il proprio apprezzamento per i suoi film, "specialmente i primi comici".
La gag è chiaramente uno sfogo dello stesso Allen e del suo pensiero, frustrato dai
continui commenti di chi lo ritiene solo un autore comico.

Questo tipo di riflessione continua nelle pellicole successive, Zelig (1983), tragi-comica
parodia idiosincratica di un documentario degli anni venti-trenta, Broadway Danny Rose
(1984), caratterizzato dall'impiego di attori non professionisti, e La rosa purpurea del
Cairo (1985), che in un'intervista con Tim Teeman al Times cita come uno dei suoi sei
film meglio riusciti.[106] A partire dalla metà degli anni ottanta, Allen inizia, quindi, a
mescolare nelle sue opere aspetti romantici, comici e tragici.

Si susseguono in breve tempo Hannah e le sue sorelle (1986), vincitore di tre Oscar 1987
("miglior sceneggiatura originale", "miglior attore non protagonista" a Michael Caine e
"miglior attrice non protagonista" a Dianne Wiest), Radio Days (1987), nel quale recitano
fianco a fianco Diane Keaton e Mia Farrow, Settembre (1987), altra pellicola di
ispirazione felliniana e bergmaniana, e Un'altra donna (1988), oltre al film collettivo New
York Stories, insieme a Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, dirigendo l'episodio
Edipo relitto.

Nel 1989 Crimini e misfatti, il cui il tema centrale è l'ipocrisia borghese nella tradizione
ebraica, ottiene un buon successo di pubblico e critica, e l'anno successivo esce Alice, del
quale è protagonista incontrastata Mia Farrow. Al Festival di Berlino del 1992 viene
presentato, con scarso successo, Ombre e nebbia, un omaggio in bianco e nero al cinema
espressionista tedesco. Altre sue opere sono Mariti e mogli, il film più autobiografico e
sincero,[132] e Pallottole su Broadway (1994).

Il ritorno ai toni leggeri


Verso la metà degli anni novanta la sua produzione torna ad assumere toni più leggeri,
pur mantenendo uno stile ricercato ed intelligente; nel 1995 esce La dea dell'amore, nel
1996 Allen dirige il suo primo musical, Tutti dicono I Love You. Nel 1997 è la volta di
Harry a pezzi, altro film meta-cinematografico ispirato al capolavoro del regista svedese
Ingmar Bergman Il posto delle fragole (1957).

Nel 1999 esce Accordi e disaccordi, presentato fuori concorso alla cinquantaseiesima
edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, film biografico
dedicato al mondo del jazz degli anni trenta. Nel 2000 è la volta di Criminali da
:
strapazzo, primo film girato per la DreamWorks SKG, che presenta un'inversione di
tendenza: Allen inizia a concedere più interviste e sembra intenzionato a tornare alle
origini del suo stile comico.[133]

Il dramma e la commedia
Il ritorno alla ribalta avviene al Festival di Cannes 2005, dove presenta un film atipico per
la sua filmografia, Match Point, con Jonathan Rhys-Meyers e Scarlett Johansson. Allen,
questa volta solo sceneggiatore e regista, abbandona i toni della commedia per girare un
dramma/thriller ambientato a Londra, lontano dalla
sua New York, e cambia anche la colonna sonora: non
più jazz, ma musica lirica. In un'intervista concessa a
Premiere Magazine, Allen ha dichiarato di
considerare Match Point il suo miglior film.

Segue una commedia, Scoop (2006) e, dopo la pausa


leggera, Sogni e delitti, che segna un ritorno ai toni
cupi e drammatici di Match Point. Il suo quarto film
europeo, Vicky Cristina Barcelona, è ancora una
commedia drammatica, questa volta a sfondo
sentimentale, ambientata nella capitale catalana. Con
Basta che funzioni (2009) Woody Allen torna a girare
nell'amata New York, dopo diversi anni di assenza.
Con Midnight in Paris e To Rome With Love,
commedie romantiche uscite rispettivamente nel
2011 e 2012, utilizza come sfondo le città europee di
La statua di Allen ad Oviedo, Spagna
Parigi e Roma concludendo l'ideologica trilogia
iniziata con Vicky Cristina Barcelona. Nel 2013 unisce
molte tematiche che ha sempre trattato mettendo in
scena uno scontro fra borghesia e ceto medio nella commedia dai toni cupi Blue Jasmine
con protagonista Cate Blanchett.

Interessi e tematiche

La psicoanalisi

«E poi Freud – altro grande pessimista! Gesù, sono stato in analisi per anni. Non
è successo niente. Il mio analista, per la frustrazione, cambiò attività. Aprì un
self-service vegetariano.»

(Mickey Sachs/Woody Allen in Hannah e le sue sorelle)

Celebre per la sua immagine nevrotica, Allen ha passato più di trent'anni in psicoanalisi.
Frequenta per la prima volta uno specialista nel 1959 poiché inizia a sentirsi malinconico
senza capirne il motivo. Da allora la terapia diventa un appuntamento fisso ed
:
irrinunciabile, in media una volta a settimana, tranne brevi periodi di pausa. In momenti
più intensi, invece, Allen arriva a frequentare lo studio psicoanalitico tre volte a
settimana.

Gran parte dei suoi film contiene riferimenti a questo suo problema o anche scene
esplicite di psicoanalisi, ed è diventata una caratteristica essenziale del "personaggio"
Allen. Persino il film d'animazione Z la formica, nel quale Allen doppia il protagonista Z,
inizia con una classica scena di psicoanalisi.[134] Il regista ha dichiarato di aver concluso la
terapia più o meno al tempo dell'inizio della sua relazione con Soon-Yi Previn, anche se
ha dichiarato di soffrire ancora di claustrofobia ed agorafobia. Fra le altre sue fobie,
spesso ingigantite per l'effetto surreale dei suoi film, ma da lui anche confermate: è
terrorizzato da insetti, cani, cervi, colori brillanti, strapiombi, dalla folla, dal cancro e dal
sole.[135]

La psicoanalisi riveste nei film di Allen un importante snodo narrativo, come in Harry a
pezzi o Un'altra donna, oltre a essere fonte di ricorrente ironia. La pratica psicoanalitica
ha avuto una notevole importanza nella vita di Allen, ciononostante egli tende ad
ascriverla nei propri film a un carattere tipico della borghesia contemporanea, spesso
animato da interessi economici, oltre che inefficace rispetto alla soluzione dei veri
drammi della vita, agli occhi di Allen esistenziali, anziché psicologici.

Il jazz e il clarinetto

Woody Allen e la sua New Orleans


Jazz Band nel 2003

Allen è un grandissimo fan e conoscitore della musica


jazz, che spesso è una presenza prominente nelle
colonne sonore delle sue opere, soprattutto quella
classica americana degli anni trenta e anni quaranta.

Non a caso nel finale di Manhattan, nella scena nella


quale Isaac Davis (interpretato dallo stesso Allen)
elenca a se stesso, ed al pubblico della pellicola, le Woody Allen al clarinetto nel 2006
cose per cui vale veramente la pena vivere, accanto a
Groucho Marx, Joe DiMaggio (nella versione
originale si tratta in realtà di Willie Mays), il secondo movimento della sinfonia Jupiter di
Mozart, i film svedesi, L'educazione sentimentale di Flaubert, Marlon Brando, Frank
:
Sinatra, le "incredibili mele e pere" dipinte da Cézanne e i granchi da Sam Wo, mette il
suo amato Louis Armstrong, e in particolare la sua celebre incisione di Potato Head
Blues.

Accanto ad Armstrong, una presenza ricorrente nelle pellicole di Allen, il regista


newyorchese ha usato autori classici come Irving Berlin (noto per non aver mai concesso
a nessun altro regista, nemmeno a Federico Fellini, i diritti delle sue canzoni), Rodgers e
Hammerstein, George Gershwin, le celebri orchestre di Tommy Dorsey e Glenn Miller e le
performance di Fred Astaire e Ginger Rogers, che compaiono anche in uno spezzone de
La rosa purpurea del Cairo nel quale ballano al ritmo di Cheek to Cheek; ma ha anche
selezionato alcuni tra i migliori musicisti contemporanei, tra i quali Burt Bacharach (in
Ciao Pussycat), Marvin Hamlisch (in Prendi i soldi e scappa e Il dittatore dello stato
libero di Bananas) e Dick Hyman (in La rosa purpurea del Cairo e La dea dell'amore).

In alcuni casi, come per la colonna sonora de Il dormiglione, Allen stesso ha scritto le
canzoni originali necessarie, interpretandole poi con la celebre Preservation Hall Jazz
Band, o ha composto alcuni pezzi ispirandosi a grandi musicisti, non necessariamente
jazzisti, come Sergej Prokofiev (per Amore e guerra, ambientato in Russia), Felix
Mendelssohn (per Una commedia sexy in una notte di mezza estate), Kurt Weill
(ispirandosi al suo Soldati e bombe per esigenze espressionistiche in Ombre e nebbia) o
Frank Sinatra (ispirandosi a If You Are But a Dream per Radio Days). Tuttavia Allen non
è solo un fan del jazz, ma lo ha sempre suonato sin dall'adolescenza per poter a sua volta
esibirsi. All'età di quindici anni impara a suonare il clarinetto, esercitandosi
giornalmente. I suoi primi spettacoli pubblici risalgono addirittura a partire dagli anni
sessanta. Una delle sue prime performance televisive fu quella al The Dick Cavett Show il
20 ottobre 1971.[136]

Woody Allen e la sua New Orleans Jazz Band a partire dagli anni settanta suonano tutti i
lunedì sera al Cafè Carlyle di Manhattan (fino al 1997 suonavano al Michael's Pub),[137]
un piccolo locale sempre assiepato dai fan, soprattutto europei, tranne rari casi nei quali
Allen è fuori città per la lavorazione dei suoi film. Il gruppo è specializzato in New Orleans
jazz degli inizi del XX secolo, lo stile tipico, tra gli altri, di Louis Armstrong, ed ha
pubblicato un CD originale, The Bunk Project (1993). Il gruppo ha intrapreso diversi tour,
soprattutto in Europa, a proposito dei quali Allen, conscio della scarsità delle sue
prestazioni musicali, affermò che il suo pubblico veniva per vederli e non per sentirli.

Il documentario Wild Man Blues (1997), diretto da Barbara Kopple, documenta un tour
europeo del 1996 di Allen e il suo gruppo, così come la sua relazione con Soon-Yi Previn.
La colonna sonora del documentario è interamente composta da brani interpretati dalla
band, ed è stata pubblicata nel 1997. La sua passione lo ha portato a scegliere il suo nome
d'arte da uno dei suoi idoli, il celebre clarinettista Woody Herman, ma anche a chiamare
gli ultimi due figli adottati con la moglie Soon-Yi Previn, Bechet e Manzie, con i nomi di
due dei suoi jazzisti preferiti, rispettivamente Sidney Bechet e Manzie Johnson.

New York, Parigi, Venezia


:
New York è senza dubbio la città che più viene associata a Woody Allen e alla sua opera,
essendo la sua città natale, nonché il luogo dove ha sempre vissuto. A New York sono
ambientati moltissimi suoi film, come il celeberrimo
Manhattan. La comicità verbale di Allen è derivata
da quella degli ambienti artistici ebraici newyorchesi;
molti suoi racconti presentano termini dell'yiddish, la
lingua degli ebrei dell'est europeo diffusa anche in
queste zone della Grande Mela.[138] Non è possibile
separare l'immagine del regista dalla sua città. La
New York di Allen è quella degli intellettuali e delle
classi medio-alte, non quella dei quartieri "bassi".
Questo per il fatto che è quella da lui conosciuta di
persona e non ha niente a vedere, come confermato
da lui stesso, con una preferenza "classista".

A proposito, ha dichiarato in un'intervista, a una


domanda sulle critiche ricevute sul fatto che si
occuperebbe solo dei problemi della borghesia bianca
della città: "Se è per questo la comunità ebraica mi
accusa di parlare male degli ebrei e quella di colore
stigmatizza il fatto che io non inserisco mai attori neri
nelle mie pellicole… Io abito in una città ed in un Woody Allen al Tribeca Film Festival
certo ambiente ricco. Quello che mi diverte è 2009
raccontare quello che vedo. Tutti pensano che "i
ricchi" non abbiano problemi, quando, invece, in ogni
mio film dimostro come le persone abbienti hanno i problemi di tutti quando vengono a
scontrarsi con le questioni di cuore o psicologiche".[139]

L'amore per la sua città è stato rappresentato dal fatto che l'unica apparizione di Allen
(tra l'altro fuori concorso, nel 2002) alla notte degli Oscar (cerimonia sempre disertata,
anche quando era in gara e vinse) sia stata per sostenere, con un montaggio di clip
newyorchesi tratti dai suoi film, la città, invitando il cinema a non abbandonarla dopo l'11
settembre. Il regista era presente il giorno degli attentati a Manhattan e si è detto
"distrutto ma non sorpreso", e soprattutto orgoglioso, di come reagì la popolazione.[140]

Le altre città amate dal noto regista sono Parigi e soprattutto Venezia. Grande amante
dell'Italia e della città lagunare, Allen ha contribuito economicamente alla ricostruzione
del Gran Teatro La Fenice, distrutto da un incendio il 29 gennaio 1996 e riaperto il 14
dicembre 2003. Il 22 dicembre 1997 ha scelto Palazzo Cavalli-Franchetti per le sue terze
nozze con Soon-Yi Previn. A proposito di Venezia ha dichiarato:

«Adoro la città, non mi piace la campagna. Fuori da New York ci sono solo due
città al mondo dove mi sento a casa: una è Venezia, l'altra è Parigi. Sono venuto
a Venezia per la prima volta a cinquant'anni e prima di arrivare, mentre stavo
sull'aereo, ero preso dalle angosce: non mi piaceva molto l'idea di dovere andare
in giro con una gondola oppure su una barca. Quando, però, mi sono trovato per
la prima volta a solcare la laguna, il tempo melanconico, le emozioni del
:
paesaggio, la gioia irrazionale che mi derivava dall'esserci me l'hanno fatta
amare. So che è pazzesco, ma per qualche motivo che non so spiegare New
York, Parigi e Venezia hanno per me un denominatore comune che me le fa
sentire molto vicine. Io ho girato tutto il mondo e tutta l'Europa. Queste tre città,
nel mio cuore, non hanno uguali.»

Estetica, realtà e insensatezza dell'esistenza

L'estetica è per Allen la controparte oggettiva dell'amore e dunque la sola fragile fonte in
grado di conferire incentivi a una vita che altrimenti non avrebbe alcun senso. Sono
infatti tematiche ricorrenti di Allen l'assenza di giustizia e punizione nel mondo, il dolore
e la miseria diffusi nel mondo (come nella distinzione fra horrible and miserable people
di Io e Annie) e le destabilizzanti pressioni delle società borghesi. Benché sfumato di
ironia e spesso espresso in forma di battute, Woody Allen esterna nella maggior parte dei
propri film un generale pessimismo di fondo, dettato dalla consapevolezza dell'assenza di
Dio e di qualsiasi forma di direzione precisa dell'esistenza. Solo l'amore e il suo surrogato
in mentite spoglie, ovvero l'arte, consentono di abitare il mondo senza perire a causa
dell'insensatezza.

Fra le sue passioni vi è quella di seguire la squadra NBA della sua città, i New York
Knicks, tanto che i piani di lavorazione sono basati anche sulle date e sugli orari delle
partite, in modo che Allen possa finire in tempo le riprese della giornata e andare a vedere
la partita. Inoltre, nutre una grande ammirazione per Ingmar Bergman, Anton Čechov,
Groucho Marx e Louis Armstrong, arrivando a dire:

(EN) (IT)

«I've never felt Truth is Beauty, never. «Non ho mai creduto che la bellezza
I've always felt that people can't take fosse anche la verità, mai. Ho sempre
too much reality. I like being in Ingmar creduto che la gente non possa
Bergman's world. Or in Louis sopportare troppo la realtà. Io amo
Armstrong's world. Or in the world the vivere nel mondo di Ingmar Bergman.
New York Knicks. Because it's not this O in quello di Louis Armstrong. O in
world.» quello dei New York Knicks. Perché
non si tratta di questo mondo.»

(Woody Allen, traduzione di Antonio Monda[141] Per la versione originale in lingua inglese: Woody
Allen: interviews[142])

Impatto culturale
Secondo la vedova di Stanley Kubrick, Christiane, il regista aveva considerato Allen per il
ruolo di Victor Ziegler nel suo ultimo film, Eyes Wide Shut, ruolo andato poi a Sydney
Pollack.[143]
:
Il film Io e Annie è giunto al 31º posto nella classifica 100 film della AFI del 2007[144]
mentre in precedenza era al 35º posto[145].

Filmografia
Che fai, rubi? (What's Up, Tiger Lily?) (1966)
Prendi i soldi e scappa (Take the Money and Run) (1969)
Il dittatore dello stato libero di Bananas (Bananas) (1971)
Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)
(Everything You Always Wanted to Know About Sex* (*But Were Afraid to Ask))
(1972)
Il dormiglione (Sleeper) (1973)
Amore e guerra (Love and Death) (1975)
Io e Annie (Annie Hall) (1977)
Interiors (1978)
Manhattan (1979)
Stardust Memories (1980)
Una commedia sexy in una notte di mezza estate (A Midsummer Night's Sex
Comedy) (1982)
Zelig (1983)
Broadway Danny Rose (1984)
La rosa purpurea del Cairo (The Purple Rose of Cairo) (1985)
Hannah e le sue sorelle (Hannah and Her Sisters) (1986)
Radio Days (1987)
Settembre (September) (1987)
Un'altra donna (Another Woman) (1988)
New York Stories, episodio Edipo relitto (Oedipus Wrecks) (1989)
Crimini e misfatti (Crimes and Misdemeanors) (1989)
Alice (1990)
Ombre e nebbia (Shadows and Fog) (1991)
Mariti e mogli (Husbands and Wives) (1992)
Misterioso omicidio a Manhattan (Manhattan Murder Mystery) (1993)
Pallottole su Broadway (Bullets Over Broadway) (1994)
La dea dell'amore (Mighty Aphrodite) (1995)
Tutti dicono I Love You (Everyone Says I Love You) (1996)
Harry a pezzi (Deconstructing Harry) (1997)
Celebrity (1998)
Accordi e disaccordi (Sweet and Lowdown) (1999)
Criminali da strapazzo (Small Time Crooks) (2000)
:
La maledizione dello scorpione di giada (The Curse of the Jade Scorpion) (2001)
Hollywood Ending (2002)
Anything Else (2003)
Melinda e Melinda (Melinda and Melinda) (2004)
Match Point (2005)
Scoop (2006)
Sogni e delitti (Cassandra's Dream) (2007)
Vicky Cristina Barcelona (2008)
Basta che funzioni (Whatever Works) (2009)
Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni (You Will Meet a Tall Dark Stranger) (2010)
Midnight in Paris (2011)
To Rome with Love (2012)
Blue Jasmine (2013)
Magic in the Moonlight (2014)
Irrational Man (2015)
Café Society (2016)
La ruota delle meraviglie - Wonder Wheel (Wonder Wheel) (2017)
Un giorno di pioggia a New York (A Rainy Day in New York) (2019)
Rifkin's Festival (2020)

Opere teatrali
:
Prima
Anno Titolo Crediti
rappresentazione

Soggetto (autore del libro


1960 From A to Z Plymouth Theatre
omonimo)

1966 Don't Drink the Water Sceneggiatore —

Sceneggiatore, attore (Allan Broadhurst


1969 Provaci ancora, Sam (Play It Again, Sam)
Felix) Theatre[146]

1975 Dio (God) Sceneggiatore —

1975 Morte (Death) Sceneggiatore —

La lampadina galleggiante (The Floating Vivian Beaumont


1981 Sceneggiatore
Light Bulb) Theatre

1995 Central Park West Sceneggiatore Variety Arts Theatre

Atlantic Theatre
2003 Old Sybrook Sceneggiatore, Regista
Company

Atlantic Theatre
2003 Riverside Drive Sceneggiatore, Regista
Company

Atlantic Theater
2004 A Second Hand Memory Sceneggiatore, Regista
Company

Brooks Atkinson
2011 Honeymoon Motel Sceneggiatore
Theatre

2017 Wonder Wheel - La ruota dei desideri Regista ---

Libri
L'opera scritta di Woody Allen nasce dalla trascrizione dei suoi monologhi e da molti
racconti che l'autore ha pubblicato su quotidiani nel corso degli anni, integrata con
inediti. A questi si aggiunge la collaborazione con il fumettista Stuart Hample per la
striscia Inside Woody Allen, che racconta la vita (romanzata) del "personaggio" Woody
Allen.[147]
La sua abilità sta nel cogliere, in brevi racconti, l'ordinaria follia del quotidiano,
trasformando situazioni normali o strane in gioiellini surreali, cogliendo le contraddizioni
degli Stati Uniti e della società globale.

A fine 2004 la Bompiani ha deciso di pubblicare una nuova traduzione completa e fedele
dei tre classici di Woody Allen a cura di Daniele Luttazzi poiché le precedenti traduzioni,
pubblicate 30 anni prima, erano una versione addomesticata per avvicinare il mondo
surreale di Allen al pubblico italiano, abituato ad una comicità televisiva più leggera.
Inoltre erano traduzioni lacunose, in cui mancavano interi racconti e molte battute erano
state cassate, o sostituite da altre inventate dai traduttori.[138]

Getting even, New York, Random House, 1971.


:
Saperla lunga, traduzione parziale di Alberto Episcopi e Cathy Berberian, Milano,
Bompiani, 1973; con introduzione di Umberto Eco (Allen Woody: un everyman per
happy few), Milano, Bompiani, 1995. ISBN 88-452-2536-4. Tra le parti mancanti, il
racconto Memorie del sovrappeso.
Rivincite, a cura di Daniele Luttazzi, Milano, Bompiani, 2004. ISBN 88-452-3306-5.

Without Feathers, New York, Random House, 1975.

Citarsi addosso, traduzione parziale di Cathy Berberian e Doretta Gelmini, Milano,


Bompiani, 1976. Tra le parti mancanti, il racconto Origini dello slang.
Senza piume, a cura di Daniele Luttazzi, Milano, Bompiani, 2004. ISBN 88-452-
3305-7.

The Lunatic's Tale, in "New Republic", 23 aprile 1977.

Il racconto del pazzo. Single, per sempre single!, traduzione di Pier Francesco
Paolini, Bologna, Capriccio, 1989. ISBN 88-7055-095-8.

Side effects, New York, Random House, 1980.

Effetti collaterali, traduzione parziale di Pier Francesco Paolini, Milano, Bompiani,


1981. Tra le parti mancanti, il racconto Confessioni di un ladro.
Effetti collaterali, a cura di Daniele Luttazzi, Milano, Bompiani, 2004. ISBN 88-452-
3304-9.

The Floating Light Bulb, New York, Random House, 1982. [commedia in due atti]

La lampadina galleggiante, traduzione di Cosimo Urbano e Vittorio di Giuro, Milano


Baldini & Castoldi, 1993. ISBN 88-85988-58-X.

Mere Anarchy, New York, Random House, 2007. [raccolta di racconti]

Pura anarchia, traduzione di Carlo Prosperi, Milano, Bompiani, 2007. ISBN 978-88-
452-5919-7.

Sceneggiature edite
Manhattan, traduzione di Adalgisa Campana, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli,
1982.
Io e Annie, traduzione di Pier Francesco Paolini, Milano, Feltrinelli, 1984. ISBN 88-07-
80989-3.
Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere,
traduzione di Pier Francesco Paolini, Milano, Feltrinelli, 1986. ISBN 88-07-04014-X.
Provaci ancora, Sam; Io e Annie, traduzione di Pier Francesco Paolini, Milano,
Feltrinelli, 1986. ISBN 88-07-04015-8.
:
Zelig, traduzione di Pier Francesco Paolini, Milano, Feltrinelli, 1990. ISBN 88-07-
81131-6.
Crimini e misfatti, traduzione di Giulio Lupieri, Milano, Feltrinelli, 1992. ISBN 88-07-
81218-5.
Interiors, traduzione di Giulio Lupieri, Milano, Feltrinelli, 1993. ISBN 88-07-81241-X.
Mariti e mogli, traduzione di Giulio Lupieri, Milano, Feltrinelli, 1994. ISBN 88-07-
81274-6.
Sesso e bugie, traduzione di Adriana Chiesa Di Palma, Rita Cirio e Attilio Corsini,
Milano, Bompiani, 2005. ISBN 88-452-3419-3. [traduzioni di Riverside drive, Old
saybrook, Central Park West]

Autobiografie e interviste
Woody Allen on Woody Allen. In Conversation with Stig Björkman, London, Faber and
Faber, 1994.

Woody su Allen, traduzione di Annalisa Cara e Giampiero Cara, Roma-Bari,


Laterza, 1994. ISBN 88-420-4454-7.
Io, Woody e Allen. Un regista si racconta, traduzione di Annalisa Cara, Giampiero
Cara e Lucio Carbonelli, Roma, Minimum fax, 2005. ISBN 88-7521-058-6.

Conversation avec Woody Allen. D'après les entretiens parus dans Le monde, con
Jean-Michel Frodon, Paris, Plon, 2000.

Conversazione con Woody Allen, traduzione di Elda Volterrani, Torino, Einaudi,


2001. ISBN 88-06-15907-0.

Match points. 1998-2005. Conversazioni con Woody Allen, con Marco Spagnoli,
Reggio Emilia, Aliberti, 2006. ISBN 88-7424-145-3.
Conversations with Woody Allen. His Films, The Movies, and Moviemaking, con Eric
Lax, New York, Knopf, 2007.

Conversazioni su di me e tutto il resto, traduzione di Carlo Prosperi, Milano,


Bompiani Overlook, 2008. ISBN 978-88-452-6137-4.

A proposito di niente (Apropos of nothing), traduzione di Alberto Pezzotta, Milano, La


nave di Teseo, 2020. ISBN 978-88-346-0334-5.

Riconoscimenti
Nella sua carriera ha vinto 4 premi Oscar (tre alla sceneggiatura e uno per la regia) su 24
candidature, nessuno dei quali è stato ritirato da lui personalmente, 4 Golden Globes, 2
premi al Festival del cinema di Venezia e altri riconoscimenti, che verrano riportati di
seguito.
:
Premio Oscar

1977 - Miglior regista per Io e Annie


1977 - Migliore sceneggiatura originale per Io e Annie
1977 - Candidatura al miglior attore protagonista per Io e Annie
1978 - Candidatura al miglior regista per Interiors
1978 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Interiors
1979 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Manhattan
1984 - Candidatura al miglior regista per Broadway Danny Rose
1984 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Broadway Danny
Rose
1985 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per La rosa purpurea del
Cairo
1986 - Candidatura al miglior regista per Hannah e le sue sorelle
1986 - Migliore sceneggiatura originale per Hannah e le sue sorelle
1987 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Radio Days
1989 - Candidatura alla miglior regista per Crimini e misfatti
1989 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Crimini e misfatti
1990 - Candidatura allla migliore sceneggiatura originale per Alice
1992 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Mariti e mogli
1994 - Candidatura al miglior regista per Pallottole su Broadway
1995 - Candidatura aa migliore sceneggiatura originale per Pallottole su
Broadway
1995 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per La dea dell'amore
1997 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Harry a pezzi (1997)
2005 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Match Point
2011 - Candidatura al miglior regista per Midnight in Paris
2011 - Migliore sceneggiatura originale per Midnight in Paris
2013 - Candidatura alla migliore sceneggiatura originale per Blue Jasmine
Golden Globe

1977 - Candidatura al miglior regista per Io e Annie


1977 - Candidatura al miglior attore in un film commedia o musicale per Io e Annie
1977 - Candidatura al migliore sceneggiatura per Io e Annie
1978 - Candidatura al miglior regista per Interiors
1978 - Candidatura al migliore sceneggiatura per Interiors
1983 - Candudatura al miglior attore in un film commedia o musicale per Zelig
1985 - Migliore sceneggiatura per La rosa purpurea del Cairo
1986 - Candidatura al miglior regista per Hannah e le sue sorelle (1986)
:
1986 - Migliore sceneggiatura per Hannah e le sue sorelle
2005 - Candidatura al miglior regista per Match Point (2005)
2005 - Candidatura al migliore sceneggiatura per Match Point
2008 - Candidatura alla migliore sceneggiatura per Vicky Cristina Barcelona
2012 - Candidatura al miglior regista per Midnight in Paris
2012 - Migliore sceneggiatura per Midnight in Paris
2014 - Golden Globe alla carriera
Festival del cinema di Venezia

1983 - Premio Pasinetti per Zelig


1995 - Leone d'oro alla carriera
Premio Goya

2005 - Miglior film europeo per Match Point


2006 - Candidatura al miglior film europeo per Scoop
2012 - Candidatura al migliore sceneggiatura originale per Midnight in Paris
Festival di Cannes

1985 - Premio FIPRESCI per La rosa purpurea del Cairo


Palme des Palmes
Festival di Berlino

1975 - Orso d'argento per il miglior contributo artistico per la regia di Amore e
guerra
1975 - Premio UNICRIT per Amore e guerra
2019 - Premio Fellini alla carriera

Discografia
Con la New Orleans Banjo Band:

The Bunk Project (1993)


Wild Man Blues (1997) – colonna sonora

Doppiatori italiani
La voce italiana principale di Woody Allen è stata quella dell'attore Oreste Lionello, che lo
ha doppiato in quasi tutti i suoi film, nonché negli spot pubblicitari e nelle interviste[148] a
partire dalla sua prima apparizione cinematografica in Ciao Pussycat (1965) fino a Scoop
(2006) e lo ha sostituito nei suoi ruoli da doppiatore. Dopo la sua morte, Lionello è stato
sostituito da Leo Gullotta a partire da To Rome with Love (2012). Le uniche eccezioni a
questi due doppiatori sono rappresentate da:
:
Gianfranco Bellini in James Bond 007 - Casino Royale
Piero Tiberi in Che fai, rubi?
Oliviero Dinelli in King Lear
Giorgio Lopez ne I ragazzi irresistibili

Quando scoppiò nell'agosto 1992 lo scandalo della relazione di Allen con Soon-Yi Previn,
Lionello dichiarò che non avrebbe voluto più prestare la sua voce ad Allen[149],
definendolo «un maschilista»[150]. Nel 2006, dopo una dichiarazione di Allen sul suo
ateismo durante un'intervista concessa a Paolo Bonolis all'interno della sua trasmissione
Il senso della vita, Lionello, che traduceva l'intervista, ha voluto prendere la parola per
dissociarsi dai concetti espressi dal regista[151]. Nel giugno 2009 Allen inviò un video al
Gran Premio del Doppiaggio in omaggio al suo doppiatore Lionello, scomparso pochi
mesi prima[152].

Onorificenze
Premio Principe delle Asturie per l'arte
— Oviedo, 4 giugno 2002[153]

Note
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Collegamenti esterni

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