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“ Pensiero scientifico e filosofico sono le due facce della medesima razionalità che si fa

strada nella storia.


Queste due forme di pensiero, pur nascendo spesso da ambienti in parte diversi, mirano in
realtà al medesimo fine: accrescere la nostra consapevolezza critica intorno al mondo in
cui viviamo ed operiamo”

L.Geymonat, Storia del pensiero scientifico e filosofico, 1979

Scienza e filosofia si sono sempre intrecciate nella storia del pensiero e del
progresso umano e iniziarono a distinguersi in maniera netta solo a seguito della
rivoluzione scientifica.
Il concetto di scienza, anche se con una valenza ed un significato diverso da quello
con cui lo intendiamo ora, era ben conosciuto anche prima dei contributi del
metodo sperimentale del celebre Galilei.
La nascita di un vero e proprio sapere scientifico è storicamente riconducibile
all’antichità greca ellenistica.
Talete, Anassimandro, ed Anassimene sono considerati i primi filosofi e i fondatori
della scienza occidentale: iniziarono a porsi domande sulla forma, sulla
collocazione, sull’origine, sugli elementi del mondo e sui cambiamenti delle cose
visibili.
I filosofi greci cercavano un sapere innegabile, assoluto, definitivo, incontrovertibile,
necessario ed indubitabile e lo chiamavano sapere (sophia), ragione (logos), verità
e scienza.

Per Platone la scienza rappresenta un sapere concettuale che ha i caratteri


dell’immutabilità e della perfezione.
Egli ha la necessità di distinguere tra il sapere delle scienze particolari e la scienza
perfetta, ma Ia distinzione resta generica.

In Aristotele invece si presenta come un sapere enciclopedico delle essenze, una


conoscenza volta a comprendere le cause ed il perché ultimo e necessario degli
oggetti e dei fenomeni.
E’ con lui che abbiamo uno studio della scienza approfondito e consapevole.

Con lui le scienze possono essere divise in tre categorie:

Scienze teoretiche:
Sono esclusivamente dimostrative, contemplative e non hanno altro fine che la
conoscenza e il sapere puro.
Le scienze teoretiche sono la fisica, la matematica e la metafisica: perfette e
indiscutibili.

Scienze pratiche:
Sono l’etica e la politica, rappresentano una via intermedia di perfezione, di
conoscenza e sono finalizzate alla prassi e all’azione.
Le scienze pratiche sono finalizzate al bene dell’uomo: l’etica si occupa del bene
dell’uomo come singolo e la politica considera il bene dell’uomo nella collettività.

Scienze poietiche:
Sono tutte le arti e le tecniche che riguardano l’ambito della produzione di opere o
di oggetti.
Sono scienze empiriche ed appartengono ad un grado inferiore di conoscenza.

Bacone, propone, nel Novum Organum di rinnovare le posizioni di Aristotele.


Per Bacone “sapere è potere”. La scienza è lo strumento che l’uomo ha per
studiare la natura e, una volta compresa, può essere a suo vantaggio.
Egli criticò la metodologia adottata da Aristotele evidenziando come fosse
insufficientemente sperimentale, come raccogliesse dati in maniera casuale e l’uso
eccessivo della logica.
Il cammino che porterà alla nascita della scienza moderna è ancora lungo e
progressivo, determinato da circostanze storiche, politiche e culturali.
L’esigenza di un’allenaza tra scienza e filosofia, porterà ad un costante dialogo, un
confronto produttivo, senza discussioni astratte.

Bibliografia
Wikipedia Storia della scienza
Geymonat: Storia del pensiero logico e scientifico
I rapporti ed i legami tra pensiero filosofico e pensiero scientifico