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Agostino

Aurelio Agostino nasce nel 354 a Tagaste, nell'Africa romana.


Suo padre era pagano, mentre sua madre era cristiana.
La sua vita si può suddividere in 4 periodi differenti:
Durante il primo periodo, a 19 anni circa, si dà alla bella vita contro ogni tipo di forma religiosa.
(Leggerà Ortensio di Cicerone).
Successivamente si dedica allo studio e all'insegnamento della retorica a Cartagine, a Roma e
a Milano fino all'età di 29 anni.
Qualche anno dopo lascia l'insegnamento e si ritira nella villa di Verecondo con un gruppo di
amici e parenti.
Qui nacquero le sue prime opere: contro gli accademici, sull'ordine, sulla beatitudine...
Agostino, prima di convertirsi al cristianesimo, aderisce a diversi indirizzi filosofici e non, come
lo scetticismo e il manicheismo (visione dualistica della realtà, 2 entità: bene e male).
Muore il 28 agosto del 430.

Il centro del pensiero di Agostino coincide con la manifestazione della sua personalità.
Il suo atteggiamento viene definito "atteggiamento della confessione": qualsiasi cosa che dica o
intraprenda ha come unico scopo chiarire sé a se stesso.
Perciò egli dichiara di non voler conoscere altro che l'anima e Dio.

Ragione e fede
Importante per Agostino è il rapporto tra fede e ragione, che è un rapporto di tipo virtuoso.
Nessuna prevale sull'altra.
Il filosofo affermava "credi per capire e capisci per credere".
Con questo intendeva dire che per far filosofia, è indispensabile possedere la fede, ma per
avere avere una fede salda e indispensabile filosofare.

Abbandono allo scetticismo


Agostino dopo aver aderito allo scetticismo...decide poco dopo in abbandonarlo, affermando
che non può esistere uno scetticismo assoluto.
Ad esempio per Agostino il fatto che dubitiamo è garanzia della nostra esistenza e dunque di
una verità.

Teoria dell'illuminazione
In merito a ciò enuncia la teoria dell'illuminazione.
Con questa teoria Agostino vuole dirci che nella nostra anima esistono delle verità.
(Ad es. principi matematici ed etici).
Tali verità, immutabili e perfette, non possono derivare dalla nostra ragione, mutevole e perfetta.
Derivano da Dio, inteso come Luce che illumina la nostra mente.
Da un lato Agostino sottolinea come la verità sia esterna all'uomo, dall'altro lato si rende conto
che il punto di partenza della conoscenza umana è dato dalla sensazione.
Questa teoria è apparenemente simile alla teoria della reminescenza di
Platone:
Platone faceva derivare tali verità dal mondo delle idee, Agostino da Dio.
La struttura dell'uomo
Seconda Agostino l'uomo presenta una struttura trinitaria.
L'uomo è composto da tre facoltà:
La prima è la memoria
La seconda è l'intelligenza
La terza è la volontà
Queste tre facoltà insieme, costituiscono una sola vita, una sola essenza, che funge da
immagine (diversa) di Dio.
La struttura dell'uomo interiore rende dunque possibile la ricerca di Dio, amarlo e rapportarsi
con lui.
Ma bonostante ciò non è detto che questa possibilità si realizzi.
L'uomo infatti è innanzitutto un uomo vecchio e carnale, che nasce, cresce, invecchia e muore.
Ma può essere anche un uomo nuovo, interiore, poiché può rinascere spiritualmente.
Ogni uomo nella sua vita si trova davanti a due scelte:
O vivere secondo la carne, cadendo nel peccato
O vivere secondo lo spirito, rafforzando il proprio rapporto con Dio.
Seconda Agostino l'unica scelta autentica è quella di vivere secondo lo spirito, cioè di
rapportarsi a Dio.

La creazione dal nulla


Per quanto riguarda la creazione, Agostino sostiene che Dio crea il mondo dal nulla.
Dio non crea il mondo in base a un materiale esistente al di fuori di lui (dualismo platonico), né
lo trae dalla propria sostanza (emantismo).
Dio crea il mondo attraverso la parola.
La parola di cui parla è il Logos, ovvero il figlio di Dio, che ha in sé tutte le idee.

Il tempo e l'eternità
Prima della creazione non c'era il tempo, che implica il mutamento delle cose create, non c'era
un prima e non ha senso domandarsi cosa facesse Dio "allora".

Agostino riporta la struttura


del tempo alla coscienza, definendolo extensio animi.
Con questo egli intende dire che passato, presente e futuro non esistono di per sé, ma solo in
relazione all'anima.
La nostra anima intuisce il proprio presente, ricorda il proprio passato e attende il proprio futuro.

La polemica contro il manicheismo


Critica il manicheismo, che è una visione dualistica della realtà.
Lotta continua tra bene e male, senza mai un equilibrio perfetto.
Agostino dopo averne aderito lo abbandona, poiché non crede nell'esistenza del male. Esiste
solo Dio.
Può esistere però la " non bontà " dell'uomo, cioè la scelta di meno bene nella scala gerarchica
dei beni.
Secondo i manichei invece, il male esiste.
Come esiste un'entità buona, ne esiste una cattiva, in lotta eterna.
Anzi trovano tre tipi di mali: fisico, metafisico e morale.

La polemica contro il donatismo


Un movimento religioso che affermava che la Chiesa e lo stato dovevano essere due organi
separati.
Gli ecclesiastici dovevano sottostare alle autorità civili e neppure avere contatti con esse.
Inoltre le autorità civili potevano giudicare i ministri religiosi che non si fossero attenuti a tale
regola.
Contro il donatismo Agostino afferma la validità dei sacramenti, indipendentemente dalla
persona che li amministra.

La polemica contro il pelagianesimo


Pelagio affermava che quando Adamo ha peccato, ha peccato solo lui e non tutta l'umanità.
Agostino ha una visione opposta, il traducianesimo, il quale afferma che l'anima viene
trasmessa di padre in figlio, attraverso la generazione del corpo.
È quindi impossibile scampare da questo peccato.

Il problema della grazia


In linguaggio teologico per grazia si intende il dono gratuito che Dio fa l'uomo.
Il problema della Grazia energe dalla domanda: in relazione alla salvezza dell'uomo, la grazia
Divina è un fattore determinante o no?
La grazia è determinante quando Dio ci dà la possibilità di salvarci, quando ci conferisce la
grazia.
La Grazia non è determinante quando l'uomo non coglie la grazia conferita da Dio.
Agostino ammette che Dio concede a tutti la grazia sufficiente per salvarsi, pur lasciando la
possibilità di perdersi.

Però questo dono è una concezione solo per alcune anime.


Agostino arriva ad affermare ciò in merito ad alcuni fatti: numerosi bambini morti senza
battesimo e uomini esclusi Dalla Chiesa.
Ma perché dio non concede a tutti la grazia?
Agostino risponde che è un mistero, forse perché la giustizia vuole che almeno alcuni uomini
scontino la condanna per colpa di Adamo.
Tutti gli uomini formano una massa dannata... Dio avrebbe potuto condannare tutti, ma lo ha
fatto solo per alcuni.

La città di Dio
Nell'opera la città di Dio Agostino, proprio in merito a il vivere secondo la carne e il vivere
secondo lo spirito, parla della lotta di due città: la città terrena e la città celeste.
In una vivono gli uomini "vecchi", coloro che seguono piaceri, soldi, forza...
Nell'altra vivono gli uomini. "nuovi", che vivono secondo lo spirito valorizzando Dio.
Le due città sono mescolati insieme fin dall'inizio della storia umana e lo saranno fino alla fine.
Nessuna è dominante una sull'altra.
Solo interrogando se stesso ognuno potrà scegliere a quale delle due città appartenere.

Le epoche e i periodi della storia


Agostino in corrispondenza dei sei giorni della creazione distingue sei epoche storiche e tre
periodi.
nel primo periodo gli uomini vivono senza leggi, nel secondo vivono sotto la legge, il terzo
periodo e invece il tempo della Grazia, in cui gli uomini vincono le tentazioni del mondo.

Il libro VIII della Città del sole è dedicato alla filosofia pagana. Agostino si sofferma soprattutto
su Platone, chiamato il più meritatamente famoso tra i discepoli di Socrate.
Platone ha riconosciuto la spiritualità del Divino, ma non ha adorato Dio come tale, anzi ha
ammesso il culto politeistico.

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