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c
c

  

 
A cura di Marco Bresciani
Sito Internet:    












































Y 
Y 
Y 
Y 


-2-







































-3-
!    


Le caratteristiche dei metalli sono dovute:

-Y
   (da cui deriva la    )
-Y !    o reticolo cristallino (da cui deriva la ^  )


  

A differenza degli altri due tipi di legami atomici (covalente e ionico), il legame
metallico, allo stato solido, presenta una disposizione ordinata e compatta dei vari
atomi, secondo uno schema ripetitivo chiamato struttura cristallina. Schematicamente il
legame metallico si stabilisce fra atomi identici che, essendo elettropositivi1, si caricano
positivamente e rinunciano agli elettroni delle orbita più esterne: gli ioni positivi
(nuclei) assumono posizioni ordinate e gli elettroni li ricoprono in una nube in cui
possono muoversi liberamente. Minore è il numero di elettroni nell¶orbitale esterno di
un atomo, maggiore è il suo carattere metallico; all¶aumentare del numero di elettroni
aumenta anche l¶energia di legame ed il punto di fusione2.

!   

Gli ioni positivi si trovano in posizioni ordinate, dette reticolo cristallino, in cui la
cella elementare è la più piccola porzione di reticolo che si ripete costantemente in tutto
il reticolo.
Esistono tre tipi di celle elementari:

-Y : cubica a corpo centrato, è costituita da nove atomi ed è deformabile a caldo; è


la cella del - V .
-Y ! : cubica a facce centrate, è costituita da 14 atomi e si presta meglio ad essere
deformata a freddo; è la cella del - D .
-Y  : esagonale compatta, 16 atomi, è poco deformabile quindi richiede più energia
per fabbricare oggetti in materiale con questa struttura.

Quello che più ci riguarda è ovviamente il ferro e la variazione del suo reticolo in
funzione della temperatura, fenomeno chiamato  ^ 3.

- V ( )   911    - D (- )   1390    - V ( )   - 

______________________________________________________________________
1
Elettropositivi: elementi che hanno natura metallica che liberano elettroni nelle reazioni pro ducendo ioni
positivi o cationi; il numero di elettroni liberati è indicato mediante il numero di ossidazione positivo. Gli
elementi    si comportano in maniera contraria, hanno natura non metallica, accettano
elettroni e si trasformano in ioni negativi o anioni. Il comportamento metallico o meno viene definito
attraverso la tavola periodica degli elementi: i metalli hanno una bassa energia di ionizzazione, serve poca
energia per renderli ioni, quindi nei legami mettono in comunione gli elettroni e questo determina la loro
buona conducibilità termica ed elettrica.
2
Punto di fusione: temperatura a cui corrisponde il passaggio dallo stato solido a quello liquido.
3
Allotropia: variazione del reticolo cristallino in funzione della temperatura; ne sono soggetti sia il ferro
Fe che il titanio Ti.

-4-
Puntualizziamo che la miglior configurazione per avere metalli duttili e malleabili è
la CFC, dato l¶elevato grado di simmetria che presenta, quindi si presta meglio alle
lavorazioni.


  

Tutto ciò che crea un disallineamento nella struttura cristallina ordinata. Si


suddividono in:

-Y  : * o
 (mancanza di un atomo), !    (un atomo più
grande o più piccolo al posto di quello del metallo),     (atomo all¶interno
del reticolo, tra gli atomi del reticolo stesso). La presenza di questi difetti ostacola la
conducibilità termica ed elettrica ma favorisce la possibilità di formare leghe (infatti
gli atomi vacanti possono essere sostituiti da atomi di altra specie).
-Y
 :    !^  (inserzione di un piano supplementare di atomi),
    *    (superficie elicoidale),  : Questi difetti
provocano il rafforzamento del materiale a discapito della plasticità.
-Y !^ : — , trattati più avanti nella solidificazione dei metalli.


 

Sono difetti di equilibrio 4 e crescono esponenzialmente con la temperatura. La
concentrazione di tali lacune si ricava con la formula:


A
 0 m
 concentrazione lacune
 energia di attivazione5
 costante universale dei gas
temperatura assoluta in gradi Kelvin

Questi difetti rendono possibili i processi diffusivi, quali conducibilità termica e


diffusione atomica (spostamento degli atomi per riempire le lacune). Le saldature, le
leghe, etc. derivano da processi diffusivi.

 

Non sono processi di equilibrio.


La densità delle dislocazioni varia da:

† 10 3   3 materiale ricotto
6 3
† 10   materiale incrudito

Le dislocazioni si muovono solamente con gli sforzi di taglio, non con compressione
o trazione. Con lo scorrimento a seguito di sforzi di taglio le dislocazioni spariscono

______________________________________________________________________
4
Difetti di equilibrio: fanno diminuire l¶energia del sistema.
5
Energia di attivazione: minima energia necessaria per staccare un atomo (l¶atomo sublima e va
nell¶ambiente).

-5-
dando luogo ad una deformazione del materiale: questa è elevata data l¶elevata densità
delle dislocazioni . Le deformazioni così prodotte sono permanenti (non plastiche).
La dislocazione determina quindi la resistenza del metallo: se si muove il metallo è
plastico (deformabile), finché non si muove il metallo è resistente.
Nella progettazione è sempre meglio assicurarsi un minimo di plasticità in quanto
può tornare utile dato che il ³pezzo´ prodotto (qualunque esso sia, ma ancor più gli
elementi strutturali) deformandosi avvisa della possibile rottura; se invece arrivasse a
rottura senza deformarsi la cosa potrebbe diventare catastrofica.
!    

Il processo di solidificazione si attua in due fasi, non distinte, e la predominanza di


una o dell¶altra fase determinano il tipo di grana che possiederà il metallo finale:

-Y    : alla T di solidificazione le celle elementari si aggregano formando vari


nuclei di cristalli all¶interno del liquido.
-Y c   : i cristalli formatisi aumentano di dimensione aggregando altre celle.

Tutti i metalli solidificano nello stato policristallino e l¶orientamento di tali cristalli


risulta essere senza nessuna direzione preferenziale.
Gli ultimi atomi del liquido, trovandosi tra cristalli ad orientazione diversa,
solidificano disallineati rispetto ai cristalli che li circondano, formando zone chiamate
    o   . Queste zone sono più reattive essendo in uno stato
pensionale (quindi a maggiore energia) e vengono evidenziate (dopo lucidatura a
specchio della superficie del metallo) tramite trattamento con appositi acidi (a seconda
del metallo trattato): divengono così visibili, tramite microscopio, ed in base alla
dimensione dei grani si possono determinare alcune caratteristiche che avrà il nostro
metallo.
I bordi dei grani sono le zone a maggiore resistenza meccanica.

    

Definita dall¶ASTM (American Standard for Testing Material):


2  A1 N è il numero di grani per pollice quadrato
n è la dimensione del grano

Come già detto le dimensioni dei grani hanno un effetto significativo sulle proprietà
dei metalli, specialmente sulla resistenza meccanica: a basse temperature (minori della
metà della T assoluta di fusione) i bordi dei grani rinforzano i metalli, limitando la
possibilità di scorrimento delle dislocazioni, quindi una grana fine è auspicabile; a T
elevate può avvenire lo scorrimento dei bordi dei grani che diventano pertanto regioni di
debolezza nei metalli policristallini.
Le misurazioni dell¶ASTM sono valutate a 100 ingrandimenti ed è stata redatta una
tabella con immagini-tipo della grossezza della grana cristallina, 8 tipi differenti dalla
più grossa I alla più fine VIII: per applicazioni a basse temperature le I-IV non vengono
prese in considerazione.

-6-
Una grana più fine può essere lucidata meglio e questo è utile per ricoprire con altri
metalli. Inoltre, come già detto, la    6 è maggiore con grana fine; la fragilità a
freddo è dovuta alla grana grossa.


"  " 

Sono metalli di specie diverse che coesistono all¶interno dello stesso reticolo; questa
possibilità è regolata dalle forze interatomiche tra gli atomi della stessa specie e di
specie diverse.

-Y Caso -A  -— A — : la forza di legame di atomi uguali è uguale a quella tra atomi
diversi; in questo caso si parla di   (di sostituzione o di interstizione)
in quanto gli atomi sono completamente solubili in qualsiasi rapporto o
concentrazione si trovino. Dato che le forze di legame dipendono dalle dimensioni
degli atomi, possiamo avere la soluzione solida quando le due specie interessate
hanno dimensioni che differiscono meno del 15%. Un esempio è il rame-nichel
A Ê .
-Y Caso -A   -— A — : il legame tra atomi della stessa specie è più forte, quindi si
formano cristalli separati di A e di B (due fasi solide distinte); in questo caso si parla
di      che avviene alla temperatura eutectica ed alla concentrazione
eutectica. Le dimensioni degli atomi differiscono più del 15%. Un esempio è il rame-
argento  A  . Ne parleremo approfonditamente più avanti quando analizzeremo
il diagramma ferro ± carbonio.

   



Consiste nel trasporto di materia, nel movimento di atomi (è diverso dalla diffusione
termica): è una migrazione ^   di atomi da una zone a   
    ad una a      . Necessita di due cose per esserci:

-Y !   : è la differenza di concentrazione. Si misura come energia libera: gli
atomi tendono a raggiungere una situazione di minore energia, possibile dove la
concentrazione è minore. È misurata in energia su unità di massa, Energia/mole.
-Y   ^ : è l¶aspetto temporale, il tempo impiegato. Si può misurare in
numero di atomi su tempo, n°atomi/tempo, oppure solamente in tempo (tempo di
trasferimento).

La diffusione di atomi è particolarmente importante nei metalli e nelle leghe poiché
la maggior parte delle reazioni allo stato solido coinvolgono movimenti atomici (come
ad esempio la tempra).
Le variabili che regolano la diffusione sono:

-Y     : può essere     , per muoversi gli atomi
necessitano di superare l¶energia di attivazione e le vacanze o lacune sono difetti di
equilibrio dove è necessaria minore energia per muoversi (esempio sono gli atomi di
rame in un reticolo di alluminio, dato che gli atomi hanno all¶incirca la stessa
dimensione), oppure può essere     , gli atomi si diffondo interstizialmente

______________________________________________________________________
6
Resilienza: energia per rompere un provino, resistenza all¶urto.

-7-
senza muovere gli atomi del reticolo ma è necessario che le dimensioni degli atomi
che diffondono sia relativamente piccola rispetto agli atomi della matrice (esempio
sono gli atomi di carbonio nei reticoli CCC e CFC del ferro).
-Y  ^  : all¶aumento della temperatura aumenta anche la diffusività, dato che
aumenta l¶energia degli atomi ed anche aumentano i difetti. Un aumento di circa
10°C della temperatura fa dimezzare il tempo7.
-Y !   : la struttura CCC è meno compatta della CFC quindi gli atomi
si muovono più facilmente.
-Y    : la diffusione avviene più rapidamente lungo i bordi di grano che
non nella matrice e la presenza di molte vacanze aumenta la velocità di diffusione.
-Y         ^    : alte concentrazioni di atomi di soluto
influenzano la diffusività

Ci sono due leggi che regolano i processi diffusivi.

#
!$

  2

  2

 = concentrazione dell¶elemento in diffusione.


Y = tempo.
Y = diffusività dell¶elemento in diffusione, è una funzione della temperatura e
della concentrazione, si misura in  2 /  .
Y = distanza dalla superficie.

La soluzione di questa equazione è piuttosto complicata, tranne nei casi in cui D si


può assumere come costante.

%   ^c" 


A
m
 0

0 Y= costante di proporzionalità espressa in 2 /  rappresenta in posti


occupabili.
mY = costante molare dei gas = 8.314 /(  w  ) = 1.987 /(  w  ) .
Y = temperatura assoluta espressa in K.
 = energia di attivazione per la specie che diffonde in /  o  / 

______________________________________________________________________
7
Temperatura«tempo: le termocoppie che regolano la temperatura nei forni si starano, per sublimazione
dei metalli che compongono la termocoppia stessa, quindi indicano la temperatura errata e questo avviene
frequentemente. Nei trattamenti termici (TT) è quindi necessario ricordarsi di tarare con opportuni
strumenti e regolarmente le termocoppie dei forni onde evitare disastri visto il legame temperatura -tempo.

-8-
Questa equazione si può risolvere tramite il ^ &':

2 
2 w 

= direzione di trasferimento degli atomi.


 = tempo.
Y = parametro di Gauss.
= ³è proporzionale a´.

Da quest¶ultima relazione si vede come lo ^   ( x aumenti secondo


l¶andamento del grafico della radice rispetto al tempo, mentre dall¶equazione di tipo
Arrhenius e dalla II° legge di Fick si vede come lo spessore aumenti rispetto alla
temperatura in maniera esponenziale: quindi, come già detto prima, una piccola
variazione di temperatura nell¶ordine dei 10°C porta ad un dimezzamento del tempo di
diffusione.
Nelle legende x è stato indicato sia come distanza dalla superficie sia come direzione
di trasferimento. Sono la medesima cosa in quanto le leggi trattano della diffusione di
un gas in un solido (un processo di questo tipo è ad esempio la nitrurazione).

-9-
^   
Si suddividono in proprietà " , "" ,  " e  " .

^ "

Dipendono dalla disposizione degli atomi e dai legami. In questa categoria rientrano
la   , l¶   , le ^^  " , le ^^   " e le ^^ 
  " .

c   

Definito dalla    Õ espressa in  /  3 . La densità è importante anche in sede


progettuale ed esecutiva di un¶opera in quanto, ad esempio, se i tralicci dell¶alta
tensione non fossero una lega superleggera, lega di alluminio 6061 con magnesio e
silicio, si romperebbero a causa del loro stesso peso.

  

Il modulo di elasticità o   ) è V / | espresso in  . Verrà


trattato approfonditamente più avanti in quanto è importante nelle deformazioni dei
materiali.

^  "

Sono il   ^       / DD , la     / D , il


      V    A1 , la    VV     (questa
è importante ad esempio perché spiega la rottura di un bicchiere di vetro in cui si versa
il latte caldo: abbiamo una differenza di temperatura elevata che genera una tensione
elevata e che porta alla rottura).

^   " 

I metalli sono buoni conduttori in virtù del loro legame atomico: i migliori sono
argento, rame e alluminio. La     è migliore quanto più regolare è il
cristallo, quindi l¶assenza di impurezze la rende migliore.
Ne consegue che le leghe del tipo a soluzione solida conducono male la corrente e
vengono usate per resistenze (nickel/cromo o rame/nickel), mentre le leghe eutectiche
hanno una migliore conducibilità.
Si può usare come termine per catalogare la conducibilità la   (   ÿ .

^   " 



(«omissis«)

- 10 -
^ "" 

Nelle proprietà chimiche la cosa più importante è l¶interazione dei metalli con
l¶ambiente esterno nella cosiddetta  . Esistono due tipi di corrosione:
 "o  e  .

 

Servono    affinché avvenga quattro componenti:

-Y   : un elemento che colleghi i due corpi (anodo e catodo) e che permetta il
passaggio di elettroni; i due elementi possono essere anche a contatto quindi fungono
da conduttori le superfici di contatto. È detto     # ^  in quanto
permette il movimento di elettroni.
-Y   : è un liquido in grado di condurre la corrente ed è detto   #
^  in quanto permette il passaggio di ioni. Può essere l¶acqua, l¶acido (il
cloridrico contiene ossigeno quindi corrode il ferro), ma anche l¶ossigeno come gas
libero (un metallo in presenza di un elettrolita con differenti concentrazioni di
ossigeno corrode). L¶elettrolita deve essere a contatto con ambedue i poli (anodo e
catodo).
-Y c: un metallo che si comporta da polo positivo e si  .
-Y  : un altro corpo, anche non metallo, che si comporta da polo negativo e 
si  .

Quello che avviene praticamente in questo tipo di corrosione è una     
  : il metallo che funge da anodo si , perde cioè elettroni (che
viaggiano lungo il conduttore) e rilascia ioni positivi nell¶elettrolita, mentre un metallo
o un non metallo che funge da catodo si  , acquista cioè gli elettroni che gli
arrivano tramite il conduttore.
La tendenza di un metallo a comportarsi da anodo o catodo e quindi a corrodersi in
un particolare ambiente viene determinato tramite il ^       cioè la
differenza di potenziale che un elettrodo di quel metallo assume rispetto ad un altro
elettrodo di riferimento ad idrogeno.
Gli elementi più catodici hanno potenziale positivo mentre quelli più anodici hanno
potenziale negativo: questi sono valutati rispetto all¶idrogeno che ha potenziale zero.
Quello che più ci interessa è che in due metalli a contatto si comporterà da anodo quello
con potenziale più negativo mentre l¶altro da anodo; questo perciò vale anche tra due
metalli con potenziale di ambedue negativo o ambedue positivo.

  (

Avviene quando due metalli o un metallo ed un non metallo sono a contatto fra loro:
la superficie di contatto funge quindi da conduttore ed il metallo con potenziale più
negativo si corrode. È molto pericolosa bisogna quindi porre attenzione in sede
progettuale quando si decide di mettere due metalli a contatto (o metallo e non metallo).

- 11 -
  

È un attacco localizzato che insorge quando un elettrolita può penetrare nelle
giunzioni o interstizi (filettature, rivetti, giunti sovrapposti, ma anche depositi di
sporcizia).

   

Si manifesta ai bordi dei grani per formazione di micropile tra particelle di fase
precipitate (catodo) e la matrice circostante (anodo): la corrosione si muove lungo i
bordi dei grani separandoli e disgregandoli, si perde quindi resistenza meccanica e
plasticità del materiale.

 ^ ( *^  +



Il pit è un punto di corrosione ed ha inizio con la rottura localizzata del film
protettivo sul metallo e la conseguente formazione di una micropila. Avviene in
presenza di elettroliti con ioni cloro (l¶acqua di mare ne è ricca ad esempio).
Può essere evitato:

-Y prevenendo condizioni stagnanti dell¶elettrolita o inserendo un inibitore;


-Y usando un materiale resistente al pitting (inox AISI 316 o 317);
-Y usando rivestimenti protettivi;
-Y aumentando lo spessore del metallo (il tempo di penetrazione varia con il cubo dello
spessore);
-Y ^( 8il metallo.

  

È l¶ossidazione superficiale dovuta alla notevole affinità dei metalli per l¶ossigeno,
affinità che decresce all¶aumentare della temperatura., mentre la velocità di corrosione
aumenta all¶aumentare della temperatura.
Questa corrosione avviene   ^      .
È insidiosa per i metalli che subiscono trattamenti termici (TT) e che quindi sono
esposti per tempo prolungato ad alte temperature.

Importante, per quanto riguarda la corrosione, è quantificarla, per poterla prevedere


nel tempo. La corrosione viene quantificata in spessore perso nell¶unità di tempo o di
superficie. Altre grandezze si collegano direttamente all¶analisi della possibile
corrosione:

______________________________________________________________________
8
Passivazione: trattamento che permette la formazione di uno strato di ossido protettivo sul metallo; i
     (Fe, Ti, Ni, etc. ed anche l¶alluminio) in presenza di ossigeno si ricoprono di
ossido e diventano inossidabili dato che la pellicola di ossido stessa formatasi blocca il seguire
dell¶ossidazione; lo strato di ossido è  , dato che ricopre tutto,    , non si sbriciola,
 ^ (, funge da catodo,     , si rigenera se rimosso. L¶alluminio anche se è un
metallo molto elettropositivo si passiva lo stesso e forma uno strato di ossido superficiale molto più duro
del diamante quindi anti scalfittura: l¶alluminio anodizzato è una lega di alluminio ossidata con passaggio
di corrente (solo la continua). Nemico della passivazione è lo   che la distrugge. Solo il titanio
resiste ai cloruri.

- 12 -
-Y          : è una grandezza fisica ed è la variazione di
lunghezza rispetto a quella iniziale; è importante per evitare che si creino tensioni
all¶interno del materiale. Un esempio è il calcestruzzo: se lo strato di cemento attorno
ai ferri non è sufficiente i ferri si ossidano e la zona di ossidazione ha un volume
specifico maggiore rispetto al ferro; si ha così il distacco del cemento dal ferro a
causa della tensione interna. Così si possono anche creare tensioni a causa di
accoppiamenti fra materiali con diversi coefficienti di dilatazione termica.
-Y  (  : misura l¶attitudine a trasferire una forma di energia (fononi).
È importante tenerla in considerazione in fase progettuale per evitare accumuli di
energia: un motore termico può raggiungere facilmente i 2000°C e se il calore non
venisse smaltito in maniera appropriata i materiali metallici che compongono il
motore fonderebbero.

^  " 



Riguardano gli sforzi semplici: trazione, compressione (normali alla sezione) e taglio
(tangenziale alla sezione) e lo studio delle deformazioni, in campo elastico ed in campo
plastico, che questi provocano.

  

Sono forze rapportate alla sezione:

-

0
>  >Ê /  2
trazione (o compressione)

-


0
>  >Ê /  2
taglio

  

È la deformazione che un metallo subisce se sottoposto ad uno sforzo o tensione.


Viene rapportata alla lunghezza iniziale:


| 0„ = variazione della lunghezza
„0
„0 = lunghezza iniziale

| = deformazione


  = spostamento

 = altezza

O = angolo

Tali valori possono anche essere espressi in percentuale.

- 13 -
Le più importanti proprietà meccaniche, per i nostri utilizzi, dei materiali metallici e
le leghe possono essere desunte dalla ^(   ; queste proprietà sono:

-Y    ;


-Y  (  a una deformazione dello 0,2%;
-Y  ;
-Y c   ^     ;
-Y !   ^     ;

Analizzeremo in seguito le prove di trazione e le varie proprietà ricavate da queste


prove.

- 14 -
^  "  ^(   

Quello che più ci interessa è il comportamento dei metalli sottoposti a sforzi,


misurati in reazione tensionale, plasticità, tenacità9. In base al tempo e alla velocità di
applicazione possiamo suddividere gli sforzi in:

-Y !  : il carico viene applicato lentamente; vengono effettuate in questa modalità la


prova di trazione e la prova di durezza: Brinell, Rockwell, Vickers.
-Y " : il carico viene applicato in maniera impulsiva; viene effettuata la prova
di resistenza all¶urto, la prova di resilienza.
-Y " : lo sforzo viene applicato ciclicamente; si effettuano le prove di fatica.
-Y !   (: valutiamo il comportamento sotto l¶effetto contemporaneo
della temperatura; le prove a minore temperatura sono effettuate a circa -196°C, alla
temperatura in cui liquefa l¶aria. A bassa temperatura aumenta la resistenza ma
diminuisce l¶elasticità.

   

Analizziamo il comportamento elastico dei materiali metallici. La deformazione è


definita elastica quando, una volta rimosso lo sforzo, si annulla.
Lo sforzo che subisce un materiale provoca lo spostamento degli atomi dalla loro
posizione; se tale spostamento non supera 1 raggio atomico l¶atomo ritorna al suo posto.
Il regime elastico dei materiali sottoposti a sforzi di trazione e taglio è descritto dalla
 ,$ :

V| = trazione (o compressione)
V = modulo di elasticità longitudinale

 uD  = taglio
u = modulo di elasticità tangenziale

| D = deformazione

Dagli studi effettuati si è visto che per i materiali metallici la sollecitazione più
critica è quella di trazione, quindi un elemento dimensionato per resistere a trazione
certamente resisterà anche a taglio. Tratteremo quindi ora più approfonditamente il
comportamento dei metalli sottoposti a trazione e le prove relative.

  o )

Viene descritto nel grafico sforzo (ordinata) ± deformazione (ascissa) da una linea
retta quando il comportamento risulta elastico. Chiamato beta l¶angolo ascissa ± retta la
tangente di quest¶angolo è il modulo elastico:

 V  = angolo ascissa ± retta

______________________________________________________________________
9
Tenacità: lavoro assorbito dal pezzo per rompersi.

- 15 -
V  V  | 1  |
„ l„ A „0 1  „ 2 „0
| „0 „0

Tramite questa dimostrazione si vede come il modulo elastico E sia la tensione da


applicare per raddoppiare la lunghezza iniziale (solo virtualmente, non è realizzabile).
Il modulo elastico serve anche per misurare la rigidezza10 di un metallo:
all¶aumentare di E diminuisce la flessione (o freccia).

1 -„3
max - = forza che carica la trave
48 V
„ = lunghezza trave

= momento di inerzia (dipende dalla geometria del


corpo)

Il modulo elastico è influenzato dalla temperatura di esercizio. Ricordiamo che il


modulo elastico ^       ^    e non dai trattamenti
termici subiti.
Lo studio del comportamento di un materiale sottoposto a trazione avviene tramite
delle provette sottoposte a particolari prove; ci soffermiamo sul fatto che le dimensioni
e la forma delle provette sono regolate dalla Norma. Tramite queste vengono tracciate
delle (    dalle quali si possono determinare il comportamento dei metalli
e gli sforzi massimi a cui possono essere sottoposti.

(   * (   +



Di seguito riportiamo il grafico tipico della curva di trazione:

M
 m

S
 F

Analizzando questo grafico possiamo notare che:

______________________________________________________________________
10
Rigidezza: data una trave appoggiata alle estremità, la rigidezza è la freccia massima, cioè
l¶abbassamento centrale, della trave sottoposta ad un carico.

- 16 -
-Y #:la prima parte del grafico ha andamento rettilineo; queste è la zone in cui il
materiale si trova in     in quanto, togliendo il carico, non vi è
deformazione permanente. È importante, nella progettazione e realizzazione di
componenti, mantenersi entro i limiti di elasticità dei materiali.
-Y #: la seconda parte del grafico inizia quando termina l¶andamento elastico del
materiale, nel cosiddetto ^    (   a cui corrisponde, nell¶asse delle
orinate, il    (  
, il valore dello sforzo per cui le successive
deformazioni non possono più essere rimosse; siamo quindi entrati nel campo
^  del materiale. Dato che nel diagramma sforzo ± deformazione il punto in cui
finisce la deformazione elastica ed inizia quella plastica non è ben definito, il carico
di snervamento si definisce come la     ^   % 
"^     ^ ^    ed in genere è ^
-./0. Il metodo per determinare tale punto consiste nel tracciare una parallela al
tratto I° spostata verso destra lungo l¶asse delle ascisse rispetto al punto 0 dello
0,2%11 del tratto utile. Questa parte del grafico prosegue in salita fino a raggiungere
il      ° , cioè fino al massimo valore di resistenza raggiunto nel
diagramma. Il carico di rottura viene determinato graficamente tracciando una linea
orizzontale sul punto di massimo della curva del diagramma. Puntualizziamo che il
carico di rottura non è molto usato per le leghe duttili in quanto prima che
sopraggiunga si verifica su di esse troppa deformazione plastica.
-Y #: Superato il carico di rottura si manifesta sul provino un      
   della sezione detto    12, lo sforzo nominale13 diminuisce
all¶aumentare della deformazione fino a raggiungere la rottura del provino.

Tramite questo diagramma si può definire la °  cioè la tensione ammissibile del


materiale; questa deve essere minore del carico di snervamento in quanto non vogliamo
deformazioni permanenti nei pezzi da noi progettati. A tale proposito si usa un
     rapportato al carico di snervamento:

 
 Y1  = coefficiente di sicurezza

Il parametro n dipende dalle condizioni di utilizzo, dal materiale (dove è stato


prodotto per assicurarsi l¶affidabilità), dai difetti (saldature, intagli, filettature). È
definito anche coefficiente di ignoranza in quanto in esso rientra tutto ciò che noi
ignoriamo sul materiale.

I valori di tensione e deformazione riportati nel grafico sono sempre riferiti alla
sezione iniziale, quindi non a quella istantanea che varia in seguito alla trazione.

* (  

______________________________________________________________________
11
Diagramma sforzo-deformazione: nel tracciare il diagramma bisogna amplificare i risultati al fine di
ottenere dei valori più precisi; tale amplificazione non è regolata dalla norma. Per ovviare ai differenti
risultati dovuti a differenti amplificazioni è stato introdotto i l carico di snervamento allo 0,2%.
12
Strizione: restringimento localizzato della sezione iniziale; più il metallo è duttile più sarà evidente la
strizione.
13
Sforzo nominale: resistenza del materiale che diminuisce dopo la strizzone del provino; lo sforzo reale
invece è quello applicato dalla macchina ed esso è sempre crescente.

- 17 -
Viene tracciata per punti tramite il diagramma ideale prima visto. È importante per lo
stampaggio di lamiere, come ad esempio nell¶industria automobilistica.

°
° '  ' M¶
M
 m

° F

La vera curva, fino alla tensione di snervamento, si sovrappone a quella di prova,


dopodichè giace sopra e a sinistra di quella nominale.

  
$

°   w |   coefficiente di resistenza (è una


tensione)
 coefficiente di incrudimento

Notiamo che  °  quando | 1 e varia con la natura della lega;  indica quanto
rapidamente la curva si innalza, la velocità di incrudimento.
Per lo stampaggio vorremo  alto ma il valore massimo ottenuto è  0,54 (rame
ricotto e acciai austenitici) mentre il valore minimo è  0,10 (acciaio 0,6  scaldato
e rinvenuto).
Il valore di Yviene ricavato dalla vera curva di trazione:

ln °  ln   ln | 

   

Viene riferita alla sezione istantanea ed è definita:

- -
0
„ - „
° w   0   w ° l1 | ° °


0

„0
0 „0

- 18 -
Quindi le tensioni reali sono sempre maggiori di quelle appurate sperimentalmente e
ciò ci porta a sovradimensionare la sezione resistente, progettata basandosi sui dati
sperimentali, a tutto vantaggio della sicurezza.

    

La stessa cosa vale per la deformazione, ma relativamente alla variazione della


lunghezza del provino:

| ln(1  | ) | Y |

La deformazione reale è sempre più piccola di quella ottenuta sperimentalmente, a


tutto vantaggio della sicurezza.

    

La duttilità14 dei metalli è comunemente espressa come allungamento percentuale


(maggiormente importante per noi) e come strizione percentuale:

„  A „0
 ( ) 100 =c   ^    dopo rottura
„0


0 A
m
 (%) 100 = !   ^    dopo rottura

0

Sono prove rilevate dalla prova di trazione e servono per verificare le prove
effettuate; mentre le tensioni (massima e di snervamento) dipendono unicamente dal
materiale che compone la provetta, l¶allungamento e la strizione dipendono dalla
provetta, quindi la norma regola il rapporto lunghezza/diametro:

„0
 5
0

Nel caso di provette non circolari ma rettangolari si usano i seguenti rapporti:

„0 5,65 w
0
2
0
„0 5,65 w  5 0
4

Torniamo così al rapporto n=5. Negli USA vengono usati n=4, quindi necessitiamo
di usare una tabella di conversione per confrontare i risultati.

______________________________________________________________________
14
Duttilità: deformabilità di un metallo; più è elevata la duttilità più è elevato l¶allungamento di un
metallo.

- 19 -
c   ^    

L¶allungamento percentuale ci indica sia la duttilità di un metallo sia la qualità del
metallo: se il metallo presenta difetti (porosità o inclusioni) o è stato danneggiato da un
surriscaldamento, l¶allungamento percentuale sul provino può diminuire rispetto al
normale. Consta di due fattori:

%    ÷

L¶       dipende unicamente dal materiale ed è proporzionale


alla lunghezza iniziale „0 mentre l¶    ^     ÷ dipende dal
diametro iniziale ÷ 0 .
Riferendosi al diagramma di trazione, fino al carico di snervamento l¶allungamento è
piccolo, dallo snervamento al carico di rottura l¶allungamento è uniformemente
distribuito, dal carico di rottura in poi l¶allungamento interessa solo la sezione centrale:
la densità di allungamento non è costante ma aumenta nella zona di rottura.

„  „ ÷
% 100  100
„0 „0
D„0 „÷
% 
„0  0

„0
(   (allungamento uniforme) con Dche dipende del materiale
„0

„ ÷
contributo di    che aumenta al diminuire di n
 0

Ne consegue che ^1 2^(   2    e più si


avvicina l¶allungamento totale all¶allungamento uniforme (con   ).

10 % Y 5 %

Riportiamo un esempio pratico: nei cosiddetti ferri da costruzione, per cemento


armato, essendo la lunghezza molto più grande rispetto al diametro, l¶allungamento
uniforme è la sola cosa richiesta dalla norma, perché l¶allungamento per strizione è
minimo. Anche nell¶ingegneria che più ci riguarda da vicino 3    
2^ ^ ^1^  
Analizziamo tre metodi per determinare l¶allungamento uniforme.

# 4  3  



Traccio un diagramma con in ordinata  e in ascissa 1  dato che l¶allungamento è
una funzione dell¶inversa di n:

- 20 -
1
  €


Faccio le prove con vari n (minimo 4) e traccio il diagramma: traccio una retta
(penso valore medio dei valori trovati) e l¶intercetta sull¶asse delle ordinate di tale retta
è l¶allungamento uniforme.

# 4     

Consiste nel calcolare l¶allungamento uniforme come differenza dei valori di due
allungamenti con n diversi:

 A '  '



 A '

Se prendo una provetta doppia dell¶altra con diametro uguale, diventa n = 2n¶:

 2 2  A     5   2 10 A 5

È un metodo rapido ed abbastanza preciso, una scelta adeguata in ambito industriale.

# 

Consiste nell¶indicare una estremità del tratto utile iniziale „0 e verificarne
l¶allungamento a fine prova. Questo è possibile perché verso l¶estremità della provetta
l¶allungamento è solo uniforme. Questo metodo viene ad esempio usato per le provette
dei ferri del cemento armato.

  

La tenacità è una misura della quantità di energia che un materiale è in grado di
assorbire prima di giungere a rottura.
È il lavoro di deformazione necessario per rompere l¶unità di volume: si può parlare
di tenacità statica, in cui il carico è aumentato lentamente, o dinamica, in cui il carico è
impulsivo. Noi tratteremo unicamente di quella statica.
La tenacità statica si determina con la curva di trazione (grafico tensione ±
deformazione) prima descritta e precisamente è l¶area sotto la curva.
Dato che la curva di trazione non è rappresentabile con un¶unica funzione, si è
trovato un espediente: esiste un¶ordinata (F¶) tale che l¶area del rettangolo sottesa da
tale ordinata è uguale a quella della curva.

- ' Y -?

m w  allungamento percentuale
m tensione massima o di rottura
tenacità

- 21 -
 

Per determinare la durezza di un metallo si sfrutta il principio della durezza
metallurgica, sull¶attitudine cioè del materiale a lasciarsi penetrare da un corpo più duro
chiamato penetratore.
È una deformazione plastica in quanto sposta gli atomi dei materiali; permette di
ottenere le tensioni di rottura molto velocemente ed a costi minori rispetto alla prova di
trazione, l¶importante è che lo strumento sia correttamente tarato.
Esistono varie prove per determinare la durezza di un materiale, principalmente
suddivise in prove di macrodurezza e microdurezza. I termini macro e micro non sono
riferiti ai valori di durezza determinati ma sono relativi alla grandezza del materiale su
cui avviene la prova.

 

I tre tipi di prove eseguite più spesso sono:

-Y Brinell
-Y Vickers
-Y Rockwell

Analizzi ora singolarmente ogni prova.

— Y

Ha un ^       di diametro D avente durezza prestabilita, viene


appoggiato sulla superficie spianata e liscia e premuto con una forza P; sul pezzo da
testare rimane l¶impronta di diametro d e profondità p.
La   ricavata è il ^^    ^  ! e viene indicata ,—15.

— 0,102   profondità incisione sfera




 superficie incisione

La profondità dell¶incisione p è difficile da determinare perché quando tolgo la sfera


ho un ritorno elastico del materiale, a scapito della precisione. Per ovviare a questo
problema uso il diametro dell¶incisione d e lo converto per ottenere la durezza HB:


l  

2
l A 2 A  2 > 2

La misura è valida e quindi riproducibile per ogni forza P e diametro della sfera D se
li ^ :

 2 costante

______________________________________________________________________
15
Durezza: per paragonare le durezze determinate oggi, valutate in Newton N, con quelle del passato,
valutate in Kg, si usa l¶uguaglianza 9,8N = 1Kg. Per ottenere i Newton N avendo i Kg moltiplico i Kg per
0,102.

- 22 -
È meglio scegliere quando possibile la sfera con diametro maggiore in modo da
testare una superficie di materiale maggiore e quindi mediare la durezza delle
eterogeneità strutturali.
Un altro fattore importante è l¶ ^    V che deve essere lo stesso.
Per la norma esso deve essere pari a:

V 136 

Per determinare il rapporto forza P / diametro sfera D mi viene in aiuto la norma con
le relative tabelle:

-Y Scelgo la lega che devo testare;


-Y Ricavo dalle tabelle il rapporto per avere un angolo di circa 136° (per le leghe
ferrose si attesta su 30).

In (  , anche usando le tabelle, l¶angolo non è mai precisamente 136° ma si


attesta:

121 Y V Y 151

*   !(  

-Y Si basa su un principio fisico- -Y Angolo di penetrazione che varia: non è
scientifico; una prova universale;
-Y Va molto bene per materiali -Y La sfera di acciaio si schiaccia se il
eterogenei (ghise grigie, sfera 10 materiale in prova ha durezza
mm per norma); paragonabile a quella del penetratore: non
-Y È correlabile con la tensione tutto il carico viene assorbito dal pezzo ma
massima  (o ° ):  ! 3 — ; una parte deforma la sfera, in questi casi
-Y È la più eseguita. uso il Widia, un materiale più duro;
-Y Acciaio HB max 450;
-Y Widia HB max 600.

Y
 Y

Prova con penetratore a ^ con  (   567# in  ; ovvia
ai problemi della prova Brinell dato che il penetratore ha un angolo costante e una
durezza maggiore della sfera. Si misura in ,*:



1,854
 2
carico in Kg
 diagonale media in mm

Per eseguire questa prova la superficie deve essere liscia perché il penetratore è
piccolo e la rugosità può influenzare la prova.
I pesi applicati variano da 2 Kg a 100 Kg, meglio se si usano valori maggiori di 5
Kg: il valore Standard è 30 Kg.

- 23 -
Lo ^   ^  (     8( ^    onde
evitare che la pressione provochi fuoriuscita di materiale nella parte diametralmente
opposta: questo    la prova.

  0,552 w Õ durezza presunta



 spessore in mm

*   !(  

-Y È una universale; -Y I carichi devono essere maggiori di 30
-Y Il penetratore è indeformabile; Kg;
-Y L¶angolo è costante a 136°; -Y Non va bene per materiali eterogenei,
-Y m ! 3Õ >  dato che la zona interessata è limitata.

   — 9*$ 



 
! ;
— 

! c
7--

:--

*$ 


Come si può notare dal grafico oltre i 600 HB è migliore la prova Vickers.

m Y

In questa prova si usano due penetratori:

-Y !   1 16 " con Õ  850 usata per leghe (e acciai) non duri;
-Y  con angolo al vertice di 120° usato per acciai duri.

- 24 -
I carichi sono 60, 100, 150 Kg, quindi due penetratori e tre carichi possibili danno un
totale di sei prove di durezza possibili; le più usate sono due:

Õm durezza Rockwell con sfera con 100 Kg.


Õm durezza Rockwell con cono con 150 Kg.

Questi penetratori lasciano un¶impronta permanente di cui viene misurata la


profondità p:

Õm 130 A 500 w 


Õm 100 A 500 w 

Innanzitutto vediamo che essendoci un valore costante (130 e 100) la prova non si
basa su principi fisici ma è una ^( (   ; questi valori rappresentano la
durezza di un materiale uguale al penetratore per cui la profondità è zero. Il fattore
moltiplicativo 500 viene usato per ampliare i valori di profondità ricavati.
Per eliminare il problema del ritorno elastico del materiale una volta scaricato, si usa
un ^ 5-D : lo strumento viene azzerato dopo aver appoggiato il penetratore
con il precarico.
Essendo una prova convenzionale, la sua   2   , la differenza tra due
valori non è costante:

 30 A 31 Y  60 A 61

Le due scale b e c (ottenute con i due penetratori e i due carichi prima visti) si
sovrappongono per alcuni valori:

 100 A 120 corrisponde  0 A 20

Il pregio maggiore della durezza Rockwell, per cui la rende la più eseguita rispetto
alle altre, sono i minori costi ed il minor tempo di esecuzione.
La Rockwell non è correlabile direttamente con la Brinell e la Vickers ma ci sono
delle tabelle sperimentali che permettono un confronto tra le durezze.



Sono la prova Vickers e la Knoop e sono eseguite per piccoli pezzi come denti degli
ingranaggi di orologi o la durezza della cromatura.
Il carico è sull¶ordine dei grammi.

 Y

È identica alla macro Vickers tranne che il carico ed il penetratore sono più piccoli.
Per leggere i valori lo strumento ha un microscopio:



1854
 2
carico in grammi [g]

>
superficie calotta  10 A6 

- 25 -
A mano a mano che il carico diminuisce aumenta l¶errore, lo scostamento cioè tra la
durezza misurata e quella reale:

c
 ! cc

 
 2 < Õ 
l   2

Con meno di 1 Kg l¶HV misurata maggiore, di molto, della reale: è buona norma
indicare come pedice di HV i Kg usati (sia in macro che in micro).


† 1

D Y

Il penetratore è una ^   con una     =
(    : questo perché così bisogna leggere una sola diagonale, la più lunga
(circa 3 volte maggiore della Vickers).



' 14228
 2
superficie proiettata sul piano

La profondità di questa impronta è 3 volte più piccola della Vickers quindi ^
  ^  6 (  ^1 ^: viene usata in galvanica (cromature) dove gli
spessori sono piccoli.

- 26 -
(    

Verifica l¶attitudine degli acciai al        ; viene anche detta ^( 
 .
Viene usato il  "^ con uno sforzo impulsivo su provetta intagliata.
Le variabili che entrano in gioco in questo tipo di prova sono:

-Y  ^  ;
-Y   ;
-Y ! ^(;
-Y !   .

Esistono due tipi di prove eseguite su provette le cui dimensioni e intagli sono
regolati dalla norma.

›  Y

Prova con provette a sezione prismatica con due tipi di intagli: a o a *.
Alla radice di una scanalatura si amplifica lo sforzo:

  €
° max ° 0 1 °0 tensione applicata
 €
 profondità intaglio

 raggio curvatura

Il caso più favorevole è   per cui abbiamo:

max 3 0

Le due provette si equivalgono poiché una è più profonda ed una ha raggio minore.
Il carico arriva dalla parte opposta dell¶intaglio.
È la prova più usata per determinare la resilienza: essa si ricava come differenza di
energia potenziale:

D Charpy intaglio a V
D  Charpy intaglio a U

 l
 A  w  altezza iniziale pendolo
 altezza finale pendolo
massa pendolo

È la ^( ^1   essendo influenzata da molti parametri (elencati prima);


minimo si provano tre provette e, se i risultati non si discostano molto, si determina un
valore medio ed uno minimo.

- 27 -
La più eseguita è la KV. È importante il posizionamento della provetta quindi si usa
una " o .
Possono essere eseguite a Y 0 , fino a A196 (azoto liquido): a più basse
temperature l¶acciaio manifesta maggiore fragilità; le normali prove eseguita a
temperature sotto zero sono a -20, -60, -196°C.

| Y

In tutto simile alla Charpy ma meno eseguita ed inoltre la provetta viene colpita dalla
parte dell¶intaglio.























- 28 -
    

Ricordiamo che       (       (  


*  ^  +     ^ .
Dato che le deformazioni plastiche sono causate dallo spostamento delle
dislocazioni, per rafforzare il metallo bisogna impedire questo movimento, creando una
serie di ostacoli alle dislocazioni stesse.
Operando in si fatta maniera aumentiamo   0 ,2 ,  , Õ ma perdiamo plasticità
(quindi duttilità) e tenacità.
Analizziamo ora i principali meccanismi di rafforzamento.

| 
 Y

È il più potente meccanismo conosciuto: moltiplica fino a 10 volte la tensione di


snervamento m  0 , 2 ma penalizza la duttilità16 e la tenacità. È molto importante nella
progettazione e realizzazione di componenti conservare una parte di plasticità nei
materiali, onde evitare cedimenti improvvisi senza fase plastica (quindi la fase plastica
funge da avviso).
Nell¶incrudimento consiste nel deformare a freddo un metallo o una lega: i cristalli si
allungano nella direzione dello sforzo. In questo processo le dislocazioni sono molto
³prolifere´, si moltiplicano moltissimo, cosicché la possibilità di ulteriori deformazioni
si riduce dato che le dislocazioni si ostacolano a vicenda; ogni dislocazione genera fino
a 1000 altre dislocazioni.
Il movimento delle dislocazioni spezza i giunti dei grani e   . I giunti
stessi però bloccano il movimento delle dislocazioni quindi: le dislocazioni si
moltiplicano, riducano la grana quindi aumentano i giunti, i giunti bloccano il
movimento delle dislocazioni, il tutto raggiunge un punto di saturazione in cui,
continuando la deformazione, il materiale si rompe.
Il materiale presenta un accumulo di energia interna localizzata in prossimità dei
giunti dei grani dove si addensano maggiormente le dislocazioni: esso diventa perciò
maggiormente corrodibile.
Un materiale molto plastico può essere incrudito bene, come le configurazioni
cristalline CFC che possono raggiungere 10 volte la °  iniziale, mentre quelli meno
plastici poco, come il Titanio EC.

Se la deformazione cercata non è raggiungibile a causa delle troppe dislocazioni


formatesi, bisogna usare i trattamenti termici (TT):

-Y     : effettuato ad una temperatura assoluta (0,2 ÷ 0,3) - 17 > ,
riduce l¶incrudimento e ripristina un po¶ di plasticità.

______________________________________________________________________
16
Duttilità: ricordiamo in questo caso che consideriamo la duttilità come l¶allungamento percentuale
% .
17
- : temperatura di fusione, questi trattamenti termici vengono effettuati ad una temperatura inferiore
alla temperatura di fusione.

- 29 -
-Y          : effettuato ad una temperatura
(0,4 ÷ 0,7) - > , elimina la grana cristallina e riparte la nucleazione e
l¶accrescimento; annulla l¶incrudimento ed il materiale torna plastico come all¶inizio.

  

Misura l¶incrudimento del materiale come la riduzione percentuale permanente che


una sezione iniziale subisce dopo l¶azione di uno sforzo:


0 A

 w 100
0 sezione iniziale

0

sezione finale

Dalla formula si vede che l¶incrudimento del 100% si ottiene quando la sezione
finale è nulla, cosa di fatto impossibile. L¶incrudimento massimo raggiungibile è di
circa l¶80-90%.

     



È uno dei trattamenti più usati: rigenera la grana cristallina per nucleazione e
accrescimento.
I parametri che governano il processo sono:

-Y     : è la forza motrice, crea tensioni che il sistema vuole
eliminare (aumenta l¶energia libera);
-Y ^  : è più efficace rispetto al tempo, come visto precedentemente;
-Y ^ .

Tutti i parametri hanno un¶azione crescente diretta: se aumentano aumenta la


ricristallizzazione.
Per avere         ^  
   ^ sennò abbiamo il fenomeno del    (grana grossa); in
particolari componenti, come gli attuatori elettromagnetici, è preferibile la grana grossa
perché maggiormente permeabile elettromagneticamente (meno giunti dei grani che
ostacolano il passaggio).

c 
 YY Y

È l¶unico trattamento che aumenta la resistenza e la tenacità, l¶ostacolo al movimento


delle dislocazioni è costituito dai giunti dei grani.

  ,> "

° °   tensione snervamento policristallino




°  tensione snervamento monocristallino


 costante (natura metallo o lega)
 dimensione media cristalli

- 30 -
EC

CCC

CFC

1


All¶aumentare delle ascisse dato che  si trova al denominatore, più piccolo 


diventa, minore è la grana cristallina; vediamo quindi l¶effetto nei vari tipi di celle
elementari dell¶affinamento della grana e il relativo aumento della tensione di
snervamento.
Questo processo consente di saldare meglio, ricoprire meglio, lucidare meglio ed è
quindi sempre molto cercato (migliora l¶aspetto estetico del pezzo da vendere).

!   Y Y
Y
I metalli allo stato puro sono deboli. La soluzione solida è un meccanismo poco
efficiente: può cambiare il colore del metallo ed al massimo può raddoppiare la tensione
di snervamento.
Parte dal principio che tutte le posizioni nel reticolo sono equivalenti, quindi si
innestano altri elementi in maniera sostituzionale o interstiziale: si ha un rafforzamento
perché le dislocazioni faticano più a muoversi in un reticolo non ³perfetto´. Il migliore
metodo è quello interstiziale con atomi di boro (1ppm 18), carbonio(100ppm), azoto
(1000 e più ppm).
Il parametro per misurare il rafforzamento è la     :

1 0
° w
 0


variazione della costante reticolare  sulla variazione di concentrazione .


______________________________________________________________________
18
Ppm: parte per milione.

- 31 -

c>  *     

° 3%
° Sn
Be

1%
Si

Al
0% Zn

Ni

| Soluto

>'

|  
 Y

Viene effettuato su leghe che hanno un diagramma di fase con due soluzioni solide
distinte.



 YY
Analizziamo il diagramma del processo di invecchiamento:

-Y ! #: la lega viene riscaldata fino alla temperatura di    (questo TT
viene definito anche ^     ) in cui i componenti sono liquidi
entrambi;
-Y !  #: si rimane alla  per il tempo necessario alla solubilizzazione dei
componenti;

- 32 -
-Y ! #: si effettua un brusco raffreddamento in acqua in modo che i componenti
non abbiano tempo di formare cristalli separati. A questo punto la lega ha un¶elevata
plasticità (ma non resistenza) che la rendono idonea ai trattamenti di formatura;
-Y ! *#: si riscalda la lega alla ^  ( "  (( "  
  , se non eseguissimo questa fase avremmo un invecchiamento più lento
detto invecchiamento naturale). Risulta critica la scelta di questa temperatura in
quanto una temperatura maggiore di quella di invecchiamento   rende le
particelle incoerenti con la matrice e porta al ^ ( "  ;
-Y !  *#: si lascia la lega alla temperatura di invecchiamento per il ^ 
( "   e si ottiene la ^ ^   5? di particelle di un¶altra fase con i
giunti coerenti con la matrice (il reticolo cristallino viene mantenuto). Questo valore
è legato alla temperatura di invecchiamento ed alla concentrazione del soluto;
-Y !  *#: si lascia la lega raffreddare in aria (dopo un mese ha raggiunto il 90%
della resistenza massima).

L¶invecchiamento aumenta la m di 2,5 volte. È tipico di leghe di alluminio Al,


titanio Ti, rame ± berillio Cu-Be.
Y
m 
 Y Y    YY 

Si parte sempre, come nel caso precedente, da due composti con fase solide distinte.
Il principio di funzionamento è lo stesso dell¶invecchiamento. Può essere operato in due
maniere:

-Y    : si scalda la lega fino a completa solubilità dei due composti e la si
raffredda in modo non lento, ad esempio ad aria, per ottenere dei cristalli del soluto
all¶interno della matrice, i quali impediscono il movimento delle dislocazioni
(÷÷÷ Y Y);
-Y (   : dopo il raffreddamento rapido si opera un riscaldamento in modo da
attivare una più fine precipitazione (  Y YYY ).

______________________________________________________________________
19
Precipitazione: si formano dei cristalli di soluto all¶interno della matrice che ostacolano il movimento
delle dislocazioni.

- 33 -
!   

Vedi introduzione libro (lezione persa).

Esistono vari tipi di formatura:

-Y ! ^   in stampi;


-Y
( ^ " (a caldo o a freddo);
-Y
( ^ ^    (o taglio);
-Y   ^   (chiodatura o saldatura);
-Y !    (o metallurgia delle polveri: pressatura di polveri e cottura);
-Y  " ^ (elettroerosione, idroformatura, etc.).

! ^  



Consiste nel riempimento di una forma20 cava con un bagno metallico liquido a
composizione prescelta; quando possibile si usa un liquido eutectico data la sua
migliore colabilità21. Dopo solidificazione si estrae il  . Importante è la
solidificazione del getto e la presenza di altri problemi collegati a questa operazione di
seguito elencati.

!    YY Y


Y
Essa deve avvenire in maniera    cioè dalle sezioni interne verso una
materozza e non viceversa per evitare che la contrazione dia luogo ad una (  
  ("); questo è possibile con vari accorgimenti:

-Y     opportuno di una o più   22 che aiutano a compensare i


ritiri da raffreddamento fornendo liquido metallico;
-Y   per omogenizzare il raffreddamento;
-Y forma del modello asportando la parte con il risucchio.

!   Y

Disomogeneità di composizione provocate da carenza di diffusione. Possono essere:

-Y se coinvolgono singoli cristalli, possono essere eliminate con TT di ricottura;


-Y   (dette anche % ) se coinvolgono l¶intero pezzo metallico, possono
essere eliminate solamente con lavorazioni plastiche a caldo (che eliminano anche le
segregazioni minori).
Negli acciai riguardano carbonio C, zolfo S e forsforo P.

______________________________________________________________________
20
Forma: usata per il colaggio del liquido metallico; può essere di terra o metallica ed è composta dal
,   (per compensare il ritiro),  (servono per creare i vuoti all¶interno dello stampo),
 .
21
Colabilità: attitudine di un liquido metallico a riempire una forma complessa standard.
22
Materozze: volume-serbatoio collegato alla forma in cui colo il liquido metallico usato per ovviare ai
problemi di ritiro di raffreddamento.

- 34 -
 Y  Y
Y
Sono causate dalla non contemporaneità e dalla non uniformità del raffreddamento
nei diversi punti del pezzo metallico.
Si formano così delle differenze di temperatura nel materiale dette   
^   che creano delle contrazioni dimensionali; se queste tensioni non
superano la tensione di snervamento l
Y Y m    ÷  , deformando in
maniera irreparabile il pezzo, o la tensione di rottura l  m    , rompendo il
pezzo, diventano    °  l° Y °
, di natura elastica:

V w| V wV w 

Sono accentuate da:

-Y presenza di spigoli;
-Y disuniformità spessore;
-Y bassa conducibilità delle leghe.

Per eliminarle si effettuano dei TT di distensione.

‘  YYY
Y
Durante la fusione i metalli sciolgono anche elementi volatili, gas appunto, come
idrogeno H, ossigeno O, azoto N e carbonio C. La presenza più pericolosa è quella
dell¶idrogeno H ( ).
Il gas può dare origine a   (   1 ) e a ^  (  Y 1 ).
Il problema maggiore si trova nella produzione di lingotti e blumi.


( 
È una lavorazione a caldo, con temperatura maggiore della temperatura di
ricristallizzazione, per cui la  rimane  ; inoltre non si indurisce il materiale
come con le lavorazioni a freddo.
Negli avviene ad una temperatura 950  1200 nella cella CFC (che è la
più lavorabile plasticamente).

Analizziamo le varie lavorazioni.

-  Y

Ce ne sono due tipi:

-Y ! 
 : in cui si lascia libertà di deformazione al pezzo;
-Y ! ^ : la deformazione è vincolata dalla cavità dello stampo (^ );
normalmente si effettua a 1000  1200 perché lo stampo è freddo quindi si ha
una perdita di temperatura nella parte a contatto con lo stampo; si imprime la forma
con stampi di varie dimensioni (via via più precisi).

- 35 -
Il     viene effettuato in    ^ ( quindi il pezzo si
ossida: si forma uno strato di ossido detto  da rimuovere. Dopo la fucinatura la
 è  .

! c c
— c !c c@

-Y Viene effettuata solo su    in -Y Si parte da   o , lo


forni a metano; scaldiamo per induzione con un
-Y Si effettua con ^  ; solenoide, poi si taglia: il pezzo viene
-Y Si esegue per:   i lingotti da tagliato più grande dell¶impronta ma
laminare;   i lingotti per non troppo; si formano  23
costruire grossi manufatti (alberi, che poi vengono rimossi tramite la
flangie, etc.);  ;
-Y Durante la lavorazione il pezzo si -Y Ci cono stampi a più impronte in
raffredda, se non ho finito eseguo un presse a bilanciere o oleodinamiche;
riscaldo detto ; -Y Alla fine eseguo TT e lavoro alle
-Y Alla fine eseguo i TT e lavoro il macchine utensili.
pezzo alle macchine utensili (lavori
di rifinitura).

„
  Y
Y
Si esegue su   e  . Si fanno passare attraverso coppie di cilindri detti
 che riducono le dimensioni (    ) o cambiano la forma (  
 ).
Durante la laminazione il pezzo si scalda per cui occorre raffreddare con acqua. I
cristalli e quindi la grana rimangono allungati lungo il senso di laminazione (
  ).

  ", usando


— 24, 25   tavola con canali: vergelle,
barre, profilati.
  ^, usando
— 26   tavola piana: nastri,
bandelle, piatti, lamiere.
 

  , ,    
 
  27


______________________________________________________________________
23
Testimoni: fuoriuscita di materiale dall¶impronta nel canale di bava che testimonia una corretta scelta
della grandezza del pezzo; se non vi fosse fuoriuscita lo stampaggio non sarebbe esatto se invece ve ne
fosse troppa sprecheremmo materiale.
24
Billetta: massello uscito da un impianto per colata continua a   %  con lato ^  
5--.
25
Blumo: vedi billetta ma con lato ^  5--.
26
Bramme: massello a      impiegato nella laminazione di lamiere.
27
Tubi senza saldatura: vengono realizzati laminando un pezzo in   ^  " (cilindri
non paralleli) in cui il materiale viene forato da una ^  (che ne realizza la concavità interna.

- 36 -
La norma definisce i tipi ed i nomi dei nastri, lamiere, etc.
Una gabbia è formata da una coppia di ^ (dischi) che permettono di ruotare e
sono uniti da un  la cui superficie detta ( è quella che lamina il pezzo.
Le gabbie sono disposte a coppie () una sopra l¶altra ed il pezzo vi passa in
mezzo; possono essere  (  se possono girare sia in un senso sia nell¶altro.
Possono esserci anche tre gabbie ( ) in cui la rotazione è invariabile.
Le gabbie si trovano in successione formando il cosiddetto   che può essere
^   se le gabbie sono accostate dalla parte delle spalle (l¶andamento del materiale
non è lineare ma curvilineo) o   se le gabbie sono allineate (il materiale
prosegue in maniera rettilinea nel laminatoio).
Esistono vari tipi di gabbie come il %  (  in cui ci sono un duo in cui
ciascuna gabbia ha due cilindri di spinta di gran diametro che muovono due cilindri
levigatori che laminano; o la  ^  in cui il cilindro di spinta è attorniata
da molti cilindri più piccoli levigatori. Queste configurazioni servono per risparmiare
materiale in quanto basta sostituire i cilindri piccoli in caso di malfunzionamenti.

È un impianto molto costoso, in cui tutto (velocità, raffreddamento) è gestito dal


computer: la temperatura viene rilevata da un ^  /8 che deve venire tarato
per ogni materiale.
In testa al laminatoio c¶è un   ^  (a metano29) per scaldare: la spinta è
calcolata in base al tempo in cui il materiale deve restare nel forno e alla velocità di
laminazione; dopo il riscaldamento passa in una camera dove acqua ad alta pressione
(100 atmosfere) rimuove la scaglia, la parte ossidata. Notiamo che la velocità di entrata
è bassa mentre quella di uscita è molto elevata (dato che il materiale laminato espande
nel verso di laminazione).

V  Y
Y
Viene eseguita soprattutto sulle leghe leggere ed in qualche acciaio (quest¶ultimo è
però troppo resistente).
Esistono due tipi di estrusione:

-Y  : il materiale viene spinto attraverso un¶apertura opportunamente sagomata.


L¶uscita del materiale avviene dalla parte opposta rispetto alla spinta;
-Y ( : spinta e uscita del materiale avvengono dalla stessa parte: un punzone viene
abbassata su una cavità contenente il materiale grezzo, il punzone risale e porta fuori
anche il materiale sagomato.

V  Y
Y
Consente di sagomare solo una parte del pezzo. Ad esempio le viti vengono ricavate
da tondini lavorando solo una parte (la testa, la filettatura avviene in altro modo).
La parte da lavorare viene riscaldata in due fasi:

______________________________________________________________________
28
Pirometro ottico: strumento che rileva le emissioni dovute al calore e quindi alla temperatura del
materiale.
29
Metano: formula chimica  4 .

- 37 -
-Y  ;
-Y !   (detta anche  ).

Con questo metodo si ottengono valvole per motori a scoppio, viti, dadi, rivetti, etc.


( ^ "  
Vengono effettuata a temperature inferiori alla temperatura di ricristallizzazione,
normalmente a Y 100 . Durante questo processo il materiale si incrudisce. Si
effettua su pezzi ricotti30 e decapati31.
Si possono raggiungere ottime tolleranze dimensionali e finiture speciali.
Queste lavorazioni non ossidano il materiale e danno tolleranze molto ristrette e
rugosità assai inferiori.
Hanno lo svantaggio di richiedere più sforzo a parità di deformazione (rispetto a
quella a caldo).

„
  Y0Y  Y
Y
Viene effettuata per pezzi piccoli (fili, tondini), la lucidatura è ottima e spesso pronta
all¶impiego; si ottengono lamiere molto sottili.

m  Y0    Y


Y
Serve per filettare organi che devono essere avvitati (viti, perni, etc.).
Può essere eseguita da   ^ (più veloce ed economica) o  (per
viti di grandi dimensioni).

›  Y
Y
Serve ad imprimere una forma, su una superficie, in  (: si esegue con un
punzone che insiste su una matrice.

 Y

Taglio, perimetrale o interno, con punzone. Può essere  (con bordi del
taglio sfrangiati) o  (bordi netti senza bisogno di ulteriori operazioni).

  Y
Y
Consiste nel far passare un pezzo attraverso una fessura detta   tirandolo da
davanti: utile per ricavare anche fili di ridotte dimensioni ( 0,1 ).
Viene eseguita a ^32 fino ad un massimo di 14.

______________________________________________________________________
30
Ricottura: serve ad ottimizzare la plasticità del materiale.
31
Decapaggio: processo per rimuovere la scaglia di ossido, nel caso il forno usato nelle precedenti
lavorazioni non fosse stato ad atmosfera protetta; viene effettuato per via meccanica, chimica (si usano
delle soluzioni acide o alcaline nel caso di leghe leggere, ambedue sono costose da smaltire) o
elettrochimica.

- 38 -
Questa lavorazione incrudisce il materiale che si può rompere: viene effettuata quindi
una ricottura in atmosfera protetta per continuare i passi attraverso la filiera.

‘ YY
Y
Curvatura di lamiera anche con angolo retto ( V  90 ): è formata da 2 appoggi
ed un punzone che curva la lamiera.
Il parametro più critico è il raggio di curvatura e deve essere deciso in base allo
spessore del materiale altrimenti si può rompere formando una cricca.

›  Y
Y
Piegatura fino ad ottenere anche un cilindro, usata per tubazioni, serbatoi, etc. che
poi vengono saldati.

|
 Y
Y
Operazione tra le più diffuse eseguita per produrre pezzi cavi, come ad esempio
vasche da bagno, con angoli minori dell¶angolo retto ( V Y 90 ) cioè senza sottosquadri.
È eseguita appoggiando la lamiera su una   ( ), su cui va ad insistere il
^  (^") mentre la lamiera ($) è tenuta in posizione da un ^  
($" ).
Richiede un materiale estremamente plastico: la normativa lo classifica in vari gradi,
il più plastico è quello da profondo stampaggio, usato per vasche da bagno, carrozzerie
auto, etc.
Quando il punzone stira la lamiera questa si allunga, bisogna assolutamente evitare la
strizione.
Usiamo il coefficiente di incrudimento n (ed altri) per valutare il grado di imbutibilità
della lamiera.
Nell¶imbutitura riesco a fare forme più complicate rispetto alla piegatura.


( ^ ^    

Consiste nell¶asportazione di un o  con utensili.
Prendiamo un corpo più duro (  ) ed incidiamo il materiale da lavorare
ricavando  ^ (     , per rendere la superficie liscia, con
minore rugosità) o grande (     , usato come prima lavorazione).
Possiamo avere:

-Y
(  ;
-Y
(   : con liquido lubrificante e refrigerante per avere meno
attrito e meno calore e non indebolire l¶utensile.

Con questo metodo si effettuano moltissime lavorazioni come fresatura, foratura,


alesatura, filettatura, piallatura, pelatura per rollatura, rettifica, etc.
Y
Y
Y
32
Passo: è chiamato così un passaggio attraverso la filiera.

- 39 -
-  Y
Y
L¶utensile è da taglio con parte tagliente che incide generando calore ed attrito:

: 300  400 per lavoro di


m›|„Y
 V !|„VY
deformazione

:  700 per attrito utensile ±


truciolo
Y
Y
‘V Y
: Y 500 per attrito utensile ±
Y
superficie lavorata

È un¶operazione ³micidiale´ per l¶utensile: viene infatti costruiti con materiali


pregiati quindi molto costosi.

!   : macchina per fresare.

! : utensile che fresa da collegare alla fresatrice; ce ne sono di molti tipi diversi:
creatore, frese varie, alesatore, broccia, etc.

m   

È l¶operazione più costosa di quelle per asportazione di truciolo perché viene


eseguita su pezzi finiti e leghe che hanno già subito i TT, quindi sono molto duri. Di
conseguenza necessitiamo di un utensile molto duro, più del materiale da lavorare.
È effettuata con   ( (ottenute con polvere abrasiva immersa in resina
sintetica): l¶abrasivo ideale è il  con cui costituiamo le     
(molto costose), segue poi l¶ o  , il   (SiC, è il più
economico dei tre).
In questa lavorazione viene asportato poco materiale per volta, al massimo 2/100 di
mm di spessore, quindi bisogna fare molte passate, di conseguenza aumentano i costi.
Inoltre bisogna smaltire i  " cioè le particelle di metallo rettificato, le particelle
della mola ed il liquido lubrificante e di raffreddamento, il tutto viene eseguito da ditte
specializzate alzando ulteriormente i costi.
L¶abrasione porta al consumo della mola quindi và (((  per ripristinare i
cristalli della superficie.
La rugosità ottenuta con questa lavorazione è la minore possibile, fino ad 1 100  .
Si sviluppa molto calore quindi deve essere irrorata di fluido: il calore può infatti
microfessurare la superficie di attrito e creare delle cricche dette "  .

- 40 -


A% 50% B%

Questo grafico rappresenta l¶andamento della   (    nelle leghe: si
vede che verso il 50% di composizione la resistività termica è elevata quindi ne
consegue che le leghe, a seconda della composizione, smaltiscono male il calore e
vanno lavorate più lentamente onde evitare la formazione di cricche.

 

›   Y
Y
Giunzione permanente di 2 o più organi effettuata tramite chiodi (o rivetti) plastici
ribattuti. Questi dopo la ribattitura incrudiscono quindi aumentano la resistenza (a
differenza della plasticità che avevano prima).

! Y
Y
Classifichiamo la saldatura in due principali:

-Y — : in cui i due lembi da unire non fondono;


-Y ! : fondono parzialmente i lembi da unire fino a formare un tutto
continuo. Si può usare un materiale da apporto con composizione uguale ai lembi. Per
l¶unione in testa di due lamiere i lembi vanno   cioè sagomati per ricavare un
bacino in cui si deposita il materiale da apporto fuso.
Nella zona di saldatura si forma il  , cristalli molto grandi orientati secondo la
direzione di smaltimento del calore, cioè allungati verso i lembi. Nella parte superiore
della saldatura si accumulano le imperfezioni che verranno eliminate tramite spianatura
(nella zona superiore di saldatura si crea un rigonfiamento, dovuto all¶utilizzo di più
materiale da apporto del necessario).
Il giunto non si rompe nella saldatura ma a ridosso del cordone di saldatura, a circa
2-3mm, nella zona termicamente alterata dalla saldatura.

- 41 -
Questa zona subisce una tempra (negli acciai diventa martensite) a causa del rapido
raffreddamento.
Questa fragilità è dovuta al tenore di carbonio C quindi per valutare la saldabilità di
una lega ci si rifà alla formula seguente:

?  ?

 
  à 0 Œ45
6 5 15

Con cui ricaviamo il  %(  : possiamo notare come elementi come il
manganese Mn incidano 6 volte meno del carbonio: questo va valutato quando si decide
il tipo di lega a seconda del suo impiego e delle lavorazioni che dovrà subire.

0 Œ45  0 Œ54   ^ >    



 0Œ54   ^ >   per diminuire la velocità di raffreddamento

Riportando un esempio pratico, nelle travi da costruzione con tenore di carbonio


massimo dello 0,2% non posso aggiungere altro carbonio, anche se mi darebbe più
resistenza, dato che mi abbassa la saldabilità; alzo quindi la percentuale di manganese
che, come già detto, influisce 6 volte meno del carbonio.
Nelle leghe leggere l¶invecchiamento viene effettuato dopo la saldatura.

!    

Tecnica di formatura ottenuta tramite ^   (
500 ÷ 700
 2 ) e  
( 760  2400 ) di ^(  " 33.
Metto un legante con le polveri, presso e metto il tutto in forno: rimane una certa
^  ( 4  8' ) che è un centro di debolezza; questa tecnica non è adatta per metalli
per strutture. Viene usata per: grilletti armi, martelletti macchine da scrivere, organi a
bassa resistenza.
Per ovviare al problema di resistenza dovuto alla porosità presente è nata la
^        , che dona caratteristiche superiori anche agli acciai
fusi normalmente.
Questa viene ottenuta inserendo le polveri (il pezzo) in una  ( (1500 bar)
riscaldata con all¶interno gas ad alta pressione che compatta la forma ed elimina le
porosità.
Ha anche il pregio che non ha fibratura, ha i cristalli equiassici ed il pezzo è
completamente uniforme come proprietà.
Con questa tecnica si possono ottenere anche lingotti da lavorare (ad esempio negli
acciai rapidi).

______________________________________________________________________
33
Polveri metalliche: sono particelle sferiche dell¶ordine di 1 ottenute investendo con gas (azoto o
argon) il metallo liquido colato; si ottiene una solidificazione a sfere (tipo aerosol).

- 42 -
  
Asportazione mediante    (fino a 4000°C). è una tecnica di lavorazione
che non dipende dalla durezza del materiale, quindi si può acquistare materiale già
trattato velocizzando così l¶esecuzione.
È formato da tre parti:

-Y  che funge da quindi si corrode;


-Y  che funge da catodo;
-Y
%    che  ^   ma raffredda.

La scarica elettrica è causata da un¶alta differenza di potenziale tra anodo e catodo


per cui l¶acciaio vaporizza. Può essere effettuata con:

-Y " in cui il catodo è un filo, usata per tagli, intagli, fori;


-Y "  con catodo più grande per scavare l¶acciaio.

Con questa tecnica vengono fatti ad esempio gli stampi per le monete da coniare.
Altera solo minimamente le caratteristiche del metallo: un piccolo strato, vicino alla
parte sublimata, si liquefa e raffredda rapidamente; si forma così uno strato vetroso di
metallo, debole, rimosso in seguito con lucidatura.
Affinché questo strato sia il minor possibile bisogna lavorare lentamente e quindi
anche a temperature più basse.

c^      



«(omissis)«

- 43 -
!      

Il nostro interesse si rivolge al ferro perché:

-Y è possibile fare TT grazie alla forma  ^;


-Y ha notevole    ( V 210000
 2 ) e   (3 volte l¶alluminio);
-Y piccole percentuali di  variano sensibilmente le proprietà;
-Y ha un costo accettabile (circa metà dell¶alluminio) ed un processo di fabbricazione
economico.

!  ^"

Ha 3 forme, anche se solamente due sono quelle che ci interessano:

- V : ferromagnetico con cella CCC fino a 912°C;


- D : con cella CFC;

- V 0    727    911    - D 0 -   1390    - V 0 

} } }
   1   3    4 
Questi valori valgono per trasformazioni infinitamente lente, quindi come
successione di stati di equilibrio, una cosa praticamente irrealizzabile. In verità le
temperature variano sia al riscaldamento sia al raffreddamento per un fenomeno detto
   , dovuta alla diffusione del calore. Per una maggiore precisione allora
indichiamo con pedici diversi le temperature al riscaldamento ed al raffreddamento:

 3   - V  - D al   
3   - D  - V al    

I pedici r e c derivano dal francese raffreddare e riscaldare.

Analizziamo ora uno dei più importanti diagrammi, per quanto riguarda la
metallurgia, quello ferro ± carburo; il primo analizzato sarà il diagramma di fase, poi
vedremo il diagramma strutturale, simile a quello di fase ma molto più ricco di
informazioni.

- 44 -
 ! ! > 

Il diagramma rappresenta le fasi di ferro e carbonio con una percentuale di carbonio
variabile dallo 0% al 6,67%, a seconda della temperatura.

- D

- 3

- V

c "

- - 3 :     si forma con percentuali di carbonio oltre il 6,67%; è durissima ma


fragilissima per natura e per grossezza cristallina. La cementite è molto  e
  ;
- - V :   esiste fino a 911°C e come peculiarità ha che il carbonio è pochissimo
solubile. Dal diagramma si vede infatti che esiste con concentrazioni di carbonio
prossime allo zero. c% ^ ;
- - D :   esiste nel range di temperature di 911 ± 1390°C e fino a
concentrazioni di carbonio pari al 2,14%.  ^ .

L¶utilità della rappresentazione che ho evidenziato nel diagramma sta nel fatto che, a
seconda della temperatura e della concentrazione che abbiamo, possiamo determinare i
componenti che si formeranno tramite delle   . Fra breve analizzeremo più
dettagliatamente l¶esistenza di questi composti.

Il valore di concentrazione del /.5:0   delimita anche il campo di


esistenza di  e " , come evidenziato in figura.

- 45 -
  
55:=# 

  
=/=# *c5 +

-Y  ^      55:=# : alla concentrazione del :.60 di carbonio il
bagno liquido solidifica in due solidi    (con /.5:0 ) e      (con
7.7=0 );
-Y  ^      =/=#  ( 1 ): alla concentrazione dello -.80 in cui il
solido di austenite, raffreddato, si trasforma in   A    ;

Evidenziamo che nel caso le concentrazioni siano inferiori o superiori a quelle


indicate per la T.Eutectica o Eutectoidica, si parlerà di concentrazioni ^ 9
     e di concentrazioni ^ 9      .

Nel grafico si notano anche delle     : esse indicano il diagramma di


fase nel caso in cui, al posto della cementite, si formi  ; questo avviene quando i
processi di raffreddamento sono molto lenti (raffreddamento in forno). La grafite ha
molti utilizzi data la sua durezza prossima a quella del diamante ed è usata, ad esempio,
come abrasivo nelle mole diamantate. Può essere raccolta dal bagno liquido
raffreddando lentamente dato che affiora in superficie.










- 46 -

 !   ! 9

c  
A
   
! 

c  
A
  

   A
A    
    
! 


  
  
       
!  
!  A A
A
A        
  
   !  
A
 

Il grafico indica i composti che si formano, raffreddando una lega metallica liquida
Fe-C, a seconda della percentuale di carbonio e della temperatura.
Evidenziamo i componenti che si formano al variare della temperatura e della
percentuale di carbonio:

-Y !  : è una soluzione solida di piccole percentuali di carbonio nel FeĮ, presente
con <-.80 (composizione eutectoidica) e al di sotto della temperatura A1;
-Y c  : è una soluzione solida di carbonio nel FeȖ, stabile ad alte temperature e
quindi presente al di sopra della temperatura A1 e fino alla composizione </.5:0;
-Y    : carburo di ferro Fe3C che si forma dal raffreddamento della lega ferro ±
carbonio e che esiste in varie forme (primaria e secondaria) a seconda della
percentuale di carbonio. È un composto     ;
-Y  : miscela di ferrite e cementite disposte a lamelle alternate. È     
 ;
-Y
  : miscela di austenite e cementite disposte a ³pelle di leopardo´. È  
  . La       è la ledeburite che, non potendo esistere al di
sotto della temperatura A1, si trasforma in ferrite e cementite.

Queste strutture sono compatibili con trasformazioni di equilibrio, con tempi molto
lunghi; la ricottura è il trattamento che più si avvicina alle trasformazioni di equilibrio.

- 47 -
   

Gli elementi che vengono legati al ferro per dargli opportune caratteristiche si
dividono in due grandi gruppi:

-Y c : elementi affini al - V come il !, , , ;,*34;


-Y  : elementi affini al - D come il , , , 35.
Questi elementi si aggiungono ad esempio per conferire anticorrodibilità alla lega:
Fe-Cr è un acciaio inox ferritico usato ad esempio per parti di monete, Fe-Ni viene
aggiunto per ampliare il campo di temperatura dell¶austenite ed anche per averla a
temperatura ambiente (con elevate concentrazioni).

!

Viene aggiunto per  il bagno liquido, recuperare cioè il ferro ossidato
che, in soluzione nel bagno, pregiudica le qualità meccaniche; può venire usato anche
l¶alluminio che ha una resa migliore ma forma allumina allo stato colloidale che fatica a
venire a galla per essere eliminata, provocando così delle inclusioni dannose. Con
questo processo l¶acciaio viene calmato (non è più effervescente) .
Si usano tenori fino ad un  -.:-0.

  

Serve anch¶esso a disossidare il bagno ma ha minore efficacia rispetto a silicio ed


alluminio. Il suo impiego più importante è la    .
Viene aggiunto con tenori fino a -.6-B-.=-0. Normalmente non viene indicato fino
a queste percentuali ma se vi sono percentuali maggiori deve essere indicato ed abbiamo
gli acciai al manganese.

   (

C

Simbolo S, provoca la   36. La sua presenza deriva dalla rottamazione
(auto) e dalla presenza di pneumatici nei rottami; durante la lavorazione a caldo si forma
FeS (solfuro di ferro) che assieme al FeȖ dà un eutectico bassofondente (988°C): questo
eutectico solidifica con le ultime frazioni di liquido ai giunti dei cristalli indebolendo
così la struttura che si può sgretolare durante le successive lavorazioni.
Il tenore !-.-6D0 (norma): viene eliminato tramite manganese che forma
solfuri altofondenti plastici, utili per truciolabilità dell¶acciaio, ma che penalizza
strizione, resilienza, fatica dell¶acciaio.

______________________________________________________________________
34
Elementi alfageni: in ordine sono silicio, cromo, molibdeno, tungsteno, vanadio.
35
Elementi gammageni: in ordine sono carbonio, azoto (ambedue interstiziali), manganese, nichel
(ambedue sostituzionali).
36
Fragilità al rosso: la presenza di zolfo ai giunti dei cristalli provoca, durante la fucinatura o la
laminazione a 950÷1150°C, la scollatura dei grani e la spaccatura dei blumi o dei lingotti d¶acciaio.

- 48 -
!

Simbolo P, provoca anch¶esso    come lo zolfo. Insieme a carbonio e
ferro forma un eutectico ternario che solidifica a 953°C dando gli stessi problemi dello
zolfo.
Si può evitare limitando il  -.-6D0.
È nocivo anche perché provoca:

-Y !   : perché aumenta la grossezza della grana;


-Y !     : negli acciai ipoeutectoidici contrae il reticolo dell¶austenite e
impedisce la solubilizzazione del carbonio che si concentra in zone povere di
fosforo; se l¶acciaio viene laminato a caldo si ottengono, dopo il raffreddamento,
bande di ferrite (povere di fosforo) e perlite (ricche di fosforo). Rendono difficoltose
le lavorazioni plastiche, la tempra e peggiorano duttilità e resistenza a fatica. Le
bande si possono ridurre con la normalizzazione prima della tempra.

 

È il più nocivo. Dà luogo ad una impurezza gassosa che dà fragilità a qualsiasi


metallo (" 37). Per evitarlo basta avere scrupolo durante la fabbricazione, dato che
deriva dall¶acqua di raffreddamento del forno per lo più. Date le sue dimensioni esce dal
bagno liquido facilmente, quindi basta ritardare la colata per evitarlo.
Per creare ^  :>D^^.
Per verificare la presenza di idrogeno si usa una prova non distruttiva ad ultrasuoni,
dato che essi si propagano in proporzione alla densità e l¶idrogeno (fiocchi) è meno
denso.

______________________________________________________________________
37
Fiocchi: discontinuità discoidale biancastra.

- 49 -
     

Le trasformazioni previste dal precedente diagramma prescindono dal tempo
impiegato affinché avvengano, ipotizzando trasformazioni come successioni di stati di
equilibrio. In realtà, a causa del carattere diffusivo di questi fenomeni, il tempo assume
un ruolo importante. Possiamo così ottenere altri diagrammi:

-Y : curve   o curve di Bain ottenute variando bruscamente la


temperatura e osservando l¶evoluzione a temperatura costante (isoterma appunto);
-Y : curve   ottenute operando sulla velocità di raffreddamento
(CCT) o riscaldamento (CHT).

( * ^   9 ^9 +




Sono ottenute con acciai allo 0,8% C austenizzati, cioè portati a temperatura
superiore a quella critica Ac1ŁAc3 38, sottoraffreddati rapidamente in bagni liquidi a
temperature diverse e mantenuti alle diverse temperature (isotermicamente quindi). A
seconda del sottoraffreddamento abbiamo resistenze HV diverse.
Praticamente il grafico va interpretato così: noi ci troviamo con i provini ad una
temperatura superiore a quella critica, sottoraffreddiamo ad una temperatura variabile e
manteniamo poi il provino, al passare del tempo, a quella temperatura, osservando ciò
che avviene nella sua composizione.

______________________________________________________________________
38
Ac1ŁAc3: queste temperature coincidono solo in presenza di acciaio eutectoidico, cioè allo 0,8% di C.

- 50 -
A sinistra del naso della curva di Bain abbiamo l¶austenite instabile, un composto
che tende a variare nel tempo, che evolve appunto in struttura perlitica o bainitica a
seconda del sottoraffreddamento. Se il sottoraffreddamento rientra in una certa
temperatura tra  (o martensite start) e  (o martensite finish) si ottiene   .
Questa è una trasformazione indipendente dal tempo. La martensite ha   
    ^     pressoché priva di scorrimento e tensionata: è  
  e non può mai essere utilizzata così com¶è.
Nelle zone intermedie del grafico c¶è la coesistenza delle strutture confinanti.
Queste curve sono molto importanti nei trattamenti isotermici.

Analizziamo alcuni aspetti termodinamici della martensite.

Il FeȖ raffreddato tende a trasformarsi in FeĮ, liberandosi del carbonio in eccesso, ma


dato il brusco raffreddamento operato questo non è possibile, il metallo non riesce a
raggiungere uno stato di minore energia, quindi 3    (   
(invece che perlite).
Quanto più carbonio c¶è nel reticolo, maggiore deformazione subisce la cella di
martensite, quindi maggiore durezza; una durezza massima si raggiunge all¶incirca con
lo 0,6% di C, poi rimane stabile il valore.
Da sottolineare che gli                
  (se non in minima parte),   .

(  *     +

Sono trasformazioni a raffreddamento continuo. Si parte sempre da un acciaio 0,8%C


austenizzato sopra a Ac1ŁAc3 e raffreddato a velocità differenti.








- 51 -
Analizziamo il grafico. Esso è sovrapposto a quello delle TTT (quello prima
analizzato è tratteggiato) ma a seguito del raffreddamento continuo il TTT cambia: la
curva di trasformazione perlitica viene spostata in basso e a destra e quella bainitica
viene soppressa. A seconda della velocità di raffreddamento otteniamo strutture diverse,
che nella pratica corrispondono a trattamenti termici diversi:

-Y   ^: curva  (si trova al di sopra della curva b, non indicata in
figura), è un lento raffreddamento (in forno) con cui ottengo ^   ;
-Y    : curva , raffreddamento un po¶ più rapido (aria calma) che da
luogo ad una ^   ;
-Y  ^: curva , raffreddamento energico (acqua) forma direttamente   .
La curva rappresenta la (    ^, la minima velocità per ottenere
100% di martensite;

Nella curva  otterremo strutture miste perlite-martensite.

(   9   



La presenza di tenori di carbonio diversi, normalmente ipoeutectoidici C”0,8% e/o di
elementi leganti modifica le curve TTT e CCT:

-Y         nell¶austenite (C, Mn, Cr, Mo) distorgono il reticolo,
ritardandone la trasformazione; le curve si spostano verso destra, quindi le
trasformazioni richiedono più tempo;
-Y  : più grande è la grana di partenza meno siti di e nucleazione
sono disponibili, quindi la trasformazione viene ritardata e le curve si spostano verso
destra (non verrà sfruttato questo fatto perché la grana grossa dà fragilità);
-Y     ""  (segregazioni)     (presenza di fasi non
solubilizzate, ad esempio carburi) velocizzano la trasformazione, le curve si spostano
verso sinistra.

Nella progettazione di organi meccanici cercheremo di spostare le curve verso destra


sfruttando la composizione della lega utilizzata.

- 52 -
    *+

Si tratta di cicli che prevedono un    ad una certa temperatura T, una
^    alla temperatura per un tempo t ed un    .



E F


La (    è pari alla V .
La (     è pari alla  .

Questa è una esposizione semplificata del processo in quanto a volte si effettuano


degli arresti per livellare la temperatura (a causa della diffusione termica).
Questi trattamenti si effettuano per ottenere una struttura diversa da quella di
partenza con caratteristiche diverse.
La ^ di  è una ^     dovuta alla sua allotropia:
importanti risultano quindi i ^  c5.c6 che normalmente vengono
indicati da chi vende il materiale. Nel caso non siano disponibili, per ricavarli posso
applicare le formule:

1 727 29 Œ1 w
 A 10 Œ7 w ? 16 Œ9 w  A 16 Œ9 w
 6 Œ4 w   11Œ5 
3 912 423 w  A 10 w l 2
 4 ? 10 w 0 2
 3? 4 10    16Œ7 
? 539 A 423 w  A 30 Œ4 w ? 12 Œ1 w  A 7 Œ7 w ? A 17 Œ7 w
   20Œ0 

A cui sono affiancati i relativi margini di errore. Non conoscendo la composizione


esatta della lega ci si riferisce alla ³forcella´ di valori che possono avere i componenti
secondo il nome della lega e la norma (si prende il valore medio).

Il    è la fase più delicata per due motivi:

-Y c  : soprattutto negli impianti per trattamenti finali, tipo tempra; c¶è la
possibilità di   con formazione di calamina e    per cui la
superficie si impoverisce di carbonio e diventa ferrite, la quale non prende la tempra;
-Y *    : si possono formare    ^   tra la
superficie e l¶interno del pezzo che creano tensioni secondo la formula:

 V wV w 

- 53 -
Dato che E§Į (modulo di Young § coefficiente di dilatazione termica) la tensione
interna è dovuta alla differenza di temperatura che nei lingotti si può attestare in
400÷500°C con tensioni perciò nell¶ordine di 400÷500 MPa. Se l¶acciaio è legato la
conducibilità termica è minore. La soluzione sono      
per avere ǻT minori.

 

Non è un trattamento finale (solo nel caso dell¶acciaio dolce come quello per
attuatori elettromagnetici che necessitano di particolari caratteristiche magnetiche) ma
intermedio per facilitare le successive lavorazioni.
Abbiamo vari tipi di ricottura a seconda della temperatura a cui viene effettuata:

^  Gc6A/DBD-#  Non viene quasi mai eseguita dato


che è molto costosa. Dopo il
riscaldamento si esegue un
raffreddamento in forno a 400°C
(300°C se legato): il materiale ha
   , quindi
lavorabilità, per deformazione plastica
e asportazione di truciolo. Il difetto è
la    (   %   , che
può arrivare anche a due giorni.

(  G7D-B=--#         
     per le
successive lavorazioni. È la più
eseguita in quanto è necessario metà
tempo rispetto alla completa. Viene
detta anche ricottura sub-critica.
     G7D-B8/-#  Effettuata su un sublavorato
incrudito per ricristallizzare, ottenendo
così una (    senza
variare le caratteristiche ma non più
incrudita. Negli acciai per
elettrovalvole è un trattamento finale.
    Gc5 D-#  Usata negli acciai ipereutectoidici
(cuscinetti a sfera, cementite
durissima): si riduce così la superficie
dei carburi altrimenti l¶utensile si
usura. In pratica i carburi aumentano
di volume (sferico) offrendo così
all¶utensile una superficie minore.
Vengono     :
per ottenerli si pendola con la
temperatura sopra e sotto i valori
indicati, poi si raffredda in forno a
300°C e poi in aria. Se l¶acciaio è
ipoeutectoidico prima eseguo una
ricottura di lavorabilità.

- 54 -
    Gc6A=-#  c (grani piccoli) e 
(tutti delle stesse dimensioni) 
. È un trattamento utile per
l¶azienda produttrice ma  ^  
   : favorisce i trattamenti
successivi come la carbocementazione
e la tempra.
È un trattamento finale solo per
grossi fucinati di acciaio al carbonio.
       .

 ^

Consiste nel congelamento (spegnimento) a T ambiente di una struttura stabile solo
alle alte temperature, in modo da averla anche alle basse temperature. Crea delle
tensioni interne. Esistono due tipi di tempre.

 ^     



Osservando un diagramma di stato a due componenti con due solidi distinti, si porta
la lega alla temperatura necessaria affinché le due fasi siano solubilizzate e si raffredda
rapidamente a T ambiente cosicché la fase ȕ rimane in soluzione. Aumenta la tenacità
della lega.
Questo TT è usato:

-Y H   : con fase ȕ carburi di Cr o Cr-Mo, per mandare in soluzione i
carburi che altrimenti provocherebbero una corrosione elettrochimica ai bordi dei
cristalli;
-Y   560 (acciaio in trapanabile): con fase ȕ carburi di Fe e Mn per
mandare in soluzione i carburi che, per la loro particolare forma aghiforme,
farebbero perdere tenacità;
-Y  "   ( "   ^  ^ ^   : eseguita per rafforzare organi
meccanici già lavorati.

 ^ 

Si effettua per ottenere una struttura durissima anche se fragile.


Si ottiene raffreddando bruscamente qualsiasi acciaio ipoeutectoidico (C<0,20%) o
ipereutectoidico. Normalmente viene eseguita su    ^   .
La struttura che si ottiene è martensite.
Gli inconvenienti sono:

-Y     : la trasformazione austenite-martensite avviene con variazione di


volume non uguale in tutto il solido, quindi bisogna limitare la velocità di
raffreddamento il più possibile onde avere le minori tensioni interne, che possono
dare luogo a cricche di tempra. Risultano utili le curve CCT;
-Y    ^  : se il forno non è ad atmosfera protetta la superficie si
impoverisce di carbonio e temprandola si trasforma in ferrite, debole e soggetta a
cricche;

- 55 -
-Y  ^  : se ^^  non si raggiungerebbe la durezza voluta; se  
otterremmo l¶ingrossamento dei cristalli (  ); se    
otterremmo la fusione dei bordi dei cristalli e la rottamazione del pezzo
( );
-Y c   : i leganti possono abbassare la Mf sotto la T ambiente impedendo
l¶ottenimento di martensite in tutto il pezzo; l¶austenite residua peggiora la resilienza
e la resistenza a fatica; si può eliminare con un rinvenimento.

 ^ 

È l¶attitudine di un acciaio ad assumere struttura martensitica anche negli strati


interni. Per ottenere questo si usano i leganti per spostare la curva CCT (come indicato
prima). Dato che per avere martensite al 100% fin nel cuore del pezzo si dovrebbero
usare troppi leganti (quindi maggiori costi) ci si accontenta di raggiungere una
percentuale a seconda dell¶impiego:

- D-0^  ;
- =-0   ;
- 8-0^     .

La quantità di martensite ottenibile può essere valutata attraverso le due prove di


temprabilità: Grossman e Jominy.

 

È un metodo per tentativi: si usano tondi temprati di cui si analizzano le sezioni
tracciando un grafico.
Un valore approssimativo si può ottenere con un solo tondo.
Viene misurato il      , ottenuto tracciando il grafico detto (
 nel cui punto di flesso presenta un abbassamento della durezza: la distanza dalla
circonferenza esterna al punto di flesso è il diametro cercato.
Questo rappresenta il diametro per cui ho il 50% di martensite nel cuore del pezzo.

 I

È una prova unificata (tutte le norme del mondo): si usa una provetta cilindrica con
diametro di 25mm e altezza 100 mm austenitizzata e raffreddata con un getto dalla parte
inferiore. Si misura poi la durezza partendo dalla parte inferiore, in cui è maggiore, a
salire, costruendo il diagramma detto (I.
Da tale curva determino a che distanza ho il 50% di martensite (grafico con più tipi
di acciai): queste rilevate sono però durezze superficiali quindi uso un ulteriore
diagramma per correlarle con il diametro critico.

- 56 -
 
 *+

  

c%

@

c

  3      I*+

Il pregio della Jominy rispetto a Grossman è la velocità di esecuzione.

- 57 -
(   

Tenacità:     , indice della capacità di un materiale di immagazzinare


energia nel campo elasto-plastico prima di arrivare a rottura sotto sforzi di trazione

Dopo la tempra la struttura risultante è martensitica, quindi dura ma molto fragile, ed


anche può contenere austenite residua: martensite ed austenite, essendo metastabili,
tendono a diventare ferrite + cementite a temperatura ambiente; tramite un trattamento
termico, detto (   , accelero questa loro propensione a trasformarsi in
strutture più stabili.
Dato che l¶evoluzione verso l¶equilibrio passa attraverso trasformazioni intermedie,
con proprietà meccaniche differenti, per ogni acciaio vengono diagrammate queste fasi
con le loro proprietà meccaniche nelle cosiddette ( (   . Si può notare
in queste curve come     "       (tensione di rottura e di
snervamento, durezza)         ^   
(   ,         "      (allungamento, strizzone
percentuale+        .
Bisogna sottolineare che le caratteristiche meccaniche rappresentate dalle curve di
rinvenimento dipendono anche dalle     ^  per il cosiddetto  
39, per cui le curve riportano anche le dimensioni del provino.
Un altra componente da considerare è la ^          che  
  : per avere le stesse caratteristiche meccaniche su acciai legati bisogna
rinvenire a temperature più elevate; questo effetto è noto come    
(   .
In acciai legati contenti , , >, >, se (    G:6-BD=-#
manifestano una         nota come     (    o
 D^40; per evitarla bisogna:

-Y (  l¶intervallo di ^    ;


-Y (  ad   ^   e     in acqua per evitare
l¶intervallo pericoloso;
-Y c    in fase di fabbricazione perché riduce questo fenomeno (costoso).

Un altro aspetto riguarda gli acciai contenti almeno il D0 di , , ;, *: la loro


durezza, dopo una certa diminuzione, presenta un anomalo aumento con un massimo a
DD-BD7-# noto come   .

______________________________________________________________________
39
Effetto di Massa: il rinvenimento risente delle dimensioni del pezzo a parità di temperatura; i pezzi
piccoli acquistano una resistenza più elevata e duttilità inferiore di quelli grandi.
40
Malattia di Kroop: è molto importante ricordarsi questo intervallo di temperature rinvenendo acciai
legati con i citati elementi, in quanto possono rompersi molto facilmente in esercizio.

- 58 -
 (   

Il riscaldamento viene effettuato a varie temperature sempre <=/=# .

G57-B58-#  5#  , per      : è una


  , il cuore del pezzo tenace la superficie
dura; serve per eliminare le tensioni interne della
martensite.
G/--B/D-#  Per         (seghetti,
pinze) è una      
^3^1 .
G:--B:D-#  6#  , per     (molle per
sospensioni): si ottiene ^    non
visibile al microscopio ottico.
GD:-BD7-#  D#  , solo per  ^    ^:
inizialmente perdiamo durezza riscaldando, ma poi
raggiungiamo il picco di   .
G7--B7D-#  :# , per  e per utensili a
caldo (stampo per forgia): si ottiene 3 
 .

Il ^ si attesta su 5B/ "": è un trattamento lungo a temperatura bassa in


modo da non avere decarburazione, poi si raffredda in aria.
Nel caso si formino cricche dopo tempra e rinvenimento sono da attribuire solamente
ad una tempra male eseguita e non al rinvenimento, anche se è dopo quest¶ultimo che
compaiono.

- 59 -
    

Sono i migliori trattamenti.
Porto l¶acciaio sopra alla temperatura A3 (austenizzazione) e sottoraffreddo
rapidamente sotto la temperatura A1, arrestando poi il processo alla temperatura
desiderata.
La trasformazione dell¶austenite avviene in modo isotermico senza passare attraverso
la trasformazione in martensite, cosicché le proprietà acquisite sono uniformi in tutto il
pezzo, che risulta oltretutto non distorto né tensionato.
Richiedono un¶ottima conoscenza delle curve TTT.
I trattamenti isotermici sono:

-Y    : ottengo una perlite grossolana, perfetta omogeneità della
struttura che risulta molto lavorabile e senza tensioni interne;
-Y     : ottengo una perlite finissima, viene usato nelle vergelle che, per
trafilatura, producono fili metallici: il diametro deve poter passare da 5,5 mm a 0,8
mm in una passata unica;
-Y c ^  (o tempra bainitica): ottengo bainite;
-Y  ^  : non è un vero e proprio trattamento isotermico, per evitare elevati
gradienti di temperature tra la superficie ed il cuore di pezzi grandi si sottoraffredda
in un bagno termale e si aspetta il livellamento delle due temperature, poi si raffredda
in aria; serve per livellare la temperatura.

- 60 -
   !^ 

Si tratta di trattamenti di indurimento superficiali dei pezzi. Posso realizzarsi con:

-Y  ^  ;
-Y    ;
-Y      .

 ^ 

È usata ad esempio per alberi motori per temprare solo le zone interessate come gli
appoggi dell¶albero che devono possedere una durezza superficiale per resistere
all¶usura e tenacità interne per un buon comportamento a fatica.
La tempra ad induzione è più economica rispetto ad altri trattamenti di indurimento
superficiale come carbocementazione o nitrurazione.
Per effettuarla si introduce il pezzo in un solenoide percorso da corrente alternata, lo
spessore s è quello interessato dal riscaldamento:

 5000
 w 0,2 w  † >
w

 spessore interessato dalla tempra in mm


 resistività elettrica
 permeabilità elettrica
frequenza corrente
0, 2 w  termine propagazione (diffusione termica) dipendente dal tempo,
trascurabile se t è piccolo

Questa tempra si basa sul cosiddetto   ^       : alta energia,


brevissimo tempo (pochi secondi); appena finito si effettua un raffreddamento
immediato in aria, acqua o olio.
Può essere eseguita a 160°C, gli acciai più adatti sono quelli al carbonio C (privi o
poveri di carburi complessi), tenaci per composizione (C=0,35÷0,45%C) che hanno
subito TT (come bonifica 41), dato che la struttura sorbitica42 formatasi con la bonifica si
presta meglio ad una rapida dissoluzione dei carburi.
Il (   di questa tempra è che  ^  e può essere eseguita su
pezzi già finiti.
Il   è che può essere trattato ^ ^ ( .

______________________________________________________________________
41
Bonifica: trattamento di tempra e rinvenimento di un acciaio.
42
Sorbite: struttura che si forma dopo il rinvenimento caratterizzata da una elevata resistenza meccanica
ed una tenacità accettabile. È una struttura derivante dal rinvenimento della martensite (metastabile a
temperatura ambiente); è un aggregato non lamellare di ferrite e cementite.

- 61 -
  

Consiste in un arricchimento di azoto N in un acciaio e da caratteristiche elevate di


durezza ma non tenacità. Si effettua localizzato per indurire il pezzo solamente dove
serve.
Per questo processo ci si rifà al diagramma di stato ferro ± azoto: l¶azoto allarga il
campo di esistenza dell¶austenite; a 590°C abbiamo l¶eutectoide, questa è la temperatura
massima che possiamo raggiungere altrimenti si formano dei nitruri sfavorevoli, Fe2 N,
molto più fragili rispetto a quelli favorevoli, Fe4 N.
La temperatura quindi di nitrurazione si attesta sul valore GD6-BDD-# .
La nitrurazione si effettua mettendo il pezzo in un¶atmosfera ricca di azoto
monoatomico, ricavato dall¶ammoniaca secondo il processo chimico:

2 ÊÕ 3  2 Ê  3Õ 2

Dato che l¶idrogeno si trova in forma molecolare non crea problemi, anzi crea
un¶atmosfera protetta contro l¶ossidazione.
Sulla superficie del pezzo si forma Fe4 N, un nitruro fragilissimo, la cosiddetta   
, che poi dovrà essere eliminata; sugli strati sottostanti invece si forma Fe2 N, il
composto che indurisce la superficie.
A circa 530°C il 70% dell¶ammoniaca si dissocia (all¶aumentare della temperatura
aumenta anche la dissociazione); molte volte il processo si effettua in due tappe:

-Y    (: viene insufflata ammoniaca per ottenere azoto monoatomico;
-Y : si mantengono i gas in circolo attorno al pezzo, quindi si mantiene
l¶atmosfera ricca di azoto, in modo da facilitare la diffusione dell¶azoto negli strati
del metallo.

L¶acciaio deve essere ben temprabile quindi tenace: vengono usati acciai da bonifica
che contengono cromo Cr e molibdeno Mo (quest¶ultimo viene aggiunto per ovviare
alla malattia di Kroop). Anche alcuni allumini con titanio Ti vengono sottoposti a
questo processo raggiungendo durezze superficiali di 1200 Vickers.

Viene  ^  "       (^  altrimenti lo strato
nitrurato cederebbe: ad esempio negli alberi a camme, la camma viene nitrurata dato che
è soggetta alla sola pressione della molla.

    

Serve per arricchire e indurire un organo preservando la tenacità.


Non abbiamo la limitazione della temperatura come con la nitrurazione ed anche è un
trattamento più rapido e più profondo rispetto alla precedente.
La temperatura si attesta sul valore G8=DB?D-# .
La forza motrice di questi trattamenti è la differenza di concentrazione dell¶elemento
rispetto all¶acciaio che per quanto riguarda la nitrurazione è elevata, data la bassissima
percentuale di azoto negli acciai, mentre per quanto riguarda la carbocementazione è
bassa data l¶importante presenza di carbonio negli acciai.
Servono quindi acciai a basso tenore di carbonio, max lo 0,20%C, detti appunto
acciai da carbocementazione: dato il basso tenore di carbonio la tenacità di questi acciai
non è elevata.

- 62 -
Lo strato superficiale si arricchisce di carbonio fino allo 0,8÷0,9% fino ad uno
spessore di circa 2mm e raggiunge una durezza superficiale di 750÷850 HV.
Può anche essere effettuato in ambiente:

-Y !: tempi più lunghi e nessuna garanzia di uniformità dello spessore, viene usato
per pochi pezzi; si usa una polvere di carbone di legna, carbonato di bario o sodio e
carbonato di calcio che a 900÷950°C sviluppa CO. Ha il vantaggio di essere un
processo economico, ma di contro ha una lunga durata, ossida e distorce il pezzo,
ingrossa la grana ed è difficile da governare come processo.
-Y
%: si usano bagni di sali fusi (cloruri, carbonati, cianuri) a 870÷900°C, è molto
più lento e meno attivo degli altri due processi. Si realizza uno strato uniforme e i
pezzi possono essere temprati subito dopo il bagno; i fumi emessi sono molto tossici.
-Y : Il carbonio viene ricavato dal monossido di carbonio CO partendo dal
metano CH4 a 900÷950°C secondo le relazioni
 4 2 2   2 2 2   ^   

1
 4 2   2 2     43
2
Per avere l¶energia per ricavare il CO dalla seconda reazione (endotermica)
realizziamo anche una parte della prima reazione (esotermica). Il CO2 e l¶H2 O
(vapore) possono creare problemi condensando quindi i forni in cui si eseguono
questi processi sono automatizzati per il controllo della temperatura affinché non ci
sia condensa prima di aver eliminato i gas. Gli inconveniente sono l¶ingrossamento
della grana e l¶elevato costo, mentre i vantaggi sono la breve durata, rispetto alla
solida, l¶uniformità dello strato e il perfetto controllo tramite forni automatizzati.

Dopo la carbocementazione i pezzi vanno temprati per valorizzarne la durezza e


rinvenuti per affinare la grana e garantire un minimo di tenacità alla superficie.
La tempra dipende dall¶acciaio e dagli elementi leganti contenuti: il metodo migliore
di tempra sarebbe la doppia tempra per rinforzare il cuore e lo strato cementato, ma è
costosa.
Gli acciai da carbocementazione sono i più numerosi: si và dal C10 al 16NiCrMo12,
il Mo non viene inserito per ovviare alla malattia di Kroop perché non si rientra in quel
range di temperatura ma è usato per avere carburi tondi, il cromo da temprabilità, il
nichel tenacità.
Dopo tempra e rinvenimento non possiamo usare il pezzo perché è deformato:
bisogna rettificare le superfici carbocementate, quindi prima del trattamento bisogna
aver lasciato del sovrametallo.

   



Consiste nel combinare i due processi: impiegare in un forno chiuso un¶atmosfera
uguale a quella della carbocementazione gassosa aggiungendoci ammoniaca dissociata.
Le temperature oscillano da G7D-B8=-# a seconda che si vogliano avvicinare i
risultati più alla nitrurazione o alla carbocementazione.
Segue una tempra ed una distensione.

______________________________________________________________________
43
Endotermica: necessita di energia per realizzarsi; Endotermica: cede energia nel processo.

- 63 -
   c

Vengono classificati a seconda dell¶impiego ed ogni classificazione ha le sue diverse
tipologie. Abbiamo acciai:



-Y di 
      
-Y di% 



-Y da
-Y   ^ 
-Y per ^^  

-Y da   
   ^ 
-Y da     
-Y per   
-Y per 


-Y   
 -Y   
H -Y   
-Y ^ H


-Y a 

-Y a
 
-Y ^


-Y per
 -Y per^ "    
^ "^  -Y  
-Y per 


c^   

Non sono destinati a trattamenti termici ma all¶uso grezzo dopo laminazione a caldo
(raramente normalizzati). Vengono fabbricati con alcune precauzioni per soddisfare
determinati impieghi. Sono gli acciai più usati, quantitativamente, ed hanno una loro
designazione; in realtà esistono due designazioni, una numerica prettamente mnemonica
che non tratteremo ed una alfanumerica (UNI EU 10027/1):

> !   : riferito all¶impiego: ! ^ "   ,    
 " , altre sei lettere vengono utilizzate che non citeremo;
-    ^^ :viene indicata la      (  
garantita (le prove non sono mai inferiori al valore riportato).

- 64 -
Esempio:


235 L - 360 è un acciaio per uso generale per impieghi strutturali con una
tensione di snervamento pari a 235; alla sua destra si trova la vecchia designazione che
riportava la tensione di rottura. Molto più importante per noi è la tensione di
snervamento in quanto durante l¶impiego non deve essere mai sorpassato tale valore.

Questi tipi di acciai devono           (non variabili né impulsivi) e
sono usati per carpenteria civile e navale. Sono     che devono
avere buona resistenza meccanica e saldabilità: il problema è che queste due proprietà
sono antagoniste.

Si dividono in:

-Y c : durante la fabbricazione non sono soggetti ad attenzioni particolari,


non hanno elementi di lega (in percentuali importanti) e non subiscono trattamenti
termici;
-Y c  % : non sono destinati a trattamenti termici e non richiedono
prescrizioni di composizione o di grado inclusionale, ma devono avere alcuni
requisiti:      ,          ,   
3( "  44. Durante la loro fabbricazione vengono usate delle
precauzioni; possono contenere micro quantità di altri elementi.

c^ 

Questi acciai sopportano     ^( " (resistenza a fatica) e
sono usati per pale di turbina idrauliche, a vapore (max 560°C).
Derivano da rottami che vengono poi calmati con silicio e alluminio.
Sono sottoposti a trattamenti termici intermedi (ricottura, normalizzazione) e finali
(tempra + rinvenimento).
Si suddividono in due sottogruppi:

-Y   (<D0): contengono solo carbonio e si indicano con una lettera, la C di


carbonio, più un numero, la concentrazione di carbonio per 100. devono avere
composizione e grado inclusionale ben delimitati, ciò li rende     
    :

40 acciaio speciale non legato al carbonio con 0,4% di C

-Y
  (JD0): si suddividono a loro volta in due gruppi:

-Y —  :       di lega     D0 di concentrazione; si


designano con la percentuale di carbonio per 100 + in successione i simboli chimici
degli elementi in lega in ordine decrescente (se con la stessa quantità si segue
l¶ordine alfabetico) + la concentrazione dell¶elemento di lega maggiormente presente
moltiplicata per 4:

______________________________________________________________________
44
Insensibilità all¶invecchiamento: alcuni acciai variano nel tempo le caratteristiche meccaniche,
perdendo tenacità, per un fenomeno diffusivo dovuto all¶azoto.

- 65 -
40   4 acciaio con 0,4%C, 1%Cr, Mo

-Y c   : almeno un     eguaglia o ^          D0. Si


indicano con la lettera X + %C per 100 + i simboli chimici degli elementi presenti
nella lega in ordine di quantità + la percentuale degli elementi:

 5 Ê1810 acciaio inox austenitico (pentole, posate) con 0,05%C, 18%Cr, 10%Ni

 105 17 acciaio inox per utensili (lamette, bisturi, cuscinetti) con 1,05%C, 17%Cr

Questa designazione penso valga per tutti i tipi di acciai tranne i sopra citati acciai
per uso generale e gli acciai rapidi (utensili).

c^  9c ^

Hanno una designazione diversa: ,! *, " ^  ! + A :  . Non viene
indicato il carbonio perché è pressoché lo stesso ed anche il cromo contenuto
ugualmente in percentuale del 4%. Con i numeri viene indicata la presenza di ;..
*. :

Õ
18 A 0 A 1 A 0 acciaio di Taylor con 18% W e 1% V

È preferibile al tungsteno W l¶utilizzo del molibdeno Mo in quanto pesa la metà ed


ha il doppio di resa, abbassando il costo quindi di 4 volte.

   c 

c     : 4 numeri di cui le prime due cifre casuali e le seconde due
indicano la percentuale di carbonio moltiplicata per 100:

40 1040

c: denominazione AISI, hanno tre classi la 200, 300, 400:

300  A Ê   3   Œ sono valori da memorizzare, acciai austenitici cromo-


nichel usati per cucchiai e forchette

400 acciai martensitici e ferritici al cromo, usati per pale per turbina, coltelleria

- 66 -
   c

c45

Rientrano nella categoria degli acciai speciali, quindi sono designati come riportato
prima a seconda che siano non legati, basso legati o alto legati.
Vengono distinti per temprabilità:

K ^LM
^
@ c%

:-  /D


:- : 8- 55-


:- = 5D-  ^ 


6: 57   


L¶ultimo acciaio elencato è il migliore da bonifica agli effetti della temprabilità: si


tempra fino al 50% di martensite fino al cuore, qualsiasi sia lo spessore del pezzo; è un
acciaio molto costoso.
Gli acciai da bonifica devono avere            
. Questo si ottiene con:

-Y   ;
-Y  ^  (   .

La resistenza è determinata dal tenore di carbonio: C<0,40% abbiamo un migliore


allungamento percentuale, C>0,40% maggiore resistenza. Il massimo lo otteniamo con
lo 0,40% di C e un rinvenimento a 620°C, ma non tutti gli acciai hanno questa
percentuale di carbonio: la scelta viene effettuata dal progettista in base alle
caratteristiche necessarie, utilizzando delle apposite tabelle.

______________________________________________________________________
45
Bonifica: trattamento di tempra + rinvenimento a 620°C.

- 67 -
c^  

Ci sono vari tipi di molle: elicoidali, a balestra, a barra di torsione.
Le molle (^  , quindi voglio:

  0 Œ2
† 1   l0 Œ95 ÷ 0 Œ96


Cioè il rapporto tra la tensione di snervamento e quella di rottura all¶incirca uguale a


1: i valori che si riescono a raggiungere veramente sono quelli indicati tra parentesi.
Inoltre la molla è soggetta a carichi ciclici quindi deve avere un ottimo
comportamento a fatica: necessito quindi di una     , senza austenite
residua; a questi acciai viene fatta una tempra + rinvenimento quindi serve un 
  ^ .
Quelli utilizzati sono:

-Y c   : C55, 60, 67, 75, 85, 100, non vengono temprati e per
eliminare l¶incrudimento dovuto alla lavorazione si effettua un trattamento
isotermico di patentamento, per ottenere una grana fine e omogenea. In alcune
applicazioni si effettua tempra + rinvenimento;

-Y c  : 48Si7 ÷ 51CrMoV4, quest¶ultimo è usato anche per utensili dato


che il cromo aumenta la temprabilità, il vanadio affina la grana, il nichel aumenta la
tenacità, nel primo invece il silicio rinforza la struttura. Questi acciai sono l¶unica
categoria che subisce un trattamento termico di tempra (Ac3+T) + rinvenimento al 3°
stadio (400÷450°C).

È importante che non ci sia decarburazione altrimenti viene pregiudicato il
comportamento a fatica. Per ovviare a questo   dopo aver fatto l¶organo elastico
e uso un      ^  (usato soprattutto per pezzi difficili da
rettificare).

c^     



I cuscinetti servono per trasformare un attrito radente in attrito volvente (cuscinetti a
rotolamento); ci sono anche cuscinetti a strisciamento (bronzine) che qui non tratteremo.
Sono composti di 4 elementi:

-Y    con pista di rotolamento;


-Y     che contiene la pista di rotolamento;
-Y  di elementi che ruotano (sfere o rulli) tra i due anelli ;
-Y     che tiene separate le sfere.

Il carico può essere solo radiale non assiale (ci vogliono altri tipi di cuscinetti).
La     (     altrimenti uno cede e devono aversi
    " : si ottiene con tempra + rinvenimento a bassa temperatura.
Dato che è un organo rotante è  ", quindi per resistere a fatica
necessita di una struttura uniforme e massima temprabilità.

- 68 -
Un altro problema è dovuto alle     ^(  (silicati durassi, più della
martensite, ma fragili) e per ovviare a questo la struttura del cuscinetto prevede dei
"  ^(  .
L¶attrito volvente dissipa energia sotto forma di  che potrebbe ^(  
(        e l¶indebolimento della struttura: si riduce quindi
l¶attrito impiegando    ( ) che, aderendo alle superfici, oltre
a diminuire l¶attrito tiene separate le varie parti che compongono il cuscinetto evitando
così contatti che potrebbero portare a legami degli atomi superficiali ed al conseguente
grippaggio46 del cuscinetto.
L¶acciaio usato è un  ^     (1%C al posto dello 0,8%) come il
5-- 7 che contiene 1%C e 1,5%Cr.
La produzione avviene in varie fasi:

-Y si parte da una   ;


-Y questa barra viene     ;
-Y  ^        (quest¶ultimo per piccoli cuscinetti) per ottenere
dalla ³fetta´ quattro corone: una per anello esterno, una per i cuscinetti, una per
anello interno, una di scarto;
-Y i ^       e formeranno il cuscinetto finale (dato che devono
avere uguali caratteristiche le corone e gli elementi rotanti affinché una parte non
consumi l¶altra);
-Y       , con pendolo sopra e sotto la temperatura A1 per
ottenere pochi carburi ma grossi ed il massimo addolcimento;
-Y (     "   : la corona intermedia viene tagliata a cubetti e
questi arrotondati per formare le sfere;
-Y     :

T
Ȗ

Acn

Ȗ + Fe3 C

A1

727°C

1% %C

Si deve riscaldare ad una temperatura T compresa tra c5<<c, che equivale 


8D-# , dato che se entro in campo austenitico perdo carburi, utili per eliminare

______________________________________________________________________
46
Grippaggio: rottura di un cuscinetto; in un cuscinetto, per mancanza del di stanziamento indotto dal
lubrificante ad esempio, gli atomi di una superficie, come ad esempio la corona esterna, potrebbero
legarsi a quelli di un¶altra, ad esempio dell¶elemento ruotante, formando un legame che, dalle forze di
rotazione, verrebbe spezzato ma questa rottura avverrebbe non sulla direttrice di collegamento ma
internamente ad una delle due superfici, rovinando così le superfici stesse e la possibilità di scorrimento,
il che provocherebbe aumenti di temperatura dovuti al maggiore attrito e grippaggio del cuscinetto.

- 69 -
le polveri, e potrebbe inoltre rimanere dell¶austenite residua non eliminabile dato il
rinvenimento a bassa temperatura. La ^ avviene quindi a questa temperatura
con    . Segue poi un (   a circa //-# (il cromo dà
stabilità al rinvenimento) per attenuare la fragilità della martensite;
-Y segue una (     a misura con tolleranze ridottissime;
-Y per   il tutto si              portando la
corona esterna a circa 150°C (dilatazione) e la gabbia con le sfere + la corona interna
a circa -50°C (contrazione), riportando il tutto a temperatura ambiente risulta
saldamente unito.

Per cuscinetti in Huso l¶acciaio 5-D 5=, con un maggiore quantitativo di


cromo quindi.

c^  



L¶utensile è un oggetto che serve per dare la forma ai materiali quindi deve essere
 (caratteristica fondamentale). Abbiamo vari tipi di utensili:

-Y  ^ ^    ;


-Y ! ^;
-Y ! ^   .

Le   " di un utensile sono:

-Y  ,     3  3       favorite dalla


presenza di elementi che formino carburi come Cr, Mo, W e V;
-Y   ;
-Y    "$  favorita da una buona conducibilità termica 47 legata al
basso tenore di elementi in lega;
-Y c      legata alla durezza, alla tenacità ed alla grana;
-Y
( ^ ^     quando si debba formare l¶utensile.

Devono anche essere  per resistere ad eventuali momenti indotti da


deformazione (soprattutto per gli stampi a freddo).
Durezza e tenacità sono però antagoniste: all¶aumentare dell¶una diminuisce l¶altra,
quindi per ottenere l¶utensile voluto bisogna porre attenzione in produzione; se la
durezza è minore del voluto l¶utensile si usura più velocemente mentre se la tenacità è
minore si rompe: è quindi sempre meglio privilegiare la tenacità rispetto alla durezza.

La normativa li classifica in 3 classi:

______________________________________________________________________
47
Conducibilità termica: ricordiamo che una lega ha peggiore conducibilità di un metallo puro dovuta alle
distorsioni al reticolo indotte dagli elementi presenti.

- 70 -
-Y c ^48: per utensili per asportazione di truciolo, sono i più costosi in
assoluto tra tutti gli acciai:

Õ
1 A 8 A 0 A 1
Õ
6 A 5 A 2   2
Õ
6 A 5 A 2 A 5   35
Õ
2 A 9 A 1 A 8   42

Questi sono gli acciai per utensili rapidi più usati (soprattutto gli ultimi tre, il primo è
quello di Taylor che ha soprattutto valore storico) con le rispettive designazioni
americane AISI (T indica tungsteno, M indica Molibdeno); tutti contengono elementi
nelle percentuali -.=8B5.560 e :0  e raggiungono durezza Rockwell
dell¶ordine , N7DB77;

-Y c^ 
(   : per stampi per stampaggio a caldo (800÷1000°C),
hanno tenore di carbonio basso 0,25÷0,6%C e nichel per aumentare la tenacità, altri
elementi come W, Mo, Cr per elevare la durezza, V perla resistenza al
surriscaldamento, Si per aumentare la resistenza all¶ossidazione; i trattamenti termici
effettuati sono una tempra (in olio o aria, sono autotempranti) + rinvenimento circa
700°C (temperatura rinvenimento più alta di quella d¶esercizio);

-Y c ^ 
(    ! : per utensili poveri (martello) o per coniatura.
Hanno elevata durezza data da un tenore elevato di carbonio C”2,3% che si conserva
fino a temperature non superiori a 200°C; si usano acciai al solo carbonio e basso-
alto legati:

102 6
51? 4
 155 ?12

Quelli al solo carbonio e bassolegati si effettua tempra (in acqua) + rinvenimento al


1° stadio (bassa temperatura); quelli altolegati tempra (in olio) + rinvenimento alla
temperatura di 550°C per sfruttare la durezza secondaria.

Data la durezza di queste leghe e la presenza di carbonio ed altri elementi , i


trattamenti termici richiedono particolari attenzioni:

-Y      : per ottenere il massimo addolcimento;


-Y  (     con vari riscaldamenti intermedi per evitare gradienti
di temperatura fino anche a 1290°C in atmosfera protettiva per evitare la
decarburazione. L¶ingrossamento della grana dovuto alle alte temperature è impedito
dai carburi di vanadio;
-Y     ^  ^    data l¶elevata temperatura per evitare il
surriscaldamento;
-Y    eseguito con azoto o in bagni di sali (cloruro di bario) anche lento
dato che questi acciai sono autotempranti;

______________________________________________________________________
48
Acciai rapidi: ricordiamo la loro designazione data dalla sigla HS + le percentuali di W, Mo, V, C o.

- 71 -
-Y (    ad una NDD-# per favorire la   , per  
3     (dopo tempra) e per           .
Vengono effettuati fino a 4 rinvenimenti in modo da trasformare tutta l¶austenite
residua in martensite.

- 72 -
c 

Detti anche acciaio inox sono acciai che contengono almeno il 5/0 di  necessario
per la passivazione. A seconda della microstruttura vengono classificati in   ,
  ,    e ^ H.
Esiste un diagramma di esistenza di queste strutture detto    !"  
(qui riprodotto schematicamente) ottenuto con bruschi raffreddamenti:

   
P> 
c  
cH
c  

   !  

   E> 
Nella scelta degli acciai inossidabili vengono scelte     "  per
evitare la formazione di micropile (problema particolarmente importante tra austenitici e
martensitici). Gli unici   sono i ^ H, che a caratteristiche meccaniche e
chimiche elevate contrappongono costi elevati.

  



Hanno un tenore di  compreso tra 5/B5=0, non hanno nichel. Gli acciai
utilizzati sono:


 410  1213

 420  3013

Vengono impiegati allo stato bonificato per applicazioni soggette a momento


torcente come gli assi delle turbine idrauliche e a vapore e le pale delle turbine.
Vengono ^  a temperatura più elevata del necessario per accelerare la
soluzione dei carburi di cromo quindi a circa 5---# (sono autotempranti, si temprano
da soli in aria dato il tenore di cromo) e quindi (  a <:/-# (acciai per utensili
tipo coltelli)  a O7/-# (acciai per momenti torcenti e da bonifica). Si evita
l¶intervallo di temperatura di 570°C per ovviare alla fragilità al rinvenimento o malattia
di Kroop.

- 73 -
!  

Hanno un tenore di  compreso tra 55.DB/=0 e basso contenuto di carbonio
(C<0,10%). L¶acciaio più utilizzato è:


 430  8 17

Data la minore presenza di carbonio 2 ^ . Data la sua ^  
viene usato per monete, posateria, vasellame (poco costosi), elettrofili con lavorazione
plastica a freddo: questo provoca un incrudimento eliminato con una   
    a 8/-#  e raffreddato in acqua.
Ha minore resistenza alla corrosione rispetto agli austenitici ma costa meno, è poco
soggetto alla tensiocorrosione ed alla corrosione intercristallina. Alle alte temperature
va bene fino a max 800°C poi i grani si ingrossano; a basse temperature è assolutamente
da evitare.

Resilienza

Austenitici

Martensitici

Ferritici

T
-50 0
Come si può notare da questo grafico, gli acciai inox martensitici perdono le loro
caratteristiche di resilienza a -50°C mentre i ferritici a 0°C, rendendoli quindi
assolutamente inadeguati per impieghi a basse temperature.

c  

Hanno caratteristiche eccezionali ma anche grossi difetti. Rappresentano il 60% della


produzione totale di acciai inossidabili.
L¶acciaio più conosciuto di questa classe è il:


 304  5
1810

Che da solo rappresenta un terzo della produzione di acciai inox austenitici; contiene
58B/-0 , 8B5-.D0 e <-.-70 (relegato quindi al ruolo di impurezza).

- 74 -
Analizziamo ora pregi e difetti di questo acciaio:

 

-Y ! 49: l¶elevata presenza percentuale di cromo e la presenza di carbonio porta
ad alti valori del carbonio equivalente e quindi a bassa saldabilità della lega; per
ovviare a questo si usano leghe leggermente modificate in cui viene diminuito il
tenore di carbonio come la:


 304 „    2 Ê18 A 10

Quindi usiamo leghe in cui il    -.-60;

-Y   : corrosione dovuta allo ione cloruro che forma un pit (o foro) sulla superficie,
blocca il processo di passivazione (insinuandosi all¶interno del foro non permette
l¶arrivo di ossigeno) e la conseguente fessurazione della struttura (ferritici e
martensitici non ne sono soggetti in maniera rilevante). Per risolvere stabiliamo un
parametro che indichi la resistenza al pitting:


V
0
   
   3Œ3 w  ? 30 w

Molibdeno e azoto offrono maggiore resistenza al pitting (come si vede dalla


formula) ma l¶azoto indurisce troppo l¶acciaio; usiamo tenori di  
nell¶ordine del /B60 come nell¶acciaio inox austenitico:


 316

 316 „

Nella versione normale e saldabile. Dato che il molibdeno è un elemento Į-geno


mettiamo leggermente meno cromo per stare nella punta del diagramma di Sheffler.

-Y
  : è la lega meno truciolabili in assoluto tra i materiali metallici
dato che la truciolabilità è inversamente proporzionale alla durezza. Sotto l¶effetto
dell¶utensile 3       * > + e porta ad una
usura dell¶utensile. Per ovviare a questo si inserisce nella matrice una fase non
metallica:     , ottenendo l¶acciaio:


 303

Che contiene lo -.6D0! al posto del normale 0,035% quindi 10 volte di più.

-Y      > : sottoposto a   (solamente a trazione, a


compressione non succede nulla) si screpola esponendo zone non passivate alla
corrosione. Non sono soggetti gli acciai ferritici.


______________________________________________________________________
49
Saldabilità: ricordiamo che per definire la saldabilità di una lega ci si riferisce al carbonio equivalente
dato che elevati tenori di carbonio e di altri elementi portano, durante la saldatura, alla trasformazione
della struttura in martensite, risultando quindi fragile.

- 75 -
 

-Y !    : inizialmente l¶acciaio è molto plastico (ottimo per
imbutitura ad esempio) ed ha caratteristiche meccaniche modeste ma  ^  
    ^            ( 
   (   (fino a 2000÷2200 Mpa+   (fino a 2500 MPa).
Se avessi aggiunto carbonio per aumentare le tensioni massime durante la
lavorazione avremmo avuto la trasformazione dell¶austenite in martensite.

-Y —   ^   : ha un ottimo comportamento, non ne risente fino anche a -


200°C (usato per contenitori per azoto liquido, aria liquida, ossigeno).

-Y c   ^   : ha un ottimo comportamento, viene definito anche 


      dato che lo strato passivato resiste; si comporta bene fino a
900°C con punte di 1100°C, ma ne esiste un versione che     
5-D-B55--# ^ 5/--B5/D-# :


 310

Che contiene il /D0 , /-0, -.5DB-.580 , molto costoso però. Migliori di


questo ci sono solo le leghe per alte temperature. Non c¶è corrosione perché a
1000°C non ci sono elettroliti a umido.


- 76 -