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Il Giornale.

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Titolo originale: Michiel de Ruyter , uscita: 29-01-2015. Regista: Roel Reiné. Genere:
azione, avventura drammatico, storico durata: 151 min paese: Olanda

‘ Armada – Sfida ai Confini del Mare?

Come è facilmente intuibile dal titolo originale, l’opera si focalizza sulle gesta dell’ammiraglio
Michiel de Ruyter.
ci troviamo nel 17 secolo in cui l’Olanda è l’unica repubblica al mondo ,dove tutte le monarchie
temono le sue potenzialità e provano a giovarsi dei conflitti interni olandesi poiché in paese c’era
una forte divisione trai repubblicani che erano al potere e gli orangisti che vorrebbero un ritorno
della monarchia.
Già dall’ inizio del film possiamo capire l’importanza delle battaglie marittime infatti, il film inizia
con la battaglia di Scheveningen in mare aperto, in cui perde la vita l’ammiraglio Tromp sempre
accompagnato dal famoso Rutger Hauer.
Johan De Witt politico e idealista, viene nominato primo ministro repubblicano,il suo obbiettivo è
quello di eliminare le divisioni interne del paese. La sua prima decisione è quella di scegliere come
ammiraglio, non il successore ovvero il figlio dell’ ammiraglio ormai deceduto ma bensì Michiel de
Ruyter, vice ammiraglio di Tromp, che prima declina l’offerta in favore della famiglia per poi
cedere ad un secondo tentativo, non riuscendo a respingere la chiamata della patria.
L'ammiraglio de Ruyter verrà incaricato a imbarcarsi per varie battaglie e all’ ultimo per la più
grande battaglia navale della storia, una missione che ha tutto l'aspetto di una missione suicida e che
lo vedrà combattere a colpi di cannone in mare. L’ammiraglio Ruyter il protagonista del film
interpretato dall’attore Frank Lammers , è un abile stratega , un vero e proprio innovatore ,
introduce per esempio l’utilizzo delle bandierine e delle formazioni cercando di studiare tutto nei
minimi dettagli. Grazie alle sue molteplici vittorie anche il figlio di Tromp interpretato da Hajo
Bruins si ricrede su di lui, partendo da un sentimento di astio fino ad arrivare a supportarlo nelle sue
strategie.
Una delle donne invidiate di questo film sia per la sua bellezza ma anche per la sua audacia e la sua
forza è la moglie di Ruyter, Anne, interpretata da Sanne Langelaar.
Il primo ministro un uomo rivoluzionario e molto attivo per il popolo è invece interpretato da Barry
Atsma che per un giro di voci false si ritroverà a finire nel sangue tra la folla impazzita che si lascia
andare a barbarie sul suo corpo e quello di suo fratello Cornelis, interpretato da Roeland Fernhout.
Guglielmo III principe e nipote del re di Inghilterra Carlo II vorrebbe appoggiare la causa di De
Witt e de Ruyter purtroppo poi cede al richiamo del potere ed a un matrimonio combinato con la
nipote di Carlo II ,. Sarà lui influenzato da altri, a mandare in un’ultima missione suicida nel
Mediterraneo a de Ruyter.
Il merito di questo film è sia degli attori ma specialmente di Roel Reinè il regista, che ha saputo
dare un giusto ritmo ed equilibrio e che è riuscito a non farmi annoiare mai durate tutta la visione
del film , per quanto lungo sia.
Inoltre ha saputo gestire il budget che aveva a disposizione nonostante fosse abbastanza basso per
un film di questo livello , attorno agli 8 milioni di euro.
Le scene degli scontri marittimi molto realistiche, coinvolgenti e anche le mie preferite
caratterizzate da un susseguirsi di uomini e schegge di legno costantemente in aria , navi distrutte e
infuocate dalla potenza dei cannoni,
Incredibile è stata anche la costruzione di un’ isola artificiale per una delle scene del film.

È stato un film che mi ha intrigato molto e che decisamente consiglierei perché è come vedere un
vero e proprio film d’azione ma con la consapevolezza che questi sono avvenimenti davvero
avvenuti in passato. Ci dà appunto una chiara visione del 17 secolo, del comportamento del popolo,
delle persone al potere e di come avvenivano i combattimenti tra nemici. Mi ha suscitato emozioni
incredibili tanto è vero che nelle mie due scene preferite del film ovvero alla morte di de Witt e
Cornelis e alla morte di Ruyter che corrispondono anche ai miei personaggi preferiti, mi hanno
portato molta angoscia e tristezza. L’unica critica che mi sento di fare è sul personaggio del principe
Guglielmo III presentato come una persona molto immatura quasi odiosa, non in grado di governare
un paese quando poi nella vera storia Guglielmo III fu un modesto e capace governatore .
Per questo motivo e anche per il budget molto basso non darò la valutazione massima ma bensì 4/5
stelle.

ESPOSITO SERENA IV
H H HH