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APPUNTI DI RESTAURO

Laboratorio di Restauro - Prof. C. Bellanca

Il restauro è l’insieme di discipline e di sapere che insieme permettono di conservare e ripristinare dai
temi archeologici al movimento moderno. L’ obiettivo è quello di conservare la memoria e trasmetterla
al futuro ed è una pratica consolidata sin dai tempi antichi (la cura e la manutenzione per le
costruzioni degli antichi romani)
Il conflitto attuale è nel tema dell’ uso della ​preesistenza/abuso (Tema dell’ autenticità (per forma,
sostanza, materia)

Definizioni di restauro dopo la II Guerra Mondiale:


● Bonelli: Il restauro inizia con un processo critico atto alla qualificazione e alla
caratterizzazione del monumento.
● Brandi: Teoria che nasce in contrapposizione alla ricostruzione post-bellica con un atto
metodologico

● Carta di Venezia, 1964: ​monumento per l’ uomo


● Carta di Atene, 1931:​ (Giovannoni)
● ‘60-’70: Irruenza dell’uomo​, aggressione edilizia e nei centri storici Conservazione del
Patrimonio Europeo, 1975 con attenzione a Tutela, conservazione, restauro (Strumento
tecnico della conservazione)
● Carbonara ‘80:​ Restauro critico-conservativo continuando sulle orme di Bonelli

Tendenze attuali nella conservazione e restauro


Metà ‘800: Restauri stilistici
● Facciata del duomo di Firenze​: Continuità da ciò che era rimasto incompiuto (Unità stilistica
in commissione a Viollet-le-Duc
● Venezia:​ Eliminate le aggiunte improprie, unità stilistica Palazzo Ducale

1. Viollet-le-Duc in francia
2. Ruskin, Morris e Scott ​(Grande restauratore delle cattedrali Inglesi e seguace del restauro
stilistico) in UK
3. Castello di Heidenberg, Germania​: intervento di fine ‘800-primi ‘900: Minimo intervento con
protezione per evitare ulteriori danni lasciando la traccia del passaggio del tempo
4. Giovannoni: Legame tra cultura italiana e tedesca TEORIA INTERMEDIA: Particolare di
intervento di Santa Sabina da parte di ​Antonio Munoz (Si vede ciò che è autentico da ciò
che è stato ricostruito: Restauro pre-critico)

1. Antirestauro
2. Restauro Stilistico
3. Restauro Filologico-Scientifico

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Roberto Pane e Renato Bonelli ​codificarono la nuova teoria sul restauro critico: Si distruggono tutte
le decorazioni barocche delle chiese medioevali dopo le bombe della seconda guerra mondiale.
● Chiesa di Santa Chiara a Napoli
● Palazzo Abbatellis a Palermo (Intervento di Carlo Scarpa)
● San Niccolò Regale, Mazara del Vallo:​ (Forma della cupola medievale con cupole laterali
reversibili costruite con materiali nuovi tipo policarbonato trasparente)
Intervento di restauro critico:
○ DISTINGUIBILITA’
○ REVERSIBILITA’
○ MINIMO INTERVENTO
● Chiesa di San Salvatore, Sicilia:​ ​Tema della Lacuna​ (Affresco non ripristinato) con
adattamento ad auditorium per musica lirica sacra
● Donjon, Visegrad, Ungheria, Anni 60: ​presentato alla carta di Venezia nel 64 come
reintegrazione dell’ immagine con la differenziazione dei materiali
● Museo archeologico di Agrigento
● Sala delle conferenze del Ministero dei Beni Culturali, Stenditoio di San Michele a
Trastevere​ ​con “ventagli” che si aprivano e chiudevano in base ai posti necessari
● Interventi nella Cappella Sistina, anni 80 di Carlo Pietrangeli​: Tema del dramma
dell’alluvione di Firenze del 60, attenzione alla custodia e alla ​prevenzione​ con restauratori e
maestranze​ specializzate - La lacuna è stata colmata ma si nota la reintegrazione del
pavimento in marmo (​Unità d’immagine a distanza, distinguibilità dell’intervento da vicino​)

BONELLI ED IL CONCETTO DI VERA FORMA


I concetti base del restauro critico sono presenti anche in Renato Bonelli (1911-2004): una figura di
architetto e storico dell’architettura cui va il merito di aver portato avanti rispetto a Roberto Pane una
dialettica ancora più serrata tra atto critico e atto creativo. In alcuni scritti, tra cui Architettura e
Restauro del 1959, e la voce ‘Restauro architettonico’ del 1963, contenuta nell’Enciclopedia
Universale dell’Arte, Bonelli dà all’istanza estetica la preferenza assoluta rispetto a quella storica: al
desiderio di mantenere un atteggiamento di rispetto nei confronti delle aggiunte che l’opera può aver
subito nel tempo, egli oppone la possibilità di modificare lo stato attuale dell’opera per giungere a
quella che chiama la ‘liberazione della vera forma’, cioè lo stato di equilibrio raggiunto dal monumento
anche attraverso fasi diverse, ma tutte armoniche tra loro. Per vera forma quindi Bonelli non intende
la forma originaria, ma la forma compiuta, il cui valore d’arte può giustificare l’eventuale eliminazione
di parti ritenute incongrue. I principi del restauro critico sono stati applicati dopo la guerra anche al
tema della città: se Giovannoni parlava di architettura maggiore (ossia quella monumentale) e minore
(cioè tutto il resto) Pane, facendo appello alla distinzione crociana tra poesia e letteratura, propone
un’analoga distinzione tra architettura ed edilizia. Nel suo scritto intitolato Architettura e letteratura,
Pane 4 sostiene che l’architettura riesce ad essere arte molto raramente; quando non assurge al
valore di arte è, invece, semplicemente edilizia, prodotto del fare umano che trova ragione di essere
nella pratica della vita, nella concretezza delle cose. Per la sua conservazione Pane invoca non tanto
ragioni di ordine estetico e storico - come avviene per l’arte e l’architettura monumentale - quanto
ragioni di ordine psicologico. Il restauro, dunque, può essere motivato non solo da presupposti
intellettuali e culturali, ma anche di ordine psicologico: l’istanza psicologica diviene così
complementare all’istanza estetica e storica.

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PURA CONSERVAZIONE

● Fine anni 70, ambiente toscano e poi milanese (es. Palazzo della Ragione, Padova)
mette in risalto l’importanza di conservare tutte le testimonianze che la storia aveva
lasciato su monumenti ed architetture
1. Loggiato: piano nobile aggiunto in epoca medioevale
2. aggiunte teresiane con linguaggio architettonico differente

Fissato il monumento del degrado; ​dottrina della conservazione di M ​ arco


Dezzi Bardeschi ​(L’Io creativo smisurato è la contraddizione dell’ architetto)
Vedi Amedeo Bellini

● Anni delle manutenzioni spinte (Anni ‘ 90):​ L’isola tiberina


○ Il restauro veniva sponsorizzato per eventi speciali (Mondiali Italia 90) e la
tendenza era quella di applicare una ​manutenzione spinta​ che tende al
ripristino​ (opposto alla pura conservazione) con un ​uso ed abuso​ delle
coloriture (ordine architettonico e specchiatura di fondo non possono essere
della stessa cromia)
○ Antico nuovo di zecca
■ Antica città di Heidelberg
■ Municipio barocco del ‘700 a varsavia, costruzione ultimata nel 2000
● Chiesa di Berlino: ​restauro del rudere e inserzione del nuovo senza definirlo
(restauro critico)
● Cattedrale di San Vito a Praga:​ lavoro sulla ricoloritura
● San Pietro, metà anni ‘80: ​Giuseppe Zander​, architetto capo della fabbrica usa il
masso ​come elemento di storia del passaggio del tempo sul travertino (facciata di
Maderno, si usavano tende color porpora; ​codifica del restauro
critico-conservativo​(coniato a metà anni ‘80)
● Palazzo Altemps, fine anni ‘80: ​Intervento di Brandi
● Mercati di Traiano, anni ‘90:​ Illuminazione notturna nelle aree archeologiche in vista
dei mondiali, restauro come azione preventiva
● Ricostruzione degli edifici ai lati delle ali della Porta di Brandeburgo a Berlino
in forma semplificata

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TEMA DELL’ USO
Archeologia industriale da trasformare in esposizione museale:
● Atene: esempio che si costruisce sull’edilizia, non sull’ architettura
● Caprarola: esempio di conservazione dell’ ambiente
● Lucca: passeggiata sulle mura di cinta
● Ponte di Mostar, Bosnia-Erzegovina: Ricostruito (anastilosi finché si è potuto)
● Montepulciano: Esempio di architettura e ambiente (restauro del verde)

Corrado Ricci (1858 - 1934) ​- Fu il primo sovrintendente ai Monumenti in Italia (Antichità e


belle arti) dopo l’ unità d’ Italia, la prima sovrintendenza fu a Ravenna, città di Ricci e del
ministero
San Vitale a Ravenna​ ​(Bizantina) aggiunte in epoca barocca (da eliminare secondo alcuni);
Alois Riegl (primo grande studioso europeo a rivalutare l’arte barocca) entra in contatto con
Ricci, e lo spinge a mantenere le letture barocche

○ Tutela:
■ Vetrate oscurate con vetri quasi opachi per alimentare la differenza di
luce tra parte bizantina e barocca
■ reintegrazione delle malte
■ controllo acque e coperture

Camillo Boito:​ Redige nel 1883 la carta Italiana del Restauro in 8 punti al quarto congresso
degli architetti e degli ingegneri di Roma

“bisogna fare miracoli per far conservare al monumento il suo vecchio aspetto autentico e
pittoresco”...”le aggiunte necessarie alla conservazione si devono vedere”
1. Differenza tra nuovo ed antico
2. Differenza dei materiali
3. soppressione delle decorazioni (evitare la riproposizione in stile)
4. creare piccoli musei in situ (mostra della storia del restauro)
5. incidere data degli interventi
6. epigrafe descrittiva
7. descrizione fotografica

● 1883: ogni capoluogo aveva la sua soprintendenza


● 1930:
○ rifiorire della ricerca archeologica; riscoperta del valore dell’ antico
○ Congresso di Atene (Munoz, Horta)
● 1931: Carta di Atene: Conflitto tra città moderna ed antica

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● San Nicola in Capo di Bove, primi del ‘900: ​aggiunta di contrafforti per consolidare, intonaci
lasciati cadenti, ghiera delle monofore in materiale diverso
● Terme di Diocleziano, Santa Maria degli Angeli​: ​Uno dei primi adattamenti museali
organizzato da Ricci (Oggi museo nazionale archeologico); coperture, schermatura luce,
allestimenti per favorire la leggibilità dei beni archeologici all’ interno
● Tempio di Cecilia Metella 1910-1911​: A ​ ntiquarium ​degli scavi delle strutture presenti sul
posto. ​Restauro del verde:​inserzione del verde come barriera tra città archeologica e
contemporanea (300 cipressi e 150 pini lungo il tratto della via appia) - separazione tra
monumento e città nascente, ha gli svantaggi di aggressione e infestazione del verde senza
un’accurata manutenzione
● Tomba di Raffaello, Pantheon​ 1911: minimo intervento da parte di Munoz
● Santa Prassede​: Problema delle pavimentazioni (una parte originaria autentica ed altre
reintegrazioni; si musealizza anche lo spazio sacro riaprendo la Cappella del Crocifisso - si
inserisce un lapidario lungo le pareti ​(storia del restauro della chiesa stessa)
● Foro Boario, tempio della fortuna virile:​ ​Intervento di isolamento di Valadier per far leggere
i monumenti
○ Interventi di Munoz 1923-25:
■ Reintegrazione dell’ Immagine
■ differenza dei materiali (conservazione dell’intonaco con graffe metalliche
■ inserzione del cemento armato in architrave (Primo uso del cemento nel 1922
a causa del terremoto della Marsica
■ Stilobate con Laterizi (dove mancava l’elemento in marmo forme
semplificate)
■ putrelle nell’ architrave: prima inserzione di elementi in ferro
● San Giorgio in Velabro, 1923-25
○ Riconfigurazione del soffitto
○ regolamentazione delle quote
● Santa Sabina sull’Aventino​ (costruita su antica domus): Chiesa domenicana, problema alle
finestre: secondo le norme Tridentine alcune finestre chiuse o mascherate da tendaggi per
favorire il raccoglimento
○ Due momenti della storia del restauro:
■ Prima guerra mondiale: Il priore domenicano di origine francese ordina i
lavori, che risentono dell’ intervento di un francese. Le finestre murate si
riaprono per le nuove norme liturgiche, bifore rimosse e riposte nel chiostro
(​Museo in situ Boitiano) ​per avere linearità nel linguaggio. Un allievo di
Viollet-le-Duc propone la ricostruzione dell’ iconostasi bizantina
■ Anni 30: Munoz mette in pratica i concetti di Giovannoni
● Santa Balbina sull’Aventino, anni 30: Munoz​ soprintendente. Affreschi della schola
contorum non continuati, lampade anni 30. ​Mantenute le decorazioni e l’altare barocchi.
Reimpiego per motivi devozionali

INIZIO DELLA TERZA VIA


● Corrado Ricci
● Antonio Munoz
● Gustavo Giovannoni

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INTERVENTI SULLA CITTA’ STORICA

Sventramenti come la Parigi di Hausmann, Corso Vittorio (Casa di Giovannoni abbattuta per
questo) teoria del ​Diradamento​: taglia e cuci (Via dei Coronari con vari slarghi. ​Capire
L’Identità di una città storica.

● Teatro di Marcello:​ ​Cornice del primo livello coperto dalla sede stradale, secondo
livello coperto da abitazioni abusive, terzo livello con inserzione cinquecentesca del
Palazzo Orsini fatta da Baldassarre Peruzzi - Anni ‘20: Via del Mare che serviva per
isolamento ma anche per la viabilità da Piazza Venezia ad Ostia
● Chiesa San Nicola in Carcere: ​oggi è isolata (Facciata del vignola), durante i lavori
ci sono stati rinvenimenti storici di altri monumenti
● Santa Rita:
○ Giovannoni - Proteggere le chiese
○ Piacentini - Sacrificare le chiese
■ Anni del PRG 1931: Smontare i pezzi, numerarli, metterli in una zona
di Testaccio vicino al convento di Santa Francesca romana
(Ricostruzione in altra zona)

Temi di quel periodo:


1. Aree Archeologiche
2. rispetto dell’autenticità del sito
3. anastilosi
4. ricostruzione
5. inserzione del verde (Verde, viabilità, monumento - Es. Colle Oppio dalla Domus
Aurea)

● Circo Massimo: ​area industriale fine ‘800


● Casina dei Vallati: Portico di Ottavia
● Colle Capitolino: Isolamento del Campidoglio visto da via della Conciliazione (Idea
considerata anche per la rupe di Orvieto che sta per franare

“Il Verde deve essere posto solo come filtro tra monumento e viabilità della città moderna”

● Progetto per la sistemazione di Piazza Navona e Fontana di trevi​ di Brasini e


Piacentini
● Tabularium prima della riapertura dei fornici verso i fori;​ Collegamento per i
musei capitolini​ (Percorso archeologico)
● Piazza del Campidoglio:​ pavimentazione e basamento di Michelangelo - Copia
della statua di Marco Aurelio realizzata negli anni 40 da Munoz (Ultimi lavori a Roma)
sui disegni di Michelangelo
● Tempio di Venere e Roma:​ Rocchi di colonne e scavi fermi per decenni, studio della
ricomposizione​ di coni per i fusi di colonna per permettere ​l’ anastilosi e ricostruzione
dell’ immagine​, disegno del verde (parco pubblico per una libera fruizione delle aree
archeologiche) per restituire il colonnato

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● Mercati di Traiano:​ sacrificate le opere ritenute meno valide e rilevanti, ad oggi si
sarebbero mantenute tutte le stratificazioni come testimonianze storiche minori,
collegamento dei sotterranei tra le aree archeologiche
● Torre dei Conti: ​Torre medioevale prima adibita ad ufficio, adesso a museo
● Mausoleo di Augusto: ​Fino al 1938 era l’unico auditorium di Roma, durante il
rinascimento c’era un giardino che non è stato lasciato
● Apollo Soriano, vicino il teatro di Marcello:
○ Restauro Pre-Critico
■ TDM - Anastilosi
■ Cerchiature metalliche per consolidare
■ materiali differenti accostati
● Portico degli Dei Consenti:​ Capitello in forme semplificate fatte negli anni ‘40 (base
del restauro)

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Restauro in Spagna
1880
● Basilica de San Vicente, Avila:​ Dibattito sull’unità di stile, che va rispettata come patina di
storia
● Palazzo dei conservatori, Campidoglio:​ borse reali per giovani spagnoli all’ accademia
Reale di San Fernando
● Colonne di Barcellona, 1786:​ Piantare verde dove ci sono rocchi di colonne o mancanze
● Monumenti arabi: ​L’ alhambra de Granada, apertura a 4 penne
● Academia di San Fernando: ​idealizzazione accademica del disegno (1830 ca.)
● Cattedrale di Leon: ​Primo monumento dichiarato in Spagna come nazionale - Laterizio
coperto da intonaco nelle volte
1870
● Cambio di teoria nella ​cattedrale di Leon ​di Materazo come Viollet-le-Duc

❖ Minima distruzione:
➢ -idea della forma
➢ -idea del sistema costruttivo storico
■ = la forma è risultato del sistema costruttivo
❖ Studio della sezione di ogni pilastro per consolidarlo
❖ interesse per i dintorni (distrutti per creare isolamento) da salvare

● Cattedrale di Siviglia: ​Elementi di metallo compatibile per consolidamento non accettati


perché si preferisce la ricostruzione
● Cattedrale di Barcellona: ​Concorso fine 800 con studio dell’interno della piazza

1890: Terza Via


-No ai falsi storici
-Rispetto per le preesistenze

● Monastero: si usano due pezzi particolari industriali per regolarizzare la struttura


● Basilica di San Vicente, Avila: conglomerato cementizio per consolidamento (Vedi la
ricostruzione come nella cattedrale di Siviglia)
1906: Conferenza di Madrid
Il restauro deve essere in stile con i materiali ed immagine → ​retrocessione nel tempo
Figure chiave:
● Il Marchese di Beramelan ​fu nominato commissario dell’Alhambra, non era architetto ma
aveva le stesse idee di Munoz → consolidamento senza riprodurre nulla (conservaciòn)
● Antonio Gonzalez: ​continuità
● Torres Valvas:​ Conservare non restaurare, non rifare
1960
● Torre a Salamanca: ​intervento reversibile
● Bamba: Chiesa antica con portico del 700
● Chiesa in Catalogna di Moreno Navarro: Musealizzazione con percorsi per vedere le
coperture
Restauro semplificato di inizio 800
Terza via: Vicino al ​Restauro Critico ​ (a volte messo in crisi poiché poco redditizio)
Tema dell’ambiente: distruzione di Segunto ovvero il grande errore della cultura
Italo-Spagnola

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PASSAGGIO DI VALORI DA RIEGL A CESARE BRANDI
Il restauro moderno nasce verso la fine dell’ 800 con i concetti di​ storia e storicità
❖ Viollet Le Duc:​ ​Forma
❖ Conservazione inglese:​ ​spirito della materia
❖ Terza Via: Conservatori generali: ​L’Europa è dominata da Francia, Inghilterra e l’
Impero Austro-Ungarico, nasce la scuola di Vienna (Wegner, Loos) e nel 1848 a
Vienna viene fondato l’ ufficio centrale per lo studio e la tutela del patrimonio

1903: Culto dei monumenti:


Pubblicazione in Tedesco (1970 tradotto in Italiano) dove si indica la riproposizione degli stili
del passato
❖ Riegl divide i monumenti in:
➢ Intenzionale: segno di memoria
➢ Non Intenzionale: monumento storico ed artistico

❖ Valore di Memoria:​ Valore storico e commemorativo in conflitto con:


❖ Valore Contemporaneo:​ Valore di uso, artistico, di novità
❖ Valore Dell’ Età:​ E’ il più recente di tutti i valori elencati
Storicità di ogni fase della storia -​ ogni periodo ha i suoi valori

1913: Breviario di Estetica di Benedetto Croce


❖ Valore dell’ antico:​ Si rivela a prima vista, presenta imperfezioni, mancanze,
tendenza al degrado
❖ Valore storico:​ sviluppo della creatività e dell’espressione umana
Tutela:​ punto di dialogo tra conservazione ed innovazione

➢ Chiesa di santo stefano, Vienna: aggiunta di Schmidt, si voleva demolire ma Riegl si


oppose perché era importante conservare tutti i valori.
➢ Chiesa goticizzata in facciata a Trento da parte di pietro selvatico
➢ Barbacane di Cracovia: mondo rivisto in ottica medioevale ma studiato
➢ Cattedrale di Gemona in Friuli
➢ Aquileia: Primi interventi di conservazione dovuti a Riegl; pensare di non intonacare
significa già intervenire, 20 anni fa si è realizzata una passerella trasparente per non
calpestare le decorazioni.
➢ Castello del Buonconsiglio, Trento → stratigrafia storica
➢ Duomo di Wawel, Cracovia: grosso palinsesto architettonico (romanico, barocco.
Probabilmente la seconda chiesa più importante in Europa dopo San Pietro. Progetto
di distruzione per tornare alla forma medievale, compromesso gotico
➢ Interno della cappella di Santa Croce
➢ Duomo di trento

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CESARE BRANDI
Nasce come storico dell’ arte per poi evolversi in teorico del restauro. Nel 1963 pubblica “Teoria del
Restauro” che è una sintesi del suo pensiero. ​Il volume nasce dal lavoro svolto dall'autore all'​Istituto
Centrale del Restauro​, fondato nel ​1939​, ed è una raccolta organica delle lezioni e degli scritti di
Brandi in quell'epoca, in cui sottolinea i criteri che ne hanno ispirato l'attività e i risultati.
Ne risulta così un'opera di notevole importanza, la cui funzione è stata peraltro riconosciuta dalla
Carta del Restauro del 1972​, che si ispira fedelmente al volume in questione. E’ divisa in otto capitoli:

1. Il concetto di restauro;
2. La materia dell'opera d'arte;
3. L'unità potenziale dell'opera d'arte;
4. Il tempo riguardo all'opera d'arte e al restauro;
5. Il restauro secondo l'istanza della storicità;
6. Il restauro secondo l'istanza estetica;
7. Lo spazio dell'opera d'arte;
8. Il restauro preventivo.
“I​ l restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte nella sua consistenza
fisica e nella duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione nel futuro”

Il riconoscimento di un'opera d'​arte​ in quanto tale è il punto su cui verte tutto, in mancanza di questo
riconoscimento, effettuato tramite processi mentali preconcettuali insiti nell'animo umano, non si può parlare di
intervento di restauro in quanto tale, ma solo di possibile ripristino della piena funzionalità di un oggetto. L'opera
d'arte è universale indipendentemente dal ​tempo​ e dalle mode in cui è stata creata.
➢ Istanza estetica
➢ Istanza storica
Si restaura solo la ​materia​, l’obiettivo è il ristabilimento dell​’​unità potenziale​ senza cancellare ogni traccia del
passare del tempo​, si restaurano tutte le fasi storiche senza privilegiarne una o l’altra. Si restaura anche
l’ambiente ed il contesto​.
Il restauro preventivo:​ ​lascito dell’ alluvione di Firenze del 60 atto a proteggere preventivamente i monumenti.

REINTEGRAZIONE DELL’ IMMAGINE


Con la reintegrazione riconoscibile a distanza ravvicinata (la figuratività del frammento) + la lacuna (interruzione
del tessuto figurativo intervenendo sottotono con orli, bordi, tratteggi e negativi su superfici murarie e colori.
L’obiettivo è LEGGERE NON CANCELLARE.

LE FASI DELL’INTERVENTO DI RESTAURO


1. Creazione
2. Tempo di trasmissione
3. Tempo attuale→ è l’ unico in cui si può intervenire altrimenti è un falso storico

PATINA
Il ristabilimento dell’unità potenziale - da non confondere con lo sporco. ​“E’ l’impalpabile sordina posta dal tempo
all’ invadente novità della materia” ​.

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Carta di Venezia del 64
● Articolo 1: L​ a nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata
quanto l’ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di
un’evoluzione significativa o di un avvenimento storico.​ Questa nozione si applica non solo alle
grandi opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato
culturale.
● ​ a conservazione e il restauro dei monumenti costituiscono una disciplina che si vale di
Articolo 2: L
tutte le scienze e di tutte le tecniche c​ he possano contribuire allo studio e alla salvaguardia del
patrimonio monumentale.
​ copo
S
● Articolo 3:​ La conservazione e il restauro dei monumenti mirano a salvaguardare tanto l’opera d’arte
che la testimonianza storica.
Conservazione
● Articolo 4: L ​ a conservazione dei monumenti impone innanzitutto una manutenzione sistematica.
● Articolo 5: L ​ a conservazione dei monumenti è sempre favorita dalla loro utilizzazione in funzioni utili
alla società:​ una tale destinazione è augurabile ma non deve alterare la distribuzione e l’aspetto
dell’edificio. Gli adattamenti pretesi dall’evoluzione degli usi e dei costumi devono dunque essere
contenuti entro questi limiti.
● Articolo 6: L ​ a conservazione di un monumento implica quella delle sue condizioni ambientali. Quando
sussista un ambiente tradizionale, questo sarà conservato;​ verrà inoltre messa al bando qualsiasi
nuova costruzione, distruzione e utilizzazione che possa alterare i rapporti di volumi e colori.
● Articolo 7:​ Il monumento non può essere separato dalla storia della quale è testimone, né
dall’ambiente dove esso si trova. ​Lo spostamento di una parte e di tutto il monumento non può quindi
essere tollerato che quando la salvaguardia di un monumento lo esiga o quando ciò sia giustificato
da cause di notevole interesse nazionale o internazionale.
● Articolo 8: G ​ li elementi di scultura, di pittura o di decorazione che sono parte integrante del
monumento non possono essere separati da esso c​ he quando questo sia l’unico modo atto ad
assicurare la loro conservazione.
Restauro
● Articolo 9: I​ l restauro è un processo che deve mantenere carattere eccezionale. Il suo scopo è di
conservare e di rilevare i valori formali e storici del monumento e si fonda sul rispetto della sostanza
antica e delle documentazioni autentiche. ​Il restauro deve fermarsi dove ha inizio l’ipotesi: qualsiasi
lavoro di completamento, riconosciuto indispensabile per ragioni estetiche e teoriche, deve
distinguersi dalla progettazione architettonica e dovrà recare il segno della nostra epoca. Il restauro
sarà sempre preceduto e accompagnato da uno studio archeologico e storico del monumento.
● Articolo 10:​ Quando le tecniche tradizionali si rivelino inadeguate, il consolidamento di un monumento
può essere assicurato mediante l’ausilio di tutti i più moderni mezzi di struttura e di conservazione, la
cui efficienza sia stata dimostrata da dati scientifici e sia garantita dall’esperienza.
● Articolo 11:​ Nel restauro di un monumento devono essere rispettati i contributi validi nella costruzione
di un monumento, a qualunque epoca appartengano, in quanto l’unità stilistica non è lo scopo di un
restauro.​ 2 Quando in un edificio si presentano parecchie strutture sovrapposte, la liberazione di una
struttura inferiore non si giustifica che eccezionalmente, e a condizione che gli elementi rimossi siano
di scarso interesse, che la composizione architettonica rimessa in luce costituisca una testimonianza
di grande valore storico, archeologico o estetico, e che il suo stato di conservazione sia ritenuto
sufficiente. Il giudizio sul valore degli elementi in questione e la decisione sulle eliminazioni da
eseguirsi non possono dipendere dal solo autore del progetto. Articolo 12: Gli elementi destinati a
sostituire le parti mancanti devono integrarsi armoniosamente all’insieme, distinguendosi tuttavia
dalle parti originali, affinché il restauro non falsifichi il monumento, sia nel suo aspetto artistico, sia nel
suo assetto storico.
● Articolo 13: L ​ e aggiunte non possono essere tollerate se non rispettano tutte le parti interessanti
dell’edificio, il suo ambiente tradizionale, l’equilibrio del suo complesso di rapporti con l’ambiente
circostante.

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Ambienti monumentali
● Articolo 14: G ​ li ambienti monumentali devono essere oggetto di speciali cure, al fine di salvaguardare
la loro integrità e assicurare il loro risanamento, la loro utilizzazione e valorizzazione.​ I lavori di
conservazione e di restauro che vi sono eseguiti devono ispirarsi ai princìpi enunciati negli articoli
precedenti.
Scavi
● Articolo 15: I​ lavori di scavo devono essere eseguiti conformemente a norme scientifiche e alla
“Raccomandazione che definisce i princìpi internazionali da applicare in materia di scavi
archeologici”, adottata dall’UNESCO nel 1956.​ Saranno assicurate l’utilizzazione delle rovine e le
misure necessarie alla conservazione e alla stabile protezione delle opere architettoniche e degli
oggetti rinvenuti. Verranno inoltre prese tutte le iniziative che possano facilitare la comprensione del
monumento messo in luce, senza mai snaturarne i significati. È da escludersi “a priori” qualsiasi
lavoro di ricostruzione, mentre è da considerarsi solo l’anastilosi, cioè la ricomposizione di parti
esistenti ma smembrate. Gli elementi di ricomposizione dovranno sempre essere riconoscibili e
rappresenteranno il minimo necessario per assicurare le condizioni di conservazione del monumento
e ristabilire la continuità delle sue forme.
Documentazione e pubblicazione
● Articolo 16:​ I lavori di conservazione, di restauro e di scavo saranno sempre accompagnati da una
documentazione precisa con relazioni analitiche e critiche, illustrate da disegni e da fotografie.​ Tutte
le fasi dei lavori di liberazione, di consolidamento, di ricomposizione e di integrazione, come gli
elementi tecnici e formali identificati nel corso dei lavori, vi saranno inclusi. Questa documentazione
sarà depositata negli archivi di un ente pubblico e verrà messa a disposizione degli studiosi: è
raccomandata la sua pubblicazione.

Carta Italiana del 72


Lo Stato italiano nel 1972, emanava il testo della Carta italiana del restauro, con una
relazione introduttiva e quattro allegati concernenti l’esecuzione di restauri archeologici,
architettonici, pittorici e scultorei oltre che la tutela dei centri storici.
Prevedeva in sostanza 4 allegati:
1. per la salvaguardia ed il ripristino di:antichità
2. condotta dei restauri architettonici
3. restauri pittorici e scultorei
4. intervento nei centri storici

Altri documenti ufficiali:


➢ Carta Europea del Patrimonio
➢ Dichiarazione di Amsterdam del 75
➢ Convenzione di Granada
➢ Washington 85
➢ Documento sull’ autenticità del 94 (ultimo documento ufficiale)

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Brandi ​parla di una struttura​ ritmica del tempo dell'opera d'arte dividendola in tre momenti:

● la durata, il tempo del concepimento e creazione dell'opera d'arte;


● l'intervallo, periodo tra la creazione e il riconoscimento dell'opera d'arte in quanto tale;
● l'attimo, il momento di folgorazione della ​coscienza​ nel riconoscimento dell'opera d'arte.
L'opera d'arte può essere restaurata secondo l'istanza della storicità o secondo l'istanza estetica, sarà la
coscienza a giustificare quale strada scegliere. Brandi cita come oggetto il “rudero”, ossia una vestigia che ha
perso gran parte del suo aspetto e rimane come materia, come documento storico. In questo caso non è che
applicabile la sola operazione del consolidamento e conservazione. Le aggiunte effettuate nel corso dei secoli
vanno mantenute in quanto testimonianza di civiltà di un dato periodo storico. Altro problema è la conservazione
della patina in quanto bisognerà capire fino a che punto essa prevale sulla struttura e sulla forma della materia,
perché essa è come “una sordina” che attutisce il senso dell'immagine, e decidere quindi il grado di tolleranza su
cui si può intervenire. Non va completamente rimossa perché cancellerebbe il trascorrere del tempo sull'opera.
In ogni caso non è accettata la copia, falso storico in quanto un tentativo di modificazione arbitrario del tempo.

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IL RESTAURO ARCHEOLOGICO
Prevede il garantire sempre l’ autenticità del sito che si è trovato, quindi nessun ripristino
imitativo.

➢ Vulnerabilità
➢ Prevedibilità
➢ Rischio dei siti archeologici
Attenzione al frammento, di conseguenza ogni singolo pezzo va inventariato, leggere i
materiali, poi i giunti e le forme costruttive. Secondo:
-Pane e Bonelli dare una lettura prevalentemente ESTETICA
-Brandi a volte dare una lettura prevalentemente STORICA

Differenti tipologie di preesistenze archeologiche


➢ Singolo
➢ Archeologico
➢ evento traumatico che fa riscoprire preesistenze
La Carta del 78 spiega l’importanza di creare PARCHI (​Archeologia subacquea; la prima
soprintendenza risale a pochi anni fa)​.

● Restaurare subito le cortine murarie


● Inserzioni non devono avere carattere cromatico e materico diverso (di forte
contrasto)
● Ambientamento senza far prevalere eccessivamente il monumento
Archeologia preventiva: L’impatto che potranno avere le nuove infrastrutture (Es. Metro C)

Scavi di Emergenza
● Capitolium di brescia: ​Intervento più spinto, eccesso nella distinzione del materiale (rosso)
● Anni 50: ​Si lavorava molto sul patrimonio archeologico (Teatri ed Anfiteatri¹ diffusi nel bacino
mediterraneo) [¹ ​Intervento di Franco Minissi secondo il manifesto del restauro archeologico
tramite Perspex (Policarbonato), un materiale molto reversibile e distinguibile, che presenta
come unico problema l’ ingiallimento.]
● Villa del Casale di Piazza Armerina: ​(Museo in Situ): Circa 3000mq di pavimentazione
musiva. Si procede con l’idea di fare protesione per ricostruire l’Immagine della villa con
un’inserzione in perspex e vetro per la copertura, sui frangisole e sulle passerelle
sopraelevate sul pavimento musivo. Copertura delle vetrate distrutta per motivi climatici.
● Tempio Etrusco a Veio:​ (parco archeologico): tempio originale costituito da un basamento
con una piccola parte dell’alzato. La ricostruzione con un reticolato metallico che copre tutta
la sagoma del tempio, e poi particolari come il frontone disegnato e colorato come in origine
● Teatro di Marcello: Problema delle puliture
● Passerella dei mercati Traianei
● Domus dell’ Ortaglia: ​Campo di rovine, con errori nell’ esposizione museale ovvero capitelli
esposti ad 1 m di altezza

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LESSICO UNINORMAL
Codificato a fine anni 70/inizio 80 dall’Istituto Centrale del Restauro e CNR e sperimentati già da metà
anni 80.

● Deposito Superficiale
si può pulire facilmente
● Crosta
Diversi cm, dovuta a smog e gas di scarico
● Erosione
Asportazione del materiale tramite abrasione, corrosione, cause chimiche, biologiche e
antropiche
● Alveolizzazione
alveoli spesso interconnessi
● Pitting
Deformazione puntiforme
● Polverizzazione
Caduta della finitura di 2-3cm
● Efflorescenza
Si manifesta dove c’è umidità con presenza di micro vegetazione. Dipende da clima,
esposizione ed escursione termica
● Presenza di Vegetazione
Valutare il tipo di piante (non deve produrre stress alla struttura)
● Rigonfiamento
tipico delle finiture di intonaci
● Esfoliazione
uno o più strati che si staccano
● Distacco
● Lacuna/mancanza
definita da Brandi
● Patina
● Deformazione
che colpisce le lastre marmoree
● Fessurazione o Fratturazione
La prima superficiale, la seconda profonda, possono avere lesioni semplici o composte

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Umidità

A. Traspirazione del materiale


(Pietra, laterizio)
B. Risalita (Raggiunge la parte
senza rivestimento; es. Marmo,
intonaci)
C. Rivestimento interno su
entrambi i lati della muratura

1. L’acqua sale fino ad un certo livello (50cm circa) a causa della traspirazione del materiale
2. Quando c’è un rivestimento interno che impedisce l’ uscita dell’ acqua e sale maggiormente
lungo la struttura, quindi l’ acqua tenta di fuoriuscire finché non trova un punto traspirante.
3. E’ la più facile da rilevare

● Capillarità
Dal suolo l’ umidità sale in base alla traspirazione del materiale
● Condensa
Non funzionano bene infissi e coperture, provocando gocce d’ acqua e umido sulla parete
● Infiltrazione

Infiltrazioni

1. Se la tegola si rompe o viene


disconnessa dalla trama a causa es. del
vento si crea un’infiltrazione diretta che
danneggia es. le travi
2. Infiltrazione nell’ attacco delle travi
3. Infisso rotto che crea l’infiltrazione
diretta dell’ acqua
4. Mancanza di malta o dove cade
l’intonaco
5. Una soglia di un’ infisso è
spezzata
6. Ristagno dell’ acqua

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ELETTROSMOSI ​(Battistero di San Giovanni in Laterano)
Funzionamento: Inversione del potenziale elettrico esistente, in presenza di acqua tra
muratura e terreno, che rende negativo il terreno e positivo il muro. E’ possibile invertire il
flusso d’acqua per ricondurlo dal muro al terreno. L’ inversione di polarità si ottiene
applicando ai manufatti un circuito elettrico alimentato da corrente continua che collega
muro con terreno circostante.

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Intervento di Bonifica: Fori lasciati liberi per
areazione, fori con iniezione di resina
Sbarramento orizzontale

ridurre la sezione muraria dove possibile,


lavorare nella parte bassa per ridurre
trasmissione e alleggerire la tensione del
muro con archi

sottocantiere 1 e 2
inserimento lastre isolanti

Vespaio alto anche 1m (ispezionabile),


pozzetto di ispezione, si può costruire
intorno al perimetro, è un intervento molto
efface usato anche nelle Terme di
Caracalla e utilizzabile per ville in
campagna. Pezzame più sottile man mano
che si sale

Intervento sul pavimento (riscaldante) se non si hanno pavimenti cosmateschi o altro di


rilevante, pedane in legno come isolante (nei monasteri medioevali)

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DISSESTI NELLE STRUTTURE
Difetti:
➢ Degrado
➢ Dissesto

Quadro fessurativo:​ lettura meccanica delle murature storiche


Legamento:​ Cordolo richiesto dalle normative attuali, usato anche da Leon Battista alberti
➢ Graffe Metalliche (usate sin dai templi greci)
➢ Malte
Resistenza: limite per attrito, dipende dall’altezza della struttura

Rondelet - “Trattato teorico e pratico sull’arte del costruire” “​Le pietre … tendono a disseccare il muro
assorbendo l’umidità … anche la malta si dissocia e diventa polvere, causando il crollo del muro​”

Forza del ribaltamento:​ dipende da peso, spessore, altezza (rapporti di Vitruvio) es. un muro isolato
è molto debole

Lesione:​ Semplice, Composta, Passante

● Ponti di servizio
● Ponti di sicurezza
● Puntellature

Legno di abete è il più resistente per i vecchi ponteggi (prima erano in legno, ora metalliche)

Puntelli​: travi poste verticalmente o inclinate, non vanno mai poste in corrispondenza della lesione
ma in zone sicure intorno ad esse, devono lavorare solo a sforzo normale.

Fondazioni: ​parte di struttura portante che trasmette i carichi al terreno - quelle in muratura sono
dirette o continue

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A. Cedimento laterale
B. Cedimento centrale (si lavora sulle sottofondazioni)

Sottofondazioni:​ pali e micropali per continuare l’intervento sul terreno

Cause:
1. eccessivi carichi trasmessi dalla fondazione al terreno
2. variazione di carico in adiacenze (es. scavi impropri
3. variazioni di livello della falda freatica
4. variazioni del suolo a causa delle vibrazioni
5. erosione dei materiali
6. errati interventi fatti nei piani fondali dei palazzi

1) Intervento costoso ed
obsoleto, sottomurazione di
mattoni pieni e malta
cementizia, sottomurazioni in
cemento armato,
allargamento alla base
fondale con cordoli laterali
2) Tecnica “cuci e scuci”

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Se non si può lavorare per ​SOTTOFONDAZIONE si usano i ​MICROPALI - Perforando la base
fondale e terreno al fine di iniettare il bulbo cementizio armato con barre di acciaio, atte a trasferire i
carichi della costruzione agli strati di terreno sottostanti. Hanno un diametro ridotto (10-25cm) e la
possibilità di dare ai pali qualsiasi inclinazione consente di allargare la zona di influenza della
fondazione.

CARICO DI ROTTURA:​ resistenza del materiale


LESIONI:​ Aperture parallele alla linea di sezione del cubetto (catene ortogonali, cordoli)
➢ Schiacciamento
○ insufficienza della sezione trasversale del muro
○ difetto progettuale (Es. malta)
○ riduzione della sezione
○ difetto di collegamento trasversale
○ aumento del carico per sopraelevazione del costruito
○ cambiamento di destinazione d’ uso
○ cedimento strutture di fondazione
○ costituzione di elementi strutturali (es. Volte)
➢ Trazione:​ sollecitazione di pressoflessione
➢ Carico di punta:​ grado di snellezza eccessivo

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Capichiave​: Piccoli tiranti in varie forme, anche gotiche. E’ un sistema idoneo per il problema di
trattare un elemento metallico. Oggi si possono usare sistemi in vetroresina (anche fibre aranitiche
per Assisi, prima il titanio era troppo dispendioso).
Si inserisce il tirante nel solaio (con i capichiave che fuoriescono) annegandoli nella muratura, è
possibile inserire anche catene.
I ​fori dei tiranti hanno dimensioni max di pochi cm​, si dispongono a distanze regolari e non nelle
intersezioni.

Si usano 3 sistemi:
● Tiranti
● Iniezioni armate
● Iniezioni in miscela

Diagnosi non invasive: Termografia

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1. Volte e capriate - ​Diffusore in legno o
pietra per le travi​ che iniziano a cedere
L’attacco deve essere elastico e non
eccessivamente rigido, se il problema
dipende solo dall’ umidità si può
controllare facilmente. In passato si
sostituivano direttamente gli elementi
strutturali

2. Trave di legno con ferro piatto​ fissato


da rondelle e bulloni

3. Trave in acciaio IPE imbullonata

4. Diffusore più trave

5. Staffe più rete elettrosaldata: ​è una


soluzione usata dopo i terremoti degli
anni 60; è molto invasiva e non va usata
con le preesistenze storiche

6. La parte degradata della trave si


sostituisce con ​barre in vetroresina

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ADATTAMENTO ED USO COMPATIBILE

Museografo, architetto e museologo devono lavorare insieme

“La conservazione è sempre favorita dall’uso compatibile ma senza alterare le disposizioni del
patrimonio originario” - Art.5 Carta di Venezia

Musealizzazione in situ​, Villa del Casale di Piazza Armerina. Museo Nazionale Archeologico di
Agrigento (Parco archeologico, architettura moderna integrata con la preesistenza, percorso museale
lungo la valle dei templi.
Telamone: ​caduto a causa di un terremoto, si decide di portare l’originale in una sala e lasciarlo in
piedi lasciando una copia all’ esterno.
Musei archeologici dovrebbero avere sempre delle aree di espansione e piccole strutture in ​perspex
(policarbonato) che permettono di leggere senza nascondere
Museo etrusco di Villa Giulia:​ Passerella rialzata che permetteva di vedere dettagli posti più in alto
della parete.
Torre medioevale in Ungheria (​1h da Budapest): Carro romano ricostruito con perspex partendo dai
profilati in acciaio originari.

San Michele - Roma Trastevere: ​Ventagli che si aprono se serve più spazio o si chiudono (ambiente
flessibile), intervento di Minissi.
Lo stato italiano propone la valorizzazione dei monumenti, ma cosa c’è da valorizzare nel Pantheon o
nel Colosseo? Non serve valorizzare ma la manutenzione, o per allestimenti e mostre temporanee.

Museologia:​ Viene definita scienza applicata (scienza del museo) che studia la conservazione,
l’educazione e l’organizzazione di questo (teoria e funzionamento del museo)
Museografia: ​studia l’aspetto tecnico del museo (intervallazione delle conservazioni, architettura dell’
edificio, aspetti amministrativi)

ADATTAMENTO E MUSEOGRAFIA
Meglio realizzare un nuovo museo che continuare a fare ampliamenti sconsiderati.
● Palazzo di Cerveteri, ​destinato a museo in situ
● Residenza dei Papi di Avignone​, esposizione di elementi delicati tipo arazzi che se esposti
alla luce perdono colore (specie il blu).
● Santa Maria del Fiore​, fine anni 80: Ritrovamento del nucleo più antico di Santa Reparata
● Palazzo della Pilotta​, Parma, residenza dei duchi
● Archeologia industriale​: edificio svuotato (lasciate solo due file parallele di muri e
trasformato in Auditorium Paganini) non ci sono richiami all’ archeologia industriale
● Aquileia​: pavimento riscoperto ad una quota sottostante
● Museo delle arti e dei Mestieri, Francia: ex chiesa fino alla rivoluzione francese: Museo dove
si fa tratta la storia dell’ automobile
● Musei tedeschi con particolare attenzione ai più giovani (percorsi e spazi)
● Antica Ara Pacis, 1938: estratta dal terreno con congelamento del terreno per estrarre i
frammenti di marmo poi ricostruiti. Involucro di vetro che permetteva di vedere l’ interno

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● Statua di Marco aurelio all’interno dell’esedra dei Musei Capitolini realizzata per il giubileo
2000, uso del perspex per dare l’idea ricostruttiva (tempio, statua)
● Centrale Montemartini:​ prima centrale elettrica di Roma, mantenimento di sala caldaie e
sala macchine come funzioni tipiche - dialogo tra beni culturali di fine 800 (archeologia
industriale) e classici (provenienti dai musei capitolini).
● Museo di santa Maria della Scala nell’antico Ospedale di Siena​: Concorso internazionale
vinto da Guido Canali (progettista della Pilotta a Parma)

Restauro del Moderno


● Museo del Prado:​ Ampliamento voluto da Foster
● Maison Carrè di Nimes + mediateca​: Carrè d’ Art di Foster
● Berlino, ricostruzione del Castello di Federico II​ al confine del muro
● Edificio del Parlamento Tedesco (Reichstag)​ (cupola vetrata) di Foster
● Museo “un Quarter” di Vienna​: nuovi blocchi inseriti nelle scuderie

Lezione Prof. Dezzi Bardeschi

“il restauratore si limiti solo a fare il suo mestiere”


“l’obiettivo del restauro è la permanenza nel tempo”
“conservare non restaurare - Come nella scuola tedesca e Boito)

1. il restauro è conservare (uso compatibile, no consumo)


2. Si conserva l’immagine, non la materia (se l’opera non è d’arte allora non si conserva), il
restauratore deve salvare la sostanza, non la materia (Carta di venezia)
3. L’autenticità è un’ invariante: la cultura moderna deriva da “Learning from Las Vegas di
Venturi)

Scuola di Bologna, Roma e Firenze:​ Il soprintendente Poggi a fine anni 30 istituì un laboratorio di
conservazione dell’ opera d’ arte agli Uffizi, si sperimentò come mantenere l’autenticità del
documento-monumento nel tempo

La carta di Venezia non è così oggettiva, in ogni traduzione ci sono significati che indicano diverse
versioni in base alla cultura

Rione Terra, Campi Flegrei- ​ Terremoto come scusante per allontanare gli abitanti: Oggi quartiere
disabitato con il Tempio di giove ed il Tempio Augusteo oggi trasformato in chiesa. L’ effetto dell’
incendio ha distrutto la copertura ed il terremoto ha portato in luce una colonna. L’incarico fu affidato a
De Felice, il percorso museale è criptico ed è recuperato dai ritrovamenti degli archeologi al piano più
basso.
I tagli di luce sono utilizzati come memoria storica e si può notare un frammento di colonna disegnata
sul vetro d’ ingresso ed in pianta. Particolare il leggio a forma di Aquila, simbolo religioso vescovile.

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INTERVENTI SUI CENTRI STORICI
Due posizioni estreme:
1. Sventramenti (Hausmann)
2. Il Ring di Vienna

● Diradamento di Giovannoni
● Centro Storico VS Centro Antico (Il centro antico è il nucleo iniziale, originario)
Trasmettere al futuro Qualità (valori e memoria): Riconoscere l’identità di un ambiente storicizzato
-1912: Legge di tutela in Germania recepita poi da Giovannoni
-1913: Wojack
-1931: Carta di Atene (Art. 7 per i centri storici)
-1964: Carta di Venezia
Cos’ è un centro storico?
Bene culturale ma non solo, è un bene economico per alcuni (fine anni 60-70) quindi si procedette
con il reinserimento di attività tradizionali storiche. E’ anche un bene sociale, tutti vivono nei centri
storici e si mantiene la presenza di certe maestranze)
Oggi il CS si è omogeneizzato, anche a causa della globalizzazione
● Il recupero dei centri storici: è una legge riferita al piano decennale per l’edilizia 1978
(Equivoco sul termine recupero, che è solo per l’ edilizia ma non per i beni architettonici)
● Carta del Restauro 1972: allegato per i centri storici (insediamenti umani) per mantenere le
testimonianze storiche e valorizzare le spiccate caratteristiche architettoniche
Risanamento Conservativo: Equivoco, dato che il risanamento è per forza conservativo
Dichiarazione di Amsterdam 1975: Capitale spirituale, sociale ed economica, si parla di
Conservazione Integrata del tessuto sociale, edilizio con i mestieri tradizionali

Centro storico tedesco


● Coloriture facciate fatte autonomamente dai proprietari
● Traffico (oggi sempre più diffusi sistemi di pedonalizzazione)
Cambiamento degli stili di vita: Gli sventramenti nei piani cantinati dei palazzi provocano anche
problemi statici

Il ring di Vienna prevede la città medioevale antica all’ interno dell’ anello e la città contemporanea
fuori di esso
Stazioni Ferroviarie: Elemento dirompente, ad esempio l’antica stazione Termini distrutta per la
necessità della vita odierna
Distruggere e ricostruire: Mancava la volontà di trovare compromessi con le necessità odierne.
Largo Argentina: è rimasto il vuoto per far emergere i resti archeologici ma sono state cancellate
chiese ed un quartiere abitato, presenta una disconnessione con la città (problema delle coloriture
delle facciate)

● Francoforte: Centro storico completamente ricostruito


● Firenze, di fronte Palazzo Vecchio: Problema della pavimentazione storica
● Bruxelles: prima casa di Victor Horta
● Fiandre: Sventramento dei piani terra
● Parking Palace: Edifici destinati a parcheggi ad Amsterdam
● Istituto del mondo arabo di Jean Nouvelle a Parigi
● Fontana della Primavera a Parigi, ispirata a Stravinsky

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● Stephen Platz a Vienna: Ingresso ed uscita in una piana (parcheggio sotterraneo) per liberarla dallo spazio dei
parcheggi

COMPATIBILITA’ DI INTERVENTO NELLE CHIESE

ADEGUAMENTO LITURGICO
Con la nascita del Restauro modernamente inteso, si giunge con le norme degli anni 50 e 60
Restauro critico: ​elementi dovevano comunicare ed essere conservati
● Basilica Costantiniana di San Pietro​ nelle grotte, cripta e necropoli si vedono le
preesistenze della basilica costantiniana
● Reimpiego del materiale originario
● “Liturgia semper reformanda est”: legame tra liturgia ed architettura
● San Marco, Venezia​ doppio pulpito con marmi di reimpiego (La liturgia orientale è diversa
dalla nostra)
● Basilica di Santa Prassede, Roma​ Inserzioni sull’arco trionfale, documento di storia, fede ed
arte. Furono intaccate pitture medioevali ma nel 500 era una pratica comune, oggi si
conserva tutto
● Estasi di Santa Teresa a Santa Maria della Vittoria​, il tema della luce nella cattedrale
barocca Iconostasi con PERMURE, rito greco
● Santa Maria in Cosmedin
Differenza tra monastero e convento
● Pantheon, Chiesa di Santa maria ad Martyres
● Iconostasi a due livelli: Comunità di rito ortodosso, collegio del Russicum
● Chiesa cristiana piegata al rito ortodosso (Russi cacciati dall’ URSS

Anni 40 e 50, dopo la guerra mondiale


● Chiesa Abbaziale di una comunità Benedettina, chiesa di sant’Anselmo sull’Aventino per
summo populi, la celebrazione prima della riforma liturgica avvenuta nel concilio vaticano
secondo era di spalle
● Santa maria in Domnica bucature per mostrare la cripta

Problema degli impianti: Climatizzazione, manutenzione e finestre


Basilica di Aquileia

REIMPIEGO
● Potsdam, Berlino​ mosaico acquistato pezzo per pezzo dal Kaiser di prussia da una chiesa di
Venezia in rovina, ricostruito nel catino absidale della chiesa tedesca dell’ ottocento
(REIMPIEGO)
● Basilica di San Pietro, Cappella Ungherese​ cappella risistemata perché eccessivamente
piena
● Tomba di Antonio Munoz al Verano

Giovan Battista Giovenale (Roma 1849-1934)


1896: nominato direttore dell’ufficio regionale di Roma per la conservazione dei monumenti
1899: azione di tutela esercitata attraverso vigilanza compiuta da una commissione dei Rioni che
ebbe il merito di valutare i pregi artistici di una certa edilizia minore

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Domande di esame:
➢ distinguibilità, compatibilità, minimo intervento

Ogni ​restauratore professionista lavora garantendo il rispetto dei cosiddetti 5 principi fondamentali del restauro:
riconoscibilità, reversibilità, compatibilità, minimo intervento, interdisciplinarietà.

● Riconoscibilità: ogni ​intervento di restauro deve essere riconoscibile, quindi qualsiasi parte
aggiunta deve essere distinguibile dall’originale, senza recare disturbo alla visione dell’opera.
Se non si tiene presente questo concetto, si corre il rischio di praticare un restauro di fantasia
creando un’errata lettura dell’opera.
● Reversibilità: qualsiasi intervento di restauro, sia “conservativo” che “estetico”, deve poter
essere rimosso (col tempo può alterarsi o per altri motivi) senza danneggiare l’originale.
● Compatibilità: i materiali impiegati non devono recare danno fisico ne estetico ai materiali
originali, devono avere quindi stesse proprietà chimico-fisiche-meccaniche.
● Minimo intervento: limitare l’intervento di restauro al minimo indispensabile. Questo principio è
molto importante perché in questo modo si limitano gli stress che l’opera subisce ad ogni
intervento, ma soprattutto perché in questo modo si garantisce il rispetto di tutte quelle
informazioni sulla costituzione e sulla storia di un manufatto.
● Interdisciplinarietà: l’interagire tra diverse discipline/professioni (lo storico, il chimico e il
restauratore), che collaborando insieme nella ricerca e nello scambio di conoscenze,
convengono allo scopo di ottenere un lavoro più completo e rispettoso possibile.

➢ conservazione centri storici


➢ cosa propone Giovannoni per i centri storici
Giovannoni nel primo decennio del Novecento elabora una personale teoria di intervento nei centri storici che
espone in due articoli: Il diradamento nei vecchi centri Vecchie città ed edilizia nuova pubblicati entrambi nel 1913
su ‘Nuova antologia’, importante rivista sulla quale avevano scritto fra gli altri anche Boito e Beltrami. Tale teoria
prende il nome di ‘teoria del diradamento’, e la sua elaborazione muove dai problemi che gravano sulla città di
Roma dopo la sua elevazione a capitale a seguito dell’unità d’Italia. Giovannoni mette in guardia dai pericoli degli
sventramenti indiscriminati, con i quali si rischia di cancellare brani importantissimi per la storia dell’architettura.
Idea del momento era quella di trasformare piazza Navona in un asse rettilineo che avrebbe dovuto congiungere il
nuovo Palazzo di Giustizia, oltre il Tevere, con il corso Vittorio Emanuele II. La proposta era concreta, subito dopo
la costruzione del palazzo si comincia a realizzare un asse rettilineo che ‘punta’ minacciosamente sulla piazza,
prevedendo anche la ricostruzione dell’intero fronte di edifici che dava sul Tevere, che avrebbe dovuto fare da
accompagnamento al nuovo edificio sul fiume. La zona in questione ospitava uno dei tessuti storici più carichi di
memoria della città di Roma: oltre a piazza Navona vi era anche via dei Coronari, una strada rettilinea di origine
medievale che accoglieva molti episodi edilizi rinascimentali e barocchi. L’ipotesi del Comune era di distruggere
tutte le abitazioni del quartiere di Via dei Coronari, adducendo come pretesto il fatto che fossero di altezza notevole
e molto ravvicinate fra loro, quindi prive di luce e d’igiene, Giovannoni propone una via alternativa, fatta, piuttosto
che di abbattimenti senza criterio, di piccole demolizioni mirate in punti precisi, dove sorgono edifici di scarsa
rilevanza, frutto magari di aggiunte e rimaneggiamenti posticci. Attraverso queste piccole incisioni del tessuto, quasi
a macchia di leopardo, si possono ottenere delle aperture del tessuto edilizio che consentono agli antichi edifici di
‘respirare’, di prendere luce ponendo così rimedio al problema igienico; al tempo stesso si favorisce la circolazione
dei mezzi di trasporto moderni.

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➢ carta di atene
➢ conservazione integrata (carta di Amsterdam, 1975)
➢ carta di venezia nei ripristini
➢ intervento di Minissi nel restauro critico (opere)
➢ intervento di Munoz, restauro filologico (Santa Sabina)
➢ il restauro per Brandi
➢ come si agisce sulla preesistenza
➢ Restauro scientifico - centri storici
➢ Giovannoni cosa porta avanti
➢ Sventramenti ​intervenire sugli arredi urbani rispettando il centro storico (foro boario,
spostamento di Santa Rita che prima era al campidoglio per dare evidenza ai ruderi romani)
➢ Problema carta di Atene :1931​ ancora c'era la teoria scientifica ma ancora non al critico
(tematiche riutilizzo, aggiunte successive, ambiente, è permessa l'anastilosi)
➢ Conservazione integrata cosa si intende? ​Vengono utilizzate diverse scienze - non
alterare il monumento si applica a tutto il contesto (centro storico) viene introdotta nel
congresso di Amsterdam 75 - importanza centri storici - uso sociale dei centri storici)
➢ Musealizzazione in situ
➢ Critica Bonelli verso viollet le duc e la vera forma

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