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Che vuol dire sovranismo - Marcello Veneziani

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Che vuol dire sovranismo

Ma che cos’è il sovranismo? È lo spauracchio del pianeta, in particolare


dell’Unione europea. Se ne parla a proposito di Trump e di Putin, di Orban e di
Salvini, da noi lo invocavano l’ex destra sociale di Storace e Alemanno, ora la
Meloni. E Steve Bannon ne ha fatto un Movimento transnazionale, cercando di
fondare quel che per anni abbiamo vagheggiato, un’Internazionale delle patrie
sovrane, e dei patrioti. In altri tempi il sovranismo sarebbe stato scambiato per un
movimento di nostalgici della monarchia, che volevano il ritorno del sovrano.
Oggi è il nome che nei media denomina il buio, il male e l’ignoto; per gran parte
di loro è il nome nuovo del nazionalismo, anzi del fascismo, anzi del nazismo, di
più, del razzismo. Ma il sovranismo non risale al passato, ma si spiega col nostro
tempo e sorge contro un preciso benché indefinibile nemico presente: il
globalitarismo, ovvero il sistema globale totalitario, che non ammette deviazioni
dal suo corso, dai suoi diktat, dalla sua ideologia. La globalizzazione passa da
processo tecno-finanziario a orizzonte mondiale, a cui è vietato sottrarsi. I suoi
gradini sono le multinazionali, le ideologie internazionaliste, i potentati
transnazionali, i loro assetti, come da noi l’unione europea. Il nemico del
nazionalismo era ancora la nazione vicina o avversa, prima che
l’internazionalismo; il sovranismo non è nemico dell’altrui sovranità nazionale,
ma della società globale, senza frontiere però con padroni globali.

Il sovranismo non non può essere antieuropeo; può esprimere un’altra idea
d’Europa ma non si situa fuori dalla civiltà europea, dalla sua storia e tradizione. È

http://www.marcelloveneziani.com/articoli/che-vuol-dire-sovranismo/[19/01/2019 22:46:51]
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contro la Ue, semmai, questa Ue, ma non può essere contro l’Europa. E questo va
detto non solo ai suoi detrattori ma anche ai suoi sostenitori d’oltreoceano se
pensano di usare il sovranismo per sfasciare l’Europa e per garantire l’egemonia
americana. Il sovranismo è un principio di sovranità che sale dalle piccole patrie
alla grande patria, come l’Europa, ma senza saltare il passaggio intermedio,
cruciale: la sovranità nazionale. Ogni sovranismo per essere realista esige uno
Stato sovrano con un suo territorio e suoi confini. Sovranismo non vuol dunque
solo e semplicemente dire, prima noi poi gli altri, come America first di Trump. È
sì la dottrina della preferenza nazionale ma è anche la politica come decisione
sovrana, la politica come senso del confine e primato della comunità, lo Stato
come garante della libertà e degli interessi generali tramite l’autorità, la legge e
l’ordine. I nazionalismi possono essere un precedente storico ma il sovranismo
non è la pura riedizione del nazionalismo. Un efficace sovranismo presuppone
un’élite dirigente, non semplicemente il popolo sovrano e basta. Un conto è dire
che la partita è tra oligarchie e popolo, un altro è dire che la sfida è tra popolo ed
élite. Le élite, le classi dirigenti sono necessarie anche al sovranismo; sono da
rigettare le oligarchie, cioè le dominazioni di pochi nell’interesse di pochi, non le
aristocrazie aperte, tramite circolazione delle élite ma i potentati a circuito chiuso.

È sbagliato tradurre, come fanno i grillini, sovranismo con volontà popolare


sovrana, cioè pensare che si possa avere un autogoverno del popolo tramite una
democrazia diretta in cui governati e governanti coincidono. E’ pura utopia, anzi è
follia, non si realizza mai e di solito è l’alibi per autocrazie mascherate. Qui c’è il
punto di distinzione rispetto al populismo generico.

Allora diciamo che ci sono tre livelli di populismo. Il primo livello, elementare,
è quello rappresentato in Italia dai grillini, che traduce populismo con
popolocrazia, democrazia diretta, primato della rete, egualitarismo e pauperismo.
È uno stadio puerile che si comprende come reazione agli abusi di potere delle
oligarchie ma non va lontano. Il secondo livello è invece il sovranismo che è
nazional-populismo e vuol tutelare i connazionali sia rispetto agli stranieri che
rispetto agli assetti di potere internazionali. La sua connotazione è dunque lo
slogan prima gli italiani, e oggi in Italia il fautore più forte, con un primato di
consensi, è Salvini con la sua Lega. Qui passiamo alle scuole medie del
populismo, c’è qualcosa di più articolato del primo stadio grillino, c’è il richiamo
a una tradizione storica, c’è un maggiore realismo nelle proposte, c’è l’idea che si
debba rimettere in moto l’economia e non solo distribuire vantaggi a chi è più
povero e non lavora. Manca ancora il terzo livello, più adulto, più maturo, di
sovranismo che si sposa con un disegno civile, politico, culturale nel segno della
decisione, della tradizione, della visione sociale e comunitaria. Un progetto
nazionale ed europeo di civiltà.

Naturalmente la realtà non segue i percorsi della teoria, ci sorprende, ci scavalca, a


volte ci spiazza, spesso ci delude. Ma il fenomeno in corso è grandioso nelle sue
dimensioni, perché va dall’Atlantico agli Urali, per citare De Gaulle, si esprime

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nella Mitteleuropa, e raggiunge livelli di forza elettorale così ragguardevoli da


diventare maggioritari. È l’unico fenomeno politico nuovo e sovranazionale degli
ultimi trent’anni. Il suo banco di prova elettorale saranno le votazioni europee di
primavera, ma il suo processo, la sua identità, la sua crescita e anche la sua
connessione in movimento sono in corso. Non sappiamo se nascerà mai un
movimento mondiale, l’Internazionale delle patrie. Ma sappiamo che si è già
costituito il fronte avverso, nel patto tra l’Establishment, l’ideologia global, la
sinistra mondiale, i rimasugli liberali-liberisti, Bergoglio e la fetta di
cattobergoglismo che lo segue.

Con tutte le sue ambiguità, i rischi e le degenerazioni a cui è esposto, pur nella
sfiducia generale che nutriamo osservando gli scenari presenti, le tendenze in
corso, le mutazioni antropologiche in atto, quel movimento che ha il nome
(provvisorio?) di sovranismo è uno spiraglio di luce, di storia e di speranza.

MV, Il Borghese novembre 2018

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