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La traduzione audiovisiva di

Elisa Perego
Traduzione
Università degli Studi di Roma La Sapienza
15 pag.

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La traduzione audiovisiva- riassunto

1. Che cos’è la traduzione audiovisiva?

Con l'espressione traduzione audiovisiva, si fa riferimento a tutte le modalità di trasferimento linguistico


che si propongono di tradurre i dialoghi originali di prodotti audiovisivi (cioè di prodotti che comunicano
attraverso il canale acustico e quello visivo). la traduzione audiovisiva è divenuta oggetto concreto di
discussione solo in tempi recenti, cioè quando la circostanza socio-culturale particolarmente propizia ne
ha favorito il consolidamento E l'interesse anche nel mondo accademico. Nel 1995 il Consiglio d'Europa
sceglie di celebrare il centesimo anniversario della nascita del cinema con un forum è incentrato sulla
comunicazione audiovisiva e sul trasferimento linguistico.

Negli anni Ottanta e Novanta del Novecento ci fu una riconsiderazione delle minoranze linguistiche e ai
media fu riconosciuto il ruolo di strumenti utili per agevolare la comunicazione e per promuovere e
rafforzare l’identità linguistico-culturale.

I primi studi in questo campo prediligono le etichette “traduzione filmica” (film translation) e “Traduzione
per lo schermo "(screen translation) ancora oggi ampiamente utilizzate. la prima mette in evidenza il
prodotto che inizialmente veniva veicolato attraverso la traduzione, cioè il dialogo del film.la seconda è
trasparente nell'indicare il mezzo di distribuzione dei prodotti mandati in onda. l'etichetta "trasferimento
linguistico "(language Transfer) subentra in un secondo momento e mette in evidenza la componente
verbale del prodotto audiovisivo integrata da elementi non verbali. da qui la designazione più esauriente
"traduzione audiovisiva" (audiovisual translation, in inglese AVT, in italiano TAV), Riferimento alla
dimensione multi semiotica di tutte le opere cinematografiche e televisive in cui dialoghi subiscono una
traduzione. mette in evidenza caratteristiche comune ad entrambi i tipi di traduzione, che devono tenere
conto dei molteplici canali semiotici coinvolti nel testo originale contemporaneamente.

il testo audiovisivo rappresenta infatti una tipologia testuale assestante, la cui globalità è generata dalla
combinazione di diverse componenti semiotiche. crea un complesso testo multicodice La cui traduzione
può essere problematica.

i metodi di trasferimento e di adattamento linguistico in cui si esplicita la traduzione audiovisiva sono


numerosi. diversi autori hanno cercato di raggrupparli secondo caratteristiche comuni. a seconda del
trattamento che subiscono i dialoghi originali e di come la loro versione tradotta è adattata è presentata al
pubblico, distinguiamo diverse forme di traduzione audiovisiva che spaziano dal rinomato doppiaggio Alla
descrizione audiovisiva per ciechi. non si traducono elementi iconografici o sonori, anche se talvolta Vi si
fa esplicito riferimento per facilitare il pubblico ricevente nella comprensione di insieme dell'originale.
immagini e suoni rimangono Dunque invariati. costituiscono un'eccezione la sottotitolazione per sordi, che
propone allo spettatore una versione scritta e semplificata dei dialoghi originali non tradotti, e la
descrizione audiovisiva rivolta ai non vedenti, che esplicita verbalmente elementi iconografici e
informazioni che passano attraverso il canale visuale.

1.1 Il parlato filmico

Il testo verbale è costituito dai dialoghi filmici. con parlato si fa riferimento al parlato filmico, che fa parte di
quella varietà diamesica, o sottogenere, nota come lingua trasmessa o scritta per essere letta e che
presenta, rispetto al parlato spontaneo, alcune caratteristiche peculiari. il linguaggio filmico orale
costituisce di fatto un parlato adattato pianificato con l'intento di sembrare autentico, che accetta solo in
misura limitata matrici dialettali variazioni locali e Toni colloquiali.

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1.2 un campo di ricerca complesso

le numerose difficoltà Generali che lo studio della traduzione filmica presenta derivano dalla
combinazione di fattori diversi, che spaziano da un laborioso riferimento del materiale alla natura a-teorica
ascritta a molti degli studi intrapresi nel campo. Le difficoltà coinvolgono l'obbligatorietà della
sincronizzazione condizione alla traduzione del testo originale che il passaggio dalla lingua di partenza
(lingua forte o Source language) a quella di arrivo (lingua di destinazione, lingua target o lingua avversario
più non unanimemente considerato un processo traduttivo analizzabile in modo specifico. il ricercatore
deve essere in grado di controllare l'eterogeneità delle fonti di riferimento con cui lavora cercando di
applicare in modo sistematico teorie provenienti da diversi ambiti di studio. le fonti di riferimento sono
diverse numerose e spaziano da una disciplina all'altra coinvolgendo gli ambiti della linguistica teorica ed
applicata, testuale e acquisizionale, studi di mercato. I copioni dei testi audiovisivi nelle lingue di partenza
e di arrivo non sono sempre disponibili. talvolta è necessario intraprendere un lavoro di trascrizione che
richiede tempi lunghi e causa usura del materiale audiovisivo per l'ascolto ripetuto di porzioni di dialogo di
varia lunghezza e per il continua riavvolgimento della pellicola nel caso si utilizzano videocassette VHS
punto i traduttori di materiale audiovisivo spesso non considerano la sottotitolazione o il doppiaggio come
forme di traduzione a causa della componente sincronica che porta a espedienti di adattamento e
riscrittura testuale imprevedibili. il contrasto tra studiosi e professionisti costituisce un ostacolo per
entrambe le categorie e condiziona sia la validità delle traduzioni sia quella delle ricerche. attualmente la
traduzione filmica ha raggiunto una collocazione precisa e stabile tra le branche della teoria della
traduzione. collaborazione confronto tra professionisti studiosi sono prerogative essenziali per il migliorare
il prodotto finale ed è per questo che il contatto tra queste categorie Oggi più che mai auspicabile.

1.3 il traduttore audiovisivo

Se in passato la traduzione di testi audiovisivi era principalmente gestita da personale inesperto, costituito
da traduttori indipendente da persone con inadeguate abilità linguistiche, oggi il traduttore audiovisivo
rappresenta una figura professionale determinante che necessita di un'adeguata preparazione per
soddisfare le esigenze qualitative richieste.

1.4 traduzione audiovisiva come disciplina universitaria

i "translation studies "ha ormai acquisito autonomia come disciplina di studio. la traduzione audiovisiva è
intesa come uno dei canali principali tra tramite il quale un film si inserisce nel patrimonio culturale di un
altro paese, occupa un ruolo sempre più importante nella comunicazione moderna. l'interesse inizialmente
intra universitario è sfociato nella attivazione di corsi pre e post universitari che riconosce la scientificità e
la ricchezza teorica della traduzione audiovisiva come campo di ricerca. gli obiettivi sono quelli di
maturare abilità linguistiche idonei e competenze tecniche appropriate tramite strategie didattico
pedagogiche specifiche, insegnamenti di natura teorico-pratica e il costante esercizio nella traduzione
nell'eventuale adattamento di materiale di ogni genere. nelle varie università del mondo l'attivazione dei
corsi in traduzione per lo schermo è iniziata nel 1989, è legata ad una precisa politica linguistica a favore
di lingue a diffusione limitata, svolta volta a fornire un servizio di sottotitolazione in inglese di programmi in
Gallese. esistono complicazioni pratiche ed economiche che spesso sta con la comparsa di corsi
specializzati; tra questi i costi troppo elevati oppure il fatto che non sia semplice assicurarsi la costante
presenza di personale tecnico specializzato disponibile ad assistere collaborare e provvedere alle
esigenze di studenti ed insegnanti.

1.5 l'Europa audiovisiva

L'interesse di numerosi studiosi è stata ripartizione geografica dei diversi procedimenti traduttivi di prodotti
audiovisivi. la distribuzione dei film in Paesi diversi da quello di origine comporta la preparazione di
versioni tradotte e adattate per i nuovi spettatori. L'Europa audiovisiva è divisa in due blocchi. il primo è
quello dei paesi che si avvalgono prevalentemente del doppiaggio (dubbing countries) è quello dei paesi

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che si avvalgono prevalentemente della sottotitolazione ( subtitling countries). tale bipartizione dell'Europa
e ormai obsoleta è troppo semplicistica Specialmente se si considera che le tecnologie moderne offrono
ormai a ogni paese una notevole flessibilità nelle soluzioni adottabili. è vero che vi sono paesi in cui
prevale l'uso del film sottotitolato e in altri in cui prepara il film doppiato, Ma la tradizionale divisione, che
solo in certa misura rispecchia la realtà, non è più netta nel corretta. In linea generale si può prescindere
dalla tradizionale distinzione tra Europa nord orientale (sottotitolazione) e dell'Europa sud-occidentale
(doppiaggio ). se si vuole fare una distinzione tra Paesi grandi e paesi piccoli Allora riconduce in primis ad
una suddivisione basata sul numero totale dei parlanti punto un pubblico ridotto, un livello di produzione
modesto, continui possibilità di investimento, lingua diffusione limitata e una retroterra culturale bilingue o
plurilingue, sono premesse sufficienti anche se non necessarie per favorire la scelta della sottotitolazione.
Per contro a, Paesi più grandi, ufficialmente monolingui, con popolazione numerosa e aree linguistiche se
si sono rivelati prevalentemente utilizzatori del doppiaggio. la dimensione del paese sicuramente un
elemento di sostanziale importanza. esistono altre ragioni come quelli offerte dalle nuove tecnologie, la
circolazione filmica è aumentata sensibilmente il pubblico a cui si rivolge è più eterogeneo rispetto al
passato. in Europa la produzione filmica di ogni paese non è più destinata esclusivamente al mercato
locale.

1.6 sottotitolazione e doppiaggio in Europa

nel contesto europeo le tue forme di traduzione audiovisiva più note affermate sono il doppiaggio e la
sottrazione. almeno inizialmente la sottotitolazione è stata valutata scadente e di minor prestigio rispetto al
doppiaggio. oggi le cose sembrano cambiate. la popolarità è il crescente interesse verso questo sistema
di traduzione, estremamente rispettoso della lingua originale sono aumentati, specialmente per potenziare
l'acquisizione di lingue secondarie. la scelta di sottotitolare un prodotto audiovisivo è proprio dei paesi che
non ammortizza avrebbero gli elevati costi del doppiaggio, Inoltre si osserva attentamente il profilo della
fascia di mercato quella traduzione si rivolge: l'età virgole il sesso, le preferenze, il grado di istruzione è la
classe sociale dei destinatari, allo stato della lingua di partenza e a quello della lingua di arrivo, al tipo di
relazione di potere che esiste tra le due, da sempre determinano l'orientamento dei produttori e distributori
di ogni paese.

1.6.1 paesi che si avvalgono della sottotitolazione

i paesi sono il Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Galles, Grecia, Irlanda, Islanda,
Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovenia, Svezia e Ungheria. in queste aree la
sottotitolazione era in passato e in alcuni casi è anche Attualmente, il metodo di trasposizione linguistica
prevalente.

1.6.2 paesi che non si avvalgono della sottotitolazione

i paesi che non si avvalgono della sottotitolazione si tende a pensare prima di tutto a quelli che fanno uso
del doppiaggio, affermato si è consolidato si nei grandi stati dell'Europa Centrale mediterranea come
l'Italia, la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna e paesi germanofoni. lo stato ha fortemente scoraggiato i
contatti multiculturali e ha cercato di proteggere la lingua nazionale. in alcune nazioni il doppiaggio si è
imposto, dopo la prima guerra mondiale, inizialmente Come forma di protezionismo dell'Industria filmica
contro il dominio americano e, successivamente, facendosi espressioni di un nazionalismo linguistico
talvolta estremo. in Italia la cultura del doppiaggio è per tradizione molto salda ed è stata inizialmente
Imposta dal proibizionismo del regime fascista che non concedeva alcun contatto con lingue diverse
dall'italiano. Il sottotitolaggio quindi, risultava evidentemente inaccettabile. una disposizione ministeriale
pubblicata sui quotidiani il 22 ottobre 1930 bloccò nel modo più assoluto ogni apertura a lingue diverse
dall'italiano: ​non venga accordato il nullaosta alla rappresentazione di pellicole cinematografiche che
contengano del parlato in lingua straniera sia pure in misura minima. i film sonori ad approvazione
ottenuta, porteranno sul visto la condizione della soppressione di ogni scena dialogata o comunque
parlata in lingua straniera. ​L'Italia ha tratto un importante vantaggio: l'industria italiana del doppiaggio si è

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ampiamente evoluta fino a diventare esemplare. Tuttavia, l'eccessiva mole di lavoro ha causato una
diminuzione della qualità di parte dei testi di film tradotti e della professionalità di alcuni dei dialoghisti a
favore dei contenimento dei costi di produzione e dell'aumento dei film importanti ogni anno. In Spagna
versioni sottotitolate doppiate di prodotti provenienti dal mercato americano sono ormai distribuite
Parallelamente. allo stesso modo l'Ungheria, tradizionalmente pre direttrice della sua situazione, oggi
presenta una tipica situazione mista.

1.7 le metodologie di trasferimento linguistico

Tra le soluzioni traduttive di adattamento cui può essere sottoposto un prodotto filmico si possono
distinguere, seguendo la tipologia presentata da gambier 13 tipi di trasferimento linguistico. 8 sono i tipi
dominanti ( sottotitolazione interlinguistica, doppiaggio, interpretazione consecutiva, interpretazione
simultanea, voiceover, commento libero, traduzione simultanea, produzione multilingue) e cinque i tipi
Challenging , quelli più difficoltosi che comprendono (la traduzione degli script, la sottotitolazione
simultanea o in tempo reale, la sopratitolazione, la descrizione audiovisiva e la sottotitolazione
interlinguistica per sordi).

1.7.1 la sottotitolazione e la sottotitolazione simultanea

la sottotitolazione permette di proporre, attraverso un testo scritto collocato nella parte bassa dello
schermo, una produzione condensata dei dialoghi originali del film o del programma in questione Punto La
sottotitolazione ha acquisito l'etichetta di "modalità di traduzione trasparente". la sottotitolazione
simultanea è una procedura che si esegue in tempo reale. un interprete traduttore riferisce un messaggio,
una traduzione ridotta rispetto al testo originale, mentre un tecnico è incaricato di scrivere, molto
velocemente, so che lo spettatore riceverà sotto forma di sottotitolo. è ampiamente usata per trasmettere
in diretta interviste o Notizie dell'ultimo minuto.

​1.7.2 la sopratitolazione

deriva direttamente dalla sottotitolazione e che dal principio degli anni 80 è stata adottata per tradurre il
testo di prosa, il teatro Musicale e l'opera lirica. la tecnica di sopratitolazione è relativamente semplice.
sequenze di testo tradotto ho adattato, i sopratitoli, sono proiettate su appositi schermi posizionati
generalmente sopra Ma talvolta anche sotto o di fianco al palco, Durante l'esecuzione delle arie dell'Opera
o di rappresentazioni teatrali. i sopratitoli oggi sono molto apprezzati dal pubblico appassionato di Opera e
teatro. i primi sopratitoli ad essere introdotti in teatro sono stati quelli proiettati al di sotto della scena,
sostituiti poi in parte con titoli prodotti elettronicamente mediante uno schermo allungato sposto al di sopra
della scena.

1.7.3 il doppiaggio

il doppiaggio (dubbing o Lip Synchronisation chiesatonda è la procedura di traduzione audiovisiva più


nota è diffusa in Italia consiste nella sostituire per forza sincronizzazione la colonna sonora originale in
film con una nuova colonna sonora provvista di Dialogo Dotti nella lingua dei fluidi Tori. richiede grande
Precisione nella sincronizzazione, i movimenti l'abbiate degli attori coincidono con il più possibile,
sostituire le voci originali per dare l'impressione al nuovo spettatore attraverso un gioco di illusioni, degli
attori stiamo parlando nella sua lingua. al linguistico si devono spesso affrontare e risolvere situazioni
difficili e ritardi ad un'adeguata sincronizzazione: tradurre Termini culturalmente connotati, adattare le
traduzioni all'immagine, tradurre giochi di parole. se uno dei personaggi della versione originale parla la
stessa lingua della traduzione, entrano in gioco decisioni relative alla miglior varietà di lettere da usare per
ricreare dialoghi verosimili Privi della sterilità e dell'uniformità di registro cui è talvolta soggetto il
doppiaggio, che per questa ragione si guadagnano l'appellativo dispregiativo di doppiaggese, espressione
fortemente connotata che si applica un linguaggio artificioso che usa regolarmente formule linguistiche
segreti parte non Riducibili al parlato naturale.

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(Tabella 1)

1.7.4 il voice over

la versione in voiceover, o se mi doppiata è normalmente usata per Mazara del mondo notizie,
documentari o interviste provvisti di una traduzione simultanea Asiago originale tecnicamente consiste
nella sovrapposizione di una o più voci alla colonna sonora originale, Ciò permette di accedere solo in
maniera parziale nella versione originale, io non è mai udita nella sua integrità. Secondo alcuni questa
procedura si colloca in una posizione intermedia tra doppiaggio E sottotitolazione dal momento che il testo
tradotto è proposto oralmente, proprio come nel caso del film doppiato, mentre l'elaborazione dei
contenuti richiede un lavoro di sintesi, come succede nel formulare i sottotitoli. altri considerano il
voiceover molto vicino all'interpretazione simultanea. la coincidenza tra dialoghi letti e dialoghi originali
approssimativa E non così puntuale come nel caso del doppiaggio, non mantiene una totale naturalezza.
il voiceover è una modalità traduttiva meno completa non richiede sincronia labiale, e ciò facilita e
Velocizza la traduzione eliminando il complesso lavoro di adattamento dei testi; mantiene bassi costi di
manodopera poiché generalmente il testo finale letto da annunciatori esperti e solo di rado da attori o
doppiatori professionisti. il voiceover è generalmente scelto per abbassare i costi di produzione senza
privilegiare gli spettatori di una versione realizzata nella propria lingua. questa tecnica permette di
accorciare i tempi di adattamento e di realizzazione. utilizzato quasi esclusivamente per la TV, Il voiceover
ha scarsa rilevanza nell'ambito della traduzione filmica.

1.7.5 la narrazione

voi supererà nazioni si somigliano, ma differiscono principalmente per questioni di carattere linguistico. il
testo rielaborato per essere narrato presente Infatti un maggior numero di riduzioni e di adattamenti. non
vi è alcuna necessità di adattare la traduzione in modo da far combaciare i dialoghi e movimenti labiali,
ma è importante rispettare il ritmo dell'originale. c'è un maggiore distacco dal testo originale sia a livello
contenutistico sia a livello stilistico. ne risulta un testo più formale e curato nei particolari stilistici. i discorsi
diretti sono trasformati in indiretti poiché la voce del narratore racconta in modo distaccato ciò che accade,
introducendo, commento informazioni supplementari. se la traduzione è rivolta al pubblico di bambini
Questa mattina è un linguaggio semplificato.

1.7.6 il commento

il commento e spesso utilizzato per rendere fruibili i documentari e cortometraggi. il commento Si colloca
in una posizione di confine tra la traduzione propria e l'adattamento. le tecniche di rielaborazione testuale
per la realizzazione del commento sono decisamente flessibili e ammettono estrema Libertà. In molti casi
il prodotto di arrivo rappresenta una vera e propria versione nuova rispetto all'originale spesso proposta in
modo non sincronico. il commento è particolarmente efficace per rendere accessibili i programmi
culturalmente distanti. Se la cultura di partenza differisce considerevolmente da quella di arrivo, il
commento consente di presentare elementi culturali discrepanti in maniera più consona al patrimonio di
conoscenze del paese destinatario. la lingua del commento presenta strutture sintattiche più semplici
rispetto a quelle che si riscontrano nel testo preparato per la narrazione, tuttavia, le scelte linguistiche
dipendono da chi si fa carico della traduzione e variano considerevolmente a seconda della responsabile
del lavoro.

1.7.7 la descrizione audiovisiva

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la descrizione audiovisiva è indirizzata ad un pubblico di non una voce fuori campo descrive ciò che si
vede sullo schermo, dai informazioni più o meno dettagliate relative alla componente visiva del prodotto
permettendo allo spettatore cieco o ipovedente di integrare le informazioni percepibili attraverso la banda
sonora del film o del programma scelto con una versione sonora delle informazioni visive più significative.
la difficoltà della descrizione audiovisiva risiede nelle eterogeneità del pubblico a cui si rivolge.

2. dalla traduzione audiovisiva alla sottotitolazione

2.1 la sottotitolazione: dal cinema muto al sonoro

il cinema nasce nel 1895 muto punto Alla fine degli anni Venti del Novecento, periodo in cui ha origine il
cinema sonoro è in cui la realtà cinematografica si trova immersa nella dicotomia audiovisiva. Il materiale
discorsivo che accompagna lo spettatore Durante la visione è conosciuto come intertitolo o didascalia, ed
è il diretto precursore del sottotitolo. intertitoli sono usati per la prima volta in Europa nel 1903 e negli Stati
Uniti Nel 1908. si tratta di brevi sequenze di commenti descrittivo- esplicativi o di brevi dialoghi impressi su
uno sfondo opaco e proiettati da 2 scene del film. considerati elementi anti cinematografici dal momento
che interrompono il ritmo del film Gli intertitoli sono comunque ampiamente usati. il passaggio dalle
didascalie ai sottotitoli e rapido: già partire dal 1917 le didascalie sono talvolta sovrapposte, e non più
interposte, alle immagini, finché dal 1927 in avanti l'impiego degli intertitoli sparisce definitivamente.
L'avvento del sonoro è imposto condizionamenti nuovi sia tecnici sia linguistici. la prima soluzione
concepita per rendere comprensibile un film sonoro in un'altra lingua era stata la pratica delle Edizioni
Multipla, diffusa all'incirca fino a metà degli anni trenta. un film era letteralmente girato in versioni
linguistiche diverse; tale pratica fu presto sostituita da soluzioni più rapide e versatili che sono ancora
diffuse: doppiaggio e sottotitolazione. il doppiaggio realizzazione che fu messa a punto intorno al 1932,
anche se alcuni degli aspetti tecnici che lo distinguevano erano già conosciuti in precedenza. il processo
di sottotitolazione, introdotto all'inizio degli anni del 1900, subito molte trasformazioni, si è evoluto ed è
migliorato, si è ormai il raffinato Grazie all'ammodernamento delle tecniche coinvolte per la sua
realizzazione. nel tempo si sono avvicendati numerosi metodi di sottotitolazione specie in Norvegia in
Svezia, in Ungheria in Francia, che hanno avuto un ruolo rilevante per aver brevettato un metodo di
sottotitolazione efficaci e all'avanguardia.

​2.2 influenza dei media sulle tecniche di sottotitolazione

In breve tempo ci si accorge che i sottotitoli Preparati per il cinema non sono adatti per essere mandati in
onda in televisione. al cinema la velocità di lettura degli spettatori è maggiore e sottotitoli identici possono
normalmente essere letti con più facilità al cinema che non in televisione. gli spettatori necessitano del
30% circa di tempo in meno per leggere i sottotitoli sul grande schermo rispetto al tempo loro necessario
per la lettura degli stessi sottotitoli proiettati sul piccolo schermo. è più facile leggere grandi lettere a
debita distanza che non lettere molto piccoli a distanza ravvicinata, anche se L'angolo di visione rimane
identico Punto secondo un'altra ipotesi, il fattore decisivo è la definizione inferiore dello schermo
televisivo, che impedisce una leggibilità adeguata.

2.3 la sottotitolazione nell'ambito della traduzione

data la sua natura complessa e sfaccettata, non tutti gli studiosi sono concordi nel definire la
sottotitolazione semplicemente traduzione. Ian Mason non Considera i sottotitoli tanto un riassunto
dell'originale, quanto una riduzione selettiva volta ad adattare la lingua alle circostanze e a permetterle di
rappresentare ciò che il parlante intendeva comunicare. il processo di traduzione costituisce un aspetto
importante della sottotitolazione interlinguistica Che rappresentante una forma di traduzione altamente
specializzata è indicata con il termine specialistico sottotitolazione, in contrapposizione al più generico
traduzione. tale tecnica è preferibilmente indicata da altri come ​ Transfer ​ trasposizione, etichetta che fa
riferimento al processo attraverso il quale un dialogo filmico parlato è convertito in testo scritto durante la
sottotitolazione, o adattamento, etichetta di più ampio respiro che, oltre alla traduzione del testo

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linguistico, sembra considerare tutti i cambiamenti necessari per rendere il testo filmico di arrivo più adatto
per il pubblico a cui si rivolge. il sottotitolaggio non si colloca al di fuori della traduzione, ma in quanto tale
è contraddistinto da caratteristiche da scopi comunicativi peculiari ed all'uso di strategie traduttive
specifiche. Maria Pavesi diceva che cambiano le interazioni alla base del testo tradotto, Infatti, allo scopo
di assistere lo spettatore della comunità di arrivo nella comprensione integrale del film.la traduzione ne
perde così le intenzioni, le motivazioni originali. cambiano in una certa misura anche i contenuti: nel
processo di riduzione e si sono inevitabilmente sintetizzati e adattati attraverso operazioni che, pur
cercando di rispettare il nucleo contenutistico del film,Ne erodono la struttura.

2.4 alcuni concetti chiave nella teoria della traduzione

la traduzione di materiale filmico è intersemiotica; deve tenere in considerazione l'intera relazione tra
iconico e verbale. il traduttore di sottotitoli deve saper trasferire le intenzioni comunicative veicolate dal
codice della lingua di partenza al codice della lingua di arrivo, dal codice orale al codice scritto. la
traduzione filmica dei sottotitoli deve tener conto di fattori tecnici e situazionali, come movimenti e gesti
degli attori, trama è messa in scena, sui quali il traduttore non può intervenire con la sua sensibilità
interpretativa, la sua esperienza e la sua professionalità poiché si tratta di realtà prestabilite, immutabili
che non possono sfuggire agli occhi degli spettatori. Il traduttore che vuole mantenere le impressioni di
autenticità deve arrendersi a ostacoli interpretativi.

​2.4.1 equivalenza

il concetto di equivalenza, inizialmente introdotto per definire scientificamente la traduzione in generale, è


divenuto sempre più complesso e frammentato. esso è utilizzato per descrivere la natura è il tipo di
relazioni che si instaurano tra il testo originale e il testo tradotto. l'equivalenza si può instaurare tra singole
parole grafiche del testo di partenza e del testo di arrivo, o tra unità lessicali del testo di partenza e del
testo di arrivo. Vinay e darbelnet Definiscono il concetto di equivalenza in relazione alla situazione e al
suo riconoscimento globale. l'obiettivo di una traduzione equivalente, o dell'equivalenza intesa come
procedura traduttiva obliqua, è quello di replicare la stessa situazione dell'originale usando, Se
necessario, parole diverse per tradurre espressioni idiomatiche fisse, proverbi eccetera. Partendo dal
presupposto che non esiste isomorfismo tra lingue, non potrà mai verificarsi il caso in cui si instaura una
relazione di assoluta corrispondenza tra il mondo di concettualizzare attuato da lingue diverse. se
l'equivalenza formale si incorpora lei la riduzione naturale più vicina della forma e del contenuto del test di
partenza, l'equivalenza dinamica tende a conferire al testo di arrivo completa naturalezza di espressione e
prescinde assolutamente dalla forma linguistica impiegata. e sto si avvicina dunque al concetto di
equivalenza elaborato da Vinay e darbelnet, già che si concentra sulla relazione tra messaggio e
ricevente. 1 traduzione equivalente comporta procedure quali la sostituzione di elementi poco trasparenti
della lingua di partenza con elementi più appropriati a livello culturale, l'esplicitazione di informazioni
linguisticamente implicite nella lingua Fonte, la ricostruzione nel test di arrivo di elementi ridondanti che
possono aiutare accelerare la comprensione da parte del fruitore. veramente possibile mantenere
equivalenza formale tra testo di partenza e testo di arrivo: sovente il sottotitolo è decisamente più breve
del testo originale.

2.4.2 adeguatezza

è impiegato per commentare discutere la natura della relazione tra testo e lingua di partenza e testo e
lingua di destinazione. la nozione di adeguatezza è stata affrontata è definita in modo di svariati, che
spesso hanno in comune è una componente di carattere valutativo. Si riferisce generalmente a una
relazione tra testo di partenza e testo di arrivo più debole, meno rigida e meno assoluta rispetto a quella di
equivalenza, tanto che in alcuni casi la produzione di una traduzione adeguata riflette la risposta del
traduttore a una situazione comunicativa che non può essere trasferita in modo completo ed assoluto, ma
esige una sorta di compromesso.

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2.4.3 fedeltà

il termine generalmente impiegato per determinare quando una traduzione possa considerarsi una
rappresentazione ragionevole e leale dell'originale. ciò presuppone che la traduzione comprenda appieno
il significato è il messaggio del prototesto. il traduttore deve conoscere in modo approfondito la lingua e la
cultura straniera da cui traduce per poter essere in grado di valutare fino a che punto il testo si discosta
dalla norma linguistica solitamente adottata per un argomento in una certa situazione al fine di riprodurre
l'effetto originale anche in traduzione. e traduttore deve acquisire la tecnica per muoversi con facilità tra i
due procedimenti fondamentali: la comprensione, che può richiedere un'interpretazione, e la
riformulazione, che può richiedere una ricreazione. ci si chiede se sia davvero possibile rimanere sempre
fedeli all'originale. spesso la traduzione non si limita ad arricchire con il proprio contributo la lingua e la
cultura di un paese ma diventa anche una via d'accesso a una lingua e ha una cultura altrimenti
rimarrebbero sconosciute. quindi Egli deve tenere presente tutta l'opera È l'intenzione dell'autore per
garantire che la traduzione abbia la stessa carica persuasiva ed emotiva dell'originale e influenzi lettore
nello stesso modo.

2.4.4 traducibilità

Le nozioni di traducibilità e intraducibilità sono fondamentali nella discussione del Grado fino al quale è
possibile tradurre da una lingua ad un'altra sia singole parole o sintagmi, sia intere porzioni testuali.
questi possono perciò essere considerati intraducibili se si ricerca un diretto corrispondente al livello
lessicale. possono però essere veicolati attraverso strategie traduttive testuali particolari.

2.5 i tratti distintivi della sottotitolazione

henrik gottlieb Individua 5 parametri che distinguono la sottotitolazione da altre forme di traduzione e
afferma che la sottotitolazione può essere definita come una traduzione A. scritta, B. aggiuntiva, C.
immediata, D. sincronica, E. multimediale. Il tratto dell'immediatezza non consente l'eventuale rilettura
delle parti di testo sfuggite agli occhi dello spettatore, che compaiono e scompaiono con la rapidità dei
dialoghi e in concomitanza con le immagini filmiche, per cui la traduzione del sottotitolo è definita
sincronica; in questo la sottotitolazione differisce dal interpretazione simultanea, che di solito succede
temporalmente all'originale anziché essere presentata contemporaneamente a questo. infine è
multimediale perché costituisce uno dei tanti canali di trasmissione del messaggio. i cinque parametri
possono essere utilizzati per definire anche altri tipi di traduzione senza necessariamente essere
compresenti. il doppiaggio è una forma di traduzione immediata, sincronica e multimediale ma non è né
scritta ne additiva.

2.6 la dimensione Polisemiotica

il traduttore deve valutare un ulteriore variabile: la lettura dei sottotitoli non è sempre compatibile ne
conciliabile con il naturale movimento della lettura delle immagini che succedono sullo schermo,
altamente condizionato dai movimenti della telecamera. l'eccessiva concentrazione su una sola parte
delle due coordinate informative può comportare la perdita di parte del contenuto veicolato da quella
trascurata.

2.7 aspetti salienti dei sottotitoli

2.7.1 aspetti terminologici


La terminologia è particolarmente importante è perciò opportuno non confondere il sottotitolo ( subtitle)
con le didascalie (caption) o le scritte di scena (displays). Il sottotitolo riporta in forma scritta i dialoghi tra
gli attori è generalmente compare nella parte inferiore dello schermo per non alterare eccessivamente
l'armonia delle immagine. la scritta di scena, display, e invece un testo breve, presente nella versione in

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lingua originale e riproposta, a volte solo in originale, a volte con relativo sottotitolo, nella versione
sottotitolata. non è aggiunta, Ma fa parte della scena del film. un'ulteriore distinzione sono i sottotitoli
aperti e sottotitoli chiusi. i sottotitoli aperti o in chiaro, Sono quelli di serie sovraimpressi alla versione
originale della pellicola e proiettati come parte fisica inseparabile del prodotto, sia questo destinato alla
televisione o alla sala cinematografica, e i sottotitoli chiusi o criptati, sono opzionali e possono essere
aggiunti facoltativamente alla versione originale solo se prescelti dallo spettatore.

2.7.2 aspetti tecnici

la trascrizione dei dialoghi di un film in forma di sottotitoli deve sottostare In primo luogo a restrizioni di
natura formale o quantitativa, a restrizioni che riguardano la disposizione dei sottotitoli sullo schermo, Lo
spazio che possono occupare sullo schermo, la lunghezza delle battute, il tempo di esposizione sullo
schermo. per quanto riguarda la disposizione sullo schermo i sottotitoli di solito occupano la parte
inferiore. possono essere centrati oppure possono essere allineati a sinistra. questa collocazione
necessaria per non coprire eccessivamente le immagini filmica e i particolari visivi più significativi che
generalmente si trovano nella parte centrale. ogni riga può occupare in media due terzi dello schermo per
estensione m.te un massimo di 33,40 caratteri a seconda del tipo di carattere utilizzato. di solito quella
superiore è più corta in modo da limitare al minimo la contaminazione dell'immagine ed agevolare il
processo di lettura. il tempo è limitato, in genere un secondo e mezzo per i sottotitoli più bravi e 6,7
secondi per quelli più lunghi; Si tratta di norme standard europei che in circostanze particolari possono
essere adattate. È da preferire una soluzione concisa e di immediata ricezione, che permette allo
spettatore di disporre del tempo necessario per leggere, elaborare e comprendere il messaggio veicolato
dal testo.

2.7.3 aspetti riguardanti punteggiatura e convenzioni tipografiche

Esistono criteri di interpunzione criteri grafici propri della sottotitolazione, generalmente ma non
necessariamente condivisi da tutti i paesi che la utilizzano. le convenzioni tipografiche sono indispensabili
per rappresentare graficamente almeno alcune caratteristiche del parlato e per veicolare ne parte delle
sfumature paralinguistiche. ci sono ad esempio le lineette che indicano l'intervento di ogni personaggio; Il
corsivo è di norma all'indicatore di voci in lontananza o di fuori campo.

​2.7.4 aspetti inerenti la corretta fruibilità del sottotitolo

un fattore fondamentale per la buona ricezione del sottotitolo e la leggibilità. queste legata alla scelta del
carattere e allo sfondo su cui questo compare. a questo requisito primario si aggiungono un'efficace
segmentazione del testo è una valida sincronizzazione, Dunque restrizioni di natura testuale o qualitativa.
la distribuzione grafica delle due righe è un fattore essenziale poiché deve favorire movimenti agevoli
all'occhio dello spettatore. se sottotitoli sono centrati, non è importante quale delle due sia la più corta, la
distanza che deve percorrere l'occhio rimane sempre invariata è uguale a metà della lunghezza totale
delle due righe. Ma quando le righe sono allineati a sinistra La situazione è diversa. in questo caso
evidente che la riga superiore deve essere la più corta se si vuole evitare che i movimenti oculari
necessari per lo spostare lo sguardo dalla lettera finale della prima riga all'inizio della seconda riga
fatichino eccessivamente i muscoli dell'occhio e interrompano il ritmo di lettura dello spettatore. una
temporizzazione accurata tra la colonna sonora e i contenuti del sottotitolo e tra immagini sottotitoli e
tuttavia cruciale. li regolarità nella temporizzazione della colonna sonora, delle immagini e dei sottotitoli
possono creare confusione e rallentare o addirittura compromettere la comprensione da parte dello
spettatore.

2.8 i sottotitoli: tipi e ambiti applicativi

2.8.1 la sottotitolazione intralinguistica

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la sottotitolazione intralinguistica corrisponde alla trascrizione totale o parziale dei dialoghi nella stessa
lingua della colonna sonora originale del film. se la trascrizione è integrale, la qualità della trasmissione
del messaggio è verticale punto ne usufruiscono Infatti Sordi oppure studenti di lingue straniere.

la sottotitolazione intralinguistica per sordi


questo speciale tipo di sottotitolazione si rivolge a un pubblico numeroso di persone con deficit dell'udito
di diverso grado e rappresenta un eccezionale strumento capace di migliorare la qualità della vita di
soggetti disabili. in Italia si sviluppa di recente e ha cominciato ad essere regolarmente applicata a partire
dalla seconda metà degli anni Ottanta. le prime sperimentazioni italiane sono avvenute Nel 1986 anno in
cui si trasmette il primo film con sottotitoli per sordi, un film di Alfred Hitchcock la finestra sul cortile. La
sottotitolazione intralinguistica per sordi esiste l'applicazione di speciali adattamenti testuali: include
informazioni aggiuntive, si adatta a un ritmo di lettura più lento, aderisci a norme sintattiche leggermente
diverse dalle norme di base e tende a ripristinare strutture sintattiche e forme lessicali non marcate. è
fondamentale attenersi a strategie specifiche, che si possono ricondurre principalmente a tre importanti
accorgimenti: Chiara identificazione dei personaggi che prendono la parola; regolare ricorso al
metalinguaggio fonologico; adattamento del ritmo di presentazione del sottotitolo. è possibile servirsi di
font diversi o di segni paragrafematici oppure ricorrere a name tags. per i sordi si utilizzano colori di
diversi per distinguere i vari attori che prendono parte all'azione evitando invece Magenta rosso e blu
punto per riprodurre le sfumature paralinguistiche si sono degli accorgimenti specifici. si può ricorrere
all'uso di lettere maiuscole per indicare un aumento del volume della voce. il maiuscolo poi Inoltre
evidenziare una parola che si vuole mettere in rilievo. la punteggiatura dello scritto da istruzioni anche
riguardo All'intonazione. accenti stranieri, dialetti o uso di lingue straniere Sono esplicitamente segnalati
da apposite didascalie. le canzoni se trascritte, sono contrassegnate dal simbolo hashtag posto all'inizio e
alla fine del testo.

sottotitoli intralinguistici e comprensione apprendimento di una L2

il film in lingua originale sottotitolato può essere sfruttato in diverse situazioni di apprendimento
linguistico. la lettura del sottotitolo permette di verificare le ipotesi linguistiche che lo spettatore formula nel
corso della visione del film. Il sottotitolo intralinguistico assume una funzione ridondante che facilita e
convalida la comprensione di conseguenza l'apprendimento di una lingua straniera.

2.8.2 la sottotitolazione interlinguistica

i sottotitoli intralinguistici sono sottotitoli in una lingua diversa da quella del prodotto originale e per questo
coinvolgono e sintetizzano due linee due culture. la qualità della trasmissione del linguaggio è diagonale.
anche quelli interlinguistici possono favorire l'apprendimento della lingua straniera dei dialoghi in originale.

sottotitolazione interlinguistica rovesciata o in ordine inverso

Nell'ambito dell'utilizzazione del film sottotitolato per fini didattici è risultato particolarmente efficace il tipo
di sottotitolo interlinguistico con colonna sonora in L1 e i sottotitoli nelle 2.il parlato è nella lingua
dell'apprendente è il sottotitolo non è la lingua da prendere, da cui l'etichetta originale reversed subtitling.

3. La fase di realizzazione dei sottotitoli

La loro realizzazione è un processo complicato che coinvolge tre operazioni complementari: la riduzione,
cioè il passaggio da unità lunghe a unità più brevi; La trasformazione di a mesica, cioè il passaggio dal
codice orale a quello scritto; la traduzione, cioè il passaggio da una lingua ad un'altra punto le tre fasi non
riflettono un ordine gerarchico di applicazione e non sono subordinate l'una all'altra, ma si integrano nel
processo di sottotitolazione per realizzare testi di arrivo appropriati ed autonomi.

​3.1 la riduzione testuale

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la riduzione testuale è un aspetto della sottotitolazione particolarmente delicato. le regioni che impongono
la brevità sono ovvie e diverse. i sottotitoli non possono essere una traduzione integrale dettagliata dei
dialoghi della versione originale A meno che il film non sia estremamente povero negli scambi verbali tra
personaggi e a meno che questi non siano corti e sporadici. è possibile e doveroso che il sottotitolo
mantenga al informatività.

3.1.1 giustificazioni oggettive e soggettive del fenomeno

tra i numerosi fattori che impongono la riduzione testuale Vanno messi in evidenza quelli oggettivi: lo
spazio e il tempo a disposizione del sottotitolatore, a loro volta vincolati dai tempi di lettura del pubblico.
esistono esigenze di carattere interpretativo, legate alla comprensione e alla ricezione dei fruitori, che
definiscono i termini nei quali è opportuno attuare la riduzione e trattare il testo di partenza. la
sincronizzazione diventa vincolante Specialmente quando il doppiaggio del film è Serrato e il susseguirsi
di immagine dialoghi e rapido. la riduzione subisce l'impatto dell'abilità ricettiva dello spettatore. benché
necessario, il sacrificio di informazioni non dovrà mai essere eccessivo.

​3.1.2 la riduzione in termini quantitativi: le variabili influenti

non è facile precisare in che misura venga sacrificato il testo originale. la riduzione approssimativamente
compresa tra il 40 e il 70% del testo Secondo alcuni è tra il 25 e il 30% o il 30 il 50% secondo altri. la
tipologia delle lingue interessate può creare problemi di adeguatezza traduttiva influire sull'organizzazione
testuali del testo tradotto. secondo Irena Kovacic sottotitolare in una lingua con caratteristiche sintattiche
simili e con una simile lunghezza media delle parole rispetto alla lingua può esigere deduzioni contenute.

3.1.3 il traduttore e la riduzione

ridurre significa privare un testo di dettagli più o meno indispensabili per la comprensione. tra le abilità
che deve sviluppare un buon sottotitolo Tore, si mettono in evidenza individuare i diversi gradi di coerenza
e di coesione tematica globale interni al materiale Linguistico con cui lavora, Per poterli ristabilire
adeguatamente nel sottotitolo; la sensibilità e l'abilità che servono a non omettere informazioni che in un
secondo momento potrebbero rivelarsi Vitali per la comprensione. il sottotitolatore ha il compito di rendere
il testo di arrivo fluido e leggibile.

3.1.4 regolarità nel processo di riduzione

La pratica della riduzione, si è stato totale o parziale, è di per sé delicata. come spiega Becquemont è il
risultato, più o meno accettabile, di una sequenza di fasi che si possono schematizzare come segue: A)
analisi profonda e globale del testo di partenza; B) scansione del testo in fasi; C) gerarchizzazione delle
informazioni; D) selezione dei dati; E) eliminazione o condensazione degli elementi secondari; F)
traduzione.

​3.1.5 la riduzione totale: eliminazione

le riduzioni totali si identificano con l'eliminazione di Intere stringhe di componenti significative. le


eliminazioni sono determinate dalla funzione ed al grado di rilevanza e di pertinenza degli elementi che
sono omessi: se informazioni strettamente legate alla situazione comunicativa contingente non sono a
propriamente trasferite, risulta compromessa la coerenza globale del discorso. diversi studi dimostrano
che esistono elementi linguistici di diversa natura che tendenzialmente sono tralasciati, come:
informazioni deducibili Dal contesto, marche di enfasi, nomi di persona precedentemente menzionati,
precisazioni, segnali discorsivi, eccetera. per non appesantire troppo il testo dei sottotitoli è possibile,
Inoltre, tradurre una sola volta determinati tratti sociolinguistici, idiolettali o peculiari ad alcuni personaggi.

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Oltre alle eliminazioni lessicali fin qui considerate, esistono casi in cui sono eliminate intere frasi,
specialmente quando queste hanno il ruolo di espandere esplicitare un concetto espresso in quelle
immediatamente precedenti. un tipo particolare è ancora più specifico di riduzione sintattica si concentra
poi sui verbi di pensiero.

​3.1.6 la riduzione parziale: condensazione

la riduzione parziale fa riferimento, secondo la terminologia di Kovacic alla condensazione del testo di
partenza e non a omissioni di portata modesta. le condensazioni non comportano la totale perdita delle
informazioni, che sono solo sintetizzate e riformulate.

3.1.7 la riduzione esplicitante

La riduzione può talvolta convivere con procedimenti di espansione testuale e contenutistica e coesistere
con strategie esplicitati. l'omissione di un'informazione permettono al sottotitolatore di inserire nel testo di
arrivo Uno più elementi rispetto al testo Fonte. il guadagno informativo avviene attraverso la codificazione
di un'informazione presente ma non detta. L'esplicitazione indotta dalla sintesi rappresenta una soluzione
efficace per enfatizzare un aspetto particolare della realtà e creare sottotitoli non necessariamente ridotti
all'essenziale bensì esaurienti e compiuti, che non richiedono allo spettatore di recuperare il significato
integrale, ma lo facilitano nella ricezione.

3.2 la trasformazione diamesica

Il secondo aspetto è quello della variazione In diamesia. Il sottotitolo che risulta dal mutamento di codice
a caratteristiche singolari e diverse da quelle che caratterizzano il test orale originale. in teoria, la
trasposizione linguistica del sottotitolo dovrebbe riverberare caratteristiche appartenenti sia alla lingua
scritta, sia alla lingua parlata, sintetizzando e riproponendo le convenzioni corrispondenti ai due codici.
spesso però, nella pratica professionale, le differenze comunicative tra orale e scritto sono ignorate e le
connotazioni del testo recitato non sono riportate. è fondamentale soffermarsi sulla portata comunicativa
di ciascun sottotitolo; tenere a mente che i sottotitoli sono testi di supporto; lasciare spazio a varietà
sociolinguisticamente connotate, non rifiutando espressioni che appartengono registro informale e a
quello colloquiale; concentrarsi sul significato che determinate espressioni hanno nel contesto in cui sono
inserite; non trascurare la convenzionalità che caratterizza il linguaggio del cinema; ricordare che il fruitore
accetta a priori la sintesi dei dialoghi e il carattere talvolta inverosimile e inadeguato di alcune formulazioni
linguistiche o di alcune dinamiche comunicative.

3.2.1 la natura del codice scritto

la forma scritta del sottotitolo, che è per natura più organizzata, sintetica, formale, regolare e
standardizzata, regolata dalle convenzioni della punteggiatura, dell'ortografia, della sintassi e della
grammatica, si ripercuote sulle scelte traduttive in vari modi. i due codici hanno una diversa funzione
punto è bene che il sottotitolo raggiunga il giusto equilibrio tra il Polo della rigidità, del controllo, della
pianificazione, della chiarezza e della concessione tipiche dello scritto e il polo della flessibilità, della
Libertà, della ridondanza e dell’implicitezza tipiche del parlato.

​ riginale impoverito​ i dialoghi originali trasformati in sottotitolo perdono la naturalezza della


o
conversazione orale. la trasformazione di amnesica risulta quindi in una riformulazione linguistica più
formale rigida. nella trasposizione da una lingua all'altra si assiste dunque alla cancellazione di vari tratti
linguistici marcati In diamesia (in base cioè all'uso del mezzo scritto ho parlato), diafasia (in base cioè al
contesto dell'argomento di cui si parla), diastratia (in basso e cioè alla collocazione sociale del parlante) e
diatopia (in base cioè alla collocazione geografica del parlante). la lettura non sortisce mai lo stesso
effetto dell'ascolto: la parola scritta Può risultare di debole impatto emotivo nel caso in cui intende
riprodurre situazioni interattive o affettive particolari, o più forte provocatoria se si leggono espressioni

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appartenenti all'ambito del turpiloquio. L’unidimensionalità della lingua scritta, Inoltre, non può dar conto
delle situazioni in cui turni e voci si sovrappongono, nemmeno quando tali sovrapposizioni hanno una
precisa funzione nella dinamica comunicativa.

​originale arricchito​ le operazioni di per mezzo di inferenze contestuali comprendono l'Impiego di Termini
i portatori di particolari tratti semantici non presenti o solo suggeriti dall'originale. si possono poi sostituire
termini Generali con termini specifici circoscritti al contesto d'uso contingente. la esplicitezza derivante dal
codice scritto permette di scegliere il modo più adatto per esprimere un contesto senza richiedere al
destinatario di fare riferimento a conoscenze implicite o date per scontate dal testo. se ci soffermiamo
sulla riformulazione, la traduzione in forma scritta offre la possibilità di pianificare meglio il discorso è volta
a volta rappresentare la sola alternativa per esprimere il messaggio in modo diretto ma conciso per
metterlo in evidenza o per proporre la giusta lettura delle parole di un interlocutore per facilitare la
decodifica del fruitore. l'Impiego di Termini più informativi garantisce immediatezza nella recezione e nella
comprensione dei nessi tra gli eventi. le aggiunte migliorative potenziano la coesione testuale chiarendo in
essi e dilatando l'originale.

3.2.2 la sfera paralinguistica

con il termine paralinguistico intendiamo l'insieme di quegli elementi fonici, non verbali che rendono
completa gli organica la comunicazione verbale umana, liberandola da quella artificiosità e dalla
meccanicità cui Sarebbe condannata se si potesse o dovesse servire solo degli elementi linguistici in
senso stretto. accanto al linguaggio parlato vivono codici secondari che ne rafforzano e ne chiariscono i
contenuti. ha particolare rilevanza l'intonazione del parlante che è capace trasmettere informazioni di
carattere emotivo anche se nel sottotitolo ciò che è inerente la sfera paralinguistica è generalmente
omesso, vi sono casi in cui ciò non accade.

originale impoverito ​alcuni studiosi hanno messo in evidenza gli aspetti del parlato che sono
generalmente eliminati durante la trasposizione diamesica, sottolineando come la nonna riproducibilità di
tratti prosodici, di inflessioni dialettali, di modalità di sì o di intonazione indeboliscono la forza comunicativa
del testo punto supplire a tali perdite di correndo all'ampio uso dei segni interpuntivi sembra una delle
strategie preferite dai sottotitolatori.

​originale arricchito​ la trasformazione di ammessi ca' non comporta esclusivamente l'eliminazione di


alcuni degli aspetti del parlato, come è stato appena messo in evidenza. non sempre i segni di
interpunzione e le convenzioni tipografiche sono, da sola e, sufficiente a compensare la perdita di
determinate caratteristiche paralinguistiche, che possono invece essere in parte ripristinata attraverso
l'applicazione di strategie traduttive appropriate alla traduzione intersemiotica. la funzione pragmatica e
quella emotiva dell'intonazione si ripercuotono sulla traduzione possono essere riprodotte, in forma scritta,
attraverso l'aggiunta, la specificazione e la ricodifica di invarianti elementi linguistici. l'aggiunta del
pronome interrogativo rafforza il semplice pronome personale ad esempio.

3.3 le strategie di sottotitolazione

ancora oggi non esiste una classificazione di riferimento univoca relativa alle strategie di sottotitolazione.
autori diversi propongono parametri diversi che tuttavia condividono alcuni tratti. tra i fattori più influenti
sulla tipologia di strategie utilizzate ne vanno messi in evidenza 52 punti la natura del testo originale; il
genere filmico o il tipo di programma televisivo da sottotitolare; i destinatari; la struttura delle lingue
coinvolte; e infine anche il diverso grado di affinità tra la lingua e la cultura di partenza e la lingua e la
cultura di arrivo punto tramite un complesso lavoro di transcodificazione del messaggio, Il sottotitolatore
deve riuscire a trasmettere, con Segni grafici, le informazioni semantiche e stilistiche contenute nel testo
di partenza senza travisare la lingua e la cultura di emissione, raggiungendo, un Adeguato equilibrio
espressivo e mantenendo equivalenza informativa, semantica e comunicativa rispetto all'originale. sono

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degni di nota Due tentativi di categorizzazione le strategie impiegate dai sottotitolatori Gottlieb e quello di
Lomheim, cui si affiancano alcuni contributi della studiosa slovena Kovacic.

​3. 3.1 il modello di gottlieb

henrik gottlieb Individua 10 strategie abitualmente usate dai professionisti. Non specifica dei requisiti che
deve avere una resa idonea o equivalente, ne spiega che cosa intende per contenuto trattato di una data
porzione sessuale del testo di partenza. fanno pensare alla nozione di idoneità la quale potrebbe
corrispondere a quella di equivalenza situazionale dinamica o, meglio, che la forma del testo di arrivo sia
determinata dalla funzione che questo avrà nel contesto di arrivo.

espansione ​vi sono circostanze in cui è importante fornire elementi aggiuntivi, e non solo sottrarre
elementi marginali rispetto al testo originale. generalmente si ricorre alle espansioni quando l'espressione
originale richiede una spiegazione capace di fornire allo spettatore le coordinate interpretative necessarie
per comprendere riferimenti a realtà extralinguistiche a lui presumibilmente estranee Per esplicitare e
rendere più chiare le scelte linguistiche dell'originale.

parafrasi ​il testo originale cambiato ed adattato per il pubblico di arrivo al fine di mantenere intatto il
messaggio attraverso l'equivalenza situazionale. un'espressione alterata ma efficace, che non distorce le
intenzioni comunicative dell'originale. la bontà della resa dipende dall'interpretazione del sottotitolatore e
dal grado di profondità con cui conosce la lingua e la cultura di partenza.

trasposizione ​ La trasposizione è la strategia che permette di realizzare una traduzione completa


dell'originale, ovverosia riflettere completamente l'originale nella forma e nel contenuto, rispettando di
preferenza la struttura sintattica di partenza e specialmente l'ordine dei contenuti chiave. è dunque
probabile solo in assenza di limiti spazio-temporali pressanti. benché il trasferimento una resa piena,
diretta e fedele dell'originale, questa strategia non sempre rappresenta la soluzione migliore.

i​ mitazione​ strategia non particolarmente frequente, l’imitazione è la resa nella versione di destinazione di
segmenti verbali dell'originale attraverso segmenti identici. In altre parole, il sottotitolatore non traduce
determinate porzioni di testo dell'originale per trasportarle tali e quali. una sua applicazione inopportuna
risulta fuori luogo è naturale per lo spettatore cui si rivolge rischia Dunque di ostacolare la fluidità di lettura
e di ricezione.

trascrizione ​questa strategia necessita di un alto livello di creatività da parte del traduttore è
generalmente sfruttata per rendere espressioni non standard della lingua di partenza, dialetti e idioletti,
giochi di parole.

dislocazione ​la dislocazione applicata soprattutto quando si devono esprimere attraverso il linguaggio
verbale fenomeni comunicativi particolari o effetti di carattere visivo o musicale. si usa nel sottotitolo ha
un'espressione diversa rispetto a quella usata nella lingua di partenza per riprodurre particolari effetti
ritmici o per poter mantenere eventuali collegamenti tra espressioni verbali ed elementi iconici. la
dislocazione ricorre a un processo di adattamento della forma, di riformulazione del messaggio originale,
di una sorta di parafrasi Ori espressione innescata da quello che si vede sullo schermo.

​ condensazione ​la condensazione, che richiama in pieno la riduzione parziale di Kovacic, consiste nel
riproporre lo stesso messaggio attraverso una forma linguistica più sintetica: la variazione riguarda solo la
forma del messaggio contenuto.

riduzione​ diversamente dalla condensazione, la riduzione Conduce ad una traduzione pienamente


comprensibile Ma privata di elementi con alto potenziale informativo ma non essenziali. il testo originale
passa in forma ridotta sia a livello formale, sia a livello contenutistico. essa Si rende necessaria se la
velocità di eloquio E tale da non permettere di tradurre per intero il testo originale.

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​cancellazione ​il confine tra riduzione e cancellazione è molto sottile. anche questa strategia comporta la
totale omissione di porzioni del testo Fonte. questa volta si omettono turni o frasi rilevanti e non più
stringhe di parole al loro interno.

rinuncia​ la rinuncia viene definita da Sandrelli l'unico caso in cui il processo traduttivo non restituisce
neanche in parte il testo originale. generalmente la percentuale di rinunce è bassa: evitare di trasporre di
un elemento del testo Fonte dà l'idea di accettare il fatto che non ci sia una maniera adeguata di rendere il
testo originale.

3.3.2 alcune osservazioni

Lomheim mette in evidenza la priorità della corrispondenza comunicativa rispetto a quella strutturale o
formale, per lui basata prevalentemente sul numero delle parole e che distingue i procedimenti di
trasferimento linguistico che avvengono durante la sottrazione, a seconda che agiscono sul piano o livello
testuale o su quello comunicativo.

3.3.3 il modello di lomheim

la tassonomia presentata da Lomheim costa di 6 strategie o procedimenti. 1) cancellazione; 2)


condensazione; 3) aggiunta; 4) iperonimia; 5) iponimia; 6) neutralizzazione. La cancellazione è la
condensazione sembrano strategie che richiamano in pieno quelle di gottlieb. la procedura di
cancellazione suggerita da questo autore prevede l'omissione di elementi che contribuiscono a dare
specificità a quanto detto, tale strategia sembra richiamare in pieno la riduzione di gottlieb. la procedura
della condensazione enumerata da lomheim coincide con la strategia di condensazione suggerita da
gottlieb. l'aggiunta, successivamente rinominata espansione, si propone un obiettivo simile alle
espansioni di gottlieb e segnala l'introduzione di un'informazione supplementare nel testo norvegese è
presumibilmente attuata per facilitare lo spettatore. libero Ninì a, Lippo ninia e la neutralizzazione sono
procedure che comportano la sostituzione di determinate unità lessicali del testo di partenza con unità
lessicali semantiche correlate nella lingua di arrivo. la relazione semantica può essere di due tipi: libero
linea, cioè di generalizzazione o semplificazione, quando un termine specifico, sotto ordinato e a
estensione ridotta-l'eponimo-e sostituito da uno più generico e sovraordinato; iponimia, cioè di
specificazione o esplicitazione, nel caso inverso. quando il sottotitolo Elimina ogni connotazione intrinseca
al termine originale ci troviamo di fronte a una neutralizzazione. iperonimia, iponimia e neutralizzazione
non sono necessariamente da considerarsi strategie sintetizzati: all'occorrenza possono ridurre o
aumentare il numero di parole del testo di arrivo.

3.3.4 modelli a confronto

c'è una difficoltà di rintracciare di isolare i singoli procedimenti traduttivi i quali Infatti, si verificano
isolatamente solo di rado.

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