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Elisabetta II (Elizabeth Alexandra Mary; Londra, 21 aprile 1926) è la regina del Regno Unito di Gran Bretagna

e Irlanda del Nord e dei Reami del Commonwealth.

Ulteriori informazioni: Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri Reami del
Commonwealth, In carica …
Famiglia Reale del Regno Unito e degli altri Reami del Commonwealth
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S.M. la Regina
S.A.R. il Duca di Edimburgo
S.A.R. il Principe di Galles
S.A.R. la Duchessa di Cornovaglia
S.A.R. il Duca di Cambridge
S.A.R. la Duchessa di Cambridge
S.A.R. il Principe George di Cambridge
S.A.R. la Principessa Charlotte di Cambridge
S.A.R. il Principe Louis di Cambridge
S.A.R. il Duca di Sussex
S.A.R. la Duchessa di Sussex
S.A.R. il Duca di York
S.A.R. la Principessa Beatrice di York
S.A.R. la Principessa Eugenia di York
S.A.R. il Conte di Wessex
S.A.R. la Contessa di Wessex
S.A.R. la Principessa Reale
S.A.R. il Duca di Gloucester
S.A.R. la Duchessa di Gloucester
S.A.R. il Duca di Kent
S.A.R. la Duchessa di Kent
S.A.R. il Principe Michael di Kent
S.A.R. la Principessa Michael di Kent
S.A.R. la Principessa Alexandra
Windsor
Casa reale del Regno Unito
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Giorgio V (1910-1936)
Figli
Edoardo (1894-1972)
Alberto (1895-1952)
Mary (1897-1965)
Henry (1900-1974)
Giorgio (1902-1942)
John (1905-1919)
Edoardo VIII (1936)
Giorgio VI (1936-1952)
Figli
Elisabetta (1926-viv.)
Margaret (1930-2002)
Elisabetta II (1952-...)
Figli
Carlo (1948-viv.)
Anna (1950-viv.)
Andrea (1960-viv.)
Edoardo (1964-viv.)
Figlia maggiore di re Giorgio VI e della regina Elisabetta (alla nascita era la primogenita dei duchi di York[1]),
è anche regina di Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Belize, Canada, Grenada, Giamaica,
Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Isole
Vergini britanniche, Isole Salomone e Tuvalu.

Elisabetta II è anche capo del Commonwealth[2][3] e governatore supremo della Chiesa d'Inghilterra,
comandante in capo delle forze armate, Signora dell'Isola di Man e Baliva di Guernsey e di Jersey.

È salita al trono del Regno Unito all'età di venticinque anni il 6 febbraio 1952, alla morte del padre re
Giorgio VI[4]. Il suo regno è il più lungo di tutta la storia britannica, avendo superato il 9 settembre 2015 il
precedente record detenuto dalla sua trisavola Vittoria di 63 anni, 7 mesi e 2 giorni (pari a 23 226 giorni), ed
è il più lungo in assoluto per una regina[5][6].

Circa 125 milioni di persone nel mondo sono suoi sudditi. Il suo regno ha visto 13 primi ministri del Regno
Unito e ancor più numerosi primi ministri e governatori degli altri stati membri del Commonwealth delle
nazioni. Per la sua durata, il regno di Elisabetta II è al 6º posto nella classifica dei regni più lunghi della
storia; è il Capo di Stato in carica da più tempo, dopo la morte di re Rama IX di Thailandia, avvenuta il 13
ottobre 2016[7]. È sposata con Filippo Mountbatten, poi duca di Edimburgo, dal 20 novembre 1947 e ha
quattro figli, Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo.

Biografia
Gioventù

La principessa Elisabetta a 7 anni, dipinta da Philip de László, 1933


Elisabetta è nata al n. 17 di Bruton Street a Mayfair (Londra)[8] il 21 aprile 1926 ed è stata battezzata nella
cappella privata di Buckingham Palace dall'Arcivescovo di York. Suo padre era il principe Albert (poi re
Giorgio VI), figlio secondogenito del re Giorgio V del Regno Unito e della moglie Maria di Teck. Sua madre
era Elizabeth Bowes-Lyon, duchessa di York, figlia di Claude George Bowes-Lyon, conte di Strathmore and
Kinghorne.

Ebbe solo una sorella, Margaret, nata nel 1930 e morta nel 2002. Le venne imposto il nome di sua madre,
mentre i suoi due nomi successivi sono quelli rispettivamente della bisnonna paterna, la regina Alessandra,
e della nonna paterna, la regina Mary. Ebbe un buon rapporto specialmente con il nonno Giorgio V e le fu
dato il merito di averlo sostenuto durante la malattia che lo colpì nel 1929[9].

Come nipote del regnante britannico per la linea di discendenza maschile, aveva il titolo di Her Royal
Highness (Sua Altezza reale), precisamente S.A.R. Principessa Elisabetta di York. Alla nascita era la terza
nella linea di successione al trono britannico, preceduta dallo zio Edoardo e dal padre.

Educazione
Elisabetta venne educata a casa con la supervisione di sua madre. La sua governante fu Marion Crawford,
chiamata affettuosamente "Crawfie". Studiò storia con C. H. K. Marten, prevosto del collegio di Eton, e le
vennero insegnate alcune lingue moderne, come il francese (che parla correntemente)[10], usato
soprattutto per le sue visite in Canada e durante la visita in Francia nel 2004, in occasione del centenario
dell'Entente cordiale[11].

Erede al trono

Elisabetta in uniforme dell'Auxiliary Territorial Service, aprile 1945


Quando il padre Giorgio VI divenne re nel 1936 in seguito all'abdicazione dello zio Edoardo VIII[12],
Elisabetta divenne erede al trono. Aveva tredici anni quando scoppiò la seconda guerra mondiale. Lei e la
sorella minore Margaret furono evacuate al castello di Windsor. Ci furono dei suggerimenti affinché le
principesse venissero mandate in Canada, ma la madre si rifiutò di prenderli in considerazione, dicendo, "Le
bambine non potrebbero andarsene senza di me, io non me ne andrei senza il re e il re non se ne andrà in
nessun caso"[13]. Nel 1940 Elizabeth fece il suo primo annuncio radiofonico, indirizzandolo ad altri bambini
che come lei erano stati evacuati[14].

Servizio militare
Nel 1945 Elisabetta convinse il padre a consentirle di partecipare personalmente allo sforzo per la guerra. Si
unì al Servizio Ausiliare Territoriale (Auxiliary Territorial Service) (ATS) dove era conosciuta come n.
230873[15] Secondo Subalterno Elisabetta Windsor, e venne addestrata come autista[16]; fu promossa
Comandante onorario junior cinque mesi più tardi[17].

La principessa Elisabetta con il principe Filippo nel 1950


Elisabetta compì la sua prima visita ufficiale oltremare nel 1947, allorché accompagnò i genitori in
Sudafrica. Al compimento del suo ventunesimo anno di età, durante un discorso radiofonico indirizzato al
Commonwealth Britannico e all'Impero britannico dichiarò che si sarebbe impegnata a dedicare la propria
vita al servizio della gente del Commonwealth e dell'Impero[18]:

(EN)
«I declare before you all, that my whole life, whether it be long or short, shall be devoted to your service
and the service of our great imperial family to which we all belong.»

(IT)
«Io dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e
al servizio della nostra grande famiglia imperiale alla quale tutti apparteniamo.»

(Principessa Elisabetta in visita ufficiale in Sudafrica, 21 aprile 1947)


Matrimonio e maternità
Elisabetta è sposata dal 20 novembre 1947 con Filippo[19] che risulta essere un suo cugino di terzo grado:
entrambi sono trisnipoti della regina Vittoria e diretti discendenti di Cristiano IX di Danimarca. Filippo
inoltre è nipote di re Giorgio I di Grecia, ma prima del matrimonio dovette rinunciare alla pretesa al trono di
Grecia, e da allora fu chiamato semplicemente tenente Filippo Mountbatten, sino a quando venne
nominato duca di Edimburgo poco prima delle nozze. Questo matrimonio, benché non combinato, era
perfettamente adeguato per una donna erede al trono, poiché Filippo era stato educato per i doveri di
regnante.

Dopo le nozze i coniugi abitarono a Clarence House, a Londra. Il 14 novembre 1948 vide la luce il loro primo
figlio, Carlo (ora principe del Galles). Diverse settimane prima erano state emesse "lettere patenti" perché i
figli della coppia potessero godere di diritti principeschi e reali, ai quali altrimenti non avrebbero avuto
diritto ma sarebbero stati considerati solo come figli di un duca. Elisabetta e Filippo hanno avuto quattro
figli in tutto. Benché la casata reale si chiami Windsor, è stato decretato per mezzo di un Order-in-Council
del 1960 che i discendenti di Elisabetta e Filippo possano portare il cognome personale di Mountbatten-
Windsor.
Per i suoi 50 anni di matrimonio (1997) le è stato regalato dai suoi figli e nipoti un cardigan d'oro, diamanti,
zaffiri e rubini, del valore di 60.000 sterline, custodito in una stanza non visitabile della torre di Londra.

Cristiano IX di Danimarca
Vittoria del Regno Unito
Giorgio I di Grecia
Alessandra di Danimarca
Edoardo VII del Regno Unito
Alice di Sassonia C. G.
Giorgio V del Regno Unito
Vittoria d'Assia-Darmstadt
Andrea di Grecia
Alice di Battenberg
Giorgio VI del Regno Unito
Elisabetta II
Filippo di Edimburgo
Successione

La principessa Elisabetta (a sinistra, in uniforme) sul balcone di Buckingham Palace con (da sinistra a destra)
sua madre la regina Elisabetta, il primo ministro britannico Winston Churchill, re Giorgio VI e la principessa
Margaret, 8 maggio 1945
La salute di re Giorgio declinò vistosamente nel 1951[20] ed Elisabetta lo rappresentò in numerosi eventi
pubblici e visite ufficiali: si recò infatti in Grecia, Italia e Malta. In ottobre dello stesso anno visitò il Canada e
si recò a Washington dal presidente Truman.

Nel gennaio 1952 Elisabetta e Filippo partirono per una lunga visita in Australia e Nuova Zelanda e fu
proprio durante una visita ufficiale (in Kenya) che venne avvisata della morte del padre, il 6 febbraio 1952,
affetto da tumore ai polmoni e morto d'infarto[21]. Fu il marito Filippo che diede la notizia alla nuova
regina[22] e quando le fu chiesto di scegliere il nome con cui volesse regnare, lei scelse di utilizzare il
proprio nome, cioè Elisabetta[23].

Fu la prima monarca britannica dall'Atto di Unione del 1801 a trovarsi fuori dal Regno Unito al momento
della successione al trono. L'albergo dove alloggiava la coppia reale, il "Treetops hotel" divenne
un'attrazione turistica negli anni successivi. Elisabetta II fu incoronata con una fastosa cerimonia all'abbazia
di Westminster il 2 giugno 1953[24].

In onore della sua incoronazione, la East African Coronation Safari istituì l'East African Safari Rally, che
sarebbe divenuto noto come uno dei più duri rally del mondo. La gara s'iniziò il 27 maggio 1953 per
concludersi un giorno prima dell'incoronazione, il 1º giugno. Furono attraversati Kenya, Uganda e Tanganica
(l'odierna Tanzania).

Vita da regina

La regina Elisabetta II nel 1953

Elisabetta II con il principe consorte Filippo nel giorno dell'incoronazione (2 giugno 1953)
La cerimonia della solenne incoronazione della regina è avvenuta quasi un anno e mezzo dopo la sua ascesa
al trono. Dopo l'Incoronazione, lei e Filippo si trasferirono a Buckingham Palace nel centro di Londra[25].
Come molti dei suoi predecessori, tuttavia, si pensa che lei non ami risiedere nel palazzo e che consideri il
Castello di Windsor, a ovest di Londra, come la propria casa. Trascorre anche molto tempo al Castello di
Balmoral in Scozia[25].

La regina Elisabetta è il sovrano che ha viaggiato di più di tutti i tempi, davanti a papa Giovanni Paolo II[26].
Nel 1953-54 lei e Filippo fecero un viaggio per il mondo durato sei mesi, diventando il primo monarca
regnante a circumnavigare il mondo, e anche la prima a visitare Australia, Nuova Zelanda e le Isole Figi.
Nell'ottobre 1957 lei fece una visita di stato agli Stati Uniti, e nel 1959 fece un viaggio in Canada. Nel 1961
visitò l'India e il Pakistan per la prima volta. Ha effettuato visite di Stato in gran parte dei paesi europei e
non. È presente regolarmente agli incontri dei Capi di Stato del Commonwealth.

Nel periodo in cui Elisabetta salì al trono, ci fu un gran parlare di una "nuova età Elisabettiana". Il ruolo di
Elisabetta è quello di guidare il Regno Unito mentre il potere economico e militare veniva condiviso con un
crescente numero di nazioni indipendenti. Mentre le nazioni si sono sviluppate economicamente e
culturalmente, la regina Elisabetta ha assistito senza rancori negli scorsi 50 anni alla graduale
trasformazione dell'Impero britannico nel suo moderno successore, il Commonwealth. Ha lavorato sodo
per mantenere contatti con i precedenti possedimenti britannici e, in qualche caso, come nel Sudafrica, ha
giocato un ruolo importante nello stabilire buoni rapporti.

Elisabetta II e i leader del Commonwealth nel 1960, Castello di Windsor


Elisabetta ha idee conservatrici in materia di religione, moralità e affari di famiglia. Ha un forte senso dei
doveri religiosi e prende seriamente il giuramento della sua incoronazione. Questa è una ragione per cui è
considerata improbabile la sua abdicazione. Come sua madre, biasimò Edoardo VIII per avere abbandonato
il suo ruolo e obbligato suo padre a diventare re, cosa che pensava avesse accorciato la sua vita di parecchi
anni. Usò l'autorità della sua posizione per impedire a sua sorella, Principessa Margaret, di sposare un
uomo divorziato, Peter Townsend. Per anni rifiutò di acconsentire alla relazione del figlio Carlo, principe del
Galles con Camilla Shand, poi duchessa di Cornovaglia.

La Regina con il primo ministro Edward Heath (a sinistra), il presidente USA Richard Nixon e la first lady Pat
Nixon, 1970
Le vedute politiche di Elisabetta sono di certo meno manifeste (non ha mai detto o fatto niente in pubblico
che potesse rivelarle). Conserva relazioni cordiali con i politici di tutti i partiti. Si crede che i suoi Primi
Ministri preferiti siano stati Winston Churchill, Harold Macmillan e Harold Wilson. Tra i meno amati ci fu
indubbiamente Margaret Thatcher, che ha detto di "detestare cordialmente". Si pensa che abbia avuto un
buon rapporto con Tony Blair, durante i primi anni del suo ufficio di Primo ministro; comunque, era
diventato evidente negli ultimi periodi che i suoi rapporti con Blair si fossero induriti. La regina pensava
infatti che lui non la tenesse sufficientemente informata riguardo agli affari di Stato.

I soli argomenti pubblici sui quali la regina renda pubbliche le sue opinioni sono quelli riguardanti l'unità dei
suoi regni, inclusi Canada e Regno Unito. Ha parlato in favore della continuità di unione di Inghilterra e
Scozia, facendo irritare alcuni nazionalisti scozzesi. I suoi discorsi di lode per l'Accordo del Venerdì Santo in
Irlanda del Nord hanno sollevato alcune lamentele da parte di alcuni Unionisti nel Partito Unionista
Democratico che si erano opposti all'intesa. Poi, anche se non parlando direttamente contro la Sovranità
del Québec in Canada, ha pubblicamente lodato l'unità del Canada e espresso chiaramente il suo desiderio
di continuare a vedere un Canada unito.

Elisabetta II cavalca Burmese alla cerimonia Trooping the Colour del 1986
Nonostante una serie di controversie sugli altri membri della famiglia reale, particolarmente sulle difficoltà
matrimoniali dei figli attraverso gli anni ottanta e novanta, la regina Elisabetta rimane una figura su cui non
si sono abbattute polemiche ed è generalmente rispettata da tutti i suoi sudditi. Comunque, il suo ruolo
pubblico rimane formale, anche se più tranquillo rispetto a una volta. Il suo rifiuto di mostrare emozioni in
pubblico impedisce il nascere di un sentimento più profondo nei suoi riguardi da parte della gente.

La regina Elisabetta non ha mai sofferto di severa disapprovazione della gente. Comunque, nel 1997 lei e
altri membri della famiglia reale furono bollati come freddi e senza sentimenti quando non furono visti a
partecipare in pubblico alle dimostrazioni di dolore in occasione della morte della Principessa Diana. Questo
apportò critiche anche da parte dei tabloid tradizionalmente favorevoli alla monarchia.

Si crede che Elisabetta nutrisse avversione nei confronti di Diana e pensasse che lei avesse arrecato un
danno immenso alla monarchia. Comunque, l'immagine dell'intera famiglia reale che china il capo davanti
alla bara di Diana mentre passa davanti a Buckingham Palace, insieme a rare trasmissioni televisive in
diretta, fecero appello al dolore pubblico. Si crede che il cambiamento di comportamento della regina sia
stato dovuto a una forte influenza della regina madre e Tony Blair.
Il principe Filippo ed Elisabetta II, ottobre 1992
La regina resta un capo di Stato molto rispettato. Nel 2002 ha celebrato il suo Giubileo d'oro (Golden
Jubilee), segnando il 50º anniversario della sua salita al trono. In quell'anno la regina compì molti viaggi nei
Paesi del Commonwealth, incluse numerose parate e concerti ufficiali. Nel giugno 2002, migliaia di persone
si unirono fuori da Buckingham Palace per la "Festa a Palazzo", un concerto in cui si esibirono numerosi
cantanti delle isole britanniche. Una funzione nazionale di ringraziamento si tenne il giorno dopo alla
Cattedrale di San Paolo (Londra), alla quale la regina e il principe Filippo si avviarono a bordo della carrozza
dorata. Questo fu seguito da feste e processioni, finendo con un passaggio (fly-by) del Concorde e della
pattuglia acrobatica Red Arrows. La famiglia reale seguì l'evento dal balcone di Buckingham Palace, davanti
a una folla di un milione di persone.

L'anno di Giubileo coincise con le morti, nel giro di pochi mesi, della madre della regina e della sorella. Le
relazioni di Elisabetta con i figli, che erano ancora distanti, sono invece ora diventate più strette dopo
queste morti. È particolarmente vicina alla nuora, Sophie Rhys-Jones, contessa del Wessex. È conosciuta per
avere disapprovato la lunga relazione del Principe del Galles con Camilla Shand ma, con il loro matrimonio,
è riuscita ad accettarla. D'altra parte, è molto legata ai suoi nipoti, specialmente al principe William e a Zara
Phillips.

Nel 2003 la regina, la cui salute è robusta, si sottopose a tre operazioni. Ebbe due operazioni di chirurgia
verso la fine dell'anno alle due ginocchia e si fece rimuovere lesioni dal volto. Ciò ha provocato alcuni
dibattiti nei media riguardo al fatto se la monarchia dovrebbe evolversi contemplando la possibilità per il re
di abdicare come in altre nazioni, e fece nascere insistenti voci riguardo a una sua abdicazione.

Elisabetta II e il principe Filippo nel 2007


La Regina, che dal 20 dicembre 2007 è divenuta il più anziano sovrano britannico di tutti i tempi, ha sempre
smentito ogni ipotesi di una possibile abdicazione. Quelli che la conoscono bene asseriscono che intende
regnare fino alla sua morte. La regina, comunque, ha cominciato ad affidare alcuni doveri pubblici ai figli,
come ad altri membri della famiglia reale. Nel 2005 è stato annunciato che, insieme con il principe Filippo,
avrebbe ridotto il numero di viaggi internazionali. In ogni caso, è chiaro che intende fare quanto le è
possibile finché sarà abile fisicamente.

L'immagine pubblica di Elisabetta si è notevolmente ammorbidita, particolarmente dalla morte della regina
madre. Anche se rimane riservata in pubblico, è stata vista ridere e sorridere molto più che in passato e,
con sorpresa di molti, è stata vista commuoversi in maniera manifesta in occasioni di forte emozione, come
la messa in memoria per gli attentati dell'11 settembre 2001 alla Cattedrale di St. Paul e in Normandia per il
60º anniversario del D-Day, dove, per la prima volta, si è rivolta alle truppe canadesi; in passato aveva
sempre cercato, secondo la sua visione del proprio ruolo, di mostrare forza e fermezza al massimo grado.

La Regina visita Birmingham nel luglio 2012, durante il suo Giubileo di diamante
Il 6 febbraio 2012 è stato l'anniversario della sua salita al trono ed è cominciato l'anno del Giubileo di
diamante (Diamond Jubilee), che è stato celebrato con quattro giorni di festa (dal 2 al 5 giugno 2012),
dichiarati dalla regina giorni festivi in tutto il Regno Unito, per commemorare il 60º anno di regno.

Il 27 luglio 2012 la regina Elisabetta II ha aperto ufficialmente i Giochi della XXX Olimpiade a Londra, mentre
il 29 agosto ha dato inizio ai XIV Giochi paralimpici estivi. Suo padre re Giorgio VI del Regno Unito aprì le
olimpiadi di Londra 1948, mentre suo bisnonno re Edoardo VII aprì le olimpiadi di Londra 1908. La regina ha
anche aperto i Giochi della XXI Olimpiade a Montréal nel 1976 in qualità di Regina del Canada, mentre il
principe Filippo ha aperto le olimpiadi del 1956 a Melbourne, in Australia[27]. È il primo Capo di Stato ad
avere inaugurato due Giochi olimpici in due differenti paesi[28].
Nel 2012 è stata definita la 26ª donna più potente e influente al mondo dalla rivista statunitense Forbes,
che ha inoltre stimato il suo patrimonio in 450 milioni di dollari.

Nel 2013 viene invitata dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per una visita privata a
Roma il 6 e il 7 marzo, ma è costretta a cancellare il viaggio a causa di una gastroenterite che la costrinse ad
un ricovero in ospedale.

Il 4 aprile 2013 ha ricevuto un premio onorario BAFTA per il suo patrocinio dell'industria cinematografica ed
è stata definita da Sir Kenneth Branagh (che le ha consegnato il premio durante la cerimonia onoraria) "la
più memorabile Bond girl della storia"[29].

Il 17 aprile 2013, con un'eccezione al protocollo, ha partecipato con il Principe Filippo ai funerali della
Baronessa Margaret Thatcher, ex Primo ministro del Regno Unito, deceduta l'8 aprile dello stesso anno[30]
[31].

Il 4 giugno 2013 ha presenziato, con gli altri membri della famiglia reale, a una messa all'abbazia di
Westminster per commemorare il 60º anniversario della sua incoronazione, avvenuta il 2 giugno 1953[32].
Dall'11 al 14 luglio inoltre, per festeggiare l'anniversario dell'incoronazione, si è svolto nei giardini di
Buckingham Palace un festival a cui hanno partecipato tutti i Royal Warrant britannici[33].

Ruolo politico

Destinazioni ufficiali per suo governo dalla regina Elisabetta II


La regina ricopre un ruolo essenziale nel processo legislativo nei regni. La "Corona in Parlamento" (il
Parlamento che agisce con il consiglio e il consenso della regina), in ogni paese, è una parte integrante del
Parlamento, insieme con la "camera alta" e con la "camera bassa". La regina può legalmente garantire o
negare l'assenso alle leggi. La regina nel Regno Unito, o il suo governatore generale negli altri reami del
Commonwealth, tiene un discorso all'annuale apertura del Parlamento, sottolineando il programma
legislativo del governo per l'anno a venire.

La regina ha anche un ruolo nel governo esecutivo. I governi sono conosciuti come il governo di Sua Maestà
e la regina nomina i ministri che vi lavorano. In pratica, comunque, la composizione del governo non è
determinata dalla regina, ma dal primo ministro, che "consiglia" la regina.

Il governo deve rispondere in prima istanza alla regina, e successivamente alla camera bassa del
Parlamento. La regina ha un ruolo anche nel potere giudiziario: la corte agisce in suo nome e i processi sono
condotti in sua vece.

Elisabetta II nel 2010, durante una visita a Toronto, in Canada


La regina non può essere condotta in giudizio alla corte come capo di Stato, né può essere citata
personalmente per qualche atto ufficiale svolto da lei stessa o in suo nome (anche se la Corona può essere
citata come entità legale). La regina è, comunque, una persona normale che deve seguire la legge, a cui è
soggetta come gli altri cittadini. Il fatto teorico che il sovrano possa essere posto in giudizio per un'offesa
recata ad altri non è mai stato provato come agibile; di fatto non si è mai verificata questa condizione; e per
il sistema giuridico del Regno Unito, che valorizza molto la condizione del precedente questo ha notevole
valore.

Nella rivoluzione inglese del XVII secolo, il Parlamento condannò Carlo I d'Inghilterra per tradimento, ma
dopo la restaurazione di Carlo II d'Inghilterra, questi procedimenti furono denunciati come illegali, dato che
non denunciavano alcuna infrazione da parte del sovrano alle norme legittime esistenti nel regno.
I primi ministri britannici prendono molto seriamente i loro incontri settimanali con la regina[34]. Un primo
ministro ha detto che li prendeva più seriamente delle sessioni di Prime Minister's Questions nella camera
dei comuni perché la regina era più incisiva e costruttiva di chiunque potesse affrontare al momento del
confronto. Elisabetta intrattiene inoltre conversazioni con singoli ministri britannici e occasionalmente tiene
incontri con ministri di altri Paesi. La regina incontra anche il First Minister della Scozia.

Il presidente Ronald Reagan e la regina Elisabetta II a cavallo


Il palazzo reale di Edimburgo, il palazzo di Holyrood, già dimora dei re scozzesi, come Maria Stuarda, è ora
regolarmente abitato, ed è residenza di almeno uno dei membri della famiglia reale (spesso il principe del
Galles o la principessa reale). Riceve anche rapporti dalla nuova Assemblea gallese, ed è continuamente
tenuta informata dell'andamento degli altri governi del Commonwealth.

Benché la tradizione le imponga di non intervenire direttamente in politica, il suo lungo periodo di servizio,
il fatto che sia stata interlocutrice di ogni Primo ministro a partire da Winston Churchill nel Regno Unito,
Louis Saint-Laurent in Canada, Alexander Bustamante in Giamaica, Sidney Holland in Nuova Zelanda, e molti
altri, insieme alla sua conoscenza di molti leader mondiali, fanno sì che quando esprime un'opinione, per
quanto cauta, le sue parole vengano prese in seria considerazione[35]. Nelle sue memorie, Margaret
Thatcher offriva questa descrizione dei suoi incontri settimanali con la regina:

"Chiunque pensi che siano una mera formalità, o limitati ad amenità sociali, si sbaglia; sono molto simili a
riunioni di lavoro e Sua Maestà mostra di avere una visione formidabile delle tematiche più urgenti e una
grande esperienza."

La regina Elisabetta II incontra il presidente George Bush e consorte


Durante una discussione all'interno del Commonwealth a proposito delle sanzioni al Sudafrica nel 1986, la
regina fece un puntiglioso riferimento al suo ruolo di capo del Commonwealth che, al tempo, fu
interpretato come un segno di disaccordo rispetto alla scelta della signora Thatcher di opporsi alle sanzioni.

La regina è stata coinvolta in alcune controversie politiche durante il suo regno, durante le quali le sue
azioni sembrano aver affermato le sue convinzioni politiche. Il 18 novembre 1965 il governatore della
Rhodesia sir Humphrey Gibbs fu nominato GCVO, un onore concesso dalla regina in persona, una settimana
dopo che Ian Smith aveva fatto la sua dichiarazione Unilaterale d'indipendenza. Gibbs era molto leale verso
la Rhodesia e anche se aveva rifiutato di accettare la Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza, il premio fu
considerato per lo meno intempestivo. L'interpretazione può essere però più sottile e diplomatica.

La Regina brinda con il Presidente alla Casa Bianca a Washington


Nel suo discorso al Parlamento in occasione del Giubileo d'argento 1977, la regina affermò: "Non posso
dimenticare che fui incoronata regina del Regno "Unito" di Gran Bretagna e Irlanda del Nord". Questo
riferimento venne in un momento in cui il governo laburista stava tentando di introdurre un controverso
progetto di devoluzione alla Scozia e al Galles, e fu interpretato come opposizione alla devoluzione. Però,
nell'ultima parte degli anni novanta, dopo che i referendum approvarono un progetto di devoluzione, la
regina inviò i suoi auguri al nuovo Parlamento scozzese[36].

La regina ha fatto amicizia con molti capi di Stato e di governo stranieri, fra cui Nelson Mandela, Mary
Robinson e George H. W. Bush, il cui figlio, George W. Bush, è stato suo ospite a Buckingham Palace, primo
presidente statunitense in più di 80 anni a esservi ospitato. In certi momenti questi contatti si sono
dimostrati molto favorevoli e utili per l'Inghilterra. Per esempio, il primo ministro Major ebbe una volta
problemi a lavorare col leader di un paese del Commonwealth. Grazie a una informazione della regina, John
Major stabilì con tale leader un rapporto personale, che alla fine portò benefici a entrambi gli stati. In modo
simile la regina prese l'iniziativa quando il presidente irlandese Mary Robinson cominciò a visitare in varie
occasioni l'Inghilterra, suggerendo che avrebbe volentieri invitato la signora Robinson a farle visita a
palazzo. Il Governo irlandese accettò. Il risultato di tale connessione informale fu di creare il precedente
della prima visita in cui un Presidente irlandese abbia incontrato un monarca britannico.

Parentele
La regina Elisabetta II discende dalla casa reale tedesca di Sassonia-Coburgo-Gotha, che ereditò il trono
dalla regina Vittoria (di casato Hannover) alla sua morte, nel 1901[37].

È inoltre discendente della casa reale d'Inghilterra di Wessex e di quella scozzese degli Stuart, le quali
famiglie si imparentarono a partire dal VII e dal IX secolo. Attraverso la sua bisnonna, la regina Alessandra di
Danimarca, discende anche dalla casa reale danese Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, una linea
dell'antico e prestigioso casato nordeuropeo degli Oldenburg.

Come pro-pro-nipote della regina Vittoria, Elisabetta II è imparentata con molti sovrani di case reali
europee[38]: è cugina di Harald V di Norvegia (discendente di re Edoardo VII), di Alberto II del Belgio, di
Juan Carlos I di Spagna e di Carlo XVI Gustavo di Svezia, così come di re detronizzati (Costantino II di Grecia
e Michele I di Romania); è imparentata anche con il re detronizzato Simeone II di Bulgaria e con le case reali
di Prussia (Hohenzollern), Russia (Romanov) e Italia (cugina di Amedeo di Savoia, duca d'Aosta)[39].

Uno studio dellʼalbero genealogico della casata dei Windsor li collega ai discendenti del profeta
dell'islam[39].

Personalità e immagine

Elisabetta II in visita negli Stati Uniti nel 2007


Piuttosto conservatrice nella foggia del vestire, la regina è famosa invece per i soprabiti dai colori forti e per
i cappelli decorativi, che le consentono di essere vista facilmente nella folla[40].

Anche se frequenta molti eventi culturali, nella vita privata si dice che la regina abbia poco interesse per
cultura e arte. I suoi principali interessi sono le corse dei cavalli[41], la fotografia[42] e i cani[43].

È tifosa della squadra di calcio londinese dell'Arsenal[44].

L'immagine pubblica di Elisabetta si è notevolmente ammorbidita, partendo dal rigore che si era
autoimposta, anche se resta riservata in pubblico. È stata vista ridere, sorridere e commuoversi molto più
che negli anni passati, e si è visto che ha versato alcune lacrime durante alcune cerimonie ufficiali come nel
giorno di commemorazione del 2002[45].

La regina invia un annuale Messaggio di Natale (Queen's Christmas Message)[46] al Commonwealth


(eccettuato il 1969). Da quando è diventata regina, Elisabetta II passa circa tre ore al giorno con il
cosiddetto "doing the boxes", cioè a leggere i documenti di stato che provengono dai vari ministeri, uffici
governativi e ambasciate[47]. Questo, con i colloqui che tiene, le permette di restare aggiornata sugli
eventi.