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Società tecnicizzata, politica e arte nel pensiero di Jacques Ellul

Article · December 2019

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Cristina Coccimiglio
Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa
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Società tecnicizzata, politica e arte nel pensiero
di Jacques Ellul
di Cristina Coccimiglio

Introduzione

Questo lavoro è centrato sul pensiero estetico e filosofico-politico


di un pensatore poliedrico e poco conosciuto in Italia come Jacques
Ellul (1912-1994), a partire dalla centralità che egli riconosce alla
questione della tecnica. Una prima parte (paragrafi 1 e 2) dell’analisi
è rivolta al concetto di sistema tecnico e alla sua affermazione in
termini di impero dell’assurdo. Attraverso l’esposizione della funzione
dell’arte nell’epoca della tecnica (paragrafo 3), Ellul delinea, in modo
distinto, una interpretazione, spesso ambivalente, degli stravolgimenti
dovuti alla tecnica nel suo secolo e configura una interessante lettura
dei limiti e delle opportunità per l’uomo nella società tecnicizzata.
In che modo la concezione della tecnica intesa come sistema1 in-
fluenza la riflessione di Jacques Ellul2 sull’arte e ne connota i tratti
specifici? Farò riferimento in particolare a L’Empire Du Non-Sens.
L’art et la société technicienne (1980)3, opera che verte principalmen-
te sul ruolo delle arti in rapporto con la tecnica e si interroga sul
destino dell’arte nella tarda modernità.
Per Jacques Ellul la tecnica mette in questione il linguaggio e
quasi esaurisce la natura di quel legame che gli uomini stabiliscono
tra di loro e con la realtà, dando vita a una sorta di linguaggio uni-
versale, che supplisce a tutte le insufficienze e a tutte le separazioni
che essa stessa ha introdotto attraverso un’estrema specializzazione in
tutti i campi e rendendo difficile per l’uomo il dialogo e il confronto

1 Cfr. Jacques Ellul. Sistema, testimonianza, immagine. Saggi sulla tecnica, a cura di C. Coc-

cimiglio, Milano-Udine, Mimesis, 2017.


2 Professore universitario, titolare della cattedra di Diritto presso l’Università di Bordeaux,

Jacques Ellul fu autore di una Storia delle istituzioni in tre volumi, di numerose opere tradotte
in diverse lingue e di saggi che riguardano diversi ambiti, tra cui il diritto, la storia, l’economia,
la sociologia, l’arte e la storia del cristianesimo.
3 J. Ellul, L’Empire Du Non-Sens. L’art et la société technicienne, Paris, PUF, 1980, d’ora

in avanti: ENS.

INTERSEZIONI / a. XXXIX, n. 3, dicembre 2019 385


Cristina Coccimiglio

con i suoi simili4. Gli aspetti distintivi del pensiero di Jacques Ellul
sulla tecnica sono i seguenti: i) il carattere di sistema5 assunto da
essa, almeno a partire dal XVIII secolo6: di qui l’importanza della
scelta tra una posizione conciliatoria e una radicalmente critica nei
confronti del fenomeno; ii) la centralità della questione etica relativa
alle conseguenze della tecnicizzazione e la conseguente sfiducia nell’a-
zione politica rivoluzionaria; iii) la proposta di una interpretazione
della condizione in cui versa l’arte moderna e il ruolo dirimente di
una riflessione sull’arte.
Quest’ultimo punto non può tuttavia prescindere totalmente da
una, sia pure parziale e propedeutica, messa in luce dei primi due
aspetti appena ricordati, i quali caratterizzano in modo determinante
la riflessione di Ellul. Non bisogna dimenticare che si tratta di un
pensatore poliedrico e con molteplici interessi che mantiene uno
sguardo ampio sulla realtà, sviluppando riflessioni trasversali a più
ambiti, che confluiscono poi in opere dedicate alla teologia, alla filo-
sofia del diritto, alla sociologia e alla storia delle istituzioni.
Si può dunque ancora oggi parlare di Empire Du Non-Sens, vale a
dire di impero dell’assurdo, oppure si è giunti da parte della tecnica
a una sorta di de-colonizzazione del terreno – sempre meno esclusivo
e determinato – dell’arte? Quella che Ellul definisce arte moderna è
un’arte incoerente e, in quanto tale, un epifenomeno del sistema tec-
nico: essa, nella sua essenza, non è altro che un insieme disparato di
maschere, sovrapposte a una realtà – quella tecnica – più originaria.
L’arte in epoca moderna7 nel suo legame con l’universo tecnico si
rivela fenomeno determinante per comprendere l’emergere e l’affer-
marsi dei tratti peculiari dell’esistente.
Quando aveva solo 23 anni, Ellul scrisse: «La tecnica domina
l’uomo e tutte le reazioni dell’uomo. Contro di essa, la politica è im-

4 La visione della modernità e del fenomeno tecnico che Ellul elabora ha recentemente

trovato un’eco in Adieu au language (2014), film di Jean-Luc Godard.


5 Dominique Bourg vede in Ellul sotto questo profilo la figura di un pioniere (D. Bourg,

L’Homme-artifice. Le sens de la technique, Paris, Gallimard, 1996). A suo avviso, egli è stato il
primo ad affermare l’idea di autonomia nel senso sistemico del termine. Gli rimprovera tutta-
via il fatto di vedere nell’elemento tecnico della società moderna l’aspetto che ha condotto al
parossismo «l’arte» di distrarre l’uomo dalle questioni spirituali. Obietta a Ellul che la logica
della tecnica moderna, così come egli stesso la concepisce, non è totalmente autonoma perché
non è mai totalmente emancipata dall’economia: ad esempio, le tecniche più sofisticate vengono
abbandonate se non sono redditizie.
6 Per Ellul il XVIII secolo segna il passaggio dalla centralità dell’operazione tecnica al

fenomeno tecnico. Fu proprio in questo momento storico, infatti, che un determinato esercizio
della ragione consentì di misurare i risultati e di valutare l’efficacia delle operazioni tecniche.
La presa di coscienza del cambiamento in corso produsse un’estensione rapida e capillare
della tecnica, dal momento che, grazie a tali misurazioni e valutazioni, era diventato possibile
intravedere il numero di possibilità che essa offriva.
7Si legga: l’arte del XXI secolo.

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