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PARTE 1: FONDAMENTI

Introduzione
Questa attrazione irresistibile di schermi sta portando le persone a perdere la loro autonomia. I
social network fanno male alla salute è un fatto dimostrato. L’obiettivo è quello di evitare di perdere
il controllo su internet mantenendo il controllo. Il rapporto con questi strumenti è complicato,
mescolano danni e benefici: da una parte ci possiamo connettere con migliaia di persone dall’altra
siamo schiavi dei nostri dispositivi. Purtroppo il design e la cultura in merito rendono difficile
distaccarti dal tuo dispositivo, gli schermi affascinano. Ci sono diverse scuole di pensiero come
utilizzare le nuove tecnologie, una vera e propria filosofia della tecnologia, i Neo-Luddites
vorrebbero l’abbandono di queste tecnologie. Altri invece le accettano volentieri pensando che
potrebbero migliorare alla fine l’esistenza umana. Carl New Report opta per una filosofia nota come
minimalismo digitale. I minimalisti trascorrono poco tempo online e il loro atteggiamento può
essere pensato come estremo ma in realtà il loro ragionamento è che la vita non va sprecata davanti
a degli schermi, cioè è sbagliato che gli altri fissino continuamente degli schermi. L’obiettivo del
libro è sostenere il minimalismo digitale.

Una corsa agli armamenti irregolare

Noi ci siamo iscritti per questo


Facebook e il lancio degli smartphone (tra cui l’Iphone) hanno rivoluzionato la nostra vita e ci
hanno esposti a più distrazioni. L’Iphone era pensato sia per riprodurre musica come l’Ipod ma
anche per effettuare chiamate, Jobs aveva in mente di aggiungere sempre di più. Quando venne
lanciato Facebook nessuno aveva previsto che avrebbe passato almeno due ore al giorno tra chattare
e ricercare compagni e nessuno che acquistò un iphone pensò di controllarlo almeno 88 volte al
giorno. La cosa evidente è come queste tecnologie si sono espanse oltre la loro funzione originaria.
Riescono a influenzare i nostri comportamenti a tal punto da perdere il controllo. Sono stati investiti
miliardi nei tuoi dispositivi affinché questo fosse inevitabile e perdessi il controllo.

Coltivatori di tabacco in T-shirt


I magnati del social media non sono altro che coltivatori di tabacco in T-shirt, i mi piace creano
dipendenza e possono essere il nuovo tipo di fumo. Gli esperti della Silicon Valley hanno reso i tuoi
dispositivi sempre più invitanti cosicché tu possa passare più tempo, la tua attenzione vale un sacco
di soldi. In sostanza vogliono che questi dispositivi siano effettivamente delle sigarette in modo tale
da restarne dipendente. Harris lavorò per Google nel progetto Gmail, provando a far rispettare
l’attenzione e diminuire le distrazioni negli utenti ma l’appello non venne ascoltato da Google
perché la tua attenzione vende e fa aumentare gli introiti all’azienda. Harris ebbe il merito di
avvisarci su quanto fossero pericolosi i nostri dispositivi conducendo una battaglia etica. Il fattore
che tutt’oggi plasma le nostre vite sono proprio gli schermi. Alter studiò le radici psicologiche del
fenomeno approdando a quella che è nota come scienza della dipendenza. Oltre all’alcool e ai
farmaci si è sviluppata una vera e propria dipendenza da internet. Esistono due meccanismi per
spingerci a usare i social: rinforzo positivo intermittente e approvazione sociale. Questi due fattori
sono fortemente radicati nella nostra psiche. Un esempio del rinforzo positivo sono i mi piace,
Facebook è strutturato per innescare dopamina nel tuo cervello in qualsiasi modo. Prima le notifiche
erano in blu da quanto sono diventate rosse, un segnale d’allarme tutti le cliccano. I nostri
dispositivi sono fatti per rubarti quanta più attenzione possibile, sono delle slot machine.
L’approvazione sociale invece ti mantiene sulle piattaforma, il membro della tribù cerca di attirare
l’attenzione. Un click significa dal punto di vista sociale che tu stai pensando a loro. È un ciclo di
feedback e di convalida sociale. Il tuo uso compulsivo è il risultato di un progetto aziendale ben
studiato e molto redditizio.
Corsa agli armamenti
I dispositivi prima erano con meno funzioni, adesso ci influenzano su come ci sentiamo e come ci
comportiamo. Quando cediamo l’autonomia al digitale perdiamo sempre di più il controllo del
cavallo alato (mito di Platone) dei nostri istinti più bassi non permettendoci di guidare la nostra
anima. Il minimalismo digitale diventa una strategia non tanto per rivoltarci contro le nuove
tecnologie, quanto per aiutarci alle nostre aspirazioni. Adottare il minimalismo digitale ci è utile per
eliminare le dipendenze comportamentali.

Minimalismo digitale

Una soluzione minima


Quello di cui abbiamo bisogno è di una filosofia sull’uso della tecnologia. La filosofia presa in
esame è il minimalismo digitale inteso come “Una filosofia di utilizzo della tecnologia in cui
concentri il tuo tempo online su un piccolo numero di attività accuratamente selezionate e
ottimizzate che sostieni fortemente le cose a cui tieni e poi perdi felicemente tutto il resto”. I
minimalisti cercano di utilizzare i dispositivi per il loro bene, per una vita ben vissuta piuttosto che
rendersi schiavi e sempre distratti da questi. Il massimalista è la posizione predefinita di tutti,
ovvero cercare di comprare qualcosa che possa catturare la tua attenzione. Tyler ha lasciato i social
media e la sua vita sembra cambiata, legge di più, fa più esercizio fisico, non sta più incollato con il
telefono, passa il tempo con attività più ricreative. Un altro Adam è passato a un telefono a
conchiglia, egli ha insegnato ai suoi figli che la vita oltre lo schermo era più importante di una
digitalizzazione veloce. Un altro artista usa solo Instagram come social per gestire al meglio il suo
lavoro.

I principi del minimalismo digitale


Qui sotto sono elencati in sintesi i principi del minimalismo digitale:

Principio numero 1: il disordine è costoso


I minimalisti digitali riconoscono che ingombrare il loro tempo e dare attenzione a troppi dispositivi
effettivamente è un carico negativo che porta col tempo sempre più distrazioni. Dedicare sempre
troppo tempo ai tuoi dispositivi ti porterà a voler passare sempre più tempo online in un circolo
vizioso.

Principio numero 2: L’ottimizzazione è importante


I minimalisti riflettono molto sulla tecnologia che hanno tra le mani e su come utilizzarla per
migliorare la propria vita.

Principio numero 3: l’intenzionalità è soddisfacente.


I minimalisti digitali traggono una significativa soddisfazione dal loro impegno generale ad essere
più intenzionali su come impegnarsi con le nuove tecnologie. Per i professionisti il minimalismo
tende ad essere immensamente significativo.

Un argomento a favore del primo principio: l’economia di Thoreau


Thoreau andò a vivere nei boschi. Il suo libro racconta la sua esperienza a contatto con la natura e
ha formulato una nuova economia che voleva contrastare gli effetti dell’industrializzazione. L’idea
centrale è che di più può essere di meno. Thoreau dimostra come per soddisfare tutte le sue
necessità di base gli bastasse lavorare un giorno di lavoro a settimana mentre molti agricoltori
lavoravano si e guadagnavano di più ma avevano una vita più stressata e andavano incontro a
mutui. Molti lavoravano per acquistare un carro perché faceva risparmiare tempo per andare in città
ma dovevano lavorare ore e ore per poterlo acquistare. Il punto è che secondo i principi
dell’economia standard aprire un account facebook permette di incrementare le connessioni,
permette di entrare in contatto con una idea nuova e più si riceve è meglio è. Ha quindi senso avere
molti amici perché sono fonti che ti possono dare valore così come l’agricoltore prova a coltivare
quanto più acri di terreno può. La nuova economia di Thoreau richiede che tu bilanci questo profitto
rispetto ai costi misurati in termini di “tua vita”. Quanto del tuo tempo e attenzione è richiesto per
guadagnare quelle connessioni occasionali? Supponiamo che il tuo facebook ti consuma 10 ore a
settimana. Thoreau noterebbe che il costo è quasi certamente troppo alto per i limitati vantaggi che
restituisce. Dare attenzione a tutte quelle connessioni fa schizzare il “costo della tua vita” che
diventa estremo. Ciò che contano di più sono i minuti della nostra vita. Il disordine digitale è
pericoloso perché ci porta a passare molto più tempo online e a dedicarli meno nel mondo reale.
Più passi tempo online più ti dovrai dedicare a quegli aspetti dello stare online, dimenticando
effettivamente la vita vera.

Argomento a favore del secondo principio: il ritorno alla curva


La legge dei rendimenti decrescenti sostiene che poi dopo una certa soglia non ottieni più i vantaggi
di prima, ma vantaggi sempre più piccoli. Puoi mettere tanti operai in una fabbrica ma alla fine il
vantaggio di assumerne di più non sarà più di tanto vantaggioso come all’inizio, diventerà sempre
più marginale. All’inizio i vantaggi di usare la tecnologia sono enormi ma via via questo beneficio
diventa sempre più marginale avvicinandosi alla curva del suo limite naturale. L’idea è concentrarsi
su come utilizzare al meglio le tecnologie (bisogna investire nella prima parte della curva), esempio
Gabriella usa usa Netflix per risparmiare sul cavo (risparmio economico dunque un rendimento più
alto). Occorre utilizzare le nuove tecnologie sempre come strumenti ed esplorarle. Facebook ti
chiede connetterti ma non ti dice come utilizzare il suo servizio, anzi lascia molto a desiderare.

Argomento a favore del terzo principio: lo stile di vita Amish


Gli Amish non sono affatto regrediti, soltanto si chiedono prima quale beneficio possa portare una
data tecnologia nella loro comunità. Queste persone si mostrano totalmente a favore della
tecnologia, la loro differenza sta nel chiedersi prima cosa una tecnologia può adattarsi ai loro valori.
Prima vengono i valori, dopo la tecnologia: “Questo in relazione ai miei valori, sarà utile o
dannoso? Rafforzerà la nostra vita insieme o la distruggerà?”. Una tecnologia prima viene testata e
soltanto dopo adottata se ritenuta compatibile. Gli Amish non possono possedere automobili perché
ritengono che spingano gli individui fuori, in città o al parco, trascurando invece la comunità. Gli
Amish danno la priorità di come usare quella tecnologia intenzionalmente, rispetto alla convenienza
di usarla punto e basta. Il loro principio biblico è di essere nel mondo ma non di esso.

Il declutter digitale
L’idea dell’autore e di non procedere a passi brevi ma di cambiare completamente subito stile di
vita e di diventare immediatamente un minimalista digitale. I passi sono i seguenti: 1) metti da parte
la tecnologia per un periodo di 30 giorni. 2) Durante la pausa riscopri attività significative. 3) Alla
fine della pausa reintroduci le tecnologie partendo da tabula rasa. Determina il valore di ogni
tecnologia introdotta e sul come la vuoi utilizzare per vivere bene. Sostieni i tuoi valori con la
tecnologia. Questi tre passi sono noti come declutter digitale.
Chiarisci subito quali strumenti tecnologici puoi utilizzare e quali no fin da subito. Questo si
rivelerà fondamentale per la riuscita del declutter digitale. Il prossimo passo è una pausa di 30
giorni. All’inizio è dura, poi ti dimentichi di avere il telefono. L’obiettivo non è tanto la pausa, la
disintossicazione è solo un passo che ti porta alla trasformazione. Un tizio ha finito 5 libri durante il
suo declutter. Nel libro parla di come molte persone con il declutter abbiano scoperto nuove attività
e nuove forme di svago attraverso i loro hobby. Le prime due settimane sono pesanti ma poi tutto si
aggiusterà restando più tranquillo. Nella ultima fase occorre reintrodurre la tecnologia. Una volta
che avrai compreso i tuoi valori puoi utilizzare la tecnologia per sostenerli. Per consentire ad una
tecnologia opzionale di entrare nella tua vita deve: 1) servire qualcosa che apprezzi profondamente
(avere solo un semplice vantaggio non è sufficiente). 2) Fare del suo meglio affinché questa
tecnologia possa servire questo valore. 3) Avere nella tua vita una procedura standard che specifica
quando e come lo usi. Utilizza questi tre punti per far ogni tecnologia che stai usando. Molti dei
partecipanti del declutter, col tempo hanno abbandonato i social media. Alcuni hanno messo un
coprifuoco al proprio telefono (dalle 9 alle 7 di mattina non possono prenderlo), altri hanno tolto
internet dal telefono per evitare di avere una risposta immediata e così via. La pausa di un mese in
sostanza ti permette di ripensare la tua vita in digitale, poi applica lo schema per reintrodurre una
tecnologia.

PARTE 2. PRATICHE

Trascorri del tempo da solo


Questo paragrafo mette in luce le qualità di Lincoln di sostenere la presidenza in tempo di guerra
grazie alla sua capacità di stare molto tempo da solo e di pensare, e anche quando stava con le
persone riusciva a stare solo con i suoi pensieri. Dare al proprio cervello solitudine è una grande
risorsa per poterlo calmare e ripensare il proprio ecosistema digitale. Secondo un libro, la solitudine
avviene nel tuo cervello non nel mondo circostante. È uno stato in cui la tua mente si trova libera da
altre menti. Tutti i problemi del mondo secondo alcuni illuministi derivano dall’incapacità
dell’uomo di sedersi in una stanza da solo. La solitudine è un ristoro per una mente impegnata ed è
la scuola del genio; può essere utile per la felicità e per la produttività. La solitudine porta nuove
idee, nuova creatività, nuova vicinanza agli altri. La modernità risulta essere contro la solitudine. Le
tecnologie prima del 2000 distraevano si la tua mente ma in modo discontinuo, mentre con
l’introduzione dell’Ipod diventò possibile distrarre continuamente la tua mente: potevi ascoltare la
musica tutto il giorno. Questo tipo di atteggiamento è stato adottato dai giovani nel 2000 cambiando
ne i costumi. L’introduzione prima dell’Iphone e poi degli smartphone è stata ancora più devastante
perché ci ha reso sempre meno soli con i nostri pensieri infatti basta un rapido sguardo al proprio
telefono per non essere più soli. Al minimo accenno di noia puoi dare una occhiata al tuo
smartphone. Tra ascoltare musica, guardare Netflix, guardare Facebook o Instagram o qualunque
cosa nel tuo telefono per una media di 3 ore al giorno, non riesci mai a stare solo con i tuoi pensieri;
sei sempre inondato dal pensiero di altre menti o da distrazioni che fino agli inizi degli anni 90’ era
impossibile perché potevi passare molto tempo da solo. Perdere la solitudine porta alla capacità di
affrontare problemi difficili, di regolare le tue emozioni, per costruire coraggio morale e per
rafforzare le tue relazioni. Gli adolescenti di oggi in media arrivano a trascorrere anche 9 ore al
giorno davanti il telefono tra social e messaggi. I social media è vero sono uno strumento ma sono
diventati qualcosa senza la quale non riusciamo a vivere. L’uso dei social media ha provocato un
aumento dei disturbi mentali tra i giovani. Abbiamo bisogno della solitudine per migliorare come
esseri umani.

La cabina connessa
come si può ritrovare questa solitudine nel XXI secolo in un mondo così iperconnesso? Thoreau
sperimentava uno stato di solitudine a uno stato di connessione. Alternare solitudine e connessione è
benefico per la mente.
Lasciate il telefono a casa
Le persone si sono abituate all’uso del cellulare e non riescono più a fare nulla senza quando sono
fuori. Dobbiamo imparare a lasciare il telefono a casa, l’urgenza di avere sempre il telefono con noi
è esagerata. Gli smartphone ti privano della solitudine, è del tutto ragionevole vivere una vita in cui
a volte possiedi il telefono e altre no.

Fare lunghe passeggiate


Camminare per Nietzsche era importante, grazie alle sue camminate ha trovato una voce filosofica
originalissima nelle sue opere. Anche Rousseau camminava molto, o molti altri scrittori, filosofi e
artisti. Fai delle passeggiate da solo, senza il tuo telefono.

Scrivi lettere a te stesso


L’autore ha scritto dei taccuini dedicati a se stesso dove può migliorare, in un altro “relazioni”,
“virtù” e “qualità”. In generale la pratica di scrivere a te stesso ti porta in uno stato di produttività e
di solitudine, che ti porterà a riconnetterti meglio con gli altri.

Non fare clic su mi piace

Il più grande duello negli sport


Qua sta parlando dei campioni di sasso, carta forbice per spiegarci che i nostri computer sono dei
sofisticati computer sociali. I social sostituiscono le nostre interazioni sociali reali con dei like, gli
uomini per loro natura sono portati all’interazione sociale e come Aristotele stesso diceva l’uomo è
un animale sociale. Che cosa accade nel cervello quando non si pensa a niente? In realtà per il
cervello è impossibile non pensare nulla, entra più che altro in gioco una rete predefinita che ha a
che fare con la cognizione sociale. Quando non pensiamo a nulla, in sostanza pensiamo alla nostra
vita sociale. Siamo interessati al mondo sociale perché siamo costruiti per attivare la rete predefinita
durante il nostro tempo libero. In qualsiasi momento di inattività cognitiva noi pensiamo alla nostra
vita sociale in poche parole grazie alla rete predefinita, ed è questa pratica che ci permette di
pensare al nostro mondo sociale. Le connessioni sociali hanno una fondamentale importanza per
l’essere umano. La perdita di connessione sociale, può provocarci angoscia. Lieberman ha pure
individuato delle reti che ci aiutano a comprendere che cosa hanno in testa gli individui con cui
interagiamo, comprendere la loro mente, come si sentono e le loro intenzioni (gli stessi sistemi
utilizzati dai giocatori di carta sasso forbice). Il nostro cervello si è sviluppato attraverso delle reti
sociali, comunicazioni faccia a faccia con altri individui nel corso di migliaia di anni, ai giorni
nostri invece prevale la comunicazione digitale.

Il paradosso dei social media


Determinare l’impatto dei social network sul nostro benessere psicologico è complicato. I social ci
rendono più soli e chi vi passa molto tempo ha una salute fisica peggiore. Da una parte ricevere
commenti o like da persone che si conoscono fa stare meglio, a un gruppo di persone che sono state
spinte a postare più del dovuto in una settimana si sono sentite più felice di un altro gruppo a cui
non era stato detto nulla su quanto pubblicare in una settimana. Dunque esistono solo studi che
dimostrano che i social ci rendono più connessi e felici? In realtà no. Da un altro studio è emerso
che più ci connettiamo più effettivamente ci sentiamo soli e diventeremo sempre più isolati. La
connessione a Facebook non è stata associata al benessere. È stato scoperto che se aumenti la
quantità di mi piace o link da quanto fai solitamente la tua salute mentale potrebbe scendere come
punteggio del 5% o 8%. Quello che sappiamo a questo punto che un uso generale dei social network
fa male, sostituire le relazioni sociali online con quelle reali diminuisce il tuo benessere. La
questione chiave è che l’uso dei social media tende a portare via dalle persone la socializzazione
reale che vorrebbero le persone. Il suono di una voce o di stare con qualcuno che beve un caffè
viene sostituito da un mi piace di un post. L’interazione online è più facile e veloce rispetto a quella
offline. Più metti mi piace e più diminuisce la probabilità che tu abbia interazioni più lente. I critici
hanno anche osservato le capacità dei social media di farci sentire inadeguati, ci alimentano di
indignazione, aumentano il tribalismo, degradano i processi democratici.

Rivendicazione della comunicazione


Turcke fa una differenza tra connessione (attraverso al quale ci connettiamo agli altri online) e
conversazione (attraverso la quale interagiamo con gli altri nella realtà). L’argomento non è contro
la tecnologia ma a favore della conversazione. La conversazione è faccia a faccia è la cosa più
umana e umanizzante che noi facciamo. Pienamente presenti gli uni agli altri, impariamo ad
ascoltare. Attraverso questa noi sviluppiamo l’empatia, dove sperimentiamo la gioia di essere
ascoltato e essere capito. La conversazione faccia a faccia si svolge lentamente serve pazienza,
quando noi invece usiamo i nostri dispositivi digitali apprendiamo abitudini diverse. Turkle scrive
che non è contro la tecnologia ma di un uso intelligente della tecnologia, soprattutto degli strumenti
di comunicazione digitale. La conversazione è l’unica forma di interazione che in un certo senso
conta per mantenere una relazione. Email e social riducono drasticamente la conversazione a favore
della connessione. Il punto è che la connessione non deve essere un alternativa alla conversazione,
ma un suo supporto. La socializzazione che conta è una vera conversazione e il testo non è una
alternativa sufficiente. Il digital minimalism non ha nulla contro la tecnologia, gli strumenti digitali
servono a migliorare la tua vita sociale nel mondo reale, ma attenzione perché il pericolo è che
possa accadere all'incontrario. La comunicazione incentrata sulla conversazione richiede sacrifici,
ma è una cosa molto buona; è quello che desiderano gli esseri umani e ciò che fornisce loro il senso
di comunità e di appartenenza necessario per prosperare. La nostra socialità è semplicemente troppo
complessa per essere esternata da un social network o ridotti a messaggi istantanei e emoji.

Pratica: non fare clic sui mi piace


L’invenzione dei mi piace non è stata di Facebook ma di Friendfeed, in gran parte dimenticato.
Dopo 16 mesi Facebook prese spunto da Friendfeed e alla fine il mondo dei social cambiò.
Qualsiasi contenuto alla quale metti mi piace Facebook lo può utilizzare per metterti davanti ai tuoi
occhi un prodotto che ti piace. Un mi piace ha effetti collaterali sulla conversazione, riduce tutto ad
un bit. L’autore si mantiene su una linea più dura stavolta: “mai mettere mi piace” questo perché i
mi piace insegnano alla tua mente che la connessione è una alternativa alla conversazione. Ma se
non mettiamo i mi piace a molte persone molte persone non sapranno che li stiamo guardando con
la progressiva perdita di connessioni sociali, come risolvere? L’autore suggerisce di lasciarli andare
tutti, sono connessioni sociali deboli ed è una trovata degli ultimi decenni il fatto di doverle
mantenere a tutti costi in quanto prima tutto ciò non accadeva. Sono connessioni sociali deboli
sveglia! Non siamo destinati a stare in contatto con così tante persone! Questa astinenza dei mi
piace dovrebbe cambiare in meglio la tua vita sociale.

Pratica: consolidare i testi


Nel mondo di oggi essere un amico significa essere “di guardia”, legato al tuo telefono, sempre
pronto ad essere in linea . Il consiglio di questa pratica è rendere più corposi i messaggi di testo.
Mandare tanti messaggi di testo breve sostituisce la conversazione, parlerete più tempo al telefono,
ma rendere i messaggi di testo molto più corposi può essere un modo per esprimersi di più
riducendo il rischio di comunicare solo e sempre attraverso messaggi. Questa pratica può migliorare
la natura delle tue relazioni, ovvero scrivere grossi messaggi di testo abbastanza sintetici sul
discorso poche volte al giorno perché tu sei meno disponibile a stare incollato al telefono e scrivere
continuamente piccoli e brevi messaggi. E se qualcuno ha un problema, beh, ti può semplicemente
chiamare.
Pratica per le chiamate
Qua spiega una idea su come gestire il traffico telefonico. Digli e tutti che tu puoi parlare con loro
liberamente dalle 17 in poi “mi trovi libero dalle 5 in poi”. In sostanza metti orario prestabiliti per
dare la possibilità a tutti di parlare con te quando vogliono.

Reclama tempo libero

Tempo libero e buona vita


Aristotele nell’etica neomanichea vuole rispondere ad una domanda: “come si fa a vivere bene?”
Divide la sua risposta in 10 libri. Aristotele risponde che “la vita migliore di tutte è vivere una vita
di intelletto”, conclude che “questa sarà anche la vita più felice”. La vita piena di pensieri profondi
è la vita più felice. Per Aristotele questi pensieri derivano dall’avere attività libere, che sono cruciali
per la felicità umana. Molte attività come guardare la televisione oppure guardare video insensati su
Youtube, riducono la nostra capacità di provare pensieri sempre più profondi. Disconnettersi dagli
schermi ti fa riflettere su domande più profonde. Devi smantellare tutte quelle tecnologie digitali di
basso valore per riuscire a pensare più profondamente, per comprendere una esistenza più piena.

Il principio Bennet
L’indipendenza finanziaria ti permette di avere a tua disposizione quell’ozio, quel tempo libero che
ti serve per realizzare quelle attività che ti servono e che stai cercando che ti renderanno felice. Pete
è un tizio (essendo indipendente dal punto di vista finanziario) che ha deciso di dedicare il suo
tempo libero a risolvere problemi o apportare miglioramenti alle cose (questo lo rende felice). Se
passiamo molto tempo in queste attività come leggere libri, praticare un arte marziale, fare palestra,
svolgere attività all’aperto alla fine della giornata si cade stanchi. Una buona attività è qualcosa che
chiede una certa tensione mentale. Spendere più energia per il tempo libero inoltre porta più energia
nella tua vita in generale. La lezione numero 1 è: dai la priorità alle attività impegnative rispetto a
quelle a consumo passivo.

Su artigianato e soddisfazione
La tesi dell’autore è che l’artigianato è un ottimo svago per rendersi più energici, creativi e felici.
Questa attività aumenta tutte le nostre capacità sensoriali, lavoriamo nel mondo reale e risolvendo
problemi reali dimenticandoci dello schermo e connettendoci con il fisico. In una cultura dove gli
schermi sostituiscono l’artigianato, le persone lentamente iniziano a perdere molte delle loro abilità.
La seconda lezione è sfrutta le tue abilità per produrre cose preziose nel mondo fisico.

Socialità di più alto livello


L’importanza dei giochi di società che eliminano per ore il mondo digitale: sfrutti le tue abilità di
cognizione sociale e conversazione. Anche l’allenamento con altre persone è una nobile attività per
spendere il tuo tempo è che potrebbe migliorare la tua vita sociale. La terza lezione è: cerca attività
che richiedono interazioni sociali strutturate e del mondo reale.

Il rinascimento del tempo libero


Aristotele sosteneva che il tempo libero di alta qualità è necessario per una vita ben vissuta.

Pratica: fissa o costruisci qualcosa ogni settimana


Il succo del discorso è imparare sempre delle nuove abilità, alcuni esempi sono cambiare l’olio per
l’auto, imparare un nuovo strumento musicale, costruire qualcosa, mettersi a coltivare un nuovo
orto. Nessuno di questi progetti è qualcosa di digitale. La maggior parte di noi passa abbastanza
tempo davanti a degli schermi. Il nostro istinto ci deve portare di più a realizzare qualcosa nel
mondo fisico. Per imparare basta Youtube, che si sei davanti uno schermo ma ti serve solo per
imparare, accrescere la tua conoscenza per imparare qualcosa che poi porterai avanti nel mondo
reale. Utilizzi la tecnologia in modo molto positivo in questo modo.
Pratica: programma la tua bassa qualità di tempo libero
I social e i dispositivi rubano molto del nostro tempo in termini di produttività nonostante come
dicono loro ci aiutano a connetterci o ad esprimere la nostra vera personalità. Se riesci a coltivare
una vita con del tempo libero di alta qualità, diventa più semplice ridurre le deviazioni di bassa
qualità in un secondo momento. Come dire, se fai una cosa bene e con una certa qualità, tutto il
resto verrà a seguire. Il suggerimento dell’autore è quello di pianificare in anticipo quanto tempo
dovrai trascorrere in “tempo di alta qualità”. Calcola i tempi specifici di quanto tempo passerai in
streaming, web, social media, e altro tempo davanti gli schermi. Ci sono delle ragioni per cui questa
strategia funziona bene. In primo luogo, limitando il tuo utilizzo di servizi che catturano
l’attenzione per periodi ben definiti, il tuo tempo libero rimanente viene lasciato protetto per attività
più consistenti. Senza accesso alle schermate standard, la migliore opzione rimanente da riempire
questa volta saranno attività di qualità. La seconda ragione è che, non ti chiede di abbandonare
completamente deviazioni di bassa qualità. Ti renderai conto che non avrai bisogno di questi servizi
che ti offrono gratuitamente mettendo in pratica queste due strategie. I social vogliono che tu ti
concentri sul perché li usi, non come li usi. Una volta che le persone seriamente iniziano a pensare a
questa domanda, tendono a riconoscere che trascorrono troppo tempo online.

Pratica: unisciti a qualcosa


Per avere una vita piacevole Franklin aveva capito che era importante fare una cosa: unire le cose
tra loro. Egli si è unito a diverse associazioni, volontariato, organizzazioni, qualunque cosa
nell’ambito del sociale. È quando non esisteva qualcosa lui era capace di crearli da zero. Per lui era
importante riunire le persone per realizzare un obiettivo comune. Unisciti per primo e lavora ai
relativi problemi successivamente.

Pratica: segui i piani di tempo libero


Nel mondo professionale molti professionisti sono strateghi di alto livello. Presentano una visione
per ciò che stanno cercando di realizzare su più scali temporali differenti, collegando ambizioni
personali ad azioni quotidiane. Usa una strategia per il tuo tempo libero. Cioè il prossimo step è
quello di una pianificazione più accurata, organizza il tuo tempo libero con un piano stagionale e un
altro settimanale.

Piano stagionale per il tempo libero


Si tratta in sostanza di un piano che metti a punto per 3 volte all’anno: da inizio settembre, all’inizio
di gennaio e infine all’inizio di maggio. Un buon piano stagionale contiene due diversi tipi di
elementi: obiettivi e le abitudini che intendi onorare nella prossima stagione. Gli obiettivi che vuoi
raggiungere, accompagnandoli a strategie su come realizzarli. Le abitudini descrivono le regole di
comportamento che speri di rispettare durante la prossima stagione. Nel piano stagionale, questi
obiettivi e queste abitudini saranno entrambi tese a produrre del tempo libero di alta qualità. Questa
è una parte molto pratica, vediamo subito un esempio.

-obiettivo: impara alla chitarra qualche canzone dei Beatles.


-Strategie: ritorna alla tua abitudine di ritornare a suonare la chitarra. Restringi e sintonizza la
chitarra, trova i testi o tabelle che ti aiutano a suonare con più facilità, organizza il tuo materiale in
fogli di plastica. Come incentivo programma una festa in cui dovrai cantare quelle canzoni
In questo caso la specificità, ci aiuta a chiarire l’obiettivo, ci siamo dati regole di comportamento da
seguire (una strategie) per realizzare l’obiettivo. Non semplicemente limitarsi a “suonare la chitarra
più regolarmente” ma darsi degli obiettivi più concreti (una festa). Altro esempio

-abitudine: diminuire le distrazioni, limitarsi a soli 60 minuti di distrazione ogni notte.


-abitudine: leggere qualcosa prima di andare a letto ogni notte.
- abitudine: partecipare a un evento culturale a settimana
Ciascuna delle abitudini descrive una regola di comportamento in corso. Non sono dedicati ad un
impegno particolare ma a creare un impegno di fondo che possa offrire del tempo libero di alta
qualità. Un piano stagionale ben fatto avrà un piccolo numero di obiettivi interessanti e motivanti,
insieme ad alcuni abitudini studiate per garantire una certa regolarità.

Il piano settimanale per il tempo libero


All’inizio di ogni settimana programma il tuo tempo libero, quando e quali cose farai. Infine quando
hai finito con questo programma, prenditi del tempo per rivedere e ricordare a te stesso le abitudini
incluse nel tuo piano stagionale. Può anche esserti utile riflettere brevemente sulle abitudini della
settimana appena conclusa. Il settimanale rituale di pianificazione ti può portare pure molto più
svago. Diventare più sistematico sul tuo tempo libero ti può portare anche molto più svago.
Investire energia in qualcosa di duro ma utile restituisce quasi sempre ricompense molto più ricche,
perché la ricompensa è importante nelle cose che fai altrimenti ti sentirai demotivato a iniziare tali
attività.

Unisciti alla resistenza dell’attenzione

Davide e Golia 2.0


I social media ci fanno davvero male? Secondo gli esperti dipende soltanto da come decidi di
utilizzare la tecnologia. L’estrazione della nostra attenzione dai nostri bulbi oculari ha fatto
guadagnare a Google circa 800 miliardi e a Facebook 500 miliardi, è una attività talmente redditizia
che supera persino l’estrazione del petrolio. Queste e molte altre società rivendono la nostra
attenzione alle aziende che vogliono pubblicizzare i loro prodotti mettendoceli sempre sotto il naso.
L’utente medio trascorre 50 minuti al giorno su Facebook, il problema è che molte volte l’utente
entra senza uno scopo preciso diventando molto vago. Le grandi aziende vogliono che tu
continuamente usi il loro social altrimenti sei uno strano. Le pratiche proposte in seguito ti aiutano a
non cedere la tua attenzione ai social, se vuoi utilizzare i social il minimalismo digitale te lo
permette ma devi comprendere che occorre trovare un modo per resistere ai continui sforzi delle
aziende di catturare la tua attenzione perché se riescono ad estrartela sempre di più tu perderai senza
rendertene conto la tua autonomia, diventando più dipendente da loro. Viva la resistenza!

Pratica: elimina i social network dal tuo telefono


Utilizzare le app risucchia la tua attenzione più velocemente di quanto potrebbe fare un computer.
Se il telefono è sempre con te, ogni occasione è buona per controllare i tuoi feed. È una strategia
che ti aiuta a non essere schiavo dei social, allo stesso modo, non stai necessariamente
abbandonando questi servizi. Chi entrava solo dal computer vi entrava solo per scopi specifici. Se
accedi dal tuo telefono sempre garantisci a Facebook degli introiti trimestrali abbondanti e costanti.

Pratica: usare i social media in modo professionale


Il principio è utilizzare i social quasi come se fossi un direttore di questi. Puoi seguire pagine di
artisti, scienziati, letterati e puoi migliorare. Ma cerca sempre di aumentare i vantaggi seguendo le
persone giuste magari riducendo quelli che sono gli sprechi. L’idea di navigare senza fine su
Facebook o Instagram perché possiedi molti amici è una trappola. Se interiorizzi parte di questo
comportamento il tuo rapporto con i social tenderà a cambiare.

Pratica: abbraccia media slow


Il concetto chiave è: diventa più attento al consumo dei media. Una volta che segui le notizie che ti
piacciono segue un pilota automatico, che ti porta a vagabondare sempre di più su quelle notizie.
L’idea è concentrarsi soltanto sul consumare contenuti di qualità utilizzando sempre fonti di qualità.
Qui puoi sempre leggere il manifesto noto come Media Slow.

Pratica: Dumb down il tuo smartphone


In sostanza in questo capitolo ti consiglia di rendere il tuo smartphone più semplice, eliminando
corbellerie di app, schermata più semplice, ed eventualmente comprare un telefono ancora meno
sofisticato come un vecchio Nokia con funzioni base.

Conclusione
Il minimalismo digitale è una filosofia, un approccio alla tecnologia che chiede una pratica
continua, è un esercizio di pragmatismo. I minimalisti digitali vedono le nuove tecnologie come
strumenti da utilizzare per supportare cose che apprezzano profondamente, con come fonti di valore
in se stesse. Che i social offrono dei vantaggi non è una giustificazione valida per consentire loro di
inghiottire la tua vita. Altrettanto importante è che sono a mio agio se mi perdo tutto il resto.
L’adozione del minimalismo digitale non è un processo che termina dopo il declutter digitale, ma
che nel corso del tempo richiede continui aggiustamenti. Per avere un successo duraturo con questa
filosofia bisogna accettare che non riguardi in sé la tecnologia ma la qualità della tua vita: cercare di
vivere una vita piena senza essere sempre assorti e distratti dai nostri dispositivi seducenti. Il libro
termina con dei ringraziamenti.

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