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Il Basilisco

Il basilisco è uno degli animali fantastici più interessanti e inquietanti del bestiario
medievale. Il primo autore che ne parla, attribuendogli un significato simbolico, è Onorio
D’autun (prima metà del XII sec. d.C.) che riprendendo il versetto di un salmo identifica il
basilisco con la morte. Lo troviamo citato da una serie di autori fondamentali, tra cui Plinio
(II sec d.C), Teofilo (inizi del XII sec. d.C.), Alberto magno (1280), come pericoloso re dei
rettili (così suggerisce anche la stessa etimologia derivata dal greco), crestato o coronato.
Ma più in particolare è descritto come un gallo dotato di coda serpentiforme, zoppo, con
un collare di sarmento e con il potere di uccidere con l’afflato e con lo sguardo. Le sue
caratteristiche fisiche sono molto importanti per individuarne l’indole malvagia. Il gallo è
l’animale che per tradizione è capace di scacciare gli stregoni riuniti per la tregenda con il
suo canto; l’imposizione del collare da parte degli stregoni avrebbe impedito al gallo di
cantare. Il sonaglio nella tradizione identifica il portatore del male e della dementia (si
pensi ai lebbrosi o ai folli con il berretto a sonagli) ma al tempo stesso ha un valore
apotropaico. La coda di serpente dichiara la natura diabolica dell’animale e infatti nella
tradizione medievale il diavolo è raffigurato zoppo e munito di coda di serpente.

Le uniche armi contro il potere del basilisco sono lo specchio che riflettendo il suo
sguardo mortale uccide l’animale riflesso o la donnola, animale immune ai poteri del re dei
rettili grazie alla ruta, erba medicinale di cui si nutre. Questa creatura non ha solo terribili
capacità, la sua stessa nascita è mostruosa: il basilisco nasce infatti da uova partorite
magicamente da galli maschi e covate da rospi. Le uova schiudendosi rivelano pulcini
sempre maschi a cui in breve tempo spunta la coda da rettile.

Il suo sangue nella tradizione guarisce dai malefici e nel Medioevo si era convinti
fosse realmente esistente tanto che spesso veniva rappresentato nelle chiese come
monito per i fedeli. San Domenico ne aveva addomesticato uno e forse è anche per
questo che nel chiostro della chiesa di San Domenico a Cagliari (che è stata sede
dell’Inquisizione) un basilisco è scolpito su una delle colonne che conducono all’ingresso
della chiesa. Tra le decorazioni fitomorfe della colonna antistante quella del mostro fa
capolino proprio una donnola. In Sardegna a lungo si è identificato questo animale con
una versione nostrana chiamata iscurtone o sculzone, una sorta di tozza lucertola dai
poteri letali. La cronaca recente ha riportato avvistamenti veri o presunti di questo temibile
animale nelle campagne dell’Ogliastra e del Nuorese.

(Scheda a cura di Giacomo Pisano)

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