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Meccanica dei Fluidi con Fondamenti di Ingegneria Chimica

Esercitazione 2 - Idrostatica
Soluzioni

Sommario
Esercizio 1 – Determinazione della pressione in un fluido ................................................................................. 2

Esercizio 2 – Manometro ................................................................................................................................... 3

Esercizio 3 – Piezometro (I) ................................................................................................................................ 4

Esercizio 4 – Piezometro (II) ............................................................................................................................... 5

Esercizio 5 – Differenza di pressione tra due recipienti ..................................................................................... 6

Esercizio 6 – Pressione in condotta .................................................................................................................... 7

Esercizio 7 – Piano dei carichi idrostatici (I) ....................................................................................................... 8

Esercizio 8 – Piano dei carichi idrostatici (II) ...................................................................................................... 9

Esercizio 9 – Principio di Archimede (I) ............................................................................................................ 10

Esercizio 10 – Principio di Archimede (II) ......................................................................................................... 11

Esercizio 11 – Principio di Archimede (III) ........................................................................................................ 12

Esercizio 12 – Temperatura in montagna (Bernoulli comprimibile) ................................................................. 13


Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 1 – Determinazione della pressione in un fluido


La legge di Stevino in termini generali si può scrivere come:

−∇𝑝 + 𝜌𝒈 = 𝟎
Questa equazione, come si vedrà più avanti, risulta da una semplificazione dell’equazione indefinita di
conservazione della quantità di moto. Questa equazione è di estrema utilità, poiché permette di mettere in
relazione il campo scalare di pressione 𝑝(𝑥, 𝑦, 𝑧) con la distribuzione di forze 𝐹(𝑥, 𝑦, 𝑧) agenti su un certo
volume di controllo. In idrostatica il campo di forze è quello gravitazionale e di conseguenza il gradiente di
pressione risulta negativo1. Il sistema risulta monodimensionale ed è quindi possibile riscrivere l’equazione
come:
𝑑𝑃
− − 𝜌𝑔 = 0
𝑑𝑧
per ricavare il profilo di pressione in funzione della quota 𝑧. Integrata tra un punto 1 e un punto 2 (appartenenti
alla coordinata z) fornisce:
𝑝1 𝑝2
+ 𝑧1 = + 𝑧2
𝛾 𝛾
Con 𝛾 = 𝜌𝑔 peso specifico del fluido. E’ importante notare che la legge di Stevino va applicata tra due punti
dello stesso fluido. In un caso bifase come quello in esame, va quindi applicata due volte:
𝛾𝑎 ℎ 𝛾𝑏 ℎ
𝑝 = 𝑝𝑓 − − = 6.56 ⋅ 105 𝑃𝑎
2 2

1
Considerando un sistema di riferimento 2D in cui l’asse verticale punta verso l’alto.

2
Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 2 – Manometro
Questo tipo di esercizio si svolge con un metodo standard: si applica la legge di Stevino in maniera sequenziale
dal punto di partenza (A) al punto di arrivo (B), ricordandosi si trattare separatamente i due fluidi:
𝑝𝐴 𝑝𝑀
1) 𝛾𝑎
+ ℎ𝐴 = 𝛾𝑎
(dal punto A al punto M)
𝑝𝑀 𝑝
2) 𝛾𝑚
= 𝛾𝑁 + Δ (dal punto M al punto N)
𝑚

𝑝𝑁 𝑝𝐵
3) 𝛾𝑎
= 𝛾𝑎
+ ℎ𝐵 (dal punto N al punto B)

Questo è un sistema di 3 equazioni in 4 incognite (𝑝𝐴 , 𝑝𝑀 , 𝑝𝑁 , 𝑝𝐵 ). Ai fini dell’esercizio è necessaria la sola


differenza di pressione 𝑝𝐴 − 𝑝𝐵 , quindi il sistema risulta univocamente definito (3 equazioni, 3 incognite). Si
ricava 𝑝𝑀 dalla 1):

𝑝𝑀 = 𝑝𝐴 + ℎ𝐴 𝛾𝑎
Si sostituisce nella 2) e si ricava 𝑝𝑁 :

𝑝𝑁 = 𝑝𝑀 − Δ𝛾𝑚 = 𝑝𝐴 + ℎ𝐴 𝛾𝑎 − Δ𝛾𝑚
Si sostituisce nella 3) e si ricava 𝑝𝐵 :

𝑝𝐵 = 𝑝𝑁 − ℎ𝐵 𝛾𝑎 = 𝑝𝐴 + ℎ𝐴 𝛾𝑎 − Δ𝛾𝑚 − ℎ𝐵 𝛾𝑎
Si ricava quindi la differenza di pressione:

⏟𝐴 − ℎ𝐵 ) = Δ(𝛾𝑚 − 𝛾𝑎 ) = 24638.8 𝑃𝑎
𝑝𝐴 − 𝑝𝐵 = Δ𝛾𝑚 − 𝛾𝑎 (ℎ

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 3 – Piezometro (I)


Il piano dei carichi idrostatici (da qui in poi PCI) è il luogo dei punti a pressione relativa nulla. Non si trova
necessariamente all’interno del fluido preso in esame e rappresenta (da un punto di vista fisico) la quota che
raggiungerebbe il fluido se lasciato libero a contatto con la
pressione atmosferica (per esempio, nel caso dell’acqua in
Figura, attaccando un piccolo tubicino verticale in cui può
risalire il liquido).

La quota del PCI si ricava (per ogni fluido) scrivendo l’equazione


di Stevino tra:

(i) Un punto qualsiasi all’interno del fluido, di cui quindi


sappiamo pressione e quota rispetto ad un riferimento
z=0;
(ii) Un punto fittizio coincidente con il PCI, di cui quindi sappiamo la pressione (nulla per definizione) ma
non la quota (incognita).

Per il mercurio abbiamo, prendendo come punto iniziale 𝑧 = 0 (fondo del recipiente):
𝑝𝑚,(𝑧=0) 𝑝𝑚,𝑃𝐶𝐼
= + ℎ𝑚,𝑃𝐶𝐼
𝛾𝑚 𝛾𝑚
(i) 𝑝𝑚,(𝑧=0) = 𝛾𝑚 ℎ𝑝
(ii) 𝑝𝑚,𝑃𝐶𝐼 = 0 (per definizione di PCI)

Quindi:

ℎ𝑚,𝑃𝐶𝐼 = ℎ𝑝 = 1.2 𝑚

Risultato ovvio: la quota del PCI è il menisco del fluido quando esposto a pressione atmosferica. Per l’acqua si
ha, prendendo come punto iniziale l’interfaccia acqua-mercurio:
𝑝𝑖𝑛𝑡,𝑎−𝑚 𝑝𝑎,𝑃𝐶𝐼 (= 0)
+ ℎ1 = + ℎ𝑎,𝑃𝐶𝐼
𝛾𝑎 𝛾𝑎
Quindi:
𝛾𝑚
ℎ𝑎,𝑃𝐶𝐼 = (ℎ − ℎ1 ) + ℎ1 = 3.72 𝑚
𝛾𝑎 𝑝
Per l’olio abbiamo (prendendo l’interfaccia olio-acqua come punto iniziale):
𝑝𝑖𝑛𝑡,𝑜−𝑎 𝑝𝑜,𝑃𝐶𝐼 (= 0)
+ ℎ1 + ℎ2 = + ℎ𝑜,𝑃𝐶𝐼
𝛾𝑜 𝛾𝑜
𝛾𝑚 𝛾𝑎
ℎ𝑜,𝑃𝐶𝐼 = ℎ1 + ℎ2 + (ℎ𝑝 − ℎ1 ) − ℎ2 = 4.15 𝑚
𝛾𝑜 𝛾𝑜
Si può quindi calcolare la pressione dell’aria (coincidente con quella dell’interfaccia aria-olio, trascurando il
peso specifico proprio del gas):

𝑝𝑎𝑖𝑟 = 𝛾𝑚 (ℎ𝑝 − ℎ1 ) − 𝛾𝑎 ℎ2 − 𝛾𝑜 ℎ1 = 9021.4 𝑃𝑎

La pressione è da intendersi relativa.

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 4 – Piezometro (II)


Si può applicare la legge di Stevino in maniera sequenziale:
𝑝𝑖𝑛𝑡
𝛿+ℎ = 𝛾𝑘
(dal menisco all’interfaccia)
𝑝𝑖𝑛𝑡
𝛾𝑎
=ℎ (dall’interfaccia al pelo libero)

Quindi:
𝛾𝑎 − 𝛾𝑘
𝛿=ℎ = 0.44 𝑚
𝛾𝑘

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 5 – Differenza di pressione tra due recipienti


Si applica la legge di Stevino in maniera sequenziale:
𝑝𝐴 𝑝𝑀
𝛾1
= 𝛾1
+ ℎ1 (da A ad M)
𝑝𝑀 𝑝𝑁
𝛾3
= 𝛾3
+Δ (da M ad N)
𝑝𝑁 𝑝𝐵
𝛾2
+ Δ + ℎ1 − ℎ2 = 𝛾2
(da N a B)

Si ricava 𝑝𝐴 − 𝑝𝐵 in maniera analoga all’esercizio 2:

Δ𝑝 = ℎ1 𝛾1 + Δ𝛾3 − (Δ + ℎ1 − ℎ2 )𝛾2 = 11520.5 𝑃𝑎

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 6 – Pressione in condotta


E’ sufficiente calcolare la pressione nella condotta (i) considerando il peso specifico del gas e (ii) trascurandolo.
La differenza sarà l’errore commesso con l’approssimazione (ii).

a) Considerando 𝛾1 :
𝑝𝐺 𝐷 𝑝𝐴
+ =
𝛾1 2 𝛾1

𝑝𝐴 𝑝𝐵 (𝑎𝑡𝑚)
= +Δ
𝛾2 𝛾2
𝐷
𝑝𝐺 = 𝑝𝑎𝑡𝑚 + Δ𝛾2 − 𝛾1
2
b) Trascurando 𝛾1 :
Con una procedimento analogo ad (a) si trova:
𝑝𝐺 = 𝑝𝑎𝑡𝑚 + Δ𝛾2
L’errore commesso risulta quindi:
𝐷
𝜖 = 𝛾1
2

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 7 – Piano dei carichi idrostatici (I)


Si applica Stevino tra i punti e le interfacce di interesse:
𝑝1,𝑃𝐶𝐼 (=0) 𝑝𝐵
𝛾1
+𝑧 = 𝛾1
(tra PCI e B)
𝑝𝐵 𝑝𝐶
𝛾2
= 𝛾2
+ Δ1 (tra B e C)
𝑝𝐶 𝑝𝐷
𝛾1
+ Δ2 = 𝛾1
(tra C e D)

𝑝𝐷 𝑝𝐸 (=0)
= + Δ3 (tra D ed E)
𝛾2 𝛾2

Si ricava dopo le opportune sostituzioni:


𝛾2 (Δ3 + Δ1 ) − Δ2 𝛾1
𝑧= = 8.59 𝑚
𝛾1

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 8 – Piano dei carichi idrostatici (II)


Si applica Stevino tra i punti e le interfacce di interesse:
𝑝1,𝑃𝐶𝐼 (=0) 𝑝𝐴
+ ℎ𝐴 = (da PCI, 1 ad A)
𝛾1 𝛾1

𝑝𝐴 𝑝𝐵
= +Δ (da A a B)
𝛾𝑚 𝛾𝑚

𝑝𝐵 𝑝2,𝑃𝐶𝐼 (=0)
𝛾2
= 𝛾2
+ ℎ𝐵 (da B a PCI, 2)

Si ottiene:
𝛾1 ℎ𝐴 − 𝛾𝑚 Δ
ℎ𝐵 = = 2.33 𝑚
𝛾2

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 9 – Principio di Archimede (I)


Secondo il principio di Archimede, un corpo immerso in un fluido riceve una spinta (verso l’alto) pari al peso di
fluido spostato dal corpo stesso. E’ quindi molto semplice risolvere l’esercizio con un bilancio di forze che
include (i) peso del corpo, (ii) spinta di Archimede:
2
−𝜌𝐿 𝑔𝑉 + 𝜌𝑓 𝑔𝑉 = 0
3
Si ha quindi:
2
𝜌𝐿 = 𝜌𝑓 = 667 𝑘𝑔/𝑚3
3

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 10 – Principio di Archimede (II)


Si impone un bilancio di forze (i) sul cubetto di piombo e (ii) sulla pallina di
sughero:

• Cubetto:
𝑇 − 𝜌𝑃 𝐿3 𝑔 + 𝜌𝑓 𝐿3 𝑔 = 0
Con T tensione del filo (assunto inestensibile).

• Pallina:
4 3 4 3
−𝑇 − 𝜋𝑅𝑚𝑖𝑛 𝑔𝜌𝑠 + 𝜋𝑅𝑚𝑖𝑛 𝑔𝜌𝑓 = 0
3 3

Si può ricavare T dalla prima equazione e sostituire nella seconda:


4 3
(𝜌𝑃 − 𝜌𝑓 )𝐿3 𝑔 = 𝜋𝑅𝑚𝑖𝑛 𝑔(𝜌𝑓 − 𝜌𝑠 )
3
Si ricava il raggio minimo:

3 3(𝜌𝑃 − 𝜌𝐿 )
𝑅𝑚𝑖𝑛 = 𝐿 √ = 0.058 𝑚
4𝜋(𝜌𝑓 − 𝜌𝑠 )

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 11 – Principio di Archimede (III)


Basta scrivere il bilancio di forze sul corpo nei due fluidi in esame:

𝜌𝑠 𝑔𝑉 = 𝜌𝑓,1 𝑔(𝑉 − ℎ1 𝑆)

𝜌𝑠 𝑔𝑉 = 𝜌𝑓,2 𝑔(𝑉 − ℎ2 𝑆)

Il rapporto risulta:
𝜌𝑓,1 (𝑉 − ℎ1 𝑆)
1=
𝜌𝑓,2 (𝑉 − ℎ2 𝑆)

Quindi:
𝜌𝑓,2 (𝑉 − ℎ1 𝑆)
= = 0.833
𝜌𝑓,1 (𝑉 − ℎ2 𝑆)

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Esercitazione 2 – Idrostatica

Esercizio 12 – Temperatura in montagna (Bernoulli comprimibile)


Si calcola innanzitutto la pressione in vetta. Non è possibile utilizzare la legge di Stevino nella sua forma classica,
poiché la densità presenta una forte dipendenza dalla pressione locale (essendo l’aria un fluido comprimibile).
Proviamo quindi a scriverla in forma differenziale (come riportato nell’Esercizio 1):
𝑑𝑝
= −𝛾(𝑝)
𝑑𝑧
dove si è evidenziata la dipendenza del peso specifico dalla pressione, la quale va ricavata a parte. Utilizziamo
la relazione fornita nel testo, scrivendola in funzione della densità:
𝑝0 𝑝
𝑘 = 𝜌𝑘
𝜌0

Ricavando la densità:
1
𝑝 𝑘
𝜌(𝑝) = 𝜌0 ( )
𝑝0
Ora possiamo sostituirla nella formulazione della legge di Stevino differenziale:
1
𝑑𝑝 𝑝 𝑘
= −𝑔𝜌0 ( )
𝑑𝑧 𝑝0
Integrando da una pressione (nota) 𝑝0 ad una generica:
𝑘
𝑘−1
𝑘−1
𝑘 − 1 𝜌0 𝑔
𝑝(𝑧) = [𝑝0 𝑘 − ( 1 ) 𝑧]
𝑘
𝑝0𝑘

Ad una quota fornita (1200 𝑚) la pressione risulta:

𝑝 = 0.87 𝑏𝑎𝑟
La 𝑇 si può facilmente ricavare utilizzando la relazione per le trasformazioni adiabatiche, in funzione però della
temperatura:
𝑘
𝑝 𝑇0 1−𝑘
=( )
𝑝0 𝑇
𝑇0
𝑇= 1−𝑘
= 13.6 °𝐶
𝑝 𝑘
(𝑝 )
0

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