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GABRIELLA MEREU

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r LA TERAPIA VEREIALE
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A mio padre che mi ha trasmesso
fa passione per fa ricerca.
A mia madre che traduce
dallatino come se fosse sardo.
A tutti quelli che si complicano fa vita.
Ai miei soli Maestri: i pazienti.
Ni11graz£o:
Do na tell a Pisu, per avermi sostenuta; GABRIELLA MEREU
Patrizia Congiu, per avermi ascoltata e incoraggiata;
il professor JanVan Hemert, neurologo,
per avermi avvantaggiato nella ricerca;
Ia dottoressa Melina Trupo, ipnotista,
per avermi consigliata;
i1 dotte r Stefano Silvestri, psicologo,
. .
per avermt tncttato a scnvere; LA MEDICINA
i1 dottor Pierluigi D esanctis, omeopata,
per aver dato valore alia mia fantasia DELLA CONSAPEVOLEZZA
ed aile mie capacidt intuitive.
La terapia verbale

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Prefozione

I )opo anni di collaborazione con la dottoressa


C.abriella Mereu, non e difficile per me, ed e un
o nore, scrivere la prefazione di questo libro. La
scienza analogica e quella che studia la correlazio-
ne tra i fenomeni. E la strada che la scienza
rnoderna sta percorrendo oggigiorno. Non e da
·orprendersi che la percorra anche lei. Gia duran-
te gli studi universitari non amava assere una
conformista rna si domandava se era vero cio che
veniva asserito scientificamente. lstintivamente
cercava correlazioni, a lei soddisfacenti, fra lo svol-
gersi degli eventi. Divenuta medico ha continuato
a praticare questa forma di ricerca sui suoi pazien-
ti. L indirizzarsi allo studio della medicina olistica,
alia grafologia ed all' omeopatia fu una conseguen-
za logica. Ne derivo 1' atteggiamento di approfon-
dire perche il paziente adoperasse un vocabolo
invece di un altro per descrivere i suoi sintomi.
Basandosi su un' attenta ricerca scoprl che deter-
minati vocaboli, usati da diversi pazienti, formano
un vocabolario archetipico. Non e l'io consapevo-
le ad esprimere il vocabolo rna illato inconsape-
vole del paziente. 11 sintomo cosl espresso e un
segnal~ dell'inconscio che denuncia un malfunzio-

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namento, cioe che vi e qualcosa che non va nello .d su ~cesso e che incontri la logica diffidenza. dei
stato affettivo-emozionale del malato. Con le ~. tt o i colleghi conservatori, che preferiscono la
parole il paziente enuncia un sintomo, la dotto- 11S<: t 1dosicurezza alia reale curios ita scientifica.
ressa Gabriella Mereu, usando i simboli archetipi- ( )ttCStO libro e scritto per i} consumatore della
ci e tramite 1'analogia, traduce al paziente cia che 1
l·tnita, il paziente, che e in grado di giudicare la
l'inconscio desidera comunicare. reccezionale di v.didita di una terapia senza bisogno di una tutela
questo metodo sta nel fatto che la maggior pa~te d:t parte delle istituzioni ufficiali.
dei sintomi sparisce. rassenza del sintomo e la
guarigione. Questo avviene contro ogni logica del- « (,'abriella va' avanti per Ia tua strada e permettici di
l' attuale medicina. Lei non considera questa una .~ioire al piu presto di un tuo secondo libro, da legge-
novidt, infatti 1'omeopatia e basata sugli stessi cri- 1'(' semplicemente, magari sotto l'ombrellone, per far-

teri. E andata oltre dichiarando che anche le altre ci capire come il nostro stato di salute>>.
terapie potrebbero funzionare basandosi sull' ana-
logia. Pensate alia consapevolezza analogica delle Ian Van Hermert, neurologo
case farmaceutiche nella scelta dei colori, dei nomi Montecarlo 27 aprile 2000

e delle confezioni dei medicinali, alla simbologia


del camice bianco dei medici, all' effetto amozio-
nale-analogico dell' odore dell' ospedale. Le ricer-
che sul cancro sono arrivate ad un binario morto
come le ricerche sull'Aids dove troppo in fretta si
e detto che la causa e un retrovirus. Un vero ricer-
catore e qualcuno che mette un punto interrogati-
vo dietro le sue affermazioni ed ha un' ostilidt ver-
so la sicurezza. Sicurezza significa paura. Per un
vero ricercatore 1' attitudine alia curiosidt epili for-
te 4ella paura. Quest' innata ostili ta verso la sicu-
rezza ha fatto in modo che la dottoressa Mereu sia

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lntroduzione

<~u esto mio volumetto sulla cura delle malattie


no n ha niente di "scientifico"; ogni volta che
in traprendo una cura non ho ness una analisi di
laboratorio davanti, non ho nessuna misurazio-
nc, sto agendo nell'imponderabile: la coscienza
del paziente. Non ha senso, per me esporre casi-
stiche perche i casi clinici sono tra i pili dispa-
ra ti e perche agisco su un terreno che si manife-
sra attraverso una risposta dall'inconscio. Que-
sta varia da persona a personae, nella stessa per-
sona evariabile nel tempo (rna il paziente spes-
sissimo viene curato). Agisco proprio al contra-
rio dell' opinione comune: «Lintervento eanda-
ro scientificamente bene, rna il paziente e mor-
tO» . Ho cercato di esprimermi in un linguaggio
chiaro e sem pli~e, che e il linguaggio della
veridt, perche mi possano capire tutti. Vorrei
trasmettere un importante messaggio: la terapia

-- migliore e quella che segue tre parametri: agire


nel minor tempo possibile, essere Ia meno
traumatica possibile e Ia meno dispendiosa
possibile. Curano tutti: i medici con i farmaci,
gli omeopati con i rimedi, i chirurghi, gli ago-
puntori, gli sciamani, la medicina popolare.

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..
Dietro questa fenomeno vi e un fatto molto
La nascita della terapia
·semplice: che i1 paziente si cura da solo.
Questa mio libretto, che descrive una tecnica
tratta da anni di ricerche, vuole dimostrare essen-
zialmen.te che ·la medicina ed il medico so no solo l Jn giorno, durante una visita omeopatica ad un
dei veicoli e che il medico dovrebbe funzionare 1>az.iente che non riuscivo a curare dalla sua aller-
solo da guida, perche la guarigione fisica si attui gia, mi venne un'idea: pensai, se 1'omeopatia non
insieme alia consapevolezza ed alia evoluzione (· un rimedio rna un principia, io allora questa
del paziente.
pri ncipio potrei usarlo anche solo verbalmente.
( :ioe, se come ho tante volte constatato durante
l:t mia esperienza di medico omeopata, 1' origine
della malattia e sempre~ 0 quasi, di origine psico-
so matica, io potrei applicate la Iegge dei simili
(curare il male con lo stesso male) che ealla base
<lelia medicina omeopatica, non con un prepara-
' o omeopatico, rna con le parole. Avevo altresi
i tn parato che Ia malattia e un' espressione che
non fa altro che rivelare in maniera metaforica
u n vi~suto emozionale, che ha portato alia malat-
t ia stessa. A questa punta pensai che avrei potu-
' o fare omeopatia verbale se, sciogliendo Ia
nl etafora, avessi detto al paziente quale era il
1nale morale che lo aveva portato alla malattia.
I >cr pater sciogliere la metafora bisogna avere
doti e conoscenze analogiche. Io ho la fortuna di
.1verle perche, essen do grafologa, da diciasette

.1n ni riesco a ricavare il carattere di una persona

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:'

leggendone e interpretandone la scrittura. La II Ii nguaggio metaforico del paziente ebellissimo


grafologia e, infatti, una scienza che si applica su ,. co tnmovente e io l'ho denominato "pazientese':
basi analogiche. Quel primo paziente di cui ho l 1i ta ne raffino la conoscertza pili aumentano le
appena parlato e che aveva una strana allergia aile ttl ic capacita terapeutiche attraverso esso.

arance, lo curai, infatti, sciogliendo una metafo-


ra. Da allora (e successo quattro anni fa) curo
quasi solamente cosl dolori di tutti i tipi: vertigi-
ni, parestesie, emorragie, diarree, verruche e altre
eruzioni cutanee, rivelando il significato della
malattia,espressione-metafora.
Questa espressione-metafora me la rivela lo stes-
so paziente con un suo linguaggio che, come
ogni lingua, ha la caratteristica di un parlare col-
lettivo in cui ogni parola ha un preciso significa-
to, simile per tutti gli individui che 1' adoperano.
Ma il suo significato e celato dietro un' analogia:
quest' ultima, manifesta un' espressione emozio-
nale. Vi anticipo un esempio: il paziente esprime
spesso verbalmente la parola "appoggiare": que-
sta parola manifesta 1' esigenza non soddisfatta di
avere un appoggio affettivo dal prossimo. Questa
espressione la ritrovo verbalmente nel dolore alia
nuca, quando la persona "non puo appoggiare la
testa sui cuscino" oppure, fisicamente, nelle eru-
zioni cutanee come per esempio la psoriasi, che si
manifesta preferibilmente nei punti d' appoggio:
ginocchia, gomiti, nuca, natiche, talloni.

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lllinguaggio collettivo II pazientese

~siste ~n linguaggio collettivo con cui le persone II pttzientese" e un linguaggio emozionale. I ter-
II

st esprtmono. Accanto all' espressione verbale co- 111 j n i della medicina ufficiale con cui il malato

sciente, vi e un' espressione incosciente che si .


t\"' prime la sua patologta, pertanto, non m tnte-
'.
attua. att~averso dei sirnboli e delle analogie. Nel- ' < ·ssa no. Molti medici fanno esattamente il con-
le mte rtcerche ho studiato due espressioni di t ra rio. Troncano il discorso del paziente quando
ques~o ti~o: la prima e 1'espressione grafologica, r, rcisce i suoi dolori e sintomi con quegli agget-
che sr re~rzza att~averso dei segni che si esprimo- 1i vi ed espressioni che, invece, per me so no
no per vta analogtca, oltreche collettivamente. La 11nportantissimi. Anch'io facevo cosl all'inizio
seconda e 1'~spressione verbale e fisica del pazien- d ·lla mia professione. Oggi, se il malato accenna
te. In essa rtcerco, oltre al significato ernozionale :1I linguaggio forb ito della medicina ufficiale lo
del paziente, preso individualmente, anche un 1)rego di smettere e di descrivermi la malattia
significato collettivo. Questa linguaggio rientra come se fosse un analfabeta. Avevo gia assunto
nel concerto di inconscio collettivo gia scoperto questa abitudine quando esaminavo il paziente
daJung. ·on l'interrogatorio omeopatico: per me, non
csistono piu le malattie rna "la malattia''.
l l~ssa non e altro che 1' espressione di un' afflizione
del paziente che si manifesta in diverso modo, sia
nel linguaggio che nella sua espressione fisica.
Non posso considerare, quindi, la malattia a pre-
scindere dalla metafora del "pazientese': dalla sto-
ria personale del malato, sia attuale che passata.
Tutti i malati so no diversi, tutte le storie so no
diverse: pertanto, il "pazientese" non ha regale

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fisse. Vi sono tuttavia delle parole che si ripetono dopo traumi: sentimento di umiliazione per aver
molto piu spesso di altre e che, percio, mi sugge- ~ t 'hi to un' o ffesa. Si riferisce al sen tim en to che
riscono l'impronta collettiva per poter denomi- ttn o prova quando viene picchiato.
nare cia linguaggio. I .' cspressione «Ho un dolore che non mi fa gira-
Eccole: r ·» (la schiena, il collo) si riferisce ad un senti-
Palla - Si esprime in espressioni come: «sento lll Cnto di impossibilita a ribellarsi.
come una palla» oppure «ho una nocciolina, una I )olori come bruciore, punture, fitte, significano
pallina». Si puo riferire sia ad una sensazione che J':tbbia.
ad una neoformazione come una cisti, un tumo- I»rurito- Si riferisce al fatto che una persona vor-
re, un linfonodo gonfio ecc. Ha spesso attinenza rcbbe liberarsi di qualcuno o di una situazione
con un problema sessuale. i ncresciosa che non sop porta.
Poggiare - Si esprime con questo vocabolo la I :cspressione «sento una scossa di corrente» si
mancanza di appoggio affettivo, morale, econo- riferisce alia voce del verbo "correre" che, secondo
mico ecc. che si ha per il vuoto determinato da iI contesto, puo significare: «ho paura di essere
una perdita affettiva. Oppure, con affezioni in abbandonato» oppure «sono stato abbandonato»
punti d ' appoggio: natiche, gomiti, talloni, nuca, oppure «vorrei andarmene». Se, invece di «scossa»,
ginocchi ecc. scnte una «scarica di corrente» significa proprio
Costrizione - Analoga a questo vocabolo e la sen- c.: he vorrebbe scaricarsi di una situazione che 1' op-
sazione di morsa; di pressione, di compressione: prime. Le affezioni da corrente d' aria o da vento si
si riferisce al sentimento di essere sotto 1' auto rita ri feriscono a questi significati.
di qualcuno. Grasso - La comparsa di cisti di grasso sullfl pelle,
Condizionata - Si riferisce quasi sempre all' aria. l' intolleranza ai grassi, i lipomi ecc. si riferiscono
Chi soffre per 1' aria condizionata si sente condi- alla sensazione di sporco, connesso a sensi·1di col-
zionato, cioe non libero. pa o a disgusto per essere stati a contatto con per-
Dolore "come se fossi pestato" o, analogamente, one volgari o a paura per pensieri lascivi dello
"come se avessi ricevuto un colpo", comparsa di stesso soggetto.
lividi spontanei, oppure facile comparsa di lividi Ballare - Questo vocabolo si trova nelle espres-

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sioni "Sento che balla'', riferito per esempio ad , Itv dcsiderano avere la casa perfettamente in
un occhio o ai muscoli o ad un dolore con sen- , ,, d inc, situazione difficile da raggiungere, specie
sazione "come se ballasse", come in certi dolori di 11' l.un iglia.
testa. Si riferisce spesso a persone che hanno '' t l'isciare, e un altro vocabolo interessante: rap-
molto il senso del dovere e che, percio, avrebbe- Ill t ·s ·n ta la paura o la sensazione di andare in
ro bisogno di divertirsi per dimenticare questa tn vtna.
. '1 1 ritrova, ad esempio, nei paralitici che dicono «mi
preoccupaz1one.
Gonfio - Chi sente un gonfiore, chi si sente gon- vtvtlc da strisciare la gamba». :Lho trovata anche in
fio, spesso con sensazione di calore e peggiora- ,.,, o.ioni cutanee a forma di strisce.
mento con il caldo, significa che ha una passione Vt·rani, eun vocabolo che riguarda la paura di essere
11,, tnondi, schifosi, di non valere, appunto, come i
che puo essere di genere sessuale oppure che lo fa
arrabbiare. vt·nni. Si materializza nella verminosi; riguarda anche
Scoppiare - E analogo al precedente e si riferi- l.t s ·nsazione "sentire vermi che strisciano".
sce al fatto che e, al massimo, di una sofferenza I :rcgare - E un vocabolo che si riferisce, a secon-
passionale. ' 1:. dei contesti, ad un significato sessuale o alla
Bloccare- Lespressione "mi sento bloccato" si ri- 1), t ura o sensazione di essere imbrogliati.

ferisce a sentimento di mancanza di liberta. Le Accavallare, sovrapporre, schiacciare - Hanno


tIll significato anch' esso sessuale. Lho trovato
espressioni "shando", "storto" ecc. si riferiscono
a situazioni in cui si ha paura di perdere il con- tH.:lle espressioni "sento un musco1o accavallato" ,
trollo. Le dita storte dei pazienti con 1' artrite reu- livedo sovrapposto", "mi viene questo do lore
matoide hanno analogo significato: chi usa que- <1uando accavallo le gam be" e altre.

ste espressioni, pretende che "tutto fili dritto" ' e I'remere - Puo avere anch' esso un significato ses-
pignolo, preciso. suale oltre che di insofferenza ad un' auto rita.
Analogo significato hanno le vertigini. I •ilo, cucire - Sono espressioni che si riferiscono a sof-
Questo sintomo si presenta in persone che si r-renze dovute ad un attaccamento affettivo.
controllano molto o che pretendono di control- I >cr esempio: «ho la sensazione di avere un filo nel-
lare tutto. Le vertigini sono tipiche delle donne l'occhio>> opp~re «ho questo disturbo quando cucio».

. 18 19

lrritare - Viene da una sentimento di irritazione 1> ·nnette di trovare una posizione giusta per atte-
quindi, quasi di rabbia per qualcuno; per esem- tttt arlo. Si riferisce al fatto che la persona non sa
pio: «mi sento un occhio irritato» «ho un dolore t he decisione prendere e come comportarsi in
) . . . . .
come un trrttaztone». ' ' na certa sttuaztone.
Tirare - Si ritrova nella sensazione di sentirsi tira- Bolla, bollire - Si ritrova nelle espressioni «sento
re, per esempio, alla schiena, alia coscia, ecc. 11n rum ore come una pentola che bolle», e nelle

Si riferisce ad un sentimento di oppressione. Si t·s pressioni «ho un dolore che mi fa sentire bol-
verifica frequentemente nelle sciatiche con 1' e- lvnte» oppure nelle eruzioni bollose della pelle.
spressione frequente: «sensazione di schiena I •'. sprime la presenza di un forte desiderio inesau-
bloccata e di sentirsi tirare la gamba»- d ito. In cagliaritano il verbo volere, desiderare, si
Piegare - E un altro vocabolo frequentissimo, si t ·s prime col termine "bolliri".

ritrova nell' espressione «non lo posso piegare» II "pazientese" si esprime anche nelle dita delle
oppure «migliora o peggiora quando lo pi ego». Si tnani e dei piedi. Esiste una versione sarda della
riferisce ad un dolore articolare; esprime un sen- fi lastrocca che si canta ai bambini piccoli ed
timento di rabbia-paura perche il paziente e sot- in omincia cosl: «Piazza, mia bella piazza... ». E
topposto ad autorita-obbligo. ( u sta: si prende il pollice e si dice «Custu e su
1
Sollevare - Si riferisce ad un dispiacere che il procu», poi l'indice «custu d' a mottu», poi il
paziente sente senza possibilita di rimedio. Per tn cdio «custu d'abbruschiau» poi l'anulare «custu
esempio: «ho un dolore alia spalla, per cui non ~ i d' a pappau» poi il mignolo <<e a custu chi e pit-
posso sollevare il braccio». ' icheddu non di d' anti lassau» che significa «Que-
Sentire, e un vocabolo incluso nella mancanza st 0 eil porco, questa l'ha ucciso, questa l'ha arro-
delle sensazioni, per esempio: tattile, odorosa, Sl i tO, questa l'ha mangiato e a questa, che e pic-
gustativa. Indica, in maniera poetica, che la per- t'olino, non gliene hanno lasciato».
sona ha perso un importante contatto affettivo ( )uando vi e qualche affezione al pollice, per la
con qualcuno, si esprime cosl «non sento pili». do nna, e di solito il marito 0 il fidanzato, per l'uo-
Non riesco a trovare Ia posizione. Questa espres- e
lllO la fidanzata 0 la moglie. Qualche volta equal-

sione si riferisce ad un dolore articolare, che non che altro parente. Si riferisce sempre all' affetto pili

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importante. Le altre dita sono i figli. Le affezioni L"'origine della malattia:
che colpiscono le dita si riferiscono, spesso, ad una
vicenda familiare come nella filastrocca. II simbolo,
l'immaginazione
pero, e spesso sfumato: l'indice puo significare il
giudizio, Ia critica. II media il sesso; 1'anulare il
matrimonio; il mignolo, oltre al figlio pili piccolo, II pazientese e frutto della realta interna della per-
che vi e un sentimento di perdita per q ualcosa. "o na, della sua immaginazione. Questa im-
Jn aginazione e inconscia: il paziente la sviluppa a
partire dalla sua afflizione; ~entre il malato
dcscrive i suoi sintomi mi rivela, contempora-
'' ·amente, il suo immaginario. Io lo ascolto come
~ · fossi a teatro: mi parla dall'inconscio e_parla al
1n io inconscio; quindi, per pater ricavare la
1netafora, spesso, entro in una leggera trance.
l ~' accio lo stesso quando interpreto la scrittura.
II processo interno che, secondo me, porta alia
I nalattia e questa: emozione negativa-immagina-

zione-malattia. E quindi il pensiero, l'immagina-


·;.ione, che porta alia malattia.
I ;immaginazione sviluppa una metafora, che e la
Jnalattia stessa. Questa metafora e, spessissimo,
i ronica ed anche tragi comica. Esprime 1' emozio-
ne negativa che ha portato alla malattia, in chia-
ve umoristica. Sembra che il paziente si voglia
prendere in giro da solo. La metafora tragicomi-
ca sembra voler indicare, gia in se, il processo
della guarigione: trasformare una tragedia in una

22 23
rappresentazione comica.La risata e Ia chiave del- La mappa anatomica della malattia
la guarigione, rna la risata che guarisce deve esse-
re "la risata di cuore", quella che proviene dall' a-
ver capito una veridt profonda. Man mano che
nel dialogo capisco Ia metafora, io stessa rido per I:immaginazione e caprlCClOSa, non si sa mai
poter avviare il paziente alla sua risata. dove puo andare a parare e perche ora ha scelto
Alia fine ridiamo assieme. u n organo ora un altro. Penso che questo avven-
ga per esigenze persopali di espressione. T uttavia,
posso fare una mappa approssimativa dei punti
:tnatomici che corrispondono ad un'emozione.
II collo e la caviglia corrispondono a sentimenti
d i schiavi tu, la cos cia, 1' inguine, la vescica, i geni-
tali, e talvolta 1'orecchio, ai sentimenti legati al
scsso. La pelle della faccia a sentimenti legati
:dl 'immagine sociale di se; le spalle alia responsa-
hilidt; Ia schiena al dovere; le scapole alia liberta,
Ic natiche alla posizione sociale, matrimonio o
atn biente di lavoro; le mani e i piedi alia relazio-
nc col proprio partner; le braccia alia fatica, le
l'ambe al sentimento di poter affrontare gli avve-
n imenti, le ginoccia all' orgoglio. [ultima parola
nella decodifica della metafora, indipendente-
tn ente dal luogo anatomico, me la da sempre il
linguaggio verbale. Ho trovato qualche volta, per
csempio, il sentimento sessuale nella spalla, il
s \ntimento di amore materno nella coscia, di
a tnore paterno nel piede.

24 25

II placebo II tnedico non puo mai decidere di stabilire un


• d ·corso di malattia o di guarigione perche questo
lo decide solo l'inconscio del malato, pero, con le
~ u c parole, puo suggestionarlo e influire positiva-
Dietro quasi tutte le malattie vi e un sentimento 1n en te o negativamen te sulla malattia.

di paura. Anche quando I' origine e la rabbia, e I Ja suggestione del medico, dovrebbe, quindi,
sempre la paura la vera causa di un male. II sen- cs ere solo e sempre positiva.
timento di colpa epaura anch' esso: eil timore di Vi narro, adesso, due episodi a me capitati che
fare del male o di essere persone ignobili. II pla- 1n i han no fatto mol to riflettere sull' effetto place-
cebo e, quindi, una medicina contro la paura, l o. Venne un giorno da me una ragazza che
guarisce perche rassicura. Dietro ad ogni tipo di lamentava dei forti dolori all'addome. Dato che
medicina e di farmaco, quindi, vi eI' ombra del- i ndugiavo nella visita si irrito con me. Presi all o-
l' effetto placebo, la cui intensita e presenza, varia ra un flacone di soluzione fisiologica, di quelli
da malato a malato secondo il tipo di relazione che accompagnano certe confezioni di antibioti-
col suo medico. L' effetto placebo e legato alia ci, e le iniettai praticamente acqua. Nell' atto di
coscienza individuale e, quindi, e del tutto im- praticarle 1' iniezione dissi «Vedra che come ter-
ponderabile, per questo non credo alia misurabi- minero quest'iniezione lei si sentira molto
lita del placebo nell' esperimento a doppio cieco meglio». La ragazza si rilasso, disse che le erano
per saggiare gli effetti di un farmaco. passati completamente i dolori, mi saluto scu-
Per contro, invece, credo che un medico possa sandosi per il suo comportamento.
fare ammalare di pili o mantenere il paziente nel- Un' altra volta mi telefono una mia affezionata
la malattia, solo incutendogli il sentimento della paziente chiedendomi qualcosa per la febbre. Era
paura. Ho visto tanti malati impauriti che mi allergica a tutti i farmaci, aveva provato anche le
riferivano frasi del genere: «Se non fa cosl finisce medicine omeopatiche rna non aveva trovato
sulla sedia a rotelle», «se non fa subito questa quella che fa~esse per lei. Allora, per telefono, le
terapia le viene il cancro». Questo non e curare, diedi questa ricetta: «Grattugi molto formaggio
questo esolo cercare di mantenere un potere. vecchio in acqua molto calda e beva tutto». Fece

26 27
quello che le dissi sotto gli occhi meravigliati dei II terreno
parenti a cui disse «Io a quella dottoressa ci credo».
La febbre le calo con una grande sudorazione.
La ricetta l'avevo appena appresa da un libro di
"medicina popolare sarda''. Placebo? Potenza del- La mia e una medicina di terreno, come anche
la medicina popolare? Questo episodio merite- I' omeopatia, 1' agopuntura e tutte le medicine
rebbe da solo una ricerca. cosiddette alternative. :L alternativita della cura
I

rispetto a quella della medicina ufficiale e infatti,


i I concerto filosofico: imputare la responsabilita
della malattia ad un terreno di base.
C. ..i si chiede: «Semi succede un incidente o sem-
pre il solito incidente, e colpa mia 0 degli altri?»
J\Hora io penso che si debba stabilire se una pato-
logia deriva da un batterio o da un terreno. Nel-
la disquisizione tra Pasteur e Bernard il primo
srabiB che la responsabilita era principalmente
del batterio, il secondo che era del terreno. Vin-
sc Pasteur, solo perche appoggi~to dagli accade-
rn ici che, come e no to, sanno sempre dove e la
v :- rita. Pare che Pasteur sulletto di morte avesse
:un messo: «E pili importante il terreno».
II terre no che io cerco di curare e q uello psichico
.1ttraverso la consapevolezza. II mio fine, e lamia

Speranza, eche il malato, partendo dalle malat-
t ic piu lievi, quelle che io tratto col mio meto-
do verbale che da risultati spesso immediati, si
r ·nda conto, in maniera pratica, del principio

28 29

che Ia malattia proviene da se stesso e dai suoi q uanto viene dalla nostra natura, edivino e per-
. ..
meccantsmt tnconsct.
. t i<'> essendo divino, se il sintomo ecausato, come

Capisca, cioe, il concetto di terreno psichico e "PC so succede, da una repressione di tipo reli-
comprenda che possiede un legame mente-cor- gioso la verita non sta nella religione, rna nel sin-
po, che attraverso questo legame puo e deve 1orno e, pertanto, questo dimostra che la religio-

curarsi da solo ed estendere questo principio ll · e Dio sono due concetti separati.

anche aile malattie piu gravi. Questo fine, per


me, e piu importante della terapia stessa. Sicco-
me in questa maniera posso curare dappertutto,
curo cosl, dove mi capita: per la strada, sulla
spiaggia, in treno, nei salotti, e naturalmente, nei
nei vari ambulatori che frequento in Sardegna e
nelle altre parti d'Italia. Devo insistere, pero, per
far capire al malato l'importanza della cura che
gli ho somministrato. Devo precisare come sia
guarito, in verita, da solo e come in quella stessa
maniera potrebbe curarsi anche in futuro, even-
tualmente per qualche altra patologia. Gli dico
che la cura si attua perche entra in contatto con
se stesso. Lo avverto di approfittare del sintomo
per conoscersi meglio e che col sintomo ci puo
anche giocare. Gli consiglio di considerare se gli
passa aggiustando una relazione che non va bene
o cambiando un lavoro che non sopporta. Gli
spiego come il sintomo venga dalla nostra natu-
ra piu profonda che e la piu saggia; il suo scopo
e una dimostrazione e un insegnamento che, in
30 31
L'aiuto della grafologia I soggetti piu a rischio di malattia

La grafologia e una scienza interpretativa su base Dall' esame della grafia mi so no fatta un' idea
analogica che mi ha molto aiutata nello sviluppo generale di quali siano i soggetti pili a rischio di
della mia tecnica terapeutica. Oltre al fatto che tnalattia secondo illoro carattere.
con essa mi esercito nell' analogia da diciasette ln generale, ho notato che sono i pili formali e i
anni, mi serve per vedere in q uale terreno psico- pili rigidi. Ambedue questi tipi di persone soffo'-
logico e, quindi, in quale contesto emozionale cano 1' inconscio. Quest' ultimo, allora, si manife-
puo essersi sviluppata la malattia. :Linterpretazio- sta sotto forma di malattia. I pili colpiti dalle
ne del carattere dalla grafia e immediata. Mi aiu- tnalattie sono i figli di militari o chi ha passato la
ta a capire le possibili risorse di guarigione del fanciullezza in collegi gestiti da religiosi.
paziente, il suo comportamento durante la sedu- Si ammalano molto di pili anche coloro che han-
ta terapeutica e mi guida nelle mie ricerche.- no avuto dei genitori troppo rigidi. Come ho gia
Comparando, inoltre, la grafia del paziente con detto, la malattia e frutto di una immaginazione.
quella di altre persone con cui e in relazione Limmaginazione viene dal vocabolo ''immagine"
patogena, posso capire le dinamiche e dare dei che porta con se il concetto di bugia, in quanto
consigli di comportamento. l'immagine none la realta. La realta del paziente
c un' altra: e quella della logica ferrea ed innocen-
te del bambino che in lui si lamenta. Si lamenta
dell'immaginazione legata ad una suggestione
collettiva, ad una repressione di tipo politico-
religioso, ad una rigidita di concezioni che non fa
parte della sua mentalita. II bambino ragiona e
apprende giorno dopo giorno. La sua realta e in
ontinuo mutamento e vive nell' oggi.

32 I
33
La rigidid1 e cristallizzata negli infelici ricordi del Perche acuto, perche cronico
passato e, conseguentemente, nella paura di un
altrettanto infelice futuro. Cio che e imposto fa
parte della mentalita adulta: essendo spesso fatta
solo di apparenza e, anch' essa, una sorta di bugia. La malattia acuta e quella che dura per poco tem-
E il segno della m~lattia cronica. Le persone, po, quella cronica dura molti anni o anche tutta la
spesso, si ammalano per una bugia. Infatti, i vita. Alla luce di quello che adesso so, e ho appe-
bugiardi sono pili portati alle malattie; la malat- na detto, potrei gia fare un'ipotesi sui perche certe
tia dice la verita: i pazienti che si ammalano (lo malattie sono acute, come ad esempio !'influenza,
vedo dagli esami grafologici) sono i bugiardi. e da acute possono diventare croniche, come per
Non sto parlando di una bugia attiva, cioe che esempio la bronchite. Altre sono gia considerate
appartiene a chi la dice, rna alla bugia passiva, croniche ad vitam, come per esempio il diabete.
cioe a chi non dice a se stesso la verita; rna dietro Le malattie acute, secondo 1'esame che ho fatto su
la bugia vi e spesso la paura. Spesso, mettendo il certi pazienti, derivano da un' emozione passegge-
paziente in ipnosi e facendolo ragionare come un ra, per esempio un mal di gola. Le acute recidi-
bambino, ottengo la guarigione perche ho sma- vanti, invece, derivano da un' emozione latente
scherato la sua bugia. nell'inconscio che si risveglia in seguito ad uno sti-
molo con un valore simbolico emozionale o che
poggia su una credenza popolare: un mal di testa
da vento, un dolore reumatico da umido un mal
di gola da corrente d' aria, una rinite da pollini. Le
rnalattie croniche sono tali, da quel che ho visto
dai miei studi di comparazione grafologica su
critti dei pazienti, perche poggiano su un terreno
patogeno di tipo psicologico, un terreno depressi-
vo che sviluppa una malattia cronica. Lorigine
della cronicita della malattia in alcuni casi potreb-

34 35

be pen), essere un' altra e la spiegazione mol to piu La mimica del paziente
banale della precedente. Questa mi e venuta in
mente dopo aver letto nel bellissimo libro ''Lamia
voce ti accompagnera" di come lo psichiatra
Erickson era riuscito a guarire un' acne. Lautore Come omeopata ho imparato ad osservare, duran-
narra di un caso di acne in un adolescente, guari- te la visita, la mi~ica del paziente. Il suo porta-
to senza medicinali, solo perche il paziente non si menta, il modo di guardare, quello di rispondere
era guardato allo specchio per due settimane. Mi aile domande sono una conferma, spesso, di quel-
hanno poi riferito della guarigione spontanea di lo che rivela la sua scrittura ed in concordanza col
malattie croniche come lupus e tumori, solo per- significato della metafora fisico-verbale rivelata
che il malato "non ci aveva piu pensato dopo aver dalla sua malattia. Per svolgere Ia terapia verbale
cambiato vita". Mi e allora venuto da pensare che devo penetrate nel suo immaginario, devo riuscire
Ia convinzione che una determinata malattia sia a capite quali tipi di pensieri inconsci, legati al suo
inesorabilmente cronica non fa altro che confer- carattere, potrebbero averlo portato alla sua malat-
mare, nell' inconscio del paziente, Ia sua croni- tia. Devo inserire i suoi sintomi, che sono frutto
cita: se il paziente non ci pensasse piu potrebbe della sua immaginazione inconscia, nel suo conte-
~~ anche guarire spontaneamente. sto personale; quindi mi servono quattro elmenti:
E se le analisi e i controlli a cui sono sottoposti i la sua metafora sintomatico-verbale, la scrittura, la
·~! malati non servissero ad altro che a confermare sua mimica e 1' afflizione che l'ha portato alia
\ in loro, attraverso Ia paura - sentimento origine malattia. Spesso qualcuno di questi mi manca, rna
della malattia stessa -Ia cronicita di essa?" riesco lo stesso. ad attuare la terapia, per esempio
quando la attuo al telefono con le persone che
sono lontane. La mimica piu interessante e signi-
ficativa e quella di risposta alla terapia; quando
dico al pazien~e: «Adesso pensi a questo e a que-
st' altro e vediamo se le passa il dolore», Ia risposta
e diversa da paziente a paziente. C'e chi capisce

36 37

subito e si mette in posizione di raccoglimento, zione che l'ha portato alla malattia. Sono i pili
come se stesse pregando; mi accorgo che il suo teatrali fra tutti i pazienti. Purtroppo, la caratte-
sguardo si fa accogliente e mentre pensa guarda di ristica che li accomuna e che quando sciolgo loro
traverso; in questo caso, quasi sempre, la risposta la metafora, non ridono mai. Non penso che non
terapeutica e buona. sappiano pili ridere perche hanna una malattia
C' e chi non ha intenzione di ubbidirmi, fa finta grave penso, al contrario, che hanna una malat-
di farlo per compiacermi e pensa che io non me tia grave perche non sanno ridere. Certi ridono
ne accorga. Si mette quasi in posizione militare rna non sanno ridere. II loro modo di fare della
di ubbidienza, mi fa sl con la testa, mi guarda . . non e' senttto,
sp1r1to . .
non e' conv1ncente, non
freddamente e con lo sguardo in avanti, da cui si sono in grado di fare una rappresentazione libe-
vede che non sta pensando, non assume la posi- ratoria della loro espressione patologica con una
zione di raccoglimento, sta solo attendendo di risata. A questo fatto potrebbe essere dovuto il
dirmi che la terapia non ha funzionato. Con que- loro sintomo pili comune: il ripetere sempre i
sri devo ribadire che non gli sto dando l'Aspiri- soliti gesti e la loro rigidita.
na, e che illavoro di guarigione lo deve fare da se.
C'e un terzo caso molto curiosa di un mio
paziente che, mentre mi guarda con compati-
mento, dice che non capisce cio di cui gli sto par-
lando e che non credera mai alla mia terapia; che
un medico cosl non l'ha mai vis to ecc. ecc.,
intanto gli sparisce il sintomo: l'inconscio ha
lavorato a sua insaputa.
Un altro tipo di mimica e la postura e il modo di
muoversi di certi pazienti colpiti al sistema
muscolo scheletrico e neurologico. Certi tic da
problemi neurologici, certi modi di camminare
rispecchiano la personalita del paziente e I' affli-

38 39
La rigidita blemi in maniera rigida. Un modo sofferente e,
quindi, sbagliato di rappresentarsi la vita. Questa
modo di vedere 1' esistenza e gli avvenimenti
dolorosi si cristallizza nel paziente sotto forma di
La rigidita e il sintomo ed il vocabolo pili fre- un sentimento cronico di paura-rabbia, da cui
quente del pazientese. Lo sento nelle espressioni non sa uscire. Questo modo di vedere la vita
«mi sento le gambe rigide» oppure «ho le dita poggia, a sua volta, su certe credenze rigide,
rigide». Analogo a q uesto significato e il vocabo- sostenute da una certa cultura morale religiosa.
lo "duro", «mi sen to un indurimento nella· gam- La rigidita delle credenze ha origine, anche pili
ba» oppure «mi sento un indurimento nella frequentemente, da un certo tipo di personalita
mammella». La rigidita e la durezza sono i sinto- che e, appunto, "rigida''. II carattere orgoglioso e
mi pili frequenti nelle malattie croniche. Li ritro- testardo e pili portato alle malattie in generale,
vo n~lle malattie neurologiche: parkinson, sclero- rna pili frequentemente aile malattie croniche. II
si multipla, sclerosi laterale . amiotrofica. Nelle modo in cui viene educato fa il resto.
malattie croniche del connettivo: lupus, sclero- La vita e mutamento. Il mutamento e causato
dermia, artrite reumatoide, nei tumori, nella sar- frequentemente da avvenimenti dolorosi, le per-
coidosi, nell' enfisema polmonare ecc. sonalita rigide hanna paura del mutamento e
Nella rigidita, a differenza degli altri vocaboli del non ne sanno cogliere la bellezza. Anziche gioire
pazientese, il malato si definisce, mentre nelle di esso si ammalano.
altre espressioni esprime in quale stato emozio-
nale si trova; nel termine "rigidita" si descrive
inconsapevolmente in una sua caratteristica di
carattere e di comportamento: e rigido sia nella
malattia che nella personalita. Questo dato l'ho
ricavato dallo studio della scrittura del paziente.
II sintomo rigidita, durezza, rappresenta un
modo di affrontare o non affrontare affatto i pro-

40 41

La risata Una risposta a chi eandato


dallo psicanalista

La risposta terapeutica pili bella e la risata del


paziente dopo che gli rimando la sua metafora. Questo mio approccio puo apparire molto sem-
Quasi sempre so che guarira. Con il riso mi dice plicistico a chi ha fatto anni di analisi. A tutti
tante cose: che si e sentito compreso e che ha questi vorrei rispondere che e sl semplice, rna
capito nel profondo del suo animo la terapia, che agisce a livelli profondi ' perche e analogico. lo
ha preso le distanze dall' afflizione che l'ha porta- non pretendo di fare cosl psicoterapia, rna solo di
to alia malattia perche la vede come una rappre- diffondere la consapevolezza attraverso la terapia.
sentazione, che non ha pili paura, rna soprattut- Vi e un legame tra la mente ed il corpo, si puo
to, finalmente, c'e un paziente che si diverte insegnare il valore emozionale del sintomo e
.
mentre vtene curato. come il paziente puo trarre da esso una guida per
fare un esame su se stesso. C' e g~nte che non
accetta lamia terapia, e quando la attuo non fun-
ziona su tutti, rna c' e anche gente che non
andrebbe mai in analisi e, d' altronde, gli analisti
pili bravi e pili corretti sanno dire di no in certi
casi. La mia terapia e in concordanza con quelle
attuate dalla nuova corrente di pensiero psichia-
trica che, anziche cercare la causa prima di un
problema, (questo comporta.un' analisi che si tra-
scina per anni) risolve il problema con una
"ristrutturazione"; ristrutturare significa prende-
re atto del problema vedendolo in maniera diver-

sa, per cui vengono contemporaneamente cam-

42 43
biati i sentimenti rispetto al problema stesso. L'andamento della terapia
Quest'ultima terapia richiede solo poche sedute.
Quando il paziente ride e guarisce so che ha attua-
to, appunto, una "ristrutturazione" dell' immagine
del suo sintomo fisico legato al suo problema La cura puo essere attuata sia con la patologia in
emozionale. II sintomo fisico e conseguente alla atto sia in sua assenza. Dopo il messaggio verbale
sua immaginazione inconscia che, in quanta tale, i sintomi possono comportarsi in diverso modo:
non puo essere controllata e obbiettivata. possono sparire immediatamente e non tornare
Se invece il paziente la rende obbiettiva e consape- pili, anche se la persona li aveva da lunghissima
vole, ecco che avviene la guarigione. Non c'e biso- data, possono accentuarsi subito e poi sparire, pos-
gno di cercare la causa organica del sintomo per- sono sparire solo dopa un certo tempo, possono
che esso e andato via senza bisogno di farmaci, che sparire per poi tornare e sparire di nuovo etc . .. Il
sarebbero l'unica alternativa alia mia terapia e che decorso dei sintomi dopa questa terapia ricorda
lascerebbe il paziente con i suoi problemi, senza del tutto quello della somministrazione omeopati-
un minima di consapevolezza e anche intossicato. ca solo che in questa caso, siccome non ho som-
Semplice e breve non vuol dire superficiale come ministrato niente per via orale, e chiaro che illavo-
lungo e difficile non vuol dire efficace. ro lo fa il paziente non il farmaco. Anche in tanti
altri casi in cui si somministra il farmaco illavo-
ro di guarigione lo fa comunque il paziente, solo
che in quei casi questo non e chiaro mentre nel-
la terapia verbale e perfettamente evidente.
Essendo inoltre eliminato ogni veicolo materiale
· di terapia non si puo dire che sto somministrando
un placebo. Lunico placebo potrei essere io stessa,
se il paziente crede in me.

44 45
Le allergie: una suggestione collettiva delle allergie sono niente altro che il prodotto di
una suggestione collettiva legata piu che altro ad
un vocabolo: il peccato; con tutte le sue implica-
zioni analogiche: sporco, grasso, rosso, piccante,
Le allergie sono per me la patologia pili semplice animale, nero, carne ecc... Tutti questi ultimi
da eliminare. Al telefono, in ambulatorio con un vocaboli sono altrettanti attributi posseduti dai cibi
discorso scherzoso 0 in leggera ipnosi non e diffici- e dalla materia che trascinano con loro il significa-
le eliminarla, basta che il pazien te sia disposto ad to di "peccato". Mi spiego meglio: «Perche un
'
ascoltarmi e sia aperto a quello che gli devo dire. E innocente pomodoro, una fragola, dei crostacei,
proprio un paziente allergico che mi ha dato il via dei peperoni, delle ciliegie, delle angurie dovrebbe-
per sviluppare lamia attuale terapia. Ero stata inso- ro dare allergia?» «Perche sono rossi come la proi-
spettita dalla strana allergia all' arancia e a tutti gli bizione, come il semaforo, come e rossa la lussuria,
alimenti arancioni di un mio paziente. Poiche i sin- come il vestito, non a caso rosso, di Valeria Marini
tomi, un dolore di stomaco ed un mal di testa, si nella famosa pubblicita per un combustibile. Per-
scatenavano anche solo quando guardava qualcosa che i cibi piccanti fanno male anche presi in picco-
di arancione, ne avevo dedotto che era solo allergi- la quantita e ogni tanto? Perche non li sopporta il
co al colore e che il colore era un simbolo. Era arri- fegato?» Mi sembra un' assurdita.
vato, inoltre, con un enorme elenco scritto di ana- Io penso per la stessa parola "piccante", quindi,
lisi di laboratorio che testimoniava come fosse peccaminoso. - E la polvere perche causa le aller-
.allergico a tanti alimenti color arancione. Da all o- gie? "Perche sporca'' e la risposta ovvia di tutti i
ra, incominciai a guardare le analisi di la~oratorio pazienti. Ma allora se e risaputo che la polvere e
con prove allergiche in maniera pili critica e scoprii sporca per tutte le persone, come mai non in tut-
che spessissimo non collimavano con la diagnosi ti causa allergie? -
clinica di allergia. Adesso, (da molto) non le guar- Perche, per alcuni, la parola sporco ha un forte
do pili. Da quello che ho potuto constatare per i significato suggestivo-emozion~le, per altri no.
risultati terapeutici interpretando le allergie in E il grasso perche fa male? Perche, se grasso, sara
chiave metaforica, posso dire che la maggior parte · anche sporco e quindi peccaminoso anch' esso.

46 47
E la carne del ragu? Peccaminosa. E il nero di alcu- paziente: allergia all' acqua, ai conservanti, agli
ni indumenti? Allergenico anch' esso perche, come additivi, ai kiwi, alle zanzare, alla sabbia, al sole,
enota, si dice "nero come il peccato". E il polline? alle piume, alia lana, ai tessuti sintetici, allatte~ ai
E tutte le allergie che si manifestano in primavera? latticini, alle creme, ai profumi, ai vari cosmetici
Sono da peccato perche la primavera ela stagione ecc. Tutti trascinano con se un significato partico-
degli amori. Ma il cibo pili peccaminoso in asso- lare per quel paziente in esame. Nella terapia ado-
luto e la pizza che, infatti, causa frequentemente pero sempre la metafora individuale e, se questa
allergie. :E peccaminosissima perche e rossa, e non la ricavo dal paziente, uso quella generica: per
unta, epiccante ... ed ebuona. Quindi, e un pia- esempio il peccato.
cere mangiarla ed il piacere e peccato. Dietro alia
diffusione delle allergie, come delle altre malattie,
c'e il nostro vero Dio che e in noi, ci parla e ci sor-
ride deridendoci; se Lo sappiamo riconoscere ci
perdona e ci guarisce. Oltre al simbolo generale di
peccato, molte sostanze allergiche hanna come
causa immaginativa anche una vicenda personale
che li ha portati all'intolleranza. Vi faccio un
esempio: due pazienti diverse, vedove, in cui 1'al-
lergia per la polvere si era manifestata dopo la
morte dei mariti. Prima, la definizione di polvere
era, oltre quella generica "che sporcava'' anche
"nera" come 1·1 suo 1utto. N ell'al tra, "1a po 1vere e'
impalpabile eppure c' e"' riferendosi a come senti-
va ancora la presenza del marito, nonostante Ia sua
morte. Non tutti i casi di allergie, pero, sono lega-
ti al tema del peccato; ne ho trovato tante altre
strane legate, invece, alia storia immaginativa del

48 49
Casi clinici capelli in testa. La signora, invece, aveva vissuto
una vita sacrificata che si divideva tra la frequen-
tazione della chiesa e la cura dei figli.
Io allora le chiesi: «Si emol to sacrificata, signora?»
Non si puo capire ,il pazientese senza descrivere i «51», mi rispose.
casi clinici. Ogni patologia o sintomo singolo e, «Sa perche le balla il cervello in testa?»
per me, il risultato delle esigenze im.m aginative <<Perche?» . .
inconscie di espressione del paziente, per cui lo «Perche non ha mai ballato. Sa perche migliora
stesso dispiacere in un paziente puo essere espres- quando si tira i capelli?» «NO»
so come un mal di testa e, in un altro paziente, «Perche cosi si sta portando via tutti gli amanti di
in altro modo per esempio, con un dolore reu- cui 1' accusava suo marito».
matico. II fatto pili importante per me e il lin- La paziente ebbe immediatamente le vertigini e
guaggio verbale con cui esprime la sua malattia; si dovette tenere alla scrivania. Uscl frastornata
non mettero quindi i casi clinici sotto un ordine dallo studio, torno dopo un mese, il mal di testa
patologico rna semplicemente seguendo ·il filo era notevolmente migliorato. Mi ringrazio e mi
della mia memoria. Gli psichiatri non ce 1' abbia- porto delle immaginette di Santina Campana.
no con me se per loro racconto fatti banali. Li
invito pero a scrivere un libro simile al mio per Una ragazza di ven tiquattro anni aveva delle cro-
l' utili ta di tutti. ste in testa che diventavano pruriginose quando
si lavava i capelli. Le chiesi: «Quale e il motivo
Venne un giorno una donna con un mal di testa per cui queste croste di:ventano pruriginose?»
di cui soffriva da trent' anni, con la sensazione Mi rispose: «Si inteneriscono con 1' acqua e sicco-
che il cervello le ballasse. La sua cefalea migliora- me diventano tenere mi danno prurito».
va se si tirava i capelli. Mi feci raccontare i suoi L aggettivo "tenero" corrispondeva a come lei
dispiaceri: aveva un marito estremamente geloso principalmente vedeva la madre che, infatti, era
- che adesso era morto - che 1' accusava di tradir- una donna "tenera" .
lo dicendo che lei aveva tanti amanti quanti La crosta poi ha la caratteristica di essere attacca-

50 51

ta alia pelle come lei e "attaccata'' alia madre. festano in relazione con 1' uso delle scarpe, so no
Glielo dissi: le croste guarirono in pochi giorni. dovuti al coniuge o al fidanzato.
Gli chiesi: «Ha un carattere "duro" la sua fidanzata?».
Venne da me una giovane signora che aveva una «Si, e molto litigiosa».
paralisi incipiente alle gambe e camminava con «Vada a fare una camminata di dieci minuti pen-
difficolta, aveva anche un dolore alia schiena. Le sando che nelle scarpe ha la fidanzata e torni a
chiesi: «Che sensazione ha di dolore?». dirmi come va».
Mi rispose che sentiva come qualcosa che preme- Torno senza piu dolore.
va: <<Chi eche preme?»
«L ariete" mi rispose. Sempre a Napoli, venne da me un giovane affet-
«Che caratteristiche ha 1'ariete?». to da dolore ai piedi con sensazione di bruciore.
«E cornuto». La diagnosi era "polinevrite"; questo do lore lo
«Chi e cornuto?» affliggeva da molti mesi, aveva consultato vari
«F . .. un mio ami co, mi ha offesa» specialisti e fatto molte analisi. Venne da me per-
«Si metta F ... nella schiena». Il mal di schiena le che sono la consulente di un neurologo a cui si
cesso immediatamente. La paralisi, invece, era era rivolto.
dovuta a dei vicini di casa chela criticavano con- Gli chiesi: «Come peggiora il bruciore?».
tinuamente. Ne parlammo. «Lavando i piedi nel bidet», mi rispose.
Torno dopo un mese guarita definitivamente dal II bidet lo misi subito in relazione con i genitali.
mal di schiena e dalla paralisi. Aveva, nel frat- Diedi poi un' occhiata alia sua scrittura e vidi che
tempo, anche cambiato casa. aveva le caratteristiche di un passionale represso.
Gli dissi solo: «Ha il sesso nei piedi. Non le bru-
A Napoli venne dame un ragazw che aveva un dolo- ciano i piedi, in verita a lei "brucia il sesso", per-
re alia schiena che si irradiava ad una ·gamba. Gli cia peggiora lavandosi nel bidet».
chiesi: «In quali circostanze si manifesta il dolore?». Con i napoletani non ho bisogno di molte spie-
«Quando uso delle scarpe "dure" ». gazioni, in genere mi capiscono subito. II dolore
· Sapevo per esperienza che i sintomi che si inani- cesso immediatamente e non gli torno piu.

52 . 53

ARoma, sempre al seguito dello stesso neurologo, le mani di te, tuo marito?». raiiergia le spad dopo
venne da me una signora che aveva un dolore all' al- due giorni. Mi riferisce di aver detto: «Lui sene lava
luce quando si metteva le scarpe e, usando una sua le mani di me? Allora io me ne lavo le mani di lui»,
espressione, «scontrava col dito dentro la scarpa». dopo che batte le mani e dopo due giorni guarl.
Le dissi: «Sa che 1' alluce e suo marito? Lei si scon-
tra con lui?». Nella spiaggia di Cagliari, il "Poetto", mi presen-
Mi rispose: «Sl, e vero, ci bisticcio spesso». tarono una signora che aveva un dolore alia spal-
«Allora si metta la scarpa e, contemporaneamen- la destra. Le chiesi: «Quando le viene q uesto
te, pensi che scontra con suo marito». dolore?».
II dolore le cesso immediatainente. «Quando frego», disse; intendeva dire "quando
pulisco". II fatto che avesse adoperato proprio
Una mia arnica, un giorno, mi invito a cena e mi quel vocabolo mi porto a capire. Le chiesi: «Si
fece visitare sua figlia di sei anni. Aveva un dolo- sente fregata, signora? Si sente sfruttata?».
re in corrispondenza dell' alluce del piede destro «51», mi rispose, «E sempre stato il problema del-
dove era cresciuta una verruca dura. Quando la mia vita».
camminava sentiva dolore come una puntura, e Allora le dissi: «Vada a fare il gesto di pulire e
poi aggiunse «Sento anche come una molla». pensi che nel dolore alia spalla ha il sentimento
Capii subito cosa voleva intendere e le dissi: di essere sfruttata».
«Cammina e pensa che ti "mollano", cioe che ti II dolore le cesso immediatamente. Dopo un
senti abbandonata». II dolore le p~sso immedia- mese, ripassando di la, fui chiamata da una
tamente, la verruca ando via ·nel corso di dieci signora che non mi ricordavo di conoscere. Era
. .
gtornt. lei che mi diceva che il dolore alia spalla da quel
momento era cessato e non era ptu . ' tornato.
Una signora venne da me con le mani colpite da
una dermatite secca e desquamante. Diceva di Sempre nella spiaggia del "Poetto", una mia col-
avere un' allergia ai detersivi. Sapevo che si era da lega, dopo che si era divertita a sentire i miei casi
poco separata dal marito. Le dissi: «Chi sene lava clinici, mi disse: «Allora curami questa cisti che

54 55

ho sotto la pianta del piede da circa tre mesi, e un' allergia ad un profumo che si manifestava con
che mi fa male quando cammino». delle chiazze rosse. Mi mostro il colla dove aveva
Toccai la cisti per verificare. Le chiesi se avesse delle chiazze rosse che erano della grandezza di
qualche dispiacere o pensiero che la tormentava. una moneta da cento lire. Le chiesi: «Qual e il
Mi disse: «Ho paura delle malattie». nome del profumo?».
Le chiesi: «Com' eil tuo dolore?». «La Dolce Vita», mi disse .
...
«E un dolore puntorio». Le chiesi: «Desideravi fare una dolce vita?».
«Hai un "puntore" nella cisti che ti da un dolore «Sl», mi rispose.
puntorio», le dissi. Allora, quando vai a casa, spruzzati il profumo e pen-
Lei rise. In seguito mi disse che la cisti e il dolo- sa a quanta ebella "La dolce vita''. tallergia le cesso.
re scomparvero dopa due giorni. Per chi non
conoscesse il dialetto cagliaritano, "puntore" Una mia collega, un giorno, mi telefono perche
significa malattia. la figlia quattordicenne aveva un dolore aile
mani; la ragazzina mi disse che aveva una sensa-
Un giorno, stavo conversando con un paziente a zione come se le mani "scoppiassero".
casa sua quando mi disse che era allergico al pro- Le dissi: «Le tue mani scoppiano perche sei inna-
fumo. morata?». Negava.
Gli chiesi: «Che sintomi di allergia hai?». Mentre continuava a negare le chiesi «Passato?».
Mi rispose: «Mi "gira la testa'' anche quando sen- «Si», rispose.
to un minima di profumo nell'ambiente».
Chiesi alia figlia di portarmi un profumo, glielo Una mia arnica, un giorno, mi telefono e mi dis-
spruzzai addosso cantando «Quel fascino Camay se che aveva un torcicollo. Le chiesi: «Chi ti ha
che fa girar la testa». torto il colla?».
Lallergia cesso immediatamente e non torno piu. «Mia madre, mi rispose, ho appena finito di liti-
Aveva introiettato lo slogan televisivo. . gare con lei». Mi disse che, dopa la telefonata
con me, le sparl il dolore.
Una signora, durante una cena, mi disse di avere

56 57
Una signora venne dame l~mentando un dolore Le dissi di rimettersi i pantaloni; la sera ebbe un
aile caviglie. peggioramento, insistei perche continuasse a
Le chiesi: «Mi descriva questa dolore». indossare i pantaloni. Mi disse in seguito che 1' al-
«Sento come gocce che cadono». lergia le sparl.
«Da dove cadono le gocce?».
La signora ebbe un guizzo negli occhi e mi disse: Nella spiaggia del Poetto, sotto I' ombrellone, una
«Dal tetto della mia· casa di paese. E la mia preoc- ragazza mi disse che da vent' anni soffriva di un '
cupazione fissa». dolore alia nuca che peggiorava se poggiava la
II dolore le cesso. testa sui cuscino.
Le dissi: «Ti viene perche non ti puoi appoggiare
Un giorno, una ragazza mi disse che soffriva di a tua madre».
allergie ai crostacei. Le veniva la diarrea dopo che Il dolore non le torno pili.
li mangiava. Indagai; scoprii che aveva avuto un
padre molto avaro che non avrebbe sopportato Un giorno, venne da me un bambino che aveva
che lei mangiasse un cibo cosl caro. Le dissi di un' allergia al ragu; si riempiva di chiazze prurigi-
andare la sera stessa al mercato, mangiare i crosta- nose dopo che lo mangiava. Gli feci il discorso del
.
ce1 e, contemporaneamente, pensare a quanta era peccato. La sera stessa mangio il ragu e, da allora,
avaro il padre. rallergia le cesso definitivamente. lo mangia quando vuole senza conseguenze.

Venne da me, un giorno, una signora accompa- A Milano, visitai una signora che aveva uno strano
gnata dalla figlia adolescente. La ragazza soffriva sintomo: la bocca, in certe ore del giorno, le si riem-
di allergia quando si metteva dei pantaloni neri. piva di saliva acquosa. Parlava moho, parlava trop-
Si riempiva di chiazze rosse e pruriginose .. po. Ad un certo punto della visita la interruppi e le
Le dissi: «Sai perche ti succede questa? Perche il dissi: «Sa perche ha molta acqua in bocca? Perche il
nero e peccato!». sintomo significa '~cqua in bocca'' cioe che deve
La ragazza pianse e disse: «lnfatti, ho un senso di stare zitta». La signora non si offese, il disturbo
colpa perche non mi so no confessata». diminul. Ho ricevuto i suoi auguri questa Natale.

58 59
Venne dame una signora di circa sessantacinque Venne da me, un giorno, una signora con una
anni, nubile. Lamentava un dolore alla schiena. parodontopatia. I denti erano diventati doloran-
Le chiesi: «Mi descriva questa dolore» ti e sensibili alle temperature. Le chiesi di descri-
'
«E come se una vertebra sfregasse contra 1'altra» vermi, con le sue parole, 1'affezione.
'
«E perche non ha mai "sfregato" con nessuno», le Mi disse: «I denti sono spogli e sono sensibili al
dissi. caldo ed al freddo. La gengiva abbandona i den-
11 dolore cesso. ti perche si ritrae ed il dente rimane senza una
Dopo sei mesi torno perche cadeva quando cam- base d' appoggio. La gengiva si ritrae e lascia spo-
minava. Le chiesi: «Come fa a cadere? Mi spieghi glio il dente».
.
come cammtna». La descrizione corrispondeva in metafora, al sen-
«Quando cammino, mi si accavalla un piede sot- timento di non sentirsi appoggiata dal marito ed
to 1'altro e all ora cado». alia paura che lui 1'abbandonasse. Confermo che
'
«E perche non ha mai "accavallato" con nessuno». soffriva di quei timori. I denti si rinsaldarono ed
11 disturbo cesso. Alludevo, naturalmente, al sesso. il dolore sparl.

A Napoli, visitai una ragazza che aveva un' aller- Venne da me una ragazza adolescente. Aveva le
gia allo smalto: dopo che lo metteva si riempiva vertigini quando si sollevava in piedi. ·
di chiazze nel colla e nel petto. Le dissi: «Sollevati e pensa: devo controllare tutto».
Le dissi: «Cosa fa lo smalto?». La vertigine non cesso subito rna alcuni giorni
«Copre», mi rispose. dopo.
Io co lsi sub ito 1'analogia e le chiesi: «A chi dice
. ».
bugte.;:>
Una signora si lamentava di una cistite da una
«Alia mamma, quando devo uscire col mio fidan- settimana con sensazione di qualcosa che preme-
zato». va quando andava ad urinare. Le chiesi come
Allora, si rimetta lo smalto e pensi che lo smalto andavano i rapporti sessuali.
e coprente come le bugie che dice a sua madre. Mi rispose: «Certe volte mio marito proprio non
Lo fece e 1' allergia non arrivo ne all ora ne dopo. lo sopporto».

60 61
Allora le dissi: «Quando si sente premere pensi a casa sua mi offrl una pizza al peperone.
che e il sesso di SUO mari tO». Andai in ipnosi subito. Allora mi chiese: «Chi e
La cistite le cesso dopo alcuni giorni. il peperone?».
'
«E Paperone».
Un giorno mi telefono da Napoli, una collega «Chi e Paperone?».
che mi disse che da qualche mese non sentiva pili «E' mamma».
gli odori. «Perche?».
Le chiesi: «Chi non senti pili?» «Perche e piccola, con gli occhiali, conserva i sol-
«Mio marito» mi rispose, «da quando mi ha tradita». died e bisbetica come Paperone».
«Vai in cucina ed odora qualche spezia». A questa punta rigettai la pizza al peperone. Con
Torno dopo poco al telefono: sentiva di nuovo solo un' altra sed uta di ipnosi mi scomparve 1' al-
gli odori. lergia. Raccontai 1' episodio a mia sorella; mi
telefono dopo una settimana e mi disse: «Ho let-
Venne da me una ragazza che non sentiva pili gli to "Topolino", mammae incredibilmente rasso-
odori dopo una rinite. migliante a Paperone!».
Le dissi: «Chi non senti pili?»
Mi rispose: «Una mia arnica, non parla pili con Un giorno, in spiaggia, sentii un signore !amen-
me, non mi saluta pili». Pianse; dopo che smise tare un dolore ad un piede. II dolore gli veniva
di piangere le feci odorare uno shampoo. Aveva anche quando camminava solo per cinquanta
riaquistato immediatamente 1' odorato. metri. Dopo essermi presentata come medico, gli
chiesi: «Com' e il suo dolore?».
'
Cosl, e an data la cura di una mia allergia. Soffri- «E come se avessi uno zoccolo di cavallo».
vo di una terribile intolleranza ai peperoni. Da «Che carattere ha il cavallo?».
venticinque anni, anche quando ne mangiavo un «Se e educato e bravo altrimenti si imbizzarrisce
po', avevo dei conati di vomito con forti dolori facilmen te».
addominali. Andai a Milano per farmi ipnotizza- <<Chi si imbizzarrisce dei suoi parenti?».
re da una mia collega. Nemmeno a farlo apposta, «Mio figlio».

62 63

«Ailora cammini pensando che ha il figlio nel Ricevetti, un giorno, una telefonata da una
p~e~e». Mi ~uardO stupito, rna fece quello che gli signora che aveva una cefalea con sensazione di
d1sst. Ando, torno dopa una camminata di palpebra pesante ad un occhio. Le dissi: «Sta
mezz' ora dicendo che non sapeva spiegarlo, rna il chiudendo un occhio per qualcosa che le fa suo
dolore gli era passato. marito?».
La cefalea le miglioro immediatamente.
Venne da me un signore con la diagnosi di "Sclero- Pili tardi, seppi che sospettava un tradimento da
si laterale amiotrofica", sentiva un sensa di pesan- parte del coniuge.
tezza alia mano destra. Aveva fatto il panettiere,
mestiere molto duro, e adesso era in pensione. Un giorno, venne da me una farmacista che mi
Gli dissi: «Metta nella sua mano il sentimento chiese di riceverla in studio l'indomani. Aveva
che non ha pili voglia di lavorare». un' allergia alla bigiotteria, disturbo di cui soffrivo
«Ma io ho voglia di lavorare». anch'io. La misi in leggera ipnosi e le dissi di
«Mett~ lo stesso questa sentimento». Dopa qual- immaginare Ia sezione microscopica della pelle
che mmuto Ia mano si alleggeri; a quanto pare, con tutti quegli strati di cellule uno sopra 1'altro,
non aveva voglia di lavorare. con lo strata cornea in alto che non lasciava pas-
sare niente, per cui non era possibile che lei sof-
Una mia conoscente si lamentava di un dolore al frisse di questa allergia perche il metallo non
colla che le veniva con I' umido. Le chiesi: «Cos a poteva passare oltre tutti quegli strati di cellule.
fa l'umido?»
Senza rendermene canto, in quel momenta, sta-
«Costringe le vene» mi disse. vo facendo la terapia anche a me. Io sono guarita,
«Chi costringe te?». lei no. La farmacista non si ricordava l'Istologia.
Si arrabbio «Non mi costringe nessuno!».
Tarnai due giorni dopa a trovarla: il dolore al Un giorno, ricevetti nel mio studio odontoiatri-
colla le era notevolmente diminuito dopa che si co, una signora che aveva un cordone di gengiva
era arrabbiata. Mi accolse sorridente e divertita: cresciuto dall' intern a della guancia che si mette-
aveva capita la terapia. va tra i molari. Era, pertanto, costretta a masti-

64 65
carlo e per questo si faceva sempre pili grosso e no il gesto di volare. Gli chiesi da chi o da che
dolorante. Le feci la solita domanda: «Come va cosa non poteva volare o liberarsi, mi rispose:
con i parenti?», mi rispose «Mi criticano mala- «Da mio padre».
mente ed io devo stare zitta». Gli dissi: «Faccia il gesto di volare, pensando che
Le dissi: «Sa perche ha quel cordone di gengiva? non si puo liberare da suo padre».
Perche sta "mordendo il freno" ». Il paziente miglioro subito.
Il cordone le ando via nel giro di un mese; l'ho
incontrata dopo due anni per la strada: non gli Incontrai, un giorno, un signore che aveva da pili
.' . .
era p1u .r1cresc1uto. di vent' anni un mal di testa che veniva sempre
scatenato dal vento freddo. Il vento, come la car-
Venne da me una signora che si era appena sepa- rente, mi richiama per analogia il sentimento di
rata dal marito. In seguito alia separazione aveva abbandono. Questo sentimento era, in effetti,
sofferto di un' allergia di natura ignota che si una paura di cui questa signore aveva sempre sof-
manifestava con una eruzione diffusa alviso. La ferto ed era legato al suo rapporto con la madre.
paziente diceva che, in seguto a . quest' eruzione, Gli spiegai il significato del mal di testa, non gli
sembrava un "koala''. Le chiesi di definirmi un venne pili. In certi casi, la terapia verbale puo
koala. sembrare crudele. Ma non vi dimenticate che sto
Mi rispose: «E un animale protetto in via d' e- somministrando omeopatia verbale. Cioe, sto
. .
StlnZlOne». agendo col principia: "dare il male per curare il
Le risposi: «E la protezione di suo marito che e in male". I pazienti, d' altronde, sembra che non si
via d' estinzione a causa della separazione?». offendano mai.
Rise e mi confermo che era cosL In seguito, mi
disse che 1'allergia le torno un' altra volta; rna che le Venne da me una signora per una cura dentaria.
passo dopo aver pensato alia nostra conversazione. Nonostante le avessi drenato l' ascesso, continuava
a sentire molto dolore. Allora, chiesi come fosse
A Napoli, visitai un giovane con distrofia musco- questa dolore e mi rispose: «E come se sentissi il
lare. Aveva difficolta nei movimenti che mimava- dente di sopra pili grosso che batte contra quello

66 67
di sotto». Indagai. Venni a sapere di un inquilino chiamata al cellulare da un mio amico psicologo.
della paziente che abitava al piano di sopra e che «Gabriella vieni, che c' eun caso per te: un paziente
era suscettibile e prepotente. Dissi alia signora di delirante». Andai nel suo studio, c'era un ragazzo
proiettare la rabbia per l'inquilino nel dente dolo- che, come mi vide, disse: «Il sole ha le macchie».
rante; il dolore diminul immediatamente. Io risposi: «Esiste un sole senza macchie». _
Lui mi disse: «E Ia 1una?».
Una ragazza torno dopo due anni perche lamen- «Ma cosa vuoi che sia la luna in confronto al sole!».
tava un dolore in corrispondenza di un dente a A questo punto, mi guardo in maniera diversa e
cui avevo chiuso i canali. L esame radiografico mi mi fece la prima domanda sensata: «Che mestie-
confermava che la cura era andata bene. re fai?» era uscito dal deliria. Avevo parlato con
Le chiesi: «Che dolore sente al dente?». lui in paz ientese.
Mi rispose: «Sento un dolore fastidioso».
«Chi le da fastidio?». Una signora venne dame perche soffriva di pon-
«Dei miei parenti». fi pruriginosi da circa quattro anni. Si erano
«Si metta i parenti nel dente». manifestati, per la prima volta, dopo una "per-
II dolore le cesso. In passato, mi era capitato che manente". Indagai. La signora era piemontese e
in casi del genere avevo dovuto rifare la terapia si era trasferita in Sardegna col matrimonio; era
endodontica, rna il dolore non era sparito. figlia unica e sempre preoccupata per i genitori
Un giorno, venni chiamata a visitare un bambi- che vivevano in Piemonte. Pertanto, desiderava
no di cinque anni che aveva un dolore ad un tornare nella sua terra, rna ragioni di famiglia la
molare. II dente era sano, il dolore era causato costringevano a restare in Sardegna. Le feci nota-
dalla rabbia. re la coincidenza tra la parola "permanente" e il
Gli dissi: «Chi ti ha fatto arrabbiare?». suo problema di permanenza in Sardegna.
«Mia cugina». Rise e guari.
«Metti tua cugina nel dente».
II dolore gli cesso dopo qualche minuto. Una mia arnica, a cui ho raccontato parecchi dei
Un giorno, ero a passeggio per Roma quando fui miei casi e che mi ha sempre ascoltato moho

68 69
interessata, sta imparando anche lei a cimentarsi L'allergia ai farmaci
nella cura con amici e parenti.Questi sono i casi
risolti da lei.

Suo cognato aveva una cisti di grasso in una pal- Negli anni cinquanta esisteva una trovata pubbli-
pebra. Lei le chiese: «Vedi qualcosa di volgare o citaria: mentre guardava un film la gente non
di sporco?». sapeva di ricevere dei messaggi subliminali che,
Lui rispose: «51, un mio collega che fruga nella potentissimi, arrivavano nell'inconscio. Questi
spazzatura, non lo sopporto». messaggi erano costituiti da un unico fotogram-
La cisti gli ando via. Sua sorella aveva da un mese ma che, per una frazione di secondo, riproduce-
un mal di gola con sensazione di grattamento. va la fotografia di un prodotto per esempio una
Le chiese: «Devi dire qualcosa a qualcuno e non birra. Questo fotogramma penetrava nell'incon-
ne hai il coraggio?» scio, la persona non lo percepiva, rna all' uscita
«Si a quella, "me la devo grattare" » rispose. del cinema aveva una gran voglia di birra. Pare
II mal di gola ando via il giorno dopo. che abbiano proibito questa sistema e che non si
usi piu, rna dato che non lo possiamo controlla~
Una sua arnica si rivolse a lei perche i1 suo bambino re, non sappiamo se questo evero. Potrebbe esse-
di nove anni aveva i vermi neUe feci. Lei le chiese: re anche che certi messaggi ce li facciano arrivare
«Cosa fanno i vermi?». in altra maniera. Avete precedentemente letto il
:Lamica rispose: «Succhiano il sangue». caso di quella signora che era allergica al nome
«Chi succhia il sangue?». del profumo "La dolce vita". Io credo che certe
«Lamante di mio marito». Senza che il bambino allergie ai farmaci siano date dallo stesso mecca- ·
sapesse niente della conversazione della madre, nismo: I' allergia al loro nome. Analogamente a
guarl dai vermi: il giorno della conversazione Ia quella trovata pubblicitaria, il nome dei farmaci
signora li aveva visti vivi neUe feci, il giorno dopo potrebbe funzionare nella stessa maniera dato
erano tutti moni. Questo e un altro caso di cura di che il significato del nome del farmaco e, spesso,
'
un bambino attraverso un genitore. inerente alla patologia del paziente.

70
71
Per esempio: Valium potrebbe significare "Tu Una mia paziente era allergica "alla vitamina",
vali". Si da ai depressi. l'ho detto seguendo la sua espressione. Le chiesi
Aspirina potrebbe voler dire "T u aspirerai". Si da che problemi aveva con "la vitamina".
a chi ha !'influenza e, spesso, il naso tappato. Mi rispose sospirando: «La vita mia!».
Proben starebbe per "Ti faccio del bene". Si da Era agli arresti domiciliari per droga.
come antinfiammatorio. Un signore era allergico al Broncomunal. Era un
Uniplus potrebbe voler dire: "ho un potere in pili" fascista.
ecc. le persone, la maggior parte delle volte, non
coscientizzano questa fatto; il nome, comunque, Una ragazza era allergica al Bactrim. Il padre la
penetra lo stesso nel loro inconscio e questa picchiava frequentemente.
potrebbe essere una buona cosa per la terapia.
Ma se le persone con quel nome avessero dei pro- Una signora era allergica al Tenormin. Aveva pau-
blemi? ra di piombare in una diminuzione del tenore di
Vediamo delle strane coincidenze: vita giacche, da bambina, era stata povera.
Mi hanno parlato di una ragazza che ha avuto un
collasso con 1' Uniplus: aveva due fidanzati. A Napoli, visitai una signora che era allergica al
Naprosyn. Le chiesi quale parola napoletana le
' Un'anziana signora prendeva il Sedatolper dormire, ricordava il Naprosyn.
ina siccome lo pronunciava "Sedotal", si e~citava. Mi rispose: «' nna pizza».
Due signore avevano il problema di fare del bene ·La pizza, come ho gia detto, e un alimento che
e non essere riconosciute; col Proben avevano spesso scatena le allergie.
rialzi pressori, una di queste era veneta e quindi
vi era una coincidenza anche con il suo accento Alcuni miei colleghi, medici di base e farmacisti,
d 1.al etta1e: "F ro b'en" . mi riferiscono che esistono due farmaci, 1'Aulin e
il Mesulid, che hanna la stessa composizione chi-
Una signora era allergica al Tantum Vf:rde, le ave- mica: il Nimesulide. Il primo e molto pili richie-
vano tolto I' utero e non poteva pili avere bambini. sto del secondo. LAulin ricorda molto la parola

72 73
'~ulico" che significa anche "signore", "raffinato" La cura dei bambini: curare i genitori
,"nobile". Mesulid richiama il suo no di "Mesu"
che, in sardo, significa "meta".

Lidea della cura dei bambini attraverso i genitori


mi venne affrontando uno strano caso clinico.
Una madre mi porto Ia figlia di otto anni che sof-
friva di vaginite. Eda molto che penso che la vagi-
nite non sia dovuta ad un contagio sessuale rna ad
una inconscia protesta della donna alla malde-
strezza sessuale e mancanza sentimentale degli
uomini. Comunque, siccome la bambina non
poteva aver avuto un contagio di tipo sessuale,
pensai chela malattia della bambina fosse data da
un influsso proveniente dalla madre, anche se que-
sta non ·. potevo spiegarmelo "scientificamente".
Interrogai Ia madre: soffriva di tradimenti da par-
te del marito; le dissi che Ia vaginite della figlia
poteva essere dovuta a questo fatto: la bambina
guarl in poco tempo. Ho notato, anche se non so
spiegarmelo, questo fatto: i bambini soffrono
spessissimo di malattie che, nella loro espressio-
ne, sono lo specchio di un conflitto, di un dispia-
cere, di un' emozione che viene dai Ioro genitori.
Questo avviene anche per gli animali domestici
nei confronti dei loro padroni. La mia cura consi-
ste semplicemente nel parlare ai genitori per ren-

74 75
derli consapevoli. Nei cas1 In cui l'ho fatto Ia Risposi: «Quando torna a casa dica a suo marito
malattia e scomparsa, qualche volta, senza che i che la dermatite nell' alluce di suo figlio eIa cau-
bambini sapessero del colloquia coi genitori. sa dei suoi bisticci sullavoro».
La dermatite sparl nel giro di pochi giorni.
Una volta venne da me una signora con un bam-
bino di quattro anni che soffriva di un' eczema Venne da me una giovane signora con una bam-
pruriginoso da due anni; le varie pomate al cor- bina che teneva il collo piegato a destra in posi-
tisone non lo avevano guarito. zione antalgica. Mi disse che la bambina si era
Chiesi alia madre: «Quando peggiora il prurito?» svegliata quella mattina con il collo rigido e dolo-
Mi rispose: «Quando tocca Ia terra». rante per cui non lo poteva muovere.
Dissi alia madre: «Nel simbolismo collettivo Ia Chiesi alia signora chi la limitava nella liberdt,
terra equivale alia madre, quindi, il bambino ha perche il dolore al collo della bambina era dovu-
problemi con lei». to a questo. La signora fece la benefica risata e
La madre pianse e mi disse: «Penso che lei abbia disse: «I miei suoceri».
ragione perche 1' eczema si emanifestato da quan- Dopo dieci minuti la bambina non aveva pili nien-
do ho affidato il bambino a dei parenti perche io te: poteva girare e piegare il collo come voleva.
ho incominciato a lavorare». Andai a trovare un giorno una mia conoscente
Telefonai dopo un mese: dal giorno della visita che si era separata da poco dal marito; mi disse

1' eczema aveva incominciato a diminuire, dopo che la figlia pili giovane, adolescente, soffriva di
due mesi era cessato del tutto. frequenti emorragie dal naso.
Le dissi: «Questo succede perche sta perdendo "il
Un giorno, venne da me una signora con un suo sangue" che eil padre». La bambina, da quel
bambino di nove anni. Mi chiese come poteva giorno, non ebbe pili niente.
curare 1'alluce destro di suo figlio che era dolo-
rante per delle profonde spaccature nella pelle. Mi venne a trovare, un giorno, un' altra mia
Chiesi alia signora che dispiaceri aveva il marito. conoscente anch' essa separata dal marito. II bam-
Mi disse: «Litiga con i colleghi». bino di nove anni aveva frequenti emorragie dal-

76 77
1' ano quando andava in bagno. Per questo, 1'ave- I parenti
vano gia operato di fibromi al retto, rna le emor-
ragie erano tornate. La madre era venuta per un
consulto; le diedi la stessa risposta del caso pre-
cedente: «Il bambino si immagina di perdere "il - La causa ili_frequente c!_elle malattie, per me,
suo sangue" che e il padre». Le emorragie dimi- ~on sono i virus, rna i paref!ti. i1_ infatti, sempre
nuirono sino a cessare del tutto. da UE~ relaziop.e, da un legame che si sviluppano
In tutti i casi descritti, tranne quello della vagini- i si~tomi. Questo fatto erivelato dalfa lettura dei
te, i bambini erano presenti al colloquia, rna nel casi clinici che, per me, come ho gia detto, equi-
sciogliere la metafora mi sono rivolta ai genitori vale alla lettuta della metafora malattia, allo stu-
e non so se i bambini potessero essere capaci di dio comparato delle grafie dei pazienti coi loro
capire il mio linguaggio. Penso, perche e succes- parenti e alle circostanze in cui le patologie sono
so anche in altri casi qui non descritti, di aver incominciate e si mantengono. In ordine di pato-
. . . . genicita, la persona pili pericolosa come causa di
ag1to attraverso 1 genttorl.
malattie men tali e fisiche, e la mamma. La suo-
cera e il marito stanno a pari merito, poi ci sono
i cognati, il consorte e, in ultimo, i figli, special-
mente quando si fanno pili grandi e quando i
genitori invecchiano. La statistica segue proprio
quel detto "Pili i parenti sono vicini pili fanno
male". Anche i colleghi di lavoro e i vicini di casa
possono causare le malattie qualche volta, rna
questi ultimi possono essere cambiati, i parenti
no. Il sentimento pili frequentemente causa di
malattia e il sentimento di abbandono. Questo
puo essere distinto in paura di abbandono ed
effettivo sentimento di abbandono per una sepa-

78 79
razione o lutto. Un altro tema frequente eil sen- tie. Perche lui desidera solo stare tranquillo,
timento di repressione per paura di contravveni- godere dei piaceri e giocare. Nelle mie terapie,
re alle aspettative delle persone vicine e della spesso, gli parlo direttamente e lo apostrofo.
societa in genere. In questo sentimento rientrano Mentre al paziente do del "lei", rivolgendomi a
varie paure che poi scatenano le malattie. Le pili lui do del "tu". Quando il paziente ride significa
frequenti sono: paura di far "una brutta figura" e, che ci siamo intesi e mi sta rispondendo.
quindi, di essere svalutato agli occhi degli altri,
sensi di colpa per aver agito in maniera lasciva
con fatti o con pensieri e, quindi, aver disubbidi-
to alla religione cristiana, parente stretto di que-
sta paura e il timore di non fare bene il proprio
dovere che puo portare a forme ossessive. Da
questo deriva la pignoleria e la mania di control-
lare e criticare che sono sentimenti patogeni per
chi li porta e per quelli che ne fanno le spese. II
sentimento pili patogeno e padre di tanti altri
sentimenti e guai, in genere, e quello dell'Orgo-
glio. Lorgoglio porta con se, l'invidia, il risenti-
mento, I' attitudine al co man do che so no altret-
tanti sentimenti forieri di malattie. Lorgoglio,
inoltre, e I' ostacolo maggiore alla mia terapia. II
paziente orgoglioso, quando mi rivolgo a lui nel-
la mia maniera semplice e diretta, mi guarda dal-
1' alto in basso e non si lascia penetrare dal mio
messaggio, anche a costo di continuare a stare
male. Questi sentimenti soffocano il bambino
che ein noi che, poi, ci fa i dispetti con le malat-

80 81

male perche l'ultima volta che e venu~a. le ~~


Le malattie da suggestione
dato un placebo cioe, p.r oprio niente». St mfuno
e non la sentii pili.
Come testimonianza di malattia da suggestione
Ho avuto parecchie pazienti che pensavano, sin vi raccontero un al tro caso.
da bambine, che avrebbero avuto un tumore e il Venne da me un ragazzo di diciotto anni con
tumore evenuto loro davvero. Ho sentito di altri un' allergia ai cani. Questa allergia non si era pre-
colpiti da malattia grave anche se stavano tra- sentata sino all' eta di dieci anni. I sintomi erano:
scorrendo un periodo di relativo benessere. cefalea con senso di pesantezza alle tempie e
Quando sono venuti a sapere di una diagnosi occhi gonfi quando era in presenza di un cane.
istologica o di laboratorio negativa, la loro situa- Quando aveva dieci anni, era stato sottoposto ad
zione e precipitata. Lo stesso e avvenuto quando una visita allergologica. Da questa visita era risul-
hanno appreso dal medico che "non c' era niente tato che era allergico al pelo di cane. Da allora,
da fare". quando era in presenza di un cane si mani~estav~
Mi ricordo di una paziente che camminava bene. la cefalea. Io lo sottoposi ad una leggera 1pnos1.
Un giorno, un'amica le disse: «Mi sembra che Sotto ipnosi lo feci ragionare: 1' allergia ai cani gli
cammini storta» e lei, da allora, incomincio a passo subito.
camminare storta. Io queste le chiamo "Malattie
da suggestione". Assomigliano mol to alle allergie
agli alimenti e ai farmaci di cui ho parlato.
Mi ricordo di un'altra paziente che lamentava dei
sintomi dopo che le diedi una terapia con fiori di
Bach. La seconda volta che venne le diedi un pla-
cebo. Mi telefono, stizzita, perche lamentava
ancora dei sintomi secondo lei scatenati dalla
seconda terapia-placebo.
Le dissi: «E molto strano che lei si sia sentita

83
82
Indicazioni alia terapia verbale che, in realta, vogliono mi limito a dire:
«Signore, io per lei non posso fare niente per-
che lei non desidera curarsi», a costa di inimi-
carmelo.
La terapia verbale e indicata per tutti. Perche
se ha avuto successo con alcuni, puo aver suc-
cesso con tutti. Non vi sono controindicazio-
ni. Se, dopo la terapia verbale, ~ sintomi sono
diminuiti in parte possono anqare via del tut-
-
/

to. L' afflizione che ha por_t'a.'to all a malattia


resta sempre, a quella deye provvedere il
paziente. Con la terapia vf rbale vengono eli-
minati i sintomi fisici non le emozioni e i
dispiaceri. Non pen so che ci possano essere
delle persone che non siano in grado di attuar-
la. Bisogna trovare. solo la chiave giusta per cia-
scuno. A questa flne e indirizzata Ia mia ricer-
ca futura: risolvere i casi pili ostili. Certe per-
sane, pero, non desiderano guarire. Cambiano
continuamente medico rna non vogliono risol-
vere la loro patologia. La malattia, per lora, e
diventata una comodita ed un modo di rap-
portarsi. Per questi non posso fare niente: nes-
sun medico puo fare niente se il paziente non
desidera guarire perche il pazien te guarisce
sempre da solo, anche se non lo sa. Ai pazien-
ti che continuano a lamentarsi di una malattia

84 85
.
rivolta ad una cura "di terreno", e non si pos-
Le malattie genetiche
sono piantare fiori nel deserto. Le lesioni da
traumi ed avvelenamento, pur rientrando
anch' esse '~el concetto di "terreno", so no sicu-
. .
Per me, le malattie sono la materializzazione di ramente date da una causa esterna tuttav1a s1
un' immaginazione. E per le malattie geneti- puo aiutare a guarire il "terreno", con la medi-
che? E perle malattie da avvelenamento? E per cina omeopatica.
le patologie da traumi? Semplicemente, non lo
so. Le malattie genetiche potrebbero essere
anch' esse la materializzazione di un' immagina-
zione che e avvenuta tanti secoli fa ed e diven-
.
tata a trasm1ss1one genetlca.·
Non mi sono mai occupata di esse perche, for-
se, solo per un pregiudizio le considero alia
stessa stregua di lesioni irrevversibili come per
esempio una cicatrice, un' anchilosi o una
fibrosi di varia natura. Non mi sogno di curar-
le perche sono irreversibili, quindi non si pos-
sono curare con nessuna medicina. La mia
ricerca va avanti sinche posso avere un collo-
quia col paziente e sinche me lo consente la
reversibilita della malattia. Pertanto, non rie-
sco ad attuarla con pazienti che hanna un defi-
cit psicosomatico o malattie genetiche. Come,
in genere, non posso attuarla con dementi o
con pazienti portatori di le_sioni irrevversibili.
Come ho gia detto, la mia e un'indagine ed e
87
86
Le emergenze II simbolismo situazionale

In casi di emergenze con pericolo di morte userei Ho battezzato ; come "simbolismo situazionale"
senz'altro i farmaci ufficiali che, tuttavia, qualche certe situazioni che sembrano scatenare e altre
volta non funzionano e manderei il paziente in volte, invece, sembrano guarire le malattie.
un ospedale dove, qualche volta, muore; rna Il sole, il mare, la terra, la luna, il vento, la neb-
morire in ospedale e "fisiologico". Inoltre, le bia che pet certe persone so no "allergenici". Io
emergenze non mi danno il tempo ne la disponi- penso che per q uesti pazien ti vi siano delle si tua-
bilita del paziente per stabilire un colloquia. zioni simboliche legate ad essi. Avete gia letto il
caso dell' eczema che peggiorava con la terra e
della cefalea provocata dal vento.
Vi sono altre situazioni patologiche che io traggo
dallo studio della medicina ufficiale e dall' omeo-
patia e che presentano questa fatto. II Lupus eri-
tematosus sistemico presenta delle eruzioni cuta-
nee che peggiorano col sole, i vermi nelle feci dei
bambini peggiorano con la luna piena; il
Natrium muriaticum, un personaggio omeopati-
co, si ammala al mare. Ma interrogando i pazien-
ti col mio criteria ho scoperto che vi sono altre
costanti in cui le persone presentano sintomi. Le
situazioni che pili spesso si presentano derivano
dal gioco del pallone e, in genere, da tutti i gio-
chi con la palla: tennis, biliardo, biliardino, pal-
lacanestro ecc. L automobile: certe patologie si

88 89

scatenano e sono comuni nei pazienti solo con Ia mi basta dare questa metafora che il paziente
guida o lavando I' automobile. Io penso che die- migliora immediatamente. A causa di questo
tro il pallone e I' automobile vi sia un simbolismo . atteggiamento di controllo, difficilmente an-
inconscio collettivo su cui sto indagando. Mi drebbe a sbattere. Secondo me, le manovre sud-
ri~ordo di un signore col Parkinson che manife-
dette prima che un "riposizionamento otolitico",
sto i primi sintomi dopo aver visto il "Nuraghe determinano una brusca presa di coscienza, di un
Arrubiu" (traduzione: nuraghe rosso). Mi ricor- atteggiamento comportamentale e, quindi, emo-
do di una signora con un fischio nell' orecchio tivo, che il vertiginoso altrimenti non adottereb-
che le passava solo andando in aereo. Conosco be mai . .Infatti, per 1' idea fissa che ha di control-
poi delle manovre terapeutiche che gli otorini lare e di controllarsi, l'ultima cosa che farebbe il
usano per Ia terapia delle vertigini: le chiamano vertiginoso sarebbe quella di sbattere o di fare un
"manovre di riposizionamento otolitico", che movimento brusco; inoltre, il fatto di cui ha piu
vuol dire che ci so no delle pietroline nell' orec- paura e un avvenimento inaspettato, un cambia-
chio che, se sono a posto, le vertigini non ci sono menta improvviso che, appunto, quelle manovre
se sono fuori posto vengono. Queste manovre, simboleggiano.
che consistono nel far fare dei movimenti bru-
schi al paziente e farlo sbattere a destra e a sini-
stra, sono terapeutiche perche si spera che, sbat-
tendo, le pietroline si rimettano a posto. Come
quando 1' orologio non funziona e lo si sbatte per
farlo funzionare. Conosco il paziente vertigino-
so, per averlo studiato grafologicamente e l'ho
curato parecchie volte con la metafora: il vertigi-
noso e una persona che si controlla e che con-
trolla tutto; a causa di questo continuo controllo
1' inconscio gli da una lezione e gli fa girare tutto
attorno, cosl non controlla piu niente. Spesso,
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90
effetti spesso immediati, che la guarigione puo
Vantaggi della terapia verbale
essere sempre ottenuta con un' autoguar1g1one.
Ma il fatto pili importante e che si arriva in
maniera semplice alia consapevolezza del signifi-
Non intossica.
La si puo attuare dappertutto. cato del sintomo quindi:
libera dalla paura perche esprime il principia che
Nel caso non sortisse effetto non fa neanche
male. la malattia viene da noi stessi.
La possono attuare tutti verso tutti.
Ha effetti spesso immediati.
:Lammalato attuando la terapia verbale, impara a
capire che il male gli viene da se stesso.
Se questo concerto viene cap ito e il sintomo se n' e
andato, si risparmiano le analisi che come si sa,
sono spesso lunghe, dispendiose, e traumatiche.
Non da nessun potere a chi la attua perche come
ho gia detto, ealia portata di tutti quelli che han-
no fantasia e huon senso e inoltre e messo in atto
solo da un autoguarigione.
Non vi e effetto placebo (pertanto si possono
:isparmiare I' uccisione delle cavie in laboratorio).
E spesso divertente.
Esprime un principia: tutte le malattie sono di
origine psichica. La sua attuazione quindi,
potrebbe essere estesa a tutte le patologie.
Puo essere usato come valido strumento di ricerca
per omeopati, psichiatri, psicologi, grafologi etc.
Dimostra, per come viene attuata e per i suoi ....

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Svantaggi della terapia verbale Requisiti richiesti nel terapeuta
della terapia verbale
Non trovando svantaggi in questa terapia, aspet-
to i detrattori di essa perche mi illuminina per Umildt, intelligenza analogica, umorismo, intui~
pater riempire questa paragrafo in una futura to, prantezza, fantasia, sfrantatezza, capacita
ristampa di questa libra. empatiche.

Requisiti richiesti al paziente.


di terapia verbale

Umilta, umorismo apertura mentale, sentimen-


to, capacita di immedesimarsi in sentimenti che
in quel mamento pensa di non provare (gli atto-
ri sana i miei migliori pazienti). E come per tut-
te le altre terapie: fiducia nel terapeuta.

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La mia ricerca Bibliografia

P. Moretti, Manuale di grafologia, Tipografia del messaggero diS.

La mia ricerca e solo all'inizio. Nel mandarla Antonio.


P. Moretti, Grafologia sui vizi, S. Francesco.
avanti ho recuperato i valori dei ricercatori di un P. Moretti, La Passione Predominante, Tipografia del messaggero
tempo, quelli che si autofinanziano, che sono di S. Antonio.
derisi e snobbati. La ricerca medica oggi efinan- N. Palaferri, Dizionario Grafologico. .
Alfonso Masi Elisalde, Riflessioni omeopatiche, De Ferran.
ziata; e diventata un mestiere per molti, il che Rajan Sankaran, Lo spirito dell'omeopatia, Salus infirmorum ..
significa che vi e un interesse a trovare determi- Roger Morrison, Manuale Guida, Galeazzi (Manuale om~opanco)
nati risultati. Ma se uno sa quel che deve andare H erbert Roberts, Sensazioni come se, (Manuale omeopauco), Ipsa
M ilton H. Erickson, La mia voce ti accompagnera, Astrolabio.
a trovare, che ricerca e? Io so da dove sono parti-
George Groddeck, Illibro dell'Es, Gli Adelphi.
ta, rna non so dove arrivero. Proseguiro, come ho Ursula Markham, La visualizzazione, Xenia.
sempre fatto: in solitudine e tutelata dai miei soli Caryle Hirshberg - Marcian Barasch, Guarigioni Straordinarie,
consiglieri e amici. Dalla mia passione, dal caso e Mondadori
Giorgio Nardone, Psicosoluzioni, BUR.
dalla liberta di pensiero. Sono diretta non a sco- · Peter H. Duesberg, Aids il virus inventato, I Nani, Baldini
prire fatti nuovi, rna verso verita che ho sempre &Castoldi.
davanti rna che, ancora, non riesco ad afferrare. De Marchi, Aids questa trujfa, Seam.
Bob Owen, Aids:Roger eguarito, Armenia. .
Federico Di Trocchio, Le bugie della scienza, Mo~dadon.
Patrick Lemoine, Ejfetto placebo, Red.
G uylane Lanctot, La mafia della sanita, Armenia.
Daniel Goleman, ·Intelligenza Emotiva, BUR. ·
Jean Spinetta, Volto e Personalita, Edizioni Med~t~rr~nee. .
T horwald Dethlefsen, Malattia e Destino, Edtzwnt Medtterra-
neee.
T horwald Dethlefsen, Jl Destino come scelta, Edizioni Mediterranee ..
Jacopo Fo, Gesu amava le donne e non era biondo, Edizioni nuovt
mondi.

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Sigmund Freud, Il motto di spirito, Boringhieri. Indice
David Gordon, Metafore Terapeutiche, Astrolabio.
Anthony De Mello, Messaggio di un'aquila che si crede un polio,
Prefazione pag. 5
Piemme.
Antonio Piiiero, L'altro Gesu, Edizioni Dettoniane.
Introduzione pag. 9
Nando Cossu, Medicina popolare in Sardegna, Delfino. La nascita della terapia pag. 11
Barz Kast Nager, Guarigione e Trasformazione, Pegaso. Illinguaggio collettivo pag. 14
Carl Gustav Jung, L'uomo e i suoi simboli, Tea. Il pazientese pag. 15
Richard Bandler- John Grinder, Programmazione Neurolinguisti- Lorigine della malattia: l'immaginazione pag. 23
ca, Astrolabio. La mappa anatomica della malattia pag. 25
Richard Bandler - John Grinder, La struttura della Magia, Astro- II placebo pag. 26
labio. II terreno pag. 29
Milton H. Erickson - Ernest L. Rossi, Ipnoterapia, Astrolabio. Laiuto della grafologia pag. 32
Piero Pavesi - Giampiero Mosconi, Tecniche e applicazioni della I soggetti piu a rischio di malattia pag. 33
ipnosi medica, Piccin.
Perche acuto, perche cronico pag. 35
Mambretti, La medicina sottosopra, E se Hamer avesse ragione?,
Armenia.
La mimica del pazien te pag. 37
Dietmar Kramer, I fiori di Bach, Edizioni Mediterranee. La rigidita pag. 40
M. Scheffer, Terapia con i fiori di Bach, Ipsa. La risata pag. 42
Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Dizionario dei simboli, Rizzoli. Una risposta a chi e andato dallo psicanalista pag. 43
Dizionario dei sinonimi e dei contrari, Garzanti. Landamento della ·terapia pag. 45
Le allergie: una suggestione colletttva pag. 46
Casi clinici pag. 50
L allergia ai farmaci pag. 71
La cura dei bambini: curare i genitori pag. 75
I parenti · pag. 79
Le malattie da suggestione pag. 82
Indicazioni alia terapia verbale pag. 84
Le malattie genetiche pag. 86
Le emergenze pag. 88
II simbolismo situazionale pag. 89
Vantaggi della terapia verbale pag. 92
Svantaggi della terapia verbale pag. 94

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Requisiti richiesti nel terapeuta


della terapia verbale pag. 95
Requisiti richiesti nel paziente
della terapia verbale pag. 95
La mia ricerca pag. 96
Bibliografia pag. 97

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Finito di stampare nel mese di O ttob re 2000


presso le Ani Grafiche Pisano di Cagliari
Gabriella Mereu 8 nata
a Quartu SantiE\ena
(Cag\iari) i\ 3 maggio del
1954. Si 8 laureate in
Medicine e chirurgia a
Sassari ne\ 1 983.
Edip\omata in Medicine
o\istica ad Urbina nella I

scuola diretta da Corrado Bornoroni.


Sempre ad Urbina ne\ 1992 si
I I e diplomate
in Grafo\ogia. Ha seguito i\ corso di Medicine
omeopatica tenuto a Rom a da Antonio Negro.
E odontoiatra. Esercita a Cag\iari.

Puo essere contattata a\ numero

339.3411514
www.terapiaver ba\e. it
E-mail: info@terapiaverba\e. it

L.:idea grafica della copertina e dell'ing. Antonio Agnesa

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