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Spagnolo
Biennio
Spagnolo
Biennio

A cura di
CESD s.r.l.

CESD EDITRICE
Tutti i diritti riservati

CESD s.r.l.

Stampato da:
CESD s.r.l.

Stampato nel 2012

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Indice degli argomenti

Unità didattica 1 - L’alfabeto pag. 7


1.1 - Alfabeto e pronuncia pag. 7
1.2 - Accentazione delle parole pag.10
1.3 - Dittonghi e Trittonghi pag. 11

Unità didattica 2 - L’articolo pag. 13


2.1 - L’articolo determinativo pag. 13

Unità didattica 3 - Il nome pag. 17


3.1 - Il genere dei nomi pag. 17
3.2 - Il femminile dei nomi pag. 21
3.3 - Il plurale dei nomi pag. 22
3.4 - Uso dell’accusativo personale pag. 25
3.5 - Alterazione del nome pag. 26

Unità didattica 4 - L’aggettivo pag. 35


4.1 - L’aggettivo qualificativo pag. 35
4.2 - I gradi dell’aggettivo pag. 37
4.3 - Il Superlativo pag. 39
4.4 - Aggettivi numerali pag. 42

Unità didattica 5 - Aggettivi e pronomi possessivi pag. 49


5.1 - Aggettivi possessivi pag. 49
5.2 - Pronomi possessivi pag. 51

Unità didattica 6 - Aggettivi e pronomi dimostrativi pag. 55


6.1 - Aggettivi dimostrativi pag. 55
6.2 - Pronomi dimostrativi pag. 56

Unità didattica 7 - Il pronome pag. 59


7.1 - Pronomi personali soggetto pag. 59

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Unità didattica 8 - Aggettivi e pronomi indefiniti pag. 63
8.1 - Aggettivi e i pronomi indefiniti pag. 63

Unità didattica 9 - Il verbo pag. 69


9.1 - Nozioni generali pag. 69
9.2 - I verbi regolari pag. 75
9.3 - I verbi impersonali pag. 76
9.4 - I verbi riflessivi pag. 76
9.5 - I verbi d'obbligo pag. 77
9.6 - I tempi dell'azione pag. 78
9.7 - I verbi regolari pag. 78
9.8 - I verbi irregolari pag. 81
9.9 - Verbi con irregolarità propria pag. 85

Unità didattica 10 - Uso dell'indicativo e del congiuntivo pag. 99


10.1 - Uso dell’Indicativo pag. 99
10.2 - Uso del Congiuntivo pag. 100

Unità didattica 11 - La preposizione pag. 103


11.1 - Preposizioni proprie pag. 103
11.2 - Preposizioni improprie pag. 105

Unità didattica 12 - La Spagna pag. 167

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UNITÀ DIDATTICA 1
L’ALFABETO

1.1 - Alfabeto e pronuncia


L'alfabeto spagnolo presenta ventotto lettere: Vocali

- cinque vocali: a e i o u
- ventitré consonanti: b c d ch d f g h j k 1 11 m n ñ p q r s t v x y z

Le vocali hanno la medesima pronuncia che in italiano.


Le consonanti si pronunciano, in genere, come in italiano, avvertendo Consonanti

tuttavia che:
- b e v: tendono a confondersi nella pronuncia riducendosi a un
suono intermedio tendente leggermente verso la b:
bueno bien haber;

- c e z: c davanti ad e e ad i ha lo stesso suono di z davanti a vocale e


in fine di parola, simile a th inglese, che si ottiene spingendo la
lingua verso i denti superiori nell'emissione del suono stesso:
cero cinco zar zenit zig-zag zorro zumo paz pez luz;

- c: davanti alle vocali a,o,u, si pronuncia come in italiano:


caballo corazón cultor.

- cc: questa doppia consonante si trova solamente davanti alle vocali


e, i, e si pronuncia: la prima e con suono duro, la seconda con il
suono che le è proprio davanti alle vocali indicate:
acción lección

- ch: ha la stessa pronuncia della e italiana nella parola centro:


muchacho chico noche

- d: non esiste differenza dalla pronuncia italiana, avvertendo tuttavia


che in fine di parola la d non viene pronunciata e ciò rende tronco il

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vocabolo:
Madri (d) verda(d) virtu(d)

- g e j: entrambe le consonanti hanno suono aspirato, la j davanti a


tutte le vocali, la g davanti ad e, i:
jarro jefe ojo justo jícara genio

In fine di parola la j non si pronuncia e la parola diviene tronca:


relo(j)
Davanti alle vocali che non siano e, i, la g ha lo stesso suono che in
italiano:
gato gota gusto

- gue, gui: si pronunciano come gli italiani ghe, ghi, a meno che
intervenga una dieresi sulla ü, nel qual caso anche questa vocale va
pronunciata:
guerra guijarro guitarra ungüento argüidor pedigüeño

- h: è sempre muta:
ambre heredero hijo honra humo

- k: conserva il suono che le è proprio, ma è poco usata:


kilo chilo kilómetro kilovatìo

- ll: è considerata un'unica consonante e si pronuncia come il gruppo


gl italiano della parola maglia:
llamar llorar lluvia caballo caballero

- nn: questa doppia consonante si trova sempre in parole composte e


si pronuncia staccando bene le due n:
innatural innecesario

- ñ: ha il medesimo suono del gruppo italiano gn nella parola stagno:


España mañana cuñado año ermitaño

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Il gruppo gn si pronuncia distinto nelle due consonanti che lo
compongono, g-n:
mag-nífico mag-no sig-nificado

- q: si trova unicamente nei gruppi que, qui e va pronunciata come


che, chi italiani:
pequeño querido quieto quintaesencia

- r: ha un suono più pronunciato della r italiana:


rana remo rosa ruso amargo amar sereno

- rr: il gruppo è considerato una sola consonante indivisibile ed ha un


suono ancor più accentuato della r semplice:
algarrobo error cencerro arruga

- s: ha suono di s sorda italiana, come nella parola sala:


casa raso sereno beso suspiro escuela espejo escretorio

- sc: davanti alle vocali e, i, le due consonanti si pronunciano distinte,


l'una come s, l'altra col suono proprio della e davanti ad e, i, ma con
tendenza a unificare il gruppo nel secondo suono:
ascensión escena disciplina ascensione

- x: situata davanti a vocale ha il suono italiano di gs, mentre davanti


a consonante ha suono di cs:
examen éxito exótico expreso exterior extraordinario

Tuttavia, nel caso della x davanti a consonante, la pronuncia


corrente tende a risolvere in s il suono.
- y: in principio di parola e tra due vocali è considerata consonante,
mentre è vocale in fine di parola e come congiunzione. Ha
generalmente il suono di una i:
yeso yugo payaso poyo rey buey

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1.2 - Accentazione delle parole
Nella lingua spagnola normalmente le parole sono: L’accento

- llanas (piane): se terminano per vocale o per le consonanti n,s:


amiga amica madre madre

- agudas (tronche): se terminano per consonante diversa da s e da n e


da vocale:
caridad carità liberal liberale

Quando le parole sono pronunciate diversamente da quanto sopra


indicato, hanno sempre l'accento grafico:
papa papa francés francesce
càrcel carcere màrtir martire

Lo stesso dicasi per le parole esdrújulas (sdrucciole) e


sobreesdrújulas (bisdrucciole):
bárbaro barbaro pájaro uccello díselo diglielo
pregúntaselo domandaglielo

Esiste un accento detto diacritico che distingue col segno grafico


vocaboli uguali, ma di diverso significato:

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Esiste pure un accento detto enfatico che si usa per alcune parole Accento enfatico
nelle interrogazioni, dirette e indirette, e nelle esclamazioni:

¿dónde vives? dove abiti?


¿qué haces? cosa fai?
¿quién es? chi è?
¡qué maravilla! che meraviglia!
¡cuànto dinero! quanto danaro!
¡qué vida che vita!
¡cómo vive! come vive!
le preguntó dónde vivia gli domandò dove abitava
quién podrà saberlo chi potrà saperlo
¿cómo habia podido pensarlo? come aveva potuto pensarlo?

La congiunzione porque nelle frasi interrogative si scrive staccata: Por qué


¿ por qué?.

¿ por qué lo llamaste? perché l'hai chiamato?


porque lo conocía perché lo conoscevo

1.3 - Dittonghi e Trittonghi


Forma dittongo l'unione di due vocali deboli (i, u) o di una vocale forte
(a, e, o) e una debole.
Se si tratta di due vocali deboli, l'accento tonico cade sulla seconda di Il dittongo
esse, mentre nell'altro caso la vocale tonica è quella forte:
buitre gufo viuda vedova criada cameriera
reina regina puerta porta cuota quota

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Il trittongo si ha quando due vocali deboli sono unite a una vocale forte, Il trittongo

che va accentata graficamente:


despreciáis disprezzate continuéis continuiate

Leggi e traduci:
¡ANCHA ES CASTILLA!
¡Ancha es Castilla! Y ¡qué hermosa la tristeza reposada de ese mar
petrificado y lleno de cielo! Es un paisaje uniforme y monótono en sus
contrastes de luz y sombra, en sus tintas disociadas y pobres en
matices. Las tierras se presentan como en inmensa plancha de mosáiaco
de pobrísima variedad, sobre que se extiende el azul intensísimo del
cielo. Faltan suaves transiciones, ni hay otra continuidad armónica que
la de la llanura inmensa y el azul compacto que la cubre e ilumina.
No despierta este paisaje sentimientos voluptuosos de alegría de vivir,
ni sugiere sensaciones de comodidad y holgura concupiscibles: no es
un campo verde y graso en que den ganas de revolcarse, ni hay
repliegues de tierra que llamen como un nido.
No evoca su contemplación al animal que duerme en nosotros todos, y
que medio despierto de su modorra se regodea en el dejo de
satisfacciones de apetitos amasados con su carne desde los albores de
su vida, a la presencia de frondosos campos de vegetación opulenta. No
es una naturaleza que recree al espíritu.
(Unamuno, En torno al casticismo)

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UNITÀ DIDATTICA 2
L’ARTICOLO

L'articolo, in spagnolo, si distingue in determinado e indeterminado.

2.1 - L’articolo determinativo


L'articolo determinado, maschile e femminile, si usa in spagnolo L’articolo
determinativo
come in italiano, ossia concorda per genere e numero:

maschile femminile neutro

singolare el la lo

plurale los las

el caballo il cavallo los caballos i cavalli


la casa la casa las casas le case

2.1.1 - L’uso dell'articolo neutro “lo”


Neutro “l”
L'articolo neutro lo, solo singolare, va anteposto ad aggettivi, pronomi
possessivi, participi impiegati in senso astratto, generico; in pratica
quando in italiano si può sostituire all'articolo determinativo il la forma
ciò che è:
lo hecho vale más de lo pensado il fatto (ciò che è fatto) vale
più del pensato
lo mío, mío y lo tuyo, tuyo il mio è mio e il tuo è tuo
lo bueno de la mujer era su seriedad buono della donna era la sua
serietà

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Sostituzione dell'articolo determinativo «la»
L'articolo determinativo femminile singolare viene sostituito dal Sostituzione di
“la”
corrispondente maschile quando precede sostantivi che iniziano per:
1. a o ha toniche o graficamente accentate,
2. a meno che si tratti di aggettivi, di nomi propri femminili e di
indicare le lettere a e h dell'alfabeto:
• el alma l'anima, el àguila l'aquila, el hada la fata
• la ancha casa l'ampia casa, la a y la h la a e la h, la amiga
l’amica.

Omissione dell'articolo determinativo


L'articolo determinativo si omette in spagnolo davanti agli ag- Omissione
dell’articolo
gettivi possessivi, ai nomi geografici di regione, di stato e di continente:
mi hermano mio fratello
su madre sua madre
Asia l'Asia
España la Spagna
Andalucía romántica l’Andalusia romantica

Ma si conserva nei seguenti casi:


- quando il nome geografico è accompagnato da un aggettivo
qualificativo o da altra specificazione:
la encantadora Francia l'incantevole Francia
la España del siglo XV la Spagna del secolo XV

- quando l'articolo è parte del nome geografico:


salió desde La Coruña, no desde partì da La Coruña, non da
La Habana L'Avana;
el Perù, la Argentina, el Ecuador il Perù, l'Argentina, l'Ecuador
son estados americanos sono stati americani

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- quando si tratta di nomi di regioni italiane, benché l'uso dell'articolo
determinativo sia libero davanti ai nomi delle isole di Corsica,
Sardegna e Sicilia:
bella región la Mancha bella regione la Mancha
la Lombardia es fértil la Lombardia è fertile
(la) Cerdena y (la) Sicilia la Sardegna e la Sicilia
(la) Córcega es una isla la Corsica è un'isola

Altri usi dell'articolo determinado


L'articolo determinado plurale si può interporre, in spagnolo, tra il
Usi dell’articolo
pronome e il sostantivo se questo indica sesso, professione, nazionalità:
nosotros los espanoles noi spagnoli

Con i nomi dei giorni della settimana si usa generalmente


l'articolo determinativo, ad eccezione di quando essi sono preceduti
da una forma del verbo ser:
vendremos el domingo verremo domenica
iremos a verle manana es viernes andremo a trovarlo domani è
venerdì
ayer era martes ieri era martedì

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UNITÀ DIDATTICA 3
IL NOME

I nomi, o sostantivi, si distinguono in spagnolo in comunes e propios e


ognuno di essi per genere e numero.

3.1 - Il genere dei nomi


3.1.1 - Nomi maschili e nomi femminili
In genere i nomi, in spagnolo, sono maschili o femminili come in
italiano.
Più precisamente: sono maschili i nomi terminanti nelle vocali e ed Genere dei nomi
o, e in consonante; sono femminili i nomi terminanti in a.
Si forma normalmente il femminile mutando la vocale finale del nome
maschile in a, oppure, se il nome termina per consonante, aggiungendo
una a finale:
estudiante studente estudianta studentessa
hermano fratello hermana sorella
director direttore directora direttrice

Sono femminili, in genere, i nomi delle frutta, ad eccezione di alcuni,


come: el melocotón (pesca), el higo (fico), el limón (limone), el plàtano
(banana).
Sono maschili in spagnolo i nomi dei giorni della settimana, dei mesi,
dei monti, dei fiumi e degli alberi da frutta, ad eccezione del fico, che è
femminile, la higuera:
el domingo la domenica el Guadiana la Guadiana
los Alpes le Alpi el cerezo il ciliegio
la cereza la ciliegia el manzano il melo
la manzana la mela la higuera il fico (pianta)
el limonero il limone (id.) el higo il fico (frutto)
el limón il limone (id.) el melocotón il pesco
el melocotón la pesca (id.)

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3.1.2 - Nomi di genere comune
Diversi nomi in spagnolo presentano un’unica forma sia per il Nomi di genere
comune
femminile che per il maschile differenziandosi solo per l'articolo:
el/la artista l'artista
el/la cantante il/la cantante
el/la cónyuge il/la coniuge
el/la idiota l’/la idiota
el/la intèrprete l’/la interprete
el/la joven il/la giovane
el/la màrtir il/la martire

3.1.3 - Nomi di genere epiceno


Appartengono a questo genere alcuni nomi di insetti o di uccelli privi di Nomi di genere
forma specifica per distinguere i sessi, per cui si ricorre ai qualificativi epiceno

di macho (maschio) o hembra (femmina), secondo i casi:


el pez (m.) el pez hembra
la hormiga (f.) la hormiga macho
el búho (m.) el búho hembra

3.1.4 - Genere dei nomi composti


Il genere dei nomi composti è determinato di norma dal secondo dei Nomi composti
componenti, le cui eccezioni sono rappresentate da: guardarropa
(guardaroba), cortaplumas (temperino), guardaespaldas (guardaspal-
le):
el mediodía il mezzogiorno
la medianoche la mezzanotte
el guardarropa il guardaroba
el cortaplumas il temperino
el guardaespaldas il guardaspalle

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3.1.5 - Nomi di genere ambiguo
Alcuni nomi sono usati al maschile o al femminile indifferentemente; Nomi di genere
ambiguo
inoltre, in alcuni casi a seconda del numero, mutano di significato.
Diamo qui i più ricorrenti:
- arte: è generalmente maschile nella forma singolare, femminile in
quella plurale:
el arte escénico l'arte scenica
el arte dramàtico l'arte drammatica
las bellas artes le belle arti

- dote: può essere maschile o femminile se indica la dote materiale; è


solamente femminile se indica qualità morale:
la/el dote de la novia fue muy rica/o la dote de Maria es la
sinceridad
la dote della sposa fu molto ricca la dote di Maria è la sincerità;
- fronte: è femminile quando indica la fronte umana, mentre è
maschile in tutti gli altri casi:
la frente le ardía mucho la fronte gli ardeva molto
el frente de guerra estaba lejos il fronte di guerra era lontano
Guardava verso la fronte
miraba hacia el frente del edificio dell’edificio

- mar: può essere usato al maschile o al femminile indifferente-


mente, anche se prevale in genere il maschile, che è d'obbligo
quando mar è seguito dal nome che lo specifica. È femminile in
locuzioni particolari, come hacerse a la mar, alta mar, mar gruesa,
la mar de...:
el/la mar resplandecía azul il mare splendeva azzurro
fueron hacia la/el mar andarono verso il mare la
el barco se hizo a la mar nave prese il mare erano
estaban ya en alta mar ormai in alto mare
tenía la mar de dinero aveva un mucchio di danaro

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- orden: è maschile quando intende ordine architettonico e qualità,
mentre è femminile se si riferisce a ordine cavalieresco o religioso,
ordine di pagamento o comando:
era precioso el orden arquitectónico era prezioso l'ordine
architettonico
pocos de ellos amaban el orden pochi di loro amavano
l'ordine
le llegó la orden de pago gli giunse l'ordine
di pagamento
recibieron la orden de vigilar ricevettero l'ordine di
vigilare

3.1.6 - Nomi di duplice significato


Alcuni nomi cambiano di significato se usati al maschile o al Nomi di duplice
significato
femminile:
el corte il taglio
la corte la corte
el cólera il colera
la cólera la collera
el cura il prete
la cura la cura
el guía la guida (uomo)
la guía la guida (libro)
el pendente l’orecchino
la pendente il pendio

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3.2 - Il femminile dei nomi
Il femminile dei nomi si ottiene generalmente, in spagnolo, mutando in Il femminile

a la vocale finale, oppure, se il sostantivo termina per consonante,


aggiungendo una -a.
monje monaco monja monaca
hermano fratello hermana sorella
novio fidanzato novia fidanzata
zorro volpe (masch.) zorra volpe (femm)
presidente presidente presidenta presidentessa
león leone leona leonessa
collegiale
colegial (masch.) colegiala collegiale(femm)
doctor dottore doctora dottoressa

Eccezioni
Alcuni nomi formano il femminile con terminazioni di origine colta (- Eccezioni

osa, risa, -ina, -iz), mentre altri presentano un femminile del tutto
diverso:
abad abate abadesa badessa
alcalde sindaco alcaldesa sindachessa
barón barone baronesa baronessa
conde conte condesa contessa
duque duca duquesa duchéssa
principe principe princesa principessa
papa papa papisa papessa
poeta poeta poetisa poetessa
profeta profeta profetisa profetessa
sacerdote sacerdote sacerdotisa sacerdotessa
gallo gallo gallina gallina
héroe eroe heroína eroina
jabalí cinghiale jabalina cinghialessa
rey re reina regina
actor attore actriz attrice

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emperador imperatore emperatriz imperatrice
caballo cavallo yegua cavalla
hombre uomo mujer donna
padre padre madre madre
sastre sarto costurera sarta
yerno genero nuera nuora

3.3 - Il plurale dei nomi


Il plurale dei nomi si forma aggiungendo una -s finale se il sostantivo Il plurale dei
nomi
termina per vocale non accentata o -è accentata. Negli altri casi si
aggiunge -es:
la carta la lettera las cartas le lettere
el padre il padre los padres i padri
el café il caffè los cafés i caffè
el jabalí il cinghiale los jabalies i cinghiali
el avión l'aereo los aviones gli aerei
la càrcel il carcere las càrceles le carceri
el pan il pane los panes i pani
el rey il rè los reyes i re
la verdad la verità las verdades le velocità

Alcuni sostantivi terminanti per vocale accentata diversa da -è, formano


il loro plurale mediante la sola aggiunta di -s:
el papá il papa los papàs i papa
la mamá la mamma las mamàs le mamme
el sofà il sofà los sofas i sofà
el dominó il domino los dominós i domino

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Rimangono invariati al plurale i nomi dei giorni della settimana, ad Nomi invariati

eccezione di sábado e domingo, e i sostantivi di più sillabe, compresi i


cognomi, terminanti per -s o per -z, che presentino l'ultima sillaba non
accentata:
el lunes il lunedì los lunes i lunedì
el jueves il giovedì los jueves i giovedì
la crisis la crisi las crisis le crisi
el anàlisis l'analisi los anàlisis le analisi
Àlvarez Àlvarez los Àlvarez gli Àlvarez

I monosillabi terminanti per -s e accentati sull'ultima sillaba formano il I monosillabi

plurale aggiungendo -es finale:


el país il paese los países i paesi
el mes il mese los meses i mesi

I nomi terminanti per -x o per -z formano il plurale trasformando queste


consonanti in c, prima di aggiungere -es:
la cruz la croce las cruces le croci
el juez il giudice los jueces i giudici
la luz la luce las luces le luci
la nuez la noce las nueces le noci
la paz la pace las paces le paci
el ónix l'onice los ónices gli onici

Fa eccezione il sostantivo fénix, che al plurale rimane invariato:


el fénix la fenice los fénix le fenici

L'accento del nome singolare non subisce spostamenti nella forma


plurale,tranne:
el exàmen l'esame los exàmenes gli esami
el màrtir il martire los màrtires i martiri
el caràcter il carattere los caracteres i caratteri
el régimen il regime los regimenes i regimi

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3.3.1 - Il plurale dei nomi composti
I nomi composti fanno generalmente il plurale del secondo dei loro Plurale dei nomi
composti
componenti; se questo è già plurale, rimane invariato:
el coliflor il cavolo los colifores i cavoli
el quitasol il parasole los quitasoles i parasole
el paraguas l’ombrello los paraguas gli ombrelli

Se uno dei componenti il nome è un verbo, si fa il plurale dell'altro


componente, qualsiasi posizione occupi:
cualquiera chiunque cualesquiera chiunque
el tirabuzón il cavatappi los tirabuzones i cavatappi

In alcuni casi si forma il plurale di entrambi i componenti del nome:


el gentilhombre il gentiluomo los gentileshombres i gentiluomini
el ricohombre il notabile los ricoshombres i notabili

Alcuni dei nomi usati solo al plurale:


• los alrededores i dintorni
• las bragas le mutande (femm.)
• los calzoncillos le mutande (masch.)
• las esposas le manette
• las gafas gli occhiali
• los modales le maniere
• los postres il dessert

Nomi usati solo al singolare


Alcuni nomi si usano generalmente nella forma singolare, pur Nomi usati al
singolare
intendendo un plurale:
• el ajedrez gli scacchi
• el bigote i baffi
• el cabello i capelli
• el pelo i capelli
• la ropa gli indumenti

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Nomi che assumono diverso significato mutando numero Nomi usati al
plurale
Alcuni nomi cambiano significato, in spagnolo, cambiando numero:
el anteojo il cannocchiale los anteojos gli occhiali
el celo lo zelo los celos la gelosia
la Corte la Corte las Cortes il Parlamento
el dinero il danaro los dineros le ricchezze
la esposa la sposa las esposas le manette
el grillo il grillo los grillos i ceppi
la nariz il naso las narices le nari
el padre il padre los padres i genitori
el pelo i capelli los pelos i peli

3.4 - Uso dell’accusativo personale


L’unico caso rimasto in spagnolo, l'accusativo personale è rappresen- Accusativo di
persona
tato da una a che si antepone al complemento oggetto, quando si tratta
di un nome proprio di persona o comune di persona determinata, o
anche quando il complemento oggetto è un nome proprio o comune di
animale o di cosa personificati, o usati come complemento di verbi
solitamente impiegati con nomi di persona:
• vimos a Pepe abbiamo visto Beppe
• Marcos quiere a su madre Marco ama sua madre
• nadie odie a su patria nessuno odi la sua patria
• ama a tu País, le dijo ama il tuo paese, gli disse

La a dell'accusativo personale si omette quando il complemento


oggetto è un nome indeterminato di persona o di animale, quando il
complemento oggetto è retto da un verbo usato di solito con nomi di
cosa e quando è retto dal verbo tener:
• buscaban un maletero cercavano un facchino (qualsiasi)
• encontraron un gato trovarono un gatto (qualunque)
• cultivaban los ricos coltivavano i ricchi
• tenía dos tíos en América aveva due zii in America

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Si omette l'accusativo personale anche nei casi in cui esista possibilità
di confusione tra la a del complemento oggetto è la preposizione a di un
altro complemento:
• dejamos Luis a María lasciammo Luigi a Maria
• presemamos el jefe al rey presentammo il capo al re

3.5 - Alterazione del nome


Il nome può essere alterato in senso accrescitivo, diminutivo (con
significato talvolta anche di vezzeggiativo), o dispregiativo.

3.5.1 - L’accrescitivo
L'accrescitivo si forma in spagnolo generalmente mediante i suffissi -
ón, - ona e i loro plurali -ones, -onas, che si aggiungono semplice-
mente al nome, se questo termina per consonante, mentre se termina
per vocale questa viene eliminata:
hombrón omone mujerona donnona

Alcuni nomi formano l'accrescitivo mediante suffissi diversi, che in


molti casi mutano il genere del nome stesso:
• la casa el caserón
• la cuchara el cucharón
• la mascara el mascarón
• la nube el nubarrón
• el mozo el mocetón

3.5.2 - Il diminutivo
Il diminutivo si forma in spagnolo aggiungendo normalmente al nome i Il diminutivo

suffissi –ito/a, -ico/a, -illo/a, -uelo/a:


casa casita
gato gatito
moza mozuela

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pàjaro pajarillo

Alcuni sostantivi formano il diminutivo con altri suffissi:


- moza ha come diminutivo anche mocita, che si ottiene previa
sostituzione della z con c;
- aldea (villaggio) forma il diminutivo con il suffisso -huela:
aldehuela (villaggetto, paesino).

I nomi tronchi, di due o più sillabe, che terminano con le vocali -n ed -


r, e quelli piani terminanti per -n, formano il diminutivo aggiungendo ai
suffissi indicati un rafforzativo: -cico, -cillo, -cito, -zuelo.
Lo stesso dicasi per i bisillabi terminanti in -e:
• corazón corazoncito
• doctor doctorcito
• mujer mujercita
• pastor pastorcillo pastorcico
• imagen imagencita
• ave avecica
• baile bailecito
• pobre pobrecito

I monosillabi terminanti per consonante e per -y, i bisillabi che abbiano


nella prima sillaba un dittongo in ei, ie, ue, oppure uno dei dittonghi ia,
io, ua nella seconda sillaba, rafforzano ulteriormente con una e il
suffisso del diminutivo, formando -ecico, -edito, -ecito, -ezuelo e i loro
femminili e plurali:
ave avecica
cruz crucecita
flor florecilla
pez pececillo

Il sostantivo bestia forma il diminutivo sostituendo previamente il


dittongo finale ia con e: bestezuela (bestiolina).
I sostantivi agua e lengua formano il diminutivo apponendo una

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dieresi sulla u:
• agua agüita
• lengua lengüecita

Frequentemente suffissi propri del diminutivo sono usati con aggettivi,


participi e gerundi in senso accrescitivo:
• venía callandito avanzava zitto, zitto
• vivo cerquita vaya abito vicinissimo
• Ud. Derechito vada diritto, diritto

Diminutivi di nomi propri di persona


Antonio = Tonico Carlos = Carlitos
Carmen= Carmencita Concepción = Conchita
Dolores = Lola, Lolita Francisco = Paco, Paquito, Panche, Curro
Gregorio = Goyo, Goyito Isabel = Isabelita
Jaime = Jaimito Jesús = Jesusito
José = Pepe, Pepite Luis = Luisito
Manuela = Manolita María = Mariquita, Marica

3.5.3 - Il vezzeggiativo
Il vezzeggiativo dei sostantivi si forma ricorrendo ai suffissi del Il vezzeggiativo

diminutivo:
hijo hijito mujer mujercita
amor amorcito Bribón bribonzuelo

3.5.4 - Il dispregiativo
Il dispregiativo del sostantivo, in spagnolo, si forma ricorrendo ai Il dispregiativo
suffissi dell'accrescitivo, in particolare alle terminazioni in -acho, -azo,
-ajo, ma anche a suffissi come -ajo, -astro ed -ejo:
¡qué hombracho espantoso!
una mujeraza pésima
era un latinajo feo el poetastro

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Uso particolare dei suffissi -azo e -ada
Il suffisso -azo si usa per indicare colpo d'arma da fuoco, di oggetto
contundente, il suono di uno strumento a fiato:
• cañon cañonazo
• fusil fusilazo
• mano manotazo
• martillo martillazo
• puño puñetazo
• sable sablazo
• silla sillazo
• trompa trompetazo

Il suffisso -ada è usato per indicare colpo d'arma da taglio o penetrante,


a anche in occasioni diverse, per le quali non vi è regola scritta:
• cuchillo cuchillada
• cuerno cornada
• estoque estocada
• ojo ojeada
• ola oleada
• pata patada
• piedra pedrada
• pincel pincelada
• puñal puñalada

Esercizio di verifica:
- Lo studente e sua,sorella sono andati dalla direttrice.
- Ho comperato delle mele, delle pere e delle ciliegie.
- Nel giardino di mio zio ci sono degli alberi da frutto: albicocchi,
pruni, meli e un fico.
- In primavera il pesco in fiore è stupendo.
- L'interprete era giovane e carina.
- Il cantante arrivò con un quarto d'ora di ritardo.
- Mi puoi prestare un temperamatite?
- A me interessano molto sia l'arte scenica che l'arte drammatica.

29
- Hai messo i tuoi vestiti nel guardaroba?
- Ho visto un bellissimo esemplare di gufo femmina.

Leggi e traduci in italiano:


ARANJUEZ
Aranjuez en otoño tiene un encanto que no tiene (o que tiene de otro
modo) en los dias claros y espléndidos de la primavera. Las largas
avenidas desiertas, muestran su fronda amarillenta, áurea. Caen
lentamente las hojas; un tapiz muelle cubre el suelo; entre los claros del
ramaje se columbra el pasar de las nubes. En los dias opacos el amarillo
del follaje concierta melancólicamente con el color plomizo,
ceniciento, del cielo. Y si el viento, a intervalos, mueve las ramas de los
árboles y lleva las hojas de un lado para otro, la sensación del otoño -
tristeza, anhelo infinito -es completa en estos parajes, entre estos
árboles, a lo largo de estas seculares avenidas, solos, rodeados de
silencio; y nuestro espíritu se siente sobrecogido, sin saber que esperar
y sin poder concretar su inquietud. Un tren silba a lo lejos y pasa
rápido, allá en la lontananza, por el extremo de una alameda.
Aranjuez encierra recuerdos literarios y politicos de diverso orden.
Viajeros ilustres que han visitado en distintas épocas Madrid, han
llegado basta las frondas de Aranjuez. Aranjuez, mas o tanto como
Madrid, ha sido, desde este punto de vista intelectual, el contraste de
Europa con Espana, con su historia, con su paisaje y con su raza.
Aranjuez es una creación, no del puebio, de la masa, sino de lo mas
selecto de Espana; lo mas elevado socialmente ha podido aqui,
materialmente, exteriorizarse. Airededor de Aranjuez se extiende el
campo manchego, el campo uniforme; gris, triste, pobre, el campo con
sus puebiecillos, sus cortijos, sus labores someras y escasas. Si:
Aranjuez representa la exteriorización - en los jardines y en el palacio -
de lo selecto espanoi, està campirla es la expresión de lo popular de
Espana.

Esercizio di verifica
- Il fratello e la sorella sono partiti per la Spagna.

30
- Il presidente non c'era: c'era solo la presidentessa.
- La dottoressa sarà qui tra poco.
- Era talmente bella che sembrava una dea.
- Alla festa di ieri c'erano molti nobili: conti, duchi, contesse,
baronesse e persino una principessa.
- La fidanzata di mio cugino è una ragazza molto carina.
- Si presentava come un giovanotto qualsiasi ed invece era un
sacerdote.
- I cacciatori partiranno per la caccia al cinghiale all'alba.
- La sarta mi ha fatto quest'abito, mentre la giacca-rossa è stata
confezionata dal sarto.
- L'attrice è stata molto, molto brava.
- Quella donna era una vecchia volpe.
- La consideravano una regina della scena .

Leggi e traduci in italiano:


RECUERDOS DE VALENCIA
¿Podremos nunca olvidar las madrugadas en que bajábamos - en el tren
- siendo adolescentes, hacia Valencia, desde las tierras altas? Alboreaba
al dejar el tren los parajes montuosos, quebrados y áridos de la parte
alta de la región. El sol comenzaba a esparcir su lumbre sobre los
naranjales. Era tibio el ambiente de la mañana; el azahar ponía su grato,
tenue perfume en el aire. Íbamos desde la casa solariega del pueblo
hacia la vida libre del estudiante. ¡Cuàntas veces hemos visto, al pasear
por los claustros de la Universidad, al buen Luis Vives, de bronce, con
su boina, colocado en medio del patio! Y luego, jqué muchedumbre de
recuerdos los de està hermosa y darà ciudad! Allí estaban las tiendecil-
las de los libreros de viejo - que ya entonces comenzábamos a frecuen-
tar - allí, la Biblioteca universitaria, siempre desierta, solitária, que
nosotros escudrinábamos yendo y viniendo con una escalera de un lado
para otro: allí, las fiestas ruidosas, populares, y las enramadas de jun-
cias y mirtos por las calles; allí, los extensos paseos por la huerta, en las
tardes plácidas y largas de la primavera, y el atalayar del soberbio
panorama desde el Miguelete; allí, al anochecer, el pasar y repasar,

31
entre los elegantes, por unas calles céntricas. Y ¿cómo podremos
olvidar las cendolillas que conocimos en esos primeros anos de
libertad? Y ¿cómo se podrà apartar de nuestra memoria a aquella linda
piruja, que, frente a nuestra casa, abria los balcones por la noche e
iluminaba las estancias para que nosotros, los estudiantes, la
atisbáramos, emocionados y ansiosos, ir y venir, volver y revolver en
sus menesteres de última hora? Ah, tiempos y emociones de adole-
scencia que despierta a la vida, tiempos y emociones que se fueron para
siempre a lo Pretérito! Acaso esos libros que hemos comenzado a
revolver en las tiendecillas sórdidas nos han ido adormeciendo poco a
poco a lo largo de la vida como un bebedizo letal ...
(AZORÌN, El paisaje de España)

PRESAGIOS
No te veo. Bien sé
que estás aqui, detràs
de una frágil pared
de ladrillos y cal,
bien al alcance
de mi voz, si llamara.
Pero no llamaré. Te
llamaré mañana,
cuando, al no verte ya
me imagine que sigues
aqui cerca, a mi lado, y
que basta hoy la voz
que ayer no quise dar
Mañana ... cuando
estés alla detrás de una
frágil pared de vientos,
de cielo y de años.
(P. SALINAS)

32
Esercizio di verifica
- Non sempre si riesce a distinguere la verità dalle bugie.
- Il giudice fece chiamare i testimoni e li interrogò.
- All'aeroporto di Madrid arrivano molti aerei dall'Italia.
- Normalmente passiamo le domeniche in casa.
- Le crisi economiche del momento sono tante e gravi.
- Durante l'anno devo sostenere almeno sei esami.
- Qui ci sono due ombrelli: scegli quello che preferisci.
- I notabili del paese erano quelli che decidevano.
- Mi puoi spiegare come funzionano questi cavatappi?
- Le ferrovie spagnole funzionano piuttosto bene.

Esercizio di verifica
- Il padre di Alberto è un omone, mentre sua madre è una donnina
piccola piccola.
- Durante uno degli ultimi viaggi abbiamo visitato una deliziosa
casetta in montagna.
- Metti sul piatto il cucchiaione e la forchetta.
- Non so cosa avesse: è certo che sembrava un mascherone.
- Appoggia pure il libro su quel tavolino.
- Stamane mi hanno svegliato due uccellini che cinguettavano.
- Tua figlia è proprio una bella ragazzina.
- Abita in un paesino di montagna, ma viene spesso in città.
- Ultimamente siamo stati a teatro a vedere un balletto.
- È venuto il dottore? No, è venuto il dottorino.

Esercizio di verifica
1. Sto cercando mia sorella: l'hai vista?
2. Ieri, durante la nostra passeggiata, abbiamo incontrato un tuo caro
amico.
3. I genitori amano i figli e generalmente i figli amano i genitori.
4. Hai visto Paco ultimamente? No: è tanto tempo che non lo vedo.
5. Non sento Maria da parecchi giorni: devo telefonarle.
6. Il mio nipotino ama il suo gattino come se fosse un fratello.

33
7. Non dimenticare Roberto: domani è il suo compleanno.
8. Ebbe un incidente, cercò un vigile per i rilievi, ma non ne trovò
nessuno.
9. Coltivarono per tanto tempo gli zii ricchi, ma senza alcun frutto.
10. Vide Marco da lontano e lo chiamò.

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UNITÀ DIDATTICA 4
L’AGGETTIVO

L'aggettivo si divide in calificativo e determinativo (che include gli


L’aggettivo
aggettivi numerali, possesivi, dimostrativi e indefiniti) qualificativo

4.1 - L’aggettivo qualificativo


Nell'aggettivo qualificativo, esprimente la qualità, si distinguono il
maschile e il femminile, singolari e plurali:
el niño malo la niña mala
los ninos malos las ninas malas

Formazione del femminile degli aggettivi


Gli aggettivi che terminano al maschile in -o, cambiano regolarmente
questa vocale in -a, mentre quelli che terminano in -an, -on, -or, e gli
aggettivi che indicano nazionalità, terminanti in consonante, aggiun-
gono per il femminile una -a finale:
• feo fea
• hermoso hermosa
• rico rica
• burlón burlona
• trabajador trabajadora

Gli aggettivi aventi altre terminazioni, diverse da quelle indicate, sia


per vocale che per consonante, rimangono invariati:
• alegre cortes feliz
• fiel
• suave insigne
• dulce hipócrita

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Plurale degli aggettivi qualificativi
Il plurale degli aggettivi qualificativi si forma con l'aggiunta di una -s Plurale degli
aggettivi
finale alla forma singolare, se questa termina per vocale non accentata,
mentre negli altri casi si aggiunge –es; inoltre, gli aggettivi terminanti
in –z trasformano previamente questa consonante in c:
• dulce dulces
• cortés corteses
• inglés ingleses
• infeliz infelices

4.1.1 - Apocope dell’aggettivo


Alcuni aggettivi qualificativi sopprimono in alcuni casi una vocale o Apocope
dell’aggettivo
una sillaba finale:
- buono e malo: davanti a sostantivo maschile singolare perdono la o
finale:
era un buen senor y un mal escritor - era un buon signore e un
cattivo scrittore

- grande: davanti ai sostantivi singolari, maschili e femminili, perde


la sillaba finale de, che conserva solo nelle forme enfatiche del
discorso:
es un gran amigo y una gran persona - è un grande amico e una
grande persona

- santo: davanti ai nomi maschili di santo perde la sillaba finale -to.


San Juan San Agustìn San Luis San Roque

Alcuni nomi di santi conservano in santo la sillaba finale:


Santo Angel Santo Cristo Santo Domingo
Santo Tomàs Santo Tomé Santo Toribio

36
Concordanza dell'aggettivo calificativo
L'aggettivo qualificativo spagnolo concorda in genere e numero con il
sostantivo cui si riferisce:
il cane bianco el perro blanco
la bandiera rossa la bandera roja
i gatti neri los gatos negros

Se l'aggettivo qualificativo si riferisce a due o più sostantivi di genere o


di numero diverso, va posto nella forma maschile plurale:
el senor y la senora casados el hombre y las mujeres hambrientos

Allorché si tratta di cose inanimate l'aggettivo qualificativo concorda


con il sostantivo al quale è più vicino:
tenía plumas y libros nuevos tenía libros y plumas nuevas

4.2 - I gradi dell’aggettivo


I gradi
Gli aggettivi qualificativi possono esprimere la qualità (grado positivo), dell’aggettivo
manifestare la qualità in paragone di superioridad, igualdad o
inferioridad con altri (grado comparativo), oppure tale qualità nel più
alto grado di relazione, absoluta o relativa (grado superlativo).

Forme del comparativo


Forme del
Uguaglianza: tan ... tanto comparativo
tanto… como
como ... cuanto

Maggioranza: más… que


más......de

Minoranza: menos ... que


menos….de

37
Comparativo di uguaglianza
- tan... como: si usa quando il primo termine è dato da un aggettivo, Comparativo di
uguaglianza
participio o avverbio:
era tan bueno como justo era tan insolente como su padre

- tanto ... como: si usa quando la comparazione avviene tra sostantivi


o pronomi:
tenía tantos amigos como en vidiosos envió tantas tarjetas
como tu

- tanto... cuanto: si usa quando il secondo termine di paragone è un


verbo, avvertendo che gli avverbi tanto e cuanto concordano in
genere e numero con il sostantivo al quale si riferiscono:
comió tantos dulces cuantos pudo vendió tantas acciones
cuantas tenía

Comparativo di maggioranza
- más ... que: è la formula corrente del comparativo di maggioranza: Comparativo di
maggioranza
es más inteligente que él era más bella que su madre

- más ... de: si usa quando, in frase affermativa, il secondo termine di


paragone è un numerale o una frase compiuta:
gastó mas de cien mil liras era más tonto de lo que habiamos
supuesto

Nelle frasi negative si usa la forma más que quando la forma


italiana più di corrisponde a altro che:
no tenía más que dos amigos non aveva più di (altro che) due
amici

Comparativo di minoranza
- menos... que: è la formula corrente del comparativo di inferiorità: Comparativo di
minoranza
era menos tonto que él tenía menos plata que su tía

38
- menos ...de: si usa quando, in orazione affermativa, il secondo
termine di paragone è un numerale o una frase compiuta:
tienen menos de treinta años
era menos bella de lo que pensàbamos

Uso del pronome nella comparazione


Quando in italiano il secondo termine della comparazione è un
pronome personale di prima o di seconda persona, in spagnolo si usa la
forma nominativa yo, tú:
• lo pintaron hermoso como yo
• lo suponíamos menos rico que tú

4.3 - Il Superlativo
4.3.1 - Il Superlativo relativo
- más... de: il superlativo relativo di maggioranza si forma in Superlativo
relativo
spagnolo premettendo más all'aggettivo, preceduto dall'articolo
determinativo, mentre de viene posposto all'aggettivo stesso:
lo consideramos el más serio de todos

- menos... de: nello stesso modo si forma il superlativo relativo di


minoranza, premettendo menos all'aggettivo, preceduto dall'articolo
determinativo:
era el menos sabio de todos

4.3.2 - Il Superlativo assoluto


- muy, -isimo/a: il superlativo absoluto si forma in spagnolo Superlativo
assoluto
premettendo l'avverbio muy (molto) all'aggettivo qualificativo,
oppure aggiungendo allo stesso aggettivo i suffissi -ísimo, -ísima, e
i loro plurali:
tenía un caballo muy bello (bellísimo)
eran muchachas muy divertidas (divertidísimas)

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In spagnolo si preferisce il superlativo nella prima forma.
Nel caso si ricorra alla forma del suffisso occorre tener presente che:
- gli aggettivi che terminano in -co e in -go cambiano la terminazione
in - qu e -gu, prima di aggiungere il suffisso:
rico riquísimo amargo amarguísimo

- gli aggettivi qualificativi terminanti in -ble trasformano questa


finale in -bil, prima di aggiungere il suffisso:
amable amabilísimo noble nobilísimo gentil gentilísimo

- gli aggettivi terminanti in -io perdono la terminazione aggiungendo


il suffisso:
amplio amplísimo

ma conservano la -i della terminazione alcuni aggettivi


qualificativi:
agrío agriísimo frío friísimo pío piísimo

- gli aggettivi qualificativi che presentano nella penultima sillaba uno


dei dittonghi ie, ue eliminano la dittongazione, prima di aggiungere
il suffisso, e tornano a e, o:
cierto certísimo fuerte fortísimo

Alcuni aggettivi qualificativi conservano il dittongo:


frecuente frecuentísimo obediente obedientísimo
paciente pacientísimo

4.3.3 - Superlativo e comparativo nella forma latina


Diversi aggettivi qualificativi, in spagnolo, formano il superlativo Superlativi e
comparativi
seguendo la forma latina, come: latini

célèbre celebèrrimo
integro integérrimo misero misérrimo
pobre paupérrimo sabio sapientísimo

40
Alcuni aggettivi formano sia il comparativo che il superlativo assoluto
nella forma latina:
alto superior supremo
bajo inferior ínfimo
bueno mejor óptimo
malo peor pésimo
grande mayor máximo
pequeño menor mínimo

Traduzione di molto:
Davanti ai comparativi molto italiano si traduce con: molto

- mucho: davanti a maggiore, minore, migliore e peggiore:


el daño fue mucho mayor/menor il danno fu molto maggiore/mi-
nore
- muy: negli altri casi:
una persona muy buena una persona molto buona

41
4.4 - Aggettivi numerali
Gli aggettivi numerales si dividono in cardinali, ordinali, partitivi e
collettivi.

4.4.1 - Aggettivi numerali cardinali:


Numerali
0 cero 10 diez 20 veinte 30 treinta 40 cuarenta
1 uno 11 once 21 veintiuno 31 treinta y uno 41 cuarenta y uno

2 dos 12 doce 22 veintidós 32 treinta y dos 50 cincuenta


51 cincuenta y
3 tres 13 trece 23 veintitrés 33 treinta y tres uno
4 cuatro 14 catorce 24 veinticuatro 34treintaycuatro 60sesenta
5cinco 15quince 25veinticinco 35treintaycinco 61sesentayuno
6seis 16dieciseis 26veintiséis 36treintayseis 70setenta
7siete 17diecisiete 27veintisiete 37treintaysiete 80ochenta
8ocho 18dieciocho 28veintiocho 38treintayocho 90noventa
9nueve 19diecinueve 29veintinueve 39treintaynueve 100cien

101 ciento y uno 1000 mil 2000 dos mil


1100 mil 2500 dos mil
200 doscientos/as ciento quinientos
300 trescientos/as 1200 mil doscientos/as 3000 tres mil
400 cuatrocientos/as 1300 mil trescentos/as 4000 cuatro mil
500 quinientos/as 1400 mil cuatrocientos/as 5000 cinco mil
600 seiscientos/as 1500 mil quinientos/as 6000 seis mil
700 setecientos/as 1600 milseiscientos/as 7000 siete mil
800 ochocientos/as 1700 mil sietecientos/as 8000 ocho mil
900 novecientos/as 1800 mil occhocientos/as 9000 nueve mil
1900 mil nuevecientos/as 10000 diez mil
1.000.000 un millón
1.000.000.000 mil
millones

42
Uso degli aggettivi numerali cardinali
Le unità si uniscono alle decine in un'unica parola, ma possono anche Uso dei
cardinali
scriversi e pronunciarsi divise:
18 dieciocho oppure diez y ocho

Ciento: davanti ad aggettivi e sostantivi, ai numerali mil millones,


billones, perde la sillaba finale:
cien mil cien millones cien billones

Le centinaia concordano, come genere, dal 200 al 900, con il sostantivo


al quale si riferiscono:
doscientos hombres quinientas mujeres

Cientos de e miles de: invariabili, corrispondono, in italiano, a


centinaia e migliaia:
unos cientos de viajeros miles de pesetas

Nelle date il numero che indica l'anno è preceduto dalla preposizione


de:
Madrid, 30 de septiembre, de 19.. nació el 25 de julio de 1981

La preposizione articolata italiana, davanti al numero dell'anno, in


spagnolo diviene semplice:
vivió en 1800 nació en 1970

L'età viene espressa in spagnolo, come in italiano, ricorrendo ai numeri


cardinali:
declaró que tenía treinta años

L'espressione all'età di... ha in spagnolo due traduzioni: de edad de e a


los... (de edad):
de edad de 7 años se fue de casa a los 7 años (de edad) se fue de
casa

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4.4.2 - Aggettivi numerali ordinali

10 décimo 20 vigésimo 70 septagésimo


1 primero 11 décimo primero 21 vigésimo primero 80 octogésimo
2 segundo 12 décimo segundo 22 vigésimo segundo 90 nonagésimo
3 tercero 13 décimo tercero 30 trigésimo
4 cuarto 14 décimocuarto 31 trigésimo primero
5 quinto 15 décimoquinto 40 cuadragésimo
6 sexto 16 décimosexto 41 cuadragésimo primero
7 séptimo 17 décimoséptimo 50 quincuagésimo
8 octavo 18 décimooctavo 51 quincuagésimo
9 nono 19 décimonono 60 sexagésimo

100 centésimo 1000 milésimo


101 centésimo primero 2000 dosmilésimo
111 centésimo undécimo 100.00 cienmilésimo
200 ducentésimo 1.000.000 millonésimo
300 tricentésimo
400 quadringentésimo
500 quingentésimo
600 sexcentésimo
700 septingentésimo
800 octingentésimo
900 noningentésimo

Uso degli aggettivi numerali ordinali


Gli aggettivi numerali ordinales concordano in genere e numero con il Uso degli
ordinali
sostantivo di riferimento:
el segundo banco la cuarta senora

• Per indicare l'ordine di successione di sovrani e papi si ricorre,


nell'espressione orale, dall'XI in poi, di preferenza, a numeri
cardinali:
Fernando VII Alfonso XI Giovanni XXII
Fernando séptimo Alfonso once Juan veintidós

44
• Per indicare l'ordine delle lezioni, dei capitoli e i secoli si ricorre
preferibilmente ai numeri cardinali:
lean el capitúlo veinte lección veintidós
inaugurò el siglo diecinueve

- Primero, tercero, postrero, davanti a sostantivo maschile


singolare perdono la vocale finale:
el primer rey de España el tercer señor
el postrer adiós

4.4.3 - Aggettivi numerali multipli


Gli aggettivi numerali mùltiples indicano la moltiplicazione di varie Numerali
multipli
unità in un unico gruppo:
• doble/duplo doppio
• triple/triplo triplo
• cuàdruple/cuadruplo quadruplo
• quintuple/quintuplo quintuplo
• séxtuplo sestuplo
• dècuplo decuplo
• centuple centuple

- La forma terminante in -ple ha funzione di aggettivo, mentre quella


terminante in -plo si usa sostantivamente:
teníamos doble trabajo hicieron triple esfuerzo

- Frequentemente si ricorre, per i numerali multipli, alle perifrasi


veces tanto, veces mayor, veces más:
le amaba dos veces tanto le amaba dos veces más
trabajaba dos veces más que él la fatiga fue tres veces mayor

45
4.4.4 - Aggettivi numerali collettivi
Gli aggettivi numerali collettivi di maggior uso sono: Collettivi

par paio
decena decina
docena dozzina
quincena quindicina
centenar centinaio
millar migliaio

Dalla decina alla sessantina, gli aggettivi numerali collettivi si formano,


in spagnolo, aggiungendo al numero cardinale la terminazione -ena,
mentre dalla settantina in poi si preferisce ricorrere agli indefiniti unos,
unas, seguiti dal numero cardinale:
• eran una veintena tenía una treintena de anos
• eran unos setenta unas ochenta ovejas
• costará unas mil pesetas

Esercizio di verifica
1. Le ragazze studiose hanno un buon iter scolastico.
2. Questi esercizi sono proprio mal fatti.
3. Il brutto e la bella» deve essere il titolo di un film. No, penso che ti
sbagli.
4. È un grande lazzarone e tanto più stupisce in quanto suo fratello è
un grande lavoratore.
5. Mio zio è un gran burlone e sempre allegro.
6. In quell'occasione fummo tutti molto infelici.
7. Si usa dire che gli inglesi siano flemmatici e gli spagnoli ardenti.
8. Il libro non mi è piaciuto: penso che l'autore non sia un buon
scrittore.
9. Non ti fidare di lui: è un ipocrita.
10. Mi hanno regalato degli ottimi biscotti molto dolci; ne vuoi?
11. La ragazza e il ragazzo, studenti, arrivarono in ritardo.
12. Ho comperato forchette e coltelli nuovi.

46
Leggi e traduci
CASA DE MELIBEA
La casa es ancha y rica; labrada escalera de piedra arranca de lo hondo
del zaguàn. Luego, arriba, hay salones vastos, apartadas y silenciosas
camarillas, corredores penumbrosos, con una puertecilla de cuarterones
en el fondo que, como en Las Meninas, de Velàzquez, deja ver un
pedazo de luminoso patio. Un tapiz de verdes ramas y pinas gualdas
sobre el fondo bermejo cubre el piso del salón principal: el salón donde
en cojines de seda, puestos en tierra, se sientan las damas. Acá y allá
destacan silloncitos de cadera, guarnecidos de cuero rojo, o sillas de
tijera con embutidos mudéjares; un contador con cajoneria de pintada y
estofa talla, guarda papeles y joyas; en el centro de la estancia, sobre la
mesa de nogal, con las patas y las chambranas talladas, con fìadores de
forjado hierro, reposa un lindo juego de ajedrez con embutidos de
marfil, nàcar y piata; en el alinde de un ancho espejo refléjanse las
fìguras aguilenas, sobre fondo de oro, de una tabla colgada en la pared
frontera.Todo es paz y silencio en la casa. Melibea anda pasito por
cámaras y corredores. Lo observa todo:
ocurre a todo. Los armarios están repletos de nitida y bien cliente ropa,
aromada por gruesos membrillos. En la despensa, un rayo de sol hace
fulgir la ringla de panzudas y vidriadas orcitas talaveranas. En la cocina
son espejos los artefactos y cacharros de azófar que en la espetera
cuelgan, y los cántaros y alcarrazas obrados por la mano de curioso
alcaller en los alfares vecinos, muestran, bien ordenados, su vientre
redondo, limpio y rezumante. Todo lo previene y a todo ocurre la
diligente Melibea; en todo pone sus dulces ojos verdes. De tarde en
tarde en el silencio de la casa, se escucha el lànguido y melodioso son
de un clavicordio: es Alisa que tane. Otras veces, por los viales de la
huerta, se ve escabullirse calladamente la figura alta y esbelta de una
moza: es Alisa que pasea entre los àrboles.
(AZORÌN, Las nubes)

47
Esercizio di verifica
1. Ci vedremo il 29 prossimo da me: ti va bene?
2. Il nostro professore non c'è, è alla conferenza.
3. Ci saranno state migliala di persone in piazza. Esagerato!
4. Nacque il 26 marzo 1954, quindi ha esattamente quarant'anni.
5. Questi mobili sono di una mia trisavola che visse nel 1800.
6. All'età di sedici anni smise di studiare e si mise a lavorare.
7. Mettili sul primo ripiano della libreria: dovrebbe essere vuoto.
8. Il ragazzo del quarto banco a sinistra si alzi in piedi.
9. Per la settimana prossima dovrete studiare le regole della lezione
trentacinquesima.
10. Ho fatto un quinto del lavoro, per cui sono abbastanza soddisfatto.

Esercizio di verifica
1. Io sono un po' più vecchio di lui, ma sembro un po' più giovane,
così almeno dicono.
2. Era più indaffarato di quanto non avesse detto.
3. Sono contento: ho finito il mio lavoro in meno di un'ora.
4. Paco è alto come suo padre, eppure sembra più piccolo.
5. Si mangiò tutte le caramelle che potè; poi si sentì male.
6. Era uscito tardi come gli altri; quindi avrebbe dovuto rientrare alla
stessa ora.
7. La bimba ha tante penne quante matite, ma vuole altre penne e
molti quaderni.
8. Non ho spedito tante cartoline quante tè, ma in compenso ho scritto
più lettere.
9. Non c'è dubbio: è più studioso di me, ma non è assolutamente più
intelligente.
10. Abbiamo speso più di centomila lire per questa poca roba.

48
UNITÀ DIDATTICA 5
AGGETTIVI E PRONOMI POSSESSIVI

5.1 - Aggettivi possessivi


Essi presentano in spagnolo le seguenti forme: I possessivi

spagnolo italiano
singolare plurale singolare plurale
maschile/femminile maschile/femminile
Mi Mis Mio/a Miei/mie

Tu Tus Tuo/a Tuoi/tue

Su Sus Suo/a Suoi/sue

Nuestro Nuestros/as Nostro/a Nostri/e

Vuestro Vuestros/as Vostro/a Vostri/e

Su Sus Loro Loro

mi amigo y su padre salieron ayer il mio amico e suo padre


sono partiti ieri

vuestra hermana y su tìa no estàn aquí vostra sorella e la loro zia


non sono qui

49
Il plurale degli aggettivi possessivi si forma aggiungendo una -s al
singolare:
nuestro padre y nuestra germana nostro padre e nostra sorella
nuestros padres y vuestras amigas i nostri genitori e le vostre
amiche

Uso degli aggettivi possessivi Uso dei possessivi


Gli aggettivi possessivi non hanno mai l'articolo davanti a sé:
nuestro profesor il nostro professore

Uso dei possessivi


Quando davanti a uno stesso sostantivo si trovano due aggettivi
possessivi, il primo va tradotto in spagnolo come tale, mentre il
secondo va posposto al sostantivo nella forma del pronome possessivo,
preceduto, quindi, dall'articolo che gli corrisponde:
mi amigo y el tuyo il mio e il tuo amico
nuestra casa y la vuestra la nostra e la vostra casa

L'aggettivo possessivo preceduto da un numero cardinale viene tradotto


in spagnolo con la forma del pronome e posto dopo il sostantivo cui si
riferisce:
un tío mío un mio zio
tres amigos suyos tre loro amici

Con gli aggettivi possessivi su, sus, se esiste possibilità di confusione,


si ricorre alle forme specificatrici di Ud., de él, de ella, ecc.:
• han dicho que era su tío de Ud. (de él, de ella, etc.)
• afirmaban que era su hijo (de ella)
• es su niejto de Ud.
• han telefonado sus amigas de Uds.

50
5.2 - Pronomi possessivi Pronomi possessivi

I pronomi possessivi fanno le veci del nome con significato di


possesso. In spagnolo presentano le seguenti forme:
spagnolo

singolare plurale singolare plurale

maschile femminile

El mío Los míos La mía Las mías

El tuyo Los tuyos La tuya Las tuyas

El suyo Los suyos La suya Las suyas

El nuestro Los nuestros La nuestra Las nuestras

El vuestro Los vuestros La vuestra Las vuestras

El suyo Los suyos La suya Las suyas

italiano
singolare plurale
maschile/femminile
Mio/a Miei/mie
Tuo/a Tuoi/tue
Suo/a Suoi/sue
Nostro/a Nostri/e
Vostro/a Vostri/e
Loro Loro

51
Formazione del femminile Il femminile

Il femminile dei pronomi possessivi si forma ricorrendo all'articolo


determinativo femminile e cambiando in a la vocale finale del
possessivo:
• mi hermana y la tuya mia sorella e la tua
• su pluma y la nuestra la tua penna e la nostra

Il plurale
Formazione del plurale
Il plurale dei pronomi possessivi si ottiene ricorrendo all'articolo
determinativo plurale e facendo regolarmente il plurale del pronome
stesso:
nuestras motocicletas y las vuestras le nostre motociclette e le
vostre
mis amigos y los suyos i miei amici e i loro
sus madres y las nuestras le loro madri e le nostre

Uso del pronome possessivo Uso del pronome


Il pronome possessivo va posto, naturalmente, sempre dopo il nome: mi
gato y el vuestro il mio gatto e il vostro
I pronomi possessivi possono essere preceduti, in spagnolo,
dall'articolo determinativo neutro lo, quando significano ciò che è mio
(tuo, suo, ecc.):
• le dimos lo suyo gli demmo il suo
• dadnos lo nuestro dateci il nostro
• lo mío (es) mío il mio è mio

Esercizio di verifica
- Il tuo libro e il tuo quaderno sono sullo scaffale in anticamera.
- Il nostro professore è in ritardo: può darsi che non venga affatto.
- La loro macchina è nuovissima: avrà due mesi di vita.
- I nostri genitori non sono mai soddisfatti di quanto noi facciamo.
- Il mio dizionario e il tuo sono stati spostati al quarto ripiano dello
scaffale in camera nostra.

52
- Un mio amico è appena tornato dal Messico e, se vogliamo, ci farà
vedere le foto che ha scattato.
- Anche due suoi amici ci sono stati e ne raccontano meraviglie.
- Signora, al telefono hanno detto che era suo figlio (di lui).
- Oggi alle tre verrà un mio amico, per cui sono occupato.
- Quella donna mi piace molto: lei è l'amor mio.

EL RELOJ
Reloj:
picapedrero del tiempo.
Golpea en la muralla mas dura de la noche, pica tenaz, el péndulo.
La despierta vainilla
compone partituras de olor en los roperos. Vigilando él trabajo del reloj
anda
con sus patrullas calladas el silendo.
(J. Carrera Andrade)

53
UNITÀ DIDATTICA 6
AGGETTIVI E PRONOMI DIMOSTRATIVI

6.1 - Aggettivi dimostrativi


Gli aggettivi dimostrativi stabiliscono l'identità di persone, animali e Aggettivi
dimostrativi
cose.
singolare plurale
Maschile e femminile Maschile e femminile
Este= questo Esta= questa Estos= questi Estas= queste

Ese= codesto Esa= codesta Esos= codesti Esas= codeste

este señor questo signore estos señores questi signori


ese carro quel carro esos carros quei carri

Formazione del femminile


Il femminile degli aggettivi dimostrativi si forma regolarmente:
estas señoras queste signore
esas (aquellas) muchachas quelle ragazze

Uso dell'aggettivo dimostrativo


Normalmente l'aggettivo dimostrativo precede il nome, ma in qualche
occasione, in espressioni enfatiche, può anche seguirlo, nel quale caso
il nome va preceduto dall'articolo determinativo che gli compete:
ese señor es muy amable quel signore è molto gentile
el señor ese es muy amable quel signore è molto gentile

Sono aggettivi dimostrativi anche tal (tale), semejante (simile),


mismo (stesso):
no creíamos tal suerte non credevamo a tale fortuna
nunca vimos semejante riqueza mai avevamo visto simile
ricchezza
pasaba la misma senora de antes passava la stessa signora di prima

55
Nel caso in cui aggettivo dimostrativo e possessivo convergano su
uno stesso nome, il primo precede:
ese mi amigo quel mio amico

L'aggettivo dimostrativo può essere seguito da numerali o anche


da qualche indefinito:
estos tres muchachos son terribles questi treragazzi sono
terribili
estas muchas preocupaciones pasaràn queste molte preoccupa-
zioni passeranno

Avviene anche che, come in italiano, si trovino riuniti, davanti al


nome, aggettivo dimostrativo, aggettivo possessivo e aggettivo
qualificativo:
estas mis pobres palabras queste mie povere parole

N.B.
Se l’aggettivo dimostrativo precede sostantivi temporali ( año, semana,
verano, otoño, días, vacaciones…..) il verbo utilizzato nella frase andrà
coniugat al pretérito perfecto, perché è un’azione che riporta al
presente.

6.2 - Pronomi dimostrativi


I pronomi dimostrativi fanno le veci del nome determinandolo. In Pronomi
dimostrativi
spagnolo i pronomi dimostrativi hanno la stessa forma degli aggettivi
dimostrativi, ma recano l'accento acuto sulla é.
singolare plurale
Maschile e femminile Maschile e femminile
Éste= questo Ésta= questa Éstos= questi Éstas= queste
Ése= codesto Ésa= codesta Ésos= codesti Ésas= codeste
Áquel Aquélla= Aquéllos Aquéllas=
éste es mi amigo questo è il mio amico
aquéllos son mis tíos quelli sono i miei zii

56
Forma neutra
Il pronome dimostrativo presenta, in spagnolo, anche una forma
neutra, priva di accento grafico:
esto no me gusta questo non mi piace
eso no lo digo quello non lo dico

Formazione del femminile


Il femminile dei pronomi dimostrativi maschili si forma regolarmente:
aquéllas son las virtudes quelle sono le virtù

Uso del pronome dimostrativo


L'uso del pronome dimostrativo in spagnolo corrisponde a quello
dell'italiano:
éste es el profesor de quien te hablé questi è il professore del quale ti
parlai
eso no lo sabíamos questo non lo sapevamo

57
UNITÀ DIDATTICA 7
IL PRONOME

7.1 - Pronomi personali soggetto


Pronomi personali
soggetto
Italiano Spagnolo
Io Yo
Tu Tu
Egli/Ella Él/Ella
Noi Nosotros/as
Voi Vosotros/as
Essi/e Ellos/as

yo soy un hombre y tu eres una mujer io sono un uomo e tu una


donna
nosotros trabajamos y vosotros no noi lavoriamo e voi no
ellos estudian, mientras ellas charlan essi studiano, mentre
esse chiacchierano

Esistono anche altre forme di pronome personale soggetto: Altre forme di


pronome
- ello: forma neutra del pronome di terza persona equivalente in
italiano a ciò:
ello no es justo ciò non è giusto

- nos: forma di plurale maiestatis, usata da re e papi:


nos, el Rey, disponemos que así se haga noi, il Re, disponiamo
che così si faccia
- vos: forma di rispetto con la quale ci si rivolge a personalità come
re e principi, usata anche nelle preghiere:
lo sometemos a Vos, Majestad lo sottoponiamo a voi, Maestà
Vos, Señor piadoso, acorrednos voi, Signore pietoso, soccorre-
teci

59
- Ud. (Usted), Uds. (Ustedes): queste forme vengono usate
nelle espressioni di cortesia e nella corrispondenza commerciale in
luogo del Voi italiano:
Ud. ha llegado demasiado temprano Lei è arrivato troppo
presto
Uds. han comprendido perfectamente Loro hanno capito perfet-
tamente
nos dirigimos a Uds. para informarles Ci rivolgiamo a Voi per
informarvi

Quando il pronome personale di prima e seconda persona plurale


(nosotros, -as; vosotros, -as) è seguito da un numero, il pronome stesso
viene sostituito dal corrispondente articolo determinativo:
los dos habéis llegado tarde voi due siete arrivati tardi
las tres muchachas saldremos mañana noi tre ragazze partiremo
domani

Quando i pronomi personali nosotros, -as e vosotros, -as precedono un


nome indicante sesso, nazionalità o professione, sono seguiti in
spagnolo dall'articolo determinativo plurale corrispondente, che può
anche sostituire il pronome:
(nosotros) los hombres somos orgullosos noi uomini siamo orgo-
gliosi
(vosotras) las mujeres sois in teligentes voi donne siete intelli-
genti

60
7.1.1 - Pronomi personali complemento
I pronomi personali complemento presentano una forma unica per il Pronomi personali
complemento
complemento diretto (accusativo) e per quello indiretto (dativo), salvo
che per la terza persona, singolare e plurale:
complemento italiano Complemento italiano

me Mi Me Mi
Te Ti Te Ti
Le, lo, la Lo, la Le Gli, le
Nos Ci, ce Nos Ci, ce
Os Vi, ve Os Vi, ve
Los, las Li, le Les Gli, loro
Se Si Se Si

Le escribe gli scrive ci direte nos diréis


os dijo vi disse la mató la uccise

I pronomi personali di terza persona nel complemento diretto hanno


usi ben definiti:
- le, lo: si usano con riferimento a persona di genere maschile
singolare, benché la forma lo, impiegata con animali o cose, abbia
preso il sopravvento sulla forma le:
vio a su padre y lo (le) saludó vide suo padre e lo salutò
vio al perro y lo echó vide il cane e lo scacciò

61
UNITÀ DIDATTICA 8
AGGETTIVI E PRONOMI INDEFINITI

8.1 - Aggettivi e i pronomi indefiniti


Questi esprimono qualche cosa di vago, di non ben determinato.Diamo i più Aggettivi
indefiniti
ricorrenti:
alguno qualcuno, qualche
alguien qualcuno
ninguno nessuno
nadie nessuno
algo qualche cosa
nada niente, nulla
ajeno altrui
todos tutti
cualquiera qualsiasi, qualunque
quienquiera chiunque
otro altro
todo tutto, ogni
uno uno
cada ogni
cada uno ognuno
cada cual ciascuno
demàs rimanenti
cierto certo

Uso degli aggettivi e dei pronomi indefiniti


Uso degli
- Alguno, ninguno: valgono come aggettivo e come pronome, formano il indefiniti
femminile regolarmente e alguno anche il plurale:
alguna mujer pasaba qualche donna passava
ninguno lo sospecha nessuno lo sospetta

63
I suddetti davanti a sostantivo maschile singolare perdono la vocale finale e
assumono l'accento grafico sull'ultima sillaba:
algún amigo qualche amico
ningún perro nessun cane

Quando alguno è posto dopo il sostantivo acquista il significato di ninguno


(nessuno):
no había persona alguna non c'era alcuna persona

Quando alguno e ninguno sono pronomi riferiti a persona, si possono


sostituire con alguien e nadie rispettivamente:
alguien puede decir la qualcuno può dire la verità
verdad nadie lo esperaba ya nessuno lo attendeva più

- alguien, nadie: sono pronomi indeclinabili, riferiti a persona e possono essere


sostituiti a loro volta dalle forme alguno e ninguno:
alguien/alguno me lo decía qualcuno me lo diceva
nadie/ ninguno lo sabía nessuno lo sapeva

- algo, nada: si tratta di pronomi indeclinabili; seguiti da un aggettivo non


ammettono preposizioni:
algo estaba pasando qualcosa stava accadendo
no veía nada non vedeva nulla

- cualquiera: è aggettivo e pronome, presenta un'unica forma singolare e una


Uso degli
plurale: cualesquiera. In funzione di aggettivo cualquiera può perdere o meno indefiniti

la vocale finale davanti ad altro aggettivo o sostantivo maschile singolare:


cualquiera lo sabía chiunque lo sapeva
cualquier buen amigo qualsiasi buon amico

Se è seguito da un congiuntivo richiede dopo di sé la congiunzione que:


cualquiera que sea su profesión qualsiasi sia la sua professione

64
- quienquiera: pronome riferito esclusivamente a persona; presenta un'unica
forma singolare e una plurale: quienesquiera. Seguito da un congiuntivo
richiede la congiunzione que:
quienquiera le tenía miedo chiunque aveva paura di lui
quienesquiera que fuesen sus padres chiunque fossero i suoi genitori

- otro: è aggettivo e pronome; forma regolarmente il femminile e il plurale.


Davanti a sé rifiuta l'articolo indeterminativo:
vino el otro día venne l'altro giorno
otras sorpresas altre sorprese

- todo: è aggettivo e pronome e in quest'ultimo caso vuole l'articolo


determinativo neutro, posto davanti al verbo, allorché è complemento oggetto:
todos somos mortales tutti siamo mortali
Andrés lo oyó todo Andrea udì tutto

- uno: è pronome indefinito invariabile, equivalente all'impersonale si italiano,


ed esige la terza persona del verbo:
uno no està nunca seguro non si è sempre sicuri
¡no puede uno siempre vivir así! non si può sempre vivere così!

Usato nella forma plurale uno equivale ad algunos, algunas:


unos llegaban tarde, otros no alcuni giungevano tardi, altri non arrivavano

- cada: è aggettivo invariabile, con senso distributivo o di regolare successione:


cada hombre tiene su destino ogni uomo ha il suo destino
pasaba cada tres meses passava ogni tre mesi

- cada uno, cada cual: sono pronomi indefiniti invariabili:


cada uno se fue ognuno se ne andò
cada cual lo veía ognuno lo vedeva

65
- ajeno: se aggettivo, forma regolarmente il femminile e i rispettivi plurali;
preceduto dall'articolo neutro to è sostantivo invariabile:
los bienes ajenos i beni altrui
respeten lo ajeno rispettate laltro

- demás: è aggettivo e pronome indefinito invariabile; preceduto dall'articolo


neutro lo traduce le espressioni italiane il resto, il rimanente:
se quedaron en casa los demàs gli altri rimasero in casa
lo demàs es inútil contarlo il resto è inutile raccontarlo

- cierto: è aggettivo indefinito e forma regolarmente il femminile e i rispettivi


plurali; in genere rifiuta l'articolo determinativo:
tenía cierto capital aveva un certo capitale
cierta señora una certa signora

Seguito dalle espressioni cantidad e número, cierto ammette l'articolo


indeterminativo per sottolineare il senso di indeterminatezza o di esiguità:
tenía un cierto número de libros aveva un certo numero di libri
tenía una cierta riqueza aveva una certa ricchezza

Preceduto dall'articolo neutro lo, cierto traduce le espressioni italiane il fatto si


è che..., il certo è che ...:
lo cierto es que lo aprobaron il fatto si è che lo promossero

Esercizio di verifica
1. Qualcuno ha visto il giornale di oggi?
2. Ciascuno metta via la sua roba e in un attimo tutto sarà in ordine.
3. Questi libri li prendo io: i rimanenti potete dividerveli.
4. Il calzolaio ha fatto qualcosa per me? No, ancora niente.
5. A me non piace usare le cose altrui e tu non permetterti di usare le mie.
6. A dire il vero nessuno si aspettava che arrivasse nel pomeriggio.
7. Direi che fino a poco fa c'era qualcuno qui: dove sono tutti adesso?
8. All'ultima mostra che ho visto non c'era niente di particolarmente interessante.
9. Nessuno può dichiarare che il professore non è stato qui: qualcuno l'ha visto

66
arrivare.
10. A questo punto chiunque ne sappia qualcosa lo dica.

67
UNITÀ DIDATTICA 9
IL VERBO

9.1 - Nozioni generali


Parte variabile dell'orazione, il verbo rappresenta uno stato, un'azione o una condizione. Il verbo

Si distingue in:
- copulativo, quando funge da unione tra soggetto e predicato nominale:
Carlos es un muchacho Carlo è un ragazzo

- predicativo, quando indica lo stato, l'azione, la condizione:


Maria escribe y Luis lee Maria scrive e Luigi legge

I verbi predicativi si dividono in: transitivi, intransitivi, riflessivi e reciproci:


Ramón rompe el libro
yo me visto
nosotros nos vamos
ellos se escriben

Ogni verbo presenta modi che contemplano tempi semplici e tempi composti:
MODI TEMPI SEMPLICI TEMPI COMPOSTI
Infinitivo Infinitivo simple Infinitivo compuesto
Gerundio simple Gerundio compuesto
Participio
Indicativo Presente Pretérito perfecto
Pretérito imperfecto Pretérito pluscuamperfecto
Pretérito indefinido Pretérito anterior
Futuro imperfecto Futuro perfecto
Potencial Imperfecto Perfecto
Subjuntivo Presente Pretérito perfecto
Pretérito imperfecto Pretérito pluscuamperfecto
Futuro imperfecto Futuro perfecto
Imperativo Presente

69
Le derivazioni dei tempi sono le seguenti:
INDICATIVO DERIVATI
Presente Presente de Subjuntivo
Imperativo
Pretérito indefinito Pretérito imperfecto de Subjuntivo
Futuro imperfecto de Subjuntivo
Futuro imperfecto Potencial

Nelle forme verbali si distinguono la raíz e le terminaciones.


In ogni tempo tre sono le persone singolari e tre quelle plurali, costituite dai pronomi
personali soggetto.
I verbi spagnoli si dividono nelle seguenti categorie: auxiliares, regulares, defectivos (o
irregulares), pronominales (o reflexivos), impersonales.

Verbi ausiliari
I verbi ausiliari concorrono all'attivazione di altri verbi. In spagnolo sono verbi ausiliari i
seguenti:
- haber (avere) per la coniugazione attiva
- ser (essere) per la coniugazione passiva

A differenza dell’italiano i tempi composti si formano sempre con l’ausialiare haber:


es: sono andato he ido

In alcune occasioni anche altri verbi, come andar, deber, dejar, estar, ir, llevar,
quedar, tener, venir, possono assumere la funzione di ausiliari, quando entrano nella
coniugazione perifrastica o in alcuni tempi composti:
tengo que decirte la verdad andaba perdido entre abismos
le tenía abierto su corazón lleva destruida su figura

9.1.1 - Uso del verbo Haber


Ausiliare della forma attiva, haber si usa, in unione al participio passato del verbo,
invariabile, per la formazione dei tempi composti:
han salido ayer sono partiti ieri

70
hemos tenido frío abbiamo avuto freddo
lo han acabado pronto hanno finito presto
los hemos visto nosotros li abbiamo visti noi

Haber si può anche usare impersonalmente, in luogo di ser, estar, existir, in pratica
quando in una frase italiana il verbo ha il significato di esserci:
hay un tipo que te espera c'è un tipo che ti attende
hubo muchos visitantes vi furono molti visitatori
tra i due c'era una grande amici zia entre ambos habia una gran amistad

ATTENZIONE: Haber non traduce il verbo italiano “avere” con significato di possesso.
“AVERE” con significato di “POSSEDERE” si traduce in spagnolo con “TENER”.
tengo muchos amigos ho molti amici
te tengo dicho que sí ti ho detto di sí

Quando si tratta di una indicazione di luogo, esserci italiano va tradotto in spagnolo con il
verbo estar:
¿estarán Uds. mañana? ci sarete domani?
no está todavía non c'è ancora

La forma ha è usata in luogo di hace = fa, per indicare tempo trascorso:


- ha mil años que este convento se fundò (hace mil años que este convento se fundó)
- veinte años ha nadie conocía este invento (hace veinte años nadie conocía este
invento)

Haber, usato impersonalmente nella terza persona singolare e seguito dalla congiunzione
que, traduce le forme impersonali italiane bisognare, essere necessario; costruito
personalmente e seguito dalla preposizione de, il verbo haber traduce dovere:
hay que saber lo que entiende decir bisogna sapere ciò che intende dire
habia que interrogarlos todos antes era necessario interrogarli tutti prima
he de salir pronto para llegar temprano devo partire subito per arrivare presto
han de saberlo todo antes de protestar devono sapere tutto prima di prote-
stare

71
9.1.2 - Il verbo essere
Il verbo essere può essere reso in spagnolo sia con “ser” , sia con “estar”.

9.1.2.1 - Uso del verbo Ser


Ausiliare della forma passiva, ser, seguito dal participio passato, variabile in genere e Ser

numero, serve a formare i tempi composti del verbo cui si riferisce:


ellos eran amados por sus padres essi erano amati dai loro genitori

fueron aprobadas en todas las asignaturas furono promosse in tutte le materie

In spagnolo la forma attiva è preferita a quella passiva; la forma passiva si traduce


frequentemente in spagnolo ricorrendo al pronome impersonale se, nel qual caso il verbo
va alla terza persona singolare:
se prohibe fumar è proibito rumare
se había hecho ayer era stato fatto ieri
se hizo justicia fu fatta giustizia

Il verbo ser si usa pure con significato di esistere, o anche come impersonale, nella terza
persona singolare dei vari tempi e modi:
nunca fue señor tan bondadoso non vi fu mai signore così buono
era tarde para evitarlo era tardi per evitarlo

Quando il verbo essere italiano indica una cosa passeggera, non destinata a permanere, si
traduce in spagnolo con il verbo estar:
el aire está fresco l'aria è fresca
estamos cansados siamo stanchi
Marcos estaba feliz Marco era felice
Elena estaba alegre Elena era allegra

72
9.1.2.1 - Uso del verbo Estar
Il verbo estar traduce il verbo italiano “essere” indica:
○ una situazione temporanea una condizione momentanea del soggetto, che può subire
un cambiamento o una trasformazione:
es. Alexix estaba de mal humor.
Marco está cansado
Juan estaba enfermo

○ Una condizione di stato in luogo:


Es. El ordenador está en el escritorio.
Los libros están en la mesa.
Juan está en casa.
Mi casa está cerca del colegio.

○ Un giudizio e un’opinione
Es. La paella está buena.
Estoy segura

○ Il risultato di un’azione compiuta:


es. la comida está hecha

○ Si utilizza come ausiliare per formare le perifrasi del gerundio


Es. ahora no puedo, estoy salindo con mis amigos

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Nella griglia a seguire sono indicati i principali utilizzi dei verbi “ser” e “estar”
SER ESTAR
Identificazione: Complemento di stato in luogo e di tempo:
Yo soy José Mi familia está en Argentina
Ésta es mi hermana Ya estamos en verano

Origine, materia: Con avverbi o espressioni avverbiali di modo:


Pedro es de Madrid Marta y yo siempre estamos de acuerdo
Maria es italiana Este ejercicio está mal
Credo politico o religioso: Con il gerundio:
Yo soy liberal Estamos estudiando español
Ellos son católicos
Professione: Occupazione temporanea
Marco es médico Ahora Fernando está de camarero

Possesso: Con il significato di “rimanere, trascorrere”:


Aquel libro es mío Van a estar dos meses en Sevilla
El perro es de Juan
Destinatario: Condizione momentanea che può subire un
Esta carta es para ti cambiamento

9.1.2 - Il verbo ser y estar


El helado está frío
Maria está enfadada
Identificazione dell’ora e del giorno: Ma: Hoy estamos a 3 (= oggi ne
Son las cuatro abbiamo 3)
Hoy es lunes
Con il significato di “aver luogo/ svolgersi”:
La fiesta es en casa de Diego
La clase es a las 9

74
9.2 - I verbi regolari
Le coniugazioni regolari dei verbi spagnoli sono 3 e le contraddistingue la terminazione
dell'infinito:
I coniugazione: -ar
II coniugazione: -er
III coniugazione: -ir

9.2.1 - Verbi di irregolarità apparente


Oltre a quanto già si è detto a proposito dei verbi regolari spagnoli, alcuni verbi di Verbi
irregolarità
irregolarità apparente sono in realtà verbi regolari i quali, per ragioni toniche, cambiano o apparente

aggiungono in alcuni casi una lettera. Ecco i più ricorrenti:


- verbi terminanti in -car: cambiano la c della radice in qu davanti a desinenza
iniziante per e, come è il caso di mascar (masticare), che forma masqué (masticai);
- verbi terminanti in -cer, -cir: cambiano la c in z davanti a desinenza iniziante per a,
o, come nel caso di vencer (vincere), che fa venzo (vinco), venzamos (vinciamo);
- verbi terminanti in -gar: fanno seguire una u alla g davanti a desinenza che inizi per
e, come è il caso di pagar (pagare), che fa pagué (pagai), paguen (paghino);
- verbi terminanti in -ger, -gir: cambiano la g in j davanti a desinenza che inizi con a,
o, come è il caso di proteger (proteggere), che fa protejo (proteggo), proteja
(protegga), e di fingir (fingere), che fa finjo (fingo), finjamos (fingiamo);
- verbi terminanti in -guar: vogliono una dieresi sulla u davanti a desinenza iniziante
per e, come è il caso di averiguar (indagare), che forma averigüe (indaghi), averigüé
(indagai);
- verbi terminanti in –zar: davanti a e cambiano la z in c, come in rezar (pregare), che
forma rece (preghi), recemos (preghiamo);
- verbi terminanti in -aer, -eer, -oer, -oir, -uir: cambiano la i intervocalica in y, come
in:
raer rayó rayan
Creer creyó creyera
Roer royó royera
Oir oyó oyera
Huir huyó huyera

75
9.3 - I verbi impersonali
I verbi impersonali spagnoli sono usati tutti alla terza persona del singolare di ogni tempo Verbi
impersonali
e modo, come in italiano. Ecco i più ricorrenti:
amanecer albeggiare
anochecer annottare
diluviar diluviare
granizar grandinare
helar gelare
llover piovere
lloviznar piovigginare
nevar nevicare
relampaguear lampeggiare
tronar tuonare

amaneció el día magnífico


anochecia rápido
nieva desde ayer

9.4 - I verbi riflessivi


I verbi riflessivi spagnoli si coniugano come quelli italiani, premettendo ad essi il Verbi riflessivi

pronome personale corrispondente:


ya me vestía, cuando él apenas se levantaba
nos limpiaremos la cara con esmero

Nel caso in cui il verbo impersonale sia un imperativo, gerundio o infinito, la particella
pronominale va posposta e unita encliticamente al verbo:
levantaos inmediatamente
siguieron lavàndose
insistíaen hablarme

76
9.5 - I verbi d'obbligo
Le forme personali d'obbligo sono rese in spagnolo dall'infinito del verbo, preceduto da Verbi
d’obbligo
haber de o tener que:
haber de + infinito
tener que + infinito

he de confesarte la verdad tengo que salir mañana

Quando si tratta di un obbligo di carattere morale, si preferisce il verbo deber seguito


dall'infinito:
deber + infinito
deben respetar a los ancianos

Allorché si esprime una probabilità, una possibilità, non una certezza, in spagnolo si
ricorre alla forma deber de, sempre seguita dall'infinito:
deber de + infinito
Andrés debe de estar en su casa

La forma impersonale d'obbligo è resa, in genere, in spagnolo non solo con il verbo
haber, alla terza, persona singolare e seguito da que, ma da altre forme, costruite con i
verbi hacer (fare) e ser (essere):
haber que
hacer falta
ser menester + infinito
ser necesario
ser preciso

Non esistono regole fìsse per l'uso delle forme sopra indicate.
I verbi necesitar e precisar, preceduto il primo dall'impersonale se, rendono anch'essi la
forma impersonale d'obbligo:
se necesitaba avisarle cuanto antes bisognava avvisarlo quanto prima
precisa ir corriendo para alcanzarle

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9.6 - I tempi dell'azione
I tempi
- Azione presente: in spagnolo si rende con estar + gerundio: dell’azione

estaban cantando stavano cantando

- Azione appena realizzata: si rende in spagnolo con acabar de + infinito:


acabo de hablar con él ho appena parlato con lui

- Azione sul punto di realizzarsi: in spagnolo è resa da ir a + infinito:


voy a casarme hoy mismo mi sposerò oggi stesso.

L'azione che è sul punto di realizzarsi può essere resa in spagnolo anche ricorrendo alla
forma estar a punto de...:
Manolo estaba a punto de dor mirse Manolo era sul punto di (stava per) addormentarsi

9.7 – I verbi regolari


9.7.1 - Il presente indicativo dei verbi regolari
La declinazione del presente indicativo è diversa per ognuna delle tre coniugazioni.
Vediamo le forme dell’indicativo presente:

-ar -er -ir


-o -o -o
-as -es -es
-a -e -e
-amos -emos -imos
-áis -éis -ís
-an -en en

9.7.2 - Il passato prossimo


Il passato prossimo si forma con il participio “ haber” e con il participio passato, che è
invariabile ne genere e nella persona.
Se il verbo termina per –ar, il participio passato termina per –ado (es. amar- amado). Se
invece il verbo all’infinito termina per –er e –ir, il participio passato termins per –ido.

78
9.7.3 - L’imperfetto
A seguire le declinazione dell’imperfetto indicativo:
-ar -er, -ir
-ba -ía
-bas -ías
-ba -ía
-bamos -íamos
-bais -íais
-ban -ían

9.7.4 - Il passato remoto


Anche per il passato remoto le declinazioni della seconda e terza coniugazioni sono
uguali:
-ar -er, -ir
-è -í
-aste -iste
-ó -ió
-amos -imos
-asteis -isteis
-aron -ieron

9.7.5 - Il tempo futuro


Per la formazione del futuro si parte dalla radice dell’infinito e si aggiungono le seguenti
desinenze:
-ar, -er, -ir

+ ás

+ emos
+ éis
+án

79
9.7.6 - Il tempo condizionale
Così come per il futuro anche il condizionale si forma partendo dalla radice dell’infinito
aggiungendo le seguenti desinenze:
-ar, -er, -ir
+ ía
+ ías
+ ía
+ íamos
+ íais
+ ían

9.7.7 - Il congiuntivo presente


Il congiuntivo presente si forma aggiungendo alla radice dell’infinito le seguenti
desinenze:
-ar -er, -ir
-e -a
-es -as
-e -a
-emos -amos
-éis -áis
-en -an

9.7.8 - Il congiuntivo imperfetto


Per la formazione del congiuntivo imperfetto esistono due tipi di desinenze che si
possono aggiungere all’infinito:
-ar - er, -ir
+ a / -se -iera / -iese
+ as / - ses -ieras / -ieses
+ a / -e -iera / -iese
+ amos / -semos -iéramos /
-iésemos

80
+ ais / -seis -iéramos /
-iésemos
+ an / -sen -ieran / -iesen

9.8 - I verbi irregolari


Due sono le classi in cui si raggruppano i verbi irregolari spagnoli: verbos de
irregularidad común e verbos de irregularidad propia.

9.8.1 - Verbi di irregolarità comune


Verbi di
I verbi di questo gruppo presentano nella loro coniugazione irregolarità proprie anche di irregolarità
comune
altri verbi, la cui ripartizione sarà così semplificata:

9.8.1 - Verbi dittongati in ie e ue


Si tratta di numerosi verbi della I e della II coniugazione che hanno nella penultima Verbi
dittongati
sillaba una e o una o; queste vocali dittongano rispettivamente in ie e ue quando sono
toniche.
La dittongazione si ha nelle tre persone singolari e nella terza plurale del Presente dei
modi Indicativo, Congiuntivo e Imperativo e nei tempi derivati.

Verbi dittongati di I e II coniugazione più usati


I CONIUGAZIONE
Dittongazione in ie dittongazione in ue
acertar indovinare acordar ricordare
alentar incoraggiare acostar coricare
apretar stringere almorzar pranzare
calentar riscaldare apostar scommettere
cerrar chiudere aprobar approvare
comenzar iniziare concordar appendere

II CONIUGAZIONE
atender accudire absolver assolvere
defender difendere cocer cuocere

81
descender Discendere conmover commuovere
encender accendere desenvolver svolgere
entender intendere devolver rendere
extender estendere doler dolere
perder perdere verter versare

9.8.2 - Verbi con alternanza vocalica


Verbi con
I verbi della III coniugazione che terminano in -ebir, -edir, -egir, -eguir, -emir, -enchir, alternanza
-endir, -estir, -etir, e il verbo servir (servire) cambiano in i la vocale e della penultima vocalica

sillaba quando su di essa cade l'accento tonico e quando la desinenza inizia per a o
presenta un dittongo.
L'alternanza vocalica si verifica in tutte le persone singolari e nella terza plurale del
Presente Indicativo, nelle terze persone del Pretérito Indefinido, nel singolare e nella
prima e terza persona plurale dell'Imperativo, in tutto il Congiuntivo e nel Gerundio.

Verbi con alternanza vocalica più usati


concebir concepire
conseguir ottenere
despedir salutare
gemir gemere
impedir impedire
pedir chiedere
repetir ripetere
servir servire

9.8.3 - Verbi dittongati e con alternanza vocalica


Verbi
Diversi verbi appartenenti alla III coniugazione, con una e nella penultima sillaba, ossia i dittongati e
verbi terminanti in -entir, -erir, -ertir, e il verbo hervir (bollire), dittongano in ie con alternanza
vocalica
quando l'accento tonico cade su detta vocale.
I verbi dormir (dormire) e morir (morire) dittongano in ue nelle medesime condizioni.
Oltre alla dittongazione, che si verifica nei tempi e nei modi consueti per i verbi
dittongati, i verbi di cui sopra presentano anche la particolarità dell'alternanza vocalica,

82
ossia cambiano la e in i, i primi, e i secondi la o in u nei modi e tempi già indicati.

Verbi che dittongano in ie e alternano i ad e


advertir avvertire divertir divertire
arrepentirse pentirsi hervir bollire
asentir assentire ingerir ingerire
consentir consentire preferir preferire
convertir convertire proferir proferire
digerir digerire referir riferire

9.8.4 - Verbi con gutturizzazione


I verbi spagnoli che terminano in -acer, -ecer, -ucir, introducono una z prima della c Verbi con
gutturazione
della radice davanti a desinenze che iniziano per a, o. Ciò avviene nella prima persona
singolare del Presente Indicativo, in tutto il Presente Subjuntivo, nelle terze persone,
singolare e plurale, dell'Imperativo e nella prima plurale dello stesso.

Verbi con gutturizzazione più usati


aborrecer aborrire agradecer ringraziare
carecer mancare embellecer abbellire
enflaquecer dimagrire enriquecer arricchire

enloquecer ammattire establecer stabilire


fallecer morire favorecer favorire
merecer meritare nacer nascere
ofrecer offrire obedecer ubbidire
padecer patire pertenecer appartenere

Verbi con gutturizzazione e perfetto piano


Verbi con
I verbi spagnoli che terminano in -ducir, oltre alla gutturizzazione, cambiano la e della gutturizzazione
radice in j in tutto il Pretérito Indefìnido, e quindi in tutto il Pretérito Imperfecto e il e perfetto
piano
Futuro Imperfecto de Subjuntivo.
Inoltre, la prima e la terza persona singolari del Pretérito Indefìnido prendono, dopo la j,
rispettivamente la terminazione e ed o, in luogo di í ed ió.

83
Verbi con gutturizzazione e perfetto piano più usati
aducir addurre conducir condurre
inducir indurre introducir introdurre
deducir dedurre producir produrre
reproducir riprodurre seducir sedurre

9.8.5 - Verbi con Y eufonica


Verbi con Y
I verbi spagnoli che terminano in -uir introducono, per ragioni di eufonia, una y tra la u eufonica
della radice e le desinenze che iniziano con le vocali a, e, o.
Ciò ha luogo in tutte le persone singolari e nella terza plurale del Presente Indicativo, in
tutto il Presente Subjuntivo, in tutto il singolare e nella prima e terza persona plurale
dell'Imperativo.
Inoltre, i verbi terminanti in -uir cambiano in y la i della desinenza nelle terze persone,
singolare e plurale, del Pretérito Indefinido, in tutto il Pretérito Imperfecto e Futuro
Subjuntivo.
Ciò avviene anche nel Gerundio, benché non si consideri questa una irregolarità del
verbo.

Verbi con Y eufonica

Verbi con y eufonica più usati

atribuir attribuire concluir concludere


Huir fuggire incluir includere
contribuir contribuire influir influire
destruir distruggere excluir escludere
restituir restituire substituir sostituire

9.8.6 - Verbi con eliminazione vocalica


I verbi spagnoli che terminano in -añer, -iñir, -uñir, -eller,-ullir, eliminano la i della Verbi con
eliminazione
desinenza nelle terze persone, singolare e plurale, del Pretérito Indefìnido, in tutto il vocalica
Pretérito Imperfecto e Futuro Imperfecto Subjuntivo, e nel Gerundio.

84
Verbi con eliminazione vocalica più usati

plañir piangere tañer suonare


Tullir storpiare zambullir tuffare

9.9 - Verbi con irregolarità propria


Verbi
Verbi che presentano irregolarità propria si trovano in tutte e tre le coniugazioni irregolari
spagnole. Ne diamo l'elenco, ricordando che tutti i tempi dei modi verbali omessi si
coniugano normalmente:

9.9.1 - Verbi irregolari della I coniugazione


Andar: andare, camminare
Andar
Irregolarità: in tutto il Pretérito Indefìnido, Pretérito Imperfecto e Futuro Simple de
Subjuntivo.

85
Dar: dare Dar

Irregolarità: nella prima persona del Presente Indicativo, in tutto il Pretérito Indefìnido,
nella prima e seconda persona singolare del Presente Subjuntivo, in tutto il Pretérito
Imperfecto e Futuro Simple de Subjuntivo, nella terza persona singolare dell'Imperativo.

Estar: essere, trovarsi Estar

Vedi tabella verbi ausiliari.

9.9.2 - Verbi irregolari della II coniugazione


Caber: star dentro Caber

Irregolarità: nella prima persona del Presente Indicativo, in tutto il Pretérito Indefìnido e
Futuro Simple de Indicativo, nel Potencial, in tutti i tempi del Subjuntivo, nelle terze
persone, singolare e plurale, dell'Imperativo.

86
Caer: cadere Caer

Irregolarità: nella prima persona del Presente Indicativo, in tutto il Pretérito Indefìnido, in
tutto il Subjuntivo, nelle terze persone, singolare e plurale, dell'Imperativo, nel Gerundio
e nel Participio Pasivo.

Haber: avere
Haber
Vedi tabella verbi ausiliari

Hacer: fare Hacer


Irregolarità: nella prima persona del Presente Indicativo, in tutto il Pretérito Indefinido e
Futuro Simple Indicativo, nel Potencial, in tutto il Subjuntivo, in tutto il singolare e nella
prima e seconda persona plurale dell'Imperativo, nel Participio Pasivo.

87
Poder: potere Poder

Irregolarità: nel singolare e nella terza persona plurale del Presente Indicativo, in tutto il
Pretérito Indefinido e il Futuro Simple de Indicativo, in tutto il poder Potencial, nel
singolare e nella terza persona plurale del Presente Subjuntivo, in tutto il Pretérito
Imperfecto e il Futuro Simple de Subjuntivo, nel singolare e nella terza persona plurale
dell'Imperativo, e nel Gerundio.

Poner: porre
Irregolarità: nella prima persona singolare del Presente Indicativo, in tutto il Pretérito Poner
Indefinido e nel Futuro Simple de Indicativo, in tutto il Potencial e il Subjuntivo, nel
singolare e nella prima e terza persona plurale dell' Imperativo, nel Participio Pasivo.

88
Querer: volere, amare Querer

Irregolarità: nel singolare e nella terza persona plurale del Presente Indicativo, in tutto il
Pretérito Indefinido e Futuro Simple de Indicativo, nel Potencial, nel singolare e terza
persona plurale del Presente Subjuntivo, nel Pretérito Imperfecto e nel Futuro Simple de
Subjuntivo, nel singolare e terza persona plurale dell'Imperativo.

Saber: sapere
Saber
Irregolarità: nella prima persona singolare del Presente de Indicativo, in tutto il Pretérito
Indefìnido e in tutto il Futuro Simple de Indicativo, in tutto il Potencial, in tutto il
Subjuntivo, nelle terze persone, singolare e plurale, dell'Imperativo.

Ser
Ser: essere
Vedi tabella verbi ausiliari

Tener: avere, possedere Tener


Vedi tabella verbi ausiliari

89
Traer: trarre, portare Traer

Irregolarità: nella prima persona singolare del Presente Indicativo, in tutto il Pretérito
Indefìnido de Indicativo, in tutto il Subjuntivo, nella terza persona singolare e nella prima
e terza plurale dell'Imperativo, nel Gerundio.

Valer: valere, aiutare


Valer
Irregolarità: nella prima persona singolare del Presente Indicativo, in tutto il Futuro
Simple de Indicativo, in tutto il Potencial, in tutto il Presente de Subjuntivo, nella terza
persona singolare e nella prima e terza plurale dell'Imperativo.

90
Ver: vedere Ver

Irregolarità: nella seconda e terza persona singolare e in tutto il plurale del Presente
Indicativo, in tutto il Pretérito Indefìnido del Indicativo, in tutto il Pretérito Imperfecto e
Futuro Simple de Subjuntivo, in tutto l'Imperativo, nel Gerundio e nel Participio Pasivo.

Yacer: giacere
Yacer
Irregolarità: nella prima persona del Presente Indicativo, in tutto il Presente Subjuntivo,
in tutto il singolare, prima e terza persona plurale dell'Imperativo.

9.9.3 - Verbi irregolari della III coniugazione


Asir: afferrare, prendere Asir
Irregolarità: nella prima persona singolare del Presente Indicativo, in tutto il Presente
Subjuntivo, nella terza persona singolare e nella prima e terza plurale dell'Imperativo.

91
Erguir: ergere Erguir

Irregolarità: nel singolare e nella terza persona plurale del Presente Indicativo, in tutto il
Subjuntivo, nel singolare e nella prima e seconda persona del plurale dell'Imperativo, nel
Gerundio.

Decir: dire Decir

Irregolarità: nel singolare e nella terza persona plurale del Presente Indicativo, in tutto il
Pretérito Indefinido e Futuro Simple dell'Indicativo, nel Potencial, in tutto il Subjuntivo,
nel singolare e prima e seconda persona plurale dell'Imperativo, nel Gerundio e nel
Participio Pasivo.

92
Ir: andare Ir

Irregolarità: in tutto il Presente, il Pretérito Imperfecto e il Pretérito Indefinido


dell'Indicativo, in tutto il Subjuntivo, nel singolare e nella prima e terza persona plurale
dell'Imperativo, nel Gerundio e nel Participio Pasivo.

Oir: udire Oir

Irregolarità: nel singolare e nella terza persona plurale del Presente Indicativo, nelle terze
persone, plurale e singolare, del Pretérito Indefinido de Indicativo, in tutto il Subjuntivo,
nel singolare e nella prima e terza persona plurale dell' Imperativo, nel Gerundio e nel
Participio Pasivo.

93
Salir: uscire, partire Salir

Irregolarità: nella prima persona singolare del Presente Indicativo, in tutto il Futuro
Simple de Indicativo, in tutto il Potencial, in tutto il Presente de Subjuntivo, nella terza
persona singolare e nella prima e terza plurale
dell'Imperativo.

Venir: venire Venir


Irregolarità: nel singolare e nella terza persona plurale del Presente Indicativo, in tutto il
Pretérito Indefinido e Futuro Simple de Indicativo, in tutto il Potencial, in tutto il
Subjuntivo, nel singolare e nella prima e terza persona plurale dell'Imperativo, nel
Gerundio.

94
Esercizio di verifica
- Non si riesce a distinguere niente: questo testo va riscritto,
- Non distingui nemmeno di chi è la calligrafìa?
- Vedrai: o vinciamo noi o non vince nessuno.
- Masticai per mezz'ora e poi rinunciai.
- Non pagai io: pagò lui perché aveva vinto del denaro e volle festeggiare.
- Certo che lo proteggo: è molto in gamba e desidero che riesca nel suo intento.
- Lo controllai personalmente, per cui potete stare tranquilli.
- Non credette che le cose fossero andate come avevamo raccontato e verifìcò per
conto suo.
- Fuggì abbandonando tutto: doveva essere spaventato a morte, poveretto.
- Vorrei tanto che ti udisse adesso mentre tessi le sue lodi in questo modo.

Esercizio di verifica
1. Chiudi la finestra, per favore, sento freddo.
2. Guarda in cielo quanti uccellini volano.
3. Cerca di vedere che non perda tutto il suo tempo in simili sciocchezze.
4. Non pensare che tè lo dica per malanimo; anch'io erro ogni tanto.
5. Che cattivo odore ha questa verdura: sei sicuro che non sia andata a male?
6. Mia madre spesso acquista cose che poi non usa e non capisco perché lo faccia.
7. Su vieni; giochiamo a carte, vuoi? Va bene, giochiamo, ma perderai.
8. Non credi che perdano un po' troppo tempo con il computer?
9. Speriamo che ritorni in tempo per poter parlare con il direttore.
10. Non credo che torneranno domani come avevano deciso in un primo tempo.

Esercizio di verifica
1. Telefonami questa sera: devo dirti qualcosa di molto importante.
2. Dovevamo vederlo davvero quel film: sembra che fosse molto bello.
3. Bisogna andare subito o non arriveremo in tempo.
4. Il libro che cerchi deve essere sul mio tavolo.
5. Hai terminato di scrivere le lettere al computer? Lo sai che devono essere spedite
prima di sera.
6. Bisogna riflettere bene prima di prendere delle decisioni così importanti.
7. Sì, però non si deve nemmeno esagerare con la riflessione.

95
8. Lasciatemi andare a dormire adesso: ne ho proprio bisognò.
9. Dovettero sentirsi molto addolorati in quell'occasione.
10. Dobbiamo assolutamente dargli la lettera o si offenderà.

Esercizio di verifica
1. Non voleva che misurassero la sua intelligenza dalle opi¬nioni espresse in
quell'occasione.
2. Chiese di avere subito un colloquio e gli fu concesso.
3. Bisogna proprio dire che si servirono di lui, non che lo aiutarono.
4. Impedirono che ci fosse una colluttazione, ma alla fine nessuno fu loro grato.
5. Il poveretto gemette a lungo prima che il fratello lo sentisse.
6. Non è vero, non ottennero un bei niente, anche se avevano fatto molto.
7. Si salutarono molto sussiegosi e se ne andarono per conto loro.
8. Tè lo dico e tè lo ripeto: così non va, devi assolutamente cambiare modo di parlare.
9. Non capisco perché, ma so che come apre bocca mente.
10. Dorme ancora. Sveglialo, è abbastanza tardi.

Leggi e traduci
APENAS
A veces, hecho de nada, sube un efluvio del suelo. De pronto, a la callada, suspira de
aroma el cedro. Cómo somos la delgada disolución de un secreto, a poco que cede el
alma desborda la fuente en sueño. ¡Mísera cosa la vaga
razón cuando, en el silencio, una como resolana me baja, de tu recuerdo!
(A. REYES)

Esercizio di verifica
1. Non lo conosco molto bene e nemmeno ho voglia di conoscerlo.
2. Patì le pene dell'inferno ma non si lamentò mai.
3. Ti assicuro che non meritava tale trattamento; nemmeno avesse disubbidito per
dispetto.
4. Che lo conosciate o no è una gran brava persona.
5. Sì, è vero, si arricchì col commercio, ma se lo ha fatto onestamente non ci vedo nulla
di male.
6. Ti ringrazio moltissimo per la tua grande amicizia nei nostri confronti.

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7. Non mi appartengono, credo che appartengano alla sorella del tuo compagno.
8. Che lei traduca bene è indubbio, ma non capisco.
9. Se lo traducesse lei sarebbe un successo sicuro.
10. Non me l'offrì subito come avevo sperato fino all'ultimo.

Esercizio di verifica
1. Costruendo nel modo in cui costruiscono non si avranno case tanto comode.
2. Ne arguisco che le cose non vanno poi tanto bene.
3. Rifuggo dai discorsi vacui di cui il nostro amico fa spesso sfoggio, perché sono del
tutto inconcludenti.
4. Contribuiscano anche loro alle spese e poi si vedrà.
5. Desidero che mi venga restituito quello che mi è stato preso senza il mio permesso.
6. Escludendo i dati del foglio numero 4 non possiamo prendere in esame la richiesta di
fondi.
7. Che influisca o no sulle tue decisioni a me non interessa affatto.
8. Concluse la sua perorazione in modo toccante.
9. Sostituirono le prove, ma ci fu chi se ne accorse, per fortuna, e quindi furono
annullate.
10. Non restituì il maltolto come ci saremmo aspettati, per cui dovremo fare causa.

97
UNITÀ DIDATTICA 10
USO DELL'INDICATIVO E DEL CONGIUNTIVO

10.1 - Uso dell’Indicativo


Il modo Indicativo in spagnolo generalmente esprime un'azione, una condi- Uso
dell’Indicativo
zione certa, o almeno che tale si ritiene.
I tempi dell'Indicativo spagnolo corrispondono a quelli dell'Indicativo italiano,
avendo presente, tuttavia, che:
- il Presente si usa spesso, come in italiano, in sostituzione del Pretérito
Indefinido (Passato remoto) con funzione di presente storico, e inoltre può
sostituire il Futuro;
- il Pretérito Indefinido indica un'azione completamente verificatasi, mentre
il Pretérito Perfecto (Passato prossimo) indica un'azione continuata nel tempo;
il Pretérito Indefinido ha un uso più frequente in spagnolo che in italiano e quasi
sempre sostituisce il Pretérito Plus- cuamperfecto (Trapassato prossimo);
- il Futuro Imperfecto (Futuro semplice) spesso indica dubbio, incertezza, in
relazione a un fatto affermato; il Futuro italiano, quando dipende da un altro
Futuro nella proposizione principale, si rende in spagnolo con il Presente de
Indicativo.

L'Indicativo spagnolo traduce il Congiuntivo italiano nei casi seguenti:


- quando il Congiuntivo italiano appartiene a una subordinata affermativa retta da
quantunque, benché, ecc.
- quando il Congiuntivo italiano si trova in una subordinata esplicativa e nella
proposizione principale vi è un Indicativo appartenente a verbi di percezione e
di intendimento, come conocer, ver, parecer, creer, decir, opinar, pensar,
suponer, ecc.;
- quando il Congiuntivo italiano si trova in espressioni comparative rese da di
quello che, di quello che non, ecc.

L'Indicativo spagnolo traduce il Condizionale italiano nei casi seguenti:


- normalmente, in frase affermativa;
- nel caso di verbi come potere e dovere, il Condizionale passato italiano può

99
essere tradotto in spagnolo con il Pretérito Indefinido:

10.2 - Uso del Congiuntivo Uso del


Il Subjuntivo spagnolo esprime il dubbio, l'incertezza, l'ipotesi, la possi- Congiuntivo

bilità.
I tempi del Subjuntivo spagnolo corrispondono a quelli del Congiuntivo italiano,
avendo presente, tuttavia, che:
- il Pretérito Imperfecto presenta due terminazioni, praticamente equivalenti, in
-ra e in -se, cui si ricorre alternativamente in una stessa frase, onde evitare una
pesante ripetizione di suoni uguali.

La forma in -ra può avere anche la funzione di Condizionale, purché nella stessa
frase non compaia altro verbo con la stessa terminazione:
- il Futuro equivale a un futuro ipotetico.

Corrispondenza tra il Subjuntivo spagnolo e il Congiuntivo italiano Corrispondenza


tra Indicativo e
corrispondono nei seguenti casi: Subjuntivo
- quando il Congiuntivo italiano in frasi esplicative dipende da verbi di
percezione e d'intendimento (flecir, pensar, parecer, conocer, saber, ver, ecc.);
- quando il Congiuntivo italiano in espressioni di dubbio o di
supposizione è preceduto da ancorché, anche se, benché;
- quando il Congiuntivo italiano è preceduto da locuzioni che indichino finalità,
intenzione, oppure è in relazione con locuzioni impersonali, o dipende da una
frase negativa che esprima dubbio.

Casi di promiscuità: tra Subjuntivo e Indicativo esistono in spagnolo, come in


italiano, casi di promiscuità, nei quali sia l'uno che l'altro modo hanno corso, come
nelle frasi interrogative indirette.
Il Subjuntivo spagnolo traduce l'Indicativo italiano nei casi seguenti:
- quando nella subordinata l'Indicativo italiano è preceduto da aggettivi nume-
rali ordinali;
- quando l'Indicativo italiano è preceduto da un avverbio di dubbio, possibilità,
ecc., come forse (acaso, quizas, talvez);

100
- quando l'Indicativo italiano è preceduto da quanto, il più che, il meno che, il
meglio che, il peggio che (cuanto, lo mas que, lo menos que, lo mejor que,
lopeor que);
- quando l'Indicativo italiano è preceduto dalle espressioni temporali quando,
come, appena, mentre (cuando, como, apenas, mientras);
- quando l'Indicativo italiano ha per soggetto un pronome relativo indefinito,
come colui che, colei che, coloro che, quelli che.

Il Subjuntivo spagnolo traduce il Condizionale italiano quando questo è


preceduto da pronomi interrogativi e verbi di volontà.

101
UNITÀ DIDATTICA 11
LA PREPOSIZIONE

11.1 - Preposizioni proprie Preposizioni


proprie
a a ante avanti
bajo sotto con con
contra contro de di
desde da en in
entre tra hacia verso
hasta fino a para per
por per según secondo
sin senza so sotto
sobre su tras dietro

- a: è usata generalmente come in italiano, ma anche per la costruzione


dell'accusativo personale e per indicare il moto a luogo:
habían venido a saludarla erano venuti a salutarla
amaba a sus padres amava i suoi genitori
Ramón se había ido a Espana Ramón era andato in Spagna

- ante: traduce l'italiano davanti nel senso di alla presenza di:


el vasallo fue ante su Señor il vassallo andò davanti al suo Signore
aparecimos todos ante el Tribunal comparimmo tutti davanti al Tribunale

- bajo: esprime posizione materiale e non:


tu libro está bajo la mesa il tuo libro è sotto la tavola
ocurrió bajo el reinado de CarlosV avvenne sotto il regno di Carlo V

- con: in genere corrisponde alla preposizione italiana con, ma anche, in


particolari casi di verbi spagnoli reggenti questa preposizione, ad altre
preposizioni italiane:
salió con su padre partì con suo padre
lo hirió con un cuchillo lo colpì con un coltello

103
estaba satisfecho con él por era soddisfatto di lui, per
su aplicación il suo impegno

- desde: indica inizio temporale e di luogo e ha come correlativo hasta:


lo estamos esperando desde ayer lo stiamo aspettando da ieri
fuimos en coche desde andammo in auto da
Madrid hasta Sevilla Madrid a Siviglia

- en: corrisponde in genere alla preposizione italiana in, ma traduce sempre anche
lo stato in luogo:
iba en bicicleta andava in bicicletta
vivía en Lima abitava a Lima

- hacia: vale a indicare la direzione e l'approssimazione temporale (verso...):


fueron hacia él andarono verso di lui
nos veremos hacia las doce ci vedremo verso le dodici

- hasta: indica termine di tempo e di luogo:


lo esperaron hasta la una lo attesero fino all'una
fueron hasta Cádiz andarono fino a Cadice

- para: traduce generalmente la preposizione per nel moto a luogo e quando indica
inclinazione, intenzione, scopo, ma si usa anche in molti altri casi di difficile
catalogazione, che solo la pratica insegna:
salimos para Venezuela partimmo per il Venezuela
estudia para aprender studia per imparare

- por: traduce la preposizione italiana per quando indica motivo, causa, luogo,
modo, ecc., e il complemento di agente allorché si tratta di fatti materiali, ma si
impiega anche in molti altri casi, che solo la pratica permette di conoscere:
fue maltratado por su culpa fu maltrattato per colpa sua
caminamos por Granada camminammo per Granada
fue abofeteado por su mejor fu schiaffeggiato dal suo migliore
amigo amico

104
desde hacia tiempo luchaba por la vida da tempo lottava per la vita

- so: è preposizione di poco uso nell'attualità e per lo più si incontra in frasi come:
le dejaron libre, so pena de lo lasciarono libero, sotto pena di
expulsarle espellerlo
so capa de defenderie, fingendo di difenderlo,
le molieron a palos lo bastonarono ben bene

- tras: ha il significato di dietro, dopo, oltre a:


tras él venía su tío dietro a lui veniva suo zio
tras el piacer el dolor dopo il piacere il dolore
tras haberle insultado lo pegó oltre ad averlo insultato lo picchiò

11.2 - Preposizioni improprie


Diamo alcune delle numerose preposizioni improprie, o locuzioni avverbiali: Preposizioni
improprie
ademàs de oltre a delante de davanti a
alrededor de intorno a antes de prima di
cerca de vicino a conforme a d'accordo con
después de dopo di detràs de dietro a
encima de sopra frente a di fronte a
debajo de sotto a junto a vicino a

Esercizio di verifica
- Ho sotto gli occhi il testo del discorso già preparato, ma mi sembra che sia da
rifare.
- Per favore entrate uno dietro l'altro senza far rumore, così ci sbrighiamo presto.
- Amava suo padre ancor più di quanto non amasse sua madre, ma con lei andava
più d'accordo.
- Non riusciamo a trovare le lettere da spedire: forse il papa le ha portate con sé?
- Abbiamo viaggiato con una specie di carriaggio, per cui da Roma a Milano ci
abbiamo messo quasi otto ore, contro le, solite quattro o cinque.
- Quando lo videro arrivare andarono verso di lui di corsa e lo abbracciarono con
effusione.

105
- Per forza non mi hai visto: eri in un ritardo pauroso e io ti ho aspettato fino
all'una, ma non oltre.
- Studia anche dieci ore ininterrottamente per imparare in fretta e bene.

Alcuni connettori linguistici


A seguire un elenco di connettori grammaticali divisi per significato:
- Aditivos. Expresan suma de ideas.
- Noción de suma: y, además, también,asimismo también, igualmente.
- Matiz intensificativo: encima, es más, más aún.
- Grado máximo: incluso, hasta.
- Opositivos. Expresan diferentes relaciones de contraste entre enunciados
- Concesión: con todo, a pesar de todo, aun así, ahora bien, al mismo tiempo.
- Restricción: pero, sin embargo, no obstante, en cierto modo, hasta cierto punto,
si bien, por otra parte.
- Exclusión: por el contrario, en cambio.
- Causativos-Consecutivos. Expresan relaciones de causa o consecuencia entre
los enunciados.
- Consecutivos: por tanto, por consiguiente, de ahí que, en consecuencia, así
pues, por consiguiente, por lo tanto, por eso, por lo que sigue, por esta razón,
entonces, entonces resulta que, de manera que.
- Causales: porque, pues, puesto que.
- Comparativos. Subrayan algún tipo de semejanza entre los enunciados.
- Del mismo modo, igualmente, análogamente, de modo similar.
- Reformulativos. Indican que un enunciado posterior reproduce total o
parcialmente, bajo otra forma, lo expresado en uno o más enunciados anteriores.
- Explicación: es decir, o sea, esto es, a saber, en otras palabras.
- Recapitulación: en resumen, en resumidas cuentas, en suma, total, en una
palabra, en otras palabras, dicho de otro modo, en breve, en síntesis.
- Ejemplificación: por ejemplo, así, así como, verbigracia, por ejemplo,
perticularmente, específicamente, incidetralmente, para ilustrar.
- Corrección : mejor dicho, o sea, bueno.
- Ordenadores. Señalan las diferentes partes del texto.
- Comienzo de discurso: bueno, bien (en un registro coloquial): ante todo, para
comenzar, primeramente (en un registro más formal)

106
- Cierre de discurso: en fin, por último, en suma, finalmente, por último,
terminando, para resumir.
- Transición: por otro lado, por otra parte, en otro orden de cosas, a continuación,
acto seguido, después.
- Digresión: por cierto, a propósito, a todo esto.
- Temporales: después (de). después (que), luego, desde (que), desde (entonces),
a partir de.... antes de, antes que, hasta que, en cuanto, al principio, en el
comienzo, a continuación, inmediatamente, temporalmente, actualmente,
finalmente, por último, cuando.
- Espaciales: al lado, arriba, abajo, a la izquierda, en el medio, en el fondo.

107
TABELLA VERBI AUSILIARI
Tabella verbo
Ser

108
Tabella verbo
Estar

109
Tabella verbo
Haber

110
Tabella verbo
Tener

111
TABELLA VERBI REGOLARI

Tabella verbo
Amar

112
Tabella verbo
Beber

113
Tabella verbo
Partir

114
FUNCIÓN COMUNICATIVA
PEDIR Y PREGUNTAR
Entrambe si possono tradurre in "chiedere" ma:
pedir si usa per chiedere un oggetto, servizio o piacere, per chiedere (per ottenere)
qualcosa.
Es.:
Pedir un deseo.
Pedir ayuda.
Pedir màs carne.
Los niños siempre piden regalos costosos.
Pedir agua caliente.
Pedir de ser recibido por el doctor.

Preguntar invece si usa per chiedere qualsiasi informazione in particolare, per fare
una domanda, richiedere informazioni, chiedere riguardo qualcosa o qualcuno.
Es.:
preguntar por la edad.
Preguntar la hora.
Preguntar cuàndo abre el negozio.
Preguntar cuàndo cierra el banco.
Pregunta a Juan a que hora llega.
Preguntar si el doctor me puede recibir a las 8.

115
 Para describir: Para describir

Traduce e inventa frases: Traduce e


inventa frases

116
Lee y traduce: Lee y traduce

117
Lee y traduce: Lee y traduce

Para hablar de la salud: Para hablar


de la salud

118
Ejercicio: Ejercicio

Traduce e
Traduce e inventa frases: inventa frases

119
Ejercicio: Ejercicio

Ejercicio: Ejercicio

120
Ejercicio: Ejercicio

 Para hablar del tiempo: Para hablar


del tiempo

121
Lee y traduce: Lee y traduce

Traduce e inventa frases: Traduce e


inventa frases

122
Lee y traduce: Lee y traduce

Lee y traduce

123
 Para invitar a alguien: Para invitar a
alguien

Ejercicio: Ejercicio

124
Para quedar con alguien: Para quedar
con alguien

Traduce e inventa frases: Traduce e


inventa frases

125
Ejercicio: Ejercicio

Ejercicio: Ejercicio

126
 para ir de compras: Para ir de
compras

Traduce e inventa frases: Traduce e


inventa frases

127
Ejercicio: Ejercicio

- Para hablar de acciones habituales en pasado. Para hablar de


acciones
- Para describir situaciones y personas en pasado: habituales en
pasado

128
Ejercicio: Ejercicio

Ejercicio: Ejercicio

129
Ejercicio: Ejercicio

130
 Para hablar del pasado en relación con el presente: Para hablar
del pasado en
relación con el
presente

131
Lee y traduce: Lee y traduce

132
Traduce e inventa frases: Traduce e
inventa frases

Para hablar del pasado sin relación col presente: Para hablar
del pasado sin
relación col
presente

133
Ejercicio: Ejercicio

 Para hablar correctamente del pasado: Para hablar


correctamente
del pasado

134
Para hablar
correctamente
del pasado

Ejercicio: Ejercicio

Ejercicio
Ejercicio:

135
136
Lee y traduce: Lee y traduce

 Para hablar de planes, proyectos o intenciones: Para hablar


de planes,
proyectos o
intenciones

137
Traduce e inventa frases: Traduce e
inventa frases

Ejercicio:
Ejercicio

 Para preguntar por un lugar: Para


preguntar por
un lugar

138
Lee y traduce: Lee y traduce

139
- Para informar sobre la ubicación de un lugar. Para informar
sobre la
- Para explicar cómo llegar a un lugar: ubicación de
un lugar

Para explicar
cómo llegar a
un lugar

Traduce e inventa frases: Traduce e


inventa frases

140
Ejercicio: Ejercicio

Ejercicio: Ejercicio

141
 Para dar una noticia: Para dar una
noticia

Ejercicio
Ejercicio:

Ejercicio: Ejercicio

142
 Para ordenar un relato: Para ordenar
un relato

Lee y traduce
Lee y traduce:

143
Lee y traduce

 Para saludar y despedirse: Para saludar y


despedirse

Ejercicio
Ejercicio:

144
Traduce e inventa frases: Traduce e
inventa frases

Ejercicio
Ejercicio:

 Para presentarse: Para


presentarse

145
Ejercicio: Ejercicio

Traduce e
Traduce e inventa frases: inventa frases

146
Ejercicio: Ejercicio

147
 Datos personales: Datos
personales

Ejercicio: Ejercicio

Ejercicio
Ejercicio:

148
Traduce e inventa frases: Traduce e
inventa frases

Ejercicio
Ejercicio:

149
 Profesión: Profesión

Traduce e
Traduce e inventa frases: inventa frases

Ejercicio:
Ejercicio

150
Ejercicio: Ejercicio

 Para hablar de la hora: Para hablar


de la hora

151
Ejercicio: Ejercicio

Ejercicio: Ejercicio

152
Ejercicio

153
Ejercicio: Ejercicio

Para saber a
Para saber a qué hora y para expresar la frequencia: qué hora y
para expresar
la frequencia

154
Para saber a
qué hora y
para expresar
la frequencia

Ejercicio: Ejercicio

155
Traduce e inventa frases: Traduce e
inventa frases

Ejercicio: Ejercicio

156
 Para saber cuándo: Para saber
cuándo

Ejercicio: Ejercicio

157
Traduce e inventa frases: Traduce e
inventa frases

 Para expresar gustos: Para expresar


gustos

158
Ejercicio: Ejercicio

159
Ejercicio: Ejercicio

160
Para hacer valoraciones: Para hacer
valoraciones

Traduce e inventa frases: Traduce e


inventa frases

161
Lee y traduce: Lee y traduce

- Para saber si existen y dónde están y para ubicar personas y objetos: Para saber si
existen y
dónde están y
para ubicar
personas y
objetos

162
Traduce e inventa frases: Traduce e
inventa frases

Ejercicio: Ejercicio

163
 Para preguntar por la existencia y la ubicación de lugares: Para
preguntar por
la existencia y
la ubicación
de lugares

Traduce e inventa frases: Traduce e


inventa frases

164
Ejercicio: Ejercicio

Traduce e
Traduce e inventa frases: inventa frases

165
UNITÀ DIDATTICA 12
LA SPAGNA

ESPAÑA
España y Portugal constituyen la Península Ibérica, la más occidental de las tres Introducción

grandes penínsulas del sur de Europa. Forma un enorme promontorio octogonal en


el extremo sudoeste del continente. Está situada en una zona templada, entre los 43º
47' 24'' N. (Estaca de Bares) y los 36º 00' 03'' S. (Punta de Tarifa) de latitud, y entre
los 7º 00' 29'' E. (Cabo de Creus) y 5º 36' 40'' O. (Cabo de Tourinam) de longitud.
España ocupa cuatro quintos de los 580.825
kilómetros cuadrados que forman el área total de la península. Limita al norte
Introducción con el mar Cantábrico, Francia y Andorra, al este con el mar Mediterráneo,
al sur con el mar Mediterráneo y el océano Atlántico, y al oeste con el océano
Atlántico y Portugal.
En comparación con la mayoría de los otros países del mundo, España, con una
superficie de 505.957 kilómetros cuadrados, ocupa solamente una pequeña parte del
mapa. Sin embargo, en relación con el continente europeo, España es el tercer país
más grande, después de Rusia y Francia.
La superficie antes mencionada incluye la mayor parte de la Península Ibérica, unos
493.486 kilómetros cuadrados de un total de 580.760 completados por Portugal, así
como los 4.992 kilómetros cuadrados que constituyen las Islas Baleares, al este de la
península, y los 7.447 kilómetros cuadrados de las Islas Canarias, que se encuentran
a más de 1.000 km. al sur de la península, frente a la costa africana.
Estas últimas forman parte de la cadena de islas que llevan a las Américas a través
de la ruta atlántica central. También forman parte de la nación dos ciudades
españolas en el norte de África: Ceuta con 18 kilómetros cuadrados y Melilla con 14
kilómetros cuadrados.
En General:
En general
Area: 04,750 km2
Población: 9.5 millones (nivel de crecimiento 0.2%)
Lenguas: Castellano (lengua oficial)
Catalán, Gallego, Valenciano y Vasco
(son tambièn lenguas oficiales de las comunidades autónomas de Cataluña, Galicia,

167
Valencia y Paìs Vasco, respectivamente)
Religión: 9% Católica
Capital: Madrid
Forma de Gobierno: Monarquía Consitucional

Situación geográfica
España forma, junto con Portugal, la más occidental de las tres penínsulas mayores Situación
geográfica
del sur de Europa, un enorme promontorio octogonal, en el extremo sudoeste del
continente. Está situada en una zona templada, entre las latitudes 43 47´24´N.
(Estaca de Bares) y 36 00´3´´ S. (Punta de Tarifa), y entre las longitudes 7
00´29´´E.(Cabo de Creus) y 5 36´40´´O. (Cabo de Tourinan). De un total de 580.
825 kilómetros cuadrados, España ocupa cuatro quintos de la península. Limita al
norte con el mar Cantábrico, Francia y Andorra; al este, con el mar Mediterráneo; al
sur, con el mar Mediterráneo y el océano Atlántico, y al este con el océano Atlántico
y Portugal.
Los historiadores dieron a España numerosos nombres diferentes en el pasado. Para
algunos era Ophiusa, para otros Edetania, Sacania, Tartessos, Hesperia… Fueron los
romanos quienes dieron con el nombre de Hispania, una palabra aparentemente de
origen fenicio, derivada del pastoreo, que probablemente significa 'costa o isla de
conejos'. El profesor García y Bellido cree que el nombre de Hispania data del siglo
II a.C. Strabo consideró que los términos Iberia e Hispania eran sinónimos. 'Los
romanos han llamado esta región entera', escribió, 'Iberia o Hispania, dividiéndola en
dos partes, Ulterior y Citerior, y reservándose el derecho a modificaciones
administrativas posteriores' (subsiguientemente la división sería Baetica, Lusitania y
Tarraconense).
La España peninsular tiene un área total de 493.486 kilómetros cuadrados, a los que
hay que añadir 4.992 km. cuadrados por las Baleares, 7.447 por el archipiélago
canario y 32 por las ciudades españolas situadas en el norte de África: Ceuta, con 18
km. cuadrados, y Melilla, con 14 km. cuadrados.
La parte más importante de la España insular son los archipiélagos balear y canario.
El primero, situado a un lado de la Península, en el Mediterráneo oriental, consiste
en las islas de Mallorca, Menorca, Ibiza, Formentera, Cabrera y otras similares,
mientras que las Islas Canarias, al sur, en el Atlántico, frente a la costa africana,
comprenden Lanzarote, Fuerteventura, Gran Canaria, Tenerife, Gomera, Palma,

168
Hierro y unos pocos islotes.

La condición peninsular de España


La condición
Tierras altas, montañas y mesetas predominan sobre las tierras bajas. Con la peninsular de
excepción de Suiza, España es el país más elevado de Europa, con una altura media España

de 600 metros. Los picos más elevados son: Pico del Teide (Tenerife), 3.719 m.;
Mulhacén (Sierra Nevada), 3.478 m.; Alcazaba (Sierra Nevada), 3.392 m.; Le Poset
o Lardana (Pirineos), 3.375 m.; Monte Perdido (Pirineos), 3.355 m.; Cilindro
(Pirineos), 3.328 m.; Perdiguero (Pirineos), 3.321 m.; Maladeta (Pirineos), 3.309 m.;
y Pico de Camachinos o Vignemale (Pirineos), 3.303 m.
Si exceptuamos la costa gallega, la línea costera española no es particular-
mente quebrada. Predomina más bien un litoral recto, sin demasiados entrantes,
debido al hecho de que las cadenas montañosas se extienden paralelas a la costa.
Este tipo de litoral refleja los contrastes físicos y geográficos que caracterizan la
Península Ibérica. Así, las costas del este y sur de España bañadas por el
Mediterráneo son planas y arenosas, las del noroeste tienen hermosas entradas a la
manera de fiordos, mientras que las del Cantábrico son rocosas y con muchos
acantilados.
España posee en conjunto más de 2.000 playas, muchas de ellas de gran belleza y
con un clima agradable. A efectos turísticos, están agrupadas bajo nombres
conocidos internacionalmente, tales como Costa Brava, Costa Dorada, Costa de
Azahar, Costa Blanca, Mar Menor, Costa Cálida, Costa del Sol, Costa de la Luz,
Rías Bajas y Rías Altas, Costa Cantábrica, Costa Canaria y Costa Balear.

Clima
Aunque España se encuentra en una zona templada, su accidentado relieve da lugar a Clima

una gran diversidad de climas.


Las montañas del Cantábrico marcan la primera zona de división climatológica bien
definida. Al norte de esta cadena, en la estrecha franja del norte, donde se sitúan el
País Vasco, Cantabria. Asturias y Galicia, se encuentra lo que podríamos llamar la
España lluviosa, con un clima marítimo por excelencia, solamente con ligeras
variaciones de temperatura, suaves inviernos y veranos frescos, un cielo casi
constantemente nublado y frecuentes lluvias, aunque menores durante el verano.
Este clima, que es típico en la Europa occidental, favorece el tipo de vegetación del

169
norte de Europa.
Al sur de la cadena cantábrica se encuentra la España seca, con un clima
extremadamente variable, siempre caracterizado por escasas lluvias y un implacable
sol ardiente en un cielo intensamente azul, ocasionalmente cruzado por feroces
tormentas locales de corta duración.
En términos de superficie, la España lluviosa ocupa un tercio del país, mientras que
los otros dos tercios corresponden a la España seca.

Hidrografía
Los ríos de España , incluso aquellos considerados como los principales, tienen un Hidrografía

caudal muy modesto debido al hecho de que sólo conducen agua de lluvia, y las
lluvias son escasas e irregulares.
Los ríos desembocan en el Mediterráneo y en el Atlántico. Hay nueve ríos
principales:
• Miño (310 km.), Duero (895 km.), Tajo (1.007 km.), Guadiana (778 km.), y
Guadalquivir (657km.), que desembocan en el Atlántico.
- Segura (325 km.), Júcar (498 km.), Turia (280 km.), y Ebro (910 km.) que van a
parar al Mediterráneo.

En el norte, los llamados ríos montañosos tienen un curso muy corto, debido a la
cercanía de su nacimiento al mar. Los principales son Bidasoa, Nervión, Sella,
Nalón, Navia y Eo.

170
Las comunidades autónomas
En 1979 el gobierno de España comenzó una nueva distribución política del país.
Bajo el nuevo sistema España se divide en 17 comunidades autónomas y 2 ciudades
autónomas.

Cada Autonomía está formada por una o varias provincias.


○ GALICIA - Capital: Santiago de Compostela
• Galicia está situada al noroeste de la Península Ibérica y formada por las
provincias de La Coruña, Lugo, Orense y Pontevedra. Geográficamente,
limita al norte con el mar Cantábrico, al sur con Portugal, al oeste con el
océano Atlántico y al este con el Principado de Asturias y Castilla y León.

○ ASTURIAS - Capital: Oviedo


• El Principado de Asturias es una comunidad autónoma uniprovincial de
España. Fronteriza al oeste con Galicia, al norte con el Mar Cantábrico, al
este con Cantabria y al sur con la provincia de León.

○ CANTABRIA - Capital: Santander


• Cantabria es una región histórica y comunidad autónoma uniprovincial
española. Limita al este con el País Vasco, al sur con Castilla y León, al oeste
con el Principado de Asturias y al norte con el mar Cantábrico.

171
○ PAÍS VASCO - Vitoria es la sede de las Instituciones comunes de la
Autonomía, pero la Capital oficial no está determinada por ley.
• El País Vasco o Euskadi es una comunidad autónoma española, situada en el
extremo nororiental de la franja cantábrica, lindando al norte con el mar
Cantábrico y Francia, al sur con La Rioja, al oeste con Cantabria y Castilla y
León y al este con Navarra.

○ NAVARRA - Capital: Pamplona


Navarra es una comunidad foral española situada en el norte de la Península
Ibérica, denominada oficialmente Comunidad Foral de Navarra Limita al norte
con Francia, al este y sureste con la comunidad autónoma de Aragón (provincias
de Huesca y Zaragoza), por el sur con la de La Rioja y por el oeste con la del
País Vasco.

○ ARAGÓN - Capital: Zaragoza


• Aragón es una comunidad autónoma de España, resultante del reino histórico
del mismo nombre. Está situada en el norte, y limita con Francia y con las
comunidades autónomas de Castilla-La Mancha, Castilla y León, Cataluña,
La Rioja, Navarra y Comunidad Valenciana. Está reconocida en su Estatuto
de autonomía como nacionalidad histórica .

○ CATALUÑA - Capital: Barcelona


• Cataluña es una comunidad autónoma española considerada como
nacionalidad histórica, situada al nordeste de la Península Ibérica. Limita al
Norte con Francia y Andorra, al Este con el Mar Mediterráneo, al Sur con la
Comunidad Valenciana, y al Oeste con Aragón Cataluña está formada por
las provincias de Barcelona, Gerona, Lérida y Tarragona. Su capital es la
ciudad de Barcelona.

○ LA RIOJA - Capital: Logroño


• La Rioja es una comunidad autónoma de España situada en el norte de la
Península Ibérica. Abarca parte del valle del Ebro en su zona septentrional y
del Sistema Ibérico en el sur. Limita con el País Vasco al norte, Navarra al
noreste, Aragón al sureste y Castilla y León al oeste y al sur.

172
○ CASTILLA Y LEÓN
• Castilla y León es una comunidad autónoma española constituida en 1983
cuyo territorio se sitúa en la parte norte de la meseta de la península Ibérica y
se corresponde mayoritariamente con la parte española de la cuenca del
Duero.

○ COMUNIDAD MADRILEÑA
• La Comunidad de Madrid es una comunidad autónoma de España situada en
el centro de la Península Ibérica y, dentro de ésta, en el centro de la Meseta
Central. Limita con las provincias de Guadalajara, Cuenca, Toledo (Castilla-
La Mancha), Ávila y Segovia (Castilla y León). La Comunidad de Madrid es
uniprovincial, por lo que no existe Diputación. Su capital, Madrid, es
también la capital de España. Su población estimada es de 6.271.638
habitantes, la cual se concentra en el área metropolitana.

○ CASTILLA LA MANCHA
• Castilla-La Manchae está formada por las provincias de Albacete, Ciudad
Real, Cuenca, Guadalajara y Toledo. Limita con Castilla y León, Comunidad
de Madrid, Aragón, Comunidad Valenciana, Región de Murcia, Andalucía y
Extremadura.
• Es la heredera de la región histórica de Castilla la Nueva, exceptuando a la
provincia de Madrid, que se decidió que constituyera una comunidad
autónoma uniprovincial separada de Castilla-La Mancha sin celebración de
referéndum como en el caso de otras comunidades

○ EXTREMADURA
• Extremadura es una comunidad autónoma española, compuesta por dos
provincias: Cáceres al norte y Badajoz al sur y situada en el cuadrante
suroeste de la península Ibérica. Su capital es Mérida. Extremadura limita al
norte con Castilla y León; al sur, con Andalucía; al este, con Castilla-La
Mancha y al oeste, con Portugal.

173
○ COMUNIDAD VALENCIANA
• La Comunidad Valenciana es una comunidad autónoma de España, situada
en el este de la Península Ibérica. Bañada por el mar Mediterráneo, está
formada por las provincias de Alicante, Castellón y Valencia. Limita al norte
con Cataluña y Aragón, al oeste con Castilla-La Mancha y Aragón, y al sur
con la Región de Murcia.

○ REGIÓN DE MURCIA
• La Región de Murcia es una comunidad autónoma española, situada en el
sudeste de la Península Ibérica, entre Andalucía y la Comunidad Valenciana,
y entre la costa mediterránea y Castilla-La Mancha. Su capital es la ciudad de
Murcia, que es sede de los órganos institucionales regionales, con excepción
de la Asamblea Regional, que tiene su sede en Cartagena.

○ ANDALUCÍA
• Andalucía es una comunidad autónoma española considerada como
nacionalidad histórica y compuesta por las provincias de Almería, Cádiz,
Córdoba, Granada, Huelva, Jaén, Málaga y Sevilla. Su capital es Sevilla,
ciudad reconocida por el Estatuto de Autonomía como sede de la Junta de
Andalucía. La sede del Tribunal Superior de Justicia de Andalucía se
encuentra en la ciudad de Granada.

○ ISLAS BALEARES
• Las Islas Baleares son una comunidad autónoma y una provincia española
compuesta por las islas del archipiélago balear, situado en el Mar
Mediterráneo, junto a la costa oriental de la Península Ibéria. Su capital es
Palma de Mallorca.
• El archipiélago está formado por dos grupos de islas y numerosos islotes:
- Las Gimnesias: Menorca, Mallorca y Cabrera y algunos islotes cercanos
(como Dragonera, Conejera o la Isla del Aire).
- Las Pitiusas: Ibiza y Formentera y los distintos islotes que las rodean.

174
○ ISLAS CANARIAS
• Canarias es un archipiélago situado en el Atlántico centro-occidental, que
conforma una de las diecisiete comunidades autónomas de España y una de
las regiones ultraperiféricas de la Unión Europea.
• Está formado por siete islas: El Hierro, La Gomera, La Palma y Tenerife, que
forman la provincia de Santa Cruz de Tenerife; y Fuerteventura, Gran
Canaria y Lanzarote, que componen la provincia de Las Palmas.También
forman parte de Canarias los territorios insulares del Archipiélago Chinijo y
la Isla de Lobos, todos ellos pertenecientes a la provincia de Las Palmas.

○ CIUDAD AUTÓNOMA DE CEUTA


• Ceuta es una ciudad autónoma de España, situada a orillas del Mar
Mediterráneo. Está ubicada en la orilla africana del estrecho de Gibraltar, en
su desembocadura oriental. Limita al norte, este y sur con el Mar
Mediterráneo y al oeste con Marruecos. Marruecos ha reivindicado su
anexión como parte de su territorio por su cercanía geográfica. El Gobierno
de España nunca ha establecido negociaciones de ningún tipo, ya que es
parte de alguno de los reinos ibéricos desde el siglo XV.

○ CIUDAD AUTÓNOMA DE MELILLA


• La Ciudad Autónoma de Melilla (Antiguamente conocida como Rusadir) es
una ciudad de España, situada en el norte de África, a orillas del mar
Mediterráneo, frente a la costa meridional de la península Ibérica, limítrofe
con Marruecos, con la región del Rif, y próxima a Argelia.

Historia
La Prehistoria
Los mas antiguos yacimientos arqueológicos encontrados en España se consideran La Prehistoria
entre al 30.000-50.000 a. C. (caso de las pinturas rupestres más emblemáticas),
como el caso del hombre de Orce, el Arte Rupestre, etc. Entre los restos mas
importantes encontrados en España podemos mencionar los de las cuevas de Cova
Negra (Jativa) y Pinar (Granada).

175
La España Celtibérica
Las últimas teorías consideran que los Íberos llegaron a la Península Ibérica desde el La España
Celtibérica
Norte de África, asentandose fundamentalmente en la costa mediterránea y al sur,
donde crearon diversas culturas de las que aún hoy se conservan restos
arqueológicos de gran importancia. Entre ellas destaca la que relatos griegos
llamaron de turdetanos o túrdulos y cuya ciudad fue Tartessos. Hoy está considerada
como una tribu ibérica, que fundó un importante reino de gran cultura en el valle del
Guadalquivir, al sur de España. Sobre el año 1.200 a.C. tribus celtas entraron en la
península por el Norte, se establecieron en gran parte de su territorio asentandose y
mezclandose con los íberos. Parece ser que las montañas en que vivía el pueblo
vasco nunca fueron penetradas por ningún tipo de invasión, por lo que se considera
el origen de esta población incierto, y de seguro muy antiguo, como su lengua,
barajandose la posibilidad de que se tratase de una población pre-ibérica.

Fenicios, Griegos y Cartaginenses


Alrededor del año 1.100 a.C. los fenicios llegaron a la península y fundaron Fenicios,
Griegos
colonias, la más importante fue Gadir, la que hoy es Cádiz. A su vez los griegos Cartaginenses

fundaron sus colonias en el sur y en la costa mediterránea.Durante las Guerras


Púnicas entre Roma y Cartago, los Cartaginenses invadieron España y conquistaron
una gran parte de la península. Sus colonias más importantes las establecieron en la
isla de Ibiza y en Cartagena, nombre que debiera hacer referencia a la nueva
Cartago.

Romanos y Godos
Después de que Roma hubiera derrotado por completo a Cartago, también invadió Romanos y
Godos
sus colonias en España, terminando por conquistar la península casi por completo.
Así aparece en la historia la provincia de Hispania, que llegó a formar parte del
imperio romano adquiriendo gran importancia dentro del mismo, incluso dos
emperadores romanos Trajano y Adriano nacieron en ella. España absorbe por
completo la cultura romana y adopta su lengua.En el año 409, cuando comienza la
caida del Imperio Romano, tribus godas invaden la península y establecen su reinado
en el año 419.

176
La España Musulmana y la Reconquista
El dominio de los visigodos duró hasta el año 711, cuando un ejército musulmán, La España
musulmana y
con unos 50.000 soldados, cruzaron el estrecho de Gibraltar, vencieron al ejército la
Reconquista
visigodo en la batalla de Guadalete, cerca de Cádiz. Rodrigo, el último rey godo, fue
derrotado pero ello no terminaría allí, en unos cuatro años terminarían por dominar
casi toda la península, convirtiendose ésta en un emirato, o provincia del imperio
árabe, llamada Al-Andalus. Los s. VIII y XI, significarían un creciente poderío
musulmán, a pesar de que se forman núcleos de resistencia al Norte de la península.
Los territorios conquistados se van arabizando y se independizan políticamente del
imperio árabe. En el s. X Abderramán III convierte Al-Andalus en califato
independiente, con independencia religiosa, siendo una época de gran prosperidad
cultural, gracias a las innovaciones en las ciencias y en las letras y la especial
atención que dedicaron al desarrollo de las ciudades. Las ciudades más importantes
fueron Valencia, Zaragoza, Sevilla y Córdoba, la cual llegó a ser en el s.X la mayor
ciudad de Europa Occidental, contando con 500.000 habitantes, y centro cultural de
la época. Sin embargo la decadencia llegó en el s.XI, cuando comenzaron las pugnas
entre las distintas familias reales musulmanas y el califato se desmembró en un
mosaico de pequeños reinos taifas. El movimiento de Reconquista se hizo cada vez
más fuerte, la primera derrota la tendrían los musulmanes en Covadonga, Asturias,
de mano del Rey Pelayo en el año 722, durante estos años, sobre todo tras la
decadencia se sucedieron las victorias de los reinos del Norte.Hasta que en el s.XIV
los musulmanes españoles sólo poseían el reino de Granada, que mantuvieron hasta
finales del s.XV, cuando los Reyes Católicos lo incorporaron a la corona de Castilla.

Los Reyes Católicos


El matrimonio entre Isabel de Castilla y Fernando de Aragón, (los Reyes Católicos), Los Reyes
Católicos
en 1469, herederos de los dos reinos más importantes del Norte, cambió
definitivamente el polo de la Reconquista. Así, tras la última derrota en 1.492 en que
Granada se incorpora a España, se inicia un nuevo capítulo en la historia: La
Unificación de todo el territorio español bajo una única corona y una única religión,
la católica. Y en esta decisión de recristianización aparece uno de los capítulos más
negros de la historia española, se decide la expulsión de los judios o musulmanes
que no quisieran convertirse y nace la Inquisición.El mismo año de la toma de
Granada, Cristóbal Colon llega por primera vez a América con sus naves. A ello le

177
seguiría la carrera expansionista de la conquista de las tierras americanas, a las que
posteriormente otros países como Portugal, Francia e Inglaterra se le unirían.
Toneladas de plata y oro se trajeron del nuevo continente, y España se convierte en
una de las naciones más poderosas del mundo.

Las dinastías de los Habsburgo y de los Borbones


Tras la muerte de Isabel la Católica, en 1504, su hija Juana, casada con Felipe, hijo Las dinastías
de los
del rey de Austria y emperador del Sacro imperio Romano-Germánico, le sucede en Habsburgo y
de los
el trono. Con ello se fusionan ambos reinados, creandose el mayor imperio de la Borbones
historia. Sin embargo Felipe al que llamaron el hermoso, muere muy joven y a Juana
se le incapacitó por loca. Su hijo Carlos I heredaría el imperio. Pero en su madurez
decide retirarse a la vida religiosa recluyendose, en 1.556 en el Monasterio de Yuste,
con ello el imperio se desmembró dividiendose entre los miembros de la familia
Habsburgo, la española y la austriaca.España siguió prosperando bajo la dinastía
Habsburgo gracias al comercio con las colonias americanas, pero al mismo tiempo
sostuvo guerras contra Francia, Holanda e Inglaterra, culminando con la desastrosa
derrota de la "Armada Invencible" en 1.588.Cuando el último rey de la dinastía de
los Habsburgo murió sin descendencia, Felipe de Borbón, sobrino del rey de
Francia, Luis XIV, le sucedió en el trono. Como consecuencia de la Revolución
Francesa, España declaró la guerra a la nueva república, pero fue derrotada.
Napoleón tomó el poder y envió sus tropas contra España en 1808, imponiendo a su
hermano José en el trono. Los españoles mantuvieron una Guerra de Independencia
que duraría 5 años. Tras la derrota definitiva de Napoleón en Waterloo, en 1815,
Fernando VII vuelve al trono de España y comienza un sistema de rígido
absolutismo. Como consecuencia de la designación como heredera de su hija Isabel
II, mediante la derogación de la Ley Sálica que impedía la sucesión real de mujeres,
su hermano Carlos se revela contra ello iniciandose la Guerra de los Siete Años. La
recesión económica y la inestabilidad política fueron lógicas consecuencias tras la
guerra, y España perdió sus colonias de ultramar, con la excepción de Puerto Rico,
Cuba y Filipinas. La revolución de 1868 obligó a Isabel II a renunciar al trono. Se
convocaron Cortes Constituyentes que se pronunciaron por el régimen monárquico y
se ofrece la corona a Amadeo de Saboya, hijo del rey de Italia. Su breve reinado dio
paso a la proclamación de la I República, que tampoco gozó de larga vida, con el
Golpe de Estado del General Pavía que disolvió el Parlamento. Con ello se proclama

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rey a Alfonso XII, hijo de Isabel II. En 1885 murió Alfonso XII y se encargó la
regencia a su viuda Maria Cristina, hasta la mayoría de edad de su hijo Alfonso XIII.
La rebelión en 1895 de Cuba en pro de la independencia, decide a los Estados
Unidos a declarar la guerra a España, con su derrota España perdió sus últimas
colonias en ultramar.

Siglo XX
El siglo comienza con una gran crisis económica y la subsiguiente Ribera, que Siglo XX
estableció una dictadura militar hasta 1930, en que presentó su 1931 conocieron la
victoria de las izquierdas, y a la vista de los resultados el rey renunció al trono y
abandonó el país. Se proclamó la II República. A ello siguió una época de grandes
crisis políticas y disturbios. Las elecciones de Febrero de 1936 dieron de nuevo el
triunfo a las izquierdas en el llamado Frente Popular. El 13 de Julio fue asesinado
Calvo Sotelo, jefe del Bloque Nacional, que agrupaba a monárquicos de Renovación
Española y a los tradicionalistas. El 17 de julio se subleban las guarniciones de
África Española y España queda dividida en dos. El 1 de Octubre el general Franco
era nombrado jefe de Estado de la zona nacional y reconocido como tal por
Alemania e Italia. El apoyo alemán sobre todo y también por parte de Italia fue
mucho más decisivo que el soporte ruso a la España republicana, por lo que en 1939
termina la guerra con la victoria de los nacionalistas. A pesar de que Franco
mantuvo al país neutral en la II Guerra Mundial, su dictadura militar condujo a un
aislamiento internacional de carácter político y económico. En 1956 Marruecos
adquiere su independencia y se pone en marcha un plan de estabilización económica
del país. En 1969 Franco nombra a Juan Carlos de Borbón, nieto de Alfonso XIII,
príncipe de España, su sucesor a título de Rey.
Franco murió en 1975, estableciendose una Monarquía Constitucional. Tras las
primeras elecciones democráticas Adolfo Suárez, del partido de Centro Demo-
crático, fue elegido presidente, introduciendose importantes reformas políticas e
iniciandose las negociaciones para la entrada de España en las Comunidades
Europeas. Tras su dimisión en 1981, en la misma ceremonia de investidura de su
sucesor Calvo Sotelo, tuvo lugar un intento de golpe de Estado, que fue abortado en
un día. las siguientes elecciones de 1982, trajeron la victoria del Partido Socialista
Español, con Felipe González como presidente, que se mantendría en el poder
durante las tres siguientes legislaturas. En 1985 España entra en la OTAN y en

179
1986 ingresó en la Comunidad Europea. En 1992 España aparece de forma llamativa
en el escenario internacional con la celebración de los Juegos Olímpicos en
Barcelona, la declaración de Madrid como Ciudad Cultural Europea, y la
celebración en Sevilla de la Exposición Universal EXPO' 92.

Arquitectura
Las obras arquitectónicas más antiguas de España se remontan a la cultura Arquitectura

megalítica, aproximadamente 3.000 años a.C. Desde este período hasta la


romanización de la Península Ibérica vamos a encontrar interesantísimos hallazgos y
asentamientos de lo que se ha llamado de modo genérico la civilización íbera o
Ibérica. Sin embargo no son éstos probablemente los monumentos arquitectónicos
que uno mejor conoce de España, por lo que una profundización en este sentido
podría llevar al visitante a encontrar verdaderas sorpresas en diversas regiones de la
península, sobre todo en la zona levantina y al sur, en lo que a íberos se refiere, y al
norte, referente a pueblos celtas o nórdicos en general. De épocas tampoco tan
recientes, como la romana, encontramos cantidades de monumentos en el país,
siendo los más importantes el colosal Acueducto de Segovia y el Anfiteatro de
Mérida.Pero quizás lo que realmente ha sorprendido al visitante durante décadas es
lo que la época musulmana ha dejado como herencia. La gran Mezquita de Córdoba
es uno de los monumentos más admirados, el otro es, por supuesto, la Alhambra de
Granada un palacio sorprendentemente bien conservado en su estado original.
Cuando se habla de la España mora, árabe, o musulmana, se habla de una
particularidad de la historia del arte europeo que puede resultar confusa. Pues
mientras Europa continúa en la época feudal, tras la caída del Imperio Romano, a
evolucionar en sus líneas visigóticas y posteriormente románicas y góticas, España
entra en este capítulo de la historia con una invasión africana que, desde el Sur, llega
a casi toda la península. sólo al Norte se conservarían algunos reductos o reinos
independientes que continuarían edificando en un estilo europeo medieval y que
sucesivamente irían tratando durante siglos de reconquistar el territorio dirección al
Sur. Estos portarían consecuentemente esta influencia europea medieval a territorios
que por corto o largo espacio de tiempo habían estado bajo la influencia musulmana
en sus costumbres y en su arte.De otro lado cuando los moros llegaron a la Península
Ibérica, su estilo era netamente africano, pero tras 800 años asentados en ella,
lógicamente se fueron hispanizando progresivamente, alejándose de las tendencias

180
africanas que siglos atrás hubieran traído con ellos. Crearon entonces un estilo sui
generis, no exento de importantes novedades técnicas y estilísticas que se
diferenciaba, siglos más tarde, de lo que se construía en África. Este estilo propio
llega a su punto culminante en el estilo Califal, generado en Córdoba, y que tuvo
como máximo exponente a la Mezquita.Estos 800 años de historia estarían
caracterizados por una España muy mestiza, en la que convivirían en paz tres
poblaciones con religiones diversas, los judios, los musulmanes y los cristianos. Al
igual que en territorio musulmán se respetaba la libertad de religión por la que judios
y cristianos pudieron seguir viviendo en paz y de acuerdo a sus costumbres, en los
territorios reconquistados, hasta la época de los Reyes Católicos, también se
permitiría a musulmanes y judios continuar viviendo conforme a sus tradiciones en
territorio reconquistado.
Es precisamente esta característica la que crea esta curiosa fusión de estilos tan
característicamente hispana, donde vemos monumentos de estilo mozárabe, mudéjar,
y todas las combinaciones posibles, (gótico-mudéjar, románico con ornamentos
mozarábes, iglesias mozarábes, etc). Y nos preguntamos ¿Qué significa todo
esto?.La palabra Mozárabe procede del árabe mustab' rab que significa que quiere
parecer árabe, y así se denominaba a los cristianos que permanecieron en territorio
conquistado manteniendose fieles a su religión. A su estilo arquitectónico se le
denominó así por extensión, y se caracterizaba por el uso de técnicas constructivas
esencialmente visigóticas, modificadas por la influencia califal. De otro lado la
palabra mudéjar proviene de la árabe mudeyyen, que significa al que se le permite
permanecer, se trataba de musulmanes que vivían en territorio hispano-cristiano. De
nuevo su estilo arquitectónico se denomina del mismo modo, y se, puede definir
como el existente entre los s. XI al XV, en el que se mezclan elementos cristianos
(románicos o góticos) con estructuras, materiales y elementos decorativos
musulmanes.Pero volvamos de nuevo atrás; cuando España estaba aún ocupada por
los moros en el Sur, al Norte coexistieron reinos visigodos, como ya hemos dicho,
aquellos que durante siglos se empeñarían en la Reconquista de lo que anteriormente
había sido territorio cristiano. Es por esta razón por la que en esta zona se encuentran
importantes joyas arquitectónicas de estilo Visigótico y Románico. Especialmente
siguiendo la ruta del "Camino de Santiago", que se establecería con gran empeño
como baluarte de la cristiandad. En el s. XII se introduce en España el estilo Gótico,
llegando a su máxima importancia durante el s. XIII, cuando se construyeron las

181
catedrales de Burgos, Toledo y León. El gótico español tiene la particularidad de
combinar con elementos mudéjares, (particular que ya hemos comentado).La llegada
del Renacimiento a España está rodeada de nuevo de peculiaridades hispánicas.
Esta época coincide con el final de la Reconquista, cuando los Reyes Católicos
toman Granada, la que fue el último enclave musulmán, coincide, en segundo lugar,
con el descubrimiento de América y, en tercer lugar, con la unificación de España
bajo la corona de Castilla. Este último aspecto conlleva un intenso esfuerzo por parte
de la corona y de la iglesia católica en utilizar la cristiandad como elemento
unificador, terminando con ello la larga tradición de libertad religiosa. Todos estos
elementos llevan a España a enfocar el renacimiento también de una forma muy sui
generis, y a pesar de que también se construye en el más puro estilo renacentista
italiano, nos encontramos con una tendencia netamente hispana y mucho más
ornamental que la italiana: El Plateresco, nombre con el que se designa al primer
Renacimiento español que abarca los reinados de los Reyes Católicos, Carlos V y
Felipe II. El nombre procede del parecido existente entre el tratamiento de la piedra
calada, en complicadas y finas filigranas, con el de la plata en la orfebrería. Uno de
los monumentos más representativos de este estilo arquitectónico es la Universidad
de Salamanca.El barroco en España coincide quizás con una de las épocas más
prolíficas y gloriosas del arte español. En arquitectura aparecen dos visiones muy
diversas que pudieran considerarse hasta contradictorias: El estilo herreriano, de
Juan de Herrera, de gran austeridad, cuyo exponente más representativo es el
Monasterio del Escorial en Madrid, y el estilo churrigueresco, llamado así tras la
obra de la familia Churriguera, de ornamentación recargada e imaginación
desbordada, en la que late el tipismo español. Adicionalmente en Galicia se observa
un excepcional auge barroco creandose un estilo propio, llamado Barroco
Compostelano, con Santiago de Compostela como centro del mismo.El modernismo
en España de nuevo representa un importante papel dentro del contexto
arquitectónico internacional, con importantes arquitectos, sobre todo en Barcelona,
que llegarían a revolucionar los esquemas tradicionales. El más conocido
mundialmente fue quizás Antoni Gaudí y su gran catedral la "Sagrada Familia" .Pero
el movimiento evolutivo no cesa y, hasta hoy, se puede considerar a Barcelona como
un centro internacional de la arquitectura más innovadora.

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Fiestas y Folclore
Lo más conocido mundialmente entre las tradiciones folclóricas españolas son Fiestas y
Folclore
ciertamente Flamenco y Toros. Corridas de toros se encontrará en realidad por todo
el país, siendo los más populares y conocidos espectáculos los encierros que se
celebran durante los Sanfermines en Pamplona. Pero las corridas de toros son una
parcela que aparecerá en España en cualquier Fiesta.Flamenco, de otro lado, es la
tradición folclórica del sur, en particular de Andalucía. Y es a esta región donde se
tendrá que desplazar a conocer las raíces del cante, la guitarra y el baile flamenco.
En Abril se celebra la Feria de Abril, en Sevilla, una semana repleta de cante y baile,
donde se bebe vino de Jerez y otros deliciosos caldos de la zona, acompañados de
jamón y queso viejo entre otros manjares de la zona....así que al que le gusten estas
cosas no debiera perdérselo; si es que encuentra alojamiento en estas fechas (tarea
nada fácil), ahora bien, ya puestos a hacer el viaje, porqué no llegar unas dos
semanas antes de la feria y disfrutar de la otra celebración excepcional que la ciudad
ofrece, la Semana Santa, con sus famosas cofradías.Otro acontecimiento que atrae a
millones de personas a un pequeño pueblo situado en la provincia de Huelva, es El
Rocío, una romería al pueblo del mismo nombre donde se venera a la Virgen del
Rocío. En tradicionales y simples carretas adornadas y dentro del más auténtico
tipismo flamenco acudirán multitudes, no sólo de la zona sino de puntos muchos
más alejados, a pie, a caballo o en carreta, celebrando un espectáculo único, donde
folclore y alegría se mezcla con religiosidad en una curiosa y colorida combinación
difícil de comprender.Y como no, otra fiesta excepcional "Las Fallas de San José"
en Valencia, que se celebran en Marzo, cuando toda la ciudad se convierte en un
escenario enorme de fiesta y arte, con inmensas cantidades de la más extraordinaria
pirotecnia.Una semana salvaje se podrá encontrar también en San Sebastián durante
el mes de febrero, cuando se celebra La Tamburrada.Las fiestas más típicas de
Madrid son las de "San Isidro", en Mayo. En estas fechas se celebran unas de las
más importantes corridas de toros del año.El Carnaval tiene su popularidad en muy
diversos puntos del país, siendo muy conocidos el de Santa Cruz de Tenerife, por su
belleza, el de Sitges y el de Cádiz.

Madrid y... Barcelona


Madrid es la capital más alta de Europa, a 646 motros sobre el nivel del mar. En
1561, Felipe II convirtió la pequeña ciudad que era entonces Madrid en la capital del

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país.
Hoy día, Madrid es una gran ciudad anárquica con calles comerciales como la ran
Vía, grandes avenidas y notables edificios, además de muchas plazas. En la Plaza de
España se construyeron los primeros rascacielos de España y allí está el monumento
a Cervantes. Cerca de la Plaza de Oriente está el Palacio Real, una de las muestras
más notables de estilo neoclásico de la ciudad.
El centro del Madrid antiguo es la Plaza Mayor, una espléndida plaza rectangular,
edificada en el siglo XVII, cerrada y con porches en los cuatro lads.
En la Puerta del Sol, que también es una plaza, hay un monumento que representa un
oso y un madroño, elementos del escudo de la ciudad. Es el lugar más típico de
Madrid y allí celebran miles de madrileños la llegada del año nuevo.
Madrid tiene espléndidos parques y jardines entre los que destacan la Casa de
Campo y el Retiro, el lugar de paseo favorito de los madrileños.
Cerca del Retiro están los museos más importantes de Madrid: el Museo del Prado,
el museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, dedicado a la pintura contemporánea
y el Museo Thyssen Barcelona, capital de Cataluña, es la segunda ciudad de España.
Es una ciudad rica, industrial y comercial, con un puerto muy activo. Sus habitantes
tienen el nivel de vida más alto de España. La ciudad está situada entre dos
montañas: El Tibidabo, donde hay un grande parque de atracciones, y Montjuich,
donde, además del estadio olímpico y el Pueblo español, hay dos espléndidos
museos: el de arte románico y el dedicado al pintor Joan Miró.
La parte de barcelona más antigua que se conserva es del siglo XIV. Se llama el
barrio góticoy está junto a la catedral.
Las Ramblas son un paseo que va de la Plaza de Cataluña, centro de la moderna
Barcelona, hasta el mar. En el medio, hay una zona peatonal con árboles y quioscos
donde se venden pájaros, flores, libros. Al final de las Ramblas está el monumento a
Colón y al pie del monumento hay una reproducción de la Santa María, una de las
carabelas con las que Colón llegó a América.
La cocina
La cocina española es muy variada. Cada región tiene sus espcialidades. En la costa española
el ingrediente principal de los platos regionales es el pescado: el pescaito frito de
Andalucía, la zarzuela de pescado catalana, la merluza a la gallega o el bacalao a la
vizcaína en el País Vasco.
En el interior, la carbe más apreciada es la de cordero. También el cochillo asado al
horno es un plato muy típico. En zonas como Andalucía se toma una sopa fría de

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vegetales, el gazpacho, que se cocina con aceite y se usa mucho el ajo.
La paella es el plato más famoso de España y viene de la región de Valencia. Su
nombre es en realidad el recipiente en que se cocina. Los ingredientes básicos son
arroz, verduras, pollo y/o pescado, aceite y azafrán.
Las tapas, pequeñas raciones de comida, son una singularidad de los bares
españoles. Tapas son trozos de jamón, calamares fritos, tortilla de patatas,
ensaladilla rusa, gambas, pimientos rellenos y otras muchas cosas. Las tapas se
comen de pie, junto a la barra, acompañadas de un vaso de vino o una cerveza, como
aperitivo.
Los dulces están unidos a la cocina regional y se toman en fiestas regionales, por
ejemplo el 1 de noviembre se comen huesos de santo, un dulce de mazapán en forma
de hueso. En Navidades, el postre típico es el turrón, dulce hecho con almendras y
miel. El día de Reyes se come el roscón, un bollo circular, que lleva dentro un
pequeño objeto, una sorpresa. Los churros son otro dulce típico. Son una masa de
harina agua y sal, frita en aceite y se comen mojándolos en chocolate o en café con
leche.

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