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Il ruolo della scuola:

il percorso
normativo italiano
Il ruolo della scuola:
il percorso normativo italiano

Ciò che viene prodotto a livello normativo


per regolare la vita di istituzioni come
quella scolastica

indicatore della sensibilità


specchio dei cambiamenti
che una società è in grado
sociali in atto e propulsore
di disegni prospettici verso di manifestare nei confronti
di determinate
il futuro
problematiche
Il ruolo
la realtà sociale concorre alla della
nascita di nuovi modi di intendere scuola:
la realtà stessa e di nuove il percorso
convinzioni su aspetti critici e normativo
rilevanti del sistema sociale. Tali italiano
convinzioni non più in sintonia con
la tradizione passata vengono via
via condivise da un crescente
numero di persone
le nuove
norme, a loro
volta,
finiscono con
l’esaurire tali
“spinte
vengono emanate nuove innovative” e
norme che danno si instaura in
legittimazione formale a tale questo
nuova visione della realtà e modo una
queste norme inducono “nuova
spinte al cambiamento tradizione”
Il ruolo
della
scuola:
Se si ripercorre la cronologia il percorso
normativo
delle vicende normative inerenti italiano

la disabilità, è possibile
individuare una serie di passaggi
indicativi di una coscienza
sociale via via modificatasi, che
segnala l’avvicendarsi di
differenti interpretazioni e modelli
di intervento sociale e politico
Il ruolo
della
Modello dell’esclusione scuola:
il percorso
normativo
italiano

separazione di gruppi di studenti,


considerati “anormali”, dagli altri

tale approccio si prolunga, dalle origini del


nostro sistema scolastico fino, almeno, agli
anni Cinquanta
Il ruolo
Il modello dell’esclusione della
scuola:
il percorso
normativo
italiano
L’istituzione scolastica pubblica viene investita dai
problemi della disabilità e del disadattamento
scolastico solo nei termini di regolare una
separazione

quella che oggi chiamiamo “disabilità”,


misurata con appropriati sistemi valutativi
(sempre più raffinati nel tempo) costituisce
anche l’occasione per tutelare la normale e
ordinata attività didattica degli alunni “normali”
Il ruolo
Il modello dell’esclusione della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

La separazione
• sancisce il divieto della
presenza dell’alunno la delega ad altre istituzioni
con deficit di tipo fisico, (istituti specializzati, scuole
psichico o sensoriale, e speciali)
più in generale del • determina la mancanza di
diverso, nella scuola di un intervento in campo
tutti educativo della scuola “di
tutti”, in molti casi una
mancanza dello Stato
Il ruolo
Il modello dell’esclusione della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

«doppio sistema
scolastico-educativo-normale
per gli alunni considerati normodotati e
speciale
per gli ipodotati e i minorati»
(Sagramola, 1989:19)
Il ruolo
Il modello della della
scuola:
specializzazione e della il percorso
normativo
medicalizzazione italiano

Gli anni Sessanta segnano un preciso


stacco rispetto al passato, non soltanto
per il numero elevato di atti normativi
prodotti, ma anche per la diversa
prospettiva adottata dallo Stato
Modello della specializzazione e della medicalizzazione Il ruolo
della
Il cambiamento in questa fase consiste scuola:
il percorso
nel fatto che lo stato ritiene suo normativo
preciso compito interessarsi italiano
direttamente anche degli
“handicappati psicofisici o gravi”,

non però all’interno della scuola


normale

bensì attraverso un rafforzamento e


una diversificazione di strutture
speciali
Modello della specializzazione e della medicalizzazione Il ruolo
della
scuola:
In concomitanza con un importante sviluppo delle il percorso
scienza mediche e psicologiche nel settore normativo
italiano
dell’età evolutiva,
Soprattutto nell’area diagnostica, della
prevenzione e dell’intervento
In questo periodo si dà avvio alla nascita e
diffusione di un numero importante
di scuole speciali
(per soggetti con menomazioni gravi)
e, all’interno della scuola comune,
di classi differenziali
(per alunni tardivi o con lievi anomalie psichiche e
sensoriali)
Modello della specializzazione e della medicalizzazione Il ruolo
della
Come conseguenza di questa scuola:
il percorso
politica, a partire dall’anno normativo
scolastico 1963-64, si assiste ad un italiano
costante e notevole incremento di
istituzioni speciali, fino a
raggiungere la punta massima nel
1973-74

1400 scuole
8000 classi
speciali
differenziali
funzionanti
Il ruolo
della

Modello dell’inserimento scuola:


il percorso
normativo
italiano
 Sull’onda dei movimenti politici e sociali legati al
“Sessantotto”, volti all’approfondimento del tema
dei diritti umani, e alla costruzione di una società
equa e partecipativa
 e dei correlati sviluppi di una coscienza politico-
culturale legata ai temi della separazione e della
istituzionalizzazione (Goffman, 1961, 1963; Basaglia,
1967; 1968; 1969)
 che nel nostro Paese ha fortemente coinvolto anche
il mondo della scuola, dei suoi obiettivi, delle sue
scelte politiche e didattiche (don Milani, 1967)
Modello dell’inserimento
Il ruolo
della
scuola:
Anche la scuola viene investita il percorso
normativo
dagli echi di questo modello, in italiano
particolare in relazione al tema
della disabilità

Ciò non può che coinvolgere le


scelte educative e di
organizzazione scolastica
Modello dell’inserimento
Il ruolo
della
scuola:
La convergenza di queste istanze il percorso
normativo
sociali, culturali, scientifiche, etiche italiano
e politiche contribuisce a
determinare il graduale e
irreversibile
declino
delle istituzioni speciali

E ad aprire ad importanti ricadute


sul piano legislativo e del diritto
Modello dell’inserimento
Il ruolo
della
scuola:
Il passaggio-chiave è stata il percorso
normativo
italiano

Legge 118 del 30.03.1971


Nuove norme in favore di mutilati ed
invalidi civili

che, anche se non specificatamente


rivolta alla scuola, ha sancito, di
norma, l’istruzione dell’obbligo nella
scuola comune
Modello dell’inserimento
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano
«l’istruzione dell’obbligo deve avvenire
nelle classi normali della scuola
pubblica, salvo i casi in cui i soggetti
siano affetti da gravi deficienze
intellettive o da menomazioni fisiche di
tali gravità da impedire o rendere
difficoltoso l’apprendimento o
l’inserimento nelle predette classi
normali»
Modello dell’inserimento
Il ruolo
della
scuola:
Restano esclusi, oltre ai soggetti con il percorso
gravi menomazioni, coloro che normativo
italiano
presentano una menomazione
sensoriale, per i quali le porte delle
classi ordinarie si apriranno più tardi

per i ciechi per i sordi con


con la Legge la Legge
n. 360 del 1976 n. 517 del 1977
Modello dell’inserimento
Il ruolo
della
scuola:
L’apertura della legge, sia pure ancora il percorso
parziale, alla frequenza scolastica degli normativo
italiano
alunni disabili non è però accompagnata
da interventi che ne facilitino l’attuazione

non si interviene adeguatamente per rimuovere le


barriere architettoniche,

mancano insegnanti di sostegno specializzati,

non si dà vita a un’adeguata azione di formazione dei


docenti,

non viene curata una efficace sensibilizzazione sociale


Modello dell’inserimento
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

«Con la Legge del 1971 prende il via una


caratteristica tipicamente italiana del
modello inclusivo, che vede convivere
un sistema di principi e un apparato
legislativo decisamente avanzati
accanto a prassi e procedure
operative non raramente distoniche,
talvolta addirittura incompatibile con
le aperture di indirizzo»
(Pavone, 2010:42)
Il ruolo
della
scuola:
Modello dell’integrazione il percorso
normativo
italiano

Nel 1974 il Ministro della Pubblica Istruzione


nomina una Commissione con il compito di
analizzare la situazione venutasi a creare nella
scuola in seguito all’inserimento degli alunni
disabili e di delineare le linee della futura
politica scolastica

COMMISSIONE FALCUCCI
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
Frutto del lavoro degli esperti è il italiano

Documento Falcucci
dal nome della Presidente della Commissione.

Si tratta di un documento di elevato spessore


culturale, tale da influenzare tutti gli atti della
successiva politica sulla disabilità e,
soprattutto, da far evolvere la visione
pedagogica del problema
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
Nel Documento italiano

sono delineate alcune posizioni


particolarmente significative che segnano il
passaggio definitivo da una
concezione puramente assistenziale, specifica
della logica dell’inserimento,
a una più autenticamente improntata alla
relazione di aiuto propria dell’integrazione
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

1. non è sufficiente inserire se all’interno


della scuola si delega a qualche
insegnante, della classe differenziale o
del sostegno, il compito educativo
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

2. sono necessari alcuni cambiamenti sia per


quanto riguarda il curricolo, la didattica,
l’organizzazione delle classi e della scuola, i
rapporti con l’esterno, sia per quanto
riguarda l’idea di norma e normalità
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
3. l’introduzione della logica della italiano
programmazione di tipo
curricolare porta con sé tre
implicazioni rilevanti:
 la necessità di specializzazione
 il superamento del rapporto
biunivoco insegnante-classe
 il superamento dell’idea che la
classe sia l’unico possibile modo di
far lavorare e incontrare insieme li
alunni e gli studenti
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
4. condizioni strutturali, quali: italiano

 la stabilità degli insegnanti


 la loro qualificazione professionale
 l’adeguatezza delle strutture scolastiche
 l’efficienza dei servizi territoriali
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
Legge n. 517 del 1977 il percorso
normativo
Norme sulla valutazione degli alunni e italiano

sull’abolizione degli esami di


riparazione nonché altre norme di
modifica scolastica dell’ordinamento
scolastico
introdotta per rinnovare le procedure
valutative, recepisce pienamente lo
spirito del documento e traduce nella
prescrittività della norma le importanti
indicazioni
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

il superamento della
l’estensione del diritto
classe intesa come
alla frequenza delle l’adozione della
unica base di lavoro,
scuole comuni anche programmazione di tipo
l’apertura a modalità
per i soggetto più gravi curricolare
organizzative flessibili e
e per i sordi
funzionali

la possibilità di un
ampliamento del l’adozione di nuove
tempo scolastico e di modalità e nuovi
una sua più ricca strumenti di valutazione
articolazione
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
Ma il perno attorno al quale le italiano

singole disposizioni ruotano è il


concetto di “integrazione”,
con particolare riferimento agli
alunni che la legge chiama
“portatori di handicap”
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
Pavone afferma che il percorso
normativo
«a ragion veduta possiamo ritenerla il primo italiano

atto legislativo che anticipa, ponendone in


essere le condizioni, il modello dell’inclusione –
attualmente considerato come l’evoluzione più
qualificata dell’integrazione – in quanto si
occupa dei disabili non come problema
specifico da trattare separatamente, ma
collocandoli all’interno del processo di
trasformazione complessiva del sistema
scolastico; poche disposizioni successive
saranno così lungimiranti»
(2010: 43)
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

Legge Quadro sull’handicap


n. 104 del 5 febbraio 1992

Legge quadro per l’assistenza,


l’integrazione sociale e i diritti delle
persone handicappate
Modello dell’integrazione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
Si tratta di una Legge-quadro normativo
italiano
che considera il tema della vita a tutto
tondo delle persone con disabilità in
tutte le sue possibili declinazioni (sociale,
scolastica e lavorativa) e chiama in
causa una molteplicità di soggetti,
dal settore medico e assistenziale, a
quello degli enti locali, a quello
dell’istruzione,
nello sforzo di garantire un
approccio multi prospettico ed integrato
Per la prima volta si prende in considerazione la persona Il ruolo
disabile lungo tutto l’arco dell’esistenza, dalla nascita della
all’età adulta scuola:
DIRITTO ALL’EDUCAZIONE E ALL’ISTRUZIONE (ART. 12) il percorso
normativo
italiano

4. L’esercizio del diritto


all’educazione e all’istruzione 1. Al bambino
non può essere impedito da handicappato da 0 a 3
difficoltà di apprendimento né anni è garantito
da altre difficoltà derivanti l’inserimento negli asili
dalle disabilità nido

3. L’integrazione scolastica ha 2. È garantito il diritto


come obiettivo lo sviluppo all’educazione e
delle potenzialità della all’istruzione nelle sezioni di
persona handicappata scuola materna, nelle classi
nell’apprendimento, nella comuni delle istituzioni
comunicazione, nelle relazioni scolastiche di ogni ordine e
e nella socializzazione. grado e nelle istituzioni
universitarie.
Il ruolo
della
La presenza di alunni disabili non scuola:
è un incidente di percorso, il percorso
un‘emergenza da presidiare, ma normativo
un evento che richiede una italiano
riorganizzazione del sistema già
individuata in via previsionale e
che rappresenta un’occasione di
crescita per tutti

L’integrazione/inclusione
scolastica è, dunque, un valore
fondativo, un assunto culturale
che richiede una vigorosa
leadership gestionale e
relazionale da parte del Dirigente
Scolastico, figura-chiave per la
costruzione di tale sistema
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

In base all’assunto (L. 104) è contraria alle disposizioni


che “l'esercizio del diritto della Legge 104/92, la
all’educazione e all'istruzione costituzione di laboratori che
non può essere impedito da accolgano più alunni con
difficoltà di apprendimento disabilità per quote orarie
né da altre difficoltà derivanti anche minime e per
dalle disabilità connesse prolungati e reiterati periodi
all'handicap” dell’anno scolastico.
Il ruolo
della

Modello dell’inclusione scuola:


il percorso
normativo
italiano

L’idea di inclusione si basa non sulla


misurazione della distanza da un preteso
standard di adeguatezza, ma sul
riconoscimento della
rilevanza della piena partecipazione alla
vita scolastica di tutti i soggetti
Modello dell’inclusione
Il ruolo
della
scuola:
il percorso
normativo
italiano

Se l’integrazione tende ad identificare uno stato,


una condizione,
l’inclusione
rappresenta piuttosto un processo,
la capacità di fornire una cornice dentro cui gli
alunni – a prescindere da abilità, genere,
linguaggio, origine etnica o culturale – possono
essere ugualmente valorizzati, trattati con rispetto
e forniti di uguali opportunità a scuola
Inserimento, integrazione,
inclusione
Inserimento

 è una presenza fisica, è la fine di un’esclusione

 non è un fatto trascurabile, pur non essendo il traguardo


avanzato

 poter interagire con “non esclusi” ha permesso ad alcuni


“prima esclusi” di essere visti al di là della loro disabilità

 ha anche permesso ai processi socio-culturali di evolvere


ripensando le prassi in atto e procedendo verso uno stadio più
consapevole e sistematico
Inserimento, integrazione,
inclusione
Integrazione

 un miglioramento delle dinamiche di adattamento fra il singolo


soggetto e il contesto prossimale

 una sistematizzazione del pensiero intorno ad un costrutto


pedagogico intenzionalmente orientato

 la definizione di metodologie e di prassi di intervento, nonché


l’adozione di misure legislative di supporto e di promozione di
una comunità di diversi, le cui vite e abilità si incontrano e si
intrecciano
Inserimento, integrazione,
inclusione
Inclusione

 si pone sul piano dei principi – che orientano e non impongono – e


non sul piano dei valori – che tendono all’assoluto e all’imposizione

 si inquadra in un quadro epistemologico eco-sistemico che permette


di guardare al singolo all’interno dei suoi sistemi di vita in senso ampio
ed esaustivo

 si avvale (Canevaro, 2015) di una modalità divergente di


insegnamento che permette a ciascuno di raggiungere un risultato a
partire dalle proprie conoscenze, esperienze, idee, e dai propri stili di
apprendimento: i risultati – pur essendo coerenti e accettabili –
possono essere diversi, non convergenti su un modello unico
Canevaro…

La sensazione è che ci siano molti principi


diffusi che affermano il valore
dell’integrazione/inclusione, che però non
siano confortati da un’altrettanto diffusa
pratica operativa
La didattica inclusiva sembra
forte nei principi e debole
nelle applicazioni
e nelle operazioni organizzative
Integrazione/inclusione - 1
 Non basta de-istituzionalizzare; non basta chiudere ospedali, case
di accoglienza, scuole speciali

 Occorre fare in modo che chi è o è stato (o potenzialmente


sarebbe) chiuso in una mono-identità riesca a conquistare una
identità plurale

 La mono-identità anche in una espressione integrata diventa un


rifugio (vittimizzazione, assistenzialismo, …)

 L’identità plurale – identità nella pluralità – permette di assumere le


abilità simboliche, I riti del comportamento e le abilità nelle
relazioni personali

 L’apprendimento è nella pluralità. L’incontro con le diversità


favorisce l’apprendimento. L’autonomia di un soggetto non è fare
da solo, ma avere padronanza delle proprie dipendenze
Integrazione/inclusione (2)

Integrazione = “io ti” integro in una


funzione, “io ti” integro in un contesto
Inclusione = riconoscimento mai
concluso del funzionamento originale
di un soggetto, valorizzazione delle sue
possibilità secondo sviluppi diversi e in
contesti diversi
Risposta specifica e contesto
inclusivo

 Competenza specifica applicata a situazioni specifiche e


transitorie, per un tempo previsto, calendarizzato (la prospettiva
inclusiva è arricchimento per tutti)

 Durante il periodo transitorio, condivisione dei risultati con il gruppo-


classe (anche la programmazione di classe deve prevederla); la
condivisione ha valore metacognitivo per tutti gli attori

 La strutturazione di un percorso per formare una competenza


diffusa: organizzazione del lavoro
CONVENZIONE ONU SUI Uno sguardo

DIRITTI DELLE PERSONE CON internazionale

DISABILITÀ - 2006

Promulgata dall'ONU nel 2007,


la convenzione si richiama esplicitamente a diversi
principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

non rispetto
discriminazi eguaglianz pari
dell'identità
one a opportunità
individuale
Definizione (Art. 1)

Le persone con disabilità includono quanti hanno minorazioni


fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in
interazione con varie barriere possono impedire la loro piena
ed effettiva partecipazione nella società su una base di
eguaglianza con gli altri
Art. 1 - Scopi

Promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale


godimento di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali da
parte delle persone con disabilità e favorire il rispetto della loro
dignità
Art. 3 – Principi generali
(a) Il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale - compresa la

libertà di compiere le proprie scelte - e l’indipendenza delle persone;

(b) La non-discriminazione;

(c) La piena ed effettiva partecipazione e inclusione all’interno della società;

(d) Il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità

come parte della diversità umana e dell’umanità stessa;

(e) La parità di opportunità;

(f) L’accessibilità;

(g) La parità tra uomini e donne;

(h) Il rispetto per lo sviluppo delle capacità dei bambini con disabilità e il

rispetto per il diritto dei bambini con disabilità a preservare la propria identità.
Art. 5 – Eguaglianza e non discriminazione

1. Gli Stati Parti riconoscono che tutte le persone sono uguali di


fronte e secondo la legge ed hanno diritto, senza alcuna
discriminazione, a uguale protezione e uguale beneficio della
legge.

2. Gli Stati Parti devono proibire ogni forma di discriminazione


fondata sulla disabilità e garantire alle persone con disabilità
uguale ed effettiva protezione legale contro la discriminazione
qualunque ne sia il fondamento.

3. Al fine di promuovere l’eguaglianza ed eliminare le


discriminazioni, gli Stati Parti prenderanno tutti i provvedimenti
appropriati, per assicurare che siano forniti accomodamenti
ragionevoli.

4. Misure specifiche che fossero necessarie ad accelerare o


conseguire de facto l’eguaglianza delle persone con disabilità
non saranno considerate discriminatorie ai sensi della presente
Convenzione.
Uno sguardo
internazionale

24 febbraio 2009
il Parlamento italiano ratifica la
Convenzione, che diventa legge dello
Stato

23 dicembre 2010
l'Unione Europea ratifica la Convenzione

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