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IMPIANTI ELETTRICI D’APPARTAMENTO

GENERALITA’

Il presente corso ha lo scopo di guidare l’installatore nella realizzazione pratica degli


impianti elettrici nuovi, non soggetti a progettazione secondo il DM 37/08.
Occorre riferirsi, in particolare alla norma CEI 64-8.
L’impianto elettrico di un appartamento, di superficie superiore a 400m² o che
comprende un locale adibito a uso medico o con potenza maggiore 6kW (sia da rete
che da impianto di produzione), deve essere progettato da un professionista.
Lo stesso dicasi per l’impianto elettrico di servizi condominiali:
- Con potenza impegnata (contrattuale) maggiore 6kW, oppure
- Con centrale termica con pericolo di esplosione o con compartimento
antincendio di classe uguale o superiore a 30 oppure
- Con autorimessa avente capacità di parcamento superiore a nove autoveicoli,
oppure
- Se l’edificio ha altezza di gronda superiore a 24m.

TABELLA 1 - Scaglioni di potenza per fornitura monofase (fino a 10 kW di potenza


contrattuale impegnata).

POTENZA CONTRATTUALE POTENZA MASSIMA CORRENTE DI IMPIEGO (A)


IMPEGNATA (Kw) DISPONIBILE (kW)
1,5 1,7 8
3 3,3 16
4,5 5 25
6 6,6 32
10 11 50

TABELLA 2 - Scaglioni di potenza per fornitura trifase (fino a 15 kW di potenza


contrattuale impegnata).

POTENZA CONTRATTUALE POTENZA MASSIMA CORRENTE DI IMPIEGO (A)


IMPEGNATA (Kw) DISPONIBILE (kW)
3 3,3 6
4,5 5 8
6 6,6 10
10 11 16
15 16,5 25

Tipi di cavi per energia:

All’interno dell’edificio:

N07V-K cavo unipolare senza guaina isolato in PVC (non propagante


l’incendio), ad esempio nell’appartamento o per la colonna
montante;

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FROR 450/750 V cavo multipolare con isolamento e guaina in PVC (non
propagante l’incendio), ad esempio per la colonna montante;
All’esterno dell’edificio:

H07RN-F cavo multipolare con isolamento in PVC e guaina in PCP (non


propagante la fiamma), ad esempio per posa mobile;
FG7R 0,6/1 kV cavo unipolare, o multipolare, isolato in gomma EPR di
qualità G7 con guaina in PVC (non propagante l’incendio);
FG7OR 0,6/1 kV

N07V-K

Cavo unipolare isolato in PVC, per posa fissa entro tubazione


protettiva.

FG7OR0,6/1kV

Cavo unipolare o multipolare isolato in EPR, con guaina in PVC,


adatto anche alla posa interrata, per posa fissa.

H07RN-F H07RN8-F

Cavo unipolare o multipolare, isolato in gomma sotto guaina


esterna chiamata comunemente “neoprene”, resistente
all’acqua e all’abrasione, per posa mobile. Il secondo è
adatto anche per posa interrata.

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FROR 450/750V - NPI

Cavo multipolare, con isolamento e guaina in PVC, NON adatto alla


posa interrata, per posa fissa.

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Tipi di cavi per segnale:

All’interno dell’edificio:

H05V-K cavo unipolare senza guaina isolato in PVC (non propagante


l’incendio), ad esempio per il campanello;

FROR 300/500 V cavo multipolare con isolamento e guaina in PVC (non


propagante l’incendio), ad esempio per il citofono;

All’esterno dell’edificio:

FG7R 0,6/1 kV cavo unipolare, o multipolare, isolato in gomma di qualità G7


con guaina in PVC (non propagante l’incendio);
FG7OR 0,6/1 kV

Colori distintivi dei cavi:

Come noto, si deve utilizzare il bicolore giallo/verde per i conduttori di protezione ed


equipotenziali, il colore blu per il conduttore di neutro. Non si possono nastrare tali
conduttori per cambiargli colore.

La norma non
richiede colori
particolari per i
conduttori di fase
tuttavia i colori
consigliati sono
nero, grigio e
marrone che
diventeranno
obbligatori in una
prossima evoluzione
normativa.
Per i circuiti SELV è
bene utilizzare cavi
di colore diverso
dagli altri circuiti.
SELV è l’acronimo di
Sefety Extra Low
Voltage (ex BTS)
ovvero <50V c.a. e
<120V in c.c.
Un cavo con sigla 4x
indica che le anime
sono 3 per le fasi ed
una per il neutro, il
cavo 4G invece ha le
3 fasi ed il
conduttore di
protezione
giallo/verde.

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COLONNE MONTANTI

Per colonna montante, o semplicemente montante, si intende il cavo che collega il


gruppo di misura al quadretto elettrico di appartamento. I montanti devono essere
contrassegnati con cartellino identificatore o similare almeno in corrispondenza delle
due estremità. Le cassette possono essere comuni purché i cavi siano passanti, senza
morsetti. Il dimensionamento del montante, come per le altre condutture, deve essere
fatto nel rispetto della portata e della caduta di tensione come di seguito descritto.

Dimensionamento del montante

La sezione del cavo va scelta in funzione della potenza da trasportare, in modo da non
superare la portata (termica) del cavo e in relazione alla lunghezza per contenere la
caduta di tensione.
La caduta di tensione tra il gruppo di misura e un qualsiasi punto dell’impianto non
deve superare il 4% della tensione nominale con la potenza nominale. Se sul
montante si ha una caduta di tensione dell’1,5% significa che sarà consentita una
rimanente caduta del 2,5% all’interno dell’appartamento. E’ comunque sempre
consigliabile abbondare con la sezione del montante in vista di future richieste di
aumenti di potenza.
Cavi di sezione maggiore riducono inoltre le perdite per effetto Joule: al maggior costo
di istallazione fa riscontro un minor costo di esercizio.
La sezione minima del montante per gli ambienti civili sarà di 6mmq.
Nella tabella successiva è indicata la sezione dei montanti per linee monofasi affinché
la caduta di tensione non superi l’1,5%

POTENZA CONTRATTUALE LUNGHEZZA MASSIMA DEL SEZIONE DEL CAVO


IMPEGNATA MONTANTE
L
L ≤ 28 m 6 mm²
28 m < L ≤ 48 m 10 mm²
3 kW
48 m < L ≤ 75 m 16 mm²
47 m < L ≤ 74 m 16 mm²
L ≤ 15 m 6 mm²
15 m < L ≤ 24 m 10 mm²
6 kW
24 m < L ≤ 38 m 16 mm²
38 m < L ≤ 58 m 25 mm²

Protezione del montante


Il montante deve essere protetto dal sovraccarico (aumento anormale di potenza in
un circuito elettricamente sano) e dal cortocircuito (aumento di corrente in caso di
guasto).
Per la protezione dal cortocircuito sarà sufficiente l’interruttore limitatore del gruppo di
misura.
Per la protezione del sovraccarico occorre installare un interruttore, tale interruttore
non deve necessariamente essere posto alla base del montante, potrebbe essere
installato anche nel centralino d’appartamento. Per proteggere il cavo dal sovraccarico
occorre che la portata del cavo Iz sia superiore alla corrente nominale dell’interruttore
di protezione In.
Nella tabella seguente è indicato a titolo esemplificativo questo coordinamento In<Iz,
fra parentesi vengono indicate le taglie consigliate degli interruttori di protezione.

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SEZIONE TIPO CAVO Iz In
N07V-K 41 A 40 A (32 A)
6 mmq
FG7R 54 A 50 A (40 A)
N07V-K 57 A 50 A (40 A)
10 mmq
FG7R 75 A 63 A (50 A)
N07V-K 76 A 63 A (50 A)
16 mmq
FG7R 100 A 100 A (63 A)
N07V-K 101 A 100 A (63-80 A)
25 mmq
FG7R 133 A 125 A (100 A)

N.B. La portata dei cavi in tabella è riferita alla posa di un solo circuito per tubo,
qualora i circuiti siano in numero maggiore di uno la portata diminuisce, ad es.
installando 3 circuiti la portata di un cavo da 6mmq in PVC sarebbe inferiore a 32A e
diventerebbe necessario usare un interruttore da 25A. Oppure si potrebbe installare
un cavo da 10mmq. Vedasi le tabelle successive:

portata cavi FG7OR e cavi isolati in EPR

portata cavi N07V-K e cavi isolati in PVC

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Esempio di colonne montanti e gruppi di misura centralizzati, senza interruttori di
protezione alla base dei montanti.
Alcuni preferiscono, tuttavia, installare in ogni caso un ulteriore interruttore
automatico alla base del montante.

Non è necessario proteggere il montante contro i contatti indiretti con interruttore


differenziale se non ci sono masse fino al quadretto di appartamento (tubi protettivi,
canali e quadretti in materiale isolante); sono ammesse le fascette metalliche per il
fissaggio dei cavi multipolari. La futura normativa imporrà che non ci siano tali masse
ad eccezione del quadro d’appartamento che è presumibile potrà essere metallico.
L’installazione di un interruttore differenziale alla base del montante deve garantire la
selettività con gli interruttori a valle (tipo selettivo o ritardato) oppure deve essere
dotato di SDR cioè dispositivo di richiusura automatica.

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Esecuzione del montante

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FIG. 4.5 Esempio di montanti costituiti da cavi unipolari posati in tubi separati, con
conduttore di protezione per ciascun montante

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FIF. 4.6 Esempio di montanti costituiti da cavi tripolari posati in tubi separati

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FIG. 4.7 Esempio di montanti costituiti da cavi unipolari posati in tubi separati, con
conduttore di protezione comune, in tubo e cassette esclusi. Il PE no deve essere
interrotto.

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FIG. 4.8 Esempio di montanti costituiti da cavi tripolari posati in un unico canale (non
sono ammessi cavi unipolari).

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FIG. 4.9 Esempio di montanti costituiti da cavi bipolari posati in un unico canale (non
sono ammessi cavi unipolari). Il conduttore di protezione è comune, in tubo e cassette
esclusi. Il PE no deve essere interrotto.

QUADRO CONTATORE
Quando la colonna montante alimenta non solo l’appartamento ma anche altre linee,
ad esempio quella del box o della cantina/ripostiglio, o un impianto fotovoltaico, il
quadro alla base della colonna montante è necessario. Non sarà più necessario invece
avere un interruttore generale, se ne potranno avere fino a 3 (CEI 0-21 – Regole
tecniche di connessione alla rete di bassa tensione).

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Nel caso vi siano più di tre interruttori servirà anche il generale.

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Il potere di cortocircuito degli interruttori automatici (magnetotermici) che si
installano in prossimità del contatore (punto di connessione alla rete) deve essere
almeno di 6kA per utenze monofase e 10kA per utenze trifase fino a 30kW (potenza
disponibile 33kW). Per potenze superiori con fornitura in bassa tensione, installare un
interruttore da 15kA.
Il potere di cortocircuito degli interruttori dei quadri elettrici d’appartamento o dei
servizi generali può essere ridotto in relazione alla lunghezza e sezione dei cavi del
montante.
Nella tabella sottostante è indicata la lunghezza minima del cavo per ridurre la
corrente di cortocircuito da 6kA a 4,5kA per utenze monofase e da 10kA a 6kA o a
4,5kA per utenze trifase.

MONOFASE TRIFASE
SEZIONE
4,5Ka 6kA 4,5kA
2,5 mmq 1,0 m 2,2 m 4,5 m
4 mmq 1,7m 3,6 m 7,2 m
6 mmq 2,5 m 5,3 m 10,8 m
10 mmq 4,1 m 8,9 m 18,0 m
16 mmq 6,4 m 13,8 m 28,3 m
25 mmq 9,8 m 21,2 m 43,8 m
35 mmq 13,3 m 28,5 m 59,5 m

Non è ammesso che al contatore siano collegati più di un cavo per morsetto pertanto
il cavo tra contatore e quadro contatore o quadro appartamento deve essere costituito
da due cavi unipolari (F-N) o da un cavo bipolare. Se l’autorimessa ha più di nove
posti auto (un box da 40mc può contenere due auto) deve essere predisposta la
bobina di sgancio per gli interrati.
In base alla superficie interna calpestabile (esclusi box, cantine e soffitte), la potenza
impegnabile, ovvero la massima potenza impegnata per cui l’impianto risulterà adatto,
deve essere almeno:
3kW fino a 75 mq;
6kW oltre 75 mq.
E’ opportuno a tal fine non usare cavi in PVC di sezione inferiore a 10mmq per locali di
superficie maggiore a 75mq.

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ESECUZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

Quadro appartamento
All’interno dell’unità abitativa (consigliabile nel
quadro elettrico) deve essere ubicato un
interruttore generale (o un sezionatore
sottocarico) facilmente individuabile ed
accessibile all’utente, per la messa fuori
tensione dell’impianto.
Il quadro elettrico deve essere dimensionato
per un 15% in più dei moduli installati, con un
minimo di 2 moduli di riserva.
Gli interruttori devono essere facilmente
identificabili, ad esempio con una targa.
Lo schema elettrico del quadro deve essere
allegato alla dichiarazione di conformità quindi
si può non inserire all’interno del quadro
dall’abitazione.
Il conduttore di protezione che serve l’unità
immobiliare deve arrivare al quadro principale
o sull’unico centralino d’appartamento come
indicato nella figura a fianco.
L’impianto deve essere protetto da almeno due interruttori
differenziali distinti (in parallelo), se ne consiglia almeno uno
per il circuito luce ed uno per il circuito prese oppure la
divisione può essere fatta per piani in abitazioni su più piani.
Gli interruttori differenziali dovrebbero essere di tipo A per i
circuiti che alimentano lavatrici e condizionatori fissi (sono
necessari anche per gli impianti fotovoltaici, per i locali medici
o estetici che non richiedono il tipo B, ecc.), mentre
dovrebbero essere in ogni caso con alta insensibilità ai disturbi
oppure essere interruttori differenziali con richiusura
automatica.
Gli interruttori differenziali che alimentano le prese devono
avere sensibilità non superiore a 0,03A.
E’ consigliabile non installare mai centralini con meno di 12
moduli anche se l’ideale, per appartamenti di superficie maggiore a 75mq, è non
scendere al di sotto dei 24 moduli.

Sezione dei cavi e relative protezioni

La sezione di un determinato tipo di cavo deve essere scelta in relazione alla potenza
dei carichi ed alla caduta di tensione ammissibile.
Sezioni adottate:
- 1,5 mmq minimo: per i circuiti che alimentano prese da 10A, punti luce,
segnalazioni e comando (Per i circuiti di comando è ammessa una sezione
minima di 0,5 mmq, o addirittura 0,1 mmq se destinati ad apparecchiature
elettroniche);
- 2,5 mmq minimo: per gli altri circuiti, salvo per quelli di potenza superiore o
uguale a 3 kW per i quali è opportuno una sezione di 4mmq.

Nella tabella sottostante vengono indicate le lunghezze massime delle linee monofase
per contenere la caduta di tensione nell’appartamento entro il 2,5%.

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Tubi protettivi e canali:
Vengono in genere utilizzati tubi pieghevoli in materiale isolante in esecuzione
incassata. I tubi pieghevoli possono essere agevolmente piegati ma non
frequentemente(1). Devono essere utilizzati tubi che non siano di colore arancio, giallo
o rosso. I cavi contenuti nei tubi devono essere sfilabili.

Dimensioni dei tubi protettivi rigidi in PVC


a) Il diametro interni del tubo deve essere almeno 1,3 volte il diametro del cerchio
circoscritto al fascio di cavi ma si consiglia di mantenere almeno 1,5 volte.
b) La sezione occupata dai cavi non deve superare la metà della sezione del canale.

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Diametro esterno dei tubi pieghevoli in relazione al numero di cavi contenuti

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Diametro esterno dei tubi rigidi in relazione al numero di cavi contenuti

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Cassette

I coperchi delle cassette devono essere “SALDAMENTE FISSATI”.


E’ buona norma che giunzioni e cavi posti all’interno delle cassette non occupino più
del 50% del volume intero della cassetta stessa. E’ importante inoltre attestare le
tubazioni affinché non vi siano eccessivi intrecci di cavi.

Apparecchi di comando

Nei circuiti bipolari (fase-fase o fase-neutro) gli interruttori di comando, ad esempio


per il circuito luce, possono essere unipolari, ma sui circuiti fase-neutro devono essere
inseriti sul conduttore di fase.

Gli interruttori di comando, i deviatori e gli invertitori per i punti luce sono da 10A; gli
interruttori per le prese “comandate” devono avere la stessa corrente nominale della
presa.

Prese a spina

Nei locali ad uso abitativo i circuiti che alimentano prese con corrente nominale fino a
20A (compresa) devono esser protetti da un interruttore differenziale con Idn ≤ 30
mA. Per le prese della cucina ed il punto presa destinato ad alimentare la
lavabiancheria ed altri elettrodomestici di notevole potenza è opportuno installare le
prese UNEL che consento la ricezione della spina schuko.

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Esempio di collegamento prese:
a) L’entra-esci sui morsetti delle prese è ammesso nell’ambito della stessa scatola,
o al più tra due scatole a (qualunque distanza); non è ammesso oltre alle due
scatole successive.
b) E’ ammesso che più di due scatole siano attraversate da linee passanti.

Circuiti di comando e di segnalazione

I circuiti di comando (ad esempio apriporta) e di segnalazione (ad esempio


campanelli) possono essere alimentati anche alla tensione di 230V, ma per maggiore
sicurezza si prevedono di solito a “bassissima tensione di sicurezza” (SELV).
I circuiti SELV devono esser alimentati da un trasformatore di sicurezza; non devono
avere alcun punto, né le masse, a terra.
Simboli di alcuni tipi di trasformatori di sicurezza:

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Nei quadri i trasformatori di sicurezza ed i circuiti SELV devono essere distanziati e/o
separati dai circuiti a 230V.

Sarà necessario predisporre in prossimità dell’eventuale ingresso del tubo del gas
nell’unità immobiliare l’alimentazione elettrica per una eventuale elettrovalvola di
intercettazione del gas. E’ opportuna la predisposizione del rivelatore di gas, se di
metano va installato in alto, se di GPL va installato in basso.

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Posa delle condutture

Le condutture (tubi protettivi, cassette e scatole di derivazione) per l’impianto di


energia vanno tenute separate dalle condutture per impianti di segnale (telefonia,
trasmissione dati, segnali TV, ecc.) e per circuiti SELV.
Si raccomanda di non installare prese di energia appartenenti a circuiti diversi nella
medesima scatola.
I tubi protettivi incassati a parete devono avere percorso orizzontale, verticale o
parallelo a uno degli spigoli della parete. Nel pavimento e nel soffitto l’andamento può
essere qualsiasi.

L’unico tratto che è consentito realizzare obliquo, anzi è consigliato, è quello inel
passaggio dalla posa verticale ad orizzontale. Evitando l’angolo retto si riduce
l’ingombro dei tubi. Da tenere presente anche che i tubi non interrompano gli
eventuali isolamenti termici.

Le condutture elettriche non devono possibilmente sconfinare nelle altre unità


immobiliari, qualora non ci fosse alternativa è opportuno indicare nella dichiarazione di
conformità tale situazione.

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La posa dei tubi protettivi sotto traccia non deve alterare le caratteristiche strutturali
dell’edificio.

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Se è prevista una rete elettrosaldata nella soletta è possibile posizionare i tubi
affiancati altrimenti occorre tenerli distanziati in modo da rendere omogeneo il
massetto. Operando in questo modo si possono evitare contestazioni per eventuali
rotture del pavimento.

I Tubi protettivi devono possibilmente passare sopra alle tubazioni contenenti liquidi.

Connessioni

Le giunzioni e le derivazioni devono essere eseguito con appositi dispositivi di


connessione (morsetti con o senza vite) aventi grado di protezione IPXXB; non sono
quindi considerate a norma le giunzioni e/o le derivazioni eseguite con
attorcigliamento e nastratura. Il grado di protezione IPXXB indica che le parti attive,
cioè le parti in tensione nel servizio ordinario incluso il neutro, non sono accessibili al
dito di prova.

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I dispositivi di
connessione devono
essere ubicati nelle
cassette; non sono
ammessi nei tubi e sono
fortemente sconsigliati
nelle scatole porta-
apparecchi.

L’entra-esci sugli
apparecchi (prese,
lampade, ecc.) è
ammesso solo se
esistono doppi morsetti,
oppure se il morsetto è
dimensionato per la
sezione totale dei cavi.

I dispositivi di connessione non devono lasciare parti conduttrici scoperte

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Scaricatori di sovratensione

Ogni volta che si interviene su un impianto elettrico si dovrebbe verificare se l’edificio


è protetto o meno dai fulmini.
Se l’edificio non è auto protetto occorre installare gli scaricatori di sovratensione (SPD)
ed eventualmente il parafulmine (LPS). Qualora l’edifico sia auto protetto
l’installazione degli scaricatori è comunque consigliabile per evitare danni economici
(danni ai quali il committente può richiedervi dei risarcimenti se non si sono presi
opportuni accordi).
Le prescrizioni minime per gli scaricatori negli appartamenti sono le seguenti:
• SPD di classe II (ricavabile dal catalogo del costruttore)
• Corrente di scarica almeno 5kA (ricavabile dal catalogo del costruttore)
• Collegamento a terra con cavo almeno da 4mmq (consigliabile 6mmq, che
diventa necessario per gli scaricatori di tipo I)
• Cablaggio con cavi il meno lunghi possibile (si consiglia di non superare 0,5m
per il collegamento di fase e neutro e altri 0,5m per il collegamento di terra).

Installare gli SPD a sentimento è una spesa inutile che non da alcuna garanzia sulla
protezione, pertanto l’installazione deve seguire un certo criterio.

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Ubicazione delle apparecchiature

Le apparecchiature devono rispettare delle quote di installazione, secondo la norma


CEI 64-8 e la guida CEI 64-50
L’asse di inserzione delle prese a spina (corrisponde di solito all’alveolo di terra) deve
risultare ad un’altezza dal piano di calpestio di almeno 17,5 cm se a parete (sia con
montaggio incassato, sia sporgente) o di almeno 7 cm se il montaggio è su
canalizzazioni o zoccoli.

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Nei locali servizi previsti per i portatori di handicap deve essere installato un
campanello di allarme in prossimità della vasca e della tazza (wc).
Secondo il DM 236/89 almeno un locale servizi dovrebbe essere previsto per i
portatori di handicap in tutti gli appartamenti (salvo gli edifici unifamiliari o
plurifamigliari senza parti comuni). E’ consigliabile chiedere al costruttore se siano
previsti locali per disabili.
Si ricorda che nelle autorimesse l’altezza delle apparecchiature è fissata a 1,15m dal
piano di calpestio, indipendentemente dalla presenza di persone con handicap motori.

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Locali contenenti vasche o docce

E’ fondamentale conoscere preventivamente la posizione della doccia.


Tutti i circuiti delle zone 0,1,2,3 del locale da bagno, o doccia, devono essere protetti
da un interruttore differenziale con Idn ≤ 30 mA (è sufficiente allo scopo l’interruttore
differenziale dell’appartamento anche se è preferibile un differenziale da 10mA).
E’ importante conoscere preventivamente la posizione della doccia e/o della vasca per
definire con precisione le zone di pericolosità, in base alle quali sono definite le regole
di installazione.
Le zone non si estendono all’esterno del locale attraverso le aperture munite di
serramenti: ciò vuole dire che l’interruttore posto fuori dalla porta del bagno è
ammissibile, anche se dista meno di 60 cm dal bordo della vasca. Le zone sono inoltre
modificate dalla presenza di ripari fissi.

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Individuazione delle zone nei locali da bagno (quote in metri).
a) L’altezza della zona 1 è misurata dal pavimento, perché il fondo della vasca si
trova a meno di 15 cm dal pavimento stesso.
b) L’altezza della zona 1 è misurata dal fondo della vasca, essendo questa a più di
15 cm dal pavimento, Inoltre il muretto sul bordo della vasca riduce
l’estensione della zona 2.

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Individuazione delle zone nei locali doccia (quote in metri).
a) Estensione delle zone intorno al piatto doccia.
b) La presenza di un ostacolo fisso modifica l’estensione della zona 2.

Individuazione delle zone nei locali doccia senza piatto doccia (quote in metri).
a) Scompare la zona 2. La zona 1 si estende fino a 1,2 m dal soffione agganciato.
b) La presenza di un ostacolo fisso deforma la zona 1.

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Locale da bagno:
a) Individuazione della zone e ubicazione di alcuni componenti elettrici (quote in
metri);
b) Particolari del collegamento elettrico dello scaldacqua ubicato in zona 1 o 2.

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In fase di allestimento del locale da bagno, occorre effettuare i collegamenti
equipotenziali supplementari sulle tubazioni metalliche all’ingresso (o all’usicita) del
locale. Se la tubazione è isolante non occorre effettuare l’EQS (fig. a) se le tubazioni
sono metalliche e rivestite di materiale isolante occorre effettuare l’EQS (fig. B).

I collegamenti equipotenziali supplementari vanno effettuati con conduttore di sezione


2,5 mm² se protetti con tubo, oppure 4 mm² se istallati direttamente sotto intonaco o
sotto pavimento.
Tali collegamenti vanno eseguiti con “collari” di materiale tale da evitare fenomeni
corrosivi: ad esempio di acciaio inox o di ottone per tubazioni di acciaio zincato, in
rame o in ottone per tubazioni in rame.
Esempio di collegamento equipotenziale supplementare nel locale da bagno:
A) Con tubo protettivo;
B) Senza tubo protettivo;

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L’installazione della vasca per idromassaggio non comporta particolari accorgimenti
impiantistici; valgono le stesse regole e zone indicate precedentemente.
La vasca per idromassaggio deve essere conforme alle relative norme ed essere
protetta con un interruttore differenziale con Idn ≤ 30 mA.
E’ sufficiente allo scopo la protezione differenziale del quadro di appartamento.
Per maggiore sicurezza si può prevedere un apposito interruttore differenziale con Idn
10 mA.
Le saune seguono norme particolari e non sono trattate nel presente fascicolo.

Se a 230V il campanello di chiamata deve essere posizionato sopra ai 2,25 m di


altezza.

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Se a 12V il campanello di chiamata può essere posizionato in zona 1 o 2.

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Cucine

La cucina di una appartamento non è considerata dalle norme un ambiente particolare


(valgono le regole generali): non sono quindi necessari i collegamenti equipotenziali
supplementari.
Per l’alimentazione degli elettrodomestici si consiglia di installare delle prese tipo P30
con terra laterale e centrale ad alveoli protetti, onde poter collegare indifferentemente
elettrodomestici dotati di spina tedesca (schuko) o di spina italiana. Le prese sul piano
di lavoro (h=110-120 cm) vanno ubicate lontano dal lavello e dal piano di cottura.
I punti prese non accessibili e le alimentazioni dirette devono essere comandati da
punti accessibili tramite interruttori onnipolari.

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IMPIANTO DI TERRA

Generalità

L’impianto di terra è costituito fondamentalmente da:

• Dispersore;
• Nodo o collettore principale di terra;
• Conduttori di protezione;
• Conduttore di terra;
• Collegamenti equipotenziali.

Il dispersore può essere di varie tipologie:

• Dispersore intenzionale ( picchetti, tubi, profilati, tondini, ecc..);


• Dispersore naturale (ferri delle fondazioni in cemento armato, plinti, travi,
ecc..);

Il modo di collegamento a terra degli impianti di civile abitazione è in Italia il sistema


TT; l’impianto di terra delle masse (costruito dall’utente) è separato dall’impianto di
terra del neutro (previsto dal Distributore di energia).

Per massa si intende una parte conduttrice, facente parte dell’impianto elettrico, che
può essere toccata e che non è in tensione in condizioni ordinarie di isolamento, ma
che può andare in tensione in caso di un cedimento dell’isolamento principale.
Per massa estranea si intende una parte conduttrice non facente parte dell’impianto
elettrico in grado di introdurre un potenziale, generalmente il potenziale di terra.
Masse e masse estranee vanno messe a terra.

Dispersore

Si possono utilizzare i ferri delle fondazioni in cemento armato, collegandoli con una
corda nuda di rame posta lungo il perimetro dell’edificio.
Questo tipo di impianto di terra (terra di fondazione) è conveniente solo se eseguito
durante la costruzione delle fondazioni, quando lo scavo è ancora aperto.
Esempio di dispersore in corda di rame collegata ai ferri delle fondazioni in cemento
armato.

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Esempio di collettore, conduttore di terra e dispersore realizzato ad anello con
collegamento ai ferri delle fondazioni in cemento armato.

Al termine dei lavori l’installatore deve eseguire una verifica con idoneo strumento per
verificare la resistenza dell’impianto di messa a terra che si consiglia non superi mai i
20 ohm (il valore ideale è di pochi ohm). Il valore della misura deve essere riportato
nella verifica iniziale che è bene venga allegata alla dichiarazione di conformità.
N.B. E’ il coordinamento tra gli interruttori differenziali e l’impianto di terra che
garantisce la sicurezza, in mancanza del differenziale la sicurezza viene a meno, come
spesso avviene nei condomini dove alcuni appartamenti ne sono sprovvisti.

Conduttore di terra

Il conduttore di terra collega il dispersore al collettore o nodo di terra. La sezione del


conduttore di terra deve essere almeno uguale a quella del conduttore di fase di
sezione più elevata, con un minimo di 16 mmT se posato senza tubo protettivo, 6
mmT se posato con tubo protettivo. In realtà per gli edifici civili è quasi sempre
sufficiente un conduttore da 16 mmT anche se la sezione del conduttore di fase è
maggiore.
Se costituito da corda nuda di rame interrata, deve avere una sezione di almeno 25
mmT, con filo elementare di diametro almeno 1,8 mm; se è un conduttore interrato di
acciaio zincato, deve avere una sezione di almeno 50 mmT.
E’ consigliabile proteggere con nastro bituminoso, o con manicotto termo restringente,
il conduttore di terra in acciaio zincato nel tratto in cu entra nel terreno, per circa 30
cm, sia sopra sia sotto la superficie del suolo. In tale tratto il conduttore di terra è
infatti particolarmente esposto alla corrosione. Nelle abitazioni non condominiali tale
conduttore dovrà arrivare al quadro d’appartamento.

Collettore di terra

Il collettore di terra è costituito da una barra, ad esempio di rame o di acciaio zincato.

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Un’alternativa potrebbe essere una morsettiera (considerazione personale).

Al collettore devono essere collegati i conduttori di protezione, i conduttori


equipotenziali principali ed il conduttore di terra.

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All’interno dell’appartamento il collettore locale deve essere ubicato all’interno del
quadro generale per permettere una corretta installazione degli scaricatori di
sovratensione.

Collegamento equipotenziale principale EQP

Le tubazioni metalliche di acqua, gas, altre tubazioni entranti nel fabbricato, ed altre
eventuali masse estranee ad esempio camicia metallica di un pozzo, devono essere
collegate all’impianto di terra.

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Il collegamento deve essere effettuato al collettore di terra; i conduttori devono avere
sezione di 6 mmT.
Gli EQP possono essere fatti a monte o a valle dei contatori di acqua o gas e devono
essere eseguiti anche se la tubazione d’ingresso e isolante o se c’è una parte di
tubazione isolante o un giunto dielettrico.

Collegamento equipotenziale supplementare EQS


Nei locali da bagno (contenenti vasca o doccia) i collegamenti equipotenziali
supplementari vanno effettuati con conduttore di sezione 2,5 mm² se protetti con
tubo, oppure 4 mm² se istallati direttamente sotto intonaco o sotto pavimento.

Conduttori di protezione PE

Il conduttore di protezione collega a terra le masse dell’impianto elettrico. Se fa parte


della stessa conduttura di alimentazione, cioè se è posato dentro lo stesso tubo
protettivo o fa parte dello stesso cavo multipolare, deve avere sezione almeno uguale
a quella dei conduttori di fase (fino a 16 mmT).

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Il conduttore di protezione comune a più circuiti deve esser dimensionato in base al
conduttore di fase si sezione maggiore. La sezione minima del conduttore di
protezione non facente parte della stessa conduttura dei conduttori di fase: valgono le
sezioni della figura precedente con i minimi sotto indicati.

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BOX AUTO E RIPOSTIGLIO

La linea di alimentazione del box e del ripostiglio (cantina) è normalmente allacciata


alla fornitura di energia elettrica del singolo appartamento (alimentazione monofase).
La linea deve avere una sezione tale da contenere la caduta di tensione entro il 4%
della tensione normale.
Un interruttore deve essere installato all’inizio della linea, di solito in prossimità del
gruppo di misura dell’energia elettrica; deve avere la corrente nominale indicata in
tabella ed essere anche di tipo differenziale, con Idn 30 mA.

¹ Per posa in canale (cavo multipolare), adottare la sezione di 2,5 mm² nei seguenti
casi:
- Il cavo ha isolamento in PVC e nel canale sono posati più di 6 cavi, oppure
- Il cavo ha isolamento in gomma etilenpropilenica (EPR) e nel canale sono posati
più di 12 cavi.
² Per posa in canale (cavo multipolare), adottare la sezione di 4 mm² nei seguenti
casi:
- Il cavo ha isolamento in PVC e nel canale sono posati più di 4 cavi, oppure
- Il cavo ha isolamento in gomma etilenpropilenica (EPR) e nel canale sono posati
più di 9 cavi.

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IMPIANTI AUSILIARI

Appartamento

La distribuzione interna dell’appartamento che offre maggiore flessibilità è a stella.


All’ingresso dell’appartamento, nel punto scelto per il centro stella, deve essere
installato un armadietto o una scatola di derivazione, dove ubicare l’attestazione della
rete di telecomunicazione esterna, le terminazioni dei cavo che collegano il centro
stella alle prese e gli apparati passivi, ed eventuali attivi (hub, router, ecc.), che
permettono la distribuzione dei segnali.
E’ suggerita l’installazione di almeno una scatola portaprese per stanza (più scatole
nei locali di maggiori dimensioni, a tal proposito vedasi il paragrafo “ Dotazioni
minime”).
Le scatole dovrebbero essere disposte in modo che ogni zona dell’appartamento non
disti più di 5 m da una presa.
Vicino alle prese per telefonia e trasmissione dati va prevista almeno una presa di
energia elettrica.
Le tubazioni, le cassette e le scatole di derivazione devono essere ad uso esclusivo del
cablaggio per telecomunicazioni o segnali tv.

Esempio di installazione impianti di energia, citofono, TV, telefono all’ingresso


dell’appartamento.

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Impianto centralizzato d’antenna TV

Condominio

L’impianto per la ricezione e distribuzione dei segnali televisivi deve essere


rispondente alle norme CEI 100-126 e CEI 100-7.
La linea a 230V per l’alimentazione del centralino di amplificazione deve essere posata
in tubi e cassette separate dalle linee di segnale.
Le scatole per i circuiti TV devono essere indipendenti, o separate con setti isolanti, da
quelle dei circuiti di energia.

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Appartamento

La parte interna delle singole unità immobiliari deve avere le seguenti caratteristiche:
- Distribuzione a stella;
- Tubi a pavimento con diametro di almeno 25 mm;
- Cassette di derivazione indipendenti o con setti isolanti di separazione;
- Scatole porta prese TV indipendenti o separate con settori isolanti dagli impianti
di energia.

Messa a terra dell’antenna TV

Il conduttore esterno del cavo coassiale deve essere collegato all’impianto di terra
generale dell’edificio.
Il sostegno dell’antenna deve esser collegato a terra, secondo le modalità indicate
nelle norme EN 62305 (CEI 81-10), solo nei casi particolari in cui sporga al di sopra
dell’edificio tanto da aumentare in modo inammissibile la frequenza di fulminazione.

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Il collegamento a terra dell’antenna non è sicuramente necessario poiché essa non
sporge oltre il volume delimitato dalla retta con pendenza 1/3 che tocca le parti più
alte dell’edificio e dal suolo.

Impianto citofonico o videocitofonico

Condominio

E’ consigliabile utilizzare tubazioni e scatole indipendenti da quelle degli altri impianti.


I cavi da usare in questi impianti possono esser sia di tipo telefonico, sia per energia.
Cavi dell’impianto citofonico, o videocitofonico, con lo stesso isolamento dei conduttori
di energia, possono coesistere con questi ultimi nella stessa tubazione; in alternativa,
i cavi di energia del tipo a doppio isolamento, ad esempio FG7OR, possono coesistere
con i cavi degli impianti ausiliari isolati per la loro tensione nominale.
In ogni caso le cassette di derivazione devono essere separate o con setti separatori
inamovibili.
Sezione minima dei cavi per citofoni o per videocitofoni:

DISTANZA TELECAMERA MODULO POSTO CHIAMATA FONIA SERRATURA


(m) (mmT) RIPRESA INERNO (mmT) (mmT) (mmT)
(mmT) (mmT)
50 1 1,5 1 0,5 0,5 1
51-100 1,5 2,5 1,5 0,75 0,75 1,5
101-200 2,5 4 2,5 1 1 2,5
201-300 2,5 4 2,5 1,5 1,5 2,5

Per alcuni circuiti degli impianti di videocitofono occorrono cavi di sezione maggiore;
vengono in genere usati cavi multipolari per energia con tensioni nominali 300/500 V
del tipo FROR.
Per il segnale video è spesso necessario utilizzare cavi coassiali isolati in polietilene
con impedenza caratteristica 75 Ω.

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SERVIZI CONDOMINIALI

Nei successivi paragrafi sarà trattata brevemente l’esecuzione degli impianti elettrici
nei servizi condominiali che prescindono dall’obbligo di progetto.
L’impianto elettrico relativo ai servizi condominiali deve essere suddiviso su più
circuiti, ad esempio: illuminazione scale (un circuito per ogni scala), illuminazione
giardino (uno o più circuiti, secondo l’estensione del giardino), centrale idrica
(autoclave), impianto centralizzato di antenna TV, ecc.
Il tratto di linea che va dal contatore al quadro dei servizi generali si può proteggere
contro il cortocircuito per mezzo dell’interruttore limitatore del Distributore di energia
come precedentemente indicato. Deve essere fatta la protezione dal sovraccarico. Si
consiglia di usare un cavo di sezione non inferiore a 6mmq (tale sezione è richiesta
per i montanti degli appartamenti e non per i servizi comuni).

Illuminazione delle scale

E’ opportuno prevedere un impianto di illuminazione con due circuiti:


- Luce serale con illuminamento normale (comando temporizzato a pulsante);
- Luce notturna con illuminamento ridotto (comando automatico con interruttore
crepuscolare).
L’illuminazione di sicurezza per questi ambienti è fortemente consigliata e diventa
obbligatoria per il vano scala di edifici con altezza antincendio superiore a 32 m o se il
luogo è considerato lavorativo (es. se c’è il portiere).
Un infortunio nelle scale per l’improvvisa mancanza dell’illuminazione ordinaria sarà
imputabile all’installatore che non ha previsto l’illuminazione di emergenza.

L’impianto all’esterno

Il cavo da utilizzare deve essere di tipo con guaina protettiva e con tensione nominale
0,6/1 kW,ad esempio FG7(O)R 0,6/1 kW o N1VV-K;
I cavi direttamente interrati, o posati in tubo protettivo non idoneo a proteggerli
meccanicamente, devono essere protetti con lastra o tegolo ed interrati alla profondità
di almeno 0,5 m.
Non è richiesta una profondità minima di posa, né la protezione meccanica
supplementare, se il cavo è posto entro un tubo protettivo di tipo 450 o tipo 750,
oppure se il cavo è posato entro un condotto o cunicolo.

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Si ricorda che nelle strade ad uso pubblico la profondità minima di posa è 1m, nei
campeggi è 0,6m con protezione addizionale, nelle strutture ad uso agricolo o
zootecnico è 0,5m e scende ad 1m se il terreno è arabile o coltivato.

Le cassette all’esterno devono avere un grado di protezione almeno IP44, è


consigliabile che siano poste ad almeno 20 cm dal suolo.

Le giunzioni e/o derivazioni entro i pozzetti interrati vanno eseguite con materiali
idonei al fine di ripristinare l’isolamento del cavo; ad esempio: giunti a resina colata,
nastrature auto agglomeranti e vernici isolanti, guaine isolanti termo restringenti.

Le prese a spina con corrente nominale fino a 32A, destinate ad alimentare apparecchi
utilizzatori mobili usati all’esterno, devono essere protette da interruttori differenziali
con Idn ≤ 30 mA.

Illuminazione esterna

E’ richiesto un grado di protezione, contro l’ingresso di liquidi, almeno pari a:


- IPX8 (immersione in acqua continua) per i componenti interrati o installati in
pozzetti senza drenaggio;
- IPX7 (immersione per 30 minuti) per i componenti installati in pozzetti con
drenaggio.
In tutti i altri casi è richiesto un grado di protezione almeno IP33, salvo particolari
condizioni di installazione.
Và da se che questo grado di protezione (minimo) non è sufficiente in molti casi, ad
esempio se l’apparecchio è vicino al terreno, perché esposto agli spruzzi (in tal caso
occorre almeno IPX4).

Le lampade degli apparecchi di illuminazione devono essere accessibili solo dopo aver
rimosso un involucro o barriera per mezzo di un attrezzo, a meno che l’apparecchio
non si trovi ad un’altezza superiore a 2,8 m

Si ricorda che eventuali proiettori installati all’esterno dovranno rispondere ai requisiti


della legge regionale n°19 del 29 settembre 2003 relativa alle norme in materia di
riduzione dell’inquinamento luminoso e di risparmio energetico.

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Esempio di collegamento per lampione da giardino di classe I con paletto in
vetroresina e conduttura di classe II.

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Esempio di collegamento per lampione da giardino di classe II con paletto in
vetroresina o acciaio e conduttura di classe II.

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Esempio di collegamento per lampione da giardino di classe I con paletto in acciaio e
conduttura di classe II.

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DOTAZIONI MINIME (VARIANTE V3 NORMA CEI 64-8)

La norma CEI 64/8 (la bibbia degli impianti elettrici) ha stabilito nell’allegato A i
requisiti minimi ai fini delle prestazioni dell’impianto elettrico in ambienti residenziali
(non si applica alle parti condominiali e agli edifici pregevoli per arte D.lgs. 42/04).
Tale allegato si applica ai nuovi impianti e ai rifacimenti completi di impianti esistenti,
eseguiti in occasione di ristrutturazioni edili dell’unità immobiliare e saranno in vigore
dal 1 settembre 2011.
Nasce la suddivisione di tre livelli prestazionali:
livello 1: livello minimo al di sotto del quale non è consentito scendere;
livello 2: livello intermedio;
livello 3: dotazioni impiantistiche ampie e innovative (domotica).

L’impianto elettrico per essere conforme alla norma CEI 64-8 deve avere almeno il
livello 1. Per poter essere indicato tale riferimento normativo nella dichiarazione di
conformità non ci si può esimere dal realizzare il minimo prescritto.
Oltre alla funzionalità, l’inserimento di un livello minimo permette di rendere
trasparente il valore di un impianto, le dotazioni non sono più a discrezione
dell’installatore ed i vari preventivi saranno meglio confrontabili.

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Principali novità:
• Dimensionamento dell’impianto per potenza di 3kW per superfici fino a 75 mq
• Dimensionamento dell’impianto per potenza di 6kW per superfici superiori a 75
mq
• Sfilabilità dei cavi e diametro del tubo almeno 1,5 volte il diametro del cerchio
circoscritto al fascio di cavi in esso contenuti
• Illuminazione di emergenza
• Sezione del montante non inferiore a 6mmq
• Selettività degli interruttori differenziali, sia verticale che orizzontale con
almeno 2 differenziali in parallelo
• Impiego di differenziali di tipo A ove richiesto
• Entra esci sui morsetti delle prese al massimo fra due punti presa
• Connessioni all’interno delle scatole di derivazione con morsetti
• Quadro con interruttore generale
• Spazio disponibile nel quadro di almeno un 15% con un minimo di 2 moduli
liberi
• Arrivo conduttore di terra nel quadro generale
• Installare accanto ad ogni presa telefonica una presa di energia
• Installare almeno una presa TV in ogni locale con accanto una predisposizione
per 6 prese energia (le rimanenti prese TV nel medesimo locale possono essere
affiancate da una sola predisposizione di punto presa)
• Installare in ogni locale, in prossimità della porta almeno una presa
(consigliabile di tipo unel)
• Installare prese unel per lavabiancheria e utilizzatori di potenza cospicua
(asciugatrice, lavastoviglie…)
• Installare spia negli interruttori dei punti luce all’esterno e quelli non
direttamente visibili
• Numero minimo di prese di energia per ogni locale
• Numero minimo di punti luce per ogni locale
• Numero minimo di circuiti
• Installazione di due punti presa nei locali da bagno
• Punti presa sul piano di lavoro della cucina
• Installazione di comando del locale in corrispondenza del lato battuta porta,
interno o esterno al locale
• Almeno un punto luce e un punto presa nell’ingresso
• Almeno un punto luce e un punto presa nel corridoio, se la lunghezza è
superiore a 5 m almeno un ulteriore punto luce ed un ulteriore punto presa
• Almeno un punto presa nei ripostigli di superficie maggiore ad 1 mq
• Almeno un punto luce e un punto presa nei giardini di superfici maggiore a 10
mq
• Almeno un punto luce e un punto presa nei balconi, terrazzi, portici di superfici
maggiore a 10 mq
• Almeno un punto luce e un punto presa nelle cantine, nelle soffitte, nei box auto
• I punti prese non accessibili della cucina devono essere comandati da punti
accessibili tramite interruttori onnipolari.
• Sistema di controllo carichi negli impianti di livello 2 e 3
• Domotica con 4 funzioni collegate nel livello 3
• Scaricatori obbligatori negli impianti di livello 3

I punti luce possono essere sostituiti da punti prese comandate.

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Le lampade di emergenza devono essere estraibili e non collegate ad una presa.

Esempio di quadro elettrico in impianto di livello 1

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Esempio di quadro elettrico in impianto di livello 2

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Esempio di quadro elettrico in impianto di livello 3

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Il committente può deliberatamente rinunciare ai requisiti minimi stabiliti nell’allegato
A, trattandosi di prestazioni e non di sicurezza, ma ciò deve risultare in modo esplicito
nell’accordo tra le parti.

Si ricorda tuttavia, ed è bene farlo capire al costruttore, che l’impianto elettrico è e


sarà un valore aggiunto all’immobile, così come lo è ad esempio la certificazione
energetica. Un appartamento con livello 2 può essere venduto ad un prezzo maggiore
di quello di livello 1.
Nella dichiarazione di conformità si potrà indicare nei riferimenti alle norme tecniche
applicate ad esempio “CEI 64-8 escluso allegato A”, facendo riferimento al contratto
fatto con il committente.

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