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IQUINAMENTO DELL'ARIA.

Per la valutazione del problema si deve prendere in considerazione


Ambiente esterno;
Emissioni;
Ambiente di lavoro;

Le concentrazioni accettabili degli inquinanti dipende dall'interesse da tutelare : ad esempio la


salute dei soggetti esposti.

L'aria viene suddivisa in una:


Fase disperdente : aria più o meno inquinata costituita da inquinanti gassosi;
Fase dispersa: costituite da inquinanti sotto forma di particelle solide o liquide.

Maggiori fonti di inquinamento atmosferico:


• processi di combustione
• lavorazione industriali
• usura dei materiali
• inquinamento naturale
• attività agricola
• attività lavorative civili
• eventi naturali

Processi di combustione
Immettono grosse quantità di fonti “dannose” alterando la qualità dell'aria >> fonti:
• Domestiche;
• Industriali;
• Motori a scoppio;
• Impianti di incenerimento dei rifiuti;
• Processi di combustione non controllata;

L'inquinamento domestico è maggiore di quello industriale . L'uso annuo di combustibile per il


riscaldamento domestico è maggiore di quello a livello industriale; inoltre l'efficienza della
combustione della caldaia domestica è minore producendo maggiori sostanze non ossidate e
prodotti incombusti.

Reazione di combustione CnHm + (2n + m/2) O2 > nCO2 + n/2 H2O + calore
essa viene utilizzata in quanto l'idrocarburo utilizzato produce una certa quantità di calore Q che
può essere usata a scopo economico; Il valore energetico del combustibile impiegato è strettamente
legato alla stabilità dei prodotti. Si utilizza l'energia molecolare di rottura e di formazione dei
legami delle molecole coinvolte nel processo sotto forma di gas caldi nelle condizioni ( temp, press)
in cui si svolte la reazione. Perciò in funzione dell'ambiente in cui avviene la combustione trovo:

idrocarburo + aria >> [ CO2 , H2O, O2 , N2, +( CO...) ] fumi caldi


per utilizzare il calore prodotto si utilizzano precisi metodi di scambio.

Logica di scambio Q ceduto = Volume gas / 1 unità = Volume liquido / 1 unità ;

si usano le combustioni per ottenere il calore che è contenuto nel combustibile.

Aspetti economici e aspetti ambientali si contrastano.


Per valutare una reazione di combustione si prende in considerazione:
• ruolo del comburente ( aria, O2...)
• ruolo della temperatura
• ruolo della turbolenza
• combustioni combinate
Una reazione di combustione è influenzata dalle condizioni a contorno come la temperatura, la
quantità di ossigeno, il combustibile utilizzato e il mescolamento. Per valutare le emissioni di un
processo di combustione bisogna analizzare la composizione del combustibile usato, sapere cosa
accade nel camera di combustione, monitorare la temperatura e la quantità di comburente presente e
infine analizzare la composizione dei fumi di combustione.

Composizione del combustibile generica :


Carbonio 70% ; Idrogeno 25% ; [ azoto, zolfo, silicio, metalli, cloro] 5% ;

da tali componenti sono possibili i seguenti prodotti :


• CO2, H2O; CO;
• composti di ossidazione parziale del combustibile; idrocarburi incombusti.
• SO2 ; NOx; HCl ;
• Ossidi dei metalli;
• SiO2 .
In generale tutto lo zolfo , azoto e cloro si trasformano in anidride solforosa, ossidi d'azoto, acido
cloridrico.

PROBLEMA DELLA COMBUSTIONE INCOMPLETA: legato a motivi fisici in quanto il


combustibile non è riuscito ad entrare in contatto intimo con l'ossigeno durante la reazione.

Sopra i 700°C i fumi sono molto caldi e il calore recuperato Q è maggiore. Avere un un
temperatura dei fumi molto caldi significa avere un buon rendimento delle reazioni di combustione.
Ma la temperatura elevata favorisce la reazione N2 + O2 >> 2 NO ( inquinante). Per abbassare la
concentrazione di ossido di azoto posso porre davanti al bruciatore una lamiera in modo tale che
quando i fumi vanno a sbattere su di essa, la loro temperatura si abbassa poiché si disperde sulla
lamiera. In conseguenza ad una riduzione della temperatura si riduce anche la concentrazione di
ossido di azoto emesso. [ da 500 mg/m3 si passa a 25 mg/m3] bisogna precisare che il maggiore
carico di NO non deriva dall'azoto presente nel combustibile bensì dall'ossidazione dell'azoto
presente nell'aria.

Altri inquinanti : IPA ( idrocarburi policiclici aromatici ) e PCDD ( policlorodibenzendiossine)


sono sostanze inquinanti prodotte medianti sintesi ( 10^-9 g/m3) i quali producono effetti inquinanti
critici. Essi sono BIOACCUMULABILI cioè riescono ad adsorbirsi nei cicli metabolici così da
essere accumulati dando effetti negativi.

TRIANGOLO DI FUOCO per svolgere una reazione di combustione serve la contemporanea


presenza di combustibile, comburente e innesco. Il comburente e il combustibile sono composti
reattivi che formano un mix infiammabile solo in opportune concentrazioni. Tutte le reazioni di
combustione hanno una variazione di entalpia minore di zero e perciò sono esotermiche e molto
veloci. Esse fanno aumentare velocemente i parametri temperatura e volume. L'innesco solitamente
avviene in fase vapore quando il mescolamento dei reagenti è ottimale.
EFFETTI DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO:
• Danni alla vegetazione.
• Danni al patrimonio artistico.
• Danni agli esseri viventi.
• Danni sul clima.
( tale elenco viene basato su criteri di visibilità e tangibilità)
Inquinanti prodotti
• monossido di carbonio CO
• ossidi di azoto (NO)x 500-300 ppm per i gas di scarico delle auto
• ossidi di zolfo ( SO)x 800 ppm assenti nei gas di scarico a basso tenore di zolfo
• idrocarburi incombusti 200 ppm ( fino al 10% in v/v nei gas di scarico )
Tipi di combustione
• motori a combustione interna senza marmitta catalitica : grande quanti di ossidi di zolfo, di
azoto e idrocarburi incombusti, la reazione di combustione è incompleta.
• Auto a Gpl, metano, etc. : auto a combustione interna nel quale il quale il comburente viene
considerato pulito poiché è privo di N e S.
• Motore diesel : motore ad autoacensione dove il gasolio viene bruciato per compressione o
surriscaldamento mediante l'effetto joule.
• Motore a scoppio : necessita di un innesco per incendiare il comburente.

Sistema di mitigazione catalitica : marmitta catalitica, riduce il carico di inquinanti grazie ad


un opportuno flusso di dei gas di scarico su filtri appositi dove si ha la completa ossidazione dei
composti parzialmente ossidati.
Norme sull'inquinamento dell'aria
Le prime norme sull'inquinamento sono nate nel 1930
• codice penale 1930 art 674 → inquinamento ambientale
norme che giudicano i comportamenti sotto il piano penale: sanzioni penali e civili.
“getto pericoloso di cose” il codice penale punisce colui che altera lo stato di un sistema.
• Codice penale 1942 → art 844
“Immissioni” a distanza di 12 anni viene introdotto un nuovo concetto “Normale tollerabilità”,
tale principio deve essere caratterizzato da limiti numeri altrimenti è inutilizzabile.
• Dal testo unico sulle leggi sanitarie del 1934 art 216
tali norme tecniche hanno il compito di tradurre le leggi penali a livello ambientale per lo
salvaguardare gli scopi sanitari = salute delle persone. Vengono suddivise le attività umane
mediante determinate classi: alcune attività produttive più pericolose devono essere
allontanate dalle abitazioni civili mentre altre possono essere lasciate all'interno delle città.
Es. Classe 1: deve essere dimostrata che la sua attività è salubre per la salute del cittadino. Si
richiede perciò un AUTORIZZAZIONE PREVENTIVA, si richiede agli enti preposti un
autorizzazione per poter svolgere l'attività così da salvaguardare la salute delle persone.
Fino alle 1966 il sindaco era responsabile delle norme che regolavano l'attività produttiva
valutando l'immissione dei gas inquinanti in funzioni dei danni ambientali e sanitari.
• 1966 “ PROVVEDIMENTI CONTRO L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO “
1) regolazione sui combustibili ( basso tenore di S)
2) suddivisione del territorio ( zona A + zona B)
3) autorità competente : Sindaco: rilascio dell'autorizzazione per la valutazione del rispetto
delle norme sull'inquinamento atmosferico , si avvaleva della consulenza del comitato
regionale CRIA.
4) CRIA : comitato regionale per l'inquinamento : chimici e ingegneri chimici che
definivano i limiti delle immissioni per ogni singola attività in funzione dell'impianto
presente.
Si stava formando un nuovo meccanismo : 1) autorizzazione ; 2) controllo mediante parametri ,cioè
analisi.

• 1975 ENEL studiando le emissioni da parte di diverse tecnologie ma che utilizzano il


medesimo combustibile si ottengono emissioni diverse.

MEDIANTE IL CRITERIO DEL BUON SENSO SONO STATE DEFINITI :


1. limiti di accettabilità
2. metodologie di misure per certe sostanze.

Un applicazione di ciò si riscontra nella normativa dei combustibili : nella quale non si possono
utilizzare i combustibili ad alto tenore di zolfo tranne per gli impianti di grossa taglia →
applicazione del buon senso. In tale modo si eliminano le emissioni di zolfo più vicine alle persone,
concentrando tali emissioni solo su certi impianti.

Caso di una caldaia che brucia male : ottengo una quantità di fumi maggiori ma a una temperatura
inferiore, questo provoca una minore dispersione poiché i fumi non raggiungono un altezza
sufficiente e quindi più velocemente cadono al suolo.
H2O(l) = fumo bianco
H2O(l) + inquinanti = fumi neri
I camini industriali sono molto alti e liberano sul territorio quantità minori di inquinanti, mentre
quelli domestici hanno camini con altezze minori cosicché gli inquinanti si disperdono in un raggio
minore al suolo e più concentrati.
Limiti di accettabilità= Limiti di concentrazione:
ciò che crea l'impatto sono le tonnellate di inquinanti, la concentrazione di un determinato
inquinante al suolo è funzione del suo flusso di massa ( portata L/ h) . Perciò la concentrazione può
variare se varia il suo flusso di massa, al fine di ciò si utilizzano sistemi di abbattimento.

• Prima norma sull'inquinamento si ha nel 1988


si affronta il concetto di salubrità dell'aria. Si parla di pericoli diretti e indiretti, cioè si
affrontano i temi dell'inquinamento sia discutendo delle cause per cui si ha inquinamento
diretto studiando la fonte ma anche discutendo come esso si distribuisce .*

Si definisce inquinamento atmosferico come qualsiasi alterazione del sistema nelle


condizioni normali andando ad approfondire il concetto di pericolo per la salute umana
prendendo in considerazione gli effetti diretti e indiretti.
Interventi principali delle norme:
1. limitazione nell'utilizzo dei combustibili fossili in particolare quelli ad elevato contenuto di
zolfo;
2. ridurre ed eliminare i CFC;
3. divieto di utilizzo di amianto in tutti i settori;
4. regime autorizza-torio per la manipolazione di sostanze cancerogene;
5. divieto di impiego dei processi a ciclo chiuso;

INQUINAMENTO DI UN CAMINO
Le caratteristiche immisive non possono essere generalizzate ad ogni situazione. Ogni tipo di
impianto possiede tecnologie di cui possiamo conoscere l'impatto degli inquinanti. Bisogna eseguire
un confronto quando dobbiamo affrontare un sistema di cui si sospetta un impatto maggiore di certi
inquinanti.
Valori limiti di emissione:
1. impianti di combustione con potenza minore di 450 MW nei quali si utilizzano combustibili
liquidi;
2. inceneritori di rifiuti: il volume dei fumi che esce da camino è proporzionale alla quantità di
rifiuti da esse bruciata. Il criterio del limite non dipende solo dalla concentrazione .

Se i limiti vengono superati bisogna fare in modo di trattenere tali fumi prima che escano
dall'impianto mediante processi di MITIGAZIONE.
In un camino la concentrazione di ossigeno [O2] varia lungo il passaggio dalla caldaia al camino
mentre quella degli inquinanti non varia ma verrà un po' diluita dall'ossigeno.

CRITERIO DELLA NORMALIZZAZIONE DEL CON IL CONTENUTO DI OSSIGENO NEI FUMI:


E= [( 21-O) / (21- Om)] x Em
E= concentrazione riportata all'ossigeno di riferimento ;
O= tenore di ossigeno di riferimento;
Om== tenore di ossigeno misurato;
Em= concentrazione misurata;
In nessuna normativa ambientale è ammessa la diluizione

Di norma la misura di un emissione deve essere di una durata tale da poter essere ricondotta ad
una media oraria. Su richiesta del titolare dell'impianto può essere concesso nell'atto autorizza-torio
di effettuare misure di su un arco temporale diverso. Così si definisce un processo stabile o
instabile a seconda che la misura effettuata in tempi diversi sia uguale oppure no.

Esempio : Limite : 10; la media su tre misure effettuate è < x > = 8,15 ± 0,3 il sistema è STABILE!
Poiché il limite non viene mai superato.
Prendiamo un altra misurazione sempre con il limite fissato a 10 la media ora è <x>= 8,15 ± 1,9.
Poiché il limite può essere superato non è detto che tutte le misure rispettino il limite ( instabile ? )