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N. 00348/2011 REG.PROV.COLL.

N. 01393/2009 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce - Sezione Seconda

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1393 del 2009, integrato da motivi aggiunti,
proposto da:
Ingrosso Luciana, rappresentata e difesa dall'avv. Franco Carrozzo, con domicilio
eletto presso il suo studio in Lecce, via Salandra 30;
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca e Ufficio Scolastico
Provinciale di Lecce, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato
e domiciliati “ope legis” presso i suoi uffici in Lecce, via Rubichi;
Provincia di Lecce, rappresentata e difesa dagli avv.ti Francesca Testi e Maria
Giovanna Capoccia e domiciliata presso l’Avvocatura provinciale;
nei confronti di
tutti i concorrenti inseriti nelle impugnate graduatorie in posizione prioritaria
rispetto alla ricorrente e i riservatari ivi inseriti anche in posizione successiva,
nessuno dei quali costituito;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia
- quanto al ricorso:
a) delle graduatorie definitive provinciali ad esaurimento per le assunzioni a tempo
indeterminato e determinato, pubblicate nell’agosto 2009, formate dall’Ufficio
Scolastico Provinciale di Lecce in applicazione del D.M. n. 42 dell’8/4/2009 per il
biennio 2009/2011 per gli insegnamenti nella scuola primaria, ivi compreso
l’elenco degli idonei all’insegnamento della Lingua Inglese nella primaria e nella
scuola secondaria, per le classi di concorso A346 - Lingua e Civiltà Straniera
Inglese e A345 - Lingua Straniera Inglese, nella parte in cui non viene riconosciuto
alla ricorrente il diritto alla riserva dei posti quale disabile ai sensi della legge n.
68/99 (riserva N);
b) dei provvedimenti e comunque delle determinazioni, anche di estremi ignoti,
attraverso i quali la Provincia di Lecce, Ufficio per l’Impiego, ha ritenuto la
ricorrente priva dello stato di disoccupazione nell’anno solare 2009 e precisamente
dall’1/1/2009, nonché degli attestati o comunque delle certificazioni al riguardo
rilasciate dal predetto Ufficio per l’Impiego;
c) di ogni altro atto provvedimento preordinato, collegato o consequenziale;
- quanto ai motivi aggiunti depositati in data 15/10/2009:
del decreto del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Lecce del
18/9/2009, con il quale viene disconosciuto il diritto alla riserva dei posti previsto
dalla legge n. 68/99, già riconosciuto alla ricorrente nelle graduatorie provinciali ad
esaurimento formate per il biennio 2007/2009;
- quanto ai motivi aggiunti depositati in data 5/11/2009:
del provvedimento del Responsabile del Centro per l’Impiego della provincia di
Lecce del 15/10/2009 prot. n. 79755, con il quale è stata respinta la domanda di
reiscrizione negli elenchi degli invalidi civili con decorrenza dall’1/1/2009.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e
della Ricerca e dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Lecce;
Visto l’atto di costituzione in giudizio della Provincia di Lecce;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore per l’udienza pubblica del giorno 2 dicembre 2010 il dott. Giuseppe
Esposito e uditi per le parti gli avv.ti G. Olivari in sostituzione dell'avv.to F.
Carrozzo, G. Angelastri in sostituzione degli avv.ti Testi e Capoccia e F.sca Testi, e
l’Avvocato dello Stato A. Roberti;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

FATTO e DIRITTO
1.- La ricorrente, inclusa quale riservataria invalida civile nelle graduatorie ad
esaurimento formate dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Lecce per il biennio
2007/2009 (per gli insegnamenti della Lingua e Civiltà Inglese di cui alle classi di
concorso A346 e A345), otteneva in virtù della riserva incarichi di insegnamento a
tempo determinato per gli interi anni scolastici 2007/08 e 2008/09.
Nella domanda di aggiornamento della posizione nelle graduatorie per il biennio
successivo (D.M. 8/4/2009 n. 42), la Prof. Ingrosso barrava la casella attinente alla
situazione vantata di riservataria, allegando altresì la certificazione dell’AUSL Le/1
di riconoscimento dell’invalidità.
Sennonché, dopo aver inizialmente verificato l’inserimento nelle graduatorie come
richiesto, ha successivamente appurato che l’Amministrazione non le aveva
confermato il diritto alla riserva dei posti.
Ciò in quanto l’Ufficio per l’Impiego della Provincia di Lecce aveva ritenuto la
ricorrente sprovvista del requisito della disoccupazione al momento della domanda
di aggiornamento della posizione nelle graduatorie (per aver conseguito un incarico
superiore a 8 mesi, comportante la perdita della riserva vantata: art. 4 d.lgs. n.
181/2000 succ. mod. ed int.).
Pertanto, con il ricorso la Prof. Ingrosso ha impugnato per tale parte le graduatorie
definitive provinciali pubblicate nell’agosto 2009 dall’Ufficio Scolastico Provinciale
di Lecce, nonché i provvedimenti e le determinazioni, anche di estremi ignoti,
attraverso i quali la Provincia di Lecce – Ufficio per l’Impiego ha ritenuto la
ricorrente priva dello stato di disoccupazione nell’anno solare 2009.
Nell’atto sono articolati i seguenti motivi:
I. Violazione e falsa applicazione della l. n. 68/99, del D.M. n. 42 dell’8.4.09,
nonché della nota dispositiva dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia del 26
maggio 2009. Eccesso di potere per errore nei presupposti;
II. Violazione della l. n. 68/99, del D.M. n. 42 dell’8.4.09 e dell’art. 4 del d.lgs.
181/00 e della deliberazione della Giunta regionale pugliese n. 1643/03. Eccesso
di potere per errore nei presupposti;
III. Violazione e falsa applicazione della l. n. 68/99 e dei principi e delle regole
sulla irrilevanza delle assunzioni a tempo determinato sullo stato di disoccupazione.
Eccesso di potere per errore nei presupposti.
Pressoché contestualmente alla notifica del ricorso, con atto contenente motivi
aggiunti è stato impugnato il decreto del Dirigente dell’Ufficio Scolastico
Provinciale di Lecce del 18/9/2009, con il quale viene disconosciuto anche il
diritto alla riserva dei posti già riconosciuto nelle precedenti graduatorie per il
biennio 2007/2009 (poiché la ricorrente risulta iscritta nell’elenco degli invalidi
civili dopo la scadenza del termine di presentazione della domanda).
Con i motivi aggiunti vengono dedotte le seguenti censure:
I. Violazione e falsa applicazione degli artt. 7 e segg. della l. 241/90. Eccesso di
potere per violazione del giusto procedimento;
II. Violazione ed errata applicazione del DPR 445/00. Eccesso di potere per errore
nei presupposti e difetto di motivazione;
III. Violazione e falsa applicazione dei principi e delle regole in tema di atti di ritiro
e/o autotutela. Eccesso di potere per difetto di motivazione.
Si è costituita in giudizio l’Amministrazione statale, chiedendo che il ricorso sia
dichiarato irricevibile, inammissibile o, gradatamente, rigettato.
Anche la Provincia di Lecce si è costituita in giudizio, confutando nella memoria le
argomentazioni della ricorrente e chiedendo il rigetto del ricorso.
Alla Camera di Consiglio del 22 ottobre 2009 (fissata per la trattazione dell’istanza
cautelare), il Collegio ha disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti
dei docenti che precedono la ricorrente nelle graduatorie e di quelle che vi sono
inclusi in quanto aventi titolo alla riserva di posti, autorizzando la notifica per
pubblici proclami.
Con ulteriori motivi aggiunti la Prof. Ingrosso ha impugnato il provvedimento del
Responsabile del Centro per l’Impiego della provincia di Lecce del 15/10/2009
prot. n. 79755, con il quale è stata respinta la domanda di reiscrizione negli elenchi
degli invalidi civili con decorrenza dall’1/1/2009.
La ricorrente ha provveduto all’integrazione del contraddittorio con le modalità
stabilite nell’ordinanza (la notificazione per pubblici proclami è stata effettuata con
la pubblicazione dell’estratto del ricorso e dei motivi aggiunti sulla G.U. – Foglio
delle inserzioni n. 134 del 19/11/2009, e con il deposito presso la Casa comunale
di Lecce il 12/11/2009).
Con ordinanza del 7 gennaio 2010 n. 1 è stata respinta l’istanza cautelare, sul
rilievo della vigenza dell’art. 4 del d.lgs. n. 181/2000 che priva della riserva
l’insegnante che abbia accettato un incarico di supplenza superiore a 8 mesi.
All’esito dell’udienza pubblica fissata per la data del 15 aprile 2010, il giudizio
veniva sospeso ex art. 295 c.p.c., atteso il carattere pregiudiziale che assumeva la
definizione del giudizio di costituzionalità della norma dell’art. 4 citato, promosso
con ordinanza di rimessione emessa dalla Sezione in altro giudizio.
A seguito della pronuncia con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato
manifestamente inammissibile la questione sollevata, la ricorrente ha chiesto la
fissazione dell’udienza per la prosecuzione del giudizio e, all’udienza pubblica del 2
dicembre 2010, la causa è stata assegnata in decisione.
2.- Come esposto in premessa, la ricorrente otteneva incarichi di supplenza nel
precedente biennio, quale avente titolo alla riserva di posti, mentre in quello in
corso era privata del beneficio (in dipendenza dell’accettazione di incarichi
superiori a 8 mesi) e, in seguito, era annullata la riserva già vantata (per il tardivo
inserimento negli elenchi provinciali degli invalidi civili), mentre l’Ufficio per
l’Impiego provinciale respingeva anche la domanda di reinserimento dall’1/1/2009.
Le graduatorie “in parte qua” e i relativi provvedimenti sono stati impugnati,
nell’ordine, con il ricorso e con i successivi motivi aggiunti.
2.1- Ciò posto, reputa il Collegio che vada dapprima vagliato il primo dei motivi
aggiunti, proposto avverso il decreto del Dirigente dell’Ufficio Scolastico
Provinciale di Lecce del 18/9/2009, avendo carattere prioritario l’esame della
spettanza del diritto alla riserva dei posti per le precedenti graduatorie del biennio
2007/2009.
Il Collegio ritiene fondata la censura di violazione dei principi che presiedono
all’attività di autotutela della P.A.
Invero, seppure la ricorrente è stata iscritta nell’elenco degli invalidi civili a far data
dal 28/5/2007 (e, quindi, dopo la scadenza del 19/4/2007 per la presentazione
delle domande di inclusione nelle graduatorie ad esaurimento, di cui al D.D.G. 16
marzo 2007), ciò nonostante va osservato, da un canto, che l’annullamento è stato
disposto allorquando l’efficacia delle predette graduatorie si è completamente
esaurita ed esse sono state sostituite dalle successive formulate ai sensi del D.M. 8
aprile 2009 n. 42 e, d’altro canto, che la ricorrente ha potuto ottenere incarichi
continuativi di supplenza proprio in virtù della riserva accordatagli, conseguendo
un protratto beneficio che la stessa ha indubbio interesse a conservare, per i
positivi effetti che ancora ne potrebbero derivare.
Orbene, è ampiamente noto il consolidato indirizzo giurisprudenziale per il quale
non è sufficiente a sorreggere l’atto di annullamento l’esigenza di ripristino della
legalità, occorrendo anche la sussistenza di un interesse pubblico attuale e l’assenza
di posizioni consolidate in capo ai destinatari, costituenti presupposti del potere di
autotutela e di cui l’Amministrazione deve dar conto nel provvedimento (cfr., da
ultimo, Cons. Stato - sez. IV, 27 novembre 2010 n. 8291).
Nella specie, nessuno dei suddetti aspetti è stato valutato nell’impugnato
provvedimento, sicché sotto tale profilo vanno accolti i motivi aggiunti e, per
l’effetto, annullato il decreto del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di
Lecce del 18/9/2009.
2.2- Passando all’esame del ricorso, va rammentato che la questione della
conservazione della riserva di posti nelle graduatorie scolastiche è stata
approfonditamente valutata dal Collegio, che con ordinanza del 30 luglio 2009 n.
1962 rimetteva alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 4 del D.
Lgs. 21 aprile 2000, n. 181, sostituito dall’art. 5, primo comma, del D. Lgs. 19
dicembre 2002, n. 297, interpretato nel senso di attribuire la perdita del diritto alla
riserva quale invalido civile, per mancanza del concorrente requisito di
disoccupazione, anche in ipotesi di accettazione di un incarico di supplenza
scolastica superiore a otto mesi.
Senza che sia necessario ripercorrere le ragioni poste alla base dell’ordinanza di
rimessione, va piuttosto detto che, con ordinanza della Corte Costituzionale dell’8
luglio 2010 n. 251, la questione è stata dichiarata manifestamente inammissibile,
occorrendo integrare le questioni prospettate con quanto disposto dall’art. 16,
secondo comma, della legge 12 marzo 1999, n. 68, a tenore del quale la sussistenza
dello stato di disoccupazione, necessaria al momento della domanda di
partecipazione al concorso, non è più richiesta al momento dell’assunzione
dell’incarico.
In tale contesto è intervenuta la pronuncia della Sezione VI del Consiglio di Stato
del 3 maggio 2010 n. 2517, che ha espresso un decisivo orientamento nella
specifica questione, adatto a dirimere le perplessità che avevano indotto questa
Sezione a sollevare la ricordata questione di legittimità costituzionale e a superare
l’incertezza che potrebbe permanere anche a seguito della decisione della Corte
Costituzionale (laddove si afferma che lo stato di disoccupazione non rileva dopo
l’espletamento del concorso, ma pur tuttavia se ne afferma la necessità anche per il
periodico aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento).
Tale orientamento, come già affermato da questa Sezione nella precedente
pronuncia in materia (sentenza del 7 dicembre 2010 n. 2799), pone in debito
rilievo le peculiarità della procedura in esame, connotata dall’unitario
procedimento per l’attribuzione sia di incarichi a tempo determinato che
indeterminato, accordando preminente rilievo all’interesse del riservatario disabile
a conseguire la stabile occupazione nella scuola, il quale non può essere vanificato
dall’accettazione di incarichi connotati da temporaneità.
In particolare, nella decisione del Consiglio di Stato viene chiaramente ritenuto
che:
“La duplice valenza funzionale delle graduatorie permanenti di consentire l’accesso
a incarichi temporanei e, contestualmente, risolvere nel tempo le posizioni precarie
dei docenti interessati, va quindi mantenuta ferma anche per i lavoratori disabili,
che non devono vedersi privati, con l’accettazione di incarichi in ogni caso
caratterizzati da temporaneità, del diritto primario di accedere alla stabile
occupazione nella quota di posti loro riservata”.
Il Collegio, condividendo e facendo proprio le motivazioni della decisione del
Consiglio di Stato e alla stregua della propria precedente pronuncia, evidenzia
dunque che in tal modo è garantito che la normativa sulla collocazione al lavoro
dei disabili sia applicata, nella materia scolastica, senza condurre a situazioni che si
porrebbero in contrasto con la finalità di tutela dei lavoratori e con il principio di
uguaglianza (considerazioni che avevano indotto questa Sezione a sollevare la
questione di legittimità costituzionale).
Pertanto, in fattispecie come quella in esame, si conserva il diritto alla riserva dei
posti, non dovendosi ritenere cessato lo stato di disoccupazione sul solo
presupposto che l’insegnante abbia conseguito un incarico provvisorio di
supplenza superiore a 8 mesi.
Il ricorso va, conseguentemente, accolto, con conseguente annullamento “in parte
qua” delle impugnate graduatorie.
2.3- Anche gli ulteriori motivi aggiunti, proposti avverso il provvedimento del
Responsabile del Centro per l’Impiego della provincia di Lecce del 15/10/2009
prot. n. 79755, vanno accolti.
Con il citato provvedimento è stata respinta la domanda di reiscrizione negli
elenchi degli invalidi civili con decorrenza dall’1/1/2009.
Sennonché, al momento in cui la ricorrente provvide a richiedere la reiscrizione in
data 1/7/2009, cioè diligentemente il giorno dopo il termine della supplenza, non
aveva superato i limiti di reddito per il 2009 che avrebbero comportato la
cancellazione (€ 10.000,00, da riferirsi all’anno solare).
Pertanto, mentre non poteva conservare l’iscrizione per il 2008 a cagione del
superamento del limite di reddito per quell’anno, a partire dal giorno successivo
alla cessazione degli effetti di tale condizione preclusiva (1/1/2009), con tale
decorrenza la ricorrente andava nuovamente iscritta.
3.- Per la novità della questione attinente all’applicazione dell’art. 4 del d.lgs. n.
181/2000, le spese di giudizio vanno integralmente compensate tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Seconda
definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e i motivi aggiunti e, per l’effetto,
annulla i provvedimenti impugnati.
Compensa interamente tra le parti le spese, i diritti e gli onorari di giuidizio.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 2 dicembre 2010 con
l'intervento dei magistrati:
Luigi Costantini, Presidente
Enrico d'Arpe, Consigliere
Giuseppe Esposito, Referendario, Estensore

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 23/02/2011
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)