Sei sulla pagina 1di 15

4 Ottobre 2018

La storia sono le azioni dell’umanità. La storia siamo noi. Non è solo del passato ma anche del
presente. Attraverso dei documenti lo storico dovrà ricostruire il passato. Egli non ha mai la
certezza perché i documenti ricevuti possono essere incompleti. Lo storico perciò dovrà fare un
ulteriore sforzo. Egli dovrà ricercare i documenti privati che costituiscono altre fonti e che possono,
a loro volta, creare ulteriori problemi. Le fonti possono essere di due tipi: pubbliche e private. Le
fonti private arrivano casualmente. Le fonti pubbliche si possono cercare facilmente. Le fonti sono
ciò che l’umanità ha prodotto consapevolmente o no. Lo storico sa di disporre di fonti a lui giunte
casualmente. Egli deve seguire determinate regole, metodi che possono cambiare nel tempo. Lo
storico che non segue dei metodi non è uno storico.
Verso la fine dell’XI sec si deve a Irnerio l’invenzione delle lezioni universitarie. Egli partiva da
un testo del diritto romano e poi si scriveva delle glosse, delle note, che riassumevano il succo delle
lezioni.
Il Medioevo ha forgiato la cultura moderna. Esso va dal V sec d. C. (400) al XV sec d. C. (1400). Il
Medioevo dura 1000 anni. Il termine “Medioevo” deriva dal latino “Media etas” e sta a indicare
l’età di mezzo tra la storia antica e un’epoca che termina con il Rinascimento. Il termine è stato dato
dagli uomini del Rinascimento i quali volevano capire come mai ci fosse stata una crisi dopo
l’Impero Romano d’Occidente (V sec). La crisi è giunta in seguito all’invasione dei barbari. Si
tratta di “secoli bui”, pieni di violenza, di barbarie e durante i quali non c’era alcun progresso. Il
contratto di mezzadria è nato nel Basso Medioevo ed è stato poi abolito. Anche il sistema
curtense è un’invenzione del Medioevo ed equivale al nostro attuale comune. Per studiare il
Medioevo è necessario dividerlo in:
Alto Medioevo Basso
Medioevo Dal V sec al 1000
Dal 1000 al 1500
La periodizzazione va fatta seguendo dei criteri logici e tenendo conto della curva della
popolazione. Si tratta di un criterio di comodo per studiare meglio gli argomenti.
Verso la fine dell’800 e il 1944 emerge il francese Marc Bloch, uno storico importantissimo nella
storia del Medioevo. Marc Bloch è un civile che decide di dedicarsi alla politica a causa dei
problemi che vi erano in Francia. Egli diceva che i servi della gleba non sono mai esistiti. Marc
Bloch scrive un libro intitolato I caratteri originari della storia rurale francese nel quale studia la
forma dei campi. Egli dice che i coloni adscripticii per ragioni economiche lavoravano 1 anno in
un posto, non pagavano le tasse, facevano un altro anno, venivano beccati, così si spostavano e
cambiavano nome.
Alla fine dell’XI sec Irnerio scrive Servi glebe.

Alto Medievo Tardo Basso


Medievo Centrale Medievo Medioevo
Il Medioevo Centrale equivale al Pieno Medioevo (XI-XII-XIII). Gli ultimi due secoli (di crisi)
sono chiamati Tardo Medioevo (XIV-XV).
Marc Bloch scrive un altro libro intitolato Apologia della storia nel quale studia il mestiere dello
storico.
5 Ottobre 2018
L’imperatore è il sovrano di più nazioni. Il re è il sovrano di una sola nazione. La nobiltà
condiziona le scelte dell’imperatore. Le scelte politiche venivano fatte se la nobiltà era d’accordo.
Si deve fare un’analisi critica delle fonti, fare dei ragionamenti sui personaggi storici in quanto le
situazioni familiari condizionano le scelte politiche.
Lo storico polacco Jerzy Topolski è un bravo teorico. Egli ha fatto un ragionamento teorico e
superficiale. Ha scritto un libro intitolato Narrare la storia. Nuovi principi di metodologia storica.
Topolski ha lavorato su documenti incompleti che necessitano dunque di ragionamenti più
complessi.
Gli Archivi di Stato conservano i documenti scritti nella grafia antica. Per capirla bisogna studiare
la paleografia. Molti documenti sono scritti in latino. Nel Medioevo si usava il latino mentre nel
Tardo Medioevo si parlava il volgare.
La fonte può essere diretta (ad esempio, un contratto agrario, un testo di legge, o un atto di dote) e
indiretta (ad esempio, una cronaca, o per sentito dire).
Nel revisionismo storico ci sono storici che negano fatti palesi.
Nel 1929 Marc Bloch e Lucien Fiebvre pubblicano una rivista intitolata Les Annales che tratta
tutto ciò che non è storia politica (nuova storia). I temi trattati sono la storia del lavoro, la famiglia,
l’educazione e l’alimentazione. Nel Medioevo, la famiglia era composta da 4/5 persone max. Marc
Bloch fu poi trucidato dai nazisti. Nel 1794 Voltaire diceva che la descrizione delle battaglie non ci
permette di conoscere la storia di un popolo.
All’inizio del ‘900 finisce il Positivismo e si diffonde l’utilizzazione di copia e di fonti
fotografiche.
18 Ottobre 2018
Tra i documenti del MGH (Monumenta Germaniae Historica) molti non sono genuini, sono
interpolati o falsi integrali. Si tratta di documenti scritti che hanno valore di monumento (un po'
come l’Arc de Triomphe, che è un monumento solido che ricorda un evento storico).
È più facile partire da un documento autentico, farne una copia e aggiungere delle parti per non
danneggiare il documento originario. Carlo Alberto di Savoia promuove l’HPM (Monumenti della
Storia Patria).
Tali documenti servono agli storici per ricostruire la storia delle epoche lontane.
Nel IX (800) Carlo Magno diventa re dei Longobardi. Si fa incoronare dal Papa che è colui che
legittimava l’incoronazione. Il Papa Leone III ha giurato il falso e viene accusato di spergiuro così
viene fatto un processo durante il quale il Papa appoggiando la mano sul Vangelo doveva giurare di
non aver mai giurato il falso. Per ottenere visibilità politica nella notte di Natale mentre Carlo
Magno prega sull’altare della Basilica di San Pietro, il Papa lo incorona.
Nel VIII (568) i Longobardi stravolgono tutto e, nonostante ci fosse ancora l’Impero Romano,
cominciano a governare. La storia italiana comincia nel 568.
Nel V sec i Franchi si insediano nell’Europa occidentale si organizzano e arrivano alla fine
dell’VIII sec in Italia e sconfiggono Carlo Magno.
Nel 643 Lotario I scrive una legge comprensibile per tutti che vale sia per i longobardi che per gli
italici.
La carriera di ogni re cristiano inizia con l’incoronazione del Papa poiché il Papa è colui che
rappresenta Dio.
Nel Medioevo le monete (oro) avevano un valore intrinseco diverso dal valore nominale che
hanno oggi.
Nell’età romana tali monete scompaiono così Carlo Magno si pone il problema della moneta e
istituisce una nuova moneta (argento), la lira (libbra). Egli decide poi di dividerla in 2400 denari.
1 Lira = 240 denari d’argento
C’era anche una moneta intermedia = soldo.
1 Lira = 20 soldi
240 denari = 12 soldi
Nel Medioevo vi è un’economia fondiaria nella quale i contadini hanno un pezzo di terra ma a
tempo determinato.
Carlo Magno ha la consapevolezza che senza la nobiltà non si può governare. La nobiltà può far
cadere il re. Se Carlo Magno è riuscito a regnare è stato grazie all’appoggio della nobiltà. Egli
doveva accontentare le esigenze della nobiltà. Ai vertici del suo impero vi erano i suoi comites (i
suoi compagni). Tale termine lo traduciamo come conti. Tra i comites vi erano amici o parenti del
re, oppure persone scelte nella nobiltà divise in gruppi.
POTERE-STATO-TRIBUTI
I tributi sono essenziali allo Stato per esercitare il proprio potere.
L’impero ha un problema: l’aristocrazia fondiaria (colei che possiede molte terre) si oppone e si
ripiega sulla decima che pesa sui lavoratori.
Lo Stato preleva le imposte indirette. La giustizia è amministrata dai conti, che si riunivano in
tribunali itineranti, perché non erano mai nello stesso posto.
Carlo Magno vuole rinstaurare l’Impero d’Occidente. Egli cerca di recuperare tutte le strade
romane e la manutenzione era pagata dai soldati, dall’esercito. Si tratta innanzitutto di un impero
cristiano. Carlo Magno emana una nuova tassa, la decima (corrisponde alla decima parte del
raccolto). Vi è un’idea particolare del rapporto STATO-CHIESA. La decima è destinata alla chiesa
perciò spettava alla chiesa riscuoterla. La chiesa doveva accudire i malati. Nella chiesa vi era una
stanza destinata all’assistenza sanitaria che prevedeva cure mediocri attraverso l’uso di aceto e urina
utili a disinfettare.
L’impero di Carlo Magno è diviso in 3 regni:
1) Zona dei Missatici (divisa in province in ognuna delle quali c’era un messo, dal latino
missus);
2) Viene creato un regno affidato al figlio (ciascun re ha dei conti i quali hanno la stessa
funzione dei messi)
3) Un regno affidato all’altro figlio (“)
Oltre ai conti e ai messi ci sono i marchesi, dal latino marchio. È il conte che si trova in una zona
di confine (chiamata marca).

19 Ottobre 2018
Rapporti vassallatico – beneficiari
Milites
L’esercito è fondamentale (capacità offendere e difendere), così come la giustizia (che giudica) e i
tributi (che si riscuotono). L’esercito è in cima a questo elenco ed è organizzato su due binari.
Nell’esercito devono combattere tutti gli uomini (tra i 15 - 60 anni) liberi in grado di armarsi a
proprie spese i quali però non venivano pagati.
Provenienti dal ceto basso, i proprietari di terra non riuscivano a godersi la loro terra perché
dovevano rischiare la loro vita per combattere.
Quelli un pochino più ricchi, provenienti dal ceto medio, davano la mancia agli ufficiali per evitare
il servizio militare. Questo viene comunicato all’imperatore il quale fa delle regole per evitare gli
abusi. Così affianco all’esercito del popolo (obbligatorio per coloro che possono armarsi a proprie
spese) crea un esercito di professionisti, i cavalieri (militari armati) ovvero milites a cavallo.
Vassus, vassallo è colui che giura fedeltà al padrone. Lo Stato attinge ai propri beni fondiari per
retribuirlo. Egli viene retribuito attraverso l’usufrutto (l’uso temporaneo) sulle terre. Il vassallo
non è proprietario di queste terre. L’usufrutto è un beneficio, beneficium (sinonimo feudo,
feudum). Il vassallo beneficia del raccolto delle terre come premio del servizio militare prestato.
Il rapporto vassallatico – beneficiarium ha alla base una fedeltà impegnativa tra il vassallo e il
sovrano.
Per quanto tempo viene retribuito? Fino alla morte, fino a quando il vassallo presta il servizio
militare. Quando viene meno il servizio militare il re può togliergli il beneficio.
Ci possono essere anche più vassalli all’interno della stessa famiglia.
Il vassallo è un militare a cavallo che appartiene a una élite ristretta. Egli oltre al beneficio acquista
delle terre di proprietà. Si dice che ha dunque acquistato delle terre in allodio.
Nell’impero di Carlo Magno:
- FUNZIONARI (non sono necessariamente vassalli);
- CONTI (“);
- UFFICIALI (“);
= Non si tratta di un rapporto vassallatico. Se prima venivano scelti tra famiglie e amici
ora sono scelti tra i vassalli.
- ESERCITO DI POPOLO (giudici)
= Tutti vengono retribuiti con un beneficio (temporaneo).

RE
Piramide sbagliata

VASSALLI MAGGIORI
VALVASSORI
VALVASSINI

SERVI DELLA GLEBA


: Sono quelli che giurano fedeltà alla chiesa e all’imperatore (hanno un doppio beneficio).

È sbagliato dire che l’80% è fatta di servi. L’impero di Carlo Magno non supera il 15/20%. Il
75/80% è di contadini liberi.
25 Ottobre 2018
1) Vassallaggio: il vassallo giura fedeltà sul Vangelo o sulle reliquie dei Santi.
2) Beneficio (o feudo)

Entrambi sono milites (cavalieri) devoti, forti e disposti a rischiare la propria vita sono
retribuiti attraverso l’usufrutto.
I funzionari fanno funzionare lo Stato e ricevono un beneficio. Inizialmente non sono vassalli
poi lo diventano. Il re si rende conto che sono uomini che sanno giudicare così diventano
funzionari, in qualche caso, perfino conti.
Anche i conti vengono retribuiti attraverso un dono che è diverso dal beneficio.
Milites = vassallo
Alla fine del IX vassalli e conti cercano di far restare il beneficio nella famiglia come se fosse
un allodio. Il beneficio è una terra, feudo.
Interpretazione di March Bloch del primo documento del vassallaggio del VIII sec, tratta da La
società feudale -> Il commendatio è una raccomandazione. Quando un uomo libero si
commendava si prestava a un servizio umile per ricevere in cambio cibo, ad esempio.
L’atto simbolico viene visto dal popolo che ricorda il gesto. Il giuramento: il futuro vassallo
mette le mani sulle reliquie per giurare fedeltà nei confronti dei suoi signori. Dunque, c’erano
altri nobili potenti oltre al re, ad esempio i Papi, che si creano un esercito di propri vassalli.
L’immunità era uno strumento per governare lo Stato. L’immunità era il divieto ai funzionari
pubblici di entrare nelle proprietà ecclesiastiche.
Il capitolare è una legge, regola, redatta, emanata a Mantova che ha un valore generale. Non ha
una data però sembra appartenga agli ultimi anni di Carlo Magno e ai primi del re Bernardo (che
governa per pochi anni). Nonostante gli allodieri devono prestare servizio militare ci sono
alcuni che corrompono gli ufficiali dando loro soldi. D’ora in avanti almeno i contadini non
possono essere reclutati.
Il libellus è un libricino, un foglio di pergamena. Il vescovo retrocede al contadino terre per
libellum per la durata di 29 anni e rinnovato in perpetuum. In questo modo il contadino
diventa affittuario. Si tratta di un contratto agrario. A volte il livellario era anche allodiere. Per
avere l’appoggio di certi vescovi con certi abati si aggiungono delle immunità positive.
All’immunità negativa si aggiunge il diritto di trattenere per sé i tributi. Con l’immunità
negativa lo Stato non si indebolisce. I vescovi aiutano il re e il re concede a loro l’immunità
positiva. Con l’immunità positiva lo Stato si indebolisce perché il potere va nelle mani dei
vescovi.
26 Ottobre 2018
Paleografia
Ogni documento ha una doppia vita.
Es.
Libretto universitario
Atto notarile -> dura per decenni
Biglietto del treno
1° vita: quando vengono utilizzate per la funzione che hanno;
2° vita: quando il documento smette di essere valido e diventa un documento storico
Dobbiamo riuscire a entrare in contatto. Potrebbe essere stato buttato, o andato perso. Negli
archivi alcuni documenti vengono indicati con la dicitura di inutilis.
Le dinastie ecclesiastiche non raccolgono solo documenti di tipo religioso ma anche economico.
Gli archivi ecclesiastici custodiscono tutta la documentazione che un vescovo produce per
gestire i propri territori.
Concordato Stato – Chiesa -> revisione concordato del 1984 -> Art. 12 -> per cedere alla
chiesa che avrebbe dovuto tutelare e salvaguardare
Nel 2000 inteso fra il Ministro dei beni culturali e la Conferenza episcopale italiana -> Art. 2 ->
per garantire l’accesso agli archivi ecclesiastici
Archivi comunali ≠ archivi di Stato (frutto di un’iniziativa centralizzata e organizzata in
maniera omogenea)
Nel Medioevo era solito usare la copertina di riuso per i documenti. Si trattava di una carta
molto fragile perciò veniva ricoperta da una pergamena.
I documenti pubblici sono dei documenti prodotti da enti pubblici (ad esempio, diploma
imperiale).
La falsificazione avveniva durante il momento della copia.
In ogni epoca, la documentazione fiscale è quella che si fa meglio, quella che da più
informazioni.
Item (It.) = indica una nuova proprietà indicata.
Estimo (stima) = valore di ogni proprietà.

8 Novembre 2018
Curtis -> curtes al plurale -> originariamente cortile, corte (IX – XI). È un’azienda agricola
signorile. Sinonima villa.
Corvées (anche chiamate corvate) -> i livellari e i massari liberi prestano servizio al dominico.

Dominico Massaricio
Corvées
Servi prebendari/Corvéables Livellari/Massari liberi/Servi casati
Le corvées sono lavori a volte poco dignitosi e umili. Si tratta di lavori obbligatori.
Le corvéables sono coloro che prestano servizio.
Come può essere gestita una proprietà? Se il proprietario gestiva in maniera diretta -> non dà in
affitto a tempo indeterminato -> gestione diretta. Se il proprietario non gestiva in maniera diretta
-> gestione indiretta -> terra gestita dal proprietario per mezzo del contadino: servo (non pagato) e
operaio (pagato).
I servi prebendari coltivano un settore gestito da grandi proprietari in maniera diretta.
Con la crisi dell’Impero Romano aumentano le guerre. Con l’avvento dei Franchi e dei Longobardi
aumenta la schiavitù. Le guerre producono nuovi schiavi. Si passa di nuovo alla gestione diretta
prevalente e alla gestione indiretta imprevalente. Nell’VIII sec gli schiavi sono parecchi ma man
mano tendono a ridursi. Durante l’impero di Carlo Magno ci sono tanti schiavi ma non quanti
durante l’impero di Augusto.
Ci sono grandi proprietari laici ed ecclesiastici che conservavano ogni documento per non
disperdere le terre. Vi sono grandi proprietà di re, duchi e conti, vescovali e di abazie, e di uomini
liberi. Quest’ultimi erano già abbastanza ricchi da non dover lavorare.
Vi sono forme durature della terra appartenenti ai livellari.
Ogni comunità attorno alla città/villaggio ha delle terre di uso comune. Si trattava di proprietà
comunali presenti nel Tardo Medioevo. Oltre agli allodi, ai benefici vi sono queste terre di uso
comune. I comuni nascono dopo il 1000.
Il testo di legge delle curtes si occupa della gestione delle curtes.
La grande proprietà è divisa in aziende: curtes. Carlo Magno ne ha parecchie. A volte vengono
fortificate, a recintate. Il proprietario rende produttive la proprietà dividendola in due parti: una
parte di terra gestita in maniera diretta (dominico) sulla quale lavoravano i servi prebendari che
non hanno uno stipendio, vivono grazie a queste terre, essi ricevono infatti vitto e alloggio; e una
parte di terra gestita in maniera indiretta (massaricio) sulla quale lavorano i livellari e i massari
liberi. Nel massaricio vi è il mansu, ovvero una piccola azienda agricola contadina. I mansi sono i
massari liberi e i livellari. Di solito si parla di 5 mansi (ovvero 5 famiglie).
Alcuni proprietari si rendono conto di avere tanti servi prebendari, così affida loro il massaricio e
dona loro una casa che riescono a pagare grazie ai servizi prestati, corvées (le corvate). Il
proprietario li chiama servi casati. Essi dispongono di un manso.
Le corvées sono un modo di pagare l’affitto, non è simbolo di servitù.
Il proprietario ha una riserva di terre incolte perciò avrà sempre bisogno di manodopera.
I servi casati hanno una maggiore responsabilità ma sono contadini liberi. Essi possono avere dei
beni peculiari e rendono di più perché sono diversi dai servi prebendari in quanto hanno una
famiglia. I servi casati possono raggiungere la libertà, riscattarsi.
9 Novembre 2018
Sistema curtense -> diminuisce il numero di servi prebendari (dominico) così ai livellari, servi
casati e massari liberi (massaricio) si affidano dei compiti (corvées) nel dominico.
Capitulare de villis, sulle ville.
Il 50% delle terre sono terre incolte -> dopo le invasioni barbariche la metà delle persone muore ->
XI - XII – XIII si parte da una situazione di disperazione per arrivare poi ad una ripresa.
La curtis era poi suddivisa al proprio interno in massaricio e dominico ai quali si aggiungevano gli
spazi vuoti e le proprietà di altri proprietari.
La riserva di terre incolte equivale alla zona comune.
Tra 1000 e 1448 non si presentano pesti -> dal 1448 iniziano le pesti -> scomparsa di 1/3 della
popolazione in un anno -> nuova crescita demografica -> nascite più immigrazioni.
Quando viene meno la corvées viene meno il sistema curtense, la stessa curtis -> tranne se viene
fortificata. Non si perde il nome di curtis ma assume un diverso significato -> territorio della villa
XI sec -> declino -> no dominico -> la corvées quindi non è più necessaria ma diventa tributo. Il
dominico lascia il posto a un grosso massaricio.
Caput curtis -> capoluogo della curtis -> nel dominico
Dove ci sono gli insediamenti dei contadini -> le singole cellule insediative sono chiamate mansu,
ma anche le terre vengono chiamate così.
Polittico -> è un registro in cui sono elencati i beni di un ente ecclesiastico.
15 Novembre 2018
1) SIGNORIA FAMILIARE
2) SIGNORIA FONDIARIA
3) SIGNORIA RURALE o BANNALE

Carlo Magno ha governato direttamente in maniera centralizzata un settore dell’impero, la parte


sud-centralizzata della Francia. A questa si aggiungono altre aree tra loro separate tra cui l’Italia.
Ogni nucleo si raccorda con l’impero. Tutte lavorano per l’impero.
Nella politica medievale tre erano i poteri da esercitare: amministrare la giustizia, organizzare
l’esercito e riscuotere i tributi.
C’è già una corte di giustizia.
Quando va in crisi l’impero centrale di Carlo Magno, la capacità di coordinare in maniera
centralizzata viene meno. Così ogni piccola regione ritiene di essere un regno. C’è una miriade di
centri di potere i cui capi ritengono di ricominciare il processo inverso: ricostruire l’impero. Ci sarà
il duca di Sassonia, Ottone I di Sassonia, che riuscirà a ricostituire l’impero. Poi, il figlio, Ottone II
manterrà l’impero. Poi l’altro figlio di minore età, Ottone III, guidato dalla nonna e dalla mamma
che ne fanno da reggenti, una volta avente la maggiore età, pensa di ricostituire l’impero: uno dei
suoi maestri lo fa diventare Papa; un altro, arcivescovo di Ravenna; e il 3°, vescovo di Vercelli (era
a capo di una regione dove l’esercito imperiale si fermava diverse settimane per riposarsi). È
fondamentale avere un Papa dalla propria parte.
C’è differenza tra l’impero di Carlo Magno e quello di Ottone:
- L’impero di Carlo Magno centralizzatore limitava il potere della nobiltà e sfruttava la
Chiesa.
- In Ottone III la frammentazione del potere è ancora in atto. Egli sfrutta la Chiesa e concede
il potere ai funzionari.
Ottone I di Sassonia, detto Ottone il Grande, nomina il Papa Leone VIII diventa referente politico.
Il Papa è il più abile costruttore di documenti della storia.
3) La signoria rurale o bannale si occupa dell’esercito, dei tributi e della giustizia. Tale signoria è
composta dai vescovi che hanno la funzione giuridica e quella religiosa. Non sono funzionari
dell’imperatore perché verrebbe meno la loro autonomia. La signoria può esercitare il bannum,
cioè la multa che si riceveva se non si seguiva l’ordine del re e lo stesso ordine del re.
Ai vescovi vengono dati dei poteri politici. Gli uomini più fedeli all’imperatore arginano il potere di
questi signori. A questi si aggiungono dei signori laici, costituendo così una rete. Ottone concede ai
vescovi l’immunità positiva, cioè ricevono denaro e dà loro terre (doni) e diritti (ad esempio,
devono organizzare un esercito costituito dai suoi contadini dipendenti e dalla rete “”privata”” di
vassalli, uomini liberi). I vescovi arginano i poteri dell’aristocrazia. I vassalli sono dotati di
beneficio. Il vassallo è un dipendente della Chiesa che entra in una sorta di rapporto pubblico-
statale. Gli uomini liberi sono i commendari.
Il termine “signoria” deriva da “dominus” (Don) cioè colui che comanda, come se si trattasse di un
principe, un piccolo re.
2) La signoria fondiaria si può definire come un insieme di poteri esercitati esclusivamente nei
confronti dei contadini che risiedono nelle sue terre. È come se amministrasse la giustizia perché
può costringere il contadino libero a prestare i corvées. A volte ha dei commendari armati che può
mandare dal contadino per costringerlo a eseguire i compiti (anche usando la forza).
1) La signoria familiare è composta da servi chiamati anche “familii”. Essi facevano parte della
famiglia e venivano trattati come animali (addirittura il padrone poteva picchiarli, torturarli, ecc..).

16 Novembre 2018
I falsi medievali:
 La falsificazione dei documenti acquisisce sempre più interesse;
 Nell’80% dei casi i falsi vengono a galla;
 La falsa donazione di Costantino al Papa è uno dei più grandi falsi della storia (alcuni dicono
che era solo “per gioco” ma non si falsifica mai per gioco;
 Domanda da porci: a chi serve questa falsificazione?
 È molto difficile trovare un documento INTERAMENTE falso; in genere ci sono solo false
aggiunte, qualche frase -> in questo caso -> INTERPOLAZIONE (quindi non classificazione
completa) MA ce n’è uno che è totalmente falsificato (poi il pdf dirà quale);
 Come fa il falsario a convincere il lettore del documento che quel documento è GENUINO?
Il falsario dice che l’originale è andato smarrito -> il falsario poi dice che la copia era stata
fatta prima che il documento si perdesse -> poiché venivano considerate buone anche le
copie, ciò funzionava -> si tratta in questo caso di COPIE AUTENTICATE (cioè il “notaio”
dell’epoca aveva preso visione dell’originale, l’aveva copiato per bene poi l’aveva
autenticato con un timbro o un segno) -> differenza documento genuino/autenticato (se le
copie non erano autenticate, si diceva COPIE SEMPLICI) -> in questo caso poteva venire il
dubbio -> a volte le copie erano autenticate da testimoni però in quel caso ci si chiedeva se
i testimoni fossero di parte o meno;
 Intorno al 600 un monaco benedettino francese chiamato Mabillon scrisse “De re
diplomatica” (in latino), un’opera in cui vi erano delle regole per riconoscere i documenti
(genuini o falsi); la diplomatica è la scienza che studia i “diplomi”, attestati ma i diplomi del
Medioevo erano complessi (non erano dichiarazioni sintetiche come oggi);
 Vi sono diplomi in cui gli imperatori donano schiavi (servi e ancelle) oppure vi sono vescovi
che si scambiano atti in cui vi è per esempio la vendita di terre, schiavi, ecc...
 Nello stesso documento poteva esserci la parola “schiavo” e poi la parola “homo/hominii”,
cioè uomini che non sono schiavi (sono liberi); 2 interpretazioni -> gli storici direbbero che
quando ci sono 2 interpretazioni, quella più giusta è quasi sempre la più complessa (no
“lexio facilior” -> “lessico semplice”) -> si alla “lexio dificilior” -> è l’esperienza e la
statistica che portano a dire questo -> fa parte della metodologia MA secondo il Prof. è la
spiegazione più semplice a prevalere quasi sempre -> la lexio facilitor -> metodologia,
esperienza del Prof.! -> metodo empirico (ovviamente potrebbe essere meno sicuro del
metodo scientifico MA in realtà, la scienza non è altro che l’osservazione dell’esperienza ->
quindi la scienza e l’esperienza, i 2 metodi si mischiano e si integrano);
 Metodo scientifico = regole (che cambiano ogni secolo);
 Metodo empirico = osservazione (previa comunque conoscenza regole); il metodo empirico
presta attenzione alle eccezioni (se le eccezioni si imparano diventano esse stesse delle
regole);
 Una volta capito che metodo scientifico e sperimentale si integrano nello studio dei
documenti e nell’approccio ad essi, cioè deve essere rispettato, non si cambia più;
 Documenti dei vescovi delle donazioni di Vercelli sono importanti (il Prof. ha scritto un
libro su questo);
 A volte anche se un documento è falso, può essere comunque utilizzato (Come? -> Se è
stato falsificato nell’epoca che si sta studiando, può essere utile)
Carlo Magno divenne re nel 768.
Costantino è stato imperatore romano dal 306. Nell’anno 313, Costantino vince contro i suoi
avversari. La madre è cristiana. Costantino si ammala si lebbra. Successivamente viene
battezzato dal Papa e guarisce. Così per sdebitarsi con il Papa gli fa donazioni.
Nell’VIII sec. Nel momento in cui Carlo Magno ha sconfitto i Longobardi regala tutto l’Impero
d’Occidente al Papa. Si tratta di un documento scritto ma non ancora utilizzato. Questo
documento verrà tirato fuori dopo l’anno 1000, a partire dall’XI sec.
Nel XV sec. il filologo e umanista, Lorenzo Valla, basandosi sulla lingua usata nel documento
afferma che non si tratta di un documento dell’VIII sec. ma al periodo vicino l’anno 1000.
Dunque, si tratta di un documento falso.
Tra i vescovi di Vercelli, il vescovo Liutvardo, è colui che ottiene un diploma da Carlo III
nell’882. Tale documento definito come MGH (monumento della storia germanica) fu ritenuto
genuino. Quando cade in disgrazia perché accusato di essere l’amante dell’imperatrice, viene
allontanato dalla corte, così si rifugia. Dopo l’imperatore fu deposto e il conte di Galizia su
consiglio del vescovo cerca di salire sul trono. Dopo il vescovo Liutvardo fugge e incappa nella
banda di Ungari che lo uccidono.
Che fine fanno i beni donati a Liutvardo? -> Molti di questi beni utilizzati per retribuire
temporaneamente i vassalli.
Cosa rimane della Chiesa di Vercelli? -> Ottone I deve premiare gli alleati. Tra gli alleati, il
conte di Lomello venne premiato con alcune località che si trovano nel viennese perché vuole
arginare il potere dei marchesi di Ivrea.
2 atti legittimi, nell’882 e quello di Ottone I fatto a favore di un atto utilizzando parte delle
chiese donate alla Chiesa di Vercelli.
Il vescovo Pietro di Vercelli viene fatto prigioniero. La vera imperatrice è Adelaide, moglie di
Ottone III. Adelaide trasferisce a Ivrea un suo fedele, Arduino di Ivrea. Adelaide lo approva,
mentre il vescovo no. Il quale, approfittando, usurpa diverse terre di Vercelli. Il vescovo di
Vercelli, Leone, punisce Arduino. Il vescovo vuole riprendersi le terre e diventare l’uomo più
potente. Si dà vita così a una lotta interminabile tra Arduino di Ivrea e il vescovo di Vercelli,
Leone. La lotta non termina nemmeno dopo la morte di Arduino. * (aggiungere il PDF mandato
dal Prof.)
22/11/18
Carlo Magno fa donazioni su sollecitazione del papa ad Adriano I. Passano altri 200 anni e
Silvestro II manda una lettera in cui chiede a Carlo Magno di confermare le province, tutte le
province del Lazio, ovvero di confermare il documento redatto da Costantino. Carlo Magno lo
porta a Leone, suo cancelliere, che è colui che si occupava dei documenti, dei diplomi. Leone
redige il diploma, il documento. Nel narratio dice che sono ben contenti di cedere le province
ma non le conferma. Si tratta, dunque, di donare per la prima volta non di confermare. Leone
sapeva che la chiesa fosse in possesso di un falso.
I diplomatisti, cioè coloro che studiano i diplomi), tengono conto della differenza tra donare e
confermare.
Liutvardo è vescovo e cancelliere di Carlo il Grasso.
* Arduino era cattolico ma cercava di verificare che i vescovi fossero dalla sua parte. Costruisce
al tempo di Enrico II dei diplomi aspettando che arrivasse il momento giusto per poterli
utilizzare. La cancelleria verificava l’autenticità del diploma.
Il vescovo Leone, alla morte di Enrico II, cerca di convincere il re Corrado II il Sadico a fare
l’imperatore di Germania con i diplomi interpolati. Si diventa re di Germania e allo stesso
tempo d’Italia. In Italia ha degli avversari, e nonostante ciò diventa imperatore. Prima di
scendere in Italia dà a Leone un diploma genuino che riassume tutti i falsi.
Il nuovo vescovo Arderico, successore di Leone e altro sostenitore di Corrado II il Sadico,
chiede di farsi confermare il diploma del 1025 da Corrado II, nel quale sono elencate 120
località (considerato comunque diploma autentico perché completo, nonostante ci fossero
delle località sospette); e successivamente quello del 1030 (è incompiuto, perciò non viene
tenuto in conto) nel quale sono elencate solo 40 località (ciò significa che ne mancano 80
rispetto al diploma precedente). Come mai? -> Arderico ha avuto delle contestazioni da chi era
il legittimo proprietario di tali località. Si contano in tutto 188 località (120 + 18 + 40) -> si tratta
di un numero attendibile. Arderico è, dunque, in possesso di due diplomi e solo confrontandoli
riusciamo a capire qual è il documento autentico e quale quello falsificato. Il successore di
Arderico porta ad Enrico IV il pacchetto di diplomi genuini. Leone si differenziava molto da tale
successore per via del suo essere molto ambizioso.
Da Fotocopia -> F. Panero, Una signoria vescovile nel cuore dell’Impero:
Non basta l’analisi storica, bisogna usare altro -> bisogna individuare il metodo. Il metodo
tradizionale osserva le formule. Il Prof. adotta il metodo di Gabotto, ovvero il metodo storico,
che guarda la sostanza. Ma non basta. A questo bisogna aggiungere il metodo di Bloch, ovvero
il metodo diplomatistico, che guarda la forma.
Tutte le parti sospette sono anomale -> non appartengono al secolo, non c’è nulla di concreto,
nemmeno nelle località. L’editore avrebbe dovuto essere una garanzia in quanto redige
diplomi che fanno parte del Monumenta Germaniae Historica (MGH) -> in realtà, fa sbagliare
tutti gli storici -> egli disponeva solo di elementi per giudicare le formule.
<parti> -> equivale alle parti del diploma interpolate -> secondo l’editore;
parti -> equivale alle parti ritenute false dal Prof. -> Cosa ha indotto il Prof. a pensare ciò? -> Il
fatto che 1) si trattasse di una copia 2) tante formule in <parti> interpolate -> se ha aggiunto
queste parti vorrà dire che avrà falsificato anche altro.
parti -> equivale alle parti del diploma genuino;
Nel caso del Diploma di Carlo III il Grosso alla Chiesa di Vercelli:
Liutvaldo è il beneficiario;
C’è una parte in cui sono elencati i beni e le terre cedute al vescovo;
La narratio è la parte centrale;
Il protocollo è la parte introduttivo;
La datio è la data;
Poi c’è il nome dell’imperatore che cede le terre;
L’estrattocollo -> è la parte conclusiva -> con timbro.
Quando manca uno di questi pezzi il diploma è sospetto.

23/11/18
Alla Chiesa oltre alle donazioni veniva ceduta anche l’immunità positiva che la rendeva
autonoma. Il meccanismo cambia quando il potere dei vescovi prevale. La Chiesa comincia a
pretendere sempre di più.
L’immigrazione contribuisce alla crescita demografica in quanto porta alla nascita di nuovi
villaggi.
Tra il 1000 e il 1300 la popolazione si moltiplica mentre aumenta il numero di centri abitati.
Molti centri abitati però scompaiono anche se in un’epoca in cui la popolazione cresce. C’è un
fattore legato all’insediamento. Di solito la popolazione giovane si sposta dando vita a nuovi
villaggi portandosi con sé il resto della popolazione. Così facendo scompare il villaggio
precedente. In un solo giorno si smonta un villaggio e in una sola settimana si viene a creare un
nuovo villaggio. Per studiare tali dinamiche si deve tener conto dei diplomi.
Schiavi, servi e villani -> queste tre figure hanno una cosa in comune: sono tutti e tre dei
dipendenti ereditari. Si tratta di una dipendenza ereditaria, ovvero tramandata dai genitori. È
diversa dalla dipendenza temporanea.
Il termine “schiavo” è un termine volgare. Nei libri si trova il termine “servus”, ovvero
“schiavo, servo”. Il termine “schiavo” non deriva dal verbo “servare”, ovvero “servire”, bensì
dal verbo “salvare”. Lo schiavo, dunque, non è colui che salva, ma colui che è stato salvato. ->
Da cosa? -> Dalla guerra.
29/11/18
Schema:
dipendenza temporanea <-libero dipendente, a volte chiamato anche “serviente” <-“servire” <-Servus
-> dipendenza ereditaria
“servare” (“salvare”)
-> “Servus”, parola latina che sta per “schiavo”;
-> Dallo schema, per la direzione delle frecce, si capisce che sia il “servus” che il “libero dipendente”
servono;
-> Chiamati così non perché servono;
-> Il contadino può essere libero dipendente o piccolo proprietario, un allodiero (differenza da un punto
di vista economico);
-> Il “servus” ha una dipendenza ereditaria, è obbligato a fare dei lavori per sempre e così anche i suoi
figli -> per evitarlo o fugge o convince il padrone a liberarlo;
-> Il “servus” è stato salvato dalla guerra, fatto prigioniero e usato come schiavo per sempre;
-> Sinonimi del termine “servus”: “ancilla/e”, “mancipia” -> tutti e tre sono privi di libertà;
-> Stima: nell’epoca di Augusto il 33% della popolazione erano schiavi;
-> La MANUMISSIONE -> liberazione -> cioè si libera il servo dalla dipendenza ereditaria diventando
così libero dipendente -> avente una dipendenza temporanea -> lo schiavo liberato si chiama
“libertum”;
-> Ci sono 2 categorie di persone: 1) Liberi e 2) Servus (schiavo) -> a queste due si aggiunge una terza
categoria -> 3) Libertum -> cioè colui che ha acquisito per legge la libertà;
-> Si può essere “libertum” in 2 modi: 1) avendo tutti i diritti degli uomini liberi -> chiamato “libertum a
pieno diritto” o 2) concedendogli tutti i diritti tranne uno -> dipendenza perpetua -> si tratta di una
dipendenza simbolica -> chiamato “libertum condizionali”;
-> “Libertum” -> diventato libero -> aveva ancora una leggera dipendenza;
-> Molti di questi schiavi liberati continuano ad avere un “patronus” -> colui che li proteggeva;
-> “LIBERTUM” -> liberti a pieno diritto;
-> “COLLIBERTI” -> liberti condizionali;
-> I contadini liberi chiedono protezione al padrone -> e si fanno servi -> dipendenza ereditaria ma
meno impegnativa -> nasce la servitù successiva all’anno 1000;
-> Marc Bloch dice che viene a crearsi la servitù -> Al tempo di Carlo Magno c’erano meno schiavi dopo
l’anno 1000 c’è un boom;
-> I “collibertum” pur essendo individui che hanno ottenuto la manumissione devono prestare
comunque dei servizi più leggeri; i liberti plenum iure, invece, non sono quasi mai chiamati liberti ma
semplicemente “homlnes” -> differenza nell’uso delle parole individuata da Marc Bloch;
-> N.B. MOTIVO DEL PLURALE (CUM + LIBERTUS -> gruppo) -> I colliberti sono nominati quasi sempre al
plurale perché vengono liberati, tutti insieme, nello stesso giorno; in più può capitare che il padrone
doni loro delle terre da coltivare come “stipendio” per i futuri servizi che dovranno prestare al
patronus.
-> Colliberti -> sono con-proprietari delle terre donate al momento della liberazione -> terra in comune
(interesse economico in comune);
Liberti e colliberti -> condizione economica simile -> ma condizione giuridica diversa;
-> Da un punto di vista economico ci sono servi che possono essere più liberi dei contadini liberi perché
hanno ottenuto delle terre;
-> Condizione dei colliberti -> poiché sono stati liberati insieme -> hanno un interesse economico in
comune -> il padrone ha creato per loro una base fondiaria collettiva -> hanno delle terre in allodio ->
perciò hanno una condizione migliore rispetto ai contadini liberi che non sono proprietari terrieri;
-> Se non distinguiamo la situazione economica da quella giuridica si fa un minestrone;
Due idee -> Il colliberto caratterizza la servitù basso medievale (dopo l’anno 1000);
interpretative -> I colliberti sono la via per la libertà perché godono di tutti i diritti di cui godono gli
uomini liberi;
-> Dopo il 1000 la maggioranza della popolazione è libera;
Prima: Lo schiavo era trattato come un animale -> Dopo: Il servus è trattato come una persona ->
migliora la condizione del servus;
-> Il servus può possedere delle terre a tempo indeterminato -> si assomiglia agli uomini liberi ma
comunque sia ancora legato al padrone;
-> Il servus non poteva più essere punito a bastonate ma con qualcosa che facesse meno male;
-> Se picchiato a bastonate poteva andare in tribunale perché la legge ormai lo prevedeva;
-> L’espressione “servus sclavus” designa lo schiavo francese, inglese, spagnolo, ecc.…;
-> “Esclavage” fino a età carolingia poi scompare -> alla quale si sovrappone la schiavitù medievale che
poi scompare (intorno all’anno 1000);
-> In Francia, Marc Bloch aveva individuato degli oneri dei servi: 1) i servi dopo il 1000 potevano
sposarsi -> ogni qual volta il servo vuole sposarsi deve pagare al padrone (riconosciuto dalla legge); 2) il
servo deve pagare un soldo al padrone come canone della sua dipendenza -> testatico; 3) pagamento
della taglia -> per avere la protezione del potente; 4) tassa sull’eredità -> Marc Bloch -> dice che può
essere un simbolo di servitù in realtà veniva pagata da tutti -> mano morta;
30/11/18
-> “Peculio” -> da “pecus” -> animali di piccola taglia, raramente di grande taglia, che gli schiavi
potevano possedere (già in età precarolingia);
-> I miglioramenti si collocano in questi elementi chiavi -> si passa dalla schiavitù alla servitù (o
servaggio) <- quando emergono in modo chiaro questi diritti (di natura economica e giuridica);
-> Nell’età carolingia migliora la condizione degli schiavi;
-> Dall’età carolingia pur non escludendo che ci sono degli schiavi si può parlare di servitù;
-> “Homines proprii” -> caratterizza un rapporto di un certo tipo -> non rappresentano tutta la
comunità ma un gruppetto che appartiene a un signore -> non sono schiavi, sono contadini che hanno
dei diritti ma hanno anche una dipendenza perpetua ereditaria;
Ci sono degli oneri servili:
-> FORMARIAGE -> tributo che il servo paga al padrone per potersi sposare -> riguarda i servi, ma non
solo i servi, anche i liberi;
-> TAGLIA -> tributo che ci permette di dire che la pagano i liberi ma, a volte, anche i servi -> riguarda i
liberi ma, a volte, anche i servi;
-> CAPITATIO (o TESTATICO) -> tassa che grava sulla testa dell’individuo indipendentemente dalla
situazione economica;
-> Il servo possiede il peculio e le terre -> alla morte passano al figlio che deve pagare un tributo sul
possesso fondiario;
-> Marc Bloch dice che i servi casati possono lasciare al figlio che solo se il padrone è consenziente -> il
padrone continua a comportarsi come si comportava nei confronti del contadino libero;
-> Quando il servo che muore non ha figli la terra in concessione a chi va? -> Ritorna al padrone -> il
quale ha il diritto di manomorta -> perciò il diritto di possesso muore con il servo -> per questo motivo
il tributo viene chiamato manomorta;
-> Quando anche il contadino libero muore -> il padrone vuole riprendersi la terra -> emergono le
consuetudini (leggi non scritte seguite solo dai liberi) -> per consuetudine la terra passa ai suoi
discendenti -> queste liti si chiamano liti per la manomorta;