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Il battistero di San giovanni, importante cantiere romanico fiorentino sia dal punto di vista storico che per la

simbologia, fu prototipo per molti altri. Il rinascimento stesso inizia per convenzione quando si decide di
realizzarne la seconda porta. È attualmente in assialità con la chiesa di s. maria del fiore, presenta pianta
ottagonale con cupola ogivale a spicchi, nascosta dal tetto piramidale. La ripartizione interna attuata dalle
colonne addossate al muro che proseguono come lesene, e dalle bifore, rimanda insieme a trabeazione e
capitello al carattere classico del pantheon, pur non presentando il caratteristico gioco di pieni e vuoti.
L’esterno esibisce forme geometriche nitide, non presenta facciata principale bensì otto facce, ciascuna
suddivisa da tre ordini con arcate cieche e finestre scanditi dai disegni dei marmi policromi: serpentino
verde di prato, bianco di carrara e grigio di pietra serena. I colori si susseguono con progressione dando
l’idea che verso l’alto i volumi si dissolvano lasciando spazio ad una forma più pura. Dall’ingresso principale
ci si ritrova in assialità con la scarsella, ovvero un vano quadrangolare che ha sostituito l’abside.

La basilica di san marco IX, costruita per ospitare le reliquie trafugate da alcuni mercanti ad Alessandria
d’egitto, sorse su un edificio intitolato a teodoro e comportò l’interramento di alcuni canali. Riunisce le
funzioni di cappella ducale (tomba) e martyrium, e presenta pianta a croce greca con bracci sormontati da
cupole a bulbo. I vani della cupola sono raccordati da volte a botte e il nartece che la precede è esteso fino
ad avvolgerne un braccio. L’interno è reso fluido da mosaici e pareti traforate, e l’esterno dai pilastri
smembrati in colonnine. Nonostante l’influenza araba delle cupole (sa.se.), l’arte bizantina ha lasciato
tracce nella suddivisione dello spazio in parti proporzionali, nella dilatazione mediante i mosaici e
nell’iconostasi. San marco si dilata soprattutto orizzontalmente secondo le caratteristiche del suolo il quale
impone fondazioni discontinue.

San nicola XI sorge per accogliere le spoglie del santo, trafugate e affidate a Elia (abate), nell’area della
Curte dominica. Sfrutta principi romanici di ispirazione paleocristiana, con tre navate e copertura lignea a
capriate. Il transetto nascosto dai contrafforti, è ripartito da due arcate trasversali e delimitato da
un’iconostasi che crea divisione tra area presb. e navate. La cattedrale, che ospita la catt. di elia, ricorda una
fortezza (motivo politico del duca: difesa) come il santuario di leuca, a causa delle tre absidi nascoste,
dell’imponenza della facciata tagliata da due contrafforti, dal rosone molto piccolo e dalle due torri che la
inquadrano, percepita dal mare come una facciata luminosa in pietra calcarea. La facciata stessa rielabora
elementi romanici lombardo-emiliani, come archetti pensili, salienti e decorazioni scultoree, ad esempio i
leoni e i vitelli stilofori del protiro. La cripta si estende sotto il transetto ed è composta da 36 campate a
crociera creando uno spazio articolato ma poco arioso.

Campata: Spazio delimitato da quattro colonne, ed è il modulo compositivo della navata.

Contrafforte: E’ un sostegno, collocato in determinati punti della muratura di un edificio con funzione di
rinforzo e di controspinta.

Matroneo: Loggia o galleria, riservato alle donne, che si affaccia sulla navata centrale della chiesa.

Protiro: Un piccolo portico posto a protezione e copertura dell'ingresso principale di una chiesa. Di norma
costituito da una volta a botte sostenuta da una coppia di colonne. In molte chiese le colonne del protiro
non appoggiano direttamente a terra, ma su leoni, detti leoni stilofori. Lo stiloforo è un termine
architettonico che significa “portatore di stilo”, cioè portatore di colonna.

Facciata a capanna: Termine architettonico usato per definire la forma della facciata di un edificio,
solitamente una chiesa, quando la copertura presenta solo due spioventi. Facciata a salienti : Termine
architettonico usato per definire la forma della facciata di un edificio, solitamente una chiesa, quando la
copertura presenta una successione di spioventi posti a differenti altezze.

Arcate cieche.

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