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COME IMPOSTARE UN GIORNALE A SCUOLA

La redazione

La redazione è opportuno sia formata dagli alunni delle classe terze poichè deve avere
una visione di sintesi del prodotto finito,abilità che rappresenta una meta cognitiva della
fine del percorso didattico.La redazione organizza ed assembla il lavoro,ma ha anche la
funzione di reclutare collaboratori ,che meglio conosce all'interno delle classi,per compiti
specifici(disegnare,inventare storie,costruire giochi o fumetti,utilizzare il computer in modo
creativo).La redazione interagisce con il docente di progetto in modo dinamico poichè
utilizza le sue competenze per elaborare un progetto originale.

E' ovvio,ma non superfluo, ricordare che il docente è una guida-autorevole ma non
autoritaria,deve lasciare ai "giornalisti" la massima libertà nell'impostazione del giornale e
nella scelta degli argomenti anche se,con discrezione,deve ricordare le finalità di un
giornale fatto a scuola e guidare i partecipanti a costruire un progetto coerente ,controllare
la correttezza formale e sostanziale dei "pezzi" verificando la puntualità delle citazioni,dei
riferimenti storici,geografici ecc.

Il docente diventa una sorta di editing,ma deve saper mettersi in disparte quando ha il
sospetto che gli alunni scrivano per lui e non per il lettore.Ricordare questa finalità giova
molto!

 La testata

La scelta della testata è strategica: è il primo elemento di comunicazione e di


coinvolgimento della scuola,deve essere scelta dai ragazzi,condivisa e partecipata.

I nomi sono tantissimi,il rischio più grande è cadere in falsi modernismi che non
comunicano assolutamente niente (quelli con espliciti riferimenti a trasmissioni
televisive,quelli in inglese ecc.),meglio scegliere un nome semplice,con un messaggio
univoco inserendovi elementi di modernità anche solo simbolici ( @ oppure  la € di euro
ecc.)

Importante è poi aggiungere sotto la testata l'indirizzo della scuola per offrirne la corretta
visibilità

 Il menabò

Il "menabò" o "timone" è la fisionomia vera e propria del giornale.

Che tipo di giornale voglio costruire? Il menabò ne è la risposta poichè diventa il punto di
riferimento della produzione giornalistica.In pratica è la bozza della struttura del giornale
completo:il contenitore vuoto che sarà riempito dagli articoli.Ci consente di avere la visione
completa di ogni numero.Alcune indicazioni per non perdere la rotta:

1. stabilire subito formato,numero di pagine ed uscite del giornale


2. costruire insieme,con ampi dibattiti,il menabò

3. utilizzare una bozza cartacea oppure il computer


4. costruire un menabò rigoroso ma flessibile

5. valutare la veste grafica anche in funzione delle tematiche affrontate( es. un tema
importante da prima  pagina,deve prevedere anche un'immagine ciò comporterà
una diversa distribuzione dei testi)

6. impostare i diversi numeri attorno ad un tema che diventa il "pezzo forte" di


riferimento

 
L'articolo

Nel lavoro di costruzione del giornalino scolastico è importante dedicare alcuni momenti
alla conoscenza del linguaggio giornalistico e alla scrittura creativa,magari con brevi
esercitazioni pratiche. Molti sono i testi  specialistici che aiutano i docenti in questo
percorso,sovente gli stessi libri scolastici in adozione hanno sezioni dedicate ai linguaggi
settoriali:può essere un buon inizio!
Tuttavia un articolo ben fatto si impara scrivendo,mettendosi alla prova.
Ci sono regole talmente codificate da poterle elencare con una certa sicurezza:

 di ogni articolo bisogna contare le parole poichè l'impaginazione impone degli


obblighi e non possiamo arrivare al   termine del giornale per poi scoprire che
dobbiamo tagliare tutto!Abituiamo i ragazzi a capire che l'architettura di un
giornale è il limite entro cui devono operare.
 l'attacco è fondamentale :cattura l'attenzione del lettore
 scrivere seguendo le cinque W canoniche del giornalismo ma anche la H cioè
l'how-il come- che focalizza la dinamica di un fatto
 la chiusa:non deve mai essere scontata
 evitare ripetizioni,ricercare sinonimi
 mettersi dalla parte del lettore
 rileggere,correggere e poi rileggere
 
Il Titolo

Questa fase del lavoro è per i ragazzi la più divertente in quanto offre ampio spazio alla
creatività ed alla originalità con esiti sovente veramente sorprendenti.Tuttavia una
riflessione sulla titolazione può essere occasione di farli ragionare sull'etica del
giornalista:la comunicazione infatti non può essere avulsa dal significato che vuole
condividere così un titolo ad effetto deve poi trovare riscontro nel contenuto
dell'articolo.Con le parole si può giocare utilizzando gli strumenti della retorica,ma un buon
giornalista deve catturare l'attenzione del lettore per comunicare un contenuto.
Questa fase del lavoro può essere ampliata con una ricerca dei titoli di giornali diversi
per studiarne le tecniche più efficaci.