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La respirazione

Organizzazione strutturale delle vie aeree


Suddivisione delle vie aeree

Zona di conduzione =
prime 17 generazioni di rami
bronchiali. Ha una sua
circolazione separata detta
circolazione bronchiale che
proviene dall’aorta
discendente e va alle vene
polmonari
Zona respiratoria =
ultime sette generazioni di
rami bronchiali. Partecipa agli
scambi gassosi
Funzioni della zona di conduzione

• Funzione olfattiva (recettori della mucosa nasale)


• Fonazione (per passaggio di aria attraverso le corde
vocali poste nella laringe)
• Consente il passaggio dell’aria per la ventilazione
• Riscalda ed umidifica l’aria
• Purifica l’aria da polvere, batteri, gas nocivi… (sistema
di difesa)
• Distribuisce l’aria alle zone più profonde
Caratteristiche della zona di conduzione
La zona respiratoria: il lobulo alveolare
Alveoli e
vascolarizzazione
polmonare
L’innervazione autonoma
• La muscolatura liscia delle vie aeree è
controllata dal sistema nervoso autonomo
• La stimolazione parasimpatica (vagale)
determina una contrazione della muscolatura
liscia e un’ipersecrezione bronchiale
• L’attivazione simpatica (adrenergica) determina
rilasciamento della muscolatura liscia con
relativa broncodilatazione ed inibizione della
secrezione delle ghiandole bronchiali
Il liquido pleurico: a) è in quantità
pari a 0.2 ml/kg di peso corporeo,
La cavità pleurica per uno spessore di c.a 10-20 µm
b) si forma per filtrazione dai capillari
c) ha una quantità di elettroliti simile
al plasma, contenuto proteico
inferiore e contiene fosfolipidi a
funzione lubrificante
d) si rinnova ogni ora (0.2 ml/kg/h)
Pneumotorace

In blu: forze elastiche che agiscono sul torace


In rosso: forze elastiche che agiscono sul polmone
La meccanica respiratoria
La meccanica
respiratoria
I muscoli respiratori
Muscoli accessori

Muscoli essenziali

Muscoli essenziali

Muscoli accessori Muscoli accessori


Effetti delle variazioni volumetriche
della gabbia toracica
Le variazioni volumetriche del torace inducono
variazioni pressorie che consentono di:
• Mantenere un grado medio di apertura degli
alveoli
• Provocare l’espansione della cavità polmonare
nell’inspirazione
• Promuovere il flusso d’aria (cioè la ventilazione)
Pressioni respiratorie
• P barometrica o atmosferica,
di norma uguale a zero (PB)
• P delle vie aeree (PAW)
• P all’interno dell’alveolo o
endoalveolare (PA)
• P all’interno della cavità
pleurica o endopleurica, di
norma negativa (Ppl)
• P a cavallo del polmone o
transpolmonare (Pp= PA-Ppl)
• P a cavallo della parete
toracica, transmurale toracica
o transtoracica (PT= PB-Ppl)
• P a cavallo delle vie aeree o
transmurale delle vie aeree
(PTA= PAW-Ppl )
Variazione delle pressioni durante il
ciclo respiratorio
Sequenza di eventi durante la fase
inspiratoria
• I muscoli inspiratori si contraggono
• La cavità toracica si espande
• La pressione endopleurica diventa più negativa
• La pressione transpolmonare aumenta
• I polmoni si espandono
• La pressione alveolare diventa subatmosferica
• L’aria penetra nei polmoni finché la pressione
alveolare eguaglia la pressione atmosferica
L’espirazione eupnoica
E’ un fenomeno passivo che coinvolge
diversi tipi di forze:
• Tensione elastica del polmone
• Elasticità delle coste e delle cartilagini
deformate
• Caduta gravitaria delle coste sollevate
• Elasticità della parete addominale che
spinge in alto il diaframma rilassato
Volumi polmonari
• La quantità d’aria
contenuta nel polmone
dipende
principalmente dalla
statura, dalle
condizioni di
allenamento, dalla
profondità del respiro
• I volumi polmonari si
misurano collegando il
soggetto ad uno
spirometro
Volumi polmonari
• Volume corrente (VC): aria che viene inspirata ed
espirata in condizioni di eupnea (c.a 500 ml)
• Capacità funzionale residua (CFR): quantità d’aria
che rimane nel polmone alla fine dell’espirazione (c.a 3
lt).
– Comprende: a) volume di riserva espiratorio (VRE), aria
che può essere espirata con una espirazione forzata e
– b) Volume residuo (VR), aria che si elimina solo in fase di
collasso polmonare.
• Volume di riserva inspiratorio (VRI): aria introdotta
con una inspirazione forzata che segue ad una
inspirazione eupnoica (c.a 2,5 lt)
• Capacità vitale (CV): somma di VRE, VRI, VC (c.a 4,5
lt)
Volumi polmonari dinamici
• I volumi polmonari dinamici sono dati dai volumi
polmonari per la frequenza respiratoria
• Massima ventilazione volontaria : massima
quantità d’aria che un soggetto può scambiare in
un minuto
• Massima ventilazione da esercizio: volume d’aria
che il soggetto piò ventilare nell’unità di tempo,
durante un esercizio di intensità e durata
standard
• Massimo volume espirato per secondo: volume
d’aria che può essere espirato durante il primo
secondo di una espirazione forzata fatta al
termine di una inspirazione massimale
La ventilazione
Ventilazione polmonare: prodotto della
frequenza respiratoria per il volume
corrente: 15/min x 500 ml = 7,5 lt/min
Ventilazione alveolare: prodotto della
frequenza respiratoria per il volume che
effettivamente partecipa agli scambi (500
ml meno i 150 che restano nello spazio
morto): 15/min x 350 = 5 lt/min
Ventilazione polmonare totale (500ml/atto respiratorio) e
ventilazione alveolare (350ml/ atto respiratorio)
Effetti del tipo di respirazione sulla
ventilazione alveolare
• Volume corrente in una respirazione
superficiale: 300 ml di cui 150 raggiungono
gli alveoli
• Volume corrente in una respirazione
profonda: 750 ml di cui 600 raggiungono gli
alveoli
• Volume corrente in una respirazione
normale: 500 ml di cui 350 raggiungono gli
alveoli
Tipi di ventilazione
• Eupnea: normale respirazione a riposo
• Iperpnea: incremento della frequenza e/o volume ventilatorio in
risposta all’aumento di metabolismo (es. esercizio fisico)
• Iperventilazione: incremento della frequenza e/o volume
ventilatorio senza aumento di metabolismo (iperventilazione
emotiva; gonfiare un palloncino)
• Ipoventilazione: diminuzione della ventilazione alveolare
(ventilazione superficiale; asma; patologia polmonare restrittiva)
• Tachipnea: respirazione rapida, di solito con aumento di
frequenza e diminuzione di profondità (ansimare)
• Dispnea: respirazione difficoltosa (varie patologie; esercizio
fisico intenso)
• Apnea: interruzione della respirazione (trattenimento del respiro
volontario o per depressione dei centri di controllo del SNC)
Il flusso nelle vie aeree

R massima
R media
R minima

Il tipo di flusso dipende dalla sua velocità e dalla regolarità dei condotti.
Nelle vie aeree di grande calibro a elevate velocità si ha flusso turbolento;
in quelle di medio calibro si ha flusso di transizione (una combinazione di
laminare e turbolento); nelle piccole vie aeree periferiche a bassa velocità,
si ha il flusso laminare.
Flusso laminare
• Il flusso di un gas all’interno di un tubo diritto, regolare, a
velocità non elevata, sarà laminare (cilindri concentrici
d’aria che scorrono con velocità max al centro e min in
corrispondenza delle pareti a causa degli attriti).

• Esso dipende dalla differenza di P esistente alle due


estremità del tubo stesso e dipende anche dalle resistenze
che il gas incontra nello scorrere dentro il tubo.

• In particolare il flusso sarà direttamente proporzionale al


gradiente pressorio e inversamente proporzionale alla
resistenza:

• Flusso = Gradiente pressorio


resistenza
In base alla legge di Hagen-Poiseuille

R = 8.η.l
π . r4

(in cui η indica la viscosità, l la lunghezza ed r il


raggio del condotto)

Quindi:

F = ΔP . π . r4
8 .η . l
Resistenze meccaniche alla respirazione
• Resistenze non elastiche:
resistenze che il flusso d’aria
incontra per raggiungere
l’alveolo e per uscirne
(resistenze viscose).
Dipendono dall’attrito interno
che si crea quando il flusso
d’aria attraversa le vie aeree,
e dalla resistenza opposta
dai tessuti non elastici
contenuti in tutto l’apparato
• Resistenze elastiche dovute
alle strutture elastiche
toraciche e polmonari
• L’energia impiegata per vincere le
resistenze non elastiche non viene
restituita, mentre le resistenze elastiche
con l’espirazione restituiscono l’energia
accumulata durante l’inspirazione

• Il lavoro dei muscoli serve per il 60% a


vincere le resistenze non elastiche
Flusso turbolento
• Il flusso turbolento (in cui le molecole di gas si muovono in
maniera irregolare con formazione di vortici) si verifica in
condotti di grosso calibro, irregolari, con angolature, stenosi e
ramificazioni.

• Inoltre si verifica quando la velocità del flusso è elevata e


supera un certo valore, in particolare quando il numero di
Reynolds è superiore a 1500.

• Il numero di Reynolds è direttamente proporzionale alla densità


del gas, alla sua velocità lineare e al diametro del condotto,
mentre è inversamente proporzionale alla viscosità del gas:

• Numero di Reynolds = 2r x densità x velocità lineare


viscosità

Nella eupnea, il moto turbolento rappresenta circa solo il 10%


La compliance polmonare
Le caratteristiche elastiche del polmone vengono espresse come
compliance o distensibilità polmonare: essa misura la facilità
con cui un corpo elastico può distendersi, cioè incrementare il
suo V, a seguito di un incremento di P
C = modificazione del V polmonare
modificazione di pressione
In altre parole: maggiore è la pressione dell’aria necessaria a
distendere il polmone, minore sarà la sua distensibilità , cioé la
compliance
Se il polmone viene disteso troppo si avvicina al suo limite di
elasticità, oltre il quale si comporta come una struttura rigida e
la compliance diminuisce
Il polmone ideale deve avere una compliance che permetta una
soddisfacente distensione polmonare - per consentire una
buona inspirazione – senza far diminuire eccessivamente
l’elasticità, compromettendo l’espirazione
Misura della compliance polmonare
La compliance è misurata come l’incremento
di volume riferito all’incremento unitario di
pressione (litri per aumenti di 1 cm H2O)

La compliance dell’uomo seduto durante la


respirazione a riposo è circa 0,2l/cm H2O
La compliance polmonare
• La compliance è influenzata:
– Dalle dimensioni del polmone: polmoni piccoli hanno bassi
valori di compliance
– Dalla posizione: nell’uomo le dimensioni del polmone sono
maggiori in posizione eretta e quindi la compliance ha
valori maggiori
– Dalla distensione ripetuta: dopo alcuni atti respiratori
profondi la compliance aumenta, così come aumenta la
distensibilità di un palloncino di gomma dopo insufflazioni
ripetute. Al contrario dopo un sonno prolungato i valori
diminuiscono
– Da condizioni patologiche: l’edema polmonare rende
difficoltosa l’espansione polmonare; un torace rigido da
artrite diminuisce la compliance della gabbia toracica
Diagramma pressione-volume
• Le relazioni esistenti tra il volume del polmone o
della gabbia toracica e la pressione dell’aria nel
loro interno sono rappresentate dal diagramma
pressione-volume
• Tale diagramma è espressione delle
caratteristiche elastiche del sistema e la sua
pendenza rappresenta la compliance, cioè la
maggiore o minore facilità della struttura di
essere distesa
• Tale diagramma si può ottenere nel polmone
isolato, insufflando aria o riempiendolo con
soluzione fisiologica
Tratto 1: gli alveoli collassati oppongono una forte resistenza
all’ingresso dell’aria, quindi l’aumento di P è considerevole
Tratto 2: scarsa resistenza degli alveoli, quindi si ha scarso aumento di P
aria
liquido Tratto 3: la distensibilità del
polmone si riduce, quindi
svuotamento
piccoli aumenti di volume
comportano considerevoli
aumenti di P
insufflazione
Svuotando il polmone
dell’aria, si delimita un
isteresi
tratto di isteresi (la forza
sviluppata da un elastico ad
una data lunghezza è
maggiore nella fase di
allungamento rispetto a
quella di accorciamento)
Riempiendo il polmone con soluzione fisiologica, la curva di isteresi
scompare e il polmone è molto più distensibile perché la mancanza
dell’interfaccia aria-liquido diminuisce la resistenza che gli alveoli
oppongono alla loro espansione
• In vivo, nell’alveolo è presente un velo liquido (surfattante) la cui T
superficiale è solo 1/5 di quella del fluido extracellulare, per cui i gradienti
pressori richiesti per espandere il polmone sono più bassi di quanto
sarebbero senza di esso. Quindi, a T superficiale più bassa, il diagramma
P/V del polmone è simile a quello del polmone che viene riempito con
soluzione fisiologica (rosso)
• Il diagramma P/V dell’intero sistema respiratorio, cioè del polmone in vivo
(blu), però, rispecchierà anche il diagramma P/V della parete toracica
(verde) e risulterà intermedio fra i due
• Quando l’apparato respiratorio è al V di riposo, la parete toracica tende ad
espandersi con una P uguale a quella con cui il polmone tende a collassare.

A bassi V, le
forze della gabbia
toracica si
V di riposo
estrinsecano
principalmente
verso l’esterno, a
V più elevati,
verso l’interno
Legge di La Place
• Poiché nell’alveolo è sempre presente il velo liquido dovuto al
surfattante, l’alveolo stesso è paragonabile ad una bolla di sapone
circondata da tessuto elastico e collagene

• Le proprietà dell’alveolo sono quindi enunciate dalla legge di La


Place che mette in relazione la pressione (P) della bolla ed il suo
raggio (r) attraverso un fattore T che rappresenta la tensione della
parete:

P = 2T
r
Per effetto della T, la bolla tende a contrarsi il più possibile,
generando al proprio interno una P che è inversamente
proporzionale al raggio: più piccola è la bolla, maggiore è la
pressione interna
• In base alla legge di La Place, quindi, per via della
maggiore pressione interna, se due bolle di diversa
dimensione hanno un punto di contatto, la bolla piccola
tenderà a svuotarsi in quella più grande
• Poiché nel polmone gli alveoli non hanno tutti la stessa
dimensione, gli alveoli piccoli tenderebbero a collassare
e quelli di maggiori dimensioni ad espandersi
Il surfattante
Il surfattante (90%
fosfolipidi, soprattutto
dipalmitolfosfatidilcolina,
e proteine specifiche) è
secreto dagli pneumociti
di II tipo e impedisce che
gli alveoli più piccoli
possano collassare
Infatti, poiché il surfattante ha concentrazione diversa negli alveoli di
diversa dimensione, esso fa sì che la tensione superficiale all’interno
sia diversa
In particolare, con la riduzione del r, e quindi del V, dell’alveolo la
concentrazione del surfattante aumenta ed esplica una maggiore
attività nel ridurre la T superficiale
Quindi, nell’equazione di La Place (P=2T/r), con la riduzione del r si ha
riduzione di T, P rimane costante e l’alveolo non si svuota
Funzioni del surfattante
• Facilita il lavoro respiratorio
• Impedisce lo svuotamento degli alveoli
piccoli in quelli di maggiore dimensione
• Mantiene asciutti gli alveoli. Ciò è dovuto
al fatto che la T superficiale richiama
liquido dai capillari, ma poiché il
surfattante riduce la T superficiale, si
riduce anche la trasudazione