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progetto cofinanziato da

UNIONE
EUROPEA

Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi

Il fenomeno migratorio in Italia: un


faticoso percorso verso l’integrazione, tra
esigenze di sicurezza e necessità di
semplificazione amministrativa

Liliana Palmieri
1
 Il quadro normativo e i diversi uffici competenti nella gestione
amministrativa del fenomeno migratorio.
 L’ingresso e il soggiorno in Italia - La regolarità del soggiorno quale
presupposto per l’iscrizione anagrafica
 Il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato
 La registrazione anagrafica del cittadino immigrato, presupposto per
l’esercizio di diritti e il rispetto di doveri. L’integrazione delle banche
dati pubbliche e l’esigenza della corretta ed univoca identificazione
 L’iscrizione anagrafica per provenienza dall’estero e da altro comune:
presupposti e modalità
 La cancellazione anagrafica: casistiche, presupposti e modalità
 La vita del cittadino immigrato; influenze del diritto internazionale
privato nel quotidiano esercizio dei diritti personali: il nome, la
filiazione, il matrimonio
 La legge n. 94/2009. Analisi dei punti più significativi della riforma in
materia di governo dei flussi migratori.
 Le competenze del Comune nel rilascio dei certificati e nelle attività di
accertamento (abitualità della dimora, idoneità alloggiativa, igienico
sanitaria, etc.)

2
IL QUADRO NORMATIVO

• D. lgs. 25.7.1998 n. 286: T.U. recante disciplina dell’immigrazione e


norme sulla condizione dello straniero
• D.P.R. 31.8.1999 n. 394: Regolamento di attuazione del T.U. 286/1998
• D.M. 18.12.2000 Modalità di comunicazione dei dati relativi ai cittadini
stranieri extracomunitari fra uffici anagrafici dei comuni, archivi dei
lavoratori …
• Legge 30.7.2002 n. 189 “Modifiche alla normativa in materia di
immigrazione e di asilo”
• D.P.R. 18.10.2004 n. 334 “Modifiche ed integrazioni alle disposizioni
contenute nel DPR 31.8.1999 n. 394”.
• D. lgs. 30.5.2005 n. 140 Attuazione della direttiva 2003/9/CE che
stabilisce norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti asilo
negli Stati membri
• L. 28.5.2007 n. 68
• L. 15.07.2009 n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”
• Direttive ministeriali e Circolari
3
I PRINCIPI GENERALI

 Perpoter soggiornare regolarmente in Italia sono necessari dei


documenti autorizzatori di Pubblica Sicurezza (TITOLI DI SOGGIORNO);

 Fino alla direttiva dell’UE sulla libertà della circolazione e soggiorno


del 2004, anche i cittadini dell’UE erano sottoposti a questo obbligo;

 Negli ultimi tempi si è assistito ad una distinzione sempre più netta


fra:
Normative sui comunitari
Normative sugli extracomunitari
 Le fonti di regolamentazione, sempre meno organiche, trovano
fondamento sia in atti normativi che in atti di indirizzo (circolari)

4
REGOLARITÀ DEL SOGGIORNO

•In materia di stranieri il nostro ordinamento si fonda sul


principio della regolarità del soggiorno
• La regolarità del soggiorno attribuisce agli stranieri una
molteplicità di diritti
• L’applicazione delle norme in materia di ingresso e soggiorno
dei cittadini stranieri spetta alla QUESTURA.
• Il nostro ordinamento ha subìto molte trasformazioni
(Sportello Unico per l’immigrazione, sperimentazione PdS
elettronico) e la Questura ora è uno degli anelli di una lunga
catena

5
I TITOLI AMMINISTRATIVI DI REGOLARITÀ
DEL SOGGIORNO,
RILASCIATI DAL MINISTERO DELL’INTERNO SONO:

a) Permesso di soggiorno

b) Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo

c) Carta di soggiorno di familiare extraUE di cittadino dell’Unione

d) Ipotesi specifiche individuate tramite circolare

6
SOGGIORNI DI DURATA INFERIORE A 3 MESI

Art. 1 - Legge 28/5/2007 n. 68 - Disciplina dei soggiorni di breve durata


degli stranieri per visite, affari, turismo e studio

[…] per l'ingresso in Italia per visite, affari, turismo e studio non è richiesto
il permesso di soggiorno qualora la durata del soggiorno stesso sia non
superiore a tre mesi. […] il termine di durata per cui è consentito il
soggiorno è quello indicato nel visto di ingresso, se richiesto.

2. Al momento dell'ingresso o, in caso di provenienza da Paesi dell'area


Schengen, entro otto giorni dall'ingresso, lo straniero dichiara la sua
presenza, rispettivamente all'autorità di frontiera o al questore della
provincia in cui si trova, secondo le modalità stabilite con decreto del
Ministro dell‘Interno […].

7
SOGGIORNI DI DURATA INFERIORE A 3 MESI
Decreto Ministero dell‘Interno 26/7/2007 in G.U. 6/8/2007 n.181
Articolo 1
Lo straniero, in provenienza diretta da Paesi che non applicano l'Accordo di
Schengen, assolve l'obbligo di rendere la dichiarazione di presenza […]
all'atto del suo ingresso nel territorio dello Stato presentandosi ai valichi di
frontiera.
L'adempimento dell'obbligo e' attestato mediante l'apposizione, da parte
della polizia di frontiera, dell'impronta del timbro uniforme Schengen sul
documento di viaggio.
Articolo 2
1. Lo straniero, in provenienza diretta da Paesi che applicano l'Accordo di
Schengen, rende la dichiarazione di presenza, entro otto giorni
dall'ingresso, al questore della provincia in cui si trova, sul modulo allegato
che costituisce parte integrante del presente decreto, ovvero, se alloggiato
in una delle strutture ricettive […] mediante la dichiarazione prevista […]
L'adempimento dell'obbligo e' attestato mediante il rilascio di copia della
dichiarazione, che dovrà essere esibita ad ogni richiesta degli ufficiali e
agenti di pubblica sicurezza.

8
PROVVEDIMENTI DI ALLONTANAMENTO/ESPULSIONE ADOTTATI
DAL MINISTERO DELL’INTERNO
(O DAI SUOI ORGANI PERIFERICI)

Art. 18, comma 2 del D.lgs. 30/2007


Modificato dall’art. 1, lett. b) del D.lgs. n. 32/2008
La continuità del soggiorno e ’ interrotta dal provvedimento di
allontanamento adottato nei confronti della persona interessata, che
costituisce causa di cancellazione anagrafica.

Può esserci dimora abituale anche in costanza di un provvedimento di


allontanamento/espulsione non attuato…

9
Il reato di clandestinità
E’ stato introdotto dalla legge 15 luglio 2009, n. 94 che ha inserito
l’art. 10-bis dopo l’art. 10 del T.U. n. 286/1998.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero


• che FA INGRESSO, ovvero
• SI TRATTIENE NEL TERRITORIO DELLO STATO
in violazione delle disposizioni
del T.U. n. 286/1998 nonché
di quelle di cui all’art. 1 della Legge 28.5.2007 n. 68,

è punito con l’ammenda da 5.000 a 10.000 euro

Tale norma NON è applicabile ai cittadini comunitari

10
Clandestinità: obblighi del pubblico ufficiale

Il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato è procedibile


d’ufficio.

Art. 361 cod. pen.


Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale
“Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all'Autorità
giudiziaria, o ad un'altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne,
un reato di cui ha avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue
funzioni, è punito con la multa da euro 30 (lire sessantamila) a euro 516
(un milione).
La pena è della reclusione fino ad un anno, se il colpevole è un ufficiale
o un agente di polizia giudiziaria, che ha avuto comunque notizia di un
reato del quale doveva fare rapporto.
Le disposizioni precedenti non si applicano se si tratta di delitto punibile
a querela della persona offesa.”
11
Chi è il pubblico ufficiale ?
Art. 357 cod. pen.
Nozione del pubblico ufficiale
“Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano
una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi
effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto
pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla
manifestazione della volontà della pubblica Amministrazione o dal suo
svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi”.

L’ufficiale d’anagrafe e l’ufficiale di stato civile esercitano una pubblica


funzione amministrativa, perciò sono pubblici ufficiali; per tale motivo sono
obbligati a denunciare all’Autorità giudiziaria o ad altra autorità che ha
l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria il reato di clandestinità di cui
hanno avuto notizia nell'esercizio o a causa delle loro funzioni

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I NUOVI OBBLIGHI DOPO IL REATO

Art. 331. C.P.P. Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un


pubblico servizio.

1. … i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell'esercizio


o a causa delle loro funzioni …, hanno notizia di reato perseguibile di ufficio,
devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la
persona alla quale il reato è attribuito.
2. La denuncia è presentata o trasmessa senza ritardo al pubblico ministero o
a un ufficiale di polizia giudiziaria.
3. Quando più persone sono obbligate alla denuncia per il medesimo fatto,
esse possono anche redigere e sottoscrivere un unico atto.
4. Se, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, emerge un fatto
nel quale si può configurare un reato perseguibile di ufficio, l'autorità che
procede redige e trasmette senza ritardo la denuncia al pubblico ministero.

13
CONSEGUENZE SULL’OPERATO DEGLI UFFICIALI DI
STATO CIVILE E D’ANAGRAFE

L’ufficiale d’anagrafe e l’ufficiale di stato civile esercitano una


pubblica funzione amministrativa, perciò sono pubblici ufficiali; per
tale motivo sono obbligati a denunciare all’Autorità giudiziaria o ad
altra autorità che ha l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria il
reato di clandestinità di cui hanno avuto notizia nell'esercizio o a
causa delle loro funzioni.

ATTENZIONE !
Non si deve mai confondere il ruolo dell’ufficiale d’anagrafe e quello
dell’ufficiale di stato civile.
Essi agiscono applicando norme diverse !

14
CONSEGUENZE SULL’OPERATO DEGLI UFFICIALI DI
STATO CIVILE E D’ANAGRAFE

Riassumendo
Gli ufficiali d ’ anagrafe e dello stato civile hanno il potere di
segnalare al Prefetto i casi relativi a cittadini comunitari privi dei
requisiti previsti dal d.lgs. n. 30/2007 (la legge non prevede
l’obbligo e non prevede sanzioni in caso di inerzia della pubblica
amministrazione; la circolare n. 19/2007 si limita ad affermare che
“è necessario”)
Gli ufficiali d ’ anagrafe e dello stato civile hanno l ’ obbligo di
denunciare all ’ Autorità giudiziaria il reato di clandestinità dei
cittadini extracomunitari di cui abbiano avuto notizia nell'esercizio
o a causa delle loro funzioni.

15
IL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
EFFETTI SULLA GESTIONE ANAGRAFICA

L ’ immigrazione clandestina, fattispecie introdotta sia come reato


specifico, sia come aggravante nella commissione di altri reati, non
produce particolari effetti nella gestione anagrafica.
Infatti, in applicazione dell’art. 6, comma 7, d. lgs. 25.7.1998, n. 286
e dall’art. 15 comma 1 D.P.R. 31.8.1999, n. 394, le iscrizioni e le
variazioni anagrafiche dello straniero regolarmente soggiornante sono
effettuate alle medesime condizioni dei cittadini italiani.
Per effetto di tale principio, l’anagrafe gestisce unicamente cittadini
extracomunitari “regolari”.
Quando lo straniero perde la regolarità del soggiorno deve essere
cancellato dall’anagrafe.

16
LA REGOLARITÀ DEL SOGGIORNO

In materia di stranieri il nostro ordinamento si fonda sul


principio della
REGOLARITÀ DEL SOGGIORNO
Inizialmente essere regolarmente soggiornanti significava
possedere un permesso di soggiorno valido.
Solo chi aveva un permesso di soggiorno in corso di validità
poteva iscriversi all’anagrafe.
Oggi non è più così !

17
REGOLARITÀ DEL SOGGIORNO
Art. 6 comma 7 D. Lgs. 25.7.1998, n. 286
Art. 15 comma 1 DPR 31.8.1999, n. 394
FISSANO UN PRINCIPIO FONDAMENTALE

Le iscrizioni e le variazioni anagrafiche dello straniero


regolarmente soggiornante sono effettuate alle medesime
condizioni dei cittadini italiani, nei casi e secondo i criteri
previsti dalla legge e dal regolamento anagrafico

18
REGOLARITÀ DEL SOGGIORNO

E’ la condizione fondamentale per l’applicazione della


disciplina anagrafica (iscrizioni e variazioni) agli stranieri
alle medesime condizioni degli italiani.

Il concetto di regolarità del soggiorno non coincide


puramente e semplicemente con il possesso di un titolo di
soggiorno

Al contrario, vi coincide sempre meno e deve essere


ricavato da un’analisi complessiva del sistema.

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CHI È REGOLARMENTE SOGGIORNANTE ?
Art. 5 D.Lgs. n. 286/1998
“Possono soggiornare nel territorio dello stato gli stranieri entrati regolarmente
ai sensi dell’art. 4 che siano muniti di carta o di permesso di soggiorno …”

Ai fini anagrafici …
La regolarità del soggiorno deve essere valutata distintamente per gli stranieri:
 già iscritti in anagrafe
 non ancora iscritti in APR, ma in possesso di permesso scaduto e ricevuta per
il rinnovo
 non iscritti in APR ma rientranti in una delle casistiche previste dalle circolari
che regolano casi specifici (es. lavoro subordinato, ricongiungimento familiare,
ecc. ….)

20
STRANIERI E ANAGRAFE

Le iscrizioni, le mutazioni e le cancellazioni anagrafiche dei cittadini


stranieri si effettuano nei casi e alle stesse condizioni dei cittadini
italiani. Esiste, poi, un motivo di cancellazione riservato solamente
ai cittadini stranieri; è quello previsto dall’art. 11 comma 1 lett. c)
d.P.R. n. 223/1989 e cioè “per mancato rinnovo del titolo di
soggiorno”.

Questo motivo di cancellazione non è


applicabile ai comunitari !!!

21
La registrazione anagrafica del cittadino
immigrato, presupposto per l’esercizio di diritti e il
rispetto di doveri. L’integrazione delle banche dati
pubbliche e l’esigenza della corretta ed univoca
identificazione
L’iscrizione anagrafica per provenienza dall’estero
e da altro comune: presupposti e modalità
La cancellazione anagrafica: casistiche,
presupposti e modalità

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ISCRIZIONE PER NASCITA
Anche per i neonati stranieri l’iscrizione in anagrafe si effettua per
nascita, sulla base della comunicazione dell’ufficiale di stato civile (art.
12 DPR 223/1989) entro il termine di tre giorni (art. 17 D.P.R. 223/1989).
L’iscrizione anagrafica per nascita, dunque, non può essere subordinata
all’inserimento del nato nel titolo di soggiorno del genitore.
Questo orientamento, sostenuto vigorosamente da ANUSCA e dall’Istat
(circolare n.47/2002) è stato confermato dal Consiglio di stato con
argomentazioni solide (parere n. 5453/03 del 4.2.2004) riprese dal
Ministero dell’Interno con circolare DCSD 12.7.2004 n. 32

DECORRE DAL GIORNO DELLA NASCITA !

23
ISCRIZIONE PER NASCITA

Il neonato sarà iscritto:


a) nell’anagrafe del comune di residenza dei genitori
b) nell’anagrafe del comune di residenza della madre, qualora i
genitori, regolarmente residenti, siano iscritti in comuni diversi
c) nell’anagrafe del comune di residenza del padre, qualora solo
questi sia iscritto in anagrafe
d) nel comune dove si trova l’istituto o la persona cui il nato viene
affidato.

24
ISCRIZIONE PER NASCITA
L’unico caso in cui il nato non viene iscritto in APR è quello della nascita
occasionale in Italia da genitori stranieri, ovvero della nascita da genitori
“irregolari” o, comunque da genitori dei quali nessuno sia iscritto in anagrafe.
In questo caso, l’ufficiale dello stato civile iscriverà l’atto di nascita, ma non
potrà inviare la comunicazione di nascita a nessun ufficio d’anagrafe per
l’iscrizione in Apr.
L’eventuale situazione di “clandestinità” dei genitori potrà essere solo
“presunta” dall’ufficiale di stato civile, che, pertanto, non dovrà fare alcuna
segnalazione.
Quand’anche l’ufficiale di stato civile, abbia notizia, per conoscenza personale,
della situazione di clandestinità dei genitori, senza avere elementi formali a
conferma di ciò, non è tenuto a fare nessuna segnalazione.

25
ISCRIZIONE PER IMMIGRAZIONE

IDENTIFICAZIONE

REGOLARITÀ DEL SOGGIORNO

ABITUALITÀ DELLA DIMORA

26
Il Decreto legge n. 5 del 2012

IL CAMBIO DI RESIDENZA
IN TEMPO REALE
Gli effetti sull'iscrizione anagrafica
dei cittadini comunitari e stranieri

27
Le nuove norme
 Art. 5, D.L. 9.2.2012, n. 5

 Modifiche intervenute con la conversione in legge 4


aprile 2012, n. 35

 Circolare del Ministero dell’interno n. 9 del 27.04.


2012

 DPR n.... di modifica del DPR n. 223/89 (già approvato


dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile scorso, è in corso di
emanazione; interviene solo su alcuni articoli per armonizzare
la disciplina previgente e adeguarla alla nuova disciplina)

28
Art. 5 D.L. n. 5 del 9.2.2012 – comma 2

2. Le dichiarazioni di cui al comma 1 sono rese e


sottoscritte di fronte all'ufficiale di anagrafe
ovvero inviate con le modalità di cui all'articolo 38
del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445.

29
Si applicano le disposizioni dell'art. 38 DPR n. 445/2000

• Accanto alla tradizionale modalità:


dichiarazione resa allo sportello, davanti all'ufficiale
d'anagrafe
• il dichiarante può inviare la dichiarazione come segue:
• a mezzo servizio postale con allegata copia del documento di
identità (consigliabile la raccomandata A.R.)
• tramite fax con allegata copia del documento di identità
• per via telematica con le modalità previste dall'art. 65 del CAD

30
1. dichiarazione sottoscritta digitalmente (firma digitale = sostituto
elettronico della firma autografa)

2. autore identificato dal sistema informatico con CIE, CNS, o


comunque con strumenti che consentano di individuare il soggetto
che rende la dichiarazione

3. invio tramite PEC (posta elettronica certificata), modalità che


“contiene” la firma digitale e che ha lo stesso valore legale della
raccomandata A.R.

4. dichiarazione con firma autografa acquisita con scanner e


inviata via mail semplice insieme al documento di identità

31
Art. 38 DPR n. 445/2000 - comma 3-bis

“Il potere di rappresentanza per la formazione e la presentazione di istanze,


progetti, dichiarazioni e altre attestazioni nonché per il ritiro di atti e
documenti presso le pubbliche amministrazioni e i gestori o esercenti di
pubblici servizi può essere validamente conferito ad altro soggetto con le
modalità di cui al presente articolo”.

Il richiamo alle modalità dell'art. 38, rende applicabile anche il comma 3-bis,
per cui, in pratica, le dichiarazioni anagrafiche di cui all'art. 13, comma 1,
lettere a), b) e c) del DPR n. 223/89, potranno essere rese anche tramite un
soggetto, terzo rispetto all'interessato, munito di apposito potere di
rappresentanza, conferito e, quindi, trasmesso con le modalità di cui all'art.
38.

32
Chi può rendere le dichiarazioni anagrafiche

Il richiedente compila il modulo:


• per sè
• per le persone sulle quali esercita la potestà o la tutela

Tutti i componenti maggiorenni devono sottoscrivere il modulo


(è ammesso anche l'intervento di un soggetto terzo rispetto
all'interessato, munito di apposito potere di rappresentanza,
conferito e trasmesso con le modalità semplificate di cui all'art 38
DPR 445/2000)

33
Allegati alla circolare vi sono i moduli “ufficiali” per:

• 1 - la dichiarazione di residenza, gli allegati UE ed extraUE


(A e B)

• 2 - la dichiarazione in ordine al trasferimento di residenza


all'estero (per italiani, comunitari e stranieri)

• 3 - il nuovo APR/4, che non assolve la funzione di istanza


bensì di documento scambiato tra PP.AA.

34
Art. 5 D.L. n. 5 del 9.2.2012 – comma 3

“Fermo quanto previsto dagli articoli 5 e 6 del testo unico di


cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, l'ufficiale
d'anagrafe, nei due giorni lavorativi successivi alla
presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, effettua le
iscrizioni anagrafiche. Gli effetti giuridici delle iscrizioni
anagrafiche e delle corrispondenti cancellazioni decorrono dalla
data della dichiarazione”.

35
L'ufficiale d'anagrafe del comune di iscrizione, entro
due giorni lavorativi dal ricevimento dell'istanza di
iscrizione anagrafica:

Adotta formale provvedimento di iscrizione anagrafica


Invia la comunicazione di iscrizione al comune di
precedente iscrizione tramite il “nuovo” mod. Apr4
Invia o consegna la comunicazione di avvio del
procedimento ai sensi dell'art. 7 della legge n. 241/90
Rilascia il certificato di residenza e di stato di famiglia,
nonchè eventuali altri certificati relativi a dati
documentati

36
L'ufficiale d'anagrafe del comune di cancellazione,
entro due giorni lavorativi dal ricevimento della
comunicazione inviata dal comune di iscrizione
tramite mod. Apr4:

Provvede alla cancellazione anagrafica

Cessa il rilascio di ogni tipo di certificato


(ovviamente, esclusi i certificati storici)

37
Entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione inviata dal
comune di iscrizione, il comune di cancellazione:

Restituisce il mod. Apr4 confermando la cancellazione e


confermando, variando o completando i dati relativi alle persone
cancellate

Al ricevimento dell'Apr4 inviato dal comune di cancellazione, il comune


di iscrizione:

Potrà rilasciare anche tutti gli altri certificati relativi ai dati


trasmessi dal comune di cancellazione e non altrimenti
documentati

38
Gli accertamenti restano obbligatori
come e più di prima!!!
“...è confermata la vigenza dell'art. 19, c. 2, del D.P.R. n.
223/1989 che regola la verifica della dimora abituale”
(Circolare n. 9/2012)
DPR n. 223/89 – art. 19, comma 2:
“L'ufficiale d'anagrafe è tenuto a verificare la sussistenza del requisito
della dimora abituale di chi richiede l'iscrizione anagrafica. Gli
accertamenti devono essere svolti a mezzo degli appartenenti ai corpi
di polizia municipale o di altro personale comunale che sia stato
formalmente autorizzato, utilizzando un modello conforme all'apposito
esemplare predisposto dall'ISTAT”

39
Art. 5 comma 4 D.L. n. 5/2012
In caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero si
applicano le disposizioni previste dagli articoli 75 e 76
del d.P.R. 28.12.2000, n. 445.
Ove nel corso degli accertamenti svolti entro il termine di
cui al comma 5 emergano discordanze con la
dichiarazione resa, l'ufficiale di anagrafe segnala quanto
è emerso alla competente autorità di pubblica sicurezza
e al comune di provenienza.

40
L'iscrizione dei cittadini UE ed extraUE
Per l’iscrizione dei cittadini comunitari ed extracomunitari
occorre tener conto delle indicazioni contenute nel D.L. n.
5/2012 e nella circolare n. 9/2012
La documentazione da esibire al momento della richiesta di
iscrizione corrisponde sostanzialmente a quella già indicata
nel d.lgs. n. 30/2007 per i comunitari
Mentre per gli extracomunitari, si applica il D.lgs. n.
286/1998, oltre alle precedenti disposizioni ministeriali
emanate in materia (cosiddette “circolari Amato”)

41
L'iscrizione dei cittadini UE
Circolare n. 9/2012
…. ai sensi delle disposizioni citate l’ufficiale d’anagrafe
ha 45 giorni di tempo per effettuare gli accertamenti
relativi alla dimora abituale e la verifica dei documenti
attestanti la regolarità del soggiorno con riguardo ai
cittadini di Stati appartenenti alla Unione europea
provenienti dall’estero

42
L'iscrizione dei cittadini UE
I cittadini comunitari in sede di presentazione della
domanda di iscrizione devono allegare i documenti
attestanti i requisiti previsti dalla Direttiva n. 2004/38/CE
e dal d.lgs. n. 30/2007 per il riconoscimento del diritto di
soggiorno superiore a tre mesi dei cittadini dell’Unione.

Sul sito internet della D.C.S.D. è stato pubblicato


l’allegato B recante l’elencazione dei documenti
necessari per l’iscrizione anagrafica del cittadino
dell’Unione

43
L'iscrizione dei cittadini UE

Nell’allegato B viene precisato che in sede di richiesta di


iscrizione il familiare extracomunitario di cittadino
comunitario deve esibire, oltre al passaporto:
la carta di soggiorno di familiare extraUE di cittadino
dell’Unione oppure
la ricevuta della richiesta di rilascio della carta di
soggiorno

44
L’iscrizione di cittadini extraUE

Art. 5, comma 3 del D.L. n. 5/2012


Fermo quanto previsto dagli articoli 5 e 6 del testo
unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
l'ufficiale d'anagrafe, nei due giorni lavorativi successivi
alla presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1,
effettua le iscrizioni anagrafiche.

45
L’iscrizione di cittadini extraUE

Circolare n. 9/2012

In applicazione dell’art. 5 comma 3 D.L. n.


5/2012 “la verifica della regolarità del soggiorno
dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione
europea, di cui al d.lg.vo n. 286/1998, precede
l’iscrizione anagrafica”

46
QUINDI

Per effetto dell’art. 5 comma 3 del D.L. n. 5/2012,


“l’iscrizione anagrafica dei cittadini di Stati non appartenenti
all’Unione europea è subordinata alla presentazione,
unitamente alla dichiarazione, dei documenti attestanti la
regolarità del soggiorno”.
La prova documentale della regolarità del soggiorno deve
essere considerata a pieno titolo fra le condizioni di
ricevibilità della dichiarazione.

47
IN PRATICA

Se il cittadino extra UE non comprova documentalmente la


regolarità del soggiorno contestualmente alla presentazione
della dichiarazione anagrafica, quest’ultima deve essere
considerata NON RICEVIBILE

Tuttavia, non va mai dimenticata la possibilità di ricorrere


all'istituto della convalida o della semplice regolarizzazione

48
Quando si considera sussistente la regolarità del soggiorno ?
La circolare n. 9/2012 fa rinvio ad appositi allegati recanti
l’elenco della documentazione necessaria per l’iscrizione
anagrafica dei cittadini non italiani.

Per i cittadini extracomunitari occorre far riferimento


all’allegato “A” che reca l’elencazione dei documenti
necessari per l’iscrizione anagrafica dei cittadini extraUE.
Per i cittadini dell'Unione europea occorre far riferimento
all'allegato “B”

49
Una novità che riguarda sia i comunitari che gli extraUE

Cittadino extracomunitario familiare di cittadino comunitario:


In base alle disposizioni della circolare del Ministero dell'interno
n. 19/2007 poteva presentare domanda di iscrizione anagrafica,
ma poteva essere iscritto solo dopo avere ottenuto la carta di
soggiorno
Ora ha diritto all'iscrizione con la semplice ricevuta della
domanda, oltre ad avere dimostrato di essere “famigliare” di
cittadino dell'Unione europea.

50
L’ISCRIZIONE ANAGRAFICA DEGLI STRANIERI

Il primo problema che si pone per l’ufficiale d’anagrafe di fronte a


qualsiasi cittadino, italiano o straniero, è quello di:

Accertare l’identità della persona


Art. 6, comma 3, del d.P.R. n. 223/1989
sancisce l’obbligo, per tutti coloro che rendono le
dichiarazioni anagrafiche, di comprovare la propria
identità mediante l’esibizione di un documento di
riconoscimento.

51
L’ISCRIZIONE PER IMMIGRAZIONE DALL’ESTERO
Art. 14 del regolamento anagrafico:
vale per tutti, italiani e stranieri!
Chi trasferisce la residenza dall’estero deve comprovare all’atto della
dichiarazione la propria identità mediante l’esibizione del PASSAPORTO o
altro documento equipollente.

Se il trasferimento concerne anche la famiglia, il cittadino straniero o


apolide deve esibire atti autentici che ne dimostrino la composizione,
rilasciati dalle competenti autorità del Paese di provenienza.
Il cittadino italiano deve esibire documenti rilasciati dalle autorità
consolari.

52
LEGALIZZAZIONE DI FIRME DI ATTI DA E PER L'ESTERO
ARTICOLO 33 D.P.R. 445/2000
Le firme sugli atti e documenti formati all'estero da autorità
estere e da valere nello Stato sono legalizzate dalle rappresentanze
diplomatiche o consolari italiane all'estero. […]
Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere nello
Stato, rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera
residente nello Stato, sono legalizzate a cura delle prefetture.
Sono fatte salve le esenzioni dall'obbligo della legalizzazione e della
traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali.

53
L’ISCRIZIONE ANAGRAFICA DEGLI STRANIERI
Oltre alla prova documentata della propria identità, sono due i
requisiti fondamentali richiesti al cittadino straniero per poter
ottenere l’iscrizione all’APR e cioè:

La dimora abituale
La regolarità del soggiorno
(che non coincide sempre e necessariamente con il possesso
di un titolo di soggiorno in corso di validità)

Per l’accertamento della dimora abituale si agisce con gli stessi criteri
utilizzati per i cittadini italiani.

54
L’ISCRIZIONE PER IMMIGRAZIONE DALL’ESTERO
In pratica
Al momento della richiesta di iscrizione anagrafica il
cittadino straniero deve esibire:
• Permesso o carta di soggiorno
• Passaporto o documento equipollente (es. titolo di viaggio). In mancanza
(assoluta) di passaporto, il permesso di soggiorno può valere anche come
documento equipollente
• Documenti originali, tradotti e legalizzati, comprovanti lo stato civile e
la composizione del nucleo familiare
• Codice fiscale (D.M. 18.12.2000)

55
L’ISCRIZIONE PER IMMIGRAZIONE DALL’ESTERO

Tuttavia...

Iscrizione degli stranieri con P.d.S. scaduto

I cittadini stranieri non ancora iscritti in APR, in attesa di RINNOVO del


permesso di soggiorno, devono essere considerati regolarmente soggiornanti.
Perciò, potranno essere ISCRITTI in anagrafe dietro esibizione della ricevuta
della richiesta di rinnovo e della fotocopia del titolo scaduto.
Direttiva Ministero interno 5.8.2006

56
DIRETTIVA MINISTERO INTERNO 5.8.2006
Il mancato rispetto del termine di 20 giorni per la conclusione del
procedimento di rinnovo del P.d.S. non incide sulla piena legittimità del
soggiorno stesso e sul godimento dei diritti ad esso connessi, se:
 la domanda di rinnovo è stata presentata prima della scadenza del P.d.S. o entro 60
giorni dalla scadenza dello stesso;

 è stata verificata la completezza della documentazione prescritta a corredo della


richiesta di rinnovo;

 è stata rilasciata dall’ufficio la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della


richiesta di rinnovo.

Gli effetti dei diritti esercitati, nelle more del rinnovo del permesso di
soggiorno, cessano solo in caso di mancato rinnovo, revoca o annullamento del
permesso in questione.

57
CIRC. MIN. INTERNO N. 42 DEL 17.11.2006
Si può procedere all’iscrizione anagrafica nei confronti dei cittadini extracomunitari:
• mai inseriti nei registri della popolazione residente
• o cancellati per irreperibilità e ricomparsi successivamente

a condizione che:
• la domanda di rinnovo sia stata presentata prima della scadenza del P.d.S. o entro
60 giorni dalla scadenza dello stesso,
• sia stata rilasciata dall’ufficio la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della
richiesta di rinnovo

Nella comunicazione che il Comune trasmetterà alla competente Questura, andrà


evidenziato che si tratta di una iscrizione effettuata ai sensi della Direttiva del
5.8.2006, ciò anche al fine dell’ adozione dei conseguenti provvedimenti.

58
ISCRIZIONE MINORI IN ATTESA DI ADOZIONE
Direttiva 21.2.2007 Min. interno/politiche per la famiglia

Convenzione di New York diritti del fanciullo (20.11.1989)


Convenzione dell’Aja sulla protezione dei minori (29.5.1993)
Art. 34 L. 184/1983

La Comm. adozioni internazionali, nell’autorizzare l’ingresso e la residenza in


Italia del minore, valuta le ragioni di ordine e sicurezza pubblica, di legittimità
dell’ingresso e del successivo soggiorno del minore medesimo

Ai fini del soggiorno del minore straniero adottato o affidato a scopo di


adozione NON è richiesto il permesso di soggiorno

59
ISCRIZIONE MINORI IN ATTESA DI ADOZIONE
Direttiva 21.2.2007 Min. interno/politiche per la famiglia

• Se l’adozione è pronunciata all’estero e il T.d.M. si limita a riconoscerne


l’efficacia in Italia, (art. 35 e segg. della L. 184/1983) l’iscrizione in anagrafe può
essere effettuata direttamente con l’attribuzione dello status di figlio, purché il
Tribunale, al momento della richiesta di iscrizione anagrafica del minore, abbia
già riconosciuto gli effetti del provvedimento straniero.

• Se l’adozione deve perfezionarsi dopo l’arrivo del minore in Italia, il T.d.M.


riconosce il provvedimento come affido preadottivo: il minore sarà iscritto come
“convivente”.

• L’ufficiale d’anagrafe, se vi sono le condizioni necessarie (dimora abituale), dovrà


iscrivere il minore con le generalità desunte dal passaporto, anche se questo
riporta già il cognome del padre adottivo.

60
L’ISCRIZIONE PER IMMIGRAZIONE DALL’ESTERO
Iscrizione nelle more del rilascio del I° P.d.S. per lavoro subordinato

Direttiva 20.02.2007: diritti dello straniero nelle more del rilascio del
primo P.d.S. per lavoro subordinato.
Il lavoratore straniero che ha sottoscritto presso lo Sportello Unico per
l’immigrazione il contratto di soggiorno, nelle more del rilascio del
P.d.S. per motivi di lavoro può legittimamente esercitare i diritti da
esso derivanti.

Fra tali diritti deve essere compreso


quello all’iscrizione anagrafica

61
ISCRIZIONE NELLE MORE DEL RILASCIO
DEL I° P.D.S. PER LAVORO SUBORDINATO
Documenti per l’iscrizione anagrafica
Oltre al passaporto e agli altri documenti attestanti gli status personali,
l’iscrizione deve essere subordinata all’esibizione:
a) del contratto di soggiorno stipulato presso lo Sportello Unico per
l’immigrazione;
b) della ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante l’avvenuta
presentazione della richiesta di permesso;
c) della domanda di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato
presentata allo Sportello Unico.

62
L’ISCRIZIONE PER RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE
Circolare n. 43 del 2.8.2007
In analogia con quanto già disposto per i lavoratori subordinati, si può
procedere all’iscrizione anagrafica dello straniero che abbia chiesto il P.d.S.
per motivi familiari nelle more del suo rilascio. A tal fine dovrà essere esibita
la seguente documentazione:
Il VISTO DI INGRESSO
La RICEVUTA rilasciata dall’Ufficio postale attestante l’avvenuta
presentazione della richiesta
Fotocopia non autenticata del NULLA OSTA al ricongiungimento rilasciato
dallo Sportello unico

63
L’ISCRIZIONE PER COESIONE FAMILIARE
circolare del Min. Interno del 2 agosto 2007

Questa ipotesi riguarda il cittadino straniero, entrato in Italia con


visto rilasciato per motivi diversi dal ricongiungimento familiare (ad
es. visto turistico), e che chiede il permesso di soggiorno per
“coesione familiare”.
In tal caso, poiché manca il nulla osta al ricongiungimento,
l’iscrizione anagrafica può essere effettuata solo previa esibizione
del permesso di soggiorno, non potendo, fino a diversa disposizione
ministeriale, trovare applicazione la procedura prevista dalla circ.
n. 43/2007.

64
L’ISCRIZIONE DI DISCENDENTI DA AVO ITALIANO
per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis

Circolare n. 32 del 13.6.2007

Per i discendenti da avo italiano che intendono avviare in Italia la procedura


per il riconoscimento della cittadinanza italiana “jure sanguinis” la ricevuta
della dichiarazione di presenza costituisce titolo utile ai fini dell’iscrizione
anagrafica.
Resta tuttavia necessario dimostrare il requisito della “residenza” in Italia.
Pertanto, per poter ottenere il riconoscimento della cittadinanza è necessaria
la preventiva iscrizione anagrafica per “residenza”, accertata nei modi e con
le procedure previste dalla legge e dal regolamento anagrafico.

65
L’ISCRIZIONE DI DISCENDENTI DA AVO ITALIANO
per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis

Circolare n. 52 del 28.9.2007

Ai fini dell’iscrizione anagrafica dei soggetti provenienti da Paesi che non


applicano l’Accordo Schengen e che intendono chiedere il riconoscimento
della cittadinanza italiana “jure sanguinis”, è sufficiente – ai fini della
dimostrazione della regolarità del soggiorno – l’esibizione del timbro
Schengen apposto sul documento di viaggio dall’autorità di frontiera.
Coloro che provengono da Paesi che applicano l’Accordo Schengen dovranno
esibire copia della dichiarazione di presenza resa al Questore entro 8 giorni
dall’ingresso, ovvero della dichiarazione resa ai gestori di esercizi
alberghieri e di altre strutture ricettive.

66
L’ISCRIZIONE PER IL RIACQUISTO
DELLA CITTADINANZA ITALIANA

Circolare n. 14 del 31.10.2008

La procedura di iscrizione anagrafica prevista per il riconoscimento


della cittadinanza italiana jure sanguinis si applica anche al
riacquisto della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 13, comma
1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91

67
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
• Richiedenti asilo: sono persone che, trovandosi fuori dal Paese in cui
hanno residenza abituale, non possono o non vogliono tornarvi per il
timore di essere perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalità,
appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche. Possono richiedere asilo nel nostro Paese presentando una
domanda di riconoscimento dello "status di rifugiato".

• Rifugiati (o, più diffusamente, rifugiati politici) sono persone fuggite o


espulse a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali dal loro
Paese e che trovano ospitalità in un Paese straniero. Giuridicamente,
sono coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dello "status di
rifugiato" in seguito all'accoglimento della loro domanda.

68
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE

• La protezione sussidiaria. In applicazione della normativa europea, il


decreto legislativo 19 novembre 2007, n.251, ha previsto come status
di protezione internazionale, oltre lo status di rifugiato, anche quello
di protezione sussidiaria. Tale status è riconosciuto a colui che pur non
possedendo i requisiti per ottenere lo status di rifugiato non possa
essere rinviato nel Paese di origine o, per l’apolide, nel Paese di
residenza, in quanto sussiste il fondato timore che possa subire un
grave danno alla sua vita o alla sua incolumità.

Al titolare dello ‘status di protezione sussidiaria’ la Questura rilascia un


permesso con motivo ’protezione sussidiaria’.

69
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
L’iscrizione anagrafica dei cittadini stranieri soggetti a protezione
internazionale è subordinata al possesso del permesso di soggiorno.
La sola ricevuta della domanda di permesso non è sufficiente ai fini
dell’iscrizione anagrafica.
I cittadini stranieri “richiedenti asilo” – “rifugiati” – in stato di “protezione
sussidiaria” sono spesso
privi di passaporto o documenti equipollenti

In questo caso all'ufficiale d'anagrafe si pongono due problemi


- l'identificazione
- la registrazione dei dati personali

70
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
• Identificazione e diritto all’iscrizione anagrafica
L’art. 14 del D.P.R. n. 223/1989 prevede che la persona (italiano o straniero), che fa
istanza di iscrizione anagrafica per provenienza dall’estero, presenti il passaporto (o
altro titolo di viaggio previsto da specifiche convenzioni o accordi internazionali) e,
allorquando il trasferimento concerna anche la famiglia, “atti autentici che ne
dimostrino la composizione, rilasciati dalle competenti autorità dello Stato di
provenienza se straniero o apolide, o dalle autorità consolari se cittadino italiano.”

È possibile iscrivere un cittadino straniero soggetto a protezione


internazionale (richiedente asilo, rifugiato o i stato di protezione
sussidiaria) privo di passaporto o documento equipollente, in deroga
alle disposizioni dell’art. 14 del D.P.R. n. 223/89

71
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
A tale categoria di persone si dovranno applicare, anche in materia
anagrafica, norme e principi appositamente previsti in relazione al loro
status di “persone soggette a protezione internazionale”; se così non fosse,
a tali persone verrebbero negati, nella maggior parte dei casi, il
fondamentale diritto all’iscrizione anagrafica e i diritti connessi a tale
iscrizione.

Pertanto:
Il permesso di soggiorno, solo per questa particolare categoria di cittadini
stranieri, potrà supplire alla mancanza di passaporto come documento di
riconoscimento e identificazione utile ai fini dell’iscrizione anagrafica.

72
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
• Riferimenti normativi
Convenzione di Ginevra del 1951
Art. 25 (“Assistenza amministrativa”), commi 2 e 3:
“Le autorità indicate nel paragrafo 1 rilasciano o fanno rilasciare ai rifugiati, sotto il
loro controllo, i documenti o gli attestati che sono normalmente rilasciati a uno
straniero dalle sue autorità nazionali o per il loro tramite.
3. I documenti o gli attestati in tal modo rilasciati sostituiscono gli atti ufficiali
rilasciati a stranieri dalle loro autorità nazionali o per il loro tramite e fanno fede
fino a prova del contrario”.
Art. 27 “Documenti d’identità”
“Gli Stati Contraenti rilasciano documenti d’identità a tutti i rifugiati che risiedono
sul loro territorio e non possiedono un titolo di viaggio valido”.

73
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
• Min. interno - risposta a quesito del 4.7.2006
“…Per quanto riguarda lo specifico caso dei rifugiati politici, dei richiedenti asilo e simili, questi
cittadini di norma sono sprovvisti di passaporto; ciò tuttavia, non può pregiudicare il diritto
all’iscrizione anagrafica qualora i predetti siano regolarmente soggiornanti ed a condizione,
valida per tutti i cittadini, italiani o stranieri, che possano essere identificati. A tal fine,
mancando un passaporto o documento equipollente, si ritiene possa procedersi alla loro
identificazione mediante il titolo di soggiorno, che a mente dell’art. 1 lett. c del DPR 445/2000
riveste la natura di documento di riconoscimento in quanto “documento munito di fotografia
del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica
amministrazione italiana o di altri Stati, che consenta l'identificazione personale del titolare”.
Pertanto, i dati ricavabili dal permesso di soggiorno, in mancanza di idonea documentazione o
prova contraria, devono essere registrati agli atti anagrafici, sempre sulla base delle
considerazioni sopra espresse in materia di definizione e di valore dei documenti di
riconoscimento, di cui agli articoli 1 e 35 del citato d.P.R. 445/2000…”

74
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
• La registrazione dei dati personali
Ministero dell’interno – Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo – nota prot. n.
1409/CS del 24.04.2009, indirizzata al comune di Pordenone e, p.c. all’ICS – Ufficio
Rifugiati ONLUS di Trieste:
“Pertanto, la certificazione della Commissione che ha riconosciuto lo status agli
interessati, unitamente ai relativi permessi di soggiorno rilasciati dalla Questura
di residenza possono sostituire, a parere della scrivente, a tutti gli effetti la
documentazione che non può essere richiesta alle Autorità del loro Paese”.

La disposizione è condivisibile per quanto riguarda i rifugiati e i richiedenti


asilo; meno giustificata per gli stranieri soggetti a protezione sussidiaria.

75
L’ISCRIZIONE DEI CITTADINI STRANIERI
SOGGETTI A PROTEZIONE INTERNAZIONALE
In conclusione...
I cittadini stranieri soggetti a protezione internazionale hanno diritto:
•All’iscrizione anagrafica ancorchè privi di passaporto o documento
equipollente, a condizione che siano in possesso del permesso di
soggiorno
•Alla registrazione dei loro status personali e familiari desunti dal
permesso di soggiorno e/o dalla certificazione della Commissione
Nazionale per il Diritto d’Asilo

76
EMERGENZA NORD AFRICA: ORDINANZA N. 3982 DEL
P.C.M. DEL 23 NOVEMBRE 2011 (G.U. n.279 del 30-11-2011)
I cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno per protezione
temporanea (d.p.c.m. 5.4.2011), o i cittadini stranieri che hanno
chiesto la protezione internazionale e sono in attesa della relativa
decisione da parte delle competenti commissioni territoriali per il
riconoscimento della protezione internazionale, possono chiedere
l’iscrizione anagrafica nello Schedario della popolazione temporanea.
La domanda di iscrizione dovrà essere presentata all’ufficio anagrafe
del comune presso il quale il cittadino straniero ha la sua dimora,
esibendo i seguenti documenti:

77
EMERGENZA NORD AFRICA: ORDINANZA N. 3982 DEL
P.C.M. DEL 23 NOVEMBRE 2011 (G.U. n.279 del 30-11-2011)
1) Se titolari di P.d.S. per motivi umanitari rilasciato ai sensi dell’art. 2
D.P.C.M. 5.4.2011), il titolo di viaggio per stranieri, oltre al P.d.S.

2) Se cittadini che hanno chiesto la protezione internazionale e sono in


attesa della relativa decisione da parte delle competenti commissioni
territoriali, l'attestato nominativo certificante la qualità di richiedente
asilo o il permesso di soggiorno per richiesta asilo rilasciati dal Questore,
ai sensi dell’art. 26 c. 4 d.lgs. n. 25/2008.

In questo senso ha disposto anche la Circolare Min. interno


D.C.S.D. n. 30 del 2.12.2011

78
L’ISCRIZIONE PER IMMIGRAZIONE DA ALTRO COMUNE

Il cittadino straniero non decade dall’iscrizione anagrafica nella fase di


rinnovo del permesso di soggiorno (art. 7 DPR 223/1989 come modificato
dal DPR 334/2004 ).

Ciò significa che ai fini dell’iscrizione per provenienza da altro comune non
è indispensabile che il cittadino straniero sia in possesso di un titolo di
soggiorno in corso di validità, ma è sufficiente che esibisca “la ricevuta”
comprovante l’avvenuta presentazione, nei tempi e nelle forme previste,
della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, corredata dalla copia
di quest’ultimo titolo” (circ. n. 12/2005 DCSD).

79
LA CANCELLAZIONE DALL’APR
La cancellazione dei cittadini stranieri
 per morte
 per trasferimento di residenza in altro comune o all’estero
 per trasferimento del domicilio in altro comune per le
persone senza fissa dimora;
NON presenta particolarità di rilievo
rispetto alla cancellazione dei cittadini italiani
INVECE…

80
LA CANCELLAZIONE PER IRREPERIBILITÀ
E PER MANCATO RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO
L’art. 15, comma 3 del DPR n. 394/99 ha sostituito l’art. 11 comma
1 lett. c) del regolamento anagrafico e prevede che i cittadini
stranieri debbano essere cancellati

• Per irreperibilità accertata


• Per effetto del mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale da
rendersi entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno, trascorsi sei
mesi dalla scadenza, previo avviso da parte dell’ufficio, con invito a
provvedere nei successivi 30 giorni

81
CANCELLAZIONE PER IRREPERIBILITÀ ACCERTATA

Malgrado la norma si esprima in modo diverso, la cancellazione per


irreperibilità del cittadino straniero deve avvenire alle stesse
identiche condizioni della cancellazione dei cittadini italiani

e cioè
a seguito di ripetuti accertamenti,
opportunamente intervallati.

82
CANCELLAZIONE PER VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI
DI CUI ALL’ART. 7 COMMA 3 DEL DPR 223/1989
L’ufficiale d’anagrafe, trascorsi sei mesi dalla scadenza del titolo di soggiorno, deve
invitare il cittadino straniero, con raccomandata AR, a rinnovare la dichiarazione di
dimora abituale, corredata dal permesso di soggiorno rinnovato (Art. 11 comma 1 lett.
c come modificato dall’art. 1 comma 28 della Legge n. 94/2009)

Se lo straniero non provvede nei 30 giorni successivi all’invito


l’ufficiale d’anagrafe deve cancellarlo con apposito provvedimento
ATTENZIONE !
Se il cittadino straniero si è attivato per il rinnovo
NON si potrà procedere alla cancellazione !!!

83
I CITTADINI STRANIERI - LA CERTIFICAZIONE

Che cos’è un certificato


DPR n. 445/2000, Art. 1, comma 1, lett. f): “CERTIFICATO: il documento rilasciato
da una amministrazione pubblica avente funzione di ricognizione, riproduzione o
partecipazione a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o
registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche”

DPR n. 223/89, art. 33: “L’ufficiale d’anagrafe rilascia a chiunque ne faccia


richiesta, fatte salve le limitazioni di legge, i certificati concernenti la residenza e lo
stato di famiglia.
Ogni altra posizione desumibile dagli atti anagrafici, ad eccezione delle posizioni
previste dal comma 2 dell’art. 35, può essere attestata e certificata …”

84
I CITTADINI STRANIERI - LA CERTIFICAZIONE

Ai cittadini stranieri devono essere rilasciati tutti i certificati e gli


attestati desunti dagli atti anagrafici e dello stato civile,
esattamente come per i cittadini italiani.

Anche per questo motivo, occorre fare molta attenzione al momento


dell’iscrizione anagrafica dei cittadini stranieri, poiché tutti i dati
registrati in anagrafe saranno poi oggetto di certificazione.

I certificati non hanno mai valore probatorio assoluto, ma limitato;


fanno fede fino a prova contraria.

85
La vita del cittadino immigrato.
Influenze del diritto internazionale privato nel
quotidiano esercizio dei diritti personali:
il nome, la filiazione, il matrimonio.

86
LA LEGGE N. 218/1995

E’ una norma di diritto interno che:


• determina l’ambito della giurisdizione italiana
• pone i criteri per l’individuazione del diritto applicabile
• disciplina l’efficacia delle sentenze e degli atti stranieri

Si pone il problema della giurisdizione non nell’ottica dei limiti della


giurisdizione italiana quanto ai fini della ricerca del Giudice più
adeguato a risolvere una questione collegata a più ordinamenti.

87
CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Esistono poi le convenzioni internazionali.


Consistono in determinazioni comuni con cui due o più stati assumono
determinati obblighi e riconoscono determinati diritti, con efficacia
vincolante solo per i Paesi firmatari che hanno anche proceduto alla
ratifica.
Esistono, inoltre, norme di diritto internazionale che, complete in
tutti i loro elementi, sono suscettibili di applicazione immediata
nell’ordinamento interno.
L’applicabilità di queste norme nell ’ ordinamento italiano è
subordinata all ’ emanazione di norme italiane di esecuzione e
all’entrata in vigore dell’accordo sul piano internazionale.

88
ATTENZIONE !

• Le disposizioni della legge n. 218 non pregiudicano l’applicazione


delle convenzioni internazionali in vigore per l ’ Italia (ad es.
Concordato fra Italia e Santa Sede)
• Nell’interpretazione di tali convenzioni si terrà conto del loro
carattere internazionale e della esigenza della loro applicazione
uniforme.

89
QUALE LEGGE È APPLICABILE AGLI STRANIERI?
E ’ fondamentale conoscere quale diritto è applicabile nel caso in cui
l’interessato sia cittadino non italiano e si tratta di situazioni e rapporti di
natura personale o familiare.
A questo fine, la legge individua dei criteri di collegamento, cioè viene
dato rilievo:
• alla cittadinanza delle persone
• o alla residenza,
• o al luogo in cui è prevalentemente localizzata la vita matrimoniale,
• o al luogo di celebrazione del matrimonio, ecc...

90
DIRITTI DELLA PERSONALITÀ – ART. 24
L’esistenza e il contenuto dei diritti della personalità sono regolati
dalla legge nazionale del soggetto; tuttavia i diritti che derivano da
un rapporto di famiglia sono regolati dalla legge applicabile a tale
rapporto.

Diritti della personalità: sono quelli che hanno per oggetto taluni attributi
essenziali della persona umana: diritto alla vita, all’integrità fisica, alla
riservatezza, all’onore, all’integrità morale, all’immagine e al nome. Essi
hanno carattere non patrimoniale, assoluto, di inalienabilità,
intrasmissibilità e imprescrittibilità.
La lex personae non trova però applicazione per quei diritti della personalità
che sono soggetti alle norme di applicazione necessaria.

91
LA NASCITA DA GENITORI STRANIERI
La nascita in Italia del figlio di cittadini stranieri è un’ipotesi sempre più
frequente !
La dichiarazione di nascita è disciplinata dagli artt. 29 e segg. D.P.R. n.
396/2000.
Possono presentarsi alcune difficoltà operative in sede di denuncia di nascita
di figlio di cittadini stranieri.
Anche per il cittadino straniero “ la registrazione dell'evento nascita
costituisce un diritto della persona riconosciuto dal nostro ordinamento: fino
a quando non esiste l'atto di nascita non esistono per la persona, che pure è
nata, i diritti civili che la collegano con l'ordinamento giuridico (diritto al
nome, all'identità personale)” (Cfr. Massimario per l’ufficiale di stato civile
del Ministero dell’Interno)

92
LA NASCITA DA GENITORI STRANIERI
… la dichiarazione di nascita deve essere accettata, anzi, essa è un ATTO DOVUTO nei confronti
del bambino: in presenza di attestazione di nascita o di dichiarazione sostitutiva di cui all'art.
30, comma 3, del DPR 396/2000, l'ufficiale di stato civile formerà il relativo atto, dopo aver
accertato l'identità del dichiarante o dei dichiaranti.

E’ necessario, perciò, che l’atto di nascita venga redatto tempestivamente, senza indugio,
registrando la dichiarazione resa dall’interessato.

Difatti, qualunque errore o inesattezza eventualmente contenuti nell’atto potranno costituire


oggetto di rettificazione o correzione (ai sensi degli artt. 95 o 98 D.P.R. n. 396/2000).

Questo principio vale anche qualora i dichiaranti siano cittadini stranieri.

Non si può subordinare la formazione dell ’ atto alla esibizione di attestazioni


rilasciate dalle autorità dello Stato di appartenenza!

93
FIGLIO LEGITTIMO O NATURALE?
• L ’ u.s.c. in sede di formazione dell ’ atto di nascita non ha
responsabilità in merito al contenuto delle dichiarazioni rese dal
dichiarante e non deve verificarne la veridicità.

• Si dovrà invece accertare che la nascita sia effettivamente


avvenuta, mediante l’attestazione di nascita.

• Sarà dunque il genitore straniero a dichiarare se il figlio è nato da


unione legittima o naturale, assumendosi la responsabilità di
eventuali false dichiarazioni, sanzionabili penalmente.

94
FIGLIO LEGITTIMO O NATURALE?

Se la nascita viene dichiarata da unione naturale, la denuncia di nascita


prevarrà sul riconoscimento, per cui i genitori dovranno dichiarare:
• di avere la capacità di fare il riconoscimento
• e che, secondo le leggi dello stato di appartenenza, sussistono le
condizioni ed i requisiti per operare il riconoscimento.

ATTENZIONE !

Restano, tuttavia, fermi i limiti di ordine pubblico: es. divieto di


riconoscimento per i genitori che non abbiano compiuto 16 anni (art.
250 comma 5 cod. civ.).

95
COGNOME E NOME DEL NEONATO STRANIERO
Art. 1 della Convenzione di Monaco del 5.9.1980
Art. 24 della legge n. 218/1995
“I diritti della personalità, fra cui il diritto al nome, sono regolati dalla legge
nazionale del soggetto”.
Questo significa che al neonato straniero non possono essere applicati criteri
di cognomizzazione italiani.

Perciò l’u.s.c. in sede di denuncia di nascita di neonato straniero dovrà chiedere al


genitore quale cognome spetta al figlio conformemente alle disposizioni vigenti in
materia nello Stato di appartenenza. Indicherà tale cognome nell’atto, inserendo,
dopo l’indicazione del nome che viene imposto al nato, una dicitura del tipo “e il
cognome xxx in applicazione della legge xxx”.

96
COGNOME E NOME DEL NEONATO STRANIERO

Se al momento della formazione dell’atto non è stata osservata la


legge nazionale del soggetto, l ’ u.s.c. può provvedere
direttamente, mediante annotazione, alla correzione del nome o
del cognome dell’interessato, ai sensi dell’art. 98 DPR 396/2000,
sulla base di apposita attestazione rilasciata dall ’ autorità
diplomatica o consolare dello stato di cui l ’ interessato è
cittadino, da cui risulti che l’attribuzione del nome o del cognome
non è conforme all’ordinamento giuridico vigente in tale Stato.

97
IL NOME DEL NEONATO STRANIERO

• E’ rimesso totalmente alle scelte del dichiarante, nel rispetto


della normativa, in proposito, dello Stato di appartenenza
• Non si applicano i limiti di cui all’art. 34 primo comma del DPR
396/2000
• Si potranno utilizzare le lettere dell ’ alfabeto italiano con
l ’ aggiunta di J,K,Y,X,W e, ove possibile, i segni diacritici
dell’alfabeto della lingua di origine del nome

98
IN SOSTANZA…

• Per gli aspetti formali – redazione e formazione dell’atto – si


applicano le disposizioni del nostro ordinamento.

• Per gli aspetti sostanziali dell’atto di nascita – status del


figlio, riconoscimento, attribuzione del cognome, scelta del
nome – si applicano esclusivamente le normative dello Stato
di appartenenza.

99
FILIAZIONE - ART. 33

1. Lo stato di figlio è determinato dalla legge nazionale del figlio al


momento della nascita.
2. E’ legittimo il figlio considerato tale dalla legge dello Stato di cui uno
dei genitori è cittadino al momento della nascita del figlio.
3. La legge nazionale del figlio al momento della nascita regola i
presupposti e gli effetti dell’accertamento e della contestazione dello
stato di figlio. Lo stato di figlio legittimo acquisito in base alla legge
nazionale di uno dei genitori non può essere contestato che alla stregua
di tale legge.

100
FILIAZIONE - ART. 33 L. 218/1995

• La legge nazionale è competente per determinare il rapporto di


filiazione anche sotto il profilo dell’accertamento della maternità
e degli effetti del matrimonio putativo, nonché delle condizioni
per la dichiarazione giudiziale della paternità o maternità
naturale. Per legge nazionale si intende quella che nel momento
della domanda appare essere tale.
• Il favor legitimationis trova impiego quando la legge nazionale del
figlio non riconosce lo stato di figlio legittimo.

101
LEGITTIMAZIONE - ART. 34 L. 218/1995
1. La legittimazione per susseguente matrimonio è regolata dalla legge
nazionale del figlio al momento in cui essa avviene o dalla legge
nazionale di uno dei due genitori nel medesimo momento.
2. Negli altri casi, la legittimazione è regolata dalla legge dello stato di cui è
cittadino, al momento della domanda, il genitore nei cui confronti il figlio
viene legittimato. Per la legittimazione destinata ad avere effetto dopo la
morte del genitore legittimante si tiene conto della sua cittadinanza al
momento della morte.

I criteri di collegamento impiegati (cittadinanza del figlio o di uno dei


genitori e cittadinanza del genitore) sono presi in considerazione al
momento della legittimazione e non della nascita.

102
RICONOSCIMENTO DI FIGLIO NATURALE ART. 35 L. 218/1995
1. Le condizioni per il riconoscimento del figlio naturale sono regolate dalla legge
nazionale del figlio al momento della nascita o, se più favorevoli, dalla legge
nazionale del soggetto che fa il riconoscimento, nel momento in cui questo
avviene.
2. La capacità del genitore di fare il riconoscimento è regolata dalla sua legge
nazionale.
3. La forma del riconoscimento è regolata dalla legge dello Stato in cui esso è fatto
o da quella che ne disciplina la sostanza (es. il riconoscimento di cittadini italiani
avvenuto all’estero è valido se, nella sostanza, sono state rispettate le norme
della legge del nostro Paese)

Per ciò che concerne la necessità del consenso del figlio si ritiene che esso
rappresenti una condizione del riconoscimento quando è richiesto dalla legge
nazionale del figlio.

103
I CITTADINI STRANIERI E IL DIRITTO AL NOME

 Art. 24 L. 31.5.1995 n. 218 : “L’esistenza ed il contenuto dei diritti


della personalità sono regolati dalla legge nazionale del soggetto”

 Convenzione di Monaco del 5.9.1980 (L. 19.11.1984 n. 950):

Art. 2 “I cognomi e i nomi di una persona vengono determinati dalla


legge dello stato di cui è cittadino.

A questo scopo le situazioni da cui dipendono i cognomi ed i nomi


vengono valutate secondo la legge di detto Stato.

In caso di cambiamento di nazionalità viene applicata la legge dello


Stato della nuova nazionalità”

104
I CITTADINI STRANIERI E IL DIRITTO AL NOME

Per il cittadino straniero, anche se residente e nato in Italia, non si può


adottare la procedura per il cambiamento o la modifica del cognome e/o del
nome, di cui agli artt. 84 e segg. DPR 396/2000.
(cfr. nota Min. Interno DCSD prot. 02002111-15100/17017 del 18.7.2002 e
Circ. DCSD n. 66 del 29.11.2004)
Questi potrà cambiare le proprie generalità solo in base alla legge dello
stato di appartenenza. (art. 24 L. 218/1995)

105
VARIAZIONE DELLE GENERALITÀ DELLO STRANIERO

Potrà essere disposta a seguito di esibizione di documentazione


autentica dalla quale risultino le nuove generalità spettanti al
cittadino straniero.
Questa procedura trova fondamento nel principio espresso nell’art.
24 della L. 218/1995.
Negli atti di stato civile si potrà procedere adattando la formula del
cambiamento di cognome.
Negli atti anagrafici si disporrà la variazione con apposito
provvedimento.

106
IL MATRIMONIO DELLO STRANIERO

La capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre


matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascuno nubendo al
momento del matrimonio. Resta salvo lo stato libero che uno dei
nubendi abbia acquistato per effetto di un giudicato italiano o
riconosciuto in Italia. (art. 27 L. 218/1995)

E’ la legge nazionale del nubendo a stabilire se sussistono i requisiti


di età e gli impedimenti alla celebrazione del matrimonio. La legge
nazionale inoltre deve essere applicata per stabilire la rilevanza dei
vizi della volontà e i loro effetti sul matrimonio.

107
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA

• Anche il cittadino straniero, residente o domiciliato in Italia, che


intende contrarre matrimonio in Italia deve chiedere le pubblicazioni e
a tal fine deve presentare all’ufficiale di stato civile una dichiarazione,
rilasciata dall’autorità competente del proprio paese, che NULLA OSTA
al matrimonio, secondo le leggi cui è sottoposto.

• In alternativa al nulla osta, Certificato di capacità matrimoniale,


previsto dalla Convenzione di Monaco del 5.9.1980 (solo per gli Stati
aderenti); tale certificato prevede l ’ indicazione dei nubendi e la
dichiarazione che possono contrarre matrimonio tra loro.

108
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA

Anche lo straniero è soggetto alle disposizioni contenute negli artt. 85, 86, 87
n. 1, 2 e 4, 88 e 89 cod. civ.; non occorre ulteriore documentazione, ma tali
limiti vanno rispettati.
Perciò, anche in presenza del nulla osta, se risulti la sussistenza di uno degli
impedimenti previsti dalla nostra legge (parentela, infermità di mente,
mancanza di stato libero) le pubblicazioni dovranno essere rifiutate.
Anche l'art. 84 cod. civ. dovrà essere rispettato, in quanto materia attinente
l'ordine pubblico interno.

Si tratta, dunque, di norme di applicazione necessaria

109
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA
L’art. 116 cod. civ. come modificato dall’art. 1 comma 15 della legge n.
94/2009, imponeva allo straniero che vuole contrarre matrimonio in Italia
l’obbligo di esibire, oltre al tradizionale nulla osta (o certificato di capacità
matrimoniale), anche:
“ un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio
italiano”.

Scopo perseguito dal legislatore era quello di impedire la celebrazione di


matrimoni di comodo, contratti per lo più al fine di eludere le norme
sull’ingresso e il soggiorno.

La modifica dell’art. 116 cod. civ. è stata dichiarata incostituzionale con


sentenza 25 luglio 2011, n. 245 della Corte Costituzionale. (cfr. Modulo D)

110
La legge n. 94/2009. Analisi dei punti più
significativi della riforma in materia di governo dei
flussi migratori.

111
REGOLARITA’ DEL SOGGIORNO E STATO CIVILE
• Fino all ’ entrata in vigore della Legge n. 94/2009 il concetto di
regolarità del soggiorno interessava esclusivamente l ’ ufficiale
d’anagrafe
• Ora le modifiche introdotte in materia di stato civile dal c.d.
“pacchetto sicurezza” impongono anche all’ufficiale di stato civile di
analizzare il concetto di
REGOLARITA’ DEL SOGGIORNO
• Il concetto di regolarità del soggiorno riguarda l’ambito dello stato
civile per due distinte problematiche:
1) la modifica dell’art. 6 comma 2 T.U. n. 286/1998
2) la modifica dell’art. 116 cod. civ. relativa alla celebrazione del
matrimonio del cittadino straniero in Italia

112
LA MODIFICA DELL’ART. 6 C. 2 DEL T.U. N. 286/1998
“Fatta eccezione per i provvedimenti riguardanti attività sportive e
ricreative a carattere temporaneo e per quelli inerenti agli atti di stato
civile o all'accesso a pubblici servizi, i documenti inerenti al soggiorno
di cui all'articolo 5, comma 8(*) devono essere esibiti agli uffici della
pubblica amministrazione ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni,
iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero comunque
denominati”.

(*) permesso di soggiorno e carta di soggiorno ex art. 9 (ora permesso


di soggiorno CE)

“per quelli inerenti all'accesso alle prestazioni sanitarie di cui all'articolo 35 e


per quelli attinenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie”

113
I CHIARIMENTI DEL MINISTERO
Tale concetto è stato ribadito nel Massimario per l’ufficiale
di stato civile
• Tali dichiarazioni (di nascita e di riconoscimento), come ogni
altra riportata in atti di stato civile, hanno infatti natura
diversa e non assimilabile a quella dei provvedimenti
menzionati nel citato art. 6.
• Costituisce norma speciale (relativamente al matrimonio),
quella ora prevista nell ’ art. 116 del codice civile, come
modificato dall’art. 1, comma 15 della legge 94/2009.

114
LA MODIFICA DELL’ART. 116 COD. CIV. RELATIVA ALLA
CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO DEL CITTADINO
STRANIERO IN ITALIA
L ’ art. 116 cod. civ. nella formulazione determinata
dall’art. 1 comma 15 della legge n. 94/2009, disponeva:

“Lo straniero che vuole contrarre matrimonio nella Repubblica


deve presentare all’ufficiale di stato civile una dichiarazione
dell’autorità competente del proprio paese, dalla quale risulti
che giusta le leggi a cui è sottoposto nulla osta al matrimonio,
nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno
nel territorio italiano”.

115
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA
L’illegittimità costituzionale dell’art. 116 c.c.

Con sentenza 25 luglio 2011, n. 245 la Corte Costituzionale ha dichiarato


l’illegittimità costituzionale dell’articolo 116, I comma, cod. civ., come
modificato dall’art. 1, comma 15, della legge n. 94/2009, limitatamente
alle parole «nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel
territorio italiano».
Nell’ampia e articolata pronuncia sono state evidenziate diverse motivazioni
a sostegno della dichiarazione di illegittimità.

116
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA
L’illegittimità costituzionale dell’art. 116 c.c.

Secondo la Corte Cost.le al legislatore italiano è certamente consentito


dettare norme, non palesemente irragionevoli e non contrastanti con
obblighi internazionali, che regolino l’ingresso e la permanenza di stranieri
extracomunitari in Italia. Tali norme, però, devono costituire pur sempre il
risultato di un ragionevole e proporzionato bilanciamento tra i diversi
interessi, di rango costituzionale, implicati dalle scelte legislative in
materia di disciplina dell’immigrazione, specialmente quando esse siano
suscettibili di incidere sul godimento di diritti fondamentali, tra i quali
certamente rientra quello “di contrarre matrimonio”.

117
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA
L’illegittimità costituzionale dell’art. 116 c.c.
… I diritti inviolabili, di cui all’art. 2 Cost., spettano «ai singoli non in
quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri
umani», di talché la «condizione giuridica dello straniero non deve essere
pertanto considerata – per quanto riguarda la tutela di tali diritti – come
causa ammissibile di trattamenti diversificati e peggiorativi»
Il sacrificio imposto – dal novellato testo dell’art. 116, primo comma, cod.
civ. – alla libertà di contrarre matrimonio non solo degli stranieri ma, in
definitiva, anche dei cittadini italiani che intendano coniugarsi con i primi,
viene considerato come non proporzionato all ’ obiettivo di garantire il
presidio e la tutela delle frontiere ed il controllo dei flussi migratori.

118
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA
L’illegittimità costituzionale dell’art. 116 c.c.
… Sebbene la ratio della disposizione censurata (contrasto dei
cc.dd.“matrimoni di comodo”) – possa essere effettivamente rinvenuta
nella necessità di «garantire il presidio e la tutela delle frontiere ed il
controllo dei flussi migratori», il SACRIFICIO IMPOSTO – dal novellato
testo dell’art. 116, primo comma, cod. civ. – alla LIBERTÀ DI CONTRARRE
MATRIMONIO non solo degli stranieri ma, in definitiva, anche dei
cittadini italiani che intendano coniugarsi con i primi, si presenta NON
PROPORZIONATO A TALE OBIETTIVO.
È, infatti, evidente che la limitazione al diritto dello straniero a contrarre
matrimonio nel nostro Paese si traduce anche in una compressione del
corrispondente diritto del cittadino o della cittadina italiana che tale
diritto intende esercitare.

119
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA
L’illegittimità costituzionale dell’art. 116 c.c.

… la previsione di una generale preclusione alla celebrazione delle nozze,


allorché uno dei nubendi risulti uno straniero non regolarmente presente
nel territorio dello Stato, rappresenta uno strumento non idoneo ad
assicurare un ragionevole e proporzionato bilanciamento dei diversi
interessi coinvolti nella presente ipotesi, specie ove si consideri che il
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico immigrazione) già
disciplina alcuni istituti volti a contrastare i cosiddetti “matrimoni di
comodo”.

120
MATRIMONIO DI CITTADINI STRANIERI IN ITALIA
L’illegittimità costituzionale dell’art. 116 c.c.
La Corte Costituzionale richiama anche una pronuncia della Corte europea dei diritti
dell ’ uomo, intervenuta sulla normativa del Regno Unito in tema di capacità
matrimoniale degli stranieri.
In particolare, la Corte europea ha affermato che il margine di apprezzamento
riservato agli Stati non può estendersi fino al punto di introdurre una limitazione
generale, automatica e indiscriminata, ad un diritto fondamentale garantito dalla
Convenzione (par. 89 della sentenza).

Alla luce di tali motivazioni, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità


costituzionale dell’articolo 116, I comma, cod. civ., come modificato dall’art. 1,
comma 15, della legge n. 94/2009, limitatamente alle parole «nonché un documento
attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano».

121
Le competenze del Comune nel rilascio dei

certificati e nelle attività di accertamento

(abitualità della dimora, idoneità alloggiativa,

igienico sanitaria, etc.).

122
I principi fondamentali: la residenza
Art. 43 del codice civile:
La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale
Artt. 1 e 2 della legge anagrafica:
Nell’anagrafe della popolazione residente sono registrate le posizioni
relative alle persone, alle famiglie e alle convivenze, che hanno fissato
nel comune la residenza.
È fatto obbligo ad ognuno di chiedere l’iscrizione nell’anagrafe del
comune di dimora abituale.
Art. 3 del regolamento anagrafico:
Per persone residenti nel comune s’intendono quelle aventi la propria
dimora abituale nel comune.

123
I principi fondamentali: la residenza

Per l’art. 43 del codice civile la residenza è nel luogo in cui la


persona ha la dimora abituale.

L’art. 3 del regolamento anagrafico specifica che per persone


residenti nel comune si intendono quelli aventi la propria
dimora abituale nel comune.

Sono le norme di riferimento per una corretta


gestione anagrafica delle persone residenti

124
Art. 43 del codice civile: il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa
ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi
Art. 47 del codice civile: si può eleggere domicilio speciale per
determinati atti o affari

In materia anagrafica il domicilio assume rilevanza in un solo caso:


L’iscrizione delle persone senza fissa dimora

La legge e il regolamento anagrafico, all’art. 1, ribadiscono lo stesso


concetto: nell’anagrafe della popolazione residente devono essere
registrate anche “le posizioni relative alle persone senza fissa
dimora che hanno stabilito nel comune il proprio domicilio”

125
Diventa quindi indispensabile definire

1. Obblighi delle persone interessate


2. Obblighi e poteri dell’ufficiale d’anagrafe

Tenendo presente che il compito prioritario dell’ufficiale


d’anagrafe, stabilito dall’art. 4 della legge n. 1228 del
1954 è:

La regolare tenuta dell’anagrafe della popolazione


residente

126
Art. 2 della legge anagrafica:
“È fatto obbligo ad ognuno di chiedere per sé e per le persone sulle
quali esercita la potestà o la tutela, la iscrizione nell’anagrafe del
comune di dimora abituale e di dichiarare alla stessa i fatti
determinanti mutazioni di posizioni anagrafiche”

Obbligo ribadito dall’art. 6 del regolamento anagrafico che aggiunge


due precisazioni:
A. Per le sole mutazioni anagrafiche la dichiarazione può essere resa
anche per gli altri componenti della famiglia
B. Per le convivenze le dichiarazioni possono essere rese anche dal
responsabile della convivenza

127
Art. 4 della legge anagrafica

“L’ufficiale d’anagrafe provvede alla regolare tenuta


dell’anagrafe della popolazione residente ed è responsabile
della esecuzione degli adempimenti prescritti per la
formazione e la tenuta degli atti anagrafici.”

128
Art. 4 della legge anagrafica
“Egli ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei
fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni
anagrafiche, e dispone indagini per accertare le contravvenzioni
alle disposizioni della presente legge e del regolamento per la sua
esecuzione”.
“Egli invita le persone aventi obblighi anagrafici a presentarsi
all’ufficio per fornire le notizie e i chiarimenti necessari alla
regolare tenuta dell’anagrafe.

Può interpellare allo stesso fine, gli enti,


amministrazioni ed uffici pubblici e privati”

129
Gli accertamenti vengono effettuati di norma tramite la polizia
municipale o personale appositamente incaricato. Se il fatto da
accertare è personalmente conosciuto dall’ufficiale d’anagrafe o dal
Sindaco, saranno essi a fornire le notizie e a compilare il modello.
L’ufficiale d’anagrafe non ha vincoli nella esecuzione degli
accertamenti; disporrà tutte le indagini che riterrà necessarie a
formare il suo convincimento circa la sussistenza della dimora
abituale.

L’accertatore esprime il suo parere in merito all’abitualità della


dimora, ma spetta all’ufficiale d’anagrafe la VALUTAZIONE
COMPLESSIVA degli accertamenti effettuati ed il POTERE
DECISIONALE in merito.

130
Art. 5 della legge anagrafica:

“L’ufficiale d’anagrafe che sia venuto a conoscenza di fatti


che comportino l’istituzione o la mutazione di posizioni
anagrafiche per i quali non siano state rese le prescritte
dichiarazioni, DEVE INVITARE gli interessati a renderle.
In caso di mancata dichiarazione, l’ufficiale d’anagrafe
provvede d’ufficio, notificando all’interessato il
provvedimento stesso”.

Obbligo e potere di agire d’ufficio, ribaditi dall’art. 15 del


regolamento anagrafico

131
a questo punto l’unica domanda alla quale
occorre dare una risposta è la seguente:

Che cos’è la residenza

Si è già visto che l’art. 43 del codice civile definisce la


residenza “il luogo di dimora abituale” e che l’art. 3 del
regolamento anagrafico dispone che “per persone residenti nel
comune s’intendono quelle aventi la propria dimora abituale
nel comune”.

132
Il “nuovo” articolo 1 della legge anagrafica:
come avrebbe potuto essere
d.d.l. n. 733 “Decreto sicurezza” approvato dal Senato il 5 febbraio 2009
Art. 42 (Modifiche alla legge 24 dicembre 1954, n. 1228, e al testo unico di cui al
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286)
1. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, dopo il primo comma è inserito
il seguente:
«L’iscrizione e la richiesta di variazione anagrafica sono subordinate alla verifica, da
parte dei competenti uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile
in cui il richiedente intende fissare la propria residenza, ai sensi delle vigenti norme
sanitarie. Se la verifica delle condizioni igienico-sanitarie non è compiuta nel termine
di trenta giorni dalla richiesta di iscrizione, quest’ultima è effettuata con riserva di
verifica, fatta salva la facoltà di successiva cancellazione in caso di verifica con esito
negativo».

133
Il “nuovo” articolo 1 della legge anagrafica:
come è !

Art. 1, comma 2, della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, come


modificato con la legge n. 94/2009:
«L’iscrizione e la richiesta di variazione anagrafica possono dar
luogo alla verifica, da parte dei competenti uffici comunali, delle
condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui il richiedente
intende fissare la propria residenza, ai sensi delle vigenti norme
sanitarie”.

134
Il “nuovo” articolo 1 della legge anagrafica:
come è !
La circolare del Ministero dell’Interno n.19 del 7.8.2009, si limita a
confermare ciò che appare già chiarissimo nel testo riformato dell’art. 1
della legge anagrafica:
“Secondo tale disposizione, è data facoltà al comune di esercitare le proprie
competenze in materia sanitaria, controllando le condizioni igienico
sanitarie degli immobili in occasione delle richieste di iscrizione e di
variazione anagrafica”.

Il potere del sindaco, nella sua qualità di autorità sanitaria locale, di disporre
accertamenti e di adottare provvedimenti in materia sanitaria, è prevista
dalla vigente legislazione ordinaria, per cui la nuova disposizione introdotta
nella legge anagrafica non modifica il previgente quadro normativo.

135
Resta immutato il comma 3 dello stesso articolo 1 della legge anagrafica,
che stabilisce il diritto – dovere all’iscrizione anagrafica di tutte le persone,
le famiglie e le convivenze che hanno fissato nel comune la residenza,
nonché delle persone senza fissa dimora che hanno stabilito nel comune il
proprio domicilio, secondo le modalità stabilite dal regolamento per
l’esecuzione della legge (D.P.R. n. 223/1989) che, in proposito, non ha
subito alcuna modifica.

Se questo è il principio fondamentale sul quale continua a fondarsi il diritto


all’iscrizione anagrafica e se tale diritto non è condizionato e, soprattutto,
non è subordinato per espressa disposizione normativa al requisito
dell’idoneità delle condizioni igienico-sanitarie dell’abitazione, allora è
evidente che nulla è cambiato in merito all’accertamento dei requisiti
necessari ad ottenere il riconoscimento del diritto all’iscrizione anagrafica.

136
Al contrario, l’art. 29, comma 3, del d.lgs. n.286/1998, in materia di
ricongiungimento familiare, nel nuovo testo modificato con la legge n.
94/09, dispone:
“Lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la
disponibilità:
a) di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di
idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali. Nel caso
di un figlio di età inferiore agli anni quattordici al seguito di uno dei
genitori, è sufficiente il consenso del titolare dell’alloggio nel quale il
minore effettivamente dimorerà”

137
La norma riguarda solo i cittadini extracomunitari e non riguarda l’iscrizione
anagrafica bensì la domanda di ricongiungimento familiare, quindi è di
competenza delle Questure.
Resta il fatto che gli accertamenti sono demandati ai “competenti uffici
comunali”.
In merito a tale disposizione si può affermare che competenti per l’idoneità
abitativa saranno gli uffici tecnici, mentre per quanto riguarda le condizioni
igienico sanitarie, la competenza non può che essere del sindaco in qualità di
autorità sanitaria locale; il sindaco potrà avvalersi del personale appartenente
a strutture sanitarie (in particolare le ASL)

Gli uffici anagrafe e di stato civile non possono avere alcuna competenza
né in materia di accertamenti igienico sanitari, né in materia di
accertamenti sull’idoneità abitativa

138
CIRCOLARE MINISTERO DELL'INTERNO – Dipartimento per le Libertà
Civili e l'Immigrazione – del 18.11.2009

Il Ministero richiama l'introduzione da parte dell'art.1, comma 19 della


legge n. 94/2009 in materia di ricongiungimento familiare, di alcune
“novità” relative al requisito dell'idoneità dell'alloggio necessaria per
poter avviare la richiesta di “NULLA OSTA” al ricongiungimento familiare.
In particolare:

• La soppressione del riferimento ai parametri stabiliti dalle leggi regionali


in materia di edilizia residenziale pubblica;
• L'esistenza di interpretazioni difformi da parti dei Comuni e la
conseguente esigenza di individuare parametri di idoneità abitativa
uniformi su tutto il territorio nazionale;
• L'opportunità di fare riferimento alla normativa contenuta nel Decreto 5
luglio 1975 del Ministero della Sanità.

139
D.M. 5 luglio 1975

La maggior parte dei comuni si è adeguata alle disposizioni


del Decreto del Min. della Salute, in molti casi adottando un
apposito regolamento comunale di attuazione, in grado di
tradurre in pratica alcune norme piuttosto generiche che
vanno adattate alle diverse tipologie abitative che si
differenziano anche in relazione alle zone geografiche,
climatiche, ecc. del nostro Paese.

140
Chiarito che l'obbligo di effettuare gli accertamenti sulle condizioni
igienico sanitarie dell'alloggio sussiste SOLO in caso di necessità del
NULLA OSTA al ricongiungimento familiare
Si ribadisce che, ai fini del diritto all'iscrizione anagrafica,
l'accertamento delle condizioni igienico sanitarie

È una facoltà e NON un obbligo


Riguarda tutti: italiani, comunitari e stranieri
Non può avere effetti diretti sul diritto all’iscrizione anagrafica

Il diritto all’iscrizione anagrafica resta subordinato esclusivamente ai


“classici” requisiti soggettivo e oggettivo della dimora abituale.

141
Nel caso in cui il Sindaco decida di effettuare accertamenti
igienico sanitari in occasione degli accertamenti anagrafici, è
ipotizzabile che vi siano conseguenze anche sulla gestione
anagrafica
Oggi, come ieri (prima della riforma) le conseguenze sulla
gestione anagrafica dipendono esclusivamente dagli effetti
concreti derivanti dall’esito dell’accertamento di condizioni
igienico sanitarie insufficienti.
In pratica, qualora il Sindaco, a seguito di tali accertamenti
adotti un’ordinanza di sgombero dell’abitazione e faccia eseguire
tale ordinanza, anche coattivamente, inevitabilmente, tale
evento inciderà sul requisito oggettivo della dimora abituale per
cui l’ufficiale d’anagrafe dovrà prendere atto della nuova
situazione abitativa.

142
Al contrario, qualora a seguito degli accertamenti igienico
sanitari, qualunque sia l’esito, la situazione abitativa
dell’immobile non cambi, anche dal punto anagrafico NON
potranno esservi conseguenze.

Si ribadisce ancora una volta che restano fermi i principi


enunciati dalla circolare del Ministero dell’Interno 29 maggio
1995, n.8 che richiama i sindaci al rispetto dei principi e delle
norma anagrafiche, le uniche che disciplinano la gestione
dell’anagrafe della popolazione residente.

143
La circolare chiarisce: “Occorre sottolineare che non può
essere di ostacolo alla iscrizione anagrafica la natura
dell’alloggio, quale ad esempio un fabbricato privo di licenza
di abitabilità (oggi: agibilità) ovvero non conforme a
prescrizioni urbanistiche, grotte, alloggi in roulottes.
Tale assunto, che da sempre costituisce uno dei criteri guida
nella gestione delle anagrafi comunali, condiviso sia da questo
Ministero che dall’Istat, è conseguente al fine cui è ispirata la
legislazione anagrafica e cioè la rilevazione delle situazioni di
fatto”.

144
La stessa circolare n. 8/95 afferma:

“In pratica la funzione dell’anagrafe è essenzialmente di


rilevare la presenza stabile, comunque situata di soggetti sul
territorio comunale, né tale funzione può essere alterata
dalla preoccupazione di tutelare interessi anch’essi degni di
considerazione, quali ad esempio l’ordine pubblico,
l’incolumità pubblica, per la cui tutela dovranno essere
azionati idonei strumenti giuridici, diversi tuttavia da quello
anagrafico”.

145
Gli accertamenti sono obbligatori nei seguenti procedimenti
Iscrizione d’ufficio
Iscrizione per provenienza da altro comune
Iscrizione per provenienza dall’estero
Iscrizione per ricomparsa a seguito della cancellazione per irreperibilità
Cancellazione per irreperibilità
Cancellazione per emigrazione all’estero

Gli accertamenti sono facoltativi nei seguenti procedimenti

Cambio di abitazione all’interno del territorio comunale


Cancellazione per altro comune
Variazioni anagrafiche (costituzione di nuova famiglia)

146
Gli accertamenti hanno sempre grande importanza, ma non sempre
possono essere determinanti ai fini della decisione finale dell’ufficiale
d’anagrafe.
Il vigile accertatore deve compilare il modello predisposto dall’ISTAT in
ogni sua parte, tuttavia, considerati i profondi mutamenti intervenuti
nella realtà abitativa e nelle abitudini di vita delle persone, nulla esclude
che l’ufficiale d’anagrafe predisponga, nel rispetto delle norme vigenti e
dei criteri adottati dall’ISTAT nel modello ufficiale, un apposito modello
aggiornato con le nuove esigenze istruttorie.
Il vigile accertatore deve limitarsi, salvo diversa disposizione dell’ufficiale
d’anagrafe, a verbalizzare lo stato di fatto accertato in occasione delle
verifiche effettuate.

“L’ufficiale d’anagrafe ha il compito di una valutazione complessiva


degli accertamenti effettuati ed il potere decisionale in merito”
Da: Avvertenze e note illustrative al regolamento anagrafico in Metodi e Norme ISTAT – ed. 1992

147
Agibilità dell’alloggio
Requisiti igienico sanitari
Effettiva dimora
Si tratta di concetti diversi e non dipendenti l’uno dall’altro

La mancanza o l’inadeguatezza dei primi due NON può essere motivo


di preclusione del diritto all’iscrizione anagrafica

Solo la mancanza della dimora abituale preclude il diritto


all’iscrizione anagrafica e, a determinate condizioni, sarà motivo di
cancellazione

148
Art. 43, comma 2, del D.P.R. n.223/89:
“A costruzione ultimata e comunque prima che il fabbricato possa
essere occupato, il proprietario deve presentare al comune apposita
domanda per ottenere sia l’indicazione del numero civico, sia il
permesso di abitabilità se trattasi di fabbricato ad uso di abitazione
ovvero di agibilità se trattasi di fabbricato destinato ad altro uso”.
(Oggi, ai sensi del D.P.R. n. 380/2001 il certificato è stato unificato per
tutti gli immobili nel certificato di agibilità)

Si tratta di un obbligo di legge che il regolamento anagrafico


ribadisce, e la cui mancanza ha conseguenze di varia natura
per l’interessato (fra cui una sanzione pecuniaria), ma che non
incide sul diritto all’iscrizione anagrafica.

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A questo punto …
Non resta che augurarVi …
BUON LAVORO !!!

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