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Variazioni amministrative e territoriali delle Marche


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Questa pagina riassume le variazioni amministrative e territoriali[1][2]


delle Marche dal 1852 al 2009. Viene fatto cenno anche alle proposte
di distacco-aggregazione di comuni che interessano o hanno interessato le
Marche.

Indice

1 Antecedenti storici
2 1852
3 1860
3.1 Variazioni territoriali
3.2 Variazioni amministrative
4 1927
5 2004
6 2009
7 Variazioni di superficie
8 Proposte di distacco-aggregazione
9 Note
10 Voci correlate Le Marche dal 1831 al 2009
11 Collegamenti esterni

Antecedenti storici
Al pari delle altre regioni italiane a statuto ordinario, le Marche esistono come regione politica solo dal 1970. In età pontificia
l'area geografica fu organizzata in diverse entità amministrative autonome dello Stato della Chiesa. Con l'avvento della Repubblica
Romana prima e del Regno d'Italia napoleonico poi, la regione fu suddivisa nei dipartimenti del Metauro a nord, del Musone al
centro e del Tronto a sud, ricevendo un assetto territoriale simile a quello definitivo, con l'importante eccezione del vasto territorio
di Gubbio incluso nel dipartimento del Metauro. La Restaurazione e le riorganizzazione amministrative di Pio VII (1816)[3][4] e
Gregorio XVI (1831)[5] diedero alle Marche la conformazione con la quale il 19 settembre 1860 entrarono per plebiscito
nell'Italia unita. In particolare il motu proprio di Pio VII del 6 luglio 1816 aveva aggregato alla regione l'Alta Valmarecchia,
scorporandola dalla Romagna e dandole una collocazione amministrativa che sarebbe venuta meno solo nel 2009. Il 22
novembre 1850, infine, un editto di Pio IX riunì le province marchigiane nella II Legazione pontificia[6] (Legazione delle
Marche).[7]

1852
Il territorio delle Marche preunitarie subì ancora una variazione il 5 aprile 1852, in esecuzione di un trattato di ridefinizione dei
confini stipulato anni prima (26 settembre 1840) fra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. La modifica più importante fu
la cessione del comune di Ancarano,[8] trasferito dalla delegazione di Ascoli alla provincia napoletana d'Abruzzo Ulteriore I.

1860
Al momento del loro ingresso nel Regno d'Italia le Marche si presentavano suddivise in sei delegazioni apostoliche: Ancona,
Ascoli Piceno, Camerino, Fermo, Macerata, Urbino e Pesaro.[3][5] Il governo piemontese dispose alcune notevoli variazioni,
regolando i confini con la vicina Umbria e riorganizzando le province, che furono ridotte a quattro. Le modifiche più significative
furono la cessione di Gubbio, giustificata dalla posizione geografica transappenninica e dalla breve distanza da Perugia, e la
soppressione della provincia di Fermo nella prospettiva di un'unione (mai realizzata) con l'Abruzzo settentrionale. Nel complesso
il decreto Minghetti (22 dicembre 1860) puntò a un riequilibrio delle dimensioni delle circoscrizioni provinciali, attuato tramite
diversi scambi di territorio. Al posto delle province soppresse furono mantenuti due circondari (circondario di Camerino e
circondario di Fermo), cui si aggiunse quello di Urbino creato ex novo.[9]
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Variazioni territoriali

Territorio Comune Superficie Dalla regione Alla regione


Costacciaro
Gubbio Marche Umbria
Eugubino[10] 630 km²
Urbino e Pesaro Perugia
Pascelupo
Scheggia
Visso[12] Umbria Marche
Vissano[11] Castelsantangelo sul Nera 226 km²
Perugia Macerata
Ussita

Variazioni amministrative

Territorio Comune o provincia Superficie Dalla provincia di Alla provincia di


Camerte[11] Provincia di Camerino 834 km² Camerino Macerata

Fabriano

Cerreto d'Esi[12]
Fabrianese[11] 494 km² Macerata Ancona
Genga

Sassoferrato

Fermano[13] Provincia di Fermo 880 km² Fermo Ascoli

Filottranese[11] Filottrano 70 km² Macerata Ancona

Lauretano[11] Loreto 18 km² Macerata Ancona

Castel Colonna

Monterado
Senigalliese[10] 154 km² Urbino e Pesaro Ancona
Ripe
Senigallia

1927
Nonostante le vaste riforme amministrative del ventennio fascista, il territorio marchigiano non subì variazioni, se si eccettua
l'abolizione delle sottoprefetture che spazzò via l'ultimo residuo delle antiche province di Camerino e di Fermo.[14]

2004
Per approfondire, vedi la voce Storia della provincia di Fermo dopo l'Unità d'Italia.

La soppressione della provincia di Fermo diede luogo a una lunga questione politica, sfociata anche in tensioni fra la popolazione
negli anni immediatamente successivi alla formazione dello Stato italiano. Soltanto nel 2004 i parlamentari fermani riuscirono a
ottenere la ricostituzione dell'ente soppresso unitamente alle nuove province di Monza e Brianza e di Barletta-Andria-Trani. Le
province marchigiane divennero pertanto cinque.[15]

2009
Nell'anno dell'entrata in funzione effettiva della nuova provincia di Fermo, stabilita in coincidenza delle prime elezioni (6 e 7 giugno
2009), si è verificata in agosto un'altra importante variazione, questa volta territoriale. Le Marche hanno ceduto infatti all'Emilia-

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Romagna l'Alta Valmarecchia, secondo la volontà popolare espressa con referendum dagli abitanti dei comuni interessati. La
consultazione si è svolta nei sette comuni il 17 e 18 dicembre 2006 e ha visto l'affermazione del sì (56,13% degli aventi diritto[16]
e 83,91% dei votanti).[17]

Territorio Comune Superficie Dalla regione Alla regione


Casteldelci

Maiolo
Novafeltria
Marche Emilia-Romagna
Alta Valmarecchia[18] Pennabilli 328 km²
Pesaro e Urbino Rimini
San Leo

Sant'Agata Feltria

Talamello

Quello dell'Alta Valmarecchia è il primo caso di distacco-aggregazione di comuni fra due regioni nella storia dell'Italia
repubblicana, in attuazione del dettato dell'art. 132 della Costituzione. La variazione ha interessato un'area di 328 km² nella quale
vivevano all'epoca 18.160 abitanti.[19] La norma è entrata in vigore il 15 agosto 2009.[18] Il processo di transizione dei sette
comuni verso l'Emilia-Romagna è iniziato con la nomina di un commissario governativo incaricato di sovrintendere al passaggio
delle competenze fra le province di Pesaro e Urbino e di Rimini.[20] Le Marche hanno proposto ricorso alla Corte costituzionale il
13 ottobre 2009, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione;[21][22] nel luglio 2010
la Corte si è pronunciata sul ricorso giudicandolo infondato, e confermando così il distacco-aggregazione della valle.[23]

Variazioni di superficie
Di seguito sono indicate in km² le variazioni di superficie della regione e delle province.

Provincia 1852 1860 2009


Ancona 1 204 1 940 1 940
Ascoli Piceno 1 208 2 088 1 228
Camerino 834 0 0
Fermo 880 0 860
Macerata 2 296 2 774 2 774
Pesaro e Urbino 3 677 2 892 2 564
Marche 10.099 9.694 9.366

Proposte di distacco-aggregazione
Istanze analoghe a quelle dell'Alta Valmarecchia hanno interessato i comuni limitrofi di Montecopiolo, Sassofeltrio, Mercatino
Conca e Monte Grimano Terme. In tutti e quattro si sono svolti i referendum previsti dalla Costituzione, ma solo nei primi due
l'esito è stato affermativo. A Mercatino e Monte Grimano, invece, la consultazione è stata respinta per mancato raggiungimento
del quorum.[16] Si registrano anche spinte di segno opposto, soprattutto dal 2010, verso la provincia di Ascoli Piceno. Interessati
al distacco-aggregazione si sono mostrati in questo caso i comuni di Amatrice e Accumoli (Lazio),[24] e un movimento di cittadini
della Val Vibrata (Alba Adriatica, Ancarano, Civitella del Tronto, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Martinsicuro, Nereto,
Sant'Omero, Torano Nuovo, Tortoreto, Sant'Egidio alla Vibrata) e di Valle Castellana (Abruzzo).[25]

Note

1. ^ Variazione territoriale di un ente è la modifica del suo territorio. Si prendono quindi in considerazione gli acquisti e le cessioni di
comuni o province da parte della regione. Variazioni amministrative sono invece l'istituzione, la soppressione, la ridenominazione,

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la modifica dell'appartenenza all'ente di livello amministrativo superiore. Si prendono quindi in considerazione le variazioni di questo
tipo che interessano comuni e province nell'ambito della regione.
2. ^ Variazioni amministrative e territoriali dei comuni nella definizione dell'ISTAT (http://www.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/)
3. ^ a b Moto proprio della Santità di Nostro Signore papa Pio VII sulla organizzazione dell'amministrazione pubblica
(http://books.google.it/books?
id=wyIsAAAAYAAJ&printsec=frontcover&source=gbs_v2_summary_r&cad=0#v=onepage&q=&f=false)
4. ^ Si può notare che il motu proprio di Pio VII non chiama ancora Marche l'insieme delle sei province, ma solo la Marca d'Ancona,
escludendo il Ducato di Camerino e lo Stato di Urbino. Mostra comunque di considerare la regione, a diversi fini, un'entità
territoriale unitaria.
5. ^ a b Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello Stato Pontificio (http://books.google.it/books?
id=Sn0uAAAAYAAJ&printsec=frontcover&source=gbs_v2_summary_r&cad=0#v=onepage&q=&f=false)
6. ^ Editto di Pio IX del 22 novembre 1850 (http://books.google.it/books?id=WklAAAAAYAAJ&pg=PA51#v=onepage&q=&f=false)
7. ^ Legazioni e delegazioni dello Stato Pontificio nel 1859 (http://books.google.it/books?
id=ZlIuAAAAYAAJ&pg=PA531#v=onepage&q=&f=false)
8. ^ Atto sovrano n. 3242 del 7 agosto 1852 (http://books.google.it/books?id=1t4VAQAAIAAJ&pg=RA1-
PA67#v=onepage&q=&f=false) di Ferdinando II.
9. ^ Relazione fatta il 22 dicembre 1860 a S.A.R. il Regio Luogotenente dal Ministro dell'Interno (http://books.google.it/books?
id=rPQGAAAAYAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q=&f=false)
10. ^ a b Archivio di Stato di Pesaro (http://www.maas.ccr.it/PDF/Pesaro.pdf)
11. ^ a b c d e Archivio di Stato di Macerata (http://www.maas.ccr.it/PDF/Pesaro.pdf)
12. ^ a b I comuni di Castelsantangelo sul Nera, Cerreto d'Esi e Ussita furono istituiti successivamente.
13. ^ Archivio di Stato di Ascoli Piceno (http://www.maas.ccr.it/PDF/Ascolipi.pdf)
14. ^ Regio Decreto 2 gennaio 1927 n. 1.
15. ^ Legge 11 giugno 2004 n. 147 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/04147l.htm)
16. ^ a b Risultati dei referendum ex art. 132 Cost. promossi in Italia (http://www.comunichecambianoregione.org/risultati.php)
17. ^ Referendum. Trionfano i SÌ: 83,9% (http://www.unavalmarecchia.org/index.php?
option=com_content&task=view&id=33&Itemid=47)
18. ^ a b Legge 3 agosto 2009 n. 117 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09117l.htm)
19. ^ Bilancio demografico mensile ISTAT del 31 luglio 2009 (http://demo.istat.it/bilmens2009gen/index02.html)
20. ^ Valmarecchia, eletto il Commissario per il distacco (http://www.sanmarinortv.sm/attualita/default.asp?id=35&id_n=36650)
21. ^ Estremi del ricorso delle Marche alla Corte costituzionale
(http://www.cortecostituzionale.it/atti_promovimento/schedaRicorsi.do?anno=2009&numero=95&numero_parte=1)
22. ^ Le violazioni della Costituzione eccepite dalla Regione Marche
(http://www.governo.it/Presidenza/CONTENZIOSO/contenzioso_costituzionale/ricorsi/enti_locali/ricorso_marche_20091013.doc)
(documento Word)
23. ^ La Valmarecchia rimane in Romagna (http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/2010/07/10/355107-
valmarecchia_rimane_emilia_romagna.shtml)
24. ^ Il Resto del Carlino, Amatrice in provincia di Ascoli? Si punta al referendum
(http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ascoli/politica/2010/06/09/343204-amatrice_provincia.shtml) , 9 giugno 2010
25. ^ In Val Vibrata c'è aria di secessione, 12 comuni sognano le Marche (http://www.ilsegnale.it/it/news/cronaca/2996/)

Voci correlate
Questioni dei confini regionali in Italia
Variazioni territoriali di Abruzzi e Molise
Variazioni amministrative e territoriali dell'Umbria
Variazioni amministrative e territoriali dell'Emilia-Romagna
Modifiche territoriali e amministrative dei comuni delle Marche

Collegamenti esterni
Legge 3 agosto 2009, n. 117 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-08-03;117!vig=) , in materia
di Distacco di comuni dalle Marche all’Emilia Romagna

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Categorie: Storia delle Marche Variazioni amministrative e territoriali delle regioni italiane

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