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PSICOLOGIA DI COMUNITA’ E DI PROMOZIONE DEL BENESSERE

Prof. Alessio Vieno

COS’E’ LA PSICOLOGIA DI COMUNITA’?


• Si interessa al modo in cui la società influenza il funzionamento dei singoli individui e della comunità
• Si interessa alla relazione tra individui e contesti di vita
o Esempio: l’aumento di disuguaglianza economica in un paese porta una serie di ricadute in termini di qualità di
vita
• Cerca di
o Comprendere gli individui nei loro contesti sociali
o Aiutarli utilizzando queste nuove conoscenze
• Obiettivo è quello di comprendere in modo critico i problemi sociali attraverso
o Teoria
o Ricerca
o Azione
• Si occupa:
o Ricerca-Azione → modalità in cui si genera azione per creare conoscenza , modificazioni e per studiare le
modifiche che avvengono
o Individuo – contesto
o Qualità della vita → attraverso modalità che intercettano il disturbo in maniera PROATTIVA
• La comunità diventa il punto d’incontro tra mondo interno della psiche e mondo esterno dell’ambiente
• Si occupa di trovare soluzioni a problemi che hanno rilevanti implicazioni comportamentali e psicologiche
nell’individuo, usando strumenti e strategie non solo individuali

La psicologia di comunità si interessa alla relazione tra individuo e contesti di vita. Attraverso la ricerca-azione lo
psicologo di comunità cerca di comprendere ed aumentare la qualità della vita di persone, comunità e società
– Rappaport, 1977

• Mission della disciplina (Orford)


1. Aiutare le persone a diventare consapevoli del ruolo che hanno le condizioni in cui vivono nel determinare la
loro salute e il loro benessere
2. Aiutarle ad unirsi affinché si attivino e diventino protagoniste di processi di cambiamento delle loro condizioni
di vita

Quindi, è necessario interrogarsi su

 Cause dei maggiori problemi di salute fisica e psicologica della nostra società
 Modalità più adeguate per affrontarli
o Ineguaglianze sociali e povertà sono ancora tra le cause principali dei disturbi di salute mentale
o Attraverso interventi terapeutici individuali, si rischia di “biasimare” la vittima
▪ Attribuisce la responsabilità del disagio all’individuo stesso
▪ Cerca di riadattare le persone rispetto ad un disagio sistemico che ha radici più nel
funzionamento dei quartieri, delle città, delle comunità, e nella scomparsa delle reti
sociali informali che li caratterizzano, che nel malfunzionamento di qualche funzione
cognitiva
o Superamento dell’approccio victim blaim
▪ Il disagio è sistemico ed ha radici più nel funzionamento del contesto, non solo in quello
prossimale

Dimensione collettiva della psicologia di comunità:

o Parlare di persone implica sottolineare una dimensione sociale ,di reti si e relazioni interpersonali ,
di qualcosa che rimanda a processi identitari e di appartenenza
o Si occupa dell’altro necessario’ quell’altro senza cui l’essere umano non può darsi nella sua natura
propriamente umana che pone il problema della differenza (Mannarini)
• Non tutti coloro che vivono in particolari condizioni sono destinati a diventare dei casi clinici
• Maggiore disuguaglianza → prevalenza del fenomeno
• L’interesse della psicologia di comunità è per
o Interdipendenza tra le componenti contestuali e quelle individuali
o Comprenderne la loro dinamica transazionale e capire quali condizioni favoriscono lo sviluppo individuale
• Bronfenbrenner [1986]
o L’evoluzione delle discipline psicologiche è stata segnata da uno squilibrio tra
▪ Grande attenzione dedicata al concetto di personalità ed agli stadi dello sviluppo individuale
▪ Scarso interesse per il versante ambientale della classica equazione di Lewin.
o La tendenza a spiegare il comportamento in termini individuali ha portato
▪ Elaborazione di strategie di cambiamento basate sulla persona, al fine di renderla maggiormente in
grado di adattarsi alle condizioni sociali, alimentando
▪ Propensione a colpevolizzare l’individuo per il proprio disagio
• Correggere la tendenza individualistica
o Comportamento della persona può essere meglio compreso se studiato in relazione ai contesti sociali che
caratterizzano la sua vita quotidiana
o Studiare gli ambienti di vita non significa trascendere dall’interesse per l’individuo che ne fa parte
o Oggetto di studio viene infatti collocato nell’interfaccia tra la persona e l’ambiente
▪ Nuova unità di analisi e di intervento: la persona-nel-contesto
• La psicologia di comunità: è interdipendenza tra le componenti contestuali e quelle individuali , nel tentativo di
comprendere la loro dinamica transazionale e capire quali condizioni con più probabilità favoriscono lo sviluppo
individuale
o Aumenta l’attenzione rivolta all’aspetto contestuale
o Non l’individuo ma la comunità
• Problematiche come la depressione, l’alcolismo, l’integrazione sociale non vengono studiate solo concentrandosi sulle
difficoltà psicologiche individuali
o Ma in relazione ai contesti di vita in cui la persona è inserita che creano un ‘ecosistema’
▪ La cui conoscenza è fondamentale per aumentare il benessere degli individui
• Salute pubblica → la psicologia di comunità condivide l’orientamento alla prevenzione e alla promozione della salute
• L’approccio non può prescindere dall’integrazione di nozioni che provengono da discipline estranee
o Comprendendo le dinamiche sociali, economiche, politiche e urbanistiche

VALORI DELLA PSICOLOGIA DI COMUNITA’


• Valori → serie di credenze che sostengono la superiorità di un determinato modello di condotta o di alcune finalità di vita
rispetto ad altre
o Indirizzano i professionisti nella scelta degli obiettivi da perseguire e delle strategie più adeguate per
raggiungerli che permettono di avvicinarsi all’ideale di società
• Psicologia di comunità → disciplina orientata al cambiamento sociale
o Fonda teoria ricerca e azione :
▪ Evidenze empiriche
▪ Valori → che definiscono come dovrebbe essere la comunità ideale
▪ La scienza →indica quali metodi utilizzare per arrivare al cambiamento sociale a partire da condizioni
attuali
• Tre livelli di valori
o Operano in modo sinergico
o E fondano interventi efficaci solo quando è presente un certo equilibrio tra interessi personali e benessere
collettivo→ assicurando coerenza tra interessi privati e sociali
1. VALORI PERSONALI
o Permettono il raggiungimento del benessere a livello individuale, nei singoli membri della comunità
o Rappresentati da
▪ Autodeterminazione
• → possibilità di perseguire in maniera autonoma i propri obiettivi di vita e un certo grado di
controllo sulle condizioni che ne permettono il raggiungimento
▪ Salute
• →stato di benessere fisico e psicologico che oltre ad avere un valore intrinseco per la persona
ha un significato per la capacità di autodeterminazione
▪ Cura e interesse verso gli altri e la comunità
• →valori che permettono di soddisfare i bisogni come empatia, attaccamento e solidarietà
2. VALORI RELAZIONALI
a. Consentono di congiungere la sfera individuale a quella collettiva
b. Rappresentati da
i. Collaborazione → fa riferimento alla volontà di instaurare tra individui o gruppi relazioni basate
su processi collaborativi per mediare tra i differenti punti di vista senza che gli interessi di uno
prevalgano
ii. Rispetto per la diversità →diritto di ogni persona ad avere un identità unica che non venga valutata
in relazione a uno standard dominante e convenzionalmente accettato
3. VALORI COLLETTIVI
a. Promuovono il benessere →questi valori sono interdipendenti tra loro e indirizzano efficacemente gli
interventi
i. Permette alla psicologia di comunità di integrare la visione individualista e quella collettivista →
rendendo questa distinzione priva di significato →dimostrando come interessi privati e comuni
possono sostenersi reciprocamente
b. Assicurano un’equa distribuzione delle risorse all’interno della comunità e che ne garantiscono l’accesso a
tutti i membri
4. PRINCIPIO DI INCLUSIONE
a. Sostiene il diritto di ogni persona a essere unica e a non essere giudicata sulla base di un unico standard
convenzionalmente accettato
i. I professionisti dovrebbero promuovere il benessere dei gruppi svantaggiati riducendo la tendenza
a etichettare gli utenti sulla base dei loro problemi
ii. Lavorando CON le persone allo sviluppo di risorse individuali relazionali e di comunità che
permettano loro di cambiare le situazioni di ineguaglianza
b. Processi complessi → volti a favorire forme di convivenza che molte volte confliggono con i sentimenti di
appartenenza

I valori che la psicologia di comunità ha scelto non vengono adottati in maniera acritica

RUOLO PROFESSIONALE DI BASE

• Realizzare interventi volti a


o Favorire il benessere e la qualità della vita
o Prevenzione attraverso cambiamenti sia individuali che di contesti di vita
▪ Competenze di gestione di gruppi di lavoro
▪ Attivazione di gruppi di auto-aiuto e di cittadini
▪ Interventi volti allo sviluppo di abilità sociali e di competenze
▪ Formazione ad operatori formali e informali del territorio
▪ Produzione di guide, fascicoli o materiale promozionale
o Interpretare dati e fare una diagnosi a livello di comunità
▪ Competenze tecniche di analisi dei bisogni
▪ Stesura di profili di comunità
▪ Conoscenza e interpretazione di indicatori statisticoepidemiologici
▪ Uso di interviste individuali (a testimoni significativi) e di gruppo
▪ Uso di questionari e relativa elaborazione
• Ruolo professionale avanzato
o Redigere e promuovere progetti relativi all'ambito della comunità
o Reperire fondi per il loro finanziamento
▪ Progettazione, verificare, coordinare operatori di comunità
▪ Conoscere strumenti per l'individuazione di soggetti a rischio e/o per la diagnosi precoce per progetti di
prevenzione secondaria
▪ Conoscere la legislazione nazionale e regionale
▪ Strategie per la promozione istituzionale del progetto
o Creare reti istituzionali che favoriscano l'integrazione di diverse agenzie e istituzioni del territorio
o Progettazione e gestione di ricerche specifiche per l'individuazione di problemi particolar
▪ Identificazione di fattori di rischio
o Supervisione a
▪ Progetti di ricerca-intervento
▪ Progetti di prevenzione e promozione del benessere
o Stesura dei rapporti di verifica dell'efficacia e del raggiungimento degli obiettivi, supervisione di operatori e dei
loro prodotti (fascicoli, rapporti, ecc.)
• Sbocchi professionali
o Amministrazioni locali
o USL
o Scuole
o Privato sociale
o Cooperazione internazionale
INTERDISCIPLINARITA’ DELLA PSCIOLOGIA DELLA COMUNITA’
• SALUTE PUBBLICA
o Condivide l’orientamento alla prevenzione
o SIMILARITA’
▪ Promozione stili di vita adeguati e lavoro sui contesti, interventi, prevenzione
o DIFFERENZE
▪   Visione ristretta della salute (fisica)
▪ La PDC si discosta perché ha un attenzione più marcata al benessere sociale e psicologico e alle
relazioni interpersonali
• LAVORO SOCIALE
o Si differenzia per l’adozione di modelli teorici derivanti dalla ricerca
o SIMILARITA’
▪ Importanza data ad aspetti applicativi, interesse per giustizia sociale, valori simili
o DIFFERENZE
▪ Minore legame con teoria, maggior interesse a micro-contesti
• PSICOLOGIA SOCIALE e SOCIOLOGIA
o Condivide un approccio basato sui sistemi sociali
o Problemi della psicologia sociale
▪ Storia ciclica
• Maggiormente applicata in momenti di riforme e cambiamenti
▪ Sta diventando sempre meno sociale
• Basata su studi di laboratorio
• Focalizzata sul livello individuale o diadico
▪ SIMILARITA’
• Interesse per gruppi e sistemi sociali allargati
• Stesse basi
▪ DIFFERENZE
• Minor applicabilità reale dei fenomeni indagati
• Minor interesse alla risoluzione di problemi sociali
• Maggior interesse ai processi psicologici
o Sociologia
▪ SIMILARITA’
• Temi comuni come lo studio dei macrosistemi
▪ DIFFERENZE
• Descrittiva e teorica e non ricerca attiva di cambiamento sociale per un mondo equo
• PSICOLOGIA DELLE ORGANIZZAZIONI
o Condivide alcune tecniche
▪ Sociogramma di Moreno
• Usato nelle scuole medie per cambiare la dislocazione dei posti e ridurre i casi di esclusione
o Problemi della psicologia del lavoro
▪ Considera esclusivamente le aziende
▪ Ha come principale interesse la produttività
▪ Si limita a considerare solo fattori organizzativi
▪ Si focalizza soprattutto sul management e meno sul cliente e sul lavoratore
▪ SIMILARITA’
• Interesse per le organizzazioni
• Interesse per le reti di organizzazioni
• Interesse per il flusso di potere
• Metodologie e tecniche
▪ DIFFERENZE
• Obiettivo finale
• Interesse per tutti gli attori coinvolti
• MOVIMENTI SOCIALI E POLITICI = condivide la centrale importanza dei diritti
• COMPORTAMENTISMO
o Si basa sullo studio in laboratorio di organismi singoli spesso non umani
▪ I comunità si ha ricerca e azione nell’ambiente
o Non considera rilevanti le relazioni di potere
o Ricerca leggi universali
▪ Pone poca attenzione alle differenze individuali e soprattutto socio-culturali che non sono universali
o Non mostra il funzionamento in ambiente naturale
o Ignora le costrizioni strutturali ed istituzionali

o SIMILARITA’
▪ Interesse per apprendimento e comportamenti
o DIFFERENZE
▪ Approccio alla persona ed al problema
•  Motivazioni esterne vs interne
• Analisi di laboratorio vs naturalistica
• Universalità vs differenze individuali e culturali
• PSICOMETRIA
o Utilizzo spregiudicato dei risultati
▪ Etichettamento
▪ Esclusione
▪ Istituzionalizzazione
o Goddard ha usato il test dell’intelligenza per valutare gli immigrati negli USA
o Antepone gli interessi scientifici all’etiche e alla giustizia verso gruppi o individui svantaggiati
o Non ha proposto soluzioni alternative ai risultati e con questi ha guidato applicazioni poco etiche
o Influenzata da influenze politiche e sociali
o SIMILARITA’
▪ Interesse per la misurazione dei fenomeni
o DIFFERENZE
▪ Centralità di misure universali e non linguisticamente e culturalmente appropriate
▪ Disponibilità a mixed methods
• CLINICA
o Finalità ultima di entrambe è perseguire il benessere delle persone ma utilizzano percorsi differenti
o Fonte del problema prevalentemente interna, anche se maggior interesse per l’ambiente
o Trattamento ha inizio a problema conclamato
▪ Non lavora sulla prevenzione
o Tempi di intervento
▪ La psicologia di comunità da un ottica proattiva
• E cerca di intervenire prima dell’insorgenza dei problemi
• Per prevenire il disagio e promuovere il benessere
▪ La Clinica utilizza l’ottica reattiva
• Interviene quando gli individui hanno già sviluppato una forma di disturbo e malessere
psicologico
o Target dell’intervento
▪ La psicologia di comunità
• Contrappone la ricerca di possibili ‘minacce’ al benessere psicologico negli ambienti sociali e
nelle caratteristiche dei sistemi legislativi e politici che danno forma alle condizioni di vita
degli individui
o RENDERE VISIBILE L’INVISIBILE
• Gli ambienti vengono messi in discussione e modificati nel tentativo di migliorare
l’adattamento tra persone e contesti di vita
▪ La Clinica
• Posiziona i problemi di salute mentale dentro il funzionamento degli apparati emotivi e
cognitivi individuali ( o al massimo nel contesto familiare)
o Orientamento verso il deficit
▪ In comunità ci si concentra sulle capacità e le potenzialità del paziente
▪ Ora, sempre più forte necessità di
• Fare prevenzione
• Utilizzare trattamenti più umani e paritari
• Creare relazioni di “empowerment” per la popolazione allargata
• Diminuire elitarismo della terapia
• Concentrarsi su fattori positivi e contestuali
▪ Progetto ITACA
• Progetto parallelo al lavoro clinico degli psichiatri
o Si divide la clinica dalla prevenzione
• Supporto per chi soffre di malattie mentali
o Aiuto a ritrovare le proprie qualità
o SIMILARITA’
▪ Interesse per azione ed aiuto alle persone
o DIFFERENZE
▪ Diverso focus
• Tempo: reattiva vs proattiva
• Luogo: cause interne vs esterne
• Agire in un’ottica di comunità significa guardare al territorio e alla comunità in modo diverso
o Concentrandosi sulla SALUTE invece che sulla MALATTIA
o Ricercando le risorse prima ancora di comprendere la di diffusione di forme di psicopatologia
o → entrare in contatto con le persone che vengono ritenute competenti, risorse in grado di fornire sostegno e
attivare cambiamenti
o Questo tipo di rapporto tra i professionisti e gli utenti rimanda → alleanza terapeutica → condivisione di lavoro
per arrivare ad un fine comune
o Tentativo di creare legami caratterizzati da una maggiore simmetricità → nati all’interno di contesti non
terapeutici (es: scuole associazioni, aziende, città)
• PSICOLOGIA CLINICA E PSICOLOGIA DI COMUNITA’ SONO IN UN RAPPORTO DI COMPLEMENTARIETA’
o La cura della patologia si affianca alla ricerca e alla rimozione delle condizioni di vita in cui molti problemi di
salute mentale affondano le loro radici
• VALORI CHE MUOVONO L’OPERATO
o Equilibrio tra valori collettivi e individuali → che consenta un cambiamento sociale → nella direzione di una
più equa ridistribuzione delle risorse materiali e psicologiche tra i membri della comunità

PRINCIPI E FONDAMENTI
• Guida per la ricerca e l’intervento
• Disciplina che utilizza conoscenze e modelli scientifici prodotti da diverse discipline per analizzare
o specifici contesti e situazioni
o interpretare fenomeni
o guidare scelte progettuali
o verificarne l’efficacia
• Possono essere applicati alla promozione del benessere a livello personale, relazionale e collettivo
1. PROSPETTIVA ECOLOGICA
➢ Introdotta da James Kelly
➢ La metafora di un ecosistema è più adeguata a comprendere l’interazione individuo- ambiente
➢ Comunità → spazio sociale multilivello importante per la vita individuale e la convivenza ma
anche area di studio e azione professionale nella quale anche le dimensioni oggettive dell’ambiente
fisico, economico, interpersonale influenzano i comportamenti collettivi e individuali cercando di
cogliere i meccanismi che spiegano queste influenze
o Composta da vari livelli interconnessi fra loro
o Il comportamento delle persone può essere meglio compreso quando viene studiato in
relazione a molteplici livelli
➢ Abilità di articolare e applicare prospettive ecologiche multiple
➢ Diversi livelli di analisi nella pratica del lavoro con le comunità
o Questi livelli corrispondono ai contesti sociali rilevanti per la vita degli
individui(organizzazioni ,quartieri, comunità)
➢ Concentrarsi non solo sul singolo ma anche sull’ambiente a diversi livelli
➢ Considerare gli elementi contestuali dell’ambiente
o Come è gestito l’ambiente comune
o Bastano pochi accorgimenti per rendere efficace l’intervento

2. LAVORARE IN OTTICA PREVENTIVA E DI PROMOZIONE DEL BENESSERE


➢ Promozione del benessere psicologico
o Possono essere realizzate nei vari livelli ecologici
➢ Prospettiva d’interventi che intendono prevenire piuttosto che curare dei disagi
➢ Ottica di promozione e miglioramento del benessere di intere comunità
➢ Dal punto di vista professionale significa valutare i bisogni di una comunità e promuovere le
risorse dei propri membri
➢ I primi interventi svolti in ottica di psicologia di comunità erano centrati sulla promozione di
caratteristiche individuali
o → la prevenzione può essere attuata anche alla modificazione della comunità per
promuovere il benessere attraverso cambiamenti nelle politiche pubbliche
➢ Adottare questo approccio significa
o → porsi in un ottica proattiva di fronte alla pianificazione dei servizi
o Valutando i bisogni della comunità
o Promuovendo le risorse dei suoi membri

3. EMPOWERMENT
➢ Rafforzamento del senso di controllo che le persone hanno sugli eventi della loro vita
o Lo psicologo lavora con le persone svantaggiate per promuovere la capacità di
AUTODETERMINAZIONE
➢ Abilità di articolare e applicare una prospettiva collettiva di empowerment per sostenere le
comunità che risultano marginalizzate
➢ Applicazione di questo principio deve essere integrata in particolare nel lavoro per progetti
o Training per le competenze sociali deve essere integrato in un’idea di rafforzamento e di
empowerment proprio delle persone che sono più marginalizzate
➢ Vedere nel problema la soluzione
o Non concentrarsi solo su ciò che non va
➢ Questo principio può essere applicato ai vari livelli di analisi
o A livello individuale: esercitare un certo grado di controllo sulla propria vita è essenziale,
soprattutto per coloro che sono esclusi dai processi decisionali che si ripercuotono sulla
vita quotidiana.
o A livello relazionale: la relazione tra coloro che formulano interventi e i gruppi a cui tali
interventi sono rivolto dovrebbe essere basata su collaborazione e con obiettivo comune
o A livello collettivo: una prospettiva basata sul principio del potere, mette in evidenza
come gran parte dei problemi psicosociali affondino le proprie radici in situazioni di
ineguaglianza sia da un punto di vista strettamente economico sia rispetto alla possibilità
di avere voce in capitolo nei meccanismi decisionali mediante partecipazione.
 Il principio di Empowerment mette in luce la necessità di considerare le dinamiche di potere nella
relazione tra professionisti ed utenti/soggetti di ricerca: i primi dovrebbero porsi di lavorare con i
membri della comunità istituendo dunque un rapporto di collaborazione e ponendosi come attivatori
delle risorse che i soggetti possiedono.
4. SVILUPPO DELLE RISORSE
➢ Capacità di identificare ed integrare nei progetti le risorse umane e materiali presenti nella
comunità
• La promozione del benessere e la prevenzione dei disagio sono alla base della PdC sebbene siano state
maturate della salute pubblica, la PdC mette in atto ciò attraverso strategie quali modifica delle condizioni
ambientali e promuovendo le risorse della persone prima che la patologia insorga.
• Promozione e prevenzione possono essere realizzate nei diversi livelli ecologici. * Tale approccio, inoltre, rende
ancora più chiaro il concetto di ottica pro-attiva che caratterizza la PdC rispetto alle altre aree della psicologia
tradizionale.
• La psicologia di comunità si definisce dunque come:
o Disciplina accademica: obiettivo di comprendere in che maniera i fattori situati a diversi livelli possano
interagire tra di loro ed avere influenza sul benessere degli individui, per cui diviene fondamentale
comprendere le caratteristiche dell’ambiente familiare, del gruppo dei pari, ecc.
o Professione di aiuto: proponendosi di trasmettere le conoscenze acquisite con la ricerca affinché le
persone divengono consapevoli del loro ruolo e delle condizioni in cui vivono fornendo dunque ad esse
gli strumenti necessari per diventare protagoniste di processi di cambiamento sociale e promozione del
benessere andando ad accrescere la loro capacità di attivarsi per il miglioramento degli ambienti sociali
entro i quali sono inserite.

LE COMPETENZE PRATICHE
1. Raccolta ed interpretazione dati, gestione gruppi
2. Pianificazione di interventi
3. Networking
• La Tecnica del World Caffè
o Mette a disposizione la forza delle conversazioni informali al fine di
▪ Mobilitare in modo creativo pensieri e risorse
▪ Produrre apprendimento
▪ Condividere conoscenze
▪ Generare CAMBIAMENTO
• I marker professionali di uno psicologo di comunità
✓ I fenomeni affrontati di cui si occupa lo psicologo di comunità sono eterogenei → dipendenza e abusi di sostanze ,
varie forme di violenza e bullismo , molestie stress e difficoltà di integrazione
✓ IDENTITA’ PROFESSIONALE → si studia confrontando il lavoro dello psicologo di comunità con gli altri tipi di
psicologo e professionisti
• I ruoli e le competenze dello psicologo di comunità
o Tariffario dell’ordine degli psicologi → ci aiuta a comprendere le competenze
▪ Elaborazione e costruzione di progetti di comunità
▪ Organizzazione e costruzione di focus groups
▪ Analisi/ stesura di profili di comunità
▪ Analisi organizzativa di istituzioni gruppi, associazioni e comunità
o Vago e generico che permette ogni azione che riguardi un qualcosa di collettivo e non hanno un tariffario
o La situazione attuale è ancora lontana da poter disporre linee guida condivise
o Le risposte devono essere quindi cercate altrove:
▪ Ad esempio nelle attività che caratterizzano il lavoro quotidiano
▪ La serie di competenze potrebbe essere raggruppata in 3 livelli
1. Livello base →competenze di tipo teorico ed esecutivo
a. Dovrebbe conoscere i principi di base ed essere in grado di applicarli alla pratica
i. Usare il principio dell’empowerment →sostenere gruppi ,comunità, soggetti
marginali
ii. Non devono sfuggire le implicazioni etiche (etica professionale)
b. Dal punto di vista operativo
i. Partecipare alla raccolta e all’interpretazione dei dati per rilevare la situazione
ii. Gestione di piccoli e grandi gruppi per progetti di ricerca-azione
iii. Capacità di parlare in gruppo
2. Secondo livello→ aggiunge le abilità sottostanti alla pianificazione degli interventi che implica un
grado maggiore di autonomia e responsabilità
a. Conduzione di assesment di comunità → scelta di strumenti e identificazione delle risorse
da coinvolgere e attivare
b. Progettazione di interventi in grado di soddisfare i bisogni individuati all’interno della
comunità mobilitando risorse già esistenti
i. Necessarie competenze relative alla gestione dei conflitti e delle abilità di
problem solving
c. Puo’ essere richiesto un lavoro di accompagnamento professionale di associazione , enti,
gruppi
i. Competenze di ascolto riflessivo
ii. Supervisione condivisa
iii. Comunicazione orientante
d. A intervento concluso bisogna valutare le varie fasi del programma e verificare il
raggiungimento degli obiettivi
3. Terzo livello → rientrano quelle competenze definite di networking
a. Ricerca di finanziamenti
b. Gestione dei contatti con politici e amministratori
c. Creazione di partnership
d. Capacità di trasformare indicazioni legislative e di politica sociale in azioni sul territorio
e. Collaborazione con istituzioni universitarie e di ricerca
f. Competenza nella gestione del personale che lavora

I tre livelli rappresentano solo uno dei tanti modi in cui le competenze possono essere classificate → ciò che viene richiesto allo
psicologo ha a che fare con la gestione di processi più che con la conoscenza di fenomeni specifici

▪ Quali sono le competenze specifiche richieste, le scelte da fare nel caso in cui si debba progettare un
intervento all’interno della comunità
• Fase di valutazione o diagnostica→definizione degli obiettivi con la committenza
o Nell’individuazione di strumenti e metodi adeguati allo studio delle caratteristiche
della comunità
▪ Che permettono di comprendere i bisogni e le risorse
▪ Stabilire con maggiore accuratezza alle richieste della committenza
• Seconda fase→ conoscere la comunità in cui si lavora
o Realizzato in modo diverso
▪ In funzione del grado di collaborazione che si vuole instaurare con i membri
della comunità
o Importanti scelte di carattere valoriale
▪ Attivare processi che aiutino i soggetti della comunità a identificare i loro
bisogni e problemi
▪ Identificare ostacoli e strategie per rimuoverli
• Si ritiene che la comunità possieda delle risorse in virtù delle quali
può avere un ruolo attivo nelle decisioni che la riguardano
▪ Compito del professionista è fare in modo che il processo di conoscenza della comunità attraverso il
coinvolgimento del cittadino rendendo possibile la pianificazione di interventi con la comunità
o Psicologo di comunità → attivatore di queste risorse aiutando le comunità a definire i propri obiettivi e elaborare
la strategia che ne permettano il raggiungimento
▪ Ha quindi un ruolo centrale nella diffusione delle informazioni → per utilizzarle e progettare interventi
efficaci che agiscono sui problemi identificati nella comunità
o Il coinvolgimento dei cittadini è valore che guida la pratica professionale
▪ La prestazione dell’esperto non si traduce in un intervento calato dall’alto sulle persone ma fusione tra
saperi di diversa natura
• Modelli teorici che identificano il rischio e guidano la progettazione degli interventi
• La conoscenza della propria comunità delle risorse che sono presenti e spesso non visibili
• Se da un lato una delle competenze fondamentali dello psicologo di comunità è depowerment (Nelson e Prilleltensky)
o Capacità di tenere in considerazione il sapere non professionale e di integrarlo con le conoscenze scientifiche
o È necessario possedere una serie di competenze specifiche per la gestione di questi processi → competenze di
tipo metodologico

LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA DI COMUNITA’

• La psicologia di comunità va collocata all’interno del sistema filosofico e valoriale che ha caratterizzato il periodo tra
anni ’60 e inizio del decennio successivo del secolo scorso
o Secondo uno dei padri fondatori della disciplina, Sarason, tali radici affonderebbero nell’evoluzione sociale e
culturale degli stati uniti iniziata negli anni Quaranta e culminata con il terremoto, sociale e politico, ricondotto
al ’68.
• Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale sono due gli eventi di particolare interesse per la psicologia:
• apertura della psico accademica
1. verso l’intervento sociale
2. verso la psicologia clinica
• In un panorama scientifico dominato dal paradigma comportamentista
o ➜ come obiettivo di studio la causalità lineare in situazioni di laboratorio, pulite ed asettiche
o alcuni psicologi iniziano ad interessarsi alla selezione e formazione di soldati, oppure a studiare forma efficaci
di propaganda politica a sostegno della guerra.

LA PSICOLOGIA ACCADEMICA INIZIA A SPORCARSI LE MANI
• Lewin (1948)
o in contrapposizione al tradizionale approccio scientifico di laboratorio con il ricercatore invisibile
▪ propone e teorizza la partecipazione attiva di questo alle ricerca e la necessità di occuparsi di problemi
che interessano le persone.
• Il ruolo attribuito all’esperimento di laboratorio è stato soggetto a forti critiche che avevano
come tema la ‘natura’ stessa delle scienze sociali
• Jonas (1985)
o per anni si è ritenuto che la fisica fosse il modello di scienza da raggiungere
▪ ‘si occupa di materia inanimata’, (mentre) le persone sono fin troppo animate.
• Skinner (1948)
o Ipotizza l’applicazione delle sue teorie in funzione del cambiamento sociale attraverso l’elaborazione della
comunità Walden 2
▪ immagina una comunità utopistica ossia un’organizzazione più funzionale rispetto alle moderne
società in cui le persone possano meglio sviluppare le proprie potenzialità sulla base dei principi
comportamentisti
▪ In grado di raggiungere uno scopo molto ambizioso
▪ In cui le persone possono sviluppare al meglio le proprie potenzialità vivendo pacificamente e
altruisticamente
• Negli stessi anni la psicologia di comunità → in un primo momento esclusa dall’ambito universitario
o Inizia ad assumere un ruolo importante nell’affrontare i problemi sociali creati dalla guerra
• Sarason (1974)
o Il contesto ha favorito la nascita della psicologia di comunità insieme ad altri eventi decisivi
• Innovazione in ordine legislativo
o CMHCA - Community Mental Health Center Act: riorganizzazione in chiave comunitaria del sistema sanitario
relativamente alle cure psichiatriche
▪ ➜ principio di territorialità dei servizi alle persone → l’introduzione di questa legge ha apportato un
cambiamento
• Riducendo i ricoveri negli ospedali psichiatrici
• Ampliando l’offerta di trattamenti rivolti al cittadino all’interno della sua comunità
o War on Poverty - riforme in senso socioassistenziale
▪ Programmi di compensazione per il recupero di tossicodipendenti o bambini svantaggiati
• Es: Il programma Head Start
o obiettivo di fornire a bambini e famiglia provenienti da ceti meno abbienti servizi
comprensivi di educazione salute e nutrizione.
o Implementano dal 1965 fino al 2005 il coinvolgimento di più di 22 milioni di
bambini in età scolare
o Servizi → offerti tramite 1.604 programmi differenti con un costo stimato di 7222
dollari a bambino , 212000 professionisti e almeno sei volte tanto di volontari
o Programma progettato per ridurre le disuguaglianze→ iniziando nella fase
prescolastica attraverso attività di sostegno e di educazione alla salute
▪ Attività implementate intorno a grandi filoni di intervento:
• Early head start → promozione di un salubre funzionamento famigliare e sul rinforzo dello
sviluppo positivo di bambini fino ai 3 anni
• Head start →sviluppo salutare per i bambini di basso status socio economico (3-5 anni) per
influenzare tutti gli aspetti della crescita e dell’apprendimento dei bambini
• Migrant and seasonal program branch → assistenza ai figli di immigrati e dei lavoratori
stagionali
▪ I servizi offerti sono orientati alla parificazione delle condizioni di accesso alle scuole primarie
• Es → educativi : raggiungimento di alcuni standard definiti a livello nazionale per l’accesso
alla scuola
• Es → salute : screening , check up sanitari e dentistici a cui le persone di basso status
normalmente non accedono
• Altro evento importante è conseguenza della sconfitta per la conquista dello spazio tra USA e Unione Sovietica
o che porta gli Stati Uniti a formulare una forte autocritica dalla quale consegue una rivalutazione dei metodi
educativi, e del mondo scientifico in generale.
• In seguito a questi cambiamenti importanti e in contrapposizione al concetto di igiene mentale di stampo medico
• Swampscott (1965)
o primo atto formale di fondazione della disciplina, durante il quale prende forma e significato l’espressione
‘Psicologia di Comunità’.
o La PdC invita a ricercare :
▪ nell’ambiente sociale le cause dei problemi
▪ le risorse per la loro risoluzione
o si ha dunque un diverso modo di pensare la psicologia clinica nei termine in cui:
▪ la comunità assume un ruolo centrale e richiede modelli innovativi per concettualizzare ed attuare il
cambiamento
▪ in termini che prevedono il coinvolgimento dei membri che vi appartengono, l’uso di competenze
multidisciplinari e dunque, in ultima analisi, un nuovo ruolo professionale.
• ➜ Paradigm Shift
o (cambiamento di paradigma)
▪ nella prima fase la disciplina si limita ad occuparsi della malattia mentale, non discostandosi dunque
molto dal tradizionale
• approccio (medico e azioni sul singolo)
▪ A partire dagli anni ’70 si orienta verso
• problematiche sociali più generali e dunque ad interessarsi al collettivo ed in chiave
preventiva ➜
o Paradigma Ecologico: oggetti di studio ed intervento della PdC sono gli ‘individui in
situazione’
▪ l’obiettivo principale di ricerche ed interventi è il complessivo cambiamento
sociale, con particolare attenzione all’influenza che esercitano sui membri
della comunità i contesti di vita quotidiana, il sistema pubblico dei servizi e
quello legislativo.
• L’interesse per i fenomeni collettivi introduce uno degli aspetti fondanti della PdC:
o L’interidisciplinarità
• Molti sono i dati empirici che dimostrano la relazione tra incidenza di disturbi e vari problemi
o causa può essere riscontrata direttamente nel contesto sociale dove gli individui si muovono
▪ contesto familiare, lavorativo fino a quello della comunità in senso più allargato.
• Szasz (1961)
o Sottolinea il fatto che sia fondamentale modificare il focus degli interventi in ambito psicologico dal sintomo →
alle condizioni sociali che definiscono questi problemi
• Dohrenwend e Dohrenwend (1969)
o Confrontarono 25 studi sulla differenza di classe e videro che in 20 di essi -→ si registra un più alto tasso di
disturbi psichici nelle persone provenienti dai livelli socioeconomici più bassi
▪ Il confronto tra occupati e disoccupati → produce forti differenze in termini di malessere
• Evidente la presenza di una maggiore incidenza dei disturbi tra le donne coniugate e
disoccupate → 41,4 %
o → RELAZIONE TRA CLASSE SOCIALE E DISTURBI MENTALI
▪ considerando ad esempio la classe sociale dei poveri, Barbara D.
▪ Ha proposto un modello che ancora oggi
▪ Studio incentrato su problematiche quali la povertà, svantaggio sociale,tensioni etniche
o Forti dubbi sorti circa l’efficacia della psicoterapia e dei tassi drop-out relati
▪ evidenziano la chiara ineguaglianza di trattamento offerto nel sociosanitario, il quale presta maggior
attenzione alle classi più abbienti.
o Visione ecologica del disagio
▪ La crescita dell’intera comunità diviene un obiettivo fondante il cui sviluppo può essere ottenuto grazie
• una ridistribuzione delle risorse mediante la promozione della partecipazione attiva delle
persone e la condivisione del potere. Rappaport (1977)
o MODELLO DI DOHRENWEND
▪ Sviluppato all’interno del contesto epidemiologico psichiatrico durante gli anni dominati
dall’approccio strettamente ‘medico’ della malattia
▪ ➜ la responsabilità della patologia è collocata nel singolo individuo (victim blame).
▪ L’introduzione del modello ha spostato l’accento relativo all’eziologia dei disturbi dalle caratteristiche
individuali→ alle caratteristiche dei gruppi sociali
• es. i poveri
▪ Si pone l’accento sull’interazione tra fattori contestuali e individuali
▪ Particolare attenzione data al concetto di stress psicosociale
• lo scopo è di fornire una cornice euristica che pone tale concetto al centro aiutando a pensare
ai problemi delle persone in termini alternativi rispetto a quelli di diagnosi e malattia
▪ Dimensione temporale diversa dal tradizionale approccio che aspetta che la psicopatologia di conclami
• si cerca di pensare ad interventi che possano essere attivati prima che l’individuo cerchi aiuto,
preventivi
▪ Possibilità di concentrarsi sui singoli (in basso) ma anche su interventi che si interessino dell’ambiente
allargato.
• SENSO DI COMUNITA’
o Introdotto da Sarason, è uno dei costrutti teorici base della disciplina
▪ inteso come sentimento di appartenenza e partecipazione attiva degli individui alla vita comunitaria.
o E’ misura dell’esistenza di una comunità e dell’attivazione dei singoli al suo interno.
o Da un punto di vista operativo:
▪ costituisce il valore sovraordinato attraverso cui giudicare gli sforzi mirati a cambiare ogni aspetto del
funzionamento della comunità
▪ Questo costrutto può essere inteso come :
• Vissuto soggettivo : percezione di una rete sociale che fornisce sostegno
• Forza coesiva e motivante che agisce all’interno della comunità favorendone il benessere
o Sarason identifica 3 dimensioni:
I. Percezione di similarità

II. Interdipendenza rispetto agli altri

III. Vissuto di appartenenza ad una struttura affidabile e stabile (la comunità)

o La comunità è quella relazionale, propria degli individui che la compongono e da questi riconosciuta come
stabile, da qui
▪ il senso di comunità come sentimento che gli individui provano in quanto riconoscono se stessi al suo
interno, si sentono dunque simili ma interdipendenti rispetto agli altri membri, che si tratti di una citta,
quartiere, ecc.
o Idea di comunità fondata su rapporti spontanei più ricchi di affetto ,solidarietà e sostegno
o Non definisce concretamente la comunità lasciando spazio di applicazione a svariati tipi di comunità da quella a
base territoriale a quella organizzativa
o Non propone strumenti specifici di indagine in quanto non si tratta di un modello
▪ ma piuttosto come di una presa di posizione teorica (!) sull’importanza di studiare le basi psicologiche
del coinvolgimento degli individui nella comunità di cui fanno parte nella convinzione che esso sia alla
base dello sviluppo di comunità competenti che la PdC promuove.
o ➜ i quattro fattori del senso di comunità McMillan e Chavis (1986):
▪ Appartenenza (membership)
▪ Influenza (influence)
▪ Integrazione e soddisfazione dei bisogni (integration and fulfillment of needs).
▪ Connessione emotiva condivisa (shared emoziona connection)
Studi scientifici dimostrano la relazione diretta tra senso di comunità e benessere individuale, altre relazioniindividuate sono la
proporzionalità con la capacità di problem soliving individuale e il fronteggiamento dieventi stressanti.

• Dagli anni ’80 del secolo scorso


o Dopo che Sarason denunciò la diminuzione del senso di comunità o del capitale sociale (Putnam) si è assistito
ad un periodo di crisi della PdC
▪ dovuto anche alle drastiche politiche operate da Reagan e al clima socioculturale che poneva enfasi sul
singolo piuttosto che sulla collettività
▪ nonostante gruppi radicali di pdc, la disciplina attraverso in tale decennio un periodo che la vede
elaborare interventi in chiave meno critica e radicale dei problemi sociali.
• Il contesto italiano
o La psicologia di comunità arriva dell’ambiente italiano con un decennio di ritardo rispetto agli USA
o negli anni ‘70 con la pubblicazione del volume scritto da Donata Francescato
▪ dove vengono illustrati i presupposti che hanno dato via alla disciplina negli Stati Uniti, una rassegna
dei progetti ed esperienze ritenuti prototipi della PdC
▪ E la ricerca delle prime tracce ed esperienze nella realtà italiana.
o Edizione italiana del volume di D&D sulle implicazioni sociali della malattia mentale
o Volumi di Goffman di critica alle istituzioni psichiatriche
o Film ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’
• Possono essere esempi emblematici che testimoniamo come i tempi stavano cambiando e come la psicologia di comunità
stava entrando nella realtà italiana.
• Manuale critico di psichiatria (Jervis)
• Franco Basaglia (1986)
o decide di chiamare alcuni dei fotografi più importanti dell’epoca per testimoniare quanto accadeva nei
manicomi / istituzioni tali da cui nasce il volume morire di classe (Einaudi).
o ➜ dieci anni dopo la legge che porterà il suo nome e che da avvio ad una serie di riforme fondamentali quali
Statuto dei Lavoratori, Unità territoriali di riabilitazione, ecc.
• Creazione delle unità Sanitarie locali che prevedono anche forme di partecipazione dei cittadini agli organi di gestione -
la sanità diveniva sistema universale e diritto garantito a tutti
o enfasi su ruolo dei servizi territoriali e prevenzione
• Associazione di Brescia - AIRPS (1968) creata dalla Francescato e un gruppo di professionisti →
• In seguito all’istituzione dell’ordine degli psicologi e la dissoluzione della SIPs
o 1994 viene fondata la società italiana di psicologia di comunità

APPROCCIO ECOLOGICO
• "Does it take a village to rise a child?"
o Nel libro sostengono che il luogo di nascita determina l'individuo
▪ Chi nasce in un quartiere svantaggiato frequenterà quelle scuole, quelle persone con status economico
basso e avrà diverse difficoltà in vari ambiti
o Proprio stato di benessere psicologico dipende da
▪ Relazioni famigliari
▪ Scelta universitaria
▪ Amicizie
▪ Progetti per il futuro
▪ Lavoro
▪ Condizioni economiche
▪ Attività svolte nel tempo libero
o Nel considerare lo stato di benessere è necessario prendere in esame
▪ Fattori individuali che dipendono dal singolo individuo
▪ Fattori contestuali
o Determinanti della salute fisica e psichica della popolazione
▪ Caratteristiche sociali e della società = 25%
- Tessuto sociale in cui viviamo
▪ Geni e biologia = piccola fettina 10%
▪ Comportamenti orientati alla salute = 15%
▪ Assistenza sanitaria = 20%
▪ Ecologia = 30 %
o Preston Curve
▪ Mostra l'aspettativa di vita nei vari Paesi
▪ L'aspettativa di vita
- USA = 76 anni
- Giappone = 82 anni
- Questi due paesi hanno più o meno la stessa situazione economica
- L'aspetto che li differenzia è la differenza di reddito
• Forbice tra ricchi e poveri
• Differenza di reddito tra padre e figlio
▪ Tanto più alta è la disuguaglianza all'interno di uno stato tanto più alti sono i problemi sociali
▪ Più aumenta l'indice di disuguaglianza (forbice) più aumentano
- Problemi sanitari
- Riduce il benessere dei bambini
- Problemi alimentari
- Disturbi mentali
▪ Indice di disuguaglianza è calcolato osservando la differenza tra la quantità di ricchezza detenuta dal
20% dei più ricchi e la ricchezza del 20% dei più poveri
o Tra disuguaglianza e benessere
▪ Quando si ha una grande disuguaglianza interna si abbassa drasticamente il livello di fiducia tra le
persone
- Non c'è certezza, sono correlazioni
- Più alto tasso di disuguaglianza porta a più alti tassi di bullismo
▪ Ted di Wilkinson
▪ Comportamenti antisociali dei figli
- Funzionamenti tipici del comportamento sociale che ha a che vedere con l'antisocialità
- Se un ragazzo non ha gli strumenti per imparare a comportarsi in famiglia e in società mette in
atto atti coercitivi
- Nello spiegare le disuguaglianze e le conseguenze che hanno queste nella vita delle persone è
necessario considerare l'ambiente e il contesto in cui la crescita degli individui avviene
- Necessario capire i processi psicologici e come agire su di essi per diminuire questi
comportamenti antisociali
• Favorire i comportamenti prosociali
o Necessario
▪ Cercare di comprendere i problemi facendo attenzione alle interazioni tra l'ambiente e persone
▪ Considerare le cose attraverso diversi livelli di analisi
▪ Cercare di pensare ad azioni legate a diversi livelli contestuali ed alle condizioni di vita
• L’ECOLOGIA è lo studio dell’ambiente e dei luoghi di vita rilevanti in cui l’individuo vive o con cui interagisce
o Metafora ecologica si basa sul fatto che
▪ L’ambiente e i vari contesti di vita in cui ciascuno è inserito esercitino un’influenza significativa sul
comportamento individuale
▪ Assume che le persone possano spiegare e controllare il proprio comportamento attraverso una
maggiore comprensione delle influenze ambientali specifiche
o L’analisi simultanea di più contesti può facilitare la comprensione dei fenomeni
▪ Possibile attuare interventi che a partire da un contesto ne coinvolgono altri
▪ Necessario conoscere i contesti su cui si vuole agire attraverso un intervento
▪ Necessario che la ricerca e gli interventi siano basati su metodologie partecipative e collaborative
o Il comportamento di un individuo può avere poco senso se osservato in modo isolato
o L’interesse non è focalizzato solo su ciò che è interno al soggetto, ma anche sui setting ambientali che sono
considerati in continua interazione con l’individuo
o Interdipendenza e mediazione tra individuo e contesto
• Diversi approcci ecologici
o Lewin 1935
▪ Teoria di campo o Field Theory
- Qualsiasi comportamento entro un campo psicologico dipende dalla configurazione di quel
campo psicologico in quel dato momento
- Un comportamento dipende dallo spazio di vita cioè dalla relazione tra la persona e l’ambiente
psicologico
• C = f(P;A) dove tra P e A c’è una trasizione continua e reciproca
- Ha proposto metodologie innovative come la RICERCA-AZIONE
o Barker 1955
▪ Psicologia ecologica
- Verifica come il contesto influenzi il comportamento dell’individuo soprattutto per quanto
riguarda i comportamenti che vengono immediatamente appresi e interiorizzati
- Studia la relazione individuo-ambiente in condizioni naturali attraverso il metodo osservativo
▪ Teoria del dimensionamento relativo
- I setting sottodimensionati offrono maggiori opportunità
- Behavioral setting
• Unità ambientale minima in cui si attuano comportamenti intenzionali significativi
▪ Interessi particolari per fattori fisico-oggettivi
- Osservazione sul campo per comprendere le relazioni tra l’individuo e l’ambiente in
condizioni naturali
- Psicologo codifica e trasmette fedelmente i fenomeni osservati in dati
▪ Stabilità delle regole interattive in setting particolari
- Ambiente è luogo, entità attiva che si struttura, ordine e da significato ai comportamenti delle
persone
- Teoria del dimensionamento relativo
▪ Analisi dei contesti più allargati
o Kelly 2006
▪ Definisce
- Popolazione gli individui che condividono interessi e caratteristiche
- Comunità l’area geografica
- Ecosistema l’ambiente fisico e sociale e l’insieme di norme, valori, regole e tradizioni che
regolano le interazioni
▪ Quattro principi traducibili in linee guida che supportano la creazione di interventi di comunità
1. INTERDIPENDENZA
▪ Membri di una società sono in interdipendenza tra di loro
▪ Cambiamenti in una parte del sistema producono cambiamenti in altre parti del
sistema
2. DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE
▪ Valuta come le risorse sono costruite e come sono distribuite nel sistema
▪ Sono considerate risorse quelle economiche, di tempo sforzi
▪ Necessario prestare attenzione ad investire in attività innovative ed efficaci in
grado di rispondere ai bisogni della popolazione rendendo necessaria un’analisi
delle priorità reali
3. ADATTAMENTO
▪ L’ambiente è in grado di contrastare o facilitare alcuni comportamenti
▪ L’adattamento individuale è influenzato oltre che dalle risorse anche dalle
problematiche presenti nell’ambiente
▪ L’equilibrio tra risorse e problematiche di un contesto possa favorire risposte
adattive differenti
▪ L’adattamento dovrebbe aiutare l’operatore a comprendere il comportamento
delle persone alla luce delle condizioni di vita
4. SUCCESSIONE
▪ Cambiamento nell’ambiente può creare condizioni favorevoli per una
popolazione e meno per un’altra
▪ Importante analizzare
• Direzione in cui sta andando una comunità
• Cambiamenti interni
• Come si sono evoluti nel tempo i livelli organizzativi
▪ Questi principi permettono di comprendere i meccanismi di influenza reciproca che regolano le
relazioni che regolano le relazioni tra i diversi ambiti, gruppi di individui e contesti di vita
o Bronferbrenner 1979
▪ Identifica i livelli di conoscenza e di influenza sul singolo
▪ L’individuo è inscindibile dall’ambiente in cui si sviluppa
▪ Sviluppo è la modificazione permanete del modo in cui l’individuo percepisce il suo ambiente
▪ Ecologia dello sviluppo in cui ha individuato 4 livelli
- Microsistema = esperienza diretta
- Mesosistema = insieme di microsistemi in cui l’individuo partecipa attivamente
- Esosistema = situazioni ambientali modificano gli ambienti con cui si entra in contatto
- Macro sistema = sistema culturale e organizzazioni sociali
▪ Idea delle nicchie ecologiche
- Regioni dell’ambiente particolarmente favorevoli o sfavorevoli per lo sviluppo di individui
che hanno determinate caratteristiche
▪ Per comprendere il comportamento umano è necessario analizzare il comportamento di più persone in
interazione
o Tutti concordano sulla presenza di più livelli contestuali in un sistema che si influenza reciprocamente
▪ L’interesse è rivolto all’adattamento tra l’essere umano in crescita e l’ambiente quotidiano e sociale
▪ Funzionamento individuale è influenzato da fattori interni all’individuo ma che influenzano anche il
contesto e che possono essere modificati per migliorare il benessere delle persone
▪ Necessario identificare le caratteristiche dell’individuo e del contesto che possono determinare il
benessere
▪ Progettando un intervento bisogna imparare ad analizzare e leggere il problema considerando
molteplici livelli di analisi
- LIVELLO MICROCONTESTUALE O INDIVIDUALE
▪ Fattori organico-ereditari e demografici cioè le caratteristiche che connotano l’individuo
▪ Permettono di identificare gruppi maggiormente a rischio per un determinato fenomeno
▪ Fattori legati a competenze e abilità
• Relazioni costruite
• Rete sociale
• Sostegno sociale
• Peer pression
• Processi di socializzazione
• Adattamento
• Processi di modeling soprattutto nei primi anni
▪ Benessere a questo livello è dato dalla qualità delle relazioni costruite
▪ Fattori comportamentali e legati agli stili di vita
• Cosa fanno le persone
• Come i diversi comportamenti interagiscono tra loro
• Modificare i comportamenti è molto complesso se si agisce solo su di essi senza
considerare gli aspetti psicologici, sociali e i benefici connessi all’attuazione di
un determinato comportamento
- MICROSISTEMA
▪ Occupa dei contesti di vita e persone con cui l’individuo ha un contatto diretto
o Relazioni sociali
o Ruoli sociali
o Rete sociale
▪ Insieme di individui, gruppi o istituzioni su cui ognuno può contare e
con cui si è in contatto
▪ Caratteristiche della rete
• Vicinanza
• Intimità
• Multiplessità
• Simmetria
o Sostegno sociale è la funzione principale della rete
o Aiuto che ricevuto dalle persone che ci stanno accanto
o Comprende
▪ Scuola
▪ Famiglia
▪ Vicinato
o Modifica a tale livello sembra più complessa ma è sicuramente più efficace
infatti porta benefici a tutti i soggetti

- ORGANIZZAZIONI O MESOSISTEMA
▪ Processi che hanno a che vedere con le interazioni tra questi microcontesti
o Attivano nelle persone il processo di prendere decisioni così da essere più
inclusive
o Clima cooperativo
o Valorizzare le opinioni dei singoli
o Cooperative learning
o Norme condivise
o Percezione del gruppo
▪ Relazione tra due microcontesti che ha un effetto sul singolo
o Comunicazione scuola-famiglia ha un effetto sul ragazzo
▪ Sono aspetti della vita organizzativa su cui il controllo dell’individuo è minimo
▪ Esempi
o Consistenza o comunanza di intenti
o Coinvolgere nei progetti le strutture ad ampio spettro
o In questo modo gli stimoli che il soggetto riceve dai diversi ambiti sono coerenti
tra di loro
▪ Presenza degli stessi setting delle figure adulte significative
▪ Qualità della comunicazione
o Aspetto molto trascurato su diversi piani
o Clinici spesso non coinvolgono altre figure di sostegno
▪ Varietà di setting
- LIVELLO DI COMUNITA’
▪ Si occupa di comunità intesa sia nel senso geografico che nel senso sia in termini di
interconnessione tra individui e territorio
▪ Obiettivo di creare o potenziare gruppi e reti presenti sul territorio che favoriscono
l’aggregazione per il raggiungimento di obiettivi comuni
▪ Esempi
o Coesione sociale
o Valori condivisi
o Efficacia collettiva
o Identità collettiva
o Senso di comunità
o Obiettivi, valori e norme condivise
▪ Si può attivare questi processi lavorando ad un livello più alto rispetto al singolo, ma
passano comunque attraverso la mente dell'individuo
- MACROSISTEMA
▪ Livello più elevato che include tutti gli altri
▪ Costituito da istituzioni nazionali e sovranazionali
▪ Importante considerare l’impatto politico e mediatico a questo livello
o Analisi e interventi a diversi livelli
▪ Fattori in grado di promuovere o limitare il benessere dell’individuo o del gruppo
a) ANALISI DELLA LETTEREATURA ESISTENTE
➢ Conoscere i fattori che la comunità specifica considera come rilevanti rispetto al problema
che si sta analizzando
b) APPROCCIO EPIDEMIOLOGICO
➢ Conoscere come si distribuisce all’interno della popolazione il fenomeno
c) ANALISI DELLE RICERCHE LOCALI GIA’ IMPLEMENTATE
➢ Permette di approfondire a livello territoriale quali ricerche sono già state svolte e quali
risultati hanno evidenziato
d) IDEAZIONE E ATTUAZIONE DI UNA NUOVA RICERCA
➢ Nuove informazioni specifiche rispetto agli obiettivi dell’operatore
▪ Bisogna cercare di promuovere e potenziare i fattori che risultano protettivi rispetto a un potenziale
rischio
▪ Agire sugli ambienti permette di intervenire indirettamente sull’individuo raggiungendo un numero più
alto di persone
• PROCESSI SOCIALI DI MEDIAZIONE
o Analisi di come i contesti
interagiscono e attraverso quali
processi si può influenzare la vita
delle persone
1. PROCESSI DI PRIMO
ORDINE
 Influenze dirette che
i contesti di vita
hanno sull’individuo
 Non permette una
completa visione dei
processi e dei
fenomeni attivi nella
comunità Processi
messi in atto nel
microcontesto
 Processi psicologici
del singolo
 Riguarda i fattori
individuali
o Tutti gli
aspetti che
coinvolgono
direttamente il singolo
 Ciò che avviene nella relazione diretta con il singolo
 Esempi
o Socializzazione delle famiglie
o Sostegno sociale
 Rete sociale
o Insieme di individui, gruppi o istituzioni su cui ognuno può contare e con cui si è in
contatto
o Caratteristiche della rete
o Vicinanza
▪ Intimità
▪ Multiplessità
▪ Simmetria
▪ Sostegno sociale è la funzione principale della rete
o Aiuto che ricevuto dalle persone che ci stanno accanto
o Forme di sostegno (DOMANDA ESAME)
▪ STRUMENTALE
• Prestiti di qualcosa
• Sostituzione in una commissione
• Aiuto concreto
▪ EMOTIVO
• Può esprimersi attraverso
o Ascolto
o Attenzione
o Affetto
o Consolazione
o Incoraggiamento

• Aumenta l’autostima
• Permette una miglior gestione elle emozioni
• Questo sostegno avviene poco nell'era digitale
• Cellulare permette sostegno solo quando la relazione è molto stretta
▪ INFORMATIVA
• Consigli e informazioni
▪ AFFILIATIVO
• Sentirsi parte di gruppi e associazioni
• Avere contatti sociali soddisfacenti e di occupare positivamente il tempo
libero con gli altri
o Come agisce
▪ Modello diretto
• Fondamentale per mantenere una qualità di vita maggiore
▪ Modello indiretto o di buffer
• Riduce l'effetto negativo di eventi stressanti e negativi
o Teoria SOS e benessere di Cohen e Wills
o Sostegno sociale può attivarsi in due modalità
▪ Modo in cui lo percepiamo
▪ Fase di processazione c'è una differenza rispetto alla percezione del fenomeno
▪ Stress è più alto nelle persone che non hanno una buona rete di sostegno
▪ In base a come si percepisce il fenomeno si ha una certa risposta fisiologica o di
adattamento
▪ Il modo di adattarsi è molto diversa da persona a persona
o Il sostegno si può distinguere in
▪ Diretto o indiretto
▪ Direttamente dalle persone della rete o da altre
▪ Formale o informale
• Relazioni quotidiane con amici, parenti e conoscenti
• Relazioni con persone istituzionali
▪ Ricevuto e percepito
o Psicologo può modificare la rete e il sostegno per migliorare la qualità della vita
▪ Riorganizzazione dei sistemi di sostegno
▪ Allentamento di specifici legami per rompere le dipendenze negative
▪ Reperimento di nuove risorse
▪ Costruzione o ricostruzione della rete sociale
▪ Contattare gli irraggiungibili
o Fortemente collegato alla salute, ai comportamenti e al benessere delle persone
▪ Modello diretto
• Maggior sostegno sociale porta a un maggior benessere
▪ Modelli indiretto o tampone
• Effetto negativo sul benessere è mitigato dal sostegno sociale
• Il sostegno può modificare la valutazione dell’evento stressante
2. PROCESSI DI SECONDO ORDINE
 Interconnessioni tra due o più setting all’interno dei quali la persona partecipa attivamente
 I diversi contesti interagiscono e influenzandosi provocano ulteriori effetti sull’individuo
 Effetto coerenza
o Fra i diversi contesti di vita può essere identificata una comunanza di intenti e valori
 Costante presenza
o Presenza in diversi setting delle stesse figure adulte significative
o Rinforza alcuni valori e principi condivisi nella comunità
 Riconducibile al set di interconnessioni tra diversi setting
o Consistenza o comunanza di intenti
o Presenza dei diversi setting delle stesse figure adulte significative
o Qualità della comunicazione
o Varietà di setting
3. PROCESSI DI TERZO ORDINE
 Prodotto delle interazioni dei vari elementi del sistema comunità
 Questi processi
o Aggregazione dei processi derivanti da tutti i setting microcontestuali
o Generano effetti imputabili al sistema comunitario nel suo insieme
 Capitale sociale
o Comunità con elevato capitale sociale si contraddistingue per la diffusa presenza di
relazioni interpersonali basate sulla fiducia e sulla solidarietà tra i membri
o Una rete attiva di associazioni contribuisce allo sviluppo della fiducia che tutti i membri
della comunità agiscono per il bene comune offrendo ad ogni individuo l’occasione di
partecipare e incidere sui processi di funzionamento della stessa
 Prodotto delle interazioni dei vari sistemi
o Coesione sociale
o Forte identità condivisa e senso di comunità
o Obiettivi, valori, norme condivise
o Efficacie collettiva
• Key Integrated Social Sistem (KISS)
o Rappresenta tutti i setting formali e informali attraverso i quali un individuo passa dalla concezione fino alla
maturità:
a. Sistema sanitario: include formazione dei genitori, assistenza pre-during-post parto
b. Famiglia, ovvero il setting primario ove si costruiscono importanti abilità cognitive, affettive,
interpersonali ed accademiche
c. Scuola: acquisisce particolare rilevanza per le famiglie più disagiate (vedi es. Head Start)
d. Associazioni: un tempo solo “religiose” … importante per lo sviluppo ed il riconoscimento di
abilità extrascolastiche
o In seguito vengono introdotti i contesti KISS secondari:
e. Posto di lavoro: condiziona i tempi a disposizione (genitori), i pattern di interazione con i figli
(frustrazioni), occasioni di socializzazioni per i figli
f. Organizzazioni comunitarie: gruppi che incrementano il capitale sociale della zona e possono
“advocate” spazi di socializzazione per i ragazzi
g. Mass-Media: influenzano le strategie di parenting dei genitori 8. Internet: forme di sostegno e di
comunicazione non tradizionali (rischi)
o La società offre dei sistemi di sostegno e assistenza a breve termine quando i bambini non hanno un adeguato
KSS
▪ Sportelli psicologi a scuola
▪ Conseling dei servizi tradizionali (consultorio, Ser.T., etc.)
o Lo step finale del modello di Bower è dunque l’ICE (Illness Correctional Endeavors), che definisce, nonostante
la mission (“riportare l’individuo prima al livello AID e pois KISS”), sistemi di controllo:
▪ Centri psichiatrici di degenza
▪ Centri per l’affido minorile
▪ Prigioni minorili
• CINQUE PRINCIPI DI LEVINE : RAPPORTO TRA ECOLOGIA E PRATICA
o Cinque principi pratici da applicare in psicologia di comunità
1. I fattori situazionali causano, innescano o mantengono il problema
▪ Necessario valutare l’adattamento tra gli individui e il contesto ambientale in cui sono inseriti
cercando di evidenziare aspetti critici e altre modalità di adattamento possibili grazie alla presenza
di nuove risorse
2. Un problema sorge perché la capacità adattiva del setting è bloccata
▪ Interdipendenza tra persone e setting
▪ Capacità adattive delle persone in un determinato setting sono limitate alla natura del setting stesso
▪ I problemi sono analizzati differentemente e richiedono di pensare al cambiamento come a
un’opportunità per il sistema a breve e a lungo termine
3.L’aiuto deve essere collocato in modo strategico rispetto all’insorgere del problema
▪ Necessario fare uno sforzo per cambiare il proprio punto di vista
▪ Gli interventi attuati all’interno di un setting dovrebbero essere in collegamento con gli altri
interventi presenti in quel setting
4. Scopi e i valori dell’operatore o del servizio di aiuto devono essere coerenti con gli scopi e i valori del
setting
▪ Chi introduce il cambiamento deve confrontarsi con i propri valori personali e i valori del setting
▪ La professionalità e la credibilità sono condizionate dalle proprie esperienze, dai propri
comportamenti e dai valori
5. Forma d’aiuto deve essere stabilita in modo sistematico mediante l’introduzione di risorse che possono
diventare istituzionalizzate come parte del setting
▪ L’operatore dovrebbe cercare di comprendere quali sono le risorse presenti e come il setting le
utilizza
▪ Perché il cambiamento sia duraturo e efficace è necessario fare riferimento ai principi
dell’interdipendenza e della successione precedentemente illustrati
▪ Il cambiamento in una parte del sistema avrà ripercussioni ed effetti in altre parti del sistema
• PER DISTINGUERE LE STRATEGIE SI POSSONO CONSIDERARE DUE APPROCCI
o CONTESTUALE
▪ Temporale = intervento reattivo-proattivo
▪ Ecologico/ambientale = intervento individuale-collettivo
- Reattivo – collettivo
• Carità, banca del cibo, assegni assistenziali
- Reattivo – individuale
• Terapia, medicazioni
- Proattivo – collettivo
• Sviluppo di comunità, nuove iniziative, strutture
- Proattivo – individuale
• Creazione di competenze, training
o DI ASSERTIVITA’
▪ Partecipazione = azione passiva-coinvolgimento
▪ Capacità = deficit-risorse
- Passivo – risorse
• Yust say no!, educazione alla salute
- Passivo – deficit
• Etichettamento e diagnosi
- Coinvolgente – risorse
• Sviluppo di competenze, partecipazione attiva
- Coinvolgente – deficit
• Partecipazione in approcci preventivi

LAVORARE IN OTTICA PREVENTIVA


• Cosa significa fare prevenzione?
o Parabola della prevenzione
o Si investe poco nella prevenzione rispetto agli altri paesi
▪ Canada 6,9%
▪ Finlandia 5,4%
• Prevenzione e cura
o Non esiste contrapposizione tra terapia e prevenzione (complementarietà)
o Questione di numeri (uomini e mezzi)
o Forte squilibrio tra investimenti in prevenzione e cura
▪ Tasso di suicidi tra 10-24 anni aumentato del 56% dal 2007 al 2017
▪ Preadolescenti è triplicato
• 3% annuo e dal 2017 del 7%
• Gran parte degli investimenti per la salute pubblica sono orientati al trattametno e pochi per la prevenzione
• 2007 suicidi superano i tassi di omicidi → crisi economica e avvento del primo smartphone → una delle più grandi crisi
dal punto di vista di sanità pubblica
▪ Aumento della difficoltà di addormentarsi negli adolescenti e preadolescenti
→dopo il 2007 in aumento

▪ Perdita di interesse riguardo alcune tematiche


- Patente di guida
- Sesso
- Appuntamenti
• Video (da guardare)
o Procrastinazione → soddisfacimento di un bisogno dilazionato nel tempo
▪ Avvento delle nuove tecnologie ha portato al bisogno di soddisfare tutto subito
▪ Non si riesce ad attendere
▪ I mezzi portano la modificazione della capacità d’attesa
• SQUILIBRIO →
o Fase del ciclo di vita in cui si spendono più soldi in termini socio sanitari → età adulta e vecchiaia
o Si dovrebbe investire sulla prima parte di vita
• PREVENZIONE → centrale
o In Italia almeno 800 mila giovani depressi
o La % di suicidi tra adolescenti dai 15 ai 19 anni si è triplicata
▪ Una delle cause più eclatanti delle morti in quest’età
- 25% dei ragazzi di 18 anni hanno vissuto un episodio depressivo
o Valutare i rapporti costi/benefeci di un programma di intervento psicologico preventivo in adolescenti
o Studio sulla depressione
▪ 53 giorni in meno di depressione
- Tabella
• Prevenzione e MODA
o Figlie di interessi economici e politici
▪ Anni 60 → povertà e svantaggio sociale
▪ Anni 70 →giustizia economia e sociale
▪ Anni 80 → guerra alle droghe
▪ Anni 90 → guerra alla violenza (HIV)
▪ Anni 90-00 →immigrazione e integrazione
• Modalità con cui si decide di agire ha alla base un ideale
o Sobrietà
o Connessione → efficace
• Due diversi approcci di intervento
o APPROCCIO CLINICO-INDIVIDUALISTICO
▪ Servizi per le persone riescono a raggiungere solo una minima parte di
coloro che vivono situazioni di disagio e malessere
▪ Lavoro integrato tra prevenzione e cura per raggiungere obiettivi più
ambiziosi
▪ Obiettivo di aumentare il benessere o diminuire il disagio di un singolo
individuo
o APPROCCIO PREVENTIVO-COMUNITARIO
▪ Obiettivo di aumentare il benessere o ridurre il disagio di una
popolazione
PREVENZIONE E PROMOZIONE DEL BENESSERE
• Lavorare nella prevenzione significa → fare delle previsioni sui comportamenti futuri di
comunità o gruppi di persone
o Agire affinché alcune cose non avvengano
o Il professionista che lavora in prevenzione
▪ Dispone di una serie di dati di partenza che descrivono la situazione di
una comunità rispetto ad un certo problema
• Insieme di indicatori di rischio e protezione
o Individuali
o Sociali
o Ambientali
• Sui quali si stimano le probabilità che alcuni comportamenti si possano verificare in futuro
• Il professionista in base a queste evidenze metterà in atto delle azioni per modificare quelle
condizioni o fattori a rischio che favoriscono o scoraggiano
o L’attuazione del comportamento
o L’insorgenza del problema target
• Idea di prevenzione si basa su alcuni assunti di base
o Immortalità →si ragiona come se le persone non dovessero morire mai
o I rischi vanno sempre evitati o ridotti
o I comportamenti attesi tendenzialmente riprodurranno quelli passati , mentre le
condizioni storiche cambiano e occorre considerare la variabilità umana
• Munoz ,Beardslee e Leykin sostengono che con le metodologie attualmente a disposizione si possa prevenire tra il 22 e
il 38% degli episodi di depressione maggiore
• Programma di Blue Crash → ha permesso di ridurre gli omicidi del 26% e i furti di automobili del 55%
• Lo sviluppo tecnologico ha dato un impulso notevole al settore
o È disponibile un numero sempre maggiore di programmi la cui efficacia è orai acquisita → evidence based
o I vantaggi di prevenire disturbi e problemi cognitivi emotivi e comportamentali sono ben documentati
• Due indicazioni provengono da diversi organismi internazionali
o Fare in modo che i soggetti a rischio ricevano il miglior intervento di prevenzione disponibile prima che il
problema insorga
o Promuovere lo sviluppo positivo per bambini, adolescenti e giovani adulti per i quali la plasticitò e il
cambiamento sono parte del processo di sviluppo
LA PREVENZIONE IN AZIONE
• 2013→ Investimenti del Servizio sanitario nazionale per la prevenzione = 4,18% del budget complessivo
o Gran parte degli investimenti per la salute pubblica sono orientati alla cura e al trattamento
• Cosa ricordate dei programmi cui avete partecipato?
o Alcolici
o Sostanze stupefacenti
o Sicurezza stradale
o Surplus di utilizzo dei farmaci
o Fumo
o Malattie sessualmente trasmissibili
o Internet
o La maggior parte dei pochi fondi per la prevenzione
▪ Brevi incontri formativi
▪ Tenuti da esperti
▪ Volti a formare i giovani → dei rischi e delle conseguenze connesse ad alcuni comportamenti
o Modello di sanità pubblica
▪ Conoscenza inculcata
▪ Partire proattivamente alle risorse che le persone hanno
• Qual è la loro efficacia ?
o Nulla se solo informativa
o Deve esserci uno psicologo alle spalle del professionista che valuta i rischi
o Non dare informazioni asettiche → inutili e opposte agli obiettivi
o Dopo questi interventi il comportamento inadeguato spesso aumenta invece di diminuire
• La maggior parte dei pochi fondi viene spesa per
o Brevi cicli di incontri
o Cicli di incontri informativi tenuti da ‘esperti’ volti ad informare i giovani
▪ Sui rischi di un determinato comportamento
• La letteratura scientifica ne ha dimostrato gli scarsi risultati se non opposti agli obiettivi →
o Dopo questo tipo di interventi il comportamento inadeguato spesso aumenta
o Bisogna costruire programmi di prevenzione che abbiano efficacia non concentrandosi come spesso accade solo
a livello individuale
o LIMITE DELL’APPROCCIO CLINICO INDIVIDUALISTICO → semplice costatazione aritmetica che i
servizi per le persone riescono a raggiungere solo una minima parte di coloro che vivono situazioni di disagio
• Esempio: studenti segnalati ai servizi per qualche comportamento o sintomo preclinico
o Solo il 30% riesce a ricevere un aiuto dai servizi
• È presente un gap rilevante tra i bisogni della popolazione giovanile e infantile e la reale offerta dei servizi del sistema
socio sanitario
• Tra trattamento/cura non esiste contrapposizione ma COMPLEMENTARITA’
• La prevenzione consiste nel lavorare con
o Tutta la popolazione di una comunità
o Gruppi o soggetti a rischio
o Con soggetti che hanno qualche comportamento o sintomo sub clinico
▪ Con soggetti che ancora non costituiscono un caso clinico da trattare e curare
• AGIRE CON LE PERSONE PRIMA CHE DIVENTINO UN CASO CLINICO
LIVELLI E CLASSIFICAZIONI DEGLI INTERVENTI

• I disturbi mentali possono essere attribuiti più che all’individuo a elementi del contesto sociale
o Es : ineguaglianza socioeconomica
o Vivere in contesti svantaggiati → va ad incidere sul benessere e sulla qualità della vita degli individui
• 5 categorie di fattori connessi alla salute e al benessere
1. Fattori genetici e biologici
- Es. abuso di sostanze psicotrope risulta collegato ad alterazioni del sistema dopaminergico
2. Stili di vita
- Uso e abuso di sostanze
- Stili alimentari
- Fattore maggiormente connesso all’obesità → uno tra i più importanti problemi della società
occidentale
3. Assistenza sanitaria
- Aumento dell’aspettativa di vita è attribuibile al miglioramento del sistema socioassistenziale
4. Ecologia e condizioni di vita
- Le condizioni sociali dei quartieri in cui viviamo hanno ripercussioni sul malessere degli
individui
5. Caratteristiche sociali e della società
- Gli stati dove sono presenti maggiori disuguaglianze sociali ed economiche→ hanno un
livello psicosociale di benessere molto inferiore
• Il più recente rapporto sulle ineguaglianze sociali dell’Ufficio europeo dell OMS raccomanda che gli operatori si
concentrino su
o Migliorare le condizioni ambientali e sociali di vita delle persone
o Contrastare le ineguaglianze nella distribuzione economica, di potere e delle risorse → troppo concentrate in
mano a pochi
o Misurare e comprendere la dimensione dei problemi e misurare gli effetti delle proprie azioni professionali
• L’obiettivo dell’approccio preventivo → raggiungere il maggior numero di persone in particolare le più bisognose
• Scelta di campo → caratteristica distintiva della psicologia di comunità

TIPOLOGIE DI PREVENZIONE
Caplan (1964) → ambito medico psichiatrico di salute pubblica
• PREVENZIONE PRIMARIA
o Volta a ridurre l’incidenza di un disturbo → agendo sulla popolazione sana
o Prevenendo lo sviluppo di nuovi casi
o Intervento orientato a prevenire l’insorgere di disturbi o patologie
o Es : progetti di prevenzione a scuola
• PREVENZIONE SECONDARIA
o Ha lo scopo di individuare precocemente nuovi casi problematici e di fornire trattamenti a uno stadio precoce o
latente dello sviluppo del disturbo → ridurre la prevalenza
o Es: gruppi di sostegno psicologico per madri che soffrono di depressione post partum
• PREVENZIONE TERZIARIA
o Obiettivo → ridurre
▪ La durata
▪ L’impatto
▪ La cronicizzazione
o Di un particolare disagio o disturbo
o Idea centrale → un disturbo non deve necessariamente produrre disabilità
• LIMITE → non riesce a discriminare in maniera netta il confine tra i diversi tipi di prevenzione
• Sono state quindi elaborate altre classificazioni
AUTORI CLASSIFICAZIONE DELLA PREVENZIONE
Caplan Primaria ,secondaria, terziaria
Bloom -Heller Comunità allargata, fasi di vita, alto rischio
Bronfenbrenner Microlivello, mesolivello, macrolivello
Institute of Medicine Universale, selettiva, indicata
MODELLO DI BRONFENBRENNER

• Consente di considerare in un’unica cornice → le forme di prevenzione che non si limitano ad agire a livello individuale
o Ma propongono interventi che sono riconducibili ai diversi contesti di vita dei soggetti
▪ Microlivello
- Progetti che agiscono sulle relazioni diadiche
- Es : interventi diretti a promuovere adeguate relazioni tra genitori e figli o migliorare le
relazioni tra compagni di classe
▪ Mesolivello
- Interventi che puntano a favorire le relazioni tra i diversi microlivelli
- Es: interventi finalizzati a migliorare la collaborazione tra scuola e famiglia
▪ Macrolivello
- Azioni che introducono o modificano le norme o l’organizzazione dell’ambiente
socioculturale ampiamente inteso
- Es: interventi finalizzati a migliorare il clima scolastico o politico inerenti al consumo di
sostanze psicoattive

LA CLASSIFICAZIONE DELL’ISTITUTE OF MEDICINE (IOM)

o Universali→ considerati desiderabili per l’intera popolazione


▪ Riconducibile agli interventi di prevenzione primaria
o Selettivi →auspicabili per i sottogruppi il cui rischio di sviluppare un qualsiasi disturbo è maggiore rispetto alla
media
▪ Es : figli di tossicodipendenti → questo non significa che tutte le persone di questo gruppo
svilupperanno questo problema → ma risultano maggiormente a rischio rispetto alla media
o Indicati → applicabili a persone che sono state identificate per alcune caratteristiche individuali
▪ Portatrici di segni o sintomi prodromici
▪ Tali da poter essere considerati ad alto rischio per lo sviluppo futuro di un determinato disturbo
▪ Es : ragazzi che all’interno della scuola cominciano a manifestare i primi segnali di disagio psichico / o
che risultano particolarmente isolati
• VANTAGGI → proporre delle categorie tassonomiche ben definite
o Senza sovrapposizioni con gli interventi terapeutici rivolti a soggetti per i quali è stata fatta una diagnosi
• Tuttavia il confine tra interventi indicati e diagnosi non può mai dirsi netto in quanto non esistono strumenti diagnostici e
di screening realmente precisi e efficaci.

MODELLO DI DURLAK
• Combinare target e livello di prevenzione/intervento
• Schema che tiene conto contemporaneamente dei 5 livelli possibili di intervento e i tre target (universali, selettivi,
indicati proposti dall’OMS.)
Livelli dell’intervento

Gruppo target INDIVIDUALE MICROSISTEMA COMUNITA’/MACRO


UNIVERSALI
SELETTIVI
INDICATI

o Livello individuale: indurre cambiamento a livello informativo e incrementare competenze ed abilità sociali
▪ ES :progetti di promozione delle life skills
o Livello di microsistema: progetti che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità degli ambiente relazionali delle
persone agendo non sul target ma sulla persone intorno
▪ ES: progetti finalizzati a migliorare la qualità delle relazioni familiari ed evitare la frequentazione di
coetanei devianti.
o Livello di macrosistema: azione sull’ambiente inteso in senso ampio, modificando aspetti fisici dell’ambiente o
ordini legislativi
▪ ES: legge che vieta il consumo di tabacco nei luoghi pubblici
o Universali: intervento rivolto ad un numero ampio di persone senza azioni precedenti
▪ Es. apprendimento trading a scuola per la riduzione della violenza nelle scuole
o Selettivi: interventi che sono operati in direzioni di dimensioni preindicate e presegnalate come a rischio, con
incidenza maggiore di quel determinato fenomeno
▪ Es. scuola che preventivamente è stato verificato avere una frequenza rilevanti di atti di violenza
• Nell’operare e programmare un intervento in riferimento a tali livelli, occorre tenere presente che oltre ad identificare il
problema target da prevenire va definita la comunità a cui ci riferiamo, ed eventualmente all’interno di questa vanno
definiti i sottogruppi su cui agire.
• Le categorie non possiedono una distinzione netta e definita ma
o Servono come guida e per meglio focalizzarsi su livelli differenti, che possono avere target gruppi o diverse
persone.
• Due aspetti quando parliamo di interventi di prevenzione:
1. Compiti di sviluppo
2. Alcuni problemi insorgono in specifiche età/fasi di sviluppo
▪ Considerare la Psico dello sviluppo per comprendere come alcuni processi di apprendimento
avvengono e lo sviluppo di competenze
▪ La prevenzione può considerarsi come un’azione professionale intenzionale con scopo di
alterare i processi di sviluppo per migliorarne l’andamento.
• Ogni contesto sociale pone gli individui che vi abitano aspettative specifiche = ‘compiti di sviluppo’
o Comportamenti da tenere sulla base di determinate norme sociali
o Variano notevolmente in base
▪ Al periodo storico
▪ Cultura
▪ Genere
• Affrontare tali compiti con successo corrisponde ad adempire ad una gamma di compiti
o Sociali, Emotivi, Cognitivi, Comportamentali nelle diverse fasi di sviluppo.
o Favorisce senso di identità
▪ Positivo
▪ Autoefficacia
▪ Benessere nel complesso

CLASSIFICARE I PROGRAMMI DI PREVENZIONE

Universale Selettiva Indicata

ComunitàMacro Divieto fumo nelle scuole Regole scolastiche


per tutti
Limitazione fumo nei locali
Micro-livello Formazione genitori sulle Formazione famiglie con storie Formazione famiglie con
dipendenze Immigrazione gestita in classe ragazzi segnalati
Bullismo: cultura del Parenting training
rispetto
Individuo Formazione dei ragazzi Formazione ragazzi con storie di Psicologo di strada
sulle dipendenze tossicodipendenza Mentoring
Educazione sessuale Adolescenza e anoressia
• L'obiettivo è sempre quello di arrivare all'individuo, ma cambia il tipo di modificazione
• Se il cambiamento è a livello ampio si agisce sulla comunità per avere un cambiamento individuale (legge contro il fumo
in luoghi pubblici)
• Cambiamento può essere
o Individuale = si agisce sul cambiamento del singolo concentrandosi sul suo comportamento preso singolarmente
o Comunità = si agisce modificando il funzionamento a livello legislativo e strutturale
▪ A livello di comunità
- Cambiamento universale può essere la legge contro il fumo nei locali pubblici o lavorare sul
funzionamento delle istituzioni (lavorare sulle istituzioni scolastiche in generale coinvolgendo
tutti i suoi organi)
- Cambiamento selettivo può essere provocazione e sensibilizzazione a livello di città degli
individui che hanno storie di fumo (cartelloni con le conseguenze del fumo)
- Cambiamento indicato può essere la tassa su filtrini e cartine
▪ A livello microsociale bisogna lavorare sul contesto direttamente a contatto con il singolo
- Cambiare il modo di pensare e agire di insegnati e genitori
- Educare i ragazzi in un certo modo così da agire e cambiare il comportamento del genitore
• Pareti tra uno e l'altro non sono insormontabili
• L'intervento può rientrare in categorie diverse in base all'obiettivo posto dall'intervento stesso
• Incontri per famigliari di persone con disagio psichico
o Micro-indicato
o Individuo-selettivo
• ESEMPI
o Formazione di un ‘nido famiglia’
▪ Cambiamento istituzionale del modo di offrire un sevizio
▪ Intervento universale
▪ Intervento organizzativo
o Cambiamento del sistema delle sospensioni scolastiche
▪ Intervento sull’organizzazione macro →cambia il modo della scuola di reagire al comportamento
▪ Intervento indicato
o Intervento fatto a Roma → progetto coltivare rapporti
▪ Intervento universale
▪ Intervento macrolivello
- Cambia l’utilità di una zona
- Modificazione strutturale per migliorare bisogni personali
o Auto mutuo aiuto ipovedenti
▪ Intervento selettivo→ indicato
▪ Intervento individuale
o Qualsiasi intervento richiede un certo grado di ristrutturazione strutturale
o Comune cancella dagli asili i riferimenti alle diversità culturali
▪ Non far riferimento alle diversità
- Intervento macrolivello
- Intervento universale

FATTORI DI RISCHIO E PREVENZIONE DEL BENESSERE


• L’obiettivo degli interventi preventivi o viene messo in pratica agendo su quei fattori / variabili che
aumentano/diminuiscono la probabilità che il disturbo si manifesti
• Categorizzati come:
1) Fattori di rischio → Caratteristiche individuali o condizioni ambientali misurabili la cui presenza si associa ad
una maggiore possibilità di sviluppare un disagio
2) Fattori di protezione → caratteristiche individuali o condizioni ambientali che aumentano le probabilità e le
capacità di una persona di adattamento e di mantenere-aumentare uno stato di benessere

• Di solito scegliamo un fattore che la letteratura ha individuato per una relazione causale con il fenomeno che
intendiamo prevenire.
o Variabili marcatore: quelle variabili non modificabili (genere, apparenza etnica)
o Termine Protettivo →fattori che interagiscono nella relazione tra fattore rischio e conseguenza
o Quelli che sono in grado di ridurre l’impatto negativo del fattore di rischio sull’insorgenza stessa del
problema.
• FATTORI DI RISCHIO ≠ FATTORI PROTETTIVI
o ‘Interventi di promozione della salute’
▪ Creazione delle condizioni che permettono o migliorano una situazione di benessere o sviluppo
positivo
▪ Ponendosi l’obiettivo di prevenire un disturbo o una problematica specifica
▪ La finalità è promuovere la condizione positiva ovviamente.
• Nella PdC si auspica un’integrazione tra interventi preventivi e di promozione considerati non come azioni
contrapposte ma congiunte
• La contrapposizione di queste due tipologie di interventi in passato è sostenuta da due approcci teorici distinti:
1. Approccio dei fattori di rischio e protezione
 Base per gli interventi preventivi
 Comportamenti problematici → risultato di uno sviluppo
compromesso
 Problematiche dello sviluppo, la cui origine viene attribuita a
difficoltà sia individuali che ambientali
 Resilienza
o Costrutto particolarmente importante → si riferisce alle
capacità di un soggetto di ‘resistere’ all’influenza dei fattori
di rischio
o Es: resistere e reagire di fronte a cambiamenti di vita
negativi e/o condizioni avverse
o Abilità di lottare e imparare dalle avversità
o Integrare queste cose con la propria esperienza di vita → i
soggetti esposti a fattori di rischio non manifestano
comportamenti problematici usualmente associati alle
condizioni in cui vivono
o Attenzione rivolta alla prevenzione del disagio o Fine →
riduzione della probabilità di incorrere in problematiche
2. Approccio allo sviluppo positivo
 Le persone hanno le potenzialità per raggiungere uno sviluppo
positivo cioè la realizzazione del proprio potenziale e maggior
attività di coinvolgimento nella comunità
 Attenzione → posta sullo sviluppo positivo
 Non sulle problematiche o il disagio da prevenire o
 Importanza alle risorse o qualità di sviluppo →possono essere fattori
individuali o contestuali
 Non considera i fattori di rischio→ si concentra sulle componenti
dello sviluppo positivo
o Competenza
o Fiducia → in sé stessi e nelle proprie capacità autostima e
autoefficacia
o Connessione→ positive relazioni con la famiglia, scuola
coetanei e comunità
o Qualità morali →rispetto per le norme e i valori sociali e
culturali rispetto alcuni standard di comportamento
o Cura → empatia verso gli altri
o Obiettivo → promozione di condizioni di benessere e
salute intese come sviluppo positivo
 Uno sguardo attento rivela che gli obiettivi primari degli interventi
di prevenzione corrispondono spesso agli obiettivi secondari degli
interventi di promozione dello sviluppo positivo
• L’obiettivo primario di ‘prevenire comportamenti problematici’ viene raggiunto attraverso la promozione di
competenze e coinvolgimento
o Obiettivo primario degli interventi per lo sviluppo positivo
• L’integrazione tra i due approcci ha condotto allo sviluppo di modelli e interventi
o In grado di spiegare e promuovere sia processi che proteggono da esiti di sviluppo negativo sia che
promuovano uno sviluppo positivo.
CLASSIFICAZIONE DELL’ISTITUTE OF MEDICINE (1994)

• Distinzione tra prevenzione (disordine) e promozione (competenze e benessere)


o Prevenzione
▪ Agisce per eliminare i fattori che aumentano la probabilità che un disturbo si manifesti →FATTORI DI
RISCHIO
▪ Agisce per aumentare i fattori che limitano la probabilità che un disturbo si manifesti →FATTORI DI
PROTEZIONE
▪ RESILIENZA: capacità di un soggetto di reagire di fronte alle condizioni avverse, imparando dalle
difficoltà
o Rischio
▪ Caratteristiche di una persona e/o dell’ambiente che riducono la probabilità di un individuo di
mantenere il suo stato di benessere.
▪ Riduce le capacità di un individuo di affrontare gli stressor e raggiungere i propri obiettivi.
• Es. vivere in una famiglia con genitori alcolisti/tossicodipendenti (es. riduce sostegno, riduce
le possibilità, ….)
▪ Accumulazione dei fattori di rischio (Haggerty et al., 1994) : si parla di effetto moltiplicativo piuttosto
che di effetto sommativo
o Protezione
▪ Caratteristiche ambientali e/o individuali che incrementano le probabilità e le capacità di una persona
di adattamento e di mantenere uno stato di benessere
• Es. la nostra rete sociale di sostegno
▪ Alto status socio-economico


FATTORE DI RISCHIO
COMPORTAMENTO A
EFFETTI NEGATIVI
RISCHIO

FATTORI PROTETTIVI

CONTROLLO dei comportamenti SOSTEGNO


MODELLI → comportamenti
positivi negativi/positivi (Rete sociale primaria )

(stili di vita salutari (mentoring)


valori/comportamenti
prosociali )

MODELLI → comportamenti
negativi

SCARSO CONTROLLO → dei


comportamenti negativi/positivi SCARSO SOSTEGNO
• Una buona comunicazione genitori figli ed adeguate strategie di controllo possono essere un fattore protettivo rispetto
allo sviluppo di problemi comportamentali ed emotivi
• La loro mancanza può costituire un fattore di rischio
• Una bassa autostima risulta un fattore di rischio per la vittimizzazione del bullismo
• Non è vero che un’alta autostima sia un fattore protettivo

FATTORI DI RISCHIO FATTORI PROTETTIVI


AMBIENTALI AMBIENTALI
- Povertà in famiglia - Benessere economico
- Alta densità abitativa - Alto capitale sociale
- Alti tassi di disoccupazione - Stabilità lavorativa
- Elevate dimensioni - Coesione familiare
familiari - Positive relazioni genitori
- Scarse abilità parentali figli
- Esposizione ad eventi
negativi INDIVIDUALI
- Transizioni - Abilità sociali
- Repertorio di abilità di
INDIVIDUALI coping
- Predisposizioni genetiche - Inabilità fisiche
- Cattivo temperamento - Competenza scolastica
- Socievolezza
- Fallimenti scolastici
- Autostima

• CALCOLO ODDS-RATIO
o Gruppi
▪ 100 tredicenni con disturbi
▪ 100 tredicenni sani
o Con una analisi retrospettiva indago sulle loro condizioni alla nascita
Disturbati Sani
Non sposati 42 a 21 b
Sposati 58 c 79d

o A = a/b
o B = c/d
o Odds-ratio = A/B
▪ Nel nostro esempio, 2/0.82 = 2,72
▪ + Bambini con disturbi in famiglie separate
▪ + Bambini sani in famiglie sposate
o Incrociando
▪ Presenza del disturbo
▪ Situazione familiare
Indice di correlazione indica il grado di rischio in quelle condizioni
• L’EQUAZIONE DELLE COMPETENZE SOCIALI
o La formula di Albee (1982) centrata sull’individuo
o Incidenza dei disordini comportamentali ed emozionali =
Stress (1) + Vulnerabilità fisica (2)

Abilità di coping (3) + Sostegno sociale (4) + autostima (5)

• La formula di Elias (1987) allarga la prospettiva includendo fattori ambientali


o Probabilità di disordini comportamenti ed emozionali nei setting =
Stressors (6) + Fattori di rischio ambientali (7)

Pratiche di socializzazione (8) + Risorse sociali (9) + Opportunità (10)

• ESERCITAZIONE
o Identificare un problema (con componenti psicologiche)
o Identificare una fascia di età collegata al problema
o Identificare un setting, comunità
o Identificare e descrivere con una frase, i fattori e i processi sottesi, sia protettivi che di rischio
o Comporre l’equazione
o Individuare possibili strategie
• Esempi di fattori di rischio: l’alcolismo
o Vulnerabilità genetica (il 70% degli alcolisti ha una storia familiare in parenti di 1° o 2° grado)
o Personalità (timidezza associata a comportamenti aggressivi a 5-6 anni sono predittori di abuso di alcol a 16-17
anni, rigidità)
o Status socio-economico
o Qualità della vita del quartiere
o Tradizioni della comunità (aumento di tasse dell’1% determina un decremento del -3% del consumo)
• Fattori di rischio e fattori protettivi
o Ogni problema o disturbo è collegato a più fattori
o Lo stesso fattore può essere associato a più problemi
o I fattori hanno effetti moltiplicativi (non semplicemente sommativi)
o Molti problemi sembrano essere dovuti sia a fattori ambientali che individuali
o Il meccanismo di azione dei fattori è sostanzialmente sconosciuto
o Ci sono più conoscenze sui fattori di rischio che su quelli protettivi
o C’è una sostanziale eterogeneità delle conseguenze dovute ad un singolo fattore
o Per età diverse sono importanti fattori diversi a seconda anche di circostanze diverse

PARADIFMA MORALISTICO E PARADIGMA DEMOCRATICO


PARADIGMA MORALISTICO PARADIGMA DEMOCRATICO
Intervento è definito dagli esperti Il soggetto è parte attiva della programmazione
dell’intervento = EMPOWERED PEER EDUCATION
Definisce la salute come assenza di malattia e colloca le Concetto aperto di salute che si basa sul principio della
cause della malattia solo a livello individuale partecipazione attiva e democratica del target di un
intervento
Definizione di salute è definita A PRIORI e non Dimensione soggettiva del benessere, rispetta il modo in
considera il punto di vista e le capacità di giudizio cui i destinatari definiscono il proprio benessere
dell’individuo coinvolto
Obiettivo è ottenere un cambiamento comportamentale Obiettivo è l’aumento delle competenze dei ragazzi con
strategie democratiche e partecipative
Il grado e le modalità di partecipazione devono essere
adeguati in accordo con lo sviluppo delle capacità
• Conoscenze
• Visione
• Esperienza

OTTICA PROATTIVA E REATTIVA


• Ottica proattiva → senza aspettare che le persone si rivolgano ai servizi
o Scopo di prevenire il deterioramento di situazioni già compromesse
o Promozione del benessere a livello individuale → parent training
▪ Progetto che si pone di trasmettere ai genitori alcuni principi di base nella gestione del rapporto e
dell’accudimento dei figli
▪ Queste abilità riducono la possibilità che in qualsiasi tipologia di famiglia si verifichino episodi di
maltrattamento
▪ Cause del maltrattamento molto spesso → difficoltà economiche e sociali
o A livello di politiche → assegni di disoccupazione
o A livello territoriale → servizi di counselling /formazione / orientamento
▪ Interventi di sostegno domiciliare per neoogenitori
• Ottica reattiva → rispondere a problematiche già conclamate
o Si sposta verso la direzione terapeutica
▪ Gruppi di auto-mutuo-aiuto
o Consiste nel fornire ai ragazzi con storie di maltrattamento dei momenti di gruppo gestiti da professionisti con
cui condividere emozioni e stati d’animo e dove trovare sostegno
• CHE COSA FUNZIONA DI PIU’ IN AMBITO PREVENTIVO E DI PROMOZIONE
o Molteplicità dei livelli di azione
▪ Interventi a diversi livelli/dominii (famiglia, pari, comunità)
- I progetti efficaci di prevenzione e promozione del benessere sono quelli che agiscono
congiuntamente sui fattori di rischio e di protezione collocabili a diversi livelli di analisi, e
non soltanto a livello individuale.
▪ Sono maggiormente efficaci quelli che coinvolgono vari livelli o sistemi
- Che influenzano lo sviluppo di un comportamento o di un vissuto problematico oggetto di
intervento
- Es : caso del bullismo a scuola → scarsa efficacia dei progetti di prevenzione dovuta alla
poca attenzione che è rivolta al contesto familiare
▪ Approccio Randal e Besag→ potenziamento della collaborazione tra le diverse agenzie e
l’elaborazione di iniziative specifiche rivolte alle famiglie
- Coinvolgimento attivo delle famiglie
- Aumentare il senso di responsabilità dei genitori nei confronti del comportamento dei figli
o Teoricamente fondati
▪ Le ragioni teoriche oltre alle evidenze empiriche sono fondamentali per guidare i progetti
▪ Due tipologie di teorie alla base di un progetto:
- Eziologica → spiega le cause del problema su cui si vuole agire → modelli esplicativi o
Illustrazione dei metodi migliori per modificare questi fattori → modelli di cambiamento
- Dopo aver identificato i fattori di rischio e protezione del disturbo che si intende prevenire in
base ad un modello teorico, i progetti efficaci utilizzano teorie empiricamente verificate che
illustrano come ottenere cambiamenti desiderati sui fattori eziologici e il comportamento
finale (Modelli eziologico e Modelli di cambiameno)
o Metodi misti d’insegnamento e coinvolgimento
▪ Progetti che prevedono diversi metodi di insegnamento basati sull’incremento della consapevolezza ma
anche sull’acquisizione o rinforzo di abilità
- I progetti più efficaci e validi mostrano l’utilizzo di molteplici strategie
- Le strategie di tipo interattivo

o Sufficiente dosaggio:
▪ I progetti devono prevedere un certo impegno oltre che un corretto follow-up per il mantenimento delle
abilità.
▪ L’intervento oltre a divenire bagaglio della scuola (e dell’insegnante stesso) può essere inserito
all’interno di attività specifiche che si possono integrare al curriculum scolastico rendendo più efficace
l’intervento stesso.
▪ Grado di esposizione alle attività del progetto in cui sono coinvolti i soggetti target o Indicatore che
può essere misurato in termini di qualità ma anche di quantità
- Di ore
- Lunghezza delle sessioni
- Numero di sessioni
- Durata totale del progetto
- Progetti maggiormente efficaci → ampio dosaggio di attività
- Non risultano estemporanei
o Culturalmente rilevante
▪ Il progetto deve tenere in considerazione contesto e comunità all’interno della quale viene
implementato
▪ È opportuno pilotare queste attività al fine di verificarne l’applicabilità in un contesto diverso, che può,
per esempio spingere i partecipanti a prendere alla leggere le attività che vengono proposte.
o Formazione adeguata dello staff
▪ Il personale che lavora al progetto deve essere accuratamente formato per comprendere in tutte le sue
parti il progetto stesso.
▪ I progetti efficaci necessitano di un training, sostegno e supervisione degli operatori sociali o di altri
attori coinvolti nella realizzazione dell’attività
o Valutazione degli esiti
▪ Il progetto deve avere obiettivi chiaramente definiti ed essere appropriatamente valutato e monitorato

PREVENZIONE E PROMOZIONE DEL BENESSERE A MACROLIVELLO


• Progetti più efficaci sono quelli che adottano un’ottica multilivello
• Fattori macro-livello su cui possono fare leva le azioni di prevenzione e promozione del benessere
o Condizioni socio-economiche
o Cultura
o Valori del contesto
o Influenza dei media
o Leggi e normative
o Influenza politica
o Azioni internazionali
▪ Linee guida fornite dall’OMS
- Carta Ottawa 1986
• Ampliamento delle strategie di promozione della salute
• Azioni congiunte a livello individuale, organizzativo e di comunità
- Individuate 5 strategie
• Politiche pubbliche finalizzate alla promozione
• Ambienti supportivi
• Rafforzamento delle azioni di comunità
• Sviluppo di competenze e abilità individuali
• Riorganizzaizone e miglioramento dei servizi destinati alla promozione della salute
▪ Conferenze internazionali
▪ Valutazione delle principali problematiche in termini di salute pubblica
▪ Analisi delle strategie e delle organizzazioni a livello politico rispetto alla promozione del benessere
• INVESTMENT OF HEALTH
o Promozione della salute come strategia innovativa che garantisce effettivi miglioramenti economici e sociali
o Principi alla base
▪ Migliorare e mantenere la salute pubblica
▪ Investimenti basati sull’analisi dei determinanti di salute a livello di popolazione
▪ Investimenti del settore portano alla riorganizzazione dei servizi e il generale sviluppo sociale e
economico
▪ Confronto in base ai risultati ottenuti
▪ Riduzione delle ineguaglianze sociale e economiche

LAVORARE CON LE SCUOLE E CON GLI ADOLESCENTI: IL PROGETTO SCUOLA APERTA


- Dottoressa Laura Brusaterra

• PROGETTO SCUOLA APERTA


o Progetto di prevenzione e promozione della salute
o Target = scuola secondaria di primo grado
o Servizio per le tossicodipendenze
o L'intervento è rivolto a
▪ Ragazzi
▪ Scuole
▪ Famiglie
o Sia genitori che ragazzi sono portati e accompagnati da un insegnate
▪ Questo perché lavorando insieme l'intervento è più efficace
o Operatori delle attività terapeutiche e liberi professionisti
▪ Si occupano di casi singoli o di classi intere
▪ Spesso è chiesto di presenziare nei consigli di classe o di istituto per poter mediare la situazione molto
particolare
▪ Gli insegnati possono segnalare al servizio i ragazzi più a rischio
• Si sviluppa così un percorso specifico per questi ragazzi
▪ Gli interventi studiati per una determinata classe sono ideati dagli operatori con gli insegnanti, ma sono
poi gli insegnati ad applicarla e metterla in atto in classe
• In questo modo il lavoro è sinergico
• L'insegnate può in seguito applicare lo stesso metodo ad altre classi
o Grazie a determinati studi che hanno preso in esame
▪ Ragazzi segnalati su cui è stato costruito un intervento
▪ Ragazzi segnalati su cui non è possibile agire
▪ Gruppo di controllo
o Si nota come questi interventi hanno una buona efficacia
o Fondamentale concentrarsi sulle capacità del ragazzo
o TEORIA DI RIFERIMENTO
▪ Fattori di rischio
• LA RICERCA
o Servizio si estende a 22 scuole
o Una sola somministrazione
o Età di 10-16 anni
o 3215 ragazzi
▪ Campione importante per la ricerca
o Disegno di ricerca presuppone i tre diversi gruppi descritti
o Obiettivi studiare le differenze date dall'intervento sul ragazzo

• SCALE UTILIZZATE
o Fattori di protezione, cioè se questi aspetti funzionano bene è più probabile che il disturbo non si presenti
▪ Interesse verso lo studio
▪ Autostima scolastica
o Nelle ricerche svolte negli ultimi anni si concentrano su
▪ Utilizzo di sostanze stupefacenti
▪ Fumo
▪ Alcol
▪ Tecnologie
o In tutte le indagini è emerso che la percezione degli insegnati è sempre corretta
▪ I ragazzi segnalati dagli insegnanti hanno davvero bisogno di un intervento
o Progetto scuola aperta alle nuove tecnologie
▪ Le ricerche mostrano un utilizzo poco consapevole delle tecnologie
▪ Intervento è volto a
• Insegnati che sono formati in questa ottica
▪ Incontro con le classi
• In aula
• A Villa Ca'Dotta che è sede regionale dei Laboratori Multimediali sugli Stili di Vita
• Qui si svolgono attività in base al target

[Libro: "Demenza digitale. Come la tecnologia ci rende stupidi" di Manfred Spitzer 2013]

CLASSIFICARE I PROGRAMMI DI PREVENZIONE: ESERCITAZIONE


• Situazioni da incasellare
• Livello (macro,micro,individuo)con che mezzo io agisco per arrivare all'individuo
o Macro : modifico strutturalmente il modo di offrire un servizio
o Micro : educo qualcuno che agisca sull'individuo
o Individuo : lavoro sul target finale --> l'individuo

Universale Selettiva Indicata

Comunità macro 6, 19, 2, 5, 20, 24, 25, 26, 15,

Micro livello 11, 23, 12, 14, 16, 22, 3, 8,

Individuo 1, 13, 18, 4, 17, 7, 9, 10, 21,


1. Una scuola decide di commissionare ad una cooperativa di psicologi dei training sulle abilità sociali da svolgere in classe
2. Un comune decide di istituire un servizio di visite a casa da parte dell'infermiere pre e post natale per madri divorziate
a. Cambia il modo di offrire il servizio a tutta la popolazione se prima si aspettava che le madri si rechino in ospedale
per fare le visite con il problema conclamato ora si va a casa dalle madri a rischio prima
3. Studenti formati allo scopo di fornire sostegno on line ai ragazzi vittime di cyber bullismo
4. Eclatanti atti di bullismo , una scuola decide di istituire un programma volto all'acquisizione della consapevolezza del
problema del bullismo da parte degli alunni e prevede durante l'attività curricolare la spiegazione di alcuni concetti legati
alla comprensione dei fenomeni di violenza e bullismo
5. All'interno della scuola si decide attraverso un servizio mensa differenziato menù vari per includere studenti immigrati
6. In una scuola con la collaborazione degli studenti si decide per procedere con la predisposizione delle linee guida di un
regolamento interno alla scuola che definisca in maniera chiara quali sono gli ambienti 'senza fumo ' quali le procedure
per la pulizia degli ambienti dove questo fosse consentito, i nominativi delle persone deputate si controlla dei divieti le
sanzioni e le procedure per l'accertamento delle infrazioni
7. Per ridurre il drop-out scolastico una scuola decide di attivare un progetto di mentoring per ragazzi segnalati dagli
inseganti per scarse abilità sociali e scolastiche
8. Per lo stesso problema decide inoltre di attivare un intervento che si pone l'obiettivo di potenziare le abilità sociali dei
ragazzi agendo in classe sull'empatia e sulla comunicazione emotiva
9. Per i ragazzi che subiscono atti di bullismo, una preside decide l’attivazione della figura di sostegno flessibile e
polivalente, denominata “Operatore-Amico”. Nel progetto, vengono selezionati coloro che diventeranno operatori-amici
(in media 3/4 per ogni classe). Questi ragazzi partecipano ad un training di addestramento finalizzato ad acquisire
competenze specifiche quali: sviluppare la capacità di ascolto, saper leggere e fornire messaggi non-verbali (di
disponibilità e ascolto), comprendere le emozioni degli altri e fronteggiare le proprie, favorire la comunicazione
utilizzando domande aperte e messaggi centrati sul proprio vissuto, ed infine, utilizzare l’approccio del problem-solving
per aiutare il compagno in difficoltà. Successivamente, il programma prevede l’intervento degli “operatori” nelle classi
con lo scopo di: fornire sostegno immediato ai compagni soli e rifiutati, fermare le prepotenze, migliorare il clima sociale
ed affettivo della classe
10. Con un gruppo di ragazze sottopeso si procede ad un intervento basato sull’incremento delle conoscenze sulle
pressioni socioculturali relative alla bellezza, allo scopo di agire sulle distorsioni cognitive, di sviluppare
l’autoaccettazione e di promuovere stili di vita salutari.
11. In collaborazione con i ragazzi vengono prodotti dei materiali multimediali (che verranno successivamente messi in rete)
allo scopo di informare i ragazzi sui rischi legati al fenomeno del bullismo.
12. Parallelamente a tutta una serie di attività volte a migliore l’integrazione degli studenti immigrati, una scuola decide di
attivare degli incontri per genitori immigrati.
13. Il ministero decide di implementare sul territorio nazionale un programma di Educazione alla sessualità per i ragazzi di
scuola elementare e media
14. Un comune decide di formare tutti gli allenatori presenti sul territorio per sensibilizzarli al tema dell’integrazione e
fornirgli competenze di gestione dei conflitti tra gruppi
15. Allo scopo di rispondere in maniera più adeguata al problema della violenza a scuola e dei ragazzi che manifestano
segnali di disagio comportamentale, un servizio di neuropsichiatria infantile decide di attivare una rete di istituzioni
(scuola, parrocchia, asl) e di privato sociale (associazioni che lavorano con i bambini, associazioni sportive) allo scopo di
condividere strumenti di azioni coerenti e condivise sul territorio.
16. Allo scopo di ridurre i problemi di discriminazione, una scuola decide di istituire dei corsi di formazione per insegnanti
volti all’acquisizione di competenze comunicative fondate sull’interculturalità
17. Per ridurre il drop-out scolastico una scuola decide di attivare un progetto di mentoring per ragazzi immigrati
18. Il ministero decide di inviare a tutti gli studenti italiani un’informativa connessa al rischio dell’uso di tabacco in età
preadolescenziale.
19. Una scuola decide che tra i criteri di assunzione dei suoi insegnanti vi sia la conoscenza delle strategie di cooperative
learning.
20. Per facilitare la “conoscenza delle culture” presenti sul territorio, un comune decide di riservare un giorno alla settimana
il servizio mensa della scuola ad un catering “multietnico”. Insieme alla somministrazioni de cibi viene prevista una
breve descrizione della cultura di provenienza da parte di un mediatore.
21. In una scuola vengono selezionate delle persone vittime di bullismo di vario genere per partecipare a gruppi di
counseling tenuti da consulenti esperti del settore. In tali incontri si affrontano temi riguardanti l’assertività, la
denominazione e l’espressione di emozioni.
22. Un comune decide di offrire delle lezioni formative ai genitori immigrati allo scopo di aiutarli nel difficile compito di
educatori
23. In una scuola, allo scopo di migliorare il clima di classe, vengono attivati dei corsi di formazione per insegnati sulla
cooperative learning
24. All’interno di un quartiere viene istituito l’orto comunitario (spazi verdi pubblici dati in gestione a gruppi di persone) con
lo scopo di incrementare le interazioni tra gli anziani e diminuirne la loro percezione di insicurezza
25. Allo scopo di ridurre il pregiudizio nei confronti degli extracomunitari, il giornale della scuola decide di auto-dotarsi di
un nuovo “codice che impone” almeno una notizia settimanale che metta in evidenza un “atto positivo” di immigrati
26. Il comune di Arzignano decide di applicare lo strumento dell’”autocostruzione” allo scopo di incrementare il senso di
comunità nelle zone adiacenti le case popolari

CYBERSCUOLA PER RAGAZZI


• Intervento
o Integrare la psicologia di comunità con la psicologia clinica
• Dipendenza dal cellulare diverso dalla dipendenza da sostanze
o Inserita nel manuale diagnostico
o Si parla di problematica
• Phubbing --> chattare mentre parli con altri

• TEMPI E SCOPI DEGLI INTERVENTI


o Interventi spesso sono rivolti e richiesti da chi non ne ha bisogno
▪ Chi ha un livello socio-economico relativamente alto
▪ Chi è maggiormente informato
o Necessario modificare gli interventi per poter coinvolgere l'audience che ne ha maggiormente bisogno
o Gli interventi possono essere implementati in mondo
▪ REATTIVO
• Si attende che le persone che ne hanno bisogno si orientino verso chi può aiutarle
▪ PROATTIVO
• Si agisce a priori, prima che la problematica si presenti
o LETTERATURA SCIENTIFICA
▪ Intervento sui fattori di rischio del comportamento antisociale
• Disabilità neurologica
• Profusione di cura e sostegno dis-funzionale da parte dei genitori
• Sviluppo e traiettoria futura della madre
• Dimensioni famigliari
▪ Visite a casa delle infermiere 1998
• Individuare le madri a rischio
➢ Low SES
➢ Minorenni
➢ Non sposate
➢ Tossicodipendenza
➢ Problemi psicologici
• Operatrici svolgono un ruolo informativo/clinico
➢ Si recano a casa delle madri che non aderiscono agli incontri organizzati
➢ Sono formate e supervisionate
• Si lavora su
➢ Consapevolezza (preservativi di modo da evitare un'altra gravidanza immediatamente
successiva)
➢ Affrontano problematiche frequenti di modo che sappiano gestirle
➢ Informazione sulle risorse presenti sul territorio
▪ Visite di 90 minuti una volta a settimana per 6 mesi dopo il parto
▪ Il programma di Olds ha visto il coinvolgimento di 70 comunità negli States seguendo circa 2500
madri
▪ Lo scopo è quello di limitare gli accessi al pronto soccorso che hanno costi enormi per lo Stato (50€ del
ticket = 500€ messi dallo stato)
• Immigrati o famiglie a serio rischio si recano in pronto soccorso invece che dal medico di base
▪ Sono coinvolti
• Infermieri
• Psicologi
• Medici
▪ Risultati
• 3-4 anni di madri fumatrici in gravidanza hanno un punteggio di 9-10 punti inferiori ai figli di
non fumatrici
• Questo programma dimostra che seguendo in modo costante queste persone il declino è
ridotto drasticamente

GESTALT THEORY: PSICOLOGIA DEI GRUPPI


• Riflettere sui gruppi con cui interagiamo e di cui facciamo parte
• GRUPPO = GROP
o Persone legate da qualcosa in comune
• Modello relazionale di base
o Oggi nella società occidentale = PARADIGMA IO
▪ Gioconda che si fa il selfie e quindi guarda sé stessa
▪ Considerato più importante del PARADIGMA NOI
PARADIGMA IO PARADIMA NOI
Propri bisogni sono messi al primo posto Propri bisogni non possono contraddire il
gruppo

o Futuro si spera = PARADIGMA IO-TU


▪ Poter essere sé stessi
▪ Crescere nel gruppo
• Si impara a conoscere l’altro
• Si impara a conoscere sé stesso
o Psicologo è l’operatore del cambiamento in quanto sta diventando il futuro esperto
• TIPI DI GRUPPO
1. TERAPEUTICO
- Richiede un lavoro profondo
2. SOSOTEGNO
- Richiede una supervisione
3. AMA
- Il mentore è parte del gruppo
4. EQUIPES
5. FORMAZIONE
• Fenomeni e le caratteristiche del gruppo in Gestalt Therapy
o Senso di appartenenza
o Livello di coesione
o Leadership flessibile
o Vitalità e partecipazione dei partecipanti
o Capacità di accettare la novità e la diversità dei membri
• Fasi del lavoro di gruppo
1) DISCUSSIONE
o Aspetti fondamentali
▪ CIRCOLARITA’
- Anche dello sguardo mentre si parla
▪ PREPARAZIONE DEL SETTING
▪ NON CREARE ALLEAZE
2) ORIENTAMENTO
o Gestione dei conflitti scatenati dalla discussione
o Comunicazione e conversazione circolare
▪ Verbale
▪ Non verbale
3) DECISIONE
o Ci si appoggia all’altro
o Fiducia
4) SEPARAZIONE
o Assicurarsi che non ci siano gestalt aperte
▪ Nessun può lasciare il gruppo con qualcosa di irrisolto o aperto
o Le esperienze non portate a termine si ripresentano
▪ PATOLOGIA come ripetizione e interruzione
• Nessuno è obbligato a partecipare al gruppo
o In psicologia della GESTALT non si parla di resistenza
▪ Non si forza nessuno
▪ Se si impara ad essere in un modo si può solo rassicurare e invitare l’altro alla riflessione e al
cambiamento (chiusura)
▪ Accettare l’altro per quello che è
- Il terapeuta non può dire come l’altro dovrebbe essere
▪ Riconoscere e accettare le diversità
• Base di tutti i gruppi
o Il gruppo può essere considerato una GESTALT
▪ Forma totale, olistica
▪ Più della somma delle parti
o Tutti devono potersi esprimere quindi è importante il feedback
• L’IO nella Gestalt è un sé relazionale
o Esiste solo a contatto con l’altro
o Non è una struttura psichica, ma un processo
o L’individuo mette la propria individualità a servizio di un’appartenenza

LA PREVENZIONE
• Con il termine interventi preventivi si intendono tutte le azioni rivolte a ridurre la probabilità del verificarsi di qualche
cosa di sgradito.
• Questo può essere messo in pratica agendo su quei fattori o variabili che aumentano (rischio) o diminuiscono (protettivo)
la probabilità che un disturbo si manifesti.
o Fattori di rischio
▪ caratteristiche individuali
▪ condizioni ambientali la cui presenza si associa ad una maggiore probabilità di sviluppare disagio;
o Fattori di protezione:
▪ caratteristiche individuali
▪ condizioni ambientali che incrementano le probabilità e le capacità di una persona di adattamento e di
mantenere-aumentare uno stato di benessere.
• ciò che connota un intervento di prevenzione è l’obiettivo di agire su questi fattori specificatamente per ridurre la
probabilità che un disturbo si manifesti
• La finalità è prevenire quindi un evento o una condizione negativa.
• La promozione del benessere
o Interventi orientati alla creazione delle condizioni che permettono o migliorano una condizione di benessere o
sviluppo positivo, non ponendosi l’obiettivo di prevenire un disturbo o problematica specifica; la finalità è
promuovere una condizione positiva.
• “La promozione della salute è il processo che favorisce nelle persone l’incremento del controllo sulla, e il miglioramento
della propria salute” (WHO, Ottawa Charter, 1986)

• DIFFERENZE TRA PREVENZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE


PREVENZIONE PROMOZIONE DELLA SALUTE
CONCEZIONE DI SALUTE Assenza di disturbi Presenza di risorse personali sociali e
fisiche
OBIETTIVO Riduzione del problema Sviluppo di abilità e competenze

• Approccio dei fattori di rischio e di protezione e approccio dello sviluppo positivo


APPROCCIO DEI FATTORI DI APPROCCIO DELLO SVILUPPO
RISCHIO E DI PROTEZIONE POSITIVO

TEORIE DI BASE Psicopatologia dello sviluppo Studi sulla plasticità dello sviluppo
umano

FOCUS DELL’ATTENZIONE Comportamenti problematici quali Risorse dell’ambiente e della persona


consumo di sostanze , delinquenze e ,sviluppo positivo inteso come
comportamenti sessuali a rischio realizzazione del proprio potenziale e
positivo ed attivo coinvolgimento con
la comunità
FINALITA’ DEGLI INTERVENTI Ridurre o prevenire i comportamenti Promuovere le risorse personali, quali
problematici, attraverso l’azione su ad esempio: competenza, fiducia,
variabili di tipo socio-cognitivo, quali connessione, carattere , cura. Lo
atteggiamenti, credenze ed intenzioni sviluppo di un’identità positiva e
oppure capacità di problem solving e l’attivo e positivo coinvolgimento con il
capacità di rifiutare il coinvolgimento proprio ambiente sociale
in comportamenti a rischio

• Approcci alla promozione della salute


o Cambiamenti nel comportamento
▪ Incoraggia individui ad assumere la responsabilità della salute
• Persuasione, informazione
o Educazione
▪ Incremento conoscenze e abilità
▪ Informazione per piccoli gruppi , training
o Empowerment
▪ Lavoro con utenti e comunità nella definizione dei loro bisogni
▪ Advocacy sviluppo di comunità
o Cambiamento sociale
▪ Ineguaglianze sulla salute
▪ Legislazione, controlli fiscali e sanitari
• Victim blaming → colpevolizzare la vittima
o La maggior parte degli interventi di promozione/educazione alla salute usano un approccio individuale
▪ La vittima è colpevole del proprio problema
▪ L’ambiente sociale non può cambiare
• Due paradigmi per l’educazione alla salute
EDUCAZIONE MORALISITICA EDUCAZIONE DEMOCRATICA
ALLA SALUTE ALLA SALUTE

CONCETTO DI SALUTE Life style Condizioni di vita e lifestyle


Orientato al disagio Benessere e assenza di disagio
Salute concetto chiuso Salute come concetto aperto
APPROCCIO PEDAGOGICO Obiettivo: cambiare un Obiettivo: agire sulle competenze
comportamento Democratico /partecipativo
Moralistico/totalitario

APPROCCIO AL SETTING Insegnante come modello Insegnante cooperativo democratico


Ambiente scolastico modificato (no- ecc
smoking area) Ambiente scolastico stimolante
Utilizzo dei medici/professionisti a Studenti come agenti del
scuola cambiamento

VALUTAZIONE Misurazione del cambiamento nel Misurazione del cambiamento delle


comportamento competenze
• Strategie d’azione
o Educazione/ informazione
▪ Messaggi pubblici, campagne insegnamenti
▪ Auto apprendimento
o Promozione di competenze sociali
▪ Appartenere ad un gruppo
▪ Il gruppo valorizza il membro
▪ Individuo contribuisce significativamente al gruppo
o Rete naturale
▪ Persone a cui ci si rivolge in situazioni di difficoltà (polizziotti, allenatori ecc )
o Strutturato
▪ Gruppi di mutuo-auto-aiuto
▪ Mentoring
▪ Perr-education
o Interventi del sistema
▪ Sviluppo di comunità
▪ Cambiamenti legislativi
▪ Cambiamenti dell’ambiente fisici
• Cosa funziona in prevenzione
PRINCIPI DEFINIZIONI

LIVELLI /SETTING Interventi a diversi livelli o domini

METODI MISTI D’INSEGNAMENTO Programmi che prevedono diversi metodi di insegnamento


basati sull’incremento della consapevolezza ma anche
sull’acquisizione o rinforzo della abilità

SUFFICIENTE DOSAGGIO I programmi devono prevedere un certo impegno oltre che


un corretto follow- up per il mantenimento delle abilità

TEORICAMENTE FONDATI Le ragioni teoriche oltre che le evidenze empiriche sono


fondamentali per guidare i programmi

APPROPRIATAMENTE PIANIFICATE Il programma deve iniziare sufficientemente ‘presto’ per


incidere sul comportamento ed essere sensibile alla fasi di
sviluppo del target

CULTURAMENTE RILEVANTE Il programma deve tenere in considerazione il contesto e la


comunità all’interno della quale viene implementato

VALUTAZIONE DEGLI ESITI Il programma deve avere avere chiari obiettivi ed essere
appropriatamente valutato e monitorato

FORMAZIONE ADEGUATA DELLO STAFF Il personale che lavora al progetto deve essere
accuratamente formato per comprendere in tutte le sue parti
il programma
• Caratteristiche degli interventi preventivi efficaci
o Molteplicità dei livelli d’azione
▪ È necessario intervenire contemporaneamente a diversi livelli contestuali (es: pari, famiglia, scuola)
o Interventi teoricamente fondati
▪ Azioni e obiettivi basati su ragioni teoriche o evidenze empiriche
▪ Letteratura e risultati di ricerca a sostegno della progettazione e della realizzazione
o Metodi misti d’insegnamento e coinvolgimento
▪ Prevedere metodi d’insegnamento diversificati all’interno dei percorsi: giochi, discussioni, video,
lavori di gruppo
▪ Specialmente quelli che implicano un coinvolgimento attivo del target
o Sufficiente dosaggio
▪ Livello e grado di esposizione all’intervento e alle attività: più efficaci quelli con un alto dosaggio
▪ Ore, lunghezza delle sessioni, numero di sessioni, durata totale del progetto
o Intervento culturalmente rilevante
▪ Attinenza alla realtà culturale in cui viene effettuato: applicabilità nel contesto e coerenza con i suoi
valori
o Formazione adeguata dello staff
▪ Attività buone perdono valore se condotte malamente à formazione, supervisione sono importanti
o Valutazione degli esisti
▪ Valutare l’efficacia permette non solo di capire se l’intervento funziona, ma anche di migliorare il
progetto attraverso le informazioni raccolte
• LA PREVENZIONE IN ITALIA
o Risorse umane ed economiche molto limitate
▪ Tagli alla valutazione per ridurre i costi
▪ Valutazione prevista prevalentemente in ambito accademico, con finalità sperimentale
o Distanza ancora presente tra ricerca e lavoro su campo
o Basi teoriche talvolta insufficienti
▪ Poche occasioni di crescita e approfondimento teorico per operatori
o Poca condivisione delle esperienze

L’INSICUREZZA URBANA
• Ricominciare dal capitale sociale
o Fenomeno di interesse generale
o Interazione individuo-contesto
• Perché parlare di insicurezza in città
o Problema “massimo” anche più di quelli oggettivamente più gravi … fenomeno “vicino” … dentro alle nostre
città
o La città a due volti: quello “relazionale” (“la città rende liberi”) e quello a “cerchio chiuso” (“barriere”)
o Sentirsi sicuri in città diviene dunque un importante obiettivo che deve trascendere la “chiusura” : la sicurezza
assoluta confina con l’inazione.
o Cerchiamo sicurezza ma “generiamo” l’esatto contrario (da come educhiamo i figli alle informazioni che
passiamo al TG)
• Sentimento di insicurezza
o Confusione: Insicurezza come sinonimo di criminalità
o Piuttosto, il crimine potrebbe essere considerato un fenomeno attorno al quale si catalizzano una serie di
preoccupazioni e ansie, indicatori particolari di più ampie difficoltà di integrazione sociale che le istituzioni non
riescono ad affrontare in modo efficace
o Crisi dei valori forti (religioso, morale e sociale)
o Instabilità economica e politica
o Difficoltà dei giovani ad immaginare il loro futuro
o Difficoltà degli anziani di immaginare il presente
o Vecchie nuove povertà
o Conflitti Etnici
o La paura del crimine condensa un’ampia serie di insicurezze, circa il welfare, il proprio futuro, ecc., e si associa
ad un fondamentale bisogno degli individui di non sentirsi marginalizzati dalla società
o La sicurezza ontologica è alla base di quell’atteggiamento della maggior parte delle persone che confidano nella
continuità della propria identità e nella costanza dell’ambiente sociale e materiale in cui agiscono.
o Essa è quindi intimamente connessa alla routine, e dipende dalla diffusione delle abitudini e dalla familiarità
delle relazioni.
o La prevedibilità delle piccole routine quotidiane fornisce generalmente un senso di sicurezza psicologica, ma
quando quelle vengono sconvolte per una qualsiasi ragione, subentrano stati d’ansia capaci di scuotere e alterare
anche gli aspetti più saldamente radicati della personalità
• Ultimo rapporto ISTAT
o Le famiglie che ritengono sia presente il rischio di criminalità nella zona in cui vivono sono in leggero calo (dal
41,1% del 2015 al 38,9% nel 2016).
o Instabilità economica, politica e residenziale insieme alla crisi dei valori “forti” di non molti anni fa (religiosi,
morali e sociali)
o Il tema dell’IN-sicurezza non può dunque essere trattato come un problema del singolo individuo
o In effetti, gli approcci psicologici “tradizionali” attribuiscono all’individuo (storia pregressa) i vissuti attuali
o A livello politico prevale uno schema riduzionistico basato su una “razionalità” di tipo criminologico …
repressione e controllo
o Esistono comunque eccezioni, almeno dal punto di vista della riflessione empirica
o Non è possibile trattare il problema solo in termini di ordine pubblico … le ragioni vanno trovate altrove
o Soluzioni: comunità blindate (gate community), difesa individualizzata (depenalizzazione)
o Conseguenze: la casa fortezza, poche interazioni …
▪ Ronde
▪ Non dimentichiamo però la funzione adattiva della paura (La Grange e Ferraro, 1987)
• BAUMAN
o “Dietro le mura l'ansia, anziché dissiparsi, si fa più intensa, così come la dipendenza da soluzioni tecnologiche
che promettono di tenere lontani i pericoli.
o Più ci si circonda di simili strumenti, maggiore è la paura che possano fare cilecca. Più ci preoccupiamo delle
minacce che possono nascondersi dietro agli sconosciuti più ce ne teniamo lontani e la nostra capacità di
tollerare e apprezzare l'imprevisto diminuisce, sino a renderci incapaci di affrontare e apprezzare la vivacità e la
varietà della vita urbana.
o Sarebbe come svuotare una piscina per impedire che i bambini affoghino”
• LA PAURA DEL CRIMINE
o La paura condivide con molti sentimenti umani la duplice natura razionale ed irrazionale
o L’ambivalenza di questo sentimento rende complessa la relazione tra l’emozione ed il dato di fatto (ovvero il
crimine)
• DI COSA ABBIAMO PAURA?
o Nella rivendicazione dell’insicurezza e nella conseguente richiesta di sicurezza e di ordine allo Stato, così come
nella scelta di operare in tale direzione privatamente, vi sia qualcosa di più della paura della criminalità e venga
invece direttamente posta la questione dei costumi e della moralità, il problema più ampio del disordine sociale
• ORIGINI
o La pdc come epifenomeno della criminalità/vittimizzazione
o La crescita del fenomeno pdc non supportata dai tassi di criminalità viene connotata come “reazione irrazionale
conseguente all’esposizione indiretta (mass-media) o come conseguenza della stereotipizzazione
o La pdc continua ad assumere le caratteristiche individualistiche (timore personale) come risposta ad uno stimolo
…. la criminalità
• CRITICHE
o L’importanza del fenomeno spinge a chiedersi quali sono le ragioni (commissione Katzenbach)
o La relazione vittimizzazione-pdc viene sconfermata anche dal fatto che i gruppi sociali che hanno più paura
sono i meno vittimizzati
• Adottando un approccio di Comunità cerchiamo di spiegare il paradosso.
• Per superare il paradosso
o Una risposta individuale
▪ Considerando la pdc una reazione razionale cercano di indagare i fattori di rischio tra quelli individuali
▪ McPherson (1975) aggira il paradosso sostenendo che donne e anziani si percepirebbero più vulnerabili
(minor vittimizzazione perché si modifica il comportamento)
▪ DuBow et al. (1979) giustifica in termini di maggiori conseguenze per alcuni gruppi sociali (es viol.
sex.) e diverse modalità di socializzazione
• Si spiega il paradosso ma non la diversa crescita dei tassi di criminalità e pdc
▪ Skogan e Maxfield (1981) spiegano il paradosso introducendo il concetto di vittimizzazione indiretta

o La teoria della disorganizzazione sociale


▪ Park et al. (1925) nasce la scuola dell’ecologia umana: applicando i principi della biologia, la crescita
urbana viene considerata il risultato di un ciclico succedersi di organizzazione disorganizzazion-
conseguente alle ondate migratorie:
▪ Rivalità>>Conflitto>>Adattamento>>Assimilazione
▪ Criminalità come effetto della disorganizzazione (Shaw & McKay (1942)
• Indicatori di disorg
o Basso livello socioeconomico
o Eterogeneità etnica
o Mobilità residenziale
o Disgregazione familiare
o Urbanizzazione
▪ Scarsi legami sociali
▪ Gruppi giovanili incontrollati
▪ Bassa partecipazione
• Criminalità e delinquenza
o La teoria della disorganizzazione sociale applicata alla pdc
▪ Hunter (1979) sostiene che ogni comunità è caratterizzata da norme che divengono labili in seguito alla
disorganizzazione e generano segni d’inciviltà
▪ Disorganizzazione → inciviltà → criminalità → PdC
• INCIVILTA’
o Lewis e Maxfield (1980) riprendono il precedente modello contestualizzando la pdc
in un contesto di declino delle istituzioni locali
o Questo modello viene esplicitato in un modello più complesso proposto da Wilson e
Kelling (1982): secondo questo modello i segni di inciviltà forniscono un segnale che
i comportamenti antisociali sono tollerati dalle forze dell’ordine e dalla comunità
o Presente l’effetto broken windows?
• CIALDINI EFFECT
o Pubblicità sulla bici in zona graffiti e non in Olanda
▪ 1/3 getta per terra nella situazione no-graf, 2/3 nella situazione graf
o 5 € penzolano da una cassetta della posta
▪ 13% intascano (no-graf), 23% (graf)
• La reazione più naturale
o Limitazione dei rischi … quindi ci si chiude in casa, Si evita di uscire, etc.
o Questa limitazione non può però essere solo interpretata come una reazione
individuale
• La Territorialità
o Altman (1975) la definisce come un sistema di atteggiamenti, sentimenti e
comportamenti relativi ad un luogo
o L’attaccamento al luogo, il suo controllo e la sua difesa portano a demarcare la zona
(markers, Brown e Altman,1987)
o Distinzione tra spazio pubblico (secondario) e quello primario
o Taylor (1987): le aree più territorializzate sono più controllate (informalmente)
o Spazi pubblici (vuoti/anonimi) provocano più inquietudine
• Caratteristiche dell’Ambiente Costruito
o partendo dalla teoria del “Manageable Zone” (Newman, 1972) per cui grossa
importanza hanno le caratteristiche fisiche (edifici più piccoli) oltre che l’offerta di
spazi ai suoi cittadini.
o importanza delle barriere nella definizione di uno spazio “in” e uno “out” (chiaro a
cittadini e possibili “invasori”)
o importante aumentare le possibilità di controllo (es. illuminazione)
o Spazio difendibile → Territorialità →Minor PdC
o Il community concern (disgregazione sociale)
o Il contributo della psicologia ambientale
• Interesse per il fenomeno della paura della criminalità nasce come conseguenza di molte ricerche che hanno dimostrato
o Una forte relazione tra paura della criminalità e salute
▪ La paura della criminalità viene quindi definita come un fattore per la determinazione della qualità di
vita nella comunità
• Elemento critico in processi che determinano
o Ansia e tensione
o Limitazione dei comportamenti e movimenti delle persone
o Indebolimento delle reti sociali di sostegno
o Disinvestimento dai legami e diminuzione della fiducia nell’altro
o Aumento della conflittualità tra i diversi gruppi sociali
• Interesse del fenomeno cresciuto a causa dell’aumento dell’ondata migratoria
o Anni ’90 in Italia
▪ Il drastico cambiamento e la riorganizzazione delle città ha portato alla crescita del fenomeno
• Ma il dato relativo al numero dei crimini è rimasto costante
• Paradosso VITTIMIZZAZIONE-PAURA
o Incoerenza riscontrabile nel fatto che a dichiarare maggiori livelli di paura sono donne e anziani
▪ Che risultano i gruppi meno vittimizzati
• I più vittimizzati sono giovani adulti di sesso maschile
• La paura della criminalità non risulta correlata ai tassi reali di criminalità e al rischio personale di subire fenomeni di
vittimizzazione, quali sono le dinamiche in grado di spiegare questo fenomeno?
o Due categorie
▪ Analisi a livello individuale
• il sesso
• l’età
• il livello socioeconomico
• alcune caratteristiche di personalità.
• Si è evidenziato come a dichiarare maggiori livelli di paura del crimine siano
o le donne
o i più poveri
o anziani
o ansiosi
• il pregiudizio
o paura del diverso o sovrastima nell’attribuzione dei reati agli extracomunitari
• vittimizzazione
o diretta → paura del crimine relazionata al fatto di essere stata vittima in precedenza di qualche
reato
o indiretta →paura in relazione alle informazioni relative alla diffusione del fenomeno
della criminalità
• strategie di coping
o comportamenti messi in atto al fine di evitare di essere vittimizzati
▪ Influenza della percezione degli ambiti di vita
o Teoria del DISORDER
▪ Ampia letteratura ha riscontrato una maggiore diffusione della paura del crimine nelle zone
• In cui si percepisce un aumento di elementi di disordine fisico(es: degrado edilizio ecc..) e di
disordine sociale (presenza di persone ubriache o spacciatori)
▪ il proliferare di segni di inciviltà fornirebbe un segnale che i comportamenti antisociali vengono più
facilmente tollerati dalle forze dell’ordine e dalla comunità
• tra i residenti si verrebbe a diffondere una maggior preoccupazione per la propria sicurezza
personale
• si indebolirebbe la fiducia nelle capacità delle strutture informali ed istituzionali di prevenire i
fenomeni criminali.
• l’erosione del controllo sociale renderebbe il quartiere più appetibile a possibili «offensori
esterni»
o attratti dell’indebolirsi della vigilanza, aumentando la pericolosità della zona.
o IL MODELLO CONTESTO-COPING-ADATTAMENTO
▪ Partendo da studi che attribuiscono maggiore attenzione al contesto sociale
• Si è proposta una teoria per spiegare la relazione tra questi tre fattori
▪ Nella prima parte del modello le condizioni stabili dell’ambiente (ambiente fisico e sociale percepito)
ed alcune condizioni transitorie (vittimizzazione) svolgono un ruolo diretto nel determinare i vissuti di
paura.
▪ Ci si attende l’interazionedi queste variabili con le caratteristiche individuali dei partecipanti:
• l’effetto delle condizioni stabili e transitorie viene mediato da alcune caratteristiche proprie
degli individui
o (es. tratto d’ansia, locus of control e pregiudizio).
▪ questi tre fattori inducono delle reazioni individuali di fronteggiamento
• strategie di coping
o si traducono in un adattamento più o meno favorevole,
ovvero in diversi livelli di paura.
▪ Si ipotizza sussista un mutuo influenzamento per il quale l’individuo selezionerebbe e influenzerebbe i
propri contesti sociali, dai quali risulterebbe a sua volta condizionato.
▪ Perkins e Taylor hanno riscontrato come la percezione della propria zona come svantaggiata è dovuta
alla presenza di inciviltà fisiche e sociali → abbia un effetto diretto sulla paura del crimine

o Grande interesse è stato attribuito alla percezione di extracomunitari


▪ Origini nelle ricerche di social cognition
• il legame «immigrato-criminale» deriva da una rappresentazione sociale collettivamente
costruita e condivisa che, attraverso alcuni stereotipi, offre una spiegazione della diffusione
dei sentimenti di paura e di insicurezza
o la percezione dell’ambiente è mediata dai processi individuali
▪ il pregiudizio nei confronti degli extracomunitari amplificherebbe l’effetto esercitato dalla percezione
di disordine (legato nello specifico all’immigrazione) sulla paura della criminalità
o determinante della paura della criminalità è costituita dalla vittimizzazione, che all’interno del modello teorico
viene riferita a quegli eventi di natura transitoria che influenzano la vita delle persone.
▪ si ipotizza un effetto mediato da alcune caratteristiche di personalità come il tratto d’ansia e il locus of
control
o il modello è stato testato in un quartiere residenziale a PD
▪ nel periodo dello svolgimento il quartiere stava conoscendo un importante fenomeno di immigrazione
• somministrazione di un questionario che indagava 11 aree
o informazioni demografiche,
o valutazione sul proprio quartiere,
o percezione delle inciviltà,
o Percezione della diffusione dei reati
o percezione degli immigrati,
o lettura dei quotidiani,
o informazioni sulle relazioni sociali,
o vittimizzazione,
o strategie di fronteggiamento,
o tratti psicologici (ansia di tratto e locus of control)
o paura della criminalità.
▪ Per la verifica empirica del modello sono stati selezionati dal questionario alcuni item congruenti ad
esso:
• percezione del disordine fisico,
• percezione del disordine sociale,
• percezione di extracomunitari tra i residenti,
• locus of control,
• tratto d’ansia,
• attribuzione di reati ad extracomunitari,
• vittimizzazione,
• strategie di reazione
• paura della criminalità.
▪ Risultati
• Dalle nostre analisi il locus of control socio-politico e il tratto d’ansia non sono risultate
variabili che mediano la relazione tra le caratteristiche ambientali, la vittimizzazione e la paura
della criminalità.
• La dimensione usata del locus of control, ossia relativa alle convinzioni circa la possibilità di
influenzare i politici e le istituzioni, sembrava la più coerente con il modello del disorder.
Probabilmente, alla luce di questi risultati, è possibile ipotizzare che siano altre le dimensioni
del locus of control implicate nella determinazione della paura: ad esempio, quelle legate alla
sfera psicosociale e comportamentale come la convinzione circa le proprie capacità di far
fronte ad avvenimenti stressanti del vivere quotidiano.
• Per il tratto d’ansia, questo risultato può essere spiegato dal fatto che i ripetuti contatti con le
situazioni ambientali in esame (disorder) inducano nell’individuo processi di autocontrollo
dell’ansia o di difesa attraverso la minimizzazione della minaccia (Gaudry e Spielberg, 1970;
Santinello e Davoli, 2003).
• Conclusioni
o Lo studio presentato ha sostanzialmente confermato come il meccanismo sottostante l’insorgenza di un
sentimento così importante come la paura del crimine, risulti piuttosto complesso. Il modello di riferimento
utilizzato, pur risultando una buona chiave di lettura per una comprensione più completa e complessiva della
paura della criminalità è risultato solo parzialmente confermato. Le nostre elaborazioni hanno evidenziato come
non sia solo l’esperienza della vittimizzazione diretta ad aumentare la paura della criminalità. Essa è il prodotto
della relazione tra componenti percepite dell’ambiente sociale e fisico, oltre che di alcune caratteristiche del
sistema individuale. All’interno di quest’ultimo sistema risulta centrale l’equazione extracomunitario =
criminale. Questo dato permette di sviluppare in maniera più specifica la teoria del disorder. In effetti, gli
extracomunitari, indicati tradizionalmente in letteratura come elementi di disordine sociale, possono essere
considerati tali solo in conseguenza dell’attivazione di processi individuali di pregiudizio. In tal senso, appare
centrale lo sviluppo di strategie preventive legate alla conoscenza delle popolazioni immigrate in modo da
ridurre atteggiamenti di pregiudizio e attribuzioni semplicistiche, rivelatesi così importanti per l’insorgenza della
paura del crimine.
o Un’altra indicazione che emerge dai nostri risultati è l’efficacia di alcune strategie di coping: l’adottare misure
di sicurezza, come i sistemi di allarme o l’evitare strade percepite come pericolose, comporta un indubbio
beneficio dal punto di vista della riduzione della paura, anche se in qualche modo limita la libertà individuale di
movimento e favorisce una concezione di sicurezza basata esclusivamente sulla realizzazione di «case fortezza».
Altre misure possibili per fronteggiare la paura di subire atti criminali possono essere identificate
nell’incremento della fiducia nei propri vicini e nell’aumento del controllo sociale informale delle zone di
residenza come, ad esempio, le azioni orientate a favorire il senso di comunità, l’efficacia collettiva oppure la
partecipazione attiva alla vita del quartiere (vedi ad es. Sampson, Raudenbush e Earls, 1997).
o Lo studio sembra quindi aver confermato come la paura della criminalità risulti essere il punto di approdo di un
processo che riguarda non soltanto gli individui che sono stati vittime di un qualche evento criminoso, ma
anche di quelle persone che, di fronte ad una serie di segnali ambientali, elaborano delle risposte che si
traducono in cambiamenti dei loro stili di vita. Se da un lato questi cambiamenti sembrano avere l’effetto di
ridurre la paura, dall’altro costituiscono una limitazione alla libertà individuale e nell’uso degli spazi sociali.
o Il principale limite del presente lavoro è attribuibile alla generalizzabilità dei risultati. Nonostante lo studio sia
basato su un campione selezionato casualmente, i risultati non possono essere generalizzati all’intera realtà
nazionale. Dal momento che il lavoro è stato condotto in una città del nord Italia è auspicabile in futuro possa
venire replicate in altre zone del Paese.
o Un secondo limite dello studio proposto risiede nel livello di analisi utilizzato, ovvero quello individuale.
Riteniamo che in futuro sia importante, come già sostenuto da Perkins e Taylor (1996), prendere in
considerazione caratteristiche dell’ambiente non mediate dalla percezione, strategia questa che implica l’utilizzo
di modelli di analisi statistica multilivello. Inoltre, nonostante all’interno del modello alcune delle caratteristiche
individuali (locus of control e tratto d’ansia) non siano risultate statisticamente legate alla paura della
criminalità, è auspicabile in futuro vengano considerati altri aspetti individuali che possono fungere da mediatori
nella relazione tra caratteristiche dell’ambiente e paura della criminalità, come ad esempio le strategie di coping
cognitive e il senso di comunità (Perkins e Taylor, 1996).
o Questa complessa visione dei meccanismi sottostanti il benessere della popolazione potrebbe inoltre risultare
utile per coloro che si occupano di prevenzione e di promozione di salute e benessere: per ottenere risultati
migliori sembra importante utilizzare delle strategie che propongono, oltre a misure per incrementare il controllo
del territorio (es. uso dei vigili di quartiere), anche azioni volte al risanamento urbanistico o di riqualificazione
di aree verdi e, contemporaneamente manifestazioni ed iniziative volte a favorire il contatto inter-etnico e a
ridurre il pregiudizio.
• DALLE CARATTERISTICHE STRUTTURALI AL CAPITALE SOCIALE
o CARATTERISTICHE DEL QUARTERIE
▪ SES
▪ Composizione etniche
▪ Turnover residenti
▪ % fam. Alto rischio
• ESTERNE
o Maltrattamento infantile
o Delinquenti giovanile
o Disordini comportamentali
• INTERNE
o Ospedale psichiatrica
o Depressione
o Schizofrenia
▪ Shaw & McKay (‘42) arresti e apparizioni in tribunali dei giovani risultano superiori nei quartieri più
poveri e ad alto turn over dei residenti
▪ Figuera-McDonough’s (‘93) delinquenza e dropout
▪ Garbarino e Sherman (‘80) Zuravin (‘89) Coulton et al., (’95) maltrattamento infantile (come primo
pred.)
▪ Simons et al., (’96) problemi di condotta adolescenziale
▪ Psicologi indagano anche i processi di mediazione Garbarino e Kostelny (‘92)
o Processi di mediazione
▪ Organizzazione sociale
• Controllo
• Valori condizionati
▪ Influenze sub-culturali
▪ Stressor Ps.
• Eventi stressanti
• Scarse risorse
▪ Possibili spiegazioni
• (Sampson & Groves, 1989): difficoltà di instaurare una rete di sostegno stabile insieme alla
difficoltà di instaurare reti di controllo informale
• (Bursik & Grasmik, 1993): difficilmente si investe (umanamente ed economicamente) in un
posto che si intende lasciare
• (Bursik & Grasmik, 1993; Sampson & Groves, 1989): differenze culturali, oltre a risvegliare
ancestrali “timori del diverso”, implicano notevoli difficoltà nelle interazioni per la
risoluzione dei problemi
o MODELLO DEL DISORDINE AMBIENTALE
▪ CARATTERISTICHE DEL QUARTIERE
• Social incivilities
o Ubriachi
o Gang e gruppi di sbandati
o Vicini chiassosi
• Phisichal incivilities
o Costruzioni abbandonate
o Vandalismi
o Immondizia
• Zone a luci rosse
o Criminalità e delinquenza giovanile
o Paura della criminalità
o Salute mentale
▪ Ansietà
▪ Depressione
▪ Sintomi somatici
o Box et al., ’88 Skogan & Maxfield, ’81 Perkins & Taylor, ‘96
▪ Percezione di disordine
o Perkins & Taylor, ‘96
▪ Oggettiva presenza di disordine
o Halpern, ‘95
▪ PdC modifica comportamenti, aumento stress e ansia
o White et al., ‘87
▪ percezioni di inciviltà e depressione
o Taylor et al., ‘91
▪ percezione di inciviltà e ansietà e depressione
• MODELLO DEGLI STRESSOR AMBIENTALI
o Rumore
o sovraffollamento
o inquinamento
▪ effetti comportamentali → ADATTAMENTO
• isolamento
• performance scolastica
• comportamenti prosociali
▪ salute mentale → COPING NEGATIVO
• depressione
• disadattamento infantile
• sintomi psichiatrici
o Bronzaft & McCarthy, ‘75 rumore e prestazioni scolastiche
o Damon, ‘77 rumore e arresti
o Baum et al., ‘78 sovraffollamento e scarse interazioni sociali e minor utilizzo degli spazi pubblici
o Saegert, ‘82 sovraffollamento e prestazioni scolastiche e comportamenti prosociali
o Hann & Fick, ‘93 + ansietà, + difficoltà a concentrarsi, + aggressività
o Ambiente vissuto come stressante
▪ Differenze individuali
• RIPARTIRE DAL CAPITALE SOCIALE
o Negli anni abbiamo assistito ad una rapida diffusione dell’etichetta “capitale sociale” che ha comportato una
notevole confusione teorico-concettuale.
o Di fatto, è utilizzata per i concetti più disparati e a volte già ampiamente studiati dalle scienze sociali.
o Come in effetti ha ben messo in evidenza Portes “stiamo avvicinandoci al punto in cui il capitale sociale viene
ad essere applicato a così tante cose e in così tanti differenti contesti da perdere ogni significato distintivo”
(Portes, 1998, 2).
o Bridging: relazioni sociali formali
o Bonding: legami informali
• STORIA
o Coleman (1988): “una risorsa derivante dai legami sociali delle persone”
▪ relazione genitori figli
▪ rete sociale della famiglia e rapporto con le istituzioni
o Putnam (1993): “è una caratteristica della comunità e non dell’individuo”
▪ networks
▪ senso di appartenenza alla comunità
▪ norme cooperative e di reciprocità che regolano le funzioni dei network
▪ positiva attitudine delle istituzioni nel favorire i punti precedenti
o Le posizioni presentate possono essere sostanzialmente raggruppate in due filoni epistemologici diversi:
▪ Il primo, che comprende le proposte di Bordieu, Coleman e Loury, secondo il quale il capitale sociale è
individuabile all’interno della relazione tra persone e come tale sarebbe prodotto dagli individui.
▪ Per il secondo filone, riferibile a Putnam, il capitale sociale sarebbe una risorsa che gli individui, o
gruppi di individui, hanno a disposizione: secondo questa concezione corrisponderebbe ad una
caratteristica di una comunità, o di un’istituzione, e non dei singoli elementi che vi appartengono.
• RIPARTIRE DAL CAPITALE SOCIALE
o La Psicologia di Comunità da diverso tempo studia modelli e costrutti parzialmente sovrapponibili a quello di
capitale sociale, utilizzando etichette diverse. Scorrendo un qualsiasi manuale della disciplina (per esempio,
Amerio, 2000; Rappaport e Seidman, 2000)
o si può facilmente riscontrare la trattazione di costrutti come quello di:
▪ “senso di comunità”;
▪ “cittadinanza attiva” e “partecipazione”;
▪ “empowerment”;
▪ “relazioni con il vicinato” e “reti sociali di sostegno”;
▪ “attaccamento”, “soddisfazione” e “orgoglio per il proprio quartiere o paese”.
o Secondo le definizioni presentate, il concetto di capitale sociale è riconducibile alle reti sociali e alle norme di
fiducia e reciprocità della società civile che facilitano la cooperazione e l’azione dei cittadini e delle istituzioni
(Borgatti, Jones e Everett, 1998).

• SoS
o Sostegno Sociale. Il sostegno sociale è stato ampiamente studiato all’interno del modello stress/coping
(Moos,2003). Le dimensioni e la qualità della rete sociale di sostegno individuale (famiglia, amici e vicini) sono
in grado di ridurre i danni psicofisici dovute all’esposizione a situazioni stressanti (Prezza e Principato, 2002).
• Senso di Comunità
o Senso di Comunità. Il senso di comunità è definito come la “percezione di similarità con gli altri, un’accresciuta
interdipendenza con gli altri e la disponibilità a mantenere questa interdipendenza offrendo o facendo per gli
altri ciò che ci si aspetta da loro, la sensazione di essere parte di una struttura pienamente affidabile e stabile”
(Sarason, 1974; 157).

EMPOWERMENT
• Il potere insito in empowerment è potere di
• Empowerment. Cioè l’abilità di articolare e applicare una prospettiva collettiva di empowerment, per sostenere le
comunità che risultano marginalizzate nella loro possibilità di accedere alle risorse e di partecipare alla fase di presa di
decisione rispetto a scelte che riguardano la loro vita. L’applicazione di questo principio deve essere chiaramente
integrata in particolare nel lavoro per progetti.
o In tal senso, uno strumento come un training per le competenze sociali deve essere integrato in un’idea di
rafforzamento e di empowerment proprio delle persone che sono più marginalizzate.
• Il termine “empowerment”, inteso secondo una prospettiva “organizzativo/politica” (vedi Francescano et al., 2002), si
riferisce allo sviluppo del senso di efficacia collettiva e/o al potere che gli individui ritengono di esercitare sulle
istituzioni che influenzano la loro vita.
• Questo è uno dei concetti che viene utilizzato per capire le ragioni che spingono i membri di una comunità ad impegnarsi
e a collaborare al fine di cambiare uno stato di cose indesiderato.
• In altre parole, la fiducia nella possibilità di poter contribuire alla presa di decisioni relative ad aspetti legati alla propria
vita esercitando una influenza attraverso la partecipazione a gruppi o associazioni.
o Esempi Di utilizzo di questo costrutto nei programmi di “sviluppo di comunità” sono disponibili in diversi
lavori (Martini e Sequi, 1995; Martini e Torti, 2003; Maton e Salen, 1995; Perkins, Brown e Taylor, 1996).
• PARTECIPAZIONE
o Da un punto di vista relazionale, la partecipazione ad associazioni o organizzazioni rappresenta la dimensione
formale del capitale sociale.
o Questa componente é risultata correlata a quelle precedentemente elencate: al senso di comunità
all’empowerment e ai rapporti di vicinato
o Tema affrontato da diverse discipline, psicologiche e non
▪ Per la psicologia di comunità è l’impegno e la responsabilità del singolo all’interno di un progetto volto
a raggiungere un obiettivo collettivamente determinato
o Attualmente: crisi della partecipazione
▪ Disaffezione per le questioni comuni
▪ Maggior individualismo
▪ Ricerca di benessere individuale
▪ Tendenza a demandare a terzi la soluzione dei propri problemi
• La PdC si interessa:
o a partecipazione spontanea
▪ Bottom-up (es. No TAV, DalMolin, NoMose) →attivazione dei cittadini per rivendicare i propri diritti
e le proprie idee
o a partecipazione provocata
▪ Top-down (es. contratti di quartiere)→ à ente pubblico o professionista facilita la partecipazione da
parte della popolazione
o e alla possibile integrazione tra le due forme
• Partecipazione spontanea (Martini e Torti, 2003)
o denuncia: affermazione o alla difesa di identità particolari, ponendosi spesso in contrapposizione ad altri
soggetti/interessi/identità
o esplicitazione della domanda: si configura come momento/spazio di definizione dei problemi, ma non implica il
contributo diretto alla loro soluzione
o collaborazione: si concretizza nella condivisione di responsabilità nel fronteggiamento dei problemi collettivi
MOVIMENTI SOCIALI ARENE DELIBERATIVE
ORIGINE Bottom up Top-down
ORIENTAMENTO Denuncia Domanda/ Collaborazione
RAPPORTO CON L’AUTORITA’ Conflittuale Collaborativo
FINALITA’ Espressiva Strumentale
CENTRATURA Gruppo Individuo
IDENTITA’ SOCIALE Attivista Cittadino
• Forme di partecipazione
o Partecipazione di fatto
▪ Non scelta ma determinata da alcune caratteristiche del soggetto (genere, etnia), risponde al bisogno di
riconoscimento di ruolo
o Partecipazione spontanea
▪ Ricerca di altri per soddisfare i propri bisogni (affiliazione,sostegno): es. gruppo di amici
o Partecipazione volontaria
▪ Passaggio da fini individualistici a fini collettivi, finalità sociale
o Partecipazione provocata
▪ Creazione di gruppi per rispondere a bisogni contingenti della comunità o del contesto in cui le persone
si trovano,creata da altri
• SCALA DELLA ARNSTEIN

Chiarisce che eventi, comunemente considerati


partecipativi, possono non essere tali

Indica come vi sia un continuum partecipativo, che


implica una sempre maggiore condivisione delle scelte,
delle idee e attivazione verso il cambiamento

Che senso ha collocare il trattamento terapeutico li in


basso
Favorire varie forme di partecipazione implica indurre nei
cittadini l’idea di poter contare e influire nelle decisioni

• Si parte da un livello di informazione in cui il ruolo delle persone è marginale e senza potere reale
o L’ascolto delle opinioni diventa una formalità e gli incontri organizzati sono solo un modo di comunicare le
decisioni
o La partecipazione risponde ai bisogni di consenso di chi detiene il potere senza reale possibilità di
coinvolgimento
o Flusso che va dalle istituzioni ai cittadini senza alcun feedback da parte di quest’ultimi
• Secondo grado della scala è la consultazione
o Prevede l’integrazione di un elemento qualitativamente importante cioè l’interazione strutturata su un tema o su
problemi specifici
o L’interazione strutturata prevede un scambio di interazioni per lo meno bidirezionale (decisore-cittadini) ma
anche multidirezionali tra tutti gli attori coinvolti nel problema e nella decisione
o A questo livello il decisore rilascia info e si avvale delle opinioni emerse per definire il problema scegliere una
soluzione alternativa ed avere il consenso
o Modello in cui il potere finale è nelle mani del decisore
o Top down
• Il terzo livello riguarda le strategie di concertazione
o I cittadini hanno un ruolo più importante
o Anche se perdurano aspetti proforma
▪ Es inserimento di un gruppo in numero limitato ma rappresentativo negli organi decisionali
o Forma di coinvolgimento che non si svolge con continuità nelle diverse fasi
o Primo passo per strutturare modalità di partecipazione più complesse
• Livello della partecipazione sostanziale
o Corrisponde alla partecipazione vera e propria
o Il potere è redistribuito attraverso processi di negoziazione tra i cittadini
o Che accettano di condividere le responsabilità del processo di pianificazione e decisione con la popolazione
• Questa scala evidenzia il fatto che esistano più livelli di partecipazione e come alcune situazioni ritenute partecipative
nella realtà siano ‘false partecipative’
• La partecipazione → continuum più che una distinzione netta di categorie
o Man mano che si procede nella scala si assiste ad un cambiamento nell’equilibrio dei ruoli e nelle modalità di
interazione

• Che cosa favorisce la partecipazione?


o Si è cercato di capire quali fossero in grado di spiegare la partecipazione
▪ i fattori distali (aspetti fisici, economici e sociali)
• → hanno un peso trascurabile )e
▪ prossimali (cognizioni e comportamenti in relazione alla comunità)
• influiscono talvolta anche negativamente
▪ i fattori strutturali della comunità
• possono avere un impatto sulla coesione sociale influenzando indirettamente anche la
partecipazione
o Il motore della partecipazione dovrebbe essere costituito
▪ Dall’attaccamento territoriale
▪ Relazioni collaborative
▪ Fiducia
▪ Mutuo sostegno
o Il senso di comunità
▪ Contesto che dà valore a tolleranza e pluralismo
o Percezione di problemi ma anche delle possibili soluzioni
o Autoefficacia individuale e collettiva di avere competenze adeguate
• Lo psicologo di comunità può per favorire la partecipazione :
o creare spazi per la partecipazione dove le persone possano sentirsi a proprio agio
o dare modo alle persone di aiutare concretamente mostrando le loro abilità e competenze
▪ attraverso azioni di gruppo
o dare sostegno al lavoro, favorendone la continuità e quindi realizzando le condizioni per un suo mantenimento
• Potere
o Inteso in termini positivi (non su … ma di …. )
▪ Ricchezza, risorsa per chi lo possiede e per chi gli sta attorno
▪ Non stabile ma mutevole, con possibilità di sviluppo
▪ Condivisione di tale risorsa (“potere di…”) per il bene di tutti
• Es. gruppi di emancipazione: femministe, movimenti popolari, gruppi minoritari à
rivendicazione dei propri diritti e del proprio valore
▪ Potere condiviso, generativo, relazionale
▪ Prendere decisioni in modo condiviso (non subirle); inclusione di tutti i gruppi; comprensione chiara
dei propri e altrui bisogni (Lucas, 2005)
• LIMITI: tempi dilatati, conflitto tra gruppi
• VANTAGGIO: unico vero modo per risolvere i problemi in una comunità
o Aspetti centrali legati al potere (Focault)
▪ LIBERTA’
• il potere può essere esercitato solo da soggetti liberi, che hanno reale possibilità di scelta
▪ CONOSCENZA
• crea un circolo virtuoso col potere, la corretta conoscenza sta alla base dell’esercizio di potere;
solo comprendendo vincoli e risorse reali posso fare scelte adeguate (ricordate la mission della
psicologia di com. secondo Orford????)
▪ RELAZIONI DI POTERE
• il potere è onnipresente, quindi per aumentare il proprio potere è necessario comprendere
come esso è suddiviso all’interno della comunità. Capire i flussi di potere è essenziale
• Empowerment
o “potere attraverso la partecipazione”
o È qualcosa che ha a che fare con l’incremento del potere e della percezione del potere attraverso la partecipazione
alla vita collettiva di comunità
o Definito come processo
▪ Basato su azioni che permettono agli individui o ai gruppi di far acquisire maggiore potere , le risorse
necessarie e di sviluppare una visione critica di ciò che li circonda
o Definito come risultato
▪ Si riferisce alle conseguenze dei processi , a ciò che le persone riescono ad ottenere partecipando
attivamente nei loro contesti
o Rappaport (1984)
▪ “Processo sociale multidimensionale che aiuta le persone a raggiungere un maggior controllo sulla
propria vita”
o Zimmerman (1999): empowerment come:
▪ Processo empowering
▪ Risultato empowered
o COSTRUTTO MULTILIVELLO
▪ Forte matrice ecologica del concetto
▪ Interdipendenza e connessione dei diversi livelli
• mutualmente interdipendenti, causa ed effetto l’uno dell’altro
o Empowerment individuale
▪ Maggiore attenzione a livello teorico
• Self-empowerment
▪ Percorso di crescita del singolo attraverso iniziative terapeutiche, formative, esperienziali
• Sviluppo di abilità e competenze utili alla gestione delle difficoltà quotidiane (ma anche
difendere opinioni, gestire conflitti per ottenere, capacità relazionali)
• Dibattito ancora aperto su quali siano queste competenze e abilità
o Passaggio da dis-empowerment a empowerment,dall’impotenza appresa alla speranza appresa
o Tre fattori principali
▪ CONTROLLO
• Il credere nelle proprie capacità e nella possibilità di gestire gli eventi; fiducia nelle proprie
competenze; comprensione delle proprie caratteristiche vincenti; sicurezza in sé; pensabilità
positiva; speranza
• Componente intra-personale dell’empowerment
▪ Compito di chi promuove l’empowerment → rafforzare le competenze e la motivazione
• Assicurarsi che l’individuo creda in queste sue potenzialità e che riesca a riconoscerle come
un valore può spingerlo all’azione
▪ CONSAPEVOLEZZA CRITICA
• Capacità di comprendere e analizzare i contesti di vita e di capire legami di potere, ciclo delle
risorse, ostacoli al cambiamento, fattori che influenzano la presa di decisioni utile per capire
come, quando e se agire
• Componente inter-personale dell’empowerment
• Si riferisce all’abilità di capire
o I legami di potere
o Il ciclo delle risorse
o Gli ostacoli al cambiamento
o I fattori che influenzano il tema affrontato
• Rende più facile la comprensione dei momenti in cui l’azione può essere saliente ed efficace
o Quando è necessario imporre le proprie idee
o Importante saper aspettare
▪ PARTECIPAZIONE
• Messa in atto di un piano condiviso, motore per il cambiamento
• Componente comportamentale/relazionale dell’empowerment
• Messa in atto di un piano condiviso e accettato da più individui
• Empowerment del piccolo gruppo
o Il gruppo è un importante luogo di socializzazione, ma anche di crescita e di cambiamento
o Ogni persona partecipa a diversi gruppi, che spesso diventano i primi contesti in cui sperimentare il proprio
potere
o Di estrema rilevanza è la presenza di un leader efficace → informale e carismatico
▪ Questa persona ha lo scopo di incoraggiare e consentire lo svolgimento dei compiti del gruppo al
massimo delle proprie possibilità
▪ Ruolo →Fondamentale per far sentire le persone capaci e autonome
▪ Rafforza il sentimento di autoefficacia
• Scoraggia i comportamenti passivi e non assertivi dei membri del gruppo
o Gruppo empowering
▪ Attraverso reciprocità, mutuo aiuto, condivisione del potere, favorisce la crescita delle persone al suo
interno
▪ Concezione del potere di tipo integrativo
• Il capo non dovrebbe porre se stesso al vertice del proprio gruppi
• Dovrebbe condividere con gli altri membri le decisioni
• Dovrebbe incoraggiare i propri collaboratori a condividere info
• Creare un clima di sperimentazione e ricerca
• Aiutare a vedere le opportunità di apprendimento
• Tollerare gli errori
• Incoraggiare discussioni combinare riflessione e azione
▪ Es → gruppo di mutuo aiuto
o Gruppo empowered
▪ Migliora e potenzia il suo contesto allargato, creando reti o agendo direttamente per il bene comune
• Empowered working group
o Il potere è suddiviso tra tutti i membri (MOLTO DIFFICILE)
o Aumenta la responsabilità dei singoli
o Si basa su comunicazione aperta, rinforzi positivi, potenziamento delle capacità dei singoli, parità, struttura
chiara ma flessibile
o Solitamente è guidato da un leader empowering in grado di
▪ sostenere i bisogni dei singoli
▪ stabilire un ambiente che stimoli un efficiente funzionamento del gruppo
▪ assicurare una corretta posizione del gruppo nel contesto più allargato
• Empowerment organizzativo
o L’organizzazione si considera in termini allargati, non solo aziendale
o Organizzazione empowered
▪ Rilevante e presente nel contesto allargato, promuovendo cambiamento sociale nella comunità
▪ Ha impatto nel territorio in cui si colloca e utilizza parte delle sue risorse per il benessere della
comunità
▪ Entra in rete con altre organizzazioni per raggiungere i suoi obiettivi
▪ Caratterizzate da :
• controllo (→consapevolezza che l’org ha le competenze e le risorse per favorire il
cambiamento)
• consapevolezza critica (→ il legame e la conoscenza del territorio sono forti e approfonditi e
permettono di comprendere le priorità e le org con cui creare contatti )
• partecipazione (→ analisi della modalità e messa in atto delle azioni perché gli obiettivi
vengano raggiunti )
▪ queste organizzazioni sono in grado di :
• allargare il loro specifico obiettivo per avere un impatto maggiore sul benessere della
comunità
▪ Pdc può essere chiamato per rendere l’empowering empowered
• Attraverso il lavoro di rete
o Aggregazione e lavoro coordinato
o Organizzazione empowering
▪ Riesce a favorire l’empowerment dei suoi membri, permettendo loro di poter contare all’interno
dell’organizzazione, favorendo un corretto passaggio di informazioni e condividendo momenti
decisionali e di azione
o Frequente la compresenza dei due aspetti
▪ Un organizzazione attenta e coinvolgente nei confronti degli individui che ci lavorano
• È favorita nell’avere un impatto reale sui processi decisionali allargati
• Gli individui stessi che la compongono diventano promotori di cambiamento sociale
o Risultando più motivati e desiderosi di apportare miglioramenti concreti
all’organizzazione
• Empowerment di comunità locale
o Comunità empowered
▪ Manifestano il loro potere nel contesto allargato per favorire cambiamento sociale
▪ Analizzano i bisogni di individui, gruppi e organizzazioni e cercano di influenzare decisioni per il bene
di tutti
▪ Riescono a rendere priorità i bisogni delle persone
o Comunità empowering
▪ Favoriscono l’empowerment delle persone al loro interno creando spazi per la condivisione
▪ Creano spazi per la condivisione e la partecipazione, permettendo un equo accesso alle risorse
▪ Hanno struttura amministrativa aperta e trasparente, coinvolgimento dei cittadini nella presa di
decisioni, integrazione delle conoscenze locali con quelle tecniche

• A livello di comunità
o Per lo sviluppo del capitale sociale, viene ritenuta (Putnam, 2000) necessaria la presenza all’interno di una
comunità di associazioni, istituzioni e gruppi nei quali i cittadini possano partecipare attivamente.
o Questa condizione, che comunque risulta un sine qua non, non può da sola garantirne lo sviluppo.
o In effetti, senza la condivisione di scopi e obiettivi (almeno sovraordinati) e la comprensione delle aree di azione
comuni o di sovrapposizione tra le diverse associazioni, difficilmente si possono creare le condizioni per
incrementare il livello di capitale sociale di una comunità locale. Solo attraverso la creazione di reti di
istituzioni/associazioni l’efficacia e l’empowerment individuale possono trasformarsi in efficacia collettiva.
o La concezione e quindi la misurazione del capitale sociale a livello di comunità non si può limitare alla lista
delle associazioni presenti all’interno della comunità, ma dovrebbe considerare anche il grado di
interconnessione tra le stesse.
o Incrementare il capitale sociale, dal punto di vista dell’intervento professionale, significa favorire
l’aggregazione dei cittadini (es.: l’istituzione e l’animazione di aree pubbliche di ritrovo) e offrire agli stessi la
possibilità di conoscersi e di allargare la propria rete di sostegno.
o L’animazione professionale di queste aree consente di aiutare i cittadini a condividere le problematiche della
comunità, oltre naturalmente a trovare insieme delle soluzioni.
o Creare la mappa del rischio
• Pluralità dei Gruppi:
▪ Operatori scolastici
▪ Genitori
▪ Politici
▪ Gruppo associativo di anziani
▪ Gruppo politico (dx)
▪ Gruppo politico (sx)
o Possibili azioni
• Gruppi:
▪ Operatori scolastici
▪ Genitori
▪ Politici
▪ Gruppo associativo di anziani
▪ Gruppo politico (dx)
▪ Gruppo politico (sx)

• L’empowerment è l’obiettivo che si auspica di ottenere lo psicologo di comunità


• Empowerment della comunità → il fatto che le comunità avessero la possibilità di identificare i propri problemi di salute
e acquisissero controllo sui modi per risolverli
• Definita una buzz-word → divenuta popolare per garantire a idee datate di apparire innovative
• Zimmerman →cercare una singola definizione di empowerment contraddice il cuore del costrutto stesso poiché lo rende
prescrittivo
• Due concetti principali su cui si basa
o Potere → radice etologica
o Partecipazione →sottolinea l’aspetto pratico e più relazionale
• Il potere può essere considerato statico e immodificabile , legato ad un ruolo di superiorità connesso ai concetti di
coercizione forza e prevaricazione
• Weber →il potere non esiste in isolamento ma implica un contesto relazionale tra persone o cose
o Essendo creato dalle e nelle relazioni il potere e le relazioni di potere possono modificarsi
• Può anche non essere a somma zero ( o mio o tuo) ma essere condiviso
• Potere positivo → caratterizzato da
o Collaborazione
o Condivisione
o Mutualità
• Foucault → il suo pensiero aiuta a comprendere la definizione di potere nell empowerment
o 3 aspetti centrali
▪ Il potere può essere esercitato solo da soggetti liberi che possono confrontarsi con un ampio spettro di
possibilità reazioni e comportamenti realizzabili
▪ L’esercizio del potere crea continuamente nuove conoscenze e le nuove conoscenze portano a maggior
potere
• Potere e conoscenza sono integrati
▪ Onnipresenza del potere
• Lukes → modello a 3 dimensioni
o Presa di decisioni reale e concreta nella società o nel gruppo che si sta considerando
▪ Soprattutto quando implica il decidere in situazioni tra situazioni contrastanti
▪ Nel potere condiviso questa presa di decisione è comune
o Quali aspetti o opzioni sono presentati ai decisori ultimi
o Le forze che determinano quali bisogni le persone riconoscono come propri
• Questo modello propone azioni a diversi livelli
o Per far in modo che ogni individuo o gruppo in un contesto abbia le competenze e la possibilità di incidere sulle
scelte che lo riguardano
• Per comprendere il concetto di empowerment → bisogna parlare di partecipazione
o Attraverso la partecipazione alla vita della comunità si ha la possibilità di influenzare decisioni e avere più
controllo sulla propria vita
o Processo in cui i soggetti prendono attivamente parte ai processi decisionali
o Processo per condividere decisioni e diritto per tutta la popolazione
o Si riferisce all’impegno e alla responsabilità del singolo volto a raggiungere un obiettivo comune
o Crisi della partecipazione → nelle sue forme tradizionali accostata ad una disaffezione per le questioni comuni
o Amerio → evidenzia la dimensione della partecipazione
▪ Allarga il senso della relazione all’intera comunità
▪ Conduce gli individui alla discussione ,al dialogo come strumento che vale a costruire mondi possibili
e condivisi
• Sul piano soggettivo non c’è senso di comunità senza coinvolgimento nell’azione collettiva
o Rimanda all’intenzionalità e all’azione è concentrato su aspetti psicologici della
partecipazione e di ricollega al concetto di cittadinanza attiva
• Sul piano oggettivo la comunità è regolata da norme che presiedono ai processi di
rappresentanza ,alle decisioni pubbliche
o Rimanda alle forme attraverso cui la partecipazione si realizza
▪ Interagendo con le condizioni date i vincoli e le risorse dei singoli contesti
▪ La partecipazione può assumere sia forme di
• Partecipazione spontanea
o Bottom up (dal basso verso l’alto)
o Sono i cittadini stessi che si attivano per creare pressioni sui politici
• Partecipazione provocata
o Top down (dall’alto verso il basso)
o Un attore forte che stimola e facilita la partecipazione della popolazione
o Zimmerman e Rappaport → lavorando al tema dell’empowerment e della partecipazione evidenziano la
necessità di lavorare contemporaneamente sui soggetti e sulle condizioni integrando le due prospettive

I METODI DI RICERCA IN PdC : TRA RICERCA E AZIONE


• Corpus teorico
• Definizione degli ambiti di intervento
• Sviluppo e accrescimento conoscenze nel tempo
• METODI DI RICERCA/INDAGINE IN PDC
o Pur attingendo ad una vasta gamma di quelli che sono i classi metodi di ricerca in psicologia, la psico di
comunità utilizza un approccio apparentemente ‘meno rigoroso’ rispetto alla ricerca sperimentale classica,
identificabile con l’esperimento in laboratorio. Accanto alla correttezza metodologica, cerca anche di cogliere le
sfumature dei contesti di vita, spesso poco rilevabili mediante strumenti classici di ricerca. È sufficiente
ricordare che l’orientamento della disciplina è ecologico e fondato sulla persona-nel-contesto per potere
comprendere la complessità dei fenomeni sociali analizzati che rendono sostanzialmente inadeguato l’uso di
taluni strumenti e metodi sperimentali tradizionali. Domande utili a chi lavora nel contesto: Questioni essenziali
su cui si fonda la ricerca di comunità: I. Come conosco una comunità per modificarla? II. Come posso studiare
un fenomeno per coglierne le determinati? III. Quali sono i metodi più adeguati a cogliere la complessità dei
fenomeni comunitari e sociali e per indagare i loro effetti dei contesti? IV. Come posso verificare l’impatto di
un intervento professionale sulla comunità? Da qui possono delinearsi sue differenti correnti di rappresentanti
della psicologia di comunità: - Approccio accademico - Approccio più radicale, interessato a come indurre
cambiamento Come si conosce una comunità Conoscere un contesto = definirlo ! Estrema cautela nella lettura
di una comunità per poi operare modifiche ad essa.
• Caratteristiche alle quali lo psicologo di comunità è solitamente interessato nel complesso processo di lettura di una
comunità:
o Aspetti strutturali - composizione della comunità, quali gruppi, servizi e risorse
o Aspetti relazionali - comportamento della comunità e dei suoi membri, quali relazioni esistono tra di loro, quali
forme di partecipazione
o Aspetti di gestione - regole, controlli che esistono all’interno di quella comunità
• Considerando una comunità territoriale sono 8 gli aspetti/diversi profili di caratteristiche in grado di schematizzare e
semplificare gli aspetti centrali di tale territorio, ognuno di essi può essere considerato singolarmente o in relazione agli
altri, in modo più o meno partecipato e approfondito sulla base degli obiettivi di ricerca; tuttavia la presa in
considerazione di tutti questi otto aspetti permette al ricercatore/operatore di ottenere una complessiva comprensione del
territorio e di analizzarlo in profondità per capirne i limiti e le risorse.
o 1. Profilo territoriale • Serie di info e di dati strutturali che caratterizzano l’aspetto fisico-geografico di una
comunità: confini, lineamenti orografici/idrografici, clima, risorse naturali ➜ risvolti psicologici: più ristretti i
confini più probabilità di interazioni significative al loro interno • Dati di natura semistrutturale ossia
modificazioni apportate dall’uomo ➜ elementi che permettono di capire, per esempio, il degrado di una zona o
l’attenzione data ai suoi residenti: delocalizzazione di opere sgradite in zone dove c’è scarso controllo cittadino
sul territorio/costruire una superstrada tagliando a metà il quartiere
o 2. Profilo demografico Caratteristiche demografiche di stato e di movimento: stima circa l’andamento
demografico della comunità, affollamento, incremento annuo, distribuzione per sesso, età, gruppo immigrati, e
ottimo termometro dei bisogni attuali ed immediatamente futuri. ➜ indicatori del benessere della comunità
o 3./4. Profilo Economico-Occupazionale • Verificando anche i mutamenti avvenuti nel sistema produttivo a
livello locale, offre rilevanti info circa la situazione occupazionali dei membri della comunità. • Caratteristiche
organizzative dei servizi = valido indicatore del grado di attenzione (e civiltà secondo alcuni) di una comunità,
rispetto a come essa si struttura per rispondere ai bisogni dei suoi membri (riscontro quantitativo) + riscontro
rispetto all’accesibilità di tali servizi e modello di distribuzione delle risorse nella comunità
o 5. Profilo psicosociale Cerca di cogliere gli aspetti più affettivi della vita di gruppi formali ed informali, delle
loro relazioni ed in particolare modo delle dinamiche e dei comportamenti collettivi. Essenziale nella scansione
di tale profilo ottenere una mappatura dei soggetti collettivi presenti sul territorio (enti, associazioni,..) +
Comprensione dell’interconnessione tra questi, della loro apertura verso l’esterno, disponibilità a condividere e
lavorare per la comunità ➜ SENSO di COMUNITà: misura delle interazioni e del grado di coesione dei gruppi
(*) profilo all’interno del quale si inserisce il fondamentale tema della sicurezza e della paura del crimine ,
aspetto che spesso modifica i comportamenti, acuendo chiusure e barriere all’interno della comunità
o 6. Profilo istituzionale Meno applyng ma rispecchia modelli comportamenti che si riflettono in aspetti di natura
normativa e valoriale. Non dobbiamo limitare l’attenzione alle istituzioni dello Stato, che pur dandoci
indicazioni sul grado di civiltà non sono sufficienti senza l’integrazione di essi con l’attenzione rivolta a
istituzioni religiosi e partiti; questi ultimi sono importanti indicatore dell’apertura della comunità, dei valori e
dei modelli comportamentali che vengono promossi al suo interno. Orientamenti culturali e preferissi storici di
una comunità, di fatto, fungono da organizzatori dell’esperienza all’interno di essa stessa; e rimandano al
settimo profilo –
o 7. Profilo storico-antropologico Profilo che ci permette di ottenere info rilevanti su come gli individui o i
gruppi di una comunità costruiscono la loro identità, personale e di gruppo (collettiva). Senza andare molto
lontano ci è sufficiente porre attenzione ad un processo che occupa molto spesso la cronaca quotidiana: le
reazioni messe in atto di fronte alla presenza di immigrati in comunità che condividono valori religiosi come
quelli di carità e uguglianza. Fondamentale è dunque in tal senso la conoscenza di tradizioni, feste popolari,
personaggi celebri o di rilievo di quella comunità che stiamo studiando ovvero tutto ciò che caratterizza il
contesto.
o 8. Profilo relativo al futuro Generalmente esplorato attraverso la richiesta di info alle persone chiave, ma può
essere approfondito anche mediante strumenti come interviste e focus Group, con l’intento di andare ad
intercettare quali modelli di comunità, quartieri o città si auspicano i residenti per il futuro. In secondo luogo, si
cerca anche di individuare quali siano i modelli di convivenza che vengono proposti ed acquisiti dai mass
media.
• Un attenzione congiunta a tutti questi otto profili permette di ottenere un check-up completo della comunità territoriale di
interesse ma, consapevoli dei limiti si stanno sviluppando versioni brevi, che permettono di raccogliere informazioni in
minor tempo e con costi ridotti; tuttavia rimane che la decisione di quale degli otto aspetti approfondire è scelta condivisa
del gruppo di ricerca, e dunque, di chi conosce la comunità in modo diretto.
• ➜ Gli strumenti di cui si avvale tale griglia prototipica sono quelli tradizionali della ricerca in ambito psicosociale e che
possono essere contraddistinti dal livello di contatto che il professionista aspira di raggiungere mediante l’utilizzo degli
stessi. Strumenti per conoscere la comunità A nessun ➜ a minimo ➜ a moderato ➜ a elevato contatto Continuum
• Lo psicologo di comunità ha a disposizione diverse tecniche e strumenti di indagine, cercheremo ora di classificarli
suddividendoli sulla base del contatto che il ricercatore ha con la comunità di interesse, opereremo una classificazione
basata cioè sul grado di coinvolgimento, tenendo sempre presente che le modalità (sopra elencate) che lo psicologo di
comunità ha a disposizione si collocano lungo un continuum tale per cui egli può passare dall’una all’altra abilmente.
Altro aspetto da tenere presente nel corso della nostra classificazione è che vi sono metodi sia quantitativi che qualitativi,
e che questi si differenziano gli uni dagli altri in quanto i primi si rifanno a dati numerici, mentre i secondi a racconti,
tratti di libri o articoli.
o Strumenti a nessun contatto Tutti quelli ricavabili da indicatore e database già disponibili, che includono sia le
variabili demografiche, sia gli indicatori sociali e globali di un’area/problema. Dunque, l’operatore/ricercatore ai
fini di conoscere la comunità di interesse si avvale di dati già esistenti che permettono lui di ottenere un primo
screening iniziale potremmo dire della comunità; in altri termini per conoscere la comunità/un dato fenomeno in
essa (incidenza, ecc) ha a disposizione numerose fonti quali rapporti di ricerca precedenti, database, info
anagrafe locale, dati ISTAT, articoli di giornali e letteratura da cui trarre altrettante numerose informazioni: tassi
di disoccupazione, indicazioni servizi e loro utilizzo, info sullo stato di salute generale, numero divorzi e
nascite, ecc. Queste info forniscono informazioni che possono dare indicazioni rispetto al fenomeno in quello
specifico territorio.
o Strumenti a minimo contatto Riguardano prevalentemente metodi di osservazione del contesto fisico-
strutturale (traffico, spazi verdi, aspetti urbanistici) e sociale (presenza extracomunitari, zingari, ecc). Il contatto
con la popolazione è minimo poiché da un lato aumenta la vicinanza tra ricercatore e popolazione, in quanto, per
fare osservazione il ricercatore deve necessariamente andare sul territorio per poterlo osservare, tuttavia,
dall’altro lato il contatto seppur presente è sporadico e occasionale quasi da considerarsi nullo. - Osservazione
quantitativa : utilizzo di griglie di osservazione (es. BEI) che permettono di quantificare alcuni aspetti da
considerare quali numero di cassonetti, numero di abitazioni disabitate, e così via. - Osservazione qualitativa:
meno strutturata, consiste ad esempio nel girare per il quartiere annotando impressioni e caratteristiche osservate
direttamente Questo livello di interazione con la popolazione, seppur minimo, permette al ricercatore di avere
una conoscenza più approfondita e facilita la comprensione di quelle caratteristiche peculiari per tale comunità
studiata; nonostante ciò permane il limite che verte sul dubbio se tali dati possano considersi oggettivi o
soggettivi, o fortemente condizionati dall’influenza dell’osservatore, che essendo chiaramente partecipante, può
influenzare con le proprie caratteristiche l’ambiente stesso e le sue impressioni medesime.
o Strumenti a moderato contatto Esiste contatto intenzionale, seppur circoscritto, tra ricercatore e soggetti. Tali
strumenti sono questionari e scale self-report che possono ricoprire un numero cospicuo di aree e tematiche,
come ad esempio la soddisfazione per un contesto / clima sociale / comportamenti. - Quantitativi: questionario a
domande chiuse - Qualitativi: questionario a domande aperte In generale, tali strumenti sono i più utilizzati in
ambito psicologico e ne esistono in letteratura una gran quantità e varietà.
o Strumenti a elevato contatto Si tratta ad esempio di interviste individuali, più o meno strutturate, o di gruppo
come per i focus Group* laddove il coinvolgimento della popolazione in esame è considerevole. Rispetto agli
strumenti precedentemente descritti, tali strumenti riescono ad entrare in maggior profondità, a rispettare
maggiormente le esigenze e necessità della popolazione sconvolta e sono dunque maggiormente adatti alla
creazione di quelle condizioni che favoriscono e permettono un coinvolgimento dei soggetti in successive
attività di intervento possibili.
o Focus group : interviste di gruppo solitamente condotte circa un tema particolare, ad un gruppo particolare di
persone.
• Assunto - l’interazione di gruppo favorisce l’emergere di informazioni originali basate su maggior riflessione poiché
mediante la discussione i partecipanti hanno la possibilità di esprimere la propria opinione e conoscere nel contempo un
determinato argomenti da più pdv. — processo di formazione di opinioni.
• *Anello di congiunzione tra ricerca e ricerca-azione*
FOCUS GROUP RICERCA RICERCA-AZIONE
Metodo qualitativo da affiancare Per attivare una discussione su
all’osservazione, ai dati d’archivio specifici temi interni alla comunità,
per analizzare una per coinvolgere e far partecipare i
comunità/fenomeno cittadini, per iniziare a riflettere sulle
possibili soluzioni /azioni da mettere
in atto
OBIETTIVI •Metodo unico • Metodo centrale per la
Metodo ausiliario (prima, durante e promozione di partecipazione e per
dopo la ricerca quantitativa) arrivare a soluzioni comuni
Esplorare ed analizzare in profondità un • Metodo di valutazione delle
determinato argomento o fenomeno, proposte
talvolta nuovo per il quale non esistono
Stimolare la riflessione e la
strumenti validati quantitativi -
discussione di gruppi di cittadini con
fenomeno nuovo (X campione
rappresentativo troppo dispendioso) - finalità di cambiamento, il fine non è
inserire popolazioni particolari dunque conoscere bensì far
APPROFONDIMENTO DI UN FENOMENO partecipare e arrivare a decisioni
DI INTERESSE a livello scientifico comuni, oltre quello di mettere a
confronto diverse idee per favorire
discussioni e riflessioni
SELEZIONE GRUPPO DI Partecipanti selezionati per far • Gruppi selezionati per la loro
RIFERIMENTO emergere pdv diversi Un argomento visione della comunità
Gruppi non naturali • Gruppi naturali
Selezionati in modo uguale pensando Una selezione operate con tali basi,
a quanti pdv si possono far emergere permetterà di continuare la
circa quel determinato fenomeno di riflessione anche fuori il focus-gruop
interesse da un lato, dall’altro il suo utilizzo
come lavoro di gruppo può portare
al cambiamento aspirato.
MODERATORE Ricercatore professionista aiutato da Ricercatore professionista o
legista volontariato adeguatamente
formato (dalla comunità) per quello
specifico argomento trattato dal
focus Group
DEFINIZIONE DOMANDE Griglia prestabilita per l’intervista Domande stimolo, non rigide
(protocollo con domande d’apertura, Le domande sono un numero
introduttive, di transizione, chiave e inferiore rispetto a quelle della
di chiusura • ricerca, (2/3) , e l’intento è quello di
Domande preformulate, da ripetere capire che cosa pensano i cittadini
nello stesso modo ed ordine per tutti del problema/fenomeno di analisi
i gruppi al fine di ridurre la variabilità (aspetti sia + che -) ma in particolare
tra di essi e la diversità
1.30 h x 10 domande che cosa propongono per modificare
la situazione.
NUMERO GRUPPI COINVOLTI Minimo 3 quanti gruppi interessati nel territorio
NUMERO GRUPPI Solitamente 1 Solitamente più di 1
INCONTRATI
ANALISI DEI DATI Svolta dal ricercatore Svolta dai partecipanti /cittadini
• Più rigorosa ( trascrizione e attraverso confronto tra i vari gruppi
sbobinatura delle registrazioni ) e mediante la creazione, ad
esempio, di un cartellone che
espone ciò che è emerso all’interno
della discussione
Riassunta in cartelloni
• La RICERCA-AZIONE (action-research)
o La ricerca-azione risulta essere il metodo che si sposa maggiormente con l’ottica e la modalità di intervento e
studio di pdc, essa permette di fatto di instaurare una sorta di alleanza tra le due caratteristiche base di questa
disciplina: ricerca e azione.

LAVORARE PER LA COMUNITA’: GLI STRUMENTI DI AZIONE DELLO PSICOLOGO di


COMUNITA’
• INTRODUZIONE ALL’AZIONE
o Strumento principe risulta la ricerca-azione
o Accanto a questo lo psicologo progetta incrementa e valuta interventi in ambito sociale attraverso
o CAMBIAMENTO INDIVIDUALE
▪ Cerca di potenziare attraverso le sue azioni competenze e aspetti individuali in grado di incrementare il
bisogno del singolo e di rafforzare le relazioni con gli altri e con i propri contesti di vita
▪ TRAINING
• Percorsi formati
• Volti a modificare alcuni aspetti del singolo
• Utilizzato con target diversi per varie finalità
• Si basa sull’assunto che molti aspetti della vita individuale sono appresi in modo naturale
all’interno dei diversi contesti sociali in cui si vive grazie alle interazioni con gli altri
• Questo apprendimento può essere anche guidato e strutturato per colmare lacune esistenti e
potenziare risorse presenti
• Si concentrano sul cambiamento di:
o Conoscenza →evitare che le azioni dell’individuo siano basate su assunti errati
o Abilità → intese come qualcosa che consente al soggetto di fare
▪ Far apprendere nuove modalità di azione e competenze
o Atteggiamenti →risultano essere gli aspetti più difficili da modificare perché
collegati a credenze esperienza e storia del soggetto
▪ Gli atteggiamenti riguardano :
• Comportamenti specifici
• Specifiche popolazioni
• Specifici contesti
▪ Atteggiamenti che polarizzati possono dar vita a pregiudizi→ compito dello
PdC è comprendere gli atteggiamenti esistenti e fornire una visione
alternativa
• Fine ultimo del cambiamento è la modificazione del comportamento
• Molto importanti le abilità sociali
o Abilità che permettono alla persona di relazionarsi in maniera efficace lavorando in
gruppo
• Si punta anche al miglioramento del singolo
• Si svolgono in gruppo
o Motivazione economica
• Lo PdC può decidere di attuare il training
o Direttamente con il target di suo interesse
o Con non professionisti che si troveranno a mettere in atto azioni per modificare il
comportamento
▪ Insegnati, volontari ecc
o Con operatori che metteranno in atto attività di formazione
• Tecnica molto flessibile ed efficace
o CAMBIAMENTO SULLA RETE SOCIALE -MICROLIVELLO
▪ Agire sulle reti di relazioni prossimali
▪ Lavorare sugli individui che interagiscono con il target di interesse per permettere una più facile
modificazione degli atteggiamenti e comportamenti perché questi individui fungono da modelli
comportamentali
▪ Significa creare risorse nuove che verranno mantenute nel tempo e di cui potranno beneficiare un
numero elevato di soggetti
▪ MENTORING
• Usato con ragazzi a rischio (mentee)
• Si colloca tra interventi di tipo selettivo o indicato
• Intervento indiretto
o Il professionista si avvale di non professionisti
▪ Non professionista → volontario che rappresenta una nuova risorsa per il
soggetto in difficoltà
▪ Mentor → deve seguire un percorso di formazioni che affini le sue abilità
comunicative, la capacità di risolvere efficacemente i problemi e capacità di
incoraggiare
• Relazione uno a uno
o Considera essenziale il ruolo di modelli positivi nello sviluppo
• Relazione asimmetrica che tende all’orizzontalità
• Prevede l’affiancamento di un modello positivo che possa facilitare la riflessione e il controllo
di persone in difficoltà
• Obiettivo
o Potenziare l’empowerment di entrambi→ aumenta la fiducia in sé e la competenza
o Obiettivi raggiunti attraverso la relazione tra i due
• Difficoltà
o Reclutare volontari
o Affrontare cambiamenti dovuti a cause esterne
o Coinvolgere i genitori
o Formazione adeguata del mentor
• Fasi dei progetti
o Ideazione del progetto e attivazione
o Progettazione
o Realizzazione
o Valutazione
• Lavorare con le famiglie → primo luogo di socializzazione
▪ PEER EDUCATION
• Diverse teorie sostengono l’efficacia dell’utilizzo dei pari
o Teoria dell apprendimento sociale di bandura → modello comportamentale
o Teoria dell’azione ragionata → per influenzare il comportamento è necessario agire
sulle norme sociali
o Teoria della diffusione delle innovazioni→ presenta i pari come opinion leader
o La teoria della participatory education
• Fasi
o Reclutamento dei peers
o Formazione → prevede una partecipazione attiva
o Azione dei peers
o Valutazione dell’efficacia finale
• Queste esperienze non funzionano se:
o I pari sono solo uno strumento nelle mani degli adulti
o Se i programmi sono incentrati esclusivamente sul passaggio di info
o Se sono di breve durata
o Se non c’è condivisione di obiettivi e finalità
▪ GRUPPI DI AUTO-AIUTO
• Azione non professionale per promuovere, mantenere o recuperare la salute
• Ruolo del professionista marginale
• Cambiamento spontaneo sfruttando le dinamiche naturali del gruppo e la motivazione dei
partecipanti stessi
o Avviene attraverso le dinamiche del gruppo
• Si possono individuare gruppi auto-aiuto universali, selettivi e indicati
• Gruppo volontario
o Composto da persone con un problema comune
• Essendo un gruppo di pari si sfrutta la potenzialità della relazione per la risoluzione dei
problemi
• Aspetti principali
o Scopo → fornire aiuto migliorare la propria e la altrui situazione
o Origine → dal gruppo stesso
o Fonte d’aiuto → i membri stessi
o Composizione → membri con un problema comune senza distinzioni di ruolo
o Controllo → dato ai membri
o Controllo del comportamento e riorganizzazione della condotta → fare in modo che
attraverso il comportamento degli altri si trovi la forza per modificare un
comportamento inadeguato
▪ Intervento indicato
o Sostegno e difesa dello stress→ il confrontarsi è una risorsa rilevante di info e un
modello comportamentale per la risoluzione dei problemi
▪ Interventi di tipo selettivo
o Crescita personale e autorealizzazione → empowerment individuale
o Azione sociale → cambiamento all’esterno
• Importante risorsa per la comunità→ interventi a basso costo
o Fortemente legato ai bisogni degli individui
o CAMBIAMENTO A LIVELLO DI ORGANIZZAZIONE - MACRO LIVELLO
▪ Cambiamento di tipo strutturale → modificazione dell’ambiente , creazione di nuovi spazi o servizi
,miglioramento delle offerte e delle risorse
▪ Cambiamento relazionale →modifica del clima attraverso una diversa valorizzazione degli individui
▪ Cambiamento legislativo →cambiamento di norme e regole
▪ LAVORO DI RETE
• Lo PdC può attivare una serie di legami tra gruppi presenti nel contesto d’interesse e aiutare
nella gestione della soluzione condivisa dei problemi
o Creando momenti di scambio e valorizzazione delle idee di ogni gruppo
• Rete vista come sistema e modalità di scambio tra attori
o Lo PdC deve favorire il processo di scambio
• Permette di evitare la duplicazione di interventi e diminuire la competizione
• Diverse forme
o A livello minimo → scambio di informazioni inerenti a uno specifico target o
fenomeno
o Secondo livello → Segnalazione di un problema →per favorire una più rapida
attivazione
o Terzo livello → collaborazione su un caso
o Quarto livello → collaborazione sul problema
o Quinto livello → realizzazione coniugata di progetti
• Ostacoli nella collaborazione
o Possibilità che i gruppi percepiscano come minacciata la propria autonomia
o Confronto tra background teorici di riferimento e priorità difficilmente coniugabili
• PdC→ ruolo di mediatore
• Sbilanciamento tra costi e benefici
o Impegno troppo oneroso per i singoli gruppi rispetto al beneficio
• Aspetti facilitanti di questo lavoro
o Buona comunicazione all’interno dei gruppi
o Presenza di organizzazioni simili con obiettivi affini
o Disponibilità di fondi
o Gestione coordinata dell’attività

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