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PSICOLOGIA DINAMICA

Prof. Di Riso

INTRODUZIONE ALLA PSICANALISI

INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA DINAMICA E AL PENSIERO DI SIGMUND FREUD


"Introduzione alla Psicoanalisi" (1915-1917)

DINAMICA = branca della psicologia che fa riferimento a uno specifico approccio della teoria della personalità
= studio delle relazioni interne alla mente dell'uomo
= questa concezione fa riferimento a ciò che scopre Freud si diversi livelli di funzionamento della mente umana
- comunicazione tra conscio e inconscio
> Freud è il primo ad occuparsi del funzionamento interno della mente umana
La sua teoria non è lineare, ma si modifica e si ristruttura nell’arco di tutta la sua vita
Teoria freudiana 1915
 È stata molto criticata = “Freud messo a fuoco”
 Esplora il funzionamento della dinamica umana
 L’interesse principale è lo studio del funzionamento della mente e dei suoi dinamismi
 Fine è quello di curare i pazienti
 Strumento utilizzato è lo studio dei disturbi dei suoi pazienti
 La teoria psicanalitica è costruita dopo aver sviluppato una grandissima esperienza critica basata sulla cura dei suoi
pazienti
 Mostra come curare i pazienti attraverso la teoria psicanalitica, quindi la psicoanalisi
 Si occupa solo di ADULTI = molto criticato per questo
= ha sviluppato le fasi dello sviluppo infantile ascoltando i racconti dei pazienti adulti
durante l’analisi
 Analisi avveniva 5-6 volte a settimana per qualche mese/un anno
 È necessario svelare la dinamica interna alla mente per comprendere il sintomo che scatena il disturbo
Per farlo ha sviluppato delle teorie teoriche applicabili nei diversi casi in base al disturbo e
all’esperienza del paziente
 Freud ha compreso che a scatenare lo stesso sintomo sono diversi avvenimenti in base alla storia del paziente
Quindi anche la dinamica del funzionamento mentale di questi pazienti è diverso
 Freud ha portato tante innovazioni dove prima i sintomi si curavano solo con farmaci o con la lobotomia
Nell’introdurre l’inconscio in una realtà dove doveva essere tutto spiegato e ordinato (puritanesimo) ha
scatenato grande odio negli altri studiosi

« Noi non vogliamo semplicemente classificare e descrivere i fenomeni, ma concepirli come indizi di un gioco di forze
che si svolge nella psiche, come espressione di tendenze orientate verso un fine, che operano insieme o l’una contro
l’altra. Ciò che ci sforziamo di raggiungere è una concezione dinamica dei fenomeni psichici»

GIOCO FORZE
 Conflitto psichico che si esprime nella sintomatologia del paziente
 Conflitto tra le istanze di IO, ES che rappresentano rispettivamente il PRINCIPIO DELLA REALTA’ e il PRINCIPIO
DI PIACERE >> c’è conflitto perché spingono in direzioni diverse
 Il sintomo si manifesta fino a quando il conflitto non è risolto
 La mente si muove spinta dal PRINCIPIO DI PIACERE, quindi tende a soddisfare i propri desideri,
MA questo non è sempre possibile. Quindi interviene il PRINCIPIO DI REALTA' che evita il completo soddisfacimento
del piacere >> il tentativo è quello di raggiungere una CONCEZIONE DINAMICA DEI FEOMENI PSICHICI

FENOMENI PSICHICI
- Studio dei processi mentali
- Teoria della mente
- Soggettività
- Mondo emozionale (affetti, pulsioni)
- Legami affettivi (attaccamento)
- Relazioni interpersonali (relazioni oggettuali)
- Conflitti e difese (conflitto, angoscia e meccanismi di difesa)
TENDENZE ORIENTATE VERSO UN FINE
 PULSIONE = Desideri verso cui tendiamo
= Alcune sono consapevoli e altre no = qui sta la complessità dell’analisi freudiana > esplorare la parte di sé di
cui lo stesso soggetto non può parlare perché non conosce
consapevolmente
 Stadi dello sviluppo psicosessuale si basano su questa pulsione >> mente del bambino si muove secondo il principio di
piacere = soddisfare la meta dello stadio in cui si trova

FASE ORALE:
Il neonato non ha chiaro che il seno è qualcosa di esterno a sé, crede di crearlo da solo per soddisfare il proprio
bisogno (è ancora un tutt'uno con la madre) = ALLUCINA IL SENO >> PRINCIPIO DI PIACERE 
Quando la madre ritarda un po' nell'offrire il seno inizia ad inserire il PRINCIPIO DI REALTA’ nella vita del
bambino = PROMUOVE COSI’ LA SEPARAZIONE introducendo le prime frustrazioni
>> necessario per limitare lo sviluppo di psicosi
= nelle psicosi (allucinazioni) non c’è principio di realtà e mostrare al paziente i dati reali è
inutile perché non li comprende in quanto non ha mai imparato a farlo
>> nel bambino la psicosi è normale = il bambino è tutto ES, pulsione
>> negli adulti psicotici l'IO è molto piccolo e prevale ancora l'ES = patologia

Visione complessa dell'ESSERE UMANO


 Non è unitario >> la mente è un insieme di forze indipendenti che possono collaborare o entrare in conflitto
>> capire la storia che sta dietro al sintomo perché questa lo condiziona
 Insieme di tante forze diverse >> queste possono entrare in conflitto tra di loro
Il conflitto è normale in tutti quando l'esame di realtà non è andato a buon fine
Il paziente psicotico vive sempre in questa situazione
Il suo Io non ha avuto possibilità si svilupparsi a pieno a causa di situazioni
catastrofiche e traumatiche avvenute nella prima infanzia o durante lo
sviluppo
Spesso non sono consapevoli della loro condizione, pensano sia la normalità
Lo psicanalista deve contattare la parte sana, anche se molto piccola, per poter
comunicare e quindi aiutarlo
 Per comprendere l’essere umano, che non è unitario, è necessario analizzare i sui comportamenti, la sua storia e non
fermarsi al solo sintomo osservabile
 INCONSCIO = parte irrazionale presente nell'essere umano
o Scoperto da Freud
o Platone nel mito "Fedro e l'auriga" parla già di una forza razionale e una irrazionale che governano l'anima
 Auriga = tiene le regini e guida il carro
 Cavallo bianco = forza razionale da spronare
 Cavallo nero = forza irrazionale sempre attiva da tenere a bada
o Se l'inconscio sfugge al controllo del conscio abbiano diversi sintomi (lapsus)
o I sintomi (anche i lapsus) hanno sempre un significato e analizzandolo è possibile capire l’inconscio altrimenti
non studiabile direttamente = “Psicopatologia della vita quotidiana”
o Funziona secondo delle leggi specifiche e studiandole è possibile dare delle interpretazioni ai sintomi

PSICOLOGIA DINAMICA
 Nome con cui la Psicoanalisi è entrata nell’Università
 Psicanalisi
 Teoria della personalità
 Terapia
 Metodo per investigare i fenomeni inconsci
 In passato ha ignorato le basi biologiche del funzionamento mentale
 Dinamica per la presenza di diverse istanze psichiche in relazione dinamica o mobile tra di loro

SUPER-IO
Inconscio EGO
ES
Conscio
 Scopo della psicanalisi = permettere all'IO di avere sempre più controllo sull'ES, sull’inconscio
= il controllo totale non è possibile altrimenti saremmo dei robot
 1775 nasce la psicologia dinamica in un’opera che non è di Freud
>> "La scoperta dell'inconscio" Ellenberg 1970 = richiama l’opera del 1775
>> si dice che già nel '800 si parlasse di questa forza mentale
CURA DELLE MALATTIE MENTALI NEL ‘800
o Gassner
 ESORCISTA MEDIEVALE = mondo magico e religioso > l’anima aveva ancora qualcosa di religioso
 Considerava la malattia mentale come una malattia dell'anima su cui il farmaco non ha effetto
 L'esorcista deve togliere dal CORPO del paziente il demonio che ammala il paziente
 Erano curate in questo modo psicosi, nevrosi, isteria, disturbo di personalità
 Sintomi comuni a tutte le patologie trattate con l’esorcismo
o IMPREVEDIBILITA' = scompensi psicotici
o VARIABILITA' = sintomo ha tante manifestazioni come nei deliri psicotici gravi
o FORTE IMPRESSIONE SUI SOGGETTI SANI

o Mesmer
 METODO ILLUMINISTA = psicoterapia moderna
 Teoria dei fluidi o della marea artificiale
= all’interno del corpo c’è un fluido che si distribuisce in un certo modo e risponde al
campo magnetico dei pianeti
 I pazienti sintomatici avevano un malfunzionamento nella circolazione di questo fluido corporeo
 La terapia permette la ridistribuzione del fluido attraverso il contatto fisico in certi punti precisi
 Terapeuta = magnetizzazione
 Grande legame con l'IPNOSI
= nel momento del contatto il paziente cade in uno stato di trans perdendo il suo stato di
coscienza, quindi al "risveglio" il paziente non ricorda nulla = fiducia e dipendenza assoluta
nel magnetizzatore
>> lo stesso avviene nell’ipnosi = limite per cui Freud abbandona l'ipnosi

 Queste teorie cosa ispirano nella teoria freudiana

 Magnetizzatore e il contatto fisico nella teoria illuminista


o All'inizio, nell'analisi era permesso il contatto fisico > come nell’ipnosi
In seguito, è stato vietato durante la seduta perché la psicanalisi deve essere completamente verbale  
Per il paziente può essere un terrore il contatto fisico quindi è prudente non insistere su
questo. Infatti, lo psicanalista freudiano non porge la mano nella presentazione, risponde
ma non è il primo a porgerla.
o Rapporto medico/paziente
 Concetto di TRANSFERT >> relazione tra paziente e analista
 Il paziente si comporta in un certo modo con lo psicoanalista (provoca, insulta)
 Analista deve capire quale modello relazionale il paziente sta riproponendo
 Analista deve capire che ruolo sta ricoprendo in quel momento per il paziente (padre)
 In momenti diversi della terapia l’analista può rappresentare ruoli diversi
 Una grande parte del ruolo dello psicanalista è quello di interpretare il transfert
= riuscire a dire al paziente che si comporta in un certo modo in risposta alla
relazione che ha sviluppato con una determinata figura (madre oppressiva)
è difficile da accettare, bisogna affrontare questo quanto il paziente è
pronto >> TIMING
 Relazioni CONTRO-TRANSFERIALI
 Risposta dell'analista al transfert del paziente, a cosa il paziente gli butta addosso
 L'analista deve capire se la sua reazione è un
- Contro-transfert = da informazioni fondamentali sul paziente
= come il racconto del paziente ritorna al TERAPEUTA
= il modo di raccontare rispecchia il modo di gestire le
emozioni e affrontare il problema
- Influenza del proprio vissuto
 L'analista deve conoscersi molto bene
 L'analista deve saper separare bene il proprio vissuto dallo psicoterapeuta

 Malattie dell’anima nella teoria esorcista


o TIMING
 L’analista deve capire il momento preciso in cui il paziente è pronto a entrare nel proprio inconscio
 Se la diagnosi dello psicanalista è giusta il momento per affrontarla si ripresenta in modi diversi e in
tempi diversi rispetto alla maturazione del paziente
Sta all'analista coglierle e scegliere quando il paziente è pronto ad affrontarlo
o Deve esserci FIDUCIA tra lo psicoterapeuta e il paziente
 Il paziente deve lasciarsi guidare
 Paziente e psicanalista devono costruire una sorta di DIPENDENZA sana che promuova la crescita
 
DAL MAGNETISMO ALL’IPNOTISMO

De Chastenet > Si occupa delle malattie mentali prima di Freud


 Osserva che ci sono crisi perfette = crisi epilettiche senza convulsioni in cui il paziente non è in contatto con se stesso
INCOSCIENTE
o Le definisce SONNO VIGILE
> Il paziente può essere in contatto con il mondo esterno, ma al fine della crisi detta
perfetta il paziente non ricorda nulla di ciò che è avvenuto
> Al termine il terapeuta ha molte informazioni riguardo al paziente di cui esso non è consapevole
> Il paziente deve fidarsi molto del terapeuta
o Si ipotizza quindi uno stato mentale sotto il livello della coscienza e della razionalità che Freud chiamerà
inconscio

 Passaggio da MAGNETISMO a IPNOTISMO


o Non si parla più di fluido corporeo, ma di una VOLONTÀ > termine che si avvicina alla coscienza e
incoscienza
o Con l'ipnotismo si abbandona il contatto fisico, ma si utilizzano degli oggetti esterni (pendolo) che permettono
al paziente di entrare nello stato di trans transitorio = terapeuta è in grado di far entrare e uscire il paziente dal trans
La volontà del paziente è discussa = l'entrata e l'uscita dallo stato di trans dipende dallo psicoterapeuta
= anche senza contatto deve esserci una grande FIDUCIA nel terapeuta
a. l’unico a sapere cosa accade nel momento dell’ipnosi al paziente
b. è lo psicoterapeuta a indurre e condurre l’ipnosi
o Oggi non si usa più l'ipnosi, ma la fiducia resta = ALLEANZA TERAPEUTICA
 Fattore aspecifico di tutte le psicoterapie
o Nello stato di trans
 Paziente parla di più IMMAGINAZIONE = più produttività rispetto allo stato di coscienza
 Paziente fa più riflessioni
 Nello stato di coscienza il paziente ha determinati comportamenti che possono essere correlati a atti di
immaginazione
MA comportamenti e atti di immaginazione restano totalmente DISSOCIATE nella
mente del paziente per questo sono necessarie azioni particolari per indagarle
1. Non tutti riescono a entrare nello stato di trans
= ci sono pazienti che hanno meccanismi di difesa molto rigidi Quindi Freud costruisce una tecnica di
2. È molto difficile lavorare con i pazienti se non si ricordano di analisi che permetta a tutti di lavorare su
ciò che avviene nell'ipnosi se stessi in modo cosciente
 Questo passaggio avviene durante il POSITIVISMO
o In questo periodo domina "COGITO ERGO SUM" > tutto doveva essere scientificamente provato
o Freud ha scardinato questa credenza mostrando che esiste una parte non consapevole e non controllabile
o Prima di Freud si parlava di
 DOPPIO IO
 Io conscio Due livelli di funzionamento indipendenti che non comunicano tra loro
 Io subconscio
 PERSONALITA' MULTIPLE Sarà Freud a farli comunicare con il
 Indipendenti metodo psicanalitico
 Non collegate

o CRISI DELLA RAGIONE >> in questa situazione si insedia la psicanalisi Oggi non si parla più di personalità
multiple , ma pazienti psicotici gravi
con molti livelli di funzionamento che
 LA PSICOANALISI di Freud
si manifestano in momenti diversi
o All'inizio studia l'ISTERIA
 Collegamento con difficoltà nella vita sessuale (isterico = utero)
 Sintomi fisici non spiegabili con la medicina
 Menomazioni non organiche (blocco di una gamba, incapacità di parlare)
 Conversioni isteriche
Bisogna cercare spiegazioni subconscie, inconsapevoli dei sintomi >> Freud cerca spiegazioni simboliche
 Anche le isteriche hanno crisi di trans
- chiamate all’epoca FENOMENI OSCURI
- Freud chiama STATI DISSOCIATIVI DI COSCIENZA
 In questi momenti il paziente funziona a comportamenti stagni, dissociati
 La paziente parla
 La paziente assume un tipo di funzionamento che non permane nello stato cosciente di veglia
 Freud mette in atto tecniche specifiche per esplorare questi stati oscuri o inconsci
 Tutti i suoi casi clinici analizzati da Freud hanno DISORDINI CON LA SESSUALITA'
- Insoddisfazione e inibizione sessuale
- Frustrazione di desideri erotici Sono dettati dall’epoca

LA SOCIETA' CONDIZIONA I TIPI DI DISTURBO


Oggi la patologia più frequente non è l’isteria, ma i disturbi narcisistici
LA VITA DI FREUD
 Ossessivo = ha una routine molto rigida che seguiva ogni giorno
 Lavoratore instancabile = vedeva i pazienti anche 5-6 volte la settimana
 Ha scritto "Uber coca" 1885, un’opera sulla cocaina
o Usava la cocaina come morfina = soffriva di forti emicranie
o Inibiva così i bisogni di base come fame, sonno, sete
o Si dice che la utilizzò in un paziente che morì a causa della dose sbagliata
o Sperimenta prima su di sé i farmaci e dopo li dà ai pazienti >> così spiega il suo utilizzo della cocaina
Articolo de La Stampa: “Per liberarsi della cocaina Freud inventò la psicanalisi” (moodle)
 Più grande psicanalista che non è mai stato analizzato
o Si fa AUTOANALISI >> oggi è possibile solo dopo aver fatto un percorso di analisi
>> è autoanalisi riflettere sui propri sentimenti e il proprio funzionamento
 Muore di cancro alla mascella
 Scrive opere fino alla fine della sua vita
 Ha tante fobie
o Treni
o Numero 62
 Fumatore compulsivo di sigari = denuncia un blocco nella FASE ORALE
 MADRE
o 20 anni di differenza con il padre
o Molto fredda, irraggiungibile affettivamente, lunatica, capricciosa
o Figli sono affidati a una tata (Monica) con cui Freud sviluppa il rapporto affettivo
 PADRE
o Molte aspettative nei confronti del figlio >> Sigmund = saggio
 12 nomination al Premio Nobel, ma non ne prese neanche uno perché non era esattamente uno scienziato e il suo metodo
non aveva prove empiriche
 Accumulò 2000 reperti archeologici >> archeologia è una scienza che metaforicamente spiega il movimento della teoria
= psicanalisi scava nell'inconscio per riportare alla coscienza aspetti non visibili
 Faceva analisi con il suo cane nello studio = antesignano della Pet-therapy
= diceva che i movimenti del cane lo portassero a intuizioni rispetto al paziente
 Famiglia ebraica = circonciso in tenera età >> esperienza traumatica per lui che lo porta a sviluppare le fasi di sviluppo
 Eventi luttuosi
o Fratello minore muore per una malattia fulminante
o Scomparsa improvvisa della tata > cacciata senza preavviso
o Costretti a lasciare Freiberg per le persecuzioni naziste

NESSI TRA LA SUA VITA E LA TEORIA


o COMPLESSO EDIPICO
 Triangolazione tra i genitori e il figlio
 Distanza tra Freud e la madre non è irraggiungibile per un rapporto amoroso
o ANGOSCIA DI CASTRAZIONE E SVILUPPO DELLE FASI DI SVILUPPO
 Circoncisione
o ATTENZIONE AL CONCETTO DI TRAUMA
 Ha avuto molti traumi, lutti e separazioni nella sua vita

COSA SCOPRE FREUD


 UN MODELLO DI FUNZIONAMENTO DELLA MENTE UMANA
o Diverso da ciò che è stato proposto fino ad allora
o Nel funzionamento esiste una parte non consapevole = INCONSCIO
o È come se ci fosse un doppio funzionamento della mente
 Conscio
 Inconscio
 L'INCONSCIO NON HA UN FUNZIONAMENTO CASUALE
o Ha leggi e regole specifiche
o Anche i lapsus non sono casuali, hanno una ragione
o Lo scopo del metodo psicanalitico è quello di scoprire le leggi dell'inconscio
o DETERMINISMO PSICHICO
 Tutto è determinato da regole psichiche non consapevoli
 Nella mente nulla avviene per caso
 Nessun accadimento psichico può verificarsi in maniera completamente staccata dagli altri
 Quando i fenomeni sembrano privi di significato si pensa che esso sia al di là della consapevolezza
 A sostegno delle ipotesi del determinismo psichico e dell’esistenza dell’inconscio
1. Fenomeni normali come atti mancati, lapsus, paraprassie, motti di spirito, sogni
 Hanno un’importante significato scientifico
 Sono il prodotto di un’azione intenzionale anche se inconsapevole
 Testimonianza del fallimento del meccanismo della RIMOZIONE
= allontanamento dalla coscienza e respingimento nell’inconscio di desideri
inaccettabili o che non è possibile soddisfare
= previene la possibilità di provare ansia rispetto a un desiderio inconscio
2. Fenomeni psicopatologici come le nevrosi
o Nei suoi studi Freud parte dalle manifestazioni dell'inconscio per ricostruirne il funzionamento
o I fenomeni mentali dell’inconscio si possono dividere in due categorie
1. Richiamabili alla memoria tramite uno sforzo dell’attenzione = PRECONSCI
2. Elementi psichici che non possono essere resi consci = fenomeni complessi con caratteristiche
e modalità di funzionamento specifico che esercitano una notevole influenza sul
funzionamento mentale
 PUNTI DI PARTENZA
o CONOSCENZE NEUROANATOMICHE > lavori con Brucke
 Affronta un laboratorio sul funzionamento anatomico del cervello
1. Confronta il cervello di invertebrati e vertebrati
FUNZIONI DINAMICHE DEL CERVELLO
2. Studia i collegamenti tra neuroni
3. Studia gli organi sessuali dell'anguilla
SESSUALITA’
o SCOPRE L’ENERGIA INTERNA CHE PERMETTE IL FUNZIONAMENTO DEI NEURONI
 Funzione primaria del sistema nervoso = generare scariche elettriche che permettano il movimento dei neuroni e
delle sinapsi che danno il via ai movimenti del corpo
TEROIA DELLE PULSIONI

o SCOPRE CHE ESISTONO DELLE GUAINE CHE RIVESTONO E PROTEGGONO ALCUNE AREE DEL
CERVELLO DAGLI STIMOLI ESTERNI

MECCANISMI DI DIFESA
= processi psicologici che permettono all’inconscio di non arrivare alla consapevolezza
= proteggono il funzionamento mentale evitando l'irruzione dell'inconscio nella realtà conscia
= possono essere patologici quando sono troppo rigidi e non scardinabili
= senza meccanismi di difesa non è possibile vivere perché è necessario difendersi dalla
complessità
= il metodo psicanalitico scardina alcuni meccanismi di difesa per permettere all'inconscio di
tornare a consapevolezza
= si formano con lo sviluppo

o STUDIA PIU’ NEL DETTAGLIO IL CERVELLO UMANO > lavoro con Meynert
 Seziona e tratta cervelli di bambini post mortem
 Si occupa principalmente della paralisi celebrale infantile

FASI DI SVILUPPO E INTERESSE NEL BAMBINO

 Lavora con l'ISTERIA


= definita da Meynert “la malattia della menzogna” perché nell'osservare sintomi fisici senza lesioni
biologiche pensava che le pazienti drammatizzassero e mentissero per avere attenzioni su di sé
"Freud passioni segrete" documentario
o ISTERIA > lavoro con Charcot
“Uno stralcio di studi sull’isteria” Articolo (moodle)
 Entra nel dettaglio del funzionamento anatomico attraverso l'ISTERIA
 Si dà importanza a quello che raccontano i pazienti
 Si ipotizza che ciò che raccontano nello stato non cosciente è la parte più vicina al funzionamento
dell'inconscio
 Spesso i racconti erano collegati all'infanzia dei pazienti
 Sembra che il materiale inconscio sia riconducibile alle prime fasi di sviluppo
qualcosa ha condizionato il funzionamento
 Si inizia a dare credito all’origine psicologica dei disturbi mentali = fondamentale per arrivare alla psicanalisi
 I disturbi mentali sono dettati da malfunzionamento del funzionamento neuro anatomico e non neuroanatomico
 Allarga il suo interesse a nuove "specie morbose" (fobie, depressione, angoscia)
 Allarga l'analisi di sintomi e cause
 Due stati più frequenti
 EPILESSIA >> origine anatomica e una scarica motoria
 ISTERIA >> origine funzionale senza convulsioni Molto simili nei sintomi
 Prima riflessione di Freud studiando post mortem il cervello di epilettici e isteriche
 EPILETTICO = lesione anatomica
 ISTERICA = lesione deve essere funzionale-psicologica
 Ipotizza che il sintomo delle isteriche sia dato da un TRAUMA
 Inizialmente di natura prettamente sessuale
 Attraverso i racconti cerca di ricostruire quando avviene il trauma, che conseguenze ha avuto e
che tipo di trauma è
 Definizione e criteri del trauma
- Non è solo sessuale
- Non si sanno ben definire i limiti entro cui definire un evento traumatico
 Quanto il paziente si è scombinato a seguito dell'evento
 Quanto quell’evento è importante per la persona
 Quando l'evento lacera gli schermi protettivi della persona

 Possono avere una forza diversa rispetto alla sensibilità e all’esperienza del singolo
 Possono avere diversa forza a causa di difetti strutturali o a causa di situazioni ambientali che
non hanno contribuito alla loro solidificazione
- È più corretto parlare di SITUAZIONI TRAUMATICHE che di trauma 
- Non sempre il trauma è consapevole
- Ci sono diversi modi di affrontare il trauma
o Costruzione di meccanismi di difesa molto forti per non soffrire.
Sembrano non essere traumatizzati perché raccontano senza emozioni
ma con tantissimi dettagli = ISOLAMENTO DELL’AFFETTO
 
PSICOLOGO = chi finisce l'esame di stato
= dopo l’esame ci sono le scuole di psicoterapia che sono molte
PSICOTERAPISTA = specializzazione in una scuola di psicoterapia
= può vedere il paziente 2-3 volte la settimana
PSICOANALISTA = per esserlo bisogna seguire una specifica scuola della Società Psicanalitica Italiana
= può vedere il paziente 3-4 volte la settimana
ANALISI = percorso personale dello psicoterapeuta
SUPERVISIONE = raccontare i propri casi clinici per avere un aiuto per poter proseguire con la psicoterapia
TUTTI DEVONO FARE UN PERCORSO DI ANALISI PRIMA DI VEDERE I PAZIENTI

ISTERIA, LE LEZIONI DI CHARCOT


 Studia l'isteria da un punto di vista psicologico più che fisiologico
 Con lui le ipotesi psicologiche di Freud possono prendere piede e si allontanano dalla visione anatomica
 Parte dallo studio delle differenze tra
1. Isteria > deficit funzionale
2. Epilessia > deficit biologico
 Definisce l'isteria come una NEVROSI = primo modo per definire la malattia mentale
= definisce chiaramente che non è una simulazione come invece pensava Meyner
 Freud ipotizza le cause dell'isteria
o TRAUMA come origine del sintomo isterico
o Attraverso l’esperienza di accorge che il trauma non è unicamente SESSUALE
 Trattano con l'ipnosi le isteriche
o Aspettano il loro stato di trans spontanea Per poter interrogare le pazienti in stato di semi-veglia
o Inducono lo stato di trans attraverso l'ipnosi
 Il paziente poteva perdere il suo sintomo (conversione delle gambe) durante lo stato ipnotico
o Durante l’ipnosi la conversione isterica spariva
o È una pseudo guarigione perché tornando alla coscienza il sintomo torna senza che il paziente abbia la
consapevolezza dello stato di salute durante l'ipnosi
o La scomparsa del sintomo è favorita quando il paziente parla con il terapeuta
 Associazione tra la parola e la manifestazione del sintomo
= collaborazione, collegamento tra corpo e mente
 Freud si accorge che ciò che i pazienti dicono non è senza senso, ma in realtà ha un significato importante se elaborato
con l’aiuto del terapeuta
La difficoltà sta nel fatto che non è possibile lavorare su queste informazioni con il paziente perché
questo non ne è cosciente, non è materiale condiviso tra paziente e terapeuta
 Freud cerca una soluzione partendo dal significato simbolico della PAROLA e del SINTOMO CORPOREO
 Ha un significato
 Permette la guarigione

 Il SINTOMO è il modo che l'inconscio ha per manifestare la presenza di un trauma irrisolto


 È un simbolo in quanto è un modo di comunicare che il paziente possiede e utilizza
 La sfida del lavoro psicoterapeutico è capire il significato del sintomo
 Ricostruendo la storia del paziente è possibile comprendere il significato di quel sintomo in quella determinata
paziente >> innovazione della psicanalisi
 Il sintomo ritorna in varie forme fino a quando l'aspetto problematico non è affrontato dal paziente =
COAZIONE A RIPETERE
Secondo questo principio è necessario elaborare i contenuti che emergono dall'inconscio, quindi è
necessario trovare un modo per far parlare il paziente di cose lontane dalla coscienza mentre il paziente
è presente, vigile per poter poi elaborare i contenuti

 
 Il lettino in psicanalisi ricorda l'ipnosi
 Da sdraiati le difese sono più labili
 È più probabile andare in profondità in uno stato di semi-veglia
 Lo psicoterapeuta resta alle spalle del paziente per non intervenire e condizionare i racconti del
paziente

 Freud inizialmente utilizza l'ipnosi indotta come metodo di indagine e ricerca


o Fasi di dormi-veglia
 Si risponde a domande a cui normalmente non si risponderebbe
 Allucinazioni normali nel passaggio tra veglia e sonno
o I racconti erano caricati emotivamente (arrabbiati, agitati, tristi) diversamente dal momento prima di cadere in
trans

In questo stato il sintomo spariva


 
 Freud deduce che gli stati emotivi hanno una grande influenza sulla comparsa/scomparsa dei sintomi
 Inizia ad occuparsi del mondo interiore dove ha origine il sintomo
 Tenta di associare il trauma agli affetti
 Non è detto che il paziente li esprima soprattutto se ha sistemi di difesa rigidi e pervasivi
 Ci sono pazienti che utilizzano in modo patologico i meccanismi di difesa in quanto usano lo
stesso meccanismo in tutte le situazioni
 Il mondo affettivo è molto diverso da paziente a paziente
 È importante conoscere la storia personale di ogni paziente per comprendere lo sviluppo e le
reti di relazioni che ha costruito per poter interpretare e comprendere il suo sintomo
 Il paziente può raccontare cose non vere al terapeuta
 Il paziente lo fa per manipolare il terapeuta
- Perché ha il bisogno di mentire
- Non mente al terapeuta, ma sta mettendo in atto il modo in cui è cresciuto
- Che cosa nella sua storia ha generato la necessità di mascherarsi
 Il paziente lo fa perché il suo modo di raccontare quella situazione attraverso i meccanismi di
difesa tolgono dei pezzi di realtà >> propria interpretazione del trauma
- Perché lo ha scordato, perché il meccanismo ha distorto così la realtà
 MUTISMO SELETTIVO = avviene quanto i bambini non parlano in determinate situazioni o di certi argomenti
o In terapia si usano molte modalità di immagine che spesso vanno oltre la parola ed è possibile far
interagire il bambino
o Chi ha mutismo a scuola o a casa molto spesso parlano durante il colloquio con il terapeuta
o Charcot utilizzava l’ipnosi per dimostrare ai suoi studenti che durante lo stato ipnotico
1. Il sintomo spariva
2. Il terapeuta riesce a far comparire e scomparire i sintomi in base a ciò che il paziente racconta
 Freud riesce durante l'ipnosi a fare domande al paziente sul suo racconto = base della psicanalisi
 Si costruisce una relazione in cui si fa parlare il paziente con le parole e non con il sintomo

= modalità di comunicazione non relazionale che richiede


un’interpretazione
 Il terapeuta per poter aiutare deve guidare il racconto
 ROTTURA CON CHARCOT
1. Charcot non ammette gli interrogativi e gli interventi del terapeuta durante l'analisi
2. Freud mette in discussione la tecnica dell’ipnosi in quanto non è possibile una successiva elaborazione
se il paziente non è consapevole dei suoi pensieri e dei suoi ricordi
 
L’INCONTRO CON BREUER
 Riesce a definire un po' meglio i principi della psicanalisi attraverso tre passaggi
1. Rinuncia del metodo neuropsicologico e del pensiero che le malattie mentali siano dovute da una
lesione celebrale
2. Approfondisce l’utilizzo della tecnica dell’ipnosi come metodo di indagine della genesi dei sintomi
3. Definisce
 Il concetto di LIBERA ASSOCIAZIONE
 Il comportamento che deve tenere il terapeuta durante l’analisi
 LIBERA ASSOCIAZIONE
o Il paziente si impegna a riferire all'analista qualsiasi pensiero gli venga in mente, evitando ogni tipo di censura o di
manipolazione
o Il paziente durante l'analisi è libero di parlare di qualunque cosa
o Il passaggio da un argomento ad un altro non è senza senso, l'inconscio non sempre segue una logica
 È compito del terapeuta trovare il filo che collega le libere associazioni
o È difficile soprattutto per gli ossessivi o gli iper-razionali = il discorso libero è molto disordinato
o Bisogna fidarsi molto del terapeuta e sentirsi sicuro nel parlare di qualunque cosa senza censure
o Sono lo specchio dell'inconscio del paziente, il modo attraverso il quale l’inconscio si manifesta
o La comunicazione sottostante da dare al paziente è che non c'è una comunicazione più importante di un'altra
o Importante comunicare al paziente che il terapeuta lo ascolta sempre, qualunque cosa egli racconti
o La concatenazione tra argomenti ha un senso anche se non direttamente comprensibile
o La libera associazione è sia del paziente che del terapeuta
 Il paziente fa libere associazioni nel raccontare tutto ciò che gli viene in mente
 Il terapeuta fa libere associazioni controtransferali nel momento in cui ascolta ciò che il
paziente gli dice e in base a questo nascono in lui pensieri e ricordi
 Motivi per cui rinuncia all'utilizzo dell'ipnosi > lo scrive nel libro “Studi sull’isteria”
o Il sollievo dato dall'assenza del sintomo non è permanente, ma si limita all'ipnosi
o La suggestione psicologica che il terapeuta aveva era molto potente
 Voleva un metodo in cui il terapeuta fosse meno intrusivo, più distante e ci fosse meno dipendenza patologica
tra terapeuta e paziente = oggi in analisi l’analista non lo si vede, è seduto dietro al paziente
 Con l’ipnosi il paziente sta meglio se il terapeuta è fisicamente presenta a controllare il
sintomo
 Nella prima generazione gli psicoterapeuti erano tutti uomini e le pazienti tutte donne quindi accadeva
frequentemente che la paziente si innamorasse realmente della persona del terapeuta
 Ingresso nell'intimo nel paziente
- L’analisi avveniva molto frequentemente
- Spesso gli incontri avvenivano in ambienti famigliari al paziente
 Motivo per cui Freud definisce quali comportamenti deve tenere il terapeuta
o Oggi è probabile che avvenga nei momenti di transfert = transfert erotizzato
 Il paziente non si innamora del terapeuta, ma di quello che il terapeuta rappresenta in quel
momento
 Nelle terapie di gruppo è possibile che i pazienti si innamorino tra di loro, in questo caso uno
dei due cambia gruppo
 ANNA O, il lavoro di Breuer e Freud
o Breuer chiede aiuto a Freud per un parere su questa paziente
o Anna O
 Giovane donna di 20 anni
 Molto colta e intelligente
 Vergine
 Fortemente inibita nella sfera sessuale > condizionata dalla cultura puritana
 Padre molto presente e affettuoso
 Madre molto distante e fredda
 Aveva una produzione fantastica molto elevata > a volte le fantasie possono rappresentare il trauma
= “TEATRO PRIVATO MOLTO RIGOGLIOSO”
= fantasticava molto ad occhi aperti su aspetti che non poteva vivere
= la esprime nei modi >> classica isterica molto teatrale e capricciosa e lunatica
 Sintomi isterici
o Ristringimento del campo visivo
o Perdita temporanea della parola
o Continua tosse nervosa
 Riflettono sul momento in cui questi sintomi sono comparsi
o Notano un'associazione tra la comparsa dei sintomi e il momento in cui Anna è chiamata ad accudire il
padre malato che in seguito morirà
o Iperproduzione fantastica diventa sempre più importante nel momento in cui deve rinunciare a molte
cose per accudire il padre
- le fantasie sostituiscono le esperienze
 La sera Anna cadeva in stato di trans autoindotta e parlava di cose sconnesse e balbettate nonostante fosse
molto colta
o Dopo questi momenti Anna stava meglio anche in stato di veglia
o ABREAZIONE = depositare i contenuti traumatici inconsapevoli permette la diminuzione del sintomo
= processo positivo e curativo
= scarica verbale produce un sollievo
= è importante che sia verbale perché lo sfogo fisico avviene già con il sintomo
 Breuer accetta il consiglio di Freud di parlare alla paziente in questi momenti di dormi-veglia
o Anna O rivive affettivamente le stesse sensazioni psicologiche che ha vissuto nel momento del trauma
o Quando il trauma subentra nella mente del paziente ha una funzione bloccante del sistema affettivo
ABREAZIONE = Lo scopo della psicanalisi è di far rivivere al paziente gli affetti bloccanti in
un ambiente controllato quale la seduta così da permettere al paziente provare
METODO le emozioni che l’intensità dell’evento traumatico avevano bloccato e
chiuso nell'inconscio
CATARTICO Quando il paziente diventa consapevole degli affetti bloccati nell’inconscio che ha vissuto nel
trauma può iniziare a parlarne perché finalmente li conosce
IL CASO DI ANNA O.

 Anna O primo caso di Freud


 Chiamato come consulente perché B. comprende di non poter lavorare bene con la paziente
 Quello che si comprende alla fine di questa consulenza è che tra la paziente e B. c’era un legame che non era protetto
 Erotizzazione del legame aveva bloccato il sistema di cura della paziente
o Legame tra Breuer e la paziente non era protetto >> legame sessale
o Fine del trattamento Anna O. in uno dei momenti di ipnosi indotta dice cose confuse, racconta di essere incinta del
dottore = fantasia sessuale sul dottore
o Per un motivo di trasferimento l’analisi deve essere interrotta quindi la paziente fa una fantasia sessuale che emerge
quando le difese sono addormentate perché in stato di trans
o Il dottore usa l'ipnosi come si usava originalmente per far dimenticare alla donna quello che aveva detto
o La psicoanalisi associa quindi l’inizio delle nevrosi con l’avvenimento di un fatto traumatico
 In quel momento sono prese in esame solo le isterie con dei traumi di origine sessuale
 Nesso tra isteria e problemi sessuali
 Separazione tra la paziente e B. viene associa alla separazione traumatica tra la paziente e il padre quando
il padre è morto
 La paziente rivive inconsciamente il trauma della separazione dal padre con la separazione meno
traumatica tra lei e il terapista
 Separazione tra B. e la paziente avvenuta in maniera repentina quindi la paziente non ha avuto il tempo di
metabolizzare
o Freud cerca di spiegare che ci sono traumi nell'esperienza quotidiana che riattivano il trauma originario.
o Trauma originario
 Separazione dal padre
Esperienza traumatica che le fa rivivere il trauma
 Separazione improvvisa non preparata da un uomo associata a quella con lo psicoterapeuta
o Anticipazione del transfert: parte metaforica della relazione con il terapeuta
 Concretizzazione del transfert
 Sessualizzato il rapporto terapeutico
 Paziente diceva di essere incinta del dott.
 Transfert
 Simbolicamente rappresenta una relazione tra il paziente e il terapeuta
 Non bisogna far agire concretamente il transfert ma Bisogna lavorare sulle associazioni
 Freud da una lettura interpretativa di queste relazioni all'epoca anche sessuali
 Dovuto all’ambente di puritanesimo in cui le isteriche vivevano
 Impossibilità di vivere i rapporti sessuali
 Attivavano una serie di Fantasie che se non gestite finivano per diventare delle vere e proprie
fantasie concrete sessuali aumentate dal rapporto tra paziente e terapeuta
 Rottura tra B e F = ruolo della sessualità
 Trauma e fantasie non sempre SOLO di natura sessuali
 Freud conclude l'analisi con Anna O. = detta quindi la sua prima paziente
 Ancora Ipnosi molto utilizzata = Diversamente interroga la paziente
 B= ascolta il flusso di associazioni della paziente
 Dall'uso dell'ipnosi in maniere stretta all'uso dell'ipnosi in maniera catartica
• Catarsi
 Concetto di abreazione
o Catarsi il pubblico delle tragedie greche osservano la tragedia e hanno uno
stato di benessere
o Rivivendo a posteriori la drammaticità dello stato affettivo che il paziente ha
provato quando il trauma è avvenuto ha un effetto di catarsi il paziente sta
meglio
o Lo stato trans ipnotico serve ad Abreagire uno stato affettivo che non si può
raggiungere in uno stato di veglia

o Trovare un modo affinché la paziente possa Abreagire l'effetto in uno stato


di coscienza passaggio che apre al metodo psicoanalitico.

 Il trauma ha 2 componenti:
1 Affettiva
- Impatto affettivo sul mondo interno del paziente (paura, sgomento tristezza,
angoscia)
2 Rappresentazionale
- Il paziente ricorda l'evento\ la scena\ immagine legata al trauma
 Scopo della psicoanalisi è ricombinare rappresentazione e affetto
o Nel modo sintomatico di raccontare il trauma una delle due parti non c'è più perché è nascosta nell'inconscio .
- ES: racconto giornalistico dell’evento traumatico = manca la parte affettiva
- Il paziente scoppia a pianger e non sa dire perché = c’è affetto ma non rappresentazione

 Meccanismi di difesa cancellano


o L’affetto
o La rappresentazione

 Rimozione :meccanismo che porta nell'inconscio alcuni elementi dell'esperienza per rimuoverli dalla
coscienza.
• Nel funzionamento del paziente c'è ma dobbiamo aiutarlo a riaprire l'inconscio
• Non c'è differenza nelle due cose (affetto e rappresentazione) nel momento in cui bisogna ricordare.
• È più semplice per il terapeuta se il paziente rimuove la parte affettiva perché così è più semplice
recuperarla sapendo di cosa si sta parlando
• Due metodi per curare il trauma
a) Metodo catartico : ha dentro di se l'ipnosi
• Il terapeuta è attivo guida il paziente nello stato di trans
• Crea un continuum tra lo stato di semi-coscienza e quello di coscienza piena
• Si avvale della scarica verbale e affettiva non motoria come l'ipnosi normale in cui pazienti
non camminavano e durante lo stato ipnotico riuscivano a farlo (scarica motoria)
• Dialogo tra paziente e terapeuta
• Abreazione dal punto di vista verbale affettivo non più motorio.
• Si cerca di reintegrare le parti affettive e rappresentative che si son separate
• In questo stato di trans possono essere riassociate
• Le pazienti isteriche piangevano urlano e raccontano gli eventi
o Compaiono insieme affetto e racconto
• Nello stato di veglia queste devono essere riassociate affinché il paziente possa essere
cosciente
• Il terapeuta fa domande ma si chiede come associare le varie cose che il paziente dice
• Prima ci si soffermava sulla scomparsa del sintomo
• Ora si cerca di associare le varie parti che compongono il trauma .

IL TRAUMA

o Perchè scatena il sintomo?


▪ Lacera gli schermi protettivi cioè meccanismi di difesa che il paziente ha i quali dovrebbero
proteggerlo dall'impatto di situazioni affettive intense
▪ Arriva al funzionamento psicologico del paziente l’impatto è talmente tanto grande che una
parte viene messa nell’inconscio per non ricordare.
▪ Il trauma non è patogeno per forza
 È patogena l'incapacità di gestirlo adeguatamente
- Impossibilità i mobilitare nel momento in cui il trauma si presenta i meccanismi di
difesa per non esserne completamente travolti e ci aiutino a gestire questo trauma.
▪ Trauma patogeno
 Eccitazione eccessiva che ha un impatto molto forte con il funzionamento psicologico del
paziente
▪ Lacerazione degli schemi protettivi
▪ L'io del paziente non riesce a mobilitare difese o risorse adeguate per tenere a distanza
l'emozione dell'evento
 Freud scopre che gli affetti che il paziente blocca nell'inconscio sono continuamente in
movimento anche se il paziente non ne ha la consapevolezza

Si manifestano con i sintomi



• Comunicazione di lotta psicoanalitica
• MATERIALE INCONSCIO RIMOSSO CHE SI MANIFETSA
• Punto di partenza per conoscere l'inconscio
• Qualcosa che è sfuggito alla rimozione
• Consapevole
• Permette la ricostruzione rispetto al materiale rimosso
• Trauma scatena il disturbo mentale
▪Isteria sintomatologie che riscontrava nel suo
lavoro(per il lavoro di Freud)
PASSAGGIO NEL DISTACCO TRA B E F

Il trauma può essere ma non è per forza di natura sessuale


o Le patologie non sono solamente isteriche
o Trauma comune come lacerazione dei sistemi protettivi
o Non sempre le pazienti hanno avuto un trauma sessuale REALE da piccole ma questo trauma poteva essere una
fantasia sessuale es: Anna O e B.
 Fantasie traumatiche =avevano lo stesso potere di scatenare l’effetto traumatico
 Passaggio dalla realtà esterna a quella interna
 Ascolto rispettoso VS ascolto sospettoso (investigatore privato)
 Traumi diversi per stessi sintomi perché le fantasie dei pazienti o l’ impatto di situazioni diversi per pazienti son
differenti perché mediate dal funzionamento psicologico degli individui
 Si può parlare di trauma e si situazione traumatica
 Non si considerano più Le Isteriche come persone che hanno tutte il trauma sessuale
 Si studia la persona in sé :
o Con storie diverse
o Con capacità diverse di gestire il trauma
o Persona come singola ed originale
o Trauma non più biologico e uguale per tutti
o Storie e motivazioni differenti
o Deriva dal fatto che Freud interroga le pazienti durante l’ipnosi
o Il lavoro terapeutico è il ricollocare nella storia del paziente il sintomo che ci porta dando un significato non
univoco!!!
o Ricollocare nella storia per dare un significato sensato nella storia del paziente
 Ricostruzione dell'infanzia nei pazienti adulti IMPORTANTE PER FREUD
▪ Ricostruisce l'infanzia del paziente tramite i racconti dei pazienti adulti
▪ Nascita della sua teoria sullo sviluppo
METODO PSICOANALITICO = IMPORTANZA A CIO’ CHE IL PAZIETE NON DICE
 Scopo = far riemergere gli aspetti inconsci del paziente (ascolto rispettoso)
Freud Breuer
È difficile per Freud portare avanti una
Intenzione inconscia di non ricordare alcuni aspetti della propria esperienza = non
teoria che si basa su qualcosa che non è
consapevole ma
direttamente osservabile nel periodo
• C'è una motivazione
storico in cui si trova
• Amnesia dinamica\Dimenticanza motivata
= POSITIVISMO
= il non ricordarsi ha una funzione per il funzionamento
dell’individuo quindi c'è una motivazione da
esplorare per capire perché l’amnesia è proprio lì
• Metodo psicoanalitico: utilizzato per indagare ciò che
non si vede \l’amnesia
• Relazione tra una parte inconscia e la vita affettiva che il
paziente vive quotidianamente
= Le emozioni hanno a che fare con un funzionamento
inconscio di cui i pazienti non sono consapevoli
bisogna farli ricomunicare
 Come si dimentica:
Risultato di una resistenza:
 I pazienti non accedono immediatamente ai ricordi rimossi.
 "Ora non ho voglia di parlarne" scettici sul fatto di prendere in analisi
alcune parti della loro vita.
 Alcune volte anche cosciente
 Psicoanalisti moderni dicono di non prendere in analisi coloro che
hanno una resistenza molto consapevole su un argomento di cui non
vogliono parlare.
 Pazienti che saltano le sedute o arrivano sempre in ritardo
= hanno poco tempo per parlare quindi alcuni argomenti non
verranno mai toccati
 In punti nevralgici della terapia i pazienti iniziano a saltare alcune
sedute.
 Non bisogna lasciare il paziente ma si cerca di dare una spiegazione
alla resistenza
 Vivere il maniera minore il ricordo doloroso
Rimozione
 Meccanismo psichico che allontana alla coscienza desideri o ricordi
inaccettabili e insostenibili (non è un caso si parla di traumi di natura
sessuali perché per le pazienti era difficile ricordare che era stata
abusata da un familiare nel periodo di Freud)
 "non mi ricordo"

 Dipendenza positiva dal terapeuta = ad un certo punto ci si può staccare e finire l’analisi
 Non è una dipendenza da un oggetto esterno buono e non patologico quindi è più semplice staccarsene

Filmato

IPNOSI

 Problema della suggestione


 Metodo psicoanalitico
o non si danno consigli ma si conduce il paziente a ritroso dalla manifestazione cosciente del sintomo a quello che
è rinchiuso nell’inconscio
o Facilitatore della riapertura di contenuti personali del paziente(=ostetrica )
o Strumenti per convivere e avere il ricordo cosciente
o Facilitare la comprensione di alcuni contenuti inconsapevoli = facendo diventare questi
contenuti consapevoli
➢ Studi sull'isteria (1893-1896)
o descrive il modello del trauma o Partendo dall’ isteria:
 Estende l’idea del disturbo mentale a tutte le principali forme di nevrosi quando capì che i traumi non sono solo di
natura sessuale
 EMMY VON N. prima vera paziente di Freud
o Utilizza Ipnosi insieme al metodo catartico dialogando nello stato ipnotico
o Con la ricostruzione della storia della paziente cercando a casa un nesso tra il sintomo e la sua storia
o Non sono solo di natura sessuale i traumi = la paziente racconta di altro
o Amplia la possibilità di pensare alle nevrosi non solo come isteria
o ANNA O e EMMY cercano di esplicitare un nesso tra le nevrosi e la sessualità
 PRIMA : causa effetto Problema sessuale -nevrosi
 ORA: rivisitazione di questo rapporto si sancisce il passaggio dal metodo catartico al metodo
psicoanalitico
Un trauma genera un disturbo mentale non più solo di natura sessuale
Riflessione sulla sessualità nasce dal rapporto tra B e ANNA O. fanno nascere il legame tra
seduzione passionalità di quasi tutte le pazienti isteriche atteggiamento di seduzione nei confronti del
terapeuta

METODO PSICOANALITICO
Trauma = ciò che scatena il disturbo mentale
Modello che permette di curare il sintomo del paziente

 LIMITI del metodo catartico


o Interrogare i pazienti in stato di trans = spunto per creare un modello complesso per curare i sintomi dei pazienti
o Pazienti anche maschi = abbandono dell'isteria come sola malattia mentale •
 BENEFICI del metodo catartico :
o Risultati troppo lenti nel tempo 5-6 volte a settimana per 6\7 mesi
o Perché il paziente non riusciva a lavorare con le cose che diceva nello stato di ipnosi
o Completo consenso e fiducia del terapeuta
o Si deve trovare un modo affinché il paziente racconti del materiale inconscio in piena consapevolezza
o Metodo psicoanalitico è un contenitore
▪ Modo affinché le libere associazioni possano emergere mentre il paziente è cosciente
▪ Il paziente deve usare quello che emerge dalla seduta come spunto per le sedute successive .
▪ Patologie curate da questo metodo :
 Psiconevrosi
 Isteria
 Nevrosi ossessiva : disturbo ossessivo di ora
 Pensieri che non riescono ad abbandonare
 Compulsioni : gesto che non riescono ad abbandonare
 Isolamento degli affetti: isolano la componente aggressiva che determina un
malfunzionamento dell’individuo cercando di tenere tutto sotto controllo.
 Atto purificante = tentano di rimuovere questa parte di aggressività presente in loro
perché non riescono ad accettarla.
 Fobie : sposta la paura su qualcos’altro che non ha una carica affettiva così paurosa
 Molto più facile dire che si ha paura di un animale rispetto che di una persona con
cui ha una relazione molto stretta
 Meccanismo di difesa che permette di rimuovere una paura nei confronti di una
persona con la quale si ha una relazione molto stretta
 Si rimuove la parte di fobia nei confronti della persone e si sposta la follia del
paziente su qualcosa più semplice da condividere
 Fobia vera lontana dalla consapevolezza.

Il RAPPORTO TRA SESSUALITA’ E NEVROSI

• Trauma affetto bloccato nell'inconscio


• Passaggio dal metodo catartico al metodo psicoanalitico dal punto di vista tecnico : ABBANDONO DELL'IPNOSI
• Freud usa diversamente l'ipnosi rispetto ai suoi predecessori perché interroga i pazienti
• Bisogna trovare uno strumento che possa riprodurre lo stesso stato mentale che i pazienti avevano durante l'ipnosi, ma
quando il paziente è in coscienza piena perché possa ricordare quello che dice
• Bisogna trovare un dispositivo terapeutico in cui è possibile parlare con i pazienti senza utilizzare la trans ipnotica
• NASCITA DEL METODO PSICANALITICO
o Le psicopatologie sono più varie = isteria ancora preponderante come patologie
o La paziente deve avere un dispositivo terapeutico in cui deve poter parlare del suo trauma (sessuale)senza agirlo
con il terapeuta \Anna O. e Breuer\ senza avere una relazione sessuale e sentimentale con il terapeuta per poterla
riprodurre.
o La PSICOANALISI nasce come dispositivo terapeutico per poter parlare di qualcosa e non doverlo agire
METODO PSICOANALITICO
 Caratterizzato da diversi aspetti :
1. SETTING :
o Significato del termine inglese :organizzare, apparecchiare , preparare
o Ha 2 componenti
a) ESTERNA AL TERAPEUTA :
 Riguarda le caratteristiche dell'accordo terapeutico \contratto terapeutico\ e l'ambiente in cui il
paziente viene visto.
 Il metodo psicoanalitico non può essere svolto a casa del paziente : non è più il terapeuta che va a casa
del paziente ma il paziente va nello studio del terapeuta
 L’analista visita il paziente con cadenza regolare \stesso giorno stessa ora\
 Inizio si fa un contratto teraputico : quale giorno, quali ore POCO MODIFICABILI
(attualmente psicoanalitici ortodossi che non permettono il cambio di seduta in nessuna condizione)
 Contratto economico: Stabilire il prezzo della seduta : non uguale per tutti i pazienti (30-250€) un
bravo terapeuta sa calibrare il costo della seduta in base al paziente che ha davanti
 Dispositivo in cui il paziente deposita molto frequentemente le resistenze \inizia a saltare le sedute e
chiede cambi di orario\ concreto le violazioni del setting possono mostrare meccanismi di resistenza
da parte del paziente
 Freud = lettino
 la posizione supina richiama la posizione dell'addormentamento quindi questo stato di veglia
in cui il paziente è più libero di raccontare delle cose perchè non ha davanti la faccia del
terapeuta che possa avere qualche espressione.
 Migliora le libere associazioni
 Pazienti con buona struttura psicologica possono essere invitati sul lettino
 Pazienti psicotici molto gravi no : il lettino porta ad una regressione psicologica rischiano di
scompensarsi
 Ora nel setting si concorda la posizione del paziente :
o Vis a vis
o Lettino
 Contenitore : stanza orario frequenza
 Il contenitore proposto crea un luogo stabile dove il paziente può muoversi liberamente = il
setting stabile aiuta il paziente a scavare dentro di sè
 Variazioni ridotte al minimo =aiutano il paziente a creare un rapporto con se stesso e parlare
di tutto ciò che ha rimosso scendendo in profondità
 Fine terapia = più facile concedere un cambio di setting
 Nel pieno della terapia la continua richiesta di cambiamento può essere una forma di
resistenza e deve essere interpretata

b) INTERNA AL TERAPEUTA :
 Assetto psicologico del terapeuta.
 ATTENZIONE LIBERAMENTE FLUTTUANTE
 REGOLA FONDAMENTALE : da avere in mente quando si ascolta il paziente
 Il terapeuta deve ascoltare quello che il paziente ascolta senza avere in mente che deve trovare
qualcosa nella storia del paziente
 NO INVESTIGATORE
 Connessione tra la distrazione del terapeuta e ciò che dice il paziente
 C'è un nesso non sempre esplicito ma che a lungo andare apparirà più chiaro. LIBERE
ASSOCIAZIONI
 Non è importante dire la cosa giusta ma farsi trasportare e permettere di facilitare le Libere
associazioni del paziente .
 Permette di concentrarsi sul racconto del paziente ma anche sul modo in cui lui racconta
(modalità)
 Tenere presente cose che non sta dicendo il paziente
2. ATTEGGIAMENTO DEL TERAPEUTA:
a) REGOLA DELL'ASTINENZA:
 Il terapeuta dovrebbe cercare di non gratificare tutte le richieste del paziente (es: richiesta
incessante di cambiamento del setting)
 Deve astenersi dalla gratificazione immediata del desiderio del paziente = per evitare che le libere
associazioni siano bloccate
(es: 3 settimane non riesce più a venire\perchè ha così bisogno di cambiare?)
Le richieste incessanti hanno quasi sempre un significato sul funzionamento del paziente.
 Cambiamento a fine seduta se necessario.

b) NEUTRALITA':
 Evitare qualunque tipo di contatto extra-analitico con il paziente
 Il rapporto psicoanalitico non si basa sulla verità ma la sua rappresentazione del racconto che mi sta
facendo
 Protezione per il paziente =bisogna lasciare libero il paziente di fantasticare sul terapeuta \blocca le
libere associazioni\
 Non si può creare un legame affettivo (AMICIZIA) tra i pazienti e il terapeuta
 Terapeuta atteggiamento neutrale e lavorare sul perché il paziente faccia domande sulla vita personale
ma non si deve rispondere si cerca di far riflettere e associare al paziente il perché ha fatto questa
domanda
 Se non rispetti le regole può nuocere ai pazienti.
 Bisogna essere neutrali rispetto ad una preferenza sui contenuti che il paziente ci porta e quindi non
dobbiamo ascoltare diversamente in base al contenuto del racconto = bisogna capire il perché.
 Il paziente se nota la nostra diffidenza per alcuni argomenti potrebbe non portare più in terapia alcune
cose e si perde una fetta di funzionamento enorme del funzionamento del paziente

c) NON INTERFERENZA
 Poche domande su ciò che il paziente non dice
 Bisogna lasciare il tempo che serve al paziente soprattutto quando gli argomenti consapevoli sono
lontani da quello che sentiamo nel nucleo del funzionamento del paziente
 ATTENZIONE FLUTTUANTE permette di capire quando è il tempo di parlare del nucleo per cui il
paziente ci è stato mandato in terapia.

 Questo lavoro fatto sul paziente è un lavoro di tipo archeologico= svuotamento strato per strato fino a raggiungere
l'inconscio.
 'Allearsi con gli abitanti del luogo' allearsi con alcuni aspetti che il paziente esprime che sono manifestazioni
dell'inconscio.
 Regole del setting cambiano se mi trovo davanti ad un bambino rispetto che davanti ad un adulto.
 La regola dell'astinenza con i bambini può essere trasgredita più facilmente perché non sempre si può rigirare la domanda
o Non si parla di resistenza ma serve per creare un rapporto di fiducia.
o Variazioni per età e per funzionamento psicologico del paziente

TRANSFERT:
 'Processo psicologico che consente di unire il passato e il presente attraverso un falso nesso che sovrappone l'oggetto
originario a quello attuale '
 Processo psicologico in cui il paziente traferisce sul terapeuta tutta una serie di elementi \affettivi, relazionali\ che hanno
caratterizzato la sua storia e il suo passato
 Trasferimento di elementi spesso disfunzionali sul terapeuta e ripropone nel vivo della seduta un elemento affettivo
spesso relazionale che lo ha disturbato durante la sua esperienza che nessuno lo ha mai aiutato ad elaborare nel
significato più intimo di quello che stava accadendo.
 Oggetto attuale = Terapeuta
 Oggetto originario = persona o situazione che è avvenuta nella vita reale del paziente di cui spesso non ha ricordo
cosciente
 Importante : in vivo siamo coinvolti a livello transferale in una relazione molto simile a quella che fuori mette il
paziente in difficoltà.
 Permette di traferire un elemento concreto = qualcosa che è realmente accaduto nella vita relazione del paziente in un
aspetto un po’ più metaforico di rappresentazione all'interno della relazione terapeutica.
 Con il transfert si può lavorare sulle modalità di relazione che il paziente ci porta.
 Non è qualcosa che accade solo in psicoterapia ma in tutte le nostre relazioni
o La maggior parte delle persone si fidanza con qualcuno che ricorda la madre il padre questi sono elementi
tansferali anche se inconsapevolmente cerchiamo qualcosa di familiare
 A livello psicoanalitico si può lavorare sul trasfert ed esplicitarne la dinamica.
o Può essere:
 POSITIVO: veicola contenuti positivi.
 OSTILE : il paziente si arrabbia con il terapeuta.
Veicola contenuti negativi. di solito è questo che disturba il funzionamento
psichico del paziente e quindi bisogna lavorarci.
 Creazione della definizione processo molto lungo : vera scoperta freudiana si dà importanza alla relazione terapeutica
1) Il transfert era qualcosa che si doveva evitare, una manifestazione di una grandissima resistenza al
trattamento
 Caso B e Anna O. se non gestito quando esplicitato è pericoloso.
 È' da gestire a livello di interpretazioni e non agirlo
2) Il transfert ha un carattere ripetitivo
 Il paziente ripete in analisi un modello relazionale che ha caratterizzato a sua esperienza di
vita
3) 1912 Il transfert è uno degli elementi cardine del processo psicoanalitico lo definisce come un
fenomeno clinico che deve essere interpretato.
 Relazione biunivoca difficile da immaginare sugli oggetti anche se avviene.
 Ci sono altre patologie che riguardano gli oggetti es: Feticismo Scambio della parte per il
tutto = non posso avere quella persona quindi colleziono i suoi oggetti (aspetto patologico)
transfert c’è ma non come era inteso da Freud.

 COSA VUOL DIRE INTERPRETARE IL TRANSFERT


o Il terapeuta deve esplicitare quello che sta accadendo dentro la seduta e associarlo a qualche elemento della
storia del paziente
o L'interpretazione di Transfert è l'elemento che favorisce il cambiamento nel processo di cura analitico.
 Es. la paziente si comporta con me come da piccola si comportava con uno dei suoi due genitori in un
determinato contesto
o Interpretazione molto forte disvela un processo inconscio
o Quando si fa l'interpretazione si sta per comunicare al paziente qualcosa di cui non è consapevole
o Il paziente può dire che non c'entra nulla : meccanismo di difesa\ resistenza Il paziente non era ancora
pronto è stato sbagliato non il contenuto ma il momento!
o Si interpretano di solito queste situazioni quando il paziente fa frequentemente sempre la stessa connessione.
o Si interpreta quando si è sicuri e soprattutto sulla ripetizione perché l'aspetto viene continuamente ripetuto

 NEVROSI DI TRANSFERT
o Specie di 'malattia' perché ripropone uno schema disfunzionale del paziente ma deve accadere nel setting
psicoanalitico di fronte ad una persona competente per condurre la cura di quell'aspetto e la prosecuzione del
trattamento.
o Quello che accade tra il paziente e l’analista durante il transfert
o Fare l’interpretazione del Transfert è difficile per il terapista :
 Essere sicuro che sotto c'è un elemento transferale
 Trovare il momento giusto per esplicitarlo al paziente
 Si possono avere delle reazioni anche molto difficili del paziente: se il paziente si arrabbia dopo una
nostra interpretazione dobbiamo capire il perché lo sta facendo.
 Si può rischiare sbagliando il timing che il paziente si chiuda dopo un interpretazione.
 Se il paziente si è chiuso o non viene più alle sedute dopo la vostra interpretazione è certo che è stato
toccato un argomento cardine del funzionamento del paziente in un momento sbagliato.
 Bisogna tenerne conto ma se è transferale lo riproporrò TRANSFERT= MATERIALE
RIPETITIVO
 Il paziente ritornerà in altre modalità e altri tempi su quel contenuto. Permette di depositare materiale
conflittuale sul terapeuta e questo materiale spesso sfugge alle difese
 Aspetto transferale inconsapevole al paziente sfuggito alle difese e alla rimozione motivo per cui
alcune volte se sbagliato il TIMING il paziente non riesce a vedere il nesso tra il suo comportamento e
la nostra interpretazione.
 Interpretazione deve avvenire in un momento in cui il paziente non è particolarmente difeso in cui è
disposto a riassociare materiale non consapevole a quello che sta accadendo in seduta.
 All'inizio del trattamento non si fanno interpretazioni di transfert anche perché il rapporto con il
terapeuta non è ancora di estrema fiducia per permettere al paziente di sentirsi dire determinate cose e
aspettarsi che il paziente sappia andare avanti
 Quando si trova il TIMING GIUSTO quello che accade nella mente del paziente si chiama INSIDE
 Arriva dopo un interpretazione
 'Ah non ci avevo mai pensato'
 Si allargano le funzioni dell'io del paziente.
 E' emerso qualcosa dall'inconscio e il paziente ne diventa consapevole.
 Diventa sempre più piccola la regione dell'inconscio e diventa sempre più grande la regione
del conscio. Il paziente deve essere disposto ad annettere materiale inconsapevole.
CONTROTRANSFERT:
 E' la reazione al transfert del paziente che non riguarda però lo stato mentale del terapeuta i quel momento lì.
 Esperienza affettiva che nasce in seduta in risposta a ciò che il pazienti ti proietta nel transfert.
 Non è fin da subito facile distinguere le nostre esperienze affettiva dal controtrsfert.
 Si distingue tramite un analisi personale del terapeuta io devo essere padrone dei mei stati affettivi, conoscermi a pieno
per saper distinguere se quello che provo riguarda esclusivamente la mia vita o dipende da quello che il paziente ha detto
in seduta.
 Definizione di controtransfert:
1) Non ci doveva essere \interferenza per il metodo psicoanalitico
 Il terapeuta doveva essere una tabula rasa non doveva avere sentimenti nei confronti del
paziente\ sentimento del terapeuta interferisce con l'azione che il terapeuta deve fare
 Il sentimento del terapeuta aiuta a interpretare il transfert all'interno della seduta
 Si gestisce con l'analisi del terapeuta
 Controtransfert anche fuori dalla relazione terapeutica= nell'analisi bisogna capire perchè il paziente mi sta stimolando
alcune emozioni che non devono riguardare la mia esperienza vissuta tre minuti prima della seduta ma deve essere
conseguenza della proiezione che il paziente fa con il transfert.
 Prima si capisce il Contro transfert per poi interpretare il transfert = nella sua vita quotidiana il paziente è una persona
provocatoria tutti lo mandano via : Lui provocherà noi ma noi non lo manderemo via ma lo faremo riflettere sul motivo
del suo comportamento
 La mia reazione deve essere diversa dalle altre
o Deve essere il primo adulto significativo che non reagisce come gli altri ma che lo fa ragionare sul perchè
 CONCETTO DI RESISTENZA E MECCANISMO DI DIFESA
 INTERPRETAZIONE

IL SOGNO

 Sogno come un sintomo


o Non patologico
o Manifestazione dell'inconscio (lapsus , sintomo ansioso)
o Comunicazione complessa per chi la sogna e per chi deve decodificare
o Elemento centrale per lavorare a livello analitico con il paziente
o Bisogna decodificare per capire il significato di questa comunicazione
 Non ci sono persone che non sognano= non si ricorda cosa si sogna
 Ha funzioni adattive per l’individuo quindi non è possibile non sognare anche a livello neuroanatomico
 È accessibile a tutti la capacità di sognare a livello neuroanatomico
 Chi non ricorda nulla = resistenza \meccanismo di difesa ( in analisi)
 Caratterizzato da :
 Aspetti affettivi
 Ricordi
 Flash
 Scene
 Più il sogno è carico affettivamente meno ricordiamo bene la cronistoria
 Definizioni date da Freud:
1) Appagamento di un desiderio
 Sogniamo qualcosa che desideriamo molto nei contenuti e negli affetti che nella vita
quotidiana non è possibile raggiungere
 Definizione molto lacunosa
2) Tentativo di appagare in maniera mascherata un desiderio rimosso
 Sogni dei bambini piccoli sono semplicemente l'appagamento di un desiderio \io sogno ciò
che voglio\= dimensione netta di continuità con ciò che accade nella vita reale
 Il sogno di un adulto ha un significato molto più complesso e mascherato
 Sogno prodotto della mente da parti mescolate insieme
o Ha degli spunti presi dalla vita del paziente poi modificato da diversi meccanismi psichici il materiale che
proviene dalla propria esperienza
o Forma di pensiero = raccontata durante le sedute in stato di veglia (pensiero difeso) o sogno forma di
pensiero notturno (più vicino all'inconscio)
 Importante interpretare il sogno per capire il funzionamento inconscio del paziente
 Formazione di un compromesso che il paziente ha tra le diverse parti del suo funzionamento ( parte consapevole e
inconsapevole)
 Risultato di qualcosa che è sfuggito dall'inconscio
 Ciò che il paziente riesce a raccontare però è mediato dal conscio
 Il paziente racconta il compromesso tra la parte consapevole e quella inconsapevole
 Sogno= breccia in cui si manifesta l'inconscio
 Appagamento del desiderio è allucinatorio:
o Sogno=ricordo di una scena non realmente accaduta= allucinazione (non patologica)notturna
o Funzione di protezione del sogno :
 Protezione del sogno : ‘Se sogno non mi sveglio’
 Il sogno ha la funzione di trasformare l'eccitazione della manifestazione dell'inconscio in una scena che l'individuo dopo
ricorda e racconta
 Gli incubi non hanno questa funzione perché il paziente si sveglia = il passaggio dall’eccitazione dell’inconscio alla
trasformazione in scena non è riuscito
o Il bambino fa spesso incubi perché usano il sogno per elaborare quello che è accaduto nella giornata
 Comunicazione eseguita con mezzi impropri:
o Comunicazione strana
o Mezzi impropri = interni all’individuo l’interazione tra le varie parti quella cosciente e quella meno cosciente
o Rimaniamo colpiti da alcuni elementi
o Se non conosciamo la storia del paziente non possiamo interpretare i sogni
o Non tutti i sogni possono essere interpretati = ma quando un paziente riporta un sogno vuol dire che questo è
stato scelto appositamente dal paziente quindi molto frequentemente c’è del materiale inconscio
o Selezione dei sogni = materiale inconscio che viene alla vista
o Il terapeuta deve chiedere subito cosa viene in mente al paziente
 Devono partire le associazioni libere per ricostruire la storia
 Non esiste un libro che possa decifrare i sogni = prima esisteva ora è troppo complesso
 Importante che non racconti dei sogni fatti molto tempo prima perché non conosciamo nulla del contesto di quel paziente
 Via Regia = via prescelta per l'inconscio.
o Quindi fondamentale nel metodo psicoanalitico interpretare il sogno
 Definire qual è il materiale di partenza per la costruzione del sogno \ lo spunto \l'origine:
o MATERIALE RECENTE O INDIFFERENTE :
 Quello che accade nella realtà della vita dei pazienti , accade in un periodo abbastanza vicino a quando
il paziente sogna .
o RESIDUI DIURNI:
 Qualche elemento di cui il paziente ha avuto esperienza durante il giorno che è rimasto lì residuo che
potrebbe essere un primo spunto da cui la mente del paziente costruisce il sogno.
 Elementi molto piccoli e indifferenti piccoli dettagli, il paziente non ci presta tanta attenzione quindi
quel materiale non viene incapsulato nelle difese (es: cartolaia)
 Non causale ma che poi viene abbandonato
o ELEMENTI INFANTILI :
 Materiale fortemente inconsapevole quello a cui vuole arrivare Freud con l’interpretazione del sogno
o FONTI SOMATICHE :
 Sogni dei bambini= protegge il sogno ma integra quello che accade all'esterno
o STIMOLI SENSORIALI ESTERNI(es suono sveglia)
o STIMOLI SENSORIALI INTERNI
- Bambini = sognano di fare pipì e fanno pipì nel letto
- Adulto = male alla gamba si sogna qualcosa che ha a che fare con il dolore
Fonti possono essere tutte presenti contemporaneamente
 ELEMENTI DEL SOGNO
o CONTENUTO ONIRICO MANIFESTO
 I sogni vengono raccontati in maniera molto lucida
 Accessibile alla consapevolezza
 Modo in cui il paziente riesce a ricordare il sogno
 Chiaro o confuso
 Comunicato dal paziente al terapista
 Mediato dalla soggettività del paziente
 Manifesto alla coscienza del paziente
o CONTENUTO ONIRICO LATENTE
 Nascosto dal contenuto manifesto
 Significato del sogno
 Desideri, affetti ,ricordi
 Sconosciuto sia al paziente che al terapeuta
 Senza le libere associazioni non saremmo in grado di interpretare i
sogni
 COME COMUNICANO?
o Conosciamo per primo il contenuto manifesto
o Ma il contenuto onirico si è formato prima
o Meccanismi del sogno trasformano il contenuto onirico latente in contenuto onirico manifesto per poter essere
comunicato
o Il lavoro dell'analista va a ritroso passare dal contenuto onirico manifesto al latente
 Insieme dei meccanismi che trasformano i due contenuti:
o CENSURA ONIRICA
 Trasformano il contenuto onirico latente per poterlo comunicare in una veste che il paziente può
ricordare
 Censura alcune parti perché non riesce a raccontare tutto il sogno, alcune cose vengono censurate
perché se venissero alla coscienza sarebbero subito censurate e il paziente non ricorderebbe più nulla
 Chi non ricorda i sogni= censura che non funziona bene e quindi significherebbe essere troppo a
contatto con il contenuto latente
 Deforma alcuni aspetti chiusi nell’inconscio affinché possano tornare a galla senza essere pericolosi
per la mente del paziente
 Meccanismi del lavoro onirico usati per rendere presentabili alla coscienza un contenuto latente
attraverso la rappresentazione del contenuto manifesto :
 LA CONDENSAZIONE:
- Un unico elemento del contenuto manifesto può condensare moltissimi elementi del
contenuto latente
- Stregone = terapista e padre
- Inconscio fatto da contraddizioni tutto può convivere allo stesso livello quindi anche
positivo e negativo
 LO SPOSTAMENTO:
- Il sognatore sposta su un elemento non centrale della sua esperienza una serie di
contenuti di un esperienza molto dolorosa da ricordare
- Contenuto manifesto apparentemente banale e poco importante può rappresentare in
realtà un elemento latente ed emotivamente molto intenso
- Mi permette di non pensare subito al contenuto onirico latente
- Fobie specifiche su un animale frequentemente nell’ottica psicoanalitica è un
meccanismo di spostamento lo schifo e la paura nei confronti dell’animale devo
capire da dove deriva
 È più semplice spostare il sentimento su un animale piccolo rispetto che su
una persona
 LA RAPPRESENTAZIONE PLASTICA:
- Permette che il sogno sia raccontabile in termini di immagini scenari visive
rappresentabili
- Permette il racconto con uno sfondo = una rappresentazione reale anche se non
appartiene alla realtà del paziente
- Aspetto affettivo viene reso visibile grazie alla rappresentazione plastica
- Rappresentato qualcosa che non è ancora consapevole =parte latente
- INCONSCIO OGGETTIVATO si sognano persone macchine animali oggetti
- Rappresento con degli oggetti che posso ricordare dei contenuti ai quali non posso
accedere perché inconscio
- Molte volte i pazienti non si sognano come protagonisti del sogno ma questo non
vuol dire che il sogno non sia incentrato sul funzionamento del paziente
 SIMBOLISMO CLASSICO\ARCAICO DI FREUD
- Acqua nascita
- Re padre
- Regine madre
- Oggetti fallici sesso maschile
o ELABORAZIONE SECONDARIA :
 Dopo che il mio inconscio ha preso vita con le immagini o le scene
 Processo cognitivo che ci permette di raccontare la storia del nostro sogno
 Il sogno assume una certa coerenza cioè una forma che abbia senso
 Coerenza non dei contenuti ma il racconto che il paziente ci fa e capiamo la storia= incoerenza logiche
dovute al fatto che l’inconscio non ha regole logiche
 Meccanismi grazie ai quali si passa dal contenuto onirico latente a quello manifesto bisogna quindi
destrutturare il percorso per raggiungere elementi latenti
 Interpretare il sogno è un disvelamento importante dell’inconscio del paziente
 TIMING non sempre il paziente è pronto a conoscere il significato del sogno fatto deve essere sensato il momento della
terapia
o Potrebbe non portare più sogni se sbagli il timing
 I pazienti si aspettano un immediata interpretazione dei sogni questa può essere una forma di sfida del paziente nei
confronti dei terapeuti =aspetto provocatorio
 Freud chiedeva se i pazienti ricordavano i sogni per stabilire se il paziente fosse analizzabile = si lavorava solo ed
esclusivamente con i sogni.
 AFFETTI CONTENUTI NEL SOGNO
o Contenuto manifesto ha anche molti affetti (aggressività, tristezza ecc..)
o Dobbiamo capire da dove deriva questo affetto e restituire al paziente una lettura personale del sogno che ci sta
portando :
o Lavorare a ritroso per arrivare al contenuto latente bisogna capire dove ha vissuto quell'elemento chiuso
nell'inconscio.
o Spesso frequenti nel racconto del paziente
o Possono entrare in diversi modi:
 AFFETTO INALTERATO >> stessa carica affettiva
 TRASFORMAZIONE NEL CONTRARIO >> Affetti negativi \Affetti positivi
 FORMAZIONE REATTIVA >> persone estremamente gentile neutralizzano e trasformo nel contrario
il rapporto con le persone (diverso dallo spostamento)
 Non sempre il sogno ha un protagonista
 SOGNO =posizione supina dell’analisi classica= valenza regressiva
o Il paziente regredisce ed è quindi più a contatto con il materiale inconscio
o Andare a ritroso e ricontattare parti passate nella vita del paziente
o REGRESSIONE=POSITIVO IN ANALISI
 Tornare ad un funzionamento un po’ meno difeso per poter ricontattare elementi che in un altro modo
non riuscirei più a ricontattare
o REGRESSIONE RISPETTO AL MODO IN CUI RAPPRESENTO IL SOGNO :
 Rappresentare per immagini regressive
 Parlare per immagini è una buona regressione rappresento per immagini qualcosa che io non so ancora
raccontarla con la parole
 Quando interpreto il sogno io non parlo per immagini ma per parole e quindi diminuisce la sua
regressione del paziente
 TIPI DI SOGNO
o Tutti i sogni devono essere ascoltati dal terapeuta anche se non possono essere interpretati (=neutralità)
o Un sogno non interpretabile potrebbe essere il precursore del sogno che serve
 SOGNI ESENTI DA CENSURA :
 La censura non ha trasformato il contenuto onirico latente in manifesto ma il contenuto latente
\inconscio\ il desiderio \è chiaramente espresso nel sogno senza alcun tipo di maschera nel
passaggio da contenuto onirico latente in contenuto onirico manifesto.
 Sogno dei bambini
 SOGNI DI PUIZIONE
 Il cui contenuto onirico latente è legato ad un desiderio che il paziente sa che non è lecito
 Contenuti spesso legati all'aggressività e alla sessualità = due contenuti difficilmente
esprimibili consapevolmente
 SOGNI DI ANGOSCIA (incubi)
 Perde la funzione del sogno di protezione del sonno
 Molte volte il paziente si sveglia
 Da alcuni incubi non ci si sveglia
 Permette di ricordare contenuti terribili ma che ho rappresentato!!
 Pavor nocturnus :
- I bambini più piccoli soffrono di incubi ricorrenti :
- Non riescono a raccontare il contenuto
- Ripetutamente si svegliano urlando ma non si riesce a capire come mai
- Incubi ricorrenti che rappresentano il sonno d’angoscia = affetto molto forte nel
sonno
- Il sonno non è più protetto
- Si può rivedere nella famiglia la causa in situazioni aggressive espresse in famiglia
- Aggressività espressa in maniera violenta associata al pavor nocturnus del bambino
- Incubo de bambino che non parla ancora dopo i 3 anni i bambini si vedono in terapia
- Per spiegare il sogno ci sono tecniche alternative (riprodurre le azioni del sogno con
dei pupazzetti o disegnando)
 SOGNO TRAUMATICO
 Ripetitivo
 Il sognatore rivive continuamente il trauma o una situazione traumatica che ha vissuto che
non ha potuto elaborare e cerca di rielaborarla durante il sonno
 Alcuni non sono interpretabili
- Es: sognano un incidente in macchina ( sogna esattamente ciò che è successo)
censura onirica non ha fatto nulla
 Rielabora il trauma
 Fanno rivivere degli aspetti del trauma
 COAZIONE A RIPETERE
o Meccanismo che fa ritornare le cose se queste non sono state elaborate anche in vesti molto diverse
o L'affetto può essere dissociato nel momento in cui si rivive nel sogno non si ricorda il sogno ma solo
l'emozione che si è provata in quella situazione

LA PRIMA TOPICA
 
"Interpretazione dei sogni"
 
 Descrizione di come è strutturata la mente dell'individuo
 Organizzazione del funzionamento mentale
 TOPICA perché parla di luoghi
o Mente come presenza di luoghi psichici rappresentabili fisicamente
 Primo tentativo di Freud di descrivere l'appartato psichico come parti diverse che hanno funzioni diverse pur restando
dinamicamente in relazione tra di loro nella mente dell’essere umano
 Luoghi sono descritti in termini
o Spaziali
o Funzionali nell'economia psichica interna e esterna dell'individuo
 Tre luoghi

1. CONSCIO
 Posto in alto vicino alla coscienza
 Luogo della consapevolezza
o Comprende tutto ciò che l'individuo conosce del suo funzionamento
 Processi di consapevolezza hanno a che fare con
o Mondo interno
 Sa di provare diversi stati psichici
o Mondo esterno
 Consapevolezza degli impegni delle regole da dover rispettare
 Riceve informazioni da più livelli
o Corpo
o Stati interni
o Realtà esterna
 È complesso quindi riesce a tener presenti più sollecitazioni contemporanee provenienti da livelli diversi e a
integrarle
 Sede dell'esame di realtà
o Momento in cui l'individuo riesce a bilanciare tutti i contenuti interni in virtù della realtà esterna
che regola gli stati affettivi e le reazioni
o Pazienti più gravi (psicotici) non hanno l'esame di realtà
 Non tengono conto delle caratteristiche che la realtà esterna impone
 Delirano, allucinano presenze di persone che non ci sono
o Può saltare temporaneamente anche in individui normali
o Si svolgono in momenti particolari >> ira accecante
 Stato fuggevole
o Non è facile restare sempre in pieno contatto con la nostra consapevolezza

2. PRECONSCIO
 Via di mezzo
 "Ce l'ho sulla punta della lingua"
 Non viene in mente, ma si sa che da qualche parte quella informazione è contenuta
 Materiale semi dimenticato, in una posizione mediana
o Recuperabile con un piccolo sforzo
 Parte tra conscio e inconscio
 Molto spesso sono le funzioni coscienti che tengono questo materiale a cavallo tra coscienza e
inconsapevolezza
 Il materiale che si trova qui non è casuale
a. Determinismo psichico = ogni paziente ha un funzionamento spiegabile
b. L'analisi permette di capire il motivo per cui questo materiale è qui
 Livello più vicino al conscio a livello topografico rispetto che all’inconscio
 Quando si parta di questo materiale la coscienza è a conoscenza dell'esistenza di questi elementi, sente che
manca qualcosa
 Abbastanza in contatto con la realtà
 C'è un buon legame tra la realtà del paziente e il materiale preconscio

3. INCONSCIO
 Più lontana dalla coscienza
 Pensieri, affetti e desideri inaccettabili dalla consapevolezza
 Materiale che la coscienza non tollererebbe quindi mettendola in questo livello la coscienza può
dimenticarsene

 Ciò che bisogna far riemergere nell'analisi perché


1. Totalmente bloccato dai meccanismi di difesa
2. Ciò su cui l'individuo non vuole tornare
3. Paziente è più resistente a ricordare questi contenuti
 In condizioni particolari riesce a manifestarsi al conscio
o Da queste manifestazioni l'analista parte per andare in profondità nel paziente
o Un esempio è il sogno
 Luogo psichico non direttamente accessibile
o Conoscibile attraverso i DERIVATI che si manifestano
o Il materiale inconscio è dinamico, in continuo movimento verso il conscio altrimenti non
troverebbe i varchi necessari a manifestarsi al conscio
 Inconscio si muove verso il conscio e il conscio lo respinge continuamente attraverso la rimozione =
DINAMICA
 Lo scopo dell’inconscio è la tendenza a soddisfare immediatamente un desiderio o un bisogno molto forte
che non si riesce più a gestire e trattenere
o L'inconscio si manifesta improvvisamente
o Il conscio nega questa manifestazione
o Il conscio filtra i desideri in base alla realtà
 Nei bambini ciò non avviene, non hanno il filtro della realtà e della coscienza
 Freud dirà che i bambini sono tutto inconscio
o Per la coscienza quel materiale è estraneo, non è parte di sé
 L’inconscio è atemporale
 Il lapsus o il sogno può riferirsi a aspetti presenti o passate anche da molto tempo
 Non c'è una relazione temporale tra la manifestazione dell’inconscio e il momento in cui quel materiale
è stato confinato nell’inconscio
 L'inconscio non tiene conto della realtà esterna e delle caratteristiche richieste dalla realtà
o L'inconscio dice cose che non sono collegate con la realtà, aspetti che non sarebbe possibile dire in
quelle situazioni
 Nel momento in cui un aspetto inconscio trova una breccia per manifestarsi è necessario poi comprendere
da dove arriva e perché è stato messo nell’inconscio
o Determinismo psichico = le manifestazioni hanno un senso per il funzionamento del paziente
 DERIVATI DELL'INCONSCIO = ATTI MANCATI > manifestazioni dell’inconscio
"Psicopatologia della vita quotidiana"
 Aspetti propri a tutti nella vita di sempre
 Dimenticanza
 Dimenticare alcuni aspetti di un racconto, un nome, una data
 Lapsus verbali
 Spesso si dicono cose opposte o molto lontane da ciò che si pensava
 Lapsus di scrittura
 Meno frequenti perché la vista e il pensiero sono più attivi e vigili
 Consapevolezza nella scrittura e nella lettura è più alta
 Sbadataggini
 Goffaggine nel fare qualcosa
 Può accadere in modo ripetitivo in una determinata situazione o in presenza di una
determinata persona
 Smarrimento di oggetti
 Quando sono ripetitivi hanno un significato che può essere interpretato in base alla storia
del paziente
 Smarrimenti e dimenticanze possono avere un senso analizzabile (chiavi di casa)
 Motto di spirito o battuta
 Aspetto legato a alcuni contenuti inaccettabili dalla consapevolezza
 Modo socialmente accettabile per far emergere aspetti inconsci altrimenti non
manifestabili
o Aggressività, sessualità, qualcosa di difficile per la collettività da accettare come
parte di sé
o Battute che fanno più ridere sono quelle aggressive o a sfondo sessuale
 Ognuno ha una reazione individuale a queste espressioni
 Ironia = si sa che c'è qualcosa che non va, ma lo si racconta in modo sottile
e raffinato per far ridere
 Sarcasmo = manifestazione e scarica dell'aggressività continua attraverso battute
= entrando nel suo meccanismo si può mostrare al paziente che la sua necessità
di essere sarcastico ha un’origine su cui si può lavorare
= il terapeuta può mostrare al paziente qual è il suo comportamento e si può
riflettere su quale sia il motivo

 
FREUD E LA SEUSSUALITA'
 Freud è il primo a studiare l'evoluzione della sessualità nel essere umano
 La sessualità per Freud
o Processo attraverso cui l'individuo scarica un piacere corporeo
o Impulsi interni all'individuo che esso tende a soddisfare, scaricare immediatamente attraverso il corpo
o Esiste dalla nascita
o Non bisogna confondere la sessualità con la genitalità
 Genitalità è la sessualità adula che si concretizza nel rapporto sessuale
 Nelle varie fasi spiega che il piacere corporeo è scaricato in organi differenti in base alle fasi dello sviluppo psicosessuale
o Desiderio è inteso come la forza motrice di ogni sintomo
o Desideri inconsci sono considerati di natura sessuale, hanno origine nell’infanzia e ciò conferma che la vita mentale
è caratterizzata da CONTINUITA’
 Esiste una fase di sessualità pre-genitale = la sessualità si sviluppa molto prima dell’adolescenza
 Varie parti del corpo sono coinvolte nel piacere sessuale e variano con il tempo
 La sessualità di cui parla Freud non è il processo finalizzato alla riproduzione (questa è la genitalità)
 Secondo Freud determinarti sintomi che si presentano in età adulta denunciano la fissazione e il mancato superamento di una
determinata fase dello sviluppo sessuale infantile
o Spesso gli eventi traumatici possono essere il risultato di fantasie e non di eventi realmente accaduti
o Freud concentra la sua attenzione su fattori interni accentuando il concetto di desiderio inconscio
 Sessualità pre-genitale è AUTOEROTICA
 Non ricerca un altro oggetto, ma si concentra sul suo corpo
 Una parte del corpo del bambino è stimolata per produrre piacere
 Ciò che viene sviluppato e sperimentato nelle fasi dello sviluppo non è dimenticato, ma è
conservato e si ripresenta in aspetti della genitalità matura
 Non si perde, ma è arricchito e integrato nella sessualità complessa dell’adulto
 DEFINIZIONE : Processo che porta al soddisfacimento di impulsi sessuali che avviene in modi diversi rispetto
al momento
dello sviluppo
o Bambino
o Perverso polimorfo
 Perverso nel senso che la sessualità pregenitale non ha lo scopo riproduttivo
o La finalità ultima della relazione è pervertito
o Il bambino stimola parti del suo corpo senza la finalità di procreare
o Da qui la vera e propria perversione quando lo scopo del rapporto non è quello di procreare
(pedofilia, zoofilia)
 Polimorfo perché le modalità di soddisfacimento del piacere variano durane lo sviluppo
o Il bambino utilizza anche il tocco di chi si prende cura di lui per provare un piacere che promuove lo sviluppo

o Parole chiave nello sviluppo sessuale freudiano

o FASE
 Non ha una temporaneità rigida come lo stadio
 Le fasi possono sovrapporsi, coesistere

o PULSIONE
 Forza che muove il bambino a sviluppare le varie fasi sessuali
 Si trova tra psichico e corporeo > desiderio psichico che si risolve nel corpo
 Spinta biologica che sollecita un'attività psichica
 Deve essere soddisfatta perché è un’energia che promuove lo sviluppo psicosessuale
o Non sempre avviene e da qui derivano gli aspetti psicopatologici
 Ha 4 componenti
1. SPINTA
- Carica di energia psichica di cui la pulsione è fatta
- Muove verso lo sviluppo delle varie fasi
- Parte energetica della pulsione
2. META
- Mezzi, l'attività che il bambino svolge per soddisfare la pulsione (suzione)
- Strumento che il bambino ha per soddisfare la scarica energetica
3. OGGETTO
- Ciò che gli serve per soddisfare la pulsione (seno)
- Può essere
o Reale
o Fantasticato (suzione mentre dormono)
4. ZONA EROGENA
- Parte fisica del corpo dove il bambino soddisfa la pulsione sessuale attraverso la
stimolazione
- Centri di sensazioni piacevoli e sensuali che prevalgono durante i diversi periodi dello
sviluppo psicosessuale
- Luogo fisico (cavità orale)

o LIBIDO
 Pulsione sessuale
 Aspetti patologici hanno a che fare con un malfunzionamento del soddisfacimento della pulsione libidica
 Tipi di malfunzionamento
o FISSAZIONE
 Il paziente è bloccato in una determinata fase dello sviluppo psicosessuale precedenti alla
genitalità
 In base al punto in cui avviene la fissazione si sviluppa una determinata patologia
 Non si riescono a sviluppare le competenze successive allo stadio in cui è avvenuta la
fissazione
o REGRESSIONE
 Implica un momentaneo e transitorio tornare indietro a stadi precedentemente raggiunti,
sviluppati e superati
 Tornare a far pipì a letto dopo la nascita del fratellino
 Ritorno temporaneo ad una fase di sviluppo precedente anche se superata
 Il lavoro terapeutico consiste nel condure il paziente a ritrovare e a comprendere il significato originale delle
proprie fantasie recuperando i pensieri e i desideri che ne condizionano la vita affettiva e relazionale

o PULSIONE PARZIALE
 Tutte le pulsioni pregenitali
 Si sviluppano solo alcuni aspetti specifici che caratterizzano solo una parte del corpo
 Nello sviluppo maturo tutte queste pulsioni devono essere reintegrate tutte insieme per un buon sviluppo
genitale
 Pulsioni parziali sono reintegrate sotto il primato della genitalità
o Feticismo è una pulsione parziale (amore folle per una parte del corpo) che non è stata reintegrata nel
primato della genitalità
 FOBIE
o Esito di una serie di fantasie in cui confluiscono elementi pulsionali legati all’organizzazione pre-
genitale e sentimenti contemporaneamente teneri e ostili diretti verso il padre
o SPOSTAMENTO
 Processo mediante il quale sentimenti inaccettabili sono investiti in un oggetto sosttutivo
 
FASI PSICOSESSUALI
1. Orale
2. Anale
3. Fallica
Periodo di latenza
 Impulsi libidici sono messi sotto soglia, si assopiscono
 Tenuto quieto da normali meccanismi di difesa
 Permessa un'iper-apprendimento che non è disturbato dalle pulsioni
4. Genitale
 Apprendimento è disturbato dalle pulsioni
 Le indicazioni temporali di ogni fase sono approssimative
 
FASE ORALE

ETA’ 0-18 MESI


ZONA EROGENA MUCORE ORALI
SPINTA PULSIONE DA SCARICARE
META SUCCHIARE E METTERE IN BOCCA
OGGETTO SENO, CIUCCIO, MANI, OGGETTI SUCCHIABILI

 Prima organizzazione pre-genitale


 Ha la funzione di soddisfare i primi piaceri libidici nei primi processi di sviluppo
 In queste prime fasi di vita l'infante SUCCIA
 Per nutrirsi Duplice funzione
 Per soddisfare un piacere psicofisico
 Il neonato succia
a. Mentre mangia
b. Le mani
c. Oggetti
d. Nel sonno
o Tendenza a mettere in bocca e ingoiare
o Esplora il suo mondo attraverso la suzione e la stimolazione delle mucose che soddisfano anche le pulsioni
o Il bambino in questa fase prova piacere dalle azioni ripetitive e ritmate
a. Succhiare è un'azione ritmata
b. Cullare in modo ritmato
c. Filastrocche ripetitive
d. Quando era nella pancia impara il ritmo dal movimento della mamma mentre cammina
 La ripetizione riporta a un'isola di memoria appresa nel grembo
 Oggetto in cui il bambino investe le sue prime pulsioni = MAMMA
o Oggetto psicologico
 Porge le cure al bambino
o Oggetto parziale
 Il bambino non è consapevole che c'è un'altra persona a soddisfare il suo piacere
 Fino ai 5 mesi la diade madre bambino è un'unità, un tutt'uno senza identità personale
o Ha la necessità di essere contenuto in certi limiti
o Non ha la consapevolezza di dove finisce il proprio corpo
o Si sente unito se contenuto
 Fase fondamentale a livello psichico
o Inizia a formarsi l'IO del bambino
o Si forma la personalità, le caratteristiche del suo funzionamento biologico
o Iniziano a formarsi i tratti che lo differenziano dagli altri individui
 Il bambino vorrebbe inglobare gli oggetti per popolare il suo mondo interno
o All’inizio l’inglobare è inteso come vero e proprio ingoiare
o Bisogna fare attenzione a cosa succhia
o Base per lo sviluppo dell'identificazione
 INCORPORAZIONE
 Voler inserire oggetti in sé per farli propri
 Ingoiare qualunque oggetto
 IDENTIFICAZIONE
 Identificarsi negli aspetti a cui si vuole assomigliare
 Fa suoi alcuni tratti degli altri che gli piacciono
 Motivo per cui anche i gemelli possono essere diversi
 L'individualità di ognuno nasce da cosa si sceglie di diventare
 Dentizione
o Prima succhia e basta
o Con 'arrivo dei denti il bambino morde e rosicchia
o Inizia a esprimere AGGRESSIVITA'
 Aspetto normale che ognuno deve poter esprimere
o Lo svezzamento avviene appena prima o in concomitanza con lo spuntare dei denti
 Può iniziare a mordere il seno
o Il MASTICARE
 Prima forma di aggressività orale
 Funzione imprescindibile e fondamentale
o Il bambino a volte ingoia e a volte sputa
 Processo tipico dal 10 al 13 mese
 Funzione psicologica di scegliere cosa gli piace e cosa no
 Sceglie inconsapevolmente di trattenere nel proprio io gli aspetti con cui ci si vuole identificare e
rifiuta ciò che non vuole faccia parte del proprio funzionamento
 Psicologicamente di sputa o si proietta sugli altri ciò che è brutto, ciò che non vogliamo faccia parte di
noi
o FASE SADICO-ORALE
 Seconda parte della fase orale che inizia con la dentizione
 Il bambino prova piacere nel mordere
 Aspetto necessario e non patologico
 Questa fase deve rientrare, altrimenti si sviluppa il vero e proprio sadismo
 Ride perché per lui è piacevole morsicare
 Fase necessaria per iniziare a sperimentare l'aggressività che sarà sviluppata meglio in seguito
 Il bambino deve sentire che la sua aggressività non è distruttiva
- Una certa quota di aggressività è normale
- È giusto esprimere una certa quantità di aggressività
- Nel momento in cui il bambino inizia a morsicare il seno della madre non bisogna smettere
immediatamente di allattarlo altrimenti il bambino pensa che l’aggressività è sempre un
male e eviterà dal tutto di mostrarla provocando risvolti patologici

 Esperienza orale
Piacere infantile Piacere adulto Psicopatologia

Succhiare, leccare Mangiare Obesità


Esplorazione orale Bere Anoressia
- Casi anche nei primi mesi
- Problema nella gestione alimentare nei primi mesi
Interesse per il seno Sessualità orale Bulimia
Mordere Parlare Alcolismo
  Baciare Vomito patogeno
  Fumare Tossicodipendenza
- Bisogno di incorporare continuamente oggetto
tossico
  Masticare la gomma Depressione:
-Se l’aggressività non è manifestabile o scaricabile
all’esterno essa si rivolge all’interno su di sé
-Agisce sull’io sminuendolo
  Onicofagia  

 L'adulto può provare piacere in attività orali nonostante abbia superato questa fase
 Piacere parziale che caratterizza le mucose orali
 Non è patogeno se questo piacere è integrato in una genitalità completa
 Se avviene fissazione della libido o regressione in questa fase si sviluppano aspetti psicopatologici
 Bambino dopo i 4 anni deve trovare il modo di autoregolare la manifestazione e la gestione delle sue pulsioni
 Per poter abbandonare il ciuccio, copertina
 Trovare un modo di consolarsi rivolgendosi a una persona e non più a un oggetto
 
FASE ANALE

ETA’ 18 MESI – 3 ANNI


ZONA EROGENA MUCOSE ANALI
SPINTA PULSIONE DA SCARICARE
META RITENZIONE E EVACUAZIONE
OGGETTO FECI

 Secondo sistema organizzativo


 Compito di tenersi pulito
o Togliere il pannolino
o Non è sempre semplice, dipende dal singolo bambino
o Richiede 3-4 mesi
o Il processo psicologico sottostante non è semplice
o Il bambino deve essere pronto a livello psicologico al controllo sfilterico
 Fisicamente sarebbero già predisposti al controllo dai 18 mesi
 Psicologicamente è necessario più tempo
 Bambino è molto attratto dalle feci
o Vuole toccarle
o Non ha il senso del disgusto
o Per lui è ancora una parte di sé
o Fa un sacco di domande
 L'acquisizione della posizione eretta implica un allontanamento fisico dalle feci
o Non è un caso che il bambino impari a camminare in questa fase
o Si passa dal gattonare al camminare
 Aspetto psicologico della ritenzione e dell'espulsione
o Espulsione > buttare fuori
o Ritenzione > buttare dentro
o Prova piacere in questo gioco di espulsione-ritenzione
o Prova piacere nel mettere gli oggetti dentro e fuori gli oggetti
 Ritenzione e evacuazione delle feci è un momento di piacere per il bambino
o Evacuazione è una capacità socialmente accettata e supportata
o I genitori sono contenti quanto il bambino fa la cacca quanto e dove è richiesto
 Prima chiara negoziazione tra obbedienza e disobbedienza
o La relazione con l'oggetto si complica notevolmente
 Inizia il gioco di aggressività con chi tenta di negoziare
o Forma più evoluta di aggressività
o Il bambino può scegliere se
 Obbedire = espellere
 Disobbedienza = ritenzione
o Bambino ha la consapevolezza di essere un individuo diverso dalla mamma
 Comprende di poter agire secondo la sua volontà
 Consapevole di poter obbedire o meno
 Prime provocazioni per vedere fino a quando la mamma sa gestirlo
 Le feci
o Regalo > parte di sé di cui il bambino si priva per condividere e darle all'altro
o Atto creativo > il bambino crea qualcosa da condividere
 Bambino deve imparare a CONTROLLARE
o Sfilteri
o Contatto con l'ambiente esterno
o Regole da rispettare
 Evacuazione delle feci
 Se si riesce a rispettare bene questa regola sarà più facile accettare e rispettare le altre
 Quando il bambino deve rispettare tante regole gioca a trasgredirle per poter porre i limiti del proprio

 È necessario però che il bambino si adatti alle regole più importanti
 Bambino acquista più AUTONOMIA in questa fase
o Spesso l’autonomia fisica precede quella psichica
o Deambulazione
o Il bambino inizia a esplorare l’ambiente da solo
o Separazione fisica più chiara dalla mamma
o Il bambino può iniziare a formare la propria personalità
o Sviluppa strumenti personali per interagire con l'ambiente
o Gioca da solo
 Gioco è un'attività che provoca piacere
 Importante l'integrazione tra amore/accondiscendenza e aggressività/disobbedienza
o La mamma accetta di essere il ricettacolo dell'aggressività e dell'amore
o Se la mamma accetta questo poi sarà il bambino ad accettarlo
 Sviluppo dell’AMBIVALENZA
o Avviene tra ritenzione e espulsione, quindi dalla necessità di esprimere tratti di amore e di odio
o Fondamentale per non funzionare a compartimenti stagni ma riuscire a interagire i diversi piani di un unico
oggetto
o Capacità di avere diversi stati affettivi rispetto a una persona in situazioni diverse
o Capacità di cogliere affetti diametralmente opposti su una persona per evitare una scissione completa
 Uno stesso oggetto può essere valutato positivamente o negativamente in base alla situazione
o Bambini in questa fase di sviluppo riescono a distinguere
 Seno buono
 Al minimo richiamo del bambino la mamma porge il seno
 Il suo bisogno è immediatamente soddisfatto SCISSIONE
 Seno cattivo
 Quando la mamma aspetta un pochino a porgere il seno
o Quando si arriva a sviluppare l'ambivalenza si comprende che lo stesso aspetto può essere a volte "buono" e a
volte "cattivo"
o Si è più pronti alle diverse esperienze ambivalenti in cui può trovare e che paino piano saranno sempre meno
mediate dalle figure cuscinetto
o In base a questa consapevolezza il bambino può decidere come reagire all'oggetto in base agli affetti che scatena in
lui

 
Bambino Adulto Psicopatologia

Sporcare Ordine-disordine Nevrosi ossessiva


(ossessivo compulsivo)
- può mostrarsi come ossessione
o come compulsione
- il controllo rappresenta il
controllo dell'aggressività
- non riesce ad accettare gli aspetti
aggressivi o osceni della sua vita
perché considerati sporchi
- non può considerare come parte
di sé questi aspetti
- spesso l'atto rituale è posteriore al
pensiero considerato inaccettabile
perché pensano abbiano un'azione
retrograda di purificazione rispetto
al pensiero

Evacuare-controllare Parsimonia Perversioni


- sadismo
- masochismo
- piacere nella stimolazione delle
mucose anali
- piacere nel fare del male a sé o agli altri

Agire sull'ambiente Ostinazione Disturbi funzionali


- stipsi
- diarrea
- disfunzione fisica senza danni organici,
ma derivano da un aspetto psicologico
- dipende da bambino a bambino

Distruttività Pulizia -sporco  

  Controllo  
  Perfezionismo  
- nasce dal fatto che il bambino ha
sempre fatto ciò che gli era chiesto

  Possesso  

  Avarizia  
 
 
 
FASE FALLICA

ETA’ 3-5 ANNI


ZONA EROGENA ZONA GENITALE
SPINTA PULSIONE DA SCARICARE
META MASTURBAZIONE
OGGETTO PENE O CLITORIDE

 Attrazione e interesse per il pene


 Comune allo sviluppo sia delle bambine che dei bambini
 L’interesse di entrambi i sessi è sul fallo
o Femmine si chiedono perché non ce l'hanno
o Maschi si chiedono perché le femmine non ce l'hanno
 Bambini non comprendono che le femmine hanno un loro organo specifico, ma pensano manchi un pezzo
 Bambini dividono i bambini tra chi ha il pene e chi no, non tra maschi e femmine
 Fantasie in questa fase da parte delle bambine è chiedersi perché non ce l'hanno più
 Bambini iniziano a toccarsi i genitali in modo del tutto normale
 Piacere inizia ad essere legato all'organo genitale
 Attività masturbatoria
o Deve essere regolamentata
 Dove
 Come
 Quando
o Più evidente nei maschi
o Succede più frequentemente nei momenti di
 Rilassamento
 Stress e tensione
 Prime domande sulla sessualità
o Genitori dovrebbero rispondere a queste domande
o Si risponde alle domande dei bambini in base alla cultura di appartenenza
o Il bambino non tollera la non risposta quindi in questi casi può costruirsi fantasie terrificanti
 COMPLESSO DI CASRAZIONE
o Fantasia principale in questa fase
o ANGOSCIA DI CASTRAZIONE >> maschi
 Nasce dal fatto che qualcuno non ce l'ha più
 Deve evitare i comportamenti per cui potrebbero tagliarlo anche a lui
 La paura si esprime con l'angoscia
o INVIDIA DEL PENE >> femmine
 Si chiedono perché non ce l'hanno
 Nelle fantasie psicosessuali il fallo è un oggetto parziale che può essere tolto e rimesso
 
COMPLESSO EDIPICO
o La sua costruzione deriva dal mito di Edipo
 Edipo alla nascita riceve una maledizione per cui deve essere abbandonato
 Cresciuto da una famiglia e non sa di essere adottato da un'altra corte
 Scoppia una guerra tra la corte di Giocasta, madre di Edipo, e quella che lo ha adottato
 Edipo uccide Laio suo padre
 Il popolo è felice della morte di Laio, sovrano poco amato
 Promettono Giocasta in sposa a Edipo
 Edipo sposa sua madre con cui ha dei figli
o Eliminazione del padre e innamoramento della madre sono centrali nel complesso edipico
o In generale
 Momento di passaggio tra i 3 e i 5 anni che è caratterizzato dal depositare sulle figure affettive aspetti
di amore e odio
 I bambini devono passare, ma anche risolvere il complesso
 Aspetto comune è l'investimento nei confronti della figura materna
- Condizione psicologica necessaria per entrare nel complesso
 Il complesso di castrazione permette l'ingresso nel complesso edipico
- Si scatena per questa caratteristica della fase fallica
o MASCHIO
 Prova ostilità nei confronti del padre
 Prova desiderio nei confronti della madre
 Mamma è il primo oggetto di investimento pulsionale = AMORE
 Maschio desidera la mamma che è il primo oggetto amore
 Il bambino si rende conto che la mamma ha investito le sue cariche pulsionali verso un altro oggetto
che non è lui ma il papa
 Il bambino investe cariche ostili verso il padre entrando in competizione con il padre per lo stesso
oggetto d'amore
 Questo desiderio non può permanere per sempre
 Necessario un passaggio che permetta di superare il complesso
 ANGOSCIA DI CASTRAZIONE
 Il bambino si rende conto che il papà è molto più grande di lui
 Non può esserci competizione altrimenti il papà potrebbe ricorrere alla castrazione
 Il bambino rinuncia alla mamma e si identifica con il papà
 Scarica la mamma dalle pulsioni sessuali neutralizzandole
 Le coccole ci sono ma senza funzione sessuale
 Si identifica nel papà
 Farà come il padre, ma con un altro oggetto che non sia da spartire con
qualcuno
 In questa fase il bambino
 Questa identificazione è importantissima per lo sviluppo dell'identità sessuale
 Sviluppa internamente il suo essere maschio
 Con lo sviluppo del complesso edipico si ha lo sviluppo del SUPER-IO
 Il papà ha regolamentato che l'oggetto d'amore non può essere condiviso
 Si sviluppa un sistema morale nel bambino
 Il bambino può superare il complesso anche se non c'è una figura maschile al fianco della mamma
 Il complesso edipico è una fantasia che può essere risolta scegliendo una figura che non ha
necessariamente un legame affettivo con la madre (insegnante, zio, allenatore)
 Se il complesso edipico è ritardato non è detto che sviluppi psicopatologie
 Nelle coppie omosessuali
 Uno ha atteggiamenti più femminili e uno più maschili
 Al bambino interessa l'atteggiamento, non la presenza o meno dal fallo
 La paura di castrazione avviene al di là della grandezza o la presenza del pene, ma è data dalla
funzione normativa del genitore che può sgridare
o FEMMINA
 Prova ostilità nei confronti della madre
 Prova desiderio nei confronti del padre
 Prerequisito: investimento libidico nei confronti della madre, primo oggetto d’amore
 L'invia del pene è il punto che permette di entrare nel complesso edipico
 Bambina nota di avere qualcosa in meno
 Desidera il papà per poter condividere l'oggetto che gli manca
o Giustificazione del desiderio nei confronti del padre
 Entra in conflitto con la mamma che è l'oggetto desiderato dal papà
 Deve rinunciare a
1. Mamma in quanto primo oggetto d'amore con cui però si entra in competizione
 Figura investita d'amore su cui deve scaricare le forze aggressive
2. Papà come oggetto che può soddisfare le sue pulsioni sessuali
 Capisce che non può avere il papà e deve trovarsi il suo oggetto che non
sia condiviso con un'altra
 Per uscire dal complesso edipico la bambina deve rinunciare al padre e identificarsi con
le componenti femminili della madre
- Modifica le forze di amore-odio per la mamma in tenerezza
- Modifica le forze pulsionali per il papà in tenerezza relazionale legate ad aspetti
di sintonizzazione senza contenuti sessualizzanti in fantasia
 Si risolve con
o Interiorizzazione del Super Io in quanto deve accettare la prima grande regola
 Rinuncia di un aspetto sessuale e pulsionale nei confronti del genitore di sesso opposto
 Il Super-io è il concentrato interiorizzato della regola paterna che permette al
funzionamento del bambino di tenere lontana la pulsione sessuale
 Il bambino per non essere punito dalla sua istanza superegoica rinuncia per un po’
all’ascolto delle pulsioni sessuali
 Il bambino entra in una fase di LATENZA in cui il Super-io diventa regolamentatore e
tiene lontane le pulsioni sessuali dando spazio ad altri funzionamenti psicologici
o Cambia l'organo genitale tra la fase fallica è la genitalità adulta
 Dal clitoride alla vagina
 Durante lo sviluppo la bambina cambia l'organo genitale di riferimento
 Ciò che rende più difficile il complesso nella bambina
 Doppia rinuncia degli investimenti libidici iniziali nei confronti di entrambi i genitori
 Cambiamento del primato genitale: da un organo esterno che è il clitoride a un organo genitale
interno che è la vagina
 Abusi sessuali
o Aspetto patologico della fissazione in fase fallica
o Concretizzazione del complesso di edipo
o L’attrazione sessuale non è più in fantasia ma si concretizza
o Aspetto che si può notare nei bambini abusati è l’eccessivo aspetto di seduttività
CONCRETIZZAZIONE DELLA LIBIDO
o Cosa lascia nel funzionamento psicologico dell’individuo un buon passaggio del complesso edipico.
1. Rende più complesso il suo sistema relazionale
 Capacità di TRIANGOLAZIONE
- Il bambino fino ai 3\4 anni è più bravo in relazioni duali
- Modello relazionale primario = relazione individuale con la madre esclusiva e simbiotica
- Con il superamento del complesso edipico accetto di essere parte di una triade (papà
mamma e io)
- ACCETTA L’ESCLUSIONE DALLA VITA GENITORIALE
- Il bambino comincia ad essere più esperto nell’ambito relazione e comincia a relazionarsi
anche al di fuori del sistema famigliare.
- Investimento pulsionale esterno alla famiglia che aumentano con l’ingresso alla scuola
primaria ( sistema scolastico costruito sulle fasi psicoanalitiche)

2. Capacità di modulare l’aspetto pulsionale :


- Amore attaccamento desiderio a stare vicini \ odio e aggressività
- Desiderio nei confronti del genitore del sesso opposto e la competizione nei confronti del
genitore dello stesso sesso fa si che avvenga la modulazione
- Durante il complesso i genitori dovrebbero sostenere il bambino e accettare il fatto che in
alcuni momenti è morbosamente attaccato alla madre e non vuole stare con il padre , per far
imparare al bambino la modulazione dell’ aggressività
- Mamma oggetto che tollera il processo
- Alcune fissazioni al complesso possono essere dovute sia al bambino che ad una risposta
genitoriale che non è adeguata
- Processo che deve essere garantito ma esclusivamente in fantasia, nelle rappresentazioni
psicologiche del bambino.
3. Processi di separazione
- Iniziano prima ma la separazione è più netta in questo periodo
- Relazioni cercate anche fuori dal nucleo familiare
- Netta separazione psicologica tra la mente del bambino e quella dei genitori.
- Più facile per il bambino separarsi se è libero e se i genitori sono disponibili
- Il bambino riesce stare lontano dai genitori per molte ore
4. Si forma il super io = idea del limite
-Funzione del super io è di permettere al bambino di interiorizzare le regole
-Non serve più la mamma che dice cosa fare
-Tra i 5 e mezzo\6 anni l’istanza superegoica diventa interiorizzata il bambino sa una parte di
regole e le sa rispettare anche senza l’aiuto della madre AUTOMATICAMENTE
-Non serve costantemente la presenza fisica dell’adulto primario che ricorda cosa si può fare e
cosa no
-Fondamentale per lo sviluppo psicologico del bambino ( NO detto dalla madre) anche se questo
tenta di negoziare i limiti = senza di questi i bambini hanno profondissimi stati di angoscia
-Il bambino dovrebbe sapere fin dove arrivare senza mettersi in pericolo (es:parco)
AUTONOMIA E INDIPENDENZA aumenta con concezione condivisa di limite.
‘Il limite rassicura e permette di comportarsi tenendo l’angoscia più quieta ‘
- Il funzionamento psichico è ridotto se l’angoscia occupa un grande spazio nella mia mente
IL LIMITE RIDUCE L’ANGOSCIA
5. Identificazione con le caratteristiche del genitore dello stesso genere
- Le bambine sono più femminili
- I bambini più maschili
- Pettinatura, giochi che fanno ,vestiario ecc
6. Chiara nella mente del bambino la differenza di genere
7. Avere chiare le differenze generazionali
- Differenziarsi e non richiedere costantemente la presenza della figura genitoriale nella
misura in cui accettano che la loro presenza non è sempre gradita all’interno della coppia
o Caso del piccolo Hans
 Esempio di una fobia specifica (dei cavalli)
 Spiegata da Freud basandosi sui racconti del padre del bambino
 Spostamento da parte della mente di Hans perché teme il papà nel complesso edipico
 È difficile ammettere di odiare il padre quindi sviluppa questa fobia specifica inibente
 Quando Freud elabora quest’analisi e la fa presente al bambino il sintomo si riduce
 Studiando questo caso elabora la fase del complesso edipico.
 Idea intollerabile è spostata su un oggetto meno importante per il funzionamento del
paziente: CAMBIA L’OGGETTO MA NON LA CARICA PULSIONALE
(es: giocattoli nella psicoterapia nei bambini)
 SPOSTAMENTO= MECCANISMO DI DIFESA CHE STA SOTTO ALLE FOBIE SPECIFICHE

Età 3-6anni Adulto Psicopatologia

Interesse per i genitali Curiosità Psiconevrosi (fobie)


-Bisogna essere sempre -Fissazione o regressione della libido.
molto sinceri e verosimili
con i bambini

Differenze sessuali Esibizionismo primato fallico Perversioni sessuali legate ad una fissazione
psicopatologica a questa fase

Masturbazione genitale Egocentrismo DICOTOMIA:


-Legato al primato fallico Esibizionismo: mostro gli organi sessuali in contesti
-Prima di essere relazione è assurdi
centrato nelle sue
caratteristiche Voyerismo: guarda chi mostra , ha piacere nel vedere.
Egocentrismo intellettuale Cerca un aspetto di nudità che possa guardare senza
-Da molte cose per scontate essere visto.
perché pensa che l’adulto
sappia tutto quello che vuole Perversioni delle fasi normali dello sviluppo.
dire.

Esibizione Gelosia
-Il bambino -Implica la presenza di tre
mostrerebbe il suo persone almeno
organo sessuale a -Sono geloso dell’oggetto,
chiunque lo voglio solo per me.
Invidia
-Distruttività
-Se non riesco ad avere la
cosa che ha l'altro vorrei
toglierla anche a lui
Interesse dei genitori Competizione Feticismo
-Ha un attaccamento morboso a degli oggetti che
rappresentano parti del corpo intimo della persona
-Attaccamento morboso ad un oggetto parziale
-Attaccamento molto importante al fallo che è la
causa di molte domande
Combattere l’angoscia di castrazione

Con il tramonto del complesso edipico(5\6 anni) si inizia a parlare della FASE GENITALE inizio 10\11 anni

FASE DI LATENZA
 Prodotto dell’educazione
o Le pulsioni sessuali scompaiono perché ad un certo punto la società non le tollera più
 Il bambino deve tenere a bada le pulsioni sessuali per essere socialmente accettato
 Freud accusa le regole rigide della società puritana
 Ora non è più esattamente così
o Legata all’interiorizzazione del super io che pone dei limiti all’espressione della libido
 Rimozione
o Meccanismo preponderante nel funzionamento psichico che rimuove i desideri e gli impulsi sessuali molto forti.
o I desideri non spariscono ma le pulsioni vengono rese silenti come se si disattivassero temporaneamente
o Il bambino non sente più la spinta di origine sessuali libidica che sentiva fino a poco prima di entrare in latenza.
 Processo fondamentale per permettere bambino di concentrarsi sugli apprendimenti= distrazione dalla libido
 Vengono assimilate informazioni che il bambino non dimentica più dovuto alla scomparsa delle altre richieste pulsionali
 Latenza transitoria : in preadolescenza riesplode l’aspetto pulsionale
 Tra i 6 anni e i 8\10 anni le relazioni che i bambini hanno sono DESESSUALIZZATI
o I bambini non vogliono sentir parlare di bambine
o Il contatto tra maschi e femmine non avviene più attraverso l’istinto sessuale che arriverà invece preponderante
in preadolescenza
 Relazioni che si amplificano sostengono un emancipazione più netta dall’autorità genitoriale anche perché il super io è
interiorizzato e quindi non mi serve avere un feedback di un autorità esterna che mi dica cosa posso o non posso fare.
 Le pulsioni sessuali non sono scomparse
o Si manifestano nell’iperproduttività fantastica che i bambini hanno in questa fase.
o Le pulsioni non si scaricano sessualmente e fisicamente ma si scaricano iperproducendo fantasie
 Sostituzione nella scarica libidica (produzione di storie, giochi ecc)
 Pulsioni scaricate su un aspetto intellettuale e non fisico
 Emergono :
o Pudore :
 Regola interiorizzata dal superio
 Incomincia in fase di latenza e sarà chiaro nella pre adolescenza
 Il bambino esibizionista non ha aspetti di pudore
o Disgusto:
 Funzione di denunciare i temi che riguardano sessualità e aggressività.
 Fine della latenza= ingresso nella pubertà \preadolescenza
 Pubertà implica i cambiamenti fisici (ormoni)
 Preadolescenza implica i cambiamenti psicologici (funzionamento psicologico nella fase in cui c’è
l’esplosione ormonale)
o Fase in cui avviene la separazione più definita ( 10 anni in su )
o Non separazione fisica ma un complesso insieme di fattori che dovrebbero lavorare sulla separazione psichica
nei confronti della presenza genitoriale
o Separazione fisica è successiva
o È richiesto uno sforzo psicologico che non è ancora supportato dalla distanza fisica
 Deve separarsi internamente dalla tranquillità e l’equilibrio che gli era stato dato dalla fase di latenza
(spensieratezza infantile) = fase in cui non erano in gioco le distrazioni pulsionali che complicano il
funzionamento del bambino pur portandolo verso la vita adulta
 Modificazione veloce del corpo in questa fase
 Cambiamenti che posso interferire con i cambiamenti psicologici della preadolescenza
o Rinuncia alla sua vivacità intellettuale
o Prime grandi paure del contatto con il proprio corpo e quello degli altri
 Veri movimenti masturbatori
 Rimozione che fa scomparire quello che è accaduto nel complesso edipico, quindi il ragazzino non
capisce che è un qualcosa che si è evoluto già in un’altra fase
 Paure per il contatto con il corpo dell’altro
 Le sue pulsioni sessuali non possono più essere risolte dall’attività masturbatoria ma ha bisogno di
un'altra persona che aiuti a risolvere la mia pulsione sessuale
o Fase complicata
 Molte patologie dell’adulto hanno origine in questa fase (es: esordio del complesso bipolare= capacità
di non gestire le proprie emozioni)
 Harry Potter= prime due frasi del primo libro
 Sensazione psicologica del passaggio metaforico veloce tra la fase di latenza e la preadolescenza
 La pulsione che ritorna dopo una fase di latenza
 Stravolgimento pulsionale immediato e veloce
 Il compito di sviluppo del preadolescente è quello di imparare a gestire questa carica pulsionale
 Passaggio NECESSARIO!!
 Se a 16 anni il ragazzo è ancora in stato di latenza è presente un problema
 Esistono dei meccanismi di difesa troppo rigidi che non permettono alle pulsioni di rientrare
 Non completamento dello sviluppo psicologico non riuscendo ad entrare nella fase genitale
 Ci sono degli aspetti sconosciuti nel funzionamento del preadolescente che tornano a galla
 Riescono a fare breccia tra i meccanismi di difesa e il preadolescente li vede per la prima volta
e non è in grado di riuscire a gestirli
o In caso patologico
 Psicoanalisi per poter gestire queste pulsioni
 Commistione tra il fisico e lo psicologico che dovrebbero andare di pari passo
 Cercare di ripareggiare a livello di età il funzionamento e l’aspetto fisico
o TIPI DIVERSI DI PREADOLESCENTI:
a. PREADOLESCENTE CON UN INSTANZA SUPER EGOICA MOLTO RIGIDA
 Ligia al dovere
 Non trasgressiva
 Rispetta le regole
 Sembrano pazienti ben adattati
 Prolunga molto la latenza senza prendere in considerazione gli aspetti pulsionali
 Aspetto di fragilità che l’avvento delle pulsioni porta a galla non viene tenuto in
considerazione
 Ragazzini iperperformanti
 Molta fatica ad entrare a patti con le parti di fragilità e insicurezza
b. PREADOESCENTI REGRESSIVI
 AMBIENTE FAMILIARE TIENE FERMO IL PASSAGGIO NELLE FASI
 Madre iperprotettiva non permette lo slancio
 Continuamente in fase regressiva
 Tornano costantemente indietro rispetto ad una fase di sviluppo che avrebbero già
raggiunto
 Sono per il loro funzionamento angoscianti e non hanno un supporto famigliare nello
svolgere questi compiti e quindi regrediscono a fasi di funzionamento precedenti
c. PREADOLESCENTI AGGRESIVO
 Arrabbiati con il mondo
 Provocatori e aggressivi
 Fanno fatica a tornare indietro e a sentir l’aspetto più regressivo
 Non integrano le due fasi
 Si trovano sull’aspetto pulsionale, libidico, sessuale
d. PREADOLESCENTE TIPICO
 Capacità di reintegrare le spinte pulsionali
 Rendersi conto che è complessa questa fase
 Ma trovare dei metodi per gestire tutto questo
 Nuovo potere
o SPINTE PULSIONALI già sperimentate nel complesso edipico e rimosse in fase
di latenza
 Si pensa che sia la prima volta che ci si trova a gestire queste pulsioni
o Non è tutto a carico di un malfunzionamento dei ragazzini :
 Quadri famigliari che possono sostenere o no il passaggio tra le due fasi e poi il l’accesso alla fase
genitale
 FAMIGLIA FISSATA AL FUNZIONAMENTO NELLA FASE ORALE
 La famiglia non ha permesso un transito nel complesso edipico
 Fissazione famigliare della libido alla fase orale
o Es bambini bulimici = hanno ancora un legame molto stretto con il cibo
 Aspetti pulsionali sono un tabù
 Il bambino viene tenuto in fase pre libidica
 I genitori per permettere di risolvere il complesso deve accettare l’aggressività e la seduzione
 Non essendoci le prime separazioni = AUTONOMIA ZERO anche psicologico
 Grossissime difficoltà a gestire un autonomia interna
 FAMIGLIA DI PREADOLESCENTE EDIPICO
 Ci deve essere la possibilità di far accedere a pensieri e attività prettamente sessuali
 Si può tollerare una quota di aggressività e di parlare di una vita sessuale nel funzionamento
del preadolescente
 Genitori edipici = devono tollerare aggressività e seduzione
 Garantire al bambino di vivere il conflitto con loro a livello rappresentazionale affinché il
bambino possa avere una marcia in più per gestire i conflitti fuori
 Il genitore deve tollerare il conflitto
o Sessualità prevede il passaggio dall’autoerotismo ad un aspetto di ricerca di un altro oggetto con un fine anche
procreativo
 Inizia verso la pubertà il cambiamento del corpo e la distribuzione ormonale e il corpo viene
predisposto all’accesso alla FASE GENITALE (ricerca del corpo dell’altro)
 Il cambiamento fisico che la pubertà comporta dovrebbe andare di pari passo con quello psicologico
 BAMBINA= con il passaggio della zona erogena nel complesso di edipo l’organo è la vagina
 BAMBINO= cambiamento più psicologico che fisico nella zona erogena

FASE GENITALE

ETA’ 12 ANNI IN POI


ZONA EROGENA ZONA GENITALE
SPINTA PULSIONE DA SCARICARE
META RAPPORTO SESSUALE
OGGETTO CORPO DELL’ALTRO
 Si compie una scelta
 Prima l’oggetto era una parte del corpo del bambino ora è una persona intera
 Tutte le pulsioni sessuali che il bambino ha soddisfatto nel suo sviluppo sessuale non vengono perse ma vengono
reintegrate all’interno di un'unica persona
 Il punto in cui venivano convogliate le pulsioni erano le diverse zone erogene
 Primato genitale = più importante soddisfazione della libido sessuale è la scelta di un oggetto esterno al nostro corpo
 Incontrare il corpo di un'altra persona per soddisfare i bisogni sessuali
 Pulsione sessuale ALTRUISTICA si può soddisfare attraverso un'altra persona che ci aiuta in questo processo
 L’autoerotismo non sparisce ma non è più la fonte primaria del soddisfacimento delle pulsioni sessuali
 La personalità dell’individuo è sempre più complessa e raggiunge un grado di maturità che introduce all’età adulta
 L’adolescente impara a mescolare le pulsioni sessuali con le pulsioni aggressive (=atto sessuale )
 Nel giocare la relazione sessuale si gioca l’impasto tra le pulsioni sessuali e aggressive
o Se questo impasto non avviene e le pulsioni aggressive sovrastano le pulsioni sessuali nascono tutte le
perversioni sessuali legate all’aggressività (=branchi di adolescenti che molestano ragazzine )
 C’è una quota di aggressività nella sessualità che deve essere moderatamente gestita perché facente parte dello sviluppo
 Diventa più chiaro l’utilizzo di uno specifico meccanismo di difesa che aiuta a gestire questa quota di aggressività che
torna preponderante dopo la latenza :
 SUBLIMAZIONE
o Meccanismo che permette alla mente del preadolescente\adolescente\adulto di soddisfare dei desideri tra il
sessuale e l’aggressivo in un modo socialmente accettabile
o Modalità per esprimere delle spinte sessuali aggressive, per scaricare le pulsioni in un formato che la
coscienza e la società accetta
o Modalità in cui posso essere aggressivo
es : videogiochi, calcio, sport senza avere sensi di colpa e reprimere la mia aggressività.
o Espressione dell’aggressività accettata dalla società
 Meccanismo di difesa protettivo perché l’aggressività si scarica in maniera funzionale
 Bisogna stare attenti affinché questa quota di aggressività a volte molto alta non venga scaricata con
la stessa intensità nella vita reale creando problemi.
o Permette di tenere conto del principio di realtà
 Si sceglie una dimensione sublimata in cui non ci sono queste regole e posso scaricare questa
pulsione aggressive (es: analisi di un adolescente che passa la maggior parte del suo tempo ai
videogiochi: non possiamo togliere fin da subito al paziente la sua realtà sublimata per farlo
riammettere nella realtà perché possiamo rischiare che scarichi le sue pulsioni aggressive in maniera
distruttiva nella realtà. Meccanismo di difesa molto maturo usato anche dagli adulti corrisponde ad
un funzionamento nevrotico non è un meccanismo che possono usare le persone borderline )

METAPSICOLOGIA

 Introdotta da Freud nel 1915


 Pensiero sulla psicologia
 Tentativo di sistematizzare e strutturare tutta la teoria che aveva pensato in un manuale tentando di organizzare un
pensiero logico
 Tratta i processi psichici in tre modi
o ECONOMICO :
 Idea che lo sviluppo dell’individuo è promosso grazie alla sua soddisfazione anche economica in
termini psichici della pulsione sessuale
 Lo sviluppo è mosso dallo scaricare
 Ridurre l’impatto economico dell’eccitazione
 La pulsione non soddisfatta continuerebbe a martellare il funzionamento dell’individuo.
 Lo scopo del funzionamento è quello di ridurre il peso della pulsione scaricandola attraverso oggetti
 Postula all’interno della mente l’esistenza di una forza di tipo psicologico che possiede tre
caratteristiche :
1. Può essere orientata verso un oggetto per giungere ad una sua scarica (meta)
2. Ha un origine specifica (fonte)
3. Ha una grandezza o intensità
 Secondo Freud l’energia segue una legge detta della scarica = principio di piacere
 Catexi= investimento energetico serve affinché ogni organizzazione psichica sia disponibile
 Decatexi = la perdita dell’investimento (contrario di catexi)
o DINAMICO :
 Ci sono delle forze che possono muoversi nella stessa direzione o nella direzione opposta
 Forze = pulsioni
 Il movimento di queste forze promuove o arresta lo sviluppo dell’individuo
 Forze che vanno nella medesima direzione
 Riconosce che lo scopo ultimo inconscio dell’individuo è quello di evitare il dolore e
perseguire il piacere
 Idea di scaricare la pulsione per evitare il dolore psichico che l’impossibilità di scaricare la pulsione
potrebbe generare
 Motivo per cui il bambino durante lo sviluppo cerca sempre nuove zone erogene per scaricare le
pulsioni sta nel fatto che non scaricandole si sarebbe prodotto un dolore psichico nell’individuo che è
da evitare
 La mente del bambino tende a fare questa cosa, ma ci sono una serie di forze che tentano di opporsi a
questo desiderio innato del bambino di perseguire il piacere
 CONFLITTO : situazioni che impediscono il soddisfacimento pulsionale Situazione psichica in cui
non è più possibile perseguire il soddisfacimento immediato della scarica pulsionale
 3 tipi di conflitti :
1. INTERNO:
 Tra due istanze di funzionamento psicologico
 Parzialmente consapevole
 Conflitto tra il super io e l’es si manifesta con un sintomo che indica che la
pulsione libidico sessuale non può essere soddisfatta immediatamente quindi
il compromesso tra queste due forze che vanno in direzione opposta si
potrebbe esplicitare con un sintomo ( sogno, lapsus = manifestazioni
dell’inconscio)
2. ESTERNO:
 Tra una parte consapevole che autocensura il soddisfacimento immediato
della pulsione dell’individuo e una limitazione ambientale(regola)
(Es :costume da bagno in aula)
 Conflitti all’ordine del giorno vorremmo far qualcosa ma non sempre è
possibile farla subito.
3. TRA INTERNO E ESTERNO:
 Tra una parte interna dell’individuo inconsapevole e una realtà esterna (es:
regole da rispettare che non ci mettono a nostro agio ma non riusciamo a
capire perché abbiamo questo fastidio)
 Parte esterna regola da rispettare che mi mette a disagio
 Parte interna : forza opposta a quella da rispettare ancora inconsapevole che
mi fa provare fastidio.
 Li abbiamo tutti ma in psicoanalisi ci si concentra sui conflitti interni una volta risolti i
conflitti interni si risolvono anche quelli esterni
 Due processi si pensiero che governano il funzionamento dell’individuo :
o PESIERO PRIMARIO :
 Si basa sul principio di piacere = l’individuo è predisposto a cercare di evitare il dolore e perseguire il
piacere
 Caratterizza i bambini molto piccoli
 Processo di pensiero inconsapevole per cui l’individuo non tiene conto della realtà ma è volto a
soddisfare il suo bisogno
 Neonati =soddisfacimento allucinatorio : non riescono ad aspettare e trovano una via sostitutiva non si
accorgono che succhiano una cosa che non è un seno (AUTOEROTISMO)
 Normale nei pazienti psicotici
 Nella vita normale lo abbiamo nei sogni che tendono a soddisfare in maniera impellente il piacere
 Questo processo nella vita adulta viene abbandonato = grazie al tollerare la frustrazione ( difficilissimo
nei bambini )
 Inconscio funziona attraverso questo processo
 ES : desidera immediatamente quello che chiede = grazie alla mediazione con le altri parti dell’io
riusciamo a non soddisfare immediatamente qualsiasi tipo di pulsione e desiderio
 Immaginazione retaggio positivo della via allucinatoria
o PENSIERO SECONDARIO :
 Arriva dopo a livello temporale
 Caratterizza il funzionamento principale degli adulti
 Da adulti non abbandoniamo il pensiero primario (sogni o anche in alcuni momenti della nostra vita)
 Si forma tra i 2\3 anni d’età e si struttura e diventa più complesso e preponderante di quello precedente
 Si basa sul principio di realtà: ho una realtà esterna a cui mi devo adattare
 Non posso più funzionare con il principio di piacere devo modulare il mio comportamento con la realtà
con cui vengo a contatto. Tolleranza della frustrazione di un desiderio che non potrà mai essere
soddisfatto in questo momento.
 Via RELAZIONALE :
 Il bambino comincia a capire che non può allucinare il seno ma deve aspettare
 Pazienti psicotici non funzionano tenendo conto della realtà
es: allucinazioni i pazienti più gravi funzionano secondo il principio di piacere e di scarica
allucinatoria = hanno delle allucinazioni.
 Non legato all’educazione ( bambini viziati)
 Processo radicato nei processi inconsci
 Critica a Freud: parla solo del mondo interno e mai della relazione madre bambino
 Freud in questo manuale descrive la storia dell’evoluzione delle pulsioni :
o Prima fase : Distingue le pulsioni in PULSIONI SESSUALI e PULSIONI DI AUTOCONSERVAZIONE
o Seconda fase: introduce il concetto di NARCISISMO
 Periodo a cavallo della prima guerra mondiale
 1914 scrive’ Introduzione al Narcisismo’
 Non si concentra più solo con le isteriche
 Nota un nuovo quadro psicopatologico che all’inizio descrive come nevrosi di guerra Ex soldati
sopravvissuti con uno stato mentale alterato
 Disperazione angoscia e un aspetto di confusione mentale molto spiccato
 Nuovo tipo di patologia = soldati sopravvissuti fisicamente hanno superato la minaccia della morte
fisica ma resta nel loro funzionamento una minaccia all’immagine di se (Minaccia psichica)
 Pazienti che devono fare i conti con la potenza del soldato e l’impotenza degli stati psichici che rende
l’uomo molto fragile
 Soldati = supereroi scelti e selezionati
 Aspetto narcisistico elevato = dovevano adesso combattere con degli stati mentali opposti alla
sensazione che avevano precedentemente
 Ritiene che questi pazienti hanno subito un crollo psicologico o hanno dovuto riassestare
completamente il loro aspetto mentale da prima a dopo il fronte
 Secondo nome con cui viene chiamato questo caso psichico è nevrosi traumatica
 Riconoscendo che l’esperienza al fronte è un trauma che ha rotto degli equilibri psicologici
 Nuovi quadri clinici molto resistenti al metodo psicoanalitico =difficili da curare.
 Freud parte sempre da cause reali per creare poi la sua teoria
 Non sono soltanto ex soldati ma anche una buona parte di pazienti che non sono stati sul fronte hanno
questo aspetto sintomatico simile.
 Comincia a nascere il concetto di Narcisismo:
o Oggi parlare di narcisismo : visione positiva che qualcuno ha di sé
o Aspetto di chi si considera meglio degli altri = dovuto ad un autostima molto elevata
o Narcisismo Vs disturbo narcisistico:
 Narcisista autostima molto elevata ma risposte dell’ambiente non congruenti
 Disturbo narcisistico : stare con se stesso e non con gli altri..
o Inizia Freud a parlare di Narcisismo associandolo all’omosessualità
o All’inizio del ‘900 = narcisismo = tendenza dell’individuo di considerare se stesso come l’oggetto su cui si
riversa la libido
o Ritrova nel quadro psicologico dell’omosessuale questa modalità
 Omosessualità= impossibilità di superare il complesso edipico e di non potersi identificare con il padre
e restare in un rapporto simbiotico di desiderio con la figura materna (attraverso le biografie di Leo da
Vinci e del presidente Scever tedesco trova in queste storie la prima formulazione teorica del
narcisismo)
 Il bambino non riesce ad identificarsi negli aspetti maschili e resta molto legato agli aspetti femminili e
nel momento in cui farà la sua scelta di oggetto relazione ne sceglierà uno del suo stesso genere perché
la sua identificazione primaria è con la madre
 1900 solo omosessualità maschile non spiegata quella femminile
o Passaggio successivo = si abbandona il parallelismo tra l’aspetto narcisistico e la scelta d’amore omosessuale
o Narcisismo
 Fase di sviluppo tipica di tutti i processi di sviluppo normali
 Fase che si colloca intermedia tra l’autoerotismo e l’amore oggettuale
o FASE ANOGGETTUALE
 Libido narcisistica nell’autoerotismo
 soddisfacimento delle pulsioni in forma autoerotica parte del corpo del bambino stimolata per provare
piacere
 Oggetto non è una cosa eterna è rivolta verso l’io del bambino (parte del corpo del bambino)
o LIBIDO OGGETTUALE
 Libido oggettuale nella fase genitale quando l’io ha bisogno di un oggetto relazionale per soddisfare la
sua libido
 Si rivolge nei confronti di un oggetto esterno
o Fase intermedia tra questi due aspetti è il NARCISIMO PRIMARIO :
 Le pulsioni si rivolgono verso un oggetto
 Il Bambino inizia ad avere un po’ più di consapevolezza dell’esistenza di un oggetto io . me stesso che
mi provoca piacere
 Come il primo serbatoio psicologico all’interno del quale i crea la stima di sé = aspetti miei prima
corporei e poi sempre più psicologici mi piacciono mi creano piacere. Inizialmente parti del corpo
fisiche = dopo oggetto più psicologico alcune parti del mio io mi piacciono (=AUTOSTIMA)
 Importante che i bambini passino nel narcisismo primario = primo serbatoio della stima di se
 Narcisismo primario= fase evolutiva imprescindibile per la creazione di una buona stima di sé nasce
nel momento in cui il primo oggetto d’amore del bambino è il proprio corpo se stesso
 Se non si transita in queste fase autostima minata
 Investimento libidico che il bambino ha nei confronti di se stesso è imponente nei primi anni di vita
(narcisista,esibizionista ecc)
 Eccessivo investimento su se = aiuta a formare una sacca di pulsioni libidiche che poi verranno
concentrate su oggetti esterni.
 Il bambino rinuncerà ad una quota di libido riservata per se per poterla riservare ali oggetti esterni \
riserva di energie pulsionali per direzionare la libido ad un oggetto esterno
o LIBIDO NARCISISTICA si trasforma in LIBIDO OGGETTUALE
 Freud questo processo lo vede anche nel tipo di oggetto che l’individuo sceglierà è direttamente
connesso a come l’individuo ha transitato nella fase narcisistica
 Scelta oggettuale diversa
 Scelta narcisistica: sono quelli che scelgono una persona che assomiglia a loro stessi cercano
di avere nel compagno le loro caratteristiche perché molto affezionati
 SCELTE INCONSAPEVOLI
 Scelta primitiva e rappresenta il fatto che l’individuo è molto legato ad una parte di se e
la cerca costantemente anche nelle relazioni con l’oggetto
 Scelta anaclitica o d’appoggio :quando si sceglie l’oggetto d’amore nella fase genitale o
successivamente più simile all’oggetto che si è preso cura di me
 Passaggio dal narcisismo primario e amore oggettuale non vengono spostate tute le cariche dal se
all’oggetto esterno
 Una parte di cariche pulsionali devono restare per tutta la vita legate al se = investimento sul sé
autostima caratteristiche che dovrebbe essere presente in un buon funzionamento (sé corporeo\ sé
psicologico investimento che ogni persona ha su di sé)
 Non c’è un disinvestimento del sé nel passaggio
 Una parte di cariche vengono investite nelle relazioni oggettuali
o NARCISISMO SECONDARIO
 Aspetto psicopatologico
 Ad un certo punto dello sviluppo c’è un processo di completo ritiro delle cariche libidiche dall’esterno
e vengono risconvolgiate verso l’interno
 Secondario= perché successi al primario nel tempo
 Presupposto
 L’individuo riesce a fare il passaggio verso l’amore oggettuale ma l’aspetto patologico risiede
nel fatto che queste cariche che dovrebbero essere investite nell’amore oggettuale vengono
direzionate verso il sé portando ad uno stato regressivo di narcisismo primario in un momento
in cui non ci dovrebbe essere.
 Successione del tipo di investimento delle cariche
 Prima cariche pulsionali vengono direzionate al corpo del bambino e al se (libido narcisistica)
 Successivamente libido oggettuale una parte di queste cariche vengono gestite dall’esterno
 Narcisismo secondario fa il contrario dall’esterno riporta le cariche oggettuali verso il sé
 Stato regressivo = si era raggiunto l’obbiettivo di convogliare una parte di cariche verso
l’esterno ma il movimento patologico è regressivo= torno indietro rispetto ad una fase che
avevo raggiunto
 Quadri patologici che secondo la psicoanalisi sono spiegati da questa forma patologica di
narcisismo:
 Disturbo narcisistico è una manifestazione del narcisismo secondario :
o Onnipotenza
o Megalomania
o Depressione grave
o Ipocondria o Onnipotenza e megalomania :
o Non importa il feedback esterno
o È concentrato a ridedicare tutte le cariche pulsionali sul sé
o Non si preoccupa dell’altro
o Spende un sacco di tempo per parlare di sé
o Cariche pulsionali non usate per creare relazioni con l’esterno ma tutte
riversate sul sé
 Psicosi :
o L’individuo psicotico vive in un mondo tutto suo che non ha niente a che fare
con il mondo che lo circonda
o Tutte le sue cariche libidiche servono alla costruzione del suo delirio con
allucinazioni
o Difficilmente guarda le persone negli occhi
o Non parla direttamente a voi
o Disinvestimento nel mondo esterno per una concentrazione sul sé = in questo
caso sulle sue idee deliranti
 Ipocondria :
o Cariche sono tutte sul corpo
o Regressiva e primitiva = ricorda quando il neonato è molto attento al suo
corpo perché è l’unica cosa che ha per poter comunicare
o Eccessivamente concentrato sul suo corpo a discapito di ogni relazione
o Conseguenza di questo è un disinvestimento sulle relazioni con gli altri
 Cause dell’innesco della regressione :
▪Ambientali
▪Fragilità dell’io
o TERZA FASE E QUARTA FASE
 PULSIONE DI VITA E PULSIONE DI MORTE
 Due tipi diversi delle pulsioni : a.
1. Pulsione di vita = (eros)
 Cariche pulsionali che hanno la funzione i creare
relazioni \legami
2. Pulsione di morte = (tanatos)
 Funzione di distruggere i legami relazionali
 Significato dell’aggressività che si esprime con questa pulsione
 Distruttività
 Accenna che lo scopo principale dell’individuo è essere in relazione e la pulsione di morte è qualcosa
che blocca questo fine ultimo dell’attività umana
 Nasce come aspetto teorico nel periodo in cui si parla di Nietzsche e Schopenhauer = aspetto
ambientale culturale e filosofico che influenza la costruzione di questa parte della teoria
 Eventi di vita connessi alla formulazione teorica della pulsione di morte = diverse morti fisiche che
deve affrontare Freud e si ammala di cancro alla mascella
 Le cose che Freud vive le elabora con la sua teoria psicoanalitica
 Non elaboro ma sublimo= costruisco intorno una teoria
 Il lavoro della pulsione di morte lavora silenziosamente = non è facile accorgersi del lavoro = non per
forza aggressività esplosiva ed esplicita
 Spesso mascherata dall’eros = impasto con l’eros unico modo per cui il mondo interno dell’individuo
non censuri completamente la pulsione di morte
 Giustifica il fatto che funziona nella mente degli individui perché è un po' mascherata da alcuni aspetti
della pulsione di vita che impediscono che i meccanismi di difesa la taglino fuori
 Processo di fusione e defusioni con la pulsione di vita
 Di solito pulsione proiettata verso l’esterno in alcuni quadri clinici : la manifestazione esterna della
pulsione di morte è l’aggressività
 Quando non succede questo la pulsione di morte rimane incastrata all’interno del funzionamento
dell’individuo = è più facile trovare quadri clinici depressivi
 Depresso
 Sembra abbia tutto ma non l’aggressività
 Ce l’hanno ma non riescono a rivolgerla verso l’esterno e l’hanno rivolta verso il sé
 Depresso= si scredita e si svaluta = aggressività rivolta verso il sé
 Con l’introduzione di Tanatos Freud abbandona tutto quello che aveva teorizzato sul principio di
piacere: l’individuo tende a scacciare le cose negative e a perseguire il piacere( fasi di sviluppo)
 Pulsione di morte va nella direzione opposta :allora Freud aggiunge la:
 COAZIONE A RIPETERE
 Finisce il dominio del principio di piacere a favore del dominio della coazione a ripetere
 Ripetizione costante di un aspetto disfunzionale
es: paziente che ripresenta il sintomo con lo scopo di provare ad elaborarlo ripetendolo
continuamente
 Transfert modello di coazione a ripetere > il paziente ripete una relazione disfunzionale
 In che modo si manifesta :
• Melanconia ( depresso = si sente un fallito)
• Odio ( irrefrenabile aggressività in ogni situazione= sempre manifestata)
• Trauma e eventi traumatici
 Fanno vivere costantemente la situazione traumatica e il paziente viene
messo sempre a contatto con l’evento traumatico
 Il sogno riproduce lo stato mentale nel momento del trauma
 L’elaborazione permette di riportare alla memoria e rivivere l’affetto
legato al trauma
• Tagliarsi
 Aggressività scaricare una tensione, modo per mostrarsi
 Pazienti che si tagliano :
 Una famiglia numerosa nella quale il ragazzo non si sente
considerato, voglia di apparire e mostrarsi.
 Chiedere in analisi come si sente prima e dopo essersi tagliato ,
vedere come viere il taglio.
 Suicidio (Non si può fermare attraverso l’analisi:
 Riducibile attraverso farmaci
 Aspetto più eclatante forma incontrollata dell’aggressività rivolta
verso il sé
 Fa parte delle sindromi depressive
 Attacca in modo violento il corpo
 Forma di tanatos che si concretizza
 Forma aggressiva verso chi resta
o TOPICO
 PRIMA TOPICA : primo
tentativo di sistematizzare i
luoghi di funzionamento
psichico
 CONSCIO
 PRECONSCIO
 INCONSCIO
Dopo qualche tempo vengono
modificate per passare a descrivere
un meccanismo più complesso della
mente umana :
 SECONDA TOPICA :
o Modello topografico dell’iceberg tripartito :
• IO
• ES
• SUPER IO
o Riduttiva la descrizione del funzionamento umano soltanto con la prima topica:
 Nella distinzione primaria Freud aveva ragionato a comportamenti stagni come se le varie
parti non potessero comunicare se non con i sintomi
 Meccanismi di difesa
o Sono una funzione dell’IO inconsapevole
o Non sapeva dove piazzarli e questo fa capire che deve abbandonare la semplicità
della prima topica ( meccanismi inconsci che regolano il conscio)
 Conflitto tra esterno e interno\ conscio e inconscio ma esiste un conflitto interno tra una
parte e l’altra del funzionamento inconscio che non si riusciva a spiegare con al prima
topica
▪ Es =totalmente inconscio (inconscio della prima topica)
▪ IO= parte nel conscio, preconscio e inconscio
▪ SEPER IO = parte nel conscio, inconscio e preconscio
 Prima topica = fondamentale la posizione
 Seconda topica= fondamentale anche la funzione spiegata nel dettaglio per comprendere la mente
umana
= I luoghi hanno una disposizione spaziale ma più importante la funzione

ES
 Istanza psichica inconscia
 Corrispondenza con l’inconscio
 Caratteristiche del materiale di incischio ed es sono simili
 Rappresenta la parte inaccessibile direttamente
 La sede di tutto quello che ha a che fare con affetti pensieri desideri innati = il bambino neonato è tutto es
(acquisizioni successive io e super io)
 Aspetto innato a cui il bambino non riesce a dare nome = aspetto confusionario
 È mosso dal principio di piacere= scarica immediata della pulsione e del desiderio
 Non conosce la logica e limiti della realtà ( funzioni che avverranno con lo sviluppo dell’io)
 Si identifica con una personalità infantile
 Non può funzionare per tanto tempo solo mosso dal principio di piacere ma le istanze che si formeranno ( io, super
io) controllano e limitano nel funzionamento l’es = gestione degli impulsi difficili dell’es
 Non deve essere inibito perché è il serbatoio dell’energia pulsionale di ognuno di noi= energia che permette lo
sviluppo quindi non si può eliminare completamente
 Osservabile attraverso i derivati sogni sintomi lapsus
 Io e super-io sono differenziazione dell’es

IO
 Agente esecutivo della mente
 Si forma prima del super -io intorno ai 5\7 mesi di vita
 Dopo l’es e prima del super io
 Si differenzia dall’es
 Nasce da un limite dell’es :
 La parte dell’es non riuscirà a produrre immediatamente il soddisfacimento di ogni desiderio
( es: bambino che allucina il seno solo nei primissimi mesi di vita l’es non può più funzionare sulla creazione di
immagini allucinatorie per poter soddisfare i piaceri)
 Incomincia a formarsi tra il 5\8 mese di vita una forma rudimentale dell’ IO
 Segue un processo di sviluppo molto lungo nel corso della vita
 Io nasce grazie alla vicinanza con il mondo esterno a livello relazionale
 Mamma aiuta tramite i fallimenti empatici (non immediato soddisfacimento delle pulsioni ) la creazione dell’io =
per frustrazioni
 Il bambino impara ad attendere e a non pretendere il soddisfacimento immediato
 Non segue la via allucinatoria ma quella relazionale = principio di pensiero secondario e terrà conto della realtà
 Lavora tenendo conto del principio di realtà
 Nei momenti di forte stress in un adulto i funzionamenti dell’io possono essere messi in discussione = si può tornare
ad un funzionamento regressivo (avviene in maniera transitoria nelle persone non cliniche )
 Non ha solo un funzionamento cosciente perché tripartito
 Parte inconscia dei meccanismi dell’io sono i meccanismi di difesa: Funzione dell’IO che non è
sotto il controllo cosciente dell’individuo
 Parte preconscia = sulla punta della lingua : sto per parlare ma non mi viene la parola
 FUNZIONI :
- Organizzazione di risorse e capacità che permettono all’’io di abbandonare la gratificazione
immediata e allucinatoria dell’es
- Permettono di aderire più facilmente alla realtà e tenerne conto
- Permettono la conservazione dell’esame di realtà
- Funzione adattiva all’ambiente circostante = promuovere l’adattamento dell’individuo
all’ambiente circostante quando si è costretti ad abbandonare l’atteggiamento dell’es di
scarica immediata della pulsione
- Organizza una serie di funzioni per poter gestire questo passaggio :

 MECCANISMI DI DIFESA:
o Funzione dell’io non patologica senza i quali non potremmo sopravvivere
o Funzionale all’adattamento dell’individuo
o Fa sentir meno angoscia all’individuo
o Funzione dell’io inconsapevole
 PERCEZIONE :
- Consapevole e cosciente
- Capacità di riconoscere la realtà con le sue caratteristiche oggettive
- Gli psicotici perdono la percezione della realtà oggettiva
o hanno una propria realtà.
o Delirio e allucinazione degli psicotici non condivisibile
o Perdono l’aspetto dell’obiettività con il legame della realtà (es: racconto di un film
diverso da ognuno in base a cosa si ritiene importante)
- Riconoscere nella realtà gli stimoli nocivi e prenderne una certa distanza = processo
adattivo e perché promuove la sua conservazione
 MEMORIA E RAGIONAMENTO
- Consapevole e cosciente
 AFFETTI:
- Siamo consapevoli di ciò che proviamo ma alcuni affetti possono essere bloccati da venti
traumatici
 PENSIERO :
- Si può formare nel bambino solo quando il bambino può avere il contatto con un ‘vuoto’
- Quando il bambino comincia ad aspettare e tollerare la frustrazione = nasce il pensiero
- Se il bambino ha una gratificazione immediata non ha il tempo di creare un immagine di
quello che gli manca
- Il neonato immagina quello che non ha nell’immediata gratificazione (Pazienti che parlano
a raffica nella seduta= non c’è un momento di vuoto e non si ha il tempo di pensare)
- Importante che i desideri dell’Es ad un cero punto non vengano più soddisfatti
immediatamente
- Pensieri in un individuo adulto è la funzione principale dell’io
- Funzione del pensiero :evitare l’impulsività
- Funzione intermedia tra desiderio e azione
o Queste funzioni dell’IO possono venire inibite da processi affettivi nei contesti di:
 Irritabilità
 Stanchezza
 Agitazione
o Queste funzioni nascono in maniera primitiva a 6\8 anni e poi hanno un lungo processo di sviluppo che
termina con l’età adulta:
o Due fattori che determinano la maturazione dell’io
a. Maturazione :
o Aspetto innato, il bambino evolve per natura
o Anche nelle situazioni di svantaggio ambientale c’è sempre un aspetto di
maturazione psicobiologica che garantisce ai bambini che vivono in maniera
svantaggiata di poter raggiungere alcune tappe evolutive
b. Esperienza :
o Impossibilità che il bambino ha di sperimentare alcuni aspetti , dipende
dall’ambiente
o Quando si forma il super -io e la struttura funzionale topografica che Freud ha pensato sarà completa l’Io
dovrà rispondere sia alle richieste dell’es( richieste da cui pretende una soddisfazione immediata) che a
quelle del super io ( limitazione )
o Funzione di mediazione costante fra:
 Es e super-io
 Es e realtà
o Freud definisce l’IO come in mezzo a tre tiranni Es, super io e realtà
o Creare un equilibrio psichico permettendo che una quota di desiderio venga soddisfatta rispettando delle
regole interne dell’individuo e delle regole esterne che sono la realtà in cui l’individuo è inserito
o Quando l’Io è indebolito si possono avere cortocircuiti = in questo momento si entra in terapia

 FINI DELL'ANALISI
o Metodo psicanalitico nasce con lo scopo di dare un supporto all'io rafforzandolo
 L'io deve essere solido per supportare le informazioni inconsce
 Prima di svelare l'inconscio l'analisi deve rafforzare l'io per non scompensare il paziente
 Più l'io è rafforzato più è in grado di supportare tutte le richieste anche contemporanee che
arrivano
 Unica istanza con cui si può entrare in contatto e influenzare attraverso l’analisi
o Una funzione dell'analisi è annettere all'io quante più regioni dell'es
 Zone inconsce iniziano a diventare consapevoli
 Non è possibile eliminare tutto l'es, l'analisi non deve arrivare a questo perché l'es permette la
crescita e lo sviluppo dell'individuo
 In questo modo il paziente può conoscere un po’ meglio il proprio funzionamento e convivere
meglio con il proprio inconscio
o Un’altra funzione dell’analisi è di permettere all’io una parziale indipendenza dal super-io
 Il diverso peso assunto dalle varie istanze determina la personalità di ogni individuo
 

TRE TIPI DI PERSONALITA'


 Tipologie che Freud ha individuato in base alle sue esperienze con i pazienti
 Oggi si definirebbero ulteriori tipi di personalità
1. NORMALE
o Categorie non più utilizzata
o Nessuno ha uno sviluppo normale
o Personalità con un buon equilibrio tra le tre istanze secondo Freud
o Chi in un determinato momento si sente in equilibrio e quindi non si segnala all’analisi

2. NEVROTICA
o Personalità degna di essere seguita clinicamente
o Vari sottogruppi in base al tipo di super-io sviluppato
a. Comportamenti asociale
▪ Super-io molto debole
▪ Non ha limiti
▪ Non rispetta regole
▪ Analisi aiuta a creare un super-io
b. Comportamenti nevrotici
▪ Super-io molto rigido
▪ Continuo rispetto di regole
o Alcuni aspetti dei disturbi ossessivi
▪ Non lascia spazio alla creatività
▪ Analisi aiuta a ammorbidire la forza super-egoica
3. PSICOTICA
o Paziente è rimasto a uno stadio di funzionamento primario
▪ Come se fosse un bambino
▪ Tutto es che ha il sopravvento
▪ Io e super-io non sono formati
 Oggi non si parla più di personalità, ma di modalità di funzionamento di un determinato disturbo
o La depressione può essere nevrotica, psicotica o border-line
 Oggi sarebbe necessario definire altri tipi di personalità >> border-line
 Molto più complesso

 
SUPER-IO
 Acquisizione del complesso edipico
 Istanza morale
 Ultima istanza a formarsi
 Deriva dall'identificazione genitoriale
 Punto di riferimento
 Affligge l’Io con il senso di colpa e la vergogna
 È in parte conscio e in parte inconscio
 Il super-io passa da essere esterno, quindi incarnato nei genitori o negli insegnanti a essere interiorizzato nel
bambino
o Il bambino non ha più bisogno che questa figura sia presente, egli ha interiorizzato la regola e sa capire da
solo se una determinata cosa è da fare o meno
o Quando il bambino ha delle regole e dei limiti esplora facilmente e liberamente e sa come muoversi
all’interno dell’ambiente
o Chi non ha regole può andare ovunque, ma senza direzione, non sa orientarsi e muoversi nell’ambiente
 Funzione dell'io
o Gestire e regolamentare le pulsioni e gli istinti che arrivano dall'es
o Mediare l'incontro tra es e super- io, deve tenerli in considerazione entrambi anche se opposti
 Funzioni del super-io
o Osserva
 Osserva cosa l'es sta chiedendo
o Vieta
 Regolamenta le comunicazioni che provengono dall’es Caratteristiche attribuibili ai
 Impedisce che le pulsioni dell’es siano soddisfatte
genitori molto severi
 Determinati comportamenti
 Pone dei limiti al super-io
o Critica
 Critica l’io se permette il soddisfacimento delle pulsioni
 Perché l'io seguire il super-io
o Promuove l’adattamento ad un ambiente che ha già delle regole prestabilite che spesso sono interiorizzate e
applicate in modo automatico
o Vantaggio secondario per l'io
 Affetto legato all’orgoglio e all’elevazione narcisistica
 Se si segue le regole si è lodato
 In questo modo si perde un po’ di spontaneità, ma si ricava benessere nel sentirsi apprezzato
 Ci si sente anche più tranquillo perché ci si sa comportare e muovere nell’ambiente
 Aiuta e fa riflettere imponendo anch'esso dei limiti dalle altre istanze
 Modello tripartito = tre sfumature delle regole che il super-io comunica all’io
o COSCIENZA
 Dice cosa non fare
 Costituita dai divieti e dalle proibizioni
 Cambia in base alla personalità del soggetto e dalla storia della famiglia in cui ha vissuto
Come i divieti sono stati gestiti nella famiglia di appartenenza sia rispetto al peso dato al
rispetto delle regole sia rispetto alla reazione dell’istanza genitoriale quando le proibizioni
non erano rispettate
 Sede del senso di colpa
 Affetto che deriva dal non aver rispettato una regola
 Vantaggio secondario dell'io è quello di non aver senso di colpa
 Più il bagaglio esperienziale dell’individuo è legato a punizioni molto forti più è probabile che il
super-io sia un po’ più rigido perché ricalca le esperienze vissute nelle prime relazioni
 I riferimenti alle relazioni precoci sono stati aggiunti in seguito, Freud non fa riferimento
a aspetti relazionali
o IO IDEALE
 Racchiude tutti gli aspetti che l'io chiede di fare per essere elogiato
 Ciò che ci muove a compiere azioni che possono permettere al soggetto di raggiungere il proprio
ideale
 Se è moderato rappresenta un motore di sviluppo
 Si punta a un ideale raggiungibile con un po’ di sforzo che può portare a una grande elevazione
 Aspetti legati ai sistemi di premi e ricompense
 Quando i genitori riconoscono aspetti elevati dei figli premiandoli
 L'elogio di azioni da parte dei genitori permette lo sviluppo dell'autostima
o IDEALE DELL'IO
 Cosa il soggetto vorrebbe essere
 Legato all'ispirazione
 Un po’ più ampio dell’io ideale perché ha a che fare anche con i valori etici dell'ambiente in cui
vive, non riguarda più soltanto il soggetto
 Rispecchia i parametri etici imposti dalla società
 Consente di padroneggiare il complesso edipico e superarlo
 Confronto continuo con l'io dell'individuo
 Senso di inferiorità
o L'io non potrà mai raggiungere l'obiettivo
o Può essere dato dalle caratteristiche deteriorate, fragili dell'io
o Può essere dato dal fatto che io ha un buon funzionamento, ma l'ideale dell'io è
troppo alto per qualunque tipo di io
 Senso di onnipotenza
o L'io può raggiungere qualunque obiettivo anche se sono lontani
o Spesso legato ad un io con un buon funzionamento di cui è consapevole
o È sicuro di potercela fare con un può di sforzo nonostante l’obiettivo sia molto
altro
o Non sempre accade, quest’onnipotenza può avere delle crepe
 Aspetti che hanno a che fare con difetto del super-io
o DISTURBO ANTISOCIALE
 Paziente non ha senso di colpa e per questo riesce a commettere qualunque cosa
 Non percepisce il bacino di cose che non può fare, quindi il normale senso di colpa che deriva
dal rapporto con la coscienza è inesistente
 Il senso di colpa è si limitante, ma anche fortemente adattivo
o DEPRESSO
 Sommerso dai sensi di colpa
 Coscienza enorme
 Senso di colpa elevatissimo
o DISTURBO NARCISISTICO
 Legame con l’ideale dell’io e dell’io ideale
 Freud non parla di questo
 Chi ha elevati ideali e pensa di avere tutte le caratteristiche necessarie per raggiungere gli obiettivi
sviluppano un disturbo narcisistico di personalità e un senso di onnipotenza
 Atteggiamento che corrisponde a una svalutazione degli altri
 Due modalità di espressione
 Narcisista iper-vigile
o Molto attento al feed-back degli altri
o Ha bisogno che gli altri confermino il suo essere migliore
o Personalità fragile, ha bisogno degli altri per sapere di essere migliore
 Non ha stima di sé
 Dipende dal feedback esterno
 Se gli altri non lo supportano di ha il crollo narcisistico che può sfociare
in depressione
 Narcisista inconsapevole
o Non gli interessa cosa pensano gli altri
o Lui sa di essere meglio degli altri
o Molto più rigido
o Raro che si presenti spontaneamente in terapia

ANGOSCIA
 PAURA
o Stato di alterazione psichica legato ad un oggetto specifico
o Fondamentale in quanto denuncia la presenza di limiti e regole che se non sono rispettate generano
preoccupazione
o Non si lavora clinicamente sulle paure normali
o Si ha paura preoccupazione di superare un limite e farsi male
 ANGOSCIA
o Paura con una componente di attivazione psicofisica affettiva più consistente e attivante e non è necessariamente
legata ad un oggetto
o Non si sa di cosa si ha paura

ANGOSCIA PER FREUD


 Manifestazione sintomatica per eccellenza della personalità nevrotica
 Conseguenza fisica di una sessualità anormale
 Connessa a una scarica incompleta o inibita dalla sessualità
 Secondo Freud è un sintomo su cui si può lavorare in analisi
 Qualcosa di cui il paziente può parlare e che il terapista può osservare
 DUE DIVERSE FASI
1. PRIMA TEORIA SULL'ANGOSCIA 1895
▪ Energia psichica trasformata
▪ Deriva dal serbatoio dell’es, dall’inconscio
▪ Accumulo di libido non scaricata per una serie di limitazioni ambientali, difese o proibizioni che si manifesta
dunque come affetto
▪ Energia trasformata che ha sede nell’es e che ha origine nella libido accumulata e non scaricata che crea i
movimenti nell’inconscio
▪ Sfugge alla rimozione che cancella la rappresentazione, ma non l'affetto (angoscia)
▪ Sintomi che si presentano nel momento in cui l’angoscia si presenta
o Pianto
o Attivazione psicofisica
o Movimento

(rappresentazione grafica dell’angoscia)

▪ Originariamente sia affetto che rappresentazione erano al livello di es


o Nel momento in cui si separano si attiva il meccanismo di difesa della rimozione che riesce a
mantenere inconscio la rappresentazione e a lasciar trapelare l'affetto
o Con il fatto che i meccanismi sono una parte dell’io e hanno il ruolo di mantenere gli affetti al sicuro
mettono in dubbio questa teoria
2. SECONDA TEORIA SULL'ANGOSCIA 1926
▪ Deriva dal modello strutturale della seconda topica
▪ Capovolgimento
o È l'affetto dell’angoscia ad attivare le difese e quindi la rimozione
o L'individuo non sente l'angoscia perché nonostante essa prema per mostrarsi i meccanismi operano
per mantenerla a bada
▪ Secondo questa teoria la sede dell'angoscia non è l'es ma l'io in quanto è l'io ad essere sede delle difese
o Meccanismi di difesa e l'angoscia di trovano nella parte inconscia dell'io
▪ Freud teorizza l’esistenza di altri meccanismi di difesa oltre alla rimozione e alla resistenza
▪ Le difese però non sono in grado di contenere tutta l'angoscia
▪ Ci sono due tipi di angoscia

o ANGOSCIA PRIMARIA >> panico


 Parte che i meccanismi riescono a tenere a bada altrimenti possono danneggiare l'individuo
perché rappresenta un peso troppo grande sa sopportare
 Quota di angoscia da cui l’individuo si difende

I meccanismi di difesa si attivano per evitare che la mente dell’individuo stia a contatto con
l’angoscia primaria
 Molto primaria
 Acceca e non permette l’azione
 Riconosciuta da i post-freudiani come l'angoscia da frammentazione dei neonati
 Bambini devono essere contenuti, limitati per evitare il panico di frammentarsi
 Affetto primitivo che i meccanismi cercano si contenere
 Se si entra in panico ci si distacca completamente dalla realtà e non si più percepire la realtà
o ANGOSCIA SEGNALE >> paura, attivazione psicofisica
 Angoscia che deve poter arrivare alla mente dell'individuo
 Rappresenta un segnale che indica che c'è un affetto che dà fastidio al soggetto
 È un grado di angoscia tollerabile dal soggetto
 Le capacità funzionali del soggetto non sono compromesse
 Ha una funzione adattiva
 Nessuno potrebbe sopravvivere senza difese
 Piccola iniezione di angoscia che permette
 L’allerta dei meccanismi di difesa
o Devono sempre restare attivi
o Hanno aspetti patologici quando
 Troppo rigidi
 Troppo primitivi
 Gamma dei meccanismi di difesa utilizzati è sempre la stessa e
non varia in base alla situazione
o Sono impliciti
o Si attivano quando l’individuo deve difendersi dall’infinita complessità
della realtà
o Non sono presenti alla nascita, ma sono interiorizzati piano piano
o Si attivano per
 Situazione di pericolo esterna
 Pensiero di una situazione che è stata pericolosa per l’individuo
 L’adattamento dell’individuo
 Di rendersi conto dell’aspetto che può provocare un pericolo

 In terapia si lavora perché il paziente


o Non senta l'angoscia primaria
o Senta e riconosca l'angoscia segnale per potersi proteggere e adattare
 I disturbi d'ansia possono essere una disfunzione segnale
o L'angoscia segnale non esiste quindi percepiscono subito l'angoscia primaria
o Non sentono l'angoscia segnale e percepiscono subito quella primaria

IL LUTTO
"Lutto e melanconia"
 Cerca di distinguere questi due aspetti individuando le caratteristiche comuni e gli aspetti differenti
 Nasce intorno al 1915 - 1918
o Durante la guerra Freud perde
 Pazienti
 Amici
 Padre
o Elabora il suo dolore scrivendo su questi argomenti
 Con questa opera si cambia il concetto di lutto
o Lutto in generale
 Ha a che fare con la perdita che fa soffrire
 Non è necessariamente la perdita di una persona
o Oltre al lutto si ha l’aspetto dell’elaborazione del lutto
 Processo normale dopo la perdita
 Scopo di ricollocare la perdita nella storia dell'individuo
 Riuscire a parlarne
 Riuscire a ripensarci
 Sentirla parte della propria storia
 Aspetti COMUNI tra lutto e melanconia
o Punto di vista FENOMENOLOGICO, quindi dei sintomi, nel modo di presentarsi
 Diminuzione del tono dell'umore
 Mancanza di interesse
 Inibizione attività psicologiche e concrete
 Perdita delle capacità di amare in termini psicanalitici
 Cariche libidiche sono ritirate dall'oggetto che non c'è più e riversate su di sé
 Impossibilità di investimento delle cariche libidiche sull'oggetto esterno che non c'è più che
sono quindi investite su di sé
 Perdita del legame con l’oggetto che non c’è più
o Quadro condiviso con la depressione
 Non è possibile diagnosticare la depressione dopo un lutto, perché questo tipo di depressione è normale
 Possibile la diagnosi se non si elabora il lutto, in questo caso la depressione diventa patologica
 Questi aspetti devono avvenire dopo un lutto, altrimenti si congela il lutto ed è più grave
 Aspetti che DIFFERENZIANO il lutto dalla melanconia
o Punto di vista DINAMICO

LUTTO
 Processo normale che parte dalla perdita e termina con il completamento dell’elaborazione
 Caratterizzato da uno stato psicotico di dolore che han a che fare con il tollerare la perdita di qualcosa
 Nel processo di lutto di impoverisce il mondo esterno dell'individuo
- Cariche libidiche esterne sono ritirate verso l’interno
 È definibile lutto quando è chiaramente esprimibile l'aspetto perso
- Chiara perdita dal mondo esterno
- Il paziente sa dire il motivo del dolore
 Elaborazione del lutto
- Quando le cariche libidiche poste sull'oggetto che non c'è più sono ritirate e convogliate su
altro >> Fine del processo luttuoso che comprende anche l’elaborazione
- Il paziente prova dolore in quanto investe cariche libidiche su un oggetto che non c'è più
 Questo aspetto utilizza un sacco di energie del soggetto impoverendone il
mondo esterno del soggetto
- Riuscire a recuperare un po' di energie da convogliare sul mondo esterno
 Una parte di cariche resta sempre sulla persona persa con il ricordo, ma occupa uno spazio minore
permettendo un altro utilizzo di energie
- Necessario circoscrivere lo spazio mentale destinato al pensiero dell’oggetto perso
MELANCONIA
 Aspetto patologico
 Non sa dire cosa ha perso
 Vive tutte le caratteristiche del lutto senza riuscire a definire quale perdita ha vissuto
 Porta a un indebolimento psichico
 Freud ipotizza che il lutto, la perdita è per una parte di sé, non di un oggetto esterno
 La terapia ha lo scopo di capire cosa il paziente sente di aver perso
 La perdita non è concreta, esistente, ma è un aspetto del proprio funzionamento psichico
 Può essere data
o Perdita concreta non elaborata che si protrae troppo
o Un aspetto non concreto del sé (autostima)
 Meccanismi tipici
o Abbassamento della stima e dell’immagine di sé
 Perdita dell’autostima
o Rabbia, autoaccuse e autopunizione
 Rivolge questi affetti verso sé, come causa di tutti i mali, perché nel suo lutto non c’è
un oggetto esterno, ma è una perdita interna, psicologica
 Rabbia rivolta a sé stessi perché è dentro di loro che hanno perso qualcosa
 Svalutazione del sé
 Nel depresso si ha un'idealizzazione dell'altro e una svalutazione del sé
 Dipendenti dal terapista perché lo vedono come un eroe
o Questo li porta a non fare nulla perché è il terapista a fare tutto
o Per questo è necessario un supporto farmacologico
o Identificazione con l'oggetto perduto
 L'oggetto perduto è una parte di sé
 È più complicata l'elaborazione del lutto
 Suicidio è l'apoteosi dell'identificazione con l'aspetto perso
 Tutto il sé si identifica con l'oggetto perduto, morto
 Rendono concreta l'identificazione con l'aspetto perso
ANNA FREUD .

 Segue le orme del padre di cui condivide


o Teoria classica
o Metapsicologia
 Si dice che sia stata analizzata dal padre
 Psicanalista che si occupa dei bambini
o Porta avanti lo studio della psicanalisi dove Freud era stato molto criticato e in cui non era entrato
o Mostra cosa significa lavorare con la psicanalisi nell'età evolutiva
 Sviluppa una teoria dello sviluppo normale osservando direttamente i bambini in situazioni normali e non basandosi sui
racconti dei genitori >> TEORIA SULLE LINEE EVOLUTIVE
 Profilo metapsicologico
o Tiene presente tutti gli aspetti psicologici da analizzare per poter fare una diagnosi in età evolutiva
o Creare un profilo psicanalitico del bambino completo per poter cogliere l’aspetto psicodinamico disfunzionale
o 1970 sostiene che ogni cornice teorica psicanalitica debba mantenere i punti di vista dinamico, genetico,
economico e topografico-strutturale
 Ogni psicanalista nel suo lavoro deve tenerli presenti
 Psicanalisi nasce e si individua come psicologia dell’inconscio
o Grande importanza al fatto che non tutto ciò che avviene nella mente umana è consapevole
o Lo psicanalista non può osservare direttamente il profondo, ma soltanto i suoi derivati mediati dall’Io del
soggetto
o Ha il fine di acquisire una conoscenza completa di tutte e tre le istanze psichiche e di chiarire quali sono i loro
mutui rapporti
 Contenuti dell’es non possono mai essere conosciuti direttamente
 Se Es e Io sono in armonia = sorge l’impulso, accresce la tensione e di ha la liberazione di tensione
= l’intero processo può essere osservato
 Conflitti tra Es e Io = Es è considerato un intruso e sono messe in atto misure difensive
= si rivela la pulsione dell’Es modificata da misure difensive

MECCANISMI DI DIFESA
 Amplia il bacino dei meccanismi di difesa (100 tipi)
 Scrive "L'io e i meccanismi di difesa"
o Riconosce che sono una funzione dell'io
o Li definisce come
 AUTOMATICI = si attivano automaticamente senza passare per il pensiero che è consapevole
 INCONSCI = riguardano la parte inconscia dell'io
o Manovre che l’Io può usare per proteggere se stesso
o L’uso eccessivo di certi meccanismi può distorcere la realtà e impoverire l’Io
 Il concetto di difesa è il più remoto rappresentante del punto di vista dinamico della teoria psicanalitica
 Evitano al soggetto di percepire l'angoscia primaria
o Regressione nel bambino che ha un fratellino
 Si regredisce per non sentire l’angoscia della spinta della crescita
 Si vuole tornare a essere piccoli per avere ancora attenzioni
 Si attivano per migliorare l'adattamento dell’individuo all'ambiente esterno e interno
o Regolano i rapporti tra es e super-io
o Controlla le pulsioni
 Proteggono l'io dell'individuo dalle richieste troppo esigenti e impegnative dell'es
o Lavora sull'attesa psicologica dell'individuo
o Lavora sulla censura di pulsioni che non possono essere soddisfatte
 Non sono patologici
o Sono una funzione dell'io il cui uso può diventare patologico
o Aiutano a fare diagnosi
 Alcuni disturbi hanno meccanismi di difesa particolari e caratteristici
 È compito dell’analista scoprire fino a che punto questi metodi sono efficaci nei processi di resistenza dell’io
 Categorie di motivazione e pericoli da cui l’io si difende
a. Paura della forza degli istinti perché li sente troppo potenti o perché non si fida della propria capacità di
gestirli
b. Angoscia proveniente da pericoli o minacce che provengono da oggetti della realtà
c. Angoscia del Super-io
d. Esigenze e bisogni di sintesi dell’Io date dai conflitti tra tendenze opposte che si risolve con
l’allontanamento di uno dei due impulsi
 I meccanismi di difesa non sono messi in atto solo contro gli istinti, ma anche contro gli affetti

1. PROIEZIONE
 Proiezione sull'altro degli aspetti di sé che l'individuo non tollera e non accetta
o Funzione di evacuare, buttare fuori
 Meccanismo di base dei test proiettivi
o Proietta sull’immagine poco strutturata tutto il proprio contenuto e il proprio funzionamento
 Meccanismo di difesa in quanto ciò che si proietta è ciò che ci appartiene e di cui ci si vuole liberare
 PARANOIA
o Critici nei confronti degli altri
o Aspetti che si descrivono come intollerabili nell'altro sono aspetti del sé che non si riconosce o vede
o Questi aspetti del sé sono proiettati sull'altro per non vederle in sé
o Si nota quanto descrive le stesse caratteristiche in tutte le persone che incontra
2. ACTING OUT
 Meccanismo più primitivo
 Caratterizzato da un cortocircuito tra azione e pensiero
 L'azione impulsiva sovrasta i processi di pensiero
 Può essere
o Verbale
o Fisico
 I pazienti border-line hanno spesso atti di acting-out
 In terapia gli atti di acting-out sono spesso legati alla variazione del setting
o Fare un'azione che impedisca il pensiero e la comunicazione >> AGITO
 Piuttosto che parlare di un determinato argomento non ci si presenta alla seduta
 Assenze strategiche
 Ci si difende dal dolore del tema con un'azione
 Molto usato dai bambini perché non hanno un pensiero abbastanza sviluppato
o In terapia con i bambini bisogna osservare l'azione che ha quasi sempre un significato clinico che non può
ancora essere verbalizzato
o L'agito è una modalità comunicativa molto spontanea, diretta
 Negli adulti è accettabile nel momento in cui un forte affetto come la rabbia acceca il pensiero del paziente che
risponde quindi con l'azione
 Il lapsus è un tipo di acting-out perché permette un’azione verbale incontrollata

3. FANTASIA SCHIZOIDE
 Primitivo
 Funzione di creare un mondo fantastico in cui l'individuo può ritirarsi a discapito delle relazioni nel mondo reale
 Isola il soggetto dalla realtà
 Il ritiro in questo mondo ha la funzione di soddisfare in modo molto diretto i desideri inconsci
o Quando i desideri non possono essere soddisfatti dalla realtà essi sono espressi in questo mondo parallelo
senza regole in cui tutto è concesso
 Una tipologia non grave è il sogno ad occhi aperti
o Fughe consapevoli e temporanee dalla realtà
 Pazienti psicotici hanno una fantasia schizoide delirante
o Non hanno percezione che quella è una fantasia e non la realtà
o Non sanno distinguere la realtà dal mondo fantastico
 Disturbo schizoide di personalità è il disturbo per eccellenza in cui l'individuo è ritirato dalla realtà
 Diverso dai processi immaginativi del bambino
o L’immaginazione infantile è una risorsa
o Immaginazione e fantasia hanno un uso diverso tra bambini e adulti
 L'adulto ad un certo punto riduce la propria fantasia a pochi momenti ben controllati
 Nei bambini traumatizzati queste fantasie sono possibili nel momento in cui la situazione esterna è pericolosa
o Il bambino si chiude in un mondo fantastico in cui tutto quello che gli succede può essere cancellato
 In questo caso la fantasia diventa meccanismo di difesa
o Si isola in un mondo ricco e diverso dalla complessità del mondo reale che non sa spiegarsi
o In casi di abusi è molto difficile per il bambino capire cosa aspettarsi dalla realtà famigliare dove c'è un
genitore che abusa di lui ma che allo stesso tempo non ha smesso completamente di accudirlo
 Non è detto che la persona abusante perda completamente l’affetto verso il bambino
 Per il bambino questo è intollerabile, non sa quando può fidarsi e quando no
 Aspetto importante è che i contenuti della fantasia schizoide siano condivisi con il clinico
o La fantasia schizoide non implica una relazione diretta con il mondo esterno
o Spesso questa fuga nel mondo fantastico è personale e il paziente non vi fa entrare nessuno
o Per poter aiutare il paziente è necessario avere qualche elemento di questa fantasia per poter entrare nel
suo inconscio e comprenderne una parte del suo funzionamento
o Basandosi solo sulla sua realtà non è possibile lavorare perché spesso loro non fanno nulla durate la
giornata

4. ISOLAMENTO (DELL’AFFETTO)
 Difesa tipica del disturbo ossessivo compulsivo
o Ha bisogno di scongiurare un aspetto aggressivo o sessuale e il primo passo è isolare quell’affetto
o Racconta il dettaglio del dettaglio in modo molto lucido da cui non passa nessun tipo di emozione
o Si sente questo aspetto nel controtransfert
 Il paziente comunica che il suo coinvolgimento affettivo è nullo
 Di conseguenza è nullo anche l’affetto provato dal terapista nell’ascoltare questo racconto
o Aspetto precedente all'annullamento retroattivo
o Si isola l'affetto per impedire che questo venga a galla e generi i pensieri sporchi
 È un meccanismo normale se utilizzato in una misura regolata
 Consiste nel separare l'affetto dall'idea al quale è originariamente associato
 Isola l'aspetto affettivo legato all'evento traumatico
 Lo si può ritrovare anche nel racconto traumatico
o Permette di raccontare l'evento ma senza affetto
o Il coinvolgimento personale non passa perché manca l’affetto
 Risultato è un racconto giornalistico di eventi da cui non sembrano essere coinvolti emotivamente nonostante lo
riguardino in prima persona
o In alcuni casi è funzionale
 Giornalista
 Chirurgo
 Diventa patologico se è troppo rigido ed è l'unico sistema di difesa usato

5. ANNULLAMENTO RETROATTIVO
 Difesa tipica del disturbo ossessivo compulsivo
 Annulla una parola, un gesto, un evento che è sfuggito dalla rimozione
o Momento in cui l’inconscio fa breccia alla coscienza si attiva questo meccanismo che cerca di annullare
le informazioni sfuggite
o Ciò che si vuole annullare apre una finestra sull’inconscio e spesso mostra aspetti negativi
 Consiste nel compiere un'azione per cancellare magicamente atti o pensieri sentiti come inaccettabili in quanto
legati a rappresentazioni disturbanti
 Si dice retroattivo perché la cosa in questione è stata detta o fatta per cui è necessario annullare l’azione con
qualche formula per fare finta che non sia avvenuta
 Si nota nelle azioni ripetitive
o Se molto rigido sembra davvero una formula magica
o Mostra la rigidità che l’ossessivo ha verso di sé
 Negli ossessivi compulsivi si manifesta con le COMPULSIONI con lo scopo di purificare ciò che si è sporcato
o Lavarsi
o Pregare
 Aspetto sporco da purificare può essere
o Azione
o Qualcosa che ha detto
o Pensiero
 Funzione sottostante al compulsivo
o Controllo
o Nulla deve essere in disordine e nulla deve toccare la tranquillità dell’ossessivo
o Quando qualcosa sfugge al controllo si mettono in atto i rituali
o Hanno il ruolo di eliminare gli aspetti che l’ossessivo non può accettare che facciano parte di sé
 Quando l'isolamento non funziona perfettamente e qualcosa sfugge al controllo si attiva l'annullamento retroattivo

6. SPOSTAMENTO
 Tipico del disturbo fobico
 Sentimenti inaccettabili sono sostituiti e investiti in un oggetto sostitutivo
 È il trasferimento su un oggetto di meno impatto per l’individuo di un affetto che non può stare in associazione
con un oggetto a cui il soggetto tiene molto
 L'affetto che si sposta è l'affetto centrale di cui il paziente vuole liberarsi e su cui bisogna lavorare con il paziente
 Lo spostamento non è casuale
o Legame associativo tra l'oggetto che ha generato l'affetto e l'oggetto secondario su cui è spostato
 Cambia l'oggetto, ma l'affetto resta inalterato
 Passaggio ultimo è elaborare la fobia ripristinando l'affetto sull'oggetto originario
 Il transfert può essere un buon modo per osservare lo spostamento
o Il terapeuta diventa l'oggetto secondario su cui il paziente sposta l'affetto disturbante che si è giocato in
un’altra relazione vicina al soggetto
o Il questo momento il terapeuta svolge un ruolo particolare rispetto al transfert
 Il terapeuta non è l’origine dell’affetto disturbante, ma è l’oggetto secondario che nel momento
del transfert rappresenta una relazione problematica nella vita del paziente
o Compito del terapeuta è quello di riportare l'affetto alla sua origine
 Caso del piccolo Hans

7. NEGAZIONE
 Meccanismo che permette a una parte inconsapevole di raggiungere la consapevolezza ma in forma negativa
 Pazienti raccontano un episodio mostrando un certo clima affettivo evidente che però il paziente nega
o Presenza fisica dell’affetto, ma negazione verbale dello stesso affetto
 Quanto l'affetto si presenta il paziente lo nega verbalmente spesso senza la richiesta di spiegarlo
 Nei bambini non si può parlare sempre di negazione
o Può essere che non abbiano gli strumenti per parlarne
 In certe situazione non si ha negazione, ma non si è scelto il timing giusto
 La maggior parte delle volte lo si ha con affetti negativi
 Nega di avere dentro di sé o di aver espresso un determinato affetto
 Si nega un affetto che in realtà è ben visibile
 Molto comune anche in pazienti che funzionano bene
o Meccanismo nevrotico utilizzato quotidianamente
o Necessario prendere le distanze da un affetto che non si è ancora pronti ad affrontare
o Usata per un momento transitorio per poi capire che si sta provando quell'affetto
 Principale meccanismo di difesa utilizzato quotidianamente non particolarmente rigido
o È possibile intervenire sul meccanismo di difesa, far riflettere e indebolirlo per poter lavorare sull’affetto
che cerca di farsi largo
 Diventa patologico quando si nega sempre e in tutti gli aspetti dell'aggressività
 Chi nega tanto ha una fragilità di base con cui non vuole arrivare a contatto

8. RAZIONALIZZAZIONE
 Difficile da individuare
 Giustificano tutto ciò che accade con una spiegazione razionale e logica
 Trovano spiegazioni esterne che possano spiegare gli aspetti del loro funzionamento che non funzionano
 Spesso è confusa con una semplice spiegazione logica dell'evento
 Scopo della razionalizzazione è di rendere socialmente accettabile un impulso
 La responsabilità è sempre esterna, ambientale e che non ha a che vedere con il proprio funzionamento
 È possibile riconoscerlo per il fatto che spesso nel razionalizzare il paziente utilizza espressioni impersonali (tutti
fanno così)
 Copre sempre un aspetto di fragilità del sé
 Fa parte del mondo reale, le spiegazioni sono vero simili e vanno a coprire la propria responsabilità che si vuole
evitare
 Pazienti razionali sono spesso rigidissimi ed è difficile elaborare e comprendere la razionalizzazioni
o Trovano spiegazioni alle spiegazioni
o Non mostrano di aver sbagliato
o Per lavorare e smuovere questi pazienti è necessario una relazione terapeuta-paziente molto forte
 Questo meccanismo può essere a tratti inconsapevoli
o Giustificarsi per non dire una cosa che ci metterebbe in difficoltà
 Un modo per smontarla è spostare il discorso dall'impersonalità alla personalità

9. IDEALIZZAZIONE e SVALUTAZIONE
 Meccanismi che possono riguardare aspetto del sé o dell'altro
o Chi idealizza il sé svaluta l'altro e viceversa
 In entrambi i casi si ha una disfunzione dell'autostima
o Chi idealizza il sé ha bisogno di pompare molto il proprio sé ideale e ciò deve essere visto dagli altri per
sentirsi sicuri
 Disturbo narcisistico
 Si rafforza il sé svalutando l’altro
o Ci si sente bravo solo se si vede l’altro come peggiore
o Chi idealizza l'altro e svaluta il sé
 Disturbo depressivo
 Per idealizzare il sé bisogna avere una visione negativa dell'altro
 L'idealizzazione è molto importante nelle prime fasi di sviluppo
o Il bambino deve avere modo di idealizzare le sue figure genitoriali
o Per rispecchiamento il bambino si identifica e riesce costruire una parte di investimento sul sé
o Serve a identificarsi con gli aspetti idealizzati per renderli parte del proprio sé
o Per potersi poi staccare dal genitore deve abbandonare l’idealizzazione
 Personalità dipendente
o Chi è dipendente in qualche modo spesso idealizza molto gli altri e svalutano il sé
o L'altro è l'unico in grado ad aiutarli, da soli non possono fare nulla
o Fanno sentire il terapeuta impotente perché stanno bene solo il terapeuta
 Stanno bene solo in seduta
 Quando il terapeuta non c’è sembrano distruggere tutto il lavoro fatto
 Il terapeuta non può lavorare solo sul tempo della seduta, è necessario che anche il paziente
faccia qualcosa
o Creano legami di dipendenza che si basano sull'idealizzazione dell'oggetto da cui vogliono dipendere
 Idealizzando una persona di annullano tutti gli atti aggressivi verso questa persona che è considerata perfetta
o Chi idealizza l'altro non si arrabbia con l'altro, ma con sé stesso
o Chi idealizza sé stesso non si arrabbia con il sé, me rivolge l'aggressività verso l'altro

 I meccanismi di difesa si suddividono in


o PRIMITIVI
 Utilizzati dai pazienti più deboli
 Più difficile da gestire a livello clinico
 Compito di proteggere l'individuo dall'angoscia primaria
 Se sono i principali meccanismi usati in modo pervasivo e rigido mantengono la personalità a un livello
primitivo
o Personalità psicotica
o Personalità border-line
 Mettono in discussione l'esame di realtà
o Paranoici gravi
o Psicotici
 Tipi
o Proiezione
o Acting out
o Fantasia schizoide
 Usati dai pazienti nevrotici in casi particolari e temporanei

o EVOLUTI
 Utilizzati dai pazienti che funzionano meglio
 Usati nella vita quotidiana
 Compito di proteggere l'individuo dall'angoscia segnale
 Permettono una personalità più elaborata
o Personalità nevrotica
 Non mettono in discussione l'esame di realtà, sono consapevoli di ciò che è accaduto realmente
 Ossessivi
 Tipi
o Isolamento
o Annullamento
o Spostamento
o Negazione
o Razionalizzazione
o Idealizzazione
 Anna Freud
o Definisce i meccanismi di difesa individuati dal padre
o Inventa altri meccanismi di difesa
1. IDENTIFICAZIONE CON L'AGGRESSORE
 Implica un’interazione tra l’individuo e un altro individuo nel suo mondo
 L’identificazione è una delle più potenti armi dell’Io nel gestire gli oggetti esterni che generano
angoscia
 Meccanismo che si nota nelle famiglie in cui il trauma di presenta uguale generazione dopo
generazione
o Questo passaggio è giustificato da questo meccanismo di difesa
o Il paziente violento si identifica con il suo aggressore dell’esperienza precedente e
nell’esperienza attuale assume il ruolo di chi lo ha soverchiato
 Si presenta soprattutto quando il paziente ha vissuto quella specifica situazione violenta
o Chi perpetra violenza ha subito violenza
 L'aggressività non è necessariamente uguale a quella subita
 È un meccanismo di difesa in quanto permettere di vivere la parte attiva del conflitto rispetto al
momento in cui il paziente ha vissuto la sua esperienza a livello passivo
o Si sente più forte
o Non sente l’angoscia che deriva alla posizione passiva
o Coazione a ripetere
 Esperienza normale nei bambini
o Bambini gioca ad essere il dottore
o Ha paura del dottore quindi si identifica in questo ruolo per mostrare come si è sentito e
ricrea la situazione che lo ha fatto star male
o Necessario lasciar giocare in questo modo perché così il bambino fa sentire all’adulto ciò
che ha provato lui
o Il gioco è l’unico modo che il bambino ha per comunicare i suoi affetti in modo efficace
 Nel gioco fanno la cosa che più li spaventa perché in questo modo possono
 Rielaborare l’aspetto avvenuto e che non può più cambiare nella realtà
 Riscrivere un finale diverso alla situazione avvenuta
 Processo che permette di sopprimere la paura di un aspetto di realtà o della rappresentazione
assumendo caratteristiche dell'oggetto temuto
o Il paziente si identifica con gli aspetti che ha temuto del suo aggressore
o Tutti gli aspetti temuti diventano parte del funzionamento del paziente
 Rielabora continuamente un aspetto statico che è avvenuto e non può più cambiare
2. ALTRUISMO
 Implica un’interazione tra l’individuo e un altro individuo nel suo mondo
 Meccanismo di difesa con la funzione di rinunciare a dei propri desideri a favore di quelli degli
altri
 Nei soggetti che si occupano tanto degli altri si ha spesso un'associazione tra la personalità delle
persone di cui si occupa e la storia del volontario
 Occupandosi dell'altro si cerca di
o Rioccuparsi dell’aspetto di sé che non è stato soddisfatto
o Ripristinare una situazione persa
 È necessario essere consapevoli di questo per saperlo gestire
 Si soddisfa indirettamente i proprio desiderio aiutando l'altro a soddisfare il loro

3. ASCETISMO
 Ha a che vedere con lo sviluppo normale della pubertà
 Serie di comportamenti tipici del preadolescente che hanno la funzione di non sentire certi affetti
che riguardano l'aggressività e la sessualità
 Figlio della paura di questi impulsi che si sono appena risvegliati dalla latenza
 Meccanismo per prolungare un po' la latenza
 L'adolescente in questa fase si impone delle proibizioni estreme per limitare il contatto con questi
impulsi di cui è difficile accettare la riattivazione
 Se sono troppo accentuati creano proibizioni agli impulsi libidico-sessuali che devono riemergere
in questa fase

4. INTELLETTUALIZZAZIONE
 Ha a che vedere con lo sviluppo normale della pubertà
o Utilizzato quotidianamente dagli adolescenti
o Si riferiscono continuamente a conoscenze che riguardano una cornice
o Questo perché non vogliono considerare propri determinati aspetti o responsabilità
 Meccanismo che permette di lasciare nell'ambito della coscienza alcune idee e affetti che il
paziente non vuole sentire come propri parlandone in modo astratto, generale/culturale
 Ci si appella a aspetti teorici, astratti, generali per spiegarsi e rendere accettabile un impulso
 Si prende distanza dall'affetto congelandolo come un aspetto teorico giustificato da cui ci si
allontana
 Più si utilizza questo meccanismo più è terrorizzato dall’affetto che sta intellettualizzando
 Permette di parlare dell'affetto ma prendendone distanza e rendendolo impersonale
 È complicato scardinarla nel momento in cui più la si utilizza più il paziente è terrorizzato da
quell'affetto
 Usato più frequentemente degli adolescenti che negli adulti
 Il bambino non sa usarli
 Atteggiamento sentito è quello di fare "l'insegante"

TEORIA EVOLUTIVA SUL BAMBINO


 Prima psicoanalista che si occupa direttamente del bambino
 Apre un nuovo filone clinico diverso da quello del padre
 Figlia di Freud = abbraccerà molto della teoria del padre ( pulsioni, seconda topica, meccanismi strutturali ecc..)
 Calando l'aspetto teorico in un ambito più pratico= nella clinica dell’ età evolutiva
 Partendo dalla teoria freudiana svilupperà : le LINEE EVOLUTIVE
 Il suo lavoro si contestualizza in un istituto a Vienna 'War nursey' istituto in cui venivano accolti i bambini degli orfani di
guerra
o Osservava il comportamento di questi bambini deprivati dal loro ambiente di cura normale e inseriti in un
ambiente di cura sostitutivo
 Successivamente lavorerà a Londra nell’Hampstead clinic (Anna Freud Center) più famoso centro clinico nella cura
fascia 0-18 di disturbi affettivi
 Cosa muove il lavoro di Anna Freud ?
o Ritiene che metodo psicoanalitico sia utile per avvicinarsi al mondo interno dell'adulto
o Ma ispirandosi a questo metodo cerca di mettere a punto alcuni dispositivi più adatti per la cura dei bambini in
età evolutiva
 Osservazione strumento fondamentale = che distingue nettamente la tecnica clinica di un
professionista che si occupa degli adulti e di uno che si occupa dei bambini
 Ora usata anche per il paziente adulto= componente di aspetti non verbali
 Anche se in seduta con un adulto ci si sofferma su quello che dice e relativamente su quello che fa
 Con il bambino il contrario = ci comunica il suo mondo interno più con quello che fa che con quello
che dice
 Metodo osservativo = serve per cogliere il funzionamento inconscio del bambino
 Secondo Anna Freud : il comportamento del bambino è molto vicino all'inconscio più delle parole =
osservazione primo strumento d’indagine
 Più piccolo è il bambino o più problemi ha nel linguaggio = più è difficile raccogliere informazioni
dall’ascolto
 Nell’adulto la maggior parte del materiale inconscio emerge da quello che dice
o Osservazione = primo metodo di analisi con il bambino
o Tipo di osservazione utilizzata :
 Osservazione PARTECIPANTE :il terapeuta osserva e può commentare alcuni aspetti di quello che
osserva ( metodo utilizzato nella clinica evolutiva)
 Intervengo verbalmente dando parola alle azioni del bambino = che rappresentano il suo mondo interno
 Il bambino segue un percorso evolutivo
 Fisico
 Biologico
 Psichico
o Percorso evolutivo cambia in base :
 età cronologica = età anagrafica
 interazione con l’ambiente
 dotazioni che l'individuo ha all'interno del se’
 bambini con buon funzionamento psicologico garantisce un buon sviluppo anche in condizioni avverse
 bambini che hanno delle forti deprivazioni rispetto alla struttura del se ( del proprio io) possono
recuperare se hanno un ambiente accudente e bonificante in cui crescono
o Mette in comunicazione due tipi di sviluppo:
 Interno : (teoria del padre)
 Esterno: (impossibile pensare di curare un bambino senza tener conto dell’ambiente che lo circonda
es: genitori perché c’è ancora una stretta dipendenza)
 Le caratteristiche del mondo interno del bambino (valutate attraverso l’osservazione nel trattamento
psicologico in età evolutiva )dipendono :
 Maturazione biologica
 Da come questa dotazione interagisce con l’ambiente in cui il bambino vive
 Da questa riflessione nasce il concetto delle : Linee evolutive
 Nonostante si parla di una teoria sulla sviluppo = si esplicitano più linee evolutive
 Non c’è un'unica linea evolutiva che può spiegare i comportamenti del bambino
 Il bambino si sviluppa su una serie contemporanea di aree
 Individua 10 linee di sviluppo = che ci dicono come il bambino dovrebbe muoversi in condizioni di normalità
o Partono dalla nascita fino ai 10 anni
o Nei contesti di normalità il bambino segue la sua linea evolutiva senza intoppo
o Gli aspetti clinici di patologie = studiano gli intoppi e i blocchi di queste linee
o Teoria che presenta più linee che si sviluppano contemporaneamente e spiega la complessità di bambini che si
sviluppano molto bene su alcuni aspetti e molto male su altri
o I bambini patologici hanno alcune linee evolutive che hanno funzionato bene e altre che hanno avut dei
rallentamenti
o DISARMONIA EVOLUTIVA = discordanza tra le linee evolutive \ quando il bambino funziona a diversi livelli
sulle diverse linee evolutive = maggioranza dei bambini patologici
 Per lavorar con questi bambini il clinico deve ricercare le risorse e aggrapparsi a queste
o Lavorare con un soggetto in età evolutiva implica che le linee evolutive che caratterizzano il funzionamento di
quel bambino sono in costruzione
o Bisogna lavorare con un soggetto che è in continua evoluzione
 Complica il lavoro del clinico perché vi è un cambiamento del sintomo : non dovuto ad un
peggioramento ma al fatto che il disturbo nelle diverse età si esterna in maniera diversa.
 Per interpretare bene questi aspetti bisogna essere esperti nelle linee evolutive e soprattutto sapere cosa
aspettarsi alle diverse età del bambino con un normale funzionamento per poi vedere se il percorso
evolutivo della linea è normale o è un’espressione sintomatologica.
 Dove nasce l’idea delle linee evolutive ?
o Nasce da un pensiero che Anna Freud fa su alcuni aspetti limitanti del considerare lo sviluppo del bambino solo
in termini del superamento delle fasi di sviluppo psicosessuale
o Sembra un'unica grande linea evolutiva = da qui lei ne pensa diverse per spiegare il funzionamento su diversi
domini
o Le linee evolutive permettono di far comunicare meglio le istanze teoriche di cui parlava Freud nella seconda
topica ( modello strutturale )
o Io, es, e super io riescono a comunicare meglio compiendo questi percorsi paralleli
o Nelle fasi di sviluppo psicosessuali = non si parla di linguaggio
o Fondamentale linea evolutiva da circa 12 mesi a 6\7 anni (linguaggio quasi maturo)
o Anna Freud riconosceva una grossa limitazione rispetto ad alcuni aspetti funzionali che non venivano nominate
nello sviluppo psicosessuale del padre
o Quindi aggiunge dei percorsi evolutivi che non sono in contraddizione l’uno con l’altro ma sono spiegazioni più
approfondite su alcune aree di sviluppo del bambino che sono fondamentali per poi trattare i disturbi su quelle
linee
o Secondo Anna F. il trattamento psicoanalitico cambiava in base al problema sulla line evolutiva
o Variazione di specializzazioni degli psicoterapeuti successivi =esperti di specifiche linee evolutive del bambino
 Linea evolutiva :sono delle traiettorie di sviluppo che segnalano delle acquisizioni che il bambino dovrebbe aver
raggiunto in determinate età critiche
 Lungo linee di sviluppo = ci sono delle ETA’ CRITICHE : momento in cui la competenza deve subire una modificazione
per garantire l’evoluzione
o Età critiche manualizzate
 Rispetto alla conoscenza dello sviluppo normale = cioè sapendo come il bambino in condizioni normali
dovrebbe percorrere questa traiettoria e avendo acquisito ad una certa età su quella funzione una certa
capacità = da qui si può capire se il bambino ha una variazione clinica di quella capacità
 Sapere come dovremmo aspettarci il transito su queste linee ci permette di fare delle riflessioni sulle
situazioni in cui questo non avviene e non rispetta i tempi più o meno manualistici della linea evolutiva
e quelli biologici
o Vengono spiegate come binari paralleli ma si intersecano durante lo sviluppo
o Linee evolutive tengono conto :
 Età cronologica\anagrafica
 ( es: bambino di 24 mesi che dovrebbe dire un bacino di 100 parole circa ma ne dice 10 =
problema sulla linea evolutiva)
 Ci permette di cogliere la sequenzialità evolutiva nei diversi anni
 Età mentale(acquisizioni) diversa dall’età cronologica = Disarmonia evolutiva
 Ci sono dei bambini che hanno dei funzionamenti complessi molto sviluppati ma altri aspetti sono del
tutto primitivi ( es asperger iperdotazione cognitiva ma un funzionamento affettivo relazionale
estremamente primitivo )
 Terapia : rendere il divario tra le linee evolutive sempre minore
 Avere un talento molo grande = spesso porta ad un divario molto grande tra le linee evolutive ( Centro
gifted a Padova per aiutare i bambini a gestire questa disarmonia )
 Realtà storica\ambiente in cui il bambino è inserito
 Ci sono bambini che non possono raggiungere le varie tappe delle linee evolutive per un ambiente di
deprivazione e quindi non stimolante
 (es.: bambino di 24 mesi su citato non riesce perché c’è qualcosa che non va nel suo
funzionamento interno nei sistemi del linguaggio ma ha un adeguata stimolazione rispetto al
linguaggio nell’ambiente esterno o viceversa? O entrambe?)
 Tiene sempre conto della maturazione psichica \genetica del singolo bambino ma anche di quanto
l’ambiente supporta o no il transito lungo la traiettoria evolutiva
 Tutti gli ambienti in cui il bambino vive ( non solo il contesto famigliare ) possono favorire lo sviluppo
o frenarlo
 Esempi di linee evolutive :
o Dalle cure materne fino al conseguimento dell’autonomia adulta :
 Racconta il passaggio da una dipendenza normale del bambino nei primissimi mesi di vita ad un
importante raggiungimento psichico che è l’autonomia dell’adulto\adolescente
 Autonomia fisica correlata da una grande autonomia psichica
 Normale che il bambino giochi prima l’autonomia fisica ( es: deambulazione )
 Nello sviluppo normale l’autonomia fisica dovrebbe precedere una serie di acquisizioni che non
son più solo fisiche = non basta allontanarsi solo fisicamente ma la dipendenza deve essere
elaborata anche a livello psichico = compito evolutivo dell’adolescente
 Adolescente = vive ancora a casa : non ha un’autonomia fisica a livello ambientale totale ma deve
elaborare un autonomia psichica in un contesto ( mura domestiche ) che lo porta a regredire
 Compito dell’adolescente = concludere questa linea evolutiva passando ad un autonomia non del
tutto fisica ma un autonomia psichica per poi compiersi del tutto nella fase adulta con una completa
autonomia fisica = allontanamento da casa
 Dipendenza iniziale tra mamma e bambino = fondamentale per garantire l’indipendenza
 Stadio di dipendenza assoluta: il bambino dipende fisicamente ed emotivamente completamente
dalla madre ( Winnicott)
 Dipendenza buona = è la dipendenza che poi il paziente potrà provare nei confronti dell’analista
(non è una dipendenza fisica ma emotiva )
 Attraverso la dipendenza con l’analista si acquisiscono gli strumenti per raggiungere
l’indipendenza
 Problemi sulla linea evolutiva :
o Bambini che faticano a controllare gli sfinteri (comportamento concreto che implica il
fatto che il bambino non debba richiedere in ogni momento la dipendenza dalle figure
genitoriali per compiere alcuni compiti.)
o Dall’egocentrismo alla socievolezza :
 Quando il bambino nasce non ha consapevolezza di essere inserito in un contesto sociale
 Nella percezione del bambino non c’è l’idea di dipendere dalla madre= ma ha tutte queste fantasie
psichiche in cui lui basta a se stesso per le varie sollecitazioni durante lo sviluppo psicosessuale
 Egocentrismo del bambino piccolo :pensa di bastare a se stesso \di appartenere ad una realtà in cui
da solo riesce a soddisfare i suoi bisogni
 Passaggio importante il fatto che il bambino si possa pensare come un essere sociale= essere in
relazione con un altro oggetto da cui in alcuni momenti della sua vita potrà dipendere
 Bambino piccolo gioca da solo con qualsiasi cosa \bambino più grande pian piano inizia a giocare
con gli altri
 Il bambino inizia a sentire il bisogno di costruire dei legami con la famiglia e con oggetti esterni
alla famiglia
 Bambino di 8 anni con nessun rapporto amicale = arresto su questa linea evolutiva
 Aspetto relazionale = spiccato nella scuola primaria \ la socievolezza è l’aspetto che permette di
costruire legami che creano sia aspetti conflittuali che di piacere. Normale che mentre si sta
sviluppando l’aspetto relazionale sia conflittuale
 Tendenza a creare dei legami anche se possono essere difficoltosi
 Molto più difficile trattare un bambino isolato rispetto ad un bambino aggressivo = l’aggressività
deve essere modulata ma è molto capace di creare relazioni = aspetto relazionale sregolato
 Un bambino che non ha raggiunto l’aspetto della socievolezza= lavoro più lungo perché bloccato
ad un punto di questa linea evolutiva molto precoce perché il bambino tende subito a cercare la
relazione
 Bambini di 12 mesi interagiscono per quanto possono (es .passando gli oggetti) : primi momenti di
uscita dall’egocentrismo
 All’inizio è poco strutturata la relazione = bambino che inizi a vocalizzare per chiamare la madre =
è relazione ovviamente con gli strumenti che ha a disposizione ( es : passando oggetti\pianto
condividendo anche stati affettivi negativi)
o Gioco.
 Gioco = qualcosa che fa piacere fare al bambino
 Non servono sempre dei giocatoli al bambino per giocare
 Gioco = attività ritmica ripetitiva che crea piacere e soddisfazione interna al bambino
 Le varie soddisfazioni delle zone erogene del bambino nello sviluppo psicosessuale = sono dei
giochi attività ripetitive che hanno la finalità di conseguire il piacere ed evitare stati di dolore e
stress
 Fino a 1 anno il gioco del bambino è più prettamente autoerotico = dopo non coinvolgerà più solo
il corpo del bambino ma anche il corpo degli altri
 Dal 1 al 2 anno di vita : fase dell’oggetto transizionale
 Oggetto del mondo esterno fisico ( es: pupazzo, ciuccio) che rappresenta il legame materno che il
bambino porta ovunque come sostituto fisico dell’assenza della madre
 Si usa per lo più nella notte
 Oggetto di passaggio dal mondo interno al mondo esterno = oggetto del mondo esterno che
rappresenta un legame interno ( es: relazione con la madre)e sostituisce transitoriamente l’assenza
della madre
 Gravi disturbi in età evolutiva: Disturbi di ansia da separazione : non riesce quasi mai ad
abbandonare l’oggetto transizionale o lo porta in tutti i contesti per tanti anni
 Più o meno verso il 3 anno d’età dovrebbe essere abbandonato= il bambino non investe più su un
unico oggetto che attira tutte le sue attenzioni ma comincia ad avere i giocattoli di diverso tipo e
non rappresentano più una figura = ma sono uno strumento per divertirsi e giocare
 Giocattoli = funzione di supportare lo sviluppo dell’io (es: far aumentare la memoria la percezione
la rappr4esentazione )
 A metà del 2 anno il bambino dovrebbe cominciare a giocare simbolicamente
 Gioco simbolico = fare le cose che fanno a lui su un oggetto esterno =faccio finta che ..
 Il bambino sa che sta facendo finta
 Arriva nel momento in cui il bambino sa simbolizzare
 In psicoterapia è fondamentale lavorare sul gioco simbolico
 Bambini con problemi su questa linea evolutiva = non riescono a compiere giochi destrutturati

o L’indipendenza fisica e il passaggio dall’allattamento all’alimentazione


 Il passaggio dall’allattamento allo svezzamento = primo passaggio di separazione fisica
 Tra i 5\6 mesi svezzamento
 Separazione fisica
 Aumenta la difficoltà il contesto
 Disturbi alimentari della fase 0\3 anni = diagnosi precoce aiuta a prevenire aspetti più gravi in età
adolescenziale si notano già grosse disfunzioni sistemico relazionali = difficoltà ad essere nutrito :
non solo a carico del bambino ma anche dell’ambiente in cui vive (tenere sotto stretto controllo i
genitori o chi per loro si occupi del bambino)
 Anche analizzare gli aspetti di ansia e angoscia di chi da da mangiare al bambino sbloccano i
problemi delle linee evolutive del bambino
 Quando si parla di patologia nella linea evolutiva :
o Disarmonia evolutiva = alcune linee evolutive raggiungono le fati tipiche di un età critica al momento
giusto, mentre altre no (meno grave, ma situazione clinica che appesantisce a funzione del bambino)
o Arresto su una linea evolutiva = Fissazione \regressione
o Blocco rallentamento sulla linea evolutiva
 Differenziare tra queste due è importante perché il trattamento è diverso
o Regressione =Momenti transitorio di ritorno indietro al funzionamento precedente non riesco più a fare
qualcosa che prima sapevo fare
 Nella regressione devo aiutare il bambino a rifare un percorso che ha già fatto. (es: ragazzino
che a 12 anni non riesce a tenersi pulito anamnesi mai tolto il pannetto)
o Fissazione = il bambino è bloccato sulla linea evolutiva , non ha mai proseguito
 Più difficile se si tratta della fissazione perché devo accompagnare il bambino su una linea
evolutiva che non ha mai passato prima .
 Decorso normale sulle linee evolutive : dove si trova il bambino in base all’età ma anche verificare che il bambino
sappia proseguire sulla linea evolutiva affinché le linee evolutive svolgano un percorso armonico

PROFILO METAPSICOLOGICO

 Per fare diagnosi Anna Freud è la prima che mette a punto un profilo di funzionamento psicologico= PROFILO
METAPSICOLOGICO o Preciso e operazionalizzato
 Funzione di guidare il clinico per fare il punto del funzionamento psicologico del paziente in chiave psicoanalitica
 Si divide in due aspetti che devono essere portati avanti contemporaneamente
o INTERNO:
 Mondo interno del paziente
 Analizzo i contenuti psichici
 Il funzionamento interno del paziente
 Questi aspetti mi permettono di analizzare più precisamente le comunicazioni di aree interne
(topos)
 Ricalcano quello che abbiamo visto in Freud
 Cercare di capire se ha superato le varie fasi = accertamento dello sviluppo pulsionale o capire
dove è fissato o regredito (cercare di capire a che livello è lo sviluppo psicosessuale )
 Capire come gestisce l’aggressività il paziente dando per scontato che ci deve essere
aggressività se non ce l’ha apparentemente è rivolta verso il se
 Nei bambini si osserva palesemente nei giochi e nel modo di fare che ha con il
terapeuta
 Spesso i pazienti che non possono canalizzare la rabbia verso l’esterno = a livello inconsapevole
la temono tantissimo, oppure pensano che l’ambiente non possa essere pronto
 Investimento sul se = distribuzione della libido narcisistica
 Libido= motore dello sviluppo concentrata sul se (narcisismo) o una parte si è staccata
ed è diventata oggettuale
 Investimento sul sé non vuol dire sempre avere alta autostima(positivo)
ipocondriaco(negativo)
 Relazioni oggettuali ( come è il modo di relazionarsi con l’oggetto del paziente ?)
simbiotico\d’appoggio sistema relazionale del paziente
 Si indagano tutte le funzioni dell’ Io (percezione, memoria , principale esame di realtà)
ci permette di capire se abbiamo a che fare con un paziente psicotico o meno = bisogna
capirlo subito in consultazione
o Paziente psicotico = ampia gamma di persone che devono aiutare il terapeuta
una volta preso in carico
 Difese = capire che tipo di difese usa e quanto è pervasivo e mobile il suo sistema di difese
 Accertamento sul super -io: fondamentale per capire se abbiamo davanti un paziente
che ha dei tratti antisociali
 Senso di colpa = ha un limite interno di funzionamento \interiorizzazione delle regole
che permettono di funzionare nell’ambiente seguendo delle regole e se quando non le
rispetta bisogna capire se ha senso di colpa o meno o Fondamentale nei bambini
soprattutto quando si trovano dopo la fase del complesso edipico
 Vengono valutati gli stati affettivi = stato effettivo che il paziente ha nel colloquio e
anche rispetto a quello che vi racconta
 Fare delle domande per ampliare la gamma di affetti che il paziente può provare= un
buon funzionamento psichico prova molti affetti ma hanno una modulazione regolata
 Quali sono i conflitti che lo caratterizzano di più (interno\interno interno\esterno) il
paziente racconta per lo più conflitti esterni= capire la controparte interna
 Accertamento genetico : ha a che fare con le fissazioni e le regressioni sulle linee
evolutive
 Accertamento delle caratteristiche generali = valutare la tolleranza alla frustrazione per
capire se ha una buona capacità di pensiero che si crea quando si rimanda il più
possibile la concretizzazione di un azione e quindi si sopporta la frustrazione ( anche il
setting da proporre deve essere valutato in base alla capacità di tollerare la frustrazione
del paziente )
o ESTERNO
 Analizza il funzionamento esterno del paziente nei confronti dell’ambiente
 Questi aspetti mi permettono di fare delle riflessioni sull’adattamento del bambino nei confronti
dell’ambiente di riferimento
 Capire il motivo per cui è in cura =identificare il problema che ha mosso la consultazione
(quello che il paziente dice è la punta dell’iceberg non sempre quello che il paziente dice è la
motivazione complessa che ha portato il paziente a consulto) o per i bambini dobbiamo cercare
di combinare le varie motivazioni che ci arrivano: il bambino ci dirà qualcosa e il genitore
qualcos’altro =fare un idea complessa e completa della richiesta preliminare per cui il paziente
si è recato in analisi
 La prima segnalazione è importante per capire come sia la prima idea che gli altri hanno dei
problema del paziente = segnalazione che verrà ampliata scoprendo il motivo complesso nel
momento in cui nascerà un rapporto relazionale tra paziente e terapeuta
 Per i bambini si parla di segnalazione indiretta (fino ai 18) questo complica l’analisi
nell’età evolutiva perché il bambino può essere portato dall’analista senza aver capito
il perché. Molto importante chiarire la motivazione per cui è in analisi dal punto di
vista del bambino e se non sa la motivazione bisogna aiutare il bambino a costruire la
sua personale motivazione.
 Descrizione fisica del paziente : quando si portano i casi in supervisione molte volte verrà
chiesta la descrizione fisica del paziente perché dalla descrizione alcuni aspetti tornano e
richiamano alcuni aspetti del funzionamento psichico. Anche cosa vi è venuto in mente
vedendolo com’è vestito come si pone come parla ,assomiglia a .. darà indicazioni che a livello
cosciente non arrivano ma che possono emergere dalle nostre associazioni. Tutto quello che
riguarda il non verbale del paziente ( tono di voce ,come si siede sulla sedia, se cambia
atteggiamento rispetto ad alcuni temi) comportamento esterno del paziente durante la seduta
 Situazione familiare del paziente : descrizione raccolta dalle parole del paziente di come
esprime i suoi rapporti con i membri della famiglia
 Storia personale : eventi particolari degni di nota che il paziente vuole farti sapere (di solito alla
fine della consultazione)
 Risorse = linee evolutive che hanno funzionato bene . non descrivere il paziente solo negli
aspetti patologici. Bisogna tirare fuori fin da subito gli aspetti positivi che servono a noi per
capire la complessità del paziente ma anche perché il paziente fortemente patologico è
importante che si senta dire che su alcune aree funziona bene (perché nell’ambiente esterno
sono etichettati come pazienti gravi anche fuori) restituire un aspetto di risorsa. Serve per creare
un profilo integro ed integrato
 Bambini è più semplice perché se non riusciamo a restituire gli aspetti di risorse il
bambino pensa di essere difettoso ed è difficilissimo per un bambino recuperare da
solo. Ha bisogno costantemente di esser rinforzato
 Come si raccolgono queste informazioni ?
 Attraverso il colloquio clinico
 Anamnesi
 Test che si possono somministrare ai pazienti
o Alla fine della consultazione quando devo fare il mio profilo diagnostico possono usare il profilo
metapsicologico per avere un quadro più integrato del funzionamento per formulare una diagnosi
o Diagnosi = non solo etichetta diagnostica lo scopo non è solo dire questo paziente ha… bisogna stilare un
profilo di funzionamento psichico del paziente e avrò un profilo diverso per ognuno anche se l’etichetta
diagnostica è uguale a quella di altri.
o Accertamento di alcune caratteristiche generali
 Tolleranza della frustrazione o Sublimazione
o Molto importante capire nei soggetti in tarda età evolutiva capire mentre si crea il profilo diagnostico del
paziente se questo è in grado di sublimare cioè trovare gratificazioni alternative alla pulsione libidico sessuale
senza esternarle attraverso una scarica immediata che potrebbe non essere accettata dalle limitazioni del super io
ma anche dalla realtà.
o Aiuta il paziente a rendere concreta la pulsione in una modalità che la società accetta
 Ansia:
o Importante fare riferimento alla distinzione tra angoscia primaria e angoscia segnale = capire come si muove il
paziente in base all’angoscia che sente
o Esistono dei pazienti che non sentono ansia di alcun tipo = non è una caratteristica del buon funzionamento del
paziente perché non riesce a proteggersi (angoscia segnale non presente)
 Cercare di fare un bilancio tra le tendenze progressive e quelle regressive
 In tutti gli individui esistono tendenze progressive ( che portano avanti lo sviluppo e hanno la funzione di far superare al
paziente i suoi comiti di sviluppo) tendenza regressiva (che si muove all’opposto , blocca l’individuo in certe condizioni
di sviluppo che avrebbe già dovuto superare )
 Nei pazienti prevalgono tendenze regressive
 Ma nella diagnosi bisogna anche segnalare le tendenze progressive ( sia per rendere al paziente la parte buona del suo
funzionamento, che per capire su quale linea evolutiva bisogna lavorare)
 Ci sono alcune famiglie in cui ci sono delle fissazioni transgenerazionali= famiglia sintomatica \ funzionamento della
famiglia globalmente disfunzionale ( come se la famiglia fosse abituata a gestire quel tipo di ‘normalità’ perché tutti
hanno il sintomo comune ) in questi casi bisogna quanto il paziente sente il suo sintomo come disfunzionale
 In termini psicoanalitici si parla di sintomo
o Egosintomico: il paziente non riconosce questa caratteristica come un sintomo (egosintomico all’io) parte del
lavoro terapeutico far riconoscere il sintomo al paziente per curarlo perché non è funzionale al suo adattamento (
bambini= non hanno la consapevolezza che c’è qualcosa che non va )
o Egodistonico ( non in sintonia con l’io) quando il paziente si accorge del sintomo e lo vorrebbe curare (pazienti
adulti che si auto segnalano)
MELANIE KLEIN .
 Seconda psicoanalista che si occupa direttamente dell’età evolutiva
 Contemporanea di Anna Freud
o Portano avanti due filoni diversi rispetto al trattamento del bambino in analisi
o Entrambe derivano dalla teoria Freudiana
o Entrambe si occupano della clinica del bambino
o Teorizzano in maniera diversa , spesso complementare sul modo in cui si tratta il bambino in analisi
o Due modi diversi per approcciare la clinica in età evolutiva

Anna Freud Melanie Klein


Psicologia dell’io Psicologia delle relazioni oggettuali

 Controversial discussion = controversie tra queste branche della psicanalisi


o Continuo confronto di queste due teorie sulle modalità di approcciare al mondo interno del bambino durante
l’analisi e su dei principi teorici e su questioni legate al setting
o Ancora oggi controversie ma si sta cercando di prendere entrambe le teorie
❖ Anna Freud
Utilizza l’osservazione naturalistica come osservazione del comportamento infantile = punto di vista utilizzato per creare la
sua teoria dello sviluppo.
Osserva bambini non clinici per sviluppare questa teoria e in un secondo momento esamina bambini psicopatologici per
capire il problema che c’è stato sulle linee evolutive
Non si occupa subito e soltanto di bambini psicopatologici
Capostipite della psicologia dell’io perché da una rilevanza particolare alla struttura interna dell’io basandosi sulla seconda
topica freudiana
Studia i rapporto del bambino con l’ambiente ( le funzioni dell‘io sia consapevole che inconsapevole dando un po’ meno
attenzione all’es e al super -io)
Si occupa dei meccanismi di difesa = funzioni inconsapevoli dell’io
Concetto di adattamento ( come le funzioni consapevoli e inconsapevoli dell’io promuovono o meno l’adattamento del
bambino al suo ambiente di riferimento)
Le fantasie inconsce sono meno importanti rispetto agli aspetti più concreti di sostenere l’io del bambino nei processi di
adattamento all’ambiente
(concretizzando alcuni aspetti della teoria Freudiana e tentano di capire il comportamento del paziente
osservando la relazione con il suo ambiente che possono essere funzionali o meno
Riflette su quanto la struttura psichica del bambino possa essere in grado di sopportare l’ambiente in cui vive Problemi di
adattamento possono essere a carico del bambino ( struttura dell’io non abbastanza stabile ) o a carico dell’ambiente i cui
vive .
Si fa riferimento alla realtà esterna ambiente fisico e relazionale IO =
mediatore per eccellenza tra individuo e ambiente esterno

La realtà può modificare il mondo interno del bambino( può promuovere o meno lo sviluppo del bambino ) funzioni dell’io
non sono innate ma hanno una componente in potenza che può essere sviluppata anche grazie alle caratteristiche ambientali
in cui il bambino risiede.
L’ambiente può promuovere o bloccare lo sviluppo rispetto alle caratteristiche avversive o meno che presenta nei confronti
del bambino

Per riflettere in maniera corretta su questi aspetti di psicopatologia è necessario tenere presenti sia il mondo interno ma
anche l’impatto ambientale che molto spesso provoca disarmonia, fissazioni e regressioni.
Come si traduce nel trattamento ?
Non è possibile applicare il metodo psicoanalitico ai bambini molto piccoli (fino ai 4\5 anni) = l’io è troppo fragile perché si
sta ancora specificando ma le funzioni dell’io non saprebbero tollerare le relazioni di transfert che sono l’intervento clinico
che modifica più velocemente il funzionamento del paziente perché svela una dinamica inconscia volta nella relazione
terapeutica
Le interpretazioni sono pesanti per le mente del bambino provocano uno squarcio nell’inconscio a cui il bambino non è
attrezzato a reagire .

Teoria Freudiana deve subire dei grossi cambiamenti per poter essere adattata all’età evolutiva
E per entrare in analisi il pensiero e il sistema relazione del bambino devono aver raggiunto un sistema ottimale di sviluppo
Interpretazioni = interventi metaforici astratti il paziente deve poter immaginare, ricordare quello che è stato e accorgersi
che sta adattando la stessa modalità di comportamento ( il pensiero del bambino non è abbastanza sofisticato a livello di
sviluppo per poter compiere questo processo di pensiero nel mondo astratto )

Affinché possa avvenire il transfert il paziente deve poter avere una relazione con i terapeuta e il bambino non è ancora in
grado di stabilire questa relazione complessa tanto da poter depositare su quell’individuo la sua parte interna
Bambino ha un funzionamento più concreto
Transfert e interpretazione = componente troppo astratta a cui il bambino non riesce a far fronte
Nel trattamento con il bambino è importante dare spazio al genitore
Il bambino piccolo non sa raccontare la sua storia ora anche una questione legale
Si deve riflettere sul ruolo del genitore nella psicopatologia del bambino , la modalità genitoriale e capire se questo ha a che
fare con il motivo per cui il bambino viene segnalato.
Adattamento al mondo esterno = per primo il mondo genitoriale : un buon stile genitoriale può promuovere l’adattamento
del bambino
Entrambi i genitori devono accettare che il bambino vada in terapia
Durante la consultazione in età evolutiva anche se i genitori sono separati sono comunque coppia genitoriale se uno dei due
non ha perso la patria potestà.
Concetto di adattamento ( come le funzioni consapevoli e inconsapevoli dell’io promuovono o meno l’adattamento del b
bambino al suo ambiente di riferimento)

 PUNTO DI VISTA KLEINIANO


 Ritiene che l’analisi si può fare dai primissimi anni di vita
o Aspetti teorici che supportano questa prospettiva :
 Anticipa a livello temporale alcuni aspetti di sviluppo che Freud aveva collocato più avanti nel tempo
 EDIPO:
 Non si arriva verso i 4\5 anni a riconosce una presenza di un edipo precoce = nel periodo del
primo anno di vita
 Permette la triangolazione quindi una sofisticazione del sistema relazionale
 Fino alla fine del complesso edipico non posso prendere un bambino in analisi perché non sa
entrare in relazione in maniera complessa e completa
 Anticipando l’edipo secondo la Klein è possibile
 Anticipando l’edipo= si anticipano tutte le acquisizioni dovute al superamento di questo
complesso.
 SUPER-IO:
 Non arriva sui 4\5 anni ma nel primo anno di vita= come conseguenza dell’edipo precoce di
conseguenza super io interiorizzato precocemente
 L’io non ha più la rilevanza che ha per Anna Freud = ma per la Klein ha un ruolo secondario
e non è il motore che promuove lo sviluppo del bambino

 MONDO INTERNO DEL NEONATO PIU’ COMPLESSO :


o Il bambino fin da subito è in grado di relazionarsi con l’oggetto = Klein capostipite della psicologia dell’oggetto
anticipa la capacità completa del bambino che è fruibile da subito fin dai primi anni di vita Il mondo interno del
bambino è popolato da difese, angosce fantasie =mondo interno già sofisticato e complesso tale per cui il
bambino può relazionarsi in maniera complessa e sofisticata agli oggetti del mondo esterno.
o FANTASIA INCONSCIA :concetto cardine
 Concetto innato che il bambino ha fin dalla nascita e racchiude affetti di cui il bambino è già dotato
 (binomio amore vs aggressività) o Il bambino può già rappresentarsi dei conflitti interni tra pulsioni
 E’ la fantasia inconscia che modifica il reale del bambino = torna il primato degli aspetti interni Vs il
primato che Anna Freud aveva dato agli aspetti esterni
 Il bambino viene pensato come un individuo che ha già un mondo interno molto ricco che può essere
analizzato
 Per la ricchezza del mondo interno e la capacità che riconosce al bambino di relazionarsi in maniera
sofisticata fin da subito (per l’edipo precoce)= permettono l’analisi dei bambini più piccoli
 Si possono fare le interpretazioni
 Si può usare il transfert nella lettura delle disfunzionali
o Aspetto ambientale un po' più escluso rispetto a quello che diceva Anna Freud = è più l’ambiente interno del
bambino che modifica e informa l’ambiente esterno (es: quando il bambino racconta il suo rapporto con la
madre siamo sicuri che sia il vero rapporto?= è il rapporto che ci racconta attraverso le sue fantasie inconsce =
a noi interessa la rappresentazione del paziente, non la verità!!)
o A noi interessa come attraverso la fantasia inconscia il paziente descrive la sua realtà= motivo per cui la Klein
non si basa sul metodo osservativo vs Anna Freud che era interessata come andavano realmente le cose
o Klein = interessa il racconto del paziente perché attraverso queste riesco ad arrivare alle sue fantasie inconsce
che sono il materiale analizzabile = su cui posso impostare il mio lavoro psicoanalitico.
o Possibilità di analizzare i bambini precocemente deriva dal fatto che i bambini sappiano costruire il transfert in
maniera inconsapevole.
o Una parte del mondo interno del bambino è popolato da ANGOSCE PRECOCI:
 Parte delle fantasie inconsce e consce insieme agli affetti principali e l’aggressività
 Questa permette di attivare i meccanismi di difese
 Quindi precocemente i meccanismi di difesa vengono attivate = quindi dato che l’analisi lavora si
meccanismi di difesa è possibile compiere il lavoro analitico

 SETTING
o Deve essere modificato
o Prima terapista a modificare il setting
o Non si po' usare il lettino con un bambino che è per lo più motorio prima che psichico
o Sarebbe contro natura e fonte di un angoscia primaria bloccante per le libere associazioni
o Il bambino può muoversi durante la seduta
o Nell’azione il bambino dimostra i contenuti più inconsapevoli o TRANSFERT Non si nota solo attraverso il
colloquio ma anche attraverso quello che il bambino fa come si muove i giochi che fa e come si comporta con
l’analista = si interpreta questo tipo di transfert o GIOCO
o Utilizzo del gioco al pari del discorso dell’adulto in analisi
o Diretta e immediata espressione dei processi inconsci
o Il bambino non riesce a fare le libere associazioni = coglie nel gioco la tecnica alternativa alle libere
associazioni
o Come il bambino gioca è il corrispettivo della libera associazioni dell’adulto
o Seguendo il gioco del bambino che gioca in modi diversi e a tanti giochi diversi = si conosce l’inconscio del
bambino
o Propone diversi giocattoli al bambino = affinché esso possa proiettare su di essi il suo mondo affettivo
 DISEGNO
o Corrispettivo del sogno
o Interpretazione del disegno ha caratteristiche comuni all’interpretazione dei sogni dell’adulto

 INTERPRETAZIONI
o Si possono fare anche se il pensiero non è ancora sofisticato come quello dell’adulto
o Il bambino nasce con una piccola parte di pensiero simbolico = da cogliere nelle interpretazioni che il terapeuta
fa = interpretazioni del gioco e del disegno
o Si parte da un oggetto concreto e si fa una lettura di alcuni aspetti e attraverso questo possono emergere alcune
difese ( da come fa giocare due personaggi o da come disegna alcune cose)
o Bambino analizzabile = ma con variazioni nel setting

 TERAPIA DELLA SCATOLA :


o Scatola di cartone
o In cui vengono messe tutte le cose che il bambino fa in terapia
o Tutto quello che si produce durante la seduta
Questo rappresenta il mondo interno del bambino popolato da una serie di fantasie ed elementi che sono
concretamente rappresentati dalle cose che fa piuttosto che dalle cose che dice
o Scatola che deve essere aperta e chiusa solo in presenza del bambino perché simbolicamente = solo nella
relazione io mostro il mondo interno
 (es: bambino che accartoccia i disegni e dopo 3 mesi da permesso alla terapeuta di vedere i disegni = se
la terapeuta non aspetta potrebbe aprire il mondo interno del bambino in un momento in cui lui non è
ancora pronto)
o Uso simbolico della scatola
o Il mondo interno del bambino deve essere condiviso quando il ambino è pronto
o I disegni che il bambino non mostra non sono ancora contenuti relazionai condivisibili = perché il bambino
scarica qualcosa sul foglio.
o Il bambino deve ritrovare sempre la scatola allo stesso posto
o Rappresenta il mondo interno del bambino = contenitore di oggetti psichici fin dalla nascita
o Non deve essere popolato con lo sviluppo = ma già dalla nascita con le angosce precoci, i sistemi relazionali
affetti è popolato
o Oggetti interni sono precedenti all’esperienza = arriva già al momento della nascita con oggetti interni che non
dipendono dall’esperienza di relazione precoce = fantasie inconsce
o Fantasie che il bambino ha e comincia a strutturare che con le prima relazioni diventano sempre più precise
o Funzione = orienta il bambino nel sistema di relazione oggettuale a cercare un oggetto esterno verso i quale
relazionarsi =per rendere più sofisticata la fantasia del bambino
 Passaggio chiave
 La fantasia inconscia porta il neonato ad essere subito immerso in un sistema relazionale di cui non è
subito consapevole ma ha già le caratteristiche per essere un essere relazionale = si sposta da una
prospettiva puramente intrapsichica (Freud ) ad una prospettiva relazionale
 Aspetto intrapsichico importante = para di fantasie inconsce che però non sono fini a se stesse ma
promuovono il sistema relazionale
o Avendo già cariche libidiche al suo interno il bambino ha la tendenza a posizionare queste cariche sull’esterno
non essendone consapevole nel primo periodo = ma è già un individuo relazionale
o Alcune ricerche hanno evidenziato il fatto che anche il feto abbia delle fantasie inconsce = riconosciuto grazie
all’attivazione di particolare aree cerebrali nel mondo ultra uterino sono le aree relazionali che saranno attivate
per le relazioni una volta fuori
 Fantasie inconsce= sono caratterizzate da affetti
o Affetto = valenza affettiva degli oggetti del bambino
o Quando il bambino è molto piccolo distingue il mondo in
 Oggetti dotati di affetti positivi : sono quelli protettivi nei confronti del bambino. Il bambino tende
quindi a relazionarsi con quelli che definisce oggetti buoni che hanno delle caratteristiche protettive
rispetto al suo funzionamento psichico
 Oggetti dotati di affetti negativi : tende a non avvicinarsi agli oggetti che hanno delle caratteristiche
cattive che possono essere persecutori
o Valenza affettiva degli oggetti parte dalle fantasie inconsce che il bambino ha prima della nascita ma poi
vengono specificate meglio con la reale esperienza che il bambino ha fin da subito con il suo sistema relazionale
 Mondo interno del bambino complicato e difficile da gestire per un neonato
 Come può un bambino così piccolo gestire un mondo interno così complicato?
o Attraverso due modalità:
1. La relazione con la madre
- Persone che si prendono cura del bambino subito dopo la nascita= aspetto che appartiene
alla realtà esterna ( esperienza reale)
- La madre protegge il bambino = dipendenza sana ha a che fare con il fatto che il bambino
non sopravvivrebbe ne fisicamente en psicologicamente senza qualcuno che lo accudisce
- Aspetto protettivo nasce dal fatto che il bambino è indifeso e non ha funzioni dell’io che
funzionino indipendentemente e se non c’è qualche figura a gestire la relazione del
bambino con l’ambiente =il bambino non sopravvivrebbe
- Questa protezione permette di gestire una parte di questo mondo complesso che il
bambino si trova ad avere dentro Aspetto difensivo e protettivo esterno

2. I meccanismi di difesa
- Aspetto che appartiene alle fantasie inconsce aspetto interno
- Modalità che hanno la funzione di permettere al bambino di dissipare la confusione e la
complessità del suo mondo interno
- Strategie che hanno la funzione di mettere ordine nel mondo interno e renderlo meno
complesso affinché il bambino non concepisca angoscia
- C’è un Io immaturo nel bambino e all’interno di questo esistono queste tre modalità
difensive tipiche del funzionamento del neonato e dei pazienti gravi adulti
- Aspetto difensivo e protettivo interno
- Meccanismi usati dal neonato per far fronte al su mondo interiore di fantasie inconsce 3
meccanismi di difesa di cui il bambino è già dotato alla nascita:

 SCISSIONE :
 È un meccanismo che permette al bambino di tenere separate gli oggetti con carica affettiva buona da quelli
con carica affettiva cattiva
 Bambino neonato e seno materno= oggetto che alcune volte è percepito come buono ( appena ho fame
arriva la mamma) oggetto cattivo (quando la mamma arriva dopo un po' e si trova in angoscia )
 Il bambino ha una rappresentazione scissa= un oggetto buono che arriva subito quando lo richiedo e uno
cattivo che mi fa stare in stato di angoscia
 Questo meccanismo permette di tenere separate le cariche pulsionali collegate all’aspetto di amore (ama il
seno che arriva subito) con quelle legate all’aspetto di odio (odia e vorrebbe distruggere il seno che ci
impiega tanto ad arrivare) Questa ha la funzione di ridurre l’angoscia del bambino che deriverebbe se le due
rappresentazioni di amore e odio dovrebbero essere sullo stesso piano.
 Precede la proiezione = prima scindo le due parti e poi proietto la parte negativa al di fuori
 PROIEZIONE :
 Funzione di liberarsi delle rappresentazioni cattive attribuendole ad un oggetto esterno
 Per proiettare devo avere scisso prima nella mia mente e proietto sull’altro esterno a me le mie
rappresentazioni cattive deli oggetti perché voglio liberare il mio mondo interno dalle
rappresentazioni\fantasie inconsce persecutorie e le attribuisco ad un oggetto esterno
 Il bambino non deve fare i conti con le sue parti negative = aspetto cattivo e persecutorio non fa più parte
del mondo interno del bambino ma una volta scisso viene buttato fuori e si attribuisce come caratteristiche
ad un oggetto esterno Funzione = conservare un immagine di sé positiva funzione importante = passaggi
che devono avvenire
 Vantaggio secondario poter vivere per un po’ con un immagine di e liberata dagli aspetti persecutori che
vengono buttati fuori
 Nei pazienti adulti gravi = alcuni usandola scissione come meccanismo di difesa fondamentale problema=
di non poter integrare e non poter avere immagini reali degli oggetti relazionali che abbiamo di fronte che
non hanno una sola caratteristica ma tante caratteristiche = questi pazienti non riescono a cogliere le
sfumature
 Chi proietta attribuisce all’altro= qualcosa che fa parte del suo mondo interno che ha scisso e proiettato su
qualcuno del mondo esterno queste sue caratteristiche con le quali non riesce a convivere.
 Oggetto esterno diventa cattivo e può essere persecutorio ( pazienti paranoici che attribuiscono i loro
pensieri ad altri oggetti relazionali al di fuori = l’altro quindi assume queste caratteristiche e diventa
persecutorio per l’individuo)
 Funzione = avere un immagine de sé migliore proiettando le caratteristiche negative al di fuori
 Per mantenere integro il sé proietto al di fuori dopo aver scisso gli aspetti ‘cattivi’ di me
 L’individuo riesce a liberarsi della parte cattiva potendo non aver niente a che fare con questa parte = non
utilizzando più l’oggetto che ha subito la proiezione (non relazionandosi più con l’oggetto relazionale su cui
ha proiettato le cariche negative)
 IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA :
 Deriva dai primi due
 Dall’oggetto relazionale si torna indietro all’oggetto sé con le parti ‘cattive’
 Con questo meccanismo l’individuo con il processo iniziale di proiezione si libera delle parti ‘cattive ‘ma
resta molto in contatto con l’oggetto relazione su cui ha proiettato queste cariche negative per controllare e
gestire queste cariche
 Differenza è che anche se l’individuo si libera delle cariche negative perché le proietta all’esterno trova un
modo per stare a contatto con l’oggetto esterno per stare a contatto con queste parti negative attribuendole
all’altro ma organizzando un sistema relazione per gestirle
o Es. della pratica normale = quando il sé si giustifica di essere stato ‘cattivo’ in risposta ad attacco
esterno = l’altro persecutorio mi ha attaccato ma mi giustifico affermando di aver risposto a delle
cariche negative che non sono le mie 8perchè appartengono all’altro
 Quando avviene ? nei litigi molto intensi tra due individui in cui non si capisce chi ha iniziato
 Differenza con un processo relazionale in cui c’è solo la proiezione= l’oggetto su cui scarico le mie cariche
negative è in continua relazione con l’individuo per poter esprimere queste cariche negative ma
attribuendole ad una semplice reazione in risposta all’attacco ricevuto.
 Può essere vero in alcune situazioni = ma l’attacco che ricevo dall’esterno è fonte della mia proiezione
 Nella pratica clinica = meccanismo di difesa tipico negli adulti borderline (entrano in confusione nelle
relazioni ) perché chiamati dentro un processo di identificazione proiettiva
 Succede anche in psicoterapia che il paziente cerchi di inserire il terapeuta in questo meccanismo durante il
transfert = il compito del terapeuta è accorgersi di essere dentro questo sistema
 Perché si chiama identificazione proiettiva
o IDENTIFICAZIONE: 2 aspetti identificatori
- Il fatto che l’io del soggetto nonostante ha proiettato cerca di stare molto vicino ai
contenuti proiettati= si identifica con una parte di questi contenuti attribuendoli a una
reazione dovuto all’accatto.
- Non si libera dei contenuti negativi, ma li agisce scaricandoli su un oggetto esterno
attraverso una reazione
- La persona su cui io proietto si sente investita e quindi si identifica davvero con il
materiale che il paziente gli proietta addosso. Motivo per cui queste relazioni molto spesso
presentano individui che si arrabbiano in maniera molto accesa l’uno con l’altro.
- Anche il soggetto di proiezione si identifica con quelle caratteristiche che gli sono state
proiettate. Non coglie l’aspetto proiettivo. In terapia alcune volte il terapeuta prova dei
sentimenti che non subito riesce ad imputare alla proiezione del paziente su di lui =
scambia un suo affetto identificandosi con l’oggetto di proiezione e non si coglie subito i
fatto che sia solo l’oggetto di proiezione degli affetti del paziente. Identificazioni
proiettive intense = agire e contro agire uno insulta e l’altro risponde insultando perché
l’oggetto di proiezione agisce l’affetto pensando che sia suo.
- Relazione strettissima con l’oggetto che si sceglie per proiettare le cariche = perché il
soggetto deve essere sempre a contatto con questa persone per essere identificato nelle
cariche che ha proiettato
- Proiezioni dei paranoidi = sono su persone estranee perché proiettano affetti da cui
vogliono essere lontani e questo aiuta a non aver contatto con l’aspetto proiettato =
avendo un immagine del se priva dell’affetto proiettato
o Proiezione giustificata come una risposta all’attacco
- Età evolutiva = processo normale
- In età adulta dovrebbe essere usato meno frequentemente e quando viene usato in modo
pervasivo e caratterizzante indica spesso aspetto problematico (borderline scissione e
identificazione proiettiva)
- I pazienti borderline tentano costantemente di inserirsi con il terapeuta in una relazione di
identificazione proiettiva = funzione: vedere drammatizzato il su aspetto proiettato (l’altro
si identifica e mi fa vedere cosa vuol dire avere questo affetto = io resto in relazione con
lui e osservo non me ne libero del tutto ma mi difendo pensando sia un affetto della
persona con cui sono in relazione)
- Nelle relazioni quotidiane non è facile accorgersene = avviene soprattutto quando si litiga
e non si ricorda il motivo della discussione In terapia il terapeuta dovrebbe restituire al
paziente questa parte mancante = interpretazione di un affetto difficile che il paziente non
riesce a tollerare (importante il timing per restituire il contenuto dell’identificazione
proiettiva perché materiale inconsapevole del paziente) Diverso dall’empatia = il paziente
prova l’affetto e il terapeuta pensa a come sia per il paziente provarlo
- Nella identificazione proiettiva il paziente non prova alcun affetto quindi è difficile
provare empatia
o PROIETTIVA : passaggio di alcune fantasie inconsce negative dal sé ad un oggetto esterno al sé
- Frequente con la rabbia e alcune volte tristezza
- Prima scissione e poi proiezione .
 Meccanismi di difesa che servono per formare la sua teoria di sviluppo

 Nella sua teoria dello sviluppo non si parla di Fasi ma di POSIZIONI


o Complessa modalità di funzionamento specifica di una particolare fase che è caratterizzata da meccanismi di
difesa particolari e angosce particolare
o Modo di funzionare
o 2 posizioni che si alternano durante lo sviluppo (possono tornare ) caratterizzate da difese e angosce specifiche
o Modalità che rimangono per tutto il corso dello sviluppo e possono ritornare in alcuni momenti specifici dello
sviluppo
o Se lo sviluppo segue la traiettoria normale dovrebbe far tornare sempre meno frequentemente la posizione più
primitiva , quella più evoluta dovrebbe stabilizzarsi
o Alternanza = spiega perché anche nei pazienti adulti si possano trovare meccanismi di difesa molto primitivi
(può tornare in momenti critici dello sviluppo la posizione meno strutturata con le difese più primitive)
 POSIZIONE SCHIZZOPARANOIDE.
o Più primitiva
o Si basa su due meccanismi di difesa =scissione (schizzo=dividere) e sulla proiezione (paranoia)
o C’è la scissione della rappresentazione dell’oggetto in parte buona e parte cattiva e quest’ultima viene proiettata
verso l’esterno
o Sia il sé dell’individuo che l’oggetto esterno subisce una scissione e quindi sono fasi in cui le relazioni , i
pensieri sono (o bianco o nero) scissi = sia le rappresentazioni su di sé che sull’oggetto sono scisse non c’è via
di mezzo
o Grazie alla proiezione la scissione permette che il sé sia tutto buono e l’oggetto esterno tutto cattivo
 Es. seno buono e seno cattivo = caria negativa al seno che ritarda a rispondere all’impulso della fame
o Caratteristica della scissione = non poter mettere due rappresentazioni diverse sullo stesso oggetto
o L’oggetto diventa qualcosa di pericoloso = tutto cattivo e quindi può diventare persecutorio nelle fantasie
rispetto al se ( il neonato non vuole più avvicinarsi al seno che non gli da il latte)
o Il neonato di solito si libera degli affetti di aggressività = oggetto esterno diventa persecutorio perché può
diventare aggressivo nei confronti del se
o L’angoscia tipica di questa fase = ANGOSCIA PERSECUTORIA : proiezione da il via all’angoscia = mi sono
liberato dalle carche aggressive ma appartengono ad un oggetto che deve essere il più lontano da me perché
persecutorio.
o Funzione nello sviluppo= serve per preservare l’integrità dell’io nascente del bambino
o La sofisticazione della personalità del bambino è minima = quindi sarebbe molto complicato per il bambino
gestire un io caratterizzato da più aspetti anche in contrasto l’uno con l’altro
o Integrità= garantita dal fatto che il bambino può sentirsi tutto buono e non avere rappresentazioni contrastanti
da mettere insieme = garantisce l’integrità dell’io
o Permette di poter gestore il primitivo aspetto relazionale = scindendo la rappresentazione anche se io attribuisco
tutte le caratteristiche negative ad un oggetto c’è sempre un altro che è tutto buono = non distruggo nulla che è
utile a me
o Posso arrabbiarmi con il seno cattivo ma non ho distrutto la mamma = perché il seno buono arriva
o Nel momento in cui il bambino risponde e diventa aggressivo a livello rappresentazionale con il seno cattivo =
scatta l’angoscia persecutoria (ho aggredito il seno cattivo questo potrebbe vendicarsi )
o Serve per garantire un integrità dell’io e iniziare ad accumulare una sere di esperienze solo gratificanti
o Non sarebbe possibile con un livello di personalità in formazione = recuperare esperienze gratificanti da un
oggetto complesso con caratteristiche discordanti = serve prima scindere l’oggetto
o Torna ripetutamente nel corso dello sviluppo
 POSIZIONE DEPRESSIVA
 Quando il bambino giunge a una maturazione percettiva
 Più evoluta
 La scissione si ricompatta
 Il bambino accede all’ambivalenza = stesso oggetto che può avere alcune volte caratteristiche
positive altre volte caratteristiche negative
 Il bambino inizia a pensare che non ha a che fare con 2 oggetti diversi = ma stesso oggetto con
più sfaccettature
 Integra le rappresentazioni su un unico oggetto
 Fase depressiva= perché il bambino entra in uno stadio ‘depressivo’ perché teme di aver
distrutto l’oggetto intero (perché nella posizione paranoide attaccava la parte cattiva
dell’oggetto)
 Depressivo nel senso di spiacere
 La posizione depressiva e l’angoscia depressiva porta alla riparazione ( la nostra aggressività
non annienta l’oggetto ma lo può offendere e ferire = capacità di chiedere scusa (riparazione))
 Se il bambino percepisce che non può esternare la sua aggressività perché altrimenti l’oggetto
esterno si disintegra ( rimarrà per sempre nella posizione schizzoparanoide= due oggetti
separati e si arrabbia con quello cattivo )
 Nelle psicoterapie Kleiniane = obiettivo : portare il paziente sulla posizione depressiva dove
c’è un integrazione delle varie esperienze superando le scissione che il paziente porta in
terapia, rendendolo cosciente che ci si può arrabbiare o ferire un oggetto anche se molto
importante per noi = ma quest’oggetto non si distrugge esiste la riparazione
o Es: bambino a cui è morta la mamma ,perché malata, dopo aver fatto un gran
capriccio = il bambino rimane nella posizione schizzoparanoide
o Eventi traumatici di vita che possono far tornare una posizione passata
o Scopo dello sviluppo di un individuo è tendere alla posizione depressiva = ci possono
essere però dei ritorni della posizione schizzoparanoica
 Parlando di angoscia depressiva si parla del senso di colpa
 Molto anticipato e il super-io rispetto ai 4\5 anni (Freud)
 Per parlare della condizione depressiva la Klien riconosce che i bambini possano provare
senso di colpa anche se in maniera non consapevole = altrimenti non possono accedere alla
posizione depressiva
 Posso sentire l’angoscia depressiva solo se mi sento in colpa di aver ferito l’oggetto
( attaccando l’oggetto cattivo )
 RIPARAZIONE :
 Può avvenire con pensieri, parole ma anche con attività o I bambini spesso fanno delle cose
per la madre
 Man mano che il bambino cresce inizia a chiedere scusa con le parole a livello di pensiero
perché si rende conto di aver ferito
 Avviene sia con l’attività ( quando il bambino è piccolo)
 Con azione e pensiero e attraverso le parole ( per gli adulti= prevalente l’aspetto del pensiero
essere dispiaciuto di aver offeso l’oggetto ripensare l’accaduto e chiedere scusa) Alternanza
tra queste due posizioni permette di arrivare a delle vere e proprie acquisizioni di sviluppo
SEPARAZIONE o SEPARATEZZA :
o Se io riesco ad accedere alla posizione e all’angoscia depressiva = posso anche gestire delle perdite importanti
nella mia vita
o Quando c’è una perdita importante è fondamentale che per il paziente non ci sia una rappresentazione scissa
dell’oggetto perso ma deve essere reintegrata nel processo di elaborazione di aiuto
o Possibilità di accedere alla posizione depressiva è fondamentale per poter poi proseguire nell’elaborazione del
lutto
o Nella fase schizzoparanoide che si attraversa nella fase del lutto = il paziente è arrabbiato con la persona che è
venuta a mancare ( fase normale = ma se perdura non si elabora il lutto) COSTANZA DELL’OGGETTO :
o Se l’oggetto è intero (fase depressiva) posso esprimere sentimenti anche negativi nei confronti dell’oggetto e
non per questo l’oggetto smette di essere importante per me o smette di essere legato a me
o Se la mia rappresentazione è scissa aggredisco l’oggetto cattivo e lo distruggo = qui non c’è costanza
dell’oggetto
o Quando l’oggetto si ricompone delle sue rappresentazioni
o Il modo i cui il bambino riesce a percepire l’oggetto è complesso ma l’aggressività non distrugge l’oggetto
o Costanza oggettuale permette ai bambini di non credere che e l’oggetto non è presente di fronte agli occhi è
stato distrutto( solo se si accede alla posizione depressiva )
 Es : es: bambino a cui nascondi la palla sotto il fazzoletto = fino ad un certo mese il bambino non cerca
più la palla è sparita \ quando il bambino accede alla costanza oggettuale il bambio tira su il tovagliolo
o Anche se non è presente al vista l’oggetto c’è
o Un bambino può stare senza disperarsi all’asilo se ha la costanza oggettuale = sa che la madre non è stata
distrutta
 Klein scrive un libro :’INVIDIA E GRATITUDINE’
 Due affetti che hanno a che fare con queste posizioni di sviluppo
 Aspetti che si giocano durante la seduta terapeutica ( es: pazienti invidiosi del terapeuta)
 INVIDIA:
 Ha a che fare con la posizione schizzo paranoide
 Tentativo di distruggere l’oggetto negativo ( scissioni \ identificazione proiettiva) processi
distruttivi
 Molto primitivi = in alcuni si nota la tendenza dell’individuo a voler distruggere l’oggetto ( se
non lo ho io, non lo devi avere neanche tu )
 Diverso dalla gelosia = si vuole privare l’altro dell’oggetto di cui sono invidioso
 Invidia cattiva = desiderio di distruzione che si ha nei confronti di chi ha qualcosa che vorrei
avere io
 (cose buone) che fa parte di una scissione precedente le persone invidiose non tollerano alcun
tipo di dipendenza = tutte le relazioni hanno elementi di dipendenza buona ma l’invidioso
piuttosto che tollerare la dipendenza e godere dell’oggetto nella relazione = lo distrugge per
evitare qualsiasi livello di dipendenza nella relazione
 Le doti speciali che ha un oggetto attorno a noi= non sono tollerabili a meno che non le
abbiamo anche noi
 Difficile tollerare oggetti che hanno capacità che il soggetto non ha si è felici se si ha la
possibilità di distruggere l’oggetto buono che non è in possesso dall’oggetto paura di creare
un rapporto di dipendenza anche se questo è basato su un oggetto buono = è intollerabile
sentire di avere qualcosa di mancante rispetto alloggetto con cui si relazione relazione
paritaria= non devo fare riferimento a te per poter usufruire dell’oggetto incastrato nella
posizione schizzo-paranoide
 GRATITUDINE
 Ha a che fare con la posizione depressiva
 Riconoscere di non avere quell’aspetto lì ma grazi alla relazione con l’oggetto ne posso
usufruire indirettamente
 L’oggetto buono può essere condiviso
 Nelle terapie andate a buon fine il paziente è molto grato al terapeuta = perché ha potuto
godere di quegli aspetti che lui non ha
 È il contrario dell’invidia = distruggo l’oggetto che io non ho
 Usufruisco delle caratteristiche buone dell’altro nella relazione
 Oggetto buono diventa condivisibile
 Crea una dipendenza buona = perché voglio costantemente essere a contatto con la persona
che ha l’oggetto buono di cui posso usufruire ( es: terapia)
 Tutte le psicoterapia hanno un aspetto di dipendenza buona = che permette la crescita

PRESENZA DI DUE CORRENTI DI PENSIERO


o Psicologia dell’io ( Anna Freud)
o Psicologi delle relazioni oggettuali (Klein)
 Dopo la spaccatura nella psicologia britannica
 I professionisti formati dopo abbracciavano una delle due teorie
 Successivamente a questi due gruppi
o Indie Group = gruppo di indipendenti di analisti dell’età evolutiva che non facevano pieno riferimento a nessuna
delle due ma avevano messo insieme le due teorie (INDIPENDENTI)
DONALD WINNICOTT .
 Pediatra, psichiatra infantile e psicanalista influenzato da Melanie Klein
 Approccio volto a individuare i fattori evolutivi e le condizioni che permettono a un neonato di diventare un soggetto a
pieno titolo
 Capostipite del gruppo degli indipendenti
 Psicoanalista dell’età evolutiva
 Posizione intermedia tra le due analiste
o Da eguale importanza sia alla realtà esterna del bambino ma anche ad uno spazio interno del bambino
o La relazione fra la realtà esterna e interna del bambino = giustifica o spiega lo sviluppo del bambino
 Primo clinic che si occupa di bambini psicopatologici (fascia 0\3)
 Primaria importanza reale tra il bambino e il suo care giver ( madre)
 Analizza e studia l’interazione precoce tra madre e bambino = osservando la relazione
o Il bambino non esiste senza la madre
o Dai 3 anni in su il bambino in terapia inizia ad essere da solo
 Spazio mentale = Spazio Transizionale o Spazio che si crea (intrapsichico) ma che si colloca tra l’intrapsichico e
l’intersoggettivo
o Spazio mentale che si crea dalla comunicazione tra il mondo interno della madre e del bambino
o Spazio di transizione ( a metà tra i due mondi interni) o Contiene : fantasie, pulsioni rappresentazioni
 Klein e il mondo interno fantasie e pulsioni\ presenza di un ambiente reale di interazione Psicopatologia = può essere
causata :
o Ambiente difettoso = relazione disfunzionale tra il bambino e la madre(primo ambiente relazionale )
o Relazione disfunzionale tra fantasie di un mondo interno deficitario
 Punto che accomuna Anna F. Klein e Winnicott= GIOCO
GIOCO Utilizzo del gioco in terapia
KLEIN sostituto delle libere associazioni dell’adulto(fonte di interpretazione)

ANNA FREUD non lo usa clinicamente (modalità di entrare in contatto con il bambino) osserva il gioco
ma non restituisce contenuti
WINNICOT spazio transizionale = spazio che si crea tra mente del terapeuta e mente del bambino
( uguale alla relazione che si crea tra bambino e madre) in questo spazio
transizionale il bambino gioca
è transizionale perché è un oggetto del mondo esterno (giocattoli) ma vengono
ricombinati in base alle fantasie interne del bambino il bambino gioca a livello
transizionale mostrando come le fantasie interne muovono gli oggetti del mondo
esterno
Interpreta il gioco = lo usa come tecnica terapeutica
Non sempre i bambini giocano= alcune volte non giocano perché non sentono di essere
parte di questo spazio transizionale
Il bambino per giocare deve sentire che lo spazio che si sta creando è sicuro
Se non c’è un ambiente di contenimento psichico difficilmente il bambino gioca
Ruolo del terapeuta = nello spazio transizionale il gioco viene cocostruito
Il terapeuta deve intervenire nel gioco del bambino ( passaggio clinico) Ingresso del
terapeuta nel gioco del bambino deve essere graduale (perché il
bambino è molto scoperto )=mondo interno del bambino
Soltanto durante il trattamento terapeutico
Quando il bambino coinvolge il terapeuta fin dalla consultazione = chiedere quale
personaggio dovete interpretare ( perché non si conosce il bambino) mai intervenire in
maniera direttiva nel gioco
Non si interpreta in base a quello che è per l’adulto= il ambino può sovvertire tutto
all’interno de gioco
Non hanno idee e regole sociali ( bisogna far descrivere i personaggi)
Gioco= luogo delle fantasie inconsce
Bisogna fare domande portando ad una comprensione più complessa

 La formazione è duplice
o Psichiatra
o Pediatra
 Osserva sia malattie organiche che disturbi psichici
 Usa due metodi generali della sua teoria clinica che lo porta a comprendere come funzionano i bambini piccoli (0\3anni)
 Il gioco della spatola
o Contesto da pediatra
o Chiedeva alla madre di sedersi davanti alla scrivania per spiegare il motivo della visita , intanto dava al bambino
una spatola per giocare e intrattenerlo
o Nota dopo ripetute osservazioni = alcuni bambini giocavano e altri bambini no
o Ha provato a capire quali erano le caratteristiche dei bambini che ci giocavano e di quelli che la evitavano
o NOTA CHE IL MODO DI TENERE IN BRACCIO IL BAMBINO= CONDIZIONAVA
 IL BAMBINO NELL’ESPLORAZIONE
 Tenuto in braccio in modo contenuto= esplora (aspetto di contenimento maggiore)
 Tenuto in braccio in maniera blanda= bambino restio all’esplorazione (aspetto di
contenimento fragile)
o IL CONTENIMENTO RELAZIONALE (FISICO) SICUREZZA DELL’ESSERE NELLE BRACCIA DELLA
MADRE =PROMUOVE L’ESPLORAZIONE DEL BAMBIO NEL MONDO ESTERNO
 Più il bambino esplora più la sua relazionalità con il mondo aumenta
 Osserva la relazione madre bambino
o Durante le visite pediatriche
o Durante le sedute psichiatriche
o Osserva sia quello che la mamma racconta ma anche contesti ospedalieri
o Riconoscendo ed evidenziando che le interazioni precoci nel sistema relazionale madre-bambino permettono di
comprendere lo sviluppo funzionale del bambino (sviluppo emozionale primario)
o Motore di sviluppo relazionale
 DEFINIZIONE DEL SE’= no definizione chiara
o Un potenziale innato che ogni bambino ha fin dalla nascita o Potenziale di sviluppo psichico
o Spinta ad esprimersi che dipende dall’ambiente relazionale
 Favorevole
 Sfavorevole
o Antecedente all’io
 Si forma dopo la nascita >> il sé è precedente alla nascita
 Si può parlare di io = quando il bambino die ‘IO SONO’ o Nelle varie opere viene chiamato = se
centrale\potenziale del se
SEMINARIO della Dott.ssa Eleonora SALE

L'ALIMENTAZIONE NEL RAPPORTO GENITORI E BAMBINI NEI PRIMI ANNI DI VITA

 Psicopatologia della prima infanzia


 Costruzione delle relazioni precoci
o Inizia ancor prima della nascita che è già una questione relazionale
 Feto assume una determinata posizione nel momento precedente al parto
 L'utero contribuisce con le contrazioni
 Inizio di una relazione
o "I feti arrivano al momento della nascita in possesso della capacità di affrontare il grande cambiamento dal non
essere all'essere nato" - Winnicott
 Il bambino deve essere pronto e accompagnato ai molteplici cambiamenti che lo spettano durante la
vita
o La madre mette a disposizione del bambino la sua mente
 Capacità di tradurre i segnali del bambino
 In questo modo il bambino ha la possibilità di iniziare a sentirsi e a regolare i propri comportamenti
o La comunicazione madre-bambino è una sorta di sintonizzazione emotiva
 Stimolazione materna coincide con i bisogni del bambino
 Risonanza affettiva della coppia
 Se gli affetti vitali del bambino sono riconosciuti si possono amplificare dando luogo ad effetti positivi
o Nel momento in cui la sintonizzazione non è efficace avviene una rottura relazionale
 Se le rotture sono ripetute, quindi l'ambiente non sa rispondere ai bisogni del bambino, le relazione
avrà caratteristiche traumatiche coinvolgendo la psicosomatica del bambino
o PSICOSOMATICA
 Implica il riconoscimento di una vita psichica precoce capace di influenzare attivamente il
funzionamento e il comportamento corporeo
 Tratti che si manifestano come sofferenze corporee hanno le cause nella vita psichica e relazionale
o Per il bambino è importante la condotta del wait and see per capire quando un comportamento diventa
patologico
 Sviluppo introno alla differenziazione e alla separazione
 Non sempre i disturbi psicosomatici sono patologici
 Sono momenti di disagio del bambino da prendere in considerazione
 Non sono patologici se non sono ripetitivi
o PSICOSOMATOSI
 Queste difficoltà psicologiche si presentano fisicamente con
 Disturbo del sonno >> secondo semestre
 Disturbo dell'alimentazione >> secondo semestre
 Disturbi della pelle >> primo semestre
 Avvengono in momenti critici dello sviluppo
 CRONOLOGIA DEI DISTURBI PSICOSOMATICI
 Primo semestre
- Disturbi della pelle
- Coliche
 Secondo semestre
- Disturbi alimentari
 18-36 mesi
- Spasmi affettivi
 Opposizione all'autorità genitoriale
 Si vuole far sentire la propria personalità
 Quando il no è pronunciato dai genitori a bambini che non tollerano la
frustrazione può portare un pianto prolungato che provoca apnea e perdita di coscienza
 Sintomi psicosomatici possono essere regolati, controllati e arginati da un'adeguata risposta ambientale
rispetto ai bisogni del bambino
 Si supera in questo modo lo stato di crisi
 È necessario costruire un buon lavoro con i genitori

 ALIMENTAZIONE
o Momento del pasto è fortemente legato alla relazione tra bambino e caregiver
o Classificazione mirata alla prima infanzia dei disturbi dell'alimentazione
 DA legato all'omeostasi
 Bambini che non riescono a attaccarsi al seno
 Pasto è un momento sofferente per il bimbo
 Può essere dato da un'iper-movimento della bocca
 DA legato alla reciprocità con il caregiver
 Anoressia infantile
 Avversione sensoriale per il cibo
 DA associato a condizioni mediche coesistenti
 DA associato ad insulti del trattato GE
o Ci sono anche DA fisiologici
 Fra i 18 mesi e i 3 anni l'appetito diminuisce
 Anoressia fisiologica data dal rallentamento della crescita
 Attraversa una fase di manie alimentari senza ripercussioni sulle condizioni di salute
 È necessario che queste manie abbiano un termine
 Il bambino deve tronare a mangiare tutto perché il nuovo cibo è un cambiamento
- Il bambino che non si adatta al cambiamento di un nuovo cibo farà fatica ad adattarsi a un
qualsiasi altro cambiamento

 DISTURBO DELL'ALIMENTAZIONE (0-3 anni)


o Difficoltà del bambino a stabilite pattern regolari di alimentazione con un'adeguata immissione di cibo e a
regolare la propria alimentazione con gli stati fisiologici di fame e sazietà
o Non ci sono solo DA di ipoalimentazione, ma anche iperalimentazione >> anoressia e obesità
 In caso di obesità il genitore ha sempre risposto alle esigenze del bambino attraverso il cibo

 MODALITA' DI RIFIUTO DEL CIBO


o INERZIA = bambino sazio subito, rifiuto passivo
o OPPOSIZIONE = ostilità nei confronti del cibo, ma sereno nelle altre aree di funzionamento

 EPIDEMIOLOGIA
o Primi tre anni di vita i DA rappresentano il 25% dei disturbi senza distinzione di sesso
o Spesso vi è una continuità tra DA nell'infanzia e DA nell'adolescenza
o Il DA è uno dei primi segni del disturbo dello spettro autistico
 DA DI RECIPROCITA' CON I CAREGIVER
o Depressioni neonatali che si sviluppano in risposta alla depressione materna
o 3 criteri
 Bambino non mostra i segni di reciprocità sociale durante il pasto
 Bambino rifiuta di mangiare perché rifiuta la relazione con la madre
 In questa relazione la madre non si relaziona con il bambino nel momento del pasto
 Pasto è un momento triste e frustrante
 Significativa carenza di peso corporeo
 Basso peso non dovuto solo ad un problema organico o a un disturbo pervasivo dello sviluppo

 ANORESSIA INFANTILE
o Bambino rifiuta il cibo per più di un mese
o L'inizio del disturbo si colloca nei primi 3 anni
o Non mostra fame o interesse verso il cibo
o Bambino è molto bravo nelle altre attività
o Due diversi tipi
 SEMPLICE
 Non mangia ma mostra interesse per le altri ambiti di sviluppo
 COMPLESSO
 Disturbo associato ad altri disturbi
 Anoressia è un sintomo di un quadro psicopatologico più complesso
 Porta ad un ritardo dello sviluppo e di crescita
 Relazione con la madre è altamente patologica
 Possibile esito letale
o È molto probabile che si sviluppi in bambini adottati
 Bambini sono sedati per essere gestiti
 Spesso i bambini escono dagli istituti senza le capacità base come camminare o parlare perché non
sono stati stimolati adeguatamente

 AVVERSIONE VERSO UN CIBO DI UNA CERTA CONSISITENZA O CARATTERISTICA


o Il bambino rifiuta un particolare tipo di cibo
o L'esordio del disturbo si verifica con l'introduzione di un nuovo tipo di cibo
o Il bambino non ha difficoltà alimentari quando gli viene offerto il cibo che preferisce
o Il rifiuto non causa deficit nutrizionale specifico o ritardo dello sviluppo psicomotorio
o Spesso diventa un problema al momento dell'inserimento a scuola
 DISTURBO ALIMENTARE ASSOCIATO A COMPONENTI ORGANICHE
o Bambino ha paura nel mangiare a seguito di un episodio di soffocamento
o Il bambino durante il pasto mostra stress e rifiuta di continuare ad alimentarsi
o Il bambino presenta una condizione medica che il clinico giudica essere la causa del disturbo alimentare
o La cura medica può migliorare ma non eliminare il problema alimentare
o Il bambino non riesce a guadagnare peso o può perderlo
o A volte il bambino può avere anche problematiche nella relazione
 
VIDEO sulla valutazione dei DA nell'infanzia
 Videoregistrazione di un pasto a domicilio
 Commento al video con i genitori
 Intervento su diversi aspetti
o Come il genitore deve porsi nei confronti del bambino nei momenti del pasto
o Posizione sia del genitore che del bambino

SE'

 Concetto che si differenzia dall’io freudiano e anna freudiano


 Bagaglio innato = il bambino nasce con un sé potenziale che può essere positivo o negativo per lo sviluppo del soggetto
 È antecedente alla costruzione dell'io
o L'io si costruisce su una base di es che è già presente
o L'io nasce nel momento in cui il bambino sa indicarsi come persona
 Teoria dello sviluppo di Winnicott è una teoria dello sviluppo del sé
 Concetto di sé dinamico
o L’individuo avverte le richieste pulsionali come provenienti da sé stesso e non dall’esterno
o Permette che si realizzi una relazione dialettica tra il vero sé, la parte più autentica di ciascuno, e il falso sé, la
parte meno autentica ma necessaria per l’equilibrio interno

TEORIA DELLO SVILUPPO

 Necessaria una coesione del sé che non è data, ma seve essere conquistata
 Il tipo di sviluppo del bambino dipende dalle relazioni che il bambino costruisce con le figure relazionali del primo
periodo
 Ha in mente un bambino spontaneo che produce gesti e esprime bisogni che richiedono conferme da parte di chi si
prende cura di lui, pena il rischio di uno sviluppo caratterizzato da conformità e adeguamento
 Non è possibile immaginare un bambino fisicamente da solo
 Lo sviluppo del sé potenziale dipendono
o Cure materne
 Garantiscono uno sviluppo fisico
 Garantiscono uno sviluppo psicologico
o Qualità della relazione con chi si prende cura di lui
o Lo sviluppo complessivo dipende dall’investimento che l’oggetto fa sul bambino
o L’aspetto fisico e psichico procedono di pari passo anche se non si creano contemporaneamente
 La nascita fisica del bambino non corrisponde alla nascita psicologica del bambino
 Il processo di coesione del sé permette al bambino di costruirsi un'identità
o Nascita del sé centrale, nucleo del sé o vero sé potenziale a partire dal sé potenziale

SVILUPPO EMOZIONALE PRIMARIO

1. DIPENDENZA
 Questa questione non si risolve mai
 Si parte dalla dipendenza assoluta, ma non si arriva mai all'indipendenza
 Anche un adulto ha la necessità di mantenere legami relazionali con altri umani
 Dipendenza assoluta
o 0-6 mesi
o Unità inscindibile tra bimbo-madre
o Impossibile pensare al bambino non in relazione a un oggetto che si prende cura di lui
o Questa relazione permette lo sviluppo fisico e psicologico sperimentando un luogo sicuro
o Realizzazione della maggior parte del sé potenziale
o Il bambino non sa di essere dipendente, non si rende conto dell'altro che lo cura, pensa di bastare a sé
stesso e di creare da solo in soddisfacimento dei propri bisogni
o Termina più o meno con lo svezzamento
 Dipendenza relativa
o 6-24 mesi
o Distanza fisica inizia a essere rilevante
 Bambino si rende con to che la prossimità non è data , ma deve chiederla
o Graduale consapevolezza della dipendenza
o Comprende di dover attirare l'attenzione dell'altro per soddisfare i propri bisogni >> VOCALIZZI
 Inizia lo sviluppo del linguaggio verbale
o Angoscia dall'estraneo
 Non può avvenire prima perché il bambino non sa di dipendere dalla mamma
 Quando la mamma è assente il bambino prova ansia perché sa che il legame primario è con
quella figura e non con un'altra
 Verso l'indipendenza
o Dai 2 anni per tutta la vita
o Non è mai assoluta per una caratteristica dell'uomo per cui ha bisogno sempre dell'altro
o L'individuo sano non è mai isolato, chi lo è spesso è di interesse clinico perché non riesce ad entrare
in relazione (psicosi schizoide di personalità)

2. OGANIZZAZIONE
 Ha un processo evolutivo che caratterizza anch’esso i primi anni di vita
 Si parte dalla non organizzazione per arrivare all'organizzazione
 Non organizzazione
o Stadio normale del neonato che non è consapevole dell'esistenza di altro rispetto a lui
o Non è consapevole di esserci in relazione al mondo esterno
o Non può proteggersi in nessun modo dall'ambiente = vulnerabilità totale
o Il neonato è inconsapevole dell'esistenza di stati interni (fame) e stati esterni (rumore)
 Non distingue l'origine dello stimolo
 È la madre che attraverso il soddisfacimento dei bisogni del figlio lo rende gradualmente
consapevole dei diversi stati che può sperimentare
o Il processo di organizzazione e gestione degli stimoli del bambino è a carico della mamma
 Per fare questo distingue il pianto del bambino
 Quando riesce a distinguere il pianto verbalizza il bisogno del bambino e questo serve a
rassicurare sé stessa e al bambino per capire l'esistenza di stati diversi
o Il bambino piano piano riesce a capire che il pianto è una comunicazione che può essere sostituita da
altre comunicazioni in certe situazioni
 Questo dipende dalla gestione iniziale della mamma
 Dipende da come la mamma ha gestito e risposto alle necessità del figlio
 Preoccupazione materna primaria
o La mamma comprende il bambino perché si trova in questo stato mentale di preoccupazione
o Inizia già con la gravidanza
o Le mamme sono garantite socialmente
 Maternità
 Non sarebbero mentalmente libere per svolgere altre attività
o Condizione psicologica in cui la mamma entra e deve anche uscire
 Questa preoccupazione deve essere reversibile, quindi la mamma deve poterci uscire
o Stadio regressivo normale
 Il bambino si trova in uno stadio di non organizzazione e quindi la mamma deve
raggiungere questa condizione per capirlo
 Per poter comprendere il neonato non organizzato la mamma deve raggiungere una fase di
non organizzazione temporanea anche se nel suo sviluppo l’ha già superata
o La mamma non interferisce nello sviluppo spontaneo del bambino, sapendo regredire al suo livello e
mantenere la propria identità personale rispettando i bisogni del bambino e i propri
o Condizione di chiusura in sé stessa
 Chiusa nella diade madre-bambino
 Impermeabile a tutte le altre cose
o Fase in cui per lei esiste solo il suo bambino
 Condizione naturale
 È istintuale per la madre entrare in questa fase
 Detta regole che sono frutto della sua comprensione del neonato
o Mamma è molto vulnerabile in questa fase
 Piange, non dorme
 L'ambiente famigliare dovrebbe aiutare sollevando la madre dalle altre incombenze di
relazione con l'esterno
o La madre inizia a fare cose esattamente nel momento giusto
 Risponde in maniera adeguata al bambino
 Motore di sviluppo per il bambino che si relaziona sempre più a questa figura in quanto si
comporta esattamente come in bambino vorrebbe
 La relazione si rafforza perché il bambino vede nella mamma la figura che risponde
esattamente ai suoi bisogni
o La mamma esce da questa situazione grazie al papà che si intromette nella diade
 Condizione che dura per 4/5 mesi
 Padre prima lascia lo spazio alla mamma per creare questa preoccupazione primaria
 Poi inizia ad occuparsi del bambino permettendo alla mamma di tornare in contatto con la
realtà
 La mamma riesce ad incuriosirsi del mondo esterno
o Nelle condizioni di normalità è una fase automatica per le mamme
o Non tutte le donne si concedono facilmente di entrare in questa fase
 Fanno fatica a regredire
 Forte identificazione maschile interna (non vogliono lasciare le proprie responsabilità)
 Prerogativa delle madri
 Condizione naturale che la mamma deve sapersi concedere
 Fortissimi preoccupazioni obbiettive su qualcun altro
 Altro bimbo più grande che necessità forti attenzioni, in questi casi la mamma si
trova ancora in una preoccupazione materna primaria di un altro figlio
o Non tutte le donne riescono ad uscirne
 Depressione post-partum
 Questa preoccupazione è una sorta di depressione perché si disinveste tutto il resto per
concentrare tutte le proprie cariche sul bambino
o La depressione è grave se la mamma si isola completamente
 Aspetto più grave è il rifiuto da parte della mamma di prendersene cura
 Il bambino può anche morire
 Il sé potenziale fa molta più fatica a svilupparsi perché in bambino non è adeguatamente
stimolato
 Stimolazione passa anche solo con la vicinanza del corpo materno con quello del
figlio
 Se non stimolato il bambino non è in grado di discriminare gli stimoli esterni
 Correlazione molto stretta tra depressione post partum e depressione neonatale
o Stato psicologico in cui le madri entrano, transitano e escono in ogni caso, anche se non sole
o Per una figura esterna che deve prendersi cura del bambino in assenza della madre è più difficile
entrare in questo stato di preoccupazione

3. INTEGRAZIONE
 Non integrazione
o Il bambino non si sente un tutt'uno
o Non ha unità corporea, si sente spezzettato
o Deve essere contenuto in un posto stretto che richiami la condizione uterina
o Il bambino si spaventa e piange se ha una parte del corpo penzoloni, in particolare la testa
 Automatico per la mamma proteggere la testa del bambino e tenerlo stretto
o Angoscia di frammentazione
 Paura di perdere i pezzi
o È importante che anche l'adulto sappia tornare temporaneamente a stati di frammentazione per
capirlo
 Capacità di rilassarsi
 Regressione allo stato di non integrazione
o Deve essere superato, ma è sano saper tornare a uno stato di dispersione fisico e psicologico
o Necessaria questa regressione nel momento in cui si lavora con i bambini per vedere dal punto di
vista del bambino
 Regressione deve essere anche nel gioco (di ruolo, vocalizzo, simbolico)
 Holding materno
o Modo attraverso cui si raggiunge l’integrazione e quindi la consapevolezza di esistere in quanto
essere integrato e di essere un individuo con caratteristiche proprie di personalità
 Il bambino si rende conto di essere un tutt'uno
 Il bambino acquisisce la consapevolezza di essere un soggetto unico e distinto dell'altro
o Questo è possibile con l'holding messo in atto dalla mamma
 La mamma contiene il bambino per fargli sentire che è tutto unito
 Il contenimento deve essere fisico e psichico
 La mamma deve saper anche contenere gli stati interni del bambino
 Accettare lo stato interno del bambino
 La mamma deve accettare le variazioni molto rapide dell’umore del bambino
 La mente della mamma ha la capacità di contenersi di fronte all'angoscia del bambino
 La mamma deve saper stare con il bambino senza andare “in mille pezzi”
 Non è necessario capire subito il disagio e la preoccupazione del bambino, ma bisogna
mostrare al bambino di essere presenti e di accettare questo stato del bambino
 Mamma deve continuamente adattarsi allo stato del bambino
 Il bambino cambia umore e comportamento molto facilmente e velocemente
 Deve adattarsi e restare flessibile per essere pronta ai nuovi bisogni del bambino
o Bambino diventa consapevole delle parti del suo corpo
o Sente che la mamma lo contiene, ma attraverso un altro corpo

 PERSONALIZZAZIONE
o Sotto-dimensione dell’integrazione
o Caratteristica specifica della fase
o Saldatura tra psiche e fisico, mente e corpo
 Iniziano ad essere viste come due facce della stessa personalizzazione
o Il bambino inizia a unire e far comunicare i processi fisici e quelli psichici
o Molto importante perché Winnicott sostiene l'esistenza di aspetti psichici già alla nascita
o Il sé potenziale ha sede nel corpo e la mente comunica continuamente con il corpo
 Il bambino inizia ad essere consapevole di questo
o Il bambino inizia a distinguere se gli stimoli arrivano dall'interno o dall'esterno
o Possibile con l'HANDLING MATERNO
 Manipolazione del corpo del bambino
 Processo che facilita la consapevolezza di avere un corpo connesso con la mente
 La mamma toccando il corpo del bambino e mostrando al bambino le sue parti permette al
bambino di identificare le parti di cui è composto
 Tutto questo non c'è nel caso di mamme depresse che non toccano il bambino e lo
disinvestono causando una grave mancanza nel bambino
 Se questo processo non va a buon fine è possibile che il bambino sviluppi disturbi
psicosomatici
 Disturbo che si manifesta perché la comunicazione tra mente e corpo non è
efficace e corretta
 Disturbi psichici non comunicati che si manifestano fisicamente
 Non è avvenuta la sincronizzazione tra corpo e mente
 Dermatite nei bambini piccoli >> causa psichica e non fisica
 In caso di coliche frequenti >> massaggio neonatale
 Processo di identificazione inizia con la consapevolezza e la capacità di comunicare il suo
stato fisico prima di quello psicologico
 Bambino dice prima di essere alto e poi di essere gentile
 
 ASPETTI DI UN AMBIENTE FACILITANTE PER LO SVILUPPO DEL VERO SE’ DEL BAMBINO
o HOLDING
 Contenimento del bambino necessario affinché sviluppi la consapevolezza di essere un individuo intero
e con caratteristiche personali che lo distinguono dagli altri
 Deve essere fisico e psichico
 Facilita il processo di integrazione nella direzione dell’Io sono
o HANDLING
 Manipolazione del copro del bambino con la funzione di renderlo consapevole delle parti che lo
costituiscono e della correlazione tra corpo e mente
 Favorisce la personalizzazione, quindi la saldatura tra psiche e soma
o OBJECT PRESENTING
 Mamma presenta l'oggetto al bambino esattamente nel momento in cui il bambino ne ha bisogno
 Anticipare troppo non è funzionale > il bambino non impara a sentire i suoi bisogni e a chiedere
 Ritardare troppo non è funzionale > il bambino entra in uno stato di angoscia da cui è difficile uscire
 MOMENTO DI ILLUSIONE
o Stadio di onnipotenza neonatale per cui il bambino pensa di aver creato da solo l’oggetto che
gli serve per soddisfare il bisogno
o Il bambino ricevendo l'oggetto esattamente nel momento in cui esprime il desiderio ha
l'illusione di averlo creato lui
o Attraverso questa illusione il bambino impara a crearsi un'immagine mentale dell'oggetto
 In questo modo il bambino sviluppa un precursore del pensiero
 GRADUALE E COSTANTE PROCESSO DI DISILLUSIONE
o È necessario uscire dall'onnipotenza
o Questo passaggio è possibile grazie alla mamma che piano piano ritarda l’avvicinamento
dell’oggetto che soddisfa i bisogni del bambino
o Avviene nel momento in cui il bambino si rende conto che l'oggetto non è soggettivo, creato
da lui, ma arriva dal mondo esterno
o Implica nel bambino un adattamento al tollerare gradualmente la frustrazione data dall’attesa
 Bambino "viziato" non ha imparato a tollerare il no e ha tutto prima che il bambino
esprima il suo bisogno
 L'onnipotenza non è stata messa in discussione nei momenti di sviluppo giusti
 È più difficile mettere in discussione l’onnipotenza e insegnare la tolleranza
alla frustrazione a bambini di 8 anni che non a bambini di 4
 LA MADRE SUFFICIENTEMENTE BUONA
o Condizione della mamma nel momento del graduale processo di disillusione
o La mamma sarà sufficientemente brava a soddisfare i bisogni del bambino, non perfetta
o Il bambino sarà sufficientemente bravo a tollerare le imperfezioni della mamma
o La mamma deve prima assecondare l’onnipotenza del bambino e poi metterlo in contatto con la realtà che non
rispetta il mondo illusorio del bambino
o La mamma deve riuscire a permettere i primi contatti con la realtà esterna
 Se la mamma può modellarsi ai bisogni del bambino
 La realtà non può essere così flessibile
 La mamma permettendo una frustrazione controllata permette la costruzione dei primi contatti
 La mamma permette di vivere la frustrazione in una situazione di contenimento data dalla sua vicinanza
o Se questo processo non avviene il bambino sarà incapace di creare legami con il mondo esterno perché lo vedrà
come inadeguato e poco flessibile rispetto alla mamma che rispetta sempre la sua illusione
o La mamma opera una progressiva disillusione
o La mamma deve sempre essere presente in questa fase perché mostra che neanche lei ha un pieno controllo della
realtà quindi è il soggetto a doversi adattare
o I primi oggetti che non rispettano l’illusione neonatale con cui il bambino inizia a rapportarsi sono gli oggetti
famigliari >> padre, fratelli
o Attraverso questi passaggi di fallimento empatico il bambino impara a
 Tollerare le esigenze materne che non risponde sempre empaticamente al bambino
 Tollerare il comportamento di padre e fratelli che non rispondono sempre ai bisogni del bambino
o I tempi di disillusione non devono essere troppo precoci
 Esporre il bambino ad aspetti troppo frustranti troppo presto porta ad aspetto psicopatologici
o Non è necessario che sia perfetta, è necessario che il bambino tolleri una mamma sufficientemente buona
 Sufficiente empatia
 Sufficiente affetto
o Per il bambino è importante sentire che il genitore non è perfetto
 Processi di eccessiva idealizzazione dei genitori è controproducente
o Deve imparare a tollerare i limiti della mamma
o Questo è necessario per uno sviluppo normale

 OGGETTO TRANSIZIONALE
o Ne parla per descrivere la relazione madre bambino
o Generalmente è un oggetto
o Può essere anche un'abitudine, un rituale costante
o Agevola il passaggio tra la condizione di dipendenza assoluta a verso l’indipendenza
 Oggetto simbolico che rappresenta la relazione con l’oggetto primario
 Nei momenti in cui il bambino deve separarsi dalla madre porta con sé questo oggetto
o Si trova in un'area intermedia tra la realtà interna del bambino e la realtà esterna
 Oggetto esterno collocato in una realtà interna in quanto ha un significato simbolico per il bambino
 Oggetto specifico che non può essere sostituito con un altro
 Oggetto particolarmente investito da parte del bambino, non può essere sostituito facilmente
 Lo sceglie tra i suoi giocattoli, ma rappresenta il suo stato interno di relazione
o Permette il passaggio tra l'oggetto soggettivo e l'oggetto oggettivo
 Oggetto soggettivo = rappresentazione interna degli oggetti della realtà
 Oggetto oggettivo = oggetto concreto che appartiene al mondo reale
 Oggetto transizionale si colloca a metà, è un oggetto concreto della realtà investito di un significato e di
affetti caratterizzati dalle rappresentazioni interne
o Solitamente è il legame con l'oggetto di crea tra i 4 e i 12 mesi
 Fase di paura dell'estraneo
 Periodo in cui il bambino sviluppa un legame particolare con la madre che non è più intercambiabile
 Fase in cui il bambino deve iniziare a separarsi dalla madre che torna al lavoro e supera la
preoccupazione materna primaria
 Per cui investe l'oggetto specifico di questo valore importante
 Generalmente lo si abbandona verso i 3-4 anni
o Spesso ha caratteristiche legate alle fantasie di accudimento che il bambino ha sperimentato con la mamma
 A livello tattile richiama l’accudimento (morbido, caldo)
o Secondo Winnicott è il primo processo simbolico di cui è capace il bambino
 Il bambino crea un'immagine interna dell'oggetto
 Sceglie l'oggetto che rappresenta le sue caratteristiche interne e gli attribuisce le sue fantasie
 Le esperienze dell’oggetto transizionale si trovano a metà tra
 Creazione dell’oggetto interno investito delle sue fantasie
 Scelta di un oggetto reale
o Non tutti hanno un oggetto transizionale e questo può essere molto diverso da bambino a bambino
o Può rappresentare un sintomo da ansia da separazione se l’oggetto perdura per troppo tempo
 Il bambino non riesce a rappresentarsi internamente il legame materno per cui ha costantemente
bisogno di un oggetto esterno che rappresenti questa relazione
o È un oggetto intermedio nell'area transizionale, intermedio nel controllo del bambino
 Non è più sotto il controllo onnipotente del bambino
 Non è del tutto fuori dal suo controllo
o Come riconoscere l'oggetto transizionale
 Primo investimento che il bambino fa su un oggetto del mondo esterno
 Primo contatto con il mondo esterno senza mediazione delle figure genitoriali
 Sancisce l'inizio di una relazione con l'ambiente
 È una relazione spontanea non mediata dalla figura genitoriale infatti lo sceglie lui
 Usato nei momenti di separazione >> quando va a letto, è solo
 La madre sufficientemente buona deve avere cura di questo oggetto
 Deve rispettare il legame del bambino con questo oggetto
 Oggetto che assume caratteristiche e odore che il bambino riconosce
 Non può essere sostituito
 Il bambino non lo condividerebbe in un gioco tra pari
 Deve essere il bambino a iniziare a disinvestire da questo oggetto
 Allenamento a gestire la solitudine
 Il bambino riesce a stare da solo quando riesce a rappresentarsi internamente il legame e a
gestire la frustrazione data dall'assenza del legame fisico
 L'oggetto permette il contatto simbolico con il legame fisico che rappresenta la mamma
 Quando l’interiorizzazione di questo legame è avvenuto completamente non è più necessario
l’oggetto
 Il disinvestimento da questo oggetto si nota quando il bambino si interessa ad altri giocattoli
 Funzione di combattere le angosce depressive
 Avvengono nel momento in cui il bambino è lontano dalla mamma
 Permette al bambino di non sentirsi profondamente solo nei momenti di passaggio
o Il bambino ha pieno controllo dell’oggetto
 Può fare quello che vuole con l'oggetto transizionale
 Può anche scaricare la sua aggressività
 Questo è importante perché mostra al bambino che nonostante manifesti aggressività nei suoi
confronti l'oggetto resta vicino a lui, sopravvive e non sparisce
 Diverso dall'oggetto feticcio che è tossico
 La dipendenza dall'oggetto feticcio è continuo e tossico
 Difficile individuarlo se utilizzato dei bambini
 Lo si mostra in fasi di sviluppo in cui il legame con l'oggetto non è più necessario
 L’oggetto transizionale diventa tossico se impedisce le altre relazioni
 L'oggetto transizionale ha un ruolo opposto, non è tossico e permette il passaggio dalla
dipendenza all'indipendenza e non il contrario come nel caso del feticcio
o L'oggetto è generalmente uno o un piccolo numero di oggetti generalmente molto simili
o Il bambino autistico non ha un oggetto transizionale
 Non riesce a creare legami
 Non riesce a investire un oggetto di un legame che spesso non ha neanche nella vita reale
 Non tutti i bambini che non hanno un oggetto transizionale o ne hanno uno “freddo” sono autistici

 AREA TRANSIZIONALE
o È solo nell’atto creativo che si può raggiungere il vero sé
o GIOCO
 Prima attività creativa che si colloca in questa area di transizione tra realtà interna e realtà esterna
 Il bambino gioca con oggetti del mondo esterno a modo proprio in base al suo mondo simbolico interno
 Primo atto di creatività del bambino che si relaziona a modo suo con il gioco
 Il modo di interagire con il giocattolo dipende da bambino a bambino
 Il modo di giocare esprime il suo modo di vedere e quindi il suo mondo interno
 Attraverso il gioco si osserva il mondo interno e si può intervenire sul modo di vedere le cose
 Spesso quando gioca il bambino è silenzioso e assorto e questo mostra quante energie siano richieste
nel gioco libero e simbolico
 Spesso il bambino gioca da solo e non permette a nessuno di entrarci
 Perché è il momento in cui il bambino sta schiudendo una parte di sé molto profonda e può
essere molto aggressivo intromettersi subito
 Prime sedute il terapeuta osserva il gioco simbolico perché non conosce cosa il bambino sta
cercando di esprimere
 In seguito è necessario che il terapeuta intervenga sul gioco per poter aiutare il bambino
 Il gioco simbolico è una porta aperta sul suo funzionamento interno che cerca di mostrarsi in
questo modo
 Non sempre è facile giocare
 Creare un legame e un sistema di significati con gli oggetti
 Per dare vita a un gioco libero e simbolico è necessaria una grande fiducia dell'ambiente in cui
ci si trova
 Nel momento in cui si sente sicuro è pronto a schiudere parte del proprio mondo interno
iniziando a giocare liberamente con oggetti a cui può dare una forma senza regole
 Il lavoro del terapeuta parte dall'analisi del gioco perché è il momento in cui l'inconscio si mostra
 Fino a che non c'è fiducia è rischioso intervenire altrimenti si rischia la chiusura completa
 Anche il terapeuta sufficientemente buono deve saper regredire per poter contattare il livello del
bambino e poter capire il gioco del bambino che altrimenti risulta confusionario
 Come si usa il gioco in terapia
 Saper regredire
 Saper stare con lui nell'illusione
 Saper assumere il ruolo che il bambino assegna al terapeuta all’interno del gioco
 Saper interpretare il gioco simbolico
 Le interpretazioni riportano il bambino dall'area intermedia alla realtà esterna
 Mostrano che il gioco comunica determinati aspetti avvenuti nella realtà
 Difficile da fare perché il bambino non sa di aver comunicato qualcosa con il
gioco e può sentirsi molto vulnerabile
 Riportare il bambino nel mondo della realtà
 Le interpretazioni possono avvenire solo in ambiente terapeutico in cui il terapeuta può
osservare e avere il controllo del prima e del dopo gioco
 L’interpretazione non può essere retrospettiva su situazioni che il terapeuta non ha visto
 Per l'interpretazione deve esserci TIMING
 Nella storia del paziente
 All'interno della seduta in modo da avere tempo per gestire la reazione
o SCARABOCCHIO
 Disegno
 Co-costruito
 Terapeuta inizia il disegno e poi deve continuare il paziente
 Funzione di posizionarsi nell'area intermedia
 Prodotto della mente co-costruito da paziente e terapeuta che mettono il mondo interno su un foglio
 Utile con
o Bambini piccoli
o Bambini che hanno difficoltà nel costruire una relazione
 Il disegno simboleggia il sogno per il bambino
 È raro che un bambino racconti un sogno
 Modo per liberare un po' di attività onirica che non riesce a raccontare
 Quando il bambino ha disegnato si chiede di raccontare cosa ha disegnato
 Se non si racconta non si può lavorare su quel lavoro

PSICOPATOLOGIA di Winnicott

 DISTURBI MENTALI IN ETA' EVOLUTIVA

 PSICOSI
 Disturbi mentali che derivano da una mancata progressione sulla linea dell'integrazione e della
personalizzazione
 Il bambino non riesce a superare lo stadio di non integrazione
 Il processo di personalizzazione non prendono avvio
o Assenza si unità corporea e angoscia di frammentazione e dispersione
o Non integrazione porta a deliri e allucinazioni interne
o Realtà esterna e interna si mescolano continuamente
o Holding materno non è avvenuto correttamente
 Il paziente non sente il confine tra il dentro e il fuori
 Esperienze principali
o Frammentazione
o Vuoto
o Annichilimento
o Depersonalizzazione
 Convinti di non essere più sé stessi
 Ci si attribuisce un'identità altra e delirante
o Derealizzazione
 La realtà esterna durante i deliri sembra strana
 Il paziente non è più in contatto con la realtà esterna
 Per proteggersi da queste situazioni di scompenso si mettono in atto meccanismi di difesa molto primitivi
o Scissione >> non unisce più i vari aspetti che lo costituiscono (ricordi, sensazioni) e si estrania
o Dissociazione >> si separano alcuni aspetti della propria realtà
 In caso di psicosi grave è necessario un apporto farmacologico
o Nel caso in cui il farmaco contiene il sintomo è possibile fare terapia comunicando con la parte sana
 Avviene anche nei bambini
o È difficile da distinguere la psicosi, il delirio da una fantasia molto elaborata
o Il delirio non cambia, è molto rigido a differenza della fantasia che può essere simile, ma cambia
continuamente perché elaborativo
o Ai bambini si tende a non dare farmaci fino alla preadolescenza
o Si lavora sempre in team con il neuropsichiatra infantile

 TENDENZE ANTISOCIALI
 Esistono frequentemente anche nei bambini
 Partono da situazioni trasgressive che contestano la situazione clinica
 Si manifesta con
o Bugie
o Prepotenza
o Furto
 Se questi si manifestano frequentemente possono essere problematici se non controllati e gestiti
o Possono sfociare in disturbi
o Unico modo di relazionarsi con il mondo
 Si possono riconoscere quando
o Bambino gode nel fare del male a animali o bambini più piccoli
 Si manifesta spesso per risposte ad un vissuto interno di grande deprivazione durante lo sviluppo
o Ambiente ha fallito nel tollerare quote normali di aggressività del bambino
 L’aggressività sale di livello fino a sfociare in comportamenti antisociali
o Ambiente non ha manifestato sufficienti affetti ai bambini
 Il bambino può non essere in grado di tollerare una separazione troppo lunga
 Separazione dei genitori o morte del padre che ha funzione di assorbire l’odio e
l’aggressività del figlio
o Il bambino inizia a difendersi come è capace e invia segnali del suo disagio
o Richiesta di attenzione da parte dell'ambiente
 Fa agli altri ciò che ha ricevuto
 Cerca di deprivare l'altro degli affetti e delle esperienze che gli sono stati privati
 In questi casi i bambini funzionano a pentola a pressione
o Manifestano in questo modo l'aggressività che non possono esprimere in altro modo
 Forme più gravi e difficili da gestire sono i pazienti PSICOPATICI
o Il bambino pianifica per molto tempo, nei minimi particolari l'attacco verso l'altro
o Non si direbbe mai che quel bambino sia psicopatico
o L’aggressività non è espressa ma è contenuta in questa pianificazione puntigliosa
 Il terapeuta può iniziare a lavorare con l'antisociale nel momento in cui l'analista prova tenerezza nei suoi
confronti, affetto che nessuno ha mai provato per lui
o Questa nuova esperienza che non ha mai provato gli permette di aprirsi e fidarsi
 Per poter lavorare sui pensieri è spesso necessario controllare l'aggressività

 DISTURBI DA DEFICIT AMBIENTALI

 DISTURBI DELL'EQUILIBRIO DEL SE'


 Spesso derivano da una carenza delle cure ambientali
 Dati da una carenza dell'attenzione materna verso la madre
 Bambini hanno un grandissimo sé potenziale da sviluppare, ma questo sviluppo dipende dalle cure materne
o Se la mamma sufficientemente buona sostiene lo sviluppo del sé potenziale = VERO SE’
 L’esperienza di autenticità e spontaneità che il bambino può esprimere
 Sviluppo normale del sé in cui il bambino inizia a identificarsi in aspetti unici che lo
differenziano dagli altri
 La mamma seve sostenere il gesto spontaneo del bambino e le caratteristiche del bambino
nonostante siano diverse da quelle che ha pensato per lui
 Questo permette la creazione di una propria identità, il proprio nucleo centrale che è ciò che
lo rende diverso dagli altri
 I disturbi avvengono nel momento in cui il bambino non è libero di esprimere liberamente il suo vero sé
 Il vero sé non riesce a trovare un ambiente adeguato in cui esprimersi quindi il bambino costruisce un falso sé
 FALSO SE'
o Sovrastruttura difensiva che protegge il vero sé che non riesce a esprimersi
o Si sviluppa spesso per una carenza ambientale
o Nasce come difesa del bambino di fronte a un ambiente primario che non si adatta sufficientemente
bene ai suoi bisogni
o Si crea perché le frustrazioni avvengono troppo presto impedendo al bambino di esprimersi con
spontaneità e creatività
 Ambiente inadeguato e intrusivo che chiede al bambino di essere in un determinato modo
 Ambiente che non sostiene il primo gesto creativo del bambino
 In queste situazioni il bambino non può esprimere la sua originalità, non si sente in contatto
con i suoi aspetti autentici ma cercherà di rispondere alle richieste ambientali proteggendo il
vero sé che non è accettato con un falso sé che rispecchia pienamente queste richieste
o Il falso sé è difficile da scardinare perché questi ragazzi si sono costruiti su questa personalità, sono
in armonia con l’ambiente, non hanno conflitti, non hanno mai chiesto nulla quindi stanno bene in
questo falso sé che credono vero
o Per poter rispettare le regole ambientali devono controllare il proprio sé
o Caratteristica principale è la COMPIACENZA
 Capire cosa l'altro vuole e comportarsi di conseguenza per essere accettato
 Iper-adattamento del paziente
 Si protegge dietro al falso sé
 Funzionano bene nell’ambiente, ma la loro spontaneità è nascosta dietro al falso sé e non
può esprimersi
o Non è un aspetto patologico in sé
 Tutti hanno un falso sé necessario in determinate situazioni che richiedono un adattamento
 Il rispetto delle regole ambientali è un lato del falso sé, ma in questi casi si ha
consapevolezza dell’esistenza di un vero sé perché si vorrebbe fare in un altro modo
 È patologico nel momento in cui il vero sé è sostituito dal falso sé, il rispetto delle regole è
l’unico modo possibile che non è messo in dubbio
o Nella cura dei pazienti con falso sé è necessario sostanziare il vero sé fino a quando questo mostra al
falso sé che c'è un'alternativa
 Il paziente però è molto legato alle risposte dell’ambiente
 Il paziente ha bisogno che l’ambiente gli rimandi quanto sono bravi
 Si rapportano continuamente all'ambiente
o È necessario anche un lavoro sull'ambiente che gestisce il bambino
 Spesso è un ambiente molto rigido che impedisce al paziente di mostrarsi per quello che è
costringendolo a comportarsi come l'ambiente richiede
 Spesso l’ambiente in questi casi dice al soggetto che se non si comporta in un certo modo
non è accettato e amato
o Il modo in cui il paziente si presenta non come lui è, ma come l’ambiente gli ha chiesto di essere
 Spesso c’è uno scollamento importante tra come il paziente è e come vorrebbe essere
o Spesso sono pazienti che non si arrabbiano mai perché la rabbia e l'aggressività sono aspetti che non
potevano essere accettati e tollerati dall'ambiente  
 Pazienti con aspetti di rigidità a cui non possono andare contro
o Sono difficili da individuare perché apparentemente sono perfetti e amabili

LO SCARABOCCHIO

 Winicott oltre al gioco usa anche il disegno


o Scarabocchio (squiggle) = strumento proiettivo per la valutazione di alcuni contenuti del mondo interno
o Disegno che viene co-costruito all’interno della relazione terapeutica
 Parte a disegnare il terapeuta e il paziente lo completa (anche al contrario)
o Funzione = posizionarsi nell’area intermedia
 Stessa area dell’oggetto transizionale
 In maniera simbolica = prodotto della mente co-costruito dal paziente e dal terapeuta= all’interno
di quest’area psichica metto una parte del loro mondo interno su un oggetto( foglio e matita)
 Utile con i bambini piccoli e con coloro che faticano a relazionarsi con il terapeuta (co-costruzione
del disegno aiuta le difficoltà relazionali del bambino producono qualcosa relazionale = perché
nasce dalla relazione di due menti )
o Se il gioco simboleggia la libera associazione (come il bambino mette in relazione i personaggi= a come
l’adulto associa nel colloquio) = disegno il sogno
 Modo per liberare un po' di attività onirica
 Dopo aver disegnato il terapista chiede al bambino di raccontare cosa ha rappresentato = allo stesso
modo gli adulti raccontano il sogno partendo da un immagine che è rimasta impressa
 Si usa il disegno per chiedere di raccontare= ELABORARE soprattutto i bambini che non parlano
mentre disegnano = per inserirlo all’interno del contesto relazionale
 Utile quando i bambini sono nella fase in cui non si capisce cosa è stato rappresentato
 Se non si elabora il disegno = non può essere utile soprattutto nei disegni non evocativi
 Chi ha difficoltà cognitiva fa fatica con il tatto grafico = quindi il terapista non riesce ad elaborare
il disegno
 Pazienti antisociali = bisogna provare tenerezza per poterli prendere a carico
 Senza l’attenzione fluttuante il terapeuta fa fatica a cogliere il nesso associativo delle libere associazioni (dare la
stessa attenzione a qualsiasi tipo di dichiarazione)

Autori che si occupano seguendo la scia di Freud e Winnicott della relazione madre e bambino in tre modi diversi
o Maler
o Spitz
o Bowlby

MALER .
 Si occupa dello sviluppo normale , fa qualche accenno alla patologia e a concetti di difficoltà relazionali
 Si occupa di ampliare ipotesi psicoanalitiche sulla base di osservazioni dirette del bambino
 Osservazioni del bambino in condizioni di assenza di patologia
 Ritiene che lo sviluppo del bambino non può essere scisso dal sistema relazionale con gli altri significati
nell’infanzia
o Impossibile studiare lo sviluppo del bambino se non all’intero di una relazione
 Legame molto stretto della cura materna sullo sviluppo del sé del bambino
 Si occupa anche in seconda battuta = bambini con difficoltà psichiche :
o Solo in relazione a come le cure materne \rapporto primario con le figure di riferimento non abbiano
permesso al se del bambino di svilupparsi in modo adeguato
o Si concentra poco sulle patologie che possono essere a cario di un deficit del se del bambino
o Concetto di patologia relazionale = qualcosa che non ha funzionato nella relazione primaria = spiega alcuni
disturbi protratti poi in età adulta
 Concetto di sviluppo si basa sull’interazione di due aspetti valenza relazione:
1. ATTRAZIONE NATURALE DEL BABINO ALL’AUTONOMIA :
 Il bambino ha iscritto nel suo funzionamento innato l’idea che pur partendo da una relazione molto
stretta con le figure di riferimento è portato a creare un autonomia \ indipendenza da queste figure
 La risposta delle figure di riferimento può agevolare o meno questo processo
2. Durante lo sviluppo normale la madre riconosce TENTATIVO DI RITORNARE AD UNA
FUNZIONALITA’ SIMBIOTICA CON LA FIGURA DI RIFERIMETO
 Il bilanciamento tra spinte di autonomia e momenti in cui il bambino ha bisogno di riavvicinarsi
alla figura di riferimento= muovono lo sviluppo normale del bambino
 Entrambe sono di tipo relazionale

TEORIA DI SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE


o Due concetti che vanno di pari passo
o SEPARAZIONE : implica che il bambino deve emergere da un aspetto fusionale simbiotico normale con la
figura di riferimento primaria. Deve poter emergere
 Ha una spinta naturale ma deve essere agevolato
 Valenza fisico\corporea
 Evoluzione del bambino nella misura in cui ha a disposizione strumenti specifici per allontanarsi
dal corpo della madre e esplorare l’ambiente in maniera autonoma
 Processo che permette =il processo psichico che sottende la separazione fisica che è:
o INDIVIDUAZIONE: creazione dell’autenticità dell’individualità e delle caratteristiche psiche del bambino
 Emersione da una fusionalità psicologica
 Il bambino consapevolmente sceglierà di somigliare in alcune caratteristiche alle figure di
riferimento ma a costruirsene delle altre
 Emergendo dalla simbiosi psicologica in cui madre e bambino sono una dimensione unica = sia
fisicamente che psicologicamente
 Quesì processo si conclude ad una certa età ma si ripresenterà in adolescenza = definita come
seconda fase di separazione e individuazione
 Su altri livelli
 Con altre competenze
 Si allontana ancora di più fisicamente
 E si svilupperà dal punto di vista individuale accettando alcune caratteristiche famigliari
ma sviluppando individualità precise
 Adolescenti che hanno grossa difficoltà in questa seconda fase avranno avuto difficoltà
anche nella prima fase di separazione e individuazione

PRIMO PROCESSO DI SEPARAZIONE\INDIVIDUAZIONE


o Separazione e individuazione sono due sviluppi complementari
 Pima si attua nell’emergere del bambino da una fusione simbiotica con la madre
 Dopo si attua un assunzione da parte del bambino delle proprie caratteristiche individuali
o Si colloca dai 4\5 mesi di vita fino al 3 anno
o Si susseguono diverse fasi in cui la Maler studia ogni fase specifica rispetto alla relazione che il bambino e
la madre hanno in quel specifico momento
o Descrizioni delle caratteristiche del se del bambino in relazione con la figura di riferimento che portano la
studiosa a definire i passaggi tar le fasi
 Discrimina tra nascita fisica e psicologica
 Quest’ultima avviene attorno al 3 anno di vita (fine del primo cesso di separazione e
individuazione )quando il bambino ha un autonomia psicofisica che permette un
esplorazione e un contatto con l’ambiente diverso da quello che avuto in precedenza
o Il processo parte dai 4\5 mesi
o Da 0a 4\5 mesi due momenti precursori a questo processo:
 Non appartengono al processo ma sono precursori ( deve entrare e superare queste fasi affinché si
attivi il processo di separazione e individuazione )
 Queste due fasi hanno a che fare con il narcisismo primario (chiusura sul corpo del bambino e
poco relazionale )
 Per tollerare queste due fasi la madre deve essere in uno stato psicologico definito da Winnicott
come Preoccupazione primaria = perché è in continua relazione con il bambino e deve tollerare il
disinvestimento esterno per concentrarsi sul bambino cui sopravvivenza dipende dalla madre
 Depressione post-partum = nel momento in cui la made non riesce a sopportare questa relazione
 Possono non tollerare queste due fasi
 La madre sufficientemente buone riesce a sopportare
 Due concetti di base:
1. Adattamento: acquisisce importanza all’inizio dello sviluppo del bambino
o Il bambino prende forma i armonia e relazione con la madre
2. Relazione oggettuale :
o Si sviluppa a partire dal narcisismo primario
o Consapevolezza di essere separato dalla madre

 FASE AUTISTICA NORMALE:


o Precedono l’evoluzione verso la simbiosi
o Bambino caratterizzato da stati di sonno che rappresentano una persistenza dello stato primario di investimento
libidico
o Il bambino si trova in una situazione simile a quella prenatale
o Il neonato sembra trovarsi in uno stato primitivo di disorientamento allucinatorio le cui soddisfazioni dei bisogni
appartengono alla sfera autistica onnipotente
o Meta di questa fase è il raggiungimento di un equilibrio dell’organismo nell’ambito del nuovo ambiente esterno.
o Autistico=oggi viene usata come disturbo dello spettro autistico (caratteristica principale deficit relazionale=
essere concentrato su di se = non riesce ad entrare in relazione)
o Si svolge dal momento del parto al 1 mese di vita
o Il bambino ha un investimento scarsissimo rispetto alla curiosità verso il mondo esterno ( non gira la testa, non
segue con lo sguardo ecc.)
o Fase di chiusura all’interno di un mondo personale che fa sembrare il bambino a contatto con nulla
o Non ha alcuno strumento attirare l’attenzione su di se
o Autistico = nel senso che ha una barriera naturale nei confronti degli stimoli esterni
 Barriera protettiva all’inizio perché il bambino sta sviluppando una serie di competenze per proteggersi
dagli stimoli esterni avversivi ( mamma che si occupa del bambino)
o Autistico = nel senso che non è relazionale non è curioso e non investe sugli oggetti esterni neanche sulla madre
o Non riconosce il viso della madre
o Il bambino di solito mangia e dorme = non fa alcuna attività spontanea relazionale ( la madre comincia a
stimolarlo)
o Il bambino non richiede la vicinanza
o Verso la fine del primo mese piange solo perché ha fame =unica richiesta spontanea
 Non sa di dipendere dalla madre= non ha consapevolezza della dipendenza ( allucina il seno= sembra
che auto-produce il soddisfacimento dei suoi bisogni )
o Verso la fine del primo mese il bambino inizia ad intuire che dipende da qualcosa che proviene esternamente
o Incomincia a vedere ad una distanza molto più ampia e vede il volto della madre e mette insieme tutte le info per
focalizzare l’oggetto mamma
o Questa consapevolezza =è il primo contatto con l’ambiente esterno o C’è qualcosa al di fuori di lui

 FASE SIMBIOTICA NORMALE:


o Dal secondo mese termina verso i 4\5 mesi
o Inizia ad avere la vaga consapevolezza di un oggetto che soddisfa i suoi bisogni
 Il bambino si comporta e agisce come se egli e la madre fossero un sistema onnipotente \identità duale
racchiusa in un confine comune
 Termine simbiosi = metaforico stato di indifferenziazione , di fusione con la madre
 L’io non ha ancora differenziato dal non Io
 E l’interno e l’esterno iniziano ad essere avvertiti come diversi
 Elemento essenziale : fusione somatopsichica onnipotente con la rappresentazione della madre
e l’illusione di un confine comune
 Investimento della madre conquista di questa fase
 Il bambino è un po' più consapevole di dipendere da un oggetto esterno a lui
 Quindi si inserisce in un sistema simbiotico = dove è ancora complicato capire dove finisce il
suo corpo e inizia quello della madre
 Ma ha chiaro il fatto che ci sia un oggetto in continua relazione con lui
 Sistema unico = ma il bambino capisce che sono due le cose che appartengono a questo
sistema
 La madre ha ancora tutta una serie di responsabilità perché i bisogni del bambino devono
essere soddisfatti da lei
 Il bambino comincia a capire che questi bisogni non sono soddisfatti in maniera ‘magica’ o
auto-prodotta
 Verso la fine di questa fase il bambino verso il 4 mese = incomincia ad avere isole di
memoria : ricordi che sono dati dalla ritmicità e ripetitività in cui alcune cose avvengono in
questi 4 mesi
o Quando si trattano diadi madre bambino problematiche si suggerisce alla madre di costruire una routine
quotidiana alienante per la figura materna ma fondamentale per lo sviluppo delle isole di memoria (primi
‘ricordi’)
 Passano non solo dall’aspetto cognitivo del ricordo ma anche dalle esperienze sensoriali
 Importante che queste cose siano costanti nei primi mesi di vita o Attraverso queste isole di memoria il
bambino comincia a categorizzare delle esperienze sensoriali piacevoli o spiacevoli
 Le esperienze cattive = sono quelle in cui il bambino è chiamato a tollerare esperienze di frustrazioni a
cui il bambino non è abituato
 Elemento che discrimina e permetti di uscire ed entrare nella fase di separazione \individuazione
 SORRISO:
o Indica che il bambino riconosce il volto materno
o Nelle primissime fasi non discrimina il volto materno ma sorride a tutte le
configurazioni simili al viso materno
o Discrimina la conformazione del viso
o Indica il superamento perché nella diade onnipotente fusionale non serve comunicare
e sorridere = perché la madre anticipa tutto
 Mamma in questa preoccupazione materna primaria anticipa tutto e il bambino non deve comunicare nulla
o Attraverso il sorriso si indica che il bambino ha capito che deve richiamare l’attenzione o rispondere ad un
oggetto esterno che non è più così vicino a lui ( risponde al sorriso anche quando la madre è lontana)
o Comincia a comunicare non stando più nella simbiosi
 Rappresentata concretamente con il fatto che la madre molto spesso ha il bambino in braccio molto vicino fisicamente
nei primi mesi di vita
 Per entrare in questo processo di separazione e individuazione = il bambino deve aver acquisito il SORRISO SOCIALE
 Oggi la stimolazione ambientale è più sofisticata e questo incide sui processi cognitivi e neurofisiologici quindi il
bambino sorride molto prima = questa teoria è antica
 Oggi quando si valuta la psicopatologia neonatale si aspetta la fine del 4 mese per fare delle diagnosi
 Una volta che queste due fasi sono state superate:
o Abbiamo di fronte un neonato che : inizia ad essere un po' più consapevole’ di essere in relazione con qualcuno
che si prende cura di lui e quindi sperimenta in maniera più consapevole questa relazione e inizia a riconoscere
la presenza di un oggetto esterno = sorriso : riconosce con piacere la presenza di questo oggetto esterno
o Comincia ad accorgersi che questo oggetto gli fornisce cure importanti per il suo funzionamento
o La mamma deve saper stare nella fase autistica normale e nella fase simbiotica del bambino:
o Deve tollerare alcuni mesi in cui il bambino non risponde al suo sorriso o alle sue stimolazioni
o Deve tollerare che il bambino dipende da lei ( allattamento a richiesta= non tutte le strutture materne riescono a
tollerare)
o I bambino è predisposto a queste due fasi ma la mamma sa mantenere il bambino in queste due fasi
o Anche se non si occupa della psicopatologia materna c’è l’idea che di valutare se la madre è in grado di far
transitare il bambino in queste fasi e nelle fasi successive
 PROCESSO DI SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE
o Sotto-fasi che il bambino deve superare
o DIFFERENZIAZIONE
 Inizia verso il 5 mese e si protrae un po’ prima del compimento del primo anno d’età (5\10 mesi)
 Caratterizzata dallo sviluppo sensoriale esterno, memorizzazione crescente della comparsa e scomparsa
della madre
 A circa 6 mesi sperimenta la differenziazione
 Distingue tra il suo corpo e quello della madre
 Sviluppa la propria immagine corporea
 Processi sottostanti
o Processo di schiusura : il bambino comincia a guardare e focalizzare gli oggetti e l’ambiente
esterno
o Ispezione doganale del mondo a livello tattile e visivo
o Rivolgersi indietro a guardare la madre
 Il bambino incomincia a fare esperienza diretta del corpo della mamma
 Il bambino ha sviluppato capacità cognitivo-motorie per cui può muovere le braccia , manipolare
gli oggetti ( primo oggetto che manipola è il corpo della mamma )
 Esperienze tattili e cinestetiche che prima arrivavano solo dalla madre verso il bambino adesso
arrivano anche al contrario
 Il bambino pian piano distingue il suo corpo e le sensazioni che provengono dal suo corpo con il
corpo della mamma e le sensazioni che il tocco della mamma generano nel corpo del bambino
 Quando il bambino comincia ad emergere da questa funsionalità non capisce cognitivamente i
confini del corpo = è attraverso l’esperienza tattile e attraverso il movimento che il bambino
incomincia a capire i confini del suo corpo attraverso esperienze reciproche di contatto e di
esplorazione del corpo della mamma ( es: passare la mano sul corpo del bambino per far capire i
confini del su corpo)
 Esplorazione tattile del corpo della madre = esplorazione doganale ( il bambino comincia a toccare
la madre )
 Inizia verso il 5 mese fino ai 10\12 mesi d’età
 Tentativo del bambino di cominciare a differenziare il suo corpo da quello della madre
 Il tatto funziona molto meglio della vista in questo periodo tutto passa prima dalla
condizione cinestetica tattile corporea prima che dalla vista.
 Vista deve essere supportata per il primo periodo dall’esperienza tattile
 Processo che indica più chiaramente che il bambino non è più nella fase simbiotica
o PROCESSO DI SCHIUSURA
 Il bambino comincia a direzionare lo sguardo non sempre solo al volto della mamma
 Incomincia ad essere attratto da altri oggetti che appartengono all’ambiente = ma non riesce a
mantenere l’attenzione su questi oggetti ma è un continuo ritorno di sguardo alla madre
 Incomincia a chiudersi (guardare oltre) ma ha bisogno ancora di ritornare a livello tattile e visivo
al corpo della madre come per avere una sorta di rifornimento affettivo
 L’angoscia dell’estraneo
 7\8 mesi
 Perché il bambino sperimenti questa fase = deve avere molto chiara la differenza tra
conformazione materna in termini di sensazioni fisiche rispetto a qualunque altro adulto
con cui è in relazione
 Si crea un legame unico
 Il bambino si differenzia dal corpo della mamma quando incomincia a oltrepassare la fase
simbiotica ma c’è anche un processo di differenziazione tra l’oggetto mamma e tutti gli altri
oggetti ( scatena l’angoscia dell’estraneo)
 Di difficile gestione ma fondamentale per lo sviluppo
 Se non avviene non siamo sicuri che il bambino abbia transitato in questa fase perché non ha
differenziato ‘oggetto mamma rispetto a qualunque altro oggetto
o SPERIMENTAZIONE:
 Per entrare in questa fase deve aver raggiunto tutti gli obiettivi della fase precedente
 1 anno 15\16 mesi
 Contribuiscono all’instaurazione di questa fase :
 Differenziazione corporea dalla madre
 Instaurazione di un legame specifico con la madre
 Sviluppo e funzionamento di apparati autonomi
 Madre resta il centro di interesse del bambino ma ha un nuovo entusiasmo per gli oggetti innati
 Mamma punto di riferimento
 Bambino comincia la deambulazione = il camp visivo cambia
 Provoca uno stato di euforia nel bambino e un abbassamento dell’umore quando la madre
si allontana
 Consapevolezza per la prima volta dell’assenza della madre
 Di solito i pediatri si preoccupano quando il bambino non cammina a 18 mesi
 Implica il fatto che il bambino possa allontanarsi in autonomia dal corpo della madre ( strisciando
gattonando)
 Possono sperimentare l’ambiente senza il continuo filtro della figura materna
 Possono allontanarsi fisicamente
 Tipi di mamme diverse che gestiscono in maniera diversa questo passaggio:
 Mamma che ha molta paura e non permette al bambino di muoversi (aumenta l’età in cui
il bambino cammina)
 Fase letta sempre in un’ottica relazionale = può essere bloccata da madri ansiose a livello
psicopatologico
 In questa fase il bimbo esplora e si interessa agli oggetti inanimati della casa prima che ai giocattoli
( vai soprammobili ecc)
 Oggetti a casa devono essere non pericolosi perché importante che il bambino sperimenti e
l’interesse del bambino nei confronti degli oggetti della casa
 Sperimentazione non è subito tramite i giocattoli ma imita i comportamenti degli adulti
 Fa delle attività con gli oggetti di casa che lo fanno divertire = PRIMO INTERESSE A OGGETTI
INANIMATI e poi ai giocattoli
 Vuole i giocattoli degli adulti \ quello che vede manipolare agli adulti
 Il bambino ha bruschi cambiamenti d’umore a cavallo del primo anno d’età
 Dovuti a profondi stati di euforia che hanno a che fare con le prime conquiste di
autonomia
Contemporaneamente con molta velocità passano a toni affettivi diversi : abbassamento
repentino dell’umore = piange ( di solito legato alla presenza assenza della figura
materna) oppure non riescono ad usare un oggetto da cui sono attratti
Frequente che i bambini passino da stati di euforia ma l’autonomia è ancora faticosa da
raggiungere perché non posseggono ancora tutte le strutture fisiche e psichiche per
raggiungerla completamente quindi le frustrazioni fanno cambiare l’umore del bambino
 Il bambino non dura tanto fisicamente lontano dalla struttura materna ma torna tanto
autonomamente indietro
 RIFORNIMENTO AFFETTIVO = prima euforico per le conquiste e poi si spaventa e torna
fisicamente indietro dalla madre (fisicamente = riproduce lo stato simbiotico)\ ma man mano che
cresce basta che si giri a guardare la madre (si rassicura he la mamma è li a guardarlo)
o RIAVVICINAMENTO :
 15\18 mesi fino ai 2 anni d’età
 Riavvicinamento precoce:
 Bambino sembra provar piacere dalla lontananza della madre
 Riavvicinamento vero e proprio :
 Momento apparentemente un po’ regressivo
 Il bambino sembra faccia più fatica a stare lontano fisicamente dalla madre
 Esplorano l’ambiente in maniera meno autonoma di prima
 SEGUIRE LA MAMMA COME UN OMBRA = il bambino non tollera la lontananza
 Deve essere assecondato il più possibile = perché sarebbe molto profonda l’angoscia del bambino
che non può avvicinarsi alla madre nelle modalità che sta chiedendo
 Questa fase nasce dal fatto che quando il bambino si è allontanato nella fase recedente non aveva
ancora tutte le sofisticazioni psicologiche ed emotive nell’allontanarsi
 Adesso che il bambino comincia ad avere le prime parole e un apparato cognitivo e affettivo più
complesso fa le sue considerazioni
 Il bambino corteggia la mamma
 Incomincia a portar alla mamma tutti i giochi
 Cerca una modalità per tornare sempre indietro
 Cerca di gestire la distanza coinvolgendo la mamma nelle dinamiche interattive = FASE
DI CORTEGGIAMENTO
 Il bambino ha paura a restare da solo
 Implica il corteggiamento facendo fatica a sopportare la distanza
 Il bambino diventa sempre più cosciente degli ostacoli nel processo di separazione
 Autonomia pericolosa da raggiungere
 Sano perché in questa fase sperimenta che nei momenti di difficoltà se torna indietro c’è
qualcuno che lo riaccoglie
 Si creano i punti di riferimento
 Semplificando gli ostacoli che trova chiedendo aiuto= significa collaborare all’esperienza di
ricerca di autonomia del bambino
 Sono più chiari i momenti di angoscia di separazione
 Il bambino può essere molto angosciato quando la madre si allontana riproducendo la
fase dell’8 mese
o COSTANZA OGGETTUALE : si conclude il processo
 Dai 2 ai 3 anni
 Formazione della costanza oggettuale :
 Il processo di compimento dell’individuazione psichica del bambino
 Nascita psicologica del bambino (3 anni dopo quella biologica)
 L’angoscia di separazione che prova nella fase di riavvicinamento può essere superata solo se il
bambino raggiuge la costanza oggettuale
 Il bambino si fida del fatto che la mamma ci sia anche se non la può vedere fisicamente
 Una acquisizione psichica importante che di solito i bambini che soffriranno di ansia di
separazione non hanno raggiunto
 Rapporto con l’individuazione = il bambino esiste anche se la mamma non è fisicamente presente
 Il bambino ha delle competenze in quest’età da poter rimanere tante ore lontano fisicamente dalla
madre
 Può stare lontano fisicamente solo se può stare vicino psicologicamente alla mamma ( avere la
costanza oggettuale )
 Più il bambino riesce a stare vicino psicologicamente alla rappresentazione della mamma più riesce
a starle lontano fisicamente
 Poter stare separato fisicamente dalla madre= permette al bambino di avere un identità persona che
deriva dalla mia famiglia ma che funziona nell’ambiente circostante anche senza la mamma
(permettono di approcciare in autonomia all’ambiente che mi circonda)
 In questa fase l’ambiente è molto ampio rispetto a prima
 Il linguaggio inizia a svilupparsi sempre meglio
 Non è un caso che si sviluppi in maniera chiara in questa fase
 Linguaggio comunicazione a distanza
 Se non supero a livello psichico e fisico la fase simbiotica non mi serve una
comunicazione a distanza perché è molto vicino alla madre
 Linguaggio nel senso di comunicazione simbolica = avviene in una fase in cui c’è una più
netta separazione sia fisica che psichica dalla figura di riferimento
 In condizioni di nessuna patologia del linguaggio = i bambini che cominciano tardi a
parlare sono coloro che non si sono separati dalle figure di riferimento
 Ci sono delle mamme cliniche = che sviluppavano un linguaggio gestuale che capivano
solo mamma e bambino ( comunicazione simbiotica ) la mamma non supporta la
creazione di un linguaggio comune normale simbolico che può essere capito da tutti
 Stimolazione per accedere al linguaggio universale = affinché non possano essere le
capacità relazionali del bambino già nella più tenera età
 A livello relazione concreto si rischia con un bambino che non riesce a comunicare bene
di aver problemi a livello relazionale
 Gioco strumento di comunicazione = poi strumento relazionale
 Diventa il ponte per la relazionalità matura del bambino con gli altri
 Inizialmente solo attività narcisistica
 Dopo comincia ad essere relazionale
 Ponte per strutturale le prime relazioni in autonomia
 Anche bambini piccoli sanno giocare da soli insieme
 Primo momento in cui si relazione in autonomia con i pari
 Giocando si impara
 A livello imitativo il bambino inizia ad introiettare degli aspetti psichici
 Secondo periodo di separazione e individuazione (adolescenza) parallelismo composto in una fase successiva
BLOSS \GLOSS
 40 anni fa
 autore successivo alla Maler
 Riconosce il fatto che lo stesso processo con delle caratteristiche diverse nell’adolescente rispetto al bambino di 3 anni
vive il processo di separazione e individuazione

SECONDO PERIODO DI SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE :

o Osserva che gli adolescenti che hanno difficoltà in questo secondo processo sono bambini che hanno avuto dei
problemi nelle sotto-fasi del processo precedente
o Si rinegozia l’aspetto di separazione e individuazione = classicamente l’adolescente desidera e impone alla
famiglia una separazione più netta non sempre fisicamente (perchè vive ancora nelle mura domestiche) ma
psicologicamente
o Anche per i bambini la separazione diventa psicologica ma prima deve avvenire una separazione fisica dovuta
alla deambulazione
o Adolescente parte da una negoziazione della separazione psicologica = L’adolescente la desidera ardentemente
ma si accorge che è molto complicato
o Anche qui vi è una sotto-fase i riavvicinamento = in cui incontra gli ostacoli della separazione per l’adolescente
il ritornare indietro è conflittuale e molto duro poter ammettere di ritornare indietro
 Aspetto che fa parte del momento dello sviluppo = il bambino sta bene quando ritorna dalla madre,
l0adolescente non sta bene quando si rende conto che non è in grado di raggiungere la sua piena
autonomia
 Autonomia molto difficile da raggiungere anche perché dal punto di vista economico è ancora
fortemente legato alla famiglia
 INDIVIDUAZIONE :costruzione di un identità matura \ adulta
o Inizia tra la pre adolescenza e adolescenza
o Identità che permetterà al giovane adulto di allontanarsi da casa e vivere una vita slegato dal suo ambiente
familiare (diversa dall’individuazione del bambino= che crea alcuni aspetti specifici della sua personalità ma
non permette alla fine di questo processo di essere indipendente e andare via da casa )
o Ritorno sulle fasi per la creazione di un giovane adulto per cercare una vita diversa dalla famiglia
o Relazione con l’oggetto =modalità adulta
o L’adolescente non ha più bisogno della mediazione delle figure genitoriali per relazionarsi ( diverso dal
bambino)
o Inizia a strutturarsi in adolescenza ma creando momenti di estrema difficoltà e ansia = che costringerà
l’adolescente a tornare indietro ( uguale al bambino)
 Compiti di sviluppo dell’adolescente che vive questo processo
 Periodo che va dall’adolescenza all’età adulta
 Giovane adulto = momento di passaggio con spinta all’individuazione con la presenza di tutti gli
strumenti per raggiungere l’autonomia
 SEPARAZIONE DAL PRIMO OGGETTO D’AMORE : separazione più netta fisica e psichica dalle figure genitoriali .
o Anche qui il sistema genitoriale può agevolare o meno questo processo
o Cambia con le caratteristiche dell’adolescente :
o Gli aspetti trasgressivi dell’adolescente fino ad una certa sono auspicabili :
o Trasgredire= incominciare a creare sempre più nettamente una differenziazione tra quello che è giusto per
l’adolescente e quello che è giusto per i genitori
o Trasgressioni =Primi tentativi di negoziare una separazione psichica: adolescente mette in discussione una serie
di regole (all’interno di un contesto in cui la piena separazione fisica non è possibile= questo crea la
conflittualità: si muove molto dal punto di vista della separazione psichica (polemica sulle regole\sviluppa idee e
obiettivi diversi)pure restando dipendente fisicamente ed economicamente dai genitori
o Momento conflittuale = scissione tra la separazione psichica e fisica ( ancora lontana per poter avvenire)
o Questo aspetto si sviluppa in adolescenza perché il super io diventa meno rigido (il bambino ha un super io in
latenza) ora tutte le pulsioni tornano a galla prima latenti tornano in superficie
o Avendo un super io meno rigido = adolescente trasgredisce di più le regole
o In questa fase il super io diventa esterno e il genitore inizia a porre regole più strette = perché c’è questo clima
di tentativo di differenziarsi
o Gli obiettivi ideali dell’io cominciano a diventare originale = alcune volte molto diversi da quello che i genitori
avevano immaginato per lui
o Adolescente definito molto spesso dai genitori PROVOCATORIO ( come un bambino di 2 anni e mezzo)
o Rivisitazione della negoziazione del limite
o Pericolosità della trasgressione in adolescenza è che molto spesso l’adolescente può fare male a se stesso
( diverso dal bambino che non ha le strutture psichiche che permettono questo)
o Per i genitori: Tutte le trasgressioni devono cercare di essere contenute
o Ma questo non è vero perché attraverso le trasgressione l’adolescente mostra il suo vero se con le trasgressioni
non pericolose
o Fase di ritorno delle pulsioni = l’adolescente improvvisamente diventa pericoloso per se e per gli altri ( questa
trasgressione deve essere tenuta sotto controllo)
o Se io metto in discussione tutto questo= rischio di diventare identico ai miei famigliari
o Individuazione adolescenziale = contiene alcune parti che non sono proprie dell’ambiente in cui l’adolescente è
vissuto
o Diventa pericoloso bloccare l’identificazione dell’adolescente perché potrebbe non sviluppare il se in autenticità
o Il limite tra l’essere autentico e essere trasgressivo non è sempre semplice da individuare
o Creazione di spazi personali
 Per la prima volta si apre la questione della privacy
 Da un punto di vista psicologico= privacy spazio in cui la mia individualità può esprimersi senza avere
interferenze esterne
 Crea molta ansia ai genitori
 Ma nella situazione in cui questa privacy è protetta cioè si è sicuri che l’adolescente non sta facendo
niente di male in questi momenti è fondamentale lasciare la privacy
 Qui si sviluppano idee diverse che individuano l’adolescente rispetto alla massa ( famiglia e coetanei)
 Anche in psicoterapia =quando si segue un adolescente è importante ( non bisogna raccontare nulla di
quello che si dice in seduta)
 Contratto specifico con l’adolescente =tutto quello che si dice in terapia rimane tra il paziente e il
clinico a meno che queste cose non preoccupino particolarmente il terapista. ( es: trasgressioni
pericolose)
 Aspetti trasgressivi della fase di individuazione devono essere protetti dal segreto professionale
 Non bisogna colludere con le aggressioni pericolose
 L’aspetto della privacy nell’individuazione è importante
 Più il paziente si fida del terapista più l’adolescente diventa consapevole che le cose che racconta in
seduta non verranno riferite ai famigliari e che quindi la sua privacy non è violata
o Rispetto a questo processo è facile in terapia sentirsi come l’adolescente tratta i genitori (transfert)
o Mette in discussione il limite
o Mette in discussione le figure genitoriali
 Adolescenti problematici= estendono la loro trasgressività procurandosi lesioni sul corpo
 Gli adolescenti in seduta devono poter comportarsi con il terapeuta come si comportano a casa = e il
terapeuta deve essere in grado di rispondere alle provocazioni dell’adolescente in maniera diversa
rispetto alla risposta dei genitori (parlando di quello che sta accadendo)
o Modi diversi per mettere in discussione lo stile genitoriale (= non mettere in discussione l’abilità genitoriale è
molto pericoloso)
 Dipende dal temperamento dell’adolescente
 Razionali: non disturbano particolarmente. Fa delle cose diverse da quelle che i genitore ha scelto per
lui
 Burrascosi
 Adulti diversi in tutte le circostanze ma sempre adeguati = si adeguano all’ambiente in cui
vivono senza individualità ( difficoltà di esprimere il proprio sé potenziale )
 Ci sono momenti di avvicinamento e regressivi anche in adolescenza o Regressione normale simile alla fase di
avvicinamento
 Aspetto regressivo patologico = ritorno molto netto della preponderanza del corpo sulla mente
 Con lo sviluppo normale corpo \separazione mente corpo
 Regressione patologica in cui il corpo prende il sopravvento e parla al posto della mente
o Es: anoressia
o Non si può lavora in terapia con un paziente che abbia il peso sotto una certa soglia
o Si può lavorare se ricoverata nei centri per la cura fisica
o Non è possibile parla perché l’angoscia di morte è preponderante
o Bisogna mandare l’adolescente da persone competenti
o Scopo= cercare di lavorare su altre aree
o Il peso non deve essere il tema della psicoterapia o Patologica perché il rapporto soma psiche si è sbilanciato a
favore del corpo = rischio della morte fisica
 Regressione continua ad uno stato primitivo quasi prima della nascita (morte)
 Problema della somatizzazione è preponderante e ritornano i disturbi psicosomatici più importanti :
o Esordi di questi problemi
o Adolescenti normali = preponderanza del corpo
o Si curano di più
o Iniziano ad vere uno stile originale
o Tatuaggi
o Espressione di autenticità
 Corpo elemento che individua un adolescente rispetto all’altro l’individuazione parte dal corpo
o Iper-investimento sul corpo dell’adolescente è normale diventa patologico nel momento in cui si somatizza ( il
corpo esprime un disagio)
o Non sempre è difficile distinguere quando un investimento è normale o meno
 Problema in adolescenza= ritorno di questa fase regressiva
o Hatting out come meccanismo di difesa = tipico nei bambini piccoli( non patologico)
o Ritorna preponderante in adolescenza
o Patologico = passaggio all’atto ( tagli, tentato suicidio ( alcune volte molto velato)= modalità concrete per
esprimere un disagio psichico )
o Esprimono il disagio attraverso l’azione senza che nessuno lo sappia
o Ha gli strumenti per far presente il problema ma sostituisce l’azione ad un meccanismo di pensiero
o Adolescenti trattati in psicoterapia = diminuiscono questi atti
 Molto spesso vengono trattati gli adolescenti o comunque in generale i pazienti che fanno azioni manifeste piuttosto che
velate ( es: bambini che fanno psicoterapia per lo più soffrono di disturbi del comportamento perché son coloro che
danno più fastidio durante le dinamiche giornaliere)
 Dalla pre adolescenza è più semplice segnalarsi
 Filmato

SPITZ .
 Fa parte dei teorici della separazione dell’attaccamento
 Si occupa insieme alla Maler dei processi di separazione
 Bowlby problema dell’attaccamento
 Si occupa dei bambini che subiscono delle privazioni delle quantità e delle qualità delle cure materne
 Studia gli effetti delle separazioni precoci sul funzionamento psichico del bambino

TEORIA SULL’OSPEDALISMO

 Sia in termini qualitativi che quantitativi


 Bambini che non passavano il tempo con le madri e la qualità delle cure delle infermiere
 I disturbi di cui parla sono psicogenetici = disturbi di ordine psicologico ma che hanno collegamenti genetici ( la
deprivazione delle cure materne fin dai primissimi momenti della nascita crea delle strutture psichiche che diventano poi
delle caratteristiche genetiche che il bambino\adolescente e adulto si porterà dietro)
 Disturbi psichici così prematuri = diventano quasi delle componenti genetiche
 Modificano in modo strutturale l’attività psichica del bambino anche nell’età successiva
 Disturbi più frequenti in questa deprivazione psicofisica =
o Psyco…..= relazione primaria tossica per il bambino l’oggetto cargiver con cui il bambino si relaziona fin
dall’inizio è tossico ( madre psicopatologica)
 Relazione primaria esistente ma la relazione è tossica ( è insufficiente a livello qualitativo perché a
relazione è tossica )
 Prima manifestazione di questo affetto RIFIUTO da parte dell’oggetto materno del bambino
( interrompere le cure materna di sua volontà c’è un rifiuto da parte della madre)
 Cargiver patologico senza sostegno interrompe le cure materne di sua volontà
 In alcuni casi il rifiuto non è attivo ma le condizioni psichiche della madre portano a non poter seguire
più l’evoluzione del bambino (passivo)
 La mamma è fisicamente presente ma non è psicologicamente in relazione con il bambino
 Rifiuto attivo: non voglio il bambino non ci sto neanche fisicamente vicino
 Rifiuto passivo : vicino fisicamente ma non psicologicamente
 Durante i primissimi giorni di vita il 99\100 della relazione madre bambino si gioca sul pasto ( il
bambino non ha richieste di altro tipo)
 Momento del pasto= momento in cui la madre deve assecondare le richieste del bambino
 Il neonato si adatta alle risposte dell’oggetto tossico(aspetto patologico)
 Il bambino non avendo gli strumenti a disposizione si adatta all’oggetto tossico
 Bambini che subiscono abusi sessuali si adattano a quel tipo relazione piuttosto che non avere relazioni
 In queste fasi della vita non sa distinguere il tipo di relazione = ed essendo un essere relazionale si
adatta
 Se io non riesco a regredire per assecondare le richieste del bambino = rifiuto
 Bambini che svilupperanno problemi alimentari nell’infanzia ) perché pasto è l’ unica relazione con il
cargiver quindi il bambino si ingozza di cibo per poter essere in relazione
 Rifiuto passivo = legato al non riuscire ad individuare il bisogno del bambino ed essere concentrata sui
suoi aspetti psicopatologici
 Es mamme depresse che non rispondono al sorriso del bambino
 Esperimento di Tronic = mamma chiamata ad essere in relazione con il bambino \ mamma
immobile ( vocalizzi ,pianto, e smette di interagire) = sequenza dei comportamenti del
bambino che ha a che fare con una madre depressa per una sorta di impotenza appresa=
arrivano anche loro a non rispondere e interagire ( sviluppando depressioni = disinvestimento
dell’oggetto esterno e investimento su di se )
 Conseguenza delle relazioni con mamme depresse = il bambino svilupperà depressione dopo
tentativi di relazione non andati a buon fine
 Il bambino arriva ad essere depresso dopo altre fasi quando non ha risposta ( il bambino non
richiede più)
o DEPRIVAZIONE :Legata al disturbo di deprivazione quantitativa qualitativa delle cure materne = è
insufficiente a livello quantitativo perché non c’è relazione
 Disinvestimento rispetto al mondo esterno
 Non usa gli oggetti che ha in mano
 Resta in una posizione innaturale con l’oggetto
 Non ha un espressione del viso normale ( maschera)
 Fase finale della stillcase non chiede non gioca non esprime affetti = ( se lo ha fatto non ha ricevuto
una risposta quantitativa o qualitativa adatta)
 Secondo il bambino è inutile e frustrante relazionarsi con l’ambiente
 Immobilità anomala
 Riproduzione di un immobilità della madre
 Sembra non provare angoscia quando il suo corpo è a penzoloni ( si nota che c’è stata un assenza di
contenimento)
 Rifiuta il contatto anche dopo stimolazioni
 L’autoconsolazione = il bambino si cura da solo ( tipico dei bambini con grande deprivazione)
 Il bambino sviluppa delle strategie autoconsolatorie = movimento tipico dei bambini con la sindrome
d’autismo
 Il bambino sviluppa tutti i comportamenti in autonomia = comportamenti necessari e consolatori
 Il bambino riproduce fisicamente quello che ha sperimentato in pochissimo tempo vedendo che è una
cosa buona la riproducono = porta il bambino a non diventare relazionare
 Crede in maniera onnipotente di potersi bastare da solo
 Si realizza l’aspetto di onnipotenza patologica
 I bambini non sorridono = nessuno segnala la piacevolezza di un contatto con l’ambiente
 Movimenti goffi e strani = sono sdraiati come i neonati
 Modo goffo di guardare le loro parti del corpo = come se fossero oggetti estranei e senza curiosità
 Non riescono ad avere una postura diversa ( non riescono a stare seduti= implica avvicinarsi di più
agli oggetti ed essere più indipendente per poter padroneggiare l’esplorazione )
o Adesso questi orfanotrofi non esistono più in Italia ( ma nelle adozioni continentali esistono queste realtà = ma
se dopo ricevono delle cure adeguate per poter recuperare)
 Bambini deprivati dalla relazione
 In condizioni di cura familiare e psicologica se riescono a recuperare entro i 2 anni vita possono non
mostrare problemi
o Bambini muoiono = si ritirano dalle cure nel sistema relazionali smettendo di mangiare
 Neonati anoressici = spesso problema relazionale
 Parlando di queste patologie afferma che le separazioni precoci traumatiche incidono fortemente sullo sviluppo della
costituzione dell’io (soprattutto quantitativi) o L’ambiente ha un incidenza nella costituzione dell’io del neonato
elevatissima o Spinta sull’influenza dell’ambiente più della costituzione interna dell’io
 Nella clinica attuale = le condizioni cliniche dell’ospedalismo di Spitz si vedono raramente
o Condizioni a rischio soprattutto con madri psicopatologiche che possono ignorare o rifiutare il bambino
o Il ripetuto rifiuto passivo è grave= il bambino si sente invisibile
o Creazione di cliniche per gestire questa relazione ( es per madri tossicodipendenti)
o Se non si riceve una cura materna il bambino fa quello che la madre dovrebbe fare
 Teoria sull’ Ospedalismo
o Le caratteristiche sintomatiche dei bambini nella fascia 0\24-36 mesi o Spitz si occupa delle precoci
manifestazioni dell’ospedalismo (sotto l’anno d’età)
o Separazioni precoci
 Caratterizzato :
o Stadi di profonda depressione
o Momenti normali dei primissimi giorni di vita che all’età di 8-9 mesi dovrebbero essere superate
o Stato di regressione di assenna di contatto con il mondo esterno (stadio autistico normale per i primi giorni di
vita – di interesse clinico per i bambini così grandi )
o Regressione a un aspetto di simbiosi (assetto simbiotico di questi bambini non è relazione ma vivono un aspetto
simbiotico con una rappresentazione = che deriva da alcune cure funzionali che hanno ricevuto in questi
ospedali, ma la vera simbiosi che parte dalla relazione stretta con il corpo della madre che diventa dopo
psicologica [precursore del processo di separazione e individuazione ] non l’hanno mai vissuta ) ma restano
collegati all’aspetto autistico
o Regressione ad uno stato naturale dei primi giorni di vita che deve essere superato per raggiungere la
separazione e individuazione per la creazione poi di una personalità originale
o Forma di ospedalismo paragonata ad una forma depressiva = DEPRESSIONE ANACLITICA
 Depressione da dipendenza = da mancata dipendenza
 Deriva dal fatto di non aver vissuto l’aspetto simbiotico = quindi l’aspetto di dipendenza normale
 Il bambino è come se a causa dell’assenza di questa dipendenza normale ha sviluppato una serie di
meccanismi di difesa che lo difendono troppo intensamente dall’ambiente esterno arrivando ad un
totale disinvestimento nei confronti dell’ambiente esterno
 Non sono difese normali che proteggono dall’ambiente esterno ma schermano il bambino da ogni
contatto e interesse del mondo esterno (bambini che guardavano le mani = interesse del proprio corpo)
 Tutto centrato al proprio corpo con assenza di curiosità verso l’esterno
 Rifiuto del contatto quando veniva offerto
 Per fare la diagnosi: 8\9 mese di vita per diagnosticarla ma i segnali si potevano osservare ben prima
 Questa depressine porta un assenza completa della possibilità di creare la fase simbiotica in un
momento in cui la costanza oggettuale non è ancora creata
 Costanza oggettuale (2\3 anno di vita Maler)= il bambino che non ha raggiunto la costanza oggettiva
non cerca più l’oggetto nascosto= quindi i bambini in questa depressione non cercano più il cargiver
[perché è sparito prima che il bambino potesse avere questa capacità]
 Il bambino protesta l’assenza se questa avviene dopo la presenza della costanza
 Deprivazione precoce = il bambino non ha a disposizione gli elementi psichici per cercare
quello che manca
 Rimane nell’aspetto autistico e pensa di bastare a se stesso( bambino induce il dondolio per
consolarsi)
 Finestra critica del bambino = a livello di sviluppo non possono tornare indietro da soli.
 Caratteristiche fenomenologiche = comportamenti osservati che indicavano dei precursori e poi dei
sintomi di questa depressione
 Rifiuto della nutrizione: la maggior parte dei bambini moriva fisicamente perché rifiutava il
contatto primordiale con la figura di riferimento e si chiudeva in un nucleo autistico nel quale
neanche la relazione con l’oggetto esterno che forniva il cibo veniva considerata
 Piagnucolio: retaggio di un tentativo di essere visti, tentativo di comunicazione. Il bambino
disimpara a causa della deprivazione precoce a chiedere attenzione ma a livello fisiologico il
bambino è predisposto a segnalare i disagi. Non più una comunicazione perché è costante
perché non legata a uno specifico avvenimento. Deriva da un tentativo non andato a buon fine
del richiamare l’attenzione diventa il lamento del depresso. ( stesso identico processo nei
pazienti adulti depressi)
 Possibili manifestazioni dell’ospedalismo
o Gravi disturbi del comportamento= legati all’incapacità di regolare gli affetti ( regolazione affettiva dipende
dalla sintonizzazione con il cargiver = perché nessuno regola i suoi affetti)
o Ritardi molto netti dello sviluppo cognitivo [perché nella relazione passa la stimolazione e la curiosità e il
sostegno delle abilità del bambino= importante la risposta nell’ambiente] affettivo (assenza della relazione
implica che lo sviluppo emozionale primario che passa dalla relazione non può avvenire )
o Fragilità somatica = deprivazione precoce nel momento in cui soma e psiche sono un tutt’uno portano a malattie
psicosomatiche di grosso rilievo
 Descrive solo il quadro sintomatico senza parlare della cura perché a quel tempo non c’era la possibilità di curare questi
casi.
o Ora se i bambini vengono trattati in fase precoce riescono a raggiungere uno sviluppo normale

CONCETTO DI ORGANIZZATORE
 Presenza di tre organizzatori che sanciscono dei passaggi di sviluppo importanti :
 Tre acquisizioni che il bambino ha e che si manifestano in particolari finestre temporali ( età critiche)
 Acquisizioni che troviamo i momenti specifici = momenti critici perché momenti di sviluppo in cui il
bambino è più fragile e più plasmabile e la mente è meno difesa quindi è facile e frequente trovare qui gli
esordi delle psicopatologie ( più facile che si sviluppino delle patologie in età evolutiva)
 Questi permettono al bambino di raggiungere una nuova struttura psicologica = sono risultati della
convergenza di più linee di sviluppo che sanciscono ogni step evolutivo.
1. Sorriso sociale: i bambini sorridono anche molto prima dei 3 mesi ma questo sorriso non è in risposta ad uno stimolo
ambientale
 Risposta relazionale al sorriso di un altro (2\3 mese di vita)
 All’inizio la risposta non è specifica al sorriso della madre ma risponde ad un volto (pupazzo, disegno bambola)
 Risponde in maniera trasversale a chiunque cerca di allacciarlo nello sguardo ad un sistema relazionale primitivo =
dopo un po’ il bambino diverrà selettivo
 Questo implica che il bambino sta chiaramente sviluppando una consapevolezza del fatto che c’è un ambiente
esterno che risponde i maniera piacevole alle richieste del bambino ( all’inizio in maniera indifferenziata)
 Il bambino associa questa conformazione psicofisica ad un esperienza piacevole
 Indica che l’IO si sta formando= quando il bambino è padrone del sorriso sociale nei primi momenti in cui lo
sperimenta è in risposta al sorriso della madre o una figura esterna = quando l’acquisizione sarà diventata stabile sarà
il bambino che sorride e che aspetta una risposta ( parte attiva della ricerca nella relazione sociale)
 Indica l’inizio di una funzione che è precursore del pensiero: il bambino comincerà ad associare questa
conformazione geometrica del viso con le esperienze di contatto [non è più oggetto parziale viso ma oggetto
completo mamma] Relazione comincia ad essere instaurata con l’oggetto intero
 Il bambino comincia a sorridere alla presenza della madre perché mette insieme gli aspetti sensoriali
2. Angoscia dell’estraneo : essendo un teorico dell’adattamento ritiene che è il secondo momento cruciale nello sviluppo
 Il bambino deve attraversare prima il passaggio del sorriso sociale ( se io sorrido e ho riconosciuto la figura mamma ,
solo così posso ‘disperarmi se lei non è presente)
 Devo aver stabilito uno scambio relazione specifico che diviene sempre più specifico
 Il bambino comincia a guardare in maniera diversa le persone non familiari
 Può avvenire in due momenti diversi:
o Quando la mamma è assente = non è fisicamente presente
o La mamma c’è ma è più vicino \o in braccio ad una figura sconosciuta
 Accade anche se la mamma è vicina fisicamente = è come se il bambino percepisse una vicinanza pericolosa e
intima con un oggetto sconosciuto e non gli basta la presenza visiva della madre
 Molte volte se la mamma prende in braccio i bambino = si ha un contenimento fisico il bambino gioca con le
persone estranee
 Angoscia = simboleggia la deprivazione da un oggetto da cui si ha ancora una dipendenza (7\8 mesi)
 Paura di perdere l’oggetto quando questo è ancora fondamentale per la mia sopravvivenza psicofisica
 Passaggio importante = perché il bambino deve voler stare con l’oggetto che gli garantisce lo sviluppo
 La madre comincia a comunicare a distanza con il bambino ( complice il bambino che non è più sempre in
braccio alla madre) rispondendo ai vocalizzi con la voce = il contatto fisico è molto meno frequente he non nelle
fasi precedenti
 Questa comunicazione crea delle frustrazioni al bambino (mamma impegnata)= quindi fa esperienza delle
risposte frustanti della figura mamma
 Bambino comincia a mescolare cariche libidiche diverse nei confronti della mamma = libido e aggressività
cominciano ad impastarsi in questa fase quando il bambino inizia a collezionare una serie di esperienze frustranti
 GESTIONE DELL’AGGRESSIVITA’: che passa dalla gestione di questi aspetti frustranti
 La comunicazione a distanza è il precursore del linguaggio
 Gravi ritardi del linguaggio senza problemi fisiologici = ci si chiede se ci sia stata una separazione
 [genitori elicottero= non lasciano distanza al bambino ma seguono in qualunque azione il figlio , se questi
mantengono questo comportamento dai primi mesi di vita nuocciono allo sviluppo del linguaggio del bambino
SE NON C’E’ DISTANZA IL BAMBINO SVILUPPA IL LINGUAGGIO]
 Vocalizzo = gioco per il bambino all’inizio\ diventa comunicazione quando la madre risponde
 Nella relazione il bambino impara a parlare
3. Acquisizione del NO: avviene attorno ai 2\2 e mezzo anni
 Terrible puse = terribili due anni
 Lotte tra genitore e bambino per ogni cosa
 La mamma inizia a dire no al bambino e a mettere dei limiti
 No precede il sì nel linguaggio = deriva da questo organizzatore = la mamma mette i primi limiti e il bambino
comincia a negoziare questo limite e poi per imitazione anche il bambino comincerà a dire no ( processo
normale di sviluppo che spiega queste lotte tra genitore e bambino)
 Le modalità per gestire il no da parte del bambino = spesso protesta a livello comportamentale ( usano molto il
corpo e la fisicità perché non hanno la struttura psichica per gestire il no degli adulti )
 Primo concetto astratto che il bambino impara
 Negoziazione da parte del bambino sul limite del divieto ( es: bambino con la presa)
 Il bambino sente che su alcune cose si può negoziare e non sente un autorità parentale che non può essere messa
in discussione ma su altre la consistenza del no è fondamentale ( anche per un pericolo fisico = soprattutto nei
primi anni)
 Con l’avanzare dell’età il no diverrà di valore psicologico (adolescente)
 Utilizzo del NO dimostra che c’è una separazione netta tra bambino e mamma
 Il bambino non sa dire no finché non c’è una separazione netta tra mamma e bambino ( finché persiste l’aspetto
simbiotico)
 Quando il bambino utilizza in maniera corretta il No = è sintomo di separazione avvenuta con successo [ si dice
NO ad un oggetto diverso da me]
 Il bambino comincia ad esercitare piccole dosi di aggressività che riceve e che da
 Temperamento del bambino= definisce la reazione al NO ( alcuni si disperano altri si arrabbiano)
 Assenza di piacere libidico = alcuni piangono molto e si dispiacciono altri si arrabbiano e contro agiscono al no
 Essendo il primo concetto astratto =permette anche di rappresentarsi in maniera più completa i sistemi
relazionali [i sistemi relazioni non avvengono più solo attraverso il corpo ma anche attraverso la parola]
 Permette di aprirsi con la parola alle prime relazioni sociali
 Con il NO la comunicazione diventa ALLOCENTRICA = il bambino è consapevole che è una conversazione e
che chi riceve questa risposta non è sempre piacevolmente colpito (il centro è l’altro) si sviluppa così la
comunicazione sociale
 Posizione passiva = la mamma che dice NO e il bambino riceve
 Posizione attiva (seconda fase)= il bambino dice no alle richieste della madre identificandosi nell’’aggressore’’
mamma che inizialmente lo frustrava
 Questi organizzatori sono tutti connessi
 3 momenti critici il cui raggiungimento avviene se il precedente è stato assimilato
a) Legame tra separazione e attaccamento = perché se non avviene il processo di attaccamento non
avviene la protesta per la separazione
- Sofferenza per la separazione solo quando il bambino ha creato una relazione con qualcuno

BOWLBY .
 È il primo che definisce il vero significato di separazione e attaccamento
 ATTACCAMENTO : un legame affettivo si lunga durata che per il bambino è emotivamente significativo con una
persona specifica ( cargiver di riferimento) o duraturo [ dalla culla alla tomba] cambia modalità ma non viene ma il
legame non viene mai scisso.
o Mutuo = affinché lo sviluppi il cargiver deve permettere che lo sviluppi o Innata per il bambino come
predisposizione ma deve permettere al bambino di stabilirlo
o Nella primissima infanzia si nota che c’è l’attaccamento del bambino piccolo con la mamma attraverso i
comportamenti di attaccamento[visibili ad occhio nudo = modalità relazionali particolari]
o Quando il bambino cresce Adolescenza \adulto non saranno più comportamenti visibili ma un sistema di
rappresentazione di questo attaccamento ( avvicinarsi psicologicamente alla figura di attaccamento)
o Deve essere significativo a livello affettivo
o L’attaccamento si sviluppa prima con una vicinanza fisica e poi affettiva
 COMPORTAMENTI DI ATTACCAMENTO:
 SORRISO : uno dei primissimi comportamenti di attaccamento
o Comportamento che stimola la relazione con l’oggetto esterno e stimola la vicinanza con
quest’oggetto ( tentativo di tenere un oggetto molto vicino)
 ESPLORAZIONE DOGANALE : il bambino avvicina le mani al viso della madre e strappa morde e tocca
o Sta avvicinando a se la madre
o Tentativo concreto di creare una vicinanza fisica con la madre
 PIANTO: Il bambino comincerà a capire che se piange la mamma si avvicina
o Ha la funzione di essere confortato sia fisicamente che psicologicamente
 GRESPING [acchiappare]: la prima cosa che acchiappa sono le mani della madre
o Per mantenere la vicinanza fisica e il contato corpo a corpo = prima comunicazione in cui il
bambino chiede la vicinanza della madre
 L’attaccamento e i comportamenti di attaccamento non sono sempre attivi ma per valutare la presenza
dell’attaccamento quest’ultimo deve essere attivato
o Ci deve essere una condizione spesso legata alla paura e allo stress o a uno condizione di disagio perdita o
pericolo che attiva il sistema di attaccamento che produce i comportamenti di attaccamento
 Comportamenti di attaccamento non sono sempre visibili = il bambino non è sempre in cerca di prossimità
 Il bambino comincia a richiedere attenzione in risposta a periodi prolungati di stress o Il bambino comincia a capire
che la relazione ha un significato in termini di sicurezza e protezione
 Il neonato non è disperato se è solo = ha bisogno di questi momenti non in relazione ( e non attiva questi
comportamenti)
 Più il bambino cresce aumentando la consapevolezza aumenterà l’utilizzo di questi comportamenti
 Se il primo comportamento d’adattamento è il pianto = poi svilupperà altri metodi sofisticati per le richieste in base
alle circostanze
Pianto = difficoltà dei primi giorni distinguere il pianto per selezionare le comunicazioni del bambino e insegnare a
quest’ultimo la presenza di queste selezioni
Ha una funzione evoluzionistica molto importante di protezione (anche negli animali)
 I bambini sono predisposti alla richiesta di prossimità = il bambino fin da piccolo è predisposto in modi diversi per
cercare la vicinanza fisica all’inizio con il cargiver e attraverso questi comportamenti di attaccamento esprime questa
predisposizione
 L’oggetto cargiver deve rispondere ai comportamenti di attaccamento ( il bambino è predisposto a livello fisiogenetico
richiedere l’attaccamento)
 SENSIBILITA’ MATERNA: capacità del cargiver di rispondere adeguatamente alle richieste di prossimità fisica del
bambino
o IMMEDIATEZZA :La mamma deve avere un giusto timing nel risposta ( piuttosto immediatamente alla
richiesta del bambino)
o QUALITA’ DI RISPOSTA :Deve rispondere sintonizzata al bisogno del bambino ( es: incubo)
 Teoria di B. nasce nello stesso contesto della teoria di S. anche lui poteva osservare bambini deprivati precocemente
dalle cure materne (per la guerra ecc…)
o Non vede bambini neonati ,ma intorno ai 2\3 anni
o Passato simile dei bambini osservati da S. ma un livello di sviluppo più elevato
o Bambini accomunati dal vivere in un ambiente non familiare (ospedale)
o C’erano persone che si prendevano cura di loro ma non erano familiari con le ali il legame emotivamente
significativo non si era adeguatamente sviluppato
o Erano in assenza delle cure primarie
Orfani di guerra nei primi 6 mesi di vita
Studiando comportamenti di questi bambini = scopre comportamenti che caratterizzano bambini con questo
passato e individua tre fasi comportamentali specifiche di questi bambini :
1. FASE DI PROTESTA: fase in cui il bambino è ancora nello stato mentale che attende il ritorno della
madre
 Quindi protesta rispetto all’assenza
 All’interno dei sui processi di protesta c’è una parte significativa di aspettativa che la mamma torni
 Disagio acuto ( bambino si lamenta protesta e piange)
 Caratterizzato dal fatto che non accetta le cure di qualcun altro in questo momento ( es bambini che
vengono integrati al nido )
 Fase meno patologica
2. FASE DI DISPERAZIONE : fase in cui il bambino sperimentava una frustrazione continua nel desiderio
che la mamma torni
 Tono dell’umore si abbassa (più depressivo)
 Legato ad una perdita reale perché l’oggetto non torna
 Il bambino è inizialmente inconsolabile = come se stesse elaborando un lutto
 Il bambino verso la fine di questa fase inizia a ritirarsi \chiudersi perché non si aspetta più che la
mamma ritorni
 Aspetto più autistico = diventa poco attivo e curioso
 Sviluppa una grandissima sfiducia nei confronti dell’ambiente
 Bambino si isola e diventa meno responsivo e inattivo
 Non richiede più attenzione
3. FASE DI DISTACCO: fase più patologica
 Il bambino è rassegnato e accetta passivamente le cure di chiunque
 Apparentemente il bambino sta meglio perché accetta le cure di chiunque
 Non protesta più e non è più disperato per tutti i processi che ha sperimentato nelle fasi precedenti
 Comincia a disinvestire completamente dalle rappresentazioni della madre
 Nei casi in cui la mamma torna = il bambino tratterà la madre come uno sconosciuto
 Il legame di attaccamento non è più specifico
 Adozioni (separazioni e abbandoni precoci) = all’inizio il bambino sta volentieri con chiunque non
riesce a sviluppare alcuna relazione specifica perché non ha sviluppato alcun tipo di attaccamento
SITUAZIONE PATOLOGICA
 Per elaborare la sua definizione di attaccamento : premesse teoriche che arrivano da teoria evoluzionista, studi sugli
animali e rielaborazione della teoria psicoanalitica = riadattandoli
o Teoria evoluzionistica = i bambini piccoli e gli animali hanno un innata predisposizione alla ricerca di
prossimità fisica soprattutto nelle condizioni di pericolo (non per forza esterno)
o B. aggiunge che per l’essere umano l’attaccamento ha due funzioni:
 FUNZIONE BIOLOGICA :
 Si ferma qui per gli animali = protezione ( sopravvivenza fisica)
 FUNZIONE PSICOLOGICA :
 Non solo una sopravvivenza fisica ma anche psichica che si chiama SICUREZZA in
termini di attaccamento
 La prossimità con il corpo della madre passa da un concetto di protezione e sopravvivenza
fisica ad un sensazione di equilibrio psichico (sicurezza) che ricrea un equilibrio
psicofisico nel bambino che ricrea un omeostas(equilibrio)i quindi un equilibrio
nell’attivazione che un pericolo ha creato nel bambino che serve anche a sopravvivere a
livello psicologico perché ho trovato un posto sicuro in cui stare
 Esperimenti delle scimmie ( mamma vera e robotica)= anche per gli animali sembra più
importante la sicurezza emotiva e stabilità psichica
 Si da priorità alla sicurezza più che la sopravvivenza fisica
 Per gli animali non è così (escluse le scimmie)
 Il bambino si muove in ricerca di una stabilità psicologica
o L’attaccamento secondo Bowlby non si muove attraverso il nutrimento
 Il bambino non crea il legame perché la madre lo nutre ma perché la madre è in grado di creare un
ambiente sicuro dal punto di vista psicologico.
 Lorenz = concetto di imprinting ( è la presenza l’aspetto relazionale)
o Per garantire un equilibrio ed un funzionamento stabile queste due variabili ( scurezza e protezione ) devono
essere costantemente presenti
o Il bambino è predisposto a cercare un ambiente di contenimento e quello che il bambino cerca non è in
funzione de nutrimento ma il motore che spinge il bambino è la stabilità psichica
 Distingue 3 concetti :
o ATTACCAMENTO
o COMPORTAMENTI DI ATTACCAMENTO
o SISTEMA DI COMPORTAMENTI DI ATTACCAMENTO : i comportamenti di attaccamento avvengono
in un sistema più complesso
 ( il bambino può piangere e acchiappare la mano della madre)
 Sono organizzati in sistemi comportamentali più complessi dove contemporaneamente possono
presentarsi più comportamenti di attaccamento
 Di solito sono organizzati in modo che questi comportamenti di adattamento siano finalizzati alla
medesima funzione

 Fase pre-attaccamento= fase precursore del legame vero e proprio


o Avviene nel primissimo mese di vita
o Il bambino non è ancora n legame con la madre emotivamente ma già mette in atto una serie i
comportamenti che prepara il terreno affinché nel 2 mese di vita sviluppi il vero legame di attaccamento
significativamente importa
MARY AINSWORTH .
 Allieva di Bowlby
 Riesce a formulare i profili di attaccamento
 Cerca di operazionalizzare la teoria di Bowlby
o Trasformare in codici osservabili nel comportamento i concetti generali dell’attaccamento
 Osserva le tipologie di attaccamento che variano da diade a diade
 Ha potuto sistematizzare le diverse tipologie di attaccamento osservando il comportamento di bambini che hanno il
sistema attaccamento attivato
o In base alle caratteristiche dell’attaccamento se ne identifica il tipo
o Individua DUE SISTEMI ANTAGONISTI che definiscono il pattern di attaccamento
1. SISTEMA ATTACCAMENTO
- Si attiva in situazioni di stress
- Porta il bambino a ricercare a vicinanza con la figura stabile
2. SISTEMA ESPLORAZIONE
- Si attiva in situazioni di sicurezza
- Porta il bambino ad allontanarsi dal caregiver
 Essendo antagonisti quando uno è attivo l’altro è disattivato >> si alternano
 La diversa attivazione di uno o dell’altro determina i diversi tipi di attaccamento
 In alcuni pattern di attaccamento prevale il sistema di attaccamento, in altri il sistema di
esplorazione
 L’attaccamento migliore è quello in cui i due sistemi sono bilanciati
o Sistema attaccamento >> Rifornimento affettivo
 Il bambino torna dalla mamma se questa risponde in modo corretto alle sue esigenze altrimenti
disattiva più frequentemente il sistema di attaccamento in virtù del sistema di esplorazione
 Più il bambino cresce meno il sistema attaccamento si attiva perché si sono acquisiti gli strumenti per
stare a lungo lontano dalla figura di riferimento
o Sistema esplorazione >> Crescita sviluppo conoscenza
 Possibile se il bambino esplora
 Per sviluppare gli stili di attaccamento Ainsworth ha fatto riferimento a una situazione sperimentale:

STRANGE SITUATION
o Esperimento clinico fatto in laboratorio
o Procedura osservativa
o Bambini di 12-18 mesi
o Bambino è posto in una situazione strana, non famigliare per poter attivare il sistema attaccamento
 Il bambino si trova in minima parte in un distress psicologico per poter attivare questo sistema
o [video]
o ATTACCAMENTO
 Il bambino nella sua mente è riuscito a rappresentare una figura favorita come una base sicura da cui
allontanarsi e avvicinarsi durante l’esplorazione dell’ambiente
 In questo processo è fondamentale la risposta materna
 La fluidità nello spostamento tra attaccamento e esplorazione dipende dalla risposta materna
 Base sicura = “PORTO SICURO “ di Bowlby
 Il bambino torna a questo porto per
 Rifornimento affettivo
 Consolazione dallo distress acuto
o Setting
 Stanza con uno specchio unidirezionale
 Due sedie
 Giochi
 Oggetti appesi al muro che favoriscono l’esplorazione
o Si osserva
 Interazione madre-bambino
 Comportamento del bambino
 Quando è da solo
 Ricongiungimento con la mamma
 Quando c’è l’estraneo
 Quando è da solo con l’estraneo
o Strutturato attraverso 8 episodi
EPISODIO 1
- 30 secondi
- Sperimentatore introduce alla mamma l’esperimento
- Spesso il bambino è in braccio alla mamma
EPISODIO 2
- 3 minuti
- La mamma e il bimbo entrano nella stanza
- La mamma non deve giocare con il bambino inizialmente ma sedersi a leggere le riviste
- Si osserva così il comportamento del bambino rispetto alla mamma e alla stanza
- La mamma deve rispondere alle richieste del bambino come se fosse a casa, normalmente
EPISODIO 3
- 3 minuti
- Entra l’estraneo
- Parla per poco con la mamma per mostrare al bambino che è una persona “buona”
- Interagisce con il bambino in presenza della mamma
EPISODIO 4
- 3 minuti
- Prima separazione
- La mamma esce dalla stanza
- Il bambino resta solo con l’estraneo
- Il bambino mostra i primi stati di distress per cui il sistema di attaccamento è attivato
EPISODIO 5
- 1 minuti
- Riunione tra la mamma e il bambino
- La mamma consola il bambino
- L’estraneo in questa fase esce
EPISODIO 6
- 3 minuti
- Ulteriore separazione
- Mamma esce dalla stanza
- Il bambino è da solo
EPISODIO 7
- Entra l’estraneo
- Cerca di confortare e consolare il bambino
- Il bambino si aspetta che rientri la mamma, figura specifica con cui ha un legame particolare
EPISODIO 8
- La mamma rientra dopo aver aspettato un attimo sulla porta
- Consola il bambino
- Giocano insieme fino alla fine dell’esperimento
o Situazione stressante per il bambino
o Esperimento costruito perché il bambino possa sopportarlo
o Comportamenti osservati nella strane situation
 Ricerca del contatto fisico con la mamma
 I bimbi sicuri coinvolgono subito la mamma nel gioco
 Mantenimento del contatto con la mamma
 Bambino sicuro ha un buon bilanciamento quindi si stacca in fretta
 Comportamenti ambivalenti
 Ricerca il contatto ma fa fatica a mantenerlo
 Comportamenti evitanti
 Si evita il contatto con il caregiver
 Se la mamma interviene va bene altrimenti è lo stesso
 Comportamenti di ricerca durante la separazione
 Il più disperato è il bambino sicuro perché ha un legame stretto con la mamma e soffre della
sua assenza
 Quando è da solo il bambino sicuro disattiva completamente il sistema esplorazione
 Quando la mamma torna il bambino sicuro ristabilisce presto il contatto e torna a esplorare
 A partire da questa ricerca si sviluppano 4 PROFILI DI ATTACCAMENTO
o Attaccamento è un’organizzazione comportamentale che si attiva in caso di distress
o I diversi tipi di attaccamento si osservano soprattutto nella reunion

1. ATTACCAMENTO SICURO
 Profilo delle diadi non patologiche
 È piacevole stare vicino al caregiver, quindi cerca molto la mamma
 Si ha una sintonizzazione tra madre e bambino
 La mamma è attenta ai bisogni del bambino, ma senza essere intrusiva
o L’attenzione della mamma deve essere buona per avere un attaccamento sicuro
 Non si consola con l’estraneo perché il suo legame specifico è con la mamma
o Al nido è positivo un attimo di distress iniziale perché mostra quanto il legame sia solido e
esclusivo, poi riesce a consolarsi perché ha le capacità per rappresentarsi il legame con la
mamma e se che questa tornerà
o Diventa patologico se il bambino non riesce a consolarsi per tutto il giorno
 Corretto bilanciamento fra esplorazione dell’ambiente e attaccamento
 La mamma è responsiva, sensibile e disponibile
o Nella formazione dell’attaccamento sicuro il bambino deve avere la percezione che la
mamma sia sempre disponibile
o La mamma ha un’alta sensibilità materna
o Il comportamento del bambino (si consola in fretta, esplora di nuovo prima in contatto con
la mamma e poi da sé) evidenzia le risposte sincroniche alle sue richieste affettive

2. ATTACCAMENTO INSICURO EVITANTE


 Il bambino ricerca l’autonomia, l’indipendenza
o Si arrangia perché non ha ricevuto le risposte adeguate, soprattutto a livello affettivo
o Non è di per sé patologico
 Si ha un’iper-attivazione del sistema di esplorazione e una disattivazione del polo affettivo
 Spesso non si accorgono neanche che la mamma è uscita dalla stanza
 Giocano soli anche se la mamma è presente
 Non sentono il bisogni di tornare indietro
 Evitano il contatto con la mamma, non sono coinvolti affettivamente con la mamma
o Evitano anche il contatto oculare
 Si fanno consolare dall’estraneo come se fosse la mamma
 Si ha una sorta di raffreddamento del legame affettivo
o Il bambino sembra non essere mai in distress per cui la mamma non sente la necessità di
attivare una risposta
 Il bambino ha smesso di chiedere, rinuncia al sistema attaccamento perché non ha avuto le risposte
relative ai suoi bisogni, ha capito che la mamma non è sintonizzata ai suoi bisogni
 La mamma risponde, ma in modo molto razionale evitando l’affetto
o Non ha colto il bisogno affettivo

3. ATTACCAMENTO INSICURO AMBIVALENTE


 Opposto all’evitante
 Il bambino ha disattivato l’esplorazione ricercando continuamente il contatto
o Resta incollato alla mamma
o Fa molta fatica a staccarsi fisicamente dalla mamma
 Iper attivato il sistema di attaccamento e disattivato il sistema di esplorazione
 Nel momento della separazione la sua reazione è di disperazione come il sicuro
 Nella reunion il bambino non si consola neanche con la mamma
o È molto arrabbiato con la mamma perché non risponde ai bisogni del bambino, ma cerca
il contatto solo quando lei ne sente il bisogno
 Comportamento ambivalente perché
o Non riesce a staccarsi dalla mamma
o È arrabbiatissimo con la mamma
 Richiesta continua di vicinanza ma per scaricare delle pulsioni affettive nei confronti della mamma
 Lo stato di distress è molto elevato per cui è difficile ripristinare l’omeostasi affettiva
 Ipotesi di una situazione che ha portato all’ambivalenza
o Mamme molto ansiose
o La mamma non riesce a contenere il suo distress e quindi neanche quello del bambino
 Si ha quindi un iper attivazione affettiva per cercare di compensare il distress
 In genere sono mamma poco costanti nella risposta
o A volte sono affettive e a volte evitanti, restringenti
o Molto preoccupate e intrusive
o Non ascoltano i bisogni dei bambini
o Vuole il bambino molto vicino per rispondere ai suoi bisogni spesso di solitudine
o Riesce ad avere risposte affettive per rispondere a un loro bisogno, non a quello del
bambino >> non è sintonizzazione materna
 Sono mamme che spesso rispondono con il contagio emotivo
o Se il bambino piange o è triste piangono e sono tristi anche loro
4. ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO
 Aspetti psicopatologici
 Presenta alcuni caratteri di tutti gli altri stili
o Il bambino non ha sviluppato un legame organizzato e coerente con il caregiver
 Pattern contradditori
o A volte si comporta come un ambivalente altre come un evitante
o Non ha sviluppato una logica nel suo modo di comportarsi
 Il bambino è sempre spaventato
 Il bambino ha paura, in modo particolare del caregiver, perché il contatto con il genitore è stato
ripetutamente traumatico
 RISPOSTA SPAVENTOSA-SPAVENTANTE
o Risposta contradditoria del genitore
o Aspetto più difficile da gestire dal bambino perché lo confonde
o Bambino tenta sempre di avvicinarsi
o È sorpreso dalla reazione che può essere di affetto, maltrattante o confusa o passare da una
all’altra in poco tempo
o Il bambino non può proteggersi da questa figura perché non sa mai come si comporterà
o Il bambino risponde con il freezing
 Si immobilizza
 Pensano che il loro movimento possa scatenare una reazione spiacevole nel
genitore
 Cercano di nascondersi fisicamente
 Hanno paura perché non sanno quale sarà la reazione del genitore
o Il sistema madre-bambino è una relazione, quindi il loro legame dipende da entrambi e si condizionano a
vicenda
 Se il bambino non richiede l’attenzione della mamma, la mamma non imparerà mai a essere una
mamma a alta sensibilità materna
 SENSIBILITA’ MATERNA
o La mamma deve riconoscere i comportamenti di attaccamento del bambino e sintonizzarsi rispetto al significato
affettivo
 Bambini diversi hanno diversi comportamenti di attaccamento
 Ogni comportamento ha un determinato significato in base alla situazione in cui si presenta
o La risposta della mamma deve essere
 Immediata
 Pertinente
o La risposta deve permettere
 Creazione dell’illusione che la mamma sia sempre disponibile >> sorta di dipendenza
 Facilitare l’autonomia e favorire la creazione di strumenti utili a tollerare la frustrazione
 Il bambino evitante smette di chiedere perché sa già quale può essere la risposta
 Il bambino disorganizzato non può smettere di chiedere perché non sa quale potrebbe essere la
reazione
 Permettere al bambino di esprimere una vasta gamma di emozioni
 Questo è possibile mostrando al bambino che il genitore è in grado di contenerli tutti
 Promozione dell’esplorazione
 Mamma deve sentire importante la vicinanza a lei, ma anche l’esplorazione dell’ambiente
circostante
 Questo è molto difficile nell’attaccamento ambivalente
o La mamma è preoccupata anche se il bambino è a pochi metri di distanza
o Il bambino percepisce la preoccupazione materna anche se questa non la comunica
verbalmente

ATTACCAMENTO NEL CICLO DI VITA


 Il costrutto di attaccamento è analizzabile in qualsiasi momento della vita anche se si manifesta in modi diversi
o Con il bambino si parla di comportamenti di attaccamento
 Quando il bambino è spaventato cerca la vicinanza fisica della figura di riferimento
o Nell'adulto di parla di rappresentazioni interiorizzate dei modelli relazionali della prima infanzia
 L’adulto normalmente non ricerca più la vicinanza fisica ma si riconnette a delle rappresentazioni di
sicurezza delle sue esperienze relazionali nell’infanzia che mantiene in memoria
 Anche l'adulto può avere la necessità di un riavvicinamento fisico a una figura di riferimento in
situazioni di forte stress
MODELLI OPERATIVI INTERNI (Internal Working Models)
 Strutture interne che orientano il modo in cui l'adulto si relaziona all'altro
o Le differenze relazionali dipendono dalle differenti relazioni sviluppate nell’infanzia
o Il modo di comportarsi di un adulto non è casuale, ma è collegato alla relazione primaria creata da bambino

 Sono piuttosto stabili


o Fondano aspetti della personalità, del carattere dell’individuo
 Possono modificarsi a seguito di esperienze emotivamente significative positive o negative
o Incontro con persone affettivamente significative lo porta a formulare pattern più positivi o negativi rispetto a
quelli infantili
o L’adulto e recettivo di relazioni diverse da quelle infantili
o L’adulto fa esperienza di nuovi pattern relazionali che lo segnano
 Secondo Bowlby sono stabili perché rappresentano una caratteristica della personalità
o Tendenza dell’adulto a riproporre la modalità relazionale imparata e sperimentata
 Servono a
1. Predire le reazioni dell'altro con cui entro in relazione
 Quando ci rapportiamo con qualcuno il comportamento dipende dalle ipotesi sulla risposta che l'altro avrà
rispetto a quel comportamento
o Questa pratica può essere conscia o inconscia
o Questa predizione è possibile basandosi sui propri MIO
o Una certa ipotesi nasce rispetto alle nostre esperienze in quella determinata situazione
 Ci sono differenze nell'interpretazione dei comportamenti dell'altro rispetto alle proprie esperienze passate
che possono anche essere inconsapevoli
2. Facilitare il comportamento relazionale
 Nel momento in cui si entra in relazione si ricerca questa modalità famigliare
 Quando la risposta dell'altro non rispetta le proprie ipotesi per lungo tempo i MOI si modificano in modo
permanete rispetto a quella situazione e a situazioni simili
o Donna violentata dal marito modifica la propria predisposizione alla relazione che proporrà
nuovamente in relazione con altri uomini in futuro (vittima – carnefice)
3. Riconoscere nel proprio sistema relazionale le proprie figure di riferimento
 Rispetto alle basi sicure del passato
 Mostrano in che ambito cercare queste figure (amicale, sentimentale)
 La modalità di risposta ricevuta nelle relazioni primarie formano l'ipotesi di risposta delle nuove relazioni
o Il modo in cui la propria figura primaria ha risposto alle esigenze è fondamentale
o Ci si aspetta che l’altro risponda allo stesso modo in cui ha risposto la nostra figura primaria
4. Servono a capire la propria risposta rispetto alla relazione con l'altro
 Dipendono dai processi di interiorizzazione delle ripetute interazioni con il caregiver (stimolo-risposta)
 Ci si comporterà inconsapevolmente come si sono interiorizzate le relazioni primarie
 Come si mantengono le diverse caratteristiche dei pattern durante lo sviluppo

 ADULTO SICURO
 Sa riconoscere l'importanza delle relazioni passate
 Ha integrato l'importanza delle relazioni buone e cattive del passato
 Partendo da queste sviluppa il proprio sé presente
 Per queste persone il pattern relazionale è fondamentale
 Riconoscono che alcune modalità comportamentali derivano dalle prime relazioni
 Capaci di instaurare nuove relazioni sulla base di un attaccamento sicuro
 Sono fiduciosi nella possibilità di trovare relazioni significativamente importanti
- Bambino sicuro è fiducioso della presenza affettiva della mamma
 Sanno individuare quali sono le persone con cui possono instaurare questa relazione
- Selezionano le loro relazioni
- Attaccamento specifico con alcune persone, ma non con tutti
 Da genitore riesce ad offrire attenzione e supporto senza essere intrusivo = porto sicuro
 Osserva il bambino da lontano
 C'è sempre un'attenzione al bambino ma l'interazione non è così vicina

 ADULTO DISTANZIANTE (evitante)


 Negano e sminuiscono l'importanza dei legami relazionali avuti durante l'infanzia
 L'aspetto relazionale non è così fondamentale per loro
 Hanno relazioni, ma per loro non sono così importanti
 Scarso investimento sulla relazione
 Non c’è un legame specifico, intimo con qualcuno
 Sono cetrati più sulla performance
 Sembrano e si definiscono autosufficienti, autonomi, forti perché non si fanno toccare emotivamente
 Ritengono di riuscire a tenere le emozioni sempre a bada
 Fondamento del distanziamento = hanno relazioni ma a distanza
 Ricordano molto poco della loro infanzia soprattutto per quanto riguarda le emozioni e gli aspetti
relazionali
 Perdono l'aspetto soggettivo della relazione
 Figura genitoriale è idealizzata o svalutata
 Aspetto difensivo
 Difficile parlare o mettere in discussione un oggetto idealizzato
 Si è molto lontani da questi oggetti così perfetti
 Normalizzazione delle esperienze, soprattutto quelle negative
 Funzione di mostrare che le emozioni non influenzano
 Tendenza a considerare la propria esperienza normale e comune a tutti
 Da genitore fa molta fatica ad riconnettersi con il bambino perché questo necessita una regressione
sulle proprie esperienze e su emozioni che ha già vissuto
 Sono genitori molto presenti
 Pretendono molto a livello delle prestazioni
 Neutralizzazione dell’aspetto affettivo
 Spesso hanno ricevuto un rifiuto nelle prime relazioni e questo li ha portati a sviluppare queste
modalità relazionali distanzianti
 Per farlo razionalizzano le proprie esperienze
 Raccontano il proprio passato in modo molto razionale, privo di affetti
 Riescono ad entrare in relazione anche se la loro prestazione è fredda e svuotata dagli affetti

 ADULTO PREOCCUPATO (ambivalente)


 Sono sempre un'iper-attivazione affettiva
 Sono in iper-arousal senza necessariamente una causa precisa
 Non si sono differenziati dalla famiglia di origine
 Molto legati affettivamente e praticamente alla famiglia
 Identità poco individuata rispetto alla famiglia
 Gli aspetti di personalità sono fortemente legati alla famiglia
- Individuazione non è arrivata al punto giusto e questo ha a che fare con gli aspetti più simbiotici
- Rimasto legato in modo simbiotico a aspetti arcaici del legame materno
 Quando devono descriversi si rapportano continuamente ai membri della famiglia
 Rancorosi e arrabbiati per aspetti insignificanti e molto vecchi
 Fanno molta fatica ad entrare in relazione
 Ogni aspetto dell'altro attiva un'emozione, una preoccupazione
 Spesso molto gelosi, possessivi
 Spesso arrabbiati o preoccupati
 Si assumono anche le preoccupazioni del partner
 Problematicizzano ogni aspetto
 Potrebbero essere genitori intrusivi e controllanti
 L'unico modo per gestire le loro emozioni è quello di controllare il comportamento dell'altro
 Deriva dal fatto che il genitore non è riuscito a controllare l'iper-arousal del neonato
 Mantiene questo aspetto comportamentale perché non è stato aiutato a gestirlo
 Evitano le situazioni che possono scatenare questo arousal

 ADULTO DISORGANIZZATO
 Personalità poco stabile
 Deriva dall'instabilità dei genitori
 Si sono identificati con aspetti scissi, instabili
 Ancora molto coinvolti nelle esperienze passate e traumatiche perché non hanno potuto rielaborare il
significato delle esperienze
 Ricordano i dettagli degli aspetti traumatici perché non sono elaborati
 Quando il ricordo inizia a modificarsi ha inizio l’elaborazione del trauma
 Fanno molto fatica a entrare in relazione
 Sono traumatizzati, terrorizzati dalla relazione
 Vicinanza fisica è psichica è fonte di terrore
 Potrebbero essere genitori maltrattanti
 Tendono a riproporre la relazione subita >> identificazione con l’aggressore

 La prima seduta di psicanalisi con l'adulto attiva il sistema di attaccamento


o Sorta di strange situation
 Deve parlare si sé a una persona che non conosce
o In base a come si gestisce la relazione si può comprendere il pattern relazionale

 PAZIENTE DISTANZIANTE
 Ossessivi
 Isolamento dell'affetto che cercano di eliminare o nascondere
 Narcisisti
 Controllo delle reazioni affettive fino a che sono sicuri che la persona che hanno davanti non è
giudicante nei loro confronti
 Schizoidi
 Isolamento fisico e affettivo
 Transferalmente dà fastidio al terapeuta
o Sono in seduta ma non presentano affetti
o Svalutano il terapeuta con battute e accuse
 Meccanismo per giustificare il loro rifiuto di avvicinarsi e parlare
 Controllano la situazione
 Sempre puntuali, educati
o Sentono il bisogno di essere riconosciuti così
 Spesso sono mandati in terapia non si presentano da soli
o Difficoltà ad iniziare il percorso
o Non hanno mai avuto una base sicura di fiducia quindi non credono di poterla trovare ora
e nel transfert ripropongono questa modalità relazionale
o All'inizio fanno fatica a parlare di sé
 Parlano di problemi di altri
 Spesso questi problemi sono strettamente associati ai loro problemi affettivi
 Meccanismi di difesa
o Razionalizzazione
o Intellettualizzazione (parlano in modo impersonale, si informano molto)
 Si dovrebbe lavorare su
o Alleanza terapeutica = fiducia difficile da creare
o Componente affettiva anche partendo da situazioni esterne che poi sono portate sul sé
rispettando rigorosamente il timing altrimenti si ha il rischio di perderlo
o Partire dal non verbale per interpretare
 Comportamenti
 Modalità
 PAZIENTE PREOCCUPATO
 Istrionici/isterici
 Borderline
 Tendono a non mantenere le distanze
o Danno del tu
o Cercano di dare confidenza
o Non hanno limiti
o Fanno domande per entrare in confidenza intima
 Seduttivi
o Farsi piacere
 Sembrano molto collaborativi
o Rispondono a tutto
o Sono molto superficiali perché se entrano più in profondità attivano l'arousal e entrano in
confusione
o Molto esagerati nel modo di fare
 Drammatizzano
 Si muovono tanto
o Utile per i pazienti parlare dei movimenti del corpo perché altrimenti non si rendono
conto di questa loro modalità comunicativa
 Iper-vigili e attenti nel captare se piacciono o meno alla persona che hanno di fronte
o Hanno bisogno di essere accettati
 Non hanno limiti affettivi perché nessuno li ha mai contenuti
o Fa fatica a capire le proprie emozioni, sa che ci sono ma non sa perché
o Necessario riproporre il meccanismo funzionale per permettere loro di imparare a
controllare i propri affetti
 Necessario lavorare su
o L'iperattivazione
 Basta parlare o esporre normalmente la questione senza esagerarla per
essere ugualmente ascoltato
o Esprimere gli affetti in modo contenuto e privatamente
 Sono pazienti che normalmente si aprono e espongono a tutti le loro
preoccupazioni e questo aumenta la loro confusione
o Lavorare sui limiti e il contenimento
 Importante fargli capire dove è necessario preoccuparsi e dove no
 Angoscia segnale è andata persa
 Nel controtransfert generano
o Tenerezza
o Preoccupazione
 Può essere necessaria la preoccupazione per il paziente
 Si può entrare nel meccanismo e sentirsi preoccupato perché il paziente vuole che
si senta così per attirare l’attenzione
o Noia
 Confusionari nel modo di parlare
 Difficili da seguire perché i discorsi sono intricati
 Possibile distrarsi
 Pazienti costantemente arrabbiati
o Rancorosi rispetto ad eventi passati
o Non sono violenti o aggressivi
o La rabbia non è mai stata gestita e elaborata
 La tendenza dei neogenitori è quella di ripresentare al figlio da modalità relazionale che hanno appreso dai propri genitori
o MA essendo questa una relazione ci sono molti aspetti che possono permettere una modifica di questa modalità
 Relazioni significative nel corso della vita hanno modificato le modalità di relazione del soggetto
 Il bambino non risponde come il genitore si aspetta per cui il genitore campia modo di approcciarsi
 Oggi ci sono molte modalità per correggere le modalità relazionali madre-bambino fin da subito
o Role reversing = la madre impara come comportarsi seguendo le modalità relazionali del figlio che le mostra come
vorrebbe che lei agisse
 CONCETTO DI RESILIENZA
o Bambini riescono a mantenere una parte di funzionamento integra nonostante le situazioni particolarmente avverse
o Riuscendo a riconnettere questa parte di funzionamento attraverso una terapia adeguata è possibile aiutare il bimbo

IN TREATMENT .
IL CASO DI SOFY
• PRIMA SEDUTA
o Spaccato della vita quotidiana dell’analista
 Bambina che non vuole andare a scuola
o Seduta con una ragazza che ha avuto un incidente
o Aspetti formali :
 Come l'analista accoglie l'adolescente
 Il clima che l'adolescente crea nei primi 5 min
 Di solito con gli adulti il contatto fisico si riduce ( in prima seduta si evita che sia il terapeuta a dare la
mano) perché non conosciamo ancora cosa significa per il paziente l'approccio fisico
 [psicoanalisi americana più libera]
o La ragazza pone subito una distanza molto chiara( ambivalenza dell'adolescenza in terapia = mette dei paletti
chiari in maniera indiretta parlando di una questione giuridica )
 AMBIVALENZA ADOLESCENZIALE = si muove riducendo e allargando nella stessa seduta la
distanza con l'analista
 Adolescente nelle prime fasi molto descrittivo (= ha bisogno di una distanza di sicurezza non
riesce ad andare a fondo)
 Cerca di avere distanza dal terapeuta= come fa con le figure autoritarie
 Aspetto normale nel periodo in cui si trova la ragazza
o MECCANISMI DI DIFESA
 RIMOZIONE da trauma = disturbo post traumatico ( i pazienti non ricordano precisamente quello che
è successo)
 Clima di resistenza e difficoltà
 Parlando dell'assistenze sociale = troppo pressante [ modo inconscio di stabilire i limiti all'interno della
terapia]
 ISOLAMENTO DELL'AFFETTO: parla di un evento pericoloso ridendo affetti collegati sono stati
rimossi ( questo permette di raccontare l'evento)
o CONTENUTI
 Adolescenza molto importante la dimensione corporea ( braccia ingessate)
 Ricorda come una sbadataggine un episodio in cui ha rischiato grosso
o In America molto spesso i pazienti vengono visitati all'interno delle mura domestiche = setting che si può gestire
quando l'analista ha esperienza
o Essere formali è un rischio= adolescente tiene distanza dal terapeuta / la distanza collude con l'adolescente
 Adolescenti = il terapeuta dà del tu ma il paziente dà al terapeuta il lei
 Il terapeuta dà la possibilità all'adolescente ( che non è definito ne bambino ne adulto)di scegliere se
dare del tu o del lei
 Si può concedere un cambiamento di setting più facilmente perch* sono molto labili
o Adolescente rideva come quando i bambini sperimentano il corpo e sperimenta anche il LIMITE (corporeo)
 Sperimenta il Limite che si vuole testare in adolescenza
 Lei si trova lì perché hanno chiesto una perizia psichiatrica sulla ragazza
o Molto spesso l'adolescente porta robe scritte e non parlare ( la comunicazione che deve dare il terapeuta è quella
che vuole sapere il suo stato attuale)
 I diari possono essere letti ma dall'adolescente
 RESISTENZA ma anche apertura [cosa scritta nero su bianco che non può essere messa in
discussione ]
 AGITO = portare un qualcosa scritto simile a chi arriva in ritardo in seduta
o TIMING un po' anticipato
 La ragazza si arrabbia quando il terapeuta fa alcune domande intime
o PROMESSA NELLA GINNASTICA ARTISTICA = descrive la sua vita ( cosa vuol dire, per lei che significato
ha? = eccessivo peso )
 Aspetto di idealizzazione del se'
o Signora che urla accusandola di aver provato a suicidarsi= la paziente non nega ma si sofferma a riflettere sul
fatto che lei urlasse e che gli altri avrebbero potuto sentirla
o This is your life = programma americano al quale viene invitato un personaggio famoso e poi la sua famiglia e si
racconta tutto di loro.(riferimento culturale che dice qualcosa = si ripercorre la storia della vita [ in maniera
indiretta lei si apre = tentativo di nominare il programma)
o Il paziente cerca di alleggerire degli aspetti di se= IRONIA ( apre l'argomento)
 SARCASMO= il paziente ha rabbia repressa ( spesso chiude e difficilmente si ritorna su
quell'argomento)
 Meccanismi di difesa che arrivano alla fine della terapia = Il paziente cerca di raccontarela situazione
traumatica scherzandoci su
o Quando il terapeuta incalza chiedendo della vita personale della paziente = lei ritorna sulla concretezza della
motivazione per cui si trova in analisi
o ATTING OUT= tenta di mollare a metà la seduta
 Pensa che il terapeuta sia d'accordo con i genitori
 Il setting deve essere chiaro con l'adolescente per quanto riguarda la presenza dei genitori
=NORMALE CHE IL PAZIENTE SIA INFASTIDITO DALL'INVADENZA DEI GENITORI)
 Lei è rimasta per come il terapeuta ha gestito il maniera diversa l'aspetto della rabbia
 Prima non voleva che facesse domande= Ora giunge alla conclusione che al terapeuta non
interessa nulla di lei
o Dinamica conflittuale con la vicinanza = fase adolescenziale o anche dovuto alla storia della ragazza
o Padre = definisce il terapeuta come un pazzo
 I bambini colgono immediatamente se uno dei due genitori è scettico sull'analisi = motivo per cui si
analizza prima la coppia genitoriale
 Nel momento in cui uno è aperto e l'altro scettico IL PAZIENTE E' AMBIVALENTE
o Un terapeuta sa identificarsi con padre e madre senza tener conto del sesso
 Alcune volte ci sono delle identificazioni più profonde e bisogna scegliere il sesso dell'analista in base
alla storia
 SCELTA PENSATA IN BASE AL CONTESTO
 Alcuni vogliono identificazioni molto precisi altre vogliono solo la situazione inquadrata in maniera
generale
o Rimane in seduta
o SELF DISCLOSIUR = il terapeuta risponde ad una domanda del paziente
 Soprattutto con l'adolescente affinché possa avere fiducia
 Va bene ma deve essere pensata
 Quando non sappiamo bene il significato delle domande del paziente non dobbiamo rispondere a
domanda diretta
 ADOLESCENTE diverso dal BAMBINO curioso= bambini ingenui \adolescente sa che il terapeuta
non può rispondere
 Agito del terapeuta
 Rispondere ad una domanda senza pensarci senza esplorare la questione
o Lei lo dice subito che il tema è quello del suicidio
 Vecchietta all'inizio
 Apertura provocatoria della paziente
 Non nega in maniera chiara che non ha mai pensato al suicidio
o Commenti sull'ambente
 Dobbiamo capire perché pone lì l'attenzione
 Si esclude la conoscenza ad ogni tipo di livello FILMATO
o Quando i pazienti parlano estesamente o intensamente di altre figure chiediamoci se il paziente non stia
parlando di una parte di se' o se rappresenta qualcosa

IN TREATMENT
o Negli adolescenti l'ideazione suicidaria non è solo il pensiero, ma anche i comportamenti inconsapevoli che mettono
in pericolo il proprio corpo
 Coscientemente non pensano di uccidersi
 Incoscientemente lo pensano e infatti si mettono con il corpo in situazioni di pericolo costante
o Tentativo di autorizzare la paziente a pensare alla morte
 Mostra che è normale pensare a questo per cui anche lei può aprirsi
 Meccanismo di difesa per cui di rende lecito questo pensiero
 Mostra che il terapeuta è pronto ad ascoltare di questi temi perché non li reputa strani o da nascondere
 Intervento tipico con i bambini per aiutarli a parlare di temi difficili da affrontare
o A Sofy dà fastidio essere trattata come una bambina
 Aspetto evolutivo
 Fa fatica a ricontattare la sua parte bambina
 Cerca di proiettarsi nel mondo degli adulti
 Mostra la sua parte fragile (braccia rotte)
 Fa fatica a dire che ha paura
 Cerca di nascondere la sua fragilità con il suo carattere forte e burbera
 Molto frequente il breakdown in adolescenza
 Più difficile accettare e superare il breakdown psicologico che fisico
 Più facile vedere la rottura fisica che psicologica
o Parlando della madre
 Il terapeuta non ha scelto il timing giusto
 Non è un intervento da fare nella prima seduta
 Ha toccato il punto giusto, problematico
 Inizia a raccontare
 Inizia a piangere = mostra l’aspetto affettivo
 Necessario capire perché piange (rabbia, delusione, stanno tornando a galla aspetti
importanti)
 Infastidita che la mamma sia preoccupata per i comportamenti pericolosi della figlia e non
sia vicina al suo aspetto di prestazione da ginnasta
 Il fatto che faccia ginnastica (corpo, controllo) sembra molto una difesa
o È da capire se è nato per questo o se è diventato una difesa
o Necessario capire il significato che questa attività ha per il paziente
o Capire se per lei è piacevole questa attività o se è solo un sacrificio
o Padre
 Scissione negli adolescenti: o tutto bianco o tutto nero
 Padre è idealizzato e perfetto
 Riesce a idealizzarlo perché lui è molto lontano e non può vedere i suoi aspetti negativi
 Lei non riesce a ricontattarlo neanche al telefono
 La mamma invece che le è vicina e vive con lei è una figura molto conflittuale
o Richiesta di scrivere il proprio commento sul rapporto
 Nella prima seduta Sofy non dice cosa ne pensa lei del rapporto
 Entrambi scrivono ciò che pensano
 Ricorda lo scarabocchio
 Costruiscono qualcosa insieme
 TERZA SEDUTA
o Variazione del setting
 In adolescenza il setting è molto meno rigido
 Importante capire il significato delle variazioni di setting
 Capire perché per parlare di certe cose ha bisogno di cambiare posto
 Nel bambino spesso l’attivazione del fisico precede l’attivazione del pensiero
 Sembra far parlare un’altra parte di sé
 Le domande che fa sono sempre riferite a se stessa nonostante la sua posizione in poltrona
o Regalo che Sofy porta
 Modo per lasciare un segno
 Importante capire a chi il paziente fa regali
 Necessario capire
 Perché fa un regalo
 Aspetto di gratitudine
 Significato del regalo
 Se è possibili dare un significato al regalo, quindi se è pensato rispetto al percorso fatto, lo
si può accettare
 Se non si può dare un significato esplicito non è da accettare
o Se il paziente fa un regalo al terapeuta perché questo gli sta antipatico il terapeuta
non deve accettarlo altrimenti collude con questo pensiero
 Se si decide di accettare è necessario esplicitarne il significato e parlarne
 Non è necessario un regalo affinché il terapeuta si ricordi di lui e lui possa sentirsi legato al
terapeuta
 Necessario rimandare al paziente che il solo fatto di aver portato in analisi una parte di sé è un regalo
o Rispetto alla separazione dei genitori
 Sofy è arrabbiata
 Probabile senso di colpa inconsapevole della separazione dei genitori
 Il bambino, rispetto alla separazione in sé, può essere
 Consapevolmente contento
 Non può essere totalmente felice perché per lui non è tollerabile non vederli insieme
 I bambini spesso sentono che sta accadendo qualcosa di diverso e di strano prima che sia detto loro della
separazione
o Relazione con Sai
 Rapporti sessuali con il suo allenatore
 Le ha disegnato una sirena sui gessi delle braccia
 Staccando un braccio resta il mezzo busto di una donna nuda
 Necessario capire come inserire questo aspetto nella sua storia
 Sessualità è un aspetto difficile da gestire in adolescenza
 Analizzarla permette di capire come si gestisce la vicinanza
 La distanza per Sofy non è gestibile
o Se si avvicina troppo la relazione diventa pericolosa
 Promiscuità sessuale può diventare patologica in adolescenza se non è solo
sperimentazione
 Bisogna capire l’aspetto protettivo proprio e dei genitori nei ragazzi troppo seduttivi
 Sofy non ha saputo proteggersi
 Non ha interiorizzato l’aspetto di protezione = incidente con la moto dell’amico
 Possono avere bisogno che la protezione arrivi ancora dall’esterno
 È importante che il bambino interiorizzi i limiti fisici dati dal genitore per sviluppare in
seguito i limiti psichici
o L’incidente della trave è uguale all’incidente in bici
 Aspetti traumatici che si richiamano
 Raccontati allo stesso modo
 Differenza sta nel fatto che nel racconto sulla trave si percepisce l’affetto
 L’AFFETTO dei due eventi traumatici è lo stesso
 È riuscita a spostare l’affetto dell’evento traumatico maggiore su un evento più facile da raccontare
e affrontare
o STATI DISSOCIATIVI DELL’IO
 Meccanismo di difesa
 Momenti in cui il paziente non è in contatto con la realtà a seguito di un evento traumatico molto
importante
 Paziente non è consapevole di ciò che ha fatto e dopo non ricorda nulla
 Si ricorda di non ricordare

KOHUT .
 Sviluppa la Psicologia del sé
 Psicanalista di origine freudiana
 Ebreo trasferito in America
 Capisce che nel lavorare con i pazienti le topiche freudiane non bastano per definire il funzionamento clinico del paziente
o Capostipite della PSICOLOGIA DEL SE'
 Alcuni aspetti ripresi da Winnicott
o Non riesce a spiegarsi le psicopatologie depressive molto gravi utilizzando la sola teoria di Freud
 Vulnerabili nella stima del sé
 Scarsissima empatia = sentire insieme la stessa cosa
 Sua ipotesi è che questa problematica non si basa sul conflitto delle istanze come avrebbe detto Freud,
ma su un sistema interno difettoso
SE'
o Sistema psichico primario
o Nasce in potenza con la nascita del bambino
o Caratterizzato dalle esperienze che l'individuo fa di sé stesso
 Psicologiche
 Pensieri
 Affetti
 Corporee
o Ritiene che lo sviluppo del sé, per avvenire, necessita un processo di COESIONE >>> Winnicott
 Quando il bambino nasce ha un sé frammentato, poco strutturato e organizzato, vulnerabile
 Questa disorganizzazione non è patologica alla nascita ed è data dalle esperienze confuse della fantasia
 È patologico se permane nello sviluppo
 Il sé rudimentale ha bisogno di risposte EMPATICHE per procedere in modo adeguato lungo lo
sviluppo (aspetto che lo differenzia da Winnicott)
 Risposte empatiche generano uno sviluppo integro e coeso
 Passa da uno sviluppo primitivo disorganizzato a uno sviluppo integrato e organizzato
 Pensare al sé in maniera unitaria
o Sono gli OGGETTI SE' a dover rispondere in modo empatico
 Oggetti che hanno caratteristiche di cui il sé nascente è ancora privo
 Bambino ha intesse relazione verso gli oggetti che possono permettergli legami con gli aspetti che
ancora non possiede aiutandolo così a svilupparli
 Principalmente le figure genitoriali
 Non solo la madre
 Enfatizza non il legame materno in quanto tale, ma il legame con l'oggetto mamma che
possiede funzioni più sviluppate di cui il bambino è privo
 Connessione tra istanza psichica interna del bambino con l'istanza psichica interna dell'altro
 Capacità di cogliere le variazioni affettive del bambino
 Gli oggetti sé sanno riconoscere il funzionamento affettivo del bambino in modo empatico
senza modificare la sua struttura funzionale e strutturale
 Lo stesso avviene tra terapeuta e paziente
 L'oggetto sé riconosce e permette un'esperienza funzionale mettendo a disposizione del
bambino le funzioni che ancora non possiede
 Ammette la relazione immediata con la mamma perché è l'unico modo che il bambino ha per
relazionarsi con questi aspetti che lui non ha
o Due funzioni di sostegno narcisistico in quanto investimento sul sé
1. RISPECCHIAMENTO
2. IDEALIZZAZIONE
 Kohunt, basandosi sulla sua riflessione, si occupa anche del DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’
o Freud
 Unica linea evolutiva da narcisismo a relazione oggettuale
 L'investimento sul sé si estingue per trasformarsi in amore oggettuale
o Kohut
 Due linee evolutive del sé parallele e complementari per cui per avere un sé integro e coeso è
necessario avere entrambi gli aspetti
 Narcisistica
 Durante tutta la vita l'individuo deve avere un aspetto narcisista nel senso che
deve mantenere comunque una parte di investimento sul sé
 Bacino di autostima normale
 Amore oggettuale e investimento sull’oggetto
 Da una modalità primitiva con l'oggetto sé per avere in prestito le funzioni che gli
mancano
 Modalità complessa quando ha assunto tutte le funzioni quindi può relazionarsi
con l'altro in modo non simbiotico
 Al termine dello sviluppo riesce a investire correttamente l’oggetto esterno
 Il sé non coeso si relaziona in maniera istintuale con l’oggetto sé per avere in prestito determinate funzioni e questo può
avvenire in due modi
1. RISPECCHIAMENTO
- Mamma fornisce al bambino un’esperienza di dipendenza
- Bambino si sente rispecchiato dalle risposte materne
- La mamma accetta tutte le caratteristiche del bambino
- La mamma accoglie in modo grandioso tutti gli aspetti del bambino
- Onnipotenza
2. IDEALIZZAZIONE
- Il bambino sente che le risposte materne sono le migliori che potrebbe ricevere
- È necessario avere questo tipo di risposte altrimenti si sviluppa il disturbo narcisistico di personalità
 Ad un certo punto dello sviluppo si ha un passaggio inconsapevole e naturale di FALLIMENTO EMPATICO
o Il bambino non si sentirà rispecchiato in tutte le sue richieste e si rende conto che le risposte non sono
esattamente quelle che vuole >> DISILLUSIONE GRADUALE dalla fusionalità perfetta
o Questo aspetto è fondamentale per un ulteriore sviluppo
o La mamma risponde non riuscendo più a comunicare empaticamente con gli affetti del bambino e a mettersi
esattamente nei suoi panni
o Questo permette al bambino di non mantenere per troppo tempo degli aspetti di grandiosità evitando il disturbo
di personalità
 Due configurazioni psichiche che tendono a preservare le sensazioni di grandiosità e onnipotenza
o Costellazioni interne
o Si susseguono lungo lo sviluppo del bambino fino all'età adulta
o Funzione di preservare queste funzione che sono state utili a formare il bacino di investimento sul sé
o Derivano dalle due funzioni fusionali e dipendono dalle risposte ricevute in questa prima fase
a. SE' GRANDIOSO
 Deriva dal rispecchiamento, dal tipo di risposta dell’oggetto sé nella fase di rispecchiamento
 Genera l'ammirazione per il sé del bambino
 Avviene quando il genitore riconosce e rafforza i comportamenti e i prodotti del bambino
 Funzione per il bambino di sentirsi sempre compreso
o Oggetto sé riconosce come si sente e quindi agisce di conseguenza per far sentire meglio
o Oggetti sé sostiene l'esibizionismo del bambino molto piccolo
o Bambino si sente osservato e accolto anche che nelle parti più esibizionistiche
 Mamma funge da specchio per il bambino, riconosce tutti gli aspetti del bambino, belle e brutte, e
le mantiene lì permettendo al bambino di rispecchiarsi
 Bambino comprende di essere riconosciuto in tutti i suoi aspetti, nella sua totalità
 Nel momento in cui avviene fallimento empatico la mamma rimanda alcune imperfezioni del
bambino attraverso i no
o Impone limiti e regole
o Mostra che comportamenti del bambino sono graditi e quali no
o La mamma non si mette più nei panni del bambino sempre ma inizia a mostrare i limiti e
ciò che il bambino non può fare
 Acquisizioni del bambino dallo sperimentazione della costellazione del sé grandioso
o Autostima
o Raggiungimento di obiettivi elevati anche attraverso degli sforzi
o Provare piacere nello svolgere determinate attività riconosciute dalla mamma
o Investimento sul sé
 Se ben integrata lascia nell'individuo l'AMBIZIONE
o Idea di come si vorrebbe essere
 
b. IMAGO PARENTALE IDEALIZZATA
 Deriva dall'idealizzazione incondizionata di qualsiasi aspetto dell’oggetto sé
 Idealizzazione del tipo di cura che l'oggetto sé da
 Nel bambino si organizza una rappresentazione perfetta del genitore
 Sostiene l'idealizzazione del sé in quanto il bambino sentendosi parte della famiglia si sente parte
della perfezione dei genitori che rispondono sempre adeguatamente alle richieste del bambino
 Partecipare alla costellazione del genitore, far parte della perfezione dei genitori idealizzati
 Relazione fusionale continua fino a quando il bambino sente il bisogno di sentirsi allineato a questa
perfezione per stare bene
 Aspetto che deve essere ridimensionato in parallelo con la grandiosità del sé
o Si rende conto di non essere perfetto quando si confronta con l’ambiente esterno
 Avviene con il fallimento dell'empatia
o Genitore inizia a imporre dei limiti per cui il genitore perde un po' della sua perfezione
o L'aspetto idealizzato si scontra con la realtà
o I primi no mostrano come l'idealizzazione non è più completa
o Il bambino inizia a osservare aspetti nei genitori che gli vanno bene e altri no
 Funzione di questa costellazione
o Formazione del super-io se il fallimento empatico avviene nel modo corretto
 Se ben integrata lascia nell'individuo l'IDEALE DI BASE
o Modello a cui si vuole assomigliare
o Molto spesso in questo modello si hanno aspetti del modello famigliare che ci sono piaciuti
 Nella relazione fusionale del bambino, l'oggetto se fornisce il rispecchiamento e l'idealizzazione che ancora non ha e che
devono poi essere interiorizzate
o INTERIORIZZAZIONE TRASMUTANTE
 Processo che permette l’interiorizzazione di queste funzioni di rispecchiamento e idealizzazione
 Il bambino può evitare la relazione fusionale perché ha acquisito queste capacità
 Costellazione della grandiosità del sé avviene di più con la figura materna
 Costellazione dell'immago parentale avviene di più con il padre
 
ASPETTI PATOLOGICI
 Quando non avvengono i fallimenti empatici
 Disturbi narcisistici di personalità = due diverse forme
o INCONSAPEVOLE
 Legato a un problema sul sé grandioso
 Chiara sensazione di essere perfetto e grandioso
 Tutti hanno la funzione di rispecchiare la sua grandiosità
 L'altro serve solo da specchio
 Inconsapevole in quanto non si occupa del pensiero che gli altri hanno su di lui, non riesce a mettersi nei
panni degli altri quindi non si accorge degli stati dell'altro = NON E' EMPATICO
 Sofferenza del narcisista si quando, in terapia, inizia a capire il pensiero dell'altro
 Più difficile che si presenti consapevolmente in terapia
o IPERVIGILE
 Problema sulla immago parentale idealizzata
 Molto attento a quello che gli altri dicono di lui
 Ha bisogno che l'oggetto sé sia ideale e che l'altro riconosca questa sua perfezione
 L'approccio con l'altro è fondamentale per confermare la propria grandiosità
 Molto vicino alla depressione
 È difficile riconoscerlo come narcisista
 Molto schivo, fa fatica a relazionarsi con gli altri
o Come se nelle relazioni primarie non fosse mai stato riconosciuto, poco sviluppato e
interiorizzato il rispecchiamento
o Non crede nelle sue capacità perché non è mai stato riconosciuto e non ha mai interiorizzato le
sue capacità e quindi ha bisogno che qualcuno dall’esterno glielo dica
 Ama stare al centro dell'attenzione come risultato del rispecchiamento materno
 Non è empatico perché non sa riconoscere i propri sati e quindi neanche quelli degli altri
 Narcisistici sono analizzabili secondo Kohut a differenza di ciò che pensavano i psicanalisti precedenti
o Si pensava non fossero in grado di instaurare un transfert in quanto incentrati su di sé e non incapaci a
relazionarsi
o Kohut sanno instaurare un transfert anche se particolare = TRANSFERT NARCISISTICO
 TRANSFERT SPECULARE
 Transfert del narcisista inconsapevole
 Chiede nel transfert un'approvazione incondizionata
 Cerca un'ennesima persona che gli riconosca la sua grandiosità
 Deriva dal sé grandioso
 TRANSFERT IDEALIZZANTE
 Transfert del narcisista ipervigile
 Paziente nel transfert mostra quanto il terapeuta è perfetto e grazie alla sua perfezione lo
salverà
 Diversa dal depresso che idealizza il terapeuta perché sminuisce sé
 Idealizzazione della figura genitoriale
o Non si pensava fossero analizzabili perché sono molto rigidi sulle loro posizioni perché molto sedimentate
 Entrambe le tipologie di narcisismo hanno un grande problema con l'autostima perché troppa o troppo poca

MC WILLIAMS .
 Propone una classificazione necessaria a individuare il paziente rispetto ai costrutti teorici e al suo funzionamento
 Propone una diagnosi psicanalitica biassiale
o Due assi che si intersecano
o La loro combinazione permette una prima classificazione del paziente
1. MECCANISMI DI DIFESA
 Esistono alcuni meccanismi tipici di un determinato funzionamento psicologico
2. ORGANIZZAZIONE PSICOLOGICA
 Da un indice della gravità del paziente che si ha di fronte
 Sono individuati tre tipologie di organizzazioni
a. Psicotica = più grave
b. Nevrotica = meno grave
c. Borderline = intermedio

FARE DIAGNOSI PSICANALITICA


o Raggiungere l'etichetta diagnostica
o Descrivere il funzionamento del paziente
 La diagnosi è sulla persona, non sull'etichetta diagnostica anche se questa è importante per delimitare il problema
 Se ci si ferma all'etichetta si perdono le sfumature di ogni paziente
 Serve per descrivere il paziente che si ha a monte dell'etichetta diagnostica
o Etichetta diagnostica = descrive la patologia del paziente
o Diagnosi psicanalitica = descrive il funzionamento del paziente che ha quel disturbo
 Fare diagnosi significa capire chi è la persona che ha quel disturbo, come funziona la persona che ha sviluppato quel
sintomo
o Necessario intercettare la sofferenza di quel paziente collegato al sintomo
o Non ha lo scopo di definire la gravità della patologia, ma l'importanza che il paziente gli da
 Quando si ha una diagnosi affidabile è possibile individuare anche il modo migliore di agire per poter aiutare il paziente
o Costruisce un percorso adatto quella persona in base al sintomo, al funzionamento del paziente e alla sua
personalità
o Siccome una patologia non si manifesta mai in linea pura, ma mescolata a altre patologie o problematiche è più
utile costruire l'analisi sul paziente che non il contrario
 Quando si fa diagnosi non bisogna soffermarsi solo sugli aspetti patologici, ma bisogna ricontattare anche i punti di
forza, le risorse del paziente che sono da valorizzare
o Per poter curare gli aspetti di patologia è necessario agire attraverso gli aspetti "sani" del paziente
o Attraverso l'aspetto di funzionamento buono è possibile definire l'alleanza terapeutica e quindi iniziare l'analisi
 Fare diagnosi nella relazione del paziente
o Restituire la diagnosi al paziente che è lì per capire come fa
 Raccontare al paziente cos'ha
 Restituire il profilo diagnostico in termini comprensivi per il paziente
 Restituire una parte di cui il paziente è consapevole e una parte di cui lui non ha consapevolezza in questo
modo può conoscersi un po' meglio
o Comunicare empatica al paziente
 Mostrare di capire come sta
 Mettersi nei suoi panni per comprendere la sua sofferenza e lavorare su questa
o Dire al paziente qual è il progetto diagnostico
 Obiettivi terapeutici
 Raccontare il setting in cui vogliamo trattarlo
 Unica cosa che non si può dire è quanto durerà l'analisi
 Contenuti e obiettivi su cui si vuole lavorare
 Aspetti portati dal paziente su cui chiede aiuto
 Aspetti aggiunti dal terapeutiche il paziente magari non vede
o Necessario restituire al paziente qualcosa, ma la diagnosi psicoterapeutica è continuamente modificata
 Aggiungendo aspetti all'analisi si modificano gli obiettivi e i contenuti su cui lavorare
 Continua evoluzione rispetto ai contenuti presentati
 Spesso in fase di consultazione non si hanno gli strumenti per lavorare o chiedere di approfondire
determinati aspetti
 Il paziente non conosce determinate caratteristiche di sé quindi non può chiedere di lavorarci
 Il terapeuta nelle prime sedute può vedere determinati aspetti del paziente e non altri che vedrà
in seguito
 Dipende anche dal periodo evolutivo del paziente
 Bambino ha cambiamenti psicologici molto più forti
o Cercare la modalità di analisi che possa diminuire il drop out del paziente
 DROP OUT = abbandono improvviso dell'analisi del paziente
 Necessario che il terapeuta rifletta molto sul lavoro psicanalitico, se mal impostato può causare drop out

MODELLO BIASSIALE
 Due linee di sviluppo che si intersecano
o MECCANISMI DI DIFESA
 Pazienti nevrotici e psicotici utilizzano principalmente i meccanismi primari e non quelli secondari
o TIPO DI ORGANIZZAZIONE DELLA PERSONALITA'
 Come si definisce l'organizzazione
 Esame di realtà
 Conflitto
 Angoscia
 Affetto
 Relazione oggettuale
 Forza dell'io e identità
o Rappresentazione che il paziente ha di se stesso
o Collegata all'io, sia alle sue funzioni alte che ai meccanismi di difesa
o Una sua parte è data dall'interazione delle istanze
 Pensiero
 Meccanismi di difesa
 Capacità adattive
 Transfert e contro-transfert

PSICOTICA BORDELINE NEVROTICA

ESAME DI ASSENTE PRESENTE PRESENTE


REALTA'  Proietta gli aspetti  Può perderlo in situazioni  Mantiene sempre l'esame
 Prima inconsci e pulsionali particolarmente stressanti o di realtà
constatazione senza tener conto quando manifestano  Si accorge subito di
da fare dell'ambiente l'aggressività questa situazione
 Modo di  Non si rende conto di  Non prova senso di colpa
approcciarsi essere in questa fase in e resta molto in questa fase
al mondo che quanto è la normalità per
lo circonda lui

CONFLITTO IO vs REALTA' SEPARAZIONE EDIPICO - PULSIONALE


 Conflitto tra i /INDIVIDUAZIONE IO vs ES
contenuti deliranti e la  Conflitto tra l'essere  Conflitto tra quanto può
realtà a livello inconscio autonomi e il bisogno di esprimersi spontaneamente
 Delirio angosciante una vicinanza molto stressa e quanto deve rispettare le
 Molto difficile stargli regole
vicino perché chiedono
molto ma quando hanno
rifiutano

ANGOSCIA FRAMMENTAZIONE SEPARAZIONE / DIPENDENZA CASTRAZIONE


 Fatica a mantenere  Angoscia legata alla  Legato al complesso
insieme tutti gli aspetti paura dell'abbandono edipico
della propria esperienza  Quando è troppo vicino  Confusione rispetto al
 Non riesce a avere una chiede l'autonomia rispetto o no alle regole
visione integra di sé  Conflitto rispetto a ciò
stesso che vuole
 Lo mostrano  Fanno sentire in colpa gli
manifestando la paura di altri
impazzire o di morire
improvvisamente
 Attacco di panico
portano a
depersonalizzazione e
deindividuazione
temporanea

AFFETTO TERRORE, ANGOSCIA PAURA DELL'ABBANDONO SENSO DI COLPA


DELLA MORTE PSICHICA NOIA - VUOTO  Collegato al super-io
 Possibile trattare un RABBIA, VERGOGNA  Capire quanto posso
paziente solo se avviene  Quando si racconta si ha esprimere dell'es senza
un contenimento la sensazione di una sentirmi in colpa
farmacologico che confusione totale priva di  
riduce l'angoscia e il senso
delirio per poter  Rabbia è rivolta a se
comunicare con il stesso e soprattutto verso
paziente l'altro
 Non è in contatto con  Unico modo per lavorare
sé stesso quindi non con il paziente avviene
riesce a raccontarsi quando il paziente si
arrabbia con il terapeuta che
può in questo modo
inserirsi nel funzionamento
del paziente
 Alcuni agiscono la rabbia
che diventa aggressività
verso qualcuno o qualcosa
e in questi casi può essere
utile un supporto
farmacologico per evitare il
freezing dell'analista

RELAZIONE NON RICONOSCE RICONOSCE L'ALTRO TRIADICA


OGGETTUALE  Fermo alle primissime  Molto capace ad entrare  Triangolazione edipica
relazioni oggettuali in relazione, ma in modo  Sa relazionarsi in modo
L'ALTRO caotico maturo
FUSIONALE  Non sa gestire le relazioni
SIMBIOTICA  Riconosce l'altro e fa
CONTIGUITA' AUTISTICA delle richieste
 Fermo all'aspetto  La paura della vicinanza
simbiotico autistico crea una nebbia intorno al
 Quando il paziente sistema relazionale
parla con qualcuno non RELAZIONE DIADICA
ha ben presente il  Fa molta fatica ad entrare
confine tra il sé e l'altro in relazione in gruppo
 Ciò che dice è  La relazione è spesso
automaticamente vero e diadica essendo fisso in un
possibile anche nella processo di separazione -
mente dell'altro individuazione
 Non ha senso dire al OGGETTI PARZIALI
paziente che ciò che dice REAZIONE AD USO E
non è vero, contraddirlo CONSUMO
perché solo nel delirio è  Relazioni molto cariche
possibile capire il suo affettivamente
funzionamento  Usa le persone per
ripristinare questo
meccanismo di coazione a
ripetere
NON C'E' COSTANZA
DELL'OGGETTO
 Non si rendono conto del
tempo che passa e
riprendono l'analisi da dove
l'hanno lasciata nonostante
sia passato molto tempo

FORZA DELL'IO E POCHISSIMA FORZA DIFFUSIONE DI IDENTITA' ESISTE IDENTITA' DEFINITA


IDENTITA' DELL'IO  Confusione a descriversi
NON ESISTE IDENTITA'  Contraddittori
 Difficilmente  Cambia molto nel tempo
contattabile IMITATIVO
 Il paziente non ne è  Cerca di strutturare la
consapevole quindi non propria personalità imitando
riesce ad esprimerla l'altro
ADESIVO  Imita il comportamento
dell'altro data la sua
confusione

PENSIERO MAGICO CONCRETO EQUIVALENZA SIMBOLICA PENSIERO SIMBOLICO


 Nelle allucinazioni si  Non nel senso del delirio  Sa pensare su ciò che
concretizza un pensiero  Pensiero piuttosto succede
EQUIVALENZA concreto, simbolico  Le libere associazioni
SIMBOLICA  Racconta più fatti e ciò sono più facili
 Non c'è differenza tra che pensa sulle cose  Può avere un pensiero
la fantasia e la realtà rigido
 Tutto ciò che il
paziente pensa si
trasforma in realtà
 Non c'è filtro tra
dentro e fuori
 Crede vero ciò che
pensa o lo crede vero per
tutti
 Non hanno
contenimento come i
neonati
 Il delirio è un pensiero
anche se delirante

MECCANISMI DI RITIRO PRIMITIVO ACTING OUT RELAZIONALE EVOLUTE E PRIMITIVE


DIFESA ACTING OUT  È nella relazione che  
 Impulsività perde il controllo  
 Fa ciò che pensa SCISSIONE
PROIEZIONE PROIEZIONE
IDENTIFICAZIONE IDENTIFICAZIONE
PROIETTIVA PROIETTIVA
RITIRO DELLA FANTASIA  Quando racconta le
 Quando si rendono relazioni confuse in cui non
conto che gli altri li si capisce chi ha agito nella
considerano pazzi relazione
INTROIEZIONE  Proietta l'aggressività , fa
 Difficile accedervi identificare e agire l'altro

CAPACITA' NON RIESCE AD APPARENTEMENTE MOLTO ADATTATO


ADATTIVE ADATTARESI BEN ADATTATO ALCUNI POSSONO ESSERE
 Sua realtà è una realtà  Fino a che non si arrabbia MOLTO RIGIDI
parallela che non ha  Non riesce a relazionarsi  Funziona bene su uno
nulla a che fare con pensando che gli altri schema ben strutturato
quella che condivide con possano avvicinarsi
gli altri FALSA FLESSIBILITA'

TRANSFERT NON C'E' IL COME SE SCISSIONE ANALISA COME SE FOSSE


CONTRO-  Per lo psicotico il CAPISCE IL COME SE, L'OGGETTO DISFUNZIONALE
TRANSFERT terapeuta è l'oggetto MA SI COMPORTA CON
disfunzionale EQUIVALENZA
 Il terapeuta non è  Perde l'aspetto simbolico
simbolicamente, ma è quando si trova in momento
realmente di rabbia forte

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