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PSICOBIOLOGIA

Prof Facoetti
Introduzione
Studia le basi biologiche del comportamento (percezione, cognizione e emozioni)
-Ruolo della genetica nell'esperienza e nell'evoluzione nella genesi dei comportamenti
-Strutture che controllano il comportamento
-Il funzionamento dei neuroni
-Sistemi sensoriali, percettivi e attenzionali
-Plasticità cerebrale
> come si sviluppa il sistema
> come si ripara in caso di danno
> come apprendiamo e ricordiamo
-Specializzazione emisferica, linguaggio, emozioni, stress, salute e disturbi psichiatrici.

DIFFERENZA TRA NEUROBIOLOGIA E PSICOBIOLOGIA

• Neurobiologia :
o Lo sviluppo di determinate aree corticali è dato da specifici programmi genetici
 Genetica comportamentale è la disciplina scientifica fondata da Ploming che studia i geni che regolano il
comportamento
o I geni regolano la sintesi delle proteine tra le proteine di membrana cioè i canali ionici che regolano l’ingresso o
l’uscita di cariche + o- dai nostri neuroni regolati da recettori
o Le due varianti alleliche di ogni gene formano due parti che funzionano in maniera diversa e regolano diversi livelli
del comportamento.
o Spiegazione dei comportamenti ha vari livelli e uno di questi è la base genetica che attraverso la trascrizione di
proteine genera un certo tipo di comportamento
o L'approccio della neurobiologia è sbagliato perché si basa sulla mono-direzione dalla genetica al comportamento
senza considerare l'esperienza!!!!
Epigenetica: scienza che oltre a considerare il cambiamento dell'espressione del comportamento per via dei geni dona
molta importanza anche al ruolo dell’esperienza che non può variare il pattern genetico, ma influenza
l’espressione del comportamento >> implicazione bidirezionale

• Psicobiologia :
o Invece di studiare il comportamento solo attraverso la genetica prende in considerazione anche altre variabili
come l’esperienza
o Metodi di indagine
 NEUROIMMAGINE > visualizza in vivo quello che fa il cervello durante un compito
 fRMI > visualizza l'attivazione localizzata e l'attività metabolica attraverso la quantità di sangue
assorbita da determinate aree del cervello (neuroscienze cognitive)
o Introduce una variabile intermedia per capire il legame tra genetica e il comportamento
o Studia le funzioni psicologiche attraverso
 Osservazione dei comportamenti
 Un’esperienza soggettiva come i questionari
o Considera l’interazione tra le basi cerebrali e le basi genetiche
 Interazione bidirezionale tra comportamento e ambiente e tra la mente e il cervello.
o 5 livelli di analisi:
1. Genetico- molecolare = guarda solo il pattern genetico Tra un livello e l’altro
2. Neurobiologico - Ambiente
3. Cognitivo - Esperienza
4. Comportamentale - Manifestazioni
- Altre variabili
5. Fenotipo = manifestazione clinica, ciò che si vede

o Gli psicobiologi utilizzano i metodi della risonanza magnetica e la neuroimmagine, che sono variabili da loro
controllabili, per riuscire a studiare tutte le altre

STRUMENTI DI RICERCA DELLA PSICOBIOLOGIA

• Punto di partenza è il funzionamento genetico


- Si osserva il polimorfismo = diverse proteine prodotte dai diversi alleli
- Interazione tra i geni possono sviluppare anomalie nello sviluppo
- Fattori epigenetici = esperienza cambia l’espressione dei comportamenti
• Modularismo VS Interazionismo
- Le aree del cervello non sono moduli a se stanti, ma per poter funzionare devono interagire
- Non si studia più l'attivazione semplice di un area ma si studia anche la correlazione nelle diverse
attivazioni >> possibile attraverso la RMstrutturale
• Si misura il volume del cervello
• Si osserva la struttura del cervello
• La forma e la quantità di materia grigia e bianca attraverso la neuroimmagine
• Spessore della corteccia
• L’attività elettrica attraverso l’encefalogramma
- Si estraggono i potenziali evento relati
- Più neuroni producono una variazione elettrochimica

Funzionamento psicologico

Variazione genetica Fenotipi

LA STRUTTURA DEL NEURONE

• I comportamenti sono regolati dall’interazione di neuroni


• Neuroni sono composti da:
 Dendriti = parte recettiva
 Corpo cellulare = nucleo e nucleolo
 Assoni con terminali assonici dove si forma la sinapsi
 Monticello assonico luogo in cui ha origine il potenziale d'azione
 Terminale assonico la base da cui si formano la sinapsi
• Tecnica di neuroimmagine risonanza magnetica strutturale
• Utilizzata per vedere le lesioni
• Si può visualizzare sfruttando il campo magnetico prodotto
• Permette di visualizzare lo sviluppo della materia bianca e grigia
o Neonati hanno
▪ poca materia bianca= non è completa la mielinizzazione
▪ tanta materia grigia che è costituita da
- Terminali assonici
- Corpi cellulari e dendriti
- Materia bianca
- Mielina che ricopre i nostri neuroni che aumenta con lo sviluppo
o Tra 6 e 15 mesi la materia bianca aumenta = si formano i collegamenti sinaptici
o A 10 anni la materia bianca diminuisce = potatura
o Adulti la materia bianca si riduce ancora
➢ Lo sviluppo non è lineare
- La materia bianca cresce in maniera lineare fino a 15 mesi poi
decresce = meccanismi di autoregolazione
➢ Procedendo con lo sviluppo è possibile visualizzare
- Solchi
- Corpo calloso = premette la connessione tra il cervello di SX e quello di DX
= commisura è il punto in cui i due cervelli comunicano di più
= assoni mielinizzati che passano info da un emisfero all’altro
o A 6 mesi autismo si può già notare
• Tecnica di neuroimmagine volume e quantità di materia bianca migliora
• Sviluppo pre-natale del cervello :
o Il cervello ha una dimensione diversa e ha meno solchi e giri
o Sinaptogenesi si sviluppa in modo diverso rispetto al tipo di sinapsi da creare
▪ Sinaptogenesi della corteccia visiva raggiunge l’apice molto presto
▪ Sinaptogenesi della corteccia prefrontale raggiunge l’apice più tardi
o Apice si raggiunge nei primi anni di vita, in seguito avviene la potatura e quindi il numero di sinapsi in
ogni tipologia diminuisce
o Durante l’adolescenza non si ha ancora stabilità, il cervello si sta ancora sviluppando
o I lobi prefrontali sono il luogo della personalità

PSICO = ambiente, esperienza > mente

BIOLOGIA = struttura cerebrale e sviluppo cognitivo


Lo sviluppo del cervello non è DETERMINISTICO, ma PROBABILISTICO, non sono solo i geni a determinare lo sviluppo

Gene > Struttura > Funzioni > Esperienza Gene <> Struttura <> Funzione <> Esperienza

+ I geni determinano lo sviluppo + L’espressione dei geni cambia in base all’esperienza


+ Modello sbagliato, ma ancora in uso + Modello più giusto
+ LO SVILUPPO NON E’ PREDETERMINISTICO

o Nel dislessico non si attivano determinate aree del lobo prefrontale, ma questa
non è la causa della dislessia, bensì un effetto del fatto che, evitando la lettura,
queste aree non si sviluppano >> lo stesso avviene negli aborigeni dell’Amazonia
o Le cause della dislessia sono biologiche e cognitive, non c’è un gene della
dislessia e l’ambiente ha un grande ruolo nel determinare gli effetti
o La genetica predispone alla dislessia, ma l’ambiente può mettere a disposizione
gli strumenti necessari e giusti per migliorare le abilità di lettura e favorire
l’attivazione delle aree corrette

CAPITOLO 1 – Cos’è la psicobiologia


• Studia la biologia del comportamento
• Si propone di studiare come il sistema nervoso determina e regola il comportamento nelle varie attività
• Hebb 1949 “The organisation of behaviour” da un grande contributo alla psicobiologia
Il comportamento può essere studiato dal punto di vista biologico
Scredita il fatto che le funzioni psicologiche fossero troppo complesse per essere strettamente legate alla
fisiologia cerebrale
Spiega in che modo l’attività cerebrale potrebbe produrre fenomeni fisiologici complessi come l’emozione la
percezione i pensieri e i ricordi
 Basò la sua teoria su esperimenti che coinvolgevano sia l’uomo che animali
• Psicobiologia è una disciplina integrata in quanto trae le sue conoscenze da altre discipline neuroscientifiche e le applica
allo studio del comportamento
• Ambiti di studio
▪ Neuroanatomia: studia la struttura del sistema nervoso
▪ Neurochimica: studia le attività chimiche alla base dell’attività nervosa
▪ Neurofisiologia: studia le funzioni e le attività del sistema nervoso.
▪ Neurofarmacologia: studia gli effetti dei farmaci sull’attività nervosa
▪ Neuroendocrinologia: studia le interazioni tra il sistema nervoso e il sistema endocrino
▪ Neuropatologia: studia i disturbi del sistema nervoso
• Metodi utilizzati
o STUDI CON SOGGETTI UMANI E NON UMANI
▪ Vantaggi :
➢ Soggetto umano:
- È in grado di seguire le istruzioni e riferire le proprie esperienze
- Meno costoso
- Continuità evolutiva del cervello
- Differenze nelle dimensioni e nello sviluppo di aree corticali
➢ Soggetti non umani :
- Maggiore semplicità del cervello e del comportamento
- Approccio comparativo tra specie diverse.
- Si possono condurre ricerche che per ragioni etiche non potrebbero essere
condotte sull’uomo.
o STUDI SPERIMENTALI
• Per studiare le cause e gli effetti
o CONFRONTI TRA I GRUPPI O ENTRO I GRUPPI
• Lo sperimentatore assegna ai soggetti varie condizioni somministrando loro i trattamenti e valuta il
risultato in modo che ci sia solo una differenza rilevante tra le condizioni
➢ Variabile dipendente: variabile misurata dallo sperimentatore per valutare l’effetto
➢ Variabile indipendente: variabile manipolata dallo sperimentatore
➢ Variabile confondente: variabili che lo sperimentatore tenta di misurare
o Effetto Cooldige
▪ Un maschio incapace a copulare con una femmina riesce spesso a
ricominciare ad accoppiarsi con una nuova partner
▪ Esperimento vuole verificare se avviene lo steso nelle femmine
▪ Soggetti = criceti
▪ VD = lordosi, la postura con il dorso inarcato e il bacino sollevato
assunta dalla femmina sessualmente ricettiva
o ESPERIMENTI
• I gruppi sperimentali differiscono solo per la variabile studiata
o QUASI ESPERIMENTI
• Gruppi sperimentali che differiscono per più variabili non controllabili
• Studio di gruppi esposti alle condizioni di interesse nel mondo reale
• Presenza di ostacoli fisici o etici che non permettono lo sviluppo di un esperimento
o CASI SINGOLI
• Generano ipotesi da verificare
• Problema della generalizzazione
o RICERCA PURA
• Condotta esclusivamente allo scopo di acquisire conoscenze
o RICERCA APPLICATA
• Condotta per apportare benefici diretti al genere umano
o RICERCA TRASLAZIONALE
• Trasla le scoperte della ricerca pura in applicazioni utili per il genere umano

SEI DISCIPLINE COSTITUISCONO LA PSICOBIOLOGIA

❖ Psicologia fisiologica: studia i meccanismi nervosi del comportamento attraverso metodi chirurgici elettrici o chimici
applicati direttamente sul sistema nevoso in esperimenti controllati
 Soggetti generalmente non umani TMS
 Ricerca pura che contribuisce allo sviluppo di teorie sul controllo nervoso del comportamento
 Attraverso impulsi ben studiati è possibile stimolare l’uomo ed osservarne il comportamento
 Attraverso delle lesioni nel cervello dell’animale si studiano i comportamenti che ne derivano
Es:lesione bilaterale della V5-MT nel Macaco
 Interferenza con il normale funzionamento del sistema nervoso per osservare i comportamenti che ne
derivano

❖ Neuropsicologia: studia nell'uomo gli effetti psicologici in senso lato prodotti da lesioni cerebrali
 Si focalizza sullo studio delle funzioni corticali
 I soggetti sono umani
 Si basa esclusivamente su casi di studio e su quasi-esperimenti
 Sotto disciplina maggiormente applicativa
➢ Neuropsicologia clinica = cerca di migliorare le prestazioni di chi ha una lesione
Es: Afasia di Wernicke = ictus che compromette le aree temporo-parietali posteriori dell’emisfero SX

❖ Psicofisiologia: studia il rapporto tra attività fisiologica e i processi psicologici in soggetti umani
 Procedure di registrazione non sono invasive, l’attività psicofisiologia viene registrata dalla superficie del
corpo attraverso
➢ Elettroencefalogramma (EEG) di superfici
➢ Elettroencefalogramma = la misurazione dell’ attività cardiaca
 Soggetti sono umani
 Misura l’attività del sistema nervoso autonomo
➢ Frequenza cardiaca
➢ Conduttanza cutanea = macchina della verità
 Comprensione della fisiologia dei processi psicologici
➢ Emozioni
➢ Attenzione
➢ Analisi degli stimoli
➢ Applicazioni cliniche
Es: EEG in un bambino con epilessia (epilessia generalizzata o focale )

❖ Neuroscienze cognitive : studia le basi della cognizione, cioè i processi intellettivi più elevati come il pensiero la
memoria l’attenzione e i processi complessi.
 Partecipanti umani
 Metodi non invasivi
 Metodo più utilizzato neuroimmagine funzionale
➢ La registrazione di immagini relative all’attività del cervello umano vivente mentre il
partecipante svolge un attività cognitiva

❖ Psicofarmacologia : manipolazione delle attività nervosa e del comportamento attraverso l’utilizzo di farmaci.
 Ormai considerata una disciplina a sé
 Studiano gli effetti dei farmaci su cavie da laboratorio.

❖ Psicologia comparata :studio dell’evoluzione della genetica e dell’adattività del comportamento soprattutto attraverso
l’uso del metodo comparativo.

Gli approcci della psicobiologia cambiano per metodi di indagine e scopi


• Esperimento con il pendolo
o Elettrodi misurano il movimento degli occhi durante l'osservazione del pendolo
o È possibile grazie al fatto che l'occhio è un dipolo
o Scopo è studiare il movimento oculare di soggetti schizofrenici
1. Gruppo di controllo ha un movimento armonico
2. Tre gruppi schizofrenici hanno un movimento poco armonico
o L’ elettroencefalografia è un metodo utilizzato dalla psicofisiologia
o È un quasi esperimento in quanto non è stato manipolato nulla dallo sperimentatore, che si limita ad
osservare
o Non si sa se il diverso movimento oculare è causa o effetto della schizofrenia
o Buon indicatore, ma non è assoluto
o Per avere un indicatore assoluto è necessaria una diagnosi accurata

Disciplina Studio sulla memoria

Psicologia fisiologica Rimozione dell'ippocampo dei ratti per vederne gli effetti sul comportamento

Psicofarmacologia Farmaci per aumentare la memoria dei pazienti di Alzheimer

Neuropsicologia Studia l'effetto che l’alcol ha sulla memoria in pazienti che ne fanno uso

Psicofisiologia Studia cosa accade nel presentare al paziente il volto di persone famigliari sebbene non
vengano riconosciuti
Il cervello percepisce di aver già elaborato quel viso, ma questo non arriva alla coscienza

Neuroscienze cognitive Studia l'attivazione di varie aree mentre il paziente è sottoposto a compiti di memoria

Psicologia comparata Uccelli che seppelliscono i semi hanno un ippocampo molto sviluppato soprattutto nel
ricordare i luoghi

METODI PSICOBIOLOGICI >> il punto di forza della psicobiologia risiede nella varietà dei suoi metodi e dei suoi approcci

• INFERENZA CONVERGENTE = unire più approcci delle sei branche di modo che più evidenze empiriche dimostrino la
presenza del dato
➢ Sindrome di Korsakoff
o Incapacità di generare nuovi ricordi
o INFERENZA NEUROPSICOLOGICA = causa della sindrome è un elevato uso di alcol
o INFERENZA PSICOFARMACOLOGICA = la sindrome è presente anche in soggetti che non hanno mai
bevuto
o Unendo le inferenza si arriva a dire che la sindrome è associata a una mancanza di TIAMINA (vitamina B1)
necessaria per formulare nuovi ricordi
o Può essere molto spesso associata all’alcolismo in quanto la maggior parte del loro apporto calorico deriva
dall’alcol che è privo di vitamine e interferisce con il metabolismo della tiamina
o I progetti di prevenzione permettono di prescrive tiamina a soggetti predisposti allo sviluppo della sindrome
• INFERENZA SCIENTIFICA = sistema diretto alla scoperta attraverso un’attenta osservazione

 Molti dei processi studiati dagli scienziati non possono essere osservati
 DEDUZIONE SCIENTIFICA >> gli scienziati misurano attentamente eventi chiave osservabili e utilizzano
queste misure come base per dedurre in maniera logica la natura degli eventi
che non si possono osservare
 Il fatto che i meccanismi nervosi alla base del comportamento non siano osservabili direttamente e richiedano
una deduzione scientifica per poterli studiare è ciò che rende laboriosa la ricerca psicobiologica

➢ Percezione di un oggetto in movimento


o Quando l’oggetto è fermo esso è percepito fermo anche dal nostro cervello
o Muovendo gli occhi, il cervello non codifica questo movimento come movimento del mondo perché sa che
il movimento è interno
o Quando l'oggetto si muove il cervello codifica questo come un movimento proprio dell’oggetto
o Inducendo il movimento dell'occhio si codifica questo come un movimento dell’oggetto guardato
o Il cervello nel dire se c'è movimento deve tener conto, oltre all'immagine retinica, anche dei movimenti
degli altri muscoli del corpo
o Il meccanismo cerebrale tiene solo conto dei movimenti degli occhi attivamente prodotti da segnali nervosi
provenienti dall’encefalo ma non di quelli prodotti passivamente attraverso mezzi esterni

➢ Merton e il tentativo di mantenere gli occhi fermi nonostante il tentativo del cervello di muoverli
o Ha assunto una sostanza paralizzante capace di inibire il movimento dei muscoli
o Nel momento in cui cerca di muovere gli occhi vede gli oggetti fermi presenti nel suo campo visivo
spostarsi nella stessa direzione in cui cercava di muovere gli occhi
o Se un oggetto del campo visivo è messo a fuoco su una parte della retina e la sua immagine retinica resta
ferma nella stessa posizione nonostante un movimento degli occhi significa che anche l’oggetto si è mosso
o Il cervello presume che il movimento ordinato sia stato eseguito e quindi percepisce gli oggetti di
conseguenza

DANNI FATTI DALLA PSICOBIOLOGIA PERCHÉ NON SONO STATI APPLICATI I METODI

1. Controllo dell’aggressività attraverso un elettrodo di Delgado


• Ha impiantato un elettrodo nel cervello di un toro e attraverso il comando a distanza riusciva a generare una leggera
corrente elettrica che raggiungeva l’elettrodo bloccando il toro nella sua azione di carica e dissipando l’aggressività
• Sosteneva di riusciva a controllare il "centro dell'aggressività"
• Attraverso un unico esperimento, su un unico toro, con un unico elettrodo posizionato in quella sola posizione si
sostiene di aver scoperto il centro dell’aggressività
• Questa condizione non è mai stata dimostrata
o Non si sa se la scarica elettrica blocchi l'aggressività o provochi, ad esempio, una sorta di cecità
momentanea che blocca il toro
• Non c'è una condizione di controllo

2. La lobotomia prefrontale di Moniz, Becky >> "Qualcuno volò sul nido del cuculo” film sulla lobotomia
• 40 mila persone negli USA a partire dagli anni 50
• Intervento di psicochirurgia per controllare l'aggressività utilizzato spesso in soggetti schizofrenici o con disturbi
dell'attenzione
• Ha ricevuto il premio Nobel
• Ha fatto un solo esperimento su una scimmia prima di applicare la tecnica sull’uomo
• LEUCOTOMO
o Sorta di bisturi utilizzato per l’operazione
o È infilato nelle aree prefrontali profonde attraverso un’apertura della calotta cranica
o Una volta infilato, attraverso un marchingegno, esce una lama che è fatta ruotare all'interno del cranio
provocando la recisione delle connessioni tra il lobo prefrontale e il resto dell’encefalo
o Si provocano tre lesioni nel lobo prefrontale destro e tre in quello sinistro
o Le parti recise dalla lama non erano esportate, ma restavano lì degenerando e portando ad ulteriori
danni
• Questa pratica disconnetteva le aree prefrontali dal resto e in particolare dalle aree percettive
• In questo modo di lesionava particolarmente la materia bianca principalmente costituita da assoni che sono i
collegamenti tra neuroni
• Da un lato c'era meno aggressività, ma questo intervento provocava molti altri danni
- Amoralità
- Perdita della capacità di previsione
- Indifferenza emotiva
- Epilessia
- Incontinenza urinaria
• Questi esperimenti sono stati avvalorati perché erano gli stessi neuropsicologi che avevano eseguito l’operazione a
registrare gli effetti successivi all'esperimento
• Per permettere una maggior diffusione, un minor dispendio di energie e di tempo si è poi sviluppata:
o PROCEDURA TRANS ORBITALE
- Sviluppata inizialmente in Italia e poi diffusa negli USA negli ultimi anni 40
- Trattamento che non necessita l'apertura della teca cranica
- Inserito sotto la palpebra un dispositivo simile a un punteruolo di ghiaccio, poi con un
martelletto si rompe l'orbita e di penetra nella zona prefrontale recidendo le zone di interesse
andando avanti e indietro
- Rischio era quello di lesionare il nervo ottico provocando cecità
• Oggi questa tecnica è vietata negli USA me ancora usata in molti paesi

CAPITOLO 3
ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO (Appendici I, II, III, IV)

IL SISTEMA NERVOSO

SISTEMA NERVOSO SISTEMA NERVOSO


CENTRALE (SNC) PERIFERICO (SNP)

ENCEFALO MIDOLLO SISTEMA NERVOSO SISTEMA NERVOSO


Cavità cranica SPINALE SOMATICO (SNS) AUTONOMO (SNA)
Colonna Interagisce con l’ambiente Regola l’ambiente
vertebrale esterno all’interno dell’organismo

NERVI AFFERENTI NERVI EFFERENTI NERVI EFFERENTI NERVI AFFERENTI


Trasportano al SNC i Trasportano i segnali Trasportano segnali Trasportano segnali
segnali sensoriali motori dal SNC ai motori dal SNC agli sensoriali dagli organi
muscoli scheletrici organi interni interni al SNC

SISTEMA NERVOSO SISTEMA NERVOSO


ORTOSIMPATICO PARASIMPATICO
Nervi motori autonomi che Nervi motori autonomi che
originano nel SNC a livello lombare originano nell’encefalo e nella
e toracico regione sacrale
Contraggono sinapsi con i neuroni Formano sinapsi con neuroni di
di secondo ordine posti a grande secondo ordine dotati di un
distanza dall’organo target prolungamento breve e quindi
Stimolano, organizzano, vicini all’organo target
mobilizzano energia nei momenti di Agiscono al fine di conservare
minaccia energia

1. I neuroni di entrambi rendono conto della prima tappa del percorso terminando a
livello di altri neuroni di secondo ordine che completano la tappa a livello degli
organi target
2. Ogni organo target riceve segnali simpatici e parasimpatici
3. Modificazioni di
o Sistema simpatico = eccitazione psicologica
o Sistema parasimpatico = rilassamento psicologico

❖ I due sistemi interagiscono anche se appartengono a strutture anatomiche diverse


❖ La maggior parte di nervi del SNP origina dal midollo spinale a eccezione dei NERVI CRANICI
▪ Nervi sensoriali
▪ Fibre sensoriali e motorie
• MENINGI
o Proteggono il nostro cervello
o Difficilmente i farmaci raggiungono questa parte
o La loro infiammazione porta alla meningite, malattia molto grave
o Tre strati di meningi
1. DURA MADRE
- Strato più esterno, vicino alla teca cranica
- I semi della dura madre = assorbono il liquido celebrospinale
- Strato rigido e resistente
2. ARACNOIDE
- Strato intermedio
- Lo spazio tra l'aracnoide e la pia madre = SPAZIO SUB-ARACNOIDEO
 Contiene le vene e le arterie
 Liquido cerebrospinale
 IDROCEFALO

➢ Bambini con un volume della teca cranica superiore alla norma


➢ Condizione patologica per cui il liquido cerebrospinale non è assorbito dai
seni durali
➢ Grande compressione e a un aumento della teca cranica
➢ Connessione con altri disturbi come autismo e iperattività

3. PIA MADRE
- Strato più interno e a diretto contatto con la corteccia celebrale
- Molto sottile e morbido

• Subendo un trauma cranico o una lesione interna


o Spazi interni sono compressi perché verso l’esterno trovano strutture rigide
o L'arteria nello spazio sub-aracnoideo forma una sacca che preme sulla corteccia e quando la pressione è molto
alta provoca danni alle aree del cervello compresse
o Anche la rottura di piccoli capillari non portano a sintomi evidenti ma possono provocare comunque danni

• VENTRICOLI E LIQUIDO CEREBROSPINALE

o Liquido cerebrospinale
▪ Riempie lo spazio subaracnoideo
▪ Si trova nel canale centrale (canale centrale del midollo spinale), nei ventricoli cerebrali dell’encefalo
▪ Funzioni si sostegno e ammortizzazione degli urti al cervello
▪ Pazienti a cui ne è stata rimossa una parte soffrono di mal di testa e dolori se muovono bruscamente la
testa
▪ Prodotto dai plessi corioidei (capillari e vasi sanguigni) e il suo eccesso è assorbito dallo spazio
subaracnoideo in spazi ripieni di sangue detti SENI DURALI che decorrono nella dura madre fino alle
giugulari
▪ L’accumulo di liquido nei ventricoli pota a un ampiamento di questi centri e a l’idrocefalo
o Ventricoli cerebrali
▪ Distribuiti nelle diverse strutture dell’encefalo
▪ Permettono di capire quale sezione del cervello si sta osservando in una radiografia
▪ All’interno si trova il liquido cerebrospinale
▪ All’interno di questi si generano i neuroni che poi migrano nella loro posizione
▪ Alla loro base restano delle ricche formazioni di cellule gliali che sembrano essere alla base della
neurogenesi anche dell’adulto
▪ In seguito a una lesione è possibile determinarne la gravità osservando quanto si sono ingranditi i
ventricoli
▪ Quattro ampie camere interne all’encefalo
a. Due ventricoli laterali
1. Forma affusolata
b. Terzo ventricolo
c. Quarto ventricolo
o Tra il terzo e il quarto ventricolo si trova l’acquedotto cerebrale è dopo il quarto ventricolo diventa canale
centrale (midollo spinale)
o Spazio subaracnoideo, canale centrale e ventricoli comunicano tra di loro formando un’unica camera

• BARRIERA EMATO-ENCEFALICA
o Il cervello è un organo elettrochimico finemente modulato la cui funzione può essere gravemente alterata
dall’introduzione di determinai composti chimici
o La barriera è il meccanismo che impedisce il passaggio di molte sostanze tossiche dal sangue al cervello
o Cellule strettamente impacchettate
o Protegge l'encefalo
o Blocca il passaggio di grandi molecole (alcol)
➢ Sopra una grande percentuale di queste sostanze non riesce più a bloccarle e quindi arrivano
all’encefalo
o Il grado con cui le sostanze a uso terapeutico possono influenzare l’attività cerebrale dipende dalla facilità con
cui riescono a penetrare la barriera emato-encefalica e questo è permesso dai precursori che alzano il livello
della percentuale
o Alcune molecole di grandi dimensioni la cui presenza è necessaria al buon funzionamento del cervello
(glucosio) sono trasportate attivamente attraverso le pareti dei vasi cerebrali
MORFOLOGIA DEI NEURONI

• Hanno il ruolo di ricevere e inviare informazioni


• Sono cellule specializzate per la recezione, la conduzione e la trasmissione di segnali elettrochimici

CARATTERISTICHE ESTERNE

1. Corpo cellulare
o Centro metabolico del neurone
o Chiamato anche soma
2. Membrana cellulare
o Composta da
 Doppio strato lipidico
 Proteine canale
o Permettono il
passaggio di
determinate molecole
 Proteine di segnalazione
o Trasferiscono un
segnale all’interno del
neurone in seguito al
loro legame con alcune
molecole esterne alla
membrana
o Membrana semi-impermeabile
o Il potenziale d’azione crea una
particolare affinità con questa
struttura e con le vescicole per
scatenare l’ESOCITODSI cioè la
fuoriuscita di neurotrasmettitori
3. Rami dendritici
o Brevi prolungamenti che si diramano
dal corpo cellulare
o Ricevono la maggior parte dei
contatti sinaptici
4. Cono di emergenza
o Zona di giunzione a forma di cono tra l’assone e il corpo cellulare
o Si sommano le variazioni di corrente elettrica recepita dai diversi rami dendritici
o Può originare il potenziale d’azione che è il modo che il neurone ha per comunicare con i neuroni che seguono
5. Un assone
o Può arrivare anche a una lunghezza di 1 metro
o Prolungamento che si stacca dal corpo cellulare
o Si collega poi a un neurone motorio che regola i muscoli volontari
6. Mielina
o Riveste l’assone
o Strato lipidico isolante
o Permette una veloce conduzione
1. Neuroni mielinizzati = molto rapidi
2. Neuroni non mielinizzati = molto più lenti
o Fenomeno di mielinizzazione inizia in età pre-natale
1. Il fatto che i bambini non abbiano grandi capacità motorie è dato dal fatto che i neuroni non sono
ancora completamente rivestiti
2. Picco di mielinizzazione = 15 mesi, poi potatura
o È da associare alla materia bianca, quindi alle connessioni, trasporto di informazioni
o Tra una guaina mielinica e l’altra ci sono degli spazi chiamati NODI DI RANVIER
7. Nodi di Ranvier
o Meccanismi che ottimizzano la produzione di segnali
o Interruzioni interposte tra brevi segmenti di mielina
8. Bottoni sinaptici
o Allargamenti dell’assone
o Permettono la trasmissione effettiva delle informazioni
o Terminali che rilasciano le sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori
o Punto in cui un neurone si congiunge con un altro neurone
9. Sinapsi
o Spazio compreso tra neuroni adiacenti
o Trasmette segnali chimici
CARATTERISTICHE INTERNE
1. Nucleo
o Contiene il DNA
o Forma sferica
2. Mitocondri
o Rilasciano energia
3. Reticolo endoplasmatico
o Sistema di membrane ripiegate
o Trascrive i geni
o Rugoso
➢ Sintesi proteica
o Liscio
➢ Sintesi lipidica
4. Ribosomi
o Strutture in cui avviene la
trascrizione proteica
o Situati nel reticolo
endoplasmatico
5. Citoplasma
o Liquido trasparente contenuto
nella cellula
6. Complesso di Golgi
o Sistema interconnesso di
membrane
o Importante per la sintesi dei
neurotrasmettitori incapsulati
in vescicole con uguali
proprietà della membrana
citoplasmatica
7. Microtubuli
o Si sviluppano lungo l’assone
o Trasportano attivamente
sostanze
o Parte terminale le varie
sostanze sono veicolate nei
bottoni
8. Vescicole sinaptiche
o Strutture sferiche avvolte da
membrana
o Si accumulano le molecole dei neurotrasmettitori
o Il potenziale d’azione ha un effetto su di esse
9. Neurotrasmettitori
o Molecole rilasciate da neuroni attivi
o Influenzano l’attività di altre cellule

DIVERSE CLASSI DI NEURONI

• Neurone multipolare
o Neurone con più di due prolungamenti
• Neuroni unipolari
o Unico filamento che raccoglie la parte recettiva e la
parte di trasmissione del segnale
o Ha un unico polo
• Neuroni bipolari
o Due prolungamenti che si estendono dal corpo cellulare
o Presente nella retina
• Interneurone multipolare
o Non hanno assoni
o Funzione
➢ Mediare e modulare i segnali che provengono
dagli altri neuroni
➢ Integrare l’attività nervosa all’interno di una
singola struttura encefalica
o Non producono potenziale d’azione
o Presenti nei vari strati lipidici dell’occhio
STRUTTURA NEUROANATOMICA

• Due tipi di strutture macroscopiche


o CORPI CELLULARI
▪ NUCLEI nel SNC
▪ GANGLI nel SNP
o ASSONI
▪ TRATTI nel SNC
▪ NEVI nel SNP
• Raggruppamento di assoni attorno ai quali si assemblano le cellule di Schwann

LE GLIA: LE CELLULE DIMENTICATE

• Il loro numero è 10 volte superiore a quello dei neuroni


• Diversi tipi
o OLIGODENTROCITI
▪ Sistema nervoso centrale
▪ Estensioni che avvolgono gli assoni di alcuni neuroni nel SNC
▪ Formano diversi segmenti mielinici
▪ Presenta delle diramazioni che creano la mielina su assoni di neuroni diversi
▪ Il sistema di riparazione cellulare è quasi inibito perché potrebbe creare più danni
o CELLULE DI SCHWANN
▪ Sistema nervoso periferico
▪ Ciascuna cellula forma un singolo segmento di mielina
▪ Avvolgono parte dell’assone che andrà a formare il nervo del SNP
▪ Guidano il processo di rigenerazione assonica in seguito a un danno
o MICROGLIA
▪ Mediano
▪ Più piccole
▪ Funzione di sistema immunitario
▪ Meccanismi di riparazione durante i fenomeni di morte cellulare
• Morte programmata
 Meccanismi che scatenano le microglia le quali inglobano il neurone che deve morire
 APOCTOSI
 Morte che non causa infiammazione con la probabilità di degenerare altri neuroni
 Eliminano le sinapsi
o ASTROCITI
▪ Supporto e apporto di nutrimento dei neuroni
▪ Più grandi
▪ I loro prolungamenti rivestono i vasi sanguigni che decorrono nel tessuto cellulare
▪ Capacità di contrarre o dilatare i vasi sanguigni in base alle necessità di perfusione di particolari
lesioni cerebrali
▪ Stabiliscono contatti con i neuroni e le sinapsi modulandone il funzionamento
▪ Fondamentali perché sono la base della barriera emato-encefalica
▪ Inviano e modulano segnali
▪ Distinzione con i neuroni
▪ NEURONI = producono e trasmettono segnali
▪ CELLULE GLIALI = in grado di trasmettere informazioni per modulare l’attività elettrica
▪ Sono alla base delle connessioni

TECNICHE NEUROANATOMICHE

• La struttura spugnosa presente nel cervello è formata da neuroni


• La visualizzazione dei neuroni è molto difficile per il fatto che sono strettamente impacchettati e intrecciati

• LA COLORAZIONE DI GOLGI 1870


o Sfrutta l’azione del bicromato di potassio e del nitrato di argento
o Grazie alle particolari capacità di assorbimento dei neuroni impregna alcuni neuroni di ciascuna sezione di
tessuto colorandolo di nero
o Permette di visualizzare del profilo di singoli neuroni
o La colorazione permette di isolare il neurone e vederlo
o Non da informazioni sul numero di neuroni presenti in una singola area

• LA COLORAZIONE DI NISSL
o Sfrutta l’azione del violetto di cresile
o Le sostanze penetrano in tutte le cellule presenti, ma si legano solo ai neuroni
o Isola solo il corpo cellulare dei neuroni
o Permette di stimare il numero di corpi cellulari presenti in una particolare area

• MICROSCOPIA ELETTRONICA
o Microfotografia elettronica
o Fornisce informazioni sui dettagli della struttura dei neuroni
o Mostra in reale la complessità delle connessioni di un singolo neurone
o Vedono i bottoni terminali che fanno sinapsi con il neurone in questione
o L’interazione di un singolo neurone con gli altri neuroni è estremamente complessa

• TECNICHE DI TRACCIAMENTO NEUROANATOMICO


o Tracciamento anterogrado = in avanti
➢ Quando di vuole tracciare il percorso degli assoni che si proiettano dai corpi cellulari dei neuroni
➢ Nell’area di interesse si inietta una sostanza chimica impiegata per il tracciamento anterogrado
➢ La sostanza è captata dai corpi cellulari dei neuroni e trasportata lungo l’assone fino ai bottoni
➢ Cervello è poi rimosso e sezionato così da rilevare la sede della sostanza inserita
o Tracciamento retrogrado = indietro
➢ Traccia il percorso degli assoni che si proiettano in una particolare area
➢ Si iniettano sostanza captate dai bottoni sinaptici e quindi trasportate lungo l’assone verso il corpo
cellulare
➢ Il cervello è rimosso e sezionato

• Attraverso queste tecniche si è scoperto che nei soggetti DSA la distribuzioni dei neuroni nelle strutture profonde del
diencefalo è minore

COME ORIENTARSI ALL’INTERNO DEL CERVELLO

• gli orientamenti delle varie strutture sono descritti in relazione all’orientamento del midollo spinale
• Le diverse strutture del SNC e del SNP hanno tre assi
• Anteriore – posteriore
o Porzioni anteriori
➢ Parte frontale dell’encefalo
➢ Parte alta della spina dorale
o Porzioni posteriori
➢ Parte occipitale dell’encefalo
➢ Parte bassa della spina dorsale
Spostandosi dalla spina dorsale all’encefalo
l’orientamento delle porzioni e delle vie ruota a
• Dorsale - ventrale
o Via dorsale causa del fatto che l’evoluzione ci ha portato a
➢ Parte alta dell’encefalo sviluppare una posizione eretta
➢ Parte volta alla schiena della spina dorsale
➢ Permette di percepire
➢ Le informazioni arrivano
o Via ventrale
➢ Parte bassa dell’encefalo
➢ Parte volta al petto della spina dorsale
➢ Permette di agire
➢ Le informazioni partono

• Mediale – laterale
o Orientamento mediale
➢ Interno
➢ Parte più profonda
o Orientamento laterale
➢ Esterno
➢ Permette di vedere i giri, i solchi
dell’encefalo
• Prossimale – distale
o Prossimale
➢ Vicino al SNC
o Distale
➢ Lontano dal SNC
ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

• Sono strutture formate da raggruppamenti di neuroni che hanno una particolare funzione
• MIDOLLO SPINALE
o Formato da
➢ Sostanza grigia
▪ Zona centrale
▪ Formata da corpi
cellulari e interneuroni
➢ Sostanza bianca
▪ Zona periferica
▪ Assoni mielinizzati
o Corni dorsali e ventrali
➢ Rami della sostanza grigia
➢ Formano i nervi del SNP
o Nervi spinali
➢ Emergono a 31 livelli differenti
della colonna vertebrale
➢ Nell’avvicinarsi ciascun nervo si divide in modo da unirsi al midollo attraverso due vie dette radici
o Radici
➢ Dorsali
▪ Prolungamenti sensoriali di neuroni unipolari afferenti che arrivano dai muscoli
▪ Terminali sinaptici si trovano nel cormo dorsale della sostanza grigia
➢ Ventrali
▪ Prolungamenti di neuroni motori multipolari efferenti che si dirigono poi al muscolo da
controllare
▪ Corpi cellulari si trovano nel corno ventrale
o Gangli
➢ Della radice dorsale
▪ Appena esterno al midollo spinale
▪ Contiene i corpi cellulari dei neuroni unipolari sensoriali
o Se si ha una lesione a un nervo si perde la capacità di agire con quel nervo e di percepire quel nervo
➢ Dipende però a che livello di danneggia il nervo e se la lesione comprende entrambe le vie o meno
o Le informazioni possono
➢ Partire dell’encefalo
➢ Arrivare all’encefalo
➢ Non arrivare all’encefalo ma fermarsi a interneuroni che mediano comportamenti elementari come i
riflessi
• CINQUE DIVISIONI DELL’ENCEFALO
o Nell’embrione il tessuto che da origine al SNC è un
tubo pieno di liquido
o Primo abbozzo sono tre rigonfiamenti a livello
dell’estremità anteriore del tubo neurale
1. PROSENCEFALO
a. Diencefalo
b. telencefalo
2. MESENCEFALO
3. ROMBENCEFALO
a. Mielencefalo
b. Metencefalo
o Prima della nascita i rigonfiamenti diventano cinque
➢ I primi quattro ci chiamano nel complesso
TRONCO ENCEFALICO
➢ Il quinto subisce il maggior accrescimento

1. MIELENCEFALO
❖ Continuazione verso l’alto del midollo spinale
❖ Composto da tratti nervosi che trasportano i segnali tra il resto del corpo e l’encefalo
❖ Chiamato anche MIDOLLO ALLUNGATO
➢ Formazione reticolare
▪ Accende e spegne il cervello
▪ Rete complessa di 100 minuscoli muscoli
▪ Occupa la parte centrale del tronco encefalico
▪ Una di destra e una di sinistra
▪ Di distribuisce dal midollo allungato fino alle strutture più alte
▪ Legata a
• Cicli sonno e veglia
• Attenzione
• Movimento
• Mantenimento del tono
muscolare
• Riflessi cardiaci, circolatori e
respiratori
▪ Svolge un ruolo nell’arousal

2. METENCEFALO
❖ Sede di molti tratti ascendenti e discendenti e di una
parte della formazione reticolare
➢ Ponte
▪ Protuberanza
➢ Cervelletto
▪ Struttura voluminosa
▪ Aspetto convoluto
▪ Posto sulla superficie dorsale del tronco
encefalico
▪ Struttura sensoriale e motoria
▪ Un suo danno determina
• Abolizione delle capacità di
controllare con precisione i
movimenti e di adattarli a
condizioni mutevoli
• Deficit cognitivi
▪ Modulatore durante le fasi apprendimento
• Una possibile causa dell’autismo è un mal funzionamento del cervelletto
• Condiziona anche la lettura

3. MESENCEFALO
❖ Regola importanti riflessi quali respiro, battito cardiaco
❖ Regola il riflesso di accomodazione che avviene nel cristallino
➢ Tetto
▪ Superficie dorsale
▪ Ammasso di neuroni
▪ Due paia di tubercoli
1. Collicoli superiori
a. Tubercoli anteriori
b. Funzioni visivo-motorie involontarie
c. Coinvolti nell’orientamento del corpo verso o lontano a particolari stimoli visivi
2. Collicoli inferiori
a. Tubercoli posteriori
b. Funzioni uditive involontarie
c. Ammasso di neuroni
➢ Tegmento
▪ Superficie ventrale
▪ Accoglie una parte della formazione
reticolare
▪ Contiene tre strutture c
1. Acquedotto cerebrale
• Dotto che connette il terzo e il
quarto ventricolo
• Ruolo nella mediazione degli
effetti analgesici
2. Grigio periacqueduttale
• Sostanza grigia che riveste
l’acquedotto
• Importante per il dolore
3. Sostanza nera
• Sistema senso-motorio
• Alla base del Parkinson
• Produce dopamina
4. Nucleo rosso
• Sistema senso-motorio
• Nucleo motorio
4. DIENCEFALO
❖ La maggior parte delle informazioni che arrivano la nostro
corpo devono passare per questa struttura
❖ Nuclei sensoriali che veicolano le informazioni
➢ Talamo (Appendice V)
▪ Struttura bilobata che sormonta il tronco encefalico
▪ Ha due lobi posti a ciascun lato del terzo ventricolo
▪ Sono uniti tra loro dalla MASSA INTERMEDIA
che decorre lungo il ventricolo
▪ Sulla sua superficie è presente una lamina bianca di
assoni mielinizzati che permette la comunicazione
tra i due talami
▪ Composto da molte paia di nuclei diversi che
proiettano dalla corteccia
o Nuclei di relè sensoriale
▪ ricevono segnali da recettori
sensoriali, li elaborano e li
trasmettono all’area appropriata
della corteccia
▪ oltre a inviare ricevono anche
segnali di feedback dalle stesse
aree della corteccia a cui
proiettano
• Nuclei genicolati laterali = sistema visivo
• Nuclei genicolati mediali = sistema uditivo
• Nuclei ventrali posteriori = sistema somato-sensoriale
▪ Elabora le informazioni motorie e sensoriali
▪ Comunica con la componente sensoriale
▪ Qui avvengono le prime connessioni tra le diverse modalità sensoriali
▪ Alcune disfunzioni in questa zona sono collegate ai disturbi dell’apprendimento
➢ Ipotalamo
▪ Situato subito sotto alla porzione anteriore del talamo
▪ Zona mediale, ventrale
▪ Funzione di mediazione endocrina
▪ Esercita i suoi effetti regolando il rilascio di ormoni da parte dell’ipofisi
▪ Importante per la regolazione dei comportamenti motivati
o Sete
o Fame
o Sesso
▪ In questa posizione si trovano anche
1. Chiasma ottico
• Punto in cui i nervi ottici provenienti da ciascun occhio convergono
2. Corpo mammillare
• Nuclei sferici situati sulla superficie inferiore dell’ipotalamo

5. TELENCEFALO
❖ Divisione più voluminosa dell’encefalo
❖ Da avvio ai movimenti volontari
❖ Interpreta gli input sensoriali
❖ Media processi cognitivi complessi come
o Apprendimento
o Linguaggio
o Risoluzione di problemi
➢ Corteccia celebrale
▪ Costituita prevalentemente da piccoli neuroni non mielinizzati
• SOSTANZA GRIGIA
▪ Strato sotto di essa è costituito da assoni mielinizzati
• SISTANZA BIANCA
▪ Circonvoluzioni hanno il ruolo di aumentare la superficie della corteccia senza un
contemporaneo aumento del volume complessivo dell’encefalo
• Scissure e solchi = valli tra circonvoluzioni
• Giri o circonvoluzioni = creste
▪ 90% è neocorteccia
• Corteccia a sei strati di evoluzione recente
 Differiscono in termini di dimensioni e densità
• Anatomia neocorticale
 Due categorie di neuroni
a) Cellule piramidali
• Neuroni multipolari
• Dendrite apicale
• Grosso assone
b) Cellule stellate
• Piccoli interneuroni
• Nel IV strato sono specializzate nella ricezione di segnali
sensoriali provenienti dal talamo
▪ IPPOCAMPO
• Area importante per
 Memoria, in particolare dei luoghi
• Situato in corrispondenza del margine mediale della corteccia cerebrale dove si
ripiega nel lobo temporale mediale
➢ Scissure
❖ Dividono parzialmente ogni emisfero in quattro lobi
1. Scissura longitudinale
▪ Separa i due emisferi
▪ Spesso negli esperimenti con impulsi elettrici si stimola in questa zona così da evitare
danni a altre parti
▪ Attraversata da alcuni tratti chiamati commessure cerebrali che connettono i due emisferi
• Corpo calloso
2. Scissura laterale o silviana
▪ Separa il lobo temporale dal parietale
▪ DSA dovuto a alterazioni di zone vicine a questa scissione
▪ Giro temporale superiore
3. Scissura centrale
▪ Separa il lobo frontale dal parietale
▪ Giro precentrale
• Lobo frontale
• Input per attivare il movimento
• Zone più anteriori del lobo si occupano della pianificazione del movimento
▪ Giro post-centrale
• Lobo parietale
• Rappresentazione della sensazione tattile del corpo

➢ Commessure celebrali
▪ Connessioni tra i due emisferi
➢ Quattro lobi
❖ Non rappresentano unità funzionali
❖ Corteccia cerebrale è una lamina piatta di
cellule la cui divisione in lobi avviene a causa
di pressioni che ne causano il ripiegamento
1. Frontale
▪ Attività motoria
▪ Giro prefrontale
• Funzione motoria
▪ Corteccia frontale anteriore
• Funzioni cognitive complesse
2. Parietale
▪ Attività attentiva e sensoriale
▪ Giro post-centrale
• Le sensazioni provenienti dal corpo
▪ Le restanti aree
• Percezione della posizione degli
oggetti e del corpo
3. Occipitale
▪ Attività visiva
4. Temporale
▪ Giro temporale superiore
• Udito
• Linguaggio
▪ Corteccia temporale inferiore
• Complessi pattern visivi
▪ Porzione mediale
• Memoria
La maggior parte del della porzione subcorticale del telencefalo è costituita da assoni che proiettano da e ala neocorteccia

MA, sono presenti anche grandi gruppi di nuclei subcorticali


• SISTEMA LIMBICO
• SISTEMA DEI NUCLEI ALLA BASE

SISTEMA LIMBICO

• Circuito di strutture situate sulla linea mediana che circonda il talamo


• Si occupa di regolare
o EMOZIONI
o PERSONALITA'
o BISOGNO
o MOTIVAZIONE
• Comprende
1. Corteccia cingolata anteriore o posteriore
➢ Struttura mediale e quindi profonda
➢ Si trova nel lobo prefrontale e parietale al di sopra
dei ventricoli
➢ Una di destra e una di sinistra
➢ Striscia di corteccia della circonvoluzione del
cingolo
➢ Circonda il talamo dorsale
2. Ippocampo
➢ Ruolo nella memoria
3. Amigdala
➢ Nucleo a forma i mandorla
➢ Si trova nel lobo temporale anteriore
➢ Importante nella gestione delle emozioni
➢ Attiva molto in caso di paura
4. Corpo mamillare
➢ Parte finale del fornice
5. Fornice
➢ Circonda il talamo dorsale
➢ Origina dall’estremità dorsale dell’ippocampo e termina nei copri mamillari
6. Setto pellucido
➢ Nucleo situato sulla linea mediana a livello dell’estremità anteriore della corteccia del cingolo
➢ Connesso ai corpi mammillari, all’amigdala e all’ippocampo attraverso dei tratti

NUCLEI DELLA BASE

• Si occupano di
o MOVIMENTO VOLONTARIO
o CIRCUITI RINFORZO
• Controllano i movimenti volontari
• Si estende esternamente a partire a partire dall’amigdala posta sulla
coda del caudato
• Composto da
1. Nucleo caudato
CORPO
➢ Forma un cerchio quasi completo
STRIATO
2. Putamen
➢ Nel centro del nucleo caudato perché ha
➢ È collegato al caudato da fibre un aspetto
a ponte a strisce
3. Globus pallidus
➢ Origina dalla struttura diencefalica e migra poi
nella zona telencefalica
4. Proiezioni nigro-striatale
➢ Via che si proietta la corpo striato partendo dalla
sostanza nera
➢ Una loro alterazione porta al Parkinson
• Rigidità
• Tremore
• Povertà di movimento volontario
CAPITOLO 4
CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA

• POTENZIALE DI MEMBRANA A RIPOSO

o Il potenziale di membrana è la differenza di cariche elettriche tra l’interno e l’esterno della cellula
o Si misura attraverso due rilevatori chiamati microelettrodi che misurano le cariche positive e negative
o POTENZIALE DI RIPOSO DEL NEURONE in una situazione di base line è di -70 millivolt = POLARIZZATO
o Anche i sali presenti nel tessuto nervoso si separano in due tipi di particelle cariche chiamate IONI
• IONI SODIO (Na+)
• IONI POTASSIO (K+)
o Nei neuroni a riposo
➢ Più ioni Na+ all’esterno della cellula che non all’interno
➢ Più ioni K+ all’interno della cellula che non all’esterno
➢ Questa condizione è mantenuta grazie ai CANALI IONICI che consentono il passaggio solo a specifici
ioni
▪ Canali ionici sodio sono chiusi riducendone l’ingresso
▪ Canali potassio sono aperti ma pochi escono in quanto trattenuti dalla carica negativa del
neurone
o Gli ioni Na+ sono soggetti a una forte pressione che tende a favorire il loro ingresso nella cellula
• Pressione elettrostatica
o La carica negativa di – 70 millivolt attrae gli ioni Na+
• Pressione dovuta a un movimento casuale degli ioni Na+
o Induce le particelle a spostarsi lungo il proprio gradiente di concentrazione, quindi da
zone ad alta concentrazione a zone a bassa concentrazione
L’ingresso però non è possibile per la maggior parte degli ioni a causa dei canali ionici chiusi
o POMPE SODIO-POTASSIO
➢ Meccanismo responsabile dello scambio continuo di tre ioni di Na+ intracellulari con due ioni K+
extracellulari
➢ Contemporaneamente al passaggio passivo nei pochi ioni Na+ all’interno dei neuroni, altri Na+ sono
trasportati attivamente all’esterno della cellula attraverso questa pompa
➢ Contemporaneamente al passaggio passivo dei pochi ioni K+ all’esterno del neurone, altri ioni K+ sono
trasportati attivamente all’interno della cellula attraverso questa pompa
➢ Questo meccanismo permette al potenziale di membrana di restare stabile
o Punto di partenza dell'attività neuronale è data dalla diversa concentrazione di ioni positivi di iodio e potassio
all'interno e all'esterno della membrana nucleare
➢ Se si crea uno squilibrio tra la parte esterna e interna si cerca un riequilibrio attraverso le pompe o altri
sistemi

• GENERAZIONE E CONDUZIONE DEI POTENZIALI POSTSINAPTICI

o POTENZIALI POSTSINAPTICI
• Quando i neuroni di attivano rilasciano dai bottoni terminali i NEUROTRASMETTITORI, sostanze chimiche
che diffondono attraverso le strutture sinaptiche e interagiscono con specifici recettori
o Questo passaggio trasforma l’azione elettrica in azione chimica
• L’interazione tra neurotrasmettitori di un neurone e recettori di un altro neurone può essere di due tipi
1. POTENZIALE POSTSINAPTICO ECCITATORIO (PPSE)
• Avviene una depolarizzazione della membrana del neurone postsinaptico
• Lo stimolo porta alla riduzione della negatività del neurone
o Dalla situazione di standard di – 70 mV si passa a una situazione che si avvicina a
- 65 mV
• Aumenta la probabilità che il neurone raggiunga la soglia minima di -65 mV necessaria per
produrre un potenziale d'azione
• Con un'eccitazione il potenziale si avvicina alla soglia e quando arriva alla soglia permette la
trasmissione del segnale al neurone successivo
• Dopo aver raggiungo il livello di soglia (anche +50 millivolt) il neurone espelle tanti ioni
positivi per potersi ribilanciare
2. POTENZIALE POSTSINAPTICO INIBITORIO (PPSI)
• Avviene una iperpolarizzazione della membrana del neurone postsinaptico
• Lo stimolo porta all’aumento della negatività del neurone
o Dalla situazione standard di – 70 mV si passa a una situazione di maggiore negatività
• Riduce la probabilità che il potenziale arrivi a -65 producendo così un potenziale d’azione
Proprietà importanti
➢ Risposte graduate
❖ L’ampiezza di PPSE e di PPSI è proporzionale all’intensità del segnale che li ha provocati
❖ PPSE e PPSI si propagano passivamente a partire dal loro punto di origine a livello delle
sinapsi
❖ La trasmissione dei segnali postsinaptici è
o Rapida
o Trasmessa a grande velocità
➢ Risposte decrementali
❖ L’ampiezza di PPSE e PPSI si riduce progressivamente via via che essi viaggiano lungo il
neurone
❖ Viaggiano per distanze di un paio di millimetri

POTENZIALI D'AZIONE

• I singoli segnali postsinaptici generati a livello di una sinapsi hanno scarso effetto sull’attivazione del neurone postsinaptico
• L’attivazione di un neurone dipende dall’equilibrio tra i segnali eccitatori e inibitori che raggiungono il suo assone
• Il potenziale d’azione è un’inversione drastica ma temporanea del potenziale di membrana
• Nell’arco di 1 millisecondo passa da – 70 mV a + 50 mV
• La generazione dei potenziali d’azione avviene a livello della sezione adiacente dell’assone chiamata polo di emergenza
o I PPSE e i PPSI prodotti dai neurotrasmettitori nei siti recettivi della membrana sono trasportati in maniera
decrementale fino al segmento iniziale dell’assone
o Se il segnale è sufficiente a depolarizzare la membrana fino a un livello critico chiamato soglia di attivazione
che è pari a – 65 mV si genera un potenziale d’azione
• Non sono risposte graduate, quindi la loro ampiezza non è correlata all’intensità, ma sono risposte “tutto o nulla”
o O si manifestano in tutta la loro ampiezza o non si manifestano affatto
• Si INTEGRANO
o In ogni neurone multipolare tutti i SSPE e SSPI che raggiungono l’assone si sommano tra loro e in funzione della
somma il neurone si attiva o resta inattivo
1) Sommazione spaziale
➢ Due potenziali postsinaptici eccitatori contemporanei producono un potenziale postsinaptico più ampio
+2 +2 +4
➢ Due inibitori contemporanei producono un potenziale più ampio
-2 -2 -4
➢ Se uno è eccitatorio e uno è inibitorio i due si annullano
+2 -2 0
2) Sommazione temporale
➢ I potenziali postsinaptici prodotti in rapida successione a livello della stessa sinapsi si sommano tra loro
➢ Se una sinapsi attivata da uno stimolo viene esposta a un altro stimolo prima che il potenziale postsinaptico
iniziale si estingua completamente l’effetto del secondo stimolo si sovrappone al primo
o Ogni neurone integra continuamente i segnali sia nel tempo che nello spazio ed è continuamente bombardato da
stimoli
• Si pensava che la posizione della sinapsi sulla membrana recettiva fosse importante per determinare la capacità di
influenzare l’attivazione del neurone a causa della proprietà decrementale

MA, si è dimostrato che alcuni neuroni hanno un meccanismo in grado di amplificare i segnali dendritici che originano in
zone distanti dal segmento iniziale dell’assone

CONDUZIONE DEI POTENZIALI D’AZIONE

• Potenziali d’azione vengono condotti lungo l’assone attraverso l’azione di canali ionici voltaggiodipendenti= si
aprono e si chiudono i risposta a variazioni del potenziale di membrana • BASI IONICHE DEI POTENZIALI
D’AZIONE :
 Potenziale di membrana di un neurone a riposo è costante nonostante le pressioni che tendono a
spingere gli Na+ all’interno della cellula. ciò si verifica perché la membrana a
riposo è relativamente impermeabile agli ioni Na+ e i pochi Na+ che entrano vengono pompati
fuori attivamente.
 Situazione cambia quando il potenziale di membrana dell’assone viene depolarizzato da un
PPSE(potenziale postsinaptico eccitatorio) fino a raggiungere la soglia di eccitazione

I canali del sodio voltaggio-dipendenti si aprono e consentono l’ingresso di ioni


Na+ e questo porta il potenziale di membrana dal valore di -70 mV a -50 mV

Il rapido cambiamento del potenziale di membrana dovuto all’ingresso di ioni Na+ =
porta l’apertura dei canali del K voltaggio-dipendenti
 Gli ioni K+ sono quindi liberi di uscire dalla cellula attraverso questi canali
 Dopo 1 millisecondo questi canali si chiudono
QUESTO SEGNA LA FINE DELLA FASE DI ASCESA DEL POTENZIALE D’AZIONE E L’INIZIO DELLA
RIPOLARIZZAZIONE

▪ Al termine della ripolarizzazione i canali del potassio si chiudono gradualmente


• Questa chiusura porta ad un eccessiva perdita di ioni K+ dal neurone che rimane
iperpolarizzato per un breve periodo di tempo

Figura illustra la cronologia dell’apertura e chiusura dei canali ionici

 Il potenziale d’azione coinvolge solo gli ioni che si trovano fuori dalla membrana
 Gli ioni che fluiscono attraverso la membrana sono solo un piccolo numero rispetto al numero di ioni presenti
all’interno della cellula e nell’ambiente circostante.
 PERIODO REFRATTARIO :
o Periodo che si verifica dopo l’inizio del potenziale d’azione o Dura 1-2 millisecondi
o È responsabile dell’unidirezionalità con cui viaggiano i potenziali d’azione lungo l’assone (= perché le porzioni
dell’assone investite dal PA restano momentaneamente refrattarie e quindi il PA non può invertire la direzione
o Rende conto delle relazione tra : frequenza di scarica e intensità della stimolazione (=se la stimolazione è appena
sufficiente ad attivare il neurone nel suo stato di riposo questo si attiverà solo al termine dei 2 periodi refrattari)
o 2 tipi:
ASSOLUTO: È impossibile indurre un secondo potenziale d’azione
RELATIVO : è possibile attivare nuovamente il neurone ma solo applicando livelli di stimolazione molto alti
▪ CONDUZIONE ASSONICA DEI POTENZIALI D’AZIONE (PA)
Differisce dalla conduzione di PPSE e PPSI
1. Non è decrementale : l’ampiezza del PA non si riduce via via che esso attraversa l’assone
2. I PA vengono condotti più lentamente rispetto ai PPSE e PPSI
Motivo di queste differenze la diversa conduzione: PPSE e PPSI ( passivi) PA (attivi) 1) Genesi del
potenziale d’azione
1) Sul corpo cellulare e sui
dendriti viene indotta la
produzione di potenziali
postsinaptici(PPS)
2) I PPS vengono condotti
fino all’assone
3) Quando la somma dei PPS
supera la soglia di eccitazione si
genere il PA
4) Il PA viene condotto
lungo l’assone fino al bottone
terminale
5) L’arrivo del PA a livello
del bottone innesca l’ esocitosi

2) Viaggio passivo lungo la membrana assonica per raggiungere i canili sodio voltaggio dipendenti (ancora chiusi)
3) Arrivo del segnale elettrico determina l’apertura di questi canali
4) Ioni Na+ entrano nel neurone
5) Generano un potenziale d’azione completo in questa porzione di membrana
6) Segnale condotto passivamente ai canali sodio successivi
7) Dove viene innescato un nuovo potenziale d’azione
8) Questo processo si ripete fino alla formazione di un potenziale d’azione completo a livello dei bottoni terminali.

L’onda di eccitazione generata si diffonde sempre indietro attraverso il corpo cellulare e i dendriti del neurone =
CONDUZIONE ORTODROMICA

Se all’estremità terminale dell’assone viene applicata una stimolazione di intensità sufficiente si genera un potenziale
d’azione in direzione contraria= CONDUZIONE ANTIDROMICA

 CONDUZIONE NEGLI ASSONI MIELINIZZATI


Gli ioni possono attraversare la membrana solo a livello dei Nodi di Ranvier (interruzioni presenti tra segmenti milinici
adiacenti)
A livello di questi nodi si produrrà un lieve ritardo di conduzione, corrispondente al tempo richiesto per la generazione
attiva di un PA
I canali sodio sono concentrati in corrispondenza di questi nodi
Dopo la genesi del PA il segnale viene condotto passivamente lungo il segmento di mielina fino al nodo di R.
Anche se il segnale risulta in parte ridotto nel momento in cui attraversa il nodo ha sufficiente
potenza per poter aprire i canali di Na e per l conseguente genesi del PA completo
La mielina aumenta la velocità della conduzione lungo l’assone
Questa conduzione viene definita SALTATORIA
Comunque più veloce della conduzione negli assoni non mielinizzati

 VELOCITA’ DELLA CONDUZIONE ASSONICA :


Conduzione più rapida nei neuroni di grosso diametro e in quelli mielinizzati
Motoneuroni: (neuroni di grosso diametro mielinizzati) possono condurre a velocità di 100 metri al secondo
Assoni di piccolo diametro e non mielinizzati conducono PA ad una velocità di 1 m al secondo
Velocità massima d conduzione è di 60 m al secondo

 CONDUZIONE NEI NEURONI PRIVI DI ASSONE


La conduzione di questi interneuroni è passiva e decrementale
IL MODELLO DI HODGKIN-HUXLEY IN PROSPETTIVA :modello per spiegare in termini generali ciò che oggi sappiamo
sulla conduzione nervosa

 Modello elaborato in base agli studi dei motoneuroni di calamaro


 La natura semplice dei neuroni e dei meccanismi utilizzati non è rappresentativa della verità e della plasticità di
molti neuroni presenti nel cervello dei mammiferi .
 Nei mammiferi esistono diversi tipi di neuroni molti dei quali hanno azioni che si contrastano con i motoneuroni :
o Molti neuroni cerebrali scaricano continuamente anche in assenza di input o Gli assoni di alcuni
neuroni cerebrali sono in grado di condurre attivamente sia segnali graduati sia PA
o I PA di differenti classi di neuroni cerebrali variano in i durata ampiezza e frequenza o Molti
neuroni cerebrali non mostrano PA
o I dendriti di alcuni neuroni cerebrali son in grado di condurre attivamente PA

TRASMISSIONE SINAPTICA :TRASMISSIONE CHIMICA DI SEGNALI TRA NEURONI

Comunicazione tra neuroni avviene grazie alle sinapsi : in corrispondenza ai siti specializzati dei bottoni terminali le molecole dei
neurotrasmettitori vengono rilasciate nella fessura sinaptica dove producono PPSE PPSI legandosi a particolari recettori presenti
sulla loro membrana postsinaprica.

 STRUTTURA DELLE SINAPSI :

SINAPSI ASSO-DENDRIDICHE : sinapsi tra bottoni terminali


di un assone e i dendriti di altri neuroni.

▪ Molte di queste terminano con delle spine dendritiche


:noduli situati sulla superficie di molti dendriti

SINAPSI ASSO-SOMATICHE : sinapsi tra i bottoni terminali


di un assone e il soma (corpo cellulare) di altri neuroni
SINAPSI DENDRO DENDRIDICHE :la trasmissione può
avvenire in due sensi
SINAPSI ASSO ASSONICHE : sono in grado di mediare i
fenomeni di facilitazione e inibizione presinaptica (figura)

SINAPSI DIRETTE : a livello delle quali i siti di rilascio del neurotrasmettitore sono in stretta prossimità
SINAPSI INDIRETTE : i neurotrasmettitori vengono rilasciati da una serie di varicosità (protuberanze) situate
lungo l’assone e le sue diramazioni e poi diffusi alle cellule target circostanti chiamate anche sinapsi a filo di perle .

SINTESI E TRASPORTO DEI NEUROTRASMETTITORI


Neurotrasmettitori: 2 categorie
 PICCOLI: vario tipo
Sintetizzati nel citoplasma del bottone terminale
Impacchettati in vescicole sinaptiche dal Goli
Una volta cariche di neurotrasmettitori le vescicole vengono immagazzinate a gruppi nella membrana
presinaptica
 GRANDI :tutti neuropeptidi
Sintetizzati nel citoplasma del corpo cellulare a livello dei ribosomi
Impacchettati in vescicole del Golgi
Trasportati dai microtubuli fino ai bottoni terminali

COESISTENZA : neuroni che contengono due neurotrasmettitori


Processo di esocitosi: quando il neurone
RILASCIO DEI NEUROTRASMETTITORI è a riposo le vescicole contenenti i
neurotrasmettitori PICCOLI si
concentrano a livello di sezioni adiacenti
alla membrana
ricche di canali di Ca
voltaggiodipendenti. Stimolati da PA
questi canali si aprono e gli ioni Ca
2+entrano, l’entrata di questi porta alla
fusione delle vescicole con la membrana
presinaptica e al riversamento del loro
contenuto nella fessura sinaptica.
NEUROPEPTIDI vengono rilasciati in
maniera graduale con l’aumento di Ca2+
all’interno della membrana
ATTIVAZIONE DEI RECETTORI DA PARTE DEI NEUROTRASMETTITORI

 I neurotrasmettitori producono segnali nei neuroni postsinaptici legandosi a recettori presenti nella membrana
postsinaptica
 Recettore costituito da una proteina con siti di legame per un particolare neurotrasmettitore
 Ligando= molecola che si lega ad una altra= neurotrasmettitore ligando di uno specifico recettore
 Sottotipi di recettore: diversi recettori a cui si lega un neurotrasmettitore
 Vantaggio legato all’esistenza di diversi sottotipi di recettori: singolo neurotrasmettitore è in grado di trasmettere
differenti tipi di messaggi a partire da parti diverse del cervello.
Il legame di un neurotrasmettitore a uno dei
suoi sottorecettori può influenzare il neurone
post sinaptico in due modi a seconda della
natura del recettore: 1- I recettori
ionotropi sono associati a canali ionici ligando
dipendenti.

Quando un neurotrasmettitore si lega il canale


ionio associato si apre o si chiude inducendo
ad un immediato PPS

2-i recettori metabotropi sono associati a


proteine di segnalazione e proteine G. Si
trovano in numero prevalente .

Ciascuno di essi è attaccato a una proteina di


segnalazione a serpentina che attraversa la
membrana per 7 volte. Il recettore è attaccato
ad una porzione della proteina situata
esternamente ;la proteina G è attaccata una
porzione interna della proteina di
segnalazione. Quando un
neurotrasmettitore si lega a un recettore
metabotropo: una porzione della proteina G si
dissocia: 1) una subunità
può spostarsi internamente alla membrana e
legarsi al canale ionico vicino creando un
PPSE o PPSI
2) può stimolare la sintesi di una
sostanza chimica chiamata secondo
messaggero= diffonde attraverso il citoplasma
e influenza le attività dei neuroni.

Autorecettore: particolare tipo di recettore


metabotropo 2 caratteristiche: 1-si legano ai
neurotrasmettitori lasciati dai propri neuroni
2-sono in posizione presinaptica FUNZIONE
di controllare il numero di molecole di
neurotrasmettitori presenti nella sinapsi
Aumentando il rilascio quando i livelli sono
ridotti e riducendolo quando sono elevati.
Differenza tra piccoli neurotrasmettitori e neuropeptidi
Rilasciati diffusamente, si legano a recettori
metabotropi che agiscono attraverso secondi
messaggeri
Vengono rilasciati a livello di sanpsi FUNZIONE: trasmettere segnali lenti e
dirette e attivano in genere recettori diffusi e di lunga durata.
ionotropi e metabotropi FUNZIONE
:
trasmettere brevi e rapidi segnali
eccitatori o inibitori alle cellule
adiacenti

RICAPTAZIONE DEGRADAZIONE ENZIMATICA E RICICLAGGIO DEI NEUROTRASMETTITORI

▪ Meccanismi in grado di interrompere il messaggio sinaptico : RICAPTAZIONE del neurotrasmettitore da parte di


specifici trasportatori e dalla sua degradazione enzimatica .

Meccanismo più comune. Alcuni neurotrasmettitori vengono


degradati a livello della sinapsi per
La maggior parte dei neurotrasmettitori
azione di enzimi specifici
una volta rilasciati viene riassorbita
al’interno dei terminali sinaptici attaverso ES: acetilcolina = degradazione
un meccanismo mediato da trasportatori enzimatica rappresenta il meccanismo
prevalente di disattivazione sinaptica \
viene scissa dal’ezima
acetilcolinesterasi.
GIUNZIONI COMUNICANTI

Spazi compresi tra due cellule adiacenti


attraversati da CONNESSINE =sottili
proteine canale i forma tubulare e ripiene da
citoplasma

FUNZIONE = connessione del citoplasma


di cellule adiacenti consentono il passaggio
di piccole molecole da una cellula a quella
vicino
Chiamate anche sinapsi elettriche,
consentono la trasmissione del segnale più
rapidamente.
Queste giunzioni si creano tra tutti i tipi di
cellule cerebrali ma sono più presenti tra
cellule simili= FUNZIONE quindi di
sincronizzare le attività di cellule simili

▪ Gli ASTROCITI sono distribuiti uniformemente nelle diverse aree cerebrali senza sovrapposizioni tra le proiezioni di
astrociti adiacenti
- Presentano un grande potenziale di coordinazione
- Qui le giunzioni comunicanti sono presenti a livello dell’estremità in corrispondenza dei punti di
contatto con i processi di astrociti adiacenti

SINAPSI TRIPARTITA: ipotesi secondo cui la trasmissione sinaptica dipenda dalla comunicazione di 3 cellule
(neurone presinaptico, neurone postsinaptico astrocita)

NEUROTRASMETTITORI
FUNZIONE o esclusivamente eccitatoria o esclusivamente inibitoria

Due gruppi :

• GRANDI:
o NEUROPEPTIDI:
❖ Le azioni di questo dipendono dalla sua sequenza amminoacida
❖ 5 categorie generali :
o PEPTIDI IPOFISARI
o PEPTIDI IPOTALAMICI
o PEPTIDI GASTROINTESTINALI
o PEPTIDI OPPIOIDI
o PAPTIDI VARI
• PICCOLI : 3 classi
o AMMINOACIDI
❖ Glutammato PRINCIPALE NEUROTRASMETTITORE ECCITATORIO -
❖ Glicina
• Acido amminobutirrico (GABA) sintetizzato da una modificazione della struttura del glutammato
PRINCIPALE NEUROTRASMETTITORE INIBITORIO
o MONOAMINE:
• Sintetizzate a partire da un amminoacido
• Effetti tendenzialmente più diffusi
• Presenti nei neuroni in cui il corpo cellulare si trova nel tronco encefalico
• Senza assoni
• Ramificati Tappe di sintesi delle catecolamine
 DOPAMINA
 ADRENALINA
 NORADRENALINA
 SERATONINA(indolamina)
(sintetizzata dal triptofano)

o ACETICOLINA:
• Sintetizzata con l’aggiunta di un gruppo acetile a una
molecola di colina
• Agisce a livello :
 Giunzioni neuromuscolari
 Sistema nervoso autonomo
 Sinapsi presenti nel sistema nervoso centrale

o NEUROTRASMETTITORI NON CONVENZIONALI (piccoli neurotrasmettitori) -


• Di natura gassosa solubile ( nitrossido,monossido di C):
Prodotti nel citoplasma dei neuroni
Diffondono dalla membrana nel liquido extracellulare e poi nelle cellule adiacenti
Attraversano facilmente le cellule perché solubili nei lipidi
Stimolano la sintesi di un secondo messaggero
Vengono disattivati attraverso la conversione in altre cellule
Coinvolti nella trasmissione retrograda
• Endocannabiodi ( Anandamide):
prodotte subito prima di essere rilasciate sintetizzati a partire da composti lipidi
presenti in membrana esercitano la loro funzione su i neuroni presinaptici
FARMACOLOGIA DELLA TRASMISSIONE SINAPTICA E DEL COMPORTAMENTO

AGONISTI: farmaci che facilitano l’effetto di un particolare neurotrasmettitore

ANTAGONISTI :farmaci che inibiscono l’effetto

Azione di alcuni farmaci: es. bloccanti recettoriali si legano ai recettori post sinaptici senza attivarli ma bloccano l’accesso del
neurotrasmettitore.

Azione dei neurotrasmettitori:

1-sintesi del neurotrasmettitore


2-immagazzinamento interno alle vescicole
3-degradazione nel citoplasma di qualsiasi
molecola di neurotrasmett. uscita dalle vescicole 4-
esocitosi 5-
feedback inibitorio mediato dagli autorecettori
6-attivazione dei recettori postsinaptici 7-
disattivazione
FARMACOLOGIA CONTEMPORANEA :
 Prima si riteneva l’esistenza di un solo tipo di recettore :
• Ipotesi confutata perché l’acetilcolina si può legare sia alla nicotina che alla
muscarina
• Questi due recettori si trovano sia nel SNC che nel SNP
 ATROPINA: bloccante recettoriale che esercita i suoi effetti legandosi ai recettori muscarinici
(effetto di dilatazione della pupilla mediati dall’azione antagonista svolta sui recettori del SNA)
(effetto di alterazione della memoria legato all’elevata dose di atropina sui recettori del SNC)
 CURARO: bloccante recettoriale a livello delle sinapsi colinergiche ed esercita la sua funzione bloccando la
trasmissione nelle giunzioni neuromuscolari
 BOTULINO: neurotossina rilasciata da un batterio presente nel cibo avanzato
Blocca il rilascio di acetilcolina a livello delle giunzioni neuromuscolari ed è un veleno mortale

Anni ’70 scoperta dei farmaci oppioidi che si legano a particolari recettori presenti nell’ipotalamo e in altre regini del sistema
limbico e nell’area del tronco encefalico attorno all’acquedotto cerebrale (Grigio periacqueduttale ) es: morfina

La presenza di questi recettori suggerì che nel cervello potevano esserci sostanze oppioidi:

 Furono identificati diverse famiglie di oppioidi endogeni es encefaline


Scoperta di farmaci per il trattamento della schizofrenia il Parkinson

 Questi farmaci non dimostravano alcuna cura se non dopo 3 settimane dall’assunzione
 Schizofrenia: causata da un eccessiva attività a livello di sinapsi dopaminergiche e che l’uso degli antagonisti della
dopamina sia efficace nel trattamento della malattia
 Parkinson : dovuta alla degenerazione di una via dopaminergica nel cervello ( antagonisti della dopamina cocaina e
anfetamine)

CAPITOLO 2
• La biologia nasce nel 1942
• Zeitgeist: clima intellettuale generale che domina la cultura della nostra epoca
• Limite della biologia : dicotomie di pensiero

1. FISIOLOGICO O PSICOLOGICO?
o Aspetto nato nelle culture occidentali dopo il conflitto tra scienza e Chiesa Cattolica nel XVII secolo.
▪ Per gran parte della storia la verità combaciava con ciò che veniva decretato dalla chiesa.
o 1400 Rinascimento
▪ Interesse per l’arte
▪ Si iniziano a studiare le cose attraverso l’osservazione diretta
▪ DUALISMO CARTESIOANO
❖ Renè Descartes = riconosceva il dominio della terra
o Suddiviso i domini di studio tra Chiesa e scienza
o Sosteneva che la terra fosse composta da
1. Una parte di materia fisica che si comporta in base alle leggi della
natura soggetta ad un immagine scientifica
2. Mente umana che obbedisce a leggi diverse ed è prerogativa della
Chiesa.
o Evidenze contro la dicotomia di pensiero fisiologico o psicologico
a. Dimostrazioni secondo cui anche i cambiamenti psicologici più complessi possono essere prodotti da
un danno o da una stimolazione di parti del cervello
Caso 1: “"Il pensiero è prodotto del cervello" Mattrie
- Reato per cui è condannato
- Un danno cerebrale influisce sul funzionamento psicologico

b. Dimostrazione che alcune specie non umane, come i primati, possiedono alcune capacità un tempo
ritenute esclusivamente umane.
Caso1: Asomatognosia mancanza di consapevolezza di alcune parti del proprio corpo
- Interessa il lato sx causato da un danno al lobo parietale dx
- "Il caso dell'uomo che cadde dal letto" Sacks
Caso2: Ricerca sull’autoconsapevolezza degli scimpanzé
- Riconosce nello specchio l'immagine di sé stesso
- Autoconsapevolezza
- Condizione sperimentale controllata
o Addormentano lo scimpanzé
o Colorano il bordo dell'occhio con una vernice
o Si sveglia davanti allo specchio
o Si vede riflesso e cerca di togliersi la macchia

2. INNATO O APPRESO?
o Dicotomia nello sviluppo delle capacità comportamentali
o Dilemma natura-cultura
o Maggior parte dei primi psicologi sperimentali del Nord America erano a favore dell’alternativa ‘cultura’.
▪ Watson
▪ Comportamentismo
❖ L’esperienza determina il comportamento
o Con l’avvenire dell’etologia in Europa , concentrandosi sui comportamenti istintivi si enfatizzò il ruolo della
natura nello sviluppo del comportamento.
▪ Pavlov e Lorenz
▪ Aspetti genetici che determinano il comportamento
• In realtà i due aspetti, genetica e ambiente, interagiscono
o In un primo periodo si dimostrò che lo sviluppo del comportamento è influenzato anche da fattori diversi dalla
genetica come l’ambiente
o Si segnò quindi il passaggio da natura\cultura a fattori genetici\esperienza
o Si sviluppò poi l’idea che il comportamento si sviluppa sotto il controllo dell’una e dell’altra
o Fattori genetici ed esperienza si combinano in maniera additiva.
o Si mostra l'errore nel pensiero che l'intelligenza è data per 3/4 dalla genetica e 1/4 dall'esperienza
▪ Esempio del musicista, quanto la capacità è data dallo strumento e quanto dal musicista = è dato
dall'interazione tra i due

• MODELLO DI BIOLOGIA DEL COMPORTAMENTO


o Il comportamento è prodotto dall’interazione tra 3 fattori:
1. Patrimonio genetico di un organismo che è prodotto dalla sua evoluzione
2. La sua esperienza
- Determina il modo di manifestarsi dell’esperienza
3. La sua percezione della situazione attuale

1. L’evoluzione influisce sul pool di geni di una


specie che influenzano il comportamento
2. L’esperienza modifica l’espressione del programma
genetico di un individuo
3. I geni di ogni individuo danno avvio a un
programma unico di sviluppo del sistema nervoso
4. Lo sviluppo del sistema nervoso di ogni individuo
dipende dall’interazione tra geni ed esperienza
5. La capacità e le tendenze comportamentali attuali
di ogni individuo sono determinate dai suoi pattern unici
di attività nervosa, alcuni dei quali vengono vissuti
sotto forma di pensieri, sensazioni e ricordi
6. Il comportamento attuale di ogni individuo deriva da
interazioni tra i suoi pattern di attività nervosa e la sua
percezione della situazione attuale
7. Il successo del comportamento di ogni individuo influenza
la probabilità che i suoi geni siano trasmessi alle
generazioni future.
LA TOERIA DELL’EVOLUZIONE E L’EVOLUZIONE DEL CERVELLO

• Due pilastri fondamentali

1. TREE THINKING = pensare per alberi


• Processo evolutivo è ramificato
• Qualunque aspetto deve essere inserito in questa visione ramificata
• Modello di Darwin secondo cui siamo tutti cugini
o Vale per tutti gli esseri viventi
o Tutti abbiamo avuto un antenato comune e lo si vede molto bene nel modello
o Psicologia comparata mette in relazione specie diverse per capire quali aspetti comuni si hanno
▪ Aspetti comuni
• OMOLOGIA
o Aspetti comuni erano già presenti nell'antenato comune
• CONVERGENZA ADATTIVA
o Le due specie hanno risposto più o meno allo stesso modo a necessità
evolutive simili
▪ ASPETTI DIVERGENTI
• Si sono sviluppati in seguito alla divisione delle specie
• I cervelli di tutte le specie hanno un antenato comune da cui si sono sviluppate per 6 milioni di anni specie
separate e indipendenti
o Tra l'uomo e lo scimpanzé il DNA è uguale per 98%
▪ "cugini primi"
▪ Il fatto che l'evoluzione sia diversificata così tanto nonostante la vicinanza genetica è dato
• Clima
• Ambiente
o Scimpanzé è rimasto in un ambiente simile a quello originale
o Uomo si è spostato in ambienti diversi

2. SELEZIONE NATURALE
• Processo ecologico dato dal fatto che in natura c'è sempre un contrasto tra specie
o Qualunque specie tende a crescere continuamente fino ad occupare tutti gli spazi = SPECIE
INVASIVE
o Spesso questo non avviene perché l'ambiente pone dei limiti (predatori, condizioni ambientali)
o La natura quindi è in equilibrio continuamente sbilanciato

Lotta per la sopravvivenza


• La vita spinge per crescere
• Risorse sono limitate

Non c'è in natura un individuo uguale ad un altro


 Gli individui che per le loro caratteristiche individuali sopravvivono un po' meglio raggiungendo l'età
di riproduzione e tenderanno a trasmettere geneticamente questi tratti
 Questo tratto si trasmetterà così da generazione a generazione fino a diventare tratto comune a tutta la
specie
• L'omogeneità non è un bene
• La diversità individuale è la base dell'evoluzione
 L'evoluzione è un continuo fluttuare che si basa su probabilità
 La selezione naturale non crea strutture perfette, ma strutture che si integrano con il tempo
SELEZIONE SESSULE
• Competere direttamente per riprodursi, non per sopravvivere così da avere più probabilità di riprodursi
• Intrasessuale = maschi combattono per accoppiarsi
• Forza
• Linguaggio
• Esagerazione delle proprie caratteristiche
o Cooptazione funzionale
▪ Spesso un tratto oggi utile si è sviluppato molto prima con tutt'altra funzione
• Intersessuale = maschi competono per essere scelti dalla femmina
• Non combattono direttamente con l'altro maschio
• Si mostrano per essere scelti
o Molto spesso l'evoluzione trova compromessi tra spinte evolutive
▪ Compromissione tra selezione naturale e sessuale
▪ Selezione sessuale richiede spesso "handicap" che porta un costo nella selezione naturale
• Quanto è importante nella specie umana
o Ruolo inferiore
o Possibile spiegazione di alcuni tratti presenti nell'uomo, ma non è così importante
• Come attraverso la selezione naturale si arriva a sviluppare l'albero
1. Popolazione che abita una determinata zona
2. Cambiamento geografico
3. La popolazione si è suddivisa in due a causa della barriera fisica
• L'isolamento può essere
➢ Fisico
➢ Comportamentale
➢ Temporale
➢ Meccanico
4. Le due popolazione di trovano ora isolate
• Mutazioni genetiche sono spesso casuali e possono causare un isolamento dal gruppo generando una nuova
specie
• Ambiente può essere diverso a seguito della barriera
• Deriva genetica
▪ Fenomeno casuale
▪ Avviene nei casi in cui un gruppo si stacca e si isola dall'altro
▪ Fenomeno statistico che permette di ricostruire la storia di un gruppo umano
5. Nel momento in cui la barriera fisica e geografica non esiste più
6. Le due popolazioni si incontrano nuovamente
7. Hanno sviluppato caratteristiche fisiche e comportamentali così diversi che rimescolandosi non ci si riconosce più e
non avviene più accoppiamento tra i due gruppi
8. Nascono così due specie diverse

Questo processo necessita moltissimo tempo in quanto è un processo genetico

• Nell'uomo questo non avviene perché apparteniamo tutti alla stessa specie
o Tra uomini diversi il cambiamento genetico non supera mai l'1 x 1000
• L'evoluzione avviene attraverso un sistema ad albero
➢ In una specie alcuni si staccano mutando alcuni aspetti
➢ Da questi altri si staccano ancora diversificandosi per altri aspetti
➢ A seguito di altre ramificazioni e altre speciazioni si hanno evoluzioni
➢ L'evoluzione non avviene in modo lineare
• L'evoluzione avviene
o A livello genetico
o Al genetica ha ripercussioni nei comportamenti
o I comportamenti formano dei gruppi
o I gruppi formano diverse specie
L'evoluzione avviene su molti diversi livello

❖ LA TEORIA DELL’EVOLUZIONE DI DARWIN


▪ 1859 ‘L’ORIGINE DELLA SPECIE’ Charles Darwin
o 3 tipi di esperienze a supporto della teoria :
▪ Documentò l’evoluzione nelle testimonianze fossili reperite in strati geologici
▪ Descrisse le somiglianze strutturali esistenti tra specie diverse
▪ Mostrò i principali cambiamenti che erano stati ottenuti nelle piante e negli animali domestici
attraverso i programmi di selezione naturali
▪ E’ stato possibile osservare l’evoluzione mentre era in atto
o Attraverso l’OSSERVAZIONE DIRETTA
o SELEZIONE NATURALE : ipotizzò che l’evoluzione avvenisse attraverso questo processo
▪ Di generazione in generazione la selezione naturale porta alla sopravvivenza delle specie meglio
adatte a sopravvivere .
▪ Sottolinea anche la somiglianza con le pratiche di selezione artificiale impiegate dagli allevatori.
▪ FITNESS: capacità di un organismo di sopravvivere e di trasmettere i suoi geni alle generazioni
successive
❖ EVOLUZIONE E COMPORTAMENTO
▪ DOMINANZA SOCIALE :
o Gerarchia di dominanza sociale è stabilita attraverso combattimenti tra maschi
o I maschi più subordinati imparano ad evitare i soggetti dominanti
o In alcune specie i maschi dominanti si accoppiano di più rispetto ai maschi subordinati e pertanto
trasmettono i propri caratteri alle generazioni future in maniera più efficace
o In alcune specie le femmine dominanti hanno una maggiore probabilità di produrre una prole più
numerosa e più sana e hanno una maggiore probabilità di avere accesso a zone ricche di cibo.
▪ RITUALI DI CORTEGGIAMENTO
Accoppiamento preceduto da una serie di rituali che promuovono l’evoluzione di nuove specie
o
(=gruppo di organismi riproduttivamente isolato dagli altri organismi)
o L’apparizione di una nuova specie a partire da una specie già esistente può avvenire quando la presenza
di una barriera impedisce l’accoppiamento tra popolazione della specie esistente e il resto di individui
di tale specie
o Una volta formata una barriera la sottopopolazione evolve indipendentemente dal resto della
sottopopolazione fino a quando la fecondazione reciproca diventa impossibile.
▪ 2 tipi di barriera riproduttiva :
• Natura geografica : migrazione in luoghi diversi
• Natura comportamentale : sviluppo di diversi rituali di comportamento
❖ IL PERCORSO DELL’EVOLUZIONE DELL’UOMO

Studio delle testimonianze fossili si ricostruisce la storia dell’evoluzione

▪ EVOLUZIONE DEI VERTEBRATI :


o 600 milioni di anni fa: nascono i primi organismi multicellulari complessi
o 150 milioni di anni dopo : nascono i primi cordati (phyla : animali dotati di cordone nervoso dorsale)
o 25 milioni di anni dopo: nascono i primi cordati dotati di ossa spinali (vertebre che danno i nome ai
vertebrati)
o 375 milioni di anni fa : i pesci iniziarono ad evolversi in vertebrati quadrupedi terresti= anello di
congiunzione tra pesci e vertebrati terrestri

▪ EVOLUZIONE DEGLI ANFIBI:


o 410 milioni di anni fa i primi pesci ossei uscirono fuori dall’acqua
o I pesci riuscivano a sopravvivere per brevi periodi sulla terra ferma :
o 2 vantaggi: in grado di spostarsi da un corso d’acqua all’altro
o Riuscire ad usufruire delle risorse alimentari del terreno
o Evoluzione delle pinne e delle branchie dei pesci in arti e polmoni =NASCITA DEI PRIMI ANFIBI

▪ EVOLUZIONE DEI RETTILI:


o 300 milioni di anni fa : da un gruppo di anfibi nacquero i rettili
o Primi vertebrati a deporre uova con guscio ed avere il corpo ricoperto da squame impermeabili che
riducono la perdita idrica
o Questi adattamenti ridussero la dipendenza dagli habitat acquatici
▪ EVOLUZIONE DEI MAMMIFERI:
o 180 milioni di anni fa da una piccola famiglia di rettili si evoluta una nuova classe di vertebrati con
femmine in grado di alimentare i propri piccoli attraverso secrezioni prodotte da ghiandole definite
ghiandole mammarie = da cui deriva il nome mammiferi
o 20 ordini di mammiferi = l’ordine a cui appartiene l’uomo è quello dei primati
Scimmie antropomorfe= antenati dell’uomo
Scimpanzé specie vivente più filogeneticamente vicina all’uomo (condivide il 90% dei geni con
l’uomo)

▪ EVOLUZIONE DEGLI OMINIDI


o Percorrendo indietro la nostra storia evolutiva comprendiamo il grado di parentela, quando e dove è
avvenuta la diversificazione
o Uomo è un HOMININI
▪ L’uomo appartiene agli ominidi 6 generi:
- Australopithecus
- Paranthropus
- Sahelanthropus
- Orrorin
- Pan
- Homo: comprende 8 specie : 7 estinte e una Homo sapiens ancora esistente
o 4 milioni di anni fa si evolvettero gli Australopitechi in Africa da una linea
di scimmie antropomorfe erano alti 1.3 metri avevano una postura eretta e
un cervello molto piccolo
o 2-2,8 milioni di anni fa si evolvette l’uomo dall’australopiteco
Caratteristica distintiva: grande dimensione della cavità cranica
I primi uomini facevano uso del fuoco e di utensili rudimentali
o 275.000 dopo l’estinzione dell’australopiteco si evolve la prima specie di
Homo che iniziò a migrare fuori dall’Africa .
o La maggior parte delle abilità umane si è svoluta molto recentemente es:
scrittura o costruzione di opere d’arte
▪ Sottospecie degli ominidi
▪ A partire dai scimpanzé >> australopitechi >> homo
▪ Il genere homo ha 12 specie diverse date dalla dispersione geografica che si è verificata molte
volte
- Nello spostarsi dall'africa l'uomo si è ibridato con altre specie diverse
- Ibridi umani con un padre e una madre di due specie diverse
- Le differenze umane oggi sono anche date dalle ibridazioni avvenute con altre specie
- Gli ibridi non erano sterili in quando ci sono tracce del loro DNA negli individui di
oggi, quindi hanno trasmesso i loro geni
o Homo sapiens sapiens
▪ Moto giovane = 12 mila anni fa
▪ Nata da un gruppo molto stretto
Questi sono i motivi per cui la nostra varietà genetica è molto limitata
o Fino a tempi molto recenti l'uomo conviveva con altre 5 specie umane alcune con cervelli più grandi
del nostro
➢ Neanderthal
• Nostro cugino umano più stretto
• Capaci di tutti i comportamenti complessi
• Senso estetico
• Pitture rupestri
• Intelligenza simbolica
• Capacità astrattiva e immaginativa
▪ Cervello più voluminoso del 10% dispetto al nostro
▪ Struttura interna diversa
o Zona occipitale molto sviluppata
o Zona parietale meno sviluppata
o Spinto davanti e dietro
▪ Nel dimostrare le loro capacità è necessario utilizzare dati indiretti in quanto il
cervello non lascia tracce
▪ Linguaggio articolato è dimostrato dal fatto che cacciavano in gruppo
▪ Specie diversa perché ha avuto una storia diversa dalla nostra
o Dimensioni del cervello e capacità cognitive non sono correlate
o Il peso del cervello in percentuale del peso corporeo costituisce una migliore misura delle capacità
intellettive
o Utile considerare l’evoluzione delle differenti parti del cervello es tronco encefalico, telencefalo.
o Oggi ci si interroga sul perché il cervello umano si è espanso
❖ Un'ipotesi è che l'espansione cerebrale ha subito una spinta dalla necessità di controllare e
gestire la complessità sociale
❖ L'estensione non è data dallo sviluppo tecnologico
❖ Non c'è una relazione diretta in quanto lo sviluppo tecnologico è avvenuto molto prima
❖ L'espansione non è avvenuta in modo graduale su tutte le specie umane
❖ Due specie avevano un cervello di 1/3 del nostro
a. Homo floreisensis probabilmente dato dalla necessità di rimpicciolirsi a causa
della vita su un'isola che necessita il nanismo
▪ Cervello piccolo ma con comportamenti molto ben sviluppati
▪ Restringimento proporzionato
▪ Piccole dimensioni favorisce il metabolismo e la velocità evolutiva
b. Homo naledi non era una specie isolata, ma conviveva con specie che avevano
un cervello tre volte il loro
▪ Probabilmente erano un ibrido
❖ Altra ipotesi è che lo sviluppo cerebrale sia avvenuta per una necessità biologica
o Uomo mantiene i tratti giovanili per la maggior parte della vita
o Infanzia e adolescenza umani sono i più lunghi
▪ Grande costo
• Individui inermi per molto tempo
▪ Vantaggi
• Dilata il periodo di apprendimento
▪ Grande plasticità
o Sviluppo del cervello è dato dal fatto che abbiamo mantenuto i tratti giovanili per
tutta la vita
o Grandezza del cervello è proporzionale alla grandezza del corpo
o Come facciamo a leggere e a scrivere con un cervello di 200mila anni fa
❖ Riciclaggio neurale
❖ Il cervello è un "brivcolage" tra parti nuove e parti vecchie
o Plasticità neurale
❖ Il cervello umano sa adattarsi e modificarsi in base alle esigenze
❖ È il tratto che rende il nostro cervello così unico
▪ IL PENSIERO SULL’EVOLUZIONE DELL’UOMO:
o L’evoluzione non procede secondo una singola linea e non sempre lentamente e gradualmente = può
essere dovuta a repentini cambiamenti climatici
o Pochi prodotti dell’evoluzione sopravvissuti fino ai giorni nostri
o Non tutti i comportamenti e le strutture sono adattive
▪ Sprandrel: accidentali sottoprodotti dell’evoluzione
o Non tutte le caratteristiche adattive si sono evolute per avere la funzione che hanno oggi
▪ Esaptazioni : alcune caratteristiche si sono evolute per svolgere una determinata funzione e
sono state in seguito adattate a svolgere un'altra
o La presenza di somiglianze tra specie diverse non significa che esse hanno un origine comune :
▪ ANALOGIA : strutture che non hanno un origine evoluzionistica simile
▪ OMOLOGIA :strutture che sono simili e presentano un’origine evoluzionistica simile
Le somiglianze esistenti ci fanno capire che deriviamo da un evoluzione convergente : ossia evoluzione

• PSICOLOGIA EVOLUZIONISTICA :
Comportamenti umani prendendo in considerazione le pressioni selettive che hanno portato alla loro evoluzione
▪ ACCOPPIAMENTO
o POLIGAMIA E POLIANDRIA:
▪ Prevalentemente praticata dalla maggior parte dei mammiferi
▪ Sviluppata perché le femmine della specie apportano un contributo maggiore nella crescita dei
cuccioli
▪ Conseguenza: le donne danno alla luce solo un piccolo numero di discendenti al contrario
dell’uomo
▪ Nelle femmine dei mammiferi si è quindi evoluta la tendenza a stabilire legami riproduttivi
soltanto con i maschi più adatti
▪ Poliandria: femmina forma legami riproduttivi con più maschi (es:cavalluccio marino)
o MONOGAMIA:
▪ 9% circa della specie dei mammiferi
▪ Sistema riproduttivo in cui si forma un legame duraturo tra maschio e femmina
▪ Si pensa che si sia evoluta nella specie di mammifero in cui la femmina è in grado di allevare
un numero maggiore di piccoli .

GENETICA MENDELIANA
• Cerca di studiare i caratteri dicotomici
o Colore che può essere di due soli tipi
• Studia le linee pure = linee di organismi che danno sempre luogo a una discendenza che conserva lo stesso carattere
• Caratteri
o Dominanti
o Recessivi
• Genotipo = caratteri trasmissibili alle generazioni successive mediante materiale genetico
• Fenotipo = insieme dei caratteri osservabili di un organismo
• Omozigoti = due geni uguali per un determinato carattere
• Eterozigoti = due geni diversi per un determinato carattere dove uno dei due domina sull’altro
• Incrocia due linee pure: i semi marroni (M) con i semi bianchi (b)
o Prima generazione aveva solo il carattere dominante (M)
o Seconda generazione solo l'1/4 aveva il carattere recessivo (b)

M1M2 b1b2

M1b1 M2b1 M1b2 M2b2

M1M2 M1b2 M2b1 b1b2

Bianco
• Ciascun fattore ereditario è un gene
• Lo stesso carattere dicotomico è definito da due geni chiamati alleli (M1M2)
• I geni si trovano nei cromosomi
o Strutture filamentose contenute nel nucleo delle cellule
o Uomo ha 23 paia di cromosomi
o I due geni che controllano un determinato carattere sono situati nella stessa posizione su ciascun cromosoma
omologo
o Sono stati scoperti negli anni ‘60
o Molecole a doppio filamento di DNA
▪ 4 basi nucleotidiche
▪ Nucleotidi si associano sempre a nucleotidi specifici
• Adenina >> Timina
• Guanina >> Citosina
▪ Codice genetico = sequenza delle basi su ogni cromosoma
o MEIOSI
▪ Processo di divisione cellulare che porta alla formazione dei gameti
❖ Cromosomi omologhi si separano si separano e vengono ripartiti tra i due gameti
• Ciascun gamete avrà la metà del numero di cromosomi presenti normalmente in una cellula
somatica
❖ Quando uno spermatozoo e un ovocita si fondono insieme si forma uno zigote dotato del corredo
completo di cromosomi
▪ È possibile la differenziazione grazie alla ricombinazione genica
❖ Cromosomi si allineano con gli omologhi
❖ Bracci di ogni coppia si incrocia in punti casuali
❖ Si spezzano e si scambiano materiale genetico = LINKAGE
o MITOSI
▪ Processo di divisione di tutte le cellule somatiche
▪ Tipo di riproduzione che produce cellule uguali a quelle di partenza
▪ REPLICAZIONE
o Due filamenti del DNA si srotolano
o Le basi nucleotidiche attirano le basi complementari che sono disperse nel mezzo acquoso
o Risultato sono due filamenti di DNA identici
▪ Possibili delle mutazioni nella formazione del nuovo filamento di DNA
- Presenza di un cromosoma in più = sindrome di Down
- Alcune sono piccole mutazioni di replicazione che spariscono nel pool genetico
poiché riducono le prestazioni dell'individuo
- Altre mutazioni avvenute per caso e di grande portata possono permanere e essere
trasmesse alle generazioni successive perché aumentano le capacità di adattamento
• Cromosomi autosomi
o Tipici
o Presenti in coppie appaiate
• Cromosomi sessuali
o Aspetto diverso dagli altri
o Determinano il sesso dell’individuo
o Portano a geni diversi
▪ Femmina = XX
▪ Maschio = XY
o Caratteri genetici sono contenuti per la maggior parte del cromosoma X
o Il cromosoma Y è piccolo e ha solo pochi geni
o Caratteri dominanti sono più visibili nelle femmine che non nel maschi perché hanno due geni con caratteri
dominanti e quindi è più difficile che entrambe le coppie di alleli siano recessive

GENETICA CLASSICA

• Geni strutturali
o Necessari per la sintesi proteica
o L'1% del DNA umano contiene le informazioni necessaire
• Segmenti di DNA privi di geni strutturali sono fondamentali per l'espressione genetica
o Regola l'espressione dei geni strutturali
• Meccanismo dell'espressione genetica
o TRASCRIZIONE
➢ Filamento DNA si srotola
➢ RNA messaggero è sintetizzato dal DNA
o TRADUZIONE
➢ mRNA lascia il nucleo e si attacca ai ribosomi
➢ Ribosoma sintetizza proteine richiamando rispetto al codone analizzato (triplette di nucleotidi)
l'amminoacido corrispondente
• Fattori che permettono la trascrizione
o Enhancer = promotori, sequenze di DNA non strutturale, che determinano quando attivare i fattori di trascrizione
o Fattori di trascrizione = sono influenzati dai segnali che la cellula riceve dal suo ambiente come lo stress e
modificandoli si ha il cambiamento dell'espressione dei geni in base all'ambiente
• PROGETTO GENOME UMANO
o Unione di vari progetti per mappare tutte le proteine del genoma umano
o Scopo è di comprendere le basi genetiche delle malattie per poterle curare
o Risultati
1. Avanzamento tecnologico
• Da piccole sequenze di DNA si può decifrare l'interno codice genetico di specie estinte
2. State mappate quasi tutte le proteine
• Uomo ha 20 000 geni che non sono molti
3. Molte variazioni genetiche sono legate a una stessa malattia
• Elevato numero di geni sono
▪ Correlati a una malattia
▪ Spiegano una ridotta variazione fenotipica
• Tantissimi fattori ereditari non sono spiegabili
• 18 variabili genetiche legate al diabete ne spiegano solo il 6% dell'ereditabilità della malattia
o È impossibile determinare le conseguenze che un gene ha sulla malattia
▪ Perché i geni sono influenzati dall'ambiente che è individuale
o Il fallimento del progetto ha portato alla rivoluzione dell'epigenetica
EPIGENETICA
• Disciplina che studia i meccanismi dell'ereditarietà diversi dal codice genetico e alla sua espressione
• Basa sull’unione di esperienza e genetica
• Studia tutti i geni che non sono strutturali e che non determinano il codice genetico
• Scoperte
1. Solo l'1% del DNA umano è strutturale
2. La codifica delle proteine è la funzione minore dell'RNA
3. Meccanismi di integrazione geni-esperienza
4. Molte aree del DNA non genico sembrano controllare i geni adiacenti

EPIGENETICA NELL'UOMO

• Materiale genetico di ogni individuo cambia nel corso della vita


• Con lo sviluppo i fattori epigenetici si accumulano
o Due gemelli omozigoti sono identici solo al momento del concepimento
• MECCANISMI EPIGENETICI che regolano l’espressione genica
o Rimodellamento degli istoni
▪ Modificazione della proteina istonica attorno alla quale è avvolto il DNA
▪ Influenza la conformazione del DNA adiacente
o Metilazione del DNA
▪ Reazione che avviene quando un gruppo metilico si lega a una molecola di DNA
• Alcuni effetti epigenetici regolano l’espressione genica agendo sull’RNA messaggero anziché sui geni
➢ EDITING DELL’RNA
❖ Alcune molecole di RNA sanno scindere l’mRNA in corrispondenza di specifici punti e di
attaccarvi segmenti di un altro RNA
• I meccanismi epigenetici producono cambiamenti duraturi in un individuo
• Epigenetica transgenerazionale
o Trasmissione delle esperienze alle generazioni successive attraverso meccanismi epigenetici

EPIGENETICA DELLO SVILUPPO DEL COMPORTAMENTO

• Fattori genetici e esperienza interagiscono tra loro per guidare l’ontogenesi comportamentale
o Ontogenesi = sviluppo di un individuo nel corso della sua vita
o Filogenesi = sviluppo evoluzionistico della specie attraverso le varie ere
• Studi influenti nell'interazione tra fattori genetici e esperienza
1. Selezione artificiale dei topolini
2. Malattia monogenica
3. Sviluppo del canto negli uccelli
4. Fumo da cannabis e schizofrenia

1- SELEZIONE ARTIFICIALE: FATTORI GENETICI


• Tryon
• 1934
• Nord America
• Comportamentismo
o Qualsiasi comportamento può essere modellata da un apprendimento
• I caratteri comportamentali possono essere selezionati artificialmente
• Cerca di dimostrare il ruolo importante svolto dalla genetica
• Esperimento
o Inserisce in un labirinto dei topolini che devono trovare la via d'uscita
o La maggior parte dei topolini commettono degli errori
o Seleziona
▪ Soggetti che compiono il maggior numero di errori
▪ Soggetti che compiono il minor numero di errori
Fa accoppiare i vari topi all’interno della categoria di appartenenza
o Già dalla ottava generazione di accoppiamenti selezionati si nota una distribuzione molto più divisa tra
▪ Chi compie tanti errori
▪ Chi compie pochi errori
o Attraverso incroci selettivi si sono creati gruppi di topi "intelligenti" e topi "stupidi"
o Non ha controllato il fattore esperienza nei nuovi nati
▪ Fatto di crescere con topolini intelligenti influenza l'esperienza del topolino
o Per risolvere il problema Tryon ha studiato un gruppo di controllo
▪ Adozione incrociata
❖ I topolini intelligenti sono allevati dagli stupidi e viceversa
❖ Al di là dell'ambiente i topi cresciuti dagli stupidi restano intelligenti
❖ Ci sono aspetti genetici che influenzano il comportamento
o Questi topi differivano anche per altri caratteri difficili da controllare
▪ La selezione di un particolare carattere comporta anche la selezione di numerosi altri caratteri
▪ I topi intelligenti sono stati selezionati anche per una maggiore audacia
❖ Il fatto di avere poca paura può essere considerato il motivo per cui tentano e trovano l'uscita
• Risultati
o È possibile selezionare i caratteri
o Non è tutta genetica, ma anche l'ambiente ha il suo ruolo e entrambi influenzano lo sviluppo del comportamento
• Per studiare il fattore ambiente è necessario modificare l'ambiente
➢ Ambiente standard
➢ Ambiente arricchito
❖ Socialmente
❖ Maggiori stimoli
❖ Maggiore motricità
• Nonostante l'intelligenza o la stupidità dei topi, in un ambiente arricchito le differenze di prestazione sono
quasi nulle
• Nell'ambiente impoverito le differenze tra i due gruppi sono evidenti

IL CONCETTO DI EREDITABILITA'

• Osservabile attraverso determinati comportamenti in soggetti in cui si conosce il grado di somiglianza genetica
o Gemelli
• Studiati determinati comportamenti
o ADHD (disturbo dell'attenzione)
• Disturbo dovuto al 70% da fattori genetici
o Schizofrenia
• Genetico al 62%
o Dislessia
• Genetico al 60%
o Autismo
• Genetico al 57%
o Abilità di lettura
• Genetico al 30%
o Fobia sociale
• Genetico al 18%
• La stima di ereditabilità varia de si guarda lo sviluppo normale o la patologia
o Più facile spiegare i fattori estremi o patologici che non le abilità normali

2- FENILCHTONURIA: UN DISTURBO METABOLICO A TRASMISSIONE MONOGENICA


• Molto diffusa nelle popolazioni caucasiche
• È spesso più facile comprendere la genetica di un disturbo comportamentale rispetto alla genetica del comportamento
normale
• Aspetto genetico
o Scoperta nel 1934
o Forma di ritardo mentale
o Singolo gene mutato recessivo >> trasmesso sia dal padre che dalla madre
o Sintomi che derivano dall’interazione tra fattori genetici e ambientali
 Vomito
 Crisi convulsive
 Iperattività
 Irritabilità
 Danno cerebrale
o Gli omozigoti per questo gene mancano di fenilalanina idrossilasi
 Enzima necerrario per la conversione dell’amminoacido fenilalanina in tirosina
o La fenilalanina si accumula nell’organismo
 Riduce la produzione di dopamina, sintetizzata a partire dalla tirosina
• Aspetto ambientale
o Una dieta priva di fenilalanina riduce gli effetti
o Modificando l'esperienza, l'ambiente in cui si vive si ha la possibilità di controllare questo ritardo
o Gli effetti della dieta dipendono dalla fase dello sviluppo in cui viene iniziata
 PERIODO CRITICO, SENSIBILE dello sviluppo di quel carattere
 La dieta deve essere adottata pima che la mutazione del gene sviluppi il ritardo mentale
 Se si adotta la dieta da adulto non si hanno effetti perché lo sviluppo del ritardo mentale è già avvenuto
• L'ambiente, arricchito o standard, ha effetti
o Molto più evidenti all'inizio dello sviluppo
o Influenza anche l'adulto che ha comunque un cervello plastico

3- LO SVILPPO DEL CANTO DEGLI UCCELLI, PARALLELISMO CON LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO UMANO
• L’apprendimento del canto ha molti parallelismo con l’apprendimento del linguaggio umano
• Due fasi di sviluppo del canto degli uccelli
a. Sensoriale
• Predisposizione ad apprendere i canti presentati dai conspecifici
• Gli apparati sensoriali si sintonizzano ai suoni a cui sono stati esposti nel periodo critico dello sviluppo
• Forte stimolazione solo di alcuni suoni
b. Sensomotoria
• Necessità di un feedback uditivo
• Il soggetto esposto a determinati suoni attiva non solo le aree sensoriali, ma anche quelle motorie
• Per poter sviluppare migliori abilità sensoriali c'è la necessità di sperimentare attivamente producendo i suoni
• In base alla specie ci sono diversi tipi di apprendimento
a. Apprendimento limitato al periodo sensibile
• Finita il periodo di massima possibilità di apprendimento le abilità di fossilizzano
• In seguito a questo periodo non è più possibile modificare le proprie capacità
b. Apprendimento indeterminato
• Apprendimento plastico
• Possibilità di imparare nuovi canti
• Lo sviluppo plastico può avere anche un andamento plastico
• Anche in seguito al periodo sensibile si ha la possibilità di modificare le proprie abilità
• Circuito nervoso che controlla il canto
 Via motoria discendente
o Origina dal centro vocale superiore su ciascun lato del cervello
o Si porta alla siringe
o La via sinistra ha un ruolo più importante
 Via prosencefalica anteriore
o Media l’apprendimento del canto
• Aspetti notevoli
o Lateralizzato nell'emisfero sinistro
o Centro vocale più grande nei maschi
• Devono attirare le femmine
o Centro vocale raddoppia le dimensioni in primavera
o Aumento del centro vocale è dato dalla nascita di nuovi collegamenti sinaptici

4- EPIGENETICA: CANNABIS E SCHIZOFRENIA


• Rutter 2006
• Interazione gene-ambientale
• Studio longitudinale
• Fenotipo misurato = i comportamenti simil-schizofrenici
• Variabili controllate = alcuni geni che controllano la dopamina
• Aspetto ambientale = il fumo di cannabis
• L'ereditabilità dipende dall'ambiente
• Schizofrenia
o Psicosi con allucinazioni, deliri, disturbi del pensiero e disordini
o Sintomi psicotici, apatia, ritiro sociale e compromissione delle funzioni cognitivi
o Esordisce tra i 16 e i 25 anni
• I geni sono già lì
• Si presenta in questa fase
o Prevalenza è attorno allo 0,6%
o La diagnosi non è stabile nel tempo
• Un primo esordio dei sintomi schizofrenici non denunciano una successiva presenza del deficit
o Fattori ambientali biologici
• Eventi natali o perinatali
❖ Influenza materna
❖ Rosolia
❖ Malnutrizione
❖ Diabete mellino
❖ Fumo in gravidanza
❖ Complicanze ostetriche
o Fattori ambientali psicosociali
❖ Povertà
❖ Basso livello sociale
❖ Soggetti nati in aree urbane hanno più probabilità di svilupparlo
o Presenza di alterazioni strutturali e del funzionamento cerebrale
• Diminuzione della trasmissione dopaminergica nella corteccia frontale
• Alterazioni della mielinizzazione
o Queste alterazioni e anomalie
• Epigenetica e schizofrenia
o Studio longitudinale di Caspi 2005
o Variabili prese in esame
▪ Presenza di sintomi schizofrenici
▪ Consumo di cannabis
o Estraggono il genotipo di interesse = gene COMT
• Coinvolto nel metabolismo della dopamina
• Due diverse forme alleliche (Val o Met)
o Se si dispone di un genotipo Val/Val e si ha fumato cannabis durante l'adolescenza si ha più probabilità di avere
sintomi schizofrenici all'età di 26 anni

SVILUPPO DEGLI INDIVIDUI


• Gli effetti dei geni e dell'esperienza sono inseparabili

SVILUPPO DI DIFFERENZE TRA GLI INDIVIDUI


• L‘effetto dei geni e dell’ambiente sono separabili e studiabili separatamente
o Necessario condurre gli studi su soggetti con una somiglianza genetica = GEMELLI
o Altrimenti se si seleziona un campione a caso si ha molta variabilità
• Per valutare il contributo relativo dei geni e dell'esperienza si utilizzano soggetti con somiglianza genetica nota
o Studi su gemelli separati alla nascita per adozione
▪ Dizigoti = geneticamente diversi perché generati da due diversi zigoti
▪ Monozigoti = geneticamente simili perché generati dallo stesso zigote
o In questo modo è possibile osservare l'effetto dell'ambiente e non della genetica sui comportamenti

STIME DI EREDITABILITA'
• Minnesota Study of Twins Reared Apart
o Per isolare l'effetto genetico dall'esperienza si fanno studi su gemelli adottati
o 59 gemelli monozigoti
o 47 gemelli dizigoti
o Alcuni sono stati cresciuti separatamente, altri insieme
o Età compresa tra 19 e 68 anni
o Sottoposti a test di intelligenza e personalità
o RISULTAI
▪ I gemelli monozigoti risultano sostanzialmente più simili tra loro in relazione a tutte le dimensioni
psicologiche studiate indipendentemente dal fatto che fossero cresciuti o meno nello stesso ambiente
• Fattore puramente genetico
o Stime di ereditabilità
▪ Alta coerenza interna
▪ Alta coerenza esterna tra i diversi studi fatti
▪ Non riguardano lo sviluppo individuale ma è una stima numerica della percentuale di variabilità di un
determinato carattere, in un particolare studio, attribuibile alla variabilità genetica osservata nello studio
▪ Forniscono informazioni in merito al contributo delle differenze genetiche alle differenze fenotipiche esistenti
tra i partecipanti a uno studio, ma non forniscono nessuna informazione sul contributo relativo dei geni e
dell’esperienza allo sviluppo degli individui
▪ L’entità della stima relativa a uno studio dipende dal grado di variabilità genetica e ambientale da cui è stata
calcolata e non può essere applicata ad altre situazioni

Dipende dal campione studiato


❖ Variabilità ambientale basso perché tutte le famiglie studiate hanno determinate caratteristiche
necessarie per adottare un figlio
▪ In questi casi il fattore genetico deve pesare di più
❖ Variabilità ambientale più alta perché le famiglie sono diverse tra loro
▪ In questo caso ha più perso la variabilità ambientale
▪ Tanto maggiore è la discrepanza tra soggetti monozigoti e dizigoti tanto alta è la penetranza di quel carattere
• Tanto più i risultati sono diversi tra le sue categorie più alta è la percentuale di ereditabilità di quel
determinato carattere
• Se c'è poca differenza tra monozigoti e dizigoti significa che le differenze non sono strutturali rispetto
alla genetica, ma dipendono dall'ambiente
▪ Gli studi sui gemelli sono stati piano piano abbandonati perché i risutltati non erano così evidenti
DUE TIPI DI STUDI SUI GEMELLI
• Ancora utilizzati

1. STUDI SUI GEMELLI RELATIVI AGLI EFFETTI EPIGENETICI


o Si instaurano differenze epigenetiche nel DNA di un individuo durante la vita, possono essere trasmessi
geneticamente e possono essere innescati dall’esperienza
▪ Osservabile studiando ripetutamente il DNA di gemelli omozigoti che sono identici alla nascita
▪ Si osserva quanto l'ambiente influenzi la modificazione del gene
o Distinguere effetti genetici da quelli ambientali confrontando monozigoti e dizigoti
o Accumulo di variazioni istoniche osservabile attraverso i livelli di metilazione del DNA
o Confutazione del fatto che i gemelli monozigoti sono identici
o Studio di Wong
▪ Studio evolutivo a 5-10 anni sulla metilazione in gemelli mono e dizigoti
▪ Livelli di metilizzazione sono simili tra monozigoti e dizigoti

2. STUDI SU GEMELLI RELATIVI AGLI EFFETTI DELL'ESPERIENZA SULL'EREDITABILITA'


o Le stime dipendono dal campione preso in esame
o Studio di Turkheimer
▪ Ereditabilità del QI circa del 75% su una classe medio-alta
▪ Se si valuta su un campione di basso status socio-economico l'ereditabilità dell'intelligenza è spiegato dalla
genetica per il 10%
o QI è dato dall'interazione tra GENI e AMBIENTE
o Possibile ereditare un potenziale genetico buono, ma è l'interazione con l'ambiente (povero o ricco) che poi
determina il risultato finale
o Lotta alla povertà = riducendo la povertà si permetterebbe a tutti di sviluppare il proprio potenziale genetico

NEUROCOSTRUTTIVISMO o SPECIALIZZAZIONE INTERATTIVA


• Come il cervello si sviluppa e crea competenze
• Ideato da Karmiloff-Smith
• Bilanciato l'empirismo con l'innatismo
o Sviluppo come interazione perfetta tra genetica e ambiente
o Deficit anche ridotti nel cervello possono portare a alterazioni e effetti generalizzati su tutto il funzionamento del
cervello con i conseguenti comportamenti
▪ La componente genetica ha un ruolo importante nella manifestazione di comportamenti
▪ La plasticità è presente sia negli individui con sviluppo tipico, sia in soggetti con deficit
▪ Lo sviluppo del deficit dipende da
1. Codice genetico
2. Effetto dell'ambiente che può essere più o meno favorevole allo sviluppo o al controllo del deficit
o Non si ha MODULATITA'
• Ambiente è visto come dinamico
o Varia in base alla situazione
o Il risultato specifico o generale dipende dal momento in cui si presenta l'espressione genetica
o L'espressione genetica dipende anche dalla situazione ambientale in cui il soggetto è inserito

CAPITOLO 5
• CASO DEL PROFESSOR P

METODI DI STUDIO DELLA PSICOBIOLOGIA

 Utilizzati per la visualizzazione in vivo del cervello umano

1. RAGGI X
• Hanno un assorbimento differenziale in base allo strato attraversato
• Sostanze che compongono l'oggetto colpito hanno una diversa modalità di assorbire i raggi x
• Tecnica utile nella caratterizzazione di strutture interne che presentano una capacità di assorbimento diversa dalle
strutture circostanti
• Passaggio di un fascio di raggi x attraverso un oggetto e la sua successiva proiezione su un’apposita lastra
• Banda elettromagnetica fortemente cancerogeno
• Sono utilizzati in due modi

A. RADIOGRAFIA CON CONTRASTO


❖ Iniezione di materiale opaco ai raggi nella parte di interesse
❖ Questa sostanza aumenta il contrasto tra quella parte del corpo e il tessuto circostante
❖ Quando si colpisce questa zona con i raggi si riesce ad osservare le varie parti che lo compongono,
anche se molto simili, in base a come il liquido di contrasto si è depositato ed è stato assorbito
▪ Angiogramma cerebrale
• Tecnica fondata da Moniz
• Permette di visualizzare la posizione dei
vasi sanguigni all'interno del cervello
• Infusione di un colorante radiopaco in
un’arteria cerebrale
• Permette di visualizzare la rete vascolare
del cervello durante l’esecuzione della
radiografia
B. TOMOGRAFIA ASSIALE COMPUTERIZZATA (TC)
❖ Sorgente di raggi x
❖ Passano attraverso la teca cranica
❖ I raggi sono registrati dai rilevatori di raggi x
❖ Permette di visualizzare la struttura cranica interna
❖ Tubo che proietta un fascio di raggi x su un rilevatore montato in posizione opposta
❖ Il tubo e il rilevatore ruotano automaticamente intorno alla testa
❖ Di solito si fanno 8-9 sezioni orizzontali del cervello da cui si fanno ricostruzioni tridimensionali
del cervello
❖ Non ha una alta risoluzione spaziale
▪ Non permette di mostrare bene i dettagli

2. RADIOATTIVITA' >> TOMOGRAFIA A EMISSIONE DI POSITRONI (PET)


• Evidenzia le attività cerebrali
• Prima tecnica di neuroimmagine funzionale
• Consiste nell'iniezione di fluorodesossiglucosio (FDG) nell’arteria carotide
• Molecola di glucosio resa radioattiva
• I neuroni quando sono attivi captano
questo glucosio radioattivo mediante gli
astrociti
• I neuroni non sanno metabolizzare
questa sostanza perché non è normale
glucosio
▪ È assorbito e poi degradato
• Essendo una tomografia permette di
visualizzare sezioni orizzontali del
cervello
• Utilizzata nello studio del DSA
▪ Rilevazione dell'attività prima e
durante la lettura
▪ Possibile individuare le aree
attive quando si svolgono
determinati compiti
• Non mostra reali immagini del cervello
• Ogni sezione è una mappa colorata del
livello di radioattività presente nei volex
cubici (pixel volumetrici)
• La corrispondenza esatta di ciascun voxel con una particolare struttura cerebrale può essere stabilita soltanto
sovrapponendo la scansione a un’immagine del cervello rilevata con la risonanza magnetica
• Uso attuale della PET
▪ Visualizzare neurotrasmettitori, recettori e trasportatori mediante l'iniezione di specifici liganti radioattivi che
si legano agli ioni e alle molecole di interesse successivamente individuabili

3. CAMPI MAGNETICI
a. RISONANZA MAGNETICA
➢ Anni '90
➢ Permette lo sviluppo delle tecniche e lo studio della
neuroimmagine
➢ Neuroimmagine strutturale con una buona risoluzione
spaziale
➢ Misura le onde a radiofrequenza emesse dagli atomi
di idrogeno quando si allineano per via di un magnete
❖ Più il magnete è grande più la risoluzione spaziale
dell'immagine è alta
➢ Fornisce un'immagine tridimensionale del cervello
b. RISONANZA MAGNETICA FUNZIONALE
➢ Strumento più influente nel campo delle Neuroscienze
Cognitive
➢ Permette la visualizzazione di immagini funzionali del cervello
➢ Produce immagini che rappresentano l’aumento del flusso di
sangue ossigenato verso le aree più attive del cervello
➢ I segnali registrati sono detti BOLD cioè dipendono dal livello
di ossigeno presente nel cervello
❖ Sangue ossigenato emette onde captabili attraverso
questa tecnica
❖ Dove c'è più ossigeno il cervello sta lavorando di più
➢ Utilizzata in casi clinici con pazienti vegetativi
➢ Vantaggi rispetto alla PET
❖ Non utilizza sostanze radioattive o altre sostanze
❖ Immagine strutturale e funzionale
❖ Migliore risoluzione spaziale
❖ Immagine tridimensionale di tutto il cervello
❖ RMF registra il livello di ossigenazione del cervello
➢ Bassa risoluzione temporale
❖ Riesce a registrare il livello dell'attività del cervello in
un tempo compreso nei 3 sec quando molte risposte
nervose come i potenziali d’azione si svolgono in tempi
nell’ordine dei millisecondi

c. IMAGING CON TENSORE DI DIFFUZIONE (DTI)


➢ Metodo utilizzato per identificare la direzione lungo la quale
diffondono rapidamente le molecole d’acqua
➢ Gli assoni sono le principali vie lungo cui le molecole d’acqua si
diffondono nel tessuto cerebrale
➢ Quindi questa tecnica fornisce immagini dei principali tratti
nervosi
➢ Permette la visione delle interconnessioni tra strutture
• Come i moduli del cervello sono connessi tra di loro
• Progetto Connettoma Umano

4. STIMOLAZIONE TRANSCRANICA
• PET e RMF
o Creano immagini dell’attività cerebrale mentre i soggetti volontari sono impegnati in particolari attività
o Usati per identificare la presenza di una correlazione tra attività cerebrale e attività cognitiva, ma non sono
in grado di dimostrare la relazione causa-effetto
• Due modi per supportare l’ipotesi che un’attività cerebrale sia la causa di un’attività cognitiva
1. Valutare l’attività di individui che hanno un deficit rispetto all’area cerebrale che controlla quella
determinata attività
2. Valutazione dell’attività cognitiva di un soggetto dopo aver attivato l’area relativa a quella attività cerebrale

• STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA (TMS)


➢ Inattivazione di un’area corticale attraverso la generazione di un campo magnetico da parte di una bobina
posta sul cranio
➢ Inattiva temporaneamente una parte del cervello e registra gli effetti di questa interruzione
• STIMOLAZIONE TRANSCRANICA A CORRENTE CONTINUA (tDCS)
➢ Stimola un’area corticale applicando una corrente elettrica attraverso due elettrodi posti direttamente sulla
superficie del cuoio capelluto
➢ Aumenta temporaneamente l’attività di una parte del cervello

5. FUNCTIONAL NEAR INFRARED SPECTROGRAFY (fNIRS)

o Si basa sul livello di ossigenazione del sangue


o Sfrutta la luce
o Problema è superare la teca cranica
o Si usano onde elettromagnetiche
▪ Permettono di entrare nei primi strati sotto la teca cranica
▪ Buona attendibilità negli strati corticali, quindi i primi
o Inietta una luce che è assorbita in modi diversi in base alla superfice
o Buoni sensori che permettono di localizzare meglio l'area di attivazione
▪ Tecnica economica
▪ Produce una mappa di attivazione
▪ Bassa risoluzione temporale
▪ Bassa risoluzione spaziale
▪ Macchina inventata in Giappone
▪ Vantaggio
o Economica
o Misurazione dell'attività cerebrale più ecologica
▪ Il soggetto può svolgere quasi qualunque tipo di attività durante la misurazione
o Non è invasiva in nessun modo
▪ Molto importante nei bambini che non hanno capelli, hanno una teca cranica più sottile e un cervello
più piccolo

METODI DI REGISTRAZIONE PSICOFISIOLOGICA


• Registrano l’attività psicofisiologica dalla superficie del corpo umano.

 EEG di superficie
Misurano l’attività cerebrale
 Magnetoencefalografia

➢ Tensione muscolare
Misurano l’attività del SN somatico
➢ Movimenti oculari

▪ Conduttanza cutanea Misurano l’attività del SN autonomo


▪ Attività cardiovascolare

 ELETTROENCEFALOGRAFIA DI SUPERFICE (EEG)

elettoencefalogramma=misura l’attività elettrica globale del cervello


attraverso elettrodi collegati ad un dispositivo chiamato Elettroencefalografo

o L’attività viene misurata da elettrodi a disco di diametro pari a 2 cm attaccati al cuoio capelluto
o Il segnale riflette la somma degli eventi elettrici che si verificano nel cervello
o Utilità: non è quella di fornire una rappresentazione fedele dell’attività nervosa MA alcuni picchi dell’onda
dell’EEG sono associati a particolari stati di coscienza o a patologie cerebrali
- Es: onde alfa : sono onde regolari frequenza 8\12 cicli al s hanno una ampiezza molto elevata = associate
allo stato di veglia rilassata
o Ampiezza dei segnali si riduce all’aumentare della distanza dalla sorgente che li ha generati
o L’attività elettroencefalica viene registrata simultaneamente da diversi punti
o Psicofisiologia = maggior interesse alle onde EEG che accompagnano determinati eventi psicologici piuttosto
che alle EEG di fondo.
- Queste onde vengono chiamate POTENZIALI EVENTO CORRELATI (ERP)
o Un tipo di potenziale che viene studiato è il POTENZIALE EVOCATO SOMATICO= ossia la
variazione del segnale EEG corticale dovuto alla presentazione momentanea di uno stimolo
sensoriale
- EEG rilevato in seguito ad uno stimolo sensoriale ha due elementi:
o Risposta allo stimolo (il segnale)
o Attività di EEG di fondo (il rumore)
o Il segnale è la componente di interesse
o Il rumore è quella priva di interesse
- Il problema risiede nel fatto che spesso il rumore è così elevato da nascondere il potenziale evocato
- Averaging del segnale = metodo utilizzato per ridurre il rumore dell’EEG
o Si registra la risposta di un soggetto ad uno stimolo per molte volte
o Si considera il valore di ogni tracciato a 1 (ms) dall’inizio della stimolazione e si calcola una media
di questi valori
o Si fa la stessa cosa a 2ms \3ms riportando un grafico di questi valori medi = la risposta media
evocata dallo stimolo e l’EEG di fondo (rumore) si annulla
o L’analisi dei potenziali evocati medi (AEP)si concentra sulle varie onde del segnale
medio
o Ogni onda è caratterizzata da una direzione + o – e da una latenza
• Es: Onda P300: onda positiva registrata circa 300 ms dopo la presentazione di
uno stimolo significativo per il soggetto
• Le porzioni di Potenziale evocato registrato nei primi millisecondi non sono
influenzate dall’presentazione dello stimolo = si chiamano POTENZIALI DI CAMPO
LONTANO in quanto anche se vengono registrate dalla superficie del cranio
originano a livello del tronco encefalico

 MAGNETOENCEFALOGRAFIA (MEG)

Misura le variazioni dei campi magnetici a livello della superficie del cuoio capelluto prodotte dai pattern di
attività nervosa sottostanti
Essendo dei segnali molto piccoli vengono registrati solo quelli vicino alla superficie del cervello.

o Combinando la MEG e la EEG è possibile visualizzare l'attività in tutte le aree del cervello
o L'attività è meglio catturabile in base all'orientamento della corteccia
➢ Teca cranica = MEG
➢ Solchi = EEG
o Non è invasiva
➢ Gravidanza
➢ Bambini
o Permette di visualizzare le varie condizioni di attivazione del soggetto
➢ Arousal
➢ Grande attivazione è data da una bassa ampiezza, ma alta frequenza delle onde
➢ Stato rilassato
o Alta ampiezza e bassa frequenza
o Caratterizzato da onde alfa dove l'attivazione è temporaneamente più bassa
➢ Sonno
o Andamento oscillatorio negativo – positivo
o Attività elettrica è a bassa frequenza, alta ampiezza
➢ Sonno profondo
o Attività elettrica è a bassa frequenza e a alta ampiezza o L'elettroencefalografia di superfice
permette di determinare la morte cerebrale
➢ TENSIONE MUSCOLARE:

Muscolo composto da milioni di fibre ogni fibra si contrae quando viene attivata dal motoneurone
All’interno di un muscolo a riposo alcune fibre sono in stato di contrazione mantenendo il tono complessivo del
muscolo
Modo di definire una persona ‘tesa’ : deriva dal fatto che gli individui ansiosi mostrano alti livelli di tensione
muscolare anche a riposo

oElettromiografia = tecnica utilizzata per misurare la tensione muscolare


▪ La registrazione viene chiamata ELETTROMIOGRAMMA (EMG)
▪ Attività registrata grazie a due elettrodi applicati alla superficie cutanea al di sopra del muscolo di
interesse
▪ Aumento di ampiezza del segnale= aumento della contrazione del muscolo
▪ La maggior parte degli psicofisiologi non lavora con i segnali grezzi ma li converte in una forma più
facilmente utilizzabile
▪ Segnale grezzo viene inviato ad un pc che calcola il numero totale di spike ( punte) per unità di tempo =
viene quindi poi riportato su un grafico= si ottiene così una curva la cui ampiezza è una misura
semplice e continua
➢ MOVIMENTI OCULARI :
o Registrati dall’elettrooculografia e il tracciato viene chiamato ELETTROOCULOGRAMMA (EOG)
o Si basa sull’esistenza di una stabile differenza di potenziali tra la porzione anteriore (+) e quella posteriore (-) del
bulbo oculare
o Quando l’occhio si muove a causa i questo potenziale è possibile misurare la variazione del potenziale elettrico
o Viene registrata tra due elettrodi posizionati ciascuno al lato di un occhio per misurare i movimenti orizzontali e due
elettrodi al di sopra e al di sotto per misurare i movimenti verticali

▪ CONDUTTANZA CUTANEA :
o Pensieri e espressioni che suscitano emozioni = provocano un aumento della capacità della cute di condurre
elettricità
o 2 indici dell’attività elettrodermica:
- Il livello di conduttanza cutanea (SCL). Misura del livello di base della conduttanza associata ad una
particolare situazione

- Risposta di conduttanza cutanea (SCR): Misura della variazione temporanea associata ad esperienza
specifiche

o Basi fisiologiche ancora non chiare


o Coinvolgimento delle ghiandole sudoripare = strutture che tendono ad aumentare la propria attività nelle situazioni
emotive determinando la secrezione di sudore che aumenta la conducibilità elettrica della cute
o Ghiandole sudoripare distribuite lungo la maggior parte della superficie corporea ma quelle delle mani, dei piedi e
delle ascelle sono responsabili degli stimoli emotivi

▪ ATTIVITA’ CARDIOVASCOLARE:
o Esistenza di una relazione tra l’attività cardiovascolare e le emozioni
o Sistema cardiovascolare 2 parti :vasi sanguigni e cuore
o Sistema deputato alla distribuzione di ossigeno e nutrienti
o Impiegato in 3 modalità diverse:
▪ Frequenza cardiaca:
• Attraverso gli elettrodi sul torace si può misurare il battito cardiaco
• Tracciato che si ottiene = elettrocardiogramma (ECG)
• Frequenza cardiaca media di un adulto sano 70battiti al minuto ma aumenta rapidamente
▪ Pressione sanguigna :
• Comporta due misurazioni :
o La misurazione della pressione di picco durante i peridi di contrazione cardiaca (sistoli)
o La misurazione della pressione minima durate i periodi di rilascio (diastoli)
• Viene espressa come il rapporto tra le due pressioni misurate in millimetri di mercurio (mmHg)
• Normale pressione sanguigna = 130\70
• Qualora la pressione superi i 140\90= ipertensione
• Pressione misurata attraverso lo sfigmomanometro
▪ Volume sanguigno:
• Ad alcuni eventi psicologici sono associate variazioni del volume
• La pletismografia : insieme delle tecniche impiegate per misurare la variazione del volume
sanguigno in alcune parti del corpo.
• Metodi per la misurazione :
o Registrare il volume del tessuto target avvolgendolo con un estensimetro
o Far passare un fascio luminoso attraverso il tessuto in esame e misurare la quantità di luce
assorbita.
METODI INVASIVI DI RICERCA DELLA PSICOLOGIA FISIOLOGICA

❖ CHIRURGIA STEREOTASSICA :

o Prima fase di molti esperimenti psicobiologici


o Tecnica che consente di posizionare precisamente
gli apparati sperimentali nel cervello
o 2 elementi :
▪ Atlante stereotassico:
• Utilizzato per la localizzazione
delle strutture cerebrali
• Cervello composto da 3
dimensioni rappresentate una per
ogni pagina
• Punto di riferimento BREGMA :
punto situato sulla sommità del
cranio al livello del quale si
intrinsecano e strutture
▪ Apparato stereotassico :
• Costituito da 2 componenti .
• Dispositivo di contenzione della
testa: tiene saldamente il cervello
dell’animale
• Porta elettrodo: tiene il
dispositivo da inserire

❖ METODI DI LESIONE :

o Una parte del cervello viene lesionata , distrutta o inattivata e si valuta il comportamento del soggetto = per capire le
funzioni della struttura lesa
▪ LESIONI DA ASPIRAZIONE :
• Produrre una lesione nella parte del tessuto corticale accessibile agli occhi e agli strumenti del
chirurgo = per aspirazione
• Tessuto viene rimosso tramite aspirazione attraverso una pipetta di vetro a punta fina
• Essendo la sostanza bianca sottostante più resistente si può aspirare senza ledere alla sostanza
bianca e ai vasi sanguigni
▪ LESIONI DI RADIOFREQUENZA:
• Produzione di piccole lesioni sottocorticali dovute al passaggio attraverso il tessuto target di una
corrente a radiofrequenza emessa dalla punta di un elettrodo posizionato attraverso la chirurgia
stereotassica
• Dimensione e forma della lesione dipendono dalla durata e dall’intensità della corrente
▪ TAGLI DA BISTURI:
• Serve per abolire la conduzione lungo un nervo attraverso la sezione (taglio) della struttura
• Taglio minuscolo può assolvere al compito senza creare danni estesi
• Utilizzato nell’uomo nell’epilessia ( per far si che non si dilaghi i entrambi gli emisferi)
▪ LESIONI REVERSIBILI :
• Metodo utilizzato per interrompere temporaneamente l’attività di una particolare area del cervello
per eseguire test
• Attraverso il raffreddamento della struttura target o iniettando un anestetico ( es: lidocaina)
▪ INTERPRETAZIONI DEGLI EFFETTI DELLE LESIONI:
• Effetti delle lesioni sono ingannevoli e più o meno selettivi
▪ LESIONI BILATERALI E MONOLATERALI :
• Gli effetti delle lesioni monolaterali sono molto più lievi e possono essere difficili da rilevare
• Gli effetti delle lesioni bilaterali coinvolgono entrambe le metà del cervello e sono quelle più
utilizzate negli studi sperimentali
❖ STIMOLAZIONE ELETTRICA:

o Stimolando elettricamente una struttura nervosa è possibile avere indicazioni sula funzione che svolge
o Realizzata con un elettrodo bipolare (due fili metallici isolati avvolti assieme)
o Il rilascio di deboli impulsi produce un aumento di attivazione dei neuroni situati in prossimità della punta
dell’elettrodo
o Produce effetti comportamentali di senso opposto rispetto a quelli provocati da una lesione dell’area
o Evoca anche sequenze di comportamenti complessi : mangiare, bere dormire copulare
o La particolare risposta di comportamento dipende dalla posizione dell’elettrodo e dall’ambiente sperimentale
o Impiegato per lo più su esseri non umani
o Utilizzato anche su esseri umani coscienti durante la rimozione di un tumore al cervello

❖ REGISTRAZIONE ELETOFISIOLOGICA:

o Quattro metodi invasivi :


▪ REGISTRAZIONE INTRACELLULARE MONOUNITARIA:
• Fornisce una registrazione istante per istante delle fluttuazioni graduate del potenziale di
membrana di un singolo neurone
• Utilizzata dalla maggior parte di esperimenti condotti su animali
▪ REGISTRAZIONE EXTRACELLULARE MONOUNITARIA :
• Registra i potenziali d’azione di un neurone attraverso un microlettrodo la cui punta è
posizionata nel liquido extracellulare accanto al neurone in questione.
• La registrazione extacellulare fornisce info sull’attivazione del neurone ma non sul suo
potenziale di membrana
• Questa comportava la registrazione dell’attività di un solo neurone alla volte utilizzando
elettrodi impiantati separatamente
• Oggi è possibile effettuare registrazioni simultanee di un numero massimo di circa 100 neuroni
▪ REGISTRAZIONE MULTIUNITARIA :
• La punta dell’elettrodo è più grande e in grado di raccogliere i segnali prodotti da molti
neuroni e i lievi spostamenti nella sua posizione , dovuti al movimento del soggetto hanno
scarso effetto sul segnale
• I molti potenziali d’azione vengono inviati a un circuito di integrazione , che li somma tra
loro.
• In questo modo si ottiene un tracciato relativo al numero totale dei potenziali d’azione
registrati nell’unità di tempo.
▪ REGISTRAZIONE ELETTROENCEFALOGRAFICA INVASIVA:
• I segnali EEG vengono registrati attraverso grossi elettrodi impiantati nel cranio
• I segnali EEG spesso registrati usando elettrodi a vite in acciaio inossidabile inseriti nel cranio
• I segnali subcorticali vengono registrati attraverso elettrodi a filo impiantati in maniera
stereotassica
METODI DI RICERCA FARMACOLOGICA
Principale ricerca consiste nella somministrazione di farmaci che aumentano o riducono gli effetti di particolari
neurotrasmettitori
- Vie di somministrazione dei farmici :
▪ Per bocca
▪ Attraverso il tubo digerente direttamente nello stomaco ( via intragastrica)
▪ Vengono iniettati per via ipodermica bella cavità peritoneale dell’addome (via intraperitoneale )
▪ Nel muscolo
▪ Nel tessuto adiposo sotto la cute (via sottocutanea)
▪ In una vena superficiale (via endovenosa)
Problema associato a queste somministrazioni periferiche è che molti farmaci non attraversano
facilmente la barriera emato encefalica
I farmaci possono essere somministrati anche attraverso la Cannula = tubicino impiantato in maniera
stereotassica nel cervello
❖ LESIONI CHIMICHE SELETTIVE :
Si creano iniettando particolari neurotossine
- L’acido kainico e l’acido ibotenico somministrati tramite microinezioni= determinano la distruzione di
alcuni neuroni ma lasciano indenni i neuroni i cui assoni attraversano l’area.
- 6-idrossidopamina (6-OHDA) viene captata solo dai neuroni che lasciano i neurotrasmettitori :
noradrenalina o dopamina mentre lascia illesi gli altri neuroni presenti a livello del sito di iniezione
❖ MISURAZIONE DELL’ATTIVITA’ CHIMICA DEL CERVELLO:
▪ TECNICA DEL 2-DEOSSIGLUCOSIO (AUTORADIOGRAFIA):
L’animale a cui è stato iniettato questo liquido radioattivo viene poi posto in una situazione
sperimentale all’interno della quale deve svolgere un attività di interesse
I neuroni attivi durante il test assorbono alti livelli di questo composto senza metabolizzarlo.
L’animale viene poi sacrificato e il cervello estratto.
Autoradiografia = azione a cui vengono sottoposte le sezioni di cervello ottenute , vengono sviluppate
in maniera simile ad una fotografia
Le aree del cervello che hanno assorbito alti livelli di composto appaiono come punti neri sulle sezioni


DIALISI CEREBRALE:
metodo utilizzato per la misurazione della concentrazione extracellulare di specifiche sostanze
neurochimiche
Attraverso l’impianto nel cervello di un tubicino semipermeabile che viene posizionato sulla struttura
d’interesse in modo che le sostanze vengano diffuse nel tubo
Per poi essere sottoposte a successive analisi
❖ LOCALIZZAZIONE DEI NEUROTRASMETTITORI NEL CERVELLO:
Due metodi che prevedono l’esposizione del cervello ad un ligando marcato
▪ IMMUNOCITOCHIMICA:
Quando una proteina esterna viene iniettata in un animale l’organismo produce anticorpi che si
legano a questa proteina favorendone la rimozione o distruzione = reazione immunitaria
dell’organismo
Tecnica utilizzata per localizzare neuroproteine nel cervello con la marcatura dei relativi anticorpi con
un colorante o elemento radioattivo
Le regioni in cui si accumula il colorante rappresentano le sedi delle neuroproteine target
Le sezioni cerebrali vengono esposte ad anticorpi marcati che si legano a enzimi situati solo nei
neuroni che contengono il neurotrasmettitore di interesse
▪ IBRIDAZIONE IN SITU :
Sfrutta il fatto che tutti i peptidi e tutte le proteine vengono trascritte a partire da sequenze di basi
nucleotidiche presenti sull mRNA
Sono identificate le sequenze che codificano un particolare neurotrasmettitore e sono stati creati
artificialmente degli ibridi di mRNA contenenti la sequenza complementare
I filamenti di mRNA ibrido vengono marcati con un colorante e le sezioni cerebrali vengono esposte ai
filamenti di m RNA ibrido marcato, questi ultimi si legheranno ai filamenti complementari
permettendo di identificare la posizione dei neuroni che rilasciano a neuroproteina target.

INGEGNERIA GENICA
Due approcci :
▪ TECNICHE DI KNOCKOUT GENICO:
Metodo utilizzato per creare organismi privi di un particolare gene che si intende studiare
Prodotti vengono definiti : topi knockout
Studi condotti per chiarire il meccanismo di nevrosi nel comportamento.
Es: melanopsina: proteina che è presente nella retina e controlla i ritmi circadiani da parte della luce.
La soppressione di questo gene compromette la capacità di regolare i ritmi circadiani a variazioni di
cicli di luce\buio
▪ TECNICHE DI SOSTITUZIONE GENICA:
I geni patogeni estratti da cellule umane possono essere inseriti nel DNA di un altro animale
Es: aggiungendo un gene difettoso che era stato legato alla schizofrenia a dei topini ( topi transgenici)
sono state dimostrate delle anomalie e dei comportamenti imputabili alla schizofrenia
In un'altra tecnica si procede alla sostituzione del gene target con un gene identico = in modo che il
gene possa essere attivato o sospeso in determinati momenti dello sviluppo
o PROBLEMI :
o Gran parte dei comportamenti richiede più geni
o Eliminando un gene si può alterare l’espressione degli altri
o Espressione genica dipende anche dall’ambiente (epigenetica)

▪ FLUORESCENZA FANTASTICA: TECNICA BRAINBOW


La proteina fluorescente verde (GFP)= emette luce verde esposte alla luce blu
Scoperta nel 1962 in una specie di Medusa nel Nord America
Inizi degli anni ’90 fu clonato il gene e iniziò ad essere usata nella biologia
Il gene viene attivato solo nelle cellule in esame in modo da poter essere visualizzate facilmente
Due modi per poterlo realizzare:
1. Inserendo il gene in tutte le cellule e inducendo l’espressione solo in quelle target
2. Inserendo il gene solo nelle cellule target
1998 Tsien scoprì che l’introduzione di piccole alterazioni nel gene della GFP portava alla sintesi di
proteine con un colore di fluorescenza diverso
2007 furono introdotti geni per avere fluorescenze di vari colori in modo tale che ogni neurone potesse
avere un colore diverso in base alla quantità della proteina che sintetizzava
▪ OPTOGENETICA :
Opsine: canali ionici sensibili alla luce presenti nelle membrane di alcuni batteri e alghe
Quando le opsine vengono illuminate i canali si aprono e permettono l’ingresso di ioni nella cellula
In base all’opsina deputata la membrana può polarizzarsi o depolarizzarsi
2003 per la prima volta venne duplicato il gene
Inserendo il gene in un neurone il neuro scienziato era in grado di attivare o disattivare un determinato
neurone attraverso la luce
Es: nell’animale può essere impiantata una fibra ottica attraverso cui può essere trasmesso un fascio di
luce al fine di attivare i canali ionici

METODI DI RICERCA COMPORTAMENTALE IN PSICOBIOLOGIA


Paradigma comportamentale : Una serie di procedure sviluppate per l’indagine di un particolare fenomeno comportamentale.
Ogni paradigma comprende un metodo per la produzione del fenomeno comportamentale in esame e un metodo per la
misurazione oggettiva.

➢ TEST NEUROPSICOLOGICI :
Prescritti solo ad una piccola parte dei pazienti con danni cerebrali

I risultati possono aiutare in 3 modi :

▪ Favorendo la diagnosi dei disturbi nervosi


▪ Servendo da base per il counseling e la cura dei pazienti
▪ Fornendo una base per la valutazione oggettiva dell’efficacia di un trattamento o della gravità dei suoi
effetti collaterali
❖ APPROCCIO MODERNO AI TEST NEUROPSICOLOGICI
o APPROCCIO A TEST SINGOLO:
Prima degli anni ‘50
Concepiti per rilevare la presenza di un danno cerebrale
Obiettivo : discriminare tra pazienti psicologici derivanti da alterazioni funzionali, anziché strutturali
Inefficace: non c’è la possibilità di sviluppare un singolo test sensibile a tutte le varietà dei sintomi psicologici che
potrebbero manifestarsi
o APPROCCIO CON UNA BATTERIA DI TEST STANDARDIZZATA .
Anni ‘60
Identificare pazienti con danni cerebrali
Analisi. Impiego di batterie di test standardizzate es:Halstead-Reitain
I punteggi dei test vengono quindi sommati , il punteggio ottenuto non deve essere minore di un certo standard che
diagnostica il danno
Limitatamente efficace le batterie riescono a distinguere tra pazienti neurologici e pazienti sani ma non tra pazienti
neurologici e pazienti psichiatrici
o APPROCCIO CON UNA BATTERIA DI TEST PERSONALIZZATA:
Anni ’60
Efficace esteso alla pratica clinica
Obiettivo: identificare i pazienti con danno cerebrale e caratterizzare la natura del deficit
Si inizia con una batteria di test selezionati dal neuropsicologo b per fornire un indicazione della natura generale
A seconda dei risultati ottenuti vengono selezioni in base al paziente una serie di test personalizzati ( indagine più
dettagliata)
I test recenti sono concepiti per misurare aspetti della funzione psicologica che sono stati messi in luce dalle teorie
moderne
Interpretazione dei risultati spesso non si basa unicamente sulla performance del paziente
Questo approccio richiede una maggiore abilità e maggiori conoscenze nella scelta della batteria giusta per far emergere i
deficit

❖ TEST NEUROPSICOLOGICI DELLA BATTERIA DI BASE:


▪ INTELLIGENZA:
QI= misura inadeguata
Molte valutazioni inizian con la Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS) 1955
Usata molto spesso come primo test , perché la conoscenza del QI può aiutare il neuropsicologo a
interpretare i risultati successivi
Composto da 15 item
▪ MEMORIA:
Punto debole della WAIS
Non riesce a mettere in luce eventuali deficit di memoria
Valuta la memoria di nozioni generali
E consente di individuare la più lunga sequenza di cifre casuali che il paziente riesce a ricordare
Queste due forme di memoria sono tra quelle meno soggette ad alterazioni in presenza di un danno
cerebrale
▪ LINGUAGGIO:
Un deficit del linguaggio può essere dedotto da un basso punteggio complessivo
Oppure può essere identificato attraverso
▪ Token test: test dei gettoni viene chiesto di eseguire dei comandi sui gettoni
che diventano via via più complessi e poi di leggere ad alta voce i comandi e
svolgerli
▪ LATERALIZZAZIONE Del LINGUAGGIO:
Solitamente un emisfero cerebrale partecipa più dell’altro all’attività di linguaggio em di sinistra
dominante
La conoscenza dell’emisfero dominante nel linguaggio è utile nell’interpretazione dei punteggi dei test
Utilizzato prima degli interventi chirurgici
Due test:
▪ Test dell’amobarbital: comporta l’iniezione nell’arteria carotide di dx di una sostanza
che anestetizza temporalmente l’emisfero ipsilaterale senza influenzare l’altro
emisfero. Vengono quindi somministrati vari test e in base alle risposte si definisce
l’emisfero predominante
▪ Test dell’ascolto dicotico :vengono fatte ascoltare al soggetto una serie di cifre
simultaneamente 3 cifre in un orecchio e 3 nell’altro viene quindi chiesto di ripetere
più cifre possibili. I pazienti ricordano più cifre dette nell’orecchio dell’emisfero che
predomina

❖ TEST PER LA VALUTAZIONE DI SPECIFICHE FUNZIONI NEUROPSICOLOGICHE


▪ MEMORIA.
o Bisogna capire in che posto della memoria si trova il danno:
▪ MBT\MLT
▪ Anterogradi o retrogradi
▪ Memoria semantica o episodica
▪ Memoria implicita o esplicita
o Utilizzato il test di priming di ripetizione :
▪ Dovrebbe avvenire una facilitazione data dall’esposizione precedente
▪ Ai pazienti viene mostrato un elenco di parole e viene chiesto loro di studiarle
▪ Successivamente viene chiesto ai pazienti di completare delle frasi ma alcune parole
dei frammenti che hanno a disposizione fanno parte dell’elenco precedentemente
studiato
▪ I pazienti amnesici non hanno alcun ricordo delle parole presenti nell’elenco iniziale
▪ LINGUAGGIO :
o Deficit del linguaggio= tre possibilità di afasia
▪ Semantico
▪ Fonologico
▪ Sintattico
• Ipossia che danneggia la capacità di comprensione del significato
o Utilizzo della lettura a voce alta
o Pazienti dislessici :
▪ Si parla di dislessia evolutiva e non acquisita (afasia o alessia)
▪ SUPERFICIALE
• Sono in grado di leggere
• Difficoltà a pronunciare parole che non seguono le normali regole della
pronuncia
• Frequente nelle lingue irregolari come l’inglese
▪ FONOLOGICA
• Impossibilità a leggere parole nuove o irregolari
• Non riescono ad applicare le regole della pronuncia
• Leggono in base alla memoria e alla famigliarità e non alle regole

❖ FUNZIONE DEL LOBO FONTALE


▪ Permette l’adattamento a situazioni che cambiano
▪ Molto esteso solo nell’uomo
▪ È una regione che si sviluppa tardivamente e il suo sviluppo continua fino in adolescenza
▪ L’alterazione delle sue funzioni esecutive è misurata con un test particolare
o WISCONSIN CARD SORTING TEST
▪ Presentate al soggetto delle carte su cui è riportato un determinato simbolo in
quantità e colore diverso
▪ Il paziente ha di fronte quattro carte-simbolo
▪ Il compito consiste nell’ordinare le altre carte correttamente
▪ Al paziente non è comunicato il criterio di ordinamento rispetto a forma, numero o
colore
▪ Il paziente inizia a caso e ad ogni carta gli viene detto se il criterio è corretto o meno
▪ Non appena il paziente esegue diverse risposte consecutive corrette il criterio di
orientamento è cambiato senza avvisare il paziente
▪ L’unica indicazione del cambiamento è che le risposte in base al precedente criterio
diventano sbagliate
▪ I pazienti affetti da danno ai lobi prefrontali continuano a disporre le carte in base
allo stesso criterio di orientamento anche per 100 o più volte dopo che tale criterio
non è più valido
▪ Questi pazienti hanno difficoltà ad apprendere e ricordare che le regole precedenti
per un comportamento efficace non sono più appropriate
• ERRORE DI PERSEVERAZIONE

METODI COMPORTAMENTALI DELLE NEUROSCIENZE COGNITIVE

• Neuroscienze cognitive si basano su due presupposti correlati


1. Ogni processo cognitivo complesso (lettura, attenzione) deriva dall’attività combinata di processi cognitivi semplici
chiamati processi cognitivi elementari
2. Ogni processo cognitivo elementare è mediato dall’attività nervosa di una particolare area del cervello
• Obiettivo delle neuroscienze cognitive è identificare le parti del cervello che mediano i diversi processi cognitivi elementari

❖ TECNICA DI SOTTRAZIONE DI IMMAGINI


o Principali metodi utilizzati dalle neuroscienze
▪ PET
▪ RMF
o Tecnica per poter analizzare e comprendere i risultati di questi metodi è utilizzata la TECNICA DI
SOTTRAZIONE DI IMMAGINI
▪ Studio classico sull’elaborazione di singole parole di Petersen 1988
• Metodologia PET
• Obiettivo è di individuare le sedi del cervello che rendono gli individui capaci di fare
associazioni di parole (camion-guidare)
• Problema
o Durante il periodo del test sono attive anche molte parti del cervello non
coinvolte nel processo cognitivo elementare di formazione di
un’associazione di parole
▪ Prevede l’acquisizione di immagini funzionali del cervello durante l’esecuzione di diversi
compiti cognitivi
▪ I compiti devono differire solo per un singolo processo cognitivo di base
▪ L’attività cerebrale associata a tale processo elementare può essere stimata sottraendo l’attività
registrata nell’immagine relativa a uno dei due compiti dall’attività registrata nell’immagine
relativa all’altro compito
• La sottrazione deve essere adeguata altrimenti i risultati non hanno validità
• Si ottiene così l’IMMAGINE DI DIFFERENZA che illustra le aree del cervello
specificamente coinvolte nel processo cognitivo elementare di formazione delle
associazioni di parole
o Diversi tipi di attenzione
▪ In base al tipo si attivano aree diverse
• ALTERING = prepara all’azione, stato di allerta
o Strutture profonde (tronco encefalico, talamo)
o Giunzione temporo-parietale
o Dorsal-laterale preforntale
• ORIENTING = attenzione involontaria e orientamento dell’attenzione
o Mielencefalo
o Cervelletto
o Collicolo superiore
o Nervi talamici
o Zona parietale
• ESECUZIONE CONTROLLATA = attenzione volontaria
o Zona frontale
▪ Orientamento dell’attenzione spaziale di Posner
1. DISANCORAGGIO
• Si libera il fuoco dal luogo attuale
2. SPOSTAMENTO DELL’ATTENZIONE
• Il collicolo permette lo spostamento
3. NUOVO FUOCO ATTENTIVO
• Il pulvinar fissa il fuoco attentivo su un nuovo target

❖ DEFAULT MODE NETWORK


o Modalità di default del cervello
▪ È l’accentuata attività cerebrale quando l’individuo
lascia vagare la mente
▪ Attività spontanea
▪ Le strutture cerebrali tipicamente attive in questa
modalità lo sono meno durante l’esecuzione di
compiti cognitivi
o Comprende diverse strutture
▪ Corteccia parietale mediale
▪ Corteccia parietale laterale
▪ Corteccia prefrontale mediale
▪ Corteccia temporale laterale

❖ IMMAGINE DI DIFFERNZA MEDIA


o Criticità nell’utilizzo della PET e della RMF nella localizzazione dei processi cognitivi elementari è il
RUMORE associato a eventi cerebrali casuali che si verificano durante il test
o Il rumore può essere ridotto con una tecnica:
▪ AVERAGING DEL SEGNALE
• Media delle immagini delle differenze ottenute ripetendo diverse volte lo stesso test
• Immagine di differenza media
o Media delle immagini ottenute da diversi volontari
o Evidenzia le aree di attività comuni a molti volontari
o Toglie importanza alle aree di attività peculiari di pochi individui
o Problemi
▪ Se due volontari hanno diversi pattern specifici di attività corticale
l’immagine media da scarse informazioni su entrambi i pattern
▪ Individui differiscono tra di loro per quanto riguarda la
localizzazione corticale delle capacità cognitive
▪ PLASTICITA’ = In uno stesso individuo l’area della corteccia che
controlla una particolare capacità può cambiare come risultato
dell’esperienza
o Lo studio delle immagini derivate dalla RMF deve tener conto dell’ambiente in cui l’individuo si è
sviluppato
▪ Le aree del cervello si attivano se la capacità che controllano è stata acquisita e sviluppata dal
soggetto
• Negli analfabeti le aree adibite alla lettura non si attivano perché non sono state
sviluppate e specializzate
▪ L’acquisizione di una capacità permette
o Lo sviluppo dell’area corrispondente
o Riciclaggio corticale = PLASTICITA’
▪ Corteccia di determinate aree è destinata a svilupparsi per compiere
nuovi compiti
o Connessioni tra neuroni

PARADIGMI PSICOBIOLOGICI PER LO STUDIO DEL COMPORTAMENTO ANIMALE


[ EPIGENETICA TRANSGENERAZIONALE DEI TOPI ]

• Paradigmi comportamentali utilizzati nello studio della psicobiologia nelle specie di laboratorio
• Tre categorie
1. Paradigmi per la valutazione dei comportamenti di specie
2. Paradigmi di condizionamento tradizionali
3. Paradigmi semi naturali di apprendimento negli animali

❖ PARADIGMI PER LA VALUTAZIONE DI COMPORTAMENTI DI SPECIE


o Comportamenti di specie sono i comportamenti mostrati da tutti i membri della specie in questione di pari
età e sesso
o Comportamenti più studiati
▪ Attività di grooming = cura delle superfici del corpo
▪ Nuoto
▪ Alimentazione
▪ Abbeverata
▪ Accoppiamento lotta
▪ Costruzione del nido

➢ TEST DELL’OPEN-FIELD
o Soggetto è posto in un’ampia camera vuota
o Registrata l’attività dell’animale nella camera
▪ Attraverso
• Grado di inattività
• Tigmotassia
• Defecazione
▪ Bassi punteggi di attività e alto numero di escrementi sono indicatori di paura
▪ Ratti paurosi sono
• Tigmotassici = si allontanano raramente dalle pareti e raramente si alzano sulle
zampe posteriori o si toelettano
• Lo sono spesso quando sono posti per la prima volta in un campo aperto nuovo
o Registra
▪ Paura
▪ Emozione
▪ Curiosità
o Permette di verificare la funzione di determinati farmaci
▪ Il farmaco ansiolitico aumenta le esplorazioni anche in situazioni paurose

➢ TEST DI VALUTAZIONE DEI COMPORTAMENTI AGGRESSIVI E DIFENSIVI


o Si possono osservare nel corso di incontri agonistici tra il ratto maschio dominante in una colonia e
un maschio estraneo più piccolo
▪ PARADIGMA RESISTENTE – INTRUSO
▪ i comportamenti del maschio dominante sono considerati aggressivi mentre quelli dello
sfortunato intruso sono considerati difensivi
▪ Comportamento aggressivo = piloerezione, approccio laterale, morsi
▪ Comportamento difensivo = immobilità, sollevamento sulle zampe posteriori,
ribaltamento sul dorso
o Il comportamento difensivo può anche essere valutato rispetto alla reattività dello sperimentatore
o LABIRINDO A CROCE RIALZATO
▪ Standardizzato per permetterne la riproduzione
▪ Montato a 50 cm al di sopra del pavimento
▪ Utilizzato per studiare gli effetti ansiolitici dei farmaci attraverso la valutazione del
comportamento difensivo
▪ Due bracci del labirinto sono provvisti di pareti
▪ La misura del comportamento difensivo corrisponde alla percentuale di tempo trascorsa
dai ratti nei bracci chiusi e protetti rispetto agli altri
• I farmaci ansiolitici aumentano la percentuale del tempo trascorso nei bracci
esposti
➢ TEST DI VALUTAZIONE DEL COMPORTAMETNO SESSUALE
o Femmina
▪ È recettiva quando assume la postura detta di lordosi
▪ Solleva la groppa, inarca la schiena e devia la coda
o Maschio
▪ Numero di monte richieste per raggiungere l’intromissione
▪ Il numero di intromissioni richieste per raggiungere l’eiaculazione
▪ Intervallo tra eiaculazione e inizio di una nuova monta

❖ PARADIGMI DI CONDIZIONAMENTO TRADIZIONALI


o Il paradigma di apprendimento è di interesse primario per gli psicologi
▪ Usato per addestrare i topi in un compito necessario alla ricerca
o I paradigmi di apprendimento forniscono un mezzo efficace per produrre e controllare il comportamento
animale
o È possibile fare molte deduzioni sullo stato sensoriale, motorio, motivazionale e cognitivo di un animale
sulla base delle sue capacità di imparare a eseguire varie risposte

➢ CONDIZIONAMENTO PAVLOVIANO
o Stimolo iniziale neutro chiamato stimolo condizionato e associato a uno stimolo incondizionato
che evoca una risposta non condizionata o riflessa
o Il risultato di questo abbinamento è che lo stimolo condizionato acquista la capacità di evocare una
risposta condizionata

➢ CONDIZIONAMENTO OPERANTE
o Aumento o riduzione della probabilità di occorrenza di una determinata risposta attraverso i
meccanismi di rinforzo o punizione
o PARADIGMA DELL’AUTOSTIMOLAZIONE
▪ Gli animali premono una leva
▪ Rilasciano uno stimolo elettrico a particolari regioni del cervello
▪ Le aree del cervello che danno luogo all’autostimolazione sono state spesso indicate come
centri di piacere

❖ PARADIGMI SPERIMENTALI DI APPRENDIMENTO DEGLI ANIMALI


o Sono specificatamente concepiti per simulare situazioni che un animale potrebbe riscontrare nel suo
ambiente naturale
o Hanno avuto origine dal presupposto secondo cui forme di apprendimento vantaggiose per la sopravvivenza
sono quelle più altamente sviluppate e connesse a meccanismi nervosi innati

➢ AVVERSIONE CONDIZIONATA AL GUSTO


o Risposta di evitamento che si sviluppa verso il sapore di un alimento il cui consumo sia stato
seguito da un malore
o Si somministra ai ratti un emetico in seguito al consumo di un cibo dal sapore non famigliare
o Sulla base di una singola prova di condizionamento i ratti imparano a evitare quel particolare
sapore
o La capacità di apprendere prontamente la relazione tra un sapore e un malessere aumenta le
possibilità di sopravvivenza
o Non è necessaria una contiguità temporale tra il malessere e la successiva presentazione dello
stimolo che ha portato al malessere
o I ratti e molti altri animali sono NEOFOBICI
▪ Quando si imbattono per la prima volta in un cibo nuovo lo consumano solo in piccole
quantità
o L’avversione condizionata si sviluppa anche nei confronti di gusti famigliari
o Anche l’uomo sviluppa avversioni condizionate dal gusto
▪ Pazienti oncologici sviluppano avversioni nei confronti degli alimenti consumati prima
del trattamento con chemioterapici in grado di indurre nausea
o Questa scoperta mette in dubbio tre principi
1. Idea che il condizionamento degli animali è un processo graduale di più fasi
• Una robusta avversione può svilupparsi anche soltanto in una singola prova
2. La contiguità temporale non è essenziale per il condizionamento
• Avversione al gusto anche quando non si sentono male per diverse ore dopo aver
mangiato
3. Principio di equipotenzialità secondo il quale il condizionamento procede
fondamentalmente nello stesso modo indipendentemente dai particolari stimoli e dalle
particolari risposte in esame
• Apprendono rapidamente l’associazione malessere sapore
• Apprendono con difficoltà le associazioni colore-cibo o gusto-scossa
➢ LABIRINTO A BRACCI RADIALI
o Sfrutta le ben note capacità di orientamento spaziale dei roditori
o La sopravvivenza dei ratti dipende dalla loro capacità di spostarsi rapidamente e con precisione
attraverso il loro ambiente e di apprendere in quali posti si trovano cibo e acqua
o Costituito da
▪ Una serie di bracci che irradiano in una zona centrale di partenza
▪ Alla fine di ogni braccio è presente una ciotola per il cibo in cui può essere posta o meno
un’esca
o Ratti sono posti in un labirinto in cui ogni giorno le esche sono poste negli stessi bracci
▪ Bracci sono tutti uguali
▪ I topi devono orientarsi nel labirinto facendo riferimento a segnali esterni presenti nella
stanza
o Possono essere agevolati da indizi olfattivi rispetto ai bracci già esplorati

➢ LABIRINTO ACQUATICO DI MORRIS


o I ratti vengono posti in una piscina circolare priva di caratteristiche distintive
o L’acqua è fredda e di aspetto lattiginoso
o Gli animali devono nuotare fino a trovare la piattaforma di fuga
o Possono riposare sulla piattaforma prima di essere ricollocati nell’acqua per un’ulteriore prova
o Il punto di partenza varia di prova in prova
o Gli animali imparano solo dopo poche prove a nuotare direttamente fino alla piattaforma
o In acqua è possibile eliminare gli indizi olfattivi e gustativi che possono facilitare l’orientamento
o È utile per valutare le capacità di orientamento spaziale di animali con lesioni cerebrali o sotto
l’effetto di farmaci

➢ SOTTERRAMENTO CONDIZIONATO DIFENSIVO


o Ratti sono sottoposti a un singolo stimolo avversario (scossa, getto d’aria, odore) proveniente da un
oggetto montato sulla parete della camera
o Il pavimento è coperto con uno strato di materiale da lettiera
o Dopo una singola prova ogni ratto impara che l’oggetto del test rappresenta una minaccia e
risponde gettando il materiale sull’oggetto usando la testa e le zampe anteriori
o I farmaci ansiolitici attenuano la risposta di sotterramento condizionato difensivo
o Paradigma usato per studiare la neurochimica dell’analisi

• Per essere efficaci i metodi di ricerca devono essere utilizzati insieme


• La potenza della psicobiologia è l’uso combinato dei diversi metodi di ricerca
o I paradigmi comportamentali e neurobiologici devono essere integrati
• I metodi impiegati per manipolare il cervello e quelli utilizzati per valutare le conseguenze comportamentali non sono
completamente selettivi >> manipolano più di un aspetto
• Non esiste nessun metodo di manipolazione in grado di modificare un solo aspetto della funzione cerebrale
• Non esiste alcuna misura del comportamento in grado di riflettere soltanto un singolo processo psicologico
• Le linee di ricerca che fanno uso di un singolo metodo possono essere interpretate in più modi

[ ARRICCHIMENTO AMBIENTALE E RIPARAZIONE DEL CERVELLO ]


CAPITOLO 6
IL SISTEMA VISIVO
• Si è evoluto per
rispondere agli stimoli
visivi
• Può commettere errori
o Illusioni ottiche
o Il sistema è
ingannato e
vede cose che
in realtà non ci
sono
• Il sistema visivo non da
origine a una fedele
copia interna del mondo
esterno
o A partire da
un’immagine
retinica
bidimensionale,
piccola, distorta
e capovolta
proiettata sui recettori visivi che ricoprono il fondo degli occhi, crea una percezione tridimensionale, accurata e
ricca di dettagli e in certi casi migliore della realtà
• Lo studio del sistema visivo richiede l’integrazione di due diversi tipi di tecniche sperimentali
1. Tecniche neuroanatomiche, neurochimiche e neurofisiologiche
2. Metodi focalizzati sulla valutazione della percezione cosciente
• Descrizione
o Del percorso degli stimoli visivi dal mondo esterno alla corteccia visiva primaria
o Dei neuroni visivi e della mediazione di margini e colori
o Dal passaggio dei segnali visivi dalla corteccia visiva primaria alle altre parti della corteccia che partecipano al
complesso processo della visione
• Caso Richards e gli spettri di fortificazione che precedono l’emicrania

LA LUCE ENTRA NEL’OCCHIO E RAGGIUNGE LA RETINA


• Nessun animale può vedere nell’oscurità totale
o Alcuni animali hanno sviluppato capacità che permettono loro di vedere in condizioni di bassa illuminazione
• La base dell’abilità di vedere è la luce riflessa negli occhi degli oggetti che si sta guardando
• LA LUCE
o Composta da
▪ Distinte particelle di energia, i fotoni, che attraversano lo spazio
▪ Onde di energia
o Onde di energia elettromagnetica con una lunghezza d’onda compresa tra 380 e 760 nanometri
▪ Il sistema visivo umano può interagire con queste determinate lunghezze d’onda
▪ Vi sono animali che possono vedere lunghezze d’onda invisibili all’uomo
o Due importanti proprietà della luce
▪ LUNGHEZZA D’ONDA
• Ruolo importante nella percezione del colore
▪ INTENSITA’
• Ruolo nella percezione della luminosità

❖ PUPILLA E CRISTALLINO
o Iride
▪ Bande a forma di ciambella di tessuto contrattile
▪ Dà il colore agli occhi
▪ Regola l quantità di luce che può raggiungere la retina
o Pupilla
▪ Foro che permette l’ingresso della luce nell’occhio
▪ La sua dilatazione è un RIFLESSO legato e regolamentato da cellule gangliari
▪ L’aggiustamento della sua dimensione rappresenta il compromesso fra
• SENSIBILITA’
o Abilità di discriminare la presenza di oggetti poco illuminati
• ACUITA’
o Abilità di vedere i dettagli degli oggetti
▪ Quando il livello di illuminazione è alto e la sensibilità non è importante il sistema visivo restringe
la pupilla
▪ Quando la pupilla è ristretta l’immagine è
• Più nitida
• Con una maggiore profondità di fuoco, quindi una maggiore gamma di profondità è
messa a fuoco
▪ Quando il livello di illuminazione è troppo basso per attivare i recettori le pupille di dilatano per
far entrare più luce sacrificando l’acuità e la profondità di campo
o Cristallino
▪ Lente che si trova dietro a ciascuna pupilla
▪ Mette a fuoco la luce che entra sulla retina
▪ Processo di ACCOMODAZIONE
• Quando si dirige lo sguardo su di un oggetto vicino la tensione dei legamenti che reggono
il cristallino è corretta dai muscoli ciliari
o Aumenta l’abilità del cristallino di rifrangere la luce e mettere a fuoco in modo
più chiaro gli oggetti vicini
• Quando mettiamo a fuoco gli oggetti distanti il cristallino è appiattito riducendo la sua
capacità rifrattiva
▪ Per un’efficace messa a fuoco il cristallino deve accomodarsi di modo da far cadere l’immagine
dell’oggetto nella fovea, un particolare punto sulla retina
• EMETROPIA
o Immagine cade esattamente sulla fovea
• MIOPIA
o Immagine cade prima della fovea
o Può essere data dall’allungamento del bulbo
• IPERMETROPIA
o Immagine cade oltre la fovea
▪ Sorretto dal legamento e dal muscolo ciliare
o Muscoli oculari
▪ Permettono il movimento dell’occhio
▪ L’alterazione del funzionamento di questi muscoli genera lo STRABISMO
o La struttura dell’occhio è pressoché uguale per tutte le specie

❖ POSIZIONE DELL’OCCHIO E DISPARITA’ BINOCULARE


o I vertebrati hanno due occhi perché il loro corpo ha due lati e in questo modo possono vedere in qualunque
direzione senza muovere la testa
o Esistono
▪ Animali con gli occhi posti sul davanti della testa
• Predatori = possono percepire quanto sono lontane le prede
• Permette la creazione di una percezione tridimensionale
• Non permette di vedere in tutte le direzioni
▪ Animali con gli occhio posti sui lati della testa
• Prede = ampio campo visivo e abilità nel notare l’avvicinarsi di predatori
o I movimenti degli occhi sono coordinati di modo che ogni punto della rappresentazione visiva sia proiettata
su punti corrispondenti delle due retine
▪ Necessaria la CONVERGENZA
• Maggiore quando si osservano cose vicine
• La posizione delle immagini non può mai corrispondere perfettamente per il fatto che i
due occhi non osservano esattamente dalla stessa posizione
o DISPARITA’ BINOCULARE
▪ Differenza di posizione della stessa immagine sulle due retine
▪ È maggiore per gli oggetti più vicini che per gli oggetti lontani
▪ Il sistema visivo può usare il livello di disparità binoculare per costruire una percezione
tridimensionale da due immagini retiniche bidimensionali
LA RETINA E LA TRASDUZIONE DELLA LUCE IN SEGNALI NERVOSI
• L a retina trasforma la luce in segnali nervosi conducendoli attraverso l’SNC e contribuisce all’elaborazione dei segnali

❖ LA STRUTTURA DELLA RETINA


o Costituita da cinque diversi tipi di neuroni che a
loro volta di suddividono in sottotipi

1. RECETTORI
2. CELLULE ORIZZONTALI
▪ Specializzate per le comunicazioni laterali
3. CELLULE BIPOLARI
• Ce ne sono di due tipi
o Scotopici = rispondono ai bastoncelli
o Fotopici = rispondono ai coni
4. CELLULE AMACRINE
• Specializzate per le comunicazioni laterali
5. CELLULE RETINICHE GANGLIARI
• Attraverso gli assoni mielinizzati trasportano il
segnale

o Neuroni retinici comunicano tramite sinapsi segnali chimici e tramite interconnessioni cellulari con
segnali elettrici
o La retina è rovesciata
▪ La luce raggiunge lo strato dei recettori solo dopo aver attraversato gli altri quattro strati
▪ Il segnale nervoso riattraversa gli strati retinici fino
alle cellule gangliari i cui assoni si dispongono
sull’esterno della retina prima di riunirsi in un fascio e
uscire dal globo oculare
o Ci sono due problemi
1. La luce in entrata è distorta dal tessuto retinico che
deve essere attraversato prima di raggiungere i
recettori
o Risolto dalla FOVEA
▪ Piccolo incavo di 0,33 cm
▪ Al centro della retina
▪ Area della retina specializzata per la
visione ad alta acuità
▪ L’assottigliarsi delle cellule
gangliari in questa zona riduce la
distorsione della luce
o FOVEAZIONE
▪ Meccanismo riflessivo che permette
di muovere la fovea insieme
all’occhio per estrarre informazioni
dettagliate su una zona del campo
visivo posta in periferia
2. La presenza del fascio di assoni delle cellule gangliari
crea un’area priva di recettori chiamata macula o
macchia cieca
o Risolto dal FENOMENO DEL COMPLETAMENTO
▪ Sistema visivo utilizza le informazioni fornite dai recettori introno alla
macchia cieca per riempire il vuoto che si crea nell’immagine retinica
▪ Ruolo importante nella visione normale
• Nel guardare un oggetto il sistema visivo estrae le informazioni più
importanti e le invia alla corteccia
• La percezione all’interno dell’occhio è creata a patire da quelle
informazioni parziali
❖ CONI E BASTONCELLI
o Due diversi tipi di recettori
o TEORIA DELLA DUPLICITA’ secondo cui coni e bastoncelli mediano differenti tipi di visione
a. CONI
• Caratterizzano le specie attive di giorno
• Mediano la visione FOTOTIPICA
o Meno convergenza
o Più acuità
o Predominante in condizioni di
buona illuminazione
o Percezione a colori con un alto
livello di acuità
o La scarica di una cellula
gangliare connessa a un cono
necessita di più luce perché la
cellula in questione riceve
l’output da un solo cono, ma
l’attivazione genera minore
ambiguità riguardo alla
localizzazione
b. BASTONCELLI
• Caratterizzano le specie attive di notte
• Mediano la visione SCOTOPICA
o Più convergenza
o Meno acuità
o Perde i dettagli e i colori
o L’output di numerose centinaia di bastoncelli converge su di un’unica cellula
gangliare retinica
▪ Una luce poco intensa stimola molti bastoncelli influenzando la frequenza di
scarica della cellula gangliare associata
o Coni e bastoncelli differiscono anche nella distribuzione sulla retina
▪ FOVEA = non ci sono bastoncelli, ma solo coni
▪ BORDI DELLA FOVEA = quantità di coni decresce e si ha un aumento dei
bastoncelli
▪ 20 GRADI DALLA FOVEA = massimo della densità di bastoncelli
▪ Ci sono più bastoncelli nell’EMIRETINA NASALE che in quella TEMPORALE

❖ SENSIBILITA’ SPETTRALE
o Il nostro sistema visivo non è ugualmente sensibile a tutte le lunghezze d’onda dello spettro visibile
o Luci della stessa intensità ma di diversa lunghezza d’onda= possono differire in luminosità
o Curva di sensibilità spettrale = grafico della luminosità relativa di luci di uguale intensità ma diversa
lunghezza d’onda
o Due curve di sensibilità spettrale :
▪ CURVA DI SENSIBILITA’ SPETTRALE
FOTOPICA (coni) : può essere determinata
chiedendo ai soggetti di giudicare la
luminosità relativa di luci di diversa
lunghezza d’onda proiettata sulla fovea
o In condizioni di visione fotopica il sistema visivo è
maggiormente sensibile alla lunghezza d’onda di
circa 560 nm( quindi intensità di una luca di 500 nm
maggiore di una di 560 nm)
▪ CURVA DI SENSIBILITA’ SPETTRALE
SCOTOPICA (bastoncelli): può essere
determinata chiedendo ai soggetti di
giudicare la luminosità di luci di diversa
lunghezza d’onda proiettate sulla retina a un
intensità sufficiente bassa da non far
attivare i coni presenti in periferia
o In condizioni di visione scotopica il sistema visivo è maggiormente sensibile alle lunghezze d’onda di circa
500 nanometri ( intensità di una luce di 560nm maggiore di una di 500 )
o A causa della diversa sensibilità può essere osservato un effetto visivo = EFFETTO DI PURKINJE
▪ Si accorse guardando nel suo giardino che nel giro di poco tempo l’intera scena appariva in
maniera diversa

❖ MOVIMENTI OCULARI :
o Ciò che noi vediamo non è solo determinato da quello che è proiettato sulla retina
o La nostra percezione visiva è la somma di input visivi
o INTEGRAZIONE TEMPORALE = spiega il motivo per cui il mondo non scompare ogni volta che
sbattiamo le palpebre
o Movimenti oculari di fissazione = 3 tipi : tremori, movimenti di deriva e le saccadi
o Quando i movimenti oculari sono bloccati = gli oggetti visivi cominciano a scomparire
o Questo avviene perché molti neuroni visivi rispondono solo al cambiamento delle immagini
o Se le immagini retiniche sono artificialmente stabilizzate = iniziano a scomparire e riapparire
o Movimenti oculari ci permettono di vedere durante la fissazione mantenendo in movimento le immagini
sulla retina

❖ TRASDUZIONE VISIVA:
o Trasduzione = conversione di una forma
di energia
o Trasduzione visiva = conversione della
luce in segnali nervosi per opera dei
recettori visivi
o 1876 estratto un pigmento rosso
(rodopsina) dai bastoncelli
o Quando questo pigmento veniva esposto
ad una luce intensa e continua = sbiadiva
e perdeva la sua capacità di assorbire la
luce
o Quando tornava ad una condizione di
oscurità riacquistava il suo colore e la sua
capacità di assorbire
o Assorbimento della luce da parte di questo
pigmento è il primo momento di visione
mediato dai bastoncelli
▪ Evidenze dovute a dimostrazione
di come la percezione visiva
degli umani sia predetta dal
grado in cui la rodopsina assorbe
luce in varie condizioni
• Es : il grado in cui la
rodopsina assorbe le
luci di diversa
lunghezza d’onda è
relata all’abilità umana
di rilevare presenze di
diverse lunghezze
d’onda della luce in
condizioni di visione
scotopica
▪ Relazione tra spettro di assorbimento della rodopsina e la curva di sensibilità spettrale scotopica
umana = corrispondenza in condizioni di scarsa luminosità la nostra sensibilità a varie lunghezze
d’onda sia una diretta conseguenza della capacità della rodopsina di assorbirle
▪ Rodopsina recettore che è legato alle proteine-G= quando vengono attivati i recettori danno inizio
ad eventi chimici :
• Quando i bastoncelli sono al buio i loro canali di sodio sono aperti
• Questo mantiene i bastoncelli depolarizzati e permette un rilascio costante di molecole di
glutammato (neurotrasmettitore eccitatori)
• Quando i recettori della rodopsina assorbono la luce = vi è la chiusura dei canali di sodio ,
iperpolarizza i bastoncelli e riduce il rilascio di glutammato
❖ SISTEMA RETINO-GENICOLATO-STRIATO
o L’informazione visiva viene trasportata nel cervello attraverso tre vie :
▪ Retinica
▪ Nucleo Genicolato laterale :
composto da 6 strati
▪ Striata
o Tutti i segnali provenienti dal campo visivo
di sinistra raggiungono la corteccia primaria
di destra o ipsilateralmente dall’emiretina
temporale dell’occhio destro e contro
lateralmente ( attraverso il chiasma ottico)
dall’emiretina nasale dell’occhio sinistro.
o Ogni nucleo genicolato laterale = ogni
strato riceve input dal campo visivo
controlaterale di un occhio ( tre strati
ricevono l’input da un occhio tre dall’altro)
o Corteccia visiva primaria = è definita
striata : molti neuroni del nucleo genicolato
laterale che proiettano alla corteccia
primaria terminano nella parte inferiore
dello strato IV della corteccia = producendo
una caratteristiche riga osservabile nella
corteccia visiva primaria

❖ ORGANIZZAZIONE RETINOTOPICA
o Ogni livello del sistema è organizzato come
una mappa della retina
o Due stimoli presentati in punti diversi
adiacenti della retina eccitano neuroni adiacenti a tutti i livelli del sistema
o La struttura retinotopica della corteccia visiva primaria ha una rappresentazione sproporzionata della fovea
o Dobelle, Mladejovsky e Girvin (1974) dimostrarono l’organizzazione della corteccia visiva primaria

❖ I CANALI M e P
o Due vie di comunicazione parallele attraversano ciascun nucleo genicolato laterale
1. Strati PARVOCELLULARI :
▪ Composti da neuroni con corpo cellulare piccolo
▪ Passa attraverso i 4 strati superiori
▪ Responsabili del colore , dettagli , stimoli statici o in movimento lento
▪ Coni fanno da input
2. Strati MAGNOCELLULARI :
▪ Composti da neuroni con grandi corpi cellulare
▪ Attraversano i due strati inferiori dei due nuclei genicolati
▪ Responsivi del movimento
▪ Bastoncelli fanno da input
▪ Questi neuroni proiettano a diverse aree della parte inferiore dello strato IV della corteccia
striata che a loro volta proiettano a diverse aree della corteccia

❖ INIBIZIONE LATERALE e AUMENTO DI CONTRASTO


o Bande di Mach = le strisce illusorie presenti in corrispondenza dei
bordi aumentano il contrasto ad ogni margine rendendolo più facile da
percepire
o AUMENTO DI CONTRASTRO : è accentuato dai meccanismi del
nostro sistema nervoso
o Gli studi classici sono stati compiuti sugli occhi di un soggetto = il
limulo
▪ Occhi composti da recettori molto grandi chiamati ommatidi (grande
assone interconnesso tramite una rete neurale laterale )
▪ Se un singolo ommatide viene illuminato = scarica con una
frequenza che è proporzionale all’intensità della luce ricevuta ( luci più
intense producono più scarica)
▪ Quando un recettore scarica esso inibisce i recettori vicini attraverso
la connessione neurale laterale = Inibizione laterale perché si
distribuisce lateralmente attraverso una rete di recettori
▪ L’ammontare di inibizione laterale prodotta da un recettore è
maggiore quando il recettore è maggiormente illuminato
▪ Inibizione ha un effetto maggiore sui vicini più prossimi al recettore stesso
▪ Il recettore adiacente al margine sul lato più intensamente illuminato (R.D) scarica di più degli altri
recettori illuminati ugualmente ( R. A,B,C)
▪ Il recettore adiacente al margine meno illuminato (R.E) scarica meno dei recettori sullo stesso lt (
R. F, G,H) = differenze spiegate dall’inibizione
▪ I recettori A B e C scaricano tutti alla stessa frequenza = ricevono tutti un alto livello di
stimolazione e lo stesso grado di inibizione laterale dai loro vicini altamente stimolati
▪ Il recettore D scarica di più di A,B e C poiché riceve la stessa quantità di stimolazione ma una
minore inibizione dai suoi vicini
▪ Recettori sul lato meno illuminato E G e H scaricano la stessa frequenza = perché stimolati dallo
stesso basso livello di luce e ricevono lo stesso basso livello di inibizione dai vicini
▪ Il recettore E scarica meno perché riceve la stessa eccitazione ma maggior inibizione dai suoi
vicini che si trovano dal lato illuminato del bordo

❖ CAMPI RECETTIVI DEI NEURONI VISIVI


o Ricerca di Hubel e Wiesel = ha spiegato i meccanismi neurali della visione
o Tecnica per studiare i singoli neuroni dei sistemi visivi degli animali da laboratorio
o Una punta di un microelettodo viene posizionata vicino a un singolo neurone della porzione del sistema che
si sta indagando
o Durante l’esperimento i movimenti oculari sono bloccati paralizzando i muscoli oculari
o Gli stimoli presentati sullo schermo di fronte al soggetto vengono messi a fuoco sulla retina attraverso lenti
regolabili
o Bisogna identificare i campi recettivi dei neuroni
▪ Campo recettivo del neurone = area del campo visivo entro cui lo stimolo visivo può influenzare la
scarica di quel neurone
o Bisogna poi registrare le risposte del neurone a stimoli semplici nel su campo recettivo
o Quindi l’elettrodo viene fatto avanzare lentamente e l’intero processo di identificazione e caratterizzazione
viene ripetuto per altri neuroni
o Strategia = studiare i neuroni vicini ai recettori e gradualmente avanzare attraverso i maggiori livelli del
sistema in modo tale da capire la complessità delle risposte neurali che avvengo ad ogni livello.

❖ CAMPI RECETTIVI: NEURONI DEL SISTEMA RETINO-GENICOLO-STRIATO


o Hubel e Wiesel (1979) iniziarono
i loro studi analizzando i tre
livelli del sistema
o Esaminarono i neuroni tramite
punti di luce acromatica , statici
che illuminavano la retina
▪ Trovarono dei piccoli
cambiamenti
analizzando i tre livelli:
o Confrontarono i campi recettivi
esaminati nelle cellule gangliari
retiniche , nel nucleo genicolato
laterale e nello strato IV dei
neuroni = trovarono delle
caratteristiche comuni :
o I campi recettivi nella retina
erano più piccoli a livello della
fovea rispetto a quelli presenti in
periferia = relazione con la
visione ad alta acuità della fovea
o Tutti i neuroni avevano campi
recettivi di forma circolare
o Tutti i neuroni erano monoculari :
significa che ogni neurone aveva
un campo recettivo in u occhio
ma non nell’altro
o Molti neuroni presenti in ognuno
dei tre livelli del sistema avevano
campi recettivi composti da un
area eccitatoria e da un area inibitoria separate da un confine circolare
o Le varie parti di campi recettivi del sistema videro due reazioni diverse da parte di questi neuroni
o Il neurone rispondeva o con una carica ‘on’ o con una carica ‘off’= dipende dalla posizione della luce nel
campo recettivo
o Il neurone mostrava un aumento di scarica quando la luce era accesa ( scarica on)
▪ Mostrava un aumento della scarica quando la luce veniva accesa e poi spenta (scarica off)
o Reazione di alcuni neuroni abbastanza prevedibile = dovuto al fatto che questi neuroni fossero cellule
centro on o centro off
▪ CELLULE CENTRO -ON:
Rispondevano alle luci presentate nella regione centrale dei loro campi recettivi con una
scarica ‘on’ e alle luci presentate nella periferia dei loro campi con un inibizione seguita da
una scarica ‘off’ quando la luce veniva spenta.
▪ CELLULE CENTRO -OFF:
Rispondevano con un inibizione e una scarica ‘off’ in risposta alle luci presentate nel centro
dei loro campi recettivi e con scarica ‘on’ alle luci presentate nella periferia dei loro campi
recettivi
o Per influenzare la frequenza di scarica di unna cellula a centro on\off = bisogna massimizzare il contrasto
tra il centro e la periferia del su campo recettivo
o Hubel e Wiesel conclusero che una funzione di molti neuroni nel sistema retino-genicolo-striato fosse
quella di rispondere al grado di contrasto della luminosità tra le due aree dei loro campi recettivi
o La maggior parte dei neuroni sono sempre attivi anche se non ci sono input visivi
o Attività spontanea è una caratteristica della maggior parte dei neuroni cerebrali e le risposte agli stimoli
esterni consumano solo una picco parte delle energie richieste dall’attività cerebrale.

❖ CAMPI RECETTIVI
o I campi recettivi dei neuroni dello strato IV sono diversi da quelli della maggior parte della corteccia striata
o I campi recettivi della maggior parte dei neuroni della corteccia visiva primaria si dividono in due categorie:
▪ CELLULE CORTICALI SEMPLICI
• Queste cellule hanno campi recettivi che possono essere divisi in regioni on\off= non
rispondono alla luce diffusa
• Sono tutti monoculari
• Maggiore differenza è che i margini dei campi recettivi sono lineari invece di essere
circolari
▪ CELLULE CORTICALI COMPLESSE
• Rispondono meglio alle barre di luce in aree poco illuminate
o Ogni cellula ha una risposta massima solo quando lo stimolo con margini lineari è in una particolare
posizione e con un particolare orientamento
o Più numerose delle cellule semplici
o Campi recettivi rettangolari e rispondono meglio agli stimoli lineari presentati con uno specifico
orientamento e non rispondono alla luce diffusa
o Differiscono per tre componenti
1. Hanno campi recettivi più grandi
2. Non è possibile dividere i campi recettivi delle cellule complesse in regioni statiche ‘on off’
risponde a particolari stimoli con margini lineari con un particolare orientamento
indipendentemente dalla loro posizione all’interno del campo recettivo della cellula. Molte cellule
complesse rispondono maggiormente al movimento di una linea retta che attraversa il loro campo
recettivo in una particolare direzione.
3. Sono binoculari rispondono a stimolazioni di entrambi gli occhi
o Se il campo recettivo di una cellula complessa è misurato attraverso un occhio e poi attraverso l’altro i
campi recettivi risultano avere la stessa posizione nel campo visivo e la stessa preferenza per
l’orientamento
▪ Dominanza oculare cellule che rispondono maggiormente alla stimolazione di un occhio rispetto
all’altro
❖ ORGANIZZAZIONE DELLA CORTECCIA VISIVA PRIMARIA
o Hubel e Wiesel concentrarono le loro analisi sul modo in cui i neuroni con diversi campi recettivi siano
organizzati nella corteccia visiva dei primati
o Corteccia visiva organizzata in colonne verticali funzionali= tutti i neuroni della stessa colonna verticale
rispondevano agli stimoli applicati alla stessa area della retina. Sono dominati dallo stesso occhio e
preferiscono gli stimoli lineari con uguale orientamento
o La posizione delle varie colonne verticali funzionali è influenzata dalla posizione sulla retina dei campi
recettivi della colonna. Tutte le colonne funzionali nella corteccia visiva che analizzano gli input
provenienti da un area della retina sono raggruppate insieme e che metà delle colonne ricevono gli input
dall’occhio di destra e metà dall’occhio di sinistra. Ogni colonna comprende neuroni con delle preferenze
per stimoli lineari con vari orientamenti
o Questo avviene perché i neuroni con semplici preferenze convergono in neuroni con preferenze più
complesse

❖ CAMBIARE IL CONCETTO DEI CAMPI RECETTIVI VISIVI LE INFLUENZE CONTESTUALI


NELL’ELABORAZIONE VISIVA
o Studi sulle risposte della corteccia visiva indicano che la risposta di un neurone della corteccia visiva
dipende non solo dagli stimoli presenti nel suo campo recettivo ma dagli stimoli presenti in un’area
maggiore
o Influenze contestuali= influenze sull’attività del neurone visivo che sono causate dagli stimoli esterni del
campo recettivo dello stesso neurone

VISIONE DEI COLORI


• Il nero lo si vede quando vi è assenza di luce
• La percezione del bianco è composta da un’ampia gamma di lunghezze d’onda
• Grigio prodotto da un’ampia gamma di lunghezze d’onda a intensità inferiore

❖ TEORIA DEI COMPONENTI E DELL ELABORAZIONE DELL’OPPONENZA


o Teoria dei componenti [Young 1802]
▪ Ci sono tre tipi di recettori ognuno con una diversa sensibilità spettrale e si presume che il colore
di un particolare stimolo sia codificato dal rapporto di attività dei tre tipi di recettori
▪ Teoria elaborata dall’osservazione che qualsiasi colore può essere ottenuto mescolando tre
lunghezze d’onda
▪ Scoperta negli anni ’60 di una tecnica per la misurazione dell’assorbimento dello spettro del
fotopigmento confermò questa teoria
o Teoria dell’elaborazione dell’opponenza
[Hering 1878]
▪ Ci sono due diverse classi di cellule
nel sistema visivo per l’elaborazione
del colore e una per l’elaborazione
della luminosità
▪ Ipotizzò che ognuna delle tre classi di
cellule potevano codificare la
percezione di due colori
complementari (coppia di colori che
quando vengono combinati
producono bianco e grigio in egual
misura)
▪ Osservazioni sperimentali = colori
complementari non possono
coesistere
o Dibattito tra chi sosteneva la prima teoria e chi
la seconda = alimentato dalla rivalità tra
scienziati
▪ Dimostrò che entrambi i meccanismi di codifica coesistono nel nostro sistema visivo
o Tre tipi di coni nei vertebrati :
▪ Alcuni sensibili più sensibili alle lunghezze d’onda corte
▪ Più sensibili alle lunghezze d’onda alle medie
▪ Più sensibili alle lunghezze d’onda alle lunghe
o Maggior parte dei primati sono tricromatici
o Maggior parte dei mammiferi sono dicromatici ( non hanno il fotopigmento sensibile alle lunghezze d’onda
lunghe =difficoltà nella visione rossa )
o Alcuni pesci uccelli e rettili hanno 4 pigmenti e riescono a vedere la luce ultravioletta
o Esperimento di Jacobs = introdussero un pigmento che codifica la lunghezza d’onda lunga nel topo = il topo
aveva acquisito la capacità di percepire queste lunghezze d’onda e discriminare le luci

❖ COSTANZA DEL COLORE E TEORIA RETINEX


o Si riferisce al fatto che il colore percepito di un oggetto
non è solo il riflesso delle lunghezze d’onda
o Ma è la tendenza di un oggetto a mantenere lo stesso
colore , nonostante i cambiamenti di lunghezze d’onda
della luce che esso riflette
o Migliora la nostra abilità nel memorizzare gli oggetti
o Land 1977 = dimostra la costanza di colore
▪ Tre proiettori regolabili
▪ Ogni proiettore emetteva solo una lunghezza
d’onda della luce( corta, lunga media)
▪ 3 lunghezze d’onda erano coinvolte nella
dimostrazione
▪ 3 proiettori venivano diretti sul monitor
chiamato Mondrian
▪ Trovò che aggiustando la quantità di luce
emessa da ogni proiettore e quindi la
lunghezza d’onda riflessa dal Mondrian = non
otteneva nessun effetto sulla percezione dei
colori
▪ Trovò la costanza di colore =che si verifica
finché l’oggetto è illuminato ed è visto come
parte di una scena
o Il colore dell’oggetto è determinato dalla sua
riflettenza( porzioni di luce d diverse lunghezze d’onda
che una superficie riflette)
▪ Il sistema visivo calcola la riflettenza delle
superfici e quindi ne percepisce il loro colore
confrontando la luce riflessa dalla superficie
in almeno tre diverse bande delle lunghezza d’onda
▪ Ricerca importante perché suggerisce che alcuni neuroni coinvolti nella visione del colore debbano
lavorare: se la percezione del colore dipende dalle analisi di contrasto tra aree adiacenti del campo
visivo , alcuni neuroni devono essere responsivi al contrasto di colore
• Es: cellula del colore a doppia opponenza (corteccia delle scimmie ) rispondono con
carica on con il verde e off con il rosso
o Levingstone e Hubel = scoperta che le cellule del colore a doppia opponenza non sono distribuite
uniformemente in tutta la corteccia ma sono concentrati nella corteccia primaria in colonne Blob[nelle
scimmie] ( molti sono ricchi di citocromo ossidasi enzima mitocondriale )
MECCANISMI CORTICALI DELLA VISIONE E CONSAPEVOLEZZA COSCIENTE
• Sono coinvolte nella visione l’intera corteccia occipitale e
la maggior parte delle aree della corteccia temporale e
parietale
• Ci sono diverse classi della corteccia visiva
1. CORTECCIA VISIVA PRIMARIA
▪ Riceve molti stimoli dai nuclei talamici di relè
▪ Regione posteriore dei lobi occipitali
▪ Nascosta dalla fessura longitudinale
2. CORTECCIA VISIVA SECONDARIA
▪ Ricevono la maggior parte degli input dalla
corteccia visiva primaria
▪ Posizionata in
o Corteccia prestriata
▪ Fascia del tessuto del lobo
occipitale che circonda la
corteccia visiva primaria
o Corteccia infero-temporale
▪ Corteccia del lobo
temporale-inferiore
3. CORTECCIA VISIVA ASSOCIATIVA
▪ Riceve input dalle aree della corteccia visiva secondaria
▪ Posizionata in molte parti della corteccia cerebrale
o Area maggiore è nella corteccia parietale posteriore
• Spostandosi in questa gerarchia visiva si nota che questi neuroni hanno campi recettivi maggiori e gli stimoli ai quali i
neuroni rispondono sono più specifici e più complessi
• DANNI ALLA CORTECCIA VISIVA PRIMARIA : SCOTOMI E COMPLETAMENTO
o Lo SCOTOMA è un’area di cecità in corrispondenza dell’area del campo visivo controlaterale di entrambi gli
occhi
o Per la misurazione dello scotoma è fatto in ESMAME PERIMETRICO
▪ Paziente guarda con un occhio un punto di fissazione su uno schermo
▪ Sullo schermo è presentato rapidamente un punto luminoso in vari punti
▪ Il paziente deve premere un tato se vede comparire il punto
▪ È possibile mappare il campo visivo di destra e di sinistra di ogni occhio
o Molti pazienti con scotoma non sono consapevoli del loro deficit
▪ Grazie al COMPLETAMENTO che può essere dato da
• Capacità visive residue nello scotoma
• Rielaborazione cerebrale
o Pazienti emianopsici (scotoma per metà campo visivo) vedono una faccia intera
quando si focalizzano sul naso di una persona anche quando il lato della faccia in
corrispondenza dello scotoma, quindi non realmente vista dal paziente, è coperta con
un cartone
o Sono molto rari se non impossibili gli scotomi che colpiscono la fovea perché la zona della corteccia cerebrale
che la controlla è molto ampia quindi è impossibile avere una lesione tale da danneggiare completamente tutta
questa area
o BLINDSIGHT o VISONE CIECA è la capacità di rispondere a stimoli visivi presentati nell’area dello scotoma
senza avere nessuna consapevolezza di questi stimoli
▪ La percezione del movimento è quella che maggiormente si conserva
▪ Due interpretazioni neurologiche di questo fenomeno
1. La corteccia striata non è completamente distrutta e le porzioni rimanenti delle cellule
funzionali sono in gradi di mediare alcune abilità visive in assenza di una consapevolezza
cosciente
➢ V1 NON è COMPLETAMENTE COMPROMESSA
2. Le vie visive che ascendono direttamente alla corteccia visiva secondaria dalle strutture
visive subcorticali senza attraversare la V1 sono in grado di mantenere alcune abilità
visive in assenza di una consapevolezza visiva
➢ Si afferra l’oggetto grazie a V2, raggiunta da altre vie senza passare da V1,
senza avere consapevolezza della percezione dell’oggetto
➢ L’informazione sensoriale può viaggiare su più vie
➢ Il 10% delle informazioni visive usano altre vie non coscienti
▪ È possibile che entrambi i meccanismi contribuiscano a questo fenomeno
• AREE FUNZIONALI DELLA CORTECCIA VISIVA SECONDARIA E ASSOCIATIVA
o Grazie a diversi studi sui
macachi si sono individuate
▪ 30 aree funzionali della
corteccia visiva
primaria
▪ 24 aree della corteccia
visiva secondaria
▪ 7 aree della corteccia
visiva associativa
o I neuroni di ogni area rispondono
più vigorosamente a diversi
aspetti degli stimoli visivi
o Le varie aree funzionali sono
prodigiosamente interconnesse
▪ Studi di tracciamento
anterogrado e
retrogrado hanno
identificato più di 300
vie interconnesse
reciprocamente
o Tecniche di PET, RMF e potenziali evocati
hanno identificato le varie aree della
corteccia visiva degli umani
▪ Una dozzina di differenti aree
funzionali nella corteccia visiva
umana
• VIA DORSALE E VIA VENTRALE
o Le informazioni visive entrano nella
corteccia visiva attraverso i nuclei
genicolati laterali e da qui passano alla
corteccia visiva primaria e successivamente
alle molteplici vie della corteccia
secondaria e associativa

VIA DORSALE VIA VENTRALE


• Dalla corteccia visiva primaria alla corteccia • Dalla corteccia visiva primaria alla
prestriata dorsale alla corteccia parietale corteccia prestriata ventrale alla corteccia
posteriore infero-temporale
• Neuroni rispondono agli stimoli spaziali • Neuroni rispondono alle caratteristiche
come la posizione e la direzione degli degli oggetti come colore e forma, volti e
oggetti animali
• WHERE = controllo di movimento e azione • WHAT = cosa e percezione cosciente
• Controllo del comportamento • Percezione cosciente

o TERORIA DEL DOVE E DEL CHE COSA di Ungerleider e Mishkin


▪ Si ritrova anche per altre modalità sensoriali
▪ Un danno in alcune aree della corteccia può compromettere alcuni aspetti della visione lasciandone
inalterati altri
▪ Dissociazione tra dove e cosa
• Pazienti con danno alla corteccia parietale posteriore hanno difficoltà a raggiungere in modo
accurato gli oggetti che non hanno difficoltà a descrivere
• Pazienti con un danno alla corteccia infero-temporale spesso non hanno difficoltà nel
raggiungere in modo preciso gli oggetti, ma hanno difficoltà a descriverli
o TEORIA DEL CONTROLLO DEL COMPORTAMENTO E TEORIA DELLA PERCEZIONE COSCIENTE
▪ Via dorsale
• Dirige le interazioni comportamentali con gli oggetti
▪ Via ventrale
• Media la percezione cosciente degli oggetti
▪ Implicazione evoluzionistica
➢ La consapevolezza cosciente mediata dalla via ventrale è un elemento che distingue gli
umani e i loro parenti stretti dagli antenati
➢ Spiega facilmente come i pazienti con un danno alla via dorsale possono ottenere scarsi
risultati ai test di posizione e movimento
▪ Conferma due previsioni primarie
1. Alcuni pazienti con lesioni bilaterali alla via ventrale possono non essere coscienti di ciò
che vedono e essere ancora in grado di interagire con gli oggetti sotto controllo visivo
2. Alcuni pazienti con lesioni bilaterali alla via dorsale possono essere coscienti di ciò che
vedono ma non essere in grado di interagire con questi oggetti sotto controllo visivo
▪ Le vie non sono assolutamente isolate una dall’altra

• PROSOPOAGNOSIA
o Agnosia visiva per i volti
o Può essere
▪ Acquisita durante lo sviluppo
▪ Risultato di una lesione cerebrale
o AGNOSIA
▪ Incapacità nel riconoscimento che non è attribuibile a deficit sensoriali o verbali o a una
compromissione intellettiva, ma è specifica per gli stimoli visivi
▪ Spesso sono specifiche di particolari aspetti degli stimoli visivi
o I prosopoagnosici sono agnosici visivi con una specifica difficoltà a riconoscere i volti
▪ Vedono un miscuglio di elementi individuali di un volto che non sono mai fusi in un insieme facile da
riconoscere
o La diagnosi di prosopoagnosia è data a pazienti neuropsicologici che hanno difficoltà a riconoscere particolari
volti ma che sanno identificare gli altri oggetti
o Alcuni pazienti hanno difficoltà nel riconoscere oggetti specifici che appartengono a complesse classi di oggetti
o La diagnosi di prosopoagnosia acquisita è spesso associata a un danno della superficie ventrale del cervello al
confine tra i lobi occipitale e temporale = AREA FUSIFORME DEI VOLTI
o Deriva da un danno bilaterale alla via ventrale quindi questo suggerisce che il funzionamento della via dorsale
possa restare intatto
▪ I prosopoagnosici possono essere in grado di riconoscere inconsapevolmente i volti che non sanno
riconoscere consapevolmente
▪ Studi di Tranel e Damasio
• Ricercatori mostrano una serie di fotografie
• Quando venivano mostrati i volti famigliari i pazienti mostrano una maggiore risposta di
conduttanza cutanea la quale non si verifica con i volti non famigliari
• ACHINETOPSIA
o Deficit nell’abilità di vedere il movimento progressivo in una normale scena
o Può essere causata a alte dosi di alcuni farmaci antidepressivi
o È spesso associata a un danno dell’area MT corticale la cui funzione riguarda la percezione del movimento
▪ Il 95% dei neuroni dell’area MT risponde a specifiche direzioni del movimento e poco altro
▪ Ogni neurone ha un ampio campo recettivo binoculare
o Quattro linee di ricerca implicano l’area MT nella percezione visiva del movimento
▪ I pazienti con achinetopsia tendono ad avere un danno unilaterale o bilaterale all’area MT per cui non
percepiscono il movimento , ma vedono il mondo a scatti
▪ L’attività dell’area MT aumenta quando gli umani vedono il movimento
▪ Bloccando l’attività dell’area MT attraverso una stimolazione magnetica transcranica si causa una
cecità al movimento
▪ La stimolazione elettrica dell’area MT in pazienti umani induce la percezione visiva del movimento
• Il sistema visivo non trasmette immagini visive del mondo complete e intatte alla corteccia, ma trasporta informazioni
inerenti a poche caratteristiche critiche del campo visivo
• In base a questi pezzetti di informazione esso crea una percezione migliore dell’immagine retinica
• Il sistema visivo può percepire cos senza averne consapevolezza cosciente

TEORIE DELLA DISLESSIA EVOLUTIVA


1. TEORIA LINGUISTICA
o Disturbo delle aree linguistiche dell’emisfero sinistro
o Difficoltà nell’associare la fonologia ai rispettivi grafemi
2. TEORIA DEL DISTURBO DELLA FUNZIONE MAGNOCELLULARE
▪ Disturbi uditivi
▪ Disturbi visivi
▪ Disturbi nella coordinazione motoria
o Linea cellulare con controlla vista, udito e movimento
o Funzioni magnocellulari >> codifica degli stimoli scotopici
o I NEURONI MAGNOCELLULARI
▪ Controllano e alimentano il circuito dorsale che è quindi più veloce di quello ventrale che invece da
informazioni sui dettagli degli oggetti e sono quelle più modificate quando si impara a leggere
▪ Trasmettono le informazioni che arrivano dalle cellule gangliari attraverso il corpo genicolato laterale
o 1992 DEHAENE svolge una ricerca su 5 encefali di dislessici post mortem
▪ Hanno quantificato il numero di cellule magno e parvo cellulari
• Parvocellulari sono uguali in dislessici e non
• Magnocellulari sono molto minori nei dislessici
▪ Cellule magnocellulari percepiscono il movimento dell’oggetto (bastoncelli)
▪ L’area V5 è meno attiva nei dislessici
▪ Dimostrazione di un deficit in questo sistema di cellule nei DSA
• Causa o effetto?
• Imparare a leggere modifica funzionalmente e strutturalmente il circuito V1
• La diversa differenziazione può essere un effetto della dislessia
o STUDI
▪ 2013
• Utilizzati i videogiochi come mezzo riabilitativo
• Chi gioca molto attiva più facilmente le zone frontali dell’attenzione
▪ 2015
• Utilizzati due tipi di videogiochi
o Videogioco non di azione
o Videogioco d’azione
• 15 bambini dislessici giocano per 12 ore con action videogame e 12 ore con non action
videogame e sono testai prima e dopo con prove di lettura
• Le abilità di lettura migliorano con gli action videogame
• Coerent dot motion migliorano con l’action videogame
• La ripetizione di non parole migliora con gli action videogame
• IPOTESI è il fatto che il training lavori sulle cortecce associative e sulle vie multi-associative
▪ 2015
• Studi longitudinali
o Barrage
o Coerent dot motion
• Bambini che sviluppano dislessia fanno più errori e impiegano più tempo nei compiti perché
hanno meno sensibilità al movimento
• Utilizzati
o Un videogame progettato su misura per migliorare i perditori dell’abilità di lettura
“SERIOUS”
➢ Mappaggio grafema – fonema
➢ Attenzione visiva
o Un videogame commerciale per il gruppo di controllo
• Obiettivo è la PREVENZIONE combinando gli studi longitudinali con le tecniche predittive
a. Sono studiati i seguenti parametri
- Attenzione e discontinuità fonologica
- Attenzione e discontinuità fonologica + effetti neurobiologici
- Attenzione e discontinuità fonologica + disturbo specifico del linguaggio
Si ha la combinazione tra neuroscienze cognitive e pratiche di prevenzione e
trattamento per poter predire la dislessia >> John Gabrieli 2009
b. Sono stati sottoposti al training bambini ad alto rischio di dislessia in base ai
genitori
- Il videogame commerciale migliore di più le prestazioni rispetto al
serious sia per quanto riguarda l’attenzione che la ripetizione di non
parole
c. Compiti di barrage
- Migliorano in accuratezza e rapidità utilizzando videogame action
- Migliorano in accuratezza, ma non in rapidità utilizzando i non action
- Perché gli action videogame migliorano le abilità
o Agiscono sui circuiti associativi multisensoriali
o Trattamento logopedico non migliora l’abilità attentiva come
l’action videogame

CAPITOLO 7 – Meccanismi della percezione: udire, sentire, annusare, assaporare e l’attenzione


• Sistemi sensoriali esterocettivi
o Sistema uditivo
o Sistema somatosensoriale
o Sistema olfattivo
o Sistema gustativo

PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA SENSORIALE


• TIPOLOGIE DI AREE SENSORIALI DELLA CORTECCIA
o Corteccia sensoriale primaria
▪ Area della corteccia sensoriale che riceve la maggior parte degli input direttamente dagli specifici
nuclei talamici di ritrasmissione di quel sistema sensoriale
o Corteccia sensoriale secondaria
▪ Comprende le aree della corteccia sensoriale che ricevono afferenze principalmente dalla corteccia
sensoriale primaria di quello specifico sistema sensoriale
o Corteccia associativa
▪ Area della corteccia che riceve input da più di un sistema sensoriale
• CARATTERISTICHE DEL’ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA SENSORIALE
o ORGANIZZAZIONE GERARCHICA
▪ Le strutture sensoriali sono organizzate secondo un ordine gerarchico basato sulla specificità e
complessità delle loro funzioni
▪ Ordine

Recettori >> Nuclei talamici >> Corteccia sensoriale primaria >> Corteccia sensoriale secondaria >> Corteccia associativa

▪ Ciascun livello di una gerarchia sensoriale riceve i suoi input dal livello inferiore e raggiunge un grado
di elaborazione prima di passarlo al livello gerarchico superiore
▪ L’organizzazione gerarchica dei sistemi sensoriali è evidente comparando gli effetti di lesioni a diversi
livelli = più alto è il livello della lesione più specifico e complesso è il deficit
▪ Per evidenziare la struttura gerarchica dei sistemi sensoriali suddividono i processi
• SENSAZIONE = processo di rivelazione della presenza di uno stimolo
• PERCEZIONE = processo di livello più alto, di integrazione, riconoscimento e interpretazione
del completo pattern di sensazioni
o SEGREGAZIONE FUNZIONALE
▪ I sistemi sensoriali sono caratterizzati da una segregazione funzionale
▪ Ciascuno dei tre livelli della corteccia cerebrale primaria, secondaria e associativa, di ciascun sistema
sensoriale, contiene aree funzionalmente distinte, specializzate per eseguire tipologie di analisi diverse
o ELABORAZIONE IN PARALLELO
▪ In n sistema seriale le informazioni passano attraverso le diverse componenti tramite un’unica via
▪ Recenti evidenze suggeriscono che i sistemi sensoriali siano sistemi PARALLELI nei quali
l’informazione passa attraverso le diverse componenti percorrendo una molteplicità di vie
• ELABORAZIONE IN PARALLELO dell’informazione attraverso diverse vie del sistema
neurale
• Due vie parallele per l’analisi degli stimoli
1. Influenza il nostro comportamento senza consapevolezza
2. Influenza il nostro comportamento coinvolgendo la consapevolezza
▪ I sistemi sensoriali sono caratterizzati dalla suddivisione delle elaborazioni: molteplici aree
specializzate, su molteplici livelli, sono interconnesse da molteplici vie parallele
▪ PROBLEMA DELL’INTEGRAZIONE è risolto con l’identificazione di un’area della corteccia che
riceve i segnali provenienti da tutte le altre aree sensoriali e li combina assieme
• CLAUSTRO = struttura costituita da una sottile striscia di neuroni localizzata appena sotto la
neocorteccia circa a metà del cervello
▪ Sebbene la maggior parte dei neuroni trasporti l’informazione dai livelli più bassi ai livelli più alti delle
gerarchie sensoriali, alcuni trasportano anche informazioni nella direzione opposta

SISTEMA UDITIVO
• I suoni sono vibrazioni delle molecole
dell’aria che stimolano il sistema uditivo
• Gli esseri umani percepiscono soltanto le
vibrazioni fra i 20 e i 20.000 Hertz
• DIMENSIONI FISICHE E
PERCETTIVE DEL SUONO
o I suoni vengono normalmente registrati
sotto forma di onde e la relazione fra le
dimensioni fisiche delle vibrazioni del suono
e le nostre percezioni di esse
▪ Ampiezza = intensità o volume
▪ Frequenza = altezza
▪ Complessità = timbro
o I toni puri sono prodotti solo in
laboratorio
o Analisi di Fourier è la procedura
matematica per scomporre l’onda complessa
nelle diverse onde sinusoidali elementari che
la costituiscono
o La relazione fra le frequenze che
costituiscono il suono reale e l’altezza
percepita è complessa ed è connessa alla
frequenza fondamentale
• L’ORECCHIO
o Le onde sonore si muovono
▪ Dall’orecchio esterno lungo il canale uditivo provocando la vibrazione della membrana timpanica
▪ Le vibrazioni sono trasmesse all’orecchio medio: martello, incudine, staffa
▪ Le vibrazioni della staffa stimolano la finestra ovale e sono poi trasferite al liquido della coclea
▪ Questa struttura interna è l’organo recettivo uditivo = ORGANO DEL CORTI
• Qualunque pressione che modifica la forma della finestra ovale viene trasmessa lungo
l’organo del Corti sotto forma di onda
• Composta da
o Cellule ciliate che sono i recettori uditivi
o Membrana basilare
o Membrana tettoria
• Una deflessione dell’organo del Corti in un punto qualsiasi della sua lunghezza produce una
sollecitudine sulle cellule ciliate presenti in quel punto
▪ La sollecitudine delle cellule ciliate stimola la generazione dei potenziali di recettore che trasmettono
l’attivazione agli assoni del nervo uditivo, un ramo del VIII nervo cranico
▪ Le vibrazioni del fluido cocleare sono dissipate tramite la finestra rotonda
o Le diverse frequenze che compongono ciascun suono complesso attivano cellule ciliate in più punti lungo la
membrana basilare e i diversi segnali provocati da un suono complesso sono trasportati fuori dall’orecchio da
neuroni uditivi diversi
o L’organizzazione del sistema uditivo è
TONOTOPICO
▪ Le diverse frequenze di ciascun suono
attivano numerosi punti lungo la membrana
basilare
▪ Il sistema uditivo riesce a separare le
frequenze dei diversi messaggi sonori in
categorie diverse combinandole in modo da
sentire ciascuna fonte di suoni complessi
come indipendente dalle altre
o Canali semicircolari sono gli organi recettivi del
sistema vestibolare che trasporta informazioni
riguardanti la direzione e l’intensità dei movimenti
della testa aiutando a mantenere l’equilibrio
• DALL’ORECCHIO ALLA CORTECCIA UDITIVA
PRIMARIA
o Gli assoni di ciascun nervo uditivo formano sinapsi
con i neuroni dei nuclei cocleari ipsilaterali portando
ai nuclei olivari superiori
o Gli assoni dei neuroni olivari proiettano attraverso il
lemnisco laterale ai collicoli inferiori dove formano
sinapsi con i neuroni che proiettano ai nuclei
genicolati mediali del talamo
• MECCANISMI SUBCORTICALI DI LOALIZZAZIONE DEL SUONO
o La localizzazione dei suoni nello spazio è mediata in modi diversi sia dalle olive superiori laterali che da quelle
mediali
▪ Olive superiori mediali hanno neuroni sensibili alle minime differenze nel tempo di arrivo dei segnali
delle due orecchie
▪ Le olive superiori proiettano al
collicolo superiore e al collicolo
inferiore
▪ Gli strati interni dei collicoli superiori
sono disposti secondo una mappa
spaziale uditiva
o Sembra quindi che la funzione generale dei
collicoli superiori sia la localizzazione nello
spazio delle informazioni sensoriali
• CORETCCIA UDITIVA
o La corteccia visiva primaria è localizzata nel
lobo temporale, nascosta alla vista all’interno
della fessura mediale laterale
▪ Comprende tre aree tra loro adiacenti
• Aree centrali
• Cintura che è una banda di aree intorno all’area centrale
• Aree prossimali alla cintura
▪ È principalmente crociata
o Organizzazione della corteccia uditiva nei primati
▪ Corteccia visiva primaria è organizzata in
• Colonne funzionali
o Tutti i neuroni rispondono efficacemente a suoni appartenenti allo stesso intervallo di
frequenza
• Modo tonotopico
o Ciascuna area della corteccia primaria e secondaria risulta essere organizzata in base
alla frequenza
o Chiara evidenza di un’organizzazione gerarchica nella corteccia uditiva
▪ Le risposte neurali della corteccia uditiva secondarie tendono a essere più complesse e variegate
rispetto a quelle della corteccia visiva primaria
▪ I suoni naturali sono migliori nell’elicitare risposte dai neuroni della corteccia uditiva dei mammiferi
▪ Nell’uomo, invece, si ha un’attivazione vigorosa con i suoni associati al linguaggio
o DUE VIE DELLA CORTECCIA UDITIVA
▪ I segnali uditivi sono trasmessi a due grandi aree di corteccia
associativa
• Corteccia prefrontale
o Via uditiva anteriore
o Coinvolta nell’identificazione dei suoni
• Corteccia parietale posteriore
o Via uditiva posteriore
o Coinvolta nella localizzazione dei suoni

o INTERAZIONE VISUO-UDITIVA
▪ I sistemi sensoriali interagiscono tra di loro nella corteccia associativa
▪ È stato osservato che parte dei neuroni parietali erano sensibili a segnali nel campo visivo, altri ai
segnali uditivi, altri ancora a entrambe le tipologie di segnali
▪ Le tecniche di neuroimmagine funzionale sono utilizzate per studiare le interazioni tra i sistemi
sensoriali
▪ L’interazione tra le diverse informazioni sensoriali avviene nella corteccia associativa, ma ci sono
anche interazioni sensoriali a livelli più bassi della gerarchia delle cortecce sensoriali
• L’interazione fra i sistemi sensoriali non avviene dopo che sono state completate le analisi
unimodali
• L’interazione tra i diversi sistemi sembra essere parte precoce e integrante dell’elaborazione
sensoriale stessa
• Le interazioni avvengono già all’inizio delle vie = COLLICOLO SUPERIORE
• GLI EFFETTI DELLE LESIONI AL SISTEMA UDITIVO
o Lesioni alla corteccia uditiva
▪ La maggior parte della corteccia uditiva si trova all’interno della scissura laterale
▪ Raramente è distrutta completamente perché nel caso in cui questo avvenga sarebbero lesionate in
modo importante anche le zone circostanti
▪ La maggior parte degli studi sugli effetti delle lesioni alla corteccia uditiva si basa su valutazioni di
grandi lesioni che coinvolgono l’area centrale e gran parte delle aree della cintura
▪ A lesioni bilaterali segue
• Completa perdita dell’udito che deriva dallo shock della lesione
• La sordità totale dura solo per un periodo breve dopo la lesione
• Effetti permanenti riguardano la perdita della capacità di localizzare i suoni e l’impossibilità di
discriminare le frequenze
▪ Le lesioni unilaterali suggeriscono
• Il sistema è parzialmente sviluppato con organizzazione controlaterale, ma non ipsilaterale
o La sordità nell’uomo
▪ Una delle disabilità più diffuse = 360 milioni di persone ne soffrono
▪ La sordità totale è rara e rappresenta solo l’1% dei casi di disturbo
▪ Due tipologie più comuni di problematiche all’udito
1. SORDITA’ CONDUTTIVA
o Associata a danni agli ossicini
o Possibile risoluzione sta nella plasticità del timpano
2. SORDITA’ NEUROSENSORIALE
o Associato a danni alla coclea o al nervo uditivo
o Riguarda l’orecchio interno
o Se è danneggiata solo una parte della coclea può manifestarsi sordità neurosensoriale
per alcune frequenze e non per altre
o È possibile l’utilizzo di impianti cocleari
➢ Scavalcano le lesioni alle cellule ciliate
➢ Convertono i suoni prelevati da un microfono posto sull’orecchio del
paziente in segnali elettrici
➢ I segnali sono trasportati oltre la coclea da una serie di elettrodi
➢ Gli elettrodi raggiungono direttamente la corteccia uditiva primaria
➢ Attivano il nervo acustico
➢ Prima l’impianto cocleare è inserito più è probabile che la persona se tragga
beneficio
▪ La perdita dell’udito causata dall’età è data da un deficit specifico nella percezione delle alte frequenze
• È utile usare apparecchi acustici molto precocemente, al presentarsi dei primi sintomi, per
evitare la progressione della sordità data dall’inutilizzo della corteccia uditiva
▪ La sordità è fortemente collegata alla capacità di rapida elaborazione delle frequenze dei vari suoni
• I problemi nella discriminazione dei vari suoni in rapida successione porta a una difficoltà di
comprensione
• È il caso dei DSA che fanno fatica a discriminare i suoni in rapida successione confondendo la
successione del suono
▪ La perdita di udito è talvolta associata al manifestarsi di ACUFENE
• Ha un’origine centrale
• Fischi continui dovuti all’incapacità di elaborare i suoni
• Se è lesionato un solo orecchio l’acufene sembra provenire da lì
• Se si recide il nervo connesso all’orecchio da cui sembra provenire l’acufene non si ha la
risoluzione del problema
• Sono le modifiche al sistema uditivo centrale causate dalla sordità a causare il tinnio

SISTEMA SOMATOSENSORIALE: TATTO E DOLORE


• Le sensazioni che arrivano dal corpo sono definite somato-sensazioni
• Il sistema somatosensoriale è composto da tre sistemi separati
1. SISTEMA ESTEROCETTIVO
▪ Rivela gli stimoli sulla cute
▪ Suddiviso a sua volta in tre divisioni
a. Stimoli meccanici = tatto
b. Stimoli termici = temperatura
c. Stimoli nocicettivi = dolore
2. SISTEMA PROPRIOCETTIVO
▪ Monitora le informazioni sulla posizione corporea
tramite i recettori che si trovano
• Muscoli
• Articolazioni
• Organi di equilibrio
o Derivano dai tre organi
semicircolari posti sopra la
coclea
o In base alla distribuzione del
liquido si ha l’equilibrio
3. SISTEMA INTEROCETTIVO
▪ Fornisce informazioni generali sulle condizioni del
corpo
• Temperatura
• Pressione sanguigna
• RECETTORI CUTANEI
o Ne esistono di numerosi tipi
a. TERMINAZIONI NERVOSE LIBERE
• Recettori più semplici
o Sulle terminazioni non sono
presenti strutture specializzate
• Terminano in strutture più complesse e
specializzate = INTEGRAZIONE
• Via lenta perché poco mielinizzata e poco interconnessa
• Sensibili alla variazione di temperatura e al dolore mediando queste informazioni
b. CORPUSCOLI DI PACINI
• Recettori più grandi e profondi
• Rapida adattabilità
• Rispondono in modo efficace a stimoli improvvisi sulla pelle, ma non a pressioni costanti
c. DISCHI DI MERKEL
• Si adattano lentamente
• Rispondono alla pressione graduale
d. CORPUSCOLI DI RUFFINI
• Si adattano lentamente
• Rispondono alla trazione della pelle
o Significato funzionale dell’adattamento rapido o lento
dei recettori
▪ La pressione evoca una risposta prorompente in
tutti i recettori = sensazione di essere toccati
▪ Dopo qualche centinaio di millesimi di secondo
rimangono attivi solo i recettori caratterizzati
da un lento adattamento e la qualità della
sensazione percepita cambia
• Quando si tenta di identificare gli
oggetti al tatto li si muove
continuamente in modo che la
stimolazione cambi continuamente =
STEREOGNOSI
▪ Permette informazioni sia sulle qualità
dinamiche che su quelle statiche delle
stimolazioni tattili
▪ La struttura e la fisiologia di ogni tipo di
recettore indica specializzazioni differenti
▪ I vari recettori tendono a funzionare tutti allo
stesso modo
• Deformano o modificano la chimica
del recettore e questo a sua volta
modifica la permeabilità della
membrana cellulare recettoriale a ioni di diverso tipo
• Diverso flusso di ioni nelle cellule

Ogni sensazione tattile sembra essere prodotta dall’integrazione di molteplici meccanismi recettoriali
• Ciascun recettore contribuisce alla definizione di numerose sensazioni
o DERMATOMERI
▪ Le fibre neurali che trasportano le informazioni dai recettori cutanei si riuniscono nei nervi e entrano
nel midollo spinale attraverso le radici dorsali
▪ Dermatomero = area del corpo innervata dalle radici dorsali alla sinistra e alla destra di un certo
segmento del midollo spinale
▪ La lesione di una singola radice dorsale produce tipicamente solo una perdita parziale di informazioni
somatosensoriali

• LE DUE VIE SOMATOSENSORIALI PRINCIPALI


o Le informazioni somatosensoriali ascendono da entrambi i lati del corpo sino alla corteccia cerebrale tramite
numerosi circuiti
o I circuiti non sono separati nettamente, ma si influenzano
o Ci sono due circuiti principali
1. SISTEMA COLONNA DORSALE-LEMICO MEDIALE
o Informazioni sul tatto e la propriocezione
o Il percorso dell’informazione
➢ I neuroni sensoriali di questo sistema entrano nel midollo spinale attraverso
una radice dorsale
➢ Ascendono ipsilateralmente nelle colonne dorsali del midollo
➢ Formando sinapsi nei nuclei della colonna dorsale del midollo
➢ Gli assoni dei neuroni dei nuclei della colonna dorsale decussano e salgono
tramite il lemnisco mediale fino al nucleo ventrale posteriore controlaterale
del TALAMO
o La maggior parte dei neuroni del nucleo ventrale posteriore proietta alla
corteccia somatosensoriale primaria
o Altri proiettano alla corteccia somatosensoriale secondaria o alla corteccia
parietale posteriore

2. SISTEMA ANTEROLATERALE
o Informazioni sul dolore e sulla
temperatura
o Il percorso dell’informazione
➢ I nuclei delle radici
dorsali formano sinapsi
non appena entrano nel
midollo spinale
➢ Gli assoni decussano e
salgono al cervello nella
porzione anterolaterale
del midollo spinale
o Comprende tre tratti distinti
a. Tratto spinotalamico
• Proietta al nucleo ventrale posteriore del talamo
• Una lesione provoca la perdita delle sensazioni legate al corpo e la
percezione del dolore acuto
b. Tratto spinoreticolare
• Proietta alla formazione reticolare e ai nuclei talamici
parafascicolari e intrafascicolari
• Una lesione riduce la percezione del dolore cronico
c. Tratto spinorettale
• Proietta al tetto mesencefalico attraverso il tronco reticolare
o Le branche del nervo trigemino trasportano agli stessi siti del talamo le informazioni
sul dolore e sulla tempreatura dal volto
▪ Se entrambi i percorsi somatosensoriali ascendenti sono sezionati da una lesione spirale il paziente non
può sentire alcuna sensazione della corpo dalle aree al di sotto del livello della lesione

• AREE CORTICALI SOMATOSENSORIALI


o La corteccia somatosensoriale primaria (SI)
dell’uomo è organizzata in modo SOMATOTOPICO
▪ Mappa della superficie corporea
▪ HOMUNCULUS SOMATOSENSORIALE
• Sproporzionato
• Gran parte della corteccia SI è
deputata a ricevere input dalle parti
del corpo che di solito utilizziamo per
compiere fini discriminazioni tattili
• Piccole aree della corteccia SI riceve
input da aree più vaste del corpo
▪ Organizzazione colonnare
• Tutti i neuroni di una particolare
colonna hanno un campo recettivo
sulla stessa parte del corpo e
rispondono più intensamente alla
stessa tipologia di stimoli tattili
• Composta da quattro strisce funzionali
ciascuna con un’organizzazione
somatotopica simile ma separata
• Ogni striscia è principalmente
sensibile a un diverso tipo di input
somatosensoriale
o Corteccia somatosensoriale primaria è posta nel giro
post centrale del lobo parietale
o Corteccia somatosensoriale secondaria (SII)
▪ Organizzazione somatotopica
▪ Giro post centrale
▪ Posta ventralmente alla corteccia SI
▪ Gran parte di essa si estende all’interno della scissura laterale
▪ Riceve principalmente input da SI
o SI = input controlaterali
o SII = input da entrambi gli emisferi
o Gran parte degli output della corteccia SI e SII raggiungono la corteccia associativa del lobo parietale posteriore
o Esistono DUE VIE di elaborazione che partono da SI e si dirigono verso SII
1. CIRCUITO DORSALE (Where)
o Proietta alla corteccia parietale posteriore
o Partecipa all’integrazione multisensoriale e alla direzione dell’attenzione
2. CIRCUITO VENTRALE (What)
o Proietta alla SII
o Coinvolto nella percezione della forma degli oggetti
o EFFETTI DEI DANNI ALLA CORTECCIA SOMATOSENSORIALE PRIMARIA
▪ Risultano spesso contenuti grazie all’esistenza di percorsi paralleli in grado di trasportare le
informazioni
▪ È stata valutata l’abilità somatosensoriale di pazienti epilettici prima e dopo l’asportazione unilaterale
di aree comprendenti la corteccia SI
• Pazienti mostrano due deficit minori controlaterali
o Riduzione dell’abilità di avvertire delicate stimolazioni tattili
o Ridotta abilità di identificare gli oggetti tramite manipolazione tattile
• Questi deficit erano bilaterali solo se era compresa anche la SII

• SISTEMA SOMATOSENSORIALE E CORTECCIA ASSOCIATIVA


o Aree della corteccia associativa prefrontale e parietale posteriore rappresentano i livelli più alti della gerarchia
sensoriale
o Corteccia parietale posteriore contiene i NEURONI BIMODALI che rispondono
▪ All’attivazione di due diversi sistemi sensoriali
▪ Sia a stimoli somatosensoriali che a stimoli visivi
o I campi recettivi sono spazialmente correlati
▪ Se un neurone ha un campo recettivo somatosensoriale localizzato sulla mano sinistra la sua
responsività sarà anche per stimoli visivi adiacenti alla mano sinistra
▪ Nel momento in cui la mano sinistra viene mossa, con essa si muoverà il campo recettivo visivo
• Caso W.M.
o Ictus all’arteria cerebrale posteriore destra che colpì il lobo occipitale e il lobo
parietale destro
o Emianopsia sinistra = scotoma copre la metà del campo visivo
o Quando veniva testato con la mano in grembo rilevava il 97,8% degli stimoli presenti
nel campo visivo di destra e il 13,6 % di quelli nel campo visivo di sinistra
o Se era valutato con la mano sinistra all’interno del campo visivo sinistro la sua
capacità di rilevare gli stimoli migliorava significativamente
o Miglioramento è dato dalla selettiva capacità di percepire gli oggetti nel campo
visivo sinistro che si trovano vicino alla mano
➢ La mano guida la vista
• AGNOSIE SOMATOSENSORIALI
o Due tipologie di agnosia somatosensoriale
1. STEREOAGNOSIA
• Danno alla via ventrale
• Incapacità di riconoscere oggetti mediante il tatto
• Casi di stereoagnosia pura che si verificano in assenza di semplici deficit sensoriali primari
sono rari
2. ASOMATOGNOSIA
• Danno alla via dorsale
• Incapacità di riconoscere parti del proprio corpo
• Di solito è unilaterale (SI)
• Riguarda principalmente il lato sinistro del corpo
• Si presenta spesso in associazione a danni estesi del lobo temporo-parietale posteriore destro
• Spesso accompagnata da ANOSOGNOSIA
o Incapacità dei pazienti con disturbi neuropsicologici di conoscere i propri sintomi
o Non hanno consapevolezza del loro disturbo
• Si presenta spesso all’interno della sintomatologia della NEGLIGENZA SPAZIALE
UNILATERALE (NEGLECT)
o Tendenza a non rispondere a stimoli controlaterali a un danno dell’emisfero destro
o Non è un disturbo sensoriale
o Difficoltà nell’orientare l’attenzione nel lato destro del proprio corpo

• ILLUSIONE DELLA MANO DI GOMMA


o Percepiamo come nostre le parti che compongono il nostro corpo
o Opposto dell’asomatognosia
o Sensazione che un oggetto estraneo faccia parte del proprio corpo
o Procedura dell’esperimento
▪ Mano del partecipante è nascosta dietro a uno schermo
▪ Mano di gomma è messa bene in vista
▪ Sperimentatore con un pennello sfiora ripetutamente la mano nascosta e la mano di gomma in modo
sincrono
▪ Molti volontari in meno di un minuto cominciano a percepire la mano di gomma come parte del
proprio corpo
▪ La temperatura della mano nascosta scende
o Studi di neuroimmagine funzionale suggeriscono che la corteccia associativa dei lobi parietali posteriori e
frontali svolga un ruolo importante nell’indurre l’illusione
o I neuroni bimodali frontali e parietali svolgono un ruolo determinante

• PERCEZIONE DEL DOLORE


o ADATTABILITA’ DEL DOLORE
▪ Il dolore è estremamente importante per la
sopravvivenza
▪ Non esiste uno stimolo specifico per il dolore
▪ Risposta a stimolazioni di qualsiasi genere
potenzialmente dannose
▪ Cox ha studiato sei casi di insensibilità
congenita al dolore tra i membri di una
famiglia del Pakistan
• Ha individuato le variazioni genetiche
sottese al disturbo manifesto
• Gene che influenza la sintesi dei
canali ionici per il sodio

o LA MANCANZA DI UNA CHIARA RAPPRESENTAZIONE CORTICALE DEL DOLORE


▪ Il dolore non ha una rappresentazione corticale evidente
▪ Gli stimoli dolorosi attivano molte aree della corteccia tra cui
• Talamo
• Cortecce SI e SII
• Insula
• Corteccia cigolata anteriore
▪ Nessuna di queste aree appare necessaria per la percezione del dolore
▪ Non esiste un area deputata al dolore, ma un CIRCUITO DEL DOLORE
▪ I pazienti emisferectomizzati ai quali è rimosso un emisfero cerebrale possono ancora percepire il
dolore da entrambi i lati del corpo
▪ L’area corticale che più frequentemente è stata associata al dolore è la corteccia cingolata anteriore che
è implicata in
• Aspettative riguardo al dolore
• Reazione emotiva al dolore
• Risposte adattive per minimizzare il dolore >> mediazione del dolore
o CONTROLLO DISCENDENTE DEL DOLORE
▪ Il dolore può essere soppresso in modo efficace da
fattori cognitivi ed emotivi
• Uomini che camminano sui braci ardenti
durante una cerimonia mostrano una scarsa
percezione del dolore
• Ferite in battaglia non provocano sensazioni
di dolore fino al termine della minaccia
▪ Controllo delle sensazioni ha due direzioni che
spiegano la modulazione del dolore
1. Verso l’altro dai recettori fino alla
corteccia
2. Top down dalla corteccia cigolata ai
recettori
▪ Identificazione del circuito discendente di controllo
del dolore
• Stimolazione elettrica del grigio
periacqueduttale (PAG)
o Ha effetti analgesici di blocco del
dolore
o Contiene recettori specifici per gli
analgesici oppiacei simili alla
morfina
• L’isolamento di diversi analgesici oppiacei endogeni, le endorfine
▪ Farmaci analgesici e fattori psicologici possono bloccare il dolore attraverso un circuito sensibile alle
endorfine che discende dal PAG
▪Circuito discendente ipotizzato da Basbaum e Fields
• Le terminazioni del PAG sono in contatto con i NEURONI DEL RAFE
• Nuclei del Rafe proiettano verso il basso lungo le colonne dorsali nel midollo spinale
• Eccitano i neuroni interneuroni midollari inibitori che bloccano l’arrivo di segnali dolorifici
nel cono dorsale
o IL DOLORE NEUROPATICO
▪ Dolore acuto e cronico
▪ Si presenta in assenza di uno stimolo doloroso riconoscibile
▪ Spesso si manifesta dopo un infortunio
▪ Può essere provocato anche da uno stimolo innocuo come un lieve tocco
▪ Causato da cambiamenti patologici nel sistema nervoso a seguito di un danno
▪ Ruolo dei segnali provenienti da cellule microgliali anomale
• Questi segnali possono essere alla base di un’iperattività dei circuiti del dolore con la
conseguente insorgenza del dolore neuropatico
▪ Il dolore neuropatico può essere percepito come proveniente da un arto tale reazione è in realtà causata
da attività anomale nel SNC
▪ Recidere i nervi afferenti dall’arto in cui viene percepito il dolore spesso non porta variazioni o netti
miglioramenti
• ARTO FANTASMA
o Neuro plasticità negativa
o Riorganizzazione cerebrale che tende a far credere al cervello che l’arto amputato sia
ancora
presente

SENSI CHIMICI :OLFATTO E GUSTO


• Chimici = la loro funzione è quella di
monitorare la chimica dell’ambiente con cui
interagiamo
o Odore risposta alle sostanze chimiche
presenti nell’aria
o Gusto risposta del sistema gustativo
alle sostanze chimiche che vengono
disciolte nella cavità orale
• RUOLO ADATTIVO DEI SENSI CHIMICI:
o Il principale ruolo dei sensi chimici è
legato alla scelta per l’alimentazione
da cui dipende la nostra sopravvivenza
o Regolano le interazioni sociali
▪ I membri di molte specie
rilasciano ferormoni legati
alla sessualità e
all’aggressività
• Es: criceti maschi
attaccano e
uccidono criceti che
si trovano nelle loro
colonie mentre si
accoppiano con
femmine sessualmente recettive sconosciute , se però non sono in grado di annusare gli
sconosciuti non attaccano= questo conferma la base olfattiva del comportamento aggressivo.
• SISTEMA OLFATTIVO
o Le cellule recettoriali olfattive si trovano nella arte superiore della cavità nasale all’interno di uno strato di
tessuto ricoperto di muco (mucosa olfattiva)
▪ I dendriti si trovano nella cavità nasale
▪ Gli assoni passano attraverso una parte porosa del cranio la lamina cribrosa ed entrano nei bulbi
olfattivi dove formano sinapsi con i neuroni che proiettano le info attraverso il tratto olfattivo fino al
cervello
▪ Prima si supponeva che diverse combinazioni di attivazioni di recettori potessero essere legate alla
percezione dei diversi odori
▪ Ora si è scoperto che esistono circa 1.000 diversi recettori proteici e che gli esseri umani ne hanno circa
300.
o Mammiferi: i recettori olfattivi si trovano sulla membrana dei dendriti dove possono essere stimolati dalle
sostanze chimiche
o Tutti i tipi di recettori sembrano essere distribuiti in tutta la mucosa
o Ogni tipo di recettore risponde in misura variabile ad un’ampia varietà di odori.
o Ogni odore sembra essere codificato dall’elaborazione dei componenti
▪ Pattern di attivazione di diversi tipi di recettori
o Gli assoni dei recettori olfattivi terminano in gruppi distinti di neuroni che si trovano vicino alla superficie dei
bulbi olfattivi : glomeruli olfattivi.
▪ Ogni glomerulo riceve input da diverse migliaia di cellule recettoriali olfattive (Nei topi sono presenti
uno o due glomeruli in ciascun bulbo olfattivo per ciascun tipo di recettore)
▪ I ricercatori hanno cercato di scoprire se i glomeruli sensibili a particolari odori fossero distribuiti in
modo sistematico sulla superficie dei bulbi olfattivi
▪ Esiste una simmetria speculare tra il bulbo destro e quello sinistro(glomeruli sensibili a particolari
odori sono situati negli stessi siti nei due bulbi)
▪ I glomeruli sono situati nella stesa posizione nella stessa specie
o Organizzazione del bulbo olfattivo è stata definita chemiotopica
o Nuove cellule olfattive vengono create durante la vita di un individuo per sostituire quelle deteriorate
▪ Una volta generate sviluppano gli assoni che crescano fino a raggiungere l’apposita destinazione nel
bulbo olfattivo
o Ogni bulbo olfattivo invia assoni a diverse strutture dei lobi temporali mediali
o Corteccia piriforme è considerata parte della corteccia olfattiva primaria
o Sistema olfattivo = unico sistema sensoriale in cui la via principale raggiunge la corteccia cerebrale senza prima
passare attraverso il talamo
o Due principali aree olfattive lasciano l’area amigdala-piriforme:
▪ Una proietta in modo diffuso al sistema limbico
▪ L’altra proietta tramite i nuclei medio-dorsali del talamo alla corteccia orbitofrontale
o Si ipotizza che la via limbica sia deputata alla mediazione delle risposte emozionali agli odori
o La via talamico-orbitofrontale alla percezione cosciente degli odori

• SISTEMA GUSTATIVO
o Le cellule recettoriali del gusto si trovano sulla lingua e in parti particolari della cavità orale
o 50-100 recettori chiamati bottoni gustativi
▪ Sulla lingua i bottoni gustativi si trovano spesso intorno a piccole protuberanze chiamate papille
▪ In ogni bottone gustativo solo una delle cellule
recettoriali
• La cellula presinaptica forma sinapsi con
il neurone che porta i segnali fuori dal
bottone gustativo attraverso giunzioni
comunicanti
• Le cellule recettoriali vivono solo per
alcune settimane
• In passato si presupponeva ci fossero 5
gusti
o I gusti primari sono dolce, aspro,
amaro, salato e sapido e che tutti
gli altri fossero codificati da
specifici pattern di attivazione di
questi 5.
o Limite di questa teoria è che
molti gusti non possono essere
creati da una combinazione di
questi cinque
o Trasduzione del gusto: scoperta dei recettori G all’interno
delle membrane una proteina che sembra codificare dolce
amaro e sapido. Un recettore accoppiato alla proteina G potrebbe dar vita al salato.
o Un solo tipo di recettore proteico all’interno delle singole cellule recettoriali
o I recettori proteici per il gusto non sono individuabili solo all’interno della cavità orale ma anche nell’esofago
nei polmoni e nella gola
o Le vie principali attraverso la quali i segnali gustativi vengono trasmessi alla corteccia (figura)

I neuroni gustativi afferenti lasciano la bocca come parte dei nervi cranici facciali, glossofaringeo e
vago i quali trasportano le info della parte anteriore della lingua da quella posteriore e dal retro della
cavità orale
▪ Fibre terminano nel nucleo del tratto solitario del midollo allungato dove fanno sinapsi con i neuroni
che proiettano al nucleo ventrale posteriore del talamo
▪ Gli assoni del nucleo ventrale posteriore del talamo proiettano alla corteccia gustativa primaria situata
nell’insula
o Aree diverse della corteccia gustativa corrispondono a gusti diversi
o Corteccia gustativa secondaria è situata all’interno della corteccia orbitofrontale
o SINTONIZZAZIONE AMPIA versus SPECIFICA
▪ La prima teoria sosteneva una sintonizzazione ampia (5 gusti)
▪ Ora si può definire che ogni recettore gustativo sia sintonizzato in modo specifico
▪ La maggior parte delle cellule recettoriali presenta al suo interno un solo tipo di recettore proteico
▪ Bottone gustativo: eccezione! = cellula presinaptica che reintegra i segnali provenienti da tutte le
cellule recettive che si trovano all’interno del bottone e di conseguenza risulterebbe a sintonizzazione
doppia
▪ Nella corteccia la codifica avviene in modo ancora più ampio
• DANNI CEREBRALI E SENSI CHIMICI
o Anosia
▪ Incapacità di sentire odori ( causa trauma cranico che porta al recidere i nervi olfattivi)
▪ Può verificarsi a seguito di disturbi neurologici es: alzheimer e sindrome Down epilessia, sclerosi ,
sindrome di Korsakoff e Parkinson
o Ageusia
▪ Incapacità di sentire il gusto molto rara perché i segnali attraversano 3 percorsi ( dovuta ad un danno
all’orecchio ipsilaterale = ageusia parziale )

ATTENZIONE SELETTIVA
• CARATTERISTICHE DELL’ATTENZIONE SELETTIVA :
o Migliora la percezione degli stimoli che sono all’interno del suo fuoco
o Inibisce la percezione degli stimoli che si trovano all’esterno
o L’attenzione può essere focalizzata tramite due diverse modalità:
▪ Per attivare processi cognitivi interni (endogena) mediata da meccanismi cognitivi dall’alto verso il
basso (top-down)
▪ A causa di eventi esterni ( esogena) mediata da meccanismi dal basso verso l’alto ( bottomup)
o Movimenti oculari svolgono un ruolo importante
o Effetto cocktail party
• CECITA’ AL CAMBIAMENTO
o Si verifica perché quando vediamo una scena non abbiamo alcuna memoria di quelle parti che non sono al
centro della nostra attenzione (dovuta all’intervallo di tempo tra le due foto)
• MECCANISMI NEURALI DELL’ATTENZIONE
o Hanno origine dalla corteccia prefrontale e la corteccia parietale posteriore
• SIMULTANEOAGNOSIA
o Difficoltà specifica nel porre sotto la propria attenzione più di un oggetto alla volta ( problema dovuto a danni
della via dorsale della corteccia parietale)
o

CAPITOLO 8 – Sistema sensomotorio


I TRE PRINCIPI DEL CONTROLLO SENSOMOTORIO
1. Sistema sensomotorio è organizzato gerarchicamente
❖ È guidato da comandi che si susseguono a cascata lungo i livelli di una gerarchia
o I comandi originati dalla corteccia associativa specificano gli obiettivi generali anziché particolari piani
d’azione
o I livelli più elevati della gerarchia sono liberi di eseguire funzioni più complesse
❖ SISTEMI GERARCHICI PARALLELI in quanto i segnali fluiscono tra i diversi livelli seguendo vie multiple
o Consente alla corteccia associativa di esercitare il proprio controllo sui livelli inferiori della gerarchia
in più di un modo
❖ SEGREGAZIONE FUNZIONALE
o Ogni livello di queste gerarchie tende ad essere composto da unità differenti ciascuna delle quali svolge
una funzione differente
❖ Differenza tra il sistema sensoriale e il sistema sensomotorio è la direzione principale del flusso di informazioni
o Sistemi sensoriali = ascendono lungo la gerarchia
o Sistema sensomotorio = flusso discendente

2. L’output motorio è guidato dall’input sensoriale


❖ FEEDBACK SENSORIALE
o Occhi, organi dell’equilibrio e recettori cutanei, muscolari e articolari monitorano le risposte
dell’organismo e inviano informazioni di ritorno ai circuiti sensomotori
o Svolge un ruolo importante nel portare avanti le risposte che lo hanno prodotto
o Uniche risposte che non sono influenzate da un feedback sensoriale sono i movimenti balistici
(tutto/niente)

3. L’apprendimento può modificare la natura e la sede del controllo sensomotorio


❖ Nelle fasi iniziali dell’apprendimento motorio ogni singola risposta viene eseguita sotto il controllo cosciente
❖ Dopo molta pratica le risposte sono organizzate in sequenze di azioni integrate e continue che vengono svolte in
modo fluido e aggiustate attraverso meccanismi di feedback sensoriale senza una regolazione cosciente

CORTECCIA ASSOCIATIVA SENSOMOTORIA


• Occupa il vertice della gerarchia sensomotoria
• Aree della corteccia associativa composte da diverse
sotto-aree con funzioni diverse
o CORTECCIA ASSOCIATIVA PARIETALE
POSTERIORE
▪ Ha il ruolo importante di integrare le
informazioni riguardanti le posizioni
originali delle parti del corpo da
muovere e le posizioni dell’oggetto
esterno da raggiungere, di guidare il
comportamento e di guidare
l’attenzione
▪ Corteccia parietale posteriore è
classificata come associativa in
quanto riceve segnali da più di un
sistema sensoriale
▪ Riceve informazioni riguardo alla
localizzazione nello spazio delle
parti del corpo e degli oggetti
▪ Molti segnali inviati dalla corteccia parietale posteriore raggiungono aree della corteccia motoria
situate nella corteccia prefrontale
• Corteccia associativa prefrontale dorsolaterale
• Corteccia motoria secondaria
• Campo oculare frontale
▪ Contiene un mosaico di piccole aree ciascuna specializzata nel guidare particolari movimenti degli
occhi, della testa, delle braccia e delle mani
• Applicando una stimolazione elettrica alle porzioni inferiori della corteccia parietale
posteriore si riscontra che
o A bassi livelli di corrente i pazienti percepiscono l’intenzione di eseguire una
particolare azione
o A altri livelli di corrente percepiscono di aver svolto quell’azione
• L’attività dei neuroni della corteccia posteriore di un tetraplegico
o Paziente è in grado di controllare l’attività di particolari neuroni solo immaginando
determinate azioni
▪ Un danno a queste zone può produrre
• Deficit nella percezione e nella memoria delle relazioni spaziali, nella percezione di
orientamento , nel controllo dei movimenti oculari e nell’attenzione
• Aprassia
o Disturbo del movimento volontario non attribuibile a un semplice deficit motorio o di
comprensione o motivazione
o Hanno difficoltà nell’eseguire specifici movimenti quando viene loro chiesto, ma
sono in grado di eseguirli spontaneamente
o È spesso causata da un danno unilaterale alla corteccia parietale posteriore di sinistra
o alle sue connessioni
• Negligenza spaziale unilaterale
o Alterata capacità del paziente di rispondere a stimoli provenienti dal lato del corpo
opposto a quello della lesione cerebrale
o Si comportano come se la metà sinistra del corpo non esistesse e spesso non
realizzano di avere un problema
o Causata da ampie lesioni a carico della corteccia parietale posteriore di destra
o Deficit di risposta può interessare
▪ Gli stimoli situati a sinistra del corpo del paziente
• Quando il paziente ruota la testa il campo di negligenza non ruota
con essa
▪ Lato sinistro degli oggetti indipendentemente dalla posizione che gli oggetti
occupano nello spazio
o L’incapacità di percepire consciamente un oggetto non significa necessariamente che
l’oggetto non venga percepito
▪ Sono in grado di percepire inconsciamente informazioni sugli oggetti da essi
non notati
1. Quando è presentato ripetutamente un oggetto nello stesso punto alla
sua sinistra, nelle prove successive il paziente tende a guardare quello
stesso punto pur essendo inconsapevole della presenza dell’oggetto
2. Riconoscono più facilmente disegni frammentai presentati a destra se in
precedenza era stato presentato l’oggetto per intero a sinistra

o CORTECCIA ASSOCAIZTIVA PREFRONTALE DORSOLATERALE


▪ Riceve proiezioni dalla corteccia parietale posteriore e invia proiezioni a varie aree di
• Corteccia motoria secondaria
• Corteccia motoria primaria
• Campo oculo frontale
▪ L’attività dei neuroni dipende da
• Caratteristiche degli oggetti
• Posizione degli oggetti
• Combinazione di queste due variabili
▪ Questi neuroni iniziano ad attivarsi prima della risposta e continuano a scaricare fino a quando la
risposta non è completa
▪ Le loro proprietà di risposta suggeriscono che la decisione di dare inizio a un movimento dipende da
quest’area corticale in interazione con la corteccia parietale posteriore e con le aree della corteccia
prefrontale

CORTECCIA MOTORIA SECONDARIA


• Aree corticali che ricevono molti segnali dalla corteccia
associativa e inviano segnali alla corteccia primaria
• Si pensava fosse costituita soltanto da
o AREA MOTORIA SUPPLEMENTARE
▪ Si ripiega in corrispondenza della
sommità del lobo prefrontale
▪ Si estende verso il basso lungo la
superficie mediale dell’emisfero della
scissura longitudinale
o CORTECCIA PREMOTORIA
▪ Si estende sotto forma di striscia dall’area
motoria supplementare alla scissura
laterale
• IDENTIFICAZIONE DELLE AREE DELA CORTECCIA
MOTORIA SECONDARIA
o Si sono scoperte almeno 8 aree in ogni emisfero,
ciascuna con le sue suddivisioni
▪ 3 AREE MOTORIE SUPPLEMENTARI
• Area motoria supplementare
• Area premotoria supplementare
• Campo oculare supplementare
▪ 2 AREE PREMOTORIE
• Dorsale
• Ventrale
▪ 3 AREE MOTORIE CINGOLATE
• Piccole aree situate nella corteccia della circonvoluzione del cingolo
o La stimolazione elettrica si un’area della corteccia motoria secondaria evoca movimenti complessi che
coinvolgono entrambi i lati del corpo
o I suoi neuroni mostrano un aumento di attività prima dell’inizio di un movimento volontario e continuano a
scaricare per tutta la durata del movimento
o Queste aree partecipano alla programmazione di specifici pattern di movimento dopo aver ricevuto istruzioni
generali dalla corteccia prefrontale dorsolaterale
▪ L’evidenza deriva da studi di neuroimaging
• Misurati i pattern di attività cerebrale mentre il soggetto volontario immagina se stesso
durante l’esecuzione di particolari movimenti
• NEURONI A SPECCHIO
o Si attivano quando un individuo esegue un particolare movimento finalizzato della mano o quando osserva lo
stesso movimento eseguito da qualcun altro
o Scoperti all’inizio degli anni ’90 nel laboratorio di Giacomo Rizzolatti
o Potrebbero fornire una possibile base neuronale per la cognizione sociale
▪ La mappatura delle azioni altrui nel proprio repertorio di azioni faciliterebbe la comprensione sociale,
la cooperazione e l’imitazione
▪ L’evidenza deriva dalla dimostrazione che questi elementi cellulari rispondono ala comprensione delle
finalità di un’azione e non a qualche caratteristica superficiale dell’azione stessa
o Essi rispondono alla particolare azione e alla sua finalità indipendentemente dalla modalità di percezione
dell’azione
▪ Molti neuroni si attivano anche quando si crea semplicemente una rappresentazione mentale
dell’azione
o Nell’uomo non esiste alcuna evidenza che indichi che i neuroni a specchio sono responsabili dell’attività
osservata

CORECCIA MOTORIA PRIMARIA


o È situata nel giro prefrontale del lobo frontale
o Punto di convergenza dei segnali sensomotori corticali
o Principale punto di origine dei segnali sensomotori in
partenza dalla corteccia cerebrale
• VISIONE TRADIZIONALE DELLA FUNZIONE DELLA
CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA
o Penfield e Boldrey 1937
▪ Mapparono la corteccia motoria primaria di
pazienti coscienti sottoposti a interventi di
neurochirurgia
▪ Applicazione di stimoli elettrici brevi e di bassa
intensità in vari punti della superficie corticale
▪ Osservavano quale parte del corpo si muoveva
in risposta a una data stimolazione
o Corteccia motoria primaria è organizzata
SOMATOTOPICAMENTE, ossia in base a una mappa
del corpo
▪ Rappresentazione somatotopica della corteccia
è chiamata HOMUNCULUS MOTORIO
o Ogni area della corteccia riceve un feedback sensoriale
da recettori situati nei muscoli e nelle articolazioni del distretto da essa influenzata
▪ Due arre relative alle mani
• Una riceve gli input sensoriali facilitando la STEREOGNOSIA cioè la capacità di identificare
gli oggetti tramite il tatto
• VISIONE ATTUALE DELLA FUNZIONE DELLA CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA
o Studi recenti hanno rilevato l’esistenza di una franca organizzazione somatotopica
o Le risposte evocate sono rappresentate da complessi movimenti tipici della specie che spesso coinvolgono
diverse parti del corpo anziché singole contrazioni muscolari
o Sovrapposizione tra le aree che controllano il movimento di diverse parti del corpo
o L’attivazione di molti neuroni è spessi correlata al punto di arrivo del movimento e non alla sua direzione
▪ Se una scimmia allunga il braccio verso un punto particolare i neuroni sensibili a quel punto target si
attivano indipendentemente dalla direzione del movimento necessario per raggiungere tale obiettivo
▪ La stessa stimolazione della corteccia può produrre movimenti opposti a seconda della posizione di
partenza, ma la posizione finale prodotta da questi movimenti rimane identica
• I segnali provenienti da ogni area della corteccia divergono considerevolmente e ogni area ha
la capacità di spostare una parte del corpo in una determinata posizione target
indipendentemente dalla posizione di partenza
• Il sistema sensomotorio è intrinsecamente plastico
o Ogni area della corteccia è in grado di produrre innumerevoli pattern di contrazione muscolare al fine di portare
una parte del corpo da una qualsiasi posizione alla posizione target
o La corteccia motoria primaria ha
▪ MAPPA TOPOGRAFICA
▪ MAPPA DI AZIONI
o I neuroni della corteccia motoria primaria svolgono un ruolo importante nel dare inizio ai movimenti del corpo
▪ Si potrà avere la possibilità che le persone infortunate controllino le sedie a rotelle, gli arti plastici e i
propri arti paralizzati con il solo potere del pensiero
o EFFETTI DELLE LESIONI DELLA CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA
▪ Alterare la capacità di un paziente di muovere una parte del corpo indipendentemente dalle altre parti
▪ Produrre ASTEREOGNOSIA che è un deficit di stereognosia
▪ Ridurre la velocità, la percezione e la forza dei movimenti
▪ Non determinano l’abolizione del movimento volontario grazie all’esistenza di vie parallele che
discendono direttamente dalle aree motorie secondarie e associative verso i circuiti motori subcorticali

CERVELLETTO E NUCLEI ALLA BASE


• Sono importanti strutture sensomotorie
• Interagiscono con differenti livelli della gerarchia sensomotoria, coordinano e modulano le sue attività
• CERVELLETTO
o Rappresenta soltanto il 10% della massa complessiva dell’encefalo, ma contiene più della metà dei neuroni
cerebrali
o Riceve informazioni
▪ Corteccia motoria primaria e secondaria
▪ Segnali motori discendenti inviati dai nuclei motori del tronco encefalico
▪ Feedback sulle risposte motorie attraverso i sistemi somatosensoriali e vestibolari
o Confronta queste tre fonti di input e corregge i movimenti in atto che derivano dalla traiettoria prevista
o Svolge un ruolo importante nell’apprendimento motorio
o Se danneggiato si perde
▪ Capacità di controllare con precisione la direzione, la forza, la velocità e l’ampiezza dei movimenti
▪ Capacità di adattare i pattern di segnali motori al variare delle condizioni
▪ Mantenere una posizione stabile
▪ Gravi alternazioni dell’equilibrio, dell’andatura, del linguaggio e del controllo dei movimenti oculari
▪ Deficit sensoriali, cognitivi e emotivi
• NUCLEI ALA BASE
o Rappresentano un insieme complesso ed eterogeneo di nuclei interconnessi
o Svolgono funzioni modulatrici
o Sono parte integrante di circuiti nervosi che ricevono input corticali da varie aree della corteccia e trasmettono
segnali di ritorno alla corteccia attraverso il talamo
▪ Partecipano a varie funzioni cognitive in quanto proiettano verso aree corticali di cui è noto un ruolo
cognitivo
▪ Partecipano all’apprendimento degli automatismi, apprendimento motorio acquisito gradualmente

VIE MOTORIE DISCENDENTI


• I segnali nervosi vengono condotti dalla corteccia motoria primaria ai motoneuroni del midollo spinale lungo quattro vie
differenti
1. Due vie motorie dorsolaterali
▪ Discendono nella zona dorsolaterale del midollo spinale
2. Due vie motorie ventromediali
▪ Discendono nella regione ventromediale del midollo spinale
1. TRATTO CORTICOSPINALE DORSOLATERALE E
TRATTO CORTICORUBROSPINALE DORSOLATERALE
❖ Due vie motorie discendenti dorsolaterali del midollo
spinale
❖ Le due vie
a. TRATTO CORTICOSPINALE
DORSOLATERALE
 Via diretta
 Gli assoni attraversano le piramidi
midollari, incrociano la linea
mediana e discendono
controlateralmente nella sostanza
bianca dorsolaterale del midollo
 Tra i suoi neuroni spiccano le
CELLULE DI BETZ
o Neuroni piramidali molto
grandi della corteccia
motoria primaria
 La maggior parte dei suoni neuroni
contrae sinapsi con piccoli
interneuroni della sostanza grigia
del midollo.
o Questi stabiliscono sinapsi con i motoneuroni dei muscoli distali di
▪ Polso
▪ Mano
▪ Dita
b. TRATTO CORTICORUBROSPINALE DORSOLATERALE
 Via indiretta
 Assoni discendono dalla corteccia motoria primaria, contraggono sinapsi nel nucleo rosso del
mesencefalo.
o Gli assoni del nucleo rosso incrociano la linea mediale e discendono lungo il midollo
allungato
▪ Alcuni assoni terminano nei nuclei dei nervi cranici che controllano i muscoli
della faccia
▪ Altri discendono nella posizione dorsolaterale del midollo spinale
• Contraggono sinapsi con interneuroni del midollo che si mettono in
sinapsi con i muscoli distali degli arti

2. TRATTO CORTICOSPINALE VENTROMEDIALE E TRATTO CORTICO-TRONCOENCEFALO-SPINALE


VENTROMEDIALE
❖ Due vie motorie discendenti ventromediali del midollo
spinale
❖ Due vie
a. TRATTO CORTICOSPINALE
VENTROMEDIALE
 Via diretta
 Assoni discendono ipsilateralmente
dalla corteccia motoria primaria
direttamente nelle aree ventrali
della sostanza bianca del midollo
spinale
o Lungo la discesa ogni
assone si ramifica e
innerva i circuiti
interneurali di differenti
segamenti spinali a
entrambi i lati della
sostanza grigia
b.TRATTO CORTICO-TRONCOENCEFALO-SPINALE VENTROMEDIALE
 Via indiretta
 Assoni provenienti dalla corteccia motoria alimentano una complessa rete di strutture del tronco
encefalico
o Alcuni assoni discendono bilateralmente nella posizione ventromediale del midollo
o Ogni tratto trasporta segmenti provenienti da entrambi gli emisferi
▪ Ogni neuroni contrae sinapsi con gli interneuroni di diversi segmenti del midollo
che controllano i muscoli prossimali del tronco e degli arti
 Strutture del tronco encefalico che interagiscono con questo tratto
o TETTO
▪ Riceve informazioni visive e uditive relative alla posizione spaziale
o NUCLEO VESTIBOLARE
▪ Riceve informazioni sull’equilibrio da parte di recettori situati nei canali
semicircolari dell’orecchio
o FORMAZIONE VENTRICOLARE
▪ Contiene programmi motori che regolano complessi movimenti tipici come la
deambulazione, il nuoto, il salto
o NUCLEI MOTORI DEI NERVI CRANICI
▪ Controllano i muscoli della faccia
• CONTRONTO TRA LE DUE VIE MOTORIE DORSOLATERALI E LE DUE VIE MOTORIE VENTROMEDIALI
o Sono costituite da due tratti principali
▪ Uno di assoni che discendono direttamente nel midollo spinale
▪ Uno di assoni che contraggono sinapsi con neuroni del tronco encefalico
o Tratti dorsolaterali differiscono dai ventromediali perché
▪ Ventromediali sono più diffusi
• Molti assoni ventormediali innervano interneuroni su entrambi i lati della sostanza grigia e in
diversi segmenti spinali
• Tratti dorsolaterali terminano nella metà controlaterale di un singolo segmento spinale
direttamente a livello di un motoneurone
▪ Motoneuroni attivati dai due tratti ventromediali innervano i muscoli prossimali del tronco e degli arti
▪ Motoneuroni attivati dai due tratti dorsolaterali innervano i muscoli distali degli arti
o Siccome originano dalla corteccia cerebrale tutti e quattro i tratti sono coinvolti nella mediazione dei movimenti
volontari anche se con funzioni diverse
▪ Differenze dimostrate da esperimenti su scimmie di Lawrence e Kuypers
• Transezione dei tratti corticospinali dorsolaterali di dx e sx a livello delle piramidi midollari
• Scimmie erano in grado di
o Mantenere la stazione quadrupede
o Camminare e arrampicarsi in modo normale
o Risultava compromessa la loro capacità di utilizzare gli arti per altre attività
o Non riuscivano a muovere le dita indipendentemente
o Non riuscivano a rilasciare gli oggetti dalla presa
▪ La stessa risposta eseguita in contesti riversi può essere controllata da parti differenti del sistema nervoso
centrale
▪ Secondo esperimento di Lawrence e Kuypers
• Ulteriori transezioni sugli stessi soggetti
• In un gruppo è sezionato il tratto corticorubrospinale dorsolaterale
• Le scimmie
o Mantengono la stazione quadrupede
o Camminano e si arrampicano
o Quando si siedono le braccia penzolano flaccidamente lungo i fianchi
• Altro gruppo sono sezionati entrambi i tratti ventromediali
• Le scimmie
o Hanno gravi anomali posturali
o Enormi difficoltà a deambulare e sedersi
o Conservano un certo utilizzo degli arti
o Non controllano i movimenti delle spalle
▪ I due tratti ventromediali partecipano
• Controllo della postura e dei movimenti che controllano tutto il corpo
• Controllo del movimento degli arti coinvolti in attività complesse
▪ I due tratti dorsolaterali partecipano
• Movimenti degli arti
CIRCUITI SENSOMOTORI SPINALI
• Circuiti spinali e i muscoli da essi controllati
• Sono in gradi di funzionare autonomamente
• MUSCOLI

o Unità motorie
▪ Più piccole unità dell’attività motoria
▪ Ogni unità motoria è composta da
• Un singolo motoneurone
• Tutte le fibre muscolari della sua unità motoria si contraggono simultaneamente
▪ Differiscono nel numero di fibre muscolari in esse contenute
▪ Unità che contengono il numero minore di fibre consentono il più alto grado di controllo motorio selettivo

o Muscolo scheletrico
▪ Composto da centinaia di migliaia di fibre muscolari filiformi attaccate al segmento scheletrico per mezzo
di un tendine
▪ L’acetilcolina rilasciata dai motoneuroni attiva la placca motrice presente su ciascuna fibra muscolare
determinandone la contrazione
▪ La contrazione è l’unico mezzo attraverso cui i muscoli sono in grado di generare forza in una sola
direzione
▪ Insieme dei motoneuroni che innervano le fibre di un unico muscolo è chiamato POOL
MOTONEURONALE

o Fibre muscolari scheletriche


▪ Classificate in due tipi fondamentali
• Fibre muscolari rapide
o Si contraggono e si rilasciano velocemente
o Possono generare una forza notevole
o Si affaticano rapidamente perché scarsamente vascolarizzate
o Partecipano a movimenti repentini
• Fibre muscolari lente
o Contrazione più lenta e debole
o Capaci di contrazione più prolungata perché più riccamente vascolarizzate
o Partecipano a movimenti graduali
▪ Ogni muscolo contiene sia fibre rapide che lente
▪ E articolazioni in grado di muoversi in più direzioni devono essere controllate da più di un muscolo
o Le articolazioni in grado di muoversi in più direzioni devono essere controllate da più di un muscolo
o Due tipi di muscoli
▪ Flessori
• Agiscono piegando o flettendo un’articolazione
▪ Estensori
• Agiscono raddrizzando o estendendo un’articolazione
o I muscoli possono essere
▪ Sinergici
• Due muscoli che contraendosi producono lo stesso movimento
▪ Antagonisti
• Due muscoli che contraendosi producono movimenti di segno opposto
o I muscoli sono strutture elastiche
o L’attivazione di un muscolo determina
▪ Contrazione isometrica
• Aumento della tensione che il muscolo esercita su due ossa senza che si verifichi un accorciamento
del muscolo o un avvicinamento dei due segmenti scheletrici
▪ Contrazione dinamica
• Il muscolo può accorciarsi e determinare l’avvicinamento delle due ossa
• ORGANI RECETTORI DEI TENDINI E DEI MUSCOLI
o irecettori rispondono a diversi aspetti della contrazione muscolare
o Attività dei muscoli è controllata da due tipi di recettori

1. ORGANI TENDINEI DEL GORGI


 Situati nello spessore dei tendini
 Connettono ogni muscolo scheletrico a un
segmento osseo
 Rispondono ad aumenti della tensione
muscolare
 Insensibili alle variazioni di lunghezza del
muscolo
 Funzione di fornire informazioni sulla
tensione muscolare e di protezione
 Quando la contrazione è estrema gli organi
stimolano particolari interneuroni inibiti
del midollo spinale che determinano il rilassamento del muscolo

2. FUSI NEUROMUSCOLARI
 Situati nel muscolo stesso
 Rispondono alle variazioni di lunghezza del muscolo, ma non alla sua tensione
 Circuito di feedback dei fusi
o Il fuso è provvisto di un proprio muscolo intrafusale innervato da un motoneurone
intrafusale
o In assenza dell’input motorio intrafusale il fuso neuromuscolare si affloscerebbe ogni
volta che il suo muscolo scheletrico extrafusale dovesse contrarsi senza essere in grado di
svolgere la sua funzione cioè di rispondere a lievi variazioni di lunghezza del muscolo
extrafusale
o Motoneurone intrafusale determina l’accorciamento del muscolo intrfusale ogni volta che
il muscolo extrafusale di accorcia così è mantenuta la tensione sufficiente a conservare la
capacità del fuso di rispondere alle variazione di lunghezza extrafusale

• RIFLESSO DA STIRAMENTO
o Un riflesso evocato da un’improvvisa forza esterna di stiramento che agisce sul muscolo
o Riflesso del tendine rotuleo o patellare
▪ Quando il medico colpisce il tendine del ginocchio il muscolo estensore viene stirato
▪ L’improvviso stiramento determina lo stiramento dei fusi neuromuscolari in esso contenuti
▪ I fusi stimolano l’insorgenza di una scarica di potenziali d’azione trasportata al midollo spinale dai neuroni
afferenti fusali
▪ La scarica di potenziali d’azione eccita i motoneuroni del corno ventrale del midollo che rispondono
inviando potenziali d’azione di ritorno al muscolo
▪ L’arrivo degli impulsi al punto di partenza determina la contrazione del muscolo compensatoria e
l’estensione della gamba
o Funzione del riflesso di stiramento è impedire che eventuali forze esterne alterino la posizione voluta del corpo
o Quando la forza esterna determina uno stiramento improvviso il circuito di feedback produce un’immediata
contrazione compensatoria che controbilancia la forza esterna

• RIFLESSO DI EVITAMENTO
o Non è monosinaptico
o Quando è applicato uno stimolo doloroso le prime risposte dei motoneuroni dei muscoli riflessori sono registrate 1,6
millisecondi dopo, tempo necessario perché uno stimolo nervoso attraversi due sinapsi
o Dopo la scarica iniziale è possibile registrare anche altre risposte stimolate da segnali che viaggiano lungo vie
plurisinaptiche
• INNERVAZIONE RECIPROCA
o Principio importante nell’ambito dei circuiti del midollo spinale
o Muscoli antagonisti sono innervati in modo tale da produrre risposte motorie fluide senza impedimenti
▪ Quando un muscolo si contrae l’altro si rilascia
o Nel riflesso di evitamento
▪ L’evento doloroso giunge al corno dorsale del midollo dove il segnale attiva gli interneuroni eccitatori e
quelli inibitori
• Interneuroni eccitatori attivano il muscolo flessore
• Interneuroni inibitori inibiscono il muscolo estensore
▪ Un singolo input sensoriale produce pattern coordinati di risposte motorie
o Movimento volontario
▪ Movimenti sono prodotti attraverso un aggiustamento del livello di co-contrazione dei muscoli antagonisti
• Movimenti di co-contrazione sono fluidi e possono essere interrotti attraverso un aumento della
contrazione dei muscoli antagonisti

• INIBIZIONE COLLATERALE RICORRENTE


o Le fibre muscolari e i motoneuroni hanno bisogno occasionalmente di una pausa
▪ Neuroni inibitori del midollo spinale permettono questo
• Prima di lasciare il midollo ogni motoneurone stacca un ramo che contrae sinapsi con un piccolo
interneurone inibitorio che inibisce lo stesso neurone da cui riceve input
o I piccoli interneuroni che mediano il fenomeno sono detto CELLULE DI RENSHAW
o Ogni volta che un motoneurone si attiva esso inibisce temporaneamente se stesso lasciando la responsabilità di
contrarre un particolare muscolo a altri membri del pool motoneuronale del muscolo

• LA DEAMBULAZIONE: UN COMPLESSO RIFLESSO SENSOMOTORIO


o Il programma di deambulazione deve
▪ Integrare le informazioni visive, somatosensoriali, di equilibrio
▪ Produrre una serie integrata di movimenti che coinvolgono i muscoli del tronco, degli arti inferiori, dei
piedi e della porzione prossimale degli arti superiori
o Programma di riflessi plastico
▪ Aggiustare immediatamente l’output motorio in funzione di variazioni di pendenza, istruzioni del cervello o
improvvise forze esterne
o Il midollo spinale è in grado di controllare la deambulazione senza alcun contributo da parte del cervello

PROGRAMMI SENSOMOTORI CENTRALI E APPRENDIMENTO


• UNA GERARCHIA DI PROGRAMMI SENSOMOTORI CENTRALI
o Sistema sensomotorio comprende una gerarchia di programmi centrali
o Tutte le componenti del sistema sensomotorio presentano determinati pattern intrinseci di attività programmata e i
movimenti complessi sono prodotti dall’attivazione di un’appropriata combinazione di questi programmi
o Gli stessi programmi attivano programmi spinali che controllano i vari elementi delle sequenze motorie e inducono i
muscoli a portare a termine l’obiettivo
o Una volta attivato ogni livello del sistema sensomotorio è in grado di funzionare sulla base del feedback sensoriale
senza controllo diretto del livelli superiori
▪ Maggior parte delle singole risposte motorie
è eseguita in assenza di un coinvolgimento
corticale diretto e senza consapevolezza di
tali risposte

• CARTTERISTICHE DEI PROGRAMMI SENSOMOTORI


CENTRALI
o Equivalenza motoria
▪ Uno stesso movimento fondamentale è
eseguito secondo modalità differenti
coinvolgendo diversi muscoli
▪ Illustra l’intrinseca plasticità del sistema
sensomotorio
▪ Esistenza di programmi generali, riposti a
livelli più elevati della gerarchia
sensomotoria che vengono adattati
opportunamente alle diverse circostanze
o Informazioni sensoriali che controllano questi programmi non sono sempre coscienti
▪ Vi è una separazione tra la percezione cosciente e il controllo sensoriale del comportamento in soggetti
umani
• Esperimento di Haffenden e Goodale
o Indicare la dimensione di ciascun disco usando pollice e indice
o Giudicano coscientemente un disco più grande dell’altro
o La distanza preparatoria tra indice e pollice nel prendere i due dischi è sempre la stessa
o Programmi sensomotori centrali possono svilupparsi in assenza di pratica
▪ Per molti comportamenti tipici della specie i programmi si sviluppano in assenza di pratica esplicita del
comportamento
▪ Per il loro funzionamento è fondamentale il feedback sensoriale
o La pratica è in grado di creare programmi sensomotori centrali
▪ Molti programmi senso motori si sviluppano in assenza di pratica
▪ La pratica è in grado di modificarli o di generarne di nuovi
▪ Due tipi di processi che influenzano l’apprendimento
• RAGGRUPPAMENTO DELLE RISPOSTE
o La pratica consente di combinare i programmi sensomotori che controllano singole
risposte in programmi che controllano sequenze di comportamento
• SPOSTAMENTO A LIVELLI INFERIORI
o Presenta due vantaggi
▪ Svincola i sistemi superiori del sistema consentendo loro di occuparsi di aspetti
più esclusivi della performance
▪ Raggiungere gradi di velocità di performance in quanto i diversi circuiti dei
livelli inferiori della gerarchia possono agire simultaneamente senza interferire
l’uno con l’altro

• NEUROIMAGING FUNZIONALE DELL’APPRENDIMENTO SENSOMOTORIO


o Tecnica che permette lo studio dei corrispettivi nervosi dell’apprendimento sensomotorio
o Jenkins e colleghi
▪ Registrano l’attività PET in soggetti volontari mentre eseguono due diverse sequenze di digitazione
▪ Quattro tasti diversi e sequenze composte ciascuna da quattro digitazioni
▪ Digitazioni eseguite con la mano destra una ogni 3 secondi
▪ Un suono indicava ai soggetti quando premere il tasto e se il tasto premuto era corretto
▪ Tre condizioni
1. Controllo a riposo
2. Soggetti eseguono una sequenza appena appresa
3. Soggetti eseguono una sequenza ben conosciuta
▪ Il coinvolgimento delle aree associative e del cervelletto diminuisce notevolmente quando le sequenze
erano ben apprese
o Tecnica che permette l’identificazione delle aree cerebrali in cui si verificano dei cambiamenti

CAPITOLO 9 – Sviluppo del sistema nervoso


Dottoressa Bertoni

SVILUPPO DEL SISTEMA NERVOSO

• RUOLO GENETICO
o 5 FASI DEL NEUROSVILUPPO :
▪ Una cellula uovo fecondata è totipotente = in grado di svilupparsi in qualsiasi tipo di cellula del corpo, ma
subito dopo la creazione queste tendono a specializzarsi
▪ Le cellule in via di sviluppo hanno la capacità di svilupparsi in molti tipi di cellule chiamate pluripotenti
▪ Mentre l’embrione si sviluppa le nuove cellule divengono sempre più specializzate = vengono chiamate
multipotenti
▪ Il maggior numero di cellule in via di sviluppo diverrà alla fine unipotente ( possono sviluppare un solo tipo
di cellula)
o Descrizione di come i neuroni compiano in 5 fasi questo percorso:
▪ Inizialmente vi è uno zigote (singola cellula formata dall’unione di un ovulo e uno spermatozoo)= da
origine a due cellule figlie\poi 4 \poi 8 e così via
▪ In primo luogo le cellule devono differenziarsi
▪ Devono raggiungere i luoghi appropriati e allinearsi con le altre cellule che le circondano per formare
particolari strutture
▪ Devono stabile delle relazioni funzionali appropriate con le altre cellule
1. INDUZIONE DELLA PLACCA NEURALE:
 3 settimane dal concepimento il tessuto destinato a
svilupparsi nel sistema nervoso diventa riconoscibile
come Placca neurale dall’Ectoderma (strato più esterno
dei tre strati delle cellule embrionali)
 Prima fase del neurosviluppo in tutti i vertebrati
 Lo sviluppo della placca neurale è indotto da segnali
chimici ( provenienti dal mesoderma)
 Cellule della placca neurale definite come cellule
staminali embrionali
o Cellule staminali= cellule che rispondono a 2
criteri specifici
a) Hanno la capacità di autorinnovarsi
• Questo è possibile perché nella
riproduzione le due cellule figlie hanno
caratteristiche diverse
o Una si svilupperà in maniera
specifica
o Altra si evolverà in una cellula
staminale
• Possono dividersi infinite volte = ma
l’accumulo di errori interrompe questo
processo
b) Hanno la capacità di svilupparsi in molti tipi diversi di cellule
 La placca neurale in via di crescita si piega per formare la doccia neurale
 Dalla fusione di labbra e doccia si crea il tubo neurale
o Difetti del tubo neurale portano a deficit del SNC
o Possono derivare da errori nel processo di chiusura
 L’interno del tubo neurale si sviluppa in : ventricoli cerebrali e midollo spinale
 Dopo 40 giorni sono visibili tre rigonfiamenti all’estremità anteriore del tuo neurale = questi si svilupperanno in
proencefalo, mesencefalo, rombencefalo
2. PROLIFERAZIONE NEURONALE:
 Una volta che le pareti si sono fuse le cellule del tubo iniziano a proliferare
 Questa proliferazione non avviene contemporaneamente in tutte le parti del tubo
 La maggior parte della proliferazione avviene nella zona ventricolare ( zona adiacente al ventricolo)
 Le cellule nelle diverse parti proliferano in base ad una sequenza che è responsabile dei rigonfiamenti e
restringimento tipico della forma del cervello di ogni specie
 Processo controllato da segnali chimici che vengono da 2 aree nel tubo neurale : la piastra del pavimento e la
piastra del tetto
3. MIGRAZIONE E AGGREGAZIONE:
 MIGRAZIONE :
o Le cellule create migrano verso la loro postazione
o Durante questo periodo sono ancora in uno stato immaturo
(mancano le estensioni [assoni e dendriti] che definiscono
un neurone maturo)
o Elementi importanti : TEMPO e POSIZIONE
o 2 tipi di migrazione :
▪ MIGRAIONE RADIALE : procede dalla zona
ventricolare secondo una linea retta verso la parte
esterna del tubo
▪ MIGRAZIONE TANGENZIALE: avviene
secondo un angolo retto o Molte cellule prendono
parte ad entrambe le migrazioni o Vi sono due metodi con cui le cellule in via di sviluppo
migrano
o Traslocazione del soma : un estensione cresce dalla cellula in via di sviluppo nella direzione della
migrazione, l’estensione esplora l’ambiente circostante attraverso meccanismi attrattivi e di repulsione
oMigrazione mediata dalle glia :
durante la proliferazione e dopo che
le pareti del tubo neurale si sono
inspessite un circuito di cellule
gliali dette cellule gliali radiali
(alcune di queste sono pluripotenti
) compare nel tubo neurale i via di
sviluppo
▪ Fin dai primi anni di
questo secolo la
migrazione radiale è stata
considerata l’unica
funzione delle cellule
gliali = ma ora si è
scoperto che molte cellule
gliali si sviluppano in
neuroni
o Andamento ordinato nella migrazione che procede dagli starti più profondi a quelli più superficiali
(modello dentro-fuori)
o Molte cellule corticali sono coinvolte in lunghe migrazioni tangenziali per raggiugere la loro
destinazione finale e ii modelli sono diversi in base all’area corticale presa in esame
o Cresta neurale = struttura che si trova appena sopra al tubo neurale composta da cellule che si staccano
dal tubo neurale durante la loro formazione = queste cellule si sviluppano in cellule gliali del sistema
nervoso periferico
o Numerose sostanze chimiche guidano varie classi di neuroni durante la migrazione : attirandoli e
respingendoli ( importante funzione perché il cervello non potrebbe funzionare se ogni classe di
neuroni in via di sviluppo non arrivasse a destinazione)
 AGGREGAZIONE :
o Dopo aver compiuto la migrazione i neuroni si allineano con altri neuroni per formare strutture del
sistema nervoso
o Si pensa che questo processo e la migrazione siano mediati da molecole di adesione delle cellule
nervose (CAM) le quali si trovano posizionate sulla superficie dei neuroni di altre cellule
▪ Queste cellule hanno la capacità di riconoscere le molecole su altre cellule e aderire ad esse
▪ L’eliminazione di un solo tipo di CAM in topi knockout= devastante per lo sviluppo cerebrale
▪ Giunzioni comunicanti = punti di comunicazione tra cellule adiacenti colmati da proteine che
le connettono sono prevalenti nello sviluppo
cerebrale

4. CRESCITA ASSONALE E LA FORMAZIONE DI SINAPSI


 CRESCITA ASSONALE
o Una volta che i neuroni hanno raggiunto la loro
posizione e si sono aggregati iniziano a crescere gli
assoni e i dendriti
o Cono di crescita = struttura che si trova all’estremità
di un assone o di un dendrite la quale estende e ritrae
i filopodi (strutture citoplasmatiche) la maggior parte
di questi coni raggiungono il loro obiettivo
correttamente.
o Esperimento di Sperry [rane] = evidenza
comportamentale del fatto che ogni cellula retinica
gangliare dopo essere stata tagliata e spostata aveva
ripreso contatto nello stesso punto del tetto ottico a
cui era originariamente connessa
▪ Propose l’ipotesi di affinità chimica dello
sviluppo assonale
▪ Ogni superficie postsinaptica del SN rilascia
una specifica etichetta chimica e che ogni
assone in via di crescita è attratto
dall’etichetta al suo obiettivo postsinaptico
▪Quest’ipotesi però non riesce a spiegare il motivo per cui molti assoni compiono un percorso
tortuoso per raggiungere il loro obiettivo
▪ Piuttosto sembra che i coni si accrescimento siano influenzati lungo il percorso da segnali
chimici e fisici
o Coni di crescita pionieri = seguano il giusto percorso interagendo con le molecole guida lungo la via
o Fascicolazione = tendenza degli assoni a crescere lungo percorsi prestabiliti
o Ipotesi del gradiente topografico= sviluppata per spiegare la crescita assonale che implica la mappatura
topografica nel cervello in via di sviluppo = sostiene che la crescita degli assoni che procedono da una
superficie topografica ad un'altra sia guidata verso obiettivi che sono organizzati sulla superficie
terminale
▪ Gli assoni in via di sviluppo sono guidati verso la loro posizione da 2 gradienti del segnale che
si intersecano
 FORMAZIONE DI SINAPSI :
o Una volta raggiunti i siti a loro destinati i neuroni devono stabile delle sinapsi appropriate
o Un singolo neurone può sviluppare un solo assone ma la sua attività deve essere coordinata almeno da
due neuroni che creano una sinapsi tra loro
o Sinaptogenesi :dipende dalla presenza di cellule gliali i particolare dagli astrociti ( se presenti le cellule
retiniche gangliari creano 7volte più sinapsi)
▪ Prime teorie riguardo il ruolo degli astrociti enfatizzavano la funzione nutrizionale
▪ Ora si pensa che gli astrociti svolgano un ruolo più ampio elaborando trasferendo e
memorizzando le informazioni fornite dai neuroni

5. LA MORTE NEURONALE E LA RIORGANIZZAZIONE SINAPTICA :


 MORTE NEURONALE :
o Vengono prodotti molti più neuroni di quelli richiesti
o La morte neuronale veniva vista come un processo passivo : si pensava che i neuroni morissero quando
non ricevevano un adeguata nutrizione
o Ora si sa che è un processo attivo = avviene attraverso l’attivazione di programmi genetici presenti
all’interno della cellula
▪ MORTE CELLULARE PASSIVA:
• NECROSI :Il contenuto delle cellule che morendo esplodono è disperso nel liquido
extra-cellule formando infiammazioni
▪ MORTE CELLULARE ATTIVA :
• APOPTOSI Il contenuto delle cellule che muoiono è racchiuso in membrane prima
che la cellula si rompa le membrane attraggono microglia dette spazzino che
prevengono l'infiammazione rimuovendo Se questi programmi vengono bloccati =
insorgere di un cancro Due tipi di cause scatenati :
o Presenza di alcuni neuroni in via di sviluppo che pare siano geneticamente programmati per una morte
precoce
o Alcuni neuroni sembrano morire perché non ottengono le sostanze chimiche necessarie a preservare la
loro sopravvivenza ( es: neutrofine)
 RIORGANIZZAZIONE SINAPTICA :
o Durante il periodo di morte cellulare i neuroni che non hanno creato delle connessioni corrette muoiono
o Lo spazio che lasciano viene occupato dalle germinazioni dei terminali assonici già esistenti o La
morte provoca una riorganizzazione delle connessioni sinaptiche aumentando la selettività della
trasmissione.

SVILUPPO CEREBRALE POST NATALE NEGLI INFANTI


• Studi svolti su specie non umane
o Sviluppo del cervello lento e duraturo ( piena maturazione tarda adolescenza\inizio età adulta)
o Il cervello umano cresce considerevolmente dopo la nascita : 4x il suo volume iniziale
o Aumento di grandezza dovuto a :
▪ Sinaptogenesi
▪ Mielinizzazione degli assoni e aumento della ramificazione dendritica
o Numero di connessioni tra neuroni è considerato indicatore delle capacità di rielaborazione di quella regione
cerebrale
o Sinaptogenesi = appena dopo la nascita con differenze nelle varie regioni
▪ Corteccia visiva e uditiva primaria 4 mese dopo la nascita maggior densità raggiunta nel 7\8 mese
▪ Corteccia prefrontale =avviene in modo relativamente costante
• Mielinizzazione = aumenta la velocità della conduzione assonale e parallela allo sviluppo
funzionale
▪ Aree sensoriali primi mesi dopo la nascita
▪ Corteccia prefrontale continua nell’età adulta
o Sviluppo cerebrale post natale non è un percorso a senso unico = vi sono anche cambiamenti regressivi ( dopo
aver raggiunto la massima densità sinaptica e il massimo volume di materia grigia vi è un periodo di declino)
o Il diradamento corticale avviene prima nelle aree sensoriali primarie e poi in quelle motorie
o Corteccia prefrontale= periodo più lungo di sviluppo
▪ 4 funzioni cognitive vengono collegate a quest’area:
1. Memoria di lavoro
2. Pianificazione e esecuzione di sequenze di azioni
3. Inibizione di risposte che non sono appropriate al contesto attuale , ma lo sarebbero in
altri contesti
4. Seguire le regole di comportamento sociale
▪ I giovani non mostrano queste funzioni cognitive fino a che lo sviluppo delle aree prefrontali non è
avvenuto
▪ Piaget ( esperimento dell’oggetto nascosto = errore di perseverazione compiuto da bambini tra i 7 e i
12 mesi Diamon ipotizzò che questo errore fosse dovuto da connessioni neurali della corteccia
prefrontale non ancora completamente sviluppate)

EFFETTI DELL’ESPERIENZA SULLO SVILUPPO POST-NATALE DEI CIRCUITI NEURALI


• ESPERIENZE DI TIPO PERMISSIVO:
o Permettono all’informazione dei programmi genetici dello sviluppo cerebrale di esprimersi ed essere mantenuti
tali
• ESPERIENZE DI TIPO ISTRUTTIVO:
o Esperienze che contribuiscono all’informazione contenuta nei programmi genetici e influenzano il corso dello
sviluppo
• EFFETTI DELL’ESPERIENZA SONO TEMPO-DIPENDENTI :
o Dipendono da quando si verificano nel corso dello sviluppo
o PERIODO CRITICO
▪ Se è assolutamente necessario che un esperienza avvenga all’interno di un particolare intervallo di
tempo per influenzare lo sviluppo
o PERIODO SENSIBILE
▪ Se un esperienza ha un forte effetto se avviene in particolari periodi dello sviluppo, ma ha effetti
seppur deboli al di fuori di questo periodo
▪ Manipolazioni generali dell’esperienza:
o DEPRIVAZIONE SENSORIALE
o ARRICCHIMENTO
• COLONNE DI DOMINANZA OCULARE
o Deprivare un occhio dagli stimoli visivi per pochi giorni appena dopo la nascita danneggia a vista dell’occhio
derivato, se viene fatto con entrambi gli occhi non nuoce
▪ Le colonne di dominanza oculare nella maggior parte delle specie si trovano nel IV strato della
corteccia visiva primaria
• Bendare un occhio per molti giorni durante i primi mesi di vita porta ad una riorganizzazione
del sistema
• La larghezza della colonna di input dell’occhio deprivato diminuisce e quella dell’occhio non
deprivato aumenta
o Effetti dell’esperienza sulle mappe topografiche della corteccia sensoriale
▪ Alterazione degli assoni delle cellule glangliari (Roe e colleghi)
▪ Barbagianni allevati spostando l’informazione visiva in entrata (Knudsen e Brainard)
o Trattamento musicale precoce influenza la riorganizzazione della corteccia visiva primaria umana
o L’esperienza ha effetti importanti sullo sviluppo e la mutazione dei circuiti neuronali ma i meccanismi
attraverso cui l’esperienza esercita questi effetti non si conoscono ancora bene
NEUROPLASTICITA’ NEGLI ADULTI
• Si pensava che la neuroplasticità fosse ristretta solo al periodo di sviluppo ma il cervello degli adulti è in continuo
adattamento e cambiamento.
• NEUROGENESI nei mammiferi adulti:
o Anni ’80 lo sviluppo cerebrale dopo il primo periodo di sviluppo era visto come una curva in discesa
▪ Nottebohm e colleghi scoprirono che le strutture del canto negli uccelli iniziano a crescere all’inizio di
ogni stagione primaverile da questo deriva l’aumento del numero di neuroni
o Anni ’90 si mostrò la presenza di neurogenesi adulta nei ratti >> inizialmente quest’ipotesi non venne accettata
o Evidenze dimostrarono che il numero di neuroni che si aggiungono all’ippocampo è di circa 700 nuovi neuroni
al giorno
o Negli adulti umani la neurogenesi è stata osservata nello striato
o Dove vengono reati questi nuovi neuroni?
▪ Creati da cellule neuronali staminali adulte in precisi siti e poi migrano nella propria posizione
(ippocampo)
▪ Prime evidenze su ratti adulti in ambienti arricchiti che dimostravano 60% in più di neuroni
nell’ippocampo
o Neurogenesi nell’adulto importante per la separazione degli schemi
▪ Separare percetti distinti in memorie individuali per l’immagazzinamento
• EFFETTI DELL’ESPERIENZA SULLA RIORGANIZZAZIONE DELLA CORTECCIA ADULTA
o Può portare alla riorganizzazione di mappe sensoriali corticali e motorie
▪ Es: musicista che suona uno strumento a corde con la mano sinistra( ha la parte della corteccia della
mano sinistra più sviluppata)
o Una volta che il cervello si adatta ad alcune condizioni ambientali non tipiche , esso acquisisce la capacità di
adattarsi in modo più efficace nel caso in cui dovessero ripresentarsi stesse condizioni anomale

DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO


• DISTURBO DELO SPETTRO AUTISTICO (DSA):
o Visibile prima dei 3 anni d’età
o Sintomi principali :
▪ Ridotta capacità nell’interazione sociale e nella
comunicazione
▪ Comportamenti interessi e attività limitate e ripetitive
o 75% dei soggetti affetti sono maschi
o Può essere causato da un età anagrafica
▪ Madre superiore ai 35 anni
▪ Padre superiore ai 40 anni
o Disturbo eterogeneo
▪ Gli individui compromessi sotto alcuni aspetti e avere
prestazioni tipiche o superiori in altri
o SAVANT
▪ Tendenza di alcuni individui affetti da DSA ad essere
prodigi
▪ Alcuni ricercatori pensano che lo sviluppo atipico di
alcune parti del cervello abbia portato a risposte
maggiori di tipo compensativo da parte di altre aree
o Fattori genetici : 20% possibilità che i fratelli abbiano il
disturbo, se gemelli omozigoti 60%
o Molti geni sono stati identificati nel disturbo ma solo il 5%
presenta delle degenerazioni localizzate
o Meccanismi neurali : ( anche se la natura del disturbo cambia in base all’individuo)
▪ Studi recenti suggeriscono delle differenze nel cervelletto, amigdala e corteccia prefrontale ma non si
conosce la natura delle differenze
▪ È stata identificata una minor attività dell’area fusiforme dei volti in seguito a verifica dovuta l fatto
che gli individui affetti da DSA passano meno tempo rispetto ai bambini con sviluppo tipico a guardare
i volti
• SINDROME DI WILLIAMS
o Disturbo del neurosviluppo associato a disabilità intellettiva
o Persone affette sono socievoli loquaci e empatiche
o 1 bambino su 7500 nati
o Ritardo nello sviluppo del linguaggio e delle difficoltà nell’età
adulta le loro abilità linguistiche sono eccezionali considerando
il basso QI o Hanno capacità verbali e socievoli elevate
o Spesso sono musicalmente dotati
o Mostrano deficit cognitivi e hanno severi problemi attentivi
o Hanno abilità spaziali peggiori di persone non affette dalla sindrome con uguale QI
o Malattia associata a rari problemi di salute dovuti alla mutazione di un gene dell’elastina
o Associata ad un assottigliamento della corteccia e della sottostante materia bianca nel confine tar lobi parietali e
occipitali e nella corteccia orbitofrontale

CAPITOLO 10: Lesioni cerebrali e neuroplasticità


CAUSE DI UN DANNO CEREBRALE
• TUMORI CEREBRALI
o Un tumore è una massa di cellule che cresce indipendentemente dal resto del corpo
o Il 20% dei tumori al cervello sono meningiti
▪ Crescono tra le meningi e le membrane che ricoprono il sistema nervoso
▪ Sono tumori incapsulati
o TUMORI INCAPSULATI
▪ Crescono all’interno delle loro membrane
▪ Semplici da identificare con una TAC
▪ Possono influenzare il funzionamento del cervello per la pressione che esercitano sul tessuto
circostante
▪ Sono quasi sempre tumori benigni
▪ Tumori incapsulati che crescono sul VIII nervo cranico sono definiti neuromi acustici
o TUMORI INFILTRANTI
▪ Crescono diffondendosi attraverso il tessuto circostante
▪ Solitamente sono tumori maligni
▪ Sono difficili da rimuovere o distruggere completamente in quanto parte del tessuto carcerogeno
continua a crescere
o GLIOMI
▪ Tumori che si si sviluppano a partire dalle cellule gliali
▪ Sono infiltranti, crescono rapidamente e sono comuni
o TUMORI METASTATICI
▪ Rappresentano circa il 10% dei tumori cerebrali
▪ Non generano nel cervello
▪ Crescono da cellule infiltrate che vengono trasportate al cervello attraverso il flusso sanguigno
▪ Metastasi = trasmissione della neoplasia da un organo ad un altro
• DISTURBI CEREBROVASCOLARI: ICTUS
o Disturbi cerebrovascolari a insorgenza improvvisa
o I sintomi dipendono dall’area cerebrale affetta
o Le conseguenze comuni sono
▪ Amnesia
▪ Afasia
▪ Paralisi
▪ Coma
o Tessuto morto o in via di morte è chiamato NECROSI
o Area circostante la necrosi diventa disfunzionale ed è chiamata AREA GRIGIA DI PENOMBRA
o Primo obiettivo del trattamento è segue un ictus è di salvare la penombra
o Due principali tipi di ictus
1. EMORRAGIA CEREBRALE
- Vaso sanguigno si rompe e il sangue filtra nel tessuto neurale circostante e lo danneggia
- Causa frequente è la rottura di ANEURISMI
o Dilatazione a forma di palloncino che si forma sulla parete di un’arteria nel punto
in cui l’elasticità dell’arteria è deficitaria
o Possono essere congeniti o causati da avvelenamenti vascolari o da infezioni
2. ISCHEMIA CEREBRALE
- Interruzione dell’approvvigionamento di sangue ad un’area del cervello
- Cause sono
o Trombosi
▪ Tappo che blocca il flusso di sangue
o Trombo potrebbe essere un coagulo di sangue, grasso, olio, una bolla d’aria o
cellule tumorali
o Emboli
▪ Il tappo è chiamato embolo ed è trasportato nel sangue da un vaso più
grande a uno più piccolo
o Arteriosclerosi
▪ Le pareti dei vasi sanguigni si inspessiscono e i canali si restringono fino
al blocco completo dei vasi
- Il danno ha due proprietà importanti
o Ci vuole un po’ di tempo perché si sviluppi
o Subito dopo l’ischemia si ha una leggera o nulla evidenza di un danno
cerebrale
- Il danno non si presenta in modo uguale in tutte le parti del cervello
o Sono particolarmente suscettibili alcune aree dell’ippocampo
- GLUTAMMATO
o Neurotrasmettitore di tipo eccitatorio
o Ha un ruolo cruciale nel danno ischemico
o Con il blocco di un vaso sanguigno i neuroni deprivati divengono iperattivi e
rilasciano una quantità eccessiva di glutammato
o Aumenta l’attività dei recettori di glutammato (recettori NMDA) nelle
membrane dei neuroni postsinaptici
o Di conseguenza molti ioni Na+ Ca2+ entrano nei neuroni postsinaptici
- Conseguenza della scoperta del ruolo del glutammato nel determinare danni
cerebrali ha permesso la prevenzione del danno bloccando la cascata
glutammatergica
- La somministrazione di attivatore tissutale del plasminogeno subito dopo l’insorgenza
dell’ictus ischemico permette una miglior ripresa
• TRAUMI CRANICI CHIUSI
o Lesioni cerebrali prodotte da colpi che non penetrano la testa
o CONTUSIONI
▪ Traumi chiusi che causano un danno al sistema circolatorio cerebrale
▪ Provocano un’emorragia interna che si manifesta con un EMATOMA
• Raccolta di sangue coagulato in un organo o in un tessuto
▪ È la durezza propria del cranio il principale fattore di sviluppo delle contusioni
▪ Il cervello scivola e sbatte contro l’interno del cranio
▪ Il sangue proveniente da tali lesioni può accumularsi nello spazio subdurale e danneggiare il tessuto
circostante
o LESIONI DA CONTRACCOLPO
▪ Si verificano sul lato opposto del cervello rispetto al lato in cui è stato preso il colpo
o COMMOZIONE CEREBRALE
▪ Quando vi è un disturbo della coscienza
▪ Gli effetti della commozione possono persistere per anni
▪ Gli effetti di ripetute commozioni possono accumularsi
o ENCEFALOPATIA TRAUMATICA CRONICA (ETC)
▪ Demenza
▪ Risultato dell’insieme delle cicatrici cerebrali osservate negli atleti che praticano la box, il rugby e i
giocatori di football americano
• INFEZIONI DEL CERVELLO
o Invasione del cervello da parte di alcuni microrganismi
o L’infiammazione che ne deriva è chiamata ENCEFALOPATIA
o Due tipi di infezioni
1. INFEZIONI BATTERICHE
- Batteri spesso portano alla formazione di ascessi cerebrali, cioè accumuli di pus nel
cervello
- Batteri sono la maggiore causa di meningite
- Sifilide
o Infezione batterica trasmessa da una persona infetta a una non infetta attraverso il
contatto di piaghe presenti sugli organi genitali
o Batteri restano in incubazione parecchi anni
o Sindrome mentale e la demenza che ne derivano sono chiamati PARESI
GENERALE
2. INFEZIONI VIRALI
- Vi sono due tipi di infezione virale
a. Particolare affinità con il tessuto nervoso
▪ RABBIA
• Trasmessa dal morso di un animale affetto
• Gli effetti del visus sono quasi sempre letali
• Solitamente non attacca il cervello per almeno un mese da
quando è stato contratto
b. Attaccano il tessuto nervoso senza avere affinità
▪ PAROTITE e HERPES
- Svolgono un grande ruolo nei disturbi neuropsicologici
- Possono rimanere in incubazione per molti anni prima di dare origine ai vari sintomi
• NEUROTOSSINE
o Sistema nervoso può essere danneggiato dall’esposizione a tossine chimiche
o PSICOSI TOSSICA
▪ Metalli pesanti si accumulano nel cervello e lo danneggiano in modo permanete
o A volte gli stessi farmaci utilizzati per trattare i disturbi neurologici possono rilevarsi tossici
▪ Discinesia tardiva
• Disturbo motorio che si manifesta dopo aver trattato la schizofrenia con determinati farmaci
antipsicotici
• Sintomi sono movimenti involontari delle labbra, giocare con la lingua, movimenti laterali
della mascella e gonfiare le guance
o Alcune neurotossine sono endogene
▪ Anticorpi che attaccano particolari elementi del sistema nervoso
• FATTORI GENETICI
o Disturbi neurologici causati da geni recessivi anomali trasmessi da genitore in figlio
o Raramente associati a geni dominanti
o Gli individui che ereditano un gene recessivo anomalo non sviluppano il disturbo, ma trasmettono il gene al
figlio
o Anomalie genetiche sono una tra le maggiori cause di disturbi neuropsicologici di origine genetica
o SINDROME DI DOWN
▪ Anomalia genetica che si verifica nella madre durante l’ovulazione
▪ È creato un cromosoma 21 in più
▪ Disformismo caratteristico, ritardo mentale e complicazioni mediche
▪ Probabilità che si sviluppi aumenta notevolmente con l’aumento dell’età della madre
• MORTE CELLULARE PROGRAMMATA
o APOPTOSI
▪ Programma genetico di autodistruzione
▪ Ruolo critico nello sviluppo precoce eliminando i neuroni i più
▪ Ruolo nella lesione cerebrale
• Tutte le cause di danno cerebrale analizzate producono un danno neurale attivando programmi
di apoptosi autodistruttivi
▪ Più adattiva della necrosi che invece provoca la rottura della cellula con una conseguente
infiammazione
▪ Morte per apoptosi è lenta e procede gradualmente

DISTURBI NEUROLOGICI
• EPILESSIA
o Sintomo è la crisi epilettica
o La diagnosi è fatta solo ai pazienti le cui crisi sono generate ripetutamente da una disfunzione cerebrale cronica
o La diagnosi è resa difficile dalla diversità e dalla complessità delle crisi epilettiche
o Possono presentarsi come
▪ CONVULSIONI
• Tremori, rigidità, perdita di equilibrio e di conoscenza
▪ Cambiamenti di pensiero, umore, comportamento difficili da individuare
o Cause sono virus, neurotossine, tumori, traumi cranici
o Collegata a più di 100 geni difettosi
o Molti casi sono associati a sinapsi inibitorie difettose che causano una scarica sincronizzata di molti neuroni in
un’area particolare
o Ne sono responsabili anche i processi infiammatori
o La diagnosi si basa sull’elettroencefalografia (EEG)
▪ Crisi epilettiche sono associate a picchi ad alta ampiezza nell’EEG
o AUREE EPILETTICHE
▪Cambiamenti psicologici appena prima dell’attacco
▪Importanti perché
• La loro natura offre indizi riguardo alla posizione del focus epilettogeno
• Avvertono il paziente di una crisi imminente
o Diversi tipi di crisi
1. CRISI FOCALI
- Non coinvolge tutto il cervello i neuroni coinvolti iniziano a scaricare insieme causando il
picco epilettico
- L’attività sincrona tende a diffondersi ad altre aree del cervello
- Sintomi comportamentali dipendono da dove questa scarica anomala inizia e in quali
strutture si diffonde
- Spesso non sono associate a una totale perdita di coscienza
- Due diverse categorie
o CRISI PARZIALI SEMPLICI
▪ Sintomi primariamente di tipo sensoriale o motorio o entrambi
▪ Via via che le scariche di diramano i sintomi si propagano
o CRISI PARZIALI COMPLESSE
▪ Ristrette ai lobi temporali (epilessia del lobo temporale)
▪ Il paziente mette in atto comportamenti più complessi che sembrano
quasi normali
▪ Durante le crisi i pazienti ricordano poco o niente di ciò che avviene
2. CRISI GENERALIZZATE
- Coinvolgono l’intero cervello
- Possono derivare da patologie diffuse o iniziare da una particolare struttura e diffondere
poi alle altre
- Varie forme
o CRISI TONICO-CLONICA
▪ Perdita di coscienza, di equilibrio e convulsione tonico-clonica
(mordersi la lingua, incontinenza urinaria e cianosi)
▪ Ipossia, cioè la mancanza di ossigeno a un tessuto, può causare un danno
cerebrale
o CRISI DI ASSENZA
▪ Perdita di conoscenza associata a un interruzione del comportamento in
corso, sguardo assente e sbattimento di ciglia
▪ Tracciato EEG è caratterizzato da scariche punta-onda di 3 cicli al
secondo, simmetriche e bilaterali
▪ Comuni nei bambini e sono spesso causate dalla pubertà
o La severità delle crisi può essere ridotta da farmaci antiepilettici, stimolazione magnetica transcranica e la dieta
chetogenica
• MORBO DI PARKINSON
o Disturbo del movimento che si verifica una volta raggiunta la mezza età o l’età avanzata
o Colpisce l’1% della popolazione che ha più di 55 anni
o I sintomi iniziali sono deboli
o I sintomi comuni sono
▪ Tremore nei movimenti di inattività
▪ Rigidità muscolare
▪ Difficoltà nell’avvio del movimento
▪ Lentezza del movimento
▪ Perdita dell’espressione del viso
▪ Spesso presentano deficit cognitivo
o Pare non avere una causa unica
▪ DNA danneggiato
▪ Infezioni cerebrali
▪ Ictus
▪ Tumori
▪ Lesioni traumatiche cerebrali e neurotossine
o Nella maggior parte dei casi nessuna causa specifica è evidente
o Associato a una degenerazione diffusa particolarmente severa nella substantia nigra (nucleo del mesencefalo)
▪ Neuroni proiettano attraverso la via nigrostriatale allo strato dei neuroni della base
▪ Vi è poca dopamina nella substantia nigra e nello striato dei pazienti cronici con morbo di Parkinson
▪ Presenti in questa substantia grumi di proteine nei neuroni dopaminergici sopravvissuti chiamati corpi
di Lewy
o I sintomi possono essere alleviati tramite iniezioni di L-dopa
▪ Il suo uso diventa via via meno efficace con l’utilizzo prolungato
o Al momento non vi è un farmaco che permetta di bloccare in modo permanete il progredire dello sviluppo del
morbo di Parkinson
o Stimolazione cerebrale profonda
▪ Trattamento molto discusso
▪ Applicata una stimolazione elettrica a bassa intensità costante mediante degli elettrodi impiantati
stereotassicamente
▪ Trattamento che coinvolge la stimolazione elettrica bilaterale cronica su un nucleo che si trova appena
sotto al talamo = NUCLEO SUBTALAMICO
▪ Stimolazione elettrica ad alta frequenza che blocca il funzionamento della struttura interessata come nel
caso di una lesione
▪ Se la stimolazione è interrotta i miglioramenti terapeutici cessano rapidamente
▪ Effetti collaterali dal punto di vista cognitivo, del linguaggio e della deambulazione
• COREA DI HUNTINGTON
o Disturbo di natura motoria che tende a progredire
o È raro
o Base genetica
o Associato a una demenza severa
o Sintomi
▪ Irrequietezza
▪ Movimenti rapidi complessi e convulsi degli arti
▪ Deterioramento motorio e intellettivo che portano all’impossibilità di nutrirsi e di riconoscere i cari
o Trasmessa di generazione in generazione da un singolo gene mutato e dominante = HUNGTINTINA
o Non si sa esattamente come i cambiamenti della proteina danneggino il cervello
• SCLEROSI MULTIPLA
o Disturbo progressivo che attacca la mielina degli assoni del SNC
o Attacca le persone nei primi anni dell’età adulta
o Alla fine il danno mielinico è così severo che i neuroni corrispondenti divengono disfunzionali e degenerano
o Disturbo autoimmune per cui il sistema immunitario attacca una parte del corpo come se fosse una sostanza
estranea
o La mielina è il fulcro della reazione immunitaria difettosa anche se i danni ad assoni e neuroni avvengono anche
in assenza di una demielinizzazione
o Difficile da diagnosticare perché la natura e la severità del disturbo dipendono da molti fattori
o Possono esservi dei periodi di remissione in cui i pazienti sembrano normali
o Sintomi
▪ Disturbi visivi
▪ Debolezza muscolare
▪ Addormentamento di parti del corpo
▪ Tremore
▪ Atassia = perdita della coordinazione motoria
▪ Deficit cognitivi
▪ Cambiamento emozionale
o Epidemiologia è lo studio di come fattori quali la dieta, la posizione geografica, l’età, il genere e la razza
influenzano la distribuzione del disturbo
▪ Fattori genetici sembrano svolgere un ruolo minore
▪ Incidenza è maggiore nelle donne che negli uomini e nei caucasici
▪ È maggiore nelle persone che hanno vissuto in ambienti freddi
o Fattori di rischio
▪ Mancanza di vitamina D
▪ Esposizione al virus Epstein-Barr
▪ Fumo di sigaretta
• MALATTIA DI ALZHEIMER
o Causa di demenza più diffusa tra gli anziani
o La sua probabilità di insorgenza aumenta con l’aumentare dell’età
o È una malattia progressiva
▪ Prime fasi
• Selettivo declino della memoria
• Deficit attentivi
• Cambiamenti della personalità
▪ Fasi intermedie
• Confusione
• Irritabilità
• Ansia
• Deterioramento del linguaggio
▪ Fasi più avanzate
• Deglutizione
• Controllo della vescica
• Morte
o Non può essere diagnosticata con certezza sulla base dei cambiamenti comportamentali
o La diagnosi definitiva deve aspettare l’autopsia
o Tre caratteristiche che definiscono la malattia
a) Grovigli neurofibrillari
- Grovigli filiformi di proteine all’interno del citoplasma neuronale
b) Placche amiloidi
- Pezzi di tessuto cicatriziale composti da neuroni in via di degenerazione e aggregati in una
proteina chiamata beta-amiloide presente solo in piccole quantità nei pazienti sani
c) Perdita di neuroni
o Microsanguinamenti che generano delle piccole lesioni puntiformi
▪ Maggiormente presenti in determinate aree
• Strutture del lobo temporale mediale
• Corteccia endorinale
• Amigdala
• Ippocampo
o Forte componente genetica
▪ Mutazione di tre diversi geni contribuiscono all’insorgenza della malattia nella forma famigliare
▪ Gene sul cromosoma 19 che codifica la proteina apolipoproteina E (APOE) la suscettibilità del 50%
dell’insorgenza della forma tardiva
• APOE si lega alla beta-amiloidi riducendo lo spazio e aumentando l’aggregazione delle beta-
amiloidi
o Attualmente non vi è una cura per la malattia dell’Alzheimer perché non è chiaro quale sia il sintomo primario
▪ Ipotesi amiloide
• Placche amiloidi sono il sintomo primario che scatena tutti gli altri
• Supporto è l’analisi genetica su famiglie con malattie a insorgenza precoce
• Fattore a sfavore dell’ipotesi è che molte persone presentano queste placche
o Che presenta un normale elevato numero di placche ha un maggior rischio di
sviluppare un declino cognitivo e sviluppare la malattia
▪ La ricerca dei trattamenti si è soffermata sul declino dei livelli di acetilcolina in quanto primo
cambiamento neurochimico identificato nei pazienti
▪ Possibile cura
• Ridurre i depositi amiloidi
• Si è mostrata poco efficace sull’uomo
▪ Due recenti studi hanno mostrato che la somministrazione di anticorpi per beta-amiloidi possono
rallentare la progressione della malattia
▪ Attenzione sulla sindrome di Down come una fonte di idee per i meccanismi neurali della malattia
• Gene che codifica le beta-amiloidi risiete nel cromosoma 21
• La presenza di un cromosoma 21 in più porta a produrre più beta-amiloidi
• Il 15% dei neuroni nei cervelli di pazienti malati contiene una copia in più del cromosoma 21
▪ Ipotesi della diffusione patogena
• Molti disturbi neurodegenerativi derivano dalla presenza di un errore di ripiegamento delle
proteine che innesca una reazione a catena in cui altre proteine e ripiegano erroneamente

MODELLI ANIMALI DEI DISTURBI NEUROLOGICI


o Metodo con cui i ricercatori tentano di risolvere il complesso puzzle della disfunzione neurologica
o L’utilizzo e l’interpretazione dei modelli animali è tutt’altro che chiaro

• MODELLO “KINDLING” DELL’EPILESSIA


o Fine anni ‘60
o Goddard, McIntyre e Leech
▪Sottoposero i ratti a una stimolazione elettrica lieve al giorno attraverso un elettrodo impiantato
nell’amigdala
▪ Presto ogni stimolazione produceva una convulsione sempre più generalizzata fino a coinvolgere tutto
il corpo
▪ Sviluppo graduale e l’intensificarsi delle convulsioni divennero note come fenomeno di “kindling”
o Caratteristiche importanti del “kindling”
▪ I cambiamenti neuroplastici sottostanti sono permanenti
▪ Kindling è causato da stimolazioni distribuite e non concentrate in un’unica area
o Rappresenta l’EPILESSIA in due modi
1) Convulsioni sono simili a quelle osservate in alcuni tipi dei epilessia umana
2) Fenomeno del “kindling” è comparabile all’elettrogenesi
o Non crea un modello dell’epilessia perfettamente coerente con l’epilessia reale
▪ Epilessia è un disturbo in cui le crisi di manifestano spontaneamente e non sono indotte
▪ Se i soggetti sono esposti al “kindling” per molto tempo può essere indotta una sindrome simile
all’epilessia perché i soggetti iniziano a presentare delle crisi spontanee e continuano a manifestarle
anche dopo la riduzione della stimolazione
• MODELLO DI TOPO TRANSGENICO DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER
o Transgenico si riferisce a animali in cui vengono introdotti dei geni di altre specie
o Nei modelli di topo
▪ Mutazioni genetiche che promuovono l’accumulo della beta-amiloidi vengono iniettate all’interno
degli ovociti di topo appena fecondati i quali vengono poi iniettati in una madre ospite che ne permette
lo sviluppo
▪ La distribuzione delle placche è paragonabile a quella osservata nei pazienti umani con la malattia di
Alzheimer
• Massima concentrazione nel lobo medio-temporale
▪ Perdita di neuroni e disturbi di memoria
▪ La maggior parte di questi modelli non presentano i grovigli neurofibrillari e questo è un problema se
la causa prima dell’Alzheimer
• Problema risolto con l’iniezione delle mutazioni del gene umano che permette l’accumularsi
della proteina TAU che produce i grovigli
• MODELLO MPTP DEL MORBO DI PARKINSON
o I primati non umani rispondono al MPTP allo stesso modo degli umani
o Sintomi motori tipici del morbo di Parkinson
▪ Perdita di cellule nella substantia nigra e la maggiore riduzione della dopamina

RISPOSTE A UN DANNO DEL SITEMANERVOSO: DEGENERAZIONE, RIGENERAZIONE,


RIORGANIZZAZIONE E RECUPERO
• DEGENERAZIONE NEURONALE
o Componente sia dello sviluppo che del
disturbo cerebrale
o Processo complesso influenzato da
▪ Cellule gliali circostanti
▪ Attività dei neuroni in via di
degenerazione
▪ Cause della degenerazione
o Spesso è indotta in modo semplice e
controllato dal taglio degli assoni
o DEGENERAZIONE ANTEROGRADA
▪ Degenerazione del segmento
distale
• Porzione di segmento di
neurone tra il taglio e i
terminali sinaptici
▪ Progredisce gradualmente a ritroso
dal taglio al corpo cellulare
o DEGENERAZIONE RETROGRADA
▪ Degenerazione del segmento
prossimale
▪ Avviene velocemente in seguito all’assotomia perché il taglio separa il segmento distale dell’assone dal
corpo cellulare
o Cambiamenti del corpo cellulare sono sia di tipo degenerativo che rigenerativo
▪ Degenerativi come la riduzione di volume mostrano che la cellula morirà
▪ Rigenerativi indicano che il corpo cellulare è coinvolto in un’intensa sintesi di proteine che saranno
impiegate nella sostituzione dell’assone degenerato
• Se l’assone non riesce a creare il contatto sinaptico appropriato il neurone morirà
o DEGENERAZIONE TRANSNEURONALE ANTEROGRADA
▪ Diffusione della degenerazione
▪ La degenerazione si diffonde dai neuroni danneggiati verso altri neuroni su cui compiono sinapsi
o DEGENERAZIONE TRANSNEURONALE RETROGRADA
▪ La degenerazione di diffonde dai neuroni danneggiati ai neuroni che compiono sinapsi su quelli
danneggiati
• RIGENERAZIONE NEURONALE
o Capacità di avere una crescita assonale corretta è
persa quando questi raggiungono la maturità
o Nel SNP la ricrescita del nervo danneggiato dipende
dalla natura della lesione
▪ Guaine mieliniche delle cellule originali di
Schwann rimangono intatte, gli assoni
periferici continuano a crescere per
raggiungere l’obiettivo
▪ Se il nervo periferico è rotto e le parti
tagliate sono separate di pochi millimetri gli
apici degli assoni che si stanno rigenerando
in modo non corretto e saranno guidati verso
destinazioni non appropriate
▪ Se le estremità recise di un nervo periferico
sono molto separate o se una lunga sezione
del nervo è danneggiata non vi può essere
alcuna rigenerazione significativa e il
neurone morirà
o I neuroni adulti del SNP sono in grado di rigenerarsi
o I neuroni adulti del SNC non sono in grado di
rigenerarsi

Vi è qualcosa nell’ambiente del SNP che


promuove la rigenerazione che manca nel
SNC

Le CELLULE DI SCHWANN ricoprono di mielina gli


assoni del SNP eliminando i residui e i tessuti cicatriziali
causati dalla degenerazione neuronale e promuovono la
rigenerazione del SNP producendo fattori neurotrofici che
stimolano la crescita dei coni di accrescimento e le
molecole di adesione cellulare

L’OLIGODENDROGLIA ricopre di mielina gli assoni del


SNC, non elimina i residui, non stimola e non guida la
rigenerazione. Rilascia dei fattori che bloccano attivamente
la rigenerazione formando una barriera fisica per la
ricrescita assonale

o Quando un assone degenera le branche assonali degli assoni


sani adiacenti fanno sinapsi nei siti lasciati liberi
dall’assone degenerato = SPROUTING COLLATERALE

• RIORGANIZZAZIONE NEURONALE
o Riorganizzazione corticale a seguito di una lesione in
animali da laboratorio
▪ Maggior parte degli studi si occupa della riorganizzazione della corteccia sensoriale e motoria grazie
alla loro organizzazione topografica
▪ Tre studi influenti
a. Kaas e collaboratori 1990
o Effetto di una piccola lesione effettuata sulla retina rimuovendo l’altra
o Neuroni della corteccia visiva primaria che in origine avevano campi recettivi
nell’area lesionata della retina ora possedevano campi recettivi nell’area della
retina adiacente alla lesione
b. Pons e collaboratori 1991
o Mapparono la corteccia somatosensoriale primaria delle scimmie i cui neuroni
sensoriali del braccio controlaterale erano stati tagliati 10 anni prima
o La rappresentazione corticale del volto si era sistematicamente espansa
c. Sanes, Suner e Donoghue 1990
o Sezionarono i neuroni motori che controllavano i muscoli delle vibrisse dei ratti
o Dopo poche settimane la stimolazione dell’area cerebrale che prima controllava
le vibrisse ora attivava altri muscoli del viso
o Riorganizzazione corticale a seguito di una lesione egli umani
▪ Utilizzata la tecnologia delle neuroimmagini per studiare la corteccia di individui cechi
▪ Vi è una continua competizione per lo spazio corticale entro i circuiti funzionali
▪ In assenza di stimoli visivi alla corteccia vi è un’espansione della corteccia uditiva e somatosensoriale
▪ Conseguenza funzionale a questa riorganizzazione
• Volontari ciechi mostrano abilità superiori rispetto ai normo-vedenti di controllo in vari
compiti uditivi e somatosensoriali
o Meccanismi di riorganizzazione neuronale
▪ Rafforzamento delle connessioni esistenti attraverso il rilascio dell’inibizione
• Supporto indiretto è il fatto che la riorganizzazione avviene troppo velocemente per essere
spiegata dalla crescita neuronale
▪ Creazione di nuove connessioni dallo sprouting collaterale
• Supporto indiretto è che la rilevanza della riorganizzazione a lungo termine può essere troppo
grande per essere spiegata da cambiamenti nelle connessioni esistenti
• RECUPERO DI UNA FUNZIONE DOPO UNA LESIONE ALL’SNC
o I miglioramenti degli esseri umani adulti dopo un danno sono modesti o inesistenti e per questo difficilmente
studiabili
o Ci sono anche cambiamenti compensativi che possono essere confusi con un recupero
o Il recupero è più probabile quando le lesioni sono poco estese e i pazienti sono giovani
o Riserva cognitiva probabilmente gioca un ruolo nel miglioramento osservato in seguito a un danno cerebrale
▪ Il miglioramento avviene perché la riserva cognitiva permette di svolgere lo stesso compito in modo
alternativo, non perché vi sia un recupero delle funzionalità perse
o Animali adulti da laboratorio vi è un aumento della migrazione di cellule staminali nelle vicinanze delle aree
danneggiate e alcune di queste si sviluppano in neuroni che possono sopravvivere per alcuni mesi

NEUROPLASTICITA’ E TRATTAMENTO DI UN DANNO ALL’SNC


• TRAPIANTO NEURONALE COME TRATTAMENTO DI UN DANNO AL SNC: LE PRIME RICERCHE
o Prime ricerche si concentrano sulla possibilità di riparare il tessuto del SNC danneggiato tramite il trapianto di
tessuto embrionale vicino all’area danneggiata
▪ La speranza era che il tessuto potesse maturare e sostituire le cellule danneggiate
▪ Primi risultati furono positivi
• Trattamento sul modello MPTP di una scimmia con morbo di Parkinson
• Il tessuto nuove permise il rilascio di dopamina che alleviò i sintomi
▪ I risultati diedero il via a uno studio in doppio cieco sulla valutazione del neurotrapianto in pazienti con
morbo avanzato
• Alcuni pazienti dopo un anno dal trapianto mostravano agitazione e movimenti incontrollabili
di masticazione
▪ I risultati negativi hanno portato a effetti positivi
• Ridotta la pratica clinica prematura del neurotrapianto per trattare pazienti con il morbo di
Parkinson
• I ricercatori considerarono più attentamente e in modo sistematico gli effetti dei vari tipi di
neurotrapianto in modelli animali per rispondere a domande fondamentali
o Autotrapianto di midollo adrenergico
▪ Le cellule rilasciano piccole quantità di dopamina
▪ Alcune evidenze precoci mostravano come il trapianto potesse alleviare i sintomi del morbo di
Parkinson
o Impianto di cellule non neuronali
▪ Obiettivo è bloccare la degenerazione neuronale e stimolare e guidare la rigenerazione
▪ Xu e colleghi 1999
• Indussero un’ischemia cerebrale nei ratti limitando il flusso di sangue al cervello
• Gli effetti furono
o Danno all’ippocampo
o Deficit nella prestazione dei ratti nel laboratorio acquatico di Morris
o Impianto delle guaine mieliniche delle cellule di Schwann che promuovono rigenerazione e guidano la ricrescita
▪ Cheng, Cao e Olson 1996
• Recisero il midollo spinale di alcuni ratti rendendoli paraplegici
• Trapiantarono delle sezioni di nervi periferici mielinizzati all’interno dello spazio reciso
• I neuroni del midollo spinale si rigenerarono permettendo al topo di riacquistare la motricità
agli arti inferiori
• RICERCA MODERNA SUL NEUROTRAPIANTO
o Inizio del nuovo secolo le cellule staminali vennero isolate con successo dall’embrione umano e maturate in
coltura
o Le colture di cellule staminali deteriorarono in anomalie cromosomiche accumulate durante la ripetuta divisione
cellulare
o Molte ricerche si concentrarono sulle cellule staminali indotte
o Spesso si pensa che l’effetto terapeutico del neurotrapianto derivi dalla sostituzione di neuroni morti con neuroni
sani, in realtà gli impianti stimolano la ri-mielinizzazione degli assoni lesionati attraverso il rilascio di molecole
guida e neurotrofiche
• PROMUOVERE IL RECUPERO DI UNA LESIONE AL SNC ATTRAVERSO TRATTAMENT IRIABILITATIVI
o Importanza del ruolo dell’esperienza nell’organizzazione del cervello in via di sviluppo e adulto ha permesso lo
sviluppo di trattamenti riabilitativi
o TRATTAMENTO DELL’ICTUS
▪ Piccoli ictus producono danni cerebrali contenuti seguiti da un aumento della perdita delle funzioni
della zona di penombra
▪ I neuroni sembrano essere in competizione per i siti sinaptici e le neurotrofine
▪ Terapia della costrizione indotta
• Legare il braccio sano per 2 settimane
• Braccio compromesso è riabilitato con un trattamento intensivo
o TRATTAMENTO DELLE LESIONI ALA COLONNA VERTEBRALE
▪ I pazienti incapaci di camminare erano sostenuti da un’imbragatura su un tapis roulant in movimento
▪ Pazienti impararono i movimenti necessari per camminare
▪ Il grado di supporto veniva gradualmente ridotto
▪ 90% dei pazienti sottoposti al trattamento divenne autonomo nel camminare
o BENEFICI DELL’ESERCIZIO COGNITIVO E FISICO
▪ Individui cognitivamente e fisicamente attivi sono meno esposti a contrarre disturbi neurologici
▪ Approccio sperimentale consiste nella valutazione dei benefici neurologici degli animali domestici
inseriti in ambienti arricchiti che promuovono l’attività
▪ Effetti sulla salute sono dimostrati nei modelli animali per
• Epilessia
• Corea di Huntington
• Malattia di Alzheimer
• Morbo di Parkinson
• Sindrome di Down
• Tumori cerebrali
• Ictus
• Lesioni cerebrali traumatiche
▪ Ambienti arricchiti aumentano le ramificazioni dendritiche, la grandezza e il numero delle spine
dendritiche, la grandezza delle sinapsi, il grado di neurogenesi e i livelli di vari fattori neurotrofici
▪ Esercizio fisico ha benefici nel cervello dei roditori
• Aumento della neurogenesi dell’adulto nell’ippocampo
• Riduzione del declino del numero di neuroni nell’ippocampo
• Miglioramento della prestazione ai test di memoria e navigazione
o TRATTAMENTO DEGLI ARTI FANTASMA
▪ In seguito a amputazione spesso si continua a provare sensazioni collegate all’arto amputato
▪ Si ha la forte sensazione che gli arti esistano davvero
▪ L’arto amputato si comporta come un arto normale
▪ Il 50% delle persone amputate prova un forte dolore cronico all’arto fantasma
▪ Il dolore può essere trattato con diversi trattamenti chirurgici
• Il dolore deriva da un’irritazione al moncone
• Si può ridurre il dolore tagliando il moncone o diverse parti del percorso neurale tra il
moncone e la corteccia

CAPITOLO 11
APPRENDIMENTO MEMORIA E AMNESIA :
• Apprendimento e memoria sono due processi neuroplastici = riguardano la capacità del cervello di modificare il proprio
funzionamento in risposta all’esperienza
• Apprendimento= riguarda il modo in cui l’esperienza modifica il cervello
• Memoria = riguarda il modo in cui questi cambiamenti vengono conservati e successivamente
riattivati
• Le conoscenze in merito derivano dallo studio di pazienti neuropsicologici affetti da amnesia

• EFFETTI AMNESICI DELLA LOBECTOMIA TEMPORALE MEDIALE BILATERALE


• Caso del paziente H.M affetto da una grave forma di epilessia e sottoposto a lobectomia temporale mediale bilaterale
• Lobectomia temporale mediale bilaterale: rimozione di una parte mediale dei due lobi temporali ( che comprende
amigdala e ippocampo)
• Per determinare gli effetti amnesici di un intervento di neurochirurgia il paziente viene sottoposto a dei test che valutano
le sue capacità di ricordare le cose apprese dopo l’intervento e quelle apprese prima o Amnesia retrograda (agente
all’indietro)
o Amnesia anterograda ( agente in avanti)= bisogna capire dove si trova il deficit se nella memoria a breve termine o a
lungo termine

• VALUTAZIONE FORMALE DELL’AMNESIA ANTEROGRADA DI H.M LA SCOPERTA DEI


RICORDI INCONSCI
- Per caratterizzare i deficit di memoria i ricercatori misurarono le prestazioni con test oggettivi o TEST DELLO SPAN
DI CIFRE:
- Fu dimostrata l’incapacità di formare ricordi a lungo termine
- Inizialmente fu chiesto di ripetere una sequenza di 5 cifre (letta con una cifra al secondo)
- Si aggiungeva una cifra in più
- Questa sequenza fu rappresentata più volte finchè il paziente non riuscì a ripeterla
- Fu aggiunta quindi un ulteriore cifra
- Dopo 25 prove si dimostrò incapace di riprodurre la sequenza
- (la maggior parte di pazienti è in grado di riprodurre una sequenza di 15 cifre correttamente dopo 25 prove) o TEST DEI
CUBETTI:
- H.M. affetto da amnesia globale (amnesia delle informazioni presentate in qualsiasi modalità sensoriale)
- Valutazione del paziente in un test di memoria visuo-spaziale
- Al paziente veniva presentata una disposizione di 9 cubi posti su una tavoletta
- Doveva guardare il neuropsicologo mentre toccava i cubi in una certa sequenza e riproporre da se questa sequenza
- H.M. aveva uno span di cubi pari a 5 (normale)
- Ma non era in grado di riprodurre una sequenza di 6 cubi correttamente anche se ripetuta 12 volte o TEST DEL
DISEGNO ALLO SPECCHIO:
- Prima indicazione che l’amnesia di H.M. non coinvolgeva tutti i tipi di memoria a lungo termine
- Il paziente doveva tracciare una linea seguendo il contorno di una figura a forma di stella guardando la propria ano allo
specchio
- Eseguì il compito per 10 volte al giorno per 3 giorni e ogni volta venivano registrate le volte in cui il paziente usciva dai
bordi
- La prestazione migliorò nel corso dei 3 giorni dimostrando che il compito era stato appreso
- Ma il paziente non ricordava di aver completato questo compito o TEST DELLE FIGURE INCOMPLETE :
- I compiti senso motori rappresentavano un eccezione al suo deficit di memoria
- Riusciva anche a formare ricordi a lungo termine
- Utilizzo di 5 serie di disegni frammentati
- Tutti contengono disegni degli stessi oggetti ma con dimensioni differenti
- Gli oggetti vengono ripresentati finchè non vengono tutti identificati
o CONDIZIONAMENTO PAVLOVIANO

• I TRE PRINCIPALI APPORTI SCIENTIFICI APPORTATI DAL CASO DI H.M

Ha dimostrato che i lobi temporali mediali svolgono un ruolo importante nella memoria = questo mise in crisi la visione secondo
la quale le funzioni della memoria erano distribuite diffusamente e in modo uguale tra tutte le aree del cervello
• Questo caso collegò quindi le strutture cerebrali a specifici processi mnemonici
• Il fatto che la lobectomia era in grado di abolire le capacità di H.M di formare alcuni tipi di ricordi a lungo termine senza
alterare le sue prestazioni nei test di memoria a breve termine o al sua memoria remota = questo da supporto alla teoria
secondo cui esistono diverse modalità di immagazzinamento de ricordi per la MBT e MLT
• Il problema di H.M sembrava essere nella difficoltà di consolidamento della memoria
• Un paziente amnesico può non avere alcun ricordo consapevole di un esperienza precedente ma può dimostrare attraverso un
miglioramento delle prestazioni di aver memorizzato tale esperienza
• Questa esperienza portò alla creazione di due distinte categorie di memoria :
• Memoria esplicita (o dichiarativa) che riguarda i ricordi a lungo termine di cui il soggetto è cosciente
• Memoria implicita che riguarda i ricordi a lungo termine di cui il soggetto non ha consapevolezza

• AMNESIA DEL LOBO TEMPORALE MEDIALE :


• I test che valutano la memoria implicita vengono chiamati test di priming di ripetizione (es: figure incomplete)
• Ai pazienti viene presentato un elenco di parole che devono apprendere dopo viene mostrata una serie di frammenti
appartenenti alle parole contenute e viene chiesto loro di completarli -
• I pazienti affetti da amnesia mostrano buone capacità

• MEMORIA SEMANTICA E MEMORIA EPISODICA :


Due varianti di memoria esplicita :
SEMANTICA: riguarda fatti o eventi di carattere general
EPISODICA : riguarda eventi particolari
Gli individui affetti da amnesia del lobo temporale mostrano deficit nella memo episodica = ma è difficile individuare questi
deficit perché i neuropsicologi non hanno modo di conoscere i veri eventi accaduti nella vita del paziente e soprattutto perché i
pazienti sono molto abili a fornire risposte semantiche a domande episodiche

• EFFETTI DELL’ISCHEMIA CEREBRALE GLOBALE SULL’IPPOCAMPO E SULLA MEMORIA


Un danno ippocampale è in grado di riprodurre da solo un amnesia del lobo temporale
• Amnesia globale transitoria: è caratterizzata da un esordio improvviso in assenza di una causa evidente in soggetti adulti,
altrimenti sani. Dura 4-6 ore o Si ipotizzò che questa fosse causata da un ictus
o Ora si son identificate alcune anomalie del sottocampo CA1 dell’ippocampo
AMNESIA NELLA SINDROME DI KORSAKOFF E NELLA MALATTIA DI ALZHEIMER
• AMNESIA NELLA SINDROME DI KORSAKOFF:
o La sindrome di korsakoff : disturbo della memoria di riscontro comune nei pazienti che fanno abuso di alcool >
disturbo attribuibile ad un danno cerebrale associato alla carenza di timina (dovuta al consumo pesante di
alcool)
▪ Varietà di problemi sensoriali e motori
▪ Alterazioni della personalità e rischio di morte conseguente a disturbi epatici gastrojntestinali o
cardiaci
▪ L’esame post mortem rivela tipicamente lesioni nel diencefalo mediale e un danno diffuso a carico di
diverse altre strutture cerebrali : neocorteccia, ippocampo e cervelletto
▪ L’amnesia è simile all’amnesia del lobo temporale mediale
• Durante gli stadi iniziali del disturbo il sintomo è l’amnesia anterograda per i ricordi episodici
espliciti
• Con il progredire del disturbo l’amnesia può arrivare a interessare i ricordi dell’infanzia
▪ I deficit nella memoria implicita dipendono dal particolare test utilizzato , anche se in generale sono
meno gravi rispetto a quelli che riguardano la memoria esplicita
▪ Non è completamente chiaro in quale misura l’amnesia per gli eventi si manifesti in questa sindrome
rifletta la distruzione retrograda dei ricordi esistenti o il blocco anterogrado che interessa la formazione
di nuovi ricordi
▪ Il danno cerebrale associato a questa sindrome è diffuso= non è facile identificare quale parte del
cervello sia responsabile
• Prima ipotesi formulata i deficit sarebbero stati ascrivibili a un danno ai corpi mammillari
dell’ipotalamo
• Studi successivi hanno dimostrato che la presenza di casi di amnesia in assenza di lesioni
• Ma con la presenza di un danno a un altro paio di nuclei situati nel diencefalo mediale : i
nuclei mediodorsali del talamo
• Improbabile che l’amnesia sia inscrivibile ad un solo danno

• AMNESIA NELLA SINDROME DI ALZHEIMER:


o Causa di amnesia , primo segno deterioramento della memoria
o Il disturbo presenta un decorso progressivo fino allo sviluppo di una forma di demenza che diventa tanto grave
da rendere il paziente incapace di svolgere anche attività semplici
o È una malattia terminale
o Studio di pazienti nello stato di pre demenza :i deficit di memoria sono più generali di quelli della sindrome di
Korsakoff
o In fase di pre- demenza i pazienti mostrano un deficit nella memoria a breve termine e in alcune forme della
memoria implicita : per le info vernali e percettive è carente ma non lo è per l’apprendimento sensomotorio
o Nel cervello dei pazienti affetti da Alzheimer i livelli di acetilcolina risultano ridotti
▪ Riduzione che deriva dalla degenerazione del prosencefalo basale (fonte principale di acetilcolina)
▪ Questo ha portato all’ipotesi che sia la causa dell’amnesia (ovviamente non è l’unico fattore)
o Il danno cerebrale associato alla patologia è diffuso : sono coinvolte molte aree tra cui la porzione mediale dei
lobi temporali e la corteccia prefrontale che svolgono ruoli importanti nella memoria

AMNESIA DA CONCUSSIONE CEREBRALE: EVIDENZE A SUPPORTO DEL


CONSOLIDAMENTO
I traumi alla testa che non sono abbastanza gravi da provocare concussione cerebrale rappresentano le cause più comuni di
amnesia > l’amnesia conseguente a un trauma cranico è chiamata AMNESIA POST TRAUMATICA (PTA)

• AMNESIA POST TRAUMATICA :


o Il coma (stato patologico di incoscienza) conseguente a un grave trauma cranico dura alcuni secondi/minuti, nei
casi gravi anche per settimane
o Le vittime di una concussione cerebrale: presentano un amnesia retrograda permanente per gli eventi
immediatamente precedenti al trauma e un amnesia anterograda permanente per eventi accaduti durante il
periodo successivo al trauma
o La durata del periodo di confusione e dell’amnesia anterograda è superiore alla durata del coma che è superiore
al periodo di amnesia retrograda
o Sono le isole di memoria di eventi isolati occorsi nei periodi di cui gli altri ricordi sono cancellati

• GRADIENTI DI AMNESIA RETROGADA E CONSOLIDAMENTO DELLA MEMORIA


o I gradienti di amnesia retrograda conseguenti a una concussione cerebrale forniscono un evidenza a supporto del
consolidamento della memoria.
▪ Il fatto che una concussione determini un’alterazione della memoria recente indica che la capacità di
immagazzinare i ricordi più vecchi subisce un qualche rafforzamento
o Teoria di Hebb > sosteneva che i ricordi delle esperienze venissero conservati nel breve termine attraverso la
riverberazione (circolazione) dell’attività nervosa all’interno di circuiti chiusi
▪ Questi pattern potrebbero venire interrotti ma alla fine indurrebbero modificazioni strutturali a livello
delle sinapsi coinvolte portando alla generazione di un magazzino stabile e a lungo termine della
memoria
▪ Schock elettroconvulsivo SEC = metodo controllato per lo studio del consolidamento della memoria
• Breve corrente elettrica diffusa che viene applicata al cervello attraverso grossi elettrodi
• Motivo dell’utilizzo era che interrompendo l’attività nervosa lo schock avrebbe cancellato dal
magazzino della memoria solo i ricordi non ancora convertiti in modificazioni sinaptiche
strutturali = in questo modo la durata dell’amnesia retrograda prodotta dal SEC avrebbe
fornito una stima per verificare il consolidamento della memoria
▪ Studi con il SEC al fine di misurare la durata del consolidamento della memoria
o La teoria implica che il consolidamento della memoria si verifichi in un tempo relativamente breve (sec o min)
corrispondente al tempo durante il quale i pattern di attività nervosa riverberante sono in grado di conservare un
ricordo
▪ Studio che valuta la memoria dei soggetti nei riguardi dei programmi tv = i SEC sono in grado di
distruggere i discorsi trasmessi
▪ In base a questa visione il consolidamento della memoria si protrae per lungo tempo (= nel corso della
vita i ricordi diventano sempre piùresistenti)
o Ogni volta che viene richiamato un ricordo questo viene aggiornato e collegato a ulteriori ricordi
▪ Questi legami addizionali aumentano la resistenza della memoria nei confronti dell abolizione causata
da un trauma cerebrale
▪ IPPOCAMPO E CONSOLIDAMENTO:
Per spiegare come mai la lobectomia abolisse solo i ricordi retrogradi acquisiti nei pochi anni
precedenti all’intervento
• Scoville e Milner ipotizzarono che i ricordi venissero conservati nell’ippocampo fino a
quando non possono essere trasferiti in un sistema di immagazzinamento corticale più stabile
= TEORIA STANDARD DEL CONSOLIDAMENTO o TEORIA DELLA DOPPIA
TRACCIA
• Appare improbabile che l’ippocampo svolga un ruolo particolare nel consolidamento
- Quando si verifica un evento cosciente questo viene codificato rapidamente e in
modo distribuito attraverso l’ippocampo e le altre strutture
▪ Secondo Nadel e Moscovitch: i ricordi memorizzati diventano sempre più resistenti alla distruzione
dovuta a un danno ippocampale del momento > si stabilisce in engramma che viene collegato
all’engramma originario rendendo il ricordo più facile da richiamare
▪ RICONSOLIDAMENTO :
Ogni volta che un ricordo viene richiamato in memoria da un magazzino a lungo termine viene
temporaneamente conservato in un sistema labile di MBT dove torna ad essere suscettibile di amnesia
post-traumatica fino a quando non viene riconsolidato
- Questi ricercatori utilizzarono anisomicina inibitore della sintesi proteica
infondendolo nell’amigdala di ratti = quest’infusione produceva un amnesia
retrograda nei confronti del condizionamento alla paura , anche se il
condizionamento era stato condotto molti giorni prima.

PROSPETTIVE IN EVOLUZIONE SUL RUOLO DELL’IPPOCAMPO NELLA MEMORIA


Lo studio dei pazienti affetti da amnesia presenta dei limiti > per identificare le aree del cervello che partecipano ai vari tipi
di memoria è necessario effettuare lesioni a livello di diverse strutture e controllare che cosa apprendono i soggetti
Esperimenti non fattibili sull’uomo ma sugli animai
Due motivi che giustificano le difficoltà riscontrate nello sviluppo del modello animale di amnesia
o Non fu subito evidente che l’amnesia anterograda non si estendeva a tutti i tipi di memoria a lungo termine
o Si riteneva erroneamente che gli effetti amnesici della lesione al lobo temporale fossero largamente attribuite al
danno dell’ippocampo = quindi la maggior parte delle ricerche si incentrò sulle lesioni all’ippocampo

• MODELLI ANIMALI DI AMNESIA NEL RICONOSCIEMNTO DI OGGETTI :IL TEST DI


CORRISPONDENZA DIFFERITA CON STIMOLI DIVERSI DALLO STIMOLO CAMPIONE
• TEST DI CORRISPONDENZA DIFFERITA CON STIMOLI DIVERSI DALLO STIMOLO CAMPIONE NELLE
SCIMMIE :
o Gaffan e colleghi dimostrarono che delle scimmie sottoposte a lobectomia temporale mediale bilaterale
presentavano problemi nella formazione di ricordi a lungo termine nei confronti di oggetti presentati durante il
test di DNMS
▪ Alle scimmie veniva presentato un oggetto campione al di sotto del quale l’animale trovava il cibo
▪ Dopo un certo intervallo di tempo venivano presentati due oggetti :oggetto campione e oggetto non
familiare
▪ La scimmia doveva ricordare l’ogg campione in modo da poter prendere i cibo al di sotto dell’oggetto
non familiare
▪ Le scimmie ben addestrate eseguivano correttamente il test 90%quando gli intervalli non superavano
alcuni minuti
▪ Le scimmie con lesioni bilaterali al lobo temporale presentavano importanti deficit nel riconoscimento
• Deficit che riducevano la prestazione
• La loro prestazione era suscettibile agli effetti disturbanti
• Il test DNMS è stato somministrato ai soggetti affetti da amnesia al lobo temporale mediale =
prestazioni uguali a quelle delle scimmie
• Strumento per verificare l’ipotesi secondo cui l’amnesia dovuta a un danno al lobo temporale
mediale rappresenta interamente la conseguenza di un danno all’ippocampo
• TEST DI CORRISPONDENZA DIFFERITA CON STIMOLI DIVERSI DALLO STIMOLO CAMPIONE NEL RATTO
• La versione del test sviluppata per il ratto assomiglia al Mumby box
o Si riteneva che i ratti non fossero in grado di svolgere compiti così complessi

o Il ratto mostrava prestazioni non inferiori a quelle delle scimmie


o La validità è stata dimostrata da studi riguardanti gli effetti delle lesioni a carico dei lobi temporali mediali

• BASI NEUROANATOMICHE DEI DEFICIT DI RICONOSCIMENTO DEGLI OGGETTI


DERIVANTI DALLA LOBECTOMIA TEMPORALE MEDIALE BILATERALE
• Anni ’90 studio degli effetti prodotti da lesioni a carico di diverse strutture del lobo temporale mediale sulle prestazioni delle
scimmie e dei ratti nel test DNMS
o L’asportazione chirurgica bilaterale della corteccia temporale mediale produce un deficit di prestazioni gravi e
permanenti nel test
o Asportazione chirurgica dell’ippocampo produce solo deficit modesti
o Distruzione dell’amigdale non ne produce
• La scoperta che la memoria di riconoscimento degli oggetti viene alterata gravemente dalle lesioni della corteccia temporale
mediale ma solo moderatamente dalle lesioni all’ippocampo
• La relazione tra il danno ippocampale e l’ischemia e i deficit di riconoscimento degli oggetti = sono un supporto della teoria
secondo cui l’ippocampo svolge un ruolo chiave nella memoria di riconoscimento
• Altre lesioni contribuiscono all’amnesia osservata nei pazienti in seguito a ischemia globale ( anche se il danno più evidente è
cmq all’ippocampo , si producono danni sostanziali in altre aree
• Inizialmente si riteneva che l’ippocampo fosse la sede di immagazzinamento temporaneo di tutti i ricordi appena formati
o Si scoprì che le strutture dei lobi temporali mediali hanno una funzione più specifica = svolgono un ruolo nella
memoria episodica esplicita
• QUINDI IL RUOLO DELL’IPPOCAMPO E’ MINORE RISPETTO AL RUOLO DELLA CORTECCIA TEMPORALE
MEDIALE NELLA MEMORIA DI RICONOSCIMENTO DEGLI OGGETTI

NEURONI DEI LOBI TEMPORALI MEDIALI E MEMORIA


I lobi temporali mediali svolgono un ruolo importante nella memoria
Primi studi sui neuroni ippocampali del ratto
o Ricerca stimolata dalla scoperta che le lesioni bilaterali dell’ippocampo alteravano l’esecuzione dei compiti che
coinvolgono la memoria spaziale
• TEST DEL LABIRINTO ACQUATICO DI MORRIS
o I ratti sani collocati in vari punti della piscina circolare di acqua torbida imparano rapidamente a nuotare verso
una piattaforma fissa
o I ratti con lesioni ippocampali apprendevano questo compito con difficoltà
• TEST DEL LABIRINTO A BRACCI RADIALI
o Si utilizza un labirinto costituito da diversi bracci che si irradiano da un punto centrale in cui ogni giorno viene
sistemato il cibo
o La capacità di visitare solo i bracci in cui c’è il cibo è controllata dalla memoria di riferimento
o La capacità di astenersi dal visitare un braccio più volte al giorno è misura della Memoria di lavoro
I ratti con lesione ippocampale mostrano deficit di prestazione in entrambe le memorie

• CELLULE DI POSIZIONE DELL’IPPOCAMPO E CELLULE GRIGLIS DELLA CORTECCIA


ENTORINALE
o L’ippocampo svolge un ruolo nell’elaborazione spaziale = molti neuroni ippocampali sono cellule di posizione
▪ Neuroni che si attivano solo quando il soggetto si trova in specifiche posizioni ( ratto posto in un
campo non familiare quando avrà familiarità i neuroni ippocampali acquisiscono una posizione di
campo per l’ambiente)
▪ Cellule di posizione presenti anche nell’uomo
o Linea di ricerca sulle cellule di posizione ippocampali si è concentrata sulla corteccia entorinale (area della
corteccia temporale mediale che rappresenta un origine dei segnali nervosi diretti all’ippocampo)
o Cellule griglia =neuroni della corteccia entorinale dotati di un estesa rete di campi di posizione distribuiti
uniformemente
▪ La distanza tra i campi è flessibile (animali da lab ravvicinati o deformati
▪ La spaziatura uniforme di questi campi potrebbe essere alla base della funzione di elaborazione
spaziale delle cellule di posizione ippocampali
▪ Cellule presenti anche nell’uomo
o La corteccia entorinale contiene anche diversi tipi di neuroni :
▪ Le cellule di direzione della testa :sintonizzate sull’orientamento della testa
▪ Le cellule di confine:attivate quando il soggetto è vicino ai confini del suo ambiente prossimo
o Natura di queste cellule : le risposte delle cellule di posizione dipendono da input provenienti dalle cellule
griglia
▪ Via nervosa diretta dalla corteccia E. all’ippocampo
▪ Le cellule griglia rispondono in maniera riflessa alla posizione

• STUDI COMPARATIVI SULL’IPPOCAMPO E SULLA MEMORIA SPAZIALE:


o Evidenze sul ruolo dell’ippocampo nella memoria spaziale
o Ricerca condotta su uccelli
▪ Devono possedere una grande memoria spaziale per sopravvivere = devono ricordare dove nascondono
il cibo
o L’ippocampo svolge un ruolo sulla memoria spaziale ma gli effetti di un danno si son dimostrati meno costanti
sulle prestazioni
o Alcune cellule dell’ippocampo svolgono un ruolo nell’apprendimento e nell’organizzazione sociale e nella
codifica dei concetti

• I NEURONI DI JENNIFER ANISTON:LE CELLULE DI CONCETTO:


o Nel cervello dei pazienti affetti da gravi forme di epilessia vengono impiantati elettrodi di registrazione = per
registrare l’attività di particolari neuroni mentre i pazienti svolgono ruoli diversi
• Strutture situate nella porzione mediale sono l’ippocampo l’amigdala e la corteccia temporale mediale (composta da cortecce
entorinale peririnale paraippocampale )
o Uno dei primi neuroni studiati con questa tecnica : cellula che si attivava in risposta alle immagini di Jennifer
Aniston ma non in risposta di altre 80 immagini
▪ Si scoprì che altre cellule rispondevano ad immagini di personaggi noti al paziente
o Neuroni che rispondono solo a un piccolo numero di concetti = Cellule concetto

• CELLULE ENGRAMMA:
Negli studi di optogenetica si inserisce il gene di un opsina in particolari neuroni e in seguito viene utilizzata una sorgente
luminosa per ipo o depolarizzare i neuroni
o L’identificazione di queste cellule è un processo a due fasi :
1. Fase di etichettatura: = i neuroni si attivano durante un particolare compito di apprendimento e vengono
indotti a esprimere le opsine mentre l’animale è impegnato a svolgere tale compito
2. Fase di manipolazione = i neuroni che si erano in precedenza attivati vengono inibiti o stimolati da una
sorgente luminosa in modo da influenzare l’attività degli elementi cellulari e etichettati con le opsine
• I ricercatori hanno dimostrato che queste cellule quando si attivano portano al recupero di ricordi nell’Alzheimer =
suggerendo così che sono deficit di recupero

DOVE VENGONO CONSERVATI I RICORDI?


Lashley e altri si occuparono della ricerca facendo uso del metodo lesivo: se una struttura fosse stata la sede
dell’immagazzinamento di tutti i ricordi, la lesione a questa struttura avrebbe dovuto cancellare tutti i ricordi

• Nessuna struttura ha dimostrato tale comportamento : le lesioni particolari tendono a non produrre amnesia retrograda
o I ricordi diventano più resistenti con il tempo
o I ricordi vengono conservati diffusamente nel cervello e possono sopravvivere alla distruzione di una singola
struttura
• Strutture che sembrano svolgere un ruolo nella conversazione dei ricordi
▪ Ippocampo
▪ Corteccia temporale mediale (memo episodica)
▪ Nucleo mediodorsale del talamo
▪ Prosencefalo basale (deficit memoria associati)
• CINQUE AREE CEREBRALI COINVOLTE NELLA MEMORIA
o CORTECCIA INFEROTEMPORALE :
▪ Studi di registrazione elettrofisiologica e di neuroimaging funzionale : aree del cervello che si attivano
durante l’esperienza
▪ Focalizzare l’attenzione sulle funzioni mnemoniche delle aree sensoriali
▪ Con la corteccia peririnale svolga un importante ruolo nella conservazione dei ricordi associati a input
visivi

Registrano le risposte di scimmie mentre i soggetti apprendevano la relazione tra due elementi
di una coppia delle immagini visive
▪ Recupero di ricordi visivi
o AMIGDALA:
▪ Memoria del significato emotivo delle esperienze
• I ratti con lesione all’amigdala non mostrano paure di fronte a uno stimolo neutro
▪ L’amigdala potrebbe rappresentare lo substrato anatomico che spiega il perché gli eventi che suscitano
emozioni vengono ricordati meglio
o CORTECCIA PREFRONTALE:
▪ Struttura composta da aree anatomicamente distinte= gli studi di pattern di attività prefrontale sono
associati a varie funzioni mnestiche
▪ Alcune regioni della corteccia sembra svolgano processi cognitivi fondamentali durante l’ esecuzioni
dei compiti coinvolgenti la memoria di lavoro
▪ I pazienti affetti da un danno non mostrano amnesie particolari
▪ Questa mancanza di deficit può in parte derivare dal fatto che diverse parti della corteccia svolgono
ruoli differenti ai fini dell’analisi
▪ Nei pazienti con lesioni sj osservano perdite di due capacità della memoria episodica
▪ Lesioni prefrontali estese mostrano deficit anterogradi e retrogradi nella memoria della sequenza
temporale degli eventi anche quando sono in grado di ricordare i singoli eventi
▪ Spesso difficoltà nell’eseguire i compiti che coinvolgono la sequenza di risposte
o CERVELLETTO E CORPO STRIATO:
▪ Ricordi impliciti dell’apprendimento sensomotorio sono conservati nei circuiti sensomotori
▪ Si pensa partecipi alla conservazione di ricordi di abilità sensomotorie apprese
▪ Corpo striato= immagazzina i ricordi relativi a relazioni costanti tra stimoli e risposte memoria che si
sviluppa in maniera incrementale di molte prove

MECCANISMI SINAPTICI DELL’APPRENDIMENTO E DELLA MEMORIA


Hebb sosteneva che alla base della MLT vi fossero delle modificazioni persistenti nell’efficienza della trasmissione sinaptica che
la ricerca sulle basi nervose dell’apprendimento e della memoria si è focalizzata sulle sinapsi.

• POTENZIAMENTO A LUNGO TERMINE :


o 1973 Bliss e Lomo dimostrano che la stimolazione elettrica ad altra freq.applicata ai neuroni presinaptici
induceva un fenomeno di facilitazione della trasmissione = fenomeno chiamato potenziamento a lungo termine
LTP
▪ Dimostrato in molte specie studiato a livello dell’ippocampo
o Come indurre un LTP
▪ Viene applicato un singolo impulso di corrente a bassa intensità alla via prefrontale
▪ Si registra la risposta attraverso un elettrodo extracellulare multiunitario posizionato nello strato delle
cellule dei granuli del giro dentato dell’ippocampo
▪ Scopo della stimolazione è determinare a livello basale la risposta
❖ Per indurre LTP alla via prefrontale
❖ Viene applicata una freq più alta
❖ Dopo vari giorni si misurano le risposte delle cellule
o 1949 Hebb teoria sulla memoria
▪ Modificazioni sinaptiche che ipotizzò per la MLT= meccanismo dell LTP
o LTP due proprietà
▪ Può durare per lunghi periodi
▪ Si sviluppa solo se l’attivazione del neurone presinaptico è seguita dall’attivazione del neurone
postsinaptico
• Non si sviluppa quando si attiva solo uno dei due
• Concomitanza= fattore critico per l’apprendimento e la memoria
• Osservazioni a supporto dell’idea che l’LTP sia correlata ai meccanismi dell’apprendimento e
della memoria
1. LTP può essere evocato a bassi livelli di stimolazione che simulano l’attività nervosa
2. Gli effetti dell LTP sono più evidenti nelle strutture chiamate in causa nei processi
dell’apprendimentoe della memoria come l’ippocampo
3. Apprendimento può produrre variazioni simili all’LTP nell’ippocampo
4. Farmaci che influenzano apprendimento e memo hanno effetti paralleli sull LTP
5. Induzione dell’ LTP massimale blocca l’apprendimento spaziale nel test del labirinto
acquatico fin quando l LTP non svanisce
6. I topi mutanti con uno scarso LTP ippocampale mostrano difficoltà di apprendimento
7. Nel topo i cambiamenti che sembrano essere ricordi poassomo essere indotti attraverso l
LTP
8. LTP si verifica a livello di specifiche sinapsi per le quali è state dimostrata una
partecipazione nell’apprendimento e nella memoria nel sistema nervoso du semplici
invertebrati
• Evidenze indirette
• LTP indotto in laboratorio mediante stimolazione
• LTPprocesso a 3 stati : INDUZIONE MANTENIMENTO ESPRESSIONE = I PROCESSI ATTRAVERSO CI GLI
STIMOLI AD ALTA FREQ INDUCONO LTP (APPRENDIMENTO) LE MODIFICAZIONI RESPONSABILI
DEL MANTENIMENTO DELL’LTP(MEMORIA) E LE MODIFICAZIONI CHE CONSENTONO LA SUA
ESPRESSIONE DURANTE IL TEST (RICHIAMO)

• INDUZIONE DELL’LTP :APPRENDIMENTO


o Recettore NMDA è un recettore per il glutammato(principale neurotrasmettitore eccitatorio del cervello)
o Non risponde in maniera massimale a meno che :
▪ Il glutammato deve legarsi al recettore e il nerurone post sinaptico deve trovarsi già in uno stato di
parziale depolarizzazione
▪ Questo deriva dal fatto che i canali di calcio associati al recettore consentono l’ingresso di ioni Ca2+
(Se il neurone non è già depolarizzato)
o La natura del recettore e il requisito della concomitanza di attivazione per la produzione di LTP
o Quando si applica una stimolazione più naturale il neurone post sinaptico non si attiva per tanto LTP non viene
indotto
o Il requisito di una depolarizzazione parziale del neurone post sinaptico al momento del legame del glutammato
con il recettore NMDA è una caratteristica importante del potenziamento a lungo termine convenzionale >
permette alle reti nervose di apprendere le associazioni.
o Se un neurone glutammatergico dovesse attivarsi da solo e rilasciare glutammato nello spazio sinaptico in modo
che si leghi all NMDA presente sul neurone post sinaptico non si verificherebbe alcun potenziamento della
trasmissione a livello delle sinapsi in quanto il neurone post sinaptico non si attiverebbe.
o Se il neurone post s. fosse già parzialmente depolarizzato da un input proveniente da altri neuroni il legame al
NMDA sprirebbe completamente i canali calcio = e si avrà potenziamento
o Il requisito della concomitanza di attivazione e la dipendenza del recettore NMDA implicano che la facilitazione
sinaptica si manifesti solo quando si verifica un attività simultanea si almeno due input verso il neuro post
sinaptico.

• MANTENIMENTO ED ESPRESSIONE DELL’LTP: IMMAGAZZINAMENTO E RICHIAMO


• Nello studio dei meccanismi alla base del mantenimento e dell’espressione dell’ LTP si tentò di determinare se questi
meccanismi si verificassero a livello pre o post sinaptico
• Coinvolgono modificazioni ad entrambi i livelli
o Si scoprì un meccanismo in grado di impedire che gli eventi che interessano il neurone post a livello di un
gruppo di sinapsi influenzassero altre sinapsi presenti = questo è dovuto alle spine dendritiche ( gli ioni di calcio
che entrano in corrispondenza della spina non escono afcilmente e esercitano il loro effetto localmente
o Identificazione di fattori di trascrizione
o Descrizione di tipi di modificazioni strutturali che si verificano più rapidamente e con frequenza maggiore
rispetto a quanto si ritenesse originariamente

• VARIABILITA’ DELL’LTP
• Depressione a lungo termine LTD che rappresenta l’altra faccia della medaglia dell’ LTP e si verifica in risposta ad una
stimolazione prolungata a bassa freq.
• Metaplasticità che si riferisce al fatto che l’induzione dell LTP e LTD può essere modulata da una precedente attività
sinaptica
CONCLUSIONE: LA PSICOBIOLOGIA DELLA MEMORIA E VOI
• AMNESIA INFANTILE:
• Non ricordiamo nulla dei primi anni della nostra infanzia
• Studio mostrando delle fotografie e disegni valutando dopo i ricordi impliciti di queste immagini : gli adulti rivelarono
una migliore memoria esplicita rispetto ai bambini di 3 anni

• DROGHE INTELLIGENTI :FUNZIONANO??


• NOOTROPI : sostanze che si ritiene migliorino la memoria
• Agonisti colinergici stimolanti
• Evidenze
o La maggior parte della ricerca è condotta su soggetti non umani o umani con difficoltà di memoria
o Ricerca condotta su uomini è limitata
• Nessun nootropo ha dimostrato effetti di potenziamento

CAPITOLO 16: Lateralizzazione emisferica, linguaggio e Split Brain


• Cervello comprende due strutture completamente separate tranne nelle commessure cerebrali che le connettono
• In apparenza i due emisferi sembrano uguali, ma sono profondamente diversi nelle loro funzioni
• Si sono individuate le funzioni dei due emisferi studiando i pazienti SPLIT-BRAIN i cui emisferi sono stati separati
attraverso una commissurotomia
o Localizzazione corticale delle abilità di linguaggio nell’emisfero sinistro
o I due emisferi hanno abilità diverse e hanno la capacità di funzionare in modo indipendente

LATERALIZZAZIONE CEREBRALE DELLE FUNZIONI: INTRODUZIONE


• SCOPERTA DEGLI SPECIFICI EFFETTI
DEL DANNO ALL’EMISFERO
SINISTRO NELL’AFASIA E
NELL’APRASSIA
o Nel ‘800 si credeva che il cervello
agisse come qualcosa di unitario e
che le funzioni specifiche non
potessero essere attribuite a
particolari parti dello stesso
cervello
o 1836 Dax formulò l’ipotesi della
lateralizzazione emisferica
o 1861 Broca analizzando i pazienti
afasici mostra la presenza di una
determinata area del cervello
deputata alla produzione e alla
comprensione del linguaggio
o Inizio ‘900 Liepmann scoprì che l’aprassia è associata a un danno dell’emisfero sinistro nonostante i sintomi
siano bilaterali
▪ Pazienti aprassici hanno difficoltà a compiere movimenti
quando gli vengono richiesti fuori dal contesto abituale,
anche se spesso non presentano difficoltà a compierli
quando non ci pensano
o Evidenze sulle funzioni specifiche dell’emisfero sinistro
(linguaggio, movimento volontario)

TEORIA DELLA DOMINANZA CEREBRALE

Emisfero sinistro = emisfero dominante


Emisfero destro = emisfero minore
• TEST PER LA LATERALIZZAZIONE CEREBRALE
o TEST DELL’AMITAL SODICO
▪ Utile per la lateralizzazione del linguaggio
▪ Eseguito spesso con i pazienti prima di un intervento neurochirurgico
▪ Iniezione di una piccola quantità di amital sodico nell’arteria carotidea in un lato del collo
▪ L’iniezione anestetizza l’emisfero del lato corrispondente per pochi minuti
▪ Permette di valutare le capacità dell’altro emisfero
▪ Durante il test il paziente deve recitare qualcosa di ben conosciuto e di denominare delle figure
▪ Il test è ripetuto anestetizzando l’altro emisfero
▪ Quando è anestetizzato l’emisfero sinistro il paziente è reso completamente muto
o TEST DELL’ASCOLTO DICOTICO
▪ Non è invasivo
▪ Tre coppie di numeri sono presentati oralmente attraverso delle cuffie
▪ I numeri di ogni coppia sono presentati contemporaneamente uno ad ogni orecchio
▪ Il paziente deve ripetere i numeri ascoltati
▪ Solitamente si ripetono meglio i numeri presentati all’orecchio destro
▪ Numeri provenienti da entrambi gli orecchi sono proiettati ad entrambi gli emisferi ma le connessioni
controlaterali sono più forti e hanno la precedenza quando due suoni diversi sono presentati
contemporaneamente in competizione per l’accesso agli stessi centri della corteccia uditiva
o NEUROIMAGING FUNZIONALE
▪ Monitoraggio dell’attività svolta dal paziente attraverso la tomografia a emissione di positroni (PET) o
la risonanza magnetica funzionale (RMF)
• SCOPERTA DELLA RELAZIONE TRA LATERALIZZAZIONE DEL LINGUAGGIO E PREFERENZA MANUALE
▪ Studio su militari con un danno cerebrale
▪ Studio su pazienti neurologici sottoposti a una escissione unilaterale a causa di disturbi neurologici
o L’emisfero sinistro è dominante per le abilità di linguaggio in quasi tutti i destrimani e nella maggior parte dei
mancini
• DIFFERENZE DI GENERE NELLA LATERALIZZAZIONE CEREBRALE
o I cervelli degli uomini sono maggiormente lateralizzati rispetto a quelli delle donne
o Questa evidenza non è supportata da molti studi
▪ Meta-analisi svolta su 14 studi di neuroimaging funzionale non trovò nessun effetto significativo del
genere sulla lateralizzazione del linguaggio

SPLIT-BRAIN
o Corpo calloso
▪ Grandezza di 200 milioni di assoni
▪ Posizione centrale
▪ Venne reciso in molti animali da laboratorio per poterne studiare le funzioni
▪ Gli animali non sembrano mostrare nessuna differenza dopo l’intervento
▪ Pazienti umani nati senza corpo calloso oche avevano subito una lesione apparivano quasi normali
• IL RIVOLUZIONARIO ESPERIMENTO DI MYERS E SPERRY
o Una funzione del corpo calloso consiste nel trasferire le informazioni apprese da un emisfero all’altro
o Quando il corpo calloso viene reciso ogni elemento è in grado di funzionare in modo indipendente
o 1953 esperimento condotto sui gatti da
Myers e Sperry
▪ Allenarono i gatti a svolgere
un semplice compito di
discriminazione visiva
▪ In ogni prova il gatto era
posto di fronte a due pannelli
che rappresentavano uno un
cerchio e uno un quadrato
▪ Le posizioni dei due pannelli
variavano da prova a prova
▪ I gatti dovevano imparare
quale simbolo premere per
ricevere del cibo
▪ Messe in atto procedure per
addestrare e testare un
emisfero alla volta
• Due vie attraverso cui l’informazione visiva può passare da un occhio all’emisfero
controlaterale
o Corpo calloso
o Chiasma ottico
• Sezionarono sia il chiasma ottico che il corpo calloso
• Posero una benda su un occhio limitando l’informazione visiva in entrata all’emisfero
ipsilaterale all’occhio non bendato
▪ Risultati
• Gruppo sperimentale ha appreso la discriminazione rapidamente
• La sezione nel chiasma ottico ha prodotto uno scotoma che coinvolge la porzione mediana di
ogni retina
▪ Un emisfero che lavora da solo è in grado di apprendere semplici risultati
▪ Nella seconda parte dell’esperimento la benda è spostata sull’altro occhio
• Non vi è differenza di prestazione nel gruppo di controllo e nei gatti in cui è lesionato solo il
chiasma o solo il corpo calloso
• Effetto devastante nella prestazione dei gatti sperimentali resi ciechi nell’emisfero che in
origine aveva appreso il compito
• I gatti impararono di nuovo il compito senza mantenere alcuna conoscenza precedente
o Il cervello ha la capacità di agire come due cervelli separati e la funzione del corpo calloso è quella di
trasmettere informazioni attraverso essi
• COMMISSUROTOMIA IN SOGGETTI UMANI CON EPILESSIA
o Le scariche epilettiche spesso si trasmettono da un emisfero all’altro attraverso il corpo calloso
o Studi di Sperry, Vogel e Bogen
▪ Programma di commissurotomia per il trattamento dei casi di epilessia severi
▪ La gravità delle convulsione può ridursi se le scariche sono confinate all’emisfero da cui originano
o Sperry e Gazzaniga
▪ Batteria di test basati sul togliere informazioni ad un emisfero per darle all’altro
▪ A ogni paziente sottoposto a Split-Brain veniva chiesto di fissare il centro di un monitor
▪ Stimoli visivi venivano fatti lampeggiare sul lato sinistro o su quello destro del monitor
▪ Tutti gli stimoli presentati nel campo visivo di sinistra sono trasmessi alla corteccia visiva
dell’emisfero destro e viceversa
▪ Ogni mano coperta da un pannello doveva svolgere compiti tattili e motori di precisione
▪ I pazienti umani split-brain sembrano avere due cervelli indipendenti
▪ Gli emisferi dei pazienti split-brain non sono in grado di svolgere certi compiti nello stesso modo
o Nella vita di tutti i giorni i pazienti split-brain hanno comportamenti normali in quanto i due cervelli affrontano
la vita insieme e acquisiscono informazioni simili
• EVIDENZA A SOSTEGNO CHE GLI EMISFERI DI PAZIENTI SPLIT-BRAIN POSSONO FUNZIONARE IN
MODO INDIPENDENTE
o Presentata velocemente un’immagine nel campo visivo di destra l’emisfero sinistro può dimostrare di aver
immagazzinato l’informazione sia prendendo in mano l’oggetto che dicendo a voce il nome dell’oggetto
o Se invece è chiesto all’emisfero destro di indicare l’identità di un oggetto questo non è in grado di farlo
nonostante la consapevolezza che ci sia qualcosa
▪ Le informazioni tattili grezze sono trasmesse da fibre somatosensoriali ipsilaterali
▪ Non è in grado di comunicare cos’è
• SUGGERIMENTO CROCIATO (CROSS-CUING)
o Se i due emisferi di un paziente split-brain sono in gradi di funzionare in modo indipendente dovrebbero essere
in grado di svolgere compiti diversi contemporaneamente
▪ Mostrati contemporaneamente due stimoli visivi
▪ Afferrare con ciascuna mano l’oggetto presentato sullo schermo all’occhio sinistro e all’occhio destro
▪ Dire cosa hanno in mano
▪ I due emisferi del paziente avevano appreso due cose diverse allo stesso tempo
o Altro test sul fenomeno della mano aiutante
▪ Due stimoli sono presentati contemporaneamente
▪ Chiesto di prendere l’oggetto da un insieme di oggetti sul tavolo
▪ La mano destra stava per raggiungere l’oggetto visto sotto indicazione dell’emisfero sinistro, l’emisero
destro pensava ad un errore, la mano sinistra scatto e guidò la mano sull’oggetto che aveva visto,
diverso da quello visto dall’emisfero sinistro
o Ogni emisfero degli split-brain sembra essere in grado di mantenere un focus dell’attenzione in modo
indipendente
o I pazienti split-brain possono ricreare e identificare un target visivo in un insieme di stimoli simili molto più
velocemente degli individui di controllo sani
o Fenomeno del completamento visivo
▪ Capacità di completare l’immagine utilizzando informazioni provenienti dalle aree circostanti del
campo visivo
o L’abilità degli emisferi split-brain di effettuare simultaneamente e in modo indipendente un completamento è
stata dimostrata da studi che utilizzano le figure chimeriche
▪ Fotografie ottenute mediante l’unione di due mezzi volti di persone diverse al centro di uno schermo
posto davanti ai pazienti
▪ Pazienti devono descrivere ciò che vedono
▪ Ogni emisfero sinistro riportò di aver visto un viso
completo e bilateralmente simmetrico
• LA LENTE Z
o Studio di pazienti split-brain permette di confrontare le abilità
degli emisferi
o Primi studi sulla lateralizzazione sono limitati dal fatto che gli
stimoli visivi richiedono più di 100 millisecondi per essere
percepiti con l’impossibilità di impiegare il metodo
tradizionale per limitare l’ingresso visivo a un solo emisfero
o Zeidel sviluppo la LENTE Z per limitare l’input visivo a un
solo emisfero
▪ Ogni orecchio proietta ad entrambi gli emisferi
▪ Presentò il materiale ad entrambe le orecchie
▪ Chiese al paziente di scegliere la risposta corretta o
ripetere la risposta corretta sotto le indicazioni di un
solo emisfero
• DOPPIO FUNZIONAMENTO MENTALE E IL CONFLITTO NEI
PAZIENTI SPLIT-BRAIN
o In questi pazienti l’emisfero destro non sembra avere molta
forza di volontà
o L’emisfero sinistro sembra controllare la maggior parte delle attività quotidiane
o Se l’emisfero destro è più attivo si assiste a veri e propri conflitti tra i due emisferi
• INDIPENDENZA DEGLI EMISFERI DIVISI: PROSPETTIVA ATTUALE
o La completa indipendenza emisferica non è una conseguenza inevitabile della chirurgia split-brain
o Nella maggior parte dei pazienti split-brain è possibile dimostrare un qualche tipo di comunicazione
▪ Emozioni attraversano prontamente gli emisferi
▪ I compiti semplici sono elaborati meglio in un solo emisfero
▪ I compiti complessi richiedono l’impegno cognitivo di entrambi gli emisferi

DIFFERENZE TRA L’EMISFERO SINISTRO E L’EMISFERO DESTRO


o Per molte funzioni non vi sono differenze sostanziali tra gli emisferi
o Quando vi sono delle differenze funzionali
sono errori in favore di uno o dell’altro
emisfero
o Il linguaggio è l’abilità cognitiva
maggiormente lateralizzata anche se non è
totale
• ESEMPI DI LATERALIZZAZIONE CEREBRALE
DELLE FUNZIONI
o Superiorità dell’emisfero sinistro nel
controllo del movimento ipsilaterale
▪ Specializzazione dell’emisfero
sinistro
▪ Movimenti complessi sono guidati
cognitivamente dall’emisfero
controlaterale anche se vi è una
certa attivazione anche
dell’emisfero ipsilaterale
▪ Le lesioni all’emisfero sinistro
producono maggiori problemi
motori ipsilaterali rispetto alle
lesioni nell’emisfero destro
o Superiorità dell’emisfero destro nelle abilità spaziali
▪ Levy 1969
• Costruzione tridimensionale sulla mano del paziente che doveva esplorarla
• Chiesto di indicare il simbolo bidimensionale che meglio rappresenta la costruzione
tridimensionale
• Superiorità dell’emisfero destro in questo compito
• Prestazione della mano sinistra e dell’emisfero destro è rapida e silente
• Prestazione della meno destra e dell’emisfero sinistro è esitante e accompagnata da commenti
verbali
o Specializzazione dell’emisfero destro per le emozioni
▪ L’emisfero destro può essere superiore al sinistro in test sulle emozioni come identificare le espressioni
facciali legate alle emozioni
o La superiorità dell’emisfero destro nell’abilità musicale
▪ Ascoltare due diverse melodie contemporaneamente
▪ Identificare verbalmente le due melodie ascoltate
▪ Orecchio destro è più accurato nella percezione dei numeri
▪ Orecchio sinistro è più accurato nella percezione delle melodie
o Differenze emisferiche nella memoria
▪ Particolari abilità cognitive potrebbero risiedere in uno o nell’altro emisfero
▪ In realtà i due emisferi hanno abilità simili che tendono a esprimere in modi diversi
• Emisfero sinistro è specializzato per la codifica della memoria episodica
▪ Collegare i processi di memoria di ogni emisfero a specifici materiali piuttosto che a specifici processi
• Emisfero sinistro ha un ruolo nella memoria di materiale verbale
• Emisfero destro ha un ruolo nella memoria di materiale non verbale
o Emisfero sinistro interprete
▪ Approccio cognitivo tipico dell’emisfero sinistro = INTERPRETE
• Emisferi split-brain erano testati separatamente
• Compito di indovinare quale tra le due luci si sarebbe accesa successivamente
• Si comprende velocemente che la luce superiore si accendeva più spesso di quella inferiore
• EMISFERO SINISTRO cerca di interpretare i risultati cerando la regola di fondo
• EMISFERO DESTRO non interpreta, ma massimizza le risposte selezionando sempre la
risposta più frequente
• CHE COS’E’ LATERALIZZATO: UN GRANDE INSIEME DI ABILITA’ O SINGOLI PROCESSI COGNITIVI?
o Prime teorie = affidare insiemi complessi di abilità mentali a un emisfero o all’altro
o Le categorie sono composte a loro volta da decine di altre abilità cognitive quindi non si può assumere che tutte
queste attività sono associate a un’etichetta generale
o Nuove teorie si basano sugli studi degli psicologi cognitivisti che suddividono i complessi compiti cognitivi in
processi cognitivi costituenti
• ASIMMETRIE ANATOMICHE DEL CERVELLO
o Con la scoperta della lateralizzazione si ricercano le differenze anatomiche tra i due emisferi che stanno alla
base del diverso funzionamento
o La ricerca si è focalizzata sulla grandezza di tre aree della corteccia molto importanti per il linguaggio
1) OPERCOLO FRONTALE
- Corteccia del lobo frontale
- Posto frontalmente all’area dei volti della corteccia motoria primaria
- Area di Broca nell’emisfero sinistro
2) PLANUM TEMPORALE
- Lobo temporale
- Regione posteriore della scissura laterale
- Ruolo nella comprensione del linguaggio
- Area di Wernicke
3) GIRO DI HESCHL
- Lobo temporale
- Scissura laterale
- Anteriore al plantum temporale
- Corteccia uditiva primaria
o Due difficoltà nello studio della asimmetrie anatomiche delle aree del linguaggio
▪ Confini non sono molto chiari
▪ Grandi differenze tra le persone
o Aree linguistiche hanno effettivamente maggiori volumi nell’emisfero sinistro e questo può essere la causa o
l’effetto della lateralizzazione
o Le asimmetrie anatomiche e funzionali sono correlate e il grado di lateralizzazione in una persona riflette il grado di
lateralizzazione nel linguaggio nella persona
o Molte asimmetrie anatomiche sono state scoperte, ma poche di esse sono relate in modo chiaro alle asimmetrie
funzionali
o Schlaug e colleghi 1995
▪ Risonanza magnetica per misurare l’asimmetria del planum temporale e indagare la presenza
dell’intonazione corretta
▪ Planum temporale tende ad essere più grande nell’emisfero sinistro dei musicisti

PROSPETTIVA EVOLUTIVA DELLA LATERALIZZAIZONE CEREBRALE DEL LINGUAGGIO


• TEORIE DELL’EVOLUZIONE DELLA LATERALIZZAZIONE CEREBRALE
o Teorie per spiegare il motivo per cui si è evoluta la lateralizzazione cerebrale delle funzioni
o TEORIA ANALITICO -SINTETICA
▪ Due modi base di pensare
• Emisfero sinistro = analitico, logico
• Emisfero destro = sintetico, sintetizzatore in termini di gestalt
o TEORIA MOTORIA
▪ Emisfero sinistro è specializzato nel controllo del movimento di precisione tra cui il linguaggio
▪ I deficit che producono afasia generano solitamente anche altri tipi di deficit
o TEORIA LINGUISTICA
▪ Ruolo primario dell’emisfero sinistro
▪ Un danno all’emisfero sinistro può portare a deficit nell’utilizzo del linguaggio, compreso quello dei segni,
ma non nell’uso dei gesti della pantomima
• QUANDO SI E’ EVOLUTA LA LATERALIZZAZIONE CEREBRALE
o TEORIA MOTORIA
▪ Specializzazione dell’emisfero sinistro si è evoluta nei primi ominidi in risposta all’utilizzo degli utensili
o Vi sono evidenze di lateralizzazione delle funzioni in molti vertebrati che si sono evoluti molto prima dell’uomo
o Destrimani potrebbero essersi evoluti a causa della preferenza per l’uso del lato destro per alimentarsi e tale
preferenza è stata dimostrata nelle specie di tutte e cinque le classi di vertebrati
• QUALI SONO I VANTAGGI PER LA SOPRAVVIVENZA DI UNA LATERALIZZAZIONECEREBRALE?
o È più efficace per i neuroni svolgere una particolare funzione rimanendo concentrati in un emisfero
o Due diversi tipi di processi cognitivi possono essere eseguiti più facilmente se sono lateralizzati in emisferi diversi
o Una volta che il controllo di alcune abilità è lateralizzato rende vantaggiosa la lateralizzazione di altre abilità
o Teoria motoria = il linguaggio si è laterizzato a sinistra perché il controllo motorio era già lateralizzato a destra
• EVOLUZIONE DEL LINGUAGGIO UMANO
o Il linguaggio umano permette di esprimere un numero illimitato di idee combinando un insieme infinito di elementi
o Linguaggio è stato definito un istinto umano in quanto è facilmente e universalmente appreso dagli infanti
o Le conoscenze sull’evoluzione del linguaggio umano possono essere ottenute sono attraverso studi comparativi sulle
specie esistenti
o COMUNICAZIONE VOCALE IN PRIMATI NON UMANI
▪ Ogni specie ha una varietà di richiami dipendenti dal contesto sociale
▪ Differenza tra la capacità di produrre oralmente e la capacitò di comprendere a livello uditivo
• L’abilità dei non umani di produrre linguaggio verbale è limitata dall’incapacità di esercitare un
buon controllo motorio sulle loro vocalizzazioni
o TEORIA MOTORIA DELLA PERCEZIONE DEL LINGUAGGIO
▪ Area di Broca è parte della corteccia premotoria sinistra
▪ La percezione e la comprensione del linguaggio dipendono dalle parole che attivano gli stessi circuiti
neurali del sistema motorio che si attivano quando lo stesso soggetto pronuncia quella parola (neuroni
specchio)
▪ Studi di neuroimaging funzionale rilevano l’attività nella corteccia motoria primaria o secondaria durante i
test sulla comprensione del linguaggio che non coinvolgono l’espressione linguistica
• Corteccia motoria è particolarmente attiva durante la percezione di scambi conversazionali
▪ Stimolazione magnetica transcranica (TMS) sulle aree della corteccia motoria coinvolte nell’articolazione
del linguaggio
• La stimolazione che interferiva con il funzionamento della corteccia motoria interrompeva la
percezione di sillabe e parole
▪ Evidenze che contraddicono la teoria motoria
• Pazienti con un danno alla corteccia motoria non hanno rilevato i deficit previsti nella percezione
del linguaggio
o LINGUAGGIO GESTUALE
▪ Il linguaggio nei primati non umani potrebbe essere solo gestuale
• Vocabolario molto ampio e vario della gestualità manuale veniva usato in molte situazioni e in
diverse combinazioni

LOCALIZZAZIONE CORTICALE DEL LINGUAGGIO: IL MODELLO WERNICKE-GESCHWIND


o Localizzazione cerebrale del linguaggio
o Posizione all’interno degli emisferi dei circuiti che partecipano alle attività relate al linguaggio
• GLI ANTECEDENTI STORICI DEL MODELLO WERNICKE-GESCHWIND
o Inizia con l’affermazione di Broca rispetto al centro del linguaggio posto in un’area nella porzione inferiore della
corteccia prefrontale sinistra = AREA DI BROCA
▪ Ipotesi che i programmi di articolazione fossero contenuti all’interno di quest’area e che il linguaggio fosse
prodotto quando questi programmi attivavano le aree adiacenti del giro prefrontale
▪ Secondo Broca un danno ristretto all’area di Broca avrebbe dovuto creare disturbi alla produzione
linguistica senza comprometterne la comprensione
o 1874 Wernicke ipoteizzo che vi fosse un’area del linguaggio nel lobo temporale sinistro, posto posteriormente alla
corteccia uditiva primaria
▪ Area della comprensione del linguaggio = AREA DI WERNICKE
▪ Suggerì che lesioni selettive all’area di Broca producono afasie di Broca
• Sintomi espressivi
• Comprensione adeguata sia del linguaggio scritto che orale
• Linguaggio con un senso nonostante sia lento, faticoso, sconnesso
▪ Suggerì che lesioni selettive all’area di Wernicke producono afasie recettive
• Scarsa comprensione del linguaggio scritto e orale
• Linguaggio senza significato
• Struttura superficiale intatta, ritmo e intonazione tipici
▪ Suggerì che un danno al FASCICOLO ARCUATO, la via che collega l’area di Broca all’area di Wernicke
produce un’afasia di conduzione
• Difficoltà nella ripetizione di parole appena sentite
o 1892 Dejerine scoprì il GIRO ANGOLARE di sinistra
▪ Area della corteccia parietale e temporale sinistra posta posteriormente all’area di Wernicke
▪ Area corticale implicata nel linguaggio
▪ Responsabile della comprensione del linguaggio presentato visivamente
▪ Scoperto grazie a studi post-mortem su un paziente che soffriva di ALESSIA e di AGRAFIA puri ma era in
grado di parlare e comprendere correttamente
• Danno nella via che collega la corteccia visiva con il giro angolare di sinistra
• IL MODELLO WERNICKE-GESCHWIND
o Le sue componenti
▪ Corteccia visiva primaria
▪ Giro angolare
▪ Corteccia uditiva primaria
▪ Area di Wernicke
▪ Fascicolo arcuato
▪ Area di Broca
▪ Corteccia motoria primaria

MODELLO WERICKE-GESCHWIND:
LA DIMOSTRAZIONE
o Essendo un modello di processo
cognitivo coinvolge pochi centri
localizzati sulla neocorteccia uniti tra
loro in modo seriale
o Il modello era inizialmente basato su
studi di casi di pazienti afasici a causa di
ictus, tumori e lesioni che avevano
penetrato il cervello
• EFFETTI DI UN DANNO CORTICALE E
DELLA STIMOLAZIONE CEREBRALE SULLE ABILITA’ DEL LINGUAGGIO
o EVIDENZE DAGLI STUDI DEGLI EFFETTI DEL DANNO
▪ Lo studio di pazienti neurochirurgici non ha confermato le previsioni del modello Wernicke-Geschwind
▪ La chirurgia che compromette tutta l’area di Broca non ha effetti duraturi sulle abilità di linguaggio
▪ Difficoltà permanenti del linguaggio non sono prodotte da lesioni al fascicolo arcuato
▪ Alessia e agrafia non sono prodotte da lesioni ristrette alla corteccia del giro angolare
▪ Una buona porzione dell’area di Wernicke è stata rimossa senza duraturi deficit relativi al linguaggio
▪ Hécaen e Angelergues hanno dimostrato che
• Piccole lesioni all’area di Broca raramente producono dei deficit di linguaggio che durano nel
tempo
• Piccole lesioni all’area di Wernicke non sempre producono dei deficit di linguaggio permanenti
• I problemi di articolazione erano probabili anche nel caso di lesioni parietali o temporali o a aree
prossime all’area di Broca
o EVIDENZE DAGLI STUDI DI NEUROIMAGING FUNZIONALE
▪ Tecniche di TAC e RM sono state molto usate
▪ Risultati
• Nessun paziente afasico ha un danno ristretto all’area di Broca o all’area di Wernicke
• Pazienti afasici hanno un danno significativo alla materia bianca sottocorticale
• Grandi lesioni anteriori causano sintomi di tipo espressivo
• Grandi lesioni posteriori causano sintomi recettivi
• Afasia globale spesso è relata a grandi lesioni della corteccia anteriore, della corteccia posteriore e
della materia bianca sottostante
• Pazienti afasici presentano a volte danni cerebrali che non colpiscono le aree del modello
Wernicke-Geschwind
▪ Studi obiettivi svolti su larga scala sulla relazione tra i deficit di linguaggio e le lesioni cerebrali non hanno
confermato le previsioni principali del modello
o EVIDENZE DAGLI STUDI DI STIMOLAZIONE ELETTRICA DELLA CORTECCIA
▪ Utilizzata la stimolazione elettrica cerebrale
▪ Scopo degli studi è mappare le aree del linguaggio in ogni cervello dei pazienti così da evitare il tessuto
coinvolto nel linguaggio durante gli interventi chirurgici
▪ La stimolazione elettrica è molto più localizzata di una lesione cerebrale
▪ 1959 Penfield e Roberts
• Rilevarono che i siti in cui la stimolazione bloccava o interrompeva il linguaggio erano distribuiti
su una vasta area che comprendeva
o Corteccia frontale
o Corteccia parietale
o Corteccia temporale
• Siti in cui la stimolazione produceva un’alterazione della pronuncia, confusione nel conteggio,
incapacità nel denominare oggetti o un errore nella denominazione degli oggetti erano decisamente
eterogenei
▪ 1983 Ojemann
• Valutò
o Denominazione
o Lettura di semplici frasi
o Memoria verbale a breve termine
o Abilità di compiere movimenti mimici della faccia e della bocca
o Abilità di riconoscere i fonemi
• Risultati
o Stimolazione delle aree distanti dai confini delle aree del linguaggio era in grado di
alterare l’uso del linguaggio
o Ogni test sul linguaggio era alterato dalla stimolazione di siti largamente distribuiti
o Grandi differenze tra i pazienti nell’organizzazione delle loro capacità linguistiche
• Sugerì che la corteccia linguistica fosse organizzata come un mosaico con delle colonne di tessuto
che svolgono una particolare funzione distribuite sulle aree corticali del linguaggio
o STATO ATTUALE DEL MODELLO WERNICKE-GESCHWIND
▪ Le evidenze hanno confermato che le aree di Broca e di Wernicke giocano ruoli importanti nel linguaggio
▪ Afasie
• Molti afasici hanno danni corticali diffusi che coinvolgono una o entrambe le aree
• Tendenza nelle afasie con danni anteriori a deficit espressivi
• Tendenza nelle afasie con danni posteriori a deficit recettivi
▪ Osservazioni che confermano il modello
• Danni ristretti ai confini delle aree corticali del modello causano degli effetti sull’uso del
linguaggio a breve termine
• Un danno cerebrale che non include nessuna area del modello può causare afasia
• Le afasie di Broca e di Wernicke raramente esistono in forma pura
• Vi sono delle grandi differenze nella localizzazione delle aree corticali del linguaggio tra persone
diverse

NEUROSCIENZE COGNITIVE DEL LINGUAGGIO


• TRE PREMESSE CHE DEFINISCONO L’APPROCCIO DELLE NEUROSCIENZE COGNITIVE AL LINGUAGGIO
1. L’uso del linguaggio è mediato da un’attività diffusa in tutte la aree del cervello che partecipano ai processi cognitivi
coinvolti nel particolare comportamento relato al linguaggio

La ricerca delle neuroscienze cognitive si basa sulla premessa che ognuno di questi complessi processi derivi da una
combinazione di molti processi cognitivi costituenti

I neuroscienziati cognitivi dividono le analisi dei processi costituenti coinvolti nel linguaggio in tre
• Analisi fonetica
• Analisi grammaticale
• Analisi semantica
2. Le aree coinvolte nel linguaggio non sono dedicate solamente a questa complessa funzione cognitiva

3. Le aree cerebrali che svolgono delle funzioni specifiche nel linguaggio sono probabilmente piccole, distribuite e
specializzate

o I ricercatori delle neuroscienze cognitive impiegano altre tecniche oltre all’analisi di pazienti con danno cerebrale
▪ Neuroimaging funzionale che è una tecnica che non può dare un’interpretazione causale
• NEUROIMAGING FUNZIONALE E LOCALIZZAZIONE DEL LINGUAGGIO
o GLI STUDI DI BEVELIER SULLA LETTURA ATTRAVERSO L’USO DI RMF 1997
▪ Utilizzata la RMF per misurare l’attività cerebrale di volontari sani mentre leggevano a mente
▪ RMF permise di identificare le aree di attività con grande accuratezza
▪ Registrarono l’attività cerebrale durante la lettura di frasi
▪ Risultati
• Aree di attività erano disomogenee
• Aree di attività erano variabili rispetto ai partecipanti e alle prove
▪ Maggiore attivazione dell’emisfero sinistro
▪ L’attività si estende oltre le aree previste dal modello
o GLI STUDI DI DAMASIO SULLA DENOMINAZIONE ATTRAVERSO L’USO DELLA PET 1996
▪ Osservazione selettiva dell’attività del lobo temporale durante la denominazione di oggetti appartenenti a
particolari categorie
▪ La denominazione di oggetti attiva aree del lobo temporale di sinistra al di fuori della classica area del
linguaggio di Wernicke

NEUROSCIENZE COGNITIVE DELLA DISLESSIA


o Dislessia è un disturbo della lettura che non deriva da deficit generali di tipo visivo, motorio o intellettivo
o Due diversi tipi di dislessia
▪ EVOLUTIVA >> si manifesta quando il bambino impara a leggere
▪ ACQUISITA >> si manifesta a seguito di un danno cerebrale in cui gli individui sapevano leggere
o Disturbo due o tre volte superiore nei maschi
• DISLESSIA EVOLUTIVA: CAUSE E MECCANISMI NEURALI
o Grande componente genetica = ereditabilità del 50% e ha molti geni collegati
o Il disturbo si verifica in diverse forme
o Riduzione dell’esposizione alla lettura può indurre dei cambiamenti nel cervello rendendo difficile determinare se la
differenza sia la causa o il risultato del disturbo
o Bambini con dislessia mostrano un’attività ridotta in corteccia parietale sinistra e temporo-occipitale sinistra rispetto
ai controlli pareggiati per abilità di lettura
o Dislessia evolutiva è stata attribuita a deficit attentivi, uditivi e sensomotori
▪ Anche quando questi deficit sono presenti nelle persone con dislessia i pazienti non manifestano tutti gli
aspetti del disturbo
o Accordo sul fatto che la dislessia deriva da un più comune e specifico disturbo dell’elaborazione fonetica
• DISLESSIA EVOLUTIVA E CULTURA
o Prima era considerata un disturbo psicologico e non neurale
o Il doppio delle persone che parla inglese è diagnosticato dislessico rispetto agli italiani
▪ Differenza nella complessità delle due lingue
▪ Le richieste cognitive per la lettura ad alta voce sono diverse per chi parla italiano e per chi parla inglese

In altri studi italiano e inglesi mostrano lo stesso pattern di attività PET atipica durante la lettura quindi la
patologia neurale sottostante è la stessa
• NEUROSCIENZE COGNITIVE DELLA DISLESSIA PROFONDA E SUPERFICIALE
o Lettura ad alta voce può avvenire in due modi
▪ Procedura lessicale
• Basata su specifiche informazioni acquisita dalle parole scritte
▪ Procedura fonetica
• Il lettore guarda la parola, riconosce le lettere e pronuncia la parola mediante la decodifica fonetica
o DISLESSIA SUPERFICIALE
▪ Pazienti hanno perso la capacità di pronunciare le parole basandosi sul ricordo presente in memoria delle
stesse
▪ Devono usare la procedura fonetica
▪ Grande difficoltà a pronunciare parole che non seguono le normali regole di pronuncia
o DISLESSIA PROFONDA
▪ Pazienti hanno perso la capacità di applicare le regole di pronuncia durante la lettura
▪ Possono ancora pronunciare parole non famigliari basandosi sui loro specifici ricordi
▪ Incapaci di pronunciare non parole
▪ Difficoltà nel pronunciare parole non comuni e parole di significato astratto
▪ Molto spesso questi pazienti hanno un danno esteso nelle aree del linguaggio nell’emisfero sinistro
• Procedura fonetica danneggiata è distribuita nelle aree frontali e temporali di sinistra
▪ Teorie su come si preservano le abilità lessicali
• Abilità lessicali preservate sono mediate dall’attivazione delle aree non danneggiate deputate al
linguaggio presenti nell’emisfero sinistro
• Abilità lessicali preservate sono mediate dall’attività dell’emisfero destro

CAPITOLO 18
La psicobiologia dei disturbi psichiatrici

• Attualmente la diagnosi viene formulata in base alla classificazione proposta dal DSM-5(manuale diagnostico e statistico
dei disturbi mentali)
o Esistono due difficoltà nella diagnosi dei disturbi psichiatrici :
- I pazienti affetti dallo stesso disturbo spesso mostrano sintomi differenti
- I pazienti affetti da diversi disturbi spesso mostrano sintomi uguali

LA SCHIZOFRENIA:
o Significa “separazione delle funzioni psichiche”= termine coniato nel XX secolo per descrivere la rottura
dell’integrazione tra emozioni, pensieri e azioni (sintomo ritenuto il principale del disturbo)
o DISTURBO PSICHICO GRAVE
- Colpisce l% della popolazione esordendo nell’adolescenza o nella prima fase adulta
o La principale difficoltà riscontrata nello studio è la mancanza di una definizione precisa
- I sintomi sono complessi e diversificati
- Si mostra come ampia sovrapposizione con sintomi di altri disturbi e spesso si modificano con la
progressione della malattia
o La diagnosi di schizofrenia mostra sovrapposizioni con quella di diversi altri disturbi si utilizza il termine :
disturbi dello spettro schizofrenico per far riferimento alla schizofrenia e ai disturbi correlati
o SINTOMI:
- Sintomi positivi :sembrano rappresentare un eccesso della funzione tipica
• Deliri : convinzione di essere controllati , manie di persecuzione o deliri megalomanici
• Allucinazioni : voci immaginarie che fanno commenti critici o che dicono ai pazienti cosa
fare
• Affetto inappropriato: incapacità di reagire con affetti adeguati alle situazioni
• Pensiero ed eloquio disorganizzati: pensieri privi di logica, associazioni insolite tra idee ,
credenza nelle forze soprannaturali
• Comportamento anormale :difficoltà nello svolgimento di azioni quotidiane , mancanza di
igiene personale, parlare a rime
- Sintomi negativi: sembrano rappresentare una riduzione o la mancanza di una funzione tipica
• Diminuzione dell’espressione delle emozioni
• Abulia : riduzione o assenza della motivazione
• Catatonia: immobilità spesso in posizioni goffe per lunghi periodi
o La ricorrenza di due di questi sintomi per almeno 1 mese è sufficiente per porre questa diagnosi
• FATTORI CAUSALI NELLA SCHIZOFRENIA :
o La probabilità che il disturbo si sviluppi in un parente biologico stretto di un paziente affetto è del 10% anche
quando il paziente schizofrenico viene adottato subito dopo la nascita
o Tasso più elevato nei gemelli monozigoti 45-50%(esperienze assume un effetto significativo sullo sviluppo del
sintomo )dizigoti 10-17%
o Il rischio aumenta se il disturbo è presente nei genitori biologici , ma non nei genitori adottivi
o Alcuni individui ereditano la potenzialità di sviluppare la malattia che può essere più o meno attivata
dall’esperienza
- Studio condotto su un campione di prole di gemelli monozigoti discordanti per la schizofrenia :
l’incidenza nella prole dei gemelli non affetti dal disturbo non era inferiore a quella registrata nella
prole dei rispettivi gemelli affetti
o Molteplici cause sono associate al disturbo = nessun singolo gene sembra in grado di causare questo disturbo
anche se alcuni di essi presentano un associazione più forte rispetto ad altri
- I geni agiscono in combinazione tra loro
o I meccanismi non sono stati ancora determinati
o Sviluppo del disturbo ha chiamato in causa vari fattori esperienziali precoci: complicanze al parto, fattori socio
economici, nascita o residenza in un contesto urbano e avversità infantili
- Si ritiene che queste esperienze alterino il decorso tipico dello sviluppo neurologico portando alla
comparsa del disturbo
• A supporto di questa teoria
o Autismo e schizofrenia condividono molti fattori causali
o Due carestie del XX secolo (i bambini nati da donne che avevo partorito durante
queste carestie avevano maggiori possibilità di sviluppare la schizofrenia in età
adulta.
• LA SCOPERTA DEI PRIMI FARMACI ANTIPSICOTICI :
o Anni ’50 primo farmaco ANTIPSICOTICO = destinato al trattamento di alcuni sintomi della schizofrenia e dei
disturbi bipolari
- CLOROPROMAZINA : si notò che somministrata prima di un intervento chirurgico per contrastare lo
sviluppo di edemi aveva un effetto calmante sui pazienti = suppose allora che poteva avere un effetto
calmante sui pazienti difficili da gestire affetti da psicosi
• Era in grado di alleviare i sintomi della schizofrenia: aveva un effetto calmante sui pazienti
con agitazione psicomotoria e un effetto attivante sui pazienti con ottundimento emotivo=
alcune volte diminuisce i sintomi a livello tale da poter dimettere i pazienti
- RESERPINA : Con principio attivo di RAUWOLFINA SERPENTINA : che veniva usata da tempo per
curare i disturbi mentali in India.
• Una volta somministrata ai pazienti ne confermò l’azione antipsicotica
• Ora non viene più usata perché produce un grave declino della pressione sanguigna alle dosi
necessarie per un trattamento efficiente
o Questi due farmaci presentano delle strutture chimiche differenti i loro effetti antipsicotici sono molto simili:
- L’effetto si manifesta dopo 2 o 3 settimane
- L’insorgenza dell’effetto è associato a effetti motori simili ai sintomi del Parkinson
o Si deduce quindi che questi farmaci agiscono attraverso lo stesso meccanismo (correlato alla malattia del
Parkinson)

• TEORIA DOPAMINERGICA DELLA SCHIZOFRENIA


o 1960 Fu riportato che nei pazienti deceduti per malattia di Parkinson il corpo striato risultava una diminuzione
di dopamina
- Questo suggerì che alla base della malattia del Parkinson e degli effetti antipsicotici vi potesse essere
un interruzione della trasmissione dopaminergica = ebbe così origine la teoria
• La schizofrenia è causata da un eccesso di dopamina > e i farmaci antipsicotici esercitano il
loro effetto riducendo questo livello.
- Due evidenze a supporto:
• Era noto che l’antipsicotico reserpia determinava a livello cerebrale una riduzione di
dopamina e di altre monoammine attraverso la degradazione delle vescicole sinaptiche in cui
vengono immagazzinati questi neurotrasmettitori
• Era noto che sostanze come l’anfetamina e la cocaina possono scatenare episodi simili alla
schizofrenia negli individui sani = determinavano un aumento delle concentrazioni
extracellulari di dopamina e di altre monoammine a livello cerebrale
o 1963 Carlosson e Lindqvist valutarono gli effetti della clorpromazina sui livelli extracellulari di dopamina e dei
suoi metaboliti (sostanze prodotte all’interno della cellula dalla degradazione di un'altra sostanza)
- I livelli extracellulari di dopamina non venivano alterati
- I livelli extracellulari dei suoi metaboliti risultavano aumentati
o I ricercatori conclusero che sia la reserpina che la clorpromazina antagonizzassero la trasmissione a livello di
sinapsi dopaminergiche anche se in maniera differente:
- Reserpina : determina una riduzione di dopamina a livello cerebrale
- Clorpromazina :si lega ai recettori della dopamin

• Quindi ipotizzarono che questa agisse da bloccante recettoriale a livello delle sinapsi dopaminergiche = si lega ai
recettori dopaminergici senza attivarli >impedendo la loro attivazione da parte della dopamina
• Ipotizzarono che la mancanza di attività a livello dei recettori postsinaptici dopaminici inducesse ( con un meccanismo di
feedback) un aumento del rilascio di dopamina da parte dei terminali presinaptici e che la dopamina liberata venisse
degradata nello spazio sinaptico
• Spiega perché fosse possibile osservare una riduzione di attività della dopamina > anche se i
suoi livelli extracellulari rimanevano invariati e i livelli extracellulari dei suoi metaboliti

risultassero aumentati
- Queste osservazioni portarono ad una revisione della teoria = il principale fattore coinvolto era un alto
livello di attività in corrispondenza dei recettori dopaminergici
o Metà anni ’70 Snyder
- Valutarono il grado di legame ai recettori dopaminergici dei vari farmaci antipsicotici
• Aggiunsero la dopamina radiomarcata a campioni di membrane neuronali ricche di recettori
dopaminergici ottenute dal corpo dei vitelli.
• Sciacquarono i campioni per eliminare le molecole di dopamina non legate e determinarono il
livello di radioattività residua (misura del numero di recettori dopaminergici presenti)
• Misurarono poi la capacità di ciscun farmaco di bloccare il legame della dopamina radioattiva
ai recettori presenti nel campione
o Presupposti : i farmaci con alta affinità per i recettori dopaminergici avrebbero
lasciato un minor numero di siti disponibili per il legame con la dopamina
▪ Videro che la clorpromazina aveva un alta affinità per i recettori
dopaminergici
▪ Gli antipsicotici inefficaci = minore affnità
▪ ECCEZIONI: Aloperidolo :farmaco molto potente ,a ridotta affinità per i
recettori dopaminergici
• Soluzione all’enigma arrivò quando si scoprì che la dopamina si lega a più di un sottotipo
recettoriale
o Si scoprì che la clorpromazina (classe fenotiazine) e altri farmaci antipsicotici
appartenenti alla stessa classe chimica si legano tutti ai recettori D1 e D2
o Mentre l’ aloperidolo (butirrofenoni) e altri farmaci si legano ai recettori D2 e non
D1
▪ La scoperta di questo legame selettivo > portò ad una revisione della teoria
dopaminergica della schizofrenia in base a questo fu suggerito che la
patologia fosse causata da un iperattività specifica a livello dei recettori D2
anziché dei recettori dopaminergici generici
• Snyder e colleghi confermarono che il grado di legame ai recettori D2 degli antipsicotici tipici
è correlato alla loro efficacia nel sopprimere i sintomi della schizofrenia
• Nonostante l’esistenza di forti evidenze a supporto del coinvolgimento dei recettori D2 nella
schizofrenia > divenne chiaro che questa teoria dopaminergica non poteva spiegare due
osservazioni:
o anche se gli antipsicotici tipici bloccavano l’attività a livello dei recettori D2
nell’arco di alcune ore , i loro effetti terapeutici si rendono evidenti dopo varie
settimane
o la maggior parte degli antipsicotici è efficace solo nel trattamento dei sintomi positivi
della schizofrenia ma non nei confronti dei sintomi negativi.
▪ La comprensione di questi limiti portò alla visione attuale della teoria dopaminergica > in
base a questa visione l’eccessiva attività a livello dei recettori D2 è uno dei fattori
responsabili del disturbo ma esistono anche molti altri fattori coinvolti

• SCHIZOFRENIA:RICERCA ATTUALE E TRATTAMENTO


Le attuali linee di ricerca :
1. Antipsicotici atipici
2. Effetti delle sostanze psichedeliche
3. I geni correlati alla schizofrenia
4. Le alterazioni cerebrali associate alla schizofrenia

1. ANTIPSICOTICI ATIPICI:
Costituiscono spesso farmaci per il trattamento della schizofrenia
o Sono farmaci efficaci nei confronti della schizofrenia ( che non presentano una forte affinità di legame per i
recettori D2)
▪ Clozapina: primo antipsicotico utilizzato per uso clinico , ha affinità per i recettori D1 e D4 e diversi
recettori serotoninergici e istaminergici , ma solo una debole affinità per i recettori D2
o All’inizio si pensava che questi antipsicotici fossero più efficaci e che svolgessero la loro azione senza produrre
effetti indesiderati di tipo parkinsoniano
o Questo spiega perchè l’uso di questi farmaci è stato adottato cos’ rapidamente
o Nel complesso i loro effetti non differiscono da quelli degli antipsicotici tipici ma differiscono in termini di
efficacia terapeutica
o La scoperta degli antipsicotici atipici sembra screditare la teoria dopaminergica in quanto nessuno di questi
farmaci agiva come antagonista primario su D2
▪ Ma si è dimostrato che tutti gli antipsicotici atipici antagonizzano i recettori D2 anche se debolmente
o Alcuni antagonisti dei recettori D2 non hanno azione antipsicotica
o Nei test preliminari i farmaci che potenziano gli effetti della glicina o bloccano quelli del glutammato si sono
rivelati efficaci nel trattamento della schizofrenia
o È evidente il ruolo della deregolazione del glutammato nello sviluppo della schizofrenia

2. L’ INTERESSE RITROVATO VERSO LE SOSTANZE ALLUCINOGENE


Questo studio iniziò negli anni ’50
- Con la scoperta dell’LSD
o Oltre agli allucinogeni classici le sostanze psichedeliche comprendono altri composti tra cui allucinogeni
dissociativi( ketamina e mescalina) e i cannabinoidi
o Due linee di ricerca:
1. Incentrata sulle sostanze psichedeliche che producono effetti simili ai sintomi di vari disturbi psichiatrici e
che furono utilizzate per creare dei modelli di tali disturbi
2. Incentrata sulle sensazioni di sconfinatezza e beatitudine riferite da alcuni utilizzatori di queste sostanze
diretta a valutare il possibile utilizzo di queste sostanze nel trattamento dei disturbi psichici.
o Queste linee di ricerca furono interrotte negli anni ’70
o Negli anni ’90 si assistette ad una graduale rinascita di interesse stimolata dallo sviluppo di tecniche in grado di
fornire immagini degli effetti delle sostanze nel cervello umano e da una maggiore comprensione dei
meccanismi d’azione delle sostanze
o Due ricerche:
- Gli effetti degli allucinogeni classici come LSD mimano i sintomi positivi della schizofrenia agendo
come antagonisti di particolari recettori della serotonina
- Gli allucinogeni dissociativi mimano i sintomi negativi della schizofrenia agendo come antagonisti dei
recettori di glutammato
3. MECCANISMI DEI GENI CORRELATI ALLA SCHIZOFRENIA
o Geni associati alla schizofrenia = ognuno dei quali contribuisce solo in piccola parte allo sviluppo del disturbo
o L’identificazione dei geni può fornire nuove informazioni sulle cause , sui meccanismi nervosi e sul trattamento
o Lo studio dei geni correlati ha già individuato alcuni processi che potrebbero svolgere un ruolo importante nello
sviluppo del disturbo
▪ È stato dimostrato che diversi geni correlati alla schizofrenia determinano alterazioni nella migrazione
dei neuroni nella potatura sinaptica durante lo sviluppo neurologico , nella mielinizzazione o nella
trasmissione a livello delle sinapsi glutammatergiche e GBA ergiche
▪ Alcuni geni che aumenta la suscettibilità dell’individuo sono stati associati anche ad altri disturbi
4. SCHIZOFRENIA E ALTERAZIONI NELLA STRUTTURA CEREBRALE
Dopo lo sviluppo delle tecniche di neuroimmagine negli anni ’60 si accumularono i dati che indicavano la presenza di
alterazioni cerebrali nei pazienti affetti
o La prima generazione di studi riconobbe un aumento della dimensione dei ventricoli e delle scissure cerebrali
indicativo di una riduzione del volume del cervello
o Studi successivi si incentrarono su aree specifiche della corteccia e regioni subcorticali
È stato riscontrato che l’ippocampo, il talamo e il nucleo accumbens erano più piccoli nei pazienti
affetti
o Riduzioni correlate alla schizofrenia interessano sia la sostanza grigia che la sostanza bianca e si osservano in
maniera più costante nei lobi temporali
▪ Le riduzioni di volume associate a questa patologia potrebbero essere il risultato sia di una ridotta
dimensione dei neuroni sia di una ridotta arborizzazione dendritica e assonica
o È stato valutato che
▪ Gli individui in cui non è stata diagnosticata ma che sono a rischio mostrano riduzioni di volume in
alcune parti
▪ Quando i pazienti richiedono un trattamento per la prima volta sono sottoposti ad esami di imaging
cerebrale e si osservano già alterazioni
▪ I successivi neuroimaging mostrano un aumento di queste alterazioni
▪ Le alterazioni in diverse aree si sviluppano con velocità differenti
▪ I pazienti affetti da schizofrenia non soffrono di un singolo disturbo ma la diagnosi attuale raggruppa
un insieme di disturbi correlati
▪ Dovuto alla variabilità dei sintomi psicologici

DISTURBI DEPRESSIVI:
▪ Depressione =normale reazione ad una perdita dolorosa
• In alcune persone la tendenza alla depressione è sproporzionata rispetto alla portata dell’effettivo evento

• DEFINIZIONE DEI DISTURBI DEPRESSIVI:


o Depressione profonda o ANEDONIA : perdita delle capacità di provare piacere spesso senza alcuna ragione, lo
stato di depressione può essere estremo tanto da non far soddisfarei bisogni esistenziali della vita quotidiana
▪ Disturbi del sonno e pensieri suicidi sono comuni
▪ Se questa situazione dura più di 2 settimane
▪ Si parla di :
o Depressione clinica chiamata anche come disturbo maggiore
o La depressione viene suddivisa in due categorie:
▪ Innescata da un evento negativo = depressione reattiva
▪ In assenza di una causa evidente = depressione endogena
o La possibilità di soffrire di depressione è pari al 10%
▪ La frequenza con cui la depressione viene diagnosticata negli individui di sesso femminile è doppia
rispetto al sesso maschile = i motivi alla base non sono stati ancora chiariti del tutto ma si crede che la
spiegazione sia basata sugli ormoni gonadici
o Il rischio di suicidio varia tra il 4-15%
o Negli adulti la depressione clinica si manifesta in comorbità=tendenza di due condizioni patologiche a
manifestarsi in concomitanza nello stesso individuo

• FATTORI CAUSALI NEL DISTURBO DEPRESSIVO


o Fattori genetici contribuiscono alla presenza di differenze interindividuali nel sviluppo del disturbo depressivo
maggiore
▪ Studi sui gemelli hanno rilevato una stima di ereditabilità pari al 30-40%
▪ Studi di sequenziamento genomico hanno permesso di individuare due loci sul cromosoma 10 che
contribuiscono al rischio di depressione
o La maggior parte della ricerca sulle cause si è basata sul ruolo dello stress e dei traumi nell’eziologia della
depressione
o Due sottotipi di disturbo depressivo maggiore(la cui eziologia diventa più evidente a causa del momento in cui
essi si manifestano)
▪ Disturbo affettivo stagionale (SAD)= ricorrono episodi di depressione e letargia durante stagioni
particolari
• Episodi scatenati dalla riduzione della luce del sole
• Incidenza del disturbo maggiore in Alaska rispetto alla Florida
• La terapia della luce è spesso efficace nel ridurre i sintomi
▪ Depressione peripartum = depressione profonda e di lunga durata che si manifesta da alcune donne
durante la gravidanza o nel post partum

• FARMACI ANTIDEPRESSIVI
o Cinque principali classi di farmaci

3. INIBITORI DELLE MONOAMMINE OSSIDASI:


Iproniazid :Primo farmaco utilizzato, in un primo momento per trattare la tubercolosi
- I pazienti che assumevano questo farmaco però dimostravano meno preoccupazioni per la malattia
- Quindi il farmaco fu testato su un gruppo di pazienti misti
- E nel 1957 venne messo in circolazione come farmaco antidepressivo
- È un antagonista monoaminergico = aumenta i livelli di monoammine inibendo l’attività de,,,a
monoamino ossidasi (MAO) l’enzima che distrugge neurotrasmettitori nel citoplasma dei neuroni
- I Mao-inibitori hanno effetti indesiderati :
• Effetto formaggio : questi alimenti contengono la tiramina che agisce da potente innalzatore di
pressione
• Questi alimenti però hanno comunque scarso effetto perché la tiramina viene metabolizzata
nel fegato delle MAO
• Quindi gli individui che sono trattati con Mao inibitori e consumano questi cibi ricchi di
tiramina sono a rischio ictus

4. ANTIDEPRESSIVI TRICICLICI :
Sono cosi chiamati a causa della loro azione antidepressiva e della loro struttura chimica
Imipramina : inizialmente concepito come un farmaco antipsicotico
- Blocca la ricaptazione sia della serotonina sia della noradrenalina aumentandone i livelli cerebrali

5. INIBITORI SELETTIVI DELLA RICAPTAZIONE DELLE MONOAMMINE :


Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) =antagonisti che esercitano i propri effetti
bloccando la ricaptazione della serotonina a livello sinaptico
- Fluoxetina : la sua struttura deriva da una variazione della struttura dell’impramina e di altri
antidepressivi triciclici
• La sua popolarità è legata a due aspetti:
o Presenta meno effetti indesiderati
o Efficace nei confronti di un ampia varietà di disturbi
- Il successo delle SSRI fu da stimolo all’introduzione di SNRI= inibitori selettivi della ricaptazione
della noradrenalina
• Dimostrano un efficienza analoga
• Bloccano la ricaptazione di più di un neurotrasmettitore monoaminico
-
6. ANTIDEPRESSIVI ATIPICI:
Il bupropine esercita diversi effetti sulla trasmissione nervosa = bloccante della ricaptazione della dopamina
e della noradrenalina e dei recettori nicotinici dell acetilcolina
Agomelatina antagonista della melatonina
Questa classe comprende molti agenti ognuno con un peculiare meccanismo d’azione

7. AGONISTI DEL RECETTORE NMDA:


- Studio sugli effetti positivi dell’antagonismo nei confronti del recettore NMDA del glutammato
- Allucinogeno dissociativo Ketamina = una piccola quantità somministrata in dose unica era in grado di
ridurre rapidamente la depressione
• Ma essendo che ha diversi effetti collaterali si sta cercando di identificare degli antagonisti del
recettore NMDA più selettivi e con minori effetti collaterali

o EFFICACIA DEI FARMACI SUI DISTURBI DEPRESSIVI


- MAO inibitori ,antidepressivi triciclici e (SSRI)> 50% dei pazienti hanno un miglioramento
- Depressione lieve o moderata: antidepressivi=placebo

• DIFFERENZE CEREBRALI NELLA DEPRESSIONE


o Studi di RM strutturale sul cervello di pazienti depressi = hanno evidenziato una riduzione nel volume di
sostanza grigia livello della corteccia prefrontale , dell’ippocampo, amigdala e della corteccia cingolo
o Volontari sani geneticamente predisposti allo sviluppo di depressione
o Attività atipica a livello della corteccia frontale cigolata e insulare, amigdala nel talamo e nel corpo striato
- Comunicazione tra queste strutture risulta atipica

• TEORIE DELLA DEPRESSIONE:


o Eziologia del disturbo depressivo maggiore
1. TEORIA MONOAMINERGICA DELLA DEPRESSIONE :
- La depressione è associata a un’attività insufficiente a livello delle sinapsi
serotoninergiche e noradrenergiche
- Si basa sul fatto che gli inibitori delle monoamino ossidasi , gli anti
depressivi triciclici gli SSRI sono tutti antagonisti della noradrenalina della
seratonina o di entrambe
- Fu riscontrato che i recettori della noradrenalina e della serotonina erano più
numerosi nel cervello degli individui depressi che non avevano ricevuto alcun
trattamento farmacologico
• Questo implica un deficit nel rilascio di monoamine (quando a livello di una
sinapsi viene rilasciata una quantità insufficiente di un neurotrasmettitore > si
verifica un aumento compensatorio del numero di recettori specifici per quel
neurotrasmettitore = processo chiamato up-regulation)
- È stato scoperto che gli agonisti monoaminergici, sono efficaci nel trattamento della maggior parte dei
pazienti
- È stato scoperto che altri neurotrasmettitori svolgono un ruolo di sviluppo nella depressione

2. TEORIA DELLA NEUROPLASTICITA’ DELLA DEPRESSIONE


- I farmaci antidepressivi determinano un aumento della trasmissione a livello delle sinapsi
monoaminergiche , gli effetti terapeutici derivanti da tale aumento si manifestano tipicamente solo
dopo settimane
- È evidente che gli effetti agonisti a livello di queste sinapsi non possono rappresentare il meccanismo
terapeutico decisivo : deve esistere una qualche modificazione che si verifica
- Una teoria afferma che questa modificazione critica sia rappresentata da un aumento della
neuroplasticità
- La depressione deriva da una riduzione dei processi neuroplastici in varie strutture cerebrali
responsabile a sua volta di una perdita di neuroni e dello sviluppo di altre patologie nervose
• Le evidenze a supporto:
1. La ricerca che dimostra che lo stress e la depressione sono associati alla
perturbazione di vari processi neuroplastici
2. La ricerca dimostra che i trattamenti antidepressivi sono associati al
potenziamento dei processi neuroplastici
Il fattore neurotrofico cerebrale BDNF viene aumentato di livello nei pazienti che mostrano un
miglioramento
La riduzione di questo fattore potrebbe rappresentare un biomarker per la depressione (stato
biologico predittivo) mentre l’aumento di questo livello ematico potrebbe rappresentare un
biomarker per il trattamento di successo
È stato quindi ipotizzato che gli antidepressivi aumentino i livelli di BDNF responsabili di
determinati processi neuroplastici in grado di portare ad una riduzione della depressione
• TRATTAMENTO DELLA DEPRESSIONE MEDIANTE STIMOLAZIONE CEREBRALE
o Due trattamenti basati sulla stimolazione cerebrale :
1. STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA RIPETITIVA(rTMS)
- Forma di stimolazione che comporta l’applicazione non invasiva di impulsi magnetici ad alta frequenza
o bassa freq su specifiche aree corticali in genere la corteccia prefrontale
- Si ritiene che queste stimolino o inibiscano l’attività nervosa a livello delle regioni cerebrali a cui viene
applicata
- Metanalisi hanno dimostrato un miglioramento costante in seguito al trattamento con rTMS a bassa o
alta freq. Rispetto a quanto osservato in seguito al trattamento con rTMS fittizia
2. STIMOLAZIONE CEREBRALE PROFONDA
- Stimolazione ottenuta attraverso un elettrodo impiantato con effetto terapeutico
- Lonzano e colleghi impiantarono la punta di un elettrodo di stimolazione in un area della sostanza
bianca della circonvoluzione anteriore del cingolo situata a livello della corteccia prefrontale mediale
- Lo stimolatore era impiantato al di sotto della cute e rilasciava impulsi continui di stimolazione che non
potevano essere rilevati dai pazienti > i 20 pazienti scelti si erano mostrati refrattari ai trattamenti
convenzionali
- Risultati : 60% miglioramento considerevole 35% remissione dei sintomi e il miglioramento persisteva
per almeno un anno

DISTURBI BIPOLARI
Alcuni depressi mostrano periodi di ipomania o mania

• DEFINIZIONE DEI DISTURBI BIPOLARI:


o Ipomania e mania sono l’opposto della depressione :
- IPOMANIA: Ridotta necessità di sonno , livello elevato di energia e affettività positiva
I soggetti si dimostrano loquaci energici e impulsivi positivi e molto sicuri di sé
Molto efficienti in alcuni lavori e la loro compagnia molto piacevole
- MANIA: stesse caratteristiche ma portate all’estremo
• Deliri megalomania sicurezza eccessiva impulsività e distraibilità
• In genere associata a psicosi
• Individuo mostra un entusiasmo sfrenato e parla velocemente passando da un argomento
all’altro
• Questo alto livello di energia con unito all’impulsività = agire prima di pensare
- Gli individui che manifestano solo periodi di depressione e di ipomania soffrono = DISTURBO
BIPOLARE DI TIPO II
- Quelli che presentano episodi di mania soffrono di DISTURBO BIPOLARE DI TIPO I
o I disturbi bipolari non sono associati a rapide alterazioni dell’umore > le alterazioni durano spesso settimane o
mesi
- Esiste un ciclo rapido del disturbo bipolare che è definito dalla presenza di 4 o più episodi l’anno di
umore alterato
• FATTORI CASUALI NEI DISTURBI BIPOLARI:
o I disturbi bipolari sono ereditabili
▪ Studi su gemelli = emergono stime variabili tra l’80-90%
▪ Gli studi di sequenziamento genomico condotti su pazienti affetti dal disturbo = hanno dimostrato che
ci sono geni che codificano particolari canali di calcio e proteine presenti a livello dei nodi di Ranvier
• STABILIZZANTI DELL’UMORE :
o Sono farmaci in grado di trattare la depressione o la mania senza aumentarne il rischio
o Nel disturbo bipolare è importante prevenire la recidiva degli episodi di umore alterato > perché se la
condizione non viene trattata gli episodi diventano più frequenti e più gravi
o Questi farmaci sono utili anche nella cura dell’epilessia e della schizofrenia
o LITIO: metallo primo farmaco dall’azione antimaniacale
- Cade : psichiatra australiano iniettò in un gruppo di cavie l’urina di pazienti psichiatrici e osservò che
l’urina dei pazienti maniacali era la più tossica > volle capire quale costituente chimico la rendeva così
tossica
• Cominciò iniettando alle cavie dell’uretra e osservò che era comunque meno tossica dell urina
di questi pazienti
• Pensò quindi che potesse trattarsi dell acido urico per cui iniettò sia l’uretra che l’acido di litio
• E scoprì che l’urato di litio proteggeva le cavie dalla tossicità dell’urea
• Successivamente iniettò in delle cavie sia l’urea che il carbonato di litio per determinare se
fosse il litio o l’acido urico a svolgere azione protettiva
• Riscontrò che anche il carbonato di litio proteggeva le cavie dalla tossicità
• Ipotizzò allora che i pazienti maniacali avessero minore livelli di litio nell urina
• Provò allora il carbonato di litio su delle cavie e scoprì che questo sembrava calmare gli
animali > oggi però sappiamo che la quantità utilizzata dallo psichiatra produceva una nausea
estrema = quindi i pazienti non erano calmi ma nauseati
• 1954= somministrò il litio a 10 pazienti maniacali e 6 schizofrenici = il litio dimostrò un
marcato effetto nei pazienti maniacali
• Fine degli anni ’60 per dimostrare che il litio era efficace nella stabilizzazione dell’umore
o Tutti gli stabilizzanti dell’umore sono efficaci = alcuni agiscono contro la depressione altri anche sugli
atteggiamenti maniacali = anche se non eliminano tutti i sintomi
o Molti di questi agenti provocano effetti collaterali es:tremori aumento di peso offuscamento della vista capogiri

• DIFFERENZE CEREBRALI ASSOCIATE AI DISTURBI BIPOLARI


o Costante riduzione complessiva del volume di sostanza grigia
o Nei pazienti con disturbo bipolare è stata riportata la presenza di strutture cerebrali di dimensione più piccola es:
corteccia prefrontale mediale la porzione anteriore della circonvoluzione del cingolo di sinistra , la
circonvoluzione temporale superiore di sinistra e alcune regioni prefrontali e l’ippocampo
o Attivazione atipica a livello della corteccia frontale di strutture contenute nei lobi temporali mediali e dei nuclei
della base >connessioni funzionali atipiche tra alcune di queste strutture in varietà di stati cognitivi

• TEORIA SUI DISTURBI BIPOLARI


o La comprensione dei meccanismi di base dello sviluppo e del mantenimento dei disturbi bipolari >ostacolata
dalla mancanza di una chiara comprensione dei meccanismi con cui agiscono i vari stabilizzanti dell’umore e
anche la mancanza di corrispondenza del disturbo nel mondo animale
- Esistono delle evidenze a supporto dell’esistenza di una deregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-
surrene
- Si osservano marcate alterazioni dei ritmi circadiani
- Alterazioni della trasmissione nervosa mediata dal GABA dal glutammato e dalle monoamine
- Esistono evidenze > di BDNF bassi nei periodi di depressione o maniacali

DISTURBI D’ANSIA
Ansia> paura cronica che persiste in assenza di qualsiasi minaccia diretta = è correlata allo stress

 Può essere adattiva quando motiva comportamenti


 Quando diventa tanto grave da alterare il funzionamento dell’individuo si parla di DISTURBO D’ANSIA
• Disturbo associato all’ansia e a diverse reazioni fisiologiche es:
o Tachicardia
o Ipertensione
o Nausea
o Difficoltà di respirazione
o Disturbi del sogno
o Presenza ad alti livelli di glicocorticoidi
 Percentuale di individui affetti 14-34%
 Incidenza doppia nel genere femminile

• QUATTRO DISTURBI D’ANSIA :


• DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA :
o Caratterizzato dall’insorgenza di risposte di stress e da un senso estremo di ansia e preoccupazione nei confronti
di attività o eventi
• FOBIE SPECIFICHE:
o Intenso senso di ansia e paura nei confronti di oggetti o situazioni (questi soggetti cercano di evitarli)
• AGORAFOBIA:
o Paura patologica dei luoghi pubblici ,viene ritenta nel DSM5 una categoria diagnostica separata
• DISTURBO DI PANICO:
o Attacchi ricorrenti e rapida insorgenza di paura estrema e sintomi di stress (= attacchi di panico che si verificano
in alcuni casi di disturbo di ansia generalizzato)

• EZIOLOGIA DEI DISTURBI D’ANSIA :


o Questi disturbi sono spesso scatenati da eventi stressanti identificabili= quindi il ruolo dell’esperienza è molto
importante
o Presentano una componente genetica significativa 30 al 50%
o Tassi di concordanza per questi disturbi più significativi nei gemelli monozigoti
o Non è stato identificato alcun gene specifico correlato
• TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DEI DISTURBI D’ANSIA:
• Tre categorie di farmaci per il trattamento
1. BENZODIAZEPINE:
- Clordiazepossido e diazepam
- Vengo prescritti come ipnotici,anticolvusivanti e rilassanti muscolari
- Rappresentano i farmaci psicoattivi più prescritti
- Effetti collaterali:
• Sedazione atassia(alterazione dell’attività motoria)
• Tremori
• Nausea
• Reazione da astinenza
- Devono essere prescritte solo per l’uso a breve termine
- Effetti comportamentali sono mediati dalla loro azione antagonista nei confronti dei recettori GABA A
2. AGONISTI SEROTONINERGICI:
- Buspirone > esercita effetti agonistici selettivi a livello di un particolare sottotipo di recettore 5-HT1A
- Sembra che il suo meccanismo non agisca come i SSRI
- Vantaggio : specificità = produce effetti ansiolitici senza indurre la comparsa di atassia , rilassamento
muscolare e sedazione
- Effetti indesiderati : capogiri nausea insonnia
3. FARMACI ANTIDEPRESSIVI:
- Comorbilità dei disturbi
- Antidepressivi spesso efficaci compatibili con la comorbilità tra i disturbi d’ansia e i disturbi bipolari
- Molti pazienti non trovano effetti benefici dal trattamento farmacologico

• MODELLI ANIMALI DEI DISTURBI D’ANSIA:


• Questi modelli hanno svolto un ruolo fondamentale nella valutazione del potenziale dei nuovi farmaci
• Punto debole: si basano sul presupposto implicito che i comportamenti siano motivati dalla paura e che questa e l’ansia
siano simili negli animali
o TEST DEL LABIRINTO A CROCE INNALZATO:
- Si collocano i ratti nel labirinto a 4 braccia a forma di croce posizionato a 50 cm dal suolo
- Due bracci chiusi ai lati e due aperti
- Il livello d’ansia viene misurato come tempo trascorso dai ratti nei bracci chiusi
o TEST DEL SOTTERRAMENTO DIFENSIVO:
- Ricevono una scossa da un tassello di lego avvolto da un filo elettrico montato sulla parete di una
camera familiare
- La misura d’ansia è rappresentata dalla quantità di tempo che il ratto trascorre gettando il materiale
dalla lettiere dal pavimento della camera verso la sorgente della scossa
o TEST DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO :
- Dopo una breve esposizione ad un gatto su una struttura provvista da tana i ratti si rifugiano nella tana e
rimangono immobili per un certo periodo di tempo
- Compiono poi una serie di comportamenti per la valutazione dei rischi prima di tornare al loro
comportamento normale
- La misura dell’ansia sono rappresentate dalla quantità di tempo che i ratti trascorrono immobili e da
quella trascorsa in attività
• Questi test sono convalidati dalla dimostrazione che le benzodiazepine riducono i vari indici di ansia
• Problema potenziale emerge dal fatto che molti casi di ansia non rispondono adeguatamente alla terapia

• BASI NERVOSE DEI DISTURBI D’ANSIA:


• Molti farmaci ansiolitici sono agonisti dei recettori GABAA o dei recettori della serotonina ha indotto i ricercatori a
concentrare l’attenzione su l possibile ruolo dei deficit di trasmissione GABAergica e seotoninergica
• Sovrapposizione tra le strutture coinvolte nel disturbo depressivo maggiore e nei disturbi d’ansia
o La corteccia prefrontale,ippocampo e amigdala nel disturbo depressivo maggiore sembra esistere un atrofia di
queste strutture
DISTURBO DI TOURETTE
• Specificità dei sintomi
• CHE COS’E’ IL DISTURBO DI TOURETTE?
• Disturbo da tic (movimenti involontari)
• Esordisce in fasi precoci della vita durante l’infanzia o nell’adolescenza con tic motori semplici
• I tic motori complessi comprendono dare colpi toccare oggetti, rannicchiarsi, saltellare, gesti osceni
• Tic vocali : emissione di suoni inarticolati ,la caprolalia (pronuncia di oscenità) l’ecolalia (ripetizione di parole altrui) la
palilalia (ripetizione delle proprie parole)
• I sintomi raggiungono la loro massima espressione dopo alcuni anni
• 4 volte più frequente nei bambini maschi = differenza di sesso non è marcata negli adulti
• Componente genetica significativa:50% monozigoti 10% dizigoti
• Alcuni pazienti mostrano anche sintomi di disturbi di attenzione \iperattività o disturbo ossessivo compulsivo
• Tic involontari
• Il paziente è in grado di sopprimerli sforzandosi
• BASI NERVOSE DEL DISTURBO :
• Disturbo ben definito con sintomi osservabili
• Ostacoli al suo studio deriva dal fatto che i sintomi si riducono con l’aumentare dell’età
• Questo studio si basa su neuroimaging
• Focalizzato sul corpo striato = di dimensioni ridotte e quando sopprimono i loro tic si registra un attività a livello della
corteccia prefrontale e il nucleo caudato
• La decisione di sopprimere i tic proviene dalla corteccia prefrontale che da avvio agendo sul nucleo caudato
• Evidenze indicative di una disfunzione della trasmissione dopaminergica e GABA ergica all’interno dei circuiti cerebrali
cortico-striato-talamo-corticali (circuiti coinvolti nell’apprendimento motorio)
• Assottigliamento della sostanza grigia della corteccia motoria a livello delle aree deputate al controllo del movimento
della faccia della bocca e della laringe

• TRATTAMENTO DEL DISTURBO:


• Il trattamento mira alla gestione di altri aspetti associati al disturbo
o Vengono informati i genitori e le persone che stanno intorno al paziente
o Si procede alla gestione del trattamento diretto alla gestione dei problemi
o Poi attenzione rivolta ai Tic
• I tic vengono trattati ricorrendo ad antipsicotici
o Li possono ridurre del 70% ma spesso i pazienti e i cargiver rifiutano l’utilizzo di questi farmaci per gli effetti
collaterali
o L’efficacia è compatibile con l’ipotesi secondo cui il disturbo sarebbe collegato ad alterazioni del circuito c-s-t-c
dato che tale circuito si basa sulla trasmissione dopaminergica.

SPERIMENTAZIONI CLINICHE : SVILUPPO DEI NUOVI FARMACI PSICOTERAPEUTICI


RICERCA TRASLAZIONALE: diretta a tradurre le scoperte scientifiche in trattamenti chimici efficaci

• Il processo che porta al rilascio dell’autorizzazione di un nuovo farmaco psicoterapeutico


o Sintesi del farmaco
o Sviluppo di procedure di sintesi economicamente vantaggiose
o Raccolta di evidenze da soggetti non umani che dimostrano il fatto che il farmaco sia sicuro per l’uso umano e
che questo possa portare benefici
• Tempo stimato almeno 5 anni

SPERIMENTAZIONI CLINICHE: sono studi condotti su volontari umani diretti a valutare l’efficacia del farmaco
• SPERIMENTAZIONI CLINICHE : LE TRE FASI
o VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA:
▪ Obiettivo = determinare se il farmaco è sicuro per l’uso umano e determinare la quantità di
farmaco tollerabile
▪ I partecipanti sono volontari sani che ricevono un compenso
▪ La fase inizia con la somministrazione di minuscole quantità di farmaco che verranno poi
gradualmente aumentate
▪ Le reazioni vengono monitorate e se ci sono reazioni avverse lo studio viene interrotto
o DETERMINAZIONE DEL PROTOCCOLO SPERIMENTALE :
▪ Obiettivo : determinare il protocollo da utilizzare nella fase di verifica finale al fine di ottenere un
risultato chiaro
▪ I ricercatori mirano a scoprire quali dosi possono essere efficaci dal punto di vista terapeutico , con
quale frequenza debbano essere somministrati e per quanto tempo per esercitare un effetto
terapeutico ,quali sono i benefici
▪ Quest prove vengono condotte su pazienti volontari affetti dal disturbo
▪ La sperimentazione comprende gruppi di controllo trattati con il palcebo e il disegno della
sperimentazione è a doppia cieca (tutti all’oscuro del trattamento)
o VERIFICA FINALE :
▪ Studio in doppio cieco controllato con placebo condotto su pazienti affetti
▪ Si basa sui risultati della fase precedente e dimostra gli effetti terapeutici del farmaco

• ASPETTI CONTROVERSI DELLE SPERIMENTAZIONI CLINICHE


o NECESSITA’ DI UN DISEGNO IN DOPPIO CIECO E DI CONTROLLI TRATTATI CON PLACEBO:
▪ I pazienti vengono assegnati casualmente al gruppo trattato con il farmaco o con il placebo e sono
tenuti all’oscuro del trattamento avuto
o NECESSITA’ DI UN PLACEBO ATTIVO:
▪ Alcuni farmaci presentano effetti collaterali riconoscibili dagli individui , negli studi in doppia
cieca i partecipanti non possono essere sicuri di aver assunto il farmaco
▪ Viene quindi usato un placebo attivo farmaco controllato che non ha alcun effetto terapeutico ma
produce effetti collaterali simili a quelli del farmaco in esame
o QUANTITA’ DI TEMPO RICHIESTA :
▪ Si sta cercando di accelerare il processo di valutazione senza sacrificare la qualità delle procedure
o ASPETTI ECONOMICI :
▪ Spesi milioni e solo il 2% entra in commercio
▪ Redditività = di rado le case farmaceutiche sviluppano farmaci per le patologie rare (farmaci
orfani)
▪ Collo di bottiglia traslazionale solo una piccola percentuale delle idee riceve finanziamenti
o TARGET DELLA PSICOFARMACOLOGIA :
▪ Farmaci che beneficiano sono una parte dei sintomi

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