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©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

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(Questo documento è esclusivamente ad uso privato degli studenti del Biblico. Per favore, non si divulghi questo documento fuori
dall’Istituto senza il mio permesso.)

IL WAYYIQTOL NELLA PROSA DELL’EBRAICO BIBLICO CLASSICO (GEN- 2 RE)

FUNZIONE
Il wayyiqtol viene usato generalmente per presentare azioni ed eventi del passato, sia
distanti che recenti, che appartengono al «primo piano» (foreground) della narrazione; esse
«spingono» avanti la storia narrata lungo il tempo. Le forme di wayyiqtol sono marcate dalla
sequenzialità. Le azioni descritte mediante l’uso della forma wayyiqtol sono presentate
nell’aspetto perfettivo1.
Il wayyiqtol appare unicamente in formulazioni positive. Per negare un’azione del
passato si usa: ‫ ֹלא‬+ qatal.
Limite nell’uso: Poiché il wayyiqtol è una forma verbale marcata dalla sequenzialità,
esso non è generalmente utilizzato nelle frasi interrogative. Inoltre, il wayyiqtol generalmene
non si usa come il primo verbo di modo finito2 di una frasi subordinata in quanto in esse
troviamo piuttosto qualche tipo di commento (temporale, causale, condizionale, concessivo,
etc.) rispetto alle azioni della frase principale. Il wayyiqtol appare per lo più nelle frasi
principali che sono, infatti, l’«ambiente naturale» delle azioni che appartengono al primo
piano della narrazione.

SPIEGAZIONE

                                                            
1
 L’aspetto perfettivo presenta la totalità della situazione descritta senza riferimento a una sua scansione
temporale interna. La situazione è presentata come un tutto unico indecomponibile. 

2
 Commento su ‘Il primo verbo di modo finito di una frase subordinata’ (= the first finite verb in a 
subordinate clause): se la frase subordinata ha solo un verbo di modo finito, questo normalmente (= senza 
contare alcuni casi speciali) sarà un qatal o un yiqtol, ma non una forma sequenziale come wayyiqtol o 
weqatalti. Se la frase subordinata ha due o più verbi di modo finito, e tutte le azioni sono presentate come un 
susseguirsi delle cose, allora il primo verbo di modo finito al solito sarà un qatal seguito da una o più forme di 
wayyiqtol (per le azioni del passato), oppure un yiqtol seguito da una o più forme di weqatalti (per le azioni 
future oppure per le azioni passate che si ripetevano periodicamente). 

1
©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

Nell’ebraico biblico classico (cioè, grossomodo, nei libri da Genesi a 2 Re) il


wayyiqtol3 è una forma verbale (nella lingua corrente si dice un «tempo»)4 che colloca
l’azione nel passato. La forma verbale ‫( ו ַ֖תּ ֹאמֶר‬Rut 3,5) ella disse/ha detto è un wayyiqtol.
Il wayyiqtol non fa differenza tra un’azione passata distante, che ha poco a che fare con
il momento presente (o con il momento dell’enunciazione), e un’azione passata i cui effetti
perdurano in qualche modo fino al presente (o fino al momento dell’enunciazione).
In italiano, ad esempio, il passato prossimo viene spesso impiegato per descrivere
azioni passate i cui effetti perdurano fino al momento dell’enunciazione. Con l’espressione
«Ho aperto la finestra» (I have opened the window) si vuole indicare che in un passato
recente ho aperto la finestra e che questa rimane ancora aperta.5 Il passato remoto, invece,
presenta azioni passate (solitamente più lontane nel tempo) senza però suggerire qualche tipo
di legame dell’azione passata con il presente (o con il momento dell’enunciazione): io misi,
lei fece, loro chiesero. In ebraico, tuttavia, il wayyiqtol, non sembra che faccia distinzione tra
un passato distante (Dio creò il mondo) ed un passato recente (lei è uscita) - anche se si deve
notare che la maggior parte delle occorrenze di wayyiqtol nella Bibbia Ebraica descrive
azione passate che sono ormai distanti dalla prospettiva narrativa. In altre parole, il wayyiqtol
si usa nella narrazione biblica per riferire azioni passate, tanto quelle distanti (= la maggior
parte delle occorrenze; cf. ad es. Rut 1,3: ‫ִימלְֶך ִ ֣אישׁ נָע ִ ֳ֑מי‬
֖ ֶ ‫ ַו ָיּ֥מָת ֱאל‬, «Morì Elimèlech, marito di
Noemi»), quanto quelle recenti (= relativamente poche occorrenze) i cui effetti perdurano (o
si vedono) ancora al momento del parlare. In Gen 3,10, per esempio, Adam dice a Dio che lo
sta cercando ‫ ָו ֵאחָבֵ ֽא‬, «mi sono nascosto»; in questo caso il wayyiqtol viene tradotto
correttamente con «mi sono nascosto» (in italiano, un passato prossimo) perché dal contesto
sembra che Adam fosse ancora nascosto quando rispose a Dio).
Il wayyiqtol è la forma della narrazione nel passato per eccellenza. Lo si usa quasi
esclusivamente per narrare ciò che avvenne o ciò che fu fatto nel passato, e primariamente
per le azioni e gli eventi che «spingono» avanti (fanno progredire) il racconto lungo il tempo
(the actions and the events that ‘push forward’ the story through time) e che, pertanto,

                                                            
3
Noi lo chiameremo unicamente wayyiqtol, ma dobbiamo ricordarci che a volte questa forma verbale è
conosciuta come «forma narrativa» (narrative form) o «imperfetto invertito» (converted imperfect). Il nome
wayyiqtol si basa sulla forma della terza persona maschile singolare di questo «tempo» e sembra essere quello
più neutrale, in quanto non fa alcun riferimento alla funzione di wayyiqtol, rispetto, ad esempio, al termine
«forma narrativa».
4
Ad esempio, in italiano, il passato remoto (io feci, lei ebbe) o il passato prossimo (ho fatto, sono andate) sono
chiamati «tempi». Noi useremo la parola «tempo» (tra virgolette), per indicare l’insieme delle forme verbali di
una lingua, che svolgono una funzione particolare, come il futuro semplice (amerò, amerai, amerà, ecc.) o
l’imperfetto (amavamo, amavate, amavano) in italiano. In ebraico i «tempi» sono il weqatalti, il wayyiqtol, il
qatal e lo yiqtol. Invece la parola tempo (senza virgolette) sarà adoperata solo in riferimento alla categoria
verbale. Il tempo, l’aspetto e la modalità (in inglese, tense, aspect e modality) sono categorie grammaticali
relative al verbo.
5
Da circa trent’anni, tuttavia, nell’uso corrente della lingua italiana, si è fatta sempre più strada la tendenza di
usare il passato prossimo per descrivere azioni lontane nel tempo, a danno del passato remoto.

2
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appartengono al «primo piano» (foreground) della narrazione6. Invece, per dare informazioni
che fanno parte del retroterra (background) del racconto, per mettere un’azione in contrasto
con quelle espresse in wayyiqtol o per dare informazioni aggiuntive e supplementari, si usano
il qatal, lo yiqtol e le frasi nominali (la scelta tra queste forme dipende, evidentemente, da ciò
che si vuole esprimere).
Alviero Niccacci fa un’osservazione acuta quando nota:
La narrazione si sviluppa mediante una catena di WAYYIQTOL. Quando questa catena
viene interrotta (cioè quando viene usata una forma verbale diversa da WAYYIQTOL),
è segno che lo scrittore vuole dare un’informazione che non è sulla stessa linea dei fatti
narrati.7

SEQUENZIALITÀ
A differenza delle forme verbali del passato dell’italiano o dell’inglese, il wayyiqtol al
solito esprime esplicitamente il valore di “poi”, esso viene pertanto utilizzato per presentare
le situazioni narrate come una sequenza o un susseguirsi di eventi e di azioni. Una
serie di wayyiqtol ci dice: «lui ha fatto questo e (poi)8 ha fatto questo e (poi) ha fatto questo».
In altre parole, le forme di wayyiqtol sono marcate dalla sequenzialità. A differenza delle
forme verbali del passato in italiano o in inglese, il wayyiqtol esprime esplicitamente il valore
di “POI” stabilendo una successione esplicita tra le azioni raccontate. Anche le altre lingue
sono in grado di narrare il susseguirsi degli eventi, ma ciò si deduce piuttosto dalla sintassi
(un’azione viene messa dopo un’altra), ovvero risulta dall’uso di espressioni temporali come
in seguito o poi. Ma le forme verbali della lingua italiana (o inglese) non sono marcate dalla
sequenzialità (cioè non la esprimono esplicitamente come fa il wayyiqtol in ebraico). Questa
dimensione di sequenzialità intrinseca alla forma wayyiqtol è un «contributo» della waw.
Il susseguirsi delle azioni descritte dal wayyiqtol si vede chiaramente, ad esempio, in
Rut 3,7 (wayyiqtol in rosso):
‫ְֹלתיו וַתִּ שְׁכָּ ֽב׃‬
֖ ָ ‫ִיטב ל ִ֔בּוֹ ַויּ ָ֕ב ֹא ִלשׁ ַ ְ֖כּב ִבּק ֵ ְ֣צה ָהע ֲֵר ָ ֑מה וַתָּ ֣ב ֹא ַב ָ֔לּט וַתְּ גַ ֥ל מ ְַרגּ‬
֣ ַ ‫ְתּ ַויּ‬
ְ֙ ‫וַיֹּ֙אכַל ֤בּ ֹעַז ַויֵּשׁ‬
Boaz mangiò, bevve e il suo cuore si rallegrò, poi se ne andò a dormire all'estremità del
covone; ed ella [=Rut] venne di soppiatto, scoprì la coperta dalla parte dei suoi piedi e si
coricò.

                                                            
6
Il prof. Douglas Gropp chiamava wayyiqtol «workhorse that carries forward the action of the narrative», cioè
il cavallo da tiro che «trascina» in avanti l’azione della narrazione.
7
A. NICCACCI, Sintassi del verbo ebraico nella prosa biblica classica. (Jerusalem: Franciscan Printing Press,
1986), 19.
8
Questo “poi” è da evitare nelle traduzioni nelle lingue europee per non produrre una traduzione troppo
artificiale, priva di naturalezza.

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Il fatto che il wayyiqtol sia una forma verbale marcata dalla sequenzialità ne limita di
conseguenza l’uso; ciò vale anche per la forma weqatalti (altra forma verbale della narrazione
biblica marcata dalla sequenzialità). Il wayyiqtol e weqatalti, mettono in rilievo alcune azioni
e le presentano come un susseguirsi di eventi. In un certo senso, non è un’esagerazione notare
che, nella prosa dell’ebraico biblico classico, il wayyiqtol (per la narrazione nel passato) e il
weqatalti (per la narrazione nel futuro o per la descrizione di un costume passato9) hanno,
praticamente, il monopolio della narrazione dei fatti del primo piano del racconto, ossia della
narrazione delle azioni e degli eventi che «spingono» avanti la storia attraverso il tempo.

FRASI SUBORDINATE E FRASI INTERROGATIVE


Le azioni descritte nelle frasi subordinate10 dipendono dalle azioni narrate nelle frasi
principali o, in altre parole, le azioni descritte nelle frasi subordinate forniscono qualche
informazione supplementare o fanno un commento di qualche tipo (temporale, causale,
condizionale, concessivo, ecc.) alle azioni della frase principale. Per questa ragione, il
wayyiqtol non è una forma verbale che normalmente appare come la prima forma verbale di
modo finito nelle frasi subordinate. Inoltre, poiché il wayyiqtol è una forma verbale marcata
dalla sequenzialità, essa non appare normalmente nelle frasi interrogative (cioè, nelle
domande) come la prima forma verbale di modo finito. Di conseguenza, nelle frasi
subordinate e nelle frasi interrogative, viene usato solitamente il qatal (e non il wayyiqtol) per
le azioni del passato, e lo yiqtol (e non il weqatalti) per le azioni del futuro, come la prima
forma verbale di modo finito.
Si noti, ad esempio, che in Es 3,4 il verbo (al passato) della frase subordinata è espresso
mediante la forma qatal:

‫ְהו֖ה ִכּ֣י ָ ֣סר ל ְִר ֑אוֹת ַויִּק ְָרא֩ ֵא ָל֙יו אֱֹל ִ֜הים מ ִ֣תּוְֹך ַה ְסּ ֶ֗נה וַיֹּ֛אמֶר מ ֶ ֹ֥שׁה מ ֶ ֹ֖שׁה וַיֹּ֥אמֶר הִנֵּ ֽנִי׃‬
ָ ‫ַו ַיּ ְ֥רא י‬

Il Signore vide che egli si era voltato per vedere [frase subordinata completiva, ‫סָר‬
qatal, 3m.sg.] e lo chiamò dal mezzo del roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Ed egli disse:
«Eccomi!».
Se leggiamo attentamente l’intero primo capitolo del libro di Rut, noteremo che ci sono
38 forme di wayyiqtol (almeno, secondo il mio calcolo) e 15 forme di qatal. Almeno 6 di
queste forme di qatal (ma possibilmente anche di più, a seconda dell’interpretazione
grammaticale di Rut 1,12) appaiono in frasi subordinate; eccone alcuni esempi:

Rut 1,6 (qatal in frase subordinata)


                                                            
9
Con il valore, cioè, dell’aspetto imperfettivo di tipo frequentativo-abituale.
10
Si deve saper distinguere fra tre tipi principali di frase/proposizione subordinata: a) completiva (soggetiva o
oggettiva); b) relativa; c) avverbiale.

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‫ִכּ֤י ָשֽׁמְ עָה֙ בִּשְׂ ֵ ֣דה מוֹ ָ֔אב כִּ ֽי־פ ַ ָ֤קד י ְהוָה֙ אֶת־ע ַ֔מּוֹ‬
Poiché nelle campagne di Moab aveva sentito [dire] che il SIGNORE aveva visitato il suo
popolo

Rut 1,20 (qatal in frase subordinata)


‫כִּי־ה ֵַמ֥ר שַׁדַּ ֛י ִל֖י מְאֹֽד׃‬
Perché l'Onnipotente mi ha inflitto grande amarezza

Genesi 12,18 (qatal in frase interrogativa)


‫ָשׂיתָ ִלּ֑י ֚ ָלמָּה ֹלא־ה ִַגּ֣דְ תָּ ִ֔לּי ִכּ֥י ִאשְׁתְּ ָך֖ הִ ֽוא׃‬
֣ ִ ‫ַה־זּ ֹאת ע‬
֖ ‫ַויִּק ָ ְ֤רא פ ְַרע ֹה֙ לְאַב ְָ֔רם ו ַ֕יּ ֹאמֶ ר מ‬
Il faraone chiamò Abramo e disse: “Che cosa mi hai fatto? Perché non mi hai detto che era
tua moglie?

Rut 2,10 (qatal in frase interrogativa)


‫ו ַ֣תּ ֹאמֶר ֵא ָ֗ליו מַדּוּ ֩ ַע מָ ָצ֙אתִ י ֵ ֤חן ְבּעֵי ֶ֙ניָך‬
[Rut] gli disse: “Come mai ho trovato grazia agli occhi tuoi?”

Genesi 15,2 (yiqtol in frase interrogativa)


‫וַיֹּ֣אמֶר אַב ְָ֗רם אֲד ָֹנ֤י י ֱהוִה֙ מַה־תִּ תֶּ ן־ ִ֔לי‬
Abramo disse: “Dio, SIGNORE, che cosa mi darai?”

ATTENZIONE! Le forme sequenziali, wayyiqtol o weqatalti, possono apparire anche


in frasi subordinate nelle quali il narratore vuole presentare due o più azioni come un
susseguirsi di eventi.
Se una proposizione subordinata ha solo una forma verbale di modo finito (only one finite
verb), questo sarà un qatal o uno yiqtol.

Se una proposizione subordinata ha due o più forme verbali di modo finito (two or more
finite verbs), allora normalmente la prima forma verbale è una forma non-sequenziale,
QATAL o YIQTOL, e le forme successive (cioè: la seconda, la terza, etc., forma verbale di
modo finito della stessa proposizione subordinata) sono le forme sequenziali, WAYYIQTOL
o WEQATALTI rispettivamente.

5
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Le forme sequenziali, wayyiqtol e weqatalti, appaiono solo nelle formulazioni positive. Non
esistono nelle formulazioni negative. Quindi, quando si introduce una negazione, dopo ‫לֹא‬, si
adopera qatal o yiqtol per esprimere la negazione, sia nella frase principale sia nella frase
subordinata.

2 Samuele 2,23 (wayyiqtol in frase subordinata, dopo un qatal)


‫ָל־שׁם ַו ָיּ֣מָת‬
֖ ָ ‫ַויְמ ֵ ָ֣אן ל ָ֗סוּר ַויּ ֵַכּ֣הוּ אַ ְבנֵ ֩ר בְּאַח ֲֵר֙י ַה ֲח ִ֜נית אֶל־ה ַ֗ח ֹמֶשׁ וַתֵּ ֵצ֤א הַ ֽ ֲחנִי ֙ת מֵאַח ֲָ֔ריו ַויִּפּ‬
‫( ַוי ְ ִ֡הי כָּל־ה ָ ַ֣בּא אֶ ֽל־ ַה ָמּקוֹם֩ ֲאשֶׁר־ ָ֙נפַל ָ ֧שׁם עֲשָׂהאֵ ֛ל ַויּ ָ֖מ ֹת וַ ֽיַּעֲמֹֽדוּ׃‬Qere) [‫]תַּ ח ָ ְ֑תּיו‬
He refused to turn away. So Abner struck him in the stomach with the butt of his spear, and
the spear came out through his back. He fell [qatal] there, and died on the spot (or: where he
lay) [lit., “under himself”]. Anybody coming to the place where Asahel had fallen [qatal] and
died [wayyiqtol], stopped.
Egli si rifiutò di andare via/allontanarsi. Allora Abner con il retro della lancia lo colpì (lo
percosse) nel ventre, e la lancia gli uscì dalla parte opposta (o: e la lancia lo trapassò), ed
egli cadde [qatal] lì e morì [wayyiqtol] subito (o: in quello stesso luogo) [let., “sotto di lui”].
Chiunque giunse sul luogo dove Asael cadde [qatal] e morì [wayyiqtol], si fermò.

In questo versetto il wayyiqtol ‫« ַויּ ָ֖מ ֹת‬morì» appare in una frase relativa (uno dei tre tipi
di frase subordinata) e subito dopo segue un altro wayyiqtol ‫« וַ ֽיַּעֲמֹֽדוּ‬si fermarono» che però
appartiene alla frase principale anticipata da wayhi narrativo. La frase relativa, introdotta da
‫ ֲאשֶׁר‬, intende descrivere il posto (‫ ) ַה ָמּקוֹם‬dove Asahel morì. Per la descrizione di questo posto,
il narratore usa i due verbi della frase precedente: ‫־שׁם ַו ָיּ֣ ָמת‬ ֖ ָ ‫ ַויִּפָּל‬. Poiché egli però vuole
presentare le due azioni come un susseguirsi anche nella frase relativa, mette il primo verbo
in qatal (‫ ) ָ֙נפַל‬e il secondo in wayyiqtol (‫) ַויּ ָ֖מ ֹת‬. Si noti che solamente il contesto ci aiuta a
interpretare ‫ ַויּ ָ֖מ ֹת‬come una forma verbale che appartiene ancora alla frase relativa; altrimenti,
un lettore potrebbe interpretarla quasi meccanicamente come il primo wayyiqtol della frase
principale anticipata da wayhi narrativo. Solitamente, le lingue danno indicazioni più chiare
che quelle di questo versetto, in base alle quali è possibile distinguere tra le forme verbali di
una frase principale e quelle di una frase subordinata.

SVILUPPO STORICO11
Il wayyiqtol è morfologicamente composto da:

waw + RADDOPPIAMENTO + (ciò che sembra uno) yiqtol


                                                            
11
Si legga a riguardo, B. K. WALTKE – M. P. O’CONNOR, An Introduction to Biblical Hebrew Syntax (Winona
Lake, Ind.: Eisenbrauns, 1990) §29.4h (p. 458-70), §33.1.2a-c (p.544-46).

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Tuttavia, si deve tener presente che, da un punto di vista diacronico (cioè nella
prospettiva del suo sviluppo storico), il wayyiqtol è, con più probabilità, composto da waw +
PRETERITO. Questo preterito, dopo alcuni cambiamenti fonologici verificatisi nell’ebraico
preclassico o prebiblico, è diventato morfologicamente identico a ciò che noi conosciamo
come yiqtol. Nel periodo prebiblico, esisteva una distinzione tra la forma YAQTUBU, un
antico imperfetto (cioè una forma verbale con funzioni simili allo yiqtol o «imperfetto»
dell’ebraico biblico), e quella YAQTUB che era la forma del preterito/iussivo. YAQTUB
svolgeva una doppia funzione grammaticale: quella del «tempo» passato (scrisse, disse,
diede) e quella dello iussivo (con significato: che scriva, che dica, che faccia)12. Ad un certo
punto, nell’ebraico preclassico, questa distinzione tra YAQTUBU (imperfetto) e YAQTUB
(preterito/iussivo) è sparita nella maggior parte dei verbi. Da un punto di vista diacronico,
dunque, lo yiqtol (cioè YIKTUB, usando la stessa radice K-T-B) dell’ebraico biblico è
l’«erede» sia di YAQTUBU (imperfetto) che di YAQTUB (preterito/iussivo); le due forme
antiche sono confluite in una sola forma verbale, ad eccezione di alcune forme dei terza-‫ה‬, e
di alcuni verbi vuoti (seconda-‫י‬/seconda-‫)ו‬, che conservano ancora qualcosa di quella
distinzione risalente al periodo preclassico. Si considerino, ad esempio:
 Verbi ‫( ל''ה‬terza-‫)ה‬: qatal ‫« ָבּנָה‬costruì», yiqtol ‫« י ִ ְבנֶה‬costruirà», iussivo ‫« ִ֫י ֶבן‬che
costruisca», wayyiqtol ‫« ַו ִ֫יּבֶן‬e (poi) costruì» o «e (poi) ha costruito»
 Verb ‫( ע''ו‬seconda-‫) ו‬: yiqtol ‫« י ָקוּם‬si alzerà», iussivo ‫« י ָק ֹם‬che si alzi», wayyiqtol ‫« ַו ָ֫יּקָם‬e
(poi) si alzò» o «e (poi) si è alzato».
Nel corso dei cambiamenti fonologici e sintattici dell’ebraico prebiblico a cui abbiamo
accennato, la congiunzione waw è diventata (tecnicamente, si dice: «è stata rianalizzata
come») parte integrale di una nuova forma verbale, che adesso chiamiamo wayyiqtol. Quindi,
storicamente, il wayyiqtol risulta dalla composizione di waw + RADDOPPIAMENTO +
PRETERITO13. In ebraico biblico, e in particolar modo nell’ebraico del periodo classico o

preesilico, la waw è parte integrale della forma wayyiqtol, nel senso che
non si può separare la waw dal resto della forma, sostenendo, ad esempio, che un determinato
wayyiqtol è composto da una waw + yiqtol di un verbo specifico. Ciò implica che la waw,
preposta ad alcune forme verbali, ha una funzione grammaticalizzante (in wayyiqtol e
weqatalti). Di conseguenza, visto che in ebraico biblico, WAW è parte integrale di alcune
forme verbali, WAW viene evitato davanti ad altre forme verbali di modo finito (before other
                                                            
12
Il contesto e la sintassi solitamente ci aiutano a capire chiaramente, in una determinata frase, quale funzione
grammaticale svolge una forma linguistica che può svolgere due o più funzioni. Ad esempio, in spagnolo, la
forma hablamos può essere la prima persona plurale sia del presente che del preterito dell’indicativo
(«parliamo» o «parlammo»). Allo stesso modo, la forma parli, in italiano, può essere sia la seconda persona
singolare del presente indicativo che la prima, la seconda o la terza persona singolare del congiuntivo presente
sia la terza persona singolare dell’imperativo presente. In questi casi, solo il contesto e la sintassi ci permettono
di capire quale funzione svolga esattamente la forma verbale.
13
Nella sua Grammaire de l’hébreu biblique, pubblicata nel 1923, al paragrafo 118, Paul Joüon descrive il
wayyiqtol come «futur inverti», «futuro inverso/invertito» (ing.,«inverted future»), con waw inversiva,
intendendo con «invertire», «cambiare in senso opposto o contrario».

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finite verb forms) - come per esempio qatal o yiqtol - proprio a causa del suo valore
grammaticalizzante. Siccome la waw è una componente essenziale della forma wayyiqtol, le
forme di wayyiqtol sono marcate, come abbiamo già accennato, dalla coordinazione sintattica
perché la waw («e») è sempre presente in queste forme, quantunque non si possa ridurre la
funzione della waw nel wayyiqtol al mero significato di «e» (and)

PARAGONE CON LA DESCRIZIONE TRADIZIONALE


Questa funzione grammaticalizzante di waw rimanda a ciò che gli ebraisti dicono
tradizionalmente sul cosiddetto «waw inversivo». A loro modo di vedere, la waw «trasforma»
le forme verbali in altre forme; ad esempio, nella loro descrizione, da waw + yiqtol risulta
wayyiqtol, e da waw + qatal risulta weqatalti. Spiegando una cosa complessa in modo
semplificato, secondo l’insegnamento tradizionale, il «tempo» yiqtol (futuro) diventa, grazie
al «waw inversivo», il «tempo» wayyiqtol (passato), e il «tempo» qatal (passato) diventa il
«tempo» weqatalti (futuro). Il wayyiqtol (tradizionalmente chiamato «imperfetto invertito» o
«imperfetto con waw inversiva») avrebbe così un valore simile a quello del qatal e, in modo
corrispondente, il weqatalti (tradizionalmente chiamato «perfetto invertito» o «perfetto con
waw inversiva») avrebbe un valore simile a quello dello yiqtol14.
A mio avviso, questa spiegazione tradizionale della forma wayyiqtol va accolta con
molta cautela perché, come abbiamo visto, il wayyiqtol, storicamente, non è una «forma
invertita» dello yiqtol (conosciuto anche come imperfetto), ma, probabilmente, ha la sua
origine storica nel preterito dell’ebraico prebiblico. Lambdin e Joüon offrono molte
osservazioni importanti sulle forme verbali dell’ebraico biblico, ma le loro osservazioni
devono essere assunte in modo critico, prendendo in considerazione la comprensione più
aggiornata dei «tempi» dell’ebraico biblico.
Per Lambdin, in ebraico biblico, la sequenza narrativa si costruisce con PERFETTO +
IMPERFETTO per la narrazione del passato (§98a), o con IMPERFETTO + PERFETTO per la
narrazione del futuro (§98b). Queste «etichette» usate da Lambdin oggi non sono più
accettabili considerando tutti gli studi fatti negli ultimi decenni nel campo degli studi semitici
a proposito delle forme verbali dell’ebraico biblico. Pertanto, riguardo alla sequenza
narrativa, noi parleremo di qatal + wayyiqtol per la narrazione del passato (invece del
PERFETTO + IMPERFETTO di Lambdin) e di yiqtol + weqatalti per la narrazione del futuro
(invece di IMPERFETTO + PERFETTO di Lambdin)15.

WAYYIQTOL: MAI CON LA NEGAZIONE


                                                            
14
Tale spiegazione tradizionale si trova esposta, ad esempio, in Lambdin §9 o in Joüon §§117-119 (anche nella
traduzione inglese di Muraoka).
15
Anche se spesso si usa l’etichetta «imperfetto» in riferimento allo yiqtol e l’etichetta «perfetto» in riferimento
al qatal, per ragioni sia pratiche che teoretiche, noi adopereremo solamente i nomi qatal e yiqtol.

8
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Poiché la congiunzione waw è diventata (cioè è stata rianalizzata come) parte integrale
delle forme wayyiqtol e weqatalti (le due forme sequenziali del verbo ebraico) queste forme
possono apparire esclusivamente in formulazioni positive.
La waw è parte integrale ed inscindibile del wayyiqtol e del weqatalti, perciò queste
forme non possono essere «spezzate» per inserire la negazione ‫ ֹלא‬tra la waw e il resto della
forma verbale, per cercare di farne una forma negata. D’altra parte, il valore ‘e’ di waw è
sempre presente nelle forme sequenziali e perciò la negazione ‫ ֹלא‬non può mai trovarsi di
fronte a un wayyiqtol o un weqatalti (sarebbe come dire, in italiano, «non e andò» o, in
inglese, «he didn’t and go» invece di «e non andò» o di «and he didn’t go»)16.
Per negare un’azione nel passato, invece di17 un wayyiqtol, si usa ‫ ֹלא‬+ qatal. Per negare
un’azione nel futuro, o un’azione che esprime l’aspetto imperfettivo (sia progressivo che
frequentativo/abituale), o il valore modale, invece di un weqatalti, si usa ‫ ֹלא‬+ yiqtol.
Si noti inoltre che qatal e yiqtol, poiché sono le forme verbali non marcate dalla
sequenzialità, hanno un uso più ampio (o meno ristretto) di quello delle forme sequenziali.
Per tale ragione, qatal e yiqtol possono apparire sia in formulazioni positive che in
formulazioni negative; inoltre, qatal e yiqtol si usano nelle frasi principali quando non si
vuole raccontare una storia, cioè quando non si vogliono presentare gli eventi come una
successione di fatti. Infine, solo qatal e yiqtol possono apparire come il primo verbo (di modo
finito) nelle frasi subordinate e nelle frasi interrogative.

LA CORRELAZIONE DELLE FORME VERBALI


Nei testi narrativi dell’ebraico biblico, quando il narratore adopera le forme sequenziali
(per presentare, ad esempio, le azioni del primo piano come un susseguirsi dei fatti narrati), è
possibile notare una certa correlazione (cioè, una relazione reciproca) d’uso tra wayyiqtol e
qatal per la narrazione del passato e tra weqatalti e yiqtol per la narrazione del futuro (come
anche per altre cose come aspetto, modalità).

                                                            
16
In italiano, possiamo, ad esempio, «spezzare» le cosiddette preposizioni articolate (che risultano dalla
combinazioni di alcune preposizioni l’articolo definito; ad esempio: al, allo, alla, ai, alle, nel, nello, nella, sul,
sullo, dal, dai, del, delle). Se alla frase «dare ai figli e alle figlie» vogliamo aggiungere tutto, dovremo
«spezzare» le preposizioni inserendo tutto tra le preposizioni e gli articoli: «dare a tutti i figli e a tutte le figlie».
Non così il wayyiqtol e il weqatalti che non possono essere similmente «spezzati».
17
«Invece di» dev’essere capito bene. Quando una serie di forme sequenziali si interrompe e appare una
negazione, questo evento negato, a mio avviso, non fa più parte del «primo piano» della narrazione; solo le
azioni che «spingono» avanti la storia, cioè le azioni che accadono realmente (perciò non quelle negate), fanno
parte del «primo piano». Un’azione negata descrive qualcosa che non è accaduto o non accadrà, indica la
mancanza o l’assenza di un fatto; non mi sembra quindi sbagliato sottolineare che, nei testi narrativi dell’ebraico
biblico classico, le azioni che appartengono al «primo piano» sono espresse prevalentemente per mezzo delle
forme sequenziali wayyiqtol (per il passato) e weqatalti (per il resto). Questa ipotesi personale, tuttavia, va
verificarla ulteriormente ed è quindi da accogliere con estrema cautela.

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©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

A. CORRELAZIONE PER IL PASSATO

Wayyiqtol - Qatal
Il wayyiqtol è usato per narrare le azioni del «primo piano», e dunque prevalentemente
in frasi principali, mentre il qatal si usa per descrivere fatti che appartengono al retroterra, in
frasi principali, subordinate e interrogative e nelle negazioni.

B. CORRELAZIONE PER IL FUTURO (E ALTRE COSE)

Weqatalti - Yiqtol
Il weqatalti è usato per narrare le azioni del «primo piano», e dunque prevalentemente
in frasi principali, mentre lo yiqtol si usa per descrivere fatti che appartengono al retroterra, in
frasi principali, subordinate e interrogative e nelle negazioni.

QATAL CONTRAPPOSTO A WAYYIQTOL


Nei testi narrativi, il qatal riporta un’informazione che introduce, completa, mette a
paragone o contrasta, gli eventi del «primo piano» espressi in wayyiqtol18.
Un qatal può essere preposto a una serie di eventi in wayyiqtol, introducendo, ad
esempio, la narrazione con un antefatto19. Un qatal in posizione iniziale (prima di una serie di
wayyiqtol) si può dunque forse interpretare come un’informazione di retroterra (background).
Si consideri, ad esempio l’espressione:
“Dopo che egli aveva fatto qualcosa [espresso in qatal], egli ha fatto questo, e poi ha fatto
questo, e poi ha fatto questo [espresso in wayyiqtol]”.
In questo esempio la frase subordinata è introdotta dalla congiunzione subordinante
«dopo che», ma in ebraico un qatal preposto ad una serie di wayyiqtol senza alcuna
congiunzione subordinante può esprimere, a mio avviso, un’informazione simile alla frase
subordinata “dopo che egli aveva fatto”, cioè un’informazione di retroterra/background, che
precede nel tempo le azioni espresse poi in wayyiqtol. Un’informazione del genere, tuttavia,
non dovrebbe essere tradotta meccanicamente con un piuccheperfetto.
Si noti che una frase del genere, (qatal che introduce una serie di wayyiqtol, non
preceduto da alcuna congiunzione subordinante), da un punto di vista grammaticale, non è
una frase subordinata. Frasi di questo tipo, in ebraico biblico, sono spesso introdotte da waw
+ SOSTANTIVO/PRONOME + qatal; il qatal ‫ בּ ָ ָ֣רא‬in Gen 1,1, a mio avviso, è un qatal di questo
                                                            
18
Un’osservazione simile si potrebbe fare sulla funzione dello yiqtol nei confronti del weqatalti, sempre in testi
narrativi.
19
La parola «antefatto» vuol dire «ciò che è avvenuto prima» (a prior event of background type). Si può parlare,
ad esempio, degli antefatti di una situazione o di un crimine.

10
©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

tipo20. La prima forma verbale usata nella Bibbia Ebraica non fa avanzare la storia, ma
fornisce piuttosto un’informazione di retroterra, ci indica che Dio creò il cielo e la terra
(qualche tempo prima) ma il narratore non ci presenta questo evento come qualcosa che
accade davanti ai nostri occhi, non ci fa testimoni di questo evento ma ci informa solamente
di esso. Nel versetto seguente continuano le informazioni di retroterra e solamente in Gen 1,3
appare il primo wayyiqtol della Bibbia ‫ֱֹלהים‬ ֖ ִ ‫וַיֹּ֥אמֶר א‬, «Dio disse» mediante il quale Dio è
presentato come un «attore» che comincia a fare qualcosa davanti ai nostri occhi. Da qui in
avanti Dio continua a creare cose e la narrazione procede mediante una serie di wayyiqtol che
«spingono» avanti la storia: ‫( ַו ַיּ ְ֧רא‬Gen 1,4) «vide», ‫( ַויַּב ֵ ְ֣דּל‬Gen 1,4) «separò», etc. Quando la
serie di wayyiqtol si interrompe, anche la storia si ferma per dare un altro tipo di
informazione, non più sulla linea narrativa principale.
In Gen 1,5 il wayyiqtol con cui Dio chiama la luce «giorno», è in evidente contrasto con
il qatal con cui Dio chiama le tenebre «notte»:
‫ֹלהים׀ לָאוֹ ֙ר י֔ וֹם ְול ַ֖ח ֹשְֶׁך ָ ֣ק ָרא ָ ֑ליְלָה‬
֤ ִ ‫ַויִּק ְָר֙א ֱא‬
A partire da questo esempio (come pure da Gen 4,2 o Rut 1,14), si può dedurre che,
quando un qatal segue un wayyiqtol, la seconda azione (espressa in qatal) è presentata come
parallela a quella precedente (in wayyiqtol) o crea con questa qualche tipo di contrasto. Il
qatal ci indica che questa azione non segue cronologicamente quella in wayyiqtol, perciò non
si trova sulla stessa «linea» degli eventi quantunque sia presentata, in qualche maniera, in
stretta relazione alle azioni espresse in wayyiqtol.
Se, ad esempio, in Gen 1,5, il narratore non avesse voluto mettere in contrasto il giorno
con la notte e la luce con le tenebre, avrebbe usato sempre il wayyiqtol:
‫ֹלהים לָאוֹ ֙ר י֔ וֹם ְול ַ֖ח ֹשְֶׁך ָ ֑ליְלָה‬
֤ ִ ‫ַויִּק ְָר֙א ֱא‬
Dio chiamò la luce ‘giorno’ e le tenebre – ‘notte’.
Oppure:
‫ֹלהים לָאוֹ ֙ר י֔ וֹם ַויּ ִקְ ָר֙א ל ַ֖ח ֹשְֶׁך ָ ֑ליְלָה‬
֤ ִ ‫ַויִּק ְָר֙א ֱא‬
Dio chiamò la luce ‘giorno’ e (poi) chiamò le tenebre ‘notte’
Ecco altri esempi in cui appare più chiaramente che l’azione in qatal è messa a
paragone o in contrasto con l’azione in wayyiqtol:
Rut 1,14 (qatal dopo wayyiqtol)
‫וַתִּ ַ ֤שּׁק ע ְָרפָּה֙ ַלחֲמוֹתָ֔ הּ ו ְ֖רוּת דָּ ֥ ְבקָה ָבּֽהּ׃‬
Orpa baciò la suocera, ma Rut rimase con lei.

Gen 4,2 (qatal dopo wayyiqtol)


                                                            
20
Cf. anche, ad esempio, ‫ יָל ָ ְ֖דה‬in Gen 16,1 e ‫ נ ַ ָ֣תן‬in Gen 25,34.

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©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

‫וַ ֽיְהִי־ ֙ ֶה ֶבל֙ ֣ר ֹעֵה ֔צ ֹאן ְו ַ֕קי ִן ָה ָי֖ה ע ֹבֵ ֥ד ֲאדָ ָמֽה׃‬
Abele fu pastore di pecore; invece Caino lavoratore della terra.
Abel was a keeper of sheep, and Cain a tiller of the ground.

1Sam 1,4-5 (yiqtol verso weqatalti, per dare un contrasto o paragone)

‫ְנוֹתי ָה מָ נֽוֹת׃‬ ְ ‫ ַוי ִ ְ֣הי הַיּ֔ וֹם ַויִּז ַ ְ֖בּח ֶאלְקָ ָנ֑ה ְונ ָ֞תַ ן ִל ְפנ ִָנּ֣ה ִא‬4
֖ ֶ ‫שׁ ֗תּוֹ ֽוּ ְלכָל־בָּנֶ ֛י ָה וּב‬
֖ ַ ‫וּ ְל ַח ָ֕נּה י ִֵתּ֛ן ָמנָ ֥ה‬5
‫אַחת‬

4
Un giorno Elkana offrì un sacrificio. (Ora soleva distribuire/distribuiva [weqatalti] le porzioni
a sua moglie Peninna, e a tutti i figli e a tutte le figlie di lei;
5
ma ad Anna soleva dare/dava [yiqtol] una sola porzione.

Gen 16,1-2
‫] ִהנֵּה־ ֞נָא‬21 ‫ וַתֹּ֙אמֶר שׂ ַָ֜רי אֶל־אַב ְָ֗רם‬2 ‫שׁפ ְָח֥ה ִמצ ִ ְ֖רית וּשׁ ְָמ֥הּ הָגָ ֽר׃‬ ִ ‫ ְושׂ ַָר ֙י ֵ ֣אשֶׁת אַב ְָ֔רם ֹל֥ א יָל ָ ְ֖דה ֑לוֹ וְלָ ֛הּ‬1
‫מִמּנָּה[ ַויִּשׁ ְַמ֥ע אַ ְב ָ ֖רם ל ְ֥קוֹל שׂ ָ ָֽרי׃‬
֑ ֶ ‫ֲעצ ַ ָ֤רנִי י ְהוָה֙ ִמ ֶ֔לּדֶ ת בּ ֹא־נָא֙ אֶל־שִׁ ְפחָתִ֔ י אוּלַ ֥י ִאבּ ֶָנ֖ה‬
Sarai, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli. Aveva una serva egiziana di nome Agar.
Sarai disse ad Abramo: [“Visto che il SIGNORE mi ha impedito di partorire; ti prego, va’
dalla mia serva; forse avrò figli da lei”]. E Abramo ascoltò la voce di Sarai.

Gen 25,33-34 (un qatal che introduce una serie di wayyiqtol)


34
‫שׂו ֚ ֶלחֶם‬
ָ ֗ ‫ְויַע ֲ֞ק ֹב נ ַ ָ֣תן ְל ֵע‬ ‫ וַיֹּ֣אמֶר יַע ֲ֗ק ֹב ]ה ָ ִ֤שּׁ ְבעָה ִלּ ֙י כַּיּ֔ וֹם[ ַויִּשּׁ ַ ָ֖בע ֑לוֹ ַויִּמ ְ֥כּ ֹר אֶת־בְּכ ָֹר ֖תוֹ ְליַעֲקֹֽב׃‬33
‫וּנְ ִז֣יד עֲדָ ֔שִׁ ים וַיֹּ֣אכַל ַו ֵ֔יּשְׁתְּ ַו ָ ֖יּקָם ַויּ ֵַלְ֑ך ַו ִיּ֥בֶז ע ָ ֵ֖שׂו אֶת־ ַהבְּכ ָ ֹֽרה׃‬
Giacobbe disse: [“Prima, giuramelo”]. Esaù glielo giurò e vendette la sua primogenitura a
Giacobbe. Allora Giacobbe diede a Esaù pane e minestra di lenticchie. Egli mangiò, bevve,
si alzò, e se ne andò, e (poi/così) Esaù disprezzò la primogenitura.

                                                            
21
 Il discorso diretto, ciò che viene detto o citato, ho messo in parentesi per le ragioni di maggiore chiarezza. 

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©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

WAYYIQTOL PER SALTARE INDIETRO NEL TEMPO


(WAYYIQTOL DI SPECIFICAZIONE)
A volte, dopo la descrizione fatta in qatal, il narratore usa il wayyiqtol per «fare un
salto» indietro nel tempo, per narrare gli stessi fatti da un’altra prospettiva, ed in particolare
per narrarli in maniera più specifica (wayyiqtol di specificazione)22. Facendo un «salto
indietro» ed adoperando wayyiqtol, il narratore mette alcune azioni in più rilievo e le presenta
come le azioni del primo piano.
Sometimes, after a description of an event made in qatal, the narrator can make a
«jump back in time»23 to retell the events from another perspective, and particularly to make
them a part of the foreground.

Rut 2,11 (wayyiqtol di specificazione)


‫אָביְך וְאִ ֵ֗מְּך‬
֣ ִ ‫ַתּ ַעזְ ֞ ִבי‬
ֽ ַ ‫אִישְׁך ו‬
֑ ֵ ‫ַו ַיּ֤עַן ֙בּ ֹ ַע ֙ז וַיֹּ֣אמֶר ָ֔להּ ֻה ֵ֙גּד ֻה ַ֜גּד ִ֗לי ֤כּ ֹל אֲ שֶׁר־ ָעשִׂי ֙ת אֶ ת־חֲמוֹתֵ֔ ְך אַח ֵ ֲ֖רי ֣מוֹת‬
‫שׁ ְלשֽׁוֹם׃‬
ִ ‫ֲשׁר ֹלא־י ָ ַ ֖דעַתְּ תְּ ֥מוֹל‬
֥ ֶ ‫ְו ֶא ֶ֙ר ֙ץ מֽוֹלַדְ תֵּ֔ ְך ו ֵ ַ֣תּ ְל ִ֔כי אֶל־ ַ֕עם א‬
Booz rispose: “Mi è stato riferito tutto quello che hai fatto per tua suocera dopo la morte di
tuo marito, [come/che]24 hai lasciato tuo padre e tua madre e la tua terra nativa e sei venuta
presso un popolo che non avevi mai conosciuto.”
Boaz answered her, “All that you have done for your mother-in-law has been told me,
[how/that] you left your father and mother and your native land and came to a people that
you did not know before”.

1Re 18,13 (wayyiqtol di specificazione)


‫שׁ‬
֙ ‫ִשּׁים אִי‬
֥ ִ ‫שּׁ֙ים ֲחמ‬
ִ ‫ְהו֑ה וָאַ ְחבִּא֩ ִמנְּבִי ֵא֙י י ְה ֜ ָוה ֵ ֣מאָה ִ֗אישׁ ֲח ִמ‬
ָ ‫ִיאי י‬
֣ ֵ ‫שׂיתִי ַבּה ֲ֣ר ֹג אִי ֶ֔זבֶל ֵ ֖את נְב‬
ִ ֔ ‫ֲה ֹֽלא־ה ַֻגּ֤ד לַ ֽאדֹנִ ֙י ֵ ֣את ֲאשֶׁר־ ָע‬
‫ַבּ ְמּע ָָ֔רה ָו ֲא ַכ ְלכּ ְֵל֖ם לֶ ֥חֶם וָמָ ֽי ִם׃‬

                                                            
22
A mio parere, la grammatica di Joüon-Muraoka non presenta il wayyiqtol e il weqatalti (le forme verbali
sequenziali) in maniera aggiornata, non le presenta cioè come forme complesse dotate di unità morfologica e
funzionale. Ciò significa che la traduzione inglese della grammatica di Joüon non prende in considerazione gli
importanti sviluppi proposti dagli ebraisti negli ultimi trenta anni riguardo alla teoria dei «tempi» nell’ebraico
biblico. Per questa ragione, la grammatica di Joüon-Muraoka «taglia» spesso queste forme (wayyiqtol e
weqatalti) in pezzi (analizzandole come: waw + il resto). Nella fattispecie, ciò che noi qui chiamiamo
«wayyiqtol di specificazione», in JM §118j è spiegato come «explanatory waw» (waw di spiegazione).
23
La formulazione «jump back in time» è mutuata da R. J. WILLIAMS – J. C. BECKMAN, Williams’ Hebrew
Syntax (Toronto: University of Toronto Press, 20073) 175.
24
Per produrre un testo più elegante, nella traduzione di wayyiqtol di specificazione, si può (ma non si deve!)
utilizzare sia «che» sia «come». Si noti però che queste congiunzioni subordinanti non esistono in ebraico;
perciò, quantunque nella traduzione adoperando «che» o «come» si generino frasi subordinate, ciò non vale ai
fini della nostra analisi. Non possiamo studiare la sintassi ebraica in base ad una traduzione elegante!

13
©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

Non hanno riferito al mio signore ciò che io feci quando Gezabele uccideva i profeti del
Signore, [come/che] io nascosi cento uomini dai profeti del Signore, a cinquanta a
cinquanta, in una grotta e li sostentai con pane e acqua?
Has it not been told my lord what I did when Jezebel was killing the prophets of the LORD,
[how] I hid a hundred of the LORD’s prophets, fifty in a cave, and provided them with bread
and water?

Es 17,8-12
Es 17,8
‫ַויּ ָ֖ב ֹא ֲעמ ֵָל֑ק ַויּ ִלָּ ֥חֶם עִם־יִשׂ ְָר ֵ ֖אל בּ ְִרפִידִ ֽם׃‬
Venne [wayyiqtol, frase principale] Amalek e combatté [wayyiqtol, frase principale] contro
Israele a Refidim.

Es 17,9
‫ַל־ר ֹאשׁ ַה ִגּ ְב ָ֔עה וּמ ֵַטּ֥ה‬
֣ ‫שׁים ו ֵ ְ֖צא ִהלּ ֵ ָ֣חם ַבּ ֲעמ ֵָל֑ק ָמ ָ֗חר אָנ ִֹכ֤י נִ ָצּ ֙ב ע‬
ִ ֔ ָ‫־ל֣נוּ ֲאנ‬
ָ ‫שׁ ֙ ַע ְבּחַר‬
֙ ֻ ‫וַיֹּ֙אמֶר מ ֶ ֹ֤שׁה אֶל־י ְהוֹ‬
‫ֹלהים ְבּי ָדִ ֽי׃‬
֖ ִ ‫ָה ֱא‬
E Mosè disse [wayyiqtol, frase principale] a Giosuè: “Scegli per noi [alcuni] uomini ed esci
a combattere (let., esci [e] combatti) contro Amalec. Domani io starò in piedi in cima della
collina con il bastone di Dio in mano”.

Es 17,10
‫שׁה ְל ִהלּ ֵ ָ֖חם ַבּ ֲעמ ֵָל֑ק וּמ ֹשֶׁה֙ אַה ֲ֣ר ֹן ו ְ֔חוּר עָל֖ וּ ֥ר ֹאשׁ ַה ִגּב ְָעֽה׃‬
ֶ ֔ ֹ ‫ֲשׁר ָאֽמַר־ל ֙וֹ מ‬
֤ ֶ ‫ְהוֹשֻׁ ַע ַכּא‬
֗ ‫ַו ַיּ֣עַשׂ י‬
Giosuè fece [wayyiqtol, frase principale] come Mosè gli aveva detto per combattere Amalek.
E Mosè, Aronne e Cur salirono [qatal, frase principale fuori del primo piano???] in cima alla
collina.

Es 17,11

‫ֲשׁר י ָ ִנ֛י ַח י ָ֖דוֹ ְוגָבַ ֥ר עֲמָ לֵ ֽק׃‬


֥ ֶ ‫שׁ֙ר י ִ ָ֥רים מ ֶ ֹ֛שׁה י ָ֖דוֹ ְוג ַ ָ֣בר י ִשְׂ ָר ֵ ֑אל ְו ַכא‬
ֶ ‫ְו ָה ָ֗יה ַכּ ֲא‬
Quando Mosè alzava [yiqtol con il valore aspettuale frequentativo, frase subordinata] la
sua mano, Israele vinceva [weqatalti con il valore aspettuale frequentativo, frase
principale], e quando abbassava [yiqtol con il valore aspettuale frequentativo, frase

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©Jarosław Chrzanowski (Ebraico A/Hebrew A)

subordinata] la sua mano, vinceva [weqatalti con il valore aspettuale frequentativo, frase
principale] Amalek.

Es 17,12
‫ִידי מֹשֶׁה֙ ְכּבֵדִ֔ ים ַויִּקְחוּ־אֶ ֛ בֶן ַויּ ִ ָ֥שׂימוּ תַ ח ָ ְ֖תּיו ַו ֵיּ֣שֶׁב ע ֶָל֑י ָה וְאַהֲרֹ֙ן ו ְ֜חוּר ָ ֽתּמְכ֣ וּ ְבי ָדָ֗ יו ִמ ֶזּ֤ה ֶא ָח ֙ד וּ ִמ ֶזּ֣ה ֶא ָ֔חד‬
ֵ֤ ‫ו‬
‫ַשּׁמֶשׁ׃‬ ֽ ָ ‫ַד־בּ ֹא ה‬
֥ ‫ֱמוּנ֖ה ע‬ ָ ‫ַוי ְִה֥י י ָָד֛יו א‬

BIBLIOGRAFIA
WALTKE, B. K. – O’CONNOR, M. P., An Introduction to Biblical Hebrew Syntax (Winona
Lake, Ind.: Eisenbrauns, 1990).
WILLIAMS, R. J. – BECKMAN, J. C., Williams’ Hebrew Syntax. (Toronto: University of
Toronto Press, 20073).

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