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INTRODUZIONE

A. ALCUNE CARATTERISTICHE DELL’ETÀ PATRISTICA


 Impegno a non dispendere gli insegnamenti di Cristo trasmessi dagli apostoli.
 Una teologia legata alla vita della comunità ecclesiale, cioè c’è sempre un tentativo di
rispondere ad una certa problematica vissuta della comunità cristiana (≠ al tavolino; opere
sistematiche) – sempre vengono lette e comprese alla luce del contesto storico.
 Esegesi patristica: la teologia è frutto dell’interpretazione del testo sacro. La Sacra Scrittura è il
nutrimento costitutivo delle opere dei Padri della Chiesa.

B. CHI SONO I PADRI DELLA CHIESA


La tradizione, almeno a partire dal teologo domenicano Melchior Cano (1509-1560), indica
quattro requisiti indispensabili a che uno scrittore cristiano possa definirsi «Padre»:

1. Quello cronologico, la antiquitas (1° a 8° secolo: criterio relativo).


2. Quello morale, la sanctitas vitae: non vi debbono essere dubbi sull'integrità morale.
3. Quello dottrinale, la doctrina recta o orthodoxa: s'intende una ortodossia in senso globale o
meglio tendenziale (non devono essere letti alla luce di ciò che noi conosciamo oggi…).
o Alcuni scrittori hanno presupposti che non sono ortodossi e non sono dunque considerati
Padre della Chiesa; ma ciò non vuol dire che non danno contributi grandi alla Chiesa (vengono
chiamati scrittori ecclesiastici: cf. Origene o Tertulliano).
4. Quello di stima, ossia la ecclesiae adprobatio: cioè una tradizione di venerazione nella Chiesa,
anche senza un riconoscimento ufficiale.

1° PERIODO: ETÀ APOSTOLICA

 L'epoca apostolica, per definizione, si conclude con la morte dell'ultimo Apostolo intorno all'anno
100 (Giovanni). Per la teologia, con la morte dell'ultimo Apostolo si chiude la Rivelazione.
 Si caratteristica per il primo annuncio del vangelo (Kerigma), la vita delle prime comunità cristiane
e la formazione degli scritti del Nuovo Testamento.

2° PERIODO: ETÀ SUB-APOSTOLICA


A volte allo stesso tempo; cf. Clemente Romano nel 90 D.C

1. Crescita della letteratura apocrifa del NT.


2. Formazione del Canone (grazie al problema con i marcioniti che rigettano l’AT).
3. Allontanamento con i giudei (identità cristiana).
4. Organizzazione della comunità cristiana (vescovi…).

o Il nome Padri Apostolici è stato ideato dal teologo francese Jean Baptiste Cotelier (1626 - 1686),
il quale ha raggruppato sotto il nome di Patres aevi apostolici 5 scrittori ecclesiastici (poi, i 2 ultimi
sono stati aggiunti all’elenco):
1. Barnaba (“scritto di Barnaba”),
2. Clemente Romano (“lettera ai corinzi”),
3. Ignazio di Antiochia (7 lettere),
4. Policarpo di Smirne (“lettera ai Filippesi” + Passio),
5. Erma (“Il Pastore”: sorta di “romanzo edificante”; virtù e vizi…),
6. Successivamente sono stati aggiunti Papia di Ierapoli (“Esposizione degli oracoli del S”)
7. E l'autore della “Lettera a Diogneto”.
+ “Didachè”.

A. LA “DIDACHÈ” O “DOTTRINA DEGLI APOSTOLI”


 Testo anonimo scritto nel 80 (forse ad Antiochia) ma rimaneggiato poi in diversi momenti.
 Antico CCC per l’educazione dei cristiani: contiene una catechesi della "via della morte" e della
"via della vita", con indicazioni di morale per la comunità, inclusa una lista di vizi e virtù, e testi
liturgici sul battesimo e sull'eucaristia.

 Struttura:
o Le Due Vie, la Via della Vita e la Via della Morte (capitoli 1-6);
o Istruzioni liturgiche: eucaristia, celebrazioni, battesimo (capitoli 7-10);
o Come comportarsi: parte disciplinaria (capitoli 11-15);
o Escatologica: invito alla vigilanza in attesa della venuta del Signore (capitolo 16).

B. CLEMENTE ROMANO – Lettera ai corinzi (c.96).


 Terzo vescovo di Roma dopo Lino e Anacleto.
 Il contesto di origine della lettera è legato a una disputa nella chiesa di Corinto, che aveva spinto
i membri giovani della comunità all'espulsione di diversi presbiteri anziani dal loro ufficio e la loro
sostituzione con nuovi; nessuna offesa morale viene addossata ai presbiteri e la loro dimissione
viene vista da Clemente come dispotica e ingiustificabile. Sulle cause della rivolta non c'è chiarezza.

 Questo scritto è un documento particolarmente importante, perché ci fornisce preziose


testimonianze sulla vita cristiana del I secolo:
o Il termine λαικος (nel senso attuale) viene usato per la prima volta.
o Successione del mandato apostolico (Mono-episcopato: organizzazione delle comunità per
mezzo di un vescovo. Prima c’era un gruppo di anziani, forse con uno che teneva le file).
o Prestigio che la Chiesa romana aveva sulle altre comunità cristiane (una sorta di auctoritas
caritatis, certamente non giuridica né politica): il che spiega l'intervento autonomo di
Clemente sulle vicende di una comunità relativamente lontana come quella di Corinto.
o La lettera ci offre inoltre qualche indizio sul probabile viaggio di Paolo in Spagna, sulla
persecuzione di Nerone e sul martirio di Pietro e di Paolo a Roma (5,1-6,2).
 Struttura:
o Dopo aver elogiato la condotta passata della Chiesa di Corinto, Clemente ne denuncia dei vizi
e scrive una lode delle virtù, illustrando i suoi argomenti con numerose citazioni dalle scritture
del Vecchio Testamento. Queste citazioni si basano sulla versione dei Settanta.
o La lettera si divide in due parti: la prima (cap. 1-36) contiene ammonimenti generali, la
seconda (cap. 37-61) si riferisce più direttamente al caso contingente ed invita all'obbedienza
ai legittimi superiori, costituiti dagli apostoli o dai loro successori, alla concordia e alla carità.

C. SANT’ IGNAZIO – “Doctor unitatis”


 Secondo vescovo di Antiochia; sarebbe stato discepolo dell’apostolo Giovanni.
 Ignazio ha lasciato un corpus di lettere redatte durante il viaggio che lo portò da Antiochia a
Roma, dove subì il martirio. Rappresentano il testamento spirituale del loro autore e nel contempo
un prezioso documento, al pari della lettera di Clemente, della vita delle prime comunità cristiane.

1. Lettera agli Efesini


2. Lettera ai Magnesii
3. Lettera ai Tralliani
4. Lettera ai Filadelfiesi
5. Lettera ai Romani
6. Lettera agli Smirnesi
7. Lettera a Policarpo

 Temi importanti:
o Forte discorso teologico (e siamo solo nel 110!) sull’unità in Dio, l’unità della Chiesa…
o Riflessione ecclesiologica (struttura ecclesiale che non è registrabile a Roma…).
o Con lui comincia una vera e propria teologia del ministero ordinato, specialmente di quello
episcopale: “seguite tutti il vescovo”; “dove si vede il vescovo […], là c’è la Chiesa cattolica”.
o Per la prima volta incontriamo qui l'espressione καθολικη εκλησια (Smyrn. 8,2) ad indicare la
totalità dei credenti (universalità).
o Insistenza nel combattere il docetismo (unità in Cristo, vero Dio e vero uomo).
o Cf. Testi dell’antologia…

3° PERIODO: GLI APOLOGISTI

 In un certo modo tutti i padri sono apologisti, ma qui parliamo di un’epoca e di uno stile di scrittura
specifico. Le apologie non sono mai intra ecclesia (cf. Ireneo): contro i pagani o contro i Giudei.

 “Quando cominciò a diffondersi nel bacino del Mediterraneo, il cristianesimo agli occhi dei pagani
non si distingueva dall'ebraismo: tutt'al più i cristiani erano considerati degli ebrei dissidenti, ma a
differenza di questi apparivano privi di un'unità etnica. Solo durante l'età neroniana (54-68) essi
furono identificati e, in quanto aderenti ad una religio illicita che sfuggiva al controllo dello Stato
romano, ritenuti pericolosi e passibili di pena capitale. Le norme che sanzionavano i cristiani rimasero
tuttavia alquanto ambigue, anche dopo la loro fissazione nel cosiddetto rescritto di Traiano del 112”.
“L'ostilità verso i cristiani fu accresciuta dal pregiudizio e dall'ignoranza diffusi fra il popolo: il loro
vivere appartato e lo spirito comunitario li resero sospetti e diedero adito ad accuse infamanti di
ateismo, incesto, culti orgiastici e cannibalismo”.
 Due crimina secondo Tertulliano: (religio illecita dunque perseguitata…)
1. Crimen religiosis: non sacrificare agli dei nel tempio.
2. Crimen lese maiestatis: non riconoscimento della divinità dell’Imperatore.

 Tre obbiettivi dell’apologetica:


1. Confutare le accuse mosse ai cristiani.
2. Contrattaccare la religione e la filosofia pagana, per dimostrare l'assurdità e l'immoralità della
prima e gli errori della seconda rispetto alla verità cristiana.
3. Esporre la dottrina cristiana.

 Padri apologisti:
1. Giustino (due apologie e “Dialogo col giudeo Trifone”)
2. Taziano (“Discorso ai Greci”; “Diatessaron”: armonizzazione dei 4 vangeli)
3. L’A Diogneto
4. Atenagora (“Supplica per i cristiani”; “La risurrezione dei morti”)
5. Teofilo di Antiochia (“Ad Autolico”)
6. Melitone di Sardi
7. Aristide di Atene

GIUSTINO
o “È il più grande degli apologisti del II secolo, colui che ha cercato di formulare il pensiero cristiano
attraverso le categorie della filosofia greca”.
o “Trascorse l'adolescenza in una irrequieta ricerca della verità, rivolgendosi a varie scuole filosofiche,
nelle quali trovava sì qua e là degli elementi di verità, ma non la vera filosofia. Dal Dialogo con Trifone
possiamo ricostruire le tappe del suo itinerario spirituale”.

o “Dopo la conversione dirà di aver trovato nel cristianesimo la sola filosofia utile e sicura. Il mantello
da filosofo che egli continua a portare è il segno esteriore del punto di contatto tra la filosofia greca
e il cristianesimo: egli non ripudia Platone, ma lo interpreta in chiave cristiana; non rinnega la cultura
classica, ma la mette a servizio del Vangelo. Dopo aver viaggiato in Asia e in Grecia, giunge a Roma,
dove, aperta una scuola, comincia a professare gratuitamente la sua filosofia e ad iniziare gli allievi
(tra i quali c'era anche Taziano) alle verità della fede. Il suo successo gli attirò l'ostilità del filosofo
cinico Crescente, che Giustino aveva bollato di ignoranza: probabilmente dietro la denuncia di costui,
in base alle norme procedurali fissate da Traiano, Giustino fu arrestato in quanto cristiano e verso il
165 subì il martirio per decapitazione insieme ad alcuni allievi della sua scuola”.

o “Il Dialogo con Trifone sviluppa la polemica contro i giudei - il secondo fronte dell'apologetica
cristiana dopo il paganesimo - che si mostravano non meno ostili dei pagani al messaggio di Cristo.
L'intento è quello di dimostrare, sulla base comune dell'AT, che la religione ebraica, pur non essendo
erronea, è però incompleta per non voler riconoscere in Gesù il Messia preannunziato dai Profeti.
o “Logos spermatikos”: “E coloro che vissero secondo il Logos sono cristiani, anche se furono giudicati
atei, come, tra i Greci, Socrate ed Eraclito ed altri come loro”.

LETTERA A DIOGNETO – scoperto a Costantinopoli nel 1436 in una pescheria…


o “L'autore si sofferma sul carattere rivelato del messaggio cristiano e sull'economia della salvezza
che trova il suo culmine nell'incarnazione e nella passione di Cristo. L'essenza della vita cristiana
consiste nell'imitare l'amore di Dio per gli uomini col rifiuto di ogni egoismo e violenza e con
l'anticipare già sulla terra la condizione escatologica del suo Regno”.
o “La parte migliore di questo scritto è costituita però dai cap. 5 e 6 che descrivono il paradosso della
vita dei cristiani: “Vivono nella carne, ma non secondo la carne” essi “sono nel mondo ciò che
l'anima è nel corpo”.

o Contenuto: Diogneto è un pagano, al quale la Lettera è diretta. Essa si apre con alcune domande
relative ai cristiani, che questi pone all'autore:
 Qual è il Dio dei cristiani?
 Quale la religione che permette loro di disprezzare a tal punto il mondo e la morte?
 In che cosa si differenzia da quelle dei greci e dei giudei?
 Perché questa religione, se è la vera, è apparsa nel mondo così tardi.

La risposta dell'autore è una critica sommaria e dura del politeismo e del giudaismo: quanto ai
cristiani, dichiara, la loro religione non può essere stata insegnata da un uomo. Illustra poi la
condizione dei cristiani nel mondo con una serie di paradossi, e la paragona alla condizione
dell'anima nel corpo: “I cristiani sono rinchiusi nel mondo, ma non appartengono ad esso”.
Cosa c'è dietro a tutto ciò? Questa religione non è frutto d'invenzione umana, ma è la rivelazione
dell'amore divino. Il suo amore rende possibile l'amore praticato dai cristiani in questo mondo, con
lo sguardo fisso alla loro cittadinanza celeste. Tale imitazione di Dio è proposta allo stesso Diogneto.
L'ultima parte della Lettera contiene riflessioni sulla rivelazione dei misteri divini, rivelazione
trasmessa dal Logos agli apostoli e da questi alla Chiesa che li amministra e li svela.

4° PERIODO: LETTERATURA CRISTIANA


1. LETTERATURA DEL MARTIRIO: le persecuzioni sono ancora presenti (come per le apologie); la
lettera ai Romani di Ignazio ci aiuta già a capire una certa teologia del martirio.
o Scoppo “intra-ecclesiale”: aiutare le diverse comunità nel momento delle persecuzioni. Molte
volte gli autori sono sconosciuti.

o Diversi generi letterari (modi di porre un contenuto):


 ACTA: episodio del martire in forma succinta come i “verbali” (interrogatorio; processo).
 Martirio di San Giustino (cf. Vita di San Giustino sopra).
 Potrebbe esserci che usavano questi acta nella liturgia: molta venerazione per i martiri.
 PASSIONES: maggiore spazio alla narrazione (sogni, visioni…).
 Passione di Perpetua e Felicità (la prima è quella di Policarpo, “scritta nel primo anno
della sua nascita in cielo”): eventi prodigiosi, sogni…per mostrare la presenza di Dio in
questi casi sostenendoli nella loro missione.
 MARTIROLOGIA: funzione liturgica (dettagli essenziali; molto breve).

2. LETTERATURA ERETICA
a) MARCIONISMO: Marcione è un ricco armatore che arriva a Roma e predica a partire dal 144.
Dona molti soldi alla Chiesa di Roma; pensiero molto diffuso.
 Contrapposizione tra il Dio dell’AT (cattivo, vendicativo, geloso…) e il Dio del NT.
 Accetta solo il vangelo di Luca (nel quale secondo lui non c’è traccia di giudaismo,
profezie…) – togliendo certe parti troppe giudaiche – e 10 lettere di Paolo (secondo
Harnack, è il primo a redigere un canone del Nuovo Testamento).
 Da questo momento in poi si porrà il problema del canone…
b) GNOSTICISMO:
 Lo conosciamo soprattutto grazie agli autori anti-gnostici (Ireneo); tutte le opere sono state
bruciate per il fatto di essere opere eretiche…
 “Deriva il suo nome dalla γνωσις ossia dalla conoscenza soprannaturale, formulata
attraverso un complesso sistema mitologico e riservata ad un ristretto numero di individui
superiori, assolutamente distinti dai comuni mortali, incapaci di elevarsi al di sopra della
semplice e ingenua fede (πιστις), che ha in sé il criterio della propria certezza”.
 Movimento elitario, forte individualismo e rifiuto dell’universalismo (≠ Chiesa “cattolica!).
 Dualismo a vari livelli:
o «Metafisico» (spirito-materia),
o «Antropologico» (anima-corpo),
o «Morale» (bene-male),
o «Intellettuale» (γνωσις-πιστις),
o «Biblico» (Antico Testamento-Nuovo Testamento),
o «Escatologico» (mondo futuro-mondo presente).
 Assoluto disprezzo per la materia e per il corpo umano che ha delle conseguenze
propriamente teologiche (si pensi al docetismo, che considerava l'Incarnazione come mera
apparenza).

 La corrente “Valentiniana” è quella più conosciuta (sistemazione più completa della


dottrina soprattutto la cosmologia) e è stata fortemente criticata da Ireneo.
o Valentino sviluppa la teoria secondo cui tutto emana da Dio (eone perfetto) attraverso
la graduale degradazione della pienezza e dell'unità della sostanza divina fino alle
forme inferiori dell'esistenza che mescolano l'elemento divino con la materia, causa di
male; dalla sostanza divina emanano entità eterne, chiamate eoni, l'insieme dei quali
formano il pleroma, ossia la pienezza del mondo spirituale. Cristo non è che un eone
che assume corpo umano per rivelare Dio attraverso la «gnosi».

3. IRENEO DI LIONE – LETTERATURA ANTI-ERETICA.


a) Ireneo fu il più agguerrito avversario dello gnosticismo ed anche il più grande teologo del 2°
secolo. Nato in Asia Minore, in gioventù fu discepolo di Policarpo a Smirne.

b) Tre obbiettivi principali:


 Annuncio della fede (in Gallia)
 Predicazione antignostica
 Risoluzione della questione Pasquale (scrisse al Papa): 14 di Nissan o sempre di Domenica?
c) Quattro punti chiavi nella sua esposizione:
 Regola della fede e trasmissione: fonte della fede non è la speculazione teologica della
ragione umana, bensì la dottrina trasmessa dagli Apostoli fino ad oggi attraverso i loro
successori: questa successione ininterrotta garantisce l'autenticità dell'insegnamento della
Chiesa e costituisce l'argomento più valido per confutare la "falsa gnosi". La Chiesa conserva
e spiega rettamente la fede; i pastori danno il vero insegnamento, la vera interpretazione.

 Dio e la Trinità – “pericoresi”: «il Figlio è nel Padre e porta in sé il Padre».


 Cristo e la Redenzione:
o “Communicatio idiomatum”: «Il Verbo di Dio, divenuto carne, è appeso alla croce»
o Ανακεφαλαιωσις: “Il cuore della cristologia di Ireneo è senza dubbio la dottrina della
ricapitolazione (ανακεφαλαιωσις), che prende spunto da Ef 1,10. L'uomo, creato libero da
Dio, ha liberamente peccato in Adamo, causando la rovina dell'umanità e compromettendo
il suo rapporto con Dio; con Gesù Cristo, che, in quanto Dio e uomo, ricapitola in sé tutta
l'umanità, la storia della salvezza riparte da capo e il genere umano si riconcilia con Dio
secondo il piano originario: Gesù diventa quindi il nuovo Adamo e Maria la nuova Eva:
«Ma quando (il Figlio di Dio) si incarnò e divenne uomo, ricapitolò in se stesso la lunga storia
degli uomini, procurandoci in compendio la salvezza, affinché ricuperassimo in Cristo Gesù ciò
che avevamo perduto in Adamo, cioè l'essere ad immagine e somiglianza di Dio. Infatti non
essendo possibile che l'uomo, una volta vinto e spezzato dalla disobbedienza, fosse plasmato di
nuovo e ottenesse il premio della vittoria, ed essendo ugualmente impossibile che ricevesse la
salvezza colui che era caduto sotto il peccato, il Figlio ha operato l'una e l'altra cosa: egli che era
il Verbo di Dio, discese dal Padre e si incarnò, discese fino alla morte e portò a compimento
l'economia della nostra salvezza. [...] E come Eva, disobbedendo divenne causa di morte per sé e
per tutto il genere umano, così Maria [...] obbedendo divenne causa di salvezza per sé e per tutto
il genere umano. [...] Così dunque il nodo della disobbedienza di Eva trovò soluzione grazie
all'obbedienza di Maria. Ciò che Eva aveva legato per la sua incredulità, Maria l'ha sciolto per la
sua fede» (adv. haer. 3,18,1-2; 3,22,4).

 Mariologia (di carattere molto Cristologico; per il suo “si” la Redenzione diventa possibile).

d) Soltanto due opere ci sono giunte intere:


 “Smascheramento e confutazione della falsa gnosi”
 “Adversus haereses” (5 libri; contri i gnostici):
o 1° libro: smascheramento dello gnosticismo (presenta la dottrina).
o 2° libro: Confutazione mediante la ragione (mostra gli errori; illogicità dello gnosticismo).
o 3-5° libro: Confutazione mediante la Scrittura (AT+NT)

5° PERIODO: LA SCUOLA DI ALESSANDRIA

1. ALESSANDRIA E LA “DIDASKALEION”
a) Alessandria: punto di riferimento culturale nell’Antichità (cf. Biblioteca…)
 2 correnti forti prima del cristianesimo:
o Forte corrente ellenista (centro culturale del mondo)
o Giudeo-ellenismo (rivelazione biblica vista attraverso le categorie filosofiche; cf. Filone)
 Difficoltà di ricostruire le origini cristiani che rimangono nell’oscurità, ma con la crisi gnostica
cominciamo a conoscere meglio il cristianesimo…
 PB principali dell’inizio del cristianesimo:
o Cristo: uomo, Dio o entrambi?
o Monoteismo e Trinità???
b) Scuola di Alessandria (il “Didaskaleion”): secondo Eusebio è stata fondata da un certo Panteno,
poi ripresa da Clemente e poi Origene (da lui in poi è veramente un’istituzione scolastica).
Tre caratteristiche essenziali:
1. La teologia ha il suo fondamento sull’esegesi biblica (allegoria, cf. Origene).
2. Teologia del Logos:
 Definizione di LOGOS: entità divina, personalmente (persona) sussistente, distinta dal
Padre (≠volto o emanazione) e subordinato a Lui (primato del Padre sul Figlio; piccola
tendenza verso il subordinazionismo platonico).
3. Concetto di gnosi (vera/falsa gnosi o conoscenza): Clemente Alessandrino propone una
nuova e vera gnosi: ricerca della conoscenza non attraverso categorie, conoscenza
astratta…ma nella contemplazione divina che passa attraverso una purificazione morale;
la conoscenza vera illumina l’oggi. E’ una relazione con il mistero divino.
 La lotta contro l'eresia, in particolare contro la gnosi, è ora condotta con le armi di una
solida conoscenza filosofica e mira a contrapporle una «gnosi» cristiana, che soddisfi le
esigenze degli spiriti più colti.

2. CLEMENTE ALESSANDRINO
 Come Giustino, è convinto che filosofia ha avuto presso i pagani la stessa funzione che la Legge
ha avuto presso gli ebrei, ossia la preparazione a Cristo.
 Prende la terminologia platonica/gnostica (es. Demiurgo) e la applica al cristianesimo. Propone
una nuova e vera gnosis (cf. Concetto di gnosis sopra).

o Tre funzioni del LOGOS:


1. Esortativa (“protrettico”).
2. Pedagogica (accompagnamento morale); cf. Pedagogo.
3. Ammaestrativa (conoscenza filosofica e teologica) – alcuni pensano in una trilogia di opere per
una trilogia di funzioni del Logos e dunque mettono le “Stromati” sotto questa categoria. Tuttavia
non è certo che Alessandro abbia voluto presentarlo cosi…infatti, altri pensano che appunto non ha
scritto nulla sulla funzione ammaestrativa perché lì c’è bisogno di un insegnamento orale tra
maestro e discepolo…

o Quattro opere:
1. “Protrettico” (o “esortazione ai Greci”): è un’opera esortativa, un appello alla fede. Mostra
la razionalità del Logos e anche del cristianesimo (fede/ragione); il Logos ha un volto, è
una persona: Gesù Cristo.
2. “Pedagogo”: Compendio di morale e di ascetica cristiana (casistica della vita molto
dettagliata che è fondato sulla Scrittura). In un certo senso è la continuazione del
Protrettico e intende educare alla vita cristiana i pagani convertiti.
3. “Stromati” («Tappeti» o «Tappezzerie»): opera molto complessa (raccolta di note); ci aiuta
a capire il pensiero di Clemente, soprattutto quello della gnosi.
4. “Quis dives salvetur”: un gruppo di cristiani escludeva i ricchi della salvezza; Clemente
scrive su questa situazione spiegando che esiste una vera e una falsa ricchezza/povertà.
La intende in riferimento alle “passioni” (irrazionalità (cf. Religioni misteriche e culto a
Dionisi): senza il Logos che è la ragione).

3. ORIGENE
 Origene è senza dubbio il personaggio più importante del periodo anteniceno ed uno dei più
grandi pensatori di tutti i tempi: messi a confronto con lui i Padri che lo hanno preceduto, escluso
Clemente, ci appaiono come dei dilettanti ed ancora fortemente condizionati da intenti
apologetici o polemici. Origene è il primo teologo che ha utilizzato gli strumenti della filosofia
per dare alle verità della fede una sistemazione organica e spesso definitiva.
 È con Origene che il Didaskaleion divenne un vero e proprio istituto superiore di studi teologici.
 La produzione di Origene scrittore fu sterminata: Eusebio parla di circa 2000 opere.
 Viene scomunicato nel Concilio di Costantinopoli II per alcune dottrine eretiche (cf. Teoria
dell’apocatastasi: preesistenza delle anime) ma rimane comunque una grande figura
dell’esegesi biblica (maestro di spiritualità e di esegesi).

 L'attività a cui Origene dedicò maggior impegno fu lo studio della Bibbia, che egli riteneva la fonte
stessa della fede; egli vedeva nella Bibbia non semplicemente un documento della storia sacra o
una testimonianza della fede dei suoi autori, ma una «summa atemporale della rivelazione divina
stessa, come un mare di misteri» (Campenhausen). Dare solido fondamento all'esegesi è lo scopo
dell'Esapla cioè la «Bibbia sestupla», un lavoro monumentale che intendeva ricostruire
attraverso gli strumenti della filologia alessandrina un'edizione critica dei LXX. Per lui la Scrittura
è una perenne incarnazione del Logos, che si presenta con una moltitudine infinita di significati,
sempre più profondi e più veri, allo sforzo dell'interprete: «Noi beviamo il sangue di Cristo non
solo quando lo riceviamo secondo il rito dei sacramenti, ma anche quando riceviamo le sue parole,
nelle quali risiede la vita».

 Si confronta con tutti i generi letterari:


1. Filologia (“Exapla”)
2. Esegesi (Omelie, Commentari e “Scolia”): sarà Origene a elevarla ad una scienza vera e
propria; fornisce un metodo interpretativo nel “De Principiis”: (3 livelli progressivi)
 Corpo: senso letterale.
 Anima: senso psichico/morale (l’anima è sede del libero arbitrio per gli antichi).
 Spirito: senso spirituale; tramite l’allegoria si arriva ad una conoscenza più perfetta.
3. Apologetico (“Contro Celsio”: lo trascrive e poi lo confuta).
4. Teologia dottrinale (“De Principiis”): tre hypostasis in Dio – rapporto d’amore.