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PJESNIČKE ŠKOLE I VELIKANI SREDNJOVJEKOVNE

TALIJANSKE KNJIŽEVNOSTI

IL DUECENTO
Nel corso del 200 quasi contemporaneamente in tutte le regioni italiane si
comincia a scrivere in volgare con l´intenzione letteraria. Bisogna dire che allora l
´Italia non esisteva come uno stato unito. Ogni regione aveva un dialetto e in
questi dialetti, chiamati volgari, si creavano le opere letterarie. La lingua italiana
viene formata abbastanza presto basata sul volgare toscano (Dante, Petrarca,
Boccaccio), poi si sviluppa verso quello che scrive Machiavelli, ma la lingua
italiana moderna è l´italiano di Dante e Petrarca, poco cambiato. Già per più
secoli nella penisola si scriveva in latino, ma con la dissoluzione dell´Impero
Romano (476) cominciò lo sviluppo del mediolatino. L´uso del volgare nel
Duecento creò un nuovo rapporto tra le persone che scrivevano e quelle che
leggevano. Da una parte, l´uso del volgare ha diminuito il numero dei lettori,
perché gli altri paesi d´Europa non capivano quella lingua, ma d`altra parte il
numero dei lettori italiani aumentava, perché chi scriveva in volgare parlava a
tutti gli italiani, anche quelli non colti e così nacque una nuova letteratura di
carattere nazionale e popolare, questo si può chiamare L`INFLUSSO
PARADIGMATICO. Nello stesso tempo si scriveva anche in latino (Dante, Petrarca,
Boccaccio, Ariosto ).

Il latino classico e il mediolatino sono i sostrati importanti nella


letteratura italiana delle origini (i sostrati sono cose esistenti prima e che ci
sono ancora in italiano).Altri sostrati molto importanti sono lingua d`oc e
lingua d`oil.

LINGUA D`OC è la lingua del sud francese, di Provenza. I primi famosi


trovatori provenzali erano i primi ˝poeti˝ europei, che influenzarano sia la
scuola siciliana, sia quella toscana, sia Dolce stil nuovo, e perciò ha il valore di
sostrato. La poesia era lirica, destinata alle più alte classi sociali. La lirica
provenzale inalzava amore cortese, era una specie di schiavitù amorosa verso
la donna amata che era identificata con Madonna.Era sempre un amore
platonico. Un trovatore italiano: Nicoletto di Torino.

LINGUA D`OIL ebbe un enorme influsso sulla cultura italiana. La


letteratura nella lingua d`oil si sviluppa nella Francia settentrionale. Venivano
scritti romanzi, cortesi, poesia epica, didattica, satirica e realistica.

In Italia sono arrivati 2 cicli: ciclo bretone e ciclo carolingio.

CICLO BRETONE parla del re Arturo e dei suoi cavalieri della tavola
rotonda. Le opere si scrivono in prosa e in versi, è un ciclo epico-cavaleresco,
che celebra le avventure e l`amore. I cavalieri combattono per acquistare
fama e onore negli occhi della donna amata. Le opere di ciclo bretone
attiravano il pubblico aristocratico, per esempio, Paola e Francesco.

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CICLO CAROLINGIO parla delle imprese di Carlo Magno e dei suoi 12
paladini e le loro battaglie contro i Saraceni. Combattono per la Francia e per
la fede cristiana. Il carattere di ciclo carolingio è epico-religioso.

ROMAN DE LA ROSE è il primo grande esempio di un poema didattico


di carattere enciclopedico. Influenzò moltissino la letteratura delle origini.

La letteratura delle origini cominciò nel 1224 quando SAN FRANCESCO


D`ASSISI scrisse la prima opera in volgare col valore letterario- CANTICO
DELLE CREATURE e finisce nel 1374-75, con le morti di Petrarca e Boccaccio.
La letteratura popolare non era un granché. Poi era arrivata la letteratura
religiosa nel senso più stretto (perché la letteratura delle origini era religiosa,
anche Divina Commedia). Poi c`era la lettratura didattica, nel senso che
erano scritti molti libri con l`intenzione di insegnarci qualcosa, segue la prosa
d`arte, la poesia comico-realistica e la lirica d`arte (3 scuole).

I primi documenti sono in versi, rime di struttura fragile, povere delle


immagini, tutte simili, bisogna aspettare Dante per avere un`espressione più
artistica. Le emozioni religiose fanno gran parte della letteratura (anche D.
Commedia ha pretese religiose) ed i sentimenti religiosi si basano
sull`ascetismo. Il fenomeno più importante è quello francescano. Nascono
fratellanze, i più famosi sono i flagellanti, gruppi fanatici che vanno per i paesi
e proclamano la fine del mondo è arrivato.

Sulla soglia del `200 incontriamo FRANCESCO D`ASSISI (1182-1226).


Nacque nel 1182 come figlio di un mercante di nome Pietro Bernardone e
passa la giovinezza in modo gaio, gli piaceva cantare (in francese, d`oc e
d`oil), partecipava nelle giostre , finché non era imprigionato nella guerra tra
Assisi e Perugia nel 1206. Qui prova una crisi religiosa, ma dopo aver uscito
torna alla sua vecchia vita spensierata.

Però comincia a fuggire nella solitudine sempre più e un giorno decide


di rinunciare tutte le sue possessioni, anche l`abigliamento. 24.02.1208. udiì
leggere in chiesa un passo di vangelo di Matteo (Gesù parla agli apostoli) e
questo passo gli fece concipire la prima parte del profetismo. Diventa proveta
della povertù. Viaggia molto e scrive FORMULA VITAE O REGOLE PER LA VITA
per i suoi seguaci. Papa Innocento III nell 1210 approva questo ordine come
ordine minore. A loro si associarono le Chiresse (Chiara Scifi d`Assisi). Morì nel
1226.

Francesco d`Assisi scrisse la prima opera in volgare- CANTICO DELLE


CREATURE. Lo scrissi in volgare umbro sul modello dei salmi di Davide. È un
componimento poetico in versetti assonanzati, dove invita tutte le creature a
ringraziare e a lodare Dio. L`opera è caratterizzata dalla sensazione che tutti
noi siamo fratelli e che Dio c`è in tutto (panteismo). La sua vita ispirò molti
altri autori e artisti. Così vengono scritti I FIORETTI DI SAN FRANCESCO, una
compilazione in volgare di atti e detti del santo, poi un sacerdote scrisse Le
mistiche nozze di San Francesco con Madonna Povertù (Dante descrisse
queste nozze nel Paradiso).

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JACOPONE DA TODI (1236-1306) è il più grande poeta mistico della
letteratura italiana. Nacque da una famiglia nobile dei Benedetti nel 1236. e
fui proprio come San Francesco, guidava una vita spensierata, però
l`improvvisa perdita di moglie (uccisa dal crollo di pavimento) gli procurò una
crisi morale che gli cambiò l`esistenza. Abbandonò la vita mondana ed entrò
nell`ordine francescano. Si dice che lui avesse trovato sul corpo della moglie
un cilicio come sepro. Quindi lascia tutto e si dedica a una vita mistica.

Aveva studiato il pensiero dei mistici medievali con forte impegno


intelletuale. Scrive come mosso da una forza arcana irresistibile. Era sempre
in conflitto coi papi e perciò passò molti anni in prigione. Morì poverissimo nel
1306. Il suo misticismo si attua come ardore e sofferenza d`ogni giorno.
Disprezza il mondo e la cultura, è ossessionato con la morte. La sua poesia è
singolare, agressiva, celebra enorme amore divino e descrive continue
sconfitte terene. Questa sua passione di arrivare a grazia divina è una
passione distruggente.

Secondo a lui l`uomo è misero nel senso piủprofondo. La vita terrena


non vale niente, si tocca il fondo della disprezione umana e lui cerca di
spezzare ogni legama con la terra. Trova una soddisfazione fisica
nell`umiliarsi. La nostra realtà è ˝il vestibolo dell`inferno˝. Lasua lauda
drammatica più famosa è PIANTO DELLA MADONNA (DONNA DEL PARADISO)
che tratta il discorso del nunzio, Vergine e popolo mentre crocifiggerano
Gesù. Gli si atribuisce uno degli inni sacri in latino STABAT MATER, il momento
quando la madre piange sotto il Cristo.

LE SACRE RAPPRESENTAZIONI, la nascita del teatro succede in


chiesa. L`abitudine di celebrare le corpora dei fedeli è antichissimo. Il più
importante è l`uffizio dei Pastori, l`uffizio dell`Epifania, poi l`Annunciazione,
poi la parte importante del servizio liturgico sono Pentecoste, poi Passioni.
Ciascuna di queste scene svolgeva un capitolo del vangelo. Pian piano
diventano le rappresentazioni sacre complete. Poi, per renderle più vicine al
popolo, si inserirano scene e personaggi d`ogni giorno. L`elemento laico e
profano diventa importante. Il drama sacro si trasforma nel mistero volgare. Il
mistero piano diventa la cosa di prestigio per ogni città Le città più ricche
cominciano a farle fuori delle chiese, in tutto il paese. Questo teatro è
interessante perché il pubblico credeva in quello che si faceva sul
palcoscenico, e il palcoscenico era praticamente tutta la città, questi posti
dove si svolgevano le rappresentazioni ci chiamavano i luoghi deputati. In
Francia certe sacri rappresentazioni duravano 40 giorni e avevano più di
72000 versi. Gli attori erano cittadini, che potevano comprare la parte del
personaggio che volevano recitare. I nomi delle sacre rappresentazioni sono
diversi in diverse città p.e. festa, storia, figura, esempio, passione, martirio
ecc. Il più vecchio è di santa Margherita. La città e la regione più importanti
sono Firenze e Toscana. Gli italiani hanno l`idea che il loro teatro nasce dalle
laude drammatiche e non dalle sacre rappresentazioni. Queste laude
venivano rappresentate in forma del dialogo p.e. Jacopone Da Todi.

1.1. LA LETTERATURA DIDATTICA

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-serve per insegnarci. La letteratura didattica ebbe due caratteri diversi in
Toscana e in Lombardia. In Lombardia si ebbe una fioritura di scritti a
carattere didattico-religioso o didattico- morale composti in verso, nei rari
dialetti della regione.
1)GERARDO PATECCHIO- Le noie

2)UGOCCIONE DA LODI- Il libro, La contemplazione della morte

3)GIACOMINO DI VERONA- De Jerusalem celesti e De Babilonia civitate

infernali

4)BONVESIN DELLA RIVA- Libro delle tre scritture

In Toscana si sentiva l`influsso di certe opere francesi di carattere


cavaleresco-allegorico. Le loro opere rappresentavano quello che il Cortigiano
rappresentava nel Rinascimento, come comportarsi. Per loro merito inizia il
processo di laicisazione della cultura. Basta ricordare che Dante considerava
Brunetto Latini ˝la cara e buona immagine paterna, un altro maestro (altro è
Virgilio).

BRUNETTO LATINI nacque tra 1210-20 e morì nel 1294. Era un notaio
fiorentino e ambascitore della Comune. Non poteva tornare in patria per la
sconfitta di guelfi e stabilitosi in Francia comincia a scrivere anche in
francese. Divulgò il sapere enciclopedico e retorico del tempo. Questi erano i
due elementi fondamentali della cultura del `200. La sua opera più famosa è
TESORO, scritto in francese , e tradotto in italiano cone TESORETTO. ˝Tresor˝
è un`enciclopedia scientifica in tre libri che tratta la storia universale della
creazione del mondo. Ha una parte dove parla della politica, e questa parte
viene considerata l`annuncio di quello che dopo fa Machiavelli con il suo
˝Principe˝. L`altra grande opera di Latini è RETORICA, scritta sotto l`influsso
di Cicerone. È la prima prosa nobile italiana del tipo colto. Leggendola Dante
impara tironcinio stilistico.

RISTORO D`AREZZO- ci è rimasta la sua opera LA COMPOSIZIONE DEL


MONDO che è la più antica provadella prosa scientifica in italiano. Si tratta
dell`esposizione dell`architettura mondiale, della struttura della terra che era
un punto difficile nel medioevo.

FRANCESCO DA BARBERINO- fiorentino, esiliato, morto di peste nel 1348.


Scrisse DOCUMENTO D`AMORE,un trattato sull`amore, e REGGIMENTO E
COSTUME DI DONNA, un galateo interessante che segue la nascita di una
bambina e consiglia come comportarsi da piccola a vedova dandoci le norme
di buon comportamento femminile. Con questa opera inaugura il primo
linguaggio del realismo, anche prima di Boccaccio.
Questi scrittori didattici volevano strutturare tutto il sapere del mondo. Alla
letteratura didattica appartengono anche due poemi anonimi FIORE e
L`INTELLIGENZA. FIORE è composto da 232 sonetti in cui è racchiusa la trama
narrativa di ˝Roman de la Rose˝(Falsembiante).

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L`INTELLIGENZA è un poema dove l`autore immagina di visitare un palazzo (il
corpo umano) guidato da Madonna(l`intelligenza) e ci elenca le pitture e i
dettagli che ornano la sala.

1.2. LA LETTERATURA POPOLARE E GIULLARESCA


La letteratura popolare si fonda sulla capacità di combinare storie
ricche d`intrecci e di suspence. Il pubblico ha interesse per il fatto e il
personaggio più che per il mondo dove si svolge il fatto o lo stato psicologico
del personaggio. Gli autori recitavano queste poesie sulle piazze e le poesie si
chiamavano diversamente: ballate, cantilene, ritmi, cantari, canzone,
testamenti, strambotti… I temi erano diversi: la serenata, l`alba (l`addio degli
amanti all`alba) o la malmaritata, poi temi politici ecc. Le forme metriche che
usarono erano la sesta rima, ottava narattiva ecc.

I GIULLARI
-erano uomini diuna certa cultura che andavano in giro a divertire recitando
le poesie. Quelli più colti avevano l`acesso presso le corti e famiglie signorili.
Generi letterari che usarono erano ritmi, cantari, monologhi, ballate, contrasti
o pastorelle (dialogo tra un cavaliere ozioso e una pastorella in cerca
d`amore). L`esempio più famoso della pastorella è ROSA FRESCA
AULENTISSIMA scritta da Cielo d`Alcamo, è un dialogo tra l`uomo che cerca
l`amore e una donna che vorebbe sposarsi, ma infine cede.
MEMORIALI BOLOGNESI-la raccolta più grande della poesia popolare.
Le autorità bolognese avevano ordinato di trascrivere gli atti pubblici e i notaii
scrivevano picolle poesie tra questi atti.

LA PROSA DELL`ARTE
Gli scrittori del Medioevo spesso scrivevano leggende e cronache. Così
si formarono cicli di leggende, legati agli eroi antichi e medioevali.

1)CICLO TROIANO-sulla guerra di Troia


2)CICLO ALESSANDRO-sulle avventure di Alessandro Macedone
3)CICLO ROMANO-sulle imprese di Cesare
4)CICLO CAROLINGO
5)CICLO BRETONE

Le opere importanti sono:

LIBRO DEI SETTE SAVI-importante per la schema narrativa, più racconti


uniti con una cornice come 1001 notte e Decamerone.

NOVELLINO-la più antica raccolta della prosa italiana. Ha cento novelle.


La figura che domina è Federico II degli Svevi.

Autori importanti sono DINO COMPAGNI che scrisse ˝Cronache delle


cose occorenti ai tempi suoi˝ in cui descrive il periodo tra 1280 e 1312 a
Firenze. Poi GIOVANNI VILLANI scrisse ˝Cronaca˝ dove descrive la vita di

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Firenze. MARCO POLO scrisse ˝Milione˝ durante il suo imprigionamento a
Genova. Percorre paesi lontani cogliendone lati meravigliosi ma anche
economici.

1.3. LA LIRICA COMICO-REALISTICA


Alla fine del `200 e nella prima metả del `300 fiorì in Toscana e nelle
altre regioni vicine una lirica giocosa, burlesca, detta comico-realistica. Gli
autori scrivono della vita e della realtà. Il loro stile e linguaggio hanno
un`assidua selezione di voci, forme, modi, significati. Usando il linguaggio
plebeo però sono artisti anche loro, artefici di stile. La loro parola e la
maniera si potrebbe dire che è la scelta sintattica alla rovescia. I loro temi
sono le caricature, le cose anomali, donne volgari, l`espressione dei
sentimenti e desideri nascosti. Questa lirica è abbastanza originale, non si
appoggia sui modelli antichi. Non idealizza la realtà ed è piena delle scene e
parole brutte. La poesia realistica si svolge sulle piazze, mercati, vie, taverni
ecc. Importanti rappresentatori sono:

RUSTICO DI FILIPPO (IL BARBUTO) -il fondatore dello stile comico-


realistco. Le sue poesie sono una testimonianza che cosa aveva raggiunto la
musa caricaturale di un poeta. Scriveva contro donne. Ci restano 58 sonetti e
metà di questi sono tra i più originali sonetti dell`epoca. Di Filippo è proprio
dotato di ironia e sarcasmo, morde le figure dei concittadini senza pregiudizi.
Molti suoi ritratti sono fulminati e ciascuno ha una goccia d`acido prossico. Le
sue poesie non sono mai ritratti esteriori. Lui penentra nel segreto dell`uomo
e cerca il vizio, il difetto, l`albagia. Il suo capolavoro è il sonetto UNA
BESTIUOLA HO VISTA MOLTO FERRA. QUANDO DIO MESSER MESSERINO FECE
è una descrizione spietata di un suo concittadino.

CECCO ANGIOLEIRI è un rappresentatore più bravo della lirica


comico-realistica. Nacque a Siena da padre Angioliero e madre Lisa Salimbeni
che sono tristemente celebrati nelle sue rime. Guidava una vita dissoluta e i
suoi 5 figliuoli rifiutarono l`eredità paterna perché gli aveva lasciato solo i
debiti. La sua poesia si presenta con accenti insoliti. Nei suoi sonetti registra
senza pudore e con sincerità la propria vita scioperata e ribalda. La sua
poesia è in parte autobiografica e in parte invenzione e presenta Cecco come
uno scrittore d`esperienza disperata e maledetta. È uno dei poeti più originali
e ribelli d`ogni tempo. Nella sua poesia scopriva le reali difficoltà quotidiane,
la sua amarezza perché era povero, descrive piccole malinconie, i suoi
malumori e miserabile esistenza. La sua espressione è volgare, crude, senza
ilarità. Cecco celebra soprattutto l`addio, ma subito questo addio diventa un
gioco divertente, simpatico. Anche Boccaccio era realistico. LA DONNA, LA
TAVERNA E IL DADO ˝…queste mi fanno cuore lieve sentire…˝sono le sue
cose preferite. Cecco non ha soldi e non può compiere i suoi desideri. Il padre
non gli manda il denaro e Cecco gli maledice. Cecco era innamorato di una
certa Becchina che però voleva il suo denaro. Cecco si menziona anche in
Decamerone come ˝vagabondo gaudente˝. FANTASIA CRUCCIOSA E
SPAVALDA ˝…se fossi fuoco, brucerei il mondo , se fossi morte, andrei da mio
padre,madre anche, se fossi vita, fuggirei da lui…˝

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FOLGORE DA SAN GIMINIANO è uno scrittore dell`ozio festevole e
spendereccio. Si ha faccia di letizia, esultanza, con la nota idilica di dolce far
niente. In un gruppo di 14 sonetti parla di una brigata nobile e la insegna
come passare i mesi dell`anno; poi in altri 8 sonetti consiglia i giovani come
passare una settimana, giorno per giorno. Quei (14+8) sonetti formano
CORONA. Altri suoi sonetti celebrano le virtù cavaleresche e lamenta quelli
temp passati di cortesia.

1.4. LA LIRICA D`ARTE


Lo sviluppo di questo tipo di poesia si può seguire tra l`attività delle tre
scoule poetiche.

1)LA SCUOLA SICILIANA era stabilita da un gruppo di scrittori che


scrissero alla corte di Federico II degli Svevi (Hohenstaufen) a Palermo. I poeti
erano giudici, notaii, funzionari e poi anche il re e gli altri nobili. Cantavano
d`amore secondo gli scemi metrici provenzali e usano la stessa concezione
cortigiana, lo stesso modo di interpretare l`amante e l`amata. Il loro
sentimento non era vero, vissuto, si occupavano più con la forma che con il
contenuto. Per loro la poesia era un gioco di parole che non rifletteva la
realtà. La donna amata era perfetta, e il loro amore era platonico. Quindi,
immagini convenzionali senza spontaneità o originalità. Comunque, la scuola
siciliana ha un grande significato per aver introdotto nuove forme metriche
tra le quali il più famoso è sicuramente il sonetto. Gli autori sono:

FEDERICO II ,un sovrano moderno, amante della cultura e arte,


mecena. Si conoscono solo 2 sue canzoni, la distribuzione della terza è
dubbiosa. Lui dette grande contributo alla cultura italiana. Già nel 1224
fondava l`Università di Napoli. Dava i mezzi per le ricerche, riconosce
ufficialmente la Facoltà di Medicina di Salerno, introduce la Catedra di
Anatomia (contro la chiesa). Abbiamo un suo trattato sulla caccia con gli
uccelli rapaci. Poi lui stabilì un gruppo dei traduttori dal greco e arabo.
Federico II è stato il primo monarca moderno, che inalzava il sapere al livello
di politica. La poesia era chiusa nella corte, non si difondeva aldilà, ma aveva
un certo livello europeo. I poeti non sono soltanto i siciliani, ma anche da altre
parti. Federico II non era l`unico re che scriveva poesie, anche i suoi figli Enzo
e Manfredi scrivevano, poi Pier delle Vigne (Dante lo nomina nell`Inferno, era
accusato di aver rubato i soldi e non potendo sopportare questa accusa, si
suicidò).

JACOPO DA LENTINI a cui viene attributa la forma del sonetto,


GUIDO DELLE COLONNE, ODO DELLE COLONNE, GIACOMINO
PUGLIESE, RINALDO D`AQUINO ecc. Tutti sono allo stesso cerchio di
sentimenti , mancano l`originale e lo stile. Molti escono dai canoni prescritti e
girano gli orecchi ai motivi del popolo. Si ricorda la poesia

1)DONNA, DI VOI NON MI LAMENTO di PUGLIESE,

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2)OHI, LASSA INNAMORATA di ODO,

3)GIAMMAI NON MI COMFORTO di D`AQUINO.

LAMENTO PER LA PARTENZA DEL CROCIATO –Le navi stanno per


partire, e il ragazzo deve andare a liberare il sepolcro del Cristo e la ragazza
piange e comincia a lamentarsi. Il loro amore era un amore proibito dai
genitori. Entro questo ambiento nasce il contrasto di Cielo d`Alcamo ˝Rosa
fresca aulentissima˝ e la lingua in cui è scritta è il dialetto siciliano
medioevale. Anche Dante si occupò di questo contrasto (De volgari
eloquentia). Dante dice che probabilmente appartiene alla media cultura e fa
parte del teatro italiano. La scuola siciliana finisce con la morte di Manfredi,
dopo la battaglia di BENEVENTO nel 1266.

2)LA SCUOLA TOSCANA Dopo il 1266, l`attività letteraria a Palermo


sparisce e si muove verso Firenze. I poeti toscani seguono i termi della scuola
siciliana, rappresentano l`amore in un modo freddo e tradizionale,
convenzionale. Si occupano più con la forma che col contenuto, ma poi la
lingua si arricchisce poco a poco, nella poesia entrano degli elementi della
vita quotidiana, ma anche quei della vita politica. Pocchissime sono le
persone brave, in cima è

GUITTONE D`AREZZO (1230/35-1294) era il caposcuola. Scrisse 36


lettere in prosa e un canzoniere di circa 300 componimenti, sonetti e canzoni,
diviso in rime religiose e rime amorose. Guittone era un poeta colto ma gli
mancava il calore affettivo, ma perciò possedeva una potente passione
intelletuale. Altri autori toscani sono BONAGIUNTO ORBICIANI (Dante crede
che sia stato proprio lui a trasportare la poesia della scuola siciliana a
Toscana) e CHIARO DAVANZATI.

3)DOLCE STIL NUOVO è il più famosa scuola poetica del `200. Il


nome gli attribuì Dante Alighieri quando nel Purgatorio incontra Orbiciani e gli
chiarisce la sua poetica.

DOLCE indica UN AMORE SPIRITUALIZZATO, puro, che si esprime


attraverso uno stile musicale. L`amore è l`unico tema. Celebrano una donna
gentile che da beatudine all`uomo, e l`uomo vede la propria felicità nella sola
contemplazione di questa donna, nel saluto che lei gli manda. Si concentrano
sulla loro storiamateriale e sui cambiamenti che l`amore provoca nei loro
cuori. La donna diventa una donna angelicata, l`intermediario tra uomo e Dio.
In una sua celebre stanza del canto 24° del Purgatorio Dante dice che
secondo a lui la poesia è un`interiore ispirazione e si manifesta in parole e
ritmi. Scrivere poesia vuol dire dare l`anima. Così comincia l`estetica della
poesia. La poesia serve a capire la vita aldilà. Non è altro che un tipo di
religione. Attraverso questa coscienza nuova, amore, virtù interiore, si
identifica con nobilità spirituale. Bisogna nascere con un cuore disposto
all`amore.

Questa poesia aveva anche LE FORMULE. Al primo posto c`è lo


squardo della donna, poi il suo passaggio, la donna quasi fosse un angelo
apre le vie del bene nei cuori dei mortali. Improvvisa apparezione di sua

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bellezza è tormentosa. Nasce una serie di emozioni,che si traduce in suprema
gioia. Poi, questo incontro tra l`uomo e la donna è un miracolo che si ripete e
rinuova ogni momento. La donna mostra il miracolo del cielo, la dolcezza del
cure e non può intendere questa dolcezza chi non ha quel tipo del cuore. Date
queste formule è logico che i temi si sono presto e ripetuti, cominciano a
somigliare e il lessico viene consumato.

GUIDO GUINICELLI- il fondatore del DSN, è stato il primo ad esporre la


tesi della gentilezza del cuore, diceva che non basta essere nato come un
nobile per avere un cuore nobile.˝La gentilezza˝ ha il significato della nobiltả
morale e di elevatezza dell`anima. Il manifesto del DSN è AL COR GENTILE
REPARA SEMPRE L`AMORE dove Guinicelli mette in rillievo il sentimento che
la donna risveglia nel cuore dell`uomo che l`ama. Dice che soltanto un cuore
nobile e puro di natura può offrire rifugio all`amore. Apparte Guinicelli che fu
bolognese, i principali poeti furono fiorentini.

GUIDO CAVALCANTI è il maggiore rappresentante del DSN. Ha


lasciato circa 50 componimenti. Nei suoi sonetti e nelle ballate celebra un
amore come forza passionale e nemica che turba l`uomo, ma anche loda la
donna gentile. Cavalcanti era fiorentino, fidanzato con la figlia di Farinata
degli Uberti (6° cerchio dell`Inferno, tra gli eretici) poi esiliato. Dante, suo
˝primo amico˝ gli dedicò la Vita Nuova. Lasciò un canzoniere di una
cinquantina di canzoni, ballate e sonetti, fra i quali l`attenzione del pubblico
attirò DONNA MI PREGA dove descrive l`amore in una maniera piủ
intelletualistica e oscura. La ballata PERCH` IO NON SPERO DI TORNAR
GIAMMAI si considera il suo componimento più bello. Lui sente la morte vicina
ed è lontano dal suo amore. Come se avesse intuito la propria morte.

Altri stilnovisti sono LAPO GIANNI, GIANNI ALFANI, DINO FRESCOBALDO.


CINO DA PISTOIA dedica le poesie a Selvaggia.

Questo movimento poetico attribuiva al momento erotico che si


traduce in senso moralista cone educazione dello spirito. Il concetto di nobiltà
risale al Federico II. Questa spiritualità tende ad essere universale e
pedagogica dell`umanesimo. Il tema più importante è la dignità dell`uomo.

DANTE ALIGHIERI

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La vita di Dante aveva un ritmo drammatico la sua biografia influenzò
moltissimo la sua poesia. La vita e l`opera diventano una cosa. Dante dichiara
di essere nato sotto il segno dei Gemelli, tra il 15 maggio o il 15 giugno del
1265 a Firenze. Apparteneva alla famiglia nobile di parte guelfa, ma non
molto ricca. Il padre si chiamò Alighiero da Belincione e la madre Bella. Nel
1277 perse la madre e pochi anni dopo anche il padre.
Nel 1277 il padre aveva firmato un contratto in cui scrisse che Dante dovette
sposare Gemma Donati, dalla famiglia potente e nobile fiorentina.Poi la
sposò, ebbe 4 figli (Jacopo, Pietro, Antonia,?). Ma Dante si innamorò di
Beatrice Pontinari promessa ad uno dei Bardi. L`amore come questa è come
dei trovatori cortesi. Lui la immagina come una creatura celeste, un angelo. È
venuta per portargli in cielo, e viene a salvare non solo Dante, ma tutta
l`umanità. Beatrice è spesso simbolo della teologia. Lei è una donna vera
diventata allegoria poetica. Morì il 8/6/1290.
Il poeta amava le altre donne che introduceva come schemi nella sua poesia.
E all`inizio doveva nascondere il suo amore per Beatrice e lei non gli perdonò
e quando si incontrano in cima del Purgatorio si litigano perché lei era offesa.
Dopo la sua morte Dante compì un`evoluzione letteraria e politica e la sua
vita cambia per sempre. Nel 1295 si iscrive nella una delle arti (medici e
speziali) per poter partecipare nella vita politica. Perfeziona la sua erudizione.
In CONVIVIO dice che studiava latino e andava ai filosofanti, studiava come
matto. Si rivella anche che Dante aveva passione per la sapienza, voleva
scoprire. Sedava il proprio dolore con lo studio, leggeva molto. Dice che ˝era
andato in cerca dell`argento e aveva scoperto oro˝. Nel 1300 diventò uno dei
priori di Firenze (uno dei dieci dirigenti della cittả, era un incarico massimo).
Nelle lotte interne fra le due frazioni dei guelfi (Bianchi e Neri) voleva prima
rimanere fuori, ma quando i Neri, sotto la guida dei Donati, si allevarono al
papa Bonifacio VII, il quale mirava ad estendere il potere della curia su tutta
l`Italia, Dante patriota passò ai Bianchi (sotto la guida della famiglia Cerchi). I
Bianchi vinsero, ma i Neri riuscirono a cacciarli via con l`aiuto del papa. Dante
riuscì a fuggire e in viaggio sentì la notizia che era stato condannato per
baratteria e siccome non si presentò alla corte era condannato all`esilio
perpetuo e al rogo nel caso fosse caduto in mano dei Neri. Questo periodo è
stato rappresentato nella cronaca di Dino Compagni.
Nei primi anni dell`esilio Dante si impegna con gli altri fiorentini esiliati e
cerca di tornare a Firenze con le armi, ma tutti i tentativi fallirono. Si trovava
pelegrino per tutta l`Italia ghibelina (quindi, ex nemici). Andava da una corte
all`altra. Dante si sentiva esposto al colpo della fortuna. Bartolomeo della
Scala gli dette il primo rifugio, poi si fermò a Treviso dalla famiglia Malaspina,
poi diventò amico di Guido Polenta di Ravenna, lì passò gli ultimi anni della
sua vita. Morì a Ravenna, ultima tappa del suo esilio, fra il 13 e il 14
settembre del 1321. (Basilica San Vitale).
Dante sperava sempre di tornare a Firenze, perciò anche rifiutò di essere
incoronato a Bologna, non voleva neanche approfittare dell`amnestia perché I
condizioni erano umilianti.
Boccaccio lo descrive: di mediocre statura, viso lungo, naso aquilino, gli occhi
grossi anzicché piccoli, colore e barba crespi e neri, era sempre malinconico e
pensoso. Anche Ghiotto lo dipingeva.

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LA OPERA LETTERARIA DI DANTE

La sua opera giovanile VITA NUOVA è il racconto del suo amore per
Beatrice Pontinari. È un opera in versi e prosa, perché ognuna dalle 32 poesie
viene commentata da stesso Dante. Contiene i versi scriiti tra il 1283 e il
1292. È una confessione autobiografica e la storia del suo grande amore per
Beatrice. La incontrò per la prima volta quando lui ebbe 9, e lei 8 anni, poi la
rivide all`età di 18 anni, lei lo salutò e Dante fu preso da una straordinaria
beatudine amorosa che tentò di nascondere fingendo di amare altre donne e
Beatrice si offende e non lo saluta. Lui era addoloratissimo, scrisse una
ballata di scusa, ma Beatrice non perdona. Poi in una festa nunziale, Dante
quando la vede svanisce, e altre lo prendono in giro.˝Ti sei innamorato e non
puoi neanche stare vicino a lei.˝Dante rispondeva che l`unico scopo di suo
amore era lodarla. Ebbe poi un sogno terrificante in cui gli fu preannunciata la
morte di Beatrice, lui cercò la spiegazione dapertutto però poco dopo Beatrice
morì, e Dante la pianse desolatamente. Dopo un breve periodo d`oblio,
causato da una donna gentile e pietosa, Dante ebbe una visione di Beatrice e
decise di ˝dicer di lei quello che mai non fue detto d`alcuna˝ annunciando
così LA DIVINA COMMEDIA.

VITA NUOVA è il culmine del DSN. Beatrice è esallata come una creazione
angelica e il suo nome ha un senso transalato ˝quella che porta beatudine˝.
Le liriche di Dante
RIME continuano in parte l`atmosfera sognante di Vita Nuova. Si dividono in
RIME GIOVANILI e cosidette TENZIONI.
Poi LE RIME PIETROSE sono una serie di canzoni e sestine per Pietra, una
donna con cuore freddo come la pietra. L`amore è diverso da quello
stilnovistico, domina la passione sensuale e violenta.
Nelle RIME FILOSOFICHE E DELL´ÉSILIO suscita temi filosofici ed esprime la
sua tristezza perch´è lontano da Firenze.
IL CONVIVIO è un trattato dottrinale scritto in volgare. L`opera doveva
essere composta di 15 trattati, uno introdutivo e gli altri in forma di
commento, ma Dante finì solo l`introduzione e 3 trattati. La sua intenzione
era esporre tutto il suo sapere ai quelli che non conoscevano latino e voleva
dimostrare che anche in volgare si poteva scrivere di tutto. Nell`opera
dominano idee progressive e moderne sul volgare e la nobiltà naturale degli
uomini.
Un altro importante trattato scritto da Dante in latino è DE VOLGARI
ELOQUENTIA, un opera rivolta ai dotti, in cui Dante cerca di giustificare l`uso
letterario del volgare. Parla della dignità, della natura e delle caratteristiche
del volgare. Poi distingue 3 lingue romane: lingua d`oc, lingua d`oil e lingua
del sì, poi aggiunge anche la lingua grammatica-il latino. Dante esaminava la
lingua del sì, che aveva 14 dialetti; 7 all`oriente e 7 all`occidente
dell`Appenino, e voleva trovare una lingua commune, adequata a tutti gli
italiani-IL VOLGARE ILLUSTRE. Nella seconda parte, non finita, parla delle
caratteristiche della poesia elevata che secondo a lui sono
SALUS-coraggio,
VENUS-passione amorosa e

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VIRTU-virtù.
Un altro importante trattato latino è MONARCHIA dove Dante tratta 3
problemi, se davvero la monarchia è necessaria per mantenere la pace nel
mondo, poi se il popolo romano ha il diritto di governare il mondoe se il
potere del re dipende dal papa o da Dio. Dante conclude che davvero la
monarchia può portare la concordia e la pace, che l`impero romano doveva
essere la volontà di Dio e distingue il potere dell`imperatore da quello
spirituale del papa. Questa opera dantesca fu accusata di essere eretica e fu
pubblicamente bruciata nel 1329.
Poi scrisse EPISTOLAE in latino. La più importante lettera è quella dedicata a
Cangrande della Scala- gli dedicò il Paradiso dove cerca di definire la sua
grandissima opera, poi scrisse EGLOGHE, anche questo sarebbe una specie
di corrispondenza, dove risponde a quel grammatico bolognese che gli offrì
l`incoronazione.
L`opera minore è QUESTIO DE ACQUA ET TERRA, importante soltanto per
dimostrare la sua cultura e l`interesse anche per le scienze naturali.

Il suo poema piủ grande è DIVINA COMMEDIA, inizaito nell`esilio, intorno al


1307 e terminato poco prima della morte nel 1321. Il poema fu intitolato dal
poeta con il nome di COMMEDIA (perché cosI venivano chiamate le opere
poetiche narrative in versi, con un linguaggio semplice, che avevano un inizio
triste e una fine lieta) e l`attributo DIVINA venne conferito dal editore GIOLITO
nel 1555 per indicare la materia specifica e la perfezione artistica dell`opera.
La lingua del capolavoro di Dante è il DIALETTO FIORENTINO.

LA COMMEDIA DIVINA nasce con scopo religioso e sociale. Dante volle dire
di Beatrice ˝quello che mai non fue detto d`alcuna˝. Volle anche allontanare i
miseri dello stato e condurrli in uno stato più felice. La Divina Commedia
diventa per Dante lo specchio della storia dell`umanità, lui esamina i peccati
mortali e quelli che si possono rimediare. Dante credeva molto nel
simbolismo dei numeri. L`interacostruzione del poema è basata sul simbolo di
Santa Trinità. Ci sono 3 cantiche; l`Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso scritte
in terzine. Ciascuna è composta di 33 canti, quindi insieme con il canto
introduttivo ci sono 100 canti. L`ultimo verso di ognuna delle cantiche
termina con la parola STELLE, verso cui il poeta tende. La DC è un poema
didattico-allegorico in forma di visione, la rima è incatenata, il ritmo giambico
ed il metro endocasillabo. L`immaginario viaggio del poeta comincia nel
1300, quando aveva 35 anni (nel mezzo di cammin di nostra vita). Si perse in
una selva oscura, che simboleggia il male e cercava l`uscita. Il giorno preciso
in cui cominciò il viaggio era il 25 marzo, il capodanno del calendario
fiorentino, ma gli altri credono il 5 aprile o l`8 aprile che era Venerdỉ Santo. La
DC contiene un nucleo moralistico con precisi significati simbolici, così Dante
simboleggia l`umanità smarrita in una selva oscura, quindi nel male. Il viaggio
si compie sotto la guida di Vergilio, un poeta romano, simbolo della ragione, e
Beatrice, simbolo della grazia divina. L`unica salvezza è resistere i tormenti
infernali, conoscere le vie del bene eterno e innalzarsi purificato. Allora, Dante
si perse e non poté trovare l`uscita. Cercò di salire in colle quando una lonza,
leopardo, simbolo dell`incontinenza, lussuria, gli impedì il cammino, poi
venirono ancora il leone, simbolo della superbia, e la lupa, simbolo

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dell`avarizia, e Dante perse la speranza di uscita. Ma proprio allora apparI
un`ombra e Dante cominciò a pregarla di avere pietà e di aiutarlo. Era
Vergilio, mandato da Beatice, che annunciò a Dante cosa dovevano fare per
uscire dalla selva oscura, dovevano passare 3 regni.

Il primo è L`INFERNO, in forma di un imbuto che diventa sempre più


stretto quanto più si avvicina al suo centro, dove sono disposti in nove cerchi
e secondo la gravità della colpa i vari peccatori. Ci si trova l`umanità nello
stato quasi bestiale, Dante dice che si tratta di gente che ha perso il ben
dell`?inteletto. Questa dottrina morale è derivata dell`etica aristotelica
interpretata tramite lo studio di San Tommaso (Toma Akvinski). Dante
nell`Inferno è un tomista. Aristotele rappresenta per Dante il più grande
filosofo. Nella sua coscienza c`è la triforme realtà intelletuale. San Tommaso
lo aiutò di trarre le leggi per la etica cristiana. Dante espone l`individuo a
queste leggi morali e lo sanziona. Partiva dalla negatività assoluta dell`uomo
perché la selva oscura è la situazione negativa del mondo.

L`inferno è diviso in tre peccati principali: incontinenza, violenza e


frodolenza. Ai 9 cerchi infernali precede il vestibolo dove si trovano gli ignavi,
un`altra invenzione dantesca, e per loro che non furono vivi, non avevano
ideali e quindi non facevano né bene né male. Corrono nudi piangendo
perché sono punti dalle vespe, e i vermi gli succhiano il sangue dai piedi.
Questo preludio ha un significato morale. Poi arrivano al primo cerchio, il
limbo, dove si trovano i pagani e non batezzati, quindi tutti che son nati prima
Cristo, Virgilio incluso. Più si va in giù, i peccati sono più voluti e la volontà
deriva dalla coscienza.
Nel secondo cerchio si trovano i peccatori carnali, i lussuriosi (Dante è debole
a loro) che sono travolti continuamente da una bufera violenta.All`entrata si
sta Minosse,giudice infernale che manda i peccatori nei cerchi secondo gli
avvolgimenti di coda. Nel secondo cerchio ci sono Paolo e Francesca,
Semiramide, Cleopatra, Elena, Achille, Paris, Tristano ecc. Nel terzo cerchio ci
sono i golosi. Le loro ombre sono sferzate da un`orribile pioggia, torturate da
Cerbero, mostro infernale a guardia dell`Ade, mondo dei morti.
Nello quarto cerchio si trovano gli avari ed i prodighi, custoditi da Pluto
(divinità antica della ricchezza) e condannati a volgere enormi pesi ed ad
offendersi nell`incontro. Nello quinto cerchio si trvano gli accidiosi e gli
iracondi e si imbattono nelle acque peludose dello Stige.
Nel sesto cerchio sono gli eretici e gli increduli. Si trovano nella città di Dite
(divinità del mondo dei morti) dentro la arche infuocate (Farinata degli Uberti,
gli epicurei che credevano che l`anima muore con il corpo, Federico II, quindi
tutti quelli che non accetavano la dottrina del papa).
Poi Dante e Virgilio scendono nel primo girone del settimo cerchio dove
incontrano i violenti contro il prossimo immersi nel Flagetonte, fiume di
sangue bollente. Nel secondo girone dello stesso cerchio Dante descrive i
suicidi e gli scialaguatori; i primi sono trasformati in piante e i secondi sono
inseguiti dalle cagne fameliche (Pier delle Vigne- suicida). Nel terzo girone
sono i violenti contro Dio (i bestemmiatori), natura (i sodomiti) e arte (gli
usurai) che sono colpiti dalla pioggia di fuoco.
Dopo la ripa discoscesa vengono i peccatori frodolenti verso chi non si fida.
Dante immagina questo cerchio diviso in dieci grandi fossi circolari e

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concentrici detti Malebolgie. Nella prima bolgia i due incontrano i ruffiani e i
seduttori, nella seconda gli adulatori e lusingatori, nella terza i simoniaci che
vendevano le cose eccleastiche, nella quarta i maghi e gli indovini col capo
travolto, nella quinta i barattieri, nella sesta gli ipocriti, nella settima i ladri,
nella ottava i consiglieri di frode che girano intorno imprigionati dentro una
fiamma –Ulisse e Diomede, nella nona bolgia i seminatori di discordia –
Bonifacio VIII, nella decima i falsari.
Poi Dante e Virgilio sono trasportati dal gigante Anteo attraverso un pozzo
profondo al nono cerchio dove si trovano i frodolenti verso chi si fida diviso in
4 parti ghiacciati. Lucifero muove l`aria ghiacciante con le ali. La prima parte
si chiama Caina, dove si trovano i traditori dei parenti/congiunti –Gianciotto
che uccise Paolo e Francesca, la seconda Antenora coi traditori della patria –
conte Ugolino, la terza Tolomea coi traditori degli ospiti e la quarta Giudecca
coi traditori dei benefattori (Giuda, Bruto e Cassio). Sono tutti immersi nel
ghiaccio con Lucifero sotto. Si tratta di un enorme mostro, immerso nel
ghiaccio fino al petto, ha tre facce, srtitola dunque Giuda, Bruto e Cassio.
È logico che l`Inferno con la sua struttura debba risultare la più realistica
cantica del poema. I peccatori e le loro pene hanno un`estrema evidenza
fisica. Dante rappresentava la realtà esasperata in continuo attraggio. Il suo
attegiamento dantesco è sempre più spietato, crudele, sadico come se non
fosse una poesia. Si potrebbe dire che l`Inferno è il trionfo artistico della
fisicità, corporietà. È tutto una destruzione fisica del uomo, sempre un
individuo e così abbiamo anche nell`inferno alcune caratteristiche di vita
terrena. Dominano le persone gigantesce. Nell`Inferno si celebra il peccato,
ma anche il peccatore. Ciascuna di quelle figure colossali non è rappresentata
nel peccato, ma nel fiore della vitalità, nell`acceso valore della coscienza. Non
si salva nessuno, se il peccato lo acceca. Qualsiasi azione (amore, pietà,
dolore) non può conpensare il vizio. Questa legge dantesca è assoluta,
categorica, imparziale, è una terrificante verità. Niente speranza per i
peccatori.
L`uomo è nato per virtù ma è esposto al peccato e alle tentazioni, bisogna
resistere. Tutti questi personaggi vivono dentro il vizio e la qualità, l`intelleto
e la violenza, la prigione e la libertàma non sanno riconoscere la frontiera.
L`inferno è caratterizzato da scene drammatiche e tragiche, da sofferenze
orribili e dalle grida desolate.

Il secondo regno si chiama IL PURGATORIO. Si trova al centro dell`emisfero


australe, agli antipodi di Gerusalemme. È una montagna altissima che sorge
in mezzo alla distesa delle acque. Il guardiano di questo regno è Catone
l`uticenese, e le anime dei morti in grazia di Dio si accedono partendo dalla
foce del Tevere dove un angelo le raccoglie e le trasporta in una barca. La
montagna è divisa in tre parti: antipurgatorio, purgatorio, paradiso terrestre.
L`antipurgatorio comprende la spiaggia e la prima ripidissima parte del
monte. Ospita gli spiriti negligenti e scomunicati che si pentirono poco prima
della morte improvvisa. Sono separati in varie schiere: scomunicati, pigri,
morti violentemente, principi della valetta… Non hanno una pena particolare,
ma devono attendere un certo tempo (gli scomunicati 30 volte il tempo che
vissero così, gli altri tanto tempo quanto vissero) prima di entare nel
purgatorio, se non sono aiutati dalle preghiere dei vivi. Nel purgatorio si entra
attraverso una porta preceduta da tre grandini e custodita da un angelo che

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simboleggia il confessore. Lui si trova aldilà della sfera del fuoco. Nella terza e
ultima regione dell`aria, fulminosa e serena, libera da perturbazioni
atmosferiche sono divisi in tre cornici ricavati nella costa del monte e custoditi
da angeli.
La classificazione delle anime si fonda su tendenze peccaminose (dato che il
peccato è stato cancellato dal pentimento) e qiundi in base al concetto
d`amore. Dante lo distingue in AMORE NATURALE- l`amore che mira alla
conservazione di se stessi. Corrisponde all`ordine universale. Lo si potrebbe
dire anche amore biologico e come tale infallibile. AMORE ELETTIVO o
D`ANIMO che discende dal libero arbitro può sbagliare in tre modi: per male
obietto- che si rivolge sempre ai prossimi (superbia, invidia, irracondia; si
espiano nelle prime tre cornici), per poco di vigore verso i beni celesti e Dio,
amati tiepidamente (accidia, che si espia nella quarta cornice), per troppo di
vigore verso i beni terreni (avarizia e prodigalità, gola, lussuria; che si espiano
nelle ultime tre cornici).
La gravità dei peccati decresce verso l`alto perché ci si approssima a Dio. Le
anime passano successivamente attraverso tutte le 7 cornici. L`espiazione
dei peccati si compie attraverso una serie di pene, regolate dal criterio del
contrapasso. All`ingresso del purgatorio l`angelo incide sulla fronte del
peccatore 7 P che successivamente, cornice per cornice, vengono
cancellate da altri angeli.
PRIMA CORNICE; I superbi, camminano portando gravi pesi sulle spalle
Virtù- umiltà, anđeo poniznosti
SECONDA CORNICE; Gli invidiosi, sono seduti e appoggiati con la schiena alla
costa del monte, hanno le palpebre cucite con un filo di ferro.
V- misericordia, anđeo bratske ljubavi
TERZA CORNICE; Gli iracondi, camminano dentro una nuvola di fumo denso e
pungente che annebbia la vista
V- mansuetudine, anđeo mira
QUARTA CORNICE; Gli accidiosi, devono correre di continuo sollecitando uno
l`altrocon fervore

V- sollecitudine, anđeo revnosti


QUINTA CORNICE; Gli avari e i prodighi, sono distesi per terra con le mani e i
piedi legati
V- giustizia, anđeo pravde
SESTA CORNICE; I golosi patiscono fame e sete, possono solo guardare dei
pomi odorosi e l`acqua limpida.
V- astinenza, anđeo umjerenosti.
SETTIMA CORNICE; I lussuriosi, camminano nel fuoco divisi in due gruppi in
direzione oppostapiangendo e cantando un inno sacro di esempi sulla lussuria
e sulla castità.
V- castità, anđeo čistoće
Col Purgatorio si ritorna alla vita, alla speranza e a una possibilità di bene.
L`uomo può peccare, ma se fa in tempo a capire e tornare verso il bene,
allora viene nel Purgatorio. Queste ˝ombre nostalgiche˝ portano nel cuore la
giustizia, quindi, hanno l`idea di bene, ma la via non è chiara. Il Purgatorio è
un ambiente di colori autunnali. Pian piano il purgatorio è un posto della
parziale dimenticanza della vita umana. Le anime del purgatorio esplicano
una situazione vicina alla realtà. Ci si trova anche la malinconia che

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accompagna l`esperienza umana. Il poeta ha localizzato l`isola aldilà delle
colonne d`Ercole. Dante non va in apposizione alla fede e quello che si
credeva (bisogna aspettare Galilei). Questa isola del Purgatorio è già fuori del
tempo. Loro vivono nel ricordo e ci regna la speranza e la malinconia.
Il Purgatorio è ordinato secondo la teoria cristiano-platonica dell`amore. È
platonismo interpretato dal cristianesimo e preso da Dante. Due componenti
importanti del Purgatorio sono amore e dottrina.
Il Purgatorio si articola nel rapporto con l`amore elettivo che può diffetare, ma
anche eccedere. Questo amore si inceppa o svia. La presenza dell`amore nel
mondo e nello spirito è essenziale. Dante dice che ne creatore ne creatura fu
mai senza amore. Lui tocca grandi questioni dell`amore, dell`anima, tocca la
mente in una materia scontante e prova ad illuminarel`essere umano. Dante
sente la seduzione della scienza ma teme il destino di Ulisse perché il
desiderio della conoscienza portò Ulisse alla morte. La conoscienza per Dante
è una tentazione e monito e lui lui non si oppose alla fede. Gli ultimi canti
celebrano la rinascita. Quello che lui voleva col Purgatorio è paligenesi-
preobrazba.
In cima del Purgatorio si trova IL PARADISO TERRESTRE. Proprio il paradiso
terrestre e l`incontro con Beatrice sono segnali della poesia delle origini. È
basato sull`Eden biblico e sulle descrizioni classiche.
Il Paradiso terrestre è una selva fiorita senza perturbazioni atmosferiche,
mossa da un vento lieve provocato dal ruotare dei cieli. Ci scorrono 2 fiumi, il
Lete e l`Eunoe, dove assistiti da Matelda si immergono gli spiriti. Nel Lete si
immergono per cancellare ogni ricordo del peccato e nell`Eunoe per ricordarsi
del bene compiuto. Dante come il simbolo dell`umanità sperimenta l`estasi
d`apparezione di Beatrice. Donna è l`inizio di tutto. Con lei Dante trova la sua
innocenza persa. Fede e bellezza si identificano insieme nell`innocenza.
L`innocenza dell`inizio. C`è presente l`idea della rinovazione (Mi illumino
d`immenso- Ungaretti, ma vale anche per Dante).

IL PARADISO parte da pressuposto dell`insufficenza espressiva del poeta. Il


Paradiso non si può rappresentare, è ineffabile, è sovranaturale, intoccabile.
Esclude la compressine e la rafigurazione. Non si può né comprendere, né
dipingere. Dante comincia da questa presunzione. Lui è chiamato a
sceneggiare la trascedenza divina e i suoi misteri. A lui toccherà esprimere
l`inesprimibile, determinare l`indefinibile, intendere l`incomprensibile.
Sembra assurdo e non realizzabile, ma descrive e sarà fatale per intenderlo.
Dante si trova al limite del reale. Ma l`Inferno ed il Purgatorio stanno in terra,
anche se non sono vedibili all`occhio.
Noi dobbiamo meritare il Paradiso e perciò dobbiamo anullare tutto quello che
abbiamo, lasciamo il corpo. Ciascuno si fa beato attraverso la vita terrena e al
Paradiso si porta la personalità. Il Paradiso è regno della pura intuizione, è
immateriale, invisibile, assolutamente mistico. Si realizza nei silenzi infiniti e
essenziali dello spirito. La prima verità è Dio e l`uomo crede in questa verità
grazie all`intuizione.
La struttura del Paradiso è la stessa dell`Inferno e del Purgatorio. Dante è
pazzo per la biografia della gente. Così anche le anime beate portano il segno
della vita terrena (ciascuno si fa beato attraverso l`esperienza terrena).
Anche nel Paradiso è restaurato il valore della vita. C`è il ricordo del fatto, c`è
la libertà di ricordare, mentre nel Purgatorio non c`è. Il Paradiso si dispone

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occupando l`intero sistema planetario, partecipa nell`infinita presenza di Dio
nel cosmo. Dante sviluppa questa struttura nell`ordine zodiaco conosciuto
allora. Il Paradiso è costituito da 9 cieli e dall`Empireo, cielo luminoso e
immobile che racchiude l`universo. I 9 cieli sono nell`ordine:
1. LUNA- qui godono le anime di che ha subito violenza . Mancarono al
complemento per la brutale indifferenza degli altri. Le anime sono, per
esempio, nel primo cielo e intorno Vergine Maria perché i cieli sono
specchi. Queto specchio non è altro che la biografia dell`anima.
Ciascun anima si rifletta nel proprio cielo ma sono tutte uguali. Poi
Dante e Beatrice scendono nel
2. MERCURIO- dove si trovano le anime di coloro che facevano il bene per
consequire l`onore e la fama, quindi, gente ambiziosa, ma
positivamente.
3. VENERE- qui godono coloro che sentirono profondamente l`amore e
l`hanno rivolto a fare bene.
4. SOLE- qui si trovano gli spiriti sapienti. C`è anche San Tommaso
(dominicano) che parla contro il suo ordine ed esalta San Francesco.
5. MARTE- qui sono le anime che combatterono per la fede e Dante ci
inserisce un suo antenato.
6. GIOVE- qui sono gli spiriti giusti e pii. Dante condanna la cupidigia
clericale.
7. SATURNO- qui Dante sviluppa la teoria delle anime contemplative e
parla contro i falsi ecclesiastici.
8. CIELO STELLATO- da qui possono contemplare i sette cieli che avevano
passato e la terra. Qui si trovano le anime dei vincitori e in ottavo cielo
trionfa Cristo e riluce lo splendore di Maria Vergine. Dante fa un esame.
Viene interrogato da San Pietro sull`essenza della religione. San Pietro
dice che la fede è sostanza delle cose sperate, e Dante dimostra il
sapere di che cosa è la fede. Allora viene San Giacomo e lo chiede che
cos`è la speranza. Dante dice che la speranza è un attendere certo
della gloria futura. Questa gloria vi da la gloria divina e precedente
merito (di nuovo torna alla biografia). Eper finire deve dimostare a San
Giovanni che cos`è la carità. Lui risponde: il primo amore, amore
divino.
9. IL PRIMO MOBILE- non è altro che la mente divina. Da questo cielo a
Dante si apre una schiera d`angeli (muovono i cieli). Dante dice che in
questo meraviglioso angelico tempio c`è solo l`amore, l`amore e la
luce. È ricco di luce e di colori luminosi. Ci sono 9 cieli proprio come 9
cerchi dell`Inferno.
Il Paradiso è un tempio angelico che solo amor e luce ha per confine. Dio è
l`essenza totalitaria, illuminata, ma irraggiungibile. Il Dio di Dante è la
categoria mentale dell`inconoscibile. Dio è in noi, non esiste fuori dalla
nostra mente. Qui c`è anche San Bernardo che ha celebrato il culto della
Madre di Dio . Dante prega finché arrivi alla beatudine.
L`anima si unifica, diventa la forma universale e una cosa con Dio. Diventa
l`amore che muove il Sole e le altre stelle. Dante svanisce e finisce la
Divina Commedia.
Così Dante ha completato la ricerca dell`anima, dell`atomismo degli istinti
all`amore. È una vincenda empirica e intelletuale. Dante voleva definire
l`universo nella sua enorme coerenza. I cieli manifestano col movimento il

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loro desiderio di congiungersi con Dio, e la loro velocità cresce pian piano
avvicinandosi all`Empireo. Dio è considerato come il primo motore
immobile dell`universo, mentre ai singoli cieli presiedono le intelligenze
motorici.
Le prime anime hanno le parvenze umane, mentre nei cieli più alti
appaiono come pura luce , attraverso cui manifestano la loro beatudine
che si esprime anche in canti e danze gioiose. La sede delle anime è
l`Empireo, dove sono disposte nei mille grandini della CANDIDA ROSA.
Esse sono rivolte verso l`alto dole appare loro Dio fra un volo innumerabile
degli angeli. Nel cielo dell`universo si trova la terra che è composta da 2
parti:
EMISFERO BOREALE, metà di elemento solido e
EMISFERO AUSTRALE, l`altra metà di elemento liqido.

FRANCESCO PETRARCA

Nacque ad Arezzo nel 1304. Il padre di cognome Petracco fu un borghese


fiorentino, esiliato da Firenze. La madre si chiamò Eletta. Nel 1312 la famiglia
si trasferì ad Avignon, la sede della curia papale, dove il padre lavorò come
notaio. Nel 1320 Francesco partì per Bologna dove rimase 6 anni a studiare il
diritto. Era il tempo di dolce far niente. Petrarca era benvisto in corte. Si legò
con la famigli di Colonna. Lui era furbo e aveva preso gli ordini minori
ecclesiastici per avere certi benefici. Nel 1326 morì il sou padre e Petrarca
doveva tornare ad Avignon.
Tre avvenimenti cambiarono la sua vita:
1. il 6 aprile 1327, venerdì santo, nella chiesa di Santa Chiara vide Laura.
2. nel 1336, dopo un pellegrinaggio sul Monte Ventoso, ebbe una crisi
religiosa
3. L`incoronazione poetica a Roma. Gli fu offerta contemporaneamente
l`incoronazione da Parigi e da Roma e scelse Romadove fu incoronato
nel 1341. A Napoli si lasciò interrogare dal pubblico e re Roberto di
Napoli. Poi viaggiava molto, a Roma si associò a Cola di Rienzo (ucciso
per avere idee democratioche), poi nel 1348, mentre stava a Parma,
ebbe la notizia della morte di Laura. Un`altra notizia, che suo fratello è
diventato prete, provocò la crisi.
Nel 1353 si stabilì per sempre in Italia. Corrispondeva con Boccaccio che gli
offrì una catedra, ma lui non accetò. I Veneziani gli regalarono un palazzo a
condizione che lui avesse lasciato a loro le sue opere. Lui accetò e così
diventò il fondatore della famosa LIBRERIA MARZIANA. Morì nel 1374 ad
Arquà. Dante, deluso dalla situazione presente, fuggiva nei libri, cercava
l`utopia, studiava come matto. Petrarca sognava l`antico mondo romano e si
chiudeva dentro sé, esprimeva una certa antipatia per la scienza e per il
diritto. Gli stress di Petrarca erano interiori, a differenza di Dante che aveva
una vita travagliata. Dante innalza Beatrice nell`universo e Petrarca calla
tutto l`universo in Laura e lei è il suo mondo, lei è la gloria assoluta a cui
Petrarca tende. L`amore non è né concetto, né simbolo, per Petrarca l`amore

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diventa un sentimento. Lui esplora la propria anima, fa un lavoro psico-
analitico.
Petrarca voleva la fama per le opere in latino e diceva che lasciava la fama in
volgare a Dante, ma acquistò fama grazie a un`opera in volgare- Il
Canzoniere. Petrarca è il percursore della classicità dell`umanesimo e con lui
la letteratura cominciò ad essere una professione.

OPERA LETTERARIA DI PETRARCA

Petrarca era uno scrittore latino con solo due opere in italiano.
1. AFRICA- la sua opera più importante in latino, un poema eroico, scritto
in esametri sul modello di Virgilio e di Tito Livio. Parla delle guerre
puniche e Scipione. Petrarca non è un gran scrittore epico, però fu
incoronato per Africa
2. BUCOLICUM CARMEN- 12 egloghe, ispirate dalla pastorella latina.
3. EPISTOLAE METRICAE- 60 epistole in esametri, con temi diversi
4. SECRETUM- un lungo dialogo, scritto tra 1342-1343, dove Petrarca
parla con Sant`Agostino in presenza di verità, che non parla niente. Il
terzo libro è molto interessante, lì lui difende le sue ossessioni, l`amore
per Laura e la gloria. Capisce di aver torto. Pertarca era molto bramoso
della fama e molto vanitoso, diceva che gli bastava la gloria umana.
Secretum sarebbe come uno specchio del Canzoniere.
5. DE VITA SOLITARIA- dove parla della solitudine come un fenomeno
6. EPISTOLARIO- ha un significato particolare. Ci sono epistole Varie e Sine
nomine (senza nome delle persone a cui sono rivolte; esprime il
dispiacere per alcuni procedimenti della curia papale), poi scrive a
Cicerone, Socrate, Seneca ecc. Le più importanti sono Familiares
(contiene le lettere scritte dal 1345-1366 e raccolte in 24 libri) e Seniles
(contiene 17 libri scritti dal 1366-1374). Con le lettere Petrarca fa
l`analisi della propria coscienza. Queste lettere sono considerate la
prima grande autobiografia intelletuale dell`uomo moderno.
7. IL CANZONIERE- è il suo capolavoro. Contiene 317 sonetti, 29 canzoni,
9 sestine, 7 ballate, 4 madrigali scritti in varie occasioni. Petrarca
chiamò la sua opera latinamente RERUM VULGARIUM FRAGMENTA
(quindi, Rime sparse, il termine che troviamo nel primo verso del
sonetto introduttivo). Quest`opera si trova nel codice vaticano latino
3196. Le poesie non sono divise cronologicamente. Così, il sonetto
introduttivo, scritto nell`epoca tarda del Canzoniere, annuncia i motivi
dominanti, e la canzone conclusiva dedicata alla Vergine termina con la
parola PACE, perché il poeta la cercava tutta la vita, ma invano.
La raccolta è divisa in due parti:
a) IN VITA DI MADONNA LAURA
b) IN MORTE DI MADONNA LAURA
Si può dire che le poesie hanno un ordine più psicologico che cronologico.
Prima, veniamo a sapere il posto, il giorno, le circostanze che lo fecero
innamorare di una bellissima donna. Poi, dopo le descrizioni dell`amore e
della bellezza, virtù e atteggiamenti di Laura, i luoghi che gliela ricordano,
viene la descrizione del dolore che lui sente quando Laura lo rifiuta, poi le
battaglie interne quando lui capisce che questi sentimenti sono da peccatore.
Ques`è un amore terreno. Queste delusioni sono la causa di una malinconia

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profonda che non finisce neanche con la morte di Laura. Il Canzoniere finisce
con alcuni sonetti del contenuto profondamente religioso. Lui chiama Laura ˝il
mio primo giovenile errore˝.
Il Canzoniere è privo di una continuità narrativa e di elementi puramente
descrittivi. Petrarca ci racconta gli effetti della sua passione sul suo animo.
Noi non sappiamo molto di Laura perché lui esamina la propria anima.
L`amore per Laura ha spinto Petrarca per scrivere una storia di un`anima. Lui
introduce il conflitto tra i godimenti terreni e l`amore divino.
Petrarca è il primo scrittore che anticipa la letteratura psicoanalitica. Qui
comincia anche l`estetica e la poetica (Vico, De Sanctis, Croce). La base del
suo pensiero sono Platone e Cicerone. Dante cerca la verità- la biografia,
Petrarca soltanto fa l`indagine del bene e del male, fa delle domande, ma non
ci da le risposte. Petrarca pensa solo a se stesso e mette il mondo dentro sé.
Lui è il primo vero individualista, mentre Dante è sempre con lo sguardo
alzato.
Petrarca quando scrive è stanco, solitario e si analizza. I sostratti principali per
capire il morale del Canzoniere sono: l`amore e la gloria, le sue ossessioni.
8. I TRIONFI- è la seconda opera di Petrarca in volgare. Lui intendeva
rintracciare in modo dantesco la passione che porta a Dio. La forma è
didattico-allegorica, in terzine, somiglia a Amorosa visione di Boccaccio.
Petrarca rappresenta una serie di trionfi, ed il più grande trionfo è
quello dell`amore. Dio è rappresentato come un generale romano che
trionfi sul nemico. Altri trionfi sono: castità, morte, fama, tempo ed
eternità (divinità). Quest`opera è importante solo per alcune scene del
trionfo.
Petrarca usa le parole semplici ottenendo così una musicalità, ma lui anche
gioca con le parole (Laura- l`aura, alloro, lauro). La sua lingua somiglia ai
dolce-stil-novisti e d`altra parte ai modelli classici.

GIOVANNI BOCCACCIO

Nacque nel 1313 forse a Certaldo, forse anche a Parigi come figlio
naturale di una nobildonna francese e di un mercante toscano di nome
Boccaccio di Chellino. Boccaccio spesso inventava i dati della sua vita e perciò
non possiamo essere certi su alcuni fatti. Comunque, è cresciuto a Certaldo, il
padre fu il corrispondente dell`˙associazione mercantile molto influente ˝dei
Bardi˝. Mandò giovane Boccaccio a studiare a Napoli, però lui non gradiva né
commercio, né studio delle leggi, dimostrando una forte inclinazione per la
poesia. A Napoli fu attratto dall`ambiente colto, ma anche lussuoso e galante.
La gaia e spensierata vita cortigiana e l`amore per la figlia naturale del re
Roberto, Maria, lasciarono tracce profonde nel suo animo e nella sua opera
letteraria.

Nel 1340 fallì la compagna dei Bardi, e lui venne richiamato a Firenze ad
aiutare la propria famiglia. Poco dopo morì il padre e lui diventò il
capofamiglia. Visse modestamente. Anche lui aveva preso Ordini Minori. Era
un cittadino stimato e noto commentatore della Divina Commedia.

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Nel 1350 cominciò a corrispondere con Petrarca. Nel 1362 ebbe una crisi
religiosa e pian piano lasciò la vita sfrenata. Poi tornava a Napoli 2 o 3 volte
ma la situazione non era la stessa. Morì a certaldo nel 1375.
Boccaccio era un autodidatta, aveva vari interessi. A differenza di Dante e
Petrarca sta fermamente su questa terra, esaltando i liberi istinti naturali, la
sana vitalità dell`uomo e la sua intelligenza spregiudicata.
Il suo amore con Fiametta era consumato, poi lei lo lasciò. E questo fu un
tema spessissimo nella sua attività letteraria.

OPERA LETTERARIA DI BOCCACCIO


1. FILOCOLO- annuncia l`arrivo del primo grande narratore e in qualche
modo anticipa il Decamerone. È il primo grande romanzo della
letteratura italiana, è un romanzo in prosa di materia amorosa e
avventurosa che narra le vicende di due giovani innamorati, Florio e
Biancofiore. Ci sono elementi della sua biografia, amori e delusioni.
2. FILOSTRATO- vinto d`amore- è il primo componimento in versi.
Boccaccio introduce ottava rima. Descrive l`amore infelice tra Troilo e
Criseida. I suoi personaggi sono rappresentati con acutezza psicologica
rigorosa. Ci sono 12 canti in ottave.
3. NINFALE D`AMETO- egloga allegorica scritta in versi e prosa. Descrive
l`evoluzione della civiltà attravero la coscienza d`amore. Con questa
pastorale anticipa una parte del pensiero dell`umanesimo. Si scappa
dalla realtà, tutto è idilico (come Arcadia).
4. L`AMOROSA VISIONE- è un poema allegorico in terzine, scritto sul
modello di Dante. Innalza Fiametta e trionfa l`amore terreno.
5. ELEGIA DI MADONNA FIAMETTA è un romanzo in prosa dove per la
prima volta Fiametta viene lasciata dal Panfilio e soffre.
6. TESEIDA- componimento in ottave, scritto sul modello di Virgilio e sua
Eneide.
7. NINFALE FIESOLANO- poema pastorale in ottava rima. Descrive
l7amore del pastore Africo e della ninfa Mensola trasformati in fiumi
dopo che avevano affidato il loro figlio neonato ai nonni.
8. CORBACCIO- romanzo che narra i difetti delle donne. Rivella l`orgoglio
ferito e la rabbia.
9. RIME- una raccolta di rime amorose, religiose, del pentimento, del
proprio dolore.
10. LA CACCIA DI DIANA- un poema in terza rima dove loda alcune
donne gentili.
11. DECAMERONE- è la più grande opera narrativa. L`arma del
Boccaccio è allegra caricattura. Lui è il più grande a descrivere, caricare
e ridere. Il Decamerone è la negazione del Medioevo e tutti i suoi
concetti, regole; è l`affermazione di vita. La prosa allora era
considerata una cosa profana, da niente. Ma Boccaccio apre una nuova
epoca, è idealista perché è difficile descrivere la realtà. Il Decamerone
è il libro della completa maturità di Boccaccio. È iniziato nel 1348 e
compiuto nel 1353, modellato come varie opere medioevali che si
occupano della creazione del mondo.
Contiene cento novelle, incluse in una cornice unitaria, divise in 10
giornate. Si apre con una descrizione potente e realistica della

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disastrosa pestilenza che infierì a Firenze nel 1348. Le novelle sono
precedute da un Proemio, con 10 ballate, una dopo ogni giorno.
Sette fanciulle e tre giovani incontratisi nella chiesa di Santa Maria
Novella, decidono di abbandonare le strette vie della città deserta dove
regna la morte e fugono nell`idilica campagna, in una vita lontana da
Firenze. Per passare gaiamente il tempo in questo ambiente semplice, i
giovani decidono di narrare diverse avventure e storie tristi e liete.
Soltanto il venerdì e il sabato sono dedicati alle altre occupazioni.
Regono un re e una regina che governano ˝l`onesta brigata˝ e
scelgono il tema, tranne la prima e la nona giornata quando non hanno
un argomento fisso, ma Dioneo sempre racconta ultimo, può scegliere
il proprio tema e così hanno la possibilità didi finire la giornata in
allegria- il privilegio di Dioneo. Ogni giornata termina con una ballata,
mentre le novelle spesso un epilogo di carattere morale.
Allora, la seconda giornata si ragiona sui caprici della Fortuna, nella terza
sui desuderi, prevalentemente amorosi, in fine realizzati. La quarta
contiene le novelle sul amore e sulla morte d`intonazione tragica, la quinta
è sugli amori che terminano lietamente dopo molte spiacevoli peripezie, la
sesta ci da una serie di argute e motti di spirito, nella settime le beffe che
mogli cattive fanno ai loro mariti. Nel ottavo giorno si narra di varie burle i
cui vittime sono non soltanto i mariti, ma anche donne e uomini gonzi,
gabbati da gente furba. Il decimo giorno contiene le novelle in cui viene
esaltata la grandezza d`animo, che si manifesta per lo più nell`amore.
˝L`onesta brigata˝ ha un timbro comune però alcuni hanno delle
caratteristiche individuali. Tre giovani portano nomi simbolici- moda
dell`epoca.
PANFILO- tutto amore, un amante ideale;
FILOSTRATO- vinto d`amore, un amante senza successo, un pessimista,
lui sceglie il tema di amori infelici;
DIONEO- è gaudente, spensierato, sereno.
Le fanciulle sono PAMPINEA- rigorosa, la più saggia e di maggior età;
FIAMETTA- il simbolo d`amore;
NEIFILE- la più giovane;
ELISA- vergine;
EMILIA- innamorata di se stessa;
FILOMENA- di fuoco;
LAURETTA- gelosa.
Pochissime storie sono originali, inventate. Sono storie più o meno
conoscite a quell`epoca. Predomina l`amore sensuale e carnale e
Boccaccio descrivedue sensi fortissimi- ridere e piangere. Boccaccio è il
primo grande naturalista. Influenzò moltissimi autori, specialmemte del
`500.
Creò un`immensa galleria di figure autentiche prese da tutti gli strati
sociali, rappresentate con un forte realismo psicologico. Lui esalta
un`umanità libera, spontanea, naturale.Parla dell`uomo in tutti gli
aspetti. I narratori sono contemporaneamente anche il pubblico e sono
lo specchio del gusto e comportamento dell`aristocrazia borghese a cui
stesso Boccaccio apparteneva. Lui crea un contrasto tra la vita
spensierata e pestilenza disastrosa, crea un`atmosfera dove poteva

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celebrare l`amore, la vita e le virtù. I suoi personaggi seguono gli ideali
della cavalleria, perché Boccaccio crede che esistano ancora- la
generosità, l`elevatezza dell`animo ecc.Molto importanti sono anche gli
elementi reali p.e. giovane Lisa che si innamorò del re Pietro d`Aragona
o la figlia di un principe che si innamora di un poveretto. Celebra anche
la furberia, l7intelligenza, tutti quelli che riescono ad ingannare gli
stupidi ed ingenui. L`oumo si può fidare solo delle proprie forze ed è
mosso dalle proprie passioni.
Boccaccio consiglia il vecchio ed il nuovo, e da lui e Manzoni non c`è il
vero progresso.

DANTE- L`ideale di Dante si conpendiava nella figura astrale di Beatrice


e nel concezione di un amore completamente spiritualizzato;
PETRARCA- Fu combattuto dal conflitton fra sentimenti terreni e dubbi
moralistici;
BOCCACCIO- Sta fermamente sulla terra, esaltando i liberi istinti
naturali, il naturalismo e l`intelligenza dell`uomo

L`ULTIMO `300

-Il periodo fra 1375- 1400


Il più famoso autore è FRANCO SACCHETTI, nato a Ragusa, visse a lungo a
Firenze e morì nel 1400. Scrisse LA BATTAGLIA DELLE BELLE E DELLE
BRUTTE DONNE DI FIRENZE, un opera di carattere comico, poi TRECENTO
NOVELLE, anche se ci sono solo 223. Scrisse anche LIBRO DELLE RIME e
SPOSIZIONI DEI VANGELI.

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