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BIONDO FLAVIO-> UNA SOLA LINGUA, LATINO, CHE SI ERA CORROTTA X CAUSA ESTERNA LA VENUTA DEI POPOLI

BARBARI DA QST CORRUZIONE ERA NATO L’ITALIANO, FRUTTO DI UNA MESCOLANZA TRA LATINO E BARBARIE
ATTRIBUITA NON TANTO AI GOTI MA AI LONGOBARDI INVASORI GIUNTI NEL 6 SEC CONSIDERATI ROZZI.
LEONARDO BRUNI-> UMANISTA FIORENTINO – AL TEMPO DI ROMA ANTICA NON SI PARLASSE UN LATINO
OMOGENEO MA CI FOSSERO DUE LIVELLI DI LATINO, ALTO E BASSO E DA QUESTO SI SAREBBE SVILUPPATO
L’ITALIANO. IL VOLGARE SAREBBE QUINDI NATO DA UN’EVOLUZIONE AUTONOMA DEL LATINO POPOLARE
SI DIFFUSE ANCHE UNA TESI DEFINITA PSEUDOBRUNIANA LA QUALE SOLEVA IDENTIFICARE DUE VERE E PROPRIE
LINGUE DIVERSE E COESISTENTI: LATINO CLASSICO E LETTERARIO E L’ITALIANO.
LODOVICO CASTELVETRO -> VA RICORDATO L’INTERVENTO DI CASTELVETRO, CHE USO’ LA DEFINIZIONE DI “LINGUA
LATINA VULGARE”. EGLI SPIEGO’ COME AL TEMPO DI ROMA ANTICA SAREBBE ESISTITO UN LATINO POPOLARE IL
QUALE NELLA GRAMMATICA NON DIFFERIVA DAL LATINO VERO E PROPRIO MA IL LESSICO ERA DIVERSO DA QUELLO
DEL LATINO NOBILE
CELSO CITTADINI -> TENDEVA AD ESCLUDERE CHE LE INVASIONI BARBARICHE AVESSERO AVUTO IMPORTANZA PER LO
SVILUPPO DELL’ITALIANO TESI CHE VERIFICO’ ATTINGENDO A VARI DOCUMENTI EPIGRAFICI POICHE’ ATTRAVERSO LE
LAPIDI SI POTEVANO CONOSCERE MEGLIO LE FASI ARCAICHE DELLA LINGUA LATINA. IN QUESTI DOCUMENTI
INDENTIFICO’ UNA SERIE DI ERRORI RISPETTO ALLA NORMA DEL LATINO CLASSICO. TALI ERRORI SI RISCONTRAVANO
SIA IN TESTI SUCCESSIVI ALLE INVASIONI SIA IN LAPIDI DI EPOCA IMPERIALE. QUINDI LA LINGUA LATINA, SECONDO
CITTADINI, ANDAVA VISTA COME QUALCOSA CHE AVESSE AVUTO DEI MUTAMENTI.
MURATORI-> FU ATTENTO A QUELLE CARTE ANTICHE CHE CONTENESSERO DELLE TESTIMONIANZE DI VOLGARE
ITALIANO. VOLEVA TROVARE IN AREA ITALIANA QUALCOSA DI SIMILE AL GIURAMENTO DI STRASBRUGO (842), 1°
DOCUMENTO DELLA LINGUA FRANCESE FU TRASMESSO DA NITARDO IL QUALE AFFERMO’ CHE ESSO FOSSE IN LINGUA
ROMANA. GLI STUDIOSI PENSARANO CHE QUESTA LINGUA DEFINITA DA NITARDO FOSSE “UNA LINGUA INTERMEDIA”
TRA IL LATINO E LE LINGUE MODERNE DA ESSO DERIVATE -> CONCEZIONE ERRATA. MURATORI INFINE SOSTENEVA
CHE LE LINGUE GERMANICHE AVEVANO AVUTO UN PESO NELLA TRASFORMAZIONE DEL LATINO E CHE LA LINGUA
INTERMEDIA NON FOSSE MAI ESISTITA E CHE NEI DOCUMENTI D’ARCHIVIO RISALENTI AL MEDIOEVO VI E’ TRACCIA DI
UN VOLGARE DI QUEL TEMPO.

LA GRAMMATICA STORICA NON DA’ LE REGOLE DELLA LINGUA IN ATTO MA METTENDO A CONFRONTO FASI
DIACRONICHE DIVERSE CHIARISCE LO SVILUPPO DELLA FONETICA,MORFOLOGIA E SINTASSI DEL LATINO A PARTIRE
DALLA SUA FORMAZIONE DAL LATINO. SI E’ SVILUPPATA NEL CLIMA DEL POSITIVISMO (TEKAVCIC, RHOLFS,
D’ACHILLE).
LA GRAMMATICA NORMATIVA E DESCRITTIVA SI OCCUPANO DELLE NORME CHE GOVERNANO UNA LINGUA NELLA
SUA FASE PIU’ RECENTE SULLA BASE DELL’USO SINCRONICO CONTEMPORANEO

LO STUDIOSO DELLA LINGUA ITALIANA FA LARGO USO DEI DIZIONARI, EFFICIENTI STRUMENTI DI CONSULTAZIONE.
UTILIZZA STRUMENTI PIU’ SOFISTICATI, DI MOLE PIU’ GRANDE, I QUALI OFFRONO UNA DOCUMENTAZIONE PIU’ RICCA
DIZIONARI STORICI-> NON SUGGERISCONO IL MIGLIOR USO O L’USO CORRENTE MA VOGLIONO DOCUMENTARE
L’USO DI TUTTE LE EPOCHE ( BATTAGLIA IL + IMPORTANTE DIZIONARIO STORICO DELLA LINGUA ITALIANA PRENDE IL
NOME DAL SUO FONDATORE SALVATORE BATTAGLIA CHE RIPROPOSE, AGGIORNANDOLO, IL + GRANDE DIZIONARIO
DEL 800 DI NICCOLO’ TOMMASEO --- ESEMPIO: VOCE AVELLANA: TROVIAMO LA SPECIFICAZIONE GRAMMATICALE
(SOSTANTIVO FEMMINILE) E LA SPECIFICAZIONE DELL’AMBITO D’USO DELLA VOCE (BOT = BOTANICO PERCHE’ SI
TRATTA DI UN TERMINE BOTANICO) LA VOCE E’ DIVISA IN DUE SEZIONI UNA PER CIASCUNO DEI DUE SIGNIFICATI DEL
TERMINE CHE PUE’ ESSERE INTESO COME FRUTTO O ALBERO. IL CORPO DELLA VOCE E’ OCCUPATO IN MASSIMA
PARTE DALLE CITAZIONI TESTUALI CON I PASSI IN CUI RICORRE LA MEDESIMA PAROLA.
DIZIONARI DELL’USO-> INFORMANO SULLA LINGUA MODERNA. FANNO RIFERIMENTO AL PASSATOE CONTENGONO
MOLTE PAROLE ANTICHE NON SOLO PERCHE’ REGISTRANO LE ETIMOLOGIE MA PERCHE’ SONO OBBLIGATI A
REGISTRARE IL LESSICO ANTICO E LETTERARIO. (ZINGARELLI – DISC). RESTITUISCONO UN’IMMAGINE DELLA LINGUA
CONTEMPORANEA OGGI USATA NEL NOSTRO PAESE, FAVORISCONO LA RISOLUZIONE DI DUBBI DI GRAFIA,
PRONUNCIA, DIVISIONE SILLABICA,PRESENZA DI NEOLOGISMI (GRANDE DIZIONARIO DELL’USO DI TULLIO DI MAURO)
DIZIONARI ETIMOLOGICI-> DA’ CONTO DELL’ORIGINE DELLE PAROLE DI UNA LINGUA SUGGERENNDO LA LORO
ETIMOLOGIA (DELI – BATTISTI,ALESSIO)

DISTINZIONE STABILITA DA BENEDETTO CROCE.


LETTERATURA DIALETTALE RIFLESSA-> SI RITROVA IN QUELLE OPERE CHE IMPIEGANO COSCIENTEMENTE IL DIALETTO
IN OPPOSIZIONE ALLA LINGUA LETTERARIA TOSCANA ARCAIZZANTE: IL FATTO CHE L’USO SIA COSCIENTE E
VOLONTARIO, NON DETTATO QUINDI DA IGNORANZA E SPONTANEITÀ, PRESUPPONE AUTORI MOLTO CONSAPEVOLI
DELLE POSSIBILITÀ ESPRESSIVE DEL DIALETTO E DEI VALORI CULTURALI E SOCIALI MESSI IN GIOCO. SE CI SI PENSA,
ANCHE ORA LA SITUAZIONE È SIMILE: LA SCELTA DI SCRIVERE CANZONI, RAPPRESENTARE OPERE TEATRALI, GIRARE
FILM IN DIALETTO È UNA SCELTA CONSAPEVOLE, CHE IN GENERE HA MOTIVAZIONI ARTISTICHE E CULTURALI TANTO
PIÙ FORTI QUANTO PIÙ “NORMALE” SAREBBE PARLARE DI QUEGLI STESSI ARGOMENTI IN ITALIANO.
LETTERATURA DIALETTALE SPONTANEA-> NON E’ COSCIENTE DELLA PROPRIA OPPOSIZIONE ALLA LINGUA. SI
MANIFESTA IN FORMA DI CULTURA POPOLARE VERA E PROPRIA (CANTI, FIABE)

PRIME GRAMMATICHE ITALIANE


LA PRIMA GRAMMATICHETTA ITALIANA CHE CI CONOSCA E’ LA COSIDDETTA GRAMMATICHETTA VATICANA
TRAMANDATA DA UN CODICE APOGRAFO DELLA BIBLIOTECA VATICANA. E’ ATTRIBUITA A LEON BATTISTA ALBERTI E SI
COLLOCA TRA IL 1434 E IL 1454. QUESTO DOCUMENTO CI MOSTRA IN CHE MODO E’ STATO DETERMINANTE IL
CONFRONTO TRA LATINO E ITALIANO. GLI UMANISTI RICONOSCEVANO CHE IL LATINO AVESSE UNA SALDA
STRUTTURA GRAMMATICALE. SI TRATTAVA DI CAPIRE SE ANCHE IL VOLGARE AVESSE UNA REGOLA O NE FOSSE PRIVO.
LA PRIMA GRAMMATICA A STAMPA DELL’ITALIANO RISALE AL 1516 AD OPERA DI GIOVANNI FORTUNIO.
NEL 1525 USCI’ L’OPERA DI BEMBO “PROSE DELLA VOLGAR LINGUA” CHE NELL’ULTIMA PARTE SI TROVA UNA VERA E
PROPRIA GRAMMATICA DELL’ITALIANO ESPOSTA IN FORMA DIALOGICA
VOCABOLARI
L’ALTRO GRANDE PRESIDIO DELLA NORMA LINGUISTICA E’ RAPPRESENTATO DAI DIZIONARI. NELLA CONCEZIONE
MODERNA IL VOCABOLARIO DELL’USO E’ CONSIDERATO UN TESTIMONE DELLA LINGUA VIVA. I PIU’ ANTICHI
VOCABOLARI A STAMPA DELL’ITALIANO VENNERO REALIZZATI LONTANO DALLA TOSCANA SOPRATTUTTO A VENEZIA
MA ANCHE AL SUD. LA CULTURA DI FIRENZE INTERVENNE CON L’ACCADEMIA DELLA CRUSCA CHE PUBBLICO’ NEL 1612
UN VOCABOLARIO MOLTO PIU’ AMPIO DI TUTTI QUELLI REALIZZATI FIN ORA

LA LINGUA E’ PER SUA NATURA CARATTERIZZATA DA VARIETA’ TRAMITE LA QUALE SI ESPRIME LA CREATIVITA’ DEL
PARLANTE. LA LINGUA CAMBIA IN DIPENDENZA DEL LIVELLO CULTURALE E SOCIALE DI CHI LA USA. L’ITALIANO
POPOLARE E’ UN CONCETTO CHE DEFINISCE L’ITALIANO DI CHI NON RIESCE A STACCARSI DAL DIALETTO E
CONTAMINA I CODICI DANDO LUOGO AD ERRORI CHE PER I LINGUISTI SONO FENOMENI DA INTERPRETARE E
COMPRENDERE. INFATTI SI PARLA DI VARIETA’ DISTRATICHE PER INDICARE LE VARIAZIONI LINGUISTICHE IN
RAPPORTO ALLA CONDIZIONE SOCIALE DEI PARLANTI.
VARIETA’ DIATOPICA-> IN RAPPORTO ALLO SPAZIO. DE MAURO HA MOSTRATO COME L’ITALIANO PARLATO OGGI NEL
NOSTRO PAESE NON SIA UNIFORME MA VARIA DA REGIONE E REGIONE. LE DIFFERENZE RIGUARDANO IL LIVELLO
FONETICO,FONOLOGICO, MORFOLOGICO E LESSICALE. QUESTO TIPO DI VARIETA’ PUO’ DIVIDERE UNA STESSA
REGIONE E SI RICONOSCE NEL PARLATO E NELLE SCRITTURE: QUANTO PIU BASSO È IL LIVELLO CULTURALE DELLO
SCRIVENTE TANTO PIU’ NON E’ IN GRADO DI ADERIRE AL MODELLO TOSCANO LETTERARIO ED EMERGONO I TRATTI
LOCALI.
IL PARLANTE NON TOSCANO SI TROVA A PARLARE UN DIALETTO DI USO QUOTIDIANO, NECESSARIO E DIFFUSO
COLLOCATO AD UN PRESTIGIO INGERIORE RISPETTO ALLA LINGUA LETTERARIA CONSIDERATA LA SOLA NOBILE.
IL MISTILINGUISMO È LA MESCOLANZA DI ELEMENTI LINGUISTICI DIVERSI E POTEVA MANIFESTARSI
INVOLONTARIAMENTE PER ERRORE E VOLONTARIAMENTE PER SCELTA STILISTICA.
VARIETA’ DIAFASICHE-> SI INDICANO LE DIFFERENZE LINGUISTICHE RELATIVE ALLO STILE DELLA COMUNICAZIONE CHE
SI SVOLGE A LIVELLI DIVERSI: LIVELLO AULICO,COLTO,FORMALE,MEDIO,COLLOQUIALE,INFORMALE,POPOLARE ECC.

IL CONCETTO DI LATINO VOLGARE FA RIFERIMENTO ANCHE A UNO SVILUPPO DIACRONICO DI FATTO IL LATINO MUTO’
NEL CORSO DEL TEMPO TANTO CHE I TERRITORI CONQUISTATI IN EPOCA DIVERSA RICEVETTERO UN LATINO IN PARTE
DIFFERENTE. EMBLEMATICO E’ IL CASO DI PLUS (GALLIA E ITALIA) CHE SOSTITUI’ MAGIS (IBERIA E DACIA) NEL
COMPARATIVO. QUINDI SECONDO BARTOLI LA FORMA PLUS DA ROMA ANDAVA ESPANDENDOSI MA NON ARRIVO’
NEI TERRITORI LATERALI DELLA ROMANIA CHE CONSERVANO LA FORMA PIU’ ANTICA TUTT’OGGI.
LA SITUAZIONE SOCIOLINGUISTICA DEL LATINO PUO’ ESSERE ILLUSTRATA SECONDO UNO SCHEMA DI CASTELLANI :
LO SCHEMA DISTINGUE PRIMA DI TUTTO TRA LINGUA SCRITTA E LINGUA PARLATA. AL LIVELLO DELLA LINGUA SCRITTA
SI TROVA IL LATINO CLASSICO CON LA SUA CONTINUITA’ CULTURALE A CUI SI AVVICINA IL LATINO PARLATO DAI CETI
COLTI ARISTOCRATICI IN ETA’ REPUBLICANA E AL DI SOTTO DI QUESTO LIVELLO VI E’ IL LATINO POPOLARE.
IL LATINO PARLATO DAI CETI COLTI IN ETA’ IMEPRIALE ANDO’ VIA VIA AD AVVICINARSI AL LIVELLO POPOLARE DANDO
ORIGINE A QUEL LATINO VOLGARE O PARLATO DA CUI SONO NATE LE LINGUE ROMANZE

SECONDO SCHEMA DI CASTELLANI: MOSTRA LA PROGRESSIVA ESPANSIONE GEOGRAFICA DEL LATINO NEL CORSO
DELL’ETA’ REPUBBLICANA ED IMPERIALE CHE COMPORTO’ LA NASCITA DI UN “LATINO DELLE PROVINCE” LA CUI
OMOGENEITA’ FU GARANTITA DALLE FORZE CENTRIPETE ATTIVE DURANTE IL LUNGO PERIODO IN CUI L’IMPERO POTE’
ESERCITARE LA PROPRIA FORZA MILITARE E CULTURALE SUI TERRITORI OCCUPATI. SOLO DOPO I PRIMI DUE SECOLI LE
FORZE CENTRIFUGHE EBBERO IL LIBERO CORSO E NEL LATINO DELLE VARIE REGIONI SI AVVIO’ UN PROCESSO DI
DIFFERENZIAZIONE CHE SI CONCLUSE CON LA NASCITA DELLE LINGUE ROMANZE.
APPENDIX PROBI-> HA UN RILIEVO PARTICOLARE TRA I DOCUMENTI DEL LATINO VOLGARE. CHIAMATA COSI’ PERCHE’
IL DOCUMENTO STESSO SEGUE, NEL CODICE CHE L’HA TRASMESSO, GLI INSTITUTA ARTUM DI UN CERTO PROBO CHE
AVREBBE RACCOLTO LE FORME ERRATE IN USO PRESSO I SUOI ALLIEVI E LE AVREBBE AFFIANCATE A QUELLE
CORRETTE SECONDO IL MODELLO “A NON B”. E’ UNA LISTA DI 227 PAROLE TRAMANDATE DA UN CODICE SCRITTO A
BOBBIO INTORNO AL 700 D.C ESEMPI: SPECULUM NON SPECLUM – COLUMNA NON COLOMNA

BREVE DE INQUISITIONE-> NEL LATINO MEDIEVALE TRAPELANO IN MODO EVIDENTISSIMO I VOLGARISMI TANTO CHE
CI SI ACCORGE CHE CHI SCRIVEVA IN QUEL LATINO IN REALTA’ STAVA PENSANDO IN UN’ALTRA LINGUA. QUESTO E’
CIO’ CHE SUCCEDE NEL DOCUMENTO SENESE DEL 715 D.C, UNA VERBALIZZAZIONE GIUDIZIARIA DI QUANTO ABBIA
FATTO GONTRADO INVIATO A SIENA PER UN’INCHIESTA. IL VERBALIZZATORE RESTA FEDELE AL SUO LATINO NOTARILE,
MOLTO PIU’ LIBERO RISPETTO ALLA NORMA GRAMMATICALE. (ABOLIZIONE DESINENZE ACCUSATIVO)

QUANDO SI ESAMINA UN ANTICO DOCUMENTO VOLGARE, SI DEVE AFFRONTARE LA LORO INTENZIONALITA’ LA


QUALE PUO’ FARCI CAPIRE SE CI TROVIAMO DI FRONTE AD UN VERO TESTO DELLA NUOVA LINGUA. L’ESAME
DELL’INDOVINELLO VERONESE PUO’ AIUTARE A COMPRENDERE QUESTO PROBLEMA. UN CODICE SCRITTO IN SPAGNA
ALL’INIZIO DELL 8 SECOLO E APPRODATO DOPO VARIE PEREGRINAZIONI A VERONA, RIPORTA NEL MARGINE
SUPERIORE DI UN FOGLIO DUE NOTE IN SCRITTURA CORSIVA RISALENTI AL 8 SECOLLO O INIZIO 9. CI SI INTERROGO’
SUL SIGNIFICATO DELLA FRASE NELLA QUALE VI FU QUALCUNO CHE INDIVIDUO’ IL FRAMMENTO DI UN’ANTICA
CANTILENA DI UN BIFOLCON POICHE’ SI PARLAVA DI BUOI E ARATURA. PIU’ TARDI UN FILOLOGO RISOLSE IL
PROBLEMA INTERPRETATIVO GRAZIE ALL’AIUTO DI UNA SUA ALLIEVA, LA QUALE SI RICORDAVA DI UN INDOVINELLO
POPOLARE CHE SOMIGLIAVA A QUELLO CHE VENIVA CHIAMATO “RITMO DI VERONA”.
SE PAREBA -> SPINGEVA INNANZI, SOMIGLIAVA, APPARIVA, APPAIAVA / CONDIZIONA LA SCELTA DEL SOGGETTO
SOTTINTENSO DEI 4 VERBI -> LA MANO, LA PENNA, LE DITA, LO SCRITTORE (+ PROBABILE IL QUALE VERREBBE
DUNQUE PARAGONATO A UN ARATORE CHE SPINGE AVANTI I BUOI ARANDO CAMPI BIANCHI REGGENDO UN ARATRO
BIANCO E SEMINANDO UN SEME NERO.
IL TESTO DELL’INDOVINELLO E’ SEGUITO DA UNA BREVE FORMULA LATINA VERGATA DA UN’ALTRA MANO “TI
RENDIAMO GRAZIA DIO ONNIPOTENTE ED ETERNO”. POSTILLA COME ITALIANO VOLGARE, SEMI VOLGARE, LATINO
SCORRETTO – VOLGARISMI: SE INVECE DI SIBI, PAREBA INVECE DI PARABA.