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UNISU - Facoltà di Giurisprudenza

DIRITTO PRIVATO
Docente: Alessandro Martini

2° MODULO DIDATTICO
Le situazioni giuridiche soggettive

Sommario: a) Il rapporto giuridico e le sue vicende. - b) Le situazioni giuridiche soggettive


attive. I diritti soggettivi: diritti assoluti e diritti relativi. – c) I diritti personali
di godimento. La potestà.- d) L’aspettativa. - e) Lo status. - f) Le situazioni
giuridiche soggettive passive: dovere, obbligo e soggezione. L’onere

a) Il rapporto giuridico e le sue vicende

Il soggetto, individuo e ente, è destinatario delle norme giuridiche.


Tali norme, che costituiscono il diritto oggettivo, disciplinano gli interessi giuridicamente
rilevanti di questi soggetti.
Per interesse si intende il rapporto di tensione tra un soggetto ed un bene della vita.

La valutazione che l’ordinamento fa dell’interesse può portare ad un giudizio di:


- indifferenza, quando l’ordinamento considera l’interesse lecito, ma non apprezzabile
giuridicamente; in tal caso l’interesse resta disciplinato da regole morali o sociali (es.: un
mancato invito a pranzo può portare a conseguenze di tipo sociali e non giuridiche);
- meritevolezza, quando l’ordinamento considera l’interesse meritevole di tutela; in tal
caso l’ordinamento prevede strumenti giuridici per realizzare questo interesse contro tutti
coloro che vi si oppongano;
- illiceità, quando considera l’interesse in conflitto con interessi superiori; in tal caso
l’ordinamento non protegge l’interesse, ma anzi impedisce che venga realizzato.

In riferimento al modo in cui si manifestano, possono aversi:


- interessi a conservare determinati beni che il soggetto ha;

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- interessi a conseguire beni che il soggetto non ha e che si trovano nel patrimonio di
un altro soggetto.

Quando tali interessi fanno capo a soggetti diversi, tra questi si stabilisce un rapporto, e gli
interessi di cui i soggetti sono portatori, entrano in conflitto tra loro.
Il diritto oggettivo risolve questo conflitto.
In generale il rapporto tra questi soggetti regolata dal diritto viene indicato come rapporto
giuridico.
Il rapporto giuridico è, dunque, la relazione tra il titolare di un interesse giuridicamente
protetto e colui che è tenuto a realizzare o rispettare tale interesse.

Il titolare di un interesse giuridicamente protetto è detto soggetto attivo del rapporto


giuridico; colui che è tenuto a realizzare o rispettare tale interesse è detto soggetto passivo
del rapporto giuridico.

Il rapporto giuridico è dunque la sintesi di situazioni soggettive correlative, ossia di


posizioni ideali che il diritto oggettivo conferisce al soggetto.

Le situazioni giuridiche soggettive possono essere:

- attive, quando il soggetto ha una posizione di preminenza, di vantaggio (es.: diritto


soggettivo, potestà, ecc.);

- passive, quando il soggetto ha una posizione di subordinazione, di svantaggio (es.


dovere, obbligo, ecc.).

Le situazioni giuridiche soggettive, dunque, sono il risultato della valutazione discrezionale


che l’ordinamento fa dei diversi interessi.

Ad ogni situazione giuridica soggettiva attiva in capo ad un soggetto, cui corrisponde la


titolarità dei poteri e facoltà, è correlativa una situazione giuridica soggettiva passiva in capo
ad un altro soggetto determinato e a tutti i consociati, che sono tenuti ad un dato
comportamento (di astensione o di collaborazione) o a subire l’altrui iniziativa.

Le vicende del rapporto giuridico riguardano la nascita, la modificazione e l’estinzione.


Il rapporto giuridico
- si costituisce quando il soggetto attivo del rapporto giuridico acquista il diritto, quando,
cioè il diritto si collega con un soggetto che ne diventa titolare.

L’acquisto del diritto può essere di due specie:


- a titolo originario, quando il diritto sorge a favore di un soggetto senza essere
trasmesso da un precedente titolare (es. il pescatore fa propri i pesci caduti nella usa rete art.
923, 2° comma, c.c.);

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- a titolo derivativo, se viene trasmesso e dunque deriva, da un soggetto (dante causa o
autore) ad un altro (avente causa o successore).
L’acquisto a titolo derivativo può essere
- derivativo-traslativo, quando si trasmette lo stesso diritto del
precedente titolare;
- derivativo–costitutivo, quando al nuovo titolare si attribuisce un
nuovo diritto differente dal precedente, ma che deriva dal precedente
diritto e che lo limita e ne assorbe il contenuto (es. il proprietario
costituisce a favore di altro soggetto l’usufrutto sul proprio bene).

Nell’acquisto a titolo derivativo, con riferimento alla persona che acquista il diritto, si
parla di successione, che indica il subentrare di un soggetto ad una altro nella titolarità di un
rapporto giuridico.
La successione può essere
- a titolo universale, quando il successore subentra in tutti i rapporti attivi e passivi
facenti capo al precedente titolare (come avviene nella successione mortis causa)
- a titolo particolare, quando il successore subentra solo in determinati rapporti (es.
l’acquirente della proprietà di un appartamento subentra solo nel diritto di proprietà del
precedente proprietario e non in altri rapporti facenti capo al proprietario).

Con riferimento alla persona che trasmette il diritto, si parla di alienazione del diritto.

Ritornando alle vicende del rapporto giuridico, vediamo che questo


- si modifica: quando subisce un mutamento nei soggetti, nell’oggetto o nel contenuto;
- si estingue: quando il titolare del rapporto perde il diritto senza che venga trasmesso ad
altri (es. la rinunzia di un diritto).

b) Le situazioni giuridiche soggettive attive: diritti soggettivi, potestà, facoltà.

La situazione giuridica soggettiva attiva fondamentale è denominata diritto soggettivo.


Il diritto soggettivo è la posizione giuridica di vantaggio riconosciuta al soggetto a diretta
tutela di un suo interesse.
Colui al quale l’ordinamento conferisce il diritto soggettivo è detto titolare del diritto
medesimo.
Il titolare del diritto soggettivo ha il potere di agire (àgere licère) per il soddisfacimento di
un proprio interesse che è protetto dall’ordinamento giuridico.

Il soddisfacimento dell’interesse indica la realizzazione dell’interesse protetto.

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L’esercizio del diritto è l’attuazione, l’esplicazione delle posizioni giuridiche che
costituiscono il contenuto del diritto soggettivo.

Il contenuto del diritto soggettivo è costituito da poteri di varia natura e, in particolare, da

- facoltà ed es. nel diritto di proprietà, l’interesse del proprietario è soddisfatto mediante
l’utilizzazione del bene, mentre la pretesa verso gli altri soggetti è strumentale rispetto alla
facoltà di utilizzare il bene;

- pretese ad es. nel diritto di credito, l’interesse del creditore è soddisfatto mediante un
comportamento del debitore.

Il diritto soggettivo è la signoria della volontà; e una sintesi di una posizione di forza ed
una posizione di libertà: il soggetto è libero di decidere se avvalersi o meno del potere
conferitogli (libertà), ma, una volta esercitato, il diritto è in grado di realizzare pienamente
l’interesse (forza).

La più importante distinzione dei diritti soggettivi è quella tra diritto assoluti e diritti
relativi.

- I diritti assoluti sono quelli che attribuiscono al titolare un potere che egli può far valere
verso tutti i consociati (erga omnes).

Nel diritto assoluto è tutelato l’interesse a conservare il bene, e tale interesse si


realizza autonomamente senza che occorra la collaborazione di altri soggetti sui quali grava
solo un generico dovere di astensione, ossia il dovere di non ostacolare o impedire la
realizzazione dell’interesse a conservare il bene e quindi a godere e disporre di questo bene.

La categoria dei diritti assoluti comprende i diritti reali, i diritti della personalità e i diritti su
beni immateriali.

I diritti reali (iura in re): sono quelli che conferiscono al titolare un potere immediato ed
assoluto su una cosa (res è la cosa).

Caratteristiche principali dei diritti reali sono:

- l’immediatezza: in quanto l’interesse che soddisfa il diritto reale si realizza senza il


tramite di una prestazione altrui;

- l’assolutezza: in quanto il diritto può farsi valere nei confronti di tutti i consociati (erga
omnes) sui quali incombe un dovere negativo di astensione.

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I diritti reali si distinguono in:

- diritti reali di godimento: se realizzano l’interesse del godimento di una cosa altrui (es:
usufrutto, superficie, enfiteusi ecc.):

- diritti reali di garanzia: se realizzano l’interesse alla garanzia dell’adempimento di una


obbligazione (es.: pegno e l’ipoteca).

Sono ancora diritti assoluti:

- i diritti della personalità: sono quelli che tutelano la persona umana nei suoi valori
essenziali es.: il diritto alla vita, all’integrità fisica della persona, alla riservatezza;

- i diritti sui beni immateriali: sono quelli che tutelano beni in senso giuridico (es.
diritto di autore, diritto di inventore)

Come i diritti reali, anche questi diritti sono caratterizzati dalla immediatezza e
assolutezza.

- I diritti relativi sono quelli che assicurano al titolare un potere che si può far valere solo
nei confronti di determinati soggetti, a carico dei quali sussiste l’obbligo di fare o non fare
qualcosa.

Nel diritto relativo viene tutelato l’interesse del soggetto a conseguire un bene che
non ha e che è nel patrimonio di un altro soggetto.

L’interesse a conseguire un bene si realizza mediante una modificazione di patrimoni.

Questa modificazione può essere:

- materiale: quando alla modificazione giuridica corrisponde una modificazione reale e


concreta dei patrimoni; es.: l’interesse a conseguire una somma di denaro si realizza in seguito
alla consegna della somma da parte del debitore al creditore: si ha una modificazione giuridica
dei patrimoni perché la proprietà della somma di denaro passa da un soggetto all’altro, e una
modificazione materiale dei patrimoni consistente nella dazione della somma di denaro;

- ideale: quando alla modificazione giuridica non corrisponde una modificazione reale e
concreta degli stessi patrimoni; es.: il proprietario di un fondo confinante chiede la
comproprietà del muro divisorio (art. 874 c.c.): si ha una modificazione giuridica perché la
proprietà diviene comune, ma non una modificazione materiale perché il muro rimane così
come era prima).

A tali modificazioni corrispondono due diverse categorie di diritti relativi: i diritto di credito
e i diritti potestativi.

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I diritti di credito (o personali) sono quelli che attribuiscono al titolare la pretesa
all’adempimento altrui.

L’interesse del creditore è realizzato mediante la cooperazione di un determinato soggetto,


la cui situazione giuridica passiva non consiste in un generico dovere di astensione, come per i
diritti assoluti, ma in uno specifico dovere di cooperazione detto obbligo.

Senza l’adempimento dell’obbligo non può avvenire la soddisfazione del diritto a


conseguire un bene che il creditore non ha.

I diritti potestativi sono quelli che hanno come contenuto il potere del soggetto di
modificare nel proprio interesse una determinata situazione giuridica mediante una
dichiarazione unilaterale di volontà.

Nel diritto potestativo si realizza un mutamento soltanto ideale del patrimonio di altro
soggetto, il quale si trova in una posizione di assoluta irrilevanza denominata soggezione.

Il soggetto che subisce l’esercizio del diritto potestativo, non è tenuto a far nulla per
realizzare l’interesse del titolare né può far nulla per impedire la realizzazione dell’interesse
medesimo; es. il diritto del proprietario del fondo di rendere comune il muro sul confine (art.
874 c.c.); il diritto di recedere dal contratto (art. 1373 c.c).

c) I diritti personali di godimento. La potestà

Accanto ai diritti assoluti e ai diritti relativi, esiste una categoria di diritti che presentano
caratteristiche degli uni e degli altri: i diritti personali di godimento.

Nei diritti personali di godimento si ha

- una situazione di carattere relativo: in quanto esiste un diritto di credito dal lato
attivo e l’obbligo dal lato passivo;

- una situazione di carattere assoluto: in quanto si ha un dovere generale di


astensione, come quello che si individua nella situazione giuridica soggettiva passiva alla quale
corrisponde, dal lato attivo, un diritto assoluto.

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La potestà è una situazione giuridica attiva e consiste il potere attribuito al soggetto per la
realizzazione di un interesse altrui.

La potestà è

- un potere vincolato: a differenza del potere soggettivo che è sintesi di libertà e forza,
il titolare della potestà non è libero nella propria iniziativa perché deve perseguire l’altrui
interesse e non dovrà mai entrare in conflitto con esso.

- un potere-dovere: il titolare della potestà ha il potere di esercitare l’altrui diritto, e il


dovere di perseguire l’altrui interesse per il quale la potestà è attribuita

La potestà è attribuita:

- per legge: come, ad es. è la potestà dei genitori sui loro figli minori (art. 316 c.c.); in
tal caso a carico del titolare della potestà si ha un obbligo di esercitare il potere al fine di
perseguire gli altrui interessi: l’obbligo è posto a tutela di un interesse superiore; si parla di
ufficio di diritto privato;

- per volontà dell’interessato: come, ad es.: il potere del rappresentante di acquistare


un bene in nome e per conto del rappresentato; in tal caso non si ha un obbligo, ma la libertà
di esercitare il potere, ma quando il potere è esercitato, si ha il dovere di perseguire l’altrui
interesse.

d) L’aspettativa

L’aspettativa è la posizione di attesa giuridicamente rilevante in cui si trova il soggetto a


favore del quale viene maturando un diritto soggettivo.

L’aspettativa tutelata favorendo la conservazione e l’attitudine a trasformarsi in diritto


soggettivo.

Questa aspettativa è detta aspettativa di diritto (o legittima o giuridica) è una figura


vicina al diritto soggettivo, ma si distingue da questo perché:

- è uno stadio anteriore del diritto soggettivo.

In determinate ipotesi, il risultato dell’acquisto del diritto può realizzarsi per gradi prima si
ha l’aspettativa, la situazione di attesa, poi il diritto; l’aspettativa è un effetto preliminare (o
prodromico o anticipato) della fattispecie a formazione progressiva; l’acquisto di un diritto
deriva dal concorso di più elementi successivi, alcuni dei quali si sono già verificati ed altri non
si sono verificati; l’ordinamento garantisce la possibilità che gli altri elementi della fattispecie si
verifichino;

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- è una situazione strumentale rispetto ad una situazione finale incerta, ed è tutelata in
via cautelare per assicurare la possibilità del sorgere del diritto.

Dall’aspettativa di diritto si distingue l’aspettativa di fatto che non è meritevole di tutela,


come è, ad es. la speranza dei figli di succedere ai propri genitori a causa di morte.

e) Lo status

Lo status è una situazione giuridica soggettiva che indica la posizione di un soggetto nei
confronti di altri soggetti nell’ambito di una collettività organizzata (Stato, famiglia, ecc.).

Lo status

- è presupposto di altre situazioni giuridiche soggettive attive e passive (diritti ed


obblighi), che, a loro volta, sono tutelate come tali;

- è una situazione giuridica autonoma, e non la somma di diritti e obblighi, che


riceve protezione dall’ordinamento mediante l’attribuzione di azioni giudiziarie volte ad
accertare l’esistenza e la violazione ad opera di terzi;

Lo status è oggetto di un diritto soggettivo che tutela il soggetto al godimento ed al


riconoscimento dello status che gli spetta. I diritto di status sono diritti assoluti che si fanno
valere

- nei confronti di terzi che devono astenersi dal contestare o alterare lo status della
persona;

- nei confronti della pubblica autorità che deve riconoscere lo status che compete a
ciascun persona.

Gli status sono inalienabili e imprescrittibili e i loro riconoscimento si può far valere
attraverso le azioni giudiziali (azioni di stato) dirette a reclamare, contestare o modificare gli
status della persona.

Lo status può essere di diritto pubblico e di diritto privato.

Gli status di diritto pubblico sono:

- status personae: che esprime il presupposto di diritti soggettivi della persona e della
sua capacità giuridica;

- status civitatis: che esprime la capacità del cittadino nei confronti dello stato (es.
cittadino italiano);

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- status familiae: che esprime la posizione del soggetto rispetto al nucleo familiare di cui
fa parte; es.: lo status di figlio legittimo si acquista automaticamente secondo regole fissate
rigidamente dalla legge e si perde se quando la paternità sia disconosciuta (art. 235 c.c.).

Gli status di diritto privato esprimono la posizione del soggetto che è membro di una
associazione o socio di una società. L’associazione e la società è una collettività organizzata
disciplinata dalla legge (art. 14 ss. e 2247 c.c.) e dalla volontà privata espressa nello statuto.

Anche tale status è fonte di diritti ed obblighi: es. diritto di voto, diritto agli utili, obbligo di
versare i conferimenti, ecc..

Distinto dallo status sono è la qualità giuridica che indica la posizione del soggetto
tutelata autonomamente senza che sussista la connessione con una collettività organizzata.

La qualità giuridica è, come lo status, fonte di diritti ed obblighi (es. la qualità di erede)

f) Le situazioni giuridiche soggettive passive: dovere, obbligo e soggezione.

L’onere

Le situazioni giuridiche soggettive passive sono le posizioni di subordinazione di un


soggetto rispetto ad un altro e sono correlative alle situazioni giuridiche soggettive attive.

Esse sono:

- il dovere si astensione: è il dovere di astenersi dal turbare il diritto altrui; tale dovere
è correlato al diritto assoluto: es . rispettare l’altrui diritto di proprietà;

- l’obbligo giuridico: è il dovere di tenere un determinato comportamento per la


realizzazione un interesse particolare facente capo ad un determinato soggetto. Tale dovere è
correlato ad un diritto soggettivo altrui. Il comportamento può consistere in un dare (es.
pagare una somma di denaro), un fare (es. costruire un edificio), un non fare (es. astenersi dal
fare concorrenza);

- la soggezione: è la sottoposizione di un soggetto alle conseguenze dell’esercizio


dell’altrui diritto potestativo senza potere in alcun modo sottrarsi (es. la posizione del
destinatario del recesso del contratto).

Una particolare situazione giuridica è l’onere.

L’onere è la posizione giuridica di un soggetto che è tenuto ad un dato comportamento al


fine di realizzare un interesse proprio e non, come per l’obbligo e per il dovere di astensione,
un interesse altrui.

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Se quel comportamento non è tenuto, il soggetto non può soddisfare il suo interesse,
perciò egli è obbligato a tenere quel comportamento per realizzare il proprio interesse (es.
onere della prova art. 2697 c.c.).

L’onere è dunque un dovere libero, non correlato ad alcuna situazione giuridica soggettiva
attiva.

Va precisato che spesso la legge pur riferendosi ad un onere, parla impropriamente di


obbligo o di dovere, senza chiarire se il comportamento sia obbligato o libero (es. la
trascrizione (art. 2643 c.c.).

Infine deve precisarsi che col termine «onere» viene indicato l’elemento accidentale del
contratto, anche detto modo (o modus).
Il modus è il peso che il beneficiario di una liberalità o di un atto gratuito subisce per
volontà dell’autore di tale atto.

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