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Mercati reali, finanziari e dei lavoro : Capitolo 14

un'analisi di equilibrio generale

Ora siamo pronti per studiare l'equilibrio generale - cioè la determinazione


della produzione tenendo conio contemporaneamente dell'equilibrio in tutti i
mercati (reali, finanziari e del lavoro) .
Ci semplificheremo la vita riducendo l'equilibrio a due relazioni . La prima,
che chiameremo offerta aggregata, rappresenta l'equilibrio sul mercato del lavoro ;
essa è costruita sulla base di quanto abbiamo imparato nel capitolo 13 . La secon-
da, che chiameremo domanda aggregata, rappresenta l'equilibrio nei mercati reali
e finanziari ed è costruita sulla base di quanto visto nei capitoli precedenti . in
particolare nel capitolo 5 . Insieme, queste due relazioni determinano il livello di
equilibrio generale della produzione e dei prezzi .
In questo capitolo sviluppiamo un modello semplificato . È il modello che
spesso usano gli economisti per riordinare le idee quando sono alle prese con un
problema macroeconomico . Per alcuni aspetti, tuttavia, esso deve essere perfezio-
nato ed esteso . Sarà proprio questo il nostro compito nei prossimi due capitoli .
Nei capitoli 15 e 16 estenderemo il modello per analizzare l'andamento dell'infla-
zione, le variazioni della disoccupazione e il ruolo delle aspettative nel mercato
del lavoro .

L'offerta aggregata
Lequazione di offerta aggregata descrive gli effetti della produzione sul livello
dei prezzi . Essa è derivata dall'equilibrio sul mercato del lavoro .

1 .1 . La derivazione dell'equazione di offerta aggregata

Ricordiamo dal capitolo 13 la descrizione del meccanismo cíi determinazione


dei salari e dei prezzi :

W = Peh(u, z)

P=(1+µ)1l''

Il salario nominale (W) dipende dal livello atteso dei prezzi (Pc), dal tasso di di-
soccupazione (u) e dalla variabile z, che rappresenta i fattori istituzionali che in-

348 CAPITOLO 14

fluenzano la determinazione dei salari, dai sussidi di disoccupazione alle modalità


della contrattazione collettiva .
Il livello dei prezzi (P) a sua volta è uguale al salario nominale (W) moltiplí-
cato per 1 più il markup sui costi (u) .
Uniamo queste due equazioni, sostituendo il salario nella seconda con la sua
espressione dalla prima, per ottenere :

P = Pe'(1 + pdF(u, z)

Questa equazione esprime il livello (effettivo) dei prezzi in funzione del livello at-
teso dei prezzi e del tasso di disoccupazione . Nel resto del capitolo sarà utile
esprimere il livello dei prezzi in funzione del livello di produzione, invece che del
tasso di disoccupazione . Per fare questo, ricordiamo dal capitolo 13 la relazione
tra tasso di disoccupazione, occupazione e produzione :

U N Y
zr=~ = 1 -- =1-L

Il primo passaggio segue direttamente dalla definizione di tasso di disoccupazio-


ne, il secondo dalla definizione di disoccupazione (U- L - N) . L'ultimo passaggio
deriva dalla nostra specificazione della funzione di produzione, in base alla quale
un'unità di produzione richiede un lavoratore, cioè Y = N .
Sostituendo u nell'espressione precedente otteniamo l'equazione di offerta
aggregata che inette in relazione il livello (effettivo) dei prezzi, il livello atteso dei
prezzi e la produzione (il nome deriva dal fatto che questa equazione dà il livello
dei prezzi in corrispondenza del quale le imprese sono disposte a offrire un dato
livello di produzione) :

[14 .11 P=P=(1+µ)FI i-L,z


J
Questa equazione di offerta aggregata ha due caratteristiche principali .
11 Urn_ n o i<n li e1Lo atteso dei prezzi si riflrte in un1menu) ully a11m
dellivello cffcttiv odai prezzi Ad esempio, se il livello atteso dei prezzi raddop-
pia, anche il livello effettivo dei prezzi raddoppierà . Questo effetto opera attra-
verso il meccanismo di determinazione dei salari : se chi fissa i salari si aspetta
prezzi maggiori in futuro, fisserà salari nominali più elevati e questo a sua volta
indurrà le imprese a richiedere prezzi maggiori per i propri prodotti .
2 1 !n aumento dellapr< duio ie provoca un incremento ciel livello dei prez-
1

zi . Questo effetto è il risultato dei quattro passaggi che seguono .


• Un aumento della produzione genera un incremento dell'occupazione .
Questo risultato deriva dalla funzione di produzione che lega produzione e occu-
pazione .
• L'aumento dell'occupazione significa una riduzione della disoccupazione, e
quindi anche del tasso di disoccupazione .
• Un tasso di disoccupazione minore comporta un aumento dei salari nomi-
nali . Questo risultato deriva dal meccanismo di determinazione dei salari .
• L'aumento dei salari nominali comporta un aumento dei costi, che a sua
volta induce le imprese ad aumentare i prezzi . Questo risultato deriva dal mecca-
nismo di determinazione dei prezzi .
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALI. 349

L'equazione di offerta aggregata, che mette in relazione la produzione e il li-


vello dei prezzi . è rappresentata dalla curva di offerta aggregata AS nella figura
14 .1 . Essa è inclinata positivamente, poiché un aumento della produzione provo-
ca un incremento del livello dei prezzi. La curva è disegnata per un dato valore
del livello atteso dei prezzi, PO .

1 .2 . L'offerta aggregata e il livello naturale di produzione


Qual è la relazione tra l'offerta aggregata e il livello naturale di produzione
che abbiamo derivato nel capitolo 13? Lungo la curva di offerta aggregata, che è
disegnata per un dato livello atteso dei prezzi, P', il livello (effettivo) dei prezzi,
P, aumenta al crescere della produzione. Quindi, per livelli di produzione suffi-
cientemente bassi, P è minore di P`° ; per livelli sufficientemente alti, P è maggiore
di P' . Consideriamo il livello di produzione tale per cui il livello dei prezzi effetti-
vo è esattamente uguale al livello dei prezzi atteso da chi fissa i salari, cioè P = P' .
Dal capitolo 13, sappiamo che se P = ', allora la produzione è uguale al suo li-
vello naturale, Y (questo è proprio il modo in cui abbiamo derivato il livello na-
turale di produzione) . Questo ragionamento ci dice che la curva di offerta aggre-
gata passa per il punto A della figura 14 .1 : quando la produzione è uguale al suo
livello naturale (Y= Y,;), i prezzi sono uguali al loro livello atteso da chi fissa i sa-
lari (P = P') .
Questo risultato si rivelerà molto utile . Cerchiamo di descriverlo a parole .
Quando la produzione è uguale al suo livello naturale - ovvero, quando il tasso
di disoccupazione è uguale al suo tasso naturale - i prezzi sono uguali al loro li-
vello atteso nel processo di determinazione dei salari . Quando la produzione su-
pera il suo livello naturale - cioè quando il tasso di disoccupazione è inferiore al
suo tasso naturale - i prezzi sono superiori al loro livello atteso . Infatti, date le
aspettative sui prezzi, un mercato del lavoro con un basso tasso di disoccupazio-
ne induce a fissare alti salari nominali, che a loro volta si riflettono in prezzi ele-
vati - maggiori del loro livello atteso . Quando la produzione è inferiore al suo li-

FIG . 14.1 . La curva di


offerta agPrctzata_
Dato il livello atteso
dei prezzi, un aumen-
AS
to della produzione fa
aumentare il livello
dei prezzi .

y,t
Produzione . Y
350 CAPITOLO 14

vello naturale - ovvero quando il tasso eli disoccupazione è maggiore del tasso
naturale - il livello dei prezzi è inferiore a quanto atteso . Infatti, un mercato del
lavoro stagnante induce a fissare bassi salari nominali e questo si riflette in prezzi
inferiori a quelli attesi .

® La domanda aggregata
Lequazione della domanda aggregata descrive gli effetti del livello dei prezzi
sulla produzione . Essa è derivata dall'equilibrio nei mercati reali e finanziari .
Nonostante abbiamo dedicato molti capitoli alla costruzione di modelli sofi-
sticati e realistici dei mercati dei beni e delle attività finanziarie, qui useremo il
più semplice, ignorando del tutto le aspettative, gli effetti dell'apertura dell'eco-
nomia e la distinzione tra tasso di interesse reale e nominale .
Dal capitolo 5 ricordiamo le due equazioni che descrivono l'equilibrio sui
mercati rL •a li e tinaiiziari :

IS: Y=C(Y-T)+I(Y,i)+G

LM : P = YL(i)
L'equilibrio nel mercato dei beni richiede che l'offerta di beni sia uguale alla do-
manda di beni : la somma di consumo, investimento e spesa pubblica . Questa è
l'equazione IS .
L'equilibrio nei mercati finanziari richiede che l'offerta di moneta sia
uguale alla domanda di moneta : questa è l'equazione LA1 . Si noti che sul lato
sinistro della LM appare l'offerta reale di moneta (o saldi monetari reali),
AI/P . Finora abbiamo analizzato soltanto variazioni dell'offerta reale di mone-
ta derivanti da variazioni dello stock nominale di moneta, A1 - contrazioni o
espansioni monetarie attuate dalla banca centrale . È però chiaro che AI/P può
variare anche in seguito a cambiamenti del livello dei prezzi . Un aumento del
10%% del livello dei prezzi ha lo stesso effetto di una riduzione del 10% dello
stock nominale di moneta : entrambi provocano una riduzione del 10% del-
l'offerta reale di moneta .
La figura 14 .2 deriva la relazione tra la produzione e il livello dei prezzi risul-
tante dal modello IS-LAI . La figura 14 .2(a) disegna le curve IS e LAI . La curva LS
è inclinata negativamente : un aumento del tasso di interesse provoca una riduzio-
ne della domanda e della produzione . La curva LA'l è inclinata positivamente : un
aumento della produzione induce un aumento della domanda di moneta e quindi
del tasso di interesse, il quale deve aumentare per mantenere l'uguaglianza tra la
domanda e l'offerta (invariata) di moneta . L'equilibrio iniziale è nel punto A .
Consideriamo ora un aumento del livello dei prezzi da P a P' . Dato lo stock
di moneta, AI, l'aumento del livello dei prezzi riduce i saldi monetari reali, :b1/P, e
la LAI si sposta verso l'alto . L'equilibrio si sposta da A ad A', il tasso di interesse
aumenta da i a i' e la produzione diminuisce da Y a 1' . Quindi, un aumento del
livello dei prezzi fa diminuire la produzione .
A parole : all'aumentare del livello dei prezzi, la domanda di moneta nominale
aumenta . In sostanza . quando il prezzo dei beni aumenta . le persone vogliono de-
tenere più moneta per le transazioni . Poiché l'offerta nominale di moneta è fissa,
il tasso di interesse deve aumentare in modo da ridurre la domanda di moneta e
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 351

Fu,. 14 .2 . Laderiva-
/ione della cuna di
domanda aeerecata .
Un aumenro del livel-
ú lo dei prezzi riduce la
produzione.

(a)
i

ú
1
ci P'

Y
P

(b)
1 ,,
Y

Produzione, Y

ristabilire l'equilibrio . L'aumento del tasso di interesse induce una riduzione della
domanda di beni e quindi della produzione .
La relazione negativa tra produzione e livello dei prezzi e rappresentata dalla
curva decrescente indicata con AD nella figura 14 .2(b) . I punti A e A' nella figu-
ra 14 .2(b) corrispondono ai punti A e A' nella figura 14 .2(a) . Un aumento del li-
vello dei prezzi da P a P' fa diminuire la produzione da Y a Y' . Questa curva è
chiamata curva di domanda aggregata, mentre la sottostante relazione negativa tra
produzione e livello dei prezzi è chiamata equazione di domanda aggregata .
Questo nome deriva dal fatto che, a ogni livello dei prezzi, essa esprime la do-
manda di beni coerente con l'equilibrio nei mercati sia reali sia finanziari .
Qualunque variabile diverar tlel livello (le] prezzi che sposti la curi a ISt , ] a1
curva LAI nella tigura 142(a)sposta anche la curva didomanda aggregata nella
fin ora_ 1 l? b ~ . Consideriamo, ad esempio, un aumento del grado di fiducia dei
consumatori, che sposta la curva IS verso destra e quindi genera una produzione
maggiore . Allo stesso livello dei prezzi, la produzione è maggiore : la curva di do-
manda aggregata si sposta verso destra . Consideriamo ora un'operazione restritti-
va eli mercato aperto, che sposta la LM verso l'alto e fa diminuire la produzione .
Allo stesso livello dei prezzi, la produzione è minore : la curva eli domanda aggre-
gata si sposta verso sinistra .
Sintetizziamo l'equazione di domanda aggregata con :

352 CAPITOLO 14

[14 .2] Y=Y~`P,G,T)

La produzione è una funzione crescente dei saldi monetari reali e della spesa
pubblica, mentre è una funzione decrescente delle imposte . Nell'equazione pos-
sono essere introdotti altri fattori, come ad esempio la fiducia dei consumatori,
ma qui li omettiamo per semplicità . Data la politica fiscale e monetaria - cioè,
dati M, G e T - un aumento dei livello dei prezzi riduce i saldi monetari reali,
.M/P, e quindi fa diminuire la produzione . Questa è la relazione descritta dalla
curva AD nella figura 14 .2(b) .

® Variazioni della produzione e dei prezzi


Alla fine dei capitolo 13 abbiamo affermato, anche se in modo del tutto in-
formale, che nel corso del tempo la produzione tende a tornare al suo livello na-
turale . Vediamo ora questo meccanismo in dettaglio .
Poiché nell'offerta aggregata [14 .1] il livello atteso dei prezzi ha un'influenza
decisiva sul livello effettivo dei prezzi, la dinamica della produzione e dei prezzi
dipende in gran parte dal meccanismo di formazione delle aspettative sottostante
la determinazione dei salari . In questo capitolo, assumeremo semplicemente che
il livello atteso dei prezzi per l'anno corrente sia uguale al livello dei prezzi del-
l'anno precedente, cioè - reintroducendo gli indici temporali - P,= P,_ , . I pros-
simi due capitoli saranno dedicati alla discussione e al perfezionamento di questa
ipotesi, ma per il momento essa è sufficiente per illustrare il meccanismo dinami-
co in questione .
Introducendo gli indici temporali e assumendo P,- = P,,, le equazioni di of-
ferta aggregata e di domanda aggregata diventano :

[14 .3] AS : P, =P_,(1+i)F(1 - L , z

.11
[14 .4] AD: ,G,T)
=Y ( /

Possiamo ora porci la seguente domanda : se l'economia fosse abbandonata a se


stessa, ritornerebbe al suo livello naturale di produzione, e in tal caso, come? Più
formalmente : supponiamo che tutti i parametri e le variabili esogene (µ, z, e L
nell'offerta aggregata, A1, G e T nella domanda aggregata) siano costanti . Cosa
accadrebbe alla produzione nel corso del tempo?
Iniziamo col chiederci cosa succederebbe quest'anno, l'anno t . Nella figura
14 .3 indichiamo le curve di offerta aggregata e di domanda aggregata rispettiva-
mente con AS e AD . L'equilibrio è dato dall'intersezione delle due curve, nel
punto A . In altre parole, nel punto A, i mercati reali, finanziari e del lavoro sono
tutti in equilibrio. I livelli di equilibrio della produzione e dei prezzi sono dati da
Y,eP, .
Poiché la sua posizione dipende dal livello dei prezzi dell'anno passato, che
potrebbe essere qualsiasi, la curva di offerta aggregata può trovarsi ovunque nella
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 353

. 14.3 . Produzione
FIG
di equilibrio Cprezzi
luiI -
II livello di equilibrio
della produzione è
dato dall'intersezione
tra la curva di do-
manda aggregata e la
curva di offerta aggre-
gata . Esso potrebbe
essere maggiore o mi-
nore del livello natu-
rale di produzione .

Y,.

Produzione, Y

figura 14 .3 . Di conseguenza, l'intersezione tra quest'ultima e la domanda aggrega-


ta può avvenire a un livello qualsiasi di produzione . In altre parole, non c'è ra-
gione alcuna perché la produzione di equilibrio quest'anno, Y,., debba essere
uguale a Y,,, il suo livello naturale . Per come abbiamo disegnato la curva di offer-
ta aggregata nella figura 14 .3, Y, è maggiore di Y, : l'economia nell'anno l opera
al di sopra del suo livello naturale . Ragionando in termini di disoccupazione, il
tasso di disoccupazione è inferiore al suo tasso naturale .
Poiché la produzione eccede il suo livello naturale, il livello dei prezzi P, è
maggiore di quello atteso, cioè maggiore di P,_ : . Dal paragrafo i ricordiamo che
quando la produzione è sopra il suo livello n aturale. il tasso di disoccupazione è
inferiore al suo tasso naturale : le condizioni nel mercato dei lavoro inducono un
aumento dei salari, e questo a sua volta fa aumentare i prezzi a un livello superio-
re a quello atteso .
Vediamo ora cosa accade l'anno successivo, l'anno i + 1 . Come risulta chiaro
dall'equazione [14 .3], la posizione della curva di offerta aggregata dipende dal li-
vello dei prezzi nell'anno precedente . Poiché quest'anno il livello dei prezzi (P,) è
superiore a quello dell'anno passato (P,,_,), il prossimo anno l'offerta aggregata
(la cui posizione dipende da P,) sarà più elevata di quella di quest'anno (la cui
posizione dipende da P-,) . Nella figura 14 .4 indichiamo la curva di offerta ag-
gregata dell'anno successivo con AS' . L'equilibrio è nel punto A' . Rispetto all'an-
no t, il livello dei prezzi è maggiore e la produzione è minore, più vicina al suo
livello naturale . Il meccanismo funziona come segue : fintanto che l'economia ope-
ra a un livello superiore a quello naturale, i prezzi aumentano . Prezzi più elevati
riducono i saldi monetari reali e, quindi, inducono un aumento del tasso di inte-
i-esse . A sua volta un tasso di interesse maggiore riduce la domanda e la produ-
zione' .

i Approfondimento . Possiamo essere più specifici riguardo la posizione della curva di of-
ferta aggregata nell'anno i + 1 . Ricordiamo che, in ogni anno, l'offerta aggregata è tale per cui
se la produzione è al suo livello naturale, Y„,, il livello dei prezzi è uguale al livello atteso dei
354 CAPITOLO 14

Fit;. 14 .4 . Ladinanni- AS"


ai ii Il a iu tanr ntr

Quando la produzio-
ne è superiore al suo
livello naturale . i
prezzi aumentano nel
tempo, riducendo la
domanda e la produ-
zione . Nel lungo pe-
riodo, la produzione
torna al suo livello
naturale,

Cosa accade negli anni successivi a questo punto è facile da descrivere . Fino
a quando la produzione rimane al di sopra del suo livello naturale, i prezzi conti-
nuano a crescere e la curva di offerta aggregata continua a spostarsi verso l'alto .
La produzione continua a diminuire . L'economia si sposta verso l'alto lungo la
AD nella figura 14 .4, fino al punto A", dove la curva AS è data da AS" e la pro-
duzione è uguale al suo livello naturale . Qui non c'è più pressione sui prezzi e
l'economia si stabilizza in Y, ;, con un livello dei prezzi associato pari a P,; .
Questo è il meccanismo fondamentale attraverso il quale l'economia ritorna al
suo livello naturale . Lo useremo nel prossimo paragrafo per capire gli effetti di-
namici di shock e variazioni della politica economica . Possiamo trarne sin da ora
due importanti lezioni .
• Nel breve periodo, la produzione può essere al di sopra o al di sotto del
suo livello naturale . Variazioni delle variabili che entrano nelle equazioni dell'of-
ferta aggregata e della domanda aggregata inducono variazioni nella produzione e
nei prezzi .
• Nel lungo periodo, tuttavia, la produzione torna al suo livello naturale . Il
processo di aggiustamento passa attraverso i prezzi . Una produzione superiore al
suo livello naturale fa aumentare i prezzi . Prezzi maggiori a loro volta riducono la
domanda e la produzione . Simmetricamente, una produzione inferiore al suo li-
vello naturale fa diminuire i prezzi e questo induce un aumento della domanda e
della produzione .
Possiamo ora usare lo schema che abbiamo costruito per analizzare gli effetti
dinamici di cambiamenti della politica economica o del contesto economico . Ci
concentreremo su tre cambiamenti . I primi due sono ormai classici : un'operazio-
ne di mercato aperto, che varia lo stock nominale di moneta, e una riduzione del
disavanzo di bilancio . Il terzo, che non poteva essere affrontato prima di aver svi-

prezzi - qui il livello dei prezzi dell'anno precedente . Quindi, la curva di offerta aggregata nel-
l'armo i _ 1 passa per il punto B nella figura 14 .4, dove Y= l'„ e il livello dei prezzi è uguale al
livello atteso dei prezzi per l'anno i _ I, cioè P, .
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 355

luppato una teoria dei prezzi e dei salari . è il caso di un aumento del prezzo del
petrolio .
Ciascuno di questi shock è interessante, in particolar modo per gli Stati Uniti
dove : la politica monetaria è considerata responsabile della recessione degli anni
1980-82 : la riduzione del disavanzo di bilancio ha occupato le prime pagine dei
giornali per tutti gli anni Novanta ; e gli aumenti del prezzo del petrolio sono stati
la causa principale della recessione degli anni 1973-75 .

4. Gli effetti di un'espansione monetaria


Quali sono gli effetti di breve e di lungo periodo di una politica monetaria
espansiva, ad esempio di un aumento dello stock nominale di moneta da A4 a :b1'?'

4.1 . La dinamica dell'aggiustamento

Assumiamo che prima della variazione dello stock nominale di moneta, la pro-
duzione sia al suo livello naturale . Nella figura 14 .5 la domanda aggregata e l'offer-
ta aggregata si intersecano nel punto A, dove il livello di produzione è pari a Y, .
Ricordiamo la specificazione della domanda aggregata (equazione [14 .41) :

Y,
=1,(P, C, T )
Fic . 14 .5 . Gliettctti
din :uni i LI ; , .-- -,

Un'espansione mone-
taria fa aumentare la
produzione nel breve
periodo, nma non ha
alcun effetto sulla
CL.
produzione nel lungo
N

v4 periodo .

1'„

Produzione, ~'

2 Posticipiatno ai prossimi due capitoli la difficile questione degli effetti di variazioni del
tasso di crescita della moneta, invece che di variazioni del livello della moneta .

356 t ;APITOLO 1 .1

Per un dato livello dei prezzi P, . l'aumento della moneta fa aumentare 'VI/P ., e
quindi anche la produzione . La curva di domanda aggregata si sposta verso de-
stra, da AD a AD' . L'equilibrio si sposta da A ad A' . La produzione è maggiore e
così pure il livello dei prezzi .
Nel corso del tempo, entra in gioco il meccanismo di aggiustamento delle
aspettative . Fintanto che la produzione eccede il suo livello naturale, i salari e il li-
vello dei prezzi aumentano, spostando la curva di offerta aggregata verso l'alto .
L'economia si muove verso l'alto lungo la curva di domanda aggregata AD' . Il pro-
cesso di aggiustamento si arresta quando la produzione è ritornata al suo livello
naturale . Nel lungo periodo, l'economia si stabilizza nel punto A" : la produzione è
di nuovo al suo livello naturale e il livello dei prezzi è maggiore . Possiamo anche
dire la dimensione esatta dell'incremento (lei prezzi : se la produzione è di nuovo al
suo livello naturale, i saldi monetari reali devono tornare anch'essi al loro livello
iniziale . In altre parole, in proporzione l'aumento dei prezzi deve essere uguale al-
l'aumento dello stock nominale di moneta : se l'aumento iniziale dello stock di mo-
neta è del 10%, allora il livello dei prezzi alla fine sarà anch'esso più alto del 10% .

4 .2 . Cosa succede dietro le quinte?

I utile chiedersi cosa succede dietro le quinte in termini del sottostante mo-
dello LS-Ly1 . Lo vediamo nella figura 14 .6 .
L'equilibrio iniziale è nel punto A, che corrisponde al punto A della figura
14 .5 . La produzione è uguale al suo livello naturale, Y,,, e il tasso di interesse è
dato da i. L'effetto di breve periodo dell'espansione monetaria è un abbassamento
della curva LM fino a LM' . L'equilibrio si sposta dal punto A al punto A', che cor-
risponde al punto A' nella figura 14 .5 . II tasso di interesse è minore, la produzione
maggiore . Sono due gli effetti che causano lo spostamento della curva LM .
1) L'aumento dello stock nominale di moneta sposta la LM verso il basso in
LM". Se il livello dei prezzi non cambiasse - come abbiamo assunto nel capitolo
5 - l'economia si sposterebbe nel punto B .
2) Tuttavia, anche nel breve periodo, man mano che l'economia si muove
lungo la curva di offerta aggregata, il livello dei prezzi aumenta insieme alla pro-
duzione . Questo aumento del livello dei prezzi sposta la L'i verso l'alto da L M',
a LT, compensando parzialmente l'effetto dell'aumento dello stock nominale di
moneta' .
Nel corso del tempo, il livello dei prezzi aumenta, riducendo i saldi monetari
reali e riportando la LAI verso l'alto . Leconomia si muove lungo la curva IS: il
tasso di interesse aumenta e la produzione diminuisce . Alla fine, la curva L.'1 tor-
na dove era prima dell'aumento dello stock nominale di moneta e l'economia si
trova nel punto A, che corrisponde al punto A" della figura 14 .5 . L'aumento del-
lo stock di moneta è perfettamente compensato da un aumento proporzionale del
livello dei prezzi . per cui i saldi monetari reali rimangono invariati . Con un'offer-
ta reale di moneta invariata, la produzione torna al suo livello iniziale, 1,,, e il tas-
so di interesse torna anch'esso al suo valore iniziale, i .

Perché solo parzialmente? Supponiamo che l'aumento dei livello dei prezzi compensi
del tutto l'aumento della moneta nominale e lasci quindi invariati i saldi monetari reali . Se lo
stock reale di moneta fosse invariato, la produzione rimarrebbe anch'essa invariata . Ma se la
produzione fosse invariata, il livello dei prezzi non aumenterebbe, in contraddizione con la no-
stra premessa .
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 357

FIG . 14.6 . Gli effetti


dinamici di un'espan-
Lad
sione monetaria sulla
produzione e sul tasso
di interesse.
L'aumento della mo-
neta nominale sposta
la LAI verso il basso,
riducendo il tasso di
interesse e aumentan-
do la produzione . Nel
corso del tempo, il li-
vello (lei prezzi au-
menta, riportando la
Lai verso l'alto fino a
quando la produzione
non è tornata al suo
livello naturale .
I

I'„

Produzione, Y

4 .3 . La neutralità della moneta


Riassumiamo quanto visto : nel breve periodo, un'espansione monetaria pro-
voca un aumento della produzione, una riduzione del tasso ali interesse e un au-
mento del livello dei prezzi . A causa dell'aumento del livello dei prezzi, l'incre-
mento dei saldi monetari reali è inferiore all'aumento dello stock nominale di
moneta (cioè l'offerta reale di moneta aumenta meno dell'offerta nominale di mo-
neta) . Quindi, gli effetti sulla produzione e sul tasso di interesse sono inferiori ri-
spetto al caso di prezzi costanti .
Quanto l'effetto iniziale ricada sulla produzione e quanto sui prezzi dipende
dall'inclinazione della curva di offerta aggregata . Nei capitoli precedenti abbiamo
assunto implicitamente che la curva di offerta aggregata fosse piatta, per cui i
prezzi non aumentavano in seguito a un aumento della produzione . Questa era
solo una semplificazione, ma l'evidenza empirica ci dice che l'effetto iniziale di
variazioni della produzione sui prezzi è effettivamente piuttosto piccolo . Lo ab-
biamo visto quando abbiamo osservato le stime delle risposte a variazioni del tas-
so sui federal funds nella figura 5 .13 . Nonostante la variazione della produzione,
il livello dei prezzi rimaneva praticamente invariato per circa un anno .
Nel corso del tempo, i prezzi aumentano e l'effetto sulla produzione e sul
tasso di interesse svanisce . Nel lungo periodo, l'aumento dello stock nominaledi
moneta siritletteinteramente in un aumento proporzionale del livello dei rezzi:
esso non ha invecealcun ettetro sulla produzione e sul tasso di interesse (la lun-
ghezza del cosiddetto «lungo periodo» è il tema trattato nel quadro Quanto dura-
no gli effetti reali della moneta?) . Gli economisti sono soliti riferirsi all'assenza -di
effetti reali di lungo periodo della moneta sulla produzione e stil tasso di interes-
se, dicendo che nel lungo periodo la moneta è neutrale . La neutralità della mo-
neta non significa che la politica monetaria non possa o non debba essere usata :
una politica monetaria espansiva, ad esempio, aiuta l'economia a uscire da una
recessione e a tornare più velocemente al suo livello naturale . Significa invece che
la politica monetaria non può sostenere un livello di produzione più elevato per
sempre .

35 8 CAPITOLO 14

FOCUS

Quanto durano gli effetti reali finanziari . Formalizza infine la determinazione


dei salari come il risultato della fissazione dei
della moneta? salari in presenza di contratti la cui durata si
sovrappone, nei quali chi fissa il salario è inte-
Quanto durano gli effetti di un aumento ressato non solo al salario reale, ma anche al
della moneta sulla produzione? In altre paro- salario relativo degli altri lavoratori . Poiché i
le, quanto tempo serve perché gli effetti reali modelli con aspettative razionali sono di diffi-
della moneta svaniscano e la moneta diventi cile soluzione, esso è piccolo rispetto ai tradi-
neutrale? zionali modelli macroeconometrici : include
Un modo per rispondere a questa doman- solo 98 equazioni stimate (si consideri che al-
da è l'utilizzo di modelli macroeconomici cuni modelli contengono fino a 1 .000 equa-
complessi, versioni su larga scala del modello zioni) .
AS-AD presentato nel testo . Uno dei più re- La figura 1 mostra gli effetti, in questo
centi è stato costruito da John Taylor del- modello, di un aumento permanente del 3 %
l'Università di Stanford . Il modello incorpora dell'offerta nominale di moneta negli Stati
gran parte degli sviluppi che abbiamo presen- Uniti, a partire dal primo trimestre del 1975
tato nel testo . Esso riconosce l'importanza (la data iniziale è del tutto arbitraria) . L'au-
dell'interazione tra paesi ; è infatti un modello mento dello stock nominale di moneta avvie-
a più paesi che calcola simultaneamente l'e- ne nel corso di quattro trimestri : 0,1% nel
quilibrio per tutti gli appartenenti al G-7 (Sta- primo trimestre, 0,7% dopo il secondo, 1,9%
ti Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania, dopo il terzo e 3 % dopo il quarto. Si assume
Francia, Italia e Canada) . Esso enfatizza la na- inoltre che la moneta nominale rimanga co-
tura previsiva dei mercati finanziari, ipotizzan- stante negli altri paesi del G-7 .
do aspettative razionali nei mercati valutari e Si noti che gli effetti della moneta sulla

3,2
3,0
2 .8
Deflatore del Pn.
2 .6
2,4
2,2
2 .0
1 .8
1 .6
1 .4
1 .2
1 .0
0 .8
0 .6 PII . reale
0 .4
0 .2
0.0
1975 .1 1976 .1 1977 .1 1978 .1 1979.1 1980 .1 1981 .1 1982 .1 1983 .1 1984 .1
Anno

.,ila
Ftc . 1 . ( i tutti(,iun'c • .iusioJ nu r i •i i ì ;7Ìr c,l n ndc11, diTaU1or .

Fonte : ,J . Taylor. A1acroeconomsúc Police in a World Economy, New York, Norton . 1993, figura 5 .1A, p . 138.
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALI : 3 .59

produzione (misurata dal PiL reale) aumenta- TAB . 1 . Gli effetti di un aumento dell'1% - at-
no all'inizio, per raggiungere un massimo teso e inatteso - della moneta nominale
dopo tre trimestri . A questo stadio, la produ-
Effetto sulla produzione
zione è superiore dell'1,8% rispetto a quanto
sarebbe stata in assenza di espansione mone- Trimestri 0 2 .4 6 12 16
taria. Nel modello semplificato che abbiamo
Atteso 1,3 1,9 1,8 1,3 0,7 -0,6
presentato nel testo, l'effetto della moneta è Inatteso 2,0 2 .3 2 .2 2,0 05 -0,4
massimo immediatamente dopo l'intervento .
Questo perché il modello di Taylor adotta Fonte: E Mishkin, A Rational Expectations Approach to
una formalizzazione della domanda aggregata :Mfacroeconornctrics, Chicago, NiEP e University of Chicago,
1983, tabella 6 .5, p . 122 . Lo studio di Mishkin si basa a stia
più sofisticata rispetto al nostro modello . Un volta sul lavoro di R . Barro, Unanticipated Money Growth in
aumento dello stock di moneta riduce il tasso the United States, in «American Economic Review», marzo
di interesse ; tuttavia, gli effetti sulla spesa per 1977, pp . 101-115 .
consumi e per investimenti di un minore tasso
di interesse impiegano un po' di tempo per
manifestarsi . Laumento iniziale della doman- lavoro di Robert Barro, sono sintetizzati nella
da è quindi più lento . tabella 1 .
Nel corso del tempo, i prezzi aumentano Innanzitutto, seguendo Barro, Mishkin
e la produzione torna al suo livello naturale . scompone le variazioni dello stock nominale
Dopo quattro anni, nel primo trimestre del di moneta in variazioni che potevano essere
1979, i prezzi (misurati dal deflatore del PIL) previste sulla base dell'informazione disponi-
sono aumentati del 2,5%, mentre la produzio- bile in quel momento (una componente che
ne è aumentata solo dello 0,3% . Il modello di egli chiama offerta attesa di moneta), e in va-
Taylor ci suggerisce quindi che ci vogliono riazioni che non potevano essere previste (una
circa quattro anni perché la moneta diventi componente che egli chiama offerta inattesa
neutrale . di moneta) . Le ragioni di questa distinzione
Molti economisti sono piuttosto scettici ri- dovrebbero ormai essere chiare : se chi fissa i
guardo ai risultati della simulazione di modelli salari anticipa aumenti dell'offerta di moneta,
su larga scala . Nella costruzione di un model- si aspetterà un livello dei prezzi più alto e
lo, si deve decidere quali equazioni includere, chiederà salari più elevati . Quindi, nella misu-
quali variabili considerare e quali omettere in ra in cui variazioni dello stock di moneta
ciascuna equazione . Alcune scelte saranno sono anticipate, esse si ripercuoteranno in mi-
inevitabilmente sbagliate . Inoltre, a causa del- sura maggiore sui prezzi e meno sulla produ-
la grandezza di questi modelli, è difficile sape- zione.
re come ciascuna di queste scelte influenzi il I risultati della tabella i confermano che
risultato di una particolare simulazione . Quin- le variazioni della moneta hanno effetti mag-
di, se possibile, sarebbe meglio usare metodi giori quando sono inattese . Siano esse attese o
più semplici . inattese, gli effetti sulla produzione sono mas-
Uno di questi metodi consiste semplice- simi dopo circa due trimestri . Gli effetti sono
mente nel descrivere, usando l'econometria, decisamente maggiori che nel modello di
gli effetti di una variazione della moneta sulla Taylor (che considerava un aumento del 3%
produzione . Questo metodo non è tuttavia dell'offerta nominale di moneta ; la tabella 1
esente da difetti : una relazione stretta tra mo- considera gli effetti di un aumento dell'l%) .
neta e produzione potrebbe non derivare da Come nel modello di Taylor, gli effetti svani-
un effetto della moneta sulla produzione, ma scono dopo tre o quattro anni (da 12 a 16 tri-
piuttosto da un effetto della produzione sulle mestri) .
decisioni di politica monetaria e quindi sullo Quindi, anche se i risultati ottenuti dai
stock nominale di moneta . Tenendo a mente due diversi approcci non sono identici, essi
queste osservazioni, questo metodo può co- condividono le stesse caratteristiche generali .
munque costituire un buon inizio . I risultati La moneta ha un forte effetto sulla produzio-
di uno studio di questo tipo, condotto da ne nel breve periodo . Ma l'effetto è ampia-
Frederic Mishkin sulla base di un precedente mente svanito dopo tre o quattro anni . A quel

3 60 CAPITOLO 14

tempo, l'effetto di una maggiore offerta nomi- prezzi più elevati, e non in un livello di pro-
nale di moneta si riflette in gran parte in duzione più elevato .

® Una riduzione del disavanzo di bilancio


La misura di politica economica che abbiamo appena analizzato - un'espan-
sione monetaria - provoca uno spostamento della domanda muovendo la curva
LM . Vediamo ora gli effetti sulla domanda aggregata di uno spostamento della
curva IS . Consideriamo una riduzione del disavanzo di bilancio derivante, ad
esempio, da una diminuzione della spesa pubblica, G .
Supponiamo che il governo decida di eliminare il disavanzo di bilancio ridu-
cendo le spese per la difesa e lasciando invariate le imposte . Quali saranno gli ef-
fetti sull'economia nel breve, medio e lungo periodo?
Assumiamo che la produzione sia inizialmente al suo livello naturale, per cui
l'economia si trova nel punto A della figura 14 .7 : la produzione è uguale a Y,, . La
riduzione della spesa pubblica sposta la curva di domanda aggregata verso sini-
stra, da AD a AD' : a un dato livello dei prezzi, la domanda di beni è ora inferio-
re . L'economia si sposta da A ad A', dove produzione e prezzi sono più bassi .
L'effetto iniziale della riduzione del disavanzo è pertanto una recessione . Abbia-
mo già visto questo risultato nel capitolo 3 ed esso rimane valido nel breve perio-
do (tenendo conto dell'effetto della riduzione del disavanzo sulle aspettative, che
abbiamo descritto nel paragrafo 3 del capitolo 9) .
Cosa succede nel corso del tempo? Con la produzione al di sotto del suo li-
vello naturale, il livello corrente dei prezzi è inferiore a quello dell'anno passato,
per cui la curva di offerta aggregata dell'anno prossimo sarà più bassa di quella
di quest'anno . Fintanto che la produzione rimane sotto il livello naturale, la curva
di offerta aggregata continua ad abbassarsi e l'economia scende lungo la curva di
domanda aggregata AD' fino a quando la curva di offerta aggregata non si trova
in AS" e l'economia raggiunge il punto A" . In quel momento, la recessione inizia-
le sarà finita e la produzione sarà tornata a Y, ; .
Proprio come un aumento dello stock nominale di moneta . gli effetti di una
riduzione del disavanzo di bilancio sulla produzione non durano per sempre . Alla
fine, la produzione torna al suo livello naturale e la disoccupazione torna al suo
tasso naturale . Ma c'è una differenza importante tra gli effetti di una variazione
della moneta e quelli di una variazione del disavanzo : nel punto A", non tutto è
tornato come prima . La produzione è di nuovo al suo livello naturale, ma ora il li-
vello dei prezzi e il tasso di interesse sono inferiori . Il modo migliore per capirne
l'intuizione è analizzare l'aggiustamento in termini del sottostante modello IS-LM.

5 .1 . Disavanzo di bilancio, produzione e tasso di interesse


Le curve IS e LM sottostanti la domanda aggregata sono disegnate nella figu-
ra 14 .8 . L'equilibrio iniziale è nel punto A, che corrisponde al punto A nella figu-
ra 14 .7 : la produzione è uguale al suo livello naturale, Y,., e il tasso di interesse è
uguale a i.
Quando il governo riduce il disavanzo di bilancio, la curva IS si sposta verso
sinistra in IS' . Se i prezzi fossero fissi, l'economia si muoverebbe dal punto A al
punto B . Ma, poiché i prezzi si riducono al diminuire della produzione, i saldi

UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 361

FIG 14 .7 . Gli effetti


dinamici di una ridu-
zione del disavanzo di
bilancio .
Una riduzione del di-
savanzo di bilancio
provoca inizialmente
un calo della produ-
zione . Nel corso del
tempo, la produzione
torna al suo livello
naturale .

Y, Y,:

Produzione, Y

FiG. 14 .8. Gli effetti


dinamici di una ridu-
zione del disavanzo di
bilancio sulla produ-
zionee sul tasso di
cleresse .
La riduzione del disa-
vanzo nel breve pe-
riodo riduce la pro-
duzione e il tasso di
interesse . Nel lungo
periodo, la produzio-
ne torna al suo livello
0 naturale, mentre il
.C. tasso di interesse di-
minuisce ulteriormen-
te verso il suo valore
di lungo periodo .

Y,;
Produzione, Y

monetari reali aumentano muovendo la LM verso il basso, in L11', e compensan-


do parzialmente la riduzione della produzione . L'effetto iniziale della riduzione
del disavanzo è quindi di spostare l'economia da A ad A' (che corrisponde al
punto A' della figura 14 .7) . Sia la produzione sia il tasso di interesse sono minori
di prima . Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, ciò che accade agli investi-
menti è ambiguo : la minor produzione riduce gli investimenti, ma il maggior tas-
so di interesse li fa aumentare .
Nel corso del tempo, una produzione inferiore al suo livello naturale - cioè
una disoccupazione superiore al tasso naturale - provoca un'ulteriore riduzione
3 62 CAPITOLO 14

dei prezzi . Fintanto che la produzione è inferiore al suo livello naturale, i prezzi
scendono e la curva L { si sposta verso il basso . L'economia si sposta dal punto
A' verso il basso, lungo la E', e alla fine raggiunge A" (che corrisponde ad A"
nella figura 14 .7) . In A", la curva L.A1 è data da LM" . La produzione è di nuovo
al suo livello naturale, ma il tasso di interesse ora è uguale a i", che è minore di i .
Infatti, la composizione della produzione ora è diversa . Per capire come e per-
ché, riscriviamo l'equazione IS, tenendo conto che sia in A sia in A", la produzio-
ne è al suo livello naturale, Y = Y,;:

Y„=G(Y,,-T)+I(Y,;,i)+G

Poiché il reddito e le imposte non sono cambiati, il consumo è lo stesso di prima .


Per ipotesi, la spesa pubblica, G, è minore di prima . Ne segue che l'investimento,
L, deve essere maggiore di quanto non fosse prima della riduzione della spesa
pubblica . Più precisamente, l'investimento deve essere più elevato di un ammon-
tare esattamente uguale alla riduzione del disavanzo di bilancio . In altre parole,
nel lungo periodo, una riduzione del disavanzo di bilancio porta sicuramente a
una diminuzione del tasso di interesse e a un aumento dell'investimento .

5 .2 . Disavanzi di bilancio, produzione e investimento

Il nostro modello ci porta a due conclusioni .


1) Nel breve periodo, una riduzione del disavanzo di bilancio provoca una
diminuzione della produzione e potrebbe anche ridurre l'investimento . Il tratta-
mento approfondito delle aspettative del paragrafo 3 del capitolo 9, che abbiamo
trascurato in questo paragrafo, ci suggerisce che questa conclusione deve essere
precisata: nella misura in cui la riduzione del disavanzo induce le persone e le
imprese ad aspettarsi tassi di interesse minori in futuro, essa può generare un au-
mento della spesa privata che compensa parte della riduzione della spesa pubbli-
ca . È persino possibile che la riduzione del disavanzo di bilancio provochi un au-
mento netto della spesa totale, e quindi un aumento della produzione nel breve
periodo . Ma questo caso deve essere considerato un'eccezione piuttosto che la re-
gola . La conclusione principale rimane che, nel breve periodo, è probabile che la
riduzione del disavanzo provochi una recessione .
2) Gli effetti di lungo periodo di una riduzione del disavanzo sono invece del
tutto diversi . La produzione torna al suo livello naturale, il tasso di interesse è
più basso, e l'investimento è più elevato . Non abbiamo ancora tenuto conto degli
effetti dell'investimento sull'accumulazione di capitale e degli effetti del capitale
sulla produzione . Ma è facile vedere come cambierebbe la nostra conclusione in
quel caso . Nel lungo periodo, un disavanzo di bilancio minore induce un aumen-
to dell'investimento, quindi una maggiore accumulazione di capitale e una produ-
zione più elevata .
Finora, in questo paragrafo, abbiamo analizzato gli effetti di una variazione
del risparmio pubblico (ricordiamo infatti che la riduzione del disavanzo equivale
a un aumento del risparmio pubblico) . I risultati sarebbero stati simili se avessi-
mo analizzato una variazione del risparmio privato . Consideriamo, ad esempio,
gli effetti di una riduzione del grado di fiducia dei consumatori che induce gli
stessi a risparmiare di più ad ogni livello di reddito, cioè ad aumentare la loro
propensione marginale al risparmio .
Nel breve periodo, questo aumento della propensione marginale al rispar-
mio porterà probabilmente a una riduzione della produzione e dell'investimento,

UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 363

proprio come farebbe una riduzione del disavanzo di bilancio . È questo il para-
dosso del risparmio che abbiamo illustrato nel capitolo 3 : un tentativo di rispar-
miare di più (spendere meno nel caso di riduzione del disavanzo) potrebbe in ef-
fetti ridurre la produzione, il risparmio e l'investimento .
® Nel lungo periodo, tuttavia, il paradosso svanisce . Alla fine, un aumento
della propensione marginale al risparmio o una riduzione del disavanzo di bilan-
cio causano un aumento dell'investimento e, attraverso l'accumulazione di capita-
le, un aumento della produzione .
Il dissenso tra gli economisti circa gli effetti di misure volte ad aumentare il
risparmio pubblico o privato deriva spesso da differenze nell'orizzonte temporale
considerato . Chi è interessato al breve periodo si preoccupa degli effetti recessivi
di tali misure e della riduzione temporanea del risparmio e dell'investimento . Chi
invece è interessato all'effetto finale sul risparmio e sull'investimento, enfatizza
l'aumento degli stessi che si verifica nel lungo periodo .

6 . Le fluttuazioni del prezzo del petrolio


Negli anni Settanta, in seguito alla costituzione dell'OPEc (Organization of
Petroleum Exporting Countries), il cartello dei maggiori paesi produttori di pe-
trolio, il prezzo del petrolio aumentò drasticamente . Comportandosi da monopo-
lista, l'OPEC ridusse l'offerta di petrolio aumentandone in tal modo il prezzo . La
figura 14 .9, che riporta il rapporto tra il prezzo del greggio e l'indice dei prezzi
alla produzione sin dal 1960, mostra gli effetti della formazione dell'OPEc . Il
prezzo relativo del petrolio, che era rimasto pressoché costante nel corso degli
anni Sessanta, triplicò tra il 1970 e il 1982, come risultato di due bruschi aumenti
di prezzo, il primo negli anni 1973-75, il secondo negli anni 1979-81 .
Dal 1982 in poi, tuttavia, il cartello non è più riuscito a far rispettare le quote
di produzione fissate per ciascuno dei suoi membri . Alcuni paesi hanno iniziato a
produrre più della quota loro assegnata e l'offerta di petrolio sul mercato mon-
diale ha continuato ad aumentare, causando una forte riduzione del prezzo .

275 FIG . 14 .9 . Il prezzo


del petrolio rre;,qio,
250
Negli anni Settanta ci
sono stati due bruschi
225 aumenti del prezzo
relativo del petrolio,
8 200 seguiti da una ridu-
zione nel decennio
Il
successivo .
e' 175
U
Fonte: Us Department
of Labor, Bureau of
c 150
Labor Statistics .

125

100

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
75
1960 1964 1968 1972 1976 1980 1984 1988 1992 1996
Anno

-10

364 CAPITOLO 14

Come mostra la figura 14 .9, la rottura dell'OPE(, ha portato con sé una costante
diminuzione del prezzo relativo del greggio . Da un picco di 264 nel 1981, nel
1995 esso era sceso a 96, al di sotto del livello del 1960 .
Volendo studiare gli effetti di un aumento del prezzo del petrolio, si pone un
problema ovvio : il prezzo del petrolio non appare né nell'equazione dell'offerta
aggregata, né in quella della domanda aggregata' Infatti, finora abbiamo assunto
che l'unico fattore produttivo fosse il lavoro . Per analizzare le crisi petrolifere do-
vremmo quindi abbandonare questa ipotesi irrealistica, riconoscere che la produ-
zione è ottenuta impiegando lavoro e altri fattori (tra cui l'energia), e derivare le
implicazioni sui salari e sui prezzi di un aumento del prezzo del petrolio . Prende-
remo invece una scorciatoia : rappresenteremo l'aumento del prezzo del petrolio
con un aumento di µ, il markup sui costi . La giustificazione è immediata : dati i
salari, un aumento del prezzo del petrolio fa aumentare i costi di produzione non
derivanti dal lavoro e quindi induce le imprese ad aumentare i prezzi .
Vediamo quindi gli effetti dinamici di un aumento del markup sulla produzio-
ne e sui prezzi . Per fare questo, è meglio andare a ritroso nel tempo, iniziando
coi chiederci cosa succede nel lungo periodo, per poi descrivere la dinamica del-
l'aggiustamento .

6.1 . Effetti sul tasso naturale di disoccupazione


Chiediamoci innanzitutto cosa succede al tasso naturale di disoccupazione in
seguito all'aumento del prezzo del petrolio . La figura 14 .10 riproduce la descri-
zione dell'equilibrio sul mercato del lavoro introdotta nel capitolo 13 . La curva
dei salari è inclinata negativamente . L'equazione dei prezzi è rappresentata da
una retta orizzontale in corrispondenza di W7P = 1/(1 + µ) . L'equilibrio iniziale è
nel punto A, e il tasso naturale di disoccupazione iniziale è u,, .
Un aumento del markup sposta verso il basso la curva dei prezzi, da PS a
PS': quanto maggiore è il markup, tanto minore è il salario reale derivante dalla
determinazione dei prezzi . L'equilibrio si sposta da A ad A', Il salario reale è più
basso. Il tasso naturale di disoccupazione è maggiore : per indurre i lavoratori ad
accettare un salario reale inferiore è necessario un aumento della disoccupazione .

Fic . 14 .10 . Gli effetti


di un aumento del
prezzo del petrolio
sul tris) naturale di
disoccupazione .
Un aumento del prez-
zo del petrolio riduce PS
il salario reale e au-
menta il tasso natura-
le di disoccupazione. I
I I
I I
I I
I I IV/S

I I
I
u,. u;,
Tasso di disoccupazione, u

UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 365

L'aumento del tasso naturale di disoccupazione comporta una riduzione del


livello naturale di occupazione . Se assumiamo che la relazione tra occupazione e
produzione sia invariata - cioè, che ogni unità eli prodotto richieda ancora un la-
voratore, oltre all'uso di energia - allora la riduzione del livello naturale di occu-
pazione genera un'identica riduzione del livello naturale di produzione . In sintesi,
uri aumento del prezzo del petrolio fa diminuire il livello naturale di produzione .

6 .2 . La dinamica de11'aggiustamento
Vediamo ora il processo di aggiustamento . Supponiamo che prima dell'au-
mento del prezzo del petrolio, l'economia si trovi nel punto Al della figura 14 .11,
con la produzione al suo livello naturale, Y,,, e un livello dei prezzi costante (per
cui T›, = P1 _,). Abbiamo appena visto che un aumento del prezzo del petrolio ri-
duce il livello naturale di produzione da Y, ; a Y, . Ora vogliamo sapere cosa suc-
cede nel breve periodo e come avviene il passaggio da Y, a Y, .
Ricordiamo che l'offerta aggregata è descritta da :

P=P_ r (1+9)F 1- L T l

,zl

Un aumento del markup fa aumentare il livello dei prezzi a ogni dato livello di
produzione . Quindi, nel breve periodo, la curva di offerta aggregata si sposta
verso l'alto .
Possiamo anche essere più specifici circa l'ammontare dello spostamento, e ci
tornerà utile in seguito . Dal paragrafo 1 sappiamo che la curva di offerta aggrega-
ta passa sempre attraverso il punto in cui la produzione è uguale al suo livello
naturale e il livello (effettivo) dei prezzi è uguale al livello atteso da chi fissa i sa-
lari . Quindi, prima dell'aumento del prezzo del petrolio, la curva di offerta aggre-

FIG . 14 .11 . Gli effetti


dinamicidiuH'au-
mento d,~ :pre;z ;-, ~ A
ocuo io .
Un aumento del prez-
zo del petrolio provo-
11c ca, nel breve periodo,
uri calo della produ-
zione e un aumento
del livello (lei prezzi .
Nel corso del tempo,
la produzione dimi-
nuisce ulteriormente e
il livello dei prezzi au-
menta ulteriormente .
AD

Y
Produzione . Y
3 66 CAPITOLO 14

gata passa per il punto A, dove la produzione è uguale a Y, ; e il livello dei prezzi
è uguale a P; _ i (in quanto stiamo assumendo che le aspettative siano tali per cui
P;'=P. 1 ) . Dopo l'aumento del prezzo del petrolio, la nuova curva di offerta ag-
gregata passa per il punto B, dove la produzione è uguale al suo nuovo livello na-
turale Y,' (che è minore di prima) e il livello dei prezzi è uguale a P. t . Quindi .
la curva di offerta aggregata si sposta da AS ad AS' .
Cosa succede alla curva di domanda aggregata? Si sposta anch'essa in seguito
all'aumento del prezzo del petrolio? Sono molti i canali attraverso i quali la do-
manda potrebbe essere influenzata (a un dato livello dei prezzi) . Un prezzo più
elevato del petrolio potrebbe indurre le imprese a cambiare i loro progetti di in-
vestimento, eliminandone alcuni e/o scegliendo macchinari meno intensivi in
energia . Inoltre, l'aumento del prezzo del petrolio ridistribuisce reddito dagli ac-
quirenti ai produttori di greggio . Questi ultimi potrebbero avere una propensione
marginale al risparmio più elevata rispetto agli acquirenti, come fu effettivamente
nel caso dei paesi Oi , r.c negli anni Settanta . Per evitare complicazioni, poiché al-
cuni effetti spostano la curva di domanda aggregata verso sinistra e altri verso de-
stra, assumeremo semplicemente che gli effetti si compensino l'uno con l ' altro e
la domanda aggregata non si sposti .
Nel breve periodo, l'economia si sposta quindi da A ad A' . Laumento del
prezzo del petrolio induce le imprese ad aumentare i prezzi ; a sua volta l'aumen-
to dei prezzi riduce la domanda e la produzione . Si noti la diversità degli effetti
di shock negativi alla domanda e all'offerta : i primi (di cui abbiamo visto un
esempio nel paragrafo 5) riducono sia la produzione sia i prezzi ; i secondi (in
questo caso, un aumento del prezzo del petrolio) riducono la produzione, ma au-
mentano i prezzi .
Cosa accade nel corso del tempo? Mentre la produzione è diminuita, il livello
naturale di produzione si è ridotto ancor di più . Nel punto A' l'economia è anco-
ra sopra il nuovo livello naturale di produzione Y' . Questo comporta un ulterio-
re aumento dei prezzi . Nel tempo, quindi, l'economia si sposta da A' ad A" . Nel
punto A" la produzione è uguale al suo nuovo livello naturale e i prezzi sono più
elevati di prima dello shock petrolifero . Quindi, variazioni dell'offerta aggregata
influenzano la produzione non solo nel breve, ma anche nel lungo periodo .
Come si concilia la nostra analisi con quanto è effettivamente accaduto dopo
la prima crisi petrolifera? La tabella 14 .1 riporta i fatti macroeconomici fonda-
mentali .
Dal 1973 al 1975, l'aumento cumulato del prezzo del petrolio (in dollari) è
stato del 77,3% . Le conseguenze sono in linea con le previsioni del nostro mo-
dello, cioè una recessione associata a forti aumenti dei prezzi . Nel 1974 e nel
1975, la crescita del PIL è stata negativa e l'inflazione (misurata dal deflatore del
Pu,) maggiore dell'anno precedente . A quel tempo, questa combinazione di feno-

TAB . 14 .1 . Gli effetti di un aumento del prezzo del petrolio, 1973-75 (%)
1973 1974 1917 5

Tasso di variazione del prezzo del petrolio 10,4 51,8 15,1


Tasso di variazione dcl dellatore del PII . 6,4 8,7 9,6
Tasso di crescita (lei Pa . 5,2 -0.6 -0,8
Tasso di disoccupazione 4,9 5 .6 8,5

Foote: «Economic Report of the President>, 1995 .


UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 3 67

meni economici - che è stata battezzata stagflazione, per esprimere l'idea di sta-
gnazione e inflazione - era del tutto nuova agli economisti e per questo negli anni
successivi ha innescato una intensa ricerca sugli effetti degli shock all'offerta . Al
tempo della seconda crisi petrolifera, alla fine degli anni Settanta, i macroccono-
misti erano più preparati per capirla .
Molte questioni rimangono tuttora aperte . Una delle più intriganti riguarda
l'eventuale simmetria degli effetti di variazioni del prezzo del petrolio o di altre
materie prime, cioè se shock negativi e positivi abbiano effetti simmetrici sulla
produzione . L'importanza di questo problema deriva dal fatto che gli effetti posi-
tivi sulla produzione di una forte riduzione del prezzo del petrolio nel 1982 sem-
brano essere stati più deboli degli effetti negativi causati dall'aumento del prezzo
del petrolio negli anni Settanta .

Conclusioni

Questo capitolo è stato lungo e importante . Cerchiamo di riassumerne le con-


clusioni .

7 .1 . Breve periodo e lungo periodo

Uno dei messaggi fondamentali del capitolo è che variazioni di politica eco-
nomica, o in generale del contesto economico - da cambiamenti del grado di fi-
ducia dei consumatori a variazioni del prezzo del petrolio - di solito hanno effet-
ti diversi nel breve e nel lungo periodo . Abbiamo analizzato gli effetti di
un'espansione monetaria, di una riduzione del disavanzo di bilancio, e di un au-
mento del prezzo del petrolio . I risultati principali sono riassunti nella tabella
14 .2 . Un'espansione monetaria, ad esempio, influenza la produzione nel breve,
ma non nel lungo periodo . Una riduzione del disavanzo di bilancio nel breve pe-
riodo riduce la produzione e il tasso di interesse, e può pertanto deprimere l'in-
vestimento . Ma nel lungo periodo il tasso di interesse diminuisce e la produzione
torna al suo livello naturale, per cui l'investimento aumenta sicuramente . Un au-
nmento del prezzo del petrolio riduce la produzione non solo nel breve, ma anche
nel lungo periodo .

TAB . 14 .2 . Effetti di breve e di lungo periodo di un'espansione monetaria, di una ri-


duzione del dilravanzo di bilancio e di un aumento del prezzo del petrolio
sulla produzione, sul tasso di interesse e sul livello dei prezzi
Breve periodo Lungo periodo
Livello di Tasso di livello dei Livello di Tasso di Livello dei
produzione interesse prezzi produzione interesse prezzi
Espansione monetaria aumento riduzione aumento nessuna nessuna aumento
(piccolo) variazione variazione
Riduzione del disavanzo riduzione riduzione riduzione nessuna riduzione riduzione
di bilancio (piccola) ariazionc
Aumento del prezzo
del petrolio riduzione aumento aumento riduzione aumento aumento
3 68 CAPITOLO 14

Questa differenza tra effetti di breve e di lungo periodo è una delle ragioni
del dissenso degli economisti circa le prescrizioni di politica economica . Alcuni
economisti credono che l'economia si aggiusti velocemente al suo equilibrio di
lungo periodo, e quindi enfatizzano gli effetti di lungo periodo . Altri credono in-
vece che il processo di aggiustamento attraverso il quale la produzione torna al
suo livello naturale sia lento, per cui enfatizzano gli effetti di breve periodo . Essi
sono più propensi a usare una politica monetaria attiva e a incorrere in disavanzi
di bilancio per uscire da una recessione, anche se nel lungo periodo la moneta è
neutrale e i disavanzi di bilancio hanno effetti negativi' .

7 .2 . Shock e meccanismi di propagazione

Questo capitolo ci insegna un modo generale per analizzare le fluttuazioni


della produzione (chiamate anche ciclo economico) - cioè le variazioni della pro-
duzione attorno al suo trend (che abbiamo finora ignorato, ma su cui ci concen-
treremo nei capitoli dal 26 al 29) .
L'economia è costantemente colpita da shock all'offerta aggregata, alla do-
manda aggregata, o a entrambe . Questi shock possono essere variazioni del con-
sumo derivanti da cambiamenti della fiducia dei consumatori, variazioni dell'inve-
stimento, variazioni della domanda estera di beni nazionali, variazioni delle deci-
sioni di investimento finanziario, e così via . Oppure essi possono provenire da
cambiamenti di politica economica - una nuova legge fiscale, un nuovo program-
ma di investimenti in infrastrutture o la decisione della banca centrale di conmbat-
tere l'inflazione attraverso una stretta monetaria' .
Ogni shock ha effetti dinamici sulla produzione e sulle sue componenti . Que-
sti effetti dinamici sono chiamati meccanismi di propagazione dello shock . I
meccanismi di propagazione sono diversi per ogni shock . Gli effetti sull'attività
economica possono essere apprezzabili all'inizio e poi svanire nel tempo . Oppure
essi possono cumularsi progressivamente per un certo periodo di tempo e poi
scomparire . Abbiamo visto, ad esempio, che gli effetti di un aumento della mone-
ta sulla produzione sono massimi dopo circa sei-nove mesi e poi diminuiscono
lentamente, man mano che i prezzi aumentano in proporzione all'aumento dello
stock di moneta . Alcuni shock hanno effetti anche nel lungo periodo . È il caso
degli shock che hanno effetti permanenti sull'offerta aggregata, come un aumento
permanente del prezzo del petrolio .
Le fluttuazioni della produzione sono causate da una serie continua di shock,
ciascuno con il proprio meccanismo di propagazione . A volte, alcuni shock sono
in grado di causare una recessione . Le due recessioni degli anni Settanta furono
dovute in gran parte ad aumenti del prezzo del petrolio ; la recessione dei primi

1 Torneremo a questi temi più volte nel libro . Si veda in particolare il capitolo 23, che
analizza i periodi di elevata disoccupazione come la Grande depressione, e i capitoli dal 18 al
20, che descrivono la politica macroeconomica in generale .
3 La definizione di shock solleva questioni quasi filosofiche . Supponiamo che il fallimento
di un programma economico in un paese straniero porti alla caduta della democrazia in quel
paese, che a sua volta aumenta il rischio di un conflitto nucleare, che riduce la fiducia dei con-
sumatori nazionali, che a sua volta comporta un aumento del risparmio a parità di reddito cor-
rente . Qual c lo shock - il programma fallito, la caduta della democrazia, l'aumento del rischio
di conflitto nucleare, o il calo di fiducia dei consumatori? In pratica, dobbiamo tagliare la cate-
na di causalità da qualche parte . In questo caso, possiamo quindi considerare il calo di fiducia
dei consumatori come lo shock, ignorando le sue cause .
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALE 369

anni Ottanta a un brusco cambiamento della politica monetaria ; la recessione dei


primi anni Novanta è stata causata soprattutto da un'improvvisa riduzione della
fiducia dei consumatori . Altre volte, gli shock sono tali da generare espansioni :
come abbiamo visto in un quadro del capitolo 12, la prolungata espansione degli
anni Ottanta è stata causata in parte dagli effetti della ripresa da una precedente
recessione e in parte dagli effetti di ampi disavanzi di bilancio . Ciò che chiamia-
mo ciclo economico è il risultato di questi shock e dei loro effetti dinamici sulla
produzione .

7 .3 . Produzione, disoccupazione e inflazione


Nel costruire il modello di questo capitolo, abbiamo assunto che lo stock no-
minale di moneta fosse costante . In altre parole, anche se abbiamo considerato
gli effetti di un aumento dello stock nominale di moneta (nel paragrafo 4), non
abbiamo analizzato una crescita sostenuta dell'offerta di moneta . Una conseguen-
za di questa ipotesi è un livello costante dei prezzi nel lungo periodo, cioè l'as-
senza di inflazione . Ora dobbiamo abbandonare questa ipotesi e introdurre la
crescita dell'offerta di moneta . Solo così potremo spiegare perché l'inflazione è
generalmente positiva e pensare alle sue relazioni con l'attività economica . Alle
relazioni tra variazioni della disoccupazione, della produzione e dell'inflazione
sono dedicati i prossimi due capitoli .

• Il modello AS-AD descrive l'andamen- periodo, la produzione torna al suo livello na-
to della produzione e dei prezzi, tenendo con- turale, che è determinato dall'equilibrio nel
to dell'equilibrio sui mercati reali, finanziari e mercato del lavoro .
del lavoro . Una politica monetaria espansiva com-
• L'equazione di offerta aggregata descri- porta nel breve periodo tiri aumento dei saldi
ve gli effetti della produzione sul livello dei monetari reali, una riduzione del tasso di in-
prezzi . È una relazione tra il livello (effettivo) teresse e un aumento della produzione . Nel
dei prezzi, il livello atteso dei prezzi e il livel- corso del tempo, il livello dei prezzi aumen-
lo di produzione, risultante dall'equilibrio sul ta, facendo diminuire i saldi monetari reali
mercato del lavoro . Un maggior livello atteso finché la produzione non torna al suo livello
dei prezzi si riflette uno a uno in un maggiore naturale . Nel lungo periodo, la moneta è
livello effettivo dei prezzi . Un aumento della neutrale : essa non influisce sulla produzione,
produzione riduce la disoccupazione, aumenta e variazioni dello stock di moneta si riper-
i salari e quindi il livello dei prezzi . cuotono in aumenti proporzionali del livello
I® L'equazione di domanda aggregata de- dei prezzi .
scrive gli effetti del livello dei prezzi sulla ® Una riduzione del disavanzo di bilan-
produzione . Essa è derivata dall'equilibrio nei cio provoca nel breve periodo una diminuzio-
mercati reali e finanziari . Un aumento del li- ne della domanda di beni e quindi della pro-
vello dei prezzi riduce i saldi monetari reali, duzione . Nel corso del tempo, il livello dei
provocando un aumento del tasso di interesse prezzi diminuisce, causando un aumento dei
e una riduzione della produzione . saldi monetari reali e una riduzione del tasso
• Nel breve periodo, le fluttuazioni della di interesse . Nel lungo periodo, la produzione
produzione derivano da variazioni sia dell'of- torna al suo livello naturale, ma il tasso di in-
ferta sia della domanda aggregata . Nel lungo teresse è inferiore e l'investimento maggiore .
37 0 CAPITOLO 14

> Un aumento del prezzo del petrolio l'economia si aggiusti velocemente al suo
provoca, sia nel breve sia nel lungo periodo, equilibrio di lungo periodo e quindi enfatizza-
una riduzione della produzione . Nel breve pe- no gli effetti di lungo periodo . Altri credono
riodo, esso comporta un aumento dei prezzi, che il processo di aggiustamento attraverso il
che riduce i saldi monetari reali e causa una quale la produzione torna al suo livello natu-
contrazione della domanda e della produzio- rale sia lento, per cui tendono a enfatizzare gli
ne . Nel lungo periodo, esso riduce i salari rea- effetti di breve periodo .
li pagati dalle imprese e aumenta il tasso na- Il ciclo economico è il risultato di una
turale di disoccupazione, che a sua volta ridu- serie continua di shock all'offerta o alla do-
ce il livello naturale di produzione . manda aggregata, e degli effetti dinamici di
0- La differenza tra effetti di breve e di ognuno di questi shock sulla produzione. A
lungo periodo è una delle ragioni del dissenso volte gli shock sono tali da provocare una re-
degli economisti circa le prescrizioni di politi- cessione ; altre volte invece generano un'e-
ca economica. Alcuni economisti credono che spansione sostenuta della produzione .

Termini chiave

equilibrio generale stagflazione


equazione di offerta aggregata fluttuazioni della produzione, o ciclo econo-
equazione di domanda aggregata mico
neutralità della moneta shock
offerta attesa di moneta meccanismo di propagazione
offerta inattesa di moneta

1 . Per ciascuna delle seguenti variazioni, 3 . Supponete che i sussidi di disoccupa-


indicate quale o quali curve sono inizialmente zione aumentino in modo permanente .
influenzate (IS, LM, AS, e AD) e in quale di- a) Cosa accadrà nel lungo periodo? Illu-
rezione avviene lo spostamento iniziale . strate la vostra risposta con :
a) Un aumento della spesa pubblica . i) uno schema AS-AD ;
b) Un aumento dell'offerta nominale di ii) le curve dei prezzi e dei salari .
moneta . b) Cosa accadrà nel breve periodo? Illu-
c)) Un aumento del prezzo del petrolio. strate la vostra risposta con :
d) Una riduzione della fiducia dei consu- i) uno schema AS-AD ;
matori . ii) uno schema IS-LM .

2. Discutete ciascuna delle seguenti affer- 4. Supponete che la curva IS sia verticale .
mazioni. a) Cosa ci dice questa ipotesi a proposito
a) «Poiché la moneta è neutrale, non ser- del comportamento economico?
ve affatto cercare di usare la politica moneta- b) Come sarebbe la curva di domanda ag-
ria per influenzare il livello di produzione» . gregata?
b) «Poiché la politica fiscale non può c) Cosa accadrebbe nel corso del tempo
cambiare il livello naturale di produzione, se il livello di produzione risultante dalla do-
possiamo affermare che anche la spesa pub- manda aggregata fosse diverso dal livello na-
blica è neutrale» . turale di produzione?
c) «Tutte le recessioni degli ultimi 25 anni
sono state causate da variazioni della politica 5 . Quali tipi di cambiamenti del sistema
economico sarebbero probabilmente in grado di
UN'ANALISI DI EQUILIBRIO GENERALI : 371

ridurre il tempo necessario per la realizzazione tuare una politica monetaria espansiva . Altri
della neutralità di lungo periodo della moneta? economisti affermano invece che tale obiettivo
si raggiunge attraverso un maggior risparmio
6 . Alcuni economisti affermano che per privato c/o la riduzione del disavanzo di bi-
avere un tasso di interesse basso bisogna at- lancio . Chi ha ragione?

Per saperne di più

Una discussione approfondita degli effetti chs, Economics of Worldwide Stagflation, Cam-
di shock all'offerta è data da MI . Bruno e j . Sa- bridge, MA, Harvard University Press, 1.985 .

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