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Ministero dell'Università e della Ricerca

Alta Formazione Artistica e Musicale

Conservatorio Statale di Musica “Girolamo Frescobaldi” Ferrara

Diploma accademico di I livello

Corso: sassofono

L'INFLUENZA

DELL'"ADOLPHE SAX INTERNATIONAL

COMPETITION" NELL'EVOLUZIONE DEL

REPERTORIO SASSOFONISTICO

Relatore Presentata da

Prof. Marco Gerboni Andrea Baù

Sessione Autunnale

Anno accademico 2020/2021

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Indice

1. L'”Adolphe Sax International Competition”

1.1 Panoramica e cenni generali

1.2 Primo Round

1.3 Semifinale

1.4 Finale

2. La testimonianza di Nicola Peretto

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Premessa

Alla base di questo studio vi è l'analisi di come è cambiato il repertorio musicale

eseguito alle varie edizioni dell'"Adolphe Sax International Competition" di Dinant

(Belgio), il più prestigioso concorso di musica dedicato al sassofono classico. In

particolare verranno prese in esame le scelte dei brani da parte sia della giuria del

concorso sia dei concorrenti e di come queste sono cambiate.

Le motivazioni che mi hanno spinto ad approfondire tale tema sono legate al percorso di

studi che sto per terminare, questi tre anni sotto la guida del Maestro Marco Gerboni

sono stati di grande stimolo per me nel favorire la mia crescita musicale e personale,

molti dei brani che ho affrontato in questo periodo sono stati eseguiti al concorso di

Dinant, in particolare i due che eseguirò alla prova finale sono stati due brani importanti

alla 5a edizione del concorso, da qui la scelta di approfondire questo argomento.

Tengo a ringraziare vivamente il Maestro per la sua eccezionale sensibilità

musicale, la grandissima disponibilità nei confronti dei suoi allievi e la grande passione

che lo accompagna nell'insegnamento, ringrazio inoltre Nicola Peretto per la sua

gentilezza, disponibilità ed esaustività nel fornire la propria testimonianza.

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1. L'”Adolphe Sax International Competition”

1.1 Panoramica e cenni generali

L'”Adolphe Sax International Competition” (ASIC) è considerato il concorso di musica

più prestigioso al mondo per quanto riguarda il sassofono classico, fu fondato nel 1994

e ha sede ogni 4 anni a Dinant, Belgio, città natale dell'inventore dello strumento a cui è

dedicato e di cui porta il nome. Il concorso è aperto a sassofonisti di alto livello di ogni

nazionalità che non abbiano ancora compiuto 31 anni al momento della finale del

concorso e musicalmente è supervisionato da un Comitato Musicale presieduto da Alain

Crepin, compositore e professore di sassofono al Conservatoire Royal de Bruxelles, e

composto da insegnanti di sassofono provenienti dai più prestigiosi Conservatori e

Accademie del Belgio. La giuria, anch'essa presieduta da Crepin, è formata da

personalità di spicco nell'ambiente sassofonistico che rappresentano differenti scuole di

tutto il mondo. L'"International Adolphe Sax Association" (IASA) inoltre commissiona

ad ogni edizione del concorso la composizione di un brano per sassofono contralto e

orchestra che andrà eseguito obbligatoriamente dai finalisti.

La competizione si articola in: preselezione tramite video che permette l'accesso a non

più di centocinquanta candidati al concorso, il primo round in loco della durata di

massimo 20 minuti per candidato, la semifinale della durata di massimo 40 minuti per i

18 concorrenti che superano la fase precedente e la finale, anch'essa della durata di

massimo 40 minuti per i 6 concorrenti che vi accedono.

Il primo ASIC è sfortunatamente poco documentato, sappiamo solamente che si è tenuto

nel 1994 e ha visto il franceseVincent David come vincitore, considerato attualmente

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uno dei più brillanti sassofonisti al mondo. Allo stesso modo anche il secondo ASIC è

poco documentato, si tenne 4 anni dopo nel 1998 con vincitore il francese Alexandre

Doisy. Dalla terza edizione tenutasi nel 2002 abbiamo l'intera lista dei candidati e dei

brani da loro scelti per la semifinale e finale del concorso, manca purtroppo ancora la

documentazione video delle loro performance, queste verranno documentate a partire

dalla quinta edizione tenutasi nell'anno 2010 e si possono trovare e ascoltare attraverso

il portale web Youtube al canale "AdolpheSaxTV", lo stesso vale per tutte le edizioni

successive fino alla settima e ultima tenutasi finora nel 2019.

Analizzando quelle che sono le scelte dei brani da parte sia della giuria che dei candati

alle varie edizioni del concorso è possibile trarre delle conclusioni su come sono

cambiati l'andamento di tali scelte e la natura del repertorio che viene eseguito.

1.2 Primo round

La prima prova in loco della competizione è suddivisa in 3 parti e prevede l'esecuzione

da parte di ogni candidato di una trascrizione obbligatoria di uno o più movimenti di un

brano di Johann Sebastian Bach, un brano obbligatorio per sassofono e pianoforte e un

brano a scelta del candidato tra una lista di brani data dalla commissione.

Nel 2014 il brano più gettonato a questa prima fase del concorso fu Prelude, Cadence et

Finale di Alfred Desenclos, scelto da 61 concorrenti, mentre il secondo più eseguito,

Divertimento di Roger Boutry, conta solo 14 esecuzioni, inoltre dei 18 passati al round

successivo 16 scelsero Desenclos, ciò sembra dare l'impressione che ci sia una scelta

“più corretta” o efficace tra i brani proposti dalla giuria.

Per quanto questo elaboratò tratterà in maniera più approfondita come i brani più recenti

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abbiano sostituito quelli di repertorio nelle ultime edizioni del concorso, è interessante

fare delle considerazioni anche su come è stata affrontata negli anni la prova sulle

trascrizioni.

Come è stato detto precedentemente, ad ogni edizione della competizione è prevista

l'esecuzione di una trascrizione di brani di J. S. Bach dal momento che il repertorio per

sassofono manca di brani di qualità precedenti al '900: nel 2010 fu resa obbligatoria

l'esecuzione dell'Allegro della Sonata No.2 in la minore, BWV 1003, nel 2014 il Presto

dalla Sonata No.1 in sol minore, BWV 1001 mentre nel 2019 l'Allemanda dalla Partita

per violino No.2 in re minore, BWV 1004. A tutte le edizioni veniva lasciata ai candidati

libera scelta sulla tonalità al quale eseguire la trascrizione e sulla fraseologia di

quest'ultima in riferimento alle edizioni URTEXT senza ritornelli, il brano però andava

obbligatoriamente eseguito al sassofono contralto. La scelta della tonalità non è una

cosa scontata, ad esempio nel 2014 la tonalità più scelta per l'esecuzione del Presto della

Sonata No.1 fu fa minore, un tono sotto l'originale. Non solo fu l'opzione più gettonata

ma anche la più efficace, il sassofono contralto trasporta una terza minore sotto la

tonalità reale, suonare quindi in re minore piuttosto che in mi minore comporta dei

vantaggi: questa tonalità permette di evitare i registri più estremi dello strumento, già

nella prima parte del movimento della sonata, suonandola nella sua tonalità originale, si

presenterebbe più volte il sol sovracuto (sib4 reale, supera l'estensione canonica dello

strumento, di più difficile emissione) che viene appunto evitato suonando in re minore.

16 su 18 semifinalisti scelsero di suonare un tono sotto della tonalità originale, ciò

indica che suonare in un range più confortevole per l'esecutore è preferibile che

mantenere la tonalità originale del brano, la perfezione tecnica viene quindi favorita alla

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motivazione filologica nella scelta della tonalità. Altro dato da tenere in considerazione

è il fatto che la maggior parte dei candidati passati alla semifinale scelsero di eseguire il

brano utilizzando la respirazione circolare (tecnica di esecuzione per strumenti a fiato

che permette di respirare senza interrompere il flusso d'aria che produce il suono) per

realizzare una fraseologia più autentica e vicina allo strumento originale da cui vengono

tratte le trascrizioni, ciò venne apprezzato dalla giuria probabilmente anche per

l'aggiunta di una difficoltà in più all'esecuzione, essendo questa tecnica ardua da

controllare.

Non si tratteranno le restanti parti di questo primo round in quanto le informazioni a noi

pervenute sono troppo variegate e non permettono di trarre delle conclusioni precise,

procederemo con l'analizzare la semifinale del concorso.

1.3 Semifinale

Se le informazioni tratte dall'analisi della prima fase eliminatoria sono troppo vaghe

ai fini della ricerca, è possibile invece individuare con magiore precisione una tendenza

nelle scelte dei concorrenti analizzando la seconda fase semifinale della competizione.

La semifinale si articola nell'esecuzione da parte di ogni candidato di un brano

obbligatorio scelto dalla commissione, un brano a scelta tra una lista data dalla giuria e

un brano a libera scelta del concorrente per sassofono solo, il concorrente potrà

utilizzare i sax soprano, contralto, tenore, baritono e basso in quest'ultima parte del

secondo round. Questa libera scelta all'esecutore è molto importante in quanto permette

di analizzare in maniera più mirata come queste si sono evolute nel corso delle edizioni

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della competizione.

Per quanto riguarda appunto quest'ultima parte del secondo round, il brano più gettonato

e apparentemente più efficace alle prime tre edizioni dell'ASIC fu Sequenza IXb di

Luciano Berio con 11 esecuzioni su 54 concorrenti (ricordiamo che ad ogni edizione si

esibiscono 18 candidati alla semifinale), 5 di questi 11 passarono in finale. Al secondo

posto per numero di esecuzioni troviamo In Freundschaft di Karlheinz Stockhausen con

8 scelte dalla sua parte e 5 esecuzioni vincenti.

Dall'edizione 2006 in poi le scelte dei partecipanti virarono su brani più nuovi come

Jungle di Christian Lauba e Misterious Morning III di Fuminori Tanada: proprio nel

2006 vennero eseguiti rispettivamente 10 e 8 volte su 18 candidati con una percentuale

del 50 e 25% di passare in finale. Il motivo di questo cambiamento nelle scelte da parte

dei candidati è probabilmente legato al fatto che sia Sequenza IXb sia In Freundschaft

non sono brani originali per sassofono ma sono adattamenti degli autori stessi di brani

per clarinetto, mentre gli altri brani “più giovani” sono scritti appositamente per lo

strumento. Altro motivo, probabilmente il più rilevante, è l'elevata presenza di tecnica

estesa in questi ultimi: Jungle richiede un'elevata dimestichezza nella tecina dello “slap-

tongue”, subtone e respirazione circolare mentre Misterious Morning III presenta in

gran quantità multifonici, growl intonato, quarti di tono e variazioni di timbro.

All'ultima 2019 edizione vediamo come questa tendenza si è consolidata: quest'ultima

semifinale ha visto una varietà di brani non presente nelle edizioni successive, tutti brani

composti recentemente e originali per sassofono, ad eccezione di Bug di Bruno

Mantovani scritto originariamente per clarinetto. Tutti i brani si accomunano da un

utilizzo variegato della tecnica estesa ai limiti delle possibilità dello strumento. I brani

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più significativi sono del compositore B. Mantovani Bug e L'incandescence de la

bruine, quest'ultimo da solo conta 11 esecuzioni, e di Christian Lauba Jungle, Worksong

e Samba che insieme contano 5 esecuzioni; altro brano che spicca di poco rispetto agli

altri aventi una media di 1-2 esecuzione per brano è nuovamente Misterious Morning

III di F. Tanada con 3 scelte dalla sua parte. Questi brani rappresentano il vistoso

progresso della tecnica sassofonistica degli ultimi decenni, sfruttano al massimo le

potenzialità dello strumento ai limiti dell'eseguibilità attraverso un estremo

virstuosismo, multifonici, slap-tongue, glissandi, armonici, quarti di tono, ecc. Questi

brani più di tutti permettono di dimostrare le capacità e potenzialità tecniche

dell'esecutore a svantaggio però di quelle che sono le doti più musicali e artistiche di

ognuno di questi, i brani di repertorio sembrano infatti quasi dimenticati, la loro natura

più lirica ed espressiva viene surclassata dalla difficoltà tecnica di questi nuovi brani più

competitivi e dalla loro scrittura contemporanea ricca di effettistica.

1.4 Finale

La finale consiste generalmente nell'esecuzione per ogni candidato di un brano

obbligatorio commissionato dall'IASA per ogni edizione del concorso e di un concerto

per sassofono e orchestra a scelta tra una lista, entrambi i brani sono eseguiti con

l'accompagnamento di un'orchestra da camera e non è presente nessuna restrizione per

quanto riguarda il suonare a memoria, sebbene venga preferito dagli esecutori, a

differenza dei principali concorsi internazionali che invece impongono l'esecuzione a

memoria. Per quanto riguarda la seconda parte della finale, la maggior parte dei

concorrenti della quinta edizione 2010 giustificò in un intervista la propria scelta con

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l'orgoglio nazionale: entrambi i russi Evgeny Novikov e Nikita Zimin eseguirono il

Concerto del compositore russo Alexandr Glazunov, Alexandre Soutillard e Miha

Rogina, quest'ultimo sloveno di origini ma intraprese i suoi studi musicali in Francia,

invece optarono per il Concerto del francese Pierre Max Dubois. Tra le varie edizioni ad

eccezione dell'ultima però il concerto che sembra essere stato la scelta più gettonata da

parte dei concorrenti e sembra aver riscontrato maggior successo è il Concerto per

Sassofono e Orchestra d'archi, op.14 di Lars-Erik Larsson, probabilmente perchè, tra gli

altri concerti di repertorio, spicca per difficoltà tecnica richiedendo un notevole

controllo del registro sovracuto dello strumento. Nell'ultima edizione invece il più

eseguito fu il Concerto di A. Glazunov, una novità che compare in questa edizione è la

scelta dei concorrenti di eseguire non le cadenze scritte dai compositori stessi del brano,

ma delle altre cadenze tecnicamente più difficili (vedi l'esecuzione di Nicolas

Arsenijevic del Concerto di A. Glazunov e l'esecuzione di Sandro Compagnon del

Concertino da camera di Jaques Ibert). Un dato interessante che conferma la tendenza

al virtuosismo e all'effettistica di queste ultime edizioni possiamo trovarlo in Noema di

Claude Ledoux, il brano obbligatorio alla finale dell'ultima edizione 2019: a differenza

dei precedenti brani commissionati dall'IASA appositamenteper il concorso, di carattere

sì contemporaneo in molti casi ma tendenzialmente più espressivi, a volte con scritture

più tradizionali (nell'edizione 2010 il brano obbligatorio “Rhapsody” di Andrè Waignein

era addiritura tonale), quest'ultimo si avvicina moltissimo ai brani delle semifinali delle

ultime edizioni. La scrittura rimanda a quella di Bruno Mantovani, ricco di tecnica

estesa, effettistica e funambolismi esagerati.

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2. La testimonianza di Nicola Peretto

La direzione in cui sta volgendo la scelta del repertorio a partire dalle più recenti

edizioni del concorso, questa tendenza all'effettistica e al virtuosismo fine a se stessi, al

tralasciare gli apetti più espressivi propri della musica, stanno lasciando molti musicisti

sempre più perplessi. Notevole è il caso di Nicola Peretto, sassofonista italiano definito

dalla società "Vandoren Paris", importante sponsor e marchio di accessori per strumenti

ad ancia, come «uno dei più brillanti sassofonisti della nuova generazione».

Nato ad Aosta, classe 1992, è vincitore di numerosi premi ad importanti concorsi

internazionali come il 1° premio del “ Concours International Adolphe Sax” di l’Hay-

Les-Roses (Parigi) nel 2016 e il 1° premio e premio speciale del "Classic Winds

International Competition" di Amburgo (Germania) nel 2018. Fu semifinalista alla 6a

edizione 2014 dell'ASIC e si qualificò per accedere alla prima fase eliminatoria della 7a

edizione 2019 dello stesso concorso, decise tuttavia di non partecipare. Le ragioni per

cui decise di ritirarsi sono molteplici, alcune più personali legate alla sua volontà di

chiudere il capitolo concorsi trovando grande soddisfazione alla vittoria del 1° premio al

prestigioso "Classic Winds International Competition", altre legate proprio al repertorio

richiesto all'ultima edizione dell'ASIC, definito dallo stesso «poco interessante e troppo

"sassofonistico" in senso negativo». Nicola fa notare come il sassofono sia «uno

strumento ancora poco accettato dal mondo "vero" della musica classica» e definisce un

peccato il fatto che ad un concorso di tale importanza (ricordiamo che l'ASIC è

considerato il più ambito e prestigioso concorso per sassofonisti al mondo) vengano

proposti «brani basati principalmente solo su acrobazie tecniche proprie allo strumento

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e superficiali musicalmente, come il brano d'obbligo alla finale [Noema di C. Ledoux]

in particolare».

Nicola auspica appunto a rendere il sassofono più apprezzato dal panorama musicale

classico favorendo l'secuzione di un repertorio che possa mettere in luce l'autentico

calore di questo strumento.

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Conclusioni

Abbiamo visto in questo studio, analizzando le scelte dei brani di giuria e concorrenti

alle varie fasi di questa competizione, come il repertorio musicale eseguitovi abbia

preso una direzione sempre più contemporanea nelle più recenti edizioni del concorso.

La natura di questo repertorio, sempre più pregno di tecnica estesa ed effettistica ma

scarno dal punto di vista musicale, sembra essere favorita dalla commissione nelle

valutazioni delle esecuzioni. Per quanto la natura propria dei concorsi sia la mera

competizione, è sconsolante vedere come la componente più espressiva, propria della

musica in senso lato, non venga considerata quanto merita e venga invece preferita

quella tecnica.

Restiamo comunque fiduciosi che il sassofono non venga isolato a questo tipo di

repertorio e che possa acquistare la stima che merita dal panorama musicale classico.

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Bibliografia

YouTube, “AdolpheSaxTV”
https://www.youtube.com/AdolphesaxTV
[consultato l'11/10/2021]

International Adolphe Sax Association, Adolphe Sax International Competition –


Extract From the Rules, Dinant, 2018.

International Adolphe Sax Association, Sito ufficiale


http://sax.dinant.be/en/competition
[consultato l'11/10/2021]

Programme CIAS 2019

International Adolphe Sax Association. 6 CIAS -Oeuvres. Dinant, 2014.

YouTube, “Dinanat Concours International de Saxophone 2010”


https://www.youtube.com/watch?v=4PMzOsYMZck
[consultato l'11/10/2021]

Corrispondenza con Nicola Peretto, dal 01/10/2021 al 10/10/2021

Jean-Marie Londeix, Hello! Mr. Sax, or Parameters of the Saxophone, Francia,


Leduc,1989

Nicola Peretto, Sito ufficiale


https://www.nicolaperetto.com/biography
[consultato l'11/10/2021]

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